FORMAZIONE DEL HOCHWIPFEL

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CARTA GEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 - CATALOGO DELLE FORMAZIONI 15 FORMAZIONE DEL HOCHWIPFEL RANGO ETÀ REGIONE Formazione Viseano Medio - Bashkiriano Friuli Venezia Giulia FOGLIO AL 100.000 FOGLIO AL 50.000 SIGLA 13, 14, 14A 031 HOC Scheda a cura di Daniela Germani Nelle Alpi Carniche la successione che costituisce il cosiddetto flysch ercinico (costituito dalle formazioni Hochwipfel e Dimon) e ricopre le unità carbonatiche devoniane-carbonifero inferiori venne descritta sommariamente, ma senza distinguere alcuna unità, già da TARAMELLI nel 1869 [9] e da GORTANI nel 1913 [3]. La Formazione del Hochwipfel ( Hochwipfelfazies di HERISCH [4]; complesso argilloso-scistoso carbonifero di GORTANI [3]; Mauthener Schiefer p.p. di KÜPPER, Hochwipfelschichten di KAHLER & METZ [5]) venne introdotta da SELLI nel 1963 [6], in riferimento ad un alternanza di argilliti, siltiti e arenarie, con predominanza dei primi due tipi litologici ed intercalazioni di brecciole, conglomerati e liditi, affiorante lungo tutta la catena carnica (All. A). La formazione si estende con caratteri simili anche nelle Caravanche e nelle Dinaridi ed è stata descritta anche in galleria (Passo di M. Croce Carnico [1]). La litofacies tipica è costituita dall alternanza di argilliti, siltiti nerastre, arenarie quarzose grigie, rare brecce e brecciole. Alla base è presente un conglomerato a ciottoli calcarei e litici, di spessore fino a 30 cm. La stratificazione è netta ed evidente secondo livelli centimetrici o decimetrici, ad eccezione delle brecciole, che possono essere organizzate in strati più potenti; le brecce sono talora lentiformi. La litologia, se analizzata nel dettaglio, è assai variabile; i diversi tipi litologici sono stati descritti e suddivisi secondo differenti criteri a seconda degli Autori [7], [8], [12]. Ai fini cartografici, nella Carta geologica delle Alpi Carniche 1:25.000 [14] sono state distinte le seguenti litofacies (All. C): piastrone siliceo Auct. (locali concentrazioni mineralizzate in silice e calcite con spessori metrici, presenti alla base della formazione; sigla ps), areniti e peliti torbiditiche (sigla Hw 1 ), olistoliti e olistostromi calcarei (sigla Hw 2 ), paraconglomerati e brecce radiolaritiche (sigla Hw 3 ), keratofiri e tufi keratofirici (al tetto della formazione, sigla Hw k ). L unità presenta localmente impronta anchimetamorfica ben recepita dalle litologie argillitiche [14]. Nel Foglio 031 Ampezzo della Carta Geologica d Italia alla scala 1:50.000 sono state distinte quattro litofacies: HOC a (areniti grigie e peliti grigio scure), HOC b (ruditi calcaree), HOC c (ruditi silicatiche), HOC d (keratofiri e tufi keratofirici) [15]. La potenza complessiva dell unità è di circa 600-1000 m [15]. In generale, risulta difficoltoso misurare delle sezioni spesse e continue all interno del flysch ercinico a causa delle possibili elisioni legate alla tettonica ercinica e a quella alpina. Alcune sezioni stratigrafiche parziali sono illustrate nell All. B. La formazione poggia sulle unità di età Carbonifero inferiore (All. C): in concordanza su radiola-

16 APAT - CNR - COMMISSIONE ITALIANA DI STRATIGRAFIA riti e peliti silicee (ad esempio, formazione di Zollner Auct.), con contatto paraconcordante o discordante sui sottostanti calcari. L unità passa lateralmente (nella parte alta) e superiormente alla Formazione del Dimon attraverso un contatto generalmente eteropico ed eterocrono. La fascia di transizione ed interdigitazione fra le due formazioni occasionalmente raggiunge una potenza di oltre 250 m. La Formazione del Hochwipfel è quasi priva di resti fossili, eccetto resti di piante (macro- e microflore). Nella parte inferiore della formazione sono frequenti frammenti di vegetali [13]. Si segnalano: Neurodontopteris auriculata, Calamites csiti, Sphenophyllum cuneifolium, Lepidophyllum trigeminum [3]. Sono inoltre state ritrovate spore come Laevigatosporites vulgaris, Dictyotrilites bireticulatus, Verrucosisporites firmus, Lycospora torquifer, Densosporites faunus, etc. [2]. L età della formazione è sempre stata molto controversa, in gran parte per problemi legati a questioni di nomenclatura. Sulla base del contenuto fossilifero, l unità è ascrivibile al Viseano Medio- Bashkiriano [15]. Le spore sono state ascritte al Namuriano B [2], corrispondente al Bashkiriano Inf. (Carbonifero Sup.). La formazione è stata interpretata come relativa ad una deposizione di tipo torbiditico da SELLI [6] e da VAI [10], [11], in contrasto con i precedenti Autori austriaci che l avevano associata ad un ambiente deposizionale di mare basso o addirittura continentale. Le brecce e i conglomerati, a prevalenti clasti radiolaritici, presenti nella parte bassa dell unità, sono interpretati come debris e mud flow [12]. Una fascia orogenica distale in smantellamento subaereo alimentava le torbiditi. Scarpate di faglia sottomarine prossime alle zone di accumulo fornivano le ruditi carbonatiche, le brecce silicatiche e gli olistoliti isolati; infine l emersione, in condizioni epioceaniche, di sparsi blocchi tettonici sollevati in un contesto tettonico transpressivo, dava origine ai conglomerati che sedimentavano in ambiente marino da mediamente profondo a profondo [7]. É invece ancora poco chiara l origine dei keratofiri e dei relativi tufi. La formazione appartiene alla Catena paleocarnica. Bibliografia: [1] - CANTELLI C., MANZONI M. & VAI G.B. (1968) - Ricerche geologiche preliminari sui terreni paleozoici attraversati dalla galleria del Passo di M. Croce carnico (Ploecken). Nota II - Dalla progressiva 1000 alla progressiva 2920 del tratto italiano. Boll. Soc. Geol. It., 87: 183-193, 1 tav., Roma. [2] - FRANCAVILLA F. (1966) - Spore nel Flysch Hochwipfel. Giorn. Geol., ser. 2, 33: 493-526., Bologna. [3] - GORTANI M. (1913) - La serie devoniana e carbonifera del Monte Coglians (Alpi Carniche). Boll. R. Com. Geol., 43: 235-280, 2 figg., 3 tavv., Roma. [4] - HERITSCH F. (1928) - Tektonische Fragen im Karbon der Karnischen Alpen. Sitzungsber. Ak. Wiss. Wien, 137, Abt. I: 303-338, 6 figg, Wien. [5] - KAHLER F. & METZ K. (1955) - Die Hochwipfelschichten der Karnischen Alpen. Verhandl. Geol. Bundesanst: 253-260, Wien. [6] - SELLI R. (1963) - Schema geologico delle Alpi Carniche e Giulie occidentali. Giorn. Geol., Ser. 2, 30 (1962): 1-136, Bologna. [7] - SPALLETTA C. & VENTURINI C. (1988) - Conglomeratic Sequences in the Hochwipfel Formation: a new palaeogeographic hypothesis on the Hercynian Flysch Stage of the Carnic Alps. Jb. Geol. B.-A., 131 (4): 637-647, Wien. [8] - SPALLETTA C., VAI G. B. & VENTURINI C. (1980) - Il Flysch ercinico nella geologia dei Monti Paularo e Dimon (Alpi Carniche). Mem. Soc. Geol. It., 20 (1979): 143-265, Roma. [9] - TARAMELLI T. (1869) - Osservazioni stratigrafiche sulle valli del Degano e della Vinadia. Ann. Scient. R. Ist. Tecn., 3: 35-73, Udine. [10] - VAI G.B. (1961) - Rilevamento geologico dei dintorni del Passo Volaia. Giorn. Geol., ser. 2a, 30: 137-198, Bologna. [11] - VAI G.B. (1963) - Ricerche geologiche nel gruppo del M. Coglians e nella zona di Volaia (Alpi Carniche). Giorn. Geol., ser. 2a, 30: 137-198, Bologna.

CARTA GEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 - CATALOGO DELLE FORMAZIONI 17 [12] - VAI G.B. (1976) - Stratigrafia e paleogeografia ercinica delle Alpi. Mem. Soc. Geol. It, 13 (1): 7-37, Roma. [13] - VAN AMERON H.W.J., FLAJS G. & HUNGER G. (1984) - Die Flora der Marinelli-Hütte (mittleres Visé) aus dem Hochwipfelflysch der Karnischen Alpen (Italien). Med. Rijks Geol. Dienst, 37 (3): 1-41, Haarlem. [14] - VENTURINI C., PONDRELLI M., DELZOTTO S., FONTANA C. & DISCENZA K. (2002) - Carta geologica delle Alpi Carniche (scala 1:25.000, 930 kmq). S.E.L.C.A editrice, Firenze. [15] - VENTURINI C., SPALLETTA C., VAI G.B., PONDRELLI M., SALVADOR G.L. & CARULLI G. (in stampa) - Note Illustrative della Carta Geologica d Italia alla scala 1:50.000, Foglio 031 Ampezzo. APAT - Dipartimento Difesa del Suolo-Servizio Geologico d Italia, Roma. Elenco Allegati: A. Area di affioramento ed ubicazione delle sezioni stratigrafiche di supporto (A = Pic Chiadin; B = Casera Plotta), da [7], fig. 1. B. Sezioni stratigrafiche di supporto (sezioni Pic Chiadin e Casera Plotta, la cui ubicazione è riportata nell All. A), parziali, da [7], fig. 2. C. Schemi dei rapporti stratigrafici, da [14] e da [8], fig. 19. Allegato A

18 APAT - CNR - COMMISSIONE ITALIANA DI STRATIGRAFIA Allegato B

CARTA GEOLOGICA D ITALIA 1:50.000 - CATALOGO DELLE FORMAZIONI 19 Allegato B

20 APAT - CNR - COMMISSIONE ITALIANA DI STRATIGRAFIA Allegato C