IMPIANTO ELETTRICO DI ILLUMINAZIONE ESTERNA
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- Aurora Masini
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1 IMPIANTO ELETTRICO DI ILLUMINAZIONE ESTERNA Sistema di alimentazione: TT, TN Norme di riferimento: o Norma CEI 64-8 "Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua"; o Norma CEI 64-8 variante V2 sezione 714 Ambienti e applicazioni particolari Impianti di illuminazione situati all esterno ; o Norma CEI 64-7 "Impianti elettrici di illuminazione esterna" (in vigore solo per gli impianti serie). o Norma CEI "Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica - Linee in cavo". o Norma CEI 11-4 "Esecuzione delle linee elettriche aeree esterne". o Norma CEI "Strutture sotterranee polifunzionali per la coesistenza di servizi a rete diversi Progettazione costruzione, gestione e utilizzo - Criteri generali e di sicurezza"; o Norma CEI "Impianti tecnologici sotterranei - Criteri generali di posa"; o Norma UNI EN "Illuminazione di installazioni sportive"; o Norma UNI EN "Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato"; o Norma UNI EN "Impianti di illuminazione esterna - Requisiti per la limitazione della dispersione verso l'alto del flusso luminoso" o Norma UNI 8097 "Illuminazione delle metropolitane in sotterranea e in superficie"; o Norma UNI "Illuminazione delle gallerie". Principali disposizioni legislative: o DM 3/6/98 "Ulteriori aggiornamenti delle istruzioni tecniche per la progettazione, l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza e delle prestazioni tecniche per le prove ai fini dell'omologazione"; o Circolare Ministero Lavori Pubblici n /5/96 o Direttiva Presidenza Consiglio Ministri 3/3/99 "Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici"; o DM 21/3/88 "Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e l'esercizio delle linee elettriche esterne"; o DPR 495/92 "Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada"; o DM 236/89 "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale
2 esterna sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche"; o DM 24/11/84 "Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8"; o DPR 164/56 "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni"; o Legge 46/90 "Norme per la sicurezza degli impianti"; o D.P.R. 447/91 "Regolamento di attuazione della legge 46/90"; o D.P.R. 392/94 "Regolamento recante la disciplina del procedimento di riconoscimento delle imprese ai fini dell'installazione, ampliamento e trasformazione degli impianti nel rispetto delle norme di sicurezza" o D.P.R. 558/99 "Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio di attività e per la domanda di iscrizione all'albo delle imprese artigiane o al registro delle imprese per particolari categorie di attività soggette alla verifica di determinati requisiti tecnici" Direttive applicabili: nessuna Installazione: Occorre distinguere due situazioni: l'impianto di terra), allora ad esso si applica la legge 46/90 e per la sua installazione occorre un'impresa abilitata alla realizzazione degli impianti di cui all'art. 1 comma 1a) della legge 46/90 e iscritta nell'albo provinciale delle imprese artigiane; attraverso l'impianto di terra), allora ad esso non si applica la legge 46/90. Viene così a mancare, almeno formalmente, il requisito richiesto all'impresa installatrice. C'è da dire però che, essendo questi tipi di impianti gestiti normalmente da amministrazioni comunali e/o provinciali, etc. attraverso suoi dipendenti che si occupano della manutenzione, occorre effettuare la denuncia dell'impianto di terra in base al DPR 462/01 che prevede il rilascio della dichiarazione di conformità che di fatto omologa l'impianto. Non
3 essendo prevista in questo caso, dalla legge 46/90, la dichiarazione di conformità, occorre che l'impresa installatrice rilasci una dichiarazione di esecuzione degli impianti alla regola dell'arte riferita alla legge 186/68. Un altro caso possibile è quello nel quale l'impianto (totalmente esterno) venga realizzato tutto attraverso l'impiego di componenti di classe II; in questo modo la protezione dai contatti indiretti non prevede l'impianto di messa a terra e di conseguenza nemmeno la sua denuncia. In quest'ultima situazione l'impresa non deve rilasciare alcun tipo di dichiarazione. Necessità di progetto: Occorre distinguere tre situazioni: l'impianto di terra), allora ad esso si applica la legge 46/90. Se l'impianto interno è soggetto a progettazione, allora anche l'impianto di illuminazione ad esso collegato necessita di progettazione. In caso contrario no; attraverso l'impianto di terra), allora ad esso non si applica la legge 46/90 e conseguentemente non è necessario nemmeno il progetto. o Se l'impianto di illuminazione esterna è situato totalmente all'esterno, ma viene alimentato da una propria cabina di trasformazione, attraverso un sistema TN, anche se non legislativamente obbligatorio, è altamente consigliato realizzare il progetto. Dichiarazione di conformità: Occorre distinguere due situazioni: l'impianto di terra), allora ad esso si applica la legge 46/90 e occorre il rilascio della dichiarazione di conformità. attraverso l'impianto di terra), allora ad esso non si applica la legge 46/90 e non è richiesta la dichiarazione di conformità. Essendo però questi tipi di impianti gestiti normalmente da amministrazioni comunali e/o provinciali, etc. attraverso suoi dipendenti che si occupano della manutenzione, occorre effettuare la denuncia dell'impianto di terra in base al DPR 462/01 che
4 prevede il rilascio della dichiarazione di conformità di omologazione dell'impianto Non essendo prevista in questo caso, dalla legge 46/90, la dichiarazione di conformità, occorre che l'impresa installatrice rilasci una dichiarazione di esecuzione degli impianti alla regola dell'arte riferita alla legge 186/68. Un altro caso possibile è quello nel quale l'impianto (totalmente esterno) venga realizzato tutto attraverso l'impiego di componenti di classe II; in questo modo la protezione dai contatti indiretti non prevede l'impianto di messa a terra e di conseguenza nemmeno la sua denuncia. In quest'ultima situazione non occorre rilasciare alcun tipo di dichiarazione. Note sul locale: Definizioni e interpretazioni: o Impianto elettrico di illuminazione esterna: complesso formato dalle linee di alimentazione, dai sostegni degli apparecchi di illuminazione e dalle apparecchiature, destinato a realizzare l illuminazione di aree esterne (es. strade, giardini, parchi, impianti sportivi, gallerie, sottopassi, monumenti, palazzi storici cabine telefoniche, fermate di autobus, insegne pubblicitarie, cartelli stradali, mappe di città, etc); o Origine dell impianto elettrico di illuminazione esterna: punto di consegna dell energia elettrica da parte del distributore o origine del circuito che alimenta l impianto di illuminazione esterno; o Area esterna: qualsiasi area, quali strade, giardini, parchi, impianti sportivi, posta all aperto o comunque esposta all azione degli agenti atmosferici. Si considerano come aree esterne anche le gallerie stradali o pedonali, i portici ed i sottopassi; o Apparecchio di illuminazione: apparecchio che distribuisce, filtra o trasforma la luce trasmessa da una o più lampade e che comprende tutte le parti necessarie a sostenere, fissare proteggere le lampade, e, se necessario i circuiti ausiliari e i dispositivi di connessione all alimentazione. Non fa ovviamente parte dell apparecchio di illuminazione la o le lampade; o La classificazione impiegata dalla vecchia norma CEI 64-7, fra impianti di gruppo A, B, C, D ed E rimane valida solo per quanto riguarda gli impianti di gruppo C, D ed E, mentre i vecchi gruppi A e B sono ora trattati dalla sezione 714 della norma CEI 64-8: Impianto di gruppo C alimentato in serie con tensione nominale non superiore a 1000 V AC e 1500 V DC, esclusi gli impianti di gruppo A (utilizzato in passato, ora confinato a qualche applicazione specifica come gli impianti aeroportuali); Impianto di gruppo D alimentato in derivazione con tensione nominale da oltre 1000 V fino a 6000 V, in corrente alternata (utilizzato, ma meno del gruppo B);
5 Impianto di gruppo E alimentato in serie con tensione nominale da oltre 1000 V fino a 6000 V, in corrente alternata (poco utilizzato); Classificazione dei Locali: o Gli impianti elettrici di illuminazione esterna se sono serviti da una linea dedicata (dispositivo di protezione, linea di alimentazione ed utilizzatori) sono considerati a tutti gli effetti impianti elettrici utilizzatori. Ai fini della legge 46/90 si possono considerare "locali" ordinari.
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