LEZIONE IN PREPARAZIONE ALLA GITA VINCENT VAN GOGH (1853-1890) (Prof. Giovagnoni) La gita sarà un occasione di incontro con artisti, persone e storie, che ci faranno ricordare la grandezza e la bontà delle persone. Tra tutti i personaggi che incontreremo ci sarà VINCENT VAN GOGH. Questo artista è un esempio di vocazione in quanto volontà di seguire ciò che si ha dentro. Vincent per molto tempo non sa cosa vuole fare; è una persona ultrasensibile, che sente su di sé sia cose belle che brutte, per questo viene definito strano e fa un po paura perché nessuno riesce a capirlo. Quando era in vita non aveva successo, ma lui ha proseguito comunque nella sua arte, sostenuto solamente da suo fratello Theo. Il pubblico di quel tempo non era pronto alla sua pittura, perché lui era avanti, era un profeta della pittura. Nasce in una famiglia religiosa, il padre era un pastore protestante, rigido che non riusciva a capire il figlio. Inizialmente anche lui vuole fare il pastore, ma non riesce perché, nonostante i suoi pensieri poetici, delicati e grandi, non riesce a comunicare. La sua vita è una serie di fallimenti, soprattutto affettivi; solo il fratello gli è sempre vicino. Il suo grande bisogno è quello di riprodurre la realtà, ma non studia, lui è autodidatta, cioè studia da solo. soddisfa il suo desiderio di espressione grazie alla pittura. Fare tutto da solo è molto difficile, per questo viene aiutato da Millet, un artista francese, che gli piace in quanto in lui trova il senso del quotidiano con ispirazione religiosa. A Van Gogh corrisponde questo sguardo speciale sulla realtà. Quindi lo imita andando nei campi a disegnare. Le sue prime opere sono disegni. Copia la sua mano e ne disegna altre che stanno lavorando, sono opere imperfette e questa è la sua caratteristica. Anche questo disegno non è corretto dal punto di vista anatomico, è imperfetto, con il tratto molto forte: Van Gogh è un diamante grezzo, non esce ancora tutta la sua abilità:
L uomo esprime disperazione, si nota il tratto marcato. Le figure umane non sono perfette perché lui non ha studiato anatomia. Inizia a copiare Millet. La diversità tra i due artisti è data dai colori. Van Gogh non vuole solo descrivere la realtà, ma tradurre la meraviglia, ci mette esagerazioni, la sua esperienza, le sue emozioni. Lui rappresenta sempre lo spettacolo della natura (si trasferisce anche ad Arles, in Francia, dove la natura gli darà molte ispirazioni). Nell opera di Millet (la prima) si nota il cielo a tratti, anche Van Gogh dipinge a tratti, ma i suoi tratti sono spettacolari. Anche in questo caso si notano i filamenti in entrambe le opere, ma nella seconda i filamenti sono più brillanti. Inoltre i personaggi cambiano posizione. In quest opera i colori utilizzati sono quelli della terra, si nota anche la durezza dei tratti.
I mangiatori di patate è un opera famosa in cui si evidenzia un miracolo compositivo. Il tavolo è un po ribaltato e ci sono deformazioni tipiche del 900. La memoria di questo dipinto è la LAMPADA centrale divide le figure, pur unendole. C è una prospettiva centrale, deforme. L elemento di raccordo è la persona di spalle. Nell opera c è ordine, equilibrio, armonia. C è dignità di ciò che viene rappresentato: cena povera ma consumata con valore. Nella prima immagine è interessante osservare uno scarpone dritto ed uno rovesciato. E scomposto, Van Gogh vede la cosa da diversi punti di vista. Nella seconda si vedono gli scarponi diritti, ma i bordi sono marcati. Quest opera indica il momento di passaggio. Van Gogh se ne va dall Olanda e va a Parigi seguendo il consiglio di Theo il fratello, che si occupava di arte e gli presenta gli impressionisti. Questi artisti volevano catturare la luce in un determinato momento e dipingerla. Van Gogh ruba loro lo spezzare il colore.
Il colore viene scomposto, si ha una visione scientifica del colore. Quest opera è il riassunto di Van Gogh: notte stellata, sentiero a pennellate. Tutto si muove grazie alle pennellate. Qui Van Gogh raggiunge il suo stile. Ora non è più studente, ma è artista. Campo di grano con cipressi: emerge la morbidezza, sembra di sentire il vento, si vede la luce, si sente la grazia dell artista. E il ritratto di ciò che ha visto con il cuore, tutto è molto sinuoso. In quest opera si notano i tratti del sentiero: Van Gogh ha trovato un suo linguaggio, sa come esprimersi. Questa è la sua casa ad Arles. Qui lavora continuamente. Van Gogh è solo ed il fratello Theo gli manda Gauguin, pittore a cui interessa la primitività delle forme.
Una sera litiga con lui e Gauguin se ne va. Qui ad Arles Van Gogh ha un idea geniale, quella che tutti gli artisti si possano trovare sotto lo stesso tetto per scambiarsi idee. Questa idea verrà realizzata da Andy Wharol (nel 900). Dobbiamo ricordare che Van Gogh aveva problemi psicologici importanti, tanto che giunse anche a tagliarsi un orecchio. La camera: troviamo la prospettiva centrale= ambiente; e quella angolare= letto. Gli errori di Van Gogh (deformazione ambiente) esprimono la sua genialità. La testata del letto è esagerata:ci viene addosso. Lui ha un livello espressivo, non descrittivo, come lo sguardo di un bambino. Per lui l arte non è un hobby, è una lotta, un dolore, è ciò che lo fa esprimere meglio. In un quadro vorrebbe raccogliere qualcosa che consola, lui dà voce alla realtà. Questa Notte Stellata è un opera più impressionista, c è più realismo, il dialogo tra terra e cielo è dato dal riflesso delle stelle... Guardare le stelle mi fa sempre sognare...i puntini luccicanti del cielo non dovrebbero essere accessibili come i luoghi? Questa è la Notte Stellata più famosa, con tante novità: marcare, contornare il colore, movimento, dialogo tra luci delle stelle e paesaggio. L elemento di unione tra realtà del cielo e della terra è il cipresso. Questo è l ultimo quadro che dipinge prima di uccidersi a 37 anni. Campo di grano. Si dimentica delle curve, espressionista, assomiglia all Urlo di Munch. c è la forza del colore, il tratto è espressivo, la pennellata violenta ed inquietante.
Van Gogh dipinse molti autoritratti: lo sguardo appare sempre assorto, diretto e meditativo. E un ritratto dell anima, gli occhi esprimono vocazione e fallimento, infatti nella sua vita ha fallito molte volte. Per lui la realtà è grande, parla, ma lui non riesce ad abbracciarla tutta. La sala da biliardo assomiglia moltissimo alla camera. L ambiente è malsano, è un luogo dove avviene qualcosa di brutto, le luci delle lampade sono deformate. Van Gogh in una lettera al fratello esprime la consapevolezza del fatto che un giorno le sue opere verranno capite, più tardi rispetto al suo tempo perché quello in cui si trova non è pronto ad accogliere la sua arte. Lui sa di essere una nullità per gli altri, un fallito, ma anche se così fosse, lui vuole sempre che le sue opere esprimano quello che c è nel suo cuore. DIPINGERE E LA MIA GIOIA, MA ANCHE LA MIA CROCE.