Marzo 2014 Comune di BASELGA DI PINE PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Via Cesare Battisti, 22-38042 BASELGA DI PINE' (TN) Telefono: 0461 557024 Cod. Fisc. 00146270228 E-mail: c.baselgadipine@comuni.infotn.it PEC: comunebaselgadipine@pec.it PIANO REGOLATORE ILLUMINAZIONE PUBBLICA (L.R. 16/2007) (Delibera della Giunta Comunale n. n. 187 del 28/12/2011) Relazione Tecnico Illustrativa Redazione: Ing. Massimo Brait Iscriz. N 3353 Ordine degli Ingegneri di Venezia Ing. Patrizio Glisoni Iscriz. N 2983 Ordine degli Ingegneri di Venezia Via dell Artigianato, 20 30030 Tombelle di Vigonovo (VE) Telefono: 049 9801745 Fax: 049 9801746 e-mail: ambiente@sinprosrl.com siti internet: www.sinproambiente.it
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INDICE 1. PREMESSA... 10 2. OBIETTIVI E FINALITÀ DEL DOCUMENTO... 10 3. NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO... 12 Legislazione... 12 Norme UNI... 12 4. VALORI STATISTICI DI BASELGA DI PINÈ... 14 ANDAMENTO DEMOGRAFICO 2001 2010... 15 Località e Frazioni di Baselga di Pinè... 17 5. ANALISI DELLO STATO DI FATTO... 23 Inquadramento territoriale... 23 6. RILIEVO DELLA SITUAZIONE ESISTENTE... 23 Analisi del territorio comunale o sovracomunale... 23 Censimento dei punti luce... 26 Metodologia... 27 Risultati Ottenuti... 27 Classificazione illuminotecnica delle strade... 27 Aree con sviluppo omogeneo... 31 Interventi recentemente realizzati sul territorio... 54 Risultati ottenuti... 57 Lampade, ausiliari e modalità di regolazione degli impianti... 57 Attuale composizione del parco lampade installato per tipologia di lampada:... 57 Riepilogo dei tipi di corpo illuminante con relativo numero e percentuale rispetto al totale... 58 Analisi illuminotecnica... 61 Metodologia... 61 Risultati Ottenuti... 69 Tipologici Analizzati... 70 7. CONFORMITÀ ALLA LEGGE PROVINCIALE N. 16 DEL 3 OTTOBRE 2007... 72 8. PIANO DI ADEGUAMENTO E DI RISANAMENTO... 72 1.1. Identificazione impianti e aree omogenee fortemente inquinanti... 72 1.2. Identificazione aree omogenee non sufficientemente illuminate... 72 1.3. Promiscuità impianti di distribuzione... 73 Pag. 3
Azioni Correttive... 74 Interventi... 74 Aree Inquinanti Priorità 1... 74 Aree insufficientemente Illuminate... 75 Piano di Intervento... 76 Tipologia e soluzioni da adottare... 76 Promiscuità impianti elettrici... 77 Telecontrollo... 78 Regolatori di flusso... 78 Piano di Investimento... 79 9. CONCLUSIONI... 80 Pag. 4
INDICE DELLE FIGURE Figura 1: Popolazione Baselga di Pinè 2001-2012... 15 Figura 2 Baselga... 17 Figura 3 Faida... 18 Figura 4 Miola... 18 Figura 5 Montagnaga... 19 Figura 6 Ricaldo... 19 Figura 7 Rizzolaga - Campolongo... 20 Figura 8 San Mauro... 20 Figura 9 Sternigo... 21 Figura 10 Tressilla... 21 Figura 11 Vigo Ferrari... 22 Figura 12: Zona oggetto di valutazione... 24 Figura 13 - Comune di Baselga di pinè (Tn), cartografia del territorio... 25 Figura 14 - Quadro 1: RIZZOLAGA / CAMPOLONGO... 35 Figura 15 - QUADRO 2: RIZZOLAGA SEPI... 35 Figura 16 - Quadro 3: STERNIGO AL LAGO... 35 Figura 17 - Quadro 4: STERNIGO RICALDO... 35 Figura 18: Quadro 5: BASELGA RICALDO SERRAIA LIDO... 36 Figura 19: Quadro 6: BASELGA RICALDO SERRAIO LIDO SOTTOQUADRO... 36 Figura 20: Quadro 7: BASELGA GIARDINI... 36 Figura 21: Quadro 8: TRESILLA BASELGA CHIESA PRINCIPALE... 36 Figura 22 - Quadro 9: TRESSILLA BASELGA MUNICIPIO... 37 Figura 23 - Quadro 11: TRESSILLA... 37 Figura 24 - Quadro 13: MIOLA... 38 Figura 25 - Quadro 15: RIZZOLAGA SEPI... 38 Pag. 5
Figura 26 - Quadro 16: VIGO CADROBBI FERRARI... 38 Figura 27 - Quadro 17: FAIDA RAOTA... 39 Figura 28 - Quadro 19: VALT... 39 Figura 29 - Quadro 20: GRILL... 39 Figura 30: Mensola TIPO PIATTO SU PALO ENEL... 44 Figura 31: Mensola TIPO PIATTO... 44 Figura 32: Mensola TIPO PIATTO - DETTAGLIO... 44 Figura 33: Mensola - artistico... 44 Figura 34: Mensola - LED... 45 Figura 35: TESTAPALO SU PALO ZINCATO... 45 Figura 36: TESTAPALO SU PALO ZINCATO... 45 Figura 37: TESTAPALO CON N 2 LAMPADE... 45 Figura 38: TESTAPALO SU PALO ZINCATO, PARCHEGGIO... 46 Figura 39: TESTAPALO - DETTAGLIO... 46 Figura 40: PALO CON SBRACCIO... 46 Figura 41: CORPO ILLUMINANTE con ottica degradata... 46 Figura 42: TESTAPALO - DETTAGLIO... 47 Figura 43: CORPO ILLUMINANTE STRADALE CON SBRACCIO CURVO... 47 Figura 44: CORPO ILLUMINANTE STRADALE... 47 Figura 45: CORPO ILLUMINANTE STRADALE CON SBRACCIO ORIZZONTALE... 47 Figura 46: TESTAPALO DETTAGLIO VETRO CURVO DIFFUSORE... 48 Figura 47: GLOBO (VETRO TRASPARENTE)... 48 Figura 48: GLOBO (VETRO OPALE)... 48 Figura 49: GLOBI SU BRACCIO CURVO (VETRO OPALE)... 48 Figura 50: GLOBI SU SOSTEGNO ARTISTICO... 49 Figura 51: LAMPIONE (GENERICO)... 49 Figura 52: LAMPIONE LANTERNA... 49 Pag. 6
Figura 53: PALO CON SBRACCIO CURVO... 49 Figura 54: PALO CON SBRACCIO... 50 Figura 55: globo su mensola... 50 Figura 56: PROIETTORE sottovolta... 50 Figura 57: LAMPADA sottovolta... 50 Figura 58: LAMPADA sottovolta... 51 Figura 59: palo con SBRACCIO, apparecchio artistico... 51 Figura 60: palo con sbraccio E DIFFUSORE CURVO... 51 Figura 61: palo con sbraccio + N 2 LAMPADE... 51 Figura 62: PALO CON SBRACCIO + N 3 LAMPADE... 52 Figura 63: proiettore ad ottica rovesciata... 52 Figura 64: FARO... 52 Figura 65: PROIETTORE... 52 Figura 66: PROIETTORE... 53 Figura 67: LAMPIONE ARTISTICO (VETRO OPALE)... 53 Figura 68: VIA DELLA LASTA... 54 Figura 69: DETTAGLIO CORPO ILLUMINANTE... 54 Figura 70: NUOVO Q.E. LOC. TRESSILLA... 54 Figura 71: CORPI ILLUMINANTI TRESSILLA... 54 Figura 72: NUOVO Q.E. loc. VALT... 55 Figura 73: CORPI ILLUMINANTI LOC. VALT... 55 Figura 74: NUOVO Q.E. loc. VIA DEL LIDO... 55 Figura 75: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO... 55 Figura 76: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO... 56 Figura 77: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO... 56 Figura 78: NUOVO Q.E. loc. CAMPOLONGO... 56 Figura 79: Attuale composizione del parco lampade installato per tipologia di lampada... 58 Pag. 7
Figura 80: RIEPILOGO DEI TIPI DI CORPO ILLUMINANTE CON RELATIVO NUMERO E PERCENTUALE RISPETTO AL TOTALE... 59 Figura 81 Rappresentazione del modello di calcolo... 62 Figura 82 Dati pianificazione del modello... 63 Figura 83 Risultati illuminotecnici... 64 Figura 84 Risultati illuminotecnici... 65 Figura 85 Isolinee (E)... 66 Figura 86 Rendering colori sfalsati... 67 Figura 87: modello di calcolo... 69 Figura 88: Esempio Tipologico... 71 Figura 89: Esempio Allegato A... 71 Figura 90: Esempio Allegato B con valutazione K ILL... 71 Pag. 8
INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 Dati Comune di Baselga Di Pinè... 14 Tabella 2 Popolazione Baselga di Pinè 2001-2012Parco Veicolare Baselga di Pinè... 15 Tabella 3 Parco veicolare di Baselga Di Pinè... 16 Tabella 4 Parco veicolare di Baselga Di Pinè... 16 Tabella 5 Classificazione tipo di strada... 29 Tabella 6 Categorie illuminotecniche serie ME... 30 Tabella 7 - Categorie illuminotecniche serie CE... 30 Tabella 8 - Categorie illuminotecniche serie S... 31 Tabella 9 ZONE (descrizione e dettaglio)... 32 Tabella 10 QUADRI ELETTRICI INSTALLATI... 34 Tabella 11 Attuale composizione del parco lampade installato per tipologia di lampada... 57 Tabella 12 Riepilogo dei tipi di corpo illuminante con relativo numero e percentuale rispetto al totale... 59 Tabella 13 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA - Quadro di sintesi dello stato attuale... 60 Pag. 9
1. Premessa La Provincia Autonoma d Trento ha inteso promuovere la riduzione dell inquinamento luminoso ed il risparmio energetico con la LEGGE PROVINCIALE n. 16 del 3 ottobre 2007, b.u. 16 ottobre 2007, n. 42 Risparmio energetico e inquinamento luminoso, individuando tra le altre cose dei vincoli sull utilizzo di diverse tipologie delle sorgenti luminose. A tal fine i Comuni con la redazione dei Piani regolatori di illuminazione comunali o sovracomunali (P.R.I.C.) uniformano i criteri di progettazione per il miglioramento della qualità luminosa degli impianti, in particolare di quelli dedicati alla sicurezza della circolazione stradale, svolgono un adeguata protezione dall inquinamento luminoso sia dell ambiente naturale e urbano, programmando una costante riduzione dei consumi energetici attraverso specifiche azioni strutturali. 2. Obiettivi e finalità del Documento Come riportato nel Regolamento di Attuazione alla L.P. 16/07: 1) I P.R.I.C. hanno la valenza di piani regolatori con validità pluriennale e dovranno essere obbligatoriamente redatti e strutturati su supporto informatico per essere facilmente modificati ed aggiornati nel tempo, in base alla progressività degli interventi effettuati, allo sviluppo delle conoscenze scientifiche ed all innovazione tecnologica. Tali Piani non devono contenere specifiche tecniche o progettuali a livello dei singoli impianti, ma forniscono linee guida generali in coerenza col presente Piano provinciale e con le disposizioni contenute nell elenco degli interventi di cui al precedente punto IX. 2) I P.R.I.C. assegnano la luminanza (traffico veicolare) o l illuminamento (traffico pedonale) di riferimento in base alle norme vigenti, che in Italia hanno il rango di norme di sicurezza in base alla responsabilità dello Stato sulla sicurezza dei cittadini ed alla presunzione legale Pag. 10
di stato dell arte attribuito alle norme consensuali UNI. I P.R.I.C. non hanno l obbligo di indicare tipi di lampade o di apparecchi di illuminazione, ma possono identificare una tipologia architettonica (corpo tecnico su palo, corpo artistico di pregio a parete, proiettore sottogronda, ecc.) o esigenze illuminotecniche (colore, resa cromatica, ecc.). I P.R.I.C. sono finalizzati a: a) fornire alle amministrazioni uno strumento di pianificazione e programmazione ambientale ed energetica, in cui evidenziare gli interventi pubblici e privati per risanare il territorio, rendendo disponibili a comuni e Provincia gli strumenti per identificare le priorità degli interventi; b) rispettare le norme per il conseguimento della sicurezza del traffico e dei cittadini, non solo dal punto di vista illuminotecnico ma anche elettrico e meccanico; c) conseguire il risparmio energetico migliorando l efficienza globale degli impianti; d) contenere l inquinamento luminoso e i fenomeni di abbagliamento; e) ottimizzare i costi di servizio e di manutenzione in relazione alle tipologie degli impianti; f) migliorare la qualità della vita sociale, la fruibilità degli spazi urbani adeguando l illuminazione alle esigenze architettoniche e ambientali. Pag. 11
3. Normativa tecnica di riferimento Legislazione Atto: Legge provinciale 3 ottobre 2007, n. 16 Risparmio energetico e inquinamento luminoso. Pubblicazione: B.U. 16 ottobre 2007, n. 42 Norme UNI Norma UNI 11248:2012 Selezione delle categorie illuminotecniche. La UNI 10439 ( Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato ) è la prima norma a cui fare riferimento per la progettazione degli impianti. Indica i requisiti di quantità e qualità dell illuminazione stradale per la progettazione, verifica e manutenzione di un impianto. Si applica in tutte le tipologie di strade a traffico motorizzato ad eccezione delle aree pedonali e commerciali, le aree verdi, le gallerie e sottopassi. Attualmente è in fase d aggiornamento. Il metodo di calcolo illuminotecnico proposto si applica solo su strade rettilinee e curvilinee aventi raggio di curvatura non minore di 200m. La norma definisce i seguenti aspetti: - parametri tecnici di valutazione della progettazione quali la luminanza media (L), l illuminamento (E), l uniformità trasversale (Uo) e longitudinale (Ul), nonché l abbagliamento TI; - una classificazione illuminotecnica (livelli) in relazione al tipo di strada interessata e di conseguenza, i valori minimi dei parametri tecnici a cui la progettazione dell impianto stradale deve attenersi; - le formule matematiche che si devono utilizzare per eseguire i calcoli illuminotecnici; - i livelli d illuminamento che devono essere presenti sulle aree attigue alla sede stradale (marciapiedi). La UNI 10819 ( Impianti d illuminazione esterna requisiti per la limitazione della dispersione verso l alto del flusso luminoso ) tratta delle problematiche inerenti la limitazione della dispersione verso il cielo della luce artificiale. Essa ha valore nazionale e prescrive i requisiti degli impianti d illuminazione esterna, per la limitazione della dispersione del flusso anche al fine di non ostacolare l osservazione astronomica. La norma trova applicazione esclusivamente per i nuovi impianti d illuminazione esterna, ad Pag. 12
esclusione di quelli per le gallerie, i sottopassi, la segnaletica luminosa e di sicurezza e quella pubblicitaria, nonché per i futuri impianti destinati ad aree di particolare valore naturalistico e architettonico, soggette a prescrizioni di legge. Non si applica in quelle regioni dove esiste già una normativa / legge regionale appropriata. La norma definisce i seguenti aspetti: - le terminologie tecniche quali luminanza notturna del cielo, flusso luminoso disperso, zona, emisfero superiore/inferiore, flusso luminoso superiore di progetto, rapporto medio di emissione superiore e orario regolamentato; - classifica gli impianti d illuminazione in relazione alla loro impiego; - classifica le zone del territorio su cui si intende limitare la dispersione del flusso luminoso. Tale classificazione è vincolata alla presenza di un centro di osservazione astronomico o astrofisico; - determina delle tabelle di valutazione della capacità di limitazione della dispersione del flusso degli impianti in relazione alle classificazione delle zone del territorio, dove sono presenti. La CEI 64-7 ( Impianti elettrici d illuminazione pubblica ) tratta degli impianti elettrici d illuminazione pubblica, prescindendo dalle caratteristiche illuminotecniche. Trova applicazione negli impianti di nuova costruzione, in quelli esistenti e in quelli in via di rifacimento. Non si applica agli impianti mobili, a catena luminosa o similari. La norma considera un impianto realizzato in condizioni standard e quindi per altre tipologie d impianto, che interessano particolari situazioni quali ferrovie o luoghi con pericolo d incendio, è necessario fare riferimento ad altre norme aggiuntive (es. CEI64-8 o 64-15). Di particolare interesse ai fini della progettazione, è il paragrafo 3.6 (Distanziamenti) che riporta i valori delle distanze di rispetto da mantenere tra la posa del palo e il marciapiede, nonché l altezza minima che, qualsiasi parte d impianto, deve avere dal piano della sede stradale. Pag. 13
4. Valori Statistici di Baselga di Pinè Regione Trentino-Alto Adige Provincia Trento (TN) Zona Italia Nord Orientale Popolazione Residente 4.992 (M 2.450, F 2.542) Densità per Kmq: 122,2 Superficie: 40,84 Kmq Codici CAP 38042 Prefisso Telefonico 0461 Codice Istat 022009 Codice Catastale A694 Dati Statistici sul Comune Distribuzione per Età Tabella 1 Dati Comune di Baselga Di Pinè (fonte: http://www.comuni-italiani.it/022/009/) Superficie 40,84 km 2 Punti Luce rilevati 1.513 (sostegni) 1.562 (apparecchi) Superfici illuminate 212.519 m 2 PL per Abitante 0,30 Pag. 14
Andamento demografico 2001 2010 Anno Residenti Variazione Famiglie 2001 4.437 Componenti per Famiglia %Maschi 2002 4.520 1,9% 49,6% 2003 4.632 2,5% 1.834 2,53 49,8% 2004 4.700 1,5% 1.859 2,53 50,0% 2005 4.721 0,4% 1.881 2,51 49,9% 2006 4.742 0,4% 1.897 2,50 50,0% 2007 4.759 0,4% 1.936 2,46 49,7% 2008 4.829 1,5% 1.977 2,44 49,6% 2009 4.856 0,6% 1.998 2,43 49,4% 2010 4.899 0,9% 2.038 2,38 49,3% 2011 4.943 0,9% 2.063 2,37 49,1% 2012 4.992 1,0% 2.096 2,00 49,1% Tabella 2 POPOLAZIONE BASELGA DI PINÈ 2001-2012PARCO VEICOLARE BASELGA DI PINÈ FIGURA 1: POPOLAZIONE BASELGA DI PINÈ 2001-2012 Pag. 15
Parco Veicolare Baselga di Pinè Auto, moto e altri veicoli Anno Auto Motocicli Autobus Trasporti Merci Veicoli Speciali Trattori e Altri Totale Auto per mille abitanti 2004 2.564 220 2 547 70 6 3.409 546 2005 2.609 236 3 563 78 7 3.496 553 2006 2.650 252 3 579 80 8 3.572 559 2007 2.718 265 4 588 81 9 3.665 571 2008 2.796 283 6 591 88 7 3.771 579 2009 2.836 302 5 586 61 8 3.798 584 Tabella 3 Parco veicolare di Baselga Di Pinè (fonte: http://www.comuni-italiani.it/022/009/statistiche/veicoli.html) Dettaglio veicoli commerciali e altri Anno Autocarri Trasporto Merci Motocarri Quadricicli Trasporto Merci Rimorchi Semirimor chi Trasporto Merci Autoveicoli Speciali Motoveicoli Quadricicli Speciali Rimorchi Semirimor chi Speciali Trattori Stradali Motrici Altri Veicoli 2004 344 172 31 29 2 39 6 0 2005 361 170 32 35 5 38 7 0 2006 375 170 34 36 6 38 8 0 2007 384 170 34 38 4 39 9 0 2008 391 166 34 44 5 39 7 0 2009 406 167 13 45 5 11 8 0 Tabella 4 Parco veicolare di Baselga Di Pinè (fonte: http://www.comuni-italiani.it/022/009/statistiche/veicoli.html) Pag. 16
Località e Frazioni di Baselga di Pinè Le 10 loclità e frazioni del comune di Baselga di Pinè sono: Baselga, Faida, Miola, Montagnaga, Ricaldo, Rizzolaga - Campolongo, San Mauro, Sternigo, Tressilla, Vigo Ferrari. FIGURA 2 BASELGA Pag. 17
FIGURA 3 FAIDA FIGURA 4 MIOLA Pag. 18
FIGURA 5 MONTAGNAGA FIGURA 6 RICALDO Pag. 19
FIGURA 7 RIZZOLAGA - CAMPOLONGO FIGURA 8 SAN MAURO Pag. 20
FIGURA 9 STERNIGO FIGURA 10 TRESSILLA Pag. 21
FIGURA 11 VIGO FERRARI Pag. 22
5. ANALISI DELLO STATO DI FATTO Inquadramento territoriale 6. Rilievo della situazione esistente Analisi del territorio comunale o sovracomunale Il comune di Baselga alla Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol comprende i comuni di Baselga di Pinè, Bedollo, Bosentino, Calceranica, Caldonazzo, Centa San Nicolò, Civezzano, Fierozzo / Vlarötz, Fornace, Frassilongo / Garait, Levico Terme, Palù del Fersina / Palai en Bersntol, Pergine Valsugana, S. Orsola Terme, Tenna, Vattaro, Vignola Falesina e Vigolo Vattaro. Il comune di Baselga di Pinè rappresenta uno dei comuni di riferimento sia per le dimensioni del territorio che per la consistenza demografica, rimane comunque un comune fortemente frazionato (si contano le frazioni di Faida, Miola, Montagnaga, Ricaldo, Rizzolaga, San Mauro, Sternigo, Tressilla, Vigo Ferrari[2]). Si ritiene fondamentale la conoscenza di tutti gli elementi attinenti, direttamente o indirettamente, agli impianti di illuminazione. Una buona conoscenza dello stato attuale, nonché di quello futuro, indicato dal Piano, sono condizioni indispensabili per una corretta stesura del Piano Regolatore dell Illuminazione Comunale (P.R.I.C.). Le indicazioni progettuali e gli interventi riportati, sono strettamente connessi con l impianto di illuminazione pubblica esistente, in quanto individuano indirizzi futuri sulla rete viaria, sull organizzazione del centro storico e sulla definizione di nuovi luoghi (piazze, aree verdi, parcheggi, viali ) che dovranno essere adeguatamente illuminati. Pag. 23
FIGURA 12: ZONA OGGETTO DI VALUTAZIONE Pag. 24
FIGURA 13 - COMUNE DI BASELGA DI PINÈ (TN), CARTOGRAFIA DEL TERRITORIO Di conseguenza, con la lettura del piano regolatore generale (P.R.G.) si devono recepire gli argomenti e le soluzioni indicate all interno del P.R.I.C. sul recupero degli insediamenti esistenti, sulla riqualificazione urbanistica del centro storico e delle aree rurali, sull aumento dei servizi, sul Pag. 25
miglioramento e la valorizzazione del sistema del verde, dei viali, delle piste ciclabili, dei corridoi ecologici che sono i punti di forza di una città vivibile. Il Piano regolatore dell illuminazione pubblica, ad ognuna delle strade presenti nel territorio comunale (strade provinciali, comunali, pedonali, piste ciclabili, ecc ) e indicate nell elaborato grafico TAV 2a e TAV 2b, attribuisce una specifica categoria, seguendo le indicazioni riportate dalla norma UNI 11248: Illuminazione stradale: Selezione delle categorie illuminotecniche, ottobre 2007. Censimento dei punti luce Il regolamento di Attuazione alla L.P. 16/07 prevede il censimento dei punti luce (sorgenti luminose, apparecchi e sostegni) e la loro condizione. L indagine conoscitiva, effettuata durante il mese di luglio - dicembre 2012, ha analizzato la situazione dell impianto di illuminazione pubblica. L analisi delle condizioni attuali dell impianto di illuminazione è stato effettuato distinguendo tutte le realtà presenti: strade a traffico motorizzato, ciclo-pedonale ed esclusivamente pedonale. La distinzione si è resa necessaria per soddisfare il rispetto di determinati livelli illuminotecnici raccomandati dalla norma UNI 11248 ( Illuminazione stradale: Selezione delle categorie illuminotecniche ) e UNI EN 13201-2: 2004. Tutte le vie con i conseguenti impianti, sono riassunti ed identificati in tipologici, per i quali si sono condotte stime (con calcoli e misure) dei parametri illuminotecnici (mediante misura indiretta di luminanza tramite macchina fotografica reflex ed elaborazione con software dedicato), dei valori della tensione di alimentazione ad inizio e fine di ogni tratto, e valutazione della disposizione dei sostegni. Con la collaborazione degli uffici comunali, sono state raccolte informazioni sulle armature, sulla potenza delle lampade, sui punti di alimentazione, comando e sullo stato delle reti tecnologiche interrate. Attraverso una successiva ricerca e consultazione di cataloghi di aziende produttrici si sono recuperate le caratteristiche tecniche degli apparecchi installati presenti, ipotizzando entro adeguati limiti di approssimazione - per le armature sconosciute modelli molto simili a quelle installate, che garantissero affinità di prestazioni illuminotecniche. Per quanto riguarda le sorgenti luminose, pur rispettando potenza e tipologia, si è fatto riferimento a dati da catalogo dei principali produttori. Tutte le informazioni e i dati tecnici sono stati quindi riportati sulle tavole grafiche allegate. Pag. 26
Metodologia Il censimento dei punti luce ha comportato la verifica puntuale degli stessi, sia dal punto di vista illuminotecnico che strutturale. Per ogni punto luce è stato verificato, con un esame a vista, il sostegno dal punto di vista strutturale e - ove possibile - la condizione del plinto di infissione al suolo. Inoltre, a campione, sono stati aperti i relativi pozzetti di derivazione delle linee per permettere un analisi sia dei conduttori che delle tubazioni interrate. Ogni punto è stato fotografato con l utilizzo di una macchina digitale, mentre le misure di tensione di linea sono state eseguito con l utilizzo di uno strumento del tipo pinza amperometrica digitale, marca ELDES. Risultati Ottenuti Nel territorio comunale di Baselga di Pinè sono presenti 32 punti di consegna con rispettivi quadri elettrici di comando. Oltre a questi, esclusivi per l illuminazione pubblica, vi sono dei quadri a servizio delle strutture sportive e degli edifici pubblici. Sono presenti inoltre sistemi di regolazione e gestione delle lampade, e parte degli impianti sono alimentati su due distinti circuiti denominati notte e mezzanotte. Sui quadri sono installati i dispositivi di protezione (contro sovraccarichi cortocircuiti, interruttori magnetotermici e magnetotermici differenziali) e di comando; quest ultimi sono del tipo fotocellula crepuscolare ed orologio per la parzializzazione alla mezza notte. L utilizzo di crepuscolari e orologi tradizionali al posto di orologi astronomici differenzia l accensione e lo spegnimento delle varie zone, rendendo non uniforme il servizio. Classificazione illuminotecnica delle strade La classificazione delle strade deve avvenire in sintonia con quanto riportato nei provvedimenti di legge di seguito elencati, e ss.mm.ii.: Decreto Legislativo 30/04/1992, n. 285 Nuovo codice della strada, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 114 del 18 maggio 1992 (Supplemento ordinario n. 74); Comunicato Ministeriale LL. PP. del 12/04/1995 Direttive per la redazione, adozione ed attuazione dei piani urbani del traffico, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 146 del 24 giugno 1995 ( Suppl. ordinario n. 77). Direttive emanate dal Ministero dei Lavori Pubblici in attuazione dell art.36 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n.285; Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 5/11/2001 n. 6792 Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Serie Generale del 04/01/2002 n. 3 (Suppl. Ordinario n. 5); Pag. 27
Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 22/04/2004 Modifica del decreto 5 novembre 2001, n. 6792, recante «Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade», pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 25/06/2004 n. 147; Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19/04/2006 - Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 170 del 24/07/2006. La Norma UNI EN 13201-2 del settembre 2004, che recepisce la norma EN 13201-2 Road Lighting Part 2: Performance requirements (del novembre 2003, con correzioni introdotte il 3 dicembre 2003), definisce, per mezzo di requisiti fotometrici, le classi di impianti di illuminazione per l illuminazione delle strade indirizzata alle esigenze di visione degli utenti e considera gli aspetti ambientali dell illuminazione stradale. La classificazione delle strade in funzione del tipo di traffico e il corrispondente indice della categoria illuminotecnica viene definita dalla norma UNI 11248:2009. La norma in particolare individua le prestazioni illuminotecniche degli impianti di illuminazione atte a contribuire, per quanto di pertinenza, alla sicurezza degli utenti delle strade. Fornisce le linee guida per determinare le condizioni di illuminazione in una data zona della strada, identificate e definite in modo esaustivo, nella UNI EN 13201-2, mediante l indicazione di una categoria illuminotecnica. A tale complesso normativo si rimanda per la definizione progettuale dei singoli interventi. Le categorie ME si basano sulla luminanza del manto stradale. Le Categorie CE, S e A si basano sull illuminamento della zona della strada. Pag. 28
Tipo di Strada A1 A2 B C D E F Descrizione del tipo di strada Limiti di velocità [km/h] Autostrade extraurbane 130-150 Autostrade urbane 130 Strade di servizio alle autostrade extraurbane 70-90 Strade di servizio alle autostrade urbane 50 Categoria illuminotecnica di riferimento ME1 ME2 Strade extraurbane principali 110 ME2 Strade di servizio alle strade extraurbane principali 70-90 ME3b Strade extraurbane secondarie (tipi C1 e C2) 70-90 ME2 Strade extraurbane secondarie 50 ME3b Strade extraurbane secondarie con limiti particolari 70-90 ME2 Strade urbane di scorrimento 70 50 ME2 Strade urbane interquartiere 50 ME2 Strade urbane di quartiere 50 ME3b Strade locali extraurbane (tipi F1 e F2) 70-90 ME2 Strade locali extraurbane 50 ME3b 30 S2 Strade locali urbane 50 ME3b Strade locali urbane: centri storici, isole ambientali, zone 30 Strade locali urbane: altre situazioni 30 Strade locali urbane: aree pedonali 5 Strade locali urbane: centri storici (utenti principali: pedoni, ammessi gli altri utenti) Strade locali interzonali Fbis Itinerari ciclo-pedonali Non dichiarato Strade a destinazione particolare 30 TABELLA 5 CLASSIFICAZIONE TIPO DI STRADA (fonte: UNI 11248:2012) 30 CE3 5 50 30 CE4/S2 CE4/S2 S2 Pag. 29
Categoria Luminanza del manto stradale della carreggiata in condizioni di manto stradale asciutto Abbagliame nto debilitante Illuminazione di contiguità L in cd/m2 [minima mantenuta] Uo [minima] Ul [minima] TI in % [massimo] SR [minima] ME1 2,0 0,4 0,7 10 0,5 ME2 1,5 0,4 0,7 10 0,5 ME3a 1,0 0,4 0,7 15 0,5 ME3b 1,0 0,4 0,6 15 0,5 ME3c 1,0 0,4 0,5 15 0,5 ME4a 0,75 0,4 0,6 15 0,5 ME4b 0,75 0,4 0,5 15 0,5 ME5 0,5 0,35 0,4 15 0,5 ME6 0,3 0,35 0,4 15 nessun requisito Un aumento del 5% del TI può essere ammesso quando si utilizzano sorgenti luminose a bassa luminanza Questo criterio può essere applicato solo quando non vi sono aree di traffico con requisiti propri adiacenti alla carreggiata TABELLA 6 CATEGORIE ILLUMINOTECNICHE SERIE ME Categoria E in lx [minimo mantenuto] Illuminamento orizzontale Uo [minima] CE0 50 0,4 CE1 30 0,4 CE2 20 0,4 CE3 15 0,4 CE4 10 0,4 CE5 7,5 0,4 TABELLA 7 - CATEGORIE ILLUMINOTECNICHE SERIE CE Pag. 30
Categoria Illuminamento orizzontale E in lx a) E in lx [minimo mantenuto] [mantenuto] S1 15 5 S2 10 3 S3 7,5 1,5 S4 5 1 S5 3 0,6 S6 2 0,6 S7 prestazione non determinata prestazione non determinata a) Per ottenere l uniformità il valore effettivo dell illuminamento medio mantenuto non può essere maggiore di 1,5 volte il valore minimo E indicato per la categoria TABELLA 8 - CATEGORIE ILLUMINOTECNICHE SERIE S Aree con sviluppo omogeneo Dall elaborazione della descrizione delle caratteristiche del territorio comunale - riportando la posizione geografica, le principali caratteristiche morfologiche, ambientali, climatiche, i confini, i centri abitati, le indicazioni sulla popolazione e sul movimento demografico, le infrastrutture, il sistema viabilistico, le attività produttive e quelle commerciali, ecc. - si svilupperà l individuazione delle aree omogenee sulla base degli strumenti urbanistici locali ed in relazione alla morfologia del territorio (costa, pianura, collina, montagna), descrivendo gli aspetti climatici prevalenti che possano influenzare la viabilità e la visibilità e segnalando le situazioni che potrebbero pregiudicare gli impianti di illuminazione quali l instabilità dei pendii, le correnti vaganti, gli agenti corrosivi. Andranno anche indicati gli eventuali vincoli quali osservatori astronomici, aree protette, aree di particolare valenza per la sicurezza, ecc. Da quanto verrà riportato, ai fini della predisposizione di una corretta progettazione illuminotecnica e di un eventuale progettazione di bonifica di impianti particolarmente impattanti, il territorio comunale può essere suddiviso nelle seguenti zone omogenee: Pag. 31
Id_Z Descrizione Dettaglio A Centro Storico parti del territorio comunale interessate da edifici e tessuto edilizio di interesse storico, architettonico o monumentale B Completamento: Residenziale Cittadino residenziale, parti del territorio comunale interessate dalla presenza totale o parziale di edificazione in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m³/m² C Espansione: Residenziale sparso parti del territorio comunale parzialmente edificate dove non è verificata almeno una delle due condizioni della zona B; sono interessate da previsioni di espansione dell'aggregato urbano D Produttiva parti del territorio comunale destinate all'insediamento di attività produttive E Agricola uso del soprasuolo per fini agricoli, parti del territorio comunale destinate all'attività agricola F Infrastrutture Pubbliche infrastrutture ed impianti di interesse pubblico, parti del territorio comunale destinate ad impianti ed attrezzature di interesse generale G Aree di rispetto fasce cosiddette di rispetto dove vige il vincolo di inedificabilità: viabilità in genere H Salvaguardia Ambientale aree di salvaguardia ambientale, paesaggistica, paesistica e naturalistica (parchi e zone verdi) I Istruzione area di istruzione: scuole TABELLA 9 ZONE (DESCRIZIONE E DETTAGLIO) Pag. 32
id_q Descrizione n_utenza Caduta Tensione Numero sostegni Potenza complessiva Q.E. [kw] 001 Q01 - Rizzolaga - Campolongo, Sepi IT221E00597731 5,10% 119 12,71 002 Q02 - Rizzolaga - Campolongo 1 IT221E00597731 6,00% 106 10,32 003 03 - Sternigo al Lago IT221E00597781 2,10% 75 7,49 004 04 - Sternigo - Ricaldo IT221E00597504 3,00% 62 6,35 005 006 Q01 - Baselga - Ricaldo - Serraia - Lido 2 IT221E00597457 2,60% 92 4,31 Q02 - Baselga - Ricaldo - Serraia - Lido 3 6,90% 88 12,42 007 07 - Baselga - Giardini IT221E00597542 1,60% 41 6,40 008 009 010 Q1 - Tressilla - Baselga Chiesa (Q.E. principale) 09 - Tressilla - Baselga Municipio 10 - Tressilla Doss [DISMESSO] 4,30% 60 9,19 163 17,79 - - - - 011 11 - Tressilla IT221E00597820 0,90% 012 12 - S. Mauro 597740 11,84% 26 2,22 013 13 - Miola POD597618 61 5,52 014 Q01 - Miola Canonica 1 POD597630 6,90% 158 18,92 015 Q03 - Rizzolaga - Sepi 4-016 Q1 - Vigo - Cadrobbi - Ferrari IT221E00597325 3,80% 61 6,91 1 Sottoquadro del Q01 - Rizzolaga - Campolongo, Sepi 2 La linea elettr. N 1 alimenta il sottoquadro "Q02 - Baselga - Ricaldo - Serraia - Lido" 3 La potenza [kw] è stata calcolata dalle misure delle correnti elettriche 4 Quadro elettrico non allacciato all atto del rilievo Pag. 33
id_q Descrizione n_utenza Caduta Tensione Numero sostegni Potenza complessiva Q.E. [kw] 017 17 - Faida - Raota IT221E00597584 79 9,37 018 QA - Canè 0,00% 6 0,33 019 19 - Valt POD597318 2,80% 28 2,60 020 20 - Grill POD597283 7,40% 19 1,74 021 21 - Montagnaga - Bernardi N.R. 60 7,41 022 22 - Erla - Montagnaga POD597976 0,30% 37 3,91 023 23 - Montagnaga - Fregolotti IT221E00597302 69 7,20 024 24 - Puel 6 0,53 025 Q03 - Baselga - Ricaldo - Serraia - Lido POD 944462 0,00% 4 0,62 026 QA - Rizzolaga - Sepi IT221E00597722 0,00% 1 0,09 027 QB - Rizzolaga - Sepi IT221E00597725 0,00% 2 0,18 028 Q2 - Vigo - Cadrobbi - Ferrari IT221E00597325 23 1,84 029 Q02 - Miola Canonica 2 POD597630 0,70% 11 0,85 030 Q2 - Prada N.R. 4 0,50 031 QB - Fiorè 0,30% 6 0,33 032 033 Q1 - Tressilla - Baselga Chiesa (sottoaquadro el.) quadro elettrico fontana [loc. lago Serraia] 6,20% 90 11,06 40 TABELLA 10 QUADRI ELETTRICI INSTALLATI Pag. 34
FIGURA 14 - QUADRO 1: RIZZOLAGA / CAMPOLONGO FIGURA 15 - QUADRO 2: RIZZOLAGA SEPI FIGURA 16 - QUADRO 3: STERNIGO AL LAGO FIGURA 17 - QUADRO 4: STERNIGO RICALDO Pag. 35
FIGURA 18: QUADRO 5: BASELGA RICALDO SERRAIA LIDO FIGURA 19: QUADRO 6: BASELGA RICALDO SERRAIO LIDO SOTTOQUADRO FIGURA 20: QUADRO 7: BASELGA GIARDINI FIGURA 21: QUADRO 8: TRESILLA BASELGA CHIESA PRINCIPALE Pag. 36
FIGURA 22 - QUADRO 9: TRESSILLA BASELGA MUNICIPIO FIGURA 23 - QUADRO 11: TRESSILLA FIGURA 2 - QUADRO 12: MAURO Pag. 37
N.D. FIGURA 24 - QUADRO 13: MIOLA FIGURA 4 - QUADRO 14: MIOLA CANONICA FIGURA 25 - QUADRO 15: RIZZOLAGA SEPI FIGURA 26 - QUADRO 16: VIGO CADROBBI FERRARI Pag. 38
FIGURA 27 - QUADRO 17: FAIDA RAOTA FIGURA 19 - QUADRO 18: CANE FIGURA 28 - QUADRO 19: VALT FIGURA 29 - QUADRO 20: GRILL Pag. 39
FIGURA 22 - QUADRO 21: MONTAGNANA BERNARDI FIGURA 23 - QUADRO 22: ERLA MONTAGNANA N.D. FIGURA 24 - QUADRO 23: MONTAGNANA FREGOLOTTI FIGURA 25 - QUADRO 24: PUEL Pag. 40
FIGURA26 - QUADRO 25: BASELGA RICALDO SERRAIA LIDO SOTTOQUADRO FIGURA 27 - QUADRO 26: RIZZOLAGA SEPI QA FIGURA 28 - QUADRO 27: RIZZOLAGA SEPI QB FIGURA 29: - QUADRO 28: VIGO CADROBBI FERRARI Pag. 41
N.D. FIGURA 30 - QUADRO 29: MIOLA CANONICA 2 FIGURA 31 - QUADRO 30: PRADA N.D. FIGURA 32 - QUADRO 31: FIORE FIGURA 33 - QUADRO 32: TRESILLA BASELGA CHIESA SOTTOQUADRO Pag. 42
FIGURA 34 - QUADRO 33: QUADRO ELETTRICO FONTANA [LOC. LAGO DELLA SERRAIA] Per ciascun punto di consegna e di comando esistenti sono state misurati (o calcolati ove non possibile misuarli) i valori di tensione sia a valle del contatore di consegna che a fine linea. Si evidenzia che per alcune linee terminali la caduta di tensione misurata è risultata superiore al valore massimo permesso dalla normativa attuale (CEI 64-8/7) del 4%. Pag. 43
Di seguito vengono riportati alcuni esempi di installazioni attuali. FIGURA 30: MENSOLA TIPO PIATTO SU PALO ENEL FIGURA 31: MENSOLA TIPO PIATTO FIGURA 32: MENSOLA TIPO PIATTO - DETTAGLIO FIGURA 33: MENSOLA - ARTISTICO Pag. 44
FIGURA 34: MENSOLA - LED FIGURA 35: TESTAPALO SU PALO ZINCATO FIGURA 36: TESTAPALO SU PALO ZINCATO FIGURA 37: TESTAPALO CON N 2 LAMPADE Pag. 45
FIGURA 38: TESTAPALO SU PALO ZINCATO, PARCHEGGIO FIGURA 39: TESTAPALO - DETTAGLIO FIGURA 40: PALO CON SBRACCIO FIGURA 41: CORPO ILLUMINANTE CON OTTICA DEGRADATA Pag. 46
FIGURA 42: TESTAPALO - DETTAGLIO FIGURA 43: CORPO ILLUMINANTE STRADALE CON SBRACCIO CURVO FIGURA 44: CORPO ILLUMINANTE STRADALE FIGURA 45: CORPO ILLUMINANTE STRADALE CON SBRACCIO ORIZZONTALE Pag. 47
FIGURA 46: TESTAPALO DETTAGLIO VETRO CURVO DIFFUSORE FIGURA 47: GLOBO (VETRO TRASPARENTE) FIGURA 48: GLOBO (VETRO OPALE) FIGURA 49: GLOBI SU BRACCIO CURVO (VETRO OPALE) Pag. 48
FIGURA 50: GLOBI SU SOSTEGNO ARTISTICO FIGURA 51: LAMPIONE (GENERICO) FIGURA 52: LAMPIONE LANTERNA FIGURA 53: PALO CON SBRACCIO CURVO Pag. 49
FIGURA 54: PALO CON SBRACCIO FIGURA 55: GLOBO SU MENSOLA FIGURA 56: PROIETTORE SOTTOVOLTA FIGURA 57: LAMPADA SOTTOVOLTA Pag. 50
FIGURA 58: LAMPADA SOTTOVOLTA FIGURA 59: PALO CON SBRACCIO, APPARECCHIO ARTISTICO FIGURA 60: PALO CON SBRACCIO E DIFFUSORE CURVO FIGURA 61: PALO CON SBRACCIO + N 2 LAMPADE Pag. 51
FIGURA 62: PALO CON SBRACCIO + N 3 LAMPADE FIGURA 63: PROIETTORE AD OTTICA ROVESCIATA FIGURA 64: FARO FIGURA 65: PROIETTORE Pag. 52
FIGURA 66: PROIETTORE FIGURA 67: LAMPIONE ARTISTICO (VETRO OPALE) Il rilievo dei corpi illuminanti esistenti divisi per tipologia di corpi illuminanti e lampade viene riportato nelle tavole TAV 3a e TAV 3b. Pag. 53
Interventi recentemente realizzati sul territorio Alla data di emissione degli elaborati del Piano, un capitolo è dedicato agli interventi realizzati nel periodo gennaio 2013..dicembre 2013, relativi a riqualificazione globale degli impianti in alcune località del territorio comunale. 1) Via della Lasta La via è stata oggetto di intervento relativo all installazione di nuovi corpi illuminanti del tipo artistico, con sorgente a LED. FIGURA 68: VIA DELLA LASTA FIGURA 69: DETTAGLIO CORPO ILLUMINANTE 2) Tressilla La località è stata oggetto di riqualificazione globale degli impianti di I.P. con installazione di nuovo quadro elettrico dotato di regolatore centralizzato del flusso luminoso, e sostituzione dei punti luce di tipo obsoleto con nuovi apparecchi di tipo artistico e sorgente a LED. FIGURA 70: NUOVO Q.E. LOC. TRESSILLA FIGURA 71: CORPI ILLUMINANTI TRESSILLA Pag. 54
3) Valt La località è stata oggetto di sostituzione integrale del quadro elettrico e degli apparecchi illuminanti a servizio della strada principale, con nuovi apparecchi di tipo tecnico e sorgente a LED. FIGURA 72: NUOVO Q.E. LOC. VALT FIGURA 73: CORPI ILLUMINANTI LOC. VALT 4) Via del Lido La zona è stata riqualificata sostituendo il quadro elettrico ed installando nuovi corpi illuminanti del tipo artistico e tecnico, con sorgente del tipo a LED. FIGURA 74: NUOVO Q.E. LOC. VIA DEL LIDO FIGURA 75: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO Pag. 55
FIGURA 76: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO FIGURA 77: CORPI ILLUMINANTI VIA DEL LIDO 5) Via Battisti La via è stata riqualificata sostitendo gli apparecchi illuminanti del tipo globo con nuovi apparecchi del tipo artistico e sorgente a LED. 6) Campolongo La via è stata riqualificata a seguito dell installazione di nuovo quadro elettrico a servizio delle zone bar/spiaggia e passeggiata al lago. FIGURA 78: NUOVO Q.E. LOC. CAMPOLONGO Pag. 56
Risultati ottenuti Lampade, ausiliari e modalità di regolazione degli impianti Le lampade a scarica nel gas attualmente installate sono principalmente di due tipologie: ai vapori di mercurio da 80W e 125W e ai vapori di sodio alta pressione da 70 a 400 W. In misura minore, sono presenti anche lampade a LED, agli alogenuri metallici e fluorescenti. Attuale composizione del parco lampade installato per tipologia di lampada: id_l Descrizione Quantita SBP Sodio Bassa Pressione 0 SAP Sodio Alta Pressione 127 JM Alogenuri Metallici 26 LED LED 222 IND Induzione 0 FLU Fluorescenti (lineari/compatte) 0 MBF Vapori di Mercurio 1077 INC Incandescenza/alogene 0 ALT Altro non catalogato 159 TABELLA 11 ATTUALE COMPOSIZIONE DEL PARCO LAMPADE INSTALLATO PER TIPOLOGIA DI LAMPADA Pag. 57
1077 SBP SAP JM LED 0 0 222 26 127 0 159 0 IND FLU MBF INC ALT FIGURA 79: ATTUALE COMPOSIZIONE DEL PARCO LAMPADE INSTALLATO PER TIPOLOGIA DI LAMPADA Riepilogo dei tipi di corpo illuminante con relativo numero e percentuale rispetto al totale 3 Descrizione Quantita Quantita % STA Stradale classe A 31 1,9 STB Stradale classe B 660 41,0 STE Stradale non classificato ed obsoleto (E) 43 2,7 TCA Tecnico classe A 16 1,0 TCB Tecnico classe B 0 0,0 TCC Tecnico classe C 0 0,0 TCE Tecnico privo di ottica (classe E) 59 3,7 ARA Artistico classe A 193 12,0 ARB Artistico classe B 7 0,4 ARC Artistico classe C 156 9,7 ARE Artistico privo di ottica (classe E) 63 3,9 Pag. 58
3 Descrizione Quantita Quantita % PRA Proiettore asimmetrico (classe A) 0 0,0 PRG Proiettore simmetrico generico 26 1,6 IND Incasso a terreno/pavimento classe D 0 0,0 GLC Globo con ottica per ottenere classe C 74 4,6 GLE Globo in genere (classe E) 104 6,5 RES Apparecchi ad uso residenziale 0 0,0 ALT Altro non catalogato 179 11,1 TABELLA 12 RIEPILOGO DEI TIPI DI CORPO ILLUMINANTE CON RELATIVO NUMERO E PERCENTUALE RISPETTO AL TOTALE 4,6 1,6 0,0 0,0 3,9 9,7 0,0 6,5 11,1 1,9 41,0 STA STB STE TCA TCB TCC 0,4 12,0 3,7 0,0 1,0 0,0 2,7 TCE ARA ARB ARC FIGURA 80: RIEPILOGO DEI TIPI DI CORPO ILLUMINANTE CON RELATIVO NUMERO E PERCENTUALE RISPETTO AL TOTALE Pag. 59
Numero di punti luce: 1.600 Potenza totale installata: 171,82 kw pari a 107 W/punto luce ca. Consumo annuo di energia elettrica 469.440 kwh TABELLA 13 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA - QUADRO DI SINTESI DELLO STATO ATTUALE Pag. 60
Analisi illuminotecnica Come riportato nel regolamento di Attuazione alla L.P. 16/07 si prevede: 1. analisi illuminotecnica di ogni area omogenea individuata, con valutazione, mediante misura dei parametri illuminotecnici (illuminamento e/o luminanza) ed elettrici, della potenza installata (kw), delle perdite elettriche (%), del profilo di funzionamento (h) in modo da ricavare il parametro η. Ai fini della determinazione del parametro K ILL per ciascuna area omogenea individuata: a. per aree con corpi illuminanti di classe A, K ILL viene assunto < 3,00; b. per aree con corpi illuminanti di altre classi: i. se η risulta maggiore di 15,00 o risulta impossibile recuperare o stimare le caratteristiche illuminotecniche dei corpi illuminanti, K ILL viene assunto > 3,00; ii. negli altri casi, si procede al calcolo del parametro K ILL. 2. Per ciascuna area omogenea viene quindi redatto il modello di cui all Allegato A (Soluzione conforme) oppure quello di cui all Allegato B (Soluzione calcolata). Stesura di una corrispondente relazione tecnica e planimetria riassuntiva riguardo la compatibilità con la L.P. n.16/2007, il suo regolamento di attuazione ed il presente Piano provinciale. Metodologia Per ottenere tale obiettivo si sono identificati Tipologici rappresentativi dello stato di fatto che per apparecchio, altezza di installazione, interdistanza e geometria del compito visivo comportano gli stessi parametri illuminotecnici. Per ogni Tipologico, dove gli apparecchi erano chiaramente identificati, si sono eseguite verifiche illuminotecniche, si sono compilati i modelli A o B e si sono ricavati gli indici sintetici η e K ILL. I tipologici analizzati sono stati poi rappresentati su una tavola grafica in modo da conoscerne quantità e posizione sul territorio. Le verifiche illuminotecniche sono state eseguite con un software professionale DIALux, mentre i parametri sintetici η e K ILL sono stati ricavati dalle formule presenti nell allegato D paragrafo D.3, di seguito riportato. Pag. 61
FIGURA 81 RAPPRESENTAZIONE DEL MODELLO DI CALCOLO Pag. 62
FIGURA 82 DATI PIANIFICAZIONE DEL MODELLO Pag. 63
FIGURA 83 RISULTATI ILLUMINOTECNICI Pag. 64
FIGURA 84 RISULTATI ILLUMINOTECNICI Pag. 65
FIGURA 85 ISOLINEE (E) Pag. 66
FIGURA 86 RENDERING COLORI SFALSATI Pag. 67
Definizione delle grandezze caratteristiche 1) Ai fini del calcolo dell area efficace A eff, nell ambito del modello di analisi si devono considerare le superfici interessate dal traffico veicolare e pedonale o da motivi di sicurezza. In particolare si possono considerare: a) carreggiate destinate al traffico veicolare (nel caso di rotatorie sono escluse le zone a verde se non interessate da traffico pedonale); b) marciapiedi, aree, percorsi destinati al traffico pedonale; nel caso di percorsi pedonali in zone a verde (parchi, giardini ), per ragioni di sicurezza e salvo altre esigenze dettate dall analisi del rischio, il percorso pedonale può essere esteso di 5 metri per lato; c) aree destinate alla sorveglianza e protezione. 2) L indice K ILL è il rapporto tra l illuminamento disperso complessivo e l illuminamento efficace prodotto pesato tra le rispettive aree (area di misura ed area efficace); la misura è chiaramente adimensionale e si esprime come: E K ILL = E mdis meff A A dove: E mdis = illuminamento medio disperso = E hc + 6 * max (E vn ; E ve ; E vs ; E vw ) E meff = illuminamento medio sul piano efficace A rif = area del piano di riferimento (500 x 500 metri) A eff = area efficace del compito visivo rif eff Per il calcolo si dovrà utilizzare un software di calcolo illuminotecnico per esterni e prevedere le seguenti operazioni: a) creare un progetto per illuminazione esterna; b) inserire una superficie di base (dimensioni 500m x 500m con grado di riflessione 0,45 che simula il terreno); c) inserire sopra la superficie di base, a 20m di altezza, un piano orizzontale di misura delle stesse dimensioni per l illuminamento orizzontale con orientamento verso il basso (reticolo 10m x 10m) in modo da calcolare l illuminamento orizzontale disperso verso l alto; d) inserire un secondo piano di misura come c), in modo da calcolare gli illuminamenti verticali lungo le 4 direzioni principali; e) al centro del terreno inserire il modello di analisi (strada, rotatoria, piazza, parcheggio ) con dimensioni massime 200m x 200m, con tutti i corpi illuminanti; per modelli che eccedono le Pag. 68
predette dimensioni analizzare l impianto suddividendolo in più porzioni avente ciascuna dimensioni massime 200m x 200m. f) eseguire il calcolo completo (diretto + indiretto livello medio) e ricavare i parametri sotto indicati: 3 2 4 1 Rif. Descrizione Misure (m) Coeff. Riflessione Reticolo (m) 1 Superficie di base 500 x 500 0,45 10 x 10 2 Piano misura +20m E hc 500 x 500 10 x 10 3 Piano misura +20m E vn+e ve+e vs+e vw 500 x 500 10 x 10 4 Modello di analisi 200 x 200 max. Propri dei materiali 1 x 1, con almeno 3 punti nella dimensione minima FIGURA 87: MODELLO DI CALCOLO 3) Il Coefficiente di efficienza energetica (normalizzato a 100 lux) (η) espresso in [kwh anno /m 2 ] è definito come rapporto tra energia consumata annualmente dall impianto per produrre 100 lux di illuminamento sul piano efficace durante il periodo di funzionamento di progetto, tenuto conto delle eventuali regolazioni (intensità luminosa ed energia) nel tempo, e superficie efficace: kwh η = A anno eff 100 lx Eeff Il termine kwh anno viene determinato nella compilazione dell allegato A o B relativo all impianto. Risultati Ottenuti I risultati ottenuti (modelli A o B compilati) sono stati organizzati su un foglio di calcolo Excel per essere facilmente elaborati, modificati e aggiornati. Tale foglio fa parte integrante del pacchetto consegnato. Pag. 69
Tipologici Analizzati L elenco dei tipologici analizzati con classificazione illuminotecnica delle strade corrispondenti è riportato nella relazione Elenco tipologici Nella scheda di tipologico (vedi esempio seguente) sono riportate le caratteristiche geometriche del compito visivo, le caratteristiche degli apparecchi e sorgenti luminose; l ultima tabella (Analisi) riassume i dati illuminotecnici derivati dai modelli A e B, tra cui i due parametri sintetici η e K ILL ; segue un parere di conformità o priorità di intervento; nel caso che η non sia idoneo (maggiore di 15), non ha senso calcolare K ILL che viene indicato con NC (non calcolato) o > 3. Pag. 70
FIGURA 88: ESEMPIO TIPOLOGICO L allegato A o B corrispondente giustifica il calcolo eseguito e le aree considerate nei calcoli. FIGURA 89: ESEMPIO ALLEGATO A FIGURA 90: ESEMPIO ALLEGATO B CON VALUTAZIONE KILL Pag. 71
7. Conformità alla LEGGE PROVINCIALE n. 16 del 3 ottobre 2007 Dal rilievo dei punti luce si evince quanto segue: 274 punti luce (17,1% del totale) su 1.600 sono senz altro conformi alla LEGGE PROVINCIALE n. 16 del 3 ottobre 2007; 178 globi (11,1%) abbisognano di sostituzione con nuove lampade che hanno il portalampade incassato nel cappello della lampada e sono prive di vetri laterali; i rimanenti corpi illuminanti andrebbero opportunamente sostituiti. Di questi, buona parte sono vecchie armature (tipo Zerbetto) che, avendo la lampada incassata, non rappresentano un grave problema per l inquinamento luminoso, ancorchè andrebbero sostituite per aumentare l efficienza degli impianti. 8. Piano di adeguamento e di risanamento Per maggiori dettagli si rimanda agli elaborati: Stato di Progetto e Stato di Intervento. 1.1. Identificazione impianti e aree omogenee fortemente inquinanti Obiettivo è l identificazione degli impianti e delle aree omogenee che presentano valori fortemente inquinanti, abbagliamento molesto, illuminazione intrusiva, disuniformità, sovrabbondanza di illuminazione, ecc. Si sono identificate le zone nella quale è prevalente la luminanza dell apparecchio di illuminazione rispetto al compito visivo; in tali zone gli apparecchi utilizzati sono di classe E, vietati nel regolamento di attuazione alla L.P. 16/07. La reale situazione è riportata nei tipologici. L utilizzo di sorgenti ai vapori di mercurio comporta inoltre una carenza energetica (η non verificato) per cui non aveva senso calcolare il K ILL che sicuramente sarebbe stato maggiore dei limiti previsti. 1.2. Identificazione aree omogenee non sufficientemente illuminate Obiettivo è l identificazione delle aree omogenee non sufficientemente illuminate, anche con riferimento alla normativa in materia di sicurezza eventualmente applicabile 5. Per quei tipologici analizzati in cui la luminanza sul compito visivo è risultata inferiore alla classe illuminotecnica prevista si è assegnata una priorità 2. 5 Conseguentemente alla classificazione delle strade presenti nel comune è stata determinata per ogni strada la classe illuminotecnica. Tale classe prevede valori minimi di luminanza o illuminamento che sono la base per un progetto illuminotecnico Pag. 72
Nella priorità 3 si sono inclusi tutti i tipologici carenti sotto il profilo del buon utilizzo dell energia e carenti in uno dei dati sintetici di norma; è il caso degli apparecchi che utilizzano una sorgente ai vapori di mercuirio o al sodio alta pressione, ma l apparecchio non è certificato, le armature stradali dove i valori illuminotecnici sono garantiti (sicurezza), ma il parametro energetico è leggermente sopra norma, gli apparecchi tecnici molto performanti dal punto di vista distributivo (ottica) ma con una sorgente a vapori di mercurio poco efficiente (parametro energetico non soddisfatto). Alcuni casi esaminati possono essere sistemati con interventi minimi. È il caso degli impianti sportivi, dove si prevede un orientamento più adeguato e l adozione di elementi schermanti neri per evitare la dispersione verso l alto. Infine si sono indicati con priorità 4 una serie di impianti classificati come Altro per cui l amministrazione intende adeguare per ridurre l inquinamento luminoso e aumentare l efficienza energetica. 1.3. Promiscuità impianti di distribuzione Oltre all adeguamento ed alla messa a norma dei sistemi illuminanti rilevati, si reputa importante - e non estraneo ai fini della trattazione in essere - la messa in sicurezza delle linee elettriche di distribuzione dorsali principali interrate e/o in vista e distribuzione secondaria ai terminali - e dei quadri di protezione, anche in previsione di una eventuale gestione esterna del servizio di manutenzione. Attualmente i tecnici e manutentori comunali hanno possibilità di accedere agli impianti in modo indistinto. Diversamente, in caso di gestione e conduzione della manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica da soggetti terzi diventa pericoloso e non accettabile l accesso contemporaneo ai diversi impianti in condizioni di non sicurezza. Pag. 73
Azioni Correttive Interventi Gli interventi proposti devono soddisfare le scelte urbanistiche adottate dal piano regolatore generale; il P.R.I.C. infatti, oltre ad essere strumento tecnico, può e deve costituire anche un valido programma architettonico urbanistico. Inoltre, nelle scelte adottate, sono stati considerati aspetti relativi al contenimento dell inquinamento luminoso, al risparmio energetico ed al problema della gestione e della manutenzione. Dall analisi di tutto il sistema di illuminazione pubblica esistente sul territorio comunale - a partire dalla tipologia di lampade e degli apparecchi installati - sono state rilevate una serie di situazioni di degrado. Gli interventi sono mirati a: 1. Ripristinare la sicurezza (valori illuminotecnici adeguati e prestazioni rispondenti ai parametri di legge, meccanicamente ed elettricamente stabili); 2. Diminuire l energia consumata (adozione di sorgenti adeguati ed apparecchi performanti); 3. Diminuire l inquinamento luminoso (apparecchi possibilmente di classe A); 4. Migliorare l aspetto architettonico (apparecchi adeguati al contesto in cui sono inseriti). Nel piano di intervento saranno descritte le azioni e le linee guida da seguire per il raggiungimento degli obiettivi menzionati sopra. Aree Inquinanti Priorità 1 Le aree inquinanti sono identificate dall utilizzo di apparecchi di classe E (vietati dalla legislazione vigente), dall illuminazione di facciate senza valore artistico o dall illuminazione impropria di facciate con valore artistico. Tutte le zone nettamente sovradimensionate comportano inoltre un impatto significativo dal punto di vista del flusso luminoso e dell abbagliamento. Esistono poi le insegne luminose di grande formato e/o caratterizzate da parametri prestazionali illumotecnici ragguardevoli, e gli impianti sportivi all aperto, che pur utilizzati saltuariamente rappresentano una situazione sensibile. Utilizzando sorgenti luminose al sodio il valore di η si aggira attorno a 50 mentre con sorgenti a vapori di mercurio η raggiunge i valori di 230 270; tutti questi interventi rientrano tra quelli identificati da priorità 1. L azione correttiva è stata riportata nel piano di intervento e prevede la Pag. 74
sostituzione dell apparecchio con un elemento tecnico o artistico di classe A e sorgente a luce al sodio ad alta pressione, di ultima generazione. Aree insufficientemente Illuminate Le aree insufficientemente illuminate sono identificate dall utilizzo di apparecchi con valori di Lm ed Em inferiori ai limiti imposti da normativa vigente. Attualmente tutte le strade e le aree di competenza pubblica sono provviste di illuminazione. Si sono identificate con analisi diretta ed indiretta - zone scarsamente illuminate per le quali è prevista la sostituzione globale dell apparecchio, mantenendone le caratteristiche estetiche (artistico o tecnico, nel rispetto del corretto accostamento al contesto più generale) e sorgente luminosa del tipo a sodio ad alta pressione. Sono scarsamente illuminate le vie dei centri storici dove si utilizzano apparecchi artistici e sorgenti a vapori di mercurio, le zone residenziali con sorgenti ai vapori di mercurio (sia con apparecchi stradali fatiscenti, che con apparecchi a globo o artistici). Pag. 75
Piano di Intervento Tipologia e soluzioni da adottare La linea intrapresa dall Amministrazione Comunale è l utilizzo di sorgenti a luce di tipo LED (bianca) nelle zone del tipo strade extraurbane con traffico misto, in tutte le zone di intervento, sostituendo anche le sorgenti esistenti ai vapori di mercurio con analoghe al sodio alta pressione allo scopo di uniformare ed omogenizzare gli impianti di P.I. nell intera zona. Le sorgenti individuate sono: LED (o equivalente) per le vie a traffico veicolare lungo le vie principale (categoria D/ME3a ); Sodio ad alta pressione ad alta efficienza per le zone a traffico misto (categorie E/ME4b e CE5/SE). Gli apparecchi saranno prevalente di tipo tecnico o stradale per le vie a traffico veicolare, mentre nei centri storici si propone l inserimento di apparecchi tecnici decorativi, con istallazione su palo o su mensola a parete. Le figure seguenti sono puramente indicative ma riassumono la tipologia degli apparecchi che si intendono utilizzare: Apparecchio artistico classe A, ottica stradale, sorgente a scarica Pag. 76
Apparecchio stradale classe A, ottica stradale, sorgente a scarica Apparecchio tesata classe A, ottica stradale, sorgente a scarica o LED luce bianca Apparecchio tecnico classe A, ottica stradale, sorgente a scarica versione testapalo per sostituzione globi. Promiscuità impianti elettrici Si prevede la separazione degli impianti di distribuzione a servizio dell illuminazione pubblica dalla rete di bassa tensione a servizio delle utenze oltre all estrazione degli attuali quadri di comando e regolazione dai locali di trasformazione MT/BT e dai relativi quadri di protezione. Per questo è necessario intervenire nelle singole stazioni di trasformazione, installando all esterno delle stesse dei nuovi quadri elettrici al quale collegare le linee di alimentazione dei circuiti di illuminazione. Stessa operazione deve essere riproposta all interno dei distributore BT e nei pozzetti interrati nei quali trovano passaggio o derivazione i circuiti IP. Pag. 77
Telecontrollo Dovrà essere eseguito uno studio e un progetto riguardante la realizzazione di un centro per il controllo dell intero impianto di illuminazione. Il telecontrollo permette una notevole riduzione del consumo di energia elettrica rendendo possibile un congruo risparmio economico. Tutte le apparecchiature acquistate in futuro dall amministrazione comunale, dovranno essere idonee alla gestione a distanza (telecontrollo), in modo da poter intervenire in caso di guasto con la massima solerzia e prevenire eventuali interruzioni di servizio. Regolatori di flusso La scelta di un sistema di gestione da remoto risulta più efficace se affiancato da un sistema di regolazione del flusso luminoso. Un sistema ultimamente molto utilizzato è il così detto puntopunto, dove ogni singolo apparecchio viene individuato da un codice e mediante un sistema di trasferimento dati (onde convogliate o altro) può essere dimmerato, secondo un profilo generalizzato o localizzato. Il sistema di comunicazione centralina apparecchio permette l acquisizione di tutti i dati sensibili di esercizio: ore di funzionamento; temperature trasformatore; energia utilizzata; stato (acceso, spento, dimmerato ). Pag. 78
Piano di Investimento La ricerca e lo studio di scelte progettuali (limitate tipologie di armature, sostituzione programmata delle lampade, differenziazioni cromatiche, telecontrollo, regolatori di flusso) sono volte ad ottimizzare i costi energetici, di esercizio e di manutenzione dell intero sistema dell illuminazione pubblica. Le proposte di miglioramento riportate sopra nascono da un attenta analisi dello stato di fatto e sono state avanzate per limitare od eliminare gli aspetti negativi cercando al contempo di contenere o meglio graduare la spesa pubblica secondo interventi programmati nel tempo. Tuttavia, prevedendo il rilevante investimento iniziale che l Amministrazione comunale dovrebbe affrontare per l adeguamento e la sostituzione di buona parte dell attuale impianto, si devono individuare in concerto con l Amministrazione stessa e gli uffici competenti gli interventi da realizzarsi a breve termine. È indubbio che l adeguamento dell intero impianto con più efficienti armature, nonché l adozione di lampade a SAP e LED in luogo delle tradizionali lampade ai vapori di mercurio, porterebbe al recupero della spesa pubblica in tempi apprezzabili. In un prossimo futuro tutto l impianto dovrà comunque essere interessato alle presenti indicazioni e scelte progettuali, raggiungendo così un significativo grado di uniformità ed efficienza. A fine adeguamento, come riportato nell elaborato di sintesi del P.R.I.C., si prevede un risparmio stimato in circa 126.153 kwh annui. Con l inserimento di un sistema di gestione e controllo lo stesso può essere incrementato di un 20-30% annui. Pag. 79
9. Conclusioni L utilizzo di sorgenti luminose a vapori di mercurio (fuori produzione dal 2012) per lo più su corpi illuminanti a globo evidenziano uno spreco energetico ed una dispersione verso l alto significativa. Le stesse sorgenti utilizzate su armature tecniche con ottica performante, pur fornendo i valori minimi di norma, non rispettano i parametri energetici. La linea guida proposta dal Piano Regolatore dell Illuminazione prevede quindi l utilizzo di sorgenti luminose a luce bianca per tutto il territorio comunale (LED e/o SAP, con priorità dei primi fuori dai centri storici e dei secondi all interno dei centri storici). Le sorgenti luminose potranno essere integrate con l avanzamento tecnologico di settore. La tipologia dei corpi illuminanti seguirà il seguente indirizzo generale: armature stradali lungo le vie a forte scorrimento; corpi artistici nei centri storici; apparecchi tecnici nelle zone limitrofe ai centri storici, lungo le strade di competenza comunale, parchi urbani, servizi in genere. Pag. 80