EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5



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Transcript:

CORSO DI AGGIORNAMENTO SULLA NORMATIVA SISMICA DI CUI ALL ORDINANZA 3274 DEL 20 03 2003 EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5 1

Interventi di riabilitazione di edifici esistenti in muratura in zona sismica. Le ipotesi progettuali di intervento su di un edificio esistente, specie se a carattere storico, non dovrebbero mai essere scisse dalle valutazioni circa il suo utilizzo, e dovrebbero considerare: lo stato di fatto e la storia dell immobile; il livello di sicurezza attuale; la realizzazione di interventi migliorativi che privilegino i materiali e i magisteri originari; verifiche circa compatibilità, durabilità, reversibilità e, infine, efficacia meccanica degli interventi. 2

Criteri di scelta dell intervento La scelta del tipo, della tecnica, dell entità e dell urgenza dell intervento dipende dai risultati della precedente fase di valutazione, tenendo inoltre conto degli aspetti seguenti (punto 11.5.6): Nel caso di inadeguatezze nei dettagli (punto 11.5.2.2) è necessario intervenire specificamente. In particolare vanno eliminati: architravi non resistenti a flessione, spinte orizzontali, collegamenti inadeguati tra solai e pareti, elementi a forte vulnerabilità. Collegamenti inadeguati tra pareti ortogonali possono essere mantenuti, a condizione che vengano tenuti opportunamente in conto nel calcolo. Nel caso di edifici fortemente irregolari (in termini di resistenza e/o rigidezza) l intervento deve mirare a correggere tale sfavorevole situazione. Una maggiore regolarità può essere ottenuta tramite il rinforzo di un ridotto numero di elementi o con l inserimento di elementi aggiuntivi. La trasformazione di solai flessibili in solai rigidi comporta una diversa distribuzione delle azioni agenti sulle pareti, che può rivelarsi favorevole o sfavorevole in funzione della geometria della struttura. Sono sempre opportuni interventi volti a migliorare la capacità deformativa dei singoli elementi. E necessario verificare che l introduzione di rinforzi locali non riduca la duttilità globale della struttura. 3

Tipo di intervento L intervento può appartenere a una delle seguenti categorie generali o particolari combinazioni di esse (punto 11.5.6.2): Rinforzo, sostituzione o ricostruzione di parte degli elementi. Modifica dell organismo strutturale: aggiunta di nuovi elementi resistenti come, ad esempio, nuovi setti murari, pareti in c.a., pareti di controvento in acciaio, cordoli di incatenamento in c.a. per strutture murarie, incatenamenti di volte e strutture spingenti, Modifica dell organismo strutturale: saldature di giunti tra corpi di fabbrica, ampliamento dei giunti, eliminazione di elementi particolarmente vulnerabili, eliminazione di eventuali piani deboli, irrigidimento di solai, Introduzione di un sistema strutturale aggiuntivo in grado di resistere per intero all azione sismica di progetto. Eventuale trasformazione di elementi non strutturali in elementi strutturali, ad esempio con incamiciatura in c.a. di tamponature non portanti. Introduzione di una protezione passiva mediante strutture di controvento dissipative e/o isolamento alla base. Riduzione delle masse. Limitazione o cambiamento della destinazione d uso dell edificio. Demolizione parziale o totale. 4

Considerazioni sul concetto di miglioramento Sono sicuramente da intendersi nel senso del miglioramento tutti quegli interventi che eliminano o correggono il comportamento di elementi i quali, pur essendo strutturalmente inconsistenti rispetto alle azioni orizzontali, incrementano la vulnerabilità sismica: immorsamenti fra pareti e immorsamenti fra pareti e solai (es. cordolo perimetrale in c.a.); interventi su architravi inconsistenti a flessione; interventi di rinforzo su elementi non-strutturali; interventi volti a eliminare le spinte orizzontali (es. quelle prodotte da coperture spingenti); interventi di rinforzo su elementi isostatici e che quindi non partecipano alla ripartizione delle forze sismiche. Discorso simile va fatto per tutti quegli interventi che, pur non modificando apprezzabilmente la rigidezza, migliorano la capacità deformative (quindi la duttilità). Richiedono invece valutazioni specifiche gli interventi che modificano la rigidezza degli elementi che governano la ripartizione (setti e solai). Nel caso di edifici irregolari, gli interventi sui setti devono essere volti a migliorare la regolarità dell edificio, ma questo è un concetto che potrà essere dimostrato misurando un incremento della sicurezza, e quindi ricorrendo a calcolazioni. Delicato è anche il problema dei solai, elementi che governano la ripartizione. Mentre la predisposizione di un cordolo perimetrale è un intervento che migliora senz altro l immorsamento, altra cosa è la trasformazione di solai flessibili in solai rigidi, che comporta una diversa distribuzione delle azioni agenti sulle pareti e che può rivelarsi favorevole o sfavorevole in funzione della geometria della struttura. 5

Sostituzione di parte degli elementi con tecniche cuci-scuci (pareti murarie) 6

Rinforzo di parte degli elementi con iniezioni cementizie (pareti murarie) 7

Immorsamento con iniezioni armate (pareti murarie) 8

Rinforzo di pilastri e cupole mediante cerchiature 9

Incatenamenti d angolo mediante tiranti interni 10

Tirantature e catene con tiranti esterni 11

Risarcitura e rinforzo della muratura mediante rete elettrosaldata e betoncino 12

Sostituzione di un impalcato esistente con un solaio in laterocemento Attenzione: Tendenza all espulsione 13

Irrigidimento di un solaio in legno con soletta indipendente e cordolo in c.a. 14

Eliminazione della spinta nelle volte con posa di tiranti metallici 15

Contenimento della spinta. Cerchiatura mediante cavi attivi. 16

Eliminazione della spinta dei correntini in un tetto di legno. 17

Efficacia degli interventi e lezioni apprese dai passati terremoti. Per le pareti è opportuno procedere a interventi che utilizzino materiali con caratteristiche fisico-chimiche il più possibile omogenee a quelle dei materiali originari. L intervento con materiali diversi dalla muratura, in particolare l inserimento di elementi in conglomerato cementizio, richiede cautela. Le iniezioni di miscele leganti possono essere previste per migliorare le caratteristiche meccaniche del materiale, purché ne sia provata preventivamente l efficacia. Per quanto riguarda le perforazioni armate, sussistono legittimi dubbi sulla loro efficacia e durabilità. Sui pilastri e sulle colonne sono da valutare attentamente interventi volti a conferire rigidezza, in quanto possono modificare in maniera sostanziale il comportamento complessivo della fabbrica. 18

Efficacia degli interventi e lezioni apprese dai passati terremoti. È da rivalutare decisamente la pratica di inserire catene e tiranti, che hanno da sempre dimostrato la loro efficacia, grazie alla chiarezza del loro inserimento nella compagine strutturale. Le strutture spingenti, quali archi e volte, sono state da sempre oggetto di forte penalizzazione, a causa della natura del loro comportamento. In effetti, l analisi dei danni provocati dagli ultimi eventi sismici ha posto in evidenza il loro buon comportamento. La struttura spingente non è da considerarsi come inadatta in zona sismica, ma richiede l esistenza di vincoli atti a sopportare la spinta da essa prodotta. I solai in legno possono essere conservati solo ove sia richiesto da particolari esigenze architettoniche; è da evitare, viceversa, l inserimento di cordoli in breccia che comportano tagli continui sulle murature, mentre sono consigliabili incatenamenti e collegamenti puntuali. 19