Tipi di imbarcazioni:

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La pesca CAP. 2 - LA PESCA Tipi di imbarcazioni: costruzione e attrezzature Le imbarcazioni vengono classificate in base alla loro funzione, per esempio vengono chiamate paranze due pescherecci che, andando alla stessa velocità, trascinano una rete legata alle estremità di ciascuna barca e si muovono parallele; da qui prendono il nome di paranze. La maggior parte delle imbarcazioni (tipo Gozzo, spagnoletta) è costituita da scafi in legno di dimensioni contenute, mediamente compresi tra 3 e 5 metri. Queste imbarcazioni dispongono di poche attrezzature; in pratica oltre al motore che serve anche ad azionare il verricello salparete non hanno altro. Sono scomparse da lungo tempo le unità removeliche, ossia le barche a remi e a vela, non provviste di motore. È diversa la situazione dei pescherecci, costruiti di norma in metallo oppure in vetroresina e alluminio con parti in acciaio inossidabile e altri materiali per i vari componenti installati a bordo. Un peschereccio di 20 metri (come quello da noi visitato) può arrivare a pesare anche 70 tonnellate, ha un motore Diesel che eroga circa 500 cavalli ed al suo interno è dotato di attrezzature varie utilizzate per la pesca (esempio celle frigorifere, ecoscandaglio, radar, pilota automatico ecc ). Figura 1- Particolari della cabina di comando: timone, pilota automatico, radar e bussola 10

Golfo Aranci: il mare, la pesca, il parco È dotato inoltre di attrezzature per la vita a bordo e soprattutto di strumenti per la comunicazione (radio VHF) e per il rilevamento della posizione geografica in mare. Attrezzature principali di un peschereccio Le attrezzature principali che un peschereccio deve avere a bordo sono le reti a strascico. Esse vengono calate e salpate attraverso dei verricelli, detti appunto salparete, uno per ogni tipo di rete. Le reti vengono tirate a loro volta da cavi metallici che si avvolgono attorno a rulli chiamati verricelli salpacavi; ogni peschereccio dispone di due verricelli salparete e di due verricelli salpacavi, il cui funzionamento è azionato dal motore. Il rullo scorrirete è posizionato sulla poppa della barca e serve per farci scorrere sopra le reti durante le operazioni di cala e di recupero. Oltre alle reti in uso, di cui una a maglie strette per i gamberi e gli scampi ed un'altra più piccola per gli altri pesci, ci sono quelle di riserva, che in caso di necessità vengono agganciate ai rispettivi verricelli. I divergenti, uno per lato dell imbarcazione, sono dispositivi che servono ad allargare la bocca della rete durante il trascinamento (che avviene ad una velocità di circa tre nodi); da un divergente all altro ci sono circa ottanta metri di distanza. Nel peschereccio troviamo inoltre la zona macchine, la cella frigo, la cabina di comando e gli alloggi di prua. Poiché l assenza dal porto può durare da due giorni a diversi giorni, nelle barche di grandi dimensioni sono presenti anche attrezzature per la vita a bordo: cucina, bagno, termosifoni, letti. Figura 2 - Particolari di un peschereccio Verricelli salpacavi Reti di riserva sul ponte 11

La pesca La cabina di comando Nella cabina di comando troviamo strumenti di comunicazione, per comunicare in caso di emergenza, come la radio VHF, con la quale si può comunicare internazionalmente la propria posizione tramite un canale specifico, il canale 16, che essendo un canale di e- mergenza va tenuto sempre libero. Poi troviamo l ecoscandaglio, uno strumento che segnala la profondità e la conformazione dei fondali ed il plotter, che é come una carta geografica dentro la quale ci si muove, infatti con lo strumento a cui è collegato, il GPS, serve per visualizzare la posizione. Come si muove l imbarcazione, esso visualizza un icona nel punto corrispondente a quello in cui ci si trova. Figura 3 Dall alto in basso: Radio VHF sul canale 16, ecoscandaglio, plotter Lo strumento di posizione vero e proprio è il G.P.S. (Global Position System). È uno strumento di tipo satellitare che fornisce sempre la posizione globale, per cui in qualunque punto della terra ci si trovi è sempre possibile conoscere le coordinate precise, cioè la posizione reale. Altri strumenti presenti nella cabina di comando sono il Radar e il Pilota automatico. Dispositivi per la sicurezza in mare Oltre alla radio VHF, diventata ormai uno standard anche per le piccole imbarcazioni, uno strumento per la sicurezza in mare è il satellite Epirb; in caso di emergenza (necessità di soccorso immediato), viene gettato in mare e al contatto con l acqua il microchip contenuto all interno manda un segnale al centro di soccorso, a Roma, il quale rintraccia le coordinate dell imbarcazione e viene dato l allarme al centro operativo più vicino, in pratica alla Guardia Costiera. La sicurezza in mare non è mai troppa e anche se alcuni strumenti sono obbligatori solo per alcuni tipi di imbarcazioni, è meglio averli a bordo in caso di bisogno. Per i pescherecci di una certa dimensione la radio è obbligatoria. 12

Golfo Aranci: il mare, la pesca, il parco Il capitano ci ha anche dato degli adesivi con su scritto il numero della capitaneria di porto, 1530, ed ha anche detto che, nel caso ci dovessimo trovare in pericolo, possiamo chiamare questo numero e loro verrebbero subito a soccorrerci. Altri dispositivi o dotazioni di sicurezza sono: zattere, razzi, e- stintori da usare in caso di incendio, giubbotti di salvataggio, salvagenti ecc La loro presenza a bordo è obbligatoria e la consistenza varia a seconda della distanza dalla costa. Figura 4 A sinistra Il logo della Guardia costiera Sotto: Il satellite Epirb - 406 Mhz, uno strumento usa e getta che può salvare la vita. I compiti della guardia costiera Il primo compito è quello del soccorso in mare ed è primario, perché si tratta di salvaguardare la vita delle persone; per far sì che vengano svolti questi com piti, i militari hanno bisogno di mezzi sofisticati, ad esempio hanno delle motovedette disponibili 24 ore su 24, per essere sempre pronti ad intervenire anche di notte, e devono avere anche dei mezzi specifici per individuare la persona in pericolo. Poi il secondo compito consiste nel controllo del demanio, cioè nel controllo delle coste, e serve ad evitare che vengano commessi a- busi, ad esempio, se uno costruisse dove non dovrebbe costruire, oppure se uno si facesse pagare per il pedaggio sulle spiagge, quando invece è tutto gratis perché è pubblico. Si controlla anche la pesca, cioè se i pescatori fanno bene il loro mestiere, poi si controlla la sicurezza della navigazione; infine c è tutta una serie di compiti minori, cioè amministrativi. 13

La pesca Zone e tipi di pesca Dove e come si pesca La zona in cui si pesca dipende dall' imbarcazione utilizzata e dalla pesca effettuata. La piccola pesca, cioè la pesca con piccole imbarcazioni si effettua lungo le coste, entro le 2-3 miglia, utilizzando reti da posta e altri strumenti. La pesca a strascico è praticata, di norma, a non meno di 50 m. di profondità ed all' interno di una fascia compresa tra 3 e 6 miglia dalla costa. La pesca d' altura, infine, si pratica tra i 300 m. e gli 800 m. di profondità, mediamente a circa 12 miglia dalla costa. In caso di inadempienza sui limiti di pesca (distanza dalla costa) la guardia costiera può comminare sanzioni fino a 3.000 euro. I pescherecci di maggiori dimensioni, quelli che praticano la pesca d'altura, possono spingersi anche nelle acque internazionali, ad esempio in prossimità della Corsica. Le zone di pesca, pertanto, non sono fisse ma possono variare all' interno di un' area molto vasta che si estende al largo dei seguenti punti di riferimento: Capo Figari, Isola di Tavolara, La Maddalena, Corsica (Porto Vecchio). All'interno di questa vasta area, le zone precise dove pescare vengono segnate sulle carte nautiche. Quelle in uso sono dell'istituto Idrografico della Marina (I.I.M). In pratica, una volta individuate le zone buone per la pesca, si annota il percorso e la posizione esatta con l'uso del computer, attraverso un programma specifico che legge e gestisce le carte nautiche, ovviamente in formato digitale. Figura 1: una schermata di MaxSea con la carta nautica della zona di G. Aranci in scala 1: 50.000 14

Golfo Aranci: il mare, la pesca, il parco Così nelle battute successive si va sul sicuro, cioè si escludono le zone pericolose, o per la presenza di rocce o per la presenza di relitti vari. Partendo dalle proprie coordinate e muovendo il cursore del computer su un punto qualsiasi della carta nautica, è possibile conoscere istantaneamente la distanza reale dal punto nave, la rotta da seguire ed il tempo necessario per arrivarci, a seconda della velocità. Una volta erano richieste ai pescatori molta esperienza ed abilità per marcare, cioè ricordare e ritrovare con precisione i luoghi più adatti per la pesca. Oggi il computer, salvando ogni volta tutto ciò che viene annotato sulle carte, diventa la memoria elettronica del pescatore; in pratica in esso può essere condensata tutta l' esperienza di una vita. Trattamento e destinazione del pesce Il pesce appena pescato viene lavato e conservato nelle celle frigorifere, invece il gambero come altri crostacei, viene lavato e conservato con un tipo di conservante e successivamente rilavato abbondantemente con acqua salata. Il prodotto pescato viene portato nelle pescherie locali, in seguito ad un contratto, e quando non si riesce a smaltirlo localmente viene venduto in altri paesi (es. Sassari, Cagliari.). Secondo i dati forniti dalla Guardia Costiera di Golfo Aranci, la quantità di pesce pescato in un anno (2004), è circa 80 tonnellate di specie varie destinate al consumo umano, mentre la quantità di pescato per singola unità di pesca può arrivare a tonnellate. Figura 2 - Pescherecci in porto dopo una battuta di pesca; sono visibili antenne e radar. 15