OSCILLOSCOPI DIGITALI

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OSCILLOSCOPIO DIGITALE

Transcript:

OSCILLOSCOPI DIGITALI 1

Introduzione Principio di funzionamento: campionamento e conversione del segnale (campioni numerici), memorizzazione della sequenza, elaborazione e visualizzazione Innovazione tecnologica: convertitori A/D, memorie a semiconduttore, microprocessori veloci, OSCILLOSCOPI DIGITALI o DSO (Digital Storage Oscilloscope) Oscilloscopi digitali 2 2

4 Sezioni o fasi di misura 1) Condizionamento analogico, campionamento e conversione in sequenza numerica del segnale di misura 2) Memorizzazione dei campioni 3) Elaborazione numerica (ricostruzione andamento del segnale nel tempo) 4) Visualizzazione sullo schermo (display): oscillogramma del segnale Oscilloscopi digitali 3 3

Schema a blocchi di un DSO B 1) 2) 3) 4) DISPLAY Oscilloscopi digitali 4 4

Elementi di novità Disaccoppiamento temporale tra il segnale elavisualizzazione (permesso dalla memorizzazione dei campioni e "successiva visualizzazione") Visualizzazione mediante display di tipo raster (matrice bidimensionale di pixel) Memoria RAM video (la mappatura dell immagine da realizzare ha una memoria dedicata) Dispositivi Input/Output (I/O) per trasferimento dati (stampante, plotter, memorie di massa, PC, rete Internet); interfacce RS-232, GPIB, USB, TCP-IP Oscilloscopi digitali 5 5

Scansione linee/colonne dello schermo Importante proprietà (display raster): il tempo necessario per tracciare l immagine è indipendente dalla complessità dell immagine Oscilloscopi digitali 6 6

Display a schermo piatto (FPD) L evoluzione delle tecnologie elettro-ottiche ha reso disponibile, nel campo dei DSO, dispositivi per la visualizzazione che non richiedono la presenza di un tubo a vuoto. Le caratteristiche dei display FPD (Flat Panel Display) sono la ridotta profondità, il peso e il consumo assai ridotti, e l organizzazione dello schermo in una matrice di celle elementari (pixel) Diverse tecnologie: - LED (Light Emitting Diode) - LCD (Liquid Crystal Display) - elettroluminescenza Oscilloscopi digitali 7 7

Visualizzatori a LCD LCD a TFT (Thin Film Transistor): integra nella cella elementare anche il transistor per l accensione e spegnimento del pixel. Tecnologia a matrice attiva, che permette di realizzare display a colori ad elevate risoluzioni e con ampie dimensioni dello schermo Oscilloscopi digitali 8 8

Condizionamento analogico La sezione analogica di un DSO ricalca, in linea di principio, quella di un oscilloscopio analogico Per evitare fenomeni di aliasing, si potrebbe effettuare un filtraggio di tipo passa basso ma si preferisce omettere il filtro anti-aliasing per non limitare la banda di misura. Grazie alla modalità di campionamento in tempo equivalente la banda di misura, su segnali periodici o almeno ripetitivi, può essere anche superiore alla velocità di campionamento. Oscilloscopi digitali 9 9

Conversione A/D e acquisizione dati Parametri: Risoluzione del convertitore analogico / digitale Massima frequenza di campionamento e conversione Capacità (o profondità) massima di memoria, cioè il numero massimo di campioni memorizzabili Oscilloscopi digitali 10 10

Esempi di configurazioni (1/2) Campionamento e conversione a multiconvertitore Oscilloscopi digitali 11 11

Esempi di configurazioni (2/2) Struttura con singolo convertitore A/D in multplexing Oscilloscopi digitali 12 12

Modalità di campionamento (1/3) Il campionamento di un segnale in un DSO può avvenire attraverso tre differenti modalità: Campionamento in tempo reale (single shot) Campionamento sequenziale in tempo equivalente Campionamento casuale in tempo equivalente La prima modalità ha validità generale (ma presenta limiti di banda); le altre due sono invece applicabili solo alla classe dei segnali ripetitivi o periodici (ma consentono di visualizzare segnali molto veloci) Oscilloscopi digitali 13 13

Problematiche del campionamento Teorema del campionamento (e Pb. aliasing): la frequenza di campionamento deve essere maggiore del doppio della massima frequenza del segnale Visualizzazione per punti (Pb. aliasing percettivo): affinché l occhio possa riconoscere distintamente la forma d onda, il numero di campioni acquisiti deve essere sufficientemente elevato da non generare ambiguità di percezione. Con i segnali sinusoidali un valore convenzionale è di almeno 25 punti per periodo Oscilloscopi digitali 14 14

Aliasing percettivo Anche rispettando il teorema del campionamento, con pochi punti per periodo la forma d onda può non essere riconosciuta in maniera corretta (la stessa sinusoide è visualizzata con 4 punti per periodo a sx e 25 a dx) Oscilloscopi digitali 15 15

Interpolatori Interpolatore lineare: riduce a circa 10 i punti necessari per periodo. Sotto questo valore è possibile interpretare erroneamente il segnale visualizzato Interpolatore sin(x)/x: basato sulla teoria di Shannon, riduce a 2.5 il numero di punti necessari. La banda di misura risulta i 4/10 della massima frequenza di campionamento del convertitore A/D Oscilloscopi digitali 16 16

Campionamento in tempo reale La sequenza dei dati acquisiti rispetta la sequenza temporale dei punti della forma d'onda che evolve sull'asse dei tempi Oscilloscopi digitali 17 17

Camp. seq. in tempo equivalente (1/3) Si prendono i diversi campioni all interno di periodi differenti del segnale (con una distanza temporale successivamente incrementata, dallo stesso punto di riferimento trigger - scelto nel periodo). Dall insieme di campioni acquisiti in un tempo più lungo del periodo T, si può ricostruire l andamento della forma d onda nel singolo periodo Il tempo di acquisizione (tempo "reale") e quello di visualizzazione (tempo "equivalente") sono differenti Oscilloscopi digitali 18 18

Camp. seq. in tempo equivalente (2/3) Oscilloscopi digitali 19 19

Camp. seq. in tempo equivalente (3/3) Per la ripetitività di periodo T del segnale s(t), i campioni prelevati agli istanti di tempo τ e τ + kt (k intero) risultano uguali: quindi, anziché adottare la frequenza di campionamento f s =1/τ si può adottare la frequenza 1 + kt/τ volte inferiore: f s 1 fˆ s 1 kt f fˆ s s 1 kt / ottenendo una distanza (risoluzione temporale) τ tra due campioni adiacenti molto spinta pur campionando a "bassa frequenza". Allo stato dell arte, si possono raggiungere risoluzioni temporali di 1 ps per i campioni e visualizzare segnali con banda fino a 50 GHz Oscilloscopi digitali 20 20

Camp. casuale in t. equivalente (1/2) I campioni vengono prelevati dal segnale in modo casuale (asincrono), sia prima, sia dopo gli eventi di trigger. L intervallo di tempo ("positivo o negativo") tra ciascun evento di trigger e il successivo campione deve essere misurato in modo da poter ordinare correttamente i campioni sul display così da ricostruire l andamento del segnale. A causa della scorrelazione temporale tra la frequenza di campionamento e la frequenza di trigger, i campioni acquisiti in cicli di trigger successivi possono essere da anteporre a quelli acquisiti in cicli di trigger precedenti. Oscilloscopi digitali 21 21

Camp. casuale in t. equivalente (2/2) Oscilloscopi digitali 22 22

Modalità di trigger avanzate (1/3) Nell oscilloscopio analogico la sincronizzazione avviene attraverso l individuazione di un livello o di una pendenza. Nell oscilloscopio digitale esistono modalità di sincronizzazione assai più evolute e complesse. Pre-trigger e memoria circolare: consente di visualizzare sullo schermo l andamento del segnale anche "prima dell evento di trigger". Si può rappresentare la memoria dati come un buffer circolare con capacità di M celle. Oscilloscopi digitali 23 23

Modalità di trigger avanzate (2/3) Durante il campionamento e la conversione le M celle vengono riempite in modo contiguo. Al verificarsi dell evento trigger l unità elaborativa del DSO contrassegna il campione acquisito a quell istante, così da poter identificare i campioni precedenti e quelli successivi al campione/evento di trigger Oscilloscopi digitali 24 24

Modalità di trigger avanzate (3/3) Trigger booleano e funzionalità di logica Oscilloscopi digitali 25 25

Risoluzione verticale (1/3) Convertitore 8 bit @ 256 livelli (risoluzione teorica relativa pari a 0.39% del fondoscala) Assegnato un valore del coeff. di deflessione verticale, il campo dei valori di ampiezza ammessi (dinamica) coincide sullo schermo con quello compreso tra le due linee orizzontali estreme del reticolo ( 8 div. A y,v/div. ) Es. coeff. di deflessione verticale = 10 mv/div. con 8 divisioni verticali: Max escursione picco picco = Risoluzione relativa (256 livelli) 80 mv 0.3 mv Oscilloscopi digitli 26 26

Risoluzione verticale (2/3) Questa risoluzione ha minore o maggiore incidenza sulla accuratezza della misura a seconda del fatto che il segnale di misura assuma valori compresi su tutta la scala dei valori d ingresso del convertitore A/D oppure presenti un ampiezza molto inferiore a quella del fondo scala. Nei DSO la possibilità di impostare variazioni fini in condizioni di taratura, sia del coeff. di deflessione sia dell offset (comando di vertical position), consente di ottenere un minor effetto della quantizzazione. Modalità di acquisizione media (average) e alta risoluzione (high resolution o box car averaging): n bit effettivi può essere maggiore del n bit reali Oscilloscopi digitali 27 27

Risoluzione orizzontale (1/2) Risoluzione temporale Oscilloscopi digitali 28 28

Risoluzione orizzontale (2/2) Principale limitazione della risoluzione temporale: f C Modalità single shot: miglior risoluzione = minimo T C del DAC. T C dipende dal coeff. di tempo scelto per la taratura dell asse orizzontale la risoluzione temporale varia in funzione della configurazione scelta (A x ) per il DSO. Camp. sequenziale in t equivalente: risoluzione limitata dalla precisione con cui viene controllato il ritardo τ tra campioni equivalenti adiacenti Camp. casuale in t equivalente: risoluzione limitata dall accuratezza della misura dell intervallo di tempo tral istantedi campionamento e l evento trigger. Oscilloscopi digitali 29 29

Interfacce I/O e funzioni digitali (1/2) Tutti i DSO sono dotati di interfaccia con calcolatore elettronico (controllo a distanza, sistema di misura automatico, salvataggio dati e set up dei comandi) Autoset: lo strumento cerca la migliore config. dei parametri di misura (sensibilità verticale, coeff. di tempo della base dei tempi, ) e la predispone Cursori (o markers) di ampiezza e tempo, che consentono di leggere direttamente sul display misure di differenze di tensione o intervalli di tempo Oscilloscopi digitali 30 30

Interfacce I/O e funzioni digitali (2/2) Misure standard automatizzate, in ampiezza (valore medio, efficace, di picco, picco picco) e in tempo (frequenza, periodo, intervalli di tempo, duty cycle) Analisi semplici o più complesse (spettro FFT, misura di THD, time-jitter, analisi statistica del segnale, etc.) dei dati di misura, ma in ogni caso automatizzate Oscilloscopi digitali 31 31

Esempi di altre funzionalità Controllo di conformità con maschera prestabilita Persistenza infinita Oscilloscopi digitali 32 32

Vantaggi dei DSO (1/2) Maggior banda passante (no limite TRC) Capacità di memorizzare più segnali per lunghi intervalli di tempo Visualizzazione stabile anche di segnali a bassa o bassissima frequenza (no sfarfallamento ) Memorizzazione e visualizzazione eventi single shot Modalità di trigger molto complesse, adatte per misure in sistemi digitali, analisi di guasti in apparecchiature, Visualizzazione dell andamento del segnale anche in intervalli di tempo precedenti l evento di trigger Oscilloscopi digitali 33 33

Vantaggi dei DSO (2/2) Capacità di effettuare in modo diretto ed automatico misure sul segnale nel dominio del tempo (misure di ampiezza, frequenza, sfasamento, ) Possibilità di documentare facilmente la misura, trasferendo i dati dal DSO ad una stampante o plotter Possibilità di interfacciare il DSO a un calcolatore esterno per inserirlo in ambienti di misura o di test automatizzati Capacità di effettuare test di autocalibrazione ed autodiagnosi HW+DSP+SW+... Oscilloscopi digitali 34 34