COMPRENSORIO ALPINO DI CACCIA VALLE BORLEZZA

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Ciascuna visita ha inizio con la proiezione di un breve filmato introduttivo.

Transcript:

COMPRENSORIO ALPINO DI CACCIA VALLE BORLEZZA 150

Comprensorio Alpino di Caccia Val Borlezza Superficie totale 20.354,43 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 18.333,95 Comuni appartenenti all ambito Rovetta, Castione della Presolana, Fino del Monte, Onore, Clusone, Songavazzo, Rogno, Cerete, Costa Volpino, Bossico, Sovere, Lovere, Castro Caratteristiche ambientali Il Comprensorio alpino è modellato dal bacino del torrente Borlezza, che dalle sorgenti del Giogo della Presolana sino all altopiano di Clusone mantiene un andamento est ovest compiendo poi una brusca deviazione lungo l asse nord ovest sud est. Il solco della valle scompone il comprensorio alpino in tre distinti settori montani: il gruppo della Presolana, il gruppo del Pora e il gruppo del Pizzo Formico Montagnina. Dal punto di vista altimetrico il comprensorio alpino è assai diversificato, spaziando dai 2.521 mt. della Presolana ai 400 mt. slm di Lovere. Dal punto di vista vegetazionale il CA rientra solo parzialmente nella zona cosiddetta alpina; procedendo per strati altimetrici sono presenti a seconda dei distinti orizzonti: la vegetazione erbaceo arbustiva dell ambiente nivale, la vegetazione degli ambienti alpini, caratterizzata dagli insediamenti vaccinio rododendreti, la vegetazione degli ambienti subalpini con consistenti popolamenti di aghifoglie, la vegetazione degli ambienti montani con formazioni forestali a predominanza di latifoglie e, nell orizzonte più basso, la vegetazione degli ambienti sub montani rappresentata dal trinomio roverella, carpino nero e orniello. Quest ultimo orizzonte è abbastanza sviluppato man mano si scende dall altopiano di Clusone verso la zona insubrica del lago di Iseo, dove alcune specie arboree sono di sostituzione antropica, tra le quali prevale il castagno. In tutti gli orizzonti è marcata la presenza di aree aperte coltivate a prato pascolo, soprattutto l altopiano di Clusone e tutto il fondovalle del Borlezza, sino alla confluenza con il lago d Iseo. Tutto il fondovalle è caratterizzato da vaste aree aperte coltivate a prati da sfalcio polifiti e coltivazioni di mais. Vocazioni e potenzialità faunistiche Il territorio del CA risulta particolarmente vocato ai cervidi e alla lepre del territorio comune, mentre la vocazionalità ai bovidi alpini, come camoscio e stambecco, è limitata alle quote altimetriche più alte dei gruppi montuosi della Presolana e del Pora. Il territorio del CA risulta altamente vocazionale ai cervidi e ai lagomorfi, lepre comune e lepre variabile, per queste specie l areale di distribuzione potenziale coincide con l areale di presenza, anche se con densità fortemente disomogenee. Nei settori più marcatamente alpini della Presolana risulta alta la vocazionalità ai galliformi alpini, come il gallo forcello, la coturnice e la pernice bianca. Per queste specie di avifauna tipica alpina l areale potenziale è notevolmente più ampio rispetto all areale di distribuzione delle singole specie. Emergenze faunistiche I censimenti svolti in campo faunistico hanno permesso di realizzare un quadro di sufficiente dettaglio circa la distribuzione sul territorio di numerose specie di vertebrati terrestri. In base alla presenza di un numero più o meno elevato di specie, anche non di interesse venatorio, e alla loro diversa valenza naturalistica, attraverso un analisi di tipo 151

Interventi per la ricostituzione del patrimonio faunistico Zone in cui sono collocati gli appostamenti fissi sinecologico risulta possibile definire le principali emergenze faunistiche di rilevante interesse conservazionistico meritevoli di interventi mirati di tutela a lungo termine: gallo cedrone, pernice bianca, lepre variabile e aquila reale. L area individuata come vocazionale a queste specie coincidente con i livelli altitudinali compresi tra i novecento e i duemilacinquecento metri s.l.m., assume un indubbio valore per la conservazione di queste specie di grande interesse naturalistico e conservazionistico. Nei SITI NATURA 2000 (SIC ZPS) fatto salvo il divieto di introduzione di specie non autoctone previsto dall art. 12 del D.P.R. 357/97, ogni intervento di reintroduzione di fauna selvatica all interno dei siti e nelle aree limitrofe, definite tali sulla base della mobilità delle specie oggetto delle reintroduzioni stesse, è sottoposto a specifica Valutazione di Incidenza. Sono sottoposte all obbligo di valutazione di incidenza la localizzazione e le modalità di gestione delle zone di ripopolamento e cattura nel caso vengano previste all interno dei Siti della Rete Natura 2000, nonché in un raggio di 1000 metri dal confine degli stessi; le attività di prelievo nelle ZRC dovranno comunque essere concordate preventivamente con l Ente gestore. Ripopolamenti Sono consentiti esclusivamente nella zona di minor tutela con le specie lepre comune, fagiano e starna. Nei Siti di rete Natura 2000, per gli interventi di ripopolamento è obbligatorio utilizzare esemplari provenienti da aree del territorio provinciale o comunque, localizzate in contesti ambientali analoghi a quelli caratterizzanti le zone di intervento, evitando dove possibile il ricorso ad esemplari provenienti da zone al di fuori del territorio regionale, inoltre è vietata l immissione di esemplari di fagiano nelle Oasi di Protezione ubicate all interno dei siti della Rete Natura 2000. Reintroduzioni Gallo cedrone, coturnice, marmotta, gipeto. Qualsiasi intervento di reintroduzione effettuato nel territorio provinciale dovrà essere sottoposto a Valutazione di incidenza che sarà di competenza di Regione Lombardia. Introduzioni Nessuna. Su tutto il territorio a caccia programmata, anche nei territori del C.A.C. ricompresi nella rete Natura 2000, ad esclusione delle aree protette dalla L.157/92 e dalla L. 394/91. Maggior dettaglio in allegata cartografia tematica. 152

Zone in cui sono collocabili appostamenti fissi Sono collocabili su tutto il territorio del CAC a gestione programmata della caccia in zona di minor tutela. Non è consentito impiantare appostamenti fissi di caccia a distanza inferiore di 400 metri dai confini delle Oasi di protezione, delle Zone di ripopolamento e cattura, nonché dei Parchi nazionali e Riserve Naturali. Non è consentito impiantare nuovi appostamenti fissi di caccia nella Zona di maggior tutela. Il rilascio di autorizzazioni per nuovi appostamenti fissi nei Siti della Rete Natura 2000 e entro una fascia di 1.000 metri dagli stessi è sottoposto a specifica valutazione di incidenza, compresi quelli di cui all'art. 25, c. 14 della L.R. 26/1993; sono derogati da questo precetto esclusivamente il rinnovo dell'autorizzazione o il cambio di titolare di quegli appostamenti fissi di caccia dei quali è già stata acquisita in precedenza valutazione di incidenza positiva ovvero non negativa. Istituti faunistici e zone di divieto venatorio Tipologia istituto Denominazione Superficie territoriale T.A.S.P. Oasi di protezione Monte Nè 169,38 141,98 Oasi di protezione Presolana 1317,42 1312,26 Oasi di protezione Sovere 70,69 70,52 ZRC Mano di Sovere 165,88 112,70 ZRC Rogno 68,19 58,93 Oasi di protezione Val di Tede 647,14 647,14 Valico montano Presolana 67,48 66,69 TOTALE COMPLESSIVO 2506,21 2410,22 Rapporto TASP Ambito/TASP protetta 13,15% 153

Comprensorio Alpino di Caccia "Valle Borlezza" Istituti di protezione faunistica OP Presolana Oasi di protezione Valico Montano Zona di ripopolamento e cattura VAL Presolana OP Monte Nè OP Val di Tede ZRC Rogno OP Sovere ZRC Mano di Sovere N O E S 154 0 2000 4000 metri

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche Oasi di protezione Monte Né Superficie totale (Ha) 169,38 Superficie territorio agro silvo 141,97 pastorale (Ha) Clusone L Oasi di protezione è costituita esclusivamente da una cenosi forestale caratteristica del piano montano e sub alpino. La copertura arborea è data soprattutto da pinus nigra alternato a picea excelsa, frutto di rimboschimenti del dopoguerra. Dal punto di vista altimetrico la pineta è collocata nella porzione meridionale dell altopiano di Clusone ad una quota media circa 520 mt.. L OP è di notevole interesse per la conservazione dei passeriformi e piccoli mammiferi (scoiattolo rosso) legati a cenosi forestali di aghifoglie ad alto fusto. Sepprur di modesta dimensione l'op riveste un significativo interesse per la locale popolazione di capriolo e di cervo. E segnalata la presenza del picchio rosso maggiore, del rampichino alpestre, della cincia bigia e della cincia dal ciuffo. Saltuariamente è registrata la presenza del cinghiale. 155

Oasi di Protezione "Monte Nè" N 0 156 500 1000 1500 metri O E S

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche Oasi di protezione Presolana (CAC VAL BORLEZZA) Superficie totale (Ha) 1.317,45 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 1.312,26 Rovetta, Castione della Presolana L Oasi di protezione è localizzata genericamente su tre distinti orizzonti: l orizzonte nivale, molto ridotto e localizzato soprattutto oltre i 2.200 metri nelle stazioni a esposizione settentrionale, qui è dominante la presenza di roccia esposta di natura calcarea; l orizzonte alpino con successioni altimetriche riferibili al climax delle praterie naturali e dei vaccinio rododendreti e l orizzonte subalpino caratterizzato dalla pecceta contornata ai margini da formazione di ontano verde, infine, l orizzonte montano caratterizzato da ampie superfici coltivate a prato pascolo caricate in alpeggio con circa 500 bovini e 200 ovicaprini da giugno a settembre. L OP include ambienti tra i più completi e significativi per la gestione dei galliformi alpini, in particolare la coturnice e il gallo forcello. Alle quote superiori caratterizzate dalle creste rocciose della Presolana permane integro l habitat della pernice bianca. Il settore della Presolana, considerate le favorevoli condizioni geomorfologiche e vegetazionali, è stato oggetto nel 1998 della reintroduzione del camoscio. E segnalata la presenza del gallo cedrone, del francolino di monte, della pernice bianca, delle lepre variabile e dell aquila reale. 157

N Oasi di Protezione "Presolana" 0 158 500 1000 1500 metri O E S

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche OP Sovere Superficie totale (Ha) 70,69 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 70,52 Sovere L'OP si estende sulle pendici settentrionali del Monte Grione tipico ambiente rupicolo a pietraia con coperture discontinue di vegetazione e cespugli di carpino, ginepro, betulla e essenze arbustive del microclima mesofilo. I pendii sono assolati, con suolo povero, a scarsa ritenzione d acqua. Negli impluvi la vegetazione arborea lascia prevalere l'acero e il frassino. La OP per le sue caratteristiche insubriche e decisamente ecotonali risulta particolarmente vocata ai cervidi: capriolo e cervo, nonché alla lepre comune. E segnalata la presenza costante di rapaci diurni, (poiana, nibbio, gheppio), di tutti i piccoli carnivori e del tasso. L area riveste particolare interesse per lo svernamento della locale popolazione di cervi. 159

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche Zona di ripopolamento e Cattura Mano di Sovere Superficie totale (Ha) 165,88 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 112,7 Sovere La ZRC è totalmente localizzata nella fascia altimetrica riferibile all orizzonte sub montano. La tipologia vegetazionale prevalente è quella dei prati da sfalcio polifiti con residuali formazioni forestali a ceduo di latifoglie. La prevalente presenza di aree aperte a prato da sfalcio rappresenta un habitat favorevole alla riproduzione e all irradiamento nei territori circostanti della lepre comune. La buona diversificazione ecotonale costituisce inoltre un ambiente favorevole anche alla riproduzione naturale dei fasianidi e dell ornitofauna minore legata alle praterie naturali o artificiali. Le aree coltivate a prati da sfalcio alternate a formazioni forestali frastagliate rappresenta un habitat di notevole valenza trofica per il cervo. E segnalata la presenza come nidificante dell averla piccola e dell averla maggiore. E' inoltre segnalata la saltuaria presenza del cinghiale. 160

ZRC Mano di Sovere OP Sovere Oasi di protezione "Sovere" e Zona di ripopolamento e cattura "Mano di Sovere" N 161 0 500 1000 1500 metri O E S

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche Zona di ripopolamento e Cattura Rogno Superficie totale (Ha) 68,19 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 58,93 Rogno La ZRC è totalmente localizzata nel fondovalle camuno e la fascia altimetrica riferibile all orizzonte sub montano. La tipologia vegetazionale prevalente è quella dei prati da sfalcio polifiti con residuali formazioni forestali a ceduo di latifoglie disposti in formazione di siepe lungo il greto del fiume Oglio allinea una vegetazione ripariale con prevalenza di salici e ontani, con locali intrusioni di robinia. L'istituto si estende in sponda sx del fiume Oglio sino al confine con la provincia di Brescia. La prevalente presenza di aree aperte a prato da sfalcio rappresenta un habitat favorevole alla riproduzione e all irradiamento nei territori circostanti della lepre comune. La buona diversificazione ecotonale costituisce inoltre un ambiente favorevole anche alla riproduzione naturale dei fasianidi e dell ornitofauna minore legata agli ambienti di ripa. La ZRC collocata l'asta fluviale dell'oglio nel tratto prelacuale della bassa Val Camonica può rivestire una interessante zona protetta lungo la rotta di migrazione, frequentata sia nel periodo primaverile, che autunnale, da numerose specie di passeriformi che seguono il corso del fiume. 162

Zona di ripopolamento e cattura "Rogno" N 163 0 500 1000 1500 metri O E S

Istituto Faunistico Comuni appartenenti all ambito Caratteristiche ambientali Vocazioni e potenzialità faunistiche del territorio Emergenze faunistiche Oasi di protezione Val di Tede Superficie totale (Ha) 647,14 Superficie territorio agro silvopastorale (Ha) 647,14 Songavazzo, Bossico L oasi di protezione è totalmente localizzata nella fascia altimetrica riferibile all orizzonte sub alpino. La tipologia vegetazionale prevalente è dominata dalla pecceta con limitate intrusioni di larice e faggio. Alle quote sommitali e nel fondovalle è consistente la presenza di aree aperte coltivate a prato pascoli. La comunità vegetale prevalente è quella caratterizzata dalla transizione tra la foresta di latifoglie e quella di conifere con buona diversificazione ambientale tra boschi maturi d alto fusto e ampie radure a prato pascolo. Gli alpeggi a quote relativamente basse sono caricati con circa 200 bovini. L alternanza di boschi complessi e prati di modesta pendenza favorisce la presenza di ampie aree ecotonali particolamente vocate al capriolo e al cervo. Le caratteristiche forestali rendono significativa l OP per la nidificazione del gallo cedrone di cui è documentata la presenza. E segnalata la presenza come specie nidificanti del gallo cedrone e del francolino di monte. L OP sembra rivestire particolare interesse anche come area di svernamento di una significativa popolazione di cervi. 164

Oasi di Protezione "Val di Tede" N 0 500 1000 1500 2000 metri O E 165 S