Domande su Gianni Rodari

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Transcript:

Domande su Gianni Rodari 1. Come si chiama la figlia di Gianni Rodari? E quale libro le ha dedicato? 2. Che lavoro faceva Gianni? 3. Gianni era un fascista? 4. Cosa accadde à sua fratello Cesare? 5. In Favole al Telefono, perché il Ragionier Bianchi telefona tutte le sere a sua figlia? E perché le storie che racconta sono corte? 6. Cosa succede quando l omino di niente cerca di sbattere la sua testa di niente contro il muro? 7. Chi incontra cappuccetto rosso nel bosco? 8. Qual è la morale del racconto A sbagliare le storie? 9. Se si vuole, tutto si può imparare. Che cosa imparò à fare il giovane gambero?

10. Cosa dice il padre del giovane gambero al figlio, quando scopre che il figlio non gli ubbidisce? E cosa direbbe un padre al figlio nella realtà? 11. Chi sono le comari e cosa dicono al giovane gambero quando gli passa loro accanto? 12. Piuttosto che parlare al vecchio gamberone, cosa farebbe la gente? 13. Cosa pensa il giovane gambero mentre parla con il vecchio gamberone? 14. Cosa si augura a chi parte? 15. Di che cosa sono fatti il tetto, i comignoli e il fumo che ne esce ne Il palazzo di gelato? 16. Cosa chiede la povera vecchia? 17. Cosa ordinano i dottori? 18. Cosa sospirano i genitori quando i bambini chiedono altro gelato? 19. In La parola piangere la storia è già accaduta? 20. Come si chiama il museo e cosa vi è conservato?

21. Cosa risponde la maestra quando gli scolaretti le chiedono cosa vuol dire la parola piangere? 22. Quanti e quali proverbi sono citati nella favola dei Vecchi Proverbi e qual è la morale?

I verbi Il presente indicativo è la forma verbale coniugabile più usata della lingua italiana e trova un suo corrispondente in tutte le lingue ad essa vicine. Come tempo più usato dell'italiano, è anche quello che mostra il maggior numero di usi e di forme irregolari. Secondo le grammatiche tradizionali, indica uno stato o avvenimento presente. Si osservi ad esempio il seguente enunciato: In questo momento esco di casa. È chiaro che il momento dell'azione viene visto come contemporaneo al momento in cui si parla: per meglio specificare, si dirà che il presente indica generalmente un'azione o situazione che si svolge al momento dell'enunciazione. Questa forma verbale si coniuga sostituendo le desinenze dell'infinito (-are, -ere, -ire) con quelle previste nel sistema verbale italiano per il presente nelle tre coniugazioni: 1 a persona 2 a persona 3 a persona 1 a persona 2 a persona 3 a persona io tu egli, ella noi voi essi, esse 1 a coniugazione am-are am-o am-i am-a am-iamo am-ate am-ano 2 a coniugazione tem-ere tem-o tem-i tem-e tem-iamo tem-ete tem-ono 3 a coniugazione serv-ire serv-o serv-i serv-e serv-iamo serv-ite serv-ono Spesso, i verbi della coniugazione in -ire prevedono l'ampliamento della radice tramite un suffisso (-isc-): 3 a coniugazione cap-isco cap-isci cap-isce cap-iamo cap-ite cap-iscono cap-ire Non esiste comunque una regola che possa stabilire quali verbi prevedono questa particolarità di coniugazione; per questo, si consulti la voce sui cosiddetti verbi incoativi. Per quanto riguarda l'accento, esso cade talvolta sulla radice, qualche altra sulla desinenza. Esempio tipico: àmo, àmi, àma, amiàmo, amàte, àmano. Si ricordano inoltre le seguenti caratteristiche nella formazione del presente: Questo tempo presenta pochissimi verbi irregolari nella coniugazione in -are (si tratta dei verbi stare, fare, dare ed andare); le altre coniugazioni ne sono invece ricche. Le forme in noi e voi sono quasi sempre regolari.

I verbi che terminano in -care e -gare (come cercare e pagare) mantengono il suono velare di /k/ e /g/ in tutte le forme, il che rende necessario un adattamento ortografico: pago, paghi, paga, paghiamo. Vale esattamente il discorso opposto per le altre due coniugazioni, cioè per i verbi che terminano in -cere e -gere, come vincere o piangere: il suono di -c- e -g- può infatti cambiare a seconda della vocale che introduce la desinenza: vinco, vinci, vince, vinciamo, vincente, vincono ed è quindi velare davanti a o, ma palatale davanti ad e oppure i. In questo caso, non si rende necessario alcun adattamento ortografico. Si noti inoltre che in questi verbi la i nella desinenza della forma in noi (vinciamo) non sarà più pronunciata. Per i verbi che terminano in -ciare e -giare si avrà: mangio, mangi, mangia, mangiamo, mangiate, mangiano. Neanche in questo caso, la desinenza della forma in noi (mangiamo) viene pronunciata. Un verbo che risulta regolare nella coniugazione di un tempo non deve necessariamente esserlo in un altro tempo. Ad esempio il verbo uscire è irregolare al presente, ma non al participio. Al contrario, scrivere è irregolare al participio, ma non al presente. Per il resto, si rimanda alle tabelle di coniugazione I verbi italiani - i tempi verbali Essendo il verbo, dal punto di vista sintattico, l'elemento portante della frase, attorno al quale si sviluppano i restanti elementi, esso svolge una funzione predicativa (indica un'azione, fatta o subita) nei confronti di un sintagma nominale (due o più parole aventi un legame logico stretto) pertanto, la sua forma varia a seconda del modo e tempo caratterizzanti l'azione esposta. Dal punto di vista della forma, possiamo giostrare tra le seguenti coniugazioni: - attiva (in cui un soggetto esegue un'azione); - passiva (in cui un soggetto subisce un'azione); - riflessiva (l'azione compiuta riguarda il soggetto che la esegue); - impersonale (non specifica il soggetto che compie l'azione). Una delle principali caratteristiche dei verbi è la possibilità di constare di un complemento oggetto o meno; perciò abbiamo: - verbi transitivi (che permettono la presenza di un complemento oggetto);

- verbi intransitivi (che non prevedono complemento oggetto). Possiamo indicare la funzione predicativa del verbo attraverso sette modi verbali: - modi finiti, che indicano il soggetto che compie l'azione, per tipologia e numero* (indicativo,congiuntivo, condizionale, imperativo); - modi infiniti, detti impliciti, poiché non indicano chi compie l'azione (infinito, participio,gerundio). *La flessione del verbo, nella sua funzione predicativa, coinvolge un elemento fondamentale del processo di comunicazione che è la Persona, intesa come colui che compie o subisce l'azione, a cui attribuiamo i valori di prima, seconda o terza persona, che possono esprimersi al singolare o al plurale. A comporre il sistema di coniugazione verbale sono anche i tempi, che consistono nella collocazione temporale delle azioni. Questi sono presente, passato e futuro, e si dividono in: - tempi semplici, che constano, nella forma attiva, di un'unica parola (scrisse) e, in quella passiva, del verbo essere anteposto al participio passato di quello che segue (sono amato); - tempi composti, che constano, nella forma attiva, dei verbi essere o avere anteposti al participio passato del verbo che seguono (ha scritto) e, in quella passiva, del verbo essere + stato + participio passato del verbo (fossero stati scritti). AMARE ESSERE AVERE Io am- o Io sono Io ho Tu am- i Tu sei Tu hai Egli / Ella am- a Egli / Ella è Egli / Ella ha Noi am- iamo Noi siamo Noi abbiamo Voi am- ate Voi siete Voi avete Essi / Esse am- ano Essi / Esse sono Essi / Esse hanno