. Approccio Normativo e problematiche Gestionali Discariche Dott. Geol. Raffaele Rizzo Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 1
Normativa Europea di riferimento: - Direttiva 1999/31 31/CE relativa alle discariche -Direttiva 2001/42 42/CE relativa ai Piani ambientali - Direttiva 85/337 337/CEE come modificata dalle Direttive 97/11 11/CE e 2003/35 35/CE su VIA, VAS e IPPC - Direttiva 96/61 61/CE su prevenzione e riduzione inquinamento Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 2
- Direttiva 2000/60 60/CE relativa alle acque - Direttiva 91/156 156/CEE e 75/442 442/CEE relative ai rifiuti - Direttiva 91/689 689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi - Direttiva 94/62 62/CE relativa agli imballaggi e ai rifiuti - Direttiva 84/360/CEE relativa all inquinamento atmosferico Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 3
Direttiva 2004/35/CE sul Danno Ambientale END OF WASTE Waste Directive 2008/98 98/CE che introduce la cessazione della qualifica di rifiuto a favore delle MPS (Materie Prime Seconde) entrando nel merito della qualifica dei sottoprodotti Decisione 2003/33 33/CE che tratta i criteri e le procedure per l ammissione dei rifiuti in discarica. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 4
Normativa Nazionale di riferimento: Decreto Legislativo 152/2006 così come integrato e modificato dal D.Lgs n. 4/2008 e dal D.Lgs 205/2010 (che recepisce la Direttiva 2008/98/CE), che trattattano tra l altro di rifiuti e bonifiche. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 5
Gli aspetti specifici concernenti le discariche sono contemplati nel D.Lgs n. 36 del 2003 che rappresenta della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. Per quanto concerne la caratterizzazione dei rifiuti il nuovo riferimento è dato dal D.M 27 settembre 2010 che stabilisce i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 6
D.Lgs n. 59 del 2005 che recepisce la direttiva 96/61/CE relativo all AIA D.M Per quanto concerne la tracciabilità dei rifiuti il riferimento è dato dal D.M (Decreto SISTRI) 17 dicembre 2009 Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 7
D.Lgs 152/2006 PARTE IV Rifiuti e Bonifiche Allegato B Operazioni di Smaltimento D Allegato C Operazioni di Recupero R Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 8
Allegato B Operazioni di smaltimento D1Deposito sul o nel suolo (ad es. discarica) D15Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti). Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 9
Allegato Operazioni di recupero R5 Riciclo/recupero di altre Sostanze inorganiche R10 Spandimento sul suolo a beneficio dell agricoltura o dell ecologia Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 10
Deposito Temporaneo art. 183, comma 1, lett. bb) del Testo Unico Ambientale, così come modificata dal D.Lgs. n. 4/2008 e del D.Lgs n. 205/2010 I rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore, con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 11
1 quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui massimo 10 di rifiuti pericolosi Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 12
In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti pericolosi non superi il predetto limite all'anno, Il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno 2 Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 13
Caratterizzazione rifiuti Art. 2 D.M 27/09/2010 I rifiuti vanno caraterizzati prima del conferimento in discarica. La caratterizzazione va effettuata almeno una volta l anno. Il gestore è tenuto a conservare i dati per un periodo di 5 anni Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 14
Allegato 1 al D.M 27/09/2010 Definisce e descrive la caratterizzazione di base. Norma la determinazione delle caratteristiche dei rifiuti prima dello smaltimento Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 15
Allegato 3 al D.M 27/09/2010 Tratta delle metodologie di campionamento e di analisi dei rifiuti. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 16
Allegato 4 al D.M 27/09/2010 Riguarda la valutazione della sicurezza per l ammissione dei rifiuti in depositi sotterranei e prevede tra l altro: Valutazione geologica, geomeccanica, idrogeologica, geochimica, impatto sulla biosfera Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 17
Rifiuti ammissibili Art. 7 del D.Lgs 36/03 I rifiuti sono collocati in discarica solo dopo trattamento tranne inerti non trattabili e rifiuti il cui trattamento non riduce i rischi. Per i dettagli rimanda ai criteri di ammissione ora contemplati nel D.M 27/09/2010. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 18
Unità Locale: l impianto o l insieme delle unità operative ubicate in luogo diverso dalla sede legale, nel quale l impresa esercita stabilmente una o più attività economiche dalle quali sono originati i rifiuti; ovvero ciascuna sede presso la quale vengono conferiti i rifiuti per il recupero o lo smaltimento; Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 19
Gli impianti mobilisono a tutti gli effetti impianti di gestione dei rifiuti e quindi sono soggetti all iscrizione al Sistri. I gestori degli impianti mobili iscrivono l impianto mobile prima dell inizio della campagna di trattamento come unità locale, riportando come indirizzo quello del sito prescelto per la campagna di attività. Successivamente al termine dell attività, il gestore dell impianto mobile provvederà alla cancellazione dell unità locale dal Sistri, avvalendosi di quanto previsto all art. 3 comma 7. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 20
Ogni intervento effettuato in situ con questi impianti che si definisce «campagna di attività» - deve essere comunicato, almeno 60 giorni prima dell installazione dell impianto presso il cantiere, all Autorità che ha rilasciato l autorizzazione (quindi o alla Regione o alla Provincia). La comunicazione consiste in una relazione che contiene il programma di lavoro, il luogo ed il cantiere ove avverrà l attività, la durata dell intervento, il tipo di macchina usata, gli estremi autorizzativi, l entità dell'intervento (orari di lavoro, quantità lavorate/prodotte, tipo di MPS prodotta) nonché la verifica di assoggettabilità a procedura di VIA dell evento. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 21
IMPIANTI MOBILI Se l impianto mobile effettua la sola riduzione volumetrica e separazione delle frazioni estranee dei rifiuti non è previsto l obbligo autorizzativo. Tale attività non perfeziona il ciclo di recupero dei rifiuti ma ne effettua una fase preliminare e/o preparatoria (rif. Direttiva UE 2008/98/CE All. II Operazioni di recupero). Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 22
MPS definite dall art. 181 bis del Dlgs 152/06 Rifiuto definito dall art. 183 lettera a) del Dlgs 152/06 Sottoprodotto definito dall art. 183 comma 1 lettera p) del Dlgs 152/06 Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 23
Messa in riserva R13 DM 5 febbraio 1998 e DM 186/06 Definita dall art. 6 di cui si evidenzia il comma 8: Per i rifiuti di cui all'allegato 1, suballegato 1, del presente decreto, il passaggio fra i siti adibiti all'effettuazione dell'operazione di recupero "R13 - messa in riserva" è consentito esclusivamente per una sola volta ed ai soli fini della cernita o selezione o frantumazione o macinazione o riduzione volumetrica dei rifiuti. Dott.Geol.. RAFFAELE RIZZO - ROMA 4 maggio 2011 24
-- Approccio normativo e gestione discariche. Dott.Geol. Raffaele Rizzo ing. MASSIMILIANO NART - ROMA 4 maggio 2011 25 25