Economia Industriale. Lezione 4

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Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro Facoltà di Economia A.A. 2005/2006 Economia Industriale Dott. Massimiliano Piacenza Lezione 4 Concorrenza perfetta Evidenza empirica Selezione competitiva Concorrenza monopolistica

Concorrenza perfetta IPOTESI: 1. Atomicità (ogni agente è piccolo rispetto al mercato) 2. Omogeneità del prodotto 3. Informazione perfetta sui prezzi 4. mmetria tecnologica (omogeneità tra imprese) 5. Libertà di entrata/uscita Concorrenza perfetta IMPLICAZIONI: Per effetto delle ipotesi [1-2-3] ogni agente è price taker e la massimizzazione dei profitti implica la regola ottimale p = MC efficienza ALLOCATIVA (o paretiana) Nel lungo periodo p = MC = min(ac) profitti nulli ed efficienza PRODUTTIVA NB: si tratta di concetti di efficienza statica (data la tecnoogia esistente) ) e non di efficienza dinamica (implicazioni della concorrenza sul progresso tecnico)

Evidenza empirica Anche in quei mercati dove vi sono tante piccole imprese... Extra-profitti positivi nel lungo periodo: differenze tra profittabilità di diversi gruppi di imprese che persistono anche oltre un periodo di 20 anni Processi di entrata e uscita di imprese dal mercato hanno luogo simultaneamente (concorrenza perfetta prevede o l uno o l altro in un dato periodo) Evidenza empirica Anche in quei mercati dove vi sono tante piccole imprese... Le imprese che entrano/escono dal mercato sono più piccole della dimensione media delle imprese che continuano ad operare nell industria Cable e Schwalbach (1991): [6.7% - USA, 44.9% - UK] per le entranti e [6.9% - USA, 61.2% - UK] per le uscenti gnificative regolarità nella distribuzione delle dimensioni delle imprese Come rendere più realistico il modello di concorrenza perfetta?

Selezione competitiva IPOTESI: Atomicità Omogeneità del prodotto Informazione perfetta sui prezzi Imprese price taker (come in concorrenza perfetta) Costo di entrata (costo irrecuperabile) Asimmetria tecnologica (eterogeneità tra imprese in termini di costo o di qualità) diverse funzioni di costo Incertezza sui costi (l impresa entrante non conosce a priori il proprio livello di efficienza) Selezione competitiva PROPRIETÀ: Spiegazione dell evidenza empirica Diverse imprese ottengono saggidiprofittodiversi anche nel lungo periodo Entrata e uscita dal mercato nello stesso momento Imprese entranti ed uscenti più piccole della media La distribuzione della dimensione delle imprese nè è concentrata su unico valore, nè è indeterminata (dipenderà dalla distribuzione dei livelli di efficienza)

Selezione competitiva PROPRIETÀ: Efficienza allocativa : p = E(MC),, come nel modello di concorrenza perfetta ( (max surplus totale) Efficienza produttiva (le imprese più efficienti producono quantità più elevate) Limite: : il modello non spiega perché le imprese sono diverse ( (distribuzione dei livelli di efficienza assunta esogena) es. investimenti in R&D Selezione competitiva p E(MC 2 ) E(MC 1 ) E(AC 2 ) p S E(AC 1 ) imprese più efficienti imprese meno efficienti q2 q1 q

Concorrenza monopolistica (Chamberlin, 1933) IPOTESI: 1. Atomicità (impatto di ciascuna impresa sui concorrenti trascurabile) 2. Prodotti non omogenei (curva di domanda fronteggiata da ogni impresa negativamente inclinata) Esempi tipici: ristoranti e mobilifici 1. Informazione perfetta sui prezzi 2. mmetria tecnologica 3. Libertà di entrata/uscita Per effetto dell eterogeneità del prodotto l impresa non è price taker ma price maker Concorrenza monopolistica PROPRIETÀ: Approssimazione più realistica della situazione di concorrenza perfetta (simili quando il grado di differenziazione del prodotto è basso) p > MC inefficienza allocativa Nel lungo periodo i profitti di equilibrio sono nulli (p = AC ) per effetto dell ipotesi di libertà d entrata e simmetria tecnologica...... ma p > min(ac) inefficienza produttiva

Concorrenza monopolistica PROPRIETÀ: NB1: : profitti nulli non implicano efficienza! NB2: : se fosse possibile riallocare la produzione fra le imprese in modo che ciascuna produca in corrispondenza di min(ac) avremmo minor numero di imprese ciascuna delle quali però produce più output costi totali dell industria inferiori e surplus totale maggiore ma... minor varietà di prodotti offerti! trade-off tra varietà di prodotti ed efficienza produttiva esempio tipico: supermercato versus negozio al dettaglio Concorrenza monopolistica Breve periodo: p SR >AC(q SR ) p MC p SR AC AC(q SR ) MR D q SR q

p Concorrenza monopolistica Lungo periodo p LR = AC(q LR ) MC AC p LR min(ac) MR D La libertà di entrata implica profitti nulli di lungo periodo. Tuttavia le imprese hanno una dimensione inferiore rispetto a quella ottimale poiché p > min(ac) q LR q Forme di mercato (1) Comportamento strategico Omogeneità prodotto Libertà entrata mmetria tecnologica Monopolio Oligopolio / / / Selezione competitiva Concorrenza monopolistica Concorrenza perfetta

Forme di mercato (2) Extra-profitti lungo periodo Efficienza allocativa Efficienza produttiva Concorrenza perfetta Selezione competitiva Concorrenza monopolistica Monopolio? Monopolio regolamentato / (almeno in parte) ROR: Price-cap: Alcune considerazioni finali Importanza della tutela della concorrenza perché garantisce efficienza allocativa e produttiva regolamentazione dei monopoli, controlli su posizioni dominanti (Antitrust), ecc. n si è parlato di efficienza dinamica...... ma un regolatore deve tenerla in considerazione! L efficienza dinamica richiede incentivi all innovazione, investimenti in R&D,... tutela dei brevetti Ma qual è la forma di mercato più favorevole all efficienza dinamica? L evidenza non è chiara... Shumpeter (1950) rapporto positivo tra innovazione e potere di mercato...... tuttavia un monopolista potrebbe avere scarso incentivo ad innovare se non ci fossero potenziali concorrenti (nuovi prodotti e/o nuovi processi che vanno a rimpiazzare quelli del monopolista corrente) concorrenza dinamica