I n c h i e s t a AGENZIE DI SPETTACOLO: DALL ORGANIZZAZIONE ALLA PRODUZIONE DELLA DANZA Antonio Gnecchi e Daniele Cipriani: due generazioni a confronto, due esperienze diverse, ma un unica passione, la danza. La storia di due eccellenze nel mondo della distribuzione della danza di Roberta Bezzi L universo della danza è fatto non solo da coreografi e ballerini che ne rappresentano il lato artistico per antonomasia, ma anche da operatori che curano l aspetto più manageriale: dalla distribuzione alla promozione e sino alla produzione. Non hanno bisogno di presentazioni, Antonio Gnecchi Rusconi e Daniele Cipriani che, con le loro agenzie, da anni rappresentano i nomi più celebri, a cui sono legati compagnie, danzatori ed eventi di prestigio. Diversi per provenienza (l uno è di Milano e l altro di Roma), per età (il primo ha 55 anni, il secondo 34) e per esperienze, hanno però affrontato il mercato con lo stesso entusiasmo e passione. Come è cambiato in questi anni il mestiere dell agente di danza? Per quali motivi oggi è necessario essere anche produttori di danza e non più solo distributori? Si può ancora lavorare secondo una logica nazionale, oppure ormai il business è solo di livello internazionale? Nella foto Antonio Gnecchi Ruscone. Nella pagina successiva: la locandina di Open di Daniel Ezralow e due immagini tratte dallo stesso spettacolo. Foto di Angelo Redaelli. ANTONIO GNECCHI RUSCONE Chi è: Imprenditore classe 1957. Fonda la Agr Associati a Milano (1989) e la Bags a Modena (2011). Formazione: Inizia nella danza studiando alla Legat School di Londra con Romolo Valli, Liliana Cosi e Stefanescu, danza per quattro anni con la Compagnia di Carla Fracci. Dal 1982 si occupa di danza come organizzatore. Agr Associati: Agenzia che rappresenta in esclusiva per l Italia compagnie di danza internazionali, singoli ballerini e coreografi e che si occupa di consulenza, produzione, distribuzione e promozione. Bags Entertainment: Agenzia di spettacolo italiana, attiva nel settore musica, teatro e danza, che si appresta ad aprire nuovi uffici a Buenos Aires e Rio de Janeiro. Fornisce corpi di ballo e coreografi di fama internazionale a varie produzioni televisive ( Festival di Sanremo, Scherzi a Parte con il corpo di ballo delle Rhyth.mix, etc.) Lavori più prestigiosi: Agr Associati ha realizzato eventi speciali con nomi di assoluto richiamo come Roland Petit, Alessandra Ferri e i solisti dell American Ballet. Nella danza classica, un nome storicamente rappresentato è quello di Mikhail Baryshnikov, mentre nella danza contemporanea, il Dance Theatre of Harlem e la Parsons Dance, portati in Italia in esclusiva. Ha co-prodotto la tournée americana di Aeros. Com è nata la sua passione per la danza e quando ha deciso di occuparsi di organizzazione? «Il lampo maledetto è arrivato a 17 anni, assistendo a uno spettacolo di Joseph Russillo. Oggi, a 55 anni, sono ancora qui a lavorare con lo stesso entusiasmo. Da bambino ho preso qualche lezione di danza, ma è stato dopo l università che mi si è aperto un nuovo orizzonte, conoscendo Carla Fracci e Beppe Menegatti. Avevo 24 anni ed 1 8
ero assistente alla produzione per una società svizzera specializzata in documentari video. Mi dilettavo anche come scultore e con i soldi guadagnati vendendo qualche mia opera, a 27 anni ho aperto l Agr Associati. Affascinato dalla danza, la Cenerentola delle arti, ho avuto la fortuna di lavorare con i più grandi». In quasi trent anni di carriera, come ha visto cambiare il suo lavoro di agente della danza? «Oggi l universo della danza ha caratteristiche completamente diverse. Anni fa si lavorava principalmente durante la stagione estiva con 15/20 date, ossia con una media di circa 6 date in tre mesi. Praticamente quello che si riesce a fare ora tutto l anno. La stagione si è allungata, ma lavorare è diventato sempre più difficile. Fare questo mestiere oggi significa porsi in un ottica internazionale, ossia aggiudicarsi l esclusiva di uno spettacolo da portare in Italia così come in giro per l Europa. Non ci sono alternative. Non si può più ragionare in termini nazionali, ma quantomeno europei, considerando i vari Stati come regioni. Per raggiungere questo obiettivo è spesso necessario dar vita a delle grandi coalizioni con agenzie di altri Paesi. Anche il mercato statunitense, più abituato a lavorare in modo meno frammentato, è in difficoltà». Può fare un esempio che renda l idea di questa trasformazione? «Una volta l agente andava a New York a fare shopping, assisteva a spettacoli e decideva cosa poteva essere interessante per il mercato italiano. L ambizione massima era di proporre qualcosa in esclusiva. Mi vengono in mente le prime volte che ho organizzato date italiane di compagnie come Alvin Ailey o Merce Cunningham. Ora non sarebbe assolutamente sostenibile economicamente, lavorare due anni per riuscire a portare qualche spettacolo nel nostro paese. Allora si fanno le cordate con agenti di altri paesi, per portare in Europa una tournée di più ampio respiro». Qual è diventata, dunque, ora l attività più redditizia delle agenzie di spettacolo? «Senza dubbio quella più creativa e artistica. Già da diversi anni, ho iniziato a produrre spettacoli da portare poi in tournée. Ovviamente non è semplice, soprattutto in virtù del fatto che molti spettacoli sono difficili da piazzare per la mancanza di disponibilità economica dei teatri e per il pubblico carente. In ogni caso, ora l agente è come un cuoco che sceglie di produrre lo spettacolo di una certa compagnia o artista, per poi organizzare tutto il contorno, dalla promozione alla diffusione. Uno degli ultimi lavori prodotti da Agr è Open di Daniel Ezralow, insieme a cui in passato ho inventato Aeros». Qual è l evento o l artista che le è rimasto più nel cuore? «Mi è rimasto impresso lo spettacolo Le Diable Amoreux (1989) di Roland Petit con il Ballet de Marseille, perché è stato il primo che ho fatto circuitare in 40 date. Lavorare con i grandi maestri dà enormi soddisfazioni e mi fa arrabbiare il pensiero che molti giovani neppure sappiamo chi siano artisti come lui o Balanchine. Non sanno cosa si perdono, un esplosione pazzesca di creatività. Lavorare con Petit a 31 anni è stata l esperienza intellettualmente più appagante della mia vita». Qual è il suo sogno nel cassetto? «Vorrei trovare un talento e portarlo in palcoscenico. Un progetto di confezionamento artistico tutto compreso per dare una sferzata di novità nel settore. Ma il problema è trovare il talento vero. Ma mi piacerebbe anche organizzare una sorta di Best of, creando una tournée con i migliori danzatori, per ridare fiducia al pubblico perché la gente 1 9
Una volta l agente andava a New York a fare shopping, assisteva a spettacoli e decideva cosa poteva essere interessante per il mercato italiano. Oggi, per contenere i costi, si fanno cordate con agenti esteri, per portare in Europa una tournée di più ampio respiro (Antonio Gnecchi) è stufa di spettacoli impegnati incentrati sulla sofferenza dell essere umano. Anche Francia e Germani, ancora paradisi nel settore, da tempo hanno evidenziato l esigenza di qualcosa di più commerciale». In quale misura il suo Best of sarebbe diverso dai più tradizionali Galà di danza? «I Galà sono belli e ne ho fatti tanti con le principali compagnie fra cui lo spettacolare Galà di Roberto Bolle all Arena di Verona dell estate scorsa -, ma costano molto e soprattutto portano in scena due al massimo tre talenti, più altri che fanno da contorno. Il Best of è qualcosa che va oltre, anche sotto il profilo artistico: l eccellenza mondiale per un grande spettacolo che non sia solo un insieme di passi due e assoli. Questo richiede un grande investimento perché, per organizzarlo non basterebbe che gli artisti si incontrassero otto ore prima dello spettacolo». Cosa consiglia a un giovane con il sogno di diventare ballerino? «Di iniziare presto perché la concorrenza oggi è agguerrita in virtù di un livello tecnico molto alto. Per chi ha talento e volontà, il consiglio è di andare subito all estero perché in giovane età, la vera esperienza è girare il mondo alla ricerca della formazione migliore. Mi viene in mente Davide Dato che ha scelto di andare a Vienna dove fa 150 spettacoli all anno, contro i 60/70 proposti in Italia dai migliori teatri ed enti lirici. L esperienza di palcoscenico è insostituibile perché ci sono ottimi ballerini in sala che poi se la fanno sotto in scena». Chi è: Imprenditore classe 1978. Fonda a Roma la Daniele Cipriani Entertainment nel 1989. Formazione: Diplomato all Accademia Nazionale di Danza di Roma. Organizza i primo eventi a 15 anni, con i docenti della scuola. Daniele Cipriani Entertainment: Agenzia che si occupa della produzione, organizzazione e promozione di eventi di spettacolo, con la specializzazione nel settore danza e della distribuzione in esclusiva nazionale ed europea di alcune delle compagnie internazionali di danza più applaudite al mondo. Lavori più prestigiosi: È direttore artistico del Positano Premia la danza Léonide Massine fondato nel 1969, che quest anno ha visto la partecipazione di Alicia Alonso, e del Ravello Festival dal 2008 al 2010. Promuove e rappresenta la Limòn Dance Company, Martha Graham Dance Company, Susanne Linke, Principals of New York City Ballet, ed étoile dei maggiori teatri del mondo, quali Teatro dell Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo e galà in collaborazione con personaggi quali Roberto Bolle, Eleonora Abbagnato, Carolyn Carlson, etc. Nella foto sopra Daniele Cipriani. Nella pagina successiva: alcune locandine di sue produzioni ( NID la nuova piattaforma della danza italiana, Amarcord e Positano premia la danza ). daniele cipriani Si nasce con la propensione per l organizzazione? «Nel mio caso è stato così. Come allievo dell Accademia Nazionale di Danza sognavo inizialmente di diventare ballerino, ma già a 15 anni ingaggiavo i miei maestri per eventi e stage, il che mi è valso pure una sospensione. Terminati gli studi, insieme a Margherita Parrilla, ho organizzato uno stage con docenti russi del Kirov. Poco dopo corsi di formazione e conferenze con l Università di Roma Tre e Sapienza. I primi riscontri sono arrivati da artiste del calibro di Susanne Linke e Carolyn Carlson. Ero giovanissimo quando ho fondato la Daniele Cipriani Entertainment che non lavora solo come agenzia di compagnie quali Martha Graham, ma anche come direzione artistica di festival e società di produzione di galà o eventi speciali, curati a 360 gradi dall inizio alla fine». Qual è l evento organizzato a cui è più affezionato? «Non potrò mai dimenticare lo spettacolo Apollineo e Dionisiaco, ideato e curato per il Positano Myth Festival 2009, tenutosi su l Isola Li Galli, che fu di proprietà prima di Léonide Massine e poi di Rudolf Nureyev, offrendo al pubblico, per la prima volta nella storia, uno spettacolo di danza sull isola. Sono stato l unico ad aver organizzato uno spettacolo nella magica atmosfera 2 0
Bisogna seguire i propri obiettivi, con convinzione. Un consiglio è quello di scegliere una buona scuola professionale, di vedere tanti spettacoli e di trasferirsi all estero per un po, iniziando a lavorare come assistente di un valido maestro (Daniele Cipriani) di un isola che ha fatto il pieno di artisti e questo mi è valso il premio Anita Bucchi». A quali progetti sta lavorando ora? «A gennaio e febbraio prosegue il tour della produzione Amarcord della compagnia, fondata da me e Luciano Cannito, che vede nel ruolo di Gradisca Rossella Brescia. Dal 28 febbraio al 10 marzo, porterò poi in Italia i Principals del New York City Ballet». Rispetto a quando ha iniziato, com è cambiato il suo settore? «Sicuramente ci sono difficoltà economiche maggiori rispetto ad anni fa e i pagamenti sono molto più ingolfati. A livello personale però la mia carriera è in crescita e le richieste non mancano sia come direttore di festival e di teatri, sia come organizzatore di eventi. Certo, ora è più difficile portare le grandi compagnie e trarne un guadagno, per cui è necessario adottare strategie diverse. Per esempio, accorpare la tournée italiana con quella europea, prendendo accordi con agenti stranieri». Come vede la situazione dell Italia in rapporto a quella di altri Paesi? «La crisi economica è generalizzata, ma l Italia paga la mancata promozione e valorizzazione della culturale, e quindi anche della danza. Finché la cultura è vista solo come una spesa e non come un investimento, non si andrà molto in là, anche se abbiamo artisti internazionali come Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato. È un problema politico che ci portiamo avanti da almeno tre decenni: noi siamo un Paese che vive sulla cultura e sui beni culturali, senza averne la consapevolezza». Cosa suggerisce ai giovani alla ricerca di una loro strada nella danza? Spesso si pensa solo alla carriera di ballerino, ma come lei dimostra, ci sono altri mestieri «Bisogna seguire i propri obiettivi, con convinzione. Solo così si arriva da qualche parte. La mia fortuna è stata quella di capire presto cosa volevo fare e ora lavoro con i principali festival e compagnie, anche se senza essere cresciuto in un contesto privilegiato, visto che mio padre faceva l operario e mia madre la casalinga. Sono un esempio concreto di ciò che si può diventare con tanta volontà. Un consiglio è quello di scegliere una buona scuola professionale. L And mi ha dato un impostazione di base importante, anche se per fortuna non mi sono intestardito a diventare un ballerino, altrimenti oggi sarei molto frustrato. Poi, è importante vedere spettacoli e trasferirsi all estero per un certo periodo. Il mio è un lavoro in cui si cresce come autodidatta e in cui può aiutare lavorare come assistente di un valido maestro». A quale artista è sinceramente più legato? «L affetto più forte è verso Susanne Linke, la prima persona che mi ha dato una possibilità. Mi ha presentato a Carla Maxwell della Limòn Dance Company. Ha creduto in me senza che io avessi ancora esperienza nel mondo della distribuzione della danza» 2 1
FABRIZIO ESPOSITO di Massimiliano Craus Da ballerino solista a manager della danza Dopo trenta anni passati a calcare il palcoscenico del Teatro di San Carlo di Napoli da solista della compagnia di balletto, Fabrizio Esposito ha dato smalto alla propria vena artistica, insistendo sulle iniziative già avviate da ormai un decennio. Dapprima quale direttore artistico della compagine @motion dal 2004 e fino alla tournée nel 2008 con Jose Perez nei balletti Etni-ka nei vari teatri regionali, Esposito ha poi concentrato le proprie attenzioni su iniziative più a largo respiro, convogliando a sé compagnie di balletto ospiti, coreografi e danzatori di ogni dove e genere. La prima edizione del Roscigno Danza nel 2003, allestita nel borgo di Roscigno vecchio già patrimonio dell Unesco, partì in sordina per diventare nei quattro anni successivi un evento di primissimo piano e di valore internazionale. «Gli ospiti che hanno accolto l invito spiega Esposito, hanno apprezzato da subito la competenza dello staff e la location straordinaria della kermesse, in particolar modo centrata sul repertorio contemporaneo. Siamo riusciti a ospitare la grande danza contemporanea nel Mezzogiorno d Italia, dove pregiudizi e lentezza atavica del movimento coreutico hanno sempre ostacolato le novità». Da quell esperienza, in principio di nicchia e man mano di portata internazionale, Esposito ha puntato sulla logisticamente più confortevole Napoli per dare vita alla Fiera della Danza di Napoli Open Danza Live che, dal 2009 al 2011, ha portato 20 mila persone a vedere, sentire e fare danza. Il 2012, anno della pensione come ballerino solista, è stato anche il momento della svolta, segnando l inizio dell impegno esclusivo nel management di danza, con una serie di iniziative originali. In primis Crociera in Danza sulla tratta italospagnola, destinazione Barcellona, con la nave da crociera della Compagnia di navigazione Grimaldi. Senza dimenticare la fiera della danza Napoli Danza Festival e il Premio Amalfi Danza International, a conclusione de Amalfi Danza, con la premiazione per categorie di prestigiosi nomi del balletto internazionale. «La veste internazionale del Premio chiarisce Esposito deve molto alla location, ossia la scalinata nella costiera più nota al mondo. Senza dimenticare i premiati Lorca Massine, Giuseppe Picone, Alberto Testa, Raffaele Paganini, Francesco Nappa e altri ancora che hanno arricchito la nostra memorabile serata dandoci lo slancio necessario per guardare al 2013 con maggiore ottimismo». Un futuro già scritto nelle pagine di danza che vedranno Fabrizio Esposito impegnato in marzo nel duplice impegno del Gala Internazionale Carlo Gesualdo e della Serata di Danza etnico-contemporanea all Accademia Nazionale di Danza in Roma. (Nella foto Fabrizio Esposito) 2 2