PER LA PACE PERPETUA IMMANUEL KANT

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Transcript:

PER LA PACE PERPETUA IMMANUEL KANT 1795

PROGETTO PER STABILIRE LE CONDIZIONI GIURIDICHE ATTE A GARANTIRE UNA PACE STABILE E DURATURA TRA GLI STATI.

STRUTTURA (TIPICA DI UN PROTOCOLLO DIPLOMATICO) Prefazione con «clausola salvatoria» Parte prima: sei Articoli provvisori Parte seconda: tre Articoli definitivi Due Supplementi Appendice

PREFAZIONE CON «CLAUSOLA SALVATORIA» Kant si definisce come politico teorico e pone come condizione che il politico pratico non consideri, in caso di contrasto, che dietro le sue opinioni ci sia un qualche pericolo per lo stato (Regno di Prussia). L anno prima Federico Guglielmo II aveva inviato una lettera a Kant, nella quale deplorava alcune sue opinioni espresse nel libro La religione nei limiti della semplice ragione (1793), intimandogli di non occuparsi più di questioni religiose. La «clausola salvatoria» è introdotta alla fine dei contratti per tutelare un contraente al verificarsi di un determinato evento.

ARTICOLI PROVVISORI 1) Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra. 2) Nessuno Stato indipendente ( non importa se piccolo o grande) può venire acquisito da un altro tramite eredità, scambio, vendita o dono. 3) Gli eserciti permanenti (miles perpetuus) devono col tempo scomparire del tutto. 4) Non devono essere fatti debiti pubblici in vista di conflitti esterni dello Stato. 5) Nessuno Stato può intromettersi con la violenza nella costituzione e nel governo di un altro Stato. 6) Nessuno Stato in guerra con un altro si può permettere ostilità tali da rendere necessariamente impossibile la reciproca fiducia in una pace futura: per esempio, l impiego di assassini (percussores) di avvelenatori (venefici), la violazione di una capitolazione, l organizzazione del tradimento (perduellio) nello Stato nemico ecc.

1) COSTRUIRE UNA PACE STABILE, NON EFFIMERE TREGUE I trattati di pace non devono contenere clausole o riserve, potenziali cause di nuovi conflitti. La politica non deve seguire la «prudenza» (opportunismo, realismo), in tal caso il vero onore dello Stato viene posto «nel costante ingrandimento della potenza». La prudenza è qui presentata da Kant come il connotato della cattiva politica, quella che individua i propri scopi in base all opportunità contingente e a interessi specifici, e non perseguendo obiettivi universali dettati dalla ragione.

2) LO STATO È UNA SOCIETÀ DI UOMINI, PERSONA MORALE, AUTORE GIURIDICO NON PATRIMONIO Va abolita la concezione patrimoniale dello Stato. Un regno ereditario non è uno Stato che può essere ereditato da un altro Stato, ma uno Stato il cui diritto di governare può passare in eredità a un altra persona fisica. È lo Stato quindi che acquisisce un monarca e non questi che come tale (come colui cioè che già possiede un altro regno) acquisisce lo Stato. [nota di Kant] Va abolito il diritto dinastico in vigore negli Stati assoluti.

3) GLI ESERCITI MERCENARI DEVONO ESSERE SOSTITUITI DALL ADDESTRAMENTO MILITARE DEI CITTADINI A SOLI FINI DI DIFESA L esistenza degli eserciti favorisce lo scoppio delle guerre La professione militare è disumanizzante. Kant applica qui la terza formula dell imperativo categorico: «agisci in modo da trattare l umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo» (Fondazione della metafisica dei costumi, 1785). L autodifesa può esercitarsi in forme non professionali Guerre economiche e finanziarie.

4) IL DEBITO PUBBLICO DEGLI STATI NON DEVE ESSERE USATO PER FINANZIARE LE GUERRE Il sistema dell indebitamento pubblico permette agli Stati di incamerare velocemente enormi risorse finanziarie. Se viene attivato in vista di conflitti rende inevitabile la guerra. La politica di potenza e la preoccupazione della bancarotta, causa di danni economici e finanziari di larga e imprevedibile diffusione tra gli altri Stati, stimola la formazione di alleanze militari contro lo Stato artefice della politica d indebitamento pubblico.

5) IL PRINCIPIO DI NON INGERENZA Qualsiasi motivo di conflitto interno a uno Stato, anche in presenza di un implosione della sovranità o di elementi scandalosi tali da diffondere un senso di repulsione negli altri Stati, non consente l ingerenza negli affari interni di un altro popolo. In caso contrario si renderebbe insicura l autonomia di tutti gli Stati. Fa eccezione il caso in cui uno Sato per discordie interne si divida in due parti, ognuna delle quali rappresenta per sé uno Stato particolare, che pretende la totalità.

6) VANNO VIETATE LE PRATICHE ILLEGITTIME DELLA GUERRA Nello stato di natura nessuno può essere dichiarato nemico illegittimo. Per tutti lo ius ad bellum deve essere legato allo ius in bello. Devono essere proibiti la guerra di sterminio e lo spionaggio

I TEMPI DI APPLICAZIONE DI QUESTI DIVIETI La 1, la 5 e la 6 sono leges strictae, che esigono subito il divieto. La 2, la 3 e la 4 sono leges latae e «contengono concessioni di rinvio dell esecuzione, senza perdere di vista lo scopo che non permette di portare questo rinvio».

ARTICOLI DEFINITIVI Preambolo. 1) In ogni Stato la costituzione civile dev essere repubblicana. 2) Il diritto internazionale deve fondarsi su un liberalismo di liberi Stati. 3) Il diritto cosmopolitico deve essere limitato alle condizioni dell ospitalità universale.

PREAMBOLO LA PACE NON È CONDIZIONE NATURALE DELL UOMO. Essa è una conquista culturale. Il fatto stesso che uno Stato rimanga in uno stato di natura, uno stato precontrattuale e quindi pre-giuridico, cioè non voglia condividere con gli altri le leggi del diritto internazionale, è un motivo sufficiente per considerarsi parte lesa nei suoi confronti.

1) LA PACE SARÀ PERPETUA QUANDO PER SCATENARE UNA GUERRA SARÀ NECESSARIO IL CONSENSO DEI CITTADINI I fondamenti della costituzione repubblicana (oggi democratica-costituzionale). La LIBERTÀ ovvero «la facoltà di non obbedire ad altre leggi tranne quelle a cui ho potuto dare il mio consenso», in quanto UOMINI. La DIPENDENZA ovvero l universale dipendenza da un unica legge o «Stato di diritto» in quanto SUDDITI. L UGUAGLIANZA nella sola sfera giuridica, in quanto CITTADINI. Non ci sono guerre fondate sul consenso dei cittadini, visto che i costi ricadono su di loro. L obbligo del consenso eviterà le guerre. La distinzione tra DOMINIO (forma imperii), autocrazia, aristocrazia e democrazia, e GOVERNO (forma regiminis). Il governo può essere o repubblicano o dispotico. Il repubblicanesimo è il principio politico della separazione dei poteri e della rappresentatività. L incompatibilità tra democrazia e costituzione repubblicana.

2) LA PROPOSTA PER UNA PACE PERPETUA: UNA FEDERAZIONE DI POPOLI (BUND), NON UNO STATO DI POPOLI. Gli Stati si trovano tra loro in uno STATO DI NATURA, indipendenti da leggi esterne. Affinché nasca un DIRITTO INTERNAZIONALE è necessario che gli Stati stipulino un contratto. Rinuncia allo ius in omnia da parte degli Stati. Tale contratto deve prendere la forma di una Federazione per la pace. Dal punto di vista razionale, gli Stati dovrebbero cedere alla Federazione quote di sovranità. Gli Stati, però, non rinunciano al loro potere decisionale, quindi la Federazione non può essere dotata di un potere coercitivo ma solo morale.

3) LA COSTITUZIONE COSMOPOLITICA PREVEDE CHE CHIUNQUE POSSA VISITARE QUALSIVOGLIA PAESE Il fine ultimo cui tende il progresso etico-politico dell umanità è la Costituzione cosmopolitica. Il diritto di ospitalità e di visita, non di accoglienza e soggiorno stabile. La terra è patrimonio collettivo dell umanità. La pirateria è un reato. La reciproca ospitalità favorisce la pace. Gli abusi del colonialismo e la chiusura delle frontiere. Fallimento economico del colonialismo. L urgenza del diritto cosmopolitico.

PRIMO SUPPLEMENTO LA GARANZIA DI UNA PACE PERPETUA STA IN UNA FILOSOFIA DELLA STORIA Il pacifismo di Kant non è ideologico. Il suo pessimismo antropologico (luterano) è mitigatoda una filosofia della storia che ipotizza un lento, contraddittorio ma incessante progresso etico dell umanità. Natura e ragione coincidono nei fini. No a un potere unico mondiale. La Pace s instaurerà perché a questo fine tende non solo l intenzionalità morale dell umanità ma anche la pressione provvidenziale della natura.

SECONDO SUPPLEMENTO ARTICOLO SEGRETO PER LA PACE PERPETUA È necessario che i detentori del potere politico ascoltino i filosofi. Separazione netta tra le figure del politico, del legislatore, del giudice, del filosofo e del cittadino.