LE CINQUANTAMILLESIMALI (LA GIUSTA MODALITA PRESCRITTIVA) Dott. M.Annibalini Era l anno 1842: Hahanemann completò la SESTA EDIZIONE dell Organon. Ci aveva lavorato negli ultimi anni della sua vita, che ebbe l epilogo nel 1843, all età di 88 anni. Ma non riuscì a pubblicarla. E la vedova del Maestro, di fatto ne impedì la pubblicazione, avendo chiesto una cifra enorme (si parla di 50.000 dollari.l avrà collegata alle cinquantamillesimali, di cui parleremo in questo articolo, chissa?) Fatto sta che bisognerà attendere il 1921 per la pubblicazione in lingua inglese, in America! Hahanemann disse che la Sesta edizione è vicina alla perfezione. Boericke disse: se l Omeopatia è una rivoluzione nel campo della medicina, la sesta edizione dell Organon è una rivoluzione nel campo della Omeopatia. Si tratta di un nuovo, diverso ma perfetto metodo di preparare i rimedi omeopatici, secondo la scala 50 millesimale. Finora ci si era basati sulla quinta edizione, che prevedeva l uso delle Centesimali. Il Maestro voleva superare alcune difficoltà riscontrate con le CH: gli aggravamenti omeopatici, le controversie sulla frequenza e l uso delle dosi, la forza elevata delle potenze CH. Pertanto la sesta edizione supera la quinta, è nata per avere rimedi più dolci e maneggevoli. Ma, dopo la pubblicazione del 1921, questa nuova metodica non ebbe molta diffusione, e bisognerà aspettare gli anni 50-60 per attirare l attenzione dei Medici su questa che dovrebbe essere una pratica prescrittiva costante. Poi man mano si acquisì esperienza, specie negli anni 80, e le Cinquantamillesimali ora sono un caposaldo della terapia omeopatica, specie nel mondo Unicista. Radicate nell uso, per opera degli eminenti successori di Hahnemann,, sono rimaste da sempre le CH, le K, le DH. Al paragrafo 246 della sesta edizione, Hahanemann scrive chiaro: ciò che dissi nella quinta edizione, in relazione alla prevenzione delle reazioni indesiderate della Forza Vitale, era tutto ciò che potevo dire nella mia esperienza di allora. Ma dopo 4-5 anni, il sistema è stato modificato e perfezionato e tutte le difficoltà spianate. Quindi dall uso delle CH, forti, si dovrebbe passare alle 50 millesimali, potenti ma dolci! Il paragrafo 270 illustra la metodica di preparazione di queste nuove diluizioni-dinamizzazioni, o potenze. Si prende una piccola porzione della sostanza base, un grano = 0,072 grammi o una goccia se liquido, lo si tritura per 3 ore con trecento grani di lattosio, con un procedimento piuttosto complesso, descritto bene in nota al paragrafo: si raggiunge una proporzione di uno a un milionesimo, come una 3CH. La triturazione delle sostanze di partenza, solida, liquida, oleosa, fa sì che diventino solubili in acqua e alcool, e poi così sprigionano la loro energia omeopatica Si prende un grano di questa polvere e lo si scioglie in 500 gocce di soluzione idroalcolica (100 gtt di alcool a 90 e 400 gtt di
acqua distillata). Poi una goccia di questa soluzione si versa in un flacone contenente 100 gocce di alcool assoluto (95 ). Si agita 100 volte. Quindi prima 1:500, poi 1:100, cioè 500x100= 50.000. Questo è il primo grado di dinamizzazione della medicina, la PRIMA POTENZA. Con essa si bagnano 500 globulini di zucchero (che pesano in totale 4 centigrammi), si fanno asciugare in carta assorbente e si chiudono in una boccetta con scritto PRIMA POTENZA, I. Ora si nomina 1LM oppure O/LM1, dove O significa granulo, o globulo. 1 sol granulo della 1LM viene sciolto (dopo averlo solubilizzato con una goccia di acqua) in 100 gocce di alcool assoluto, e si agita 100 volte: con questo liquido si imbevono altri 500 globuli di zucchero e questi si conservano in una boccetta con scritto 2 potenza o 2LM (evidentemente sia la soluzione che i granuli sono 2LM). Così di seguito si scioglie 1 granulo in 100 gocce di alcool assoluto, si dinamizza 100 volte, si bagnano altri granuli, di seguito fino alla trentesima, 30LM, in cui la sostanza iniziale è diluita e dinamizzata in modo altissimo, in diluizioni 100x500 ogni volta. Si conservano così i globuli delle varie LM, oppure, solitamente, un globulo di una potenza LM viene sciolto in 10-30 ml di una soluzione idroalcolica al 18-20-50% per la distribuzione al pubblico in flacone gocce. Oppure si preparano le Cure o le Capsule Potenziate. Nelle diluizioni 100:1, le CH, si ottengono medicine molto potenti, che non sono indicate per malati deboli, mentre le LM hanno altissima energia e azione dolcissima (nota al paragrafo 270); queste si possono usare nelle malattie acute e nelle malattie croniche, anche a brevi intervalli, iniziando dalle potenze basse e salendo gradatamente. Nella pratica si trovano globuli e gocce di LM, dalla LM1 alla LM30, o anche più, con cui c è grande versatilità di uso, specie nelle terapie prolungate. Esistono anche le Cure, le Scale, le Capsule Potenziate; di queste un tipo particolare, le Cure FG (Federico-Galassi), contengono capsule LM dinamizzate a scalare dalla prima in su. Poi un cenno alle POTENZA Q (quinquaginta): si differenziano dalle LM per il fatto che la preparazione viene fatta partendo da una triturazione con la pianta fresca. Hahanemann nei paragrafi successivi spiega bene come, in che dosi, a quali intervalli somministrare i rimedi: ad es. nel par. 273 dice chiaro e tondo che in nessun caso è necessario, e per questo soltanto non è lecito, somministrare al malato, in una volta, più di una medicina semplice, oppure un miscuglio di più medicine diverse tra loro: non è permesso di dare al malato due diverse medicine in una volta. E anche : la ripetizione di dosi identiche, ravvicinate di un rimedio è una cosa assurda: non si dovrebbe ripetere al malato, a secco, a breve intervallo, la stessa medicina: lo si può fare se la medicina invece che a secco viene somministrata in soluzione, avendo cura di dinamizzarla ogni volta. Più chiaro di così! Si dissipano tante diatribe sulla modalità prescrittiva in Omeopatia. Ma al paragrafo 190 delle Malattie Croniche ( ultima edizione del 1835), il Maestro dice: l uso di un certo numero di rimedi, in certi casi anche parecchi, somministrati uno
dopo l altro, viene richiesto perché la guarigione avvenga. Perché, dice il Maestro, la Psora ha multiformi manifestazioni, e richiede molti rimedi. Quindi non sempre Rimedio Unico, Pluralismo verso Unicismo! In pratica Hahanemann usava Rimedi Unitari diversi, ma mai insieme, provava un rimedio, se del caso, ne dava in successione un altro diverso. In questo caso, e gli esempi sono tanti, scritti in vari libri e lettere, si può affermare che Hahnemann non era Unicista! Bisogna considerare se parliamo di sintomatici, patologie semplici, oppure se dobbiamo riequilibrare la Forza Vitale con un Simillimum: in questo caso il Rimedio Unico è indicato: Unicismo verso Pluralismo! Vannier dice: ad ogni malato corrisponde un rimedio e uno solo: Omeopatia corrisponde a Unità. E la Tyler stigmatizza: il più dannoso farmaco che potete dare a un paziente è il simillimum, a meno che non lo diate con molta cautela e a basse diluizioni! Quindi in tanti casi è indispensabile essere Unicisti, Hanemann ci dice chiaro di usare sempre e solo un rimedio alla volta, ma se esso rimedio è il Simillimum, non si deve cambiare, a meno che non cambi la manifestazione della patologia. Un conto è curare una tonsillite acuta, un altro affrontare una depressione cronica! Le CH hanno una azione forte, le LM sono dolci, profonde; se la patologia è molto radicata e se il paziente è ben reattivo, le CH possono andare bene, o le K, ma se il paziente è debole e molto sensibile vanno bene le LM. La scelta della Potenza dipende dalla natura del paziente, dalla natura della malattia, dalla natura del rimedio (De Schepper). La quantità di farmaco che è necessaria è inversamente proporzionale alla sua similarità; maggiore è il numero di sintomi simili e minore è la quantità del farmaco (Roberts). Come la legge dei Simili è alla base della Omeopatia, questa che segue è legge: iniziare da potenze basse e con dose (quantità) di rimedio bassa! Unica eccezione (nota par.282) Hahnemann la concede solo nella cura delle manifestazioni cutanee dei miasmi (es. eczema nella Psora, condilomi della Sicosi, ulcera della Syphilis): richiedono grandi dosi di medicamento, a potenze sempre crescenti, anche più volte al giorno. Mentre ciò non si deve fare es. nelle malattie croniche, in malattie radicate, in pazienti deboli, in cui si danno potenze basse e quantità leggere di rimedio. Il rimedio deve essere simile al caso clinico. Altra eccezione (par. 221) quando compare in maniera acuta una forma di delirio o di pazzia, è consigliato dare rimedi particolari (aconitum, stramonium, mercurius ), a potenze alte e a dosi tenui. Ricordiamo che Hahanemann usava, prima di mettere a punto le LM, solitamente le CH fino alla 30; non è comunque vero che usasse solo le LM: infatti, da una lettera del 1843, pochi mesi prima della morte, vi è testimonianza chiara che usava le CH (nel caso riportato, in cui scrive consigli terapeutici a un collega, prescrive Muriaticum acidum alla 30 CH). E anche che nelle Malattie Croniche dimostra di fare uso di potenze alte fin dall inizio, e poi anche di scalare verso il basso, metodica poi rovesciata nella Sesta edizione dell Organon. Per tornare alle LM, i consigli sono questi: la forma secca delle LM si può usare per via sublinguale, ma l ideale è sciogliere uno o due globuli, o una goccia in acqua, agitare
la soluzione ogni volta (con cinque forti scosse, o almeno due ogni volta) e somministrarla al paziente in dosi refratte per molti giorni. Avendo a disposizione le gocce già preparate, si inizia per es. con 1LM anche spesso, e si arriva es. alla 30 LM 1 volta al mese, con tutte le possibili combinazioni intermedie! Un utile schema lo dà Brancalion: LM1: 2 volte al dì; LM2: a dì alterni; LM3: ogni 3 giorni; LM4: ogni 4 giorni; LM5: ogni 5 giorni; LM6: 1 volta alla settimana; LM12: ogni 15 giorni; LM18: ogni 3 settimane; ecc. O anche le Capsule Potenziate, o le Cure LM, iniziando dalla 1LM. Anche dalla 6LM, se paziente ben reattivo e in patologie acute Bisogna distinguere se si trattano malattie acute o croniche, se si cura un sintomo o si dà un Simillimum come terapia generale o di fondo. Le alte potenze si possono usare subito in caso di Simillimum. Le alte potenze vanno usate se siamo ben sicuri dell identità omeopatica del paziente e se il soggetto ha buona capacità reattiva; no se il contrario, es. paziente defedato, tumorale, non dare alte potenze (usare potenze dal basso aumentando con cautela). Grande quantità e alta potenza di rimedio è la combinazione più sconsigliata, in linea generale (par 276)! In patologie gravi e radicate le LM sono da privilegiare, partendo dalle basse potenze e salendo gradatamente. Se il paziente è ben reattivo, se si tratta di una malattia acuta, se la similitudine è elevata, si può partire da potenze elevate e dare dosi piccole, con frequenza anche di ore, partendo anche con le CH. Tenendo conto anche che alcuni rimedi sono molto più potenti da altri (Mercurius, Sulphur, Argentum Nitricum ), così come c è differenza tra paziente e paziente, tra patologia e patologia. E da dire anche che tutti i Rimedi possono essere usati sia per l acuto che per il cronico. Infine, anche le LM possono dare aggravamenti, se non impiegate nel modo giusto! Molti Omeopati, pare il 90%, usano ancora il metodo prescrittivo della Quarta e della Quinta Edizione dell Organon! Nella Quarta del 1829 si pianifica l uso di alcuni granuli (fino alla 30CH) come seme di papavero (=1mm) in dose unica, senza ripetere il rimedio: metodo GUARDA E ASPETTA, usato da Kent, Hering, Boenninghausen, Graz, Black, Schmidt! Quindi efficacia terapeutica giusta se somiglianza rimedio-paziente, e massimo risultato con la minima dose, partendo da potenze basse: eccetto le manifestazioni cutanee dei grandi miasmi in cui appunto è previsto l uso di dosi (quantità e frequenza di somministrazione) alte dei rimedi. La Quinta del 1833 dà uno stop all uso delle forme secche (troppi aggravamenti), e introduzione delle soluzioni acquose dinamizzate: si scioglie il rimedio in acqua e si somministra da ogni mezz ora nelle malattie acute, a ogni giorno o a maggiore intervallo, nelle malattie croniche, agitando ogni volta. Hahnemann diluiva un globulo in una bottiglietta contenente acqua e alcool: un cucchiaio veniva versata in un bicchiere o tazza di acqua, se ne dava un cucchiaino al paziente e si buttava il resto. Esaurita la prima boccetta e visto l effetto, si passava a una preparazione con un
globulo di una potenza più elevata e si somministrava come detto sopra. Oppure si cambiava rimedio. Uso di soluzioni liquide e non di forme secche, perché queste non raggiungono in maniera diffusa tutto l organismo. QUINDI: 4 EDIZIONE: dose a secco. 5 EDIZIONE: frazionamento liquido. POI ARRIVA LA 6 EDIZIONE: diluizione estrema. Quindi CH forti, LM dolci e profonde. Le K versatili (su queste non ci dilunghiamo, sono molto usate, efficaci e certamente utili nella loro versatilità). Starà a noi scegliere il tipo di rimedio giusto, ma sulla dose e potenza le regole dovrebbero essere rispettate; e per chi ha sempre usato le CH o le K, con le LM si apre un nuovo ampio campo terapeutico. Ma qualche elemento critico è il caso di rilevarlo, riguardo alle LM. Intanto il termine latino LM non è corretto, significa L (cinquanta) meno M (mille), quindi è 950. Poi bisogna considerare che nei vari passaggi della preparazione delle Cinquantamillesimali, dove si scioglie un globulino in 100 gocce di alcol assoluto, una goccia in 500 globulini, 1 globulo in 100 gocce di alcool assoluto, e così di seguito, l acqua praticamente scompare (fatta eccezione per la goccia che scioglie il granulo prima della immissione nelle 100 gocce): l acqua, sappiamo ormai bene, è il fulcro essenziale per l attività energetica dei rimedi (i cluster, aggregati carichi di energia che si formano con le dinamizzazioni) e quindi basterebbe usare l alcool delle CH, che è al 70% + 30% di acqua bidistillata (come appunto in una metodica della preparazione delle CH). Insomma aggiungere un po d acqua nei vari passaggi delle LM. E poi, visto che abbiamo già pronte le CH in granuli, si potrebbe by-passare il lungo e indaginoso procedimento delle 3 triturazioni iniziali, che richiede ben 3 ore, e diluire direttamente una CH bassa in acqua (400 gocce) e alcool (100 gocce), ma al 70% e non al 95% (primo passaggio); poi diluire una goccia non in 100 gocce di alcool assoluto (90 ), ma in 70 parti di alcool a 70 + 30 parti di acqua, agitare 100 volte (come nel procedimento delle CH). Si può fare anche da sé: CINQUANTAMILLESIMARE LE CH.! Cioè, visto che Hahnemann passò da CH 1:100 a LM 1:50.000, due estremi, si può ipotizzare di usare un metodo pratico intermedio tra le CH e le LM, integrare i due procedimenti: ne vengono fuori rimedi con una potenza intermedia tra il forte e il dolce, utile nella pratica, quando non si sa se partire con potenze forti o potenze dolci: possiamo avere le potenze giuste! Cioè possiamo personalizzare la prescrizione, stando sempre nella metodica hahnemanniana. Comunque è chiaro che bisogna iniziare con basse potenze, basse dosi, in forma liquida, a vari intervalli. Possiamo diluire i granuli, i globuli, le gocce, le capsule potenziate, le cure, in acqua e somministrare così il rimedio nel modo migliore: sta a noi
scegliere il Rimedio Giusto, la Potenza bassa e la Dose picccola, in linea generale. Ma è una guida sicura, ci cambia il modo di agire, nel caso uno prescriva ancora con i metodi della Quarta o della Quinta edizione dell Organon. Anche la Sesta, che è pur l ultima e chiara base dei dettami prescrittivi, maneggevole e versatile, può servirci da spunto per ulteriori passi avanti nella pratica omeopatica. Quello che emerge è che una regola prescrittiva va data, basata su dati certi e codificati, mentre attualmente ognuno segue i propri convincimenti, chi usa le CH, chi le K, chi le LM o le Q, ma siccome Hahnemann era preciso e categorico sul metodo, anche noi, se non vogliamo essere Gli indegni successori (Choudhury), dobbiamo prescrivere secondo una certa modalità, da concordare con le varie Scuole: il Libero Arbitrio Omeopatico non dovrebbe esistere: leggendo la Sesta Edizione tutto diventa più chiaro, e forse anche qualcosa di nuovo si riverserà nella nostra pratica clinica! BIBLIOGRAFIA. Hahnemann: Sesta Edizione Organon (traduz. Riccamboni). Red 2002 Hahnemann: Le malattie croniche. Edium 1980 Luc De Schepper: Gestione del Sinillimum Omeopatico. Salus Infirmorum 2009 Andrea Brancalion: Scala LM e Prognosi nella pratica dell Omeopatia. H.M.S. 2004 H. Choudhury: Le diluizioni LM. Tecniche Nuove 1997 H. A. Roberts: Omeopatia: i principi e l arte del curarsi. Mediterranee 2003 S. Coco: Sull uso delle dosi e delle potenze omeopatiche. Cemon 2000 Rocco Carbone: Tecnica di preparazione dei galenici omeopatici. Pilgrim Edizioni 2010 Ian Watson: Metodologie Omeopatiche. L altra medicina studio/68. Red 2002 Margaret Tyler: gli errori da non fare nella prescrizione omeopatica. Churchill Livingstone s: Dizionario Internazionale di Omeopatia. Casa Editrice Ambrosina 2005 Leon Vannier: Omeopatia Medicina Umana. Fratelli Bocca Editor 1952
Calieri Renata: I punti più controversi nell utilizzo delle LM. Tesi di diploma Scuola di Verona 2002 Federico-Galassi: Le Cinquantamillesimali LM. Dispensa Seminario San Martino Al Cimino (VT) 2003.