Rapporto sulla sismicità tra Montereale e Cittareale ( ; ore 11 UTC)

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1703 Gen 1703 Feb Figura 1. Viene rappresentata la sismicità degli ultimi due mesi tra Cittareale e Montereale e le aree di massimo danneggiamento provocato dalle scosse del 14 Gennaio e del 2 Febbraio 1703. Sismicità recente La sismicità nella zona del reatino è iniziata a metà Giugno del 2009. Nella Figura 2 si presenta la mappa dei terremoti a partire dal luglio 2009 a tutto il 31 agosto 2010, mentre in Figura 3 vengono rappresentati solo i terremoti verificatisi dal 1 luglio al 31 agosto 2010. Si noti come a partire da fine luglio 2010 la sismicità si verifichi prevalentemente nella parte sud della zona interessata dallo sciame e limitatamente nella parte nord.

Figura 2. Mappa della sismicità nell area reatina dal 1 luglio 2009 al 31 agosto 2010. Figura 3. Mappa della sismicità nell area reatina dal 1 luglio 2010 al 31 agosto 2010. Si noti come la sismicità si concentri prevalentemente nella parte meridionale della zona sismica. Lo sciame sismico è localizzato principalmente nella zona immediatamente a ovest del paese di Montereale (Figura 4) e consiste in circa 300 terremoti con magnitudo locale superiore o uguale a 1.0. La profondità dei terremoti varia tra pochi chilometri dalla superficie a poco più di 15 km per i più profondi.

Figura 4. Ingrandimento della zona interessata dallo sciame sismico La mappa rappresenta i terremoti a partire dal 1 gennaio 2010 ed aggiornati alle ore 12:06 UTC del 31 agosto, con esclusione dei terremoti di magnitudo locale inferiore a 1. La distanza epicentrale tra i due eventi a Nord Ovest e quello con ML=3.6 è di circa 2.5 km. In Figura 5 viene mostrato l andamento temporale per l intera sequenza a partire dal Giugno 2009. Il periodo iniziale ha avuto centinaia di eventi per giorno e comunque l attività è sempre stata presente con alcuni periodi caratterizzati da aumenti relativi della sismicità che non hanno superato mediamente il numero di 20 terremoti per giorno. In Figura 6, si presenta l andamento temporale della sismicità per la sola parte meridionale di Fig. 4 e si nota come questa alterni fasi più intense ad altre in cui i terremoti sono praticamente assenti. Inoltre, a cavallo della prima decade di luglio la sismicità aumenta sia in numero di terremoti che nella magnitudo massima registrata. Durante il mese di agosto questo comportamento si accentua prima col terremoto di ML=2.8 del 13 agosto e poi, a fine agosto, con tre eventi di magnitudo superiore a 3.0 del 31 agosto.

Figura 5. Distribuzione temporale della sismicità a partire dal Giugno 2009 per tutta l area compresa tra Montereale e Cittareale illustrata in figura 2. Figura 6. Distribuzione della sismicità dello sciame sismico nella parte meridionale del reatino a partire dal 1 gennaio, 2010. In Figura 7, si rappresenta la cumulativa del numero di eventi registrati. Si evidenzia come il processo di sciame sismico alterni fasi più intense a periodi di scarsa attività fino alla prima decade di luglio 2010. Nelle settimane successive, seppure con variazioni giornaliere, il numero di scosse aumenta.

Figura 7. Rappresentazione cumulativa del numero di eventi giorno per giorno dal 1 gennaio al 31 agosto 2010 per l area meridionale rappresentata in Figura 4. Figura 8. Rappresentazione cumulativa del momento sismico liberato giorno per giorno dai terremoti nel periodo 1 gennaio - 31 agosto 2010 per l area meridionale rappresentata in Figura 4. La linea azzurra indica la somma dei singoli momenti sismici relativi ad ogni terremoto.

La somma cumulativa dei momenti sismici fornisce indicazioni di massima sul rilascio progressivo di deformazione nell area interessata dai sismi. La linea continua nel grafico di Figura 8 evidenzia che nella giornata del 31 agosto viene rilasciata più della metà della deformazione dallo sciame. Si tratta comunque di valori modesti di energia rilasciata. Meccanismi focali Il CNT calcola routinariamente i tensori momento sismico per i terremoti con magnitudo superiore a ML~3.4 (vedi http://earthquake.rm.ingv.it/tdmt.php). In Figura 9, si presenta la soluzione ottenuta dall inversione dei dati di forma d onda registrati dalla rete sismica nazionale per il tensore momento sismico. La soluzione mostra un meccanismo di faglia prevalentemente normale, ma con una consistente componente di movimento laterale destrorso. La magnitudo momento è pari a 3.5 ed è leggermente inferiore a quella locale. I meccanismi focali per gli altri due eventi con magnitudo superiore a 3.0 del 31 agosto, 2010, sono anch essi normali ed evidenziano simili componenti di trascorrenza destrorsa. Figura 9. Soluzione del momento tensore sismico per il terremoto di ML=3.6 del 31 agosto 2010 alle ore 07:12 UTC. Il meccanismo è prevalentemente di faglia normale con una componente di trascorrenza destrorsa. Deformazione Le informazioni deducibili dalla analisi geodetiche indicano che l area in oggetto ricade in una zona a deformazione attiva della catena Appenninica. In particolare si osserva che le velocità geodetiche, in un sistema di riferimento euro-asiatico, aumentano dall area tirrenica verso quella adriatica di circa 2-3 mm/anno e che questo aumento di velocità avviene proprio nell area della catena Appenninica. L aumento di velocità testimonia un tasso di deformazione in atto che è quantificabile e dell ordine di

grandezza di 50-70 nanostrain/anno. La deformazione è di tipo estensionale e i meccanismi focali dei terremoti sono generalmente in accordo con la deformazione in atto come mostrato nelle figure precedenti.