MISINFORMATION EFFECT Valentina Cannella, Mariacristina Montelli, Francesca Pia Schiavone Il misinformation effect si verifica quando il ricordo di un evento è alterato da un informazione fuorviante fornita dopo l evento stesso che va a modificare la struttura del ricordo originario. Studi pioneristici sono stati condotti da Elizabeth Loftus, psicologa statunitense che ha dedicato gran parte della propria attività di ricerca alla memoria umana, con particolare attenzione all' effetto dell'informazione sbagliata (misinformation effect) e alla natura dei falsi ricordi (confabulations). In un classico studio condotto da Burns, Loftus e Miller (1978), ai partecipanti veniva mostrato un filmato che riguardava un incidente stradale avvenuto nei pressi di un segnale di stop; in seguito venivano poste diverse domande sull evento. Tra queste, una si riferiva erroneamente ad un segnale di precedenza anziché al segnale di stop. Quando successivamente veniva chiesto ai partecipanti se avessero visto un segnale di stop o un segnale di precedenza, quelli che avevano ricevuto l informazione scorretta tendevano a rispondere in maniera sbagliata più frequentemente dei partecipanti del gruppo di controllo. A partire da questo paradigma, una serie di studi ha dimostrato come le informazioni a cui l individuo inevitabilmente è esposto possano modificare il ricordo, rendendolo meno accurato e, di conseguenza, meno attendibile (Loftus, 1980). Tuttavia, uno studio di metanalisi (Blank et al., 2014) ha dimostrato come avvertendo gli individui della presenza di elementi fuorvianti, l effetto misinformation tenda a diminuire. Inoltre, questo studio ha rivelato che vi è un tipo di avvertimento più efficace degli altri presi
in considerazione in questo articolo. Per questa metanalisi sono stati presi in considerazione 25 articoli, tutti strutturati allo stesso modo dell articolo del 1978 di Elizabeth Loftus: L avvertimento poteva essere fornito fra la fase 1 e la fase 2 o tra la fase 2 e la fase 3. Come si può osservare nella seguente tabella, in generale è stato visto che fornire l avvertimento diminuisce sensibilmente l effetto misinformation. Nel dettaglio, in questi studi sono stati presi in considerazione diversi tipi di avvertimento: Specificità: dare un preavviso sulla possibile presenza di dettagli ingannevoli o erronei nella testimonianza dell evento originale (es. il cadetto della polizia che ha scritto la relazione è inesperto ). Un altro tipo di specificità è segnalare la presenza di informazioni fuorvianti senza però specificarne il numero e la natura (es. nel questionario che hai compilato ci sono degli elementi che non erano presenti nell evento originale )
Spiegazione: rendere chiaro che l informazione fuorviante non è apparsa nell evento testimoniato, per poi chiedere ai partecipanti di ricordare quale fosse il dettaglio originale; Screditamento sociale: tentare di screditare la competenza della fonte della disinformazione. Il tipo di avvertimento più efficace si è scoperto essere la spiegazione, mentre quello più inefficace lo screditamento sociale. In un altro studio, condotto nel 2015 da Shaaf et al., Gating out misinformation: Can young children follow instructions to ignore false information? si è cercato di comprendere il misinformation effect nella memoria dei bambini, dopo una pratica basata sul paradigma logic-of-opposition ; nello specifico, questo paradigma consiste nell informare i soggetti circa le informazioni fuorvianti fornite dopo l evento e prima del test di memoria. Inoltre, viene detto loro di non riportare le informazioni fornite dall intervistatore. In questo modo, se i soggetti risponderanno alla prova di memoria includendo le informazioni fuorvianti, si potrà assumere che tali informazioni siano entrate a far parte della memoria dei soggetti. I bambini spesso possono riferire delle informazioni sbagliate, perché sono confusi o perché pensano che l intervistatore desideri che siano fornite determinate informazioni oppure
perché le informazioni fuorvianti sono state fornite loro dai genitori, non a causa di una reale modifica della memoria. Pertanto utilizzare il paradigma logic-of-opposition potrebbe avere il beneficio di minimizzare l effetto misinformation. I partecipanti a questo studio erano 30 bambini di 4 anni e 30 bambini di 6 anni. Ci si aspettava che i bambini più grandi fossero meno suscettibili al misinformation effect L esperimento prevedeva due sessioni: Sessione 1: i bambini svolgevano delle attività di gioco come completare un puzzle o colorare delle figure; Sessione 2: ai bambini per cui era previsto il paradigma logic-of-opposition veniva detto che alcune informazioni fornite loro dai genitori erano sbagliate e, quindi, di non riportare tali informazioni. Dopodiché si poteva procedere con il test di memoria. Nell intervallo di tempo tra la prima e la seconda sessione, della durata di due settimane, i genitori avevano l incarico di leggere ai loro bambini una storia riguardante le attività svolte durante la prima sessione di gioco. Erano previste tre condizioni: una condizione di controllo, una in cui venivano fornite informazioni fuorvianti post evento, una in cui venivano fornite informazioni fuorvianti con l istruzione della logic-of-opposition (prima del test di memoria). Dai risultati è emerso che i bambini che facevano parte della condizione di controllo erano più accurati rispetto ai bambini della condizione sperimentale, indicando l effetto avverso della disinformazione. Inoltre, la performance dei bambini a cui erano state fornite informazioni errate, ma che, in seguito, erano stati istruiti attraverso il paradigma logic-ofopposition non differiva molto da quella dei bambini della condizione di controllo. Questi risultati indicano che, nonostante l accuratezza dei bambini fosse compromessa da informazioni fuorvianti, questi, se istruiti in maniera adeguata, erano in grado comunque di resistere alla suggestione dei genitori. Per quanto concerne l età dei bambini, non sono state riscontrate differenze significative; infatti, stando ai risultati del presente studio, anche i bambini molto piccoli sono in grado di
recuperare le informazioni dell evento originale, nonostante siano stati esposti in precedenza a delle informazioni fuorvianti. Questa ricerca ha delle importanti implicazioni per la comprensione della malleabilità della memoria dei bambini, che non è risultata essere così debole da essere sovrascritta da informazioni errate.