/ 01- " 23 )"(!"# $% "&' ()"') *+,-.

Похожие документы
2 PIANO DI MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE (art DM 14/01/2008)

EDIFICIO SCOLASTICO COMUNALE DI SANT ENEA INTERVENTI DI RISANAMENTO CONSERVATIVO, CONSOLIDAMENTO E MIGLIORAMENTO SISMICO PROGETTO ESECUTIVO

Il Manuale si articola in: - Manuale d uso - Manuale di manutenzione - Programma di Manutenzione

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento Modalità di uso corretto Sottoprogramma delle prestazioni Stabilità...

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento Modalità di uso corretto...3

PIANO DI MANUTENZIONE DI UN'ARCOSTRUTTURA

COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI

Comune di FIAMIGNANO Provincia di RIETI PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE D'USO. (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207)

PROGETTO DEFINITIVO DI MESSA IN SICUREZZA DELL ABITATO DI ESCARRA

MANUALE DI MANUTENZIONE

MANUALE DI MANUTENZIONE

Lezione 1. Obiettivi prestazionali e normativa vigente. Laboratorio progettuale (Tecnica delle Costruzioni)

TITOLARITÀ DEGLI INTERVENTI

Manutenzione degli edifici

Piano di manutenzione della struttura dell opera 1. Premessa manuale d uso manuale di manutenzione programma di manutenzione delle strutture

PIANO DI MANUTENZIONE RELATIVO ALLE STRUTTURE (DM 14 gennaio 2008)

REGIONE SICILIANA PIANO DI MANUTENZIONE RELAZIONE GENERALE

- Manuale d uso, contenente le indicazioni per il corretto uso e la conservazione del bene in oggetto;

COMUNE DI CENTO DOC. LOCALITA RENO CENTESE REALIZZAZIONE DELLA NUOVA SCUOLA ELEMENTARE

ESTRATTO NORMA UNI CEI 11222

Comune di Monte Santa Maria Tiberina

SOTTOPROGRAMMACONTROLLI

8. PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

PIANO DI MANUTENZIONE (art. 40 D.P.R. n 554/99)

COMUNE DI LEGNANO (MI) PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO in attuazione al P.G.T. di Legnano Ambito di trasformazione n.

Capitolo 4 - Teoria della manutenzione: la gestione del personale

7.2 Controlli e prove

PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA REALIZZAZIONE DI UN ITINERARIO TURISTICO NELLA ZONA ARCHEOLOGICA DI MONTAGNA DEI CAVALLI

Consorzio di Polizia Locale Valle Agno Corso Italia n.63/d Valdagno Vicenza

Allegato A al CCNL 2006/2009 comparto Ministeri

SOMMARIO 1 PREMESSA PLINTO DI FONDAZIONE CON TIRAFONDI PER STRUTTURA IN ACCIAIO STRUTTURA IN ACCIAIO ESTERNA E/O INTERNA A VISTA...

Il piano di manutenzione è costituito dai seguenti documenti operativi: il manuale di manutenzione comprensivo del programma di manutenzione.

1 PREMESSA BARRIERE PARAMASSI CONSOLIDATORI MONOANCORAGGIO GABBIONI MURI A SECCO... 7

Elenco delle Unità strutturali. Strutture di fondazione Sono previste al piano terra dell area 1. Travi di fondazione in acciaio.

Parapetti / Balaustre in vetro stratificato. Le regole ed indicazioni da rispettare nella progettazione

Manuale della qualità. Procedure. Istruzioni operative

PROVINCIA DI RAVENNA SETTORE LAVORI PUBBLICI

Impianti d illuminazione di sicurezza. Procedure per la verifica e la manutenzione periodica.

Comune di Pojana Maggiore Impianto fotovoltaico posto sulla copertura della palestra scuole medie

COMUNE DI CREAZZO PROVINCIA DI VICENZA

MANUALE D'USO (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207)

PROGETTO ESECUTIVO OGGETTO PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI

Controlli e verifiche periodiche della illuminazione di emergenza

Dissesti statici nel consolidamento delle opere d'arte danneggiate. Giorgio Monti Università La Sapienza di Roma

Palificazioni e Consolidamenti

COMUNE DI PALUZZA PROVINCIA DI UDINE

CONSIDERAZIONI SULLA MANUTENZIONE NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

PIANO DI MANUTENZIONE IMPIANTI FOTOVOLTAICI. Installazione di un impianto fotovoltaico da 1,2 kwp su un Istituto Scolastico

CAV S.p.A. Concessioni ni Autostradali Venete

La manutenzione come elemento di garanzia della sicurezza di macchine e impianti

I GRADI DI PROGETTAZIONE

Piano di Manutenzione

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

RECUPERO STATICO DI UN FABBRICATO

I Sistemi di Gestione Integrata Qualità, Ambiente e Sicurezza alla luce delle novità delle nuove edizioni delle norme ISO 9001 e 14001

COMUNE DI RIMINI DIREZIONE LAVORI PUBBLICI E QUALITA URBANA Via Rosaspina, 21 - Tel fax C.F. / P. IVA.

4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI

VILLA BORROMEO Sarmeola di Rubano Padova 25 novembre Relatore: Ing. Carlo Calisse

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZION PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì OPERE DI SOSTEGNO I

Arch. Giuliano Moscon SERVIZIO TECNICO ASSOCIATO COMUNI DI FONDO E MALOSCO

PROVINCIA DI CASERTA PROGETTO ESECUTIVO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO SCOLASTICO VIALE MICHELANGELO IN CASERTA PIANO MANUTENZIONE

PRINCIPALI ATTIVITA TECNICHE PER LA MISURA DEL GAS

STRUMENTAZIONE GEOTECNICA DI MONITORAGGIO. ovvero Strumentazione geotecnica tradizionale utilizzata per il monitoraggio dei movimenti franosi


Comune di CREMONA. Settore Progettazione MANUALE D USO E MANUTENZIONE PROGETTO ESECUTIVO

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO

NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI

I metodi di calcolo previsti dalle NTC 08 Parte 1

ELABORATO TECNICO DELLA COPERTURA

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

U T C D i r e z i o n e l a v o r i p u b b l i c i S O S T I T U Z I O N E I N F I S S I SCUOLA ELEMENTARE "PAPA GIOVANNI XXIII" e Comune di Vittoria

GUIDA ALLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

ALLEGATO 3. Linee guida per gli interventi sulla viabilità provinciale. PTCp 2020 NORME DI ATTUAZIONE

Manuale Sicurezza Duemilauno Agenzia Sociale

A.O. MELLINO MELLINI CHIARI (BS) GESTIONE DELLE RISORSE 1. MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE RISORSE UMANE INFRASTRUTTURE...

SCS Eurotetti. Di Sara Lanzoni. Azienda specializzata nei sistemi anticaduta

Localizzazione geografica. Anno Committenti. Venezia. Importo Lavori 6.8 (milioni) Categoria Opere VII c

LA POSIZIONE ASSOCIATIVA IN TEMA DI VITA UTILE DELLE APPARECCHIATURE DI LABORATORIO E FORNITURE IN SERVICE

Stazione Passeggeri Porto di Pozzallo (Rg) Piano manutenzione dell opera 2

Metodologia di monitoraggio Impianti fotovoltaici

COMUNE DI LAINATE PROVINCIA DI MILANO

LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DELL IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Il panorama normativo: gli obblighi del datore di lavoro ai sensi dell art. 71 comma 8

ELABORATI PROGETTUALI

Le prove di carico a verifica della capacità portante, per il collaudo statico strutturale.

Libretto istruzioni per l uso e la manutenzione dell impianto elettrico

Linee Guida AICQ Incollaggio Parte 5 Manutenzione e Riparazione

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA E DELLE SUE PARTI a corredo del progetto esecutivo, è redatto in conformità all'art. 38 del D.P.R.207/2010.

C9. COLLAUDO STATICO C9.1 PRESCRIZIONI GENERALI

Comune di Avigliana RISCHI CHE SI POSSONO VERIFICARE IN UN CANTIERE RISCHI CHE SI POSSONO VERIFICARE IN UN CANTIERE

REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO: CASTELLO DI CARTE O CASSETTA DEGLI ATTREZZI PER UNA GESTIONE EFFICACE?

Comune di BRESCIA PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DI UN FABBRICATO ESISTENTE

Ing. ALESSANDRO VENTURELLI Strada Saliceto Panaro, MODENA

Транскрипт:

/ 01-!" " 23 )"( ) """#$"%!"# $% "&' ()"') *+,-.

- Premessa "Piano di manutenzione riguardante le strutture" previsto dalle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008 e dalla relativa Circolare esplicativa 2 febbraio 2009, 617) Il piano di manutenzione delle strutture è il documento complementare al progetto strutturale che ne prevede, pianifica e programma tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi dell'intera opera l'attività di manutenzione, al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità l'efficienza ed il valore economico. I manuali d'uso, e di manutenzione rappresentano gli strumenti con cui l'utente si rapporta con l'immobile: direttamente utilizzandolo evitando comportamenti anomali che possano danneggiarne o comprometterne la durabilità e le caratteristiche; attraverso i manutentori che utilizzeranno cosi metodologie più confacenti ad una gestione che coniughi economicità e durabilità del bene. A tal fine, i manuali definiscono le procedure di raccolta e di registrazione dell'informazione nonché le azioni necessarie per impostare il piano di manutenzione e per organizzare in modo efficiente, sia sul piano tecnico che su quello economico, il servizio di manutenzione. Il manuale d'uso mette a punto una metodica di ispezione dei manufatti che individua sulla base dei requisiti fissati dal progettista in fase di redazione del progetto, la serie di guasti che possono influenzare la durabilità del bene e per i quali, un intervento manutentivo potrebbe rappresentare allungamento della vita utile e mantenimento del valore patrimoniale. II manuale di manutenzione invece rappresenta lo strumento con cui l'esperto si rapporta con il bene in fase di gestione di un contratto di manutenzione programmata. Il programma infine e lo strumento con cui, chi ha il compito di gestire il bene, riesce a programmare le attività in riferimento alla previsione del complesso di interventi inerenti la manutenzione di cui si presumono la frequenza, gli indici di costo orientativi e le strategie di attuazione nel medio e nel lungo periodo. II piano di manutenzione e organizzato nei tre strumenti individuati dall'art. 40 del regolamento LLPP ovvero: a) il manuale d'uso; b) il manuale di manutenzione; c) il programma di manutenzione; c1) il sottoprogramma delle prestazioni, che prende in considerazione, per classe di requisito, le prestazioni fornite dal bene e dalle sue parti nel corso del suo ciclo di vita; c2) il sottoprogramma dei controlli, che definisce il programma delle verifiche e dei controlli al fine di rilevare il livello prestazionale (qualitativo e quantitativo) nei successivi momenti della vita del bene, individuando la dinamica della caduta delle prestazioni aventi come estremi il STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 1

valore di collaudo e quello minimo di norma; c3) il sottoprogramma degli interventi di manutenzione, che riporta in ordine temporale i differenti interventi di manutenzione, al fine di fornire le informazioni per una corretta conservazione del bene. Tali strumenti devono consentire di raggiungere i seguenti obiettivi, raggruppati in base alla loro natura: 1) Obiettivi tecnico - funzionali: istituire un sistema di raccolta delle "informazioni di base" e di aggiornamento con le "informazioni di ritorno" a seguito degli interventi, che consenta, attraverso 'implementazione e il costante aggiornamento del "sistema informativo", di conoscere e mantenere correttamente l'immobile e le sue parti; consentire l'individuazione delle strategie di manutenzione più adeguate in relazione alle caratteristiche del bene immobile ed alla più generale politica di gestione del patrimonio immobiliare; istruire gli operatori tecnici sugli interventi di ispezione e manutenzione da eseguire, favorendo la corretta ed efficiente esecuzione degli interventi; istruire gli utenti sul corretto uso dell'immobile e delle sue parti, su eventuali interventi di piccola manutenzione che possono eseguire direttamente; sulla corretta interpretazione degli indicatori di uno stato di guasto o di malfunzionamento e sulle procedure per la sua segnalazione alle competenti strutture di manutenzione; definire le istruzioni e le procedure per controllare la qualità del servizio di manutenzione. 2) Obiettivi economici: ottimizzare l'utilizzo del bene immobile e prolungarne il ciclo di vita con l'effettuazione d'interventi manutentivi mirati; conseguire il risparmio di gestione sia con il contenimento dei consumi energetici o di altra natura, sia con la riduzione dei guasti e del tempo di non utilizzazione del bene immobile; consentire la pianificazione e l'organizzazione più efficiente ed economica del servizio di manutenzione. - Indice: - [elm. 1] Dati generali - [elm. 2] Paratie di micropali - [elm. 3] Tiranti di ancoraggio STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 2

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- - [Elemento 1] - Dati generali: - Descrizione progetto: Consolidamento movimento franoso - Committente: Comune di Sestri Levante - Località: Villa Rocche - Progettista: Ing. Salvestri Geol. Cascino - Direttore dei lavori: Ing. Salvestri - Impresa: ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- - [Elemento 2] - Paratia di micropali Dati generali Opera : Paratia di micropali Unità tecnologica: Struttura Elemento tecnico: Paratie di micropali Descrizione: Tra gli interventi di tipo strutturale, una delle applicazioni più frequenti per la stabilizzazione di una frana è costituita dall'impiego di micropali verticali disposti ad interasse ridotto. Essi vengono messi in opera sia come opera di sostegno prima degli scavi sia per stabilizzare una frana che ha già subito dei movimenti. L'utilizzo dei micropali è consigliato nelle situazioni in cui, per motivi di ingombro o funzionali, il ricorso a pali di grosso diametro non è possibile. Tipologia elemento: Struttura in c.a. e acciaio Identificazione Identificazione tecnologica: Componente: Classe Materiale: Note: Armature tubolari Metalli Calcestruzzo Calcestruzzi 1 - Istruzioni: [1.1] Installazione e Gestione Modalità d uso corretto: STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 3

Le paratie di sostegno realizzate mediante micropali vengono sovente utilizzate per la stabilizzazione di fronti franosi in movimento. I micropali vengono intestati in un substrato stabile, esterno alla eventuale superficie di scorrimento, e generalmente sono collegati da un cordolo in testa. Modalità di esecuzione: I micropali vengono gettati in opera previo sbancamento di porzioni di terreno ed eventuali scavi a sezione obbligata. A seconda della tipologia di palo e del terreno di fondazione, si hanno diverse modalità di scavo e riempimento del foro con calcestruzzo. Il metodi di perforazione a secco per la costruzione di micropali prevede le seguenti fasi operative: - realizzazione del foro fino alla profondità richiesta; - riempimento con calcestruzzo mediante l'utilizzo di una tramoggia speciale (e con altezza di caduta libera limitata); - estrazione della tramoggia e posa in opera dell'armatura tubolare alla profondità richiesta. 2 - Prestazioni e anomalie [2.1] Prestazioni - Classe di requisito: Consolidamento Descrizione: Capacità di consolidare, raggruppare, tenere, contenere un insieme di materiale soggetto a smottamento. Livello minimo di prestazioni: Garantire ed evitare frane o smottamenti del terreno. - Classe di requisito: Funzionalità Descrizione: La capacità del materiale o del componente di garantire il funzionamento e l'efficienza previsti in fase di progetto. Livello minimo di prestazioni: Stabilito in funzione del materiale o dell'impianto, dalle norme UNI riportate sul capitolato speciale d'appalto. - Classe di requisito: Stabilità Descrizione: Capacità dell'elemento di permetterne l'uso pur in presenza di lesioni. Livello minimo di prestazioni: Stabilito in funzione del materiale dalle norme UNI o da prescrizioni normative riportate sul capitolato speciale d'appalto. [2.2] Anomalie riscontrabili - Descrizione: Danneggiamento Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Diminuzione più o meno grave ed evidente di STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 4

consistenza. Effetto ed inconvenienti: Perdita del contenimento esercitato dall'opera. Cause possibili: Errata esecuzione delle tecniche costruttive, fattori esterni (ambientali o climatici), ingenti movimenti franosi. Criterio di intervento: Sostituzione - Descrizione: Dissesti Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Dissesti dovuti a cedimenti di natura diversa, talvolta con manifestazioni dell'abbassamento del piano di imposta della fondazione. Effetto ed inconvenienti: Ribaltamento, lesioni nelle strutture sovrastanti. Cause possibili: Errata esecuzione delle tecniche costruttive, fattori esterni (ambientali o climatici), ingenti movimenti franosi. Criterio di intervento: Ripristino del dissesto. - Descrizione: Distacchi di terreno Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Presenza di evidenti sgrottamenti di materiale. Effetto ed inconvenienti: Messa a nudo della paratia. Cause possibili: Movimenti franosi, cause accidentali. Criterio di intervento: Ripristino del distacco. - Descrizione: Lesioni Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Cedimenti differenziali. Effetto ed inconvenienti: Lesioni che si manifestano sulle strutture sovrastanti. Cause possibili: Errata esecuzione delle tecniche costruttive, errata valutazione delle capacità portanti del terreno. Criterio di intervento: Realizzazione di interventi puntuali di ripristino. - Descrizione: Rottura Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Menomazione dell'integrità di un elemento e danneggiamento grave. Effetto ed inconvenienti: Spezzatura del contenimento, pericolo per l'utenza. Cause possibili: Fenomeni franosi, errata valutazione delle capacità portanti del terreno. Criterio di intervento: Ripristino 3 - Controlli e manutenzione [3.1] Controlli - Dati generali Descrizione: Controllo a vista Modalità di ispezione: Posizionarsi su una zona dove è possibile scoprire tutta la paratia in STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 5

esame e notare eventuali deformazioni od anomalie. Frequenza: quando occorre Esecutore: Utente Prestazioni da verificare Consolidamento (Danneggiamento, Dissesti, Distacchi di terreno, Lesioni, Rottura) Funzionalità (Danneggiamento, Dissesti, Distacchi di terreno, Lesioni, Rottura) Stabilità (Danneggiamento, Lesioni, Distacchi di terreno, Dissesti, Rottura) - Dati generali Descrizione: Controllo sull'elemento tecnico Modalità di ispezione: In seguito alla presenza di segni di cedimenti strutturali, effettuare accurati accertamenti per la diagnosi e la verifica delle strutture, da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la causa/effetto del dissesto ed evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilità della struttura. Frequenza: 2 anni Esecutore: Personale specializzato (Operaio specializzato) Prestazioni da verificare Consolidamento (Danneggiamento,Dissesti, Distacchi di terreno, Lesioni, Rottura) Funzionalità (Danneggiamento, Dissesti, Distacchi di terreno, Lesioni, Rottura) Stabilità (Danneggiamento, Lesioni, Distacchi di terreno, Dissesti, Rottura) - Descrizione: Ripristino Modalità di esecuzione: Calarsi con appositi mezzi sul punto d'intervento e riportare alle condizioni iniziali il danno verificato. Frequenza: 10 anni Esecutore: Personale specializzato (Operaio specializzato) - [Elemento 3] - Tiranti di ancoraggio Dati generali Opera: Tiranti di ancoraggio Unità tecnologica: Struttura Elemento tecnico: Tiranti di ancoraggio Descrizione: Si tratta di interventi attivi utilizzati, in genere, nella stabilizzazione di versanti rocciosi soggetti a fenomeni di ribaltamento e di crollo o in abbinamento a muri e paratie. STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 6

I tiranti di ancoraggio sono elementi strutturali operanti in trazione e capaci di trasmettere forze al materiale. Un tirante di ancoraggio è costituito da una testa, munita di una piastra di ripartizione e di un dispositivo di bloccaggio, collegata a una parte libera, che comprende la porzione tensionabile e la guaina di rivestimento, e una fondazione, dotata di armatura (a barre, a fili, a trefoli), eventualmente rivestita con una guaina corrugata. Più precisamente, la testa trasmette alla struttura ancorata o alla roccia la forza di trazione del tirante; la parte libera trasmette la forza di trazione dalla testata alla fondazione; la fondazione trasmette all'ammasso roccioso le forze di trazione del tirante. L'ancoraggio della fondazione può realizzarsi attraverso un dispositivo ad ancoraggio meccanico o per cementazione. Ovviamente, l'ancoraggio della fondazione deve avvenire entro porzioni del terreno o dell'ammasso roccioso non interessate dal supposto o reale movimento. La testa di ancoraggio viene di solito cementata a una struttura di sostegno (muri, diaframmi, pali). I tiranti di ancoraggio possono essere: - pretesi (o attivi) se viene in loro generata una tensione al momento dell'installazione pari alla tensione d'esercizio; - parzialmente pretesi se viene generata in loro una tensione al momento dell'installazione minore della tensione d'esercizio; - non pretesi (o passivi) se la tensione, nulla all'inizio, cresce progressivamente con il crescere delle deformazioni. In questo ultimo caso si ricorre spesso all'utilizzo di armature tubolari in acciaio, utilizzate come veri e propri tiranti passivi Tipologia elemento: Elemento strutturale Identificazione Identificazione tecnologica: Componente: Classe Materiale: Note: Guaine di protezione Materiale plastico Tirante Metalli In alternativa, armature tubolari in acciaio 1 - Istruzioni: [1.1] Installazione e Gestione Modalità d uso corretto: La frequenza della manutenzione può essere su base annuale e riguarda la verifica della tesatura dei tiranti di ancoraggio. STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 7

Gli ancoraggi in questione sono infatti di tipo permanente, ovvero devono poter essere efficaci per una durata di tempo superiore ai 2 anni e occorre garantire l'accessibilità dei mezzi necessari per le operazioni di manutenzione. Saranno pertanto realizzati degli ancoraggi la cui testata verrà ricavata al di sotto della muratura esistente o di nuova realizzazione. L'accessibilità a tale area per l'effettuazione delle operazioni di manutenzione viene garantita sia dalla vicinanza della viabilità ordinaria (strada di circonvallazione), sia dalla facilità di accesso dei mezzi operatori alla zona di lavorazione (ove effettuare le operazioni di tesatura dei tiranti). Modalità di esecuzione: La posa in opera di un tirante prevede la realizzazione del foro, la posa in opera del tirante e la realizzazione di getti di calcestruzzo primari e successivi, per sbulbature. Per la corretta posa in opera dei tiranti di ancoraggio nelle paratie si fa riferimento alle Raccomandazioni AICAP 1993 e successive modifiche ed integrazioni. 2 - Prestazioni e anomalie [2.1] Prestazioni - Classe di requisito: Consolidamento Descrizione: Capacità di consolidare, raggruppare, tenere, contenere un insieme di materiale soggetto a smottamento. Livello minimo di prestazioni: Garantire ed evitare frane o smottamenti del terreno. - Classe di requisito: Funzionalità Descrizione: La capacità del materiale o del componente di garantire il funzionamento e l'efficienza previsti in fase di progetto. Livello minimo di prestazioni: Stabilito in funzione del materiale o dell'impianto, dalle norme UNI riportate sul capitolato speciale d'appalto. - Classe di requisito: Stabilità Descrizione: Capacità dell'elemento di permetterne l'uso pur in presenza di lesioni. Livello minimo di prestazioni: Stabilito in funzione del materiale dalle norme UNI o da prescrizioni normative riportate sul capitolato speciale d'appalto. [2.2] Anomalie riscontrabili - Descrizione: Rottura Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Menomazione dell'integrità di un elemento e danneggiamento grave. STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 8

Effetto ed inconvenienti: Spezzatura dell'elemento di contenimento, pericolo per l'utenza. Cause possibili: Movimenti franosi di elevata entità. Criterio di intervento: Ripristino - Descrizione: Sfilamento Guasti, alterazioni ed irregolarità visibili: Diminuzione più o meno grave ed evidente di consistenza. Effetto ed inconvenienti: Perdita di aderenza con il terreno. Cause possibili: Movimenti franosi. Criterio di intervento: Sostituzione 3 - Controlli e manutenzione [3.1] Controlli - Dati generali Descrizione: Controllo a vista Modalità di ispezione: Verificare che tutti i tiranti costituenti la maglia di progetto di contenimento siano integri. Frequenza: quando occorre Esecutore: Utente Prestazioni da verificare Funzionalità (Rottura, Sfilamento) Stabilità (Rottura, Sfilamento) Consolidamento (Rottura, Sfilamento) - Dati generali Descrizione: Controllo sull'elemento tecnico Modalità di ispezione: Verificare la rottura dell'elemento o il suo sfilamento. Frequenza: a guasto Esecutore: Personale specializzato (Operaio specializzato) Prestazioni da verificare Consolidamento (Sfilamento, Rottura) Funzionalità (Sfilamento, Rottura) Stabilità (Sfilamento, Rottura) [3.2] Manutenzione - Descrizione: Ripristino Modalità di esecuzione: Riparazione della rottura della rete metallica. STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 9

Frequenza: quando occorre Esecutore: Personale specializzato (Operaio specializzato) - Descrizione: Sostituzione Modalità di esecuzione: Sostituzione totale o parziale delle gabbionate andando a puntellare la zona non soggetta all'intervento, rimuovere con una gru le gabbionate rovinate e ripristinare con delle nuove. Frequenza: quando occorre Esecutore: Personale specializzato (Ditta specializzata) dott. ing. Cristian Salvestri I.G.A. - Ingegneria Geologia Architettura STUDIO TECNICO ASSOCIATO Ing. C. Salvestri - Geol. P. Cascino - Arch. M. Curotto Viale Dante, 97/1 16039 Sestri Levante (Ge) Tel/Fax +39 0185 42052 P. IVA 01329930992 STUDIO TECNICO ASSOCIATO I.G.A. - VIALE DANTE N 97/1-16039 SESTRI LEVANTE (GE) 10