Il Medico competente e VdRchimico e cancerogeno

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Il Medico competente e VdRchimico e cancerogeno Treviso, 9 marzo 2017 Dr. L. Ros Dirigente chimico - SPISAL Innovazioni del D. Lgs. 81 Questa novità impone 2 questioni: 1. La rilevanza esterna del ruolo del MC (cioè della sua responsabilità penale e civile) 2. Il rapporto intercorrente tra il committente (DDL) e MC dr. Lucio Ros - ULSS 2 2 1

OBBLIGHI NON COMPITI Il MC La rilevanza esterna del MC Art. 25. Obblighi del medico competente 1. a) Collabora con il DDL e il SPP alla valutazione dei rischi, anche ai fini, ove necessario, della programmazione della sorveglianza sanitaria.. alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psicofisica dei lavoratori, Art. 58, comma 1 c). Sanzioni per il medico competente Il medico competente è punito con l arresto fino a 3 mesi o con l ammenda da 438,40 a 1753,60 per la violazione dell art. 25, comma 1 lettera a dr. Lucio Ros - ULSS 2 3 La rilevanza esterna del MC Art. 25. Obblighi del medico competente OBBLIGHI NON COMPITI all attività di informazione e formazione dei lavoratori, per la parte di competenza, e all organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro Art. 58, comma 1 c). Sanzioni per il medico competente Il medico competente è punito con l arresto fino a 3 mesi o con l ammenda da 438,40 a 1753,60 per la violazione dell art. 25, comma 1 lettera a dr. Lucio Ros - ULSS 2 4 2

Corte di cassazione penale (sentenza 1856/2013; fonte sole24ore) Il medico aziendale per valutare i rischi non deve basarsi solo sulle informazioni del datore di lavoro ma agire di propria iniziativa raccogliendo notizie sul posto. La Corte di Cassazione prende le distanze dalla dottrina che riserva al medico competente un ruolo di collaborazione a "traino" dell'imprenditore e afferma la necessità di interpretare in maniera amplia la funzione consultiva. Un criterio di cui fa le spese la ricorrente, punita con l'ammenda per non aver dato suggerimenti su un'efficace prevenzione del rischio derivante dai materiali e dall'esposizione ai materiali lavorati. dr. Lucio Ros - ULSS 2 5 Corte di cassazione penale (sentenza 1856/2013; fonte sole24ore) Un compito dal quale la diretta interessata prendeva le distanze affermando che, essendo priva sia di poteri coercitivi sul datore sia di un obbligo di segnalazione per eventuali inadempienze alle autorità, A rendere impossibile un ruolo più attivo era anche l'impossibilità di ottenere informazioni diverse da quelle fornita dall'imprenditore. Meno "pigra" l'interpretazione del ruolo fornita dalla Cassazione. L attività del medico competente è stata ampliata dal D.lgs. 81 del 2008 che, con l'articolo 25, la estende, se necessario, anche alla programmazione della sorveglianza sanitaria, oltre che alla formazione e informazione dei lavoratori e all'organizzazione del primo soccorso. dr. Lucio Ros - ULSS 2 6 3

Corte di cassazione penale (sentenza 1856/2013; fonte: sole24ore gennaio 2013) E stata introdotta, con il D. Lgs. 106/2009, anche una sanzione penale, originariamente non prevista, che colpisce, per la mancata collaborazione, proprio il medico competente, facendo salvo il RSPP, a cui è attribuito un ruolo ausiliario L'invito che la Cassazione rivolge al MC è quello di assumere elementi di valutazione, da tradurre poi in azioni, che vanno acquisiti visitando gli ambienti di lavoro e parlando direttamente con i lavoratori. dr. Lucio Ros - ULSS 2 7 Regione Veneto PRP 2014-2018 Gruppo di lavoro: Rischio chimico e cancerogeno negli ambienti di lavoro, miglioramento e coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza Gruppo di lavoro: Ricerca attiva delle neoplasie professionali, mappatura e contenimento del rischio cancerogeno negli ambienti di lavoro dr. Lucio Ros - ULSS 2 8 4

Regione Veneto PRP 2014-2018 Documenti già prodotti dai 2 gruppi: 1. Check-list per l autovalutazione del rischio chimico e rischio cancerogeno 2. Documento di consenso rischio cancerogeno 3. Indicazioni preliminari per la tutela della salute dei lavoratori esposti a formaldeide dr. Lucio Ros - ULSS 2 9 Chi effettua la valutazione del rischio chimico deve avere sufficienti conoscenze di: CHIMICA TOSSICOLOGIA IGIENE INDUSTRIALE dr. Lucio Ros - ULSS 2 10 5

Il contributo specifico del MC alla valutazione del rischio chimico riguarda tutte le fasi del processo ed in particolare: 1. Fa un sopralluogo nei reparti produttivi per un riscontro diretto ed una verifica delle informazioni acquisite. 2. riconosce le vie di assorbimento degli agenti chimici vedi DNEL (Derived No Effect Level) cutanei dichiarati dai fabbricanti. dr. Lucio Ros - ULSS 2 11 3. dà indicazioni per la programmazione del monitoraggio ambientale in relazione alle modalità di lavoro ed agli agenti chimici. 4. Evidenzia l indicatore biologico più adeguato, se esistente, in relazione all agente chimico e alle specifiche modalità di esposizione. 5. Valuta l esposizione attraverso le misure di monitoraggio ambientale e biologico. dr. Lucio Ros - ULSS 2 12 6

6. valuta le cause extra lavorative che possono influire sulle dosi e nella gestione del monitoraggio biologico. 7. Valuta come il risultato del monitoraggio biologico si colloca rispetto sia agli indici biologici di esposizione lavorativi, sia ai valori riscontrati nella popolazione. generale non esposta allo xenobiotico in esame (Valori di riferimento). 8. Evidenzia se la sorveglianza sanitaria individua elementi patologici probabilmente correlabili con l inadeguatezza delle misure di prevenzione/protezione attuate. dr. Lucio Ros - ULSS 2 13 9. Individua, se noto, l organo bersaglio, cioè quello che per primo e a dosi più basse mostra segni di funzionamento alterato. I TLV miscela sono validi solo per sostanze che hanno lo stesso organo bersaglio. 10. Tiene conto del sito di azione dell agente (es. frazione inalabile, toracica, respirabile di un particolato).vlep per cancerogeni proposta direttiva 2016.pdf dr. Lucio Ros - ULSS 2 14 7

11. Tiene conto delle caratteristiche individuali del lavoratore esposto per: Allergie Idiosincrasie (formazione di metaboliti tossici..) Suscettibilità genetica Alterazione della cute Situazioni patologiche (es. cardiopatie..) Situazioni fisiologiche (es. gravidanza..) Attività fisica (lavoro leggero o pesante) Differenze di genere (interferenti endocrini, H360F, H360D, H361f, H361d, H360Df, H362) Caporossi_Rischio_Chimico[1].ppt Soglia olfattiva (soggetti con anosmia..) dr. Lucio Ros - ULSS 2 15 12. La valutazione deve includere anche le disposizioni in caso di incidenti o emergenze. Le disposizioni del DM 388/05 contengono solo le indicazioni minime per le dotazioni di primo soccorso. Il MC deve individuare ulteriori presidi e la formazione eventualmente necessari 13. Il medico competente può segnalare anomalie (patologie, di indicatori bioumorali) tali da richiedere la rivalutazione del rischio dr. Lucio Ros - ULSS 2 16 8

Rischio cancerogeno: documento di consenso Sono cancerogene/mutagene le sostanze e le miscele classificate dal CLP canc. 1A e 1B CLP.doc Canc. 1A, H350 (può provocare il cancro) Canc. 1B, H350 (può provocare il cancro) Muta. 1A e muta. 1B, H340 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie) Obbligo prioritario di sostituzione Processi produttivi in sistemi chiusi Aspirazione localizzata DPI Informazione, formazione, addestramento dr. Lucio Ros - ULSS 2 17 CLP Cancerogeni - categorie Studi sull uomo Cat 1A Cancerogenicità provata H350 Può provocare il cancro Studi sull animale Cat 1B Canc. presunta H350 Può provocare il cancro Studi sull uomo e sull animale non suff. convincenti Cat 2 Canc. sospetta H351 Sospettato di provocare il cancro CLP Cancerog. Cat 1 Cancerog. Cat. 2 Cancerog. Cat. 3 d. Lgs 52 R45 R49 R45 R49 R40 d. Lgs. 65 dr. Lucio Ros - ULSS 2 18 9

Rischio cancerogeno: documento di consenso Il secondo livello di misure preventive: Sorveglianza sanitaria Registrazione delle esposizioni Tali misure sono obbligatorie se sussiste RISCHIO PER LA SALUTE. Quando c e una concreta probabilità che il contesto lavorativo specifico determini un incremento dell incidenza di neoplasie? dr. Lucio Ros - ULSS 2 19 Rischio cancerogeno: determinazione rischio sanitario Si raccomanda un approccio scientifico basato sull evidenza fornita dalla letteratura scientifica, evitando generalizzazioni I criteri proposti da SCOEL (Comitato Scientifico per i Limiti di Esposizione Occupazionale) offrono una possibile soluzione alla specificità delle singole sostanze SCOEL individua 4 categorie di cancerogeni Gruppo A: cancerogeni genotossici senza dose-soglia Gruppo B: canc. genot. con dose-soglia non dimostrata Gruppo C: canc. epigenetici con dose-soglia possibile Gruppo D: canc. epigenetici con dose-soglia dimostrabile VLEP per cancerogeni proposta direttiva 2016.pdf dr. Lucio Ros - ULSS 2 20 10

Rischio cancerogeno: determinazione rischio sanitario Assume rilievo se la sostanza è classificata (secondo il CLP) canc. 1A piuttosto che canc. 1B. Entrambe hanno H350: può provocare il cancro. Ma: 1A: c è evidenza scientifica di cancerogenesi da studi epidemiologici 1B: si presumono effetti cancerogeni sull uomo sulla base di studi su animali Sopralluogo (..andamento spazio-temporale dell esposizione, natura processo, fonti, modalità di emissione, propagazione, programmazione monitoraggi ambientali e/o personali..) Quantificazione ambientale dell esposizione (strategie, procedure, metodi di campionamento e analisi EN 689 ) dr. Lucio Ros - ULSS 2 21 Rischio cancerogeno: determinazione rischio sanitario Monitoraggio biologico (test affidabili e codificati), permette di stimare la dose globalmente assorbita, anche per via cutanea o per ingestione, e verificare l efficacia dei DPI e dei comportamenti. Va verificata la corrispondenza tra i risultati del monitoraggio ambientale e di quello biologico Il valore di esposizione va annotato nel registro di esposizione e l annotazione del livello di esposizione deve essere presente anche nella cartella sanitaria e di rischio, a prescindere o meno dall istituzione del registro degli esposti dr. Lucio Ros - ULSS 2 22 11