Dogane Introduzione La politica doganale costituisce uno dei fondamenti dell'unione europea (UE) ed è essenziale per il funzionamento del mercato interno, il quale non può funzionare correttamente se non esistono regole comuni applicate in modo armonizzato alle frontiere esterne della Comunità. Questo insieme di regole costituisce la politica doganale, grazie alla quale le 25 dogane degli Stati membri operano come se esse formassero un tutto unico.
Dogane Base giuridica I trattati che istituiscono la Comunità europea (CE) definiscono gli elementi essenziali dell'unione doganale. Ai sensi dell'articolo 23 del trattato CE, l'unione doganale contempla tutti gli scambi di merci. L'unione doganale comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione e di qualsiasi tassa di misura equivalente, come pure l'adozione di una Tariffa Doganale Comune (TDC) e cioè di una tariffa esterna applicata alle merci provenienti da paesi terzi. Gli Stati membri hanno convenuto di fondere le loro tariffe doganali distinte in un'unica tariffa applicabile nell'intera Comunità europea. Gli articoli da 24 a 31 del trattato CE contemplano altre disposizioni relative all'unione doganale e al divieto delle restrizioni quantitative fra gli Stati membri. La Comunità forma un unico territorio senza frontiere interne, all'interno del quale viene garantita la libera circolazione delle merci. Mentre il principio della libera circolazione delle merci costituisce l'aspetto interno dell'unione doganale, la TDC ne costituisce l'aspetto esterno in quanto consente di applicare dazi doganali uniformi ai prodotti importati dai paesi terzi, indipendentemente dallo Stato membro di destinazione.
Dogane Base giuridica 2 La politica doganale è di competenza della Comunità e la sua attuazione è garantita dagli Stati membri. Gli Stati membri sono competenti in particolare in materia di repressione delle infrazioni alla legislazione doganale. Le amministrazioni doganali nazionali sono responsabili dell'applicazione quotidiana della legislazione dell'ue: riscossione dei dazi doganali e applicazione di disposizioni e formalità diverse sui prodotti importati. La Commissione è responsabile delle iniziative relative allo sviluppo di una politica doganale e delle proposte di legislazione doganale. Ha inoltre il compito di assicurare il coordinamento fra le amministrazioni degli Stati membri nonché di raccogliere il parere e le informazioni provenienti dalle imprese e dall'industria a livello dell'unione. I dazi della TDC sono fissati dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Soltanto il Consiglio può derogare all'applicazione normale della TDC, applicando misure tariffarie come i contingenti tariffari comunitari, i massimali tariffari o sospensioni totali o parziali della riscossione dei dazi doganali.
Strumenti della politica doganale Soppressione delle formalità e dei controlli Dal 1993 sono scomparsi tutti i documenti e tutte le formalità doganali all interno della Comunità europea. Tali formalità sono sostituite da sistemi di controllo fiscale, statistico e di altro tipo che non richiedono alcuna verifica o documentazione nel momento in cui le merci attraversano le frontiere interne. Sono state attuate disposizioni specifiche per: - la soppressione dei controlli alle frontiere degli Stati membri nel settore dei trasporti su strada e per via navigabile; - la soppressione dei controlli alle frontiere interne per i mezzi di trasporto immatricolati o messi in circolazione fuori dall Ue; - la soppressioni dei controlli e delle formalità applicabili ai bagagli.
Strumenti della politica doganale Cooperazione e assistenza reciproca Le amministrazioni doganali degli Stati membri si sono progressivamente impegnate in varie forme di cooperazione e di assistenza reciproca. Si tratta per esempio della convenzione Napoli II sulla cooperazione e l'assistenza reciproca tra le amministrazioni doganali. Il programma di azione Dogane 2007 (2003-2007) si prefigge l'applicazione uniforme della legislazione doganale nell'intero territorio della Comunità, la prevenzione della frode e la promozione della cooperazione fra le amministrazioni doganali. Tariffa Doganale Comune (TDC) In origine la TDC era la media aritmetica delle tariffe doganali applicate nel 1957 dagli Stati membri. Ai sensi dell'articolo 28 del trattato, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, ha apportato numerose modifiche, in modo autonomo o in occasione di negoziati tariffari (per es. in seno all'organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Strumenti della politica doganale Tariffa doganale integrata (Taric) La tariffa integrata delle Comunità europee è denominata Taric (tariffa integrata comunitaria). La Taric riprende le misure comunitarie e commerciali applicate alle merci importate ed esportate dalla Comunità. Essa è stata creata al fine di individuare le disposizioni comunitarie da applicare a ciascuna merce. La Taric permette lo sdoganamento automatico delle merci da parte degli Stati membri. Nomenclatura combinata (NC) La "nomenclatura combinata" è uno strumento tariffario e statistico che serve alla riscossione dei dazi doganali, all'elaborazione delle statistiche del commercio estero ed intracomunitario e all'applicazione tra l'altro delle misure di politica commerciale, agricola, fiscale. Essa si basa su una classificazione internazionale, il "Sistema armonizzato", gestito dall'organizzazione mondiale delle dogane. Il documento amministrativo unico (DAU) è lo strumento doganale che serve ai controlli delle importazioni, delle esportazioni e delle merci in transito.
Strumenti della politica doganale Franchigie doganali Le franchigie doganali e le sospensioni e i contingenti tariffari autonomi costituiscono un'eccezione al regime normale disciplinato nella TDC in quanto: il regime delle franchigie doganali riguarda la concessione di franchigie doganali che esonerano le merci dall'applicazione dei dazi all'importazione o all'esportazione a cui dovrebbero essere normalmente soggette; le sospensioni tariffarie consentono alle imprese comunitarie di approvvigionarsi all'esterno della Comunità, per un periodo determinato, senza dovere pagare i dazi normali della TDC; i contingenti tariffari consentono, a titolo temporaneo e per un volume di merci limitato, l'esenzione totale o parziale delle merci dall'applicazione dei dazi a cui dovrebbero essere normalmente soggette.
Strumenti della politica doganale Codice doganale comunitario Nel 1994, la legislazione doganale dell'unione europea (UE) è stata completamente riformulata nel Codice Doganale Comunitario (CDC) e nelle sue disposizioni d applicazione. Il CDC si prefigge di garantire un'interpretazione comune delle disposizioni doganali nei vari Stati membri. Esso è stato modificato da ultimo nel 2005, allo scopo di modernizzare e semplificare le procedure doganali nonché rafforzare la capacità della Comunità in materia di cooperazione doganale sulla sicurezza. Regimi specifici Lo sviluppo della cooperazione doganale, in seno alla Comunità, è stato accompagnato dalla messa in atto dei regimi specifici per talune attività o tipi di prodotti. Si tratta in particolare del ruolo che svolgono le dogane in materia di
Strumenti della politica doganale In materia di: Regimi specifici - riciclaggio di capitali; - traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope; - precursori di droghe; - beni culturali; - merci che violano i diritti di proprietà intellettuale; - esplosivi per uso civile; - beni e tecnologie a duplice uso; - armi da fuoco; - talune armi e attrezzature militari; - strumenti di tortura; - specie di fauna e di flora selvatiche; - cooperazione doganale e di sicurezza.
Contesto storico e prospettive L'unione tariffaria è stata realizzata il 1 luglio 1968. Da tale data tutti i dazi doganali e tutte le restrizioni fra i sei Stati membri fondatori della Comunità sono stati soppressi ed è stata introdotta la TDC. Nella pratica, però, le amministrazioni doganali nazionali hanno continuato ad imporre alle frontiere interne una serie di formulari e documenti da compilare al fine della raccolta di statistiche, della riscossione di imposte, come misure di sicurezza, ecc. Tutta questa burocrazia costava molto tempo e denaro agli importatori, agli esportatori e ai trasportatori europei. Nel corso dei decenni successivi, è stata progressivamente creata una legislazione doganale comunitaria al fine di garantire un trattamento omogeneo delle merci che attraversano qualsiasi frontiera interna ed esterna della Comunità. L'unione doganale è stata completata dalla normativa fitosanitaria e veterinaria e da quella adottata nel quadro della politica commerciale comune. Dal 1 gennaio 1993, data dell'entrata in vigore del mercato interno, le dogane hanno perso il loro ruolo di servizio responsabile della riscossione delle accise e dell IVA tra gli Stati membri. Il contesto internazionale delle dogane e del commercio è in continuo mutamento: ciò implica il necessario sviluppo della cooperazione e dell'assistenza amministrativa reciproca fra le dogane comunitarie e quelle dei paesi terzi. La politica doganale europea è attualmente incentrata in particolare su tre settori: la sicurezza, lo sviluppo del ricorso ai sistemi informatici e la lotta contro la contraffazione e la pirateria.
Contesto storico e prospettive Cooperazione doganale e sicurezza Il programma di sicurezza in materia doganale dell'ue comprende attività di sostegno all'elaborazione e all'attuazione delle citate misure. Esso promuove un approccio equilibrato inteso a prevedere: da un lato, l'introduzione di controlli di sicurezza adeguati, volti a garantire la protezione del mercato interno e la sicurezza delle catene dei trasporti internazionali, in stretta collaborazione con i principali partner commerciali nel mondo; e, dall'altro, la concessione di agevolazioni agli operatori che forniscono la prova di adoperarsi per garantire la sicurezza della parte delle catene dei trasporti internazionali di loro competenza. La creazione dello status di operatore economico autorizzato (OEA) costituisce uno dei principali elementi della politica di sicurezza. Dall'entrata in vigore delle disposizioni d'applicazione del codice doganale, gli Stati membri possono concedere lo status di operatore economico autorizzato a tutti gli operatori economici che rispondono a criteri comuni in materia di sistemi di controllo, di solvibilità finanziaria e di antecedenti relativi al rispetto della normativa. Lo status di operatore economico autorizzato, concesso da uno Stato membro è riconosciuto dagli altri Stati membri, ma non conferisce il diritto automatico di beneficiare, in questi stessi Stati membri, delle semplificazioni previste dalla legislazione doganale.
Contesto storico e prospettive Sistemi informatici L'instaurazione di vari sistemi informatici, come il sistema d'informazione doganale (SID) ha contribuito a migliorare la cooperazione tra le autorità amministrative dei vari Stati membri e tra di esse e la Commissione, allo scopo di rafforzare la lotta contro le frodi e di garantire un'applicazione corretta delle norme doganali. La Commissione propone di creare un contesto semplice e privo di supporto cartaceo per la dogana e il commercio. A tal fine essa ha proposto l'attuazione simultanea di sistemi interoperativi di informatizzazione doganale. Ciò permette alle amministrazioni doganali di scambiarsi vicendevolmente dati nell'ambito della circolazione delle merci che entrano o escono dal territorio della CE.