Corso UNAAPI: Lotta alla Varroasi



Documenti analoghi
Tecniche di gestione dell alveare

L invernamento degli alveari (aggiornamento ottobre 2012) Belletti PierAntonio Giorgio Della Vedova Tecnici apistici Regione FVG

La Varroa. 23/05/2007 dr. Luca Allais 1

METODI DI LOTTA A VARROA destructor A&T

LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELL INFESTAZIONE DA VARROA DESTRUCTOR PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2013 PREMESSA

Linee guida per il controllo dell infestazione da Varroa destructor.

VARROA CHE FARE???

Strategie di lotta alla varroa in Provincia di Rieti

I TRATTAMENTI ANTIVARROA

Gestione dell apiario: aspetti tecnici e sanitari. Montepulciano, 25/11/ 2011 Luciano Ricchiuti

Strategie di lotta a Varroa destructor. Giovanni Formato

PREVENZIONE SANITARIA IN APICOLTURA conoscere le malattie dell alveare

VARROA SOTTO CONTROLLO:

Incidenza della profilassi e controllo della varroasi sul costo di produzione del miele

COMPOSIZIONE UTILE PER IL CONTROLLO BIOLOGICO DEL BENESSERE DELLE API

IL CONTROLLO DELLA VARROA IN ARNIE TOP BAR PROPOSTE PER L ANNO PAOLO FONTANA Fondazione Edmund Mach Centro Trasferimento Tecnologico

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

L apicoltura in Trentino

Apicoltura Biologica

COMPETENZE ED AZIONI CORRETTO UTILIZZO DEL FARMACO IN APICOLTURA

DOSSIER VARROA II

Produzione Certificata: il Manuale di Corretta Prassi Operativa (Parte I)

CORSO TEORICO E PRATICO DI INTRODUZIONE ALL APICOLTURA

5 LOTTA ALLA VARROASI. I quaderni dell apicoltore M.I.P.A.F. A cura di Roberto Barbero Francesco Panella Barbara Leida

Guida alle Vaccinazioni

Varroa. dossier. lotta alla. Il consueto appuntamento

Sistema di lotta territoriale alla Varroa Destructor

Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica

Patologia Apistica. Andrea Besana

Considerazioni sugli aspetti sanitari sulla nuova legge regionale in apicoltura DR. GIUSEPPE BUCCIARELLI

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

MA COME VIVE UN APE E QUALI SONO I SUOI COMPITI?

I Papillomavirus sono tutti uguali?

MAQS 68,2 g Strisce per alveare per api mellifere. Dott.ssa Ulrike Lampe 26 Settembre 2014

SINTETICO COLLETTIVO E INDIVIDUALE

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS AV2/07/11 ARTEMIDE.

IL PRIMO SOCCORSO QUALI REGOLE RISPETTARE DALLA FORMAZIONE DEL PERSONALE AI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

ISTRUZIONI PER LA GESTIONE BUDGET

PATOLOGIE E AVVERSITA DELLE API: tecniche diagnostiche e di campionamento. Dr. Emanuele Carpana

LA CONDIZIONE DEL DOTTORATO DI RICERCA A BOLOGNA NEL 2000

VERBALE DI CAMPIONAMENTO N..

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali

1. Introduzione e finalità delle Linee guida

Insegnamento di abilità documentazione del rischio gestione della crisi e Team Teach

La valutazione del rischio chimico

Sondrio, Relazione perdita delle colonie produttive di api 2012

STATUTO SOCIALE ONLUS MARIANNA. È stata costituita, con riferimento agli articoli 2 e 18 della Costituzione Italiana, agli

Progetto pilota europeo di sorveglianza sulla mortalitàdegli alveari

Riconoscibilità dei siti pubblici: i domini della Pa e le regole di.gov.it

IGIENE. disciplina che studia i mezzi e definisce le norme atte a conservare la salute fisica e mentale dell individuo e della collettività

Normative sulla Tenuta dei Serramenti ad Aria, Acqua e Vento

Esposizione ad agenti biologici

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

4. Presentazione IBH Vetsuisse. 5. Presentazione CRA Liebefeld

CONVENZIONE SUI SERVIZI SANITARI SUL LAVORO 1

Regolamento AICP PER IL RICONOSCIMENTO DEI CORSI DI COACHING

Il progetto AGRO.FREE: la tutela della filiera vivaistica da agrobatterio Elisa Angelini

COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI Provincia di Livorno REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

scoprilo adesso Nel tuo contratto di lavoro c è un diritto in più: FOND PERSEO SIRIO Il Fondo pensione

I processi di tempra sono condotti sul manufatto finito per generare sforzi residui di compressione in superficie. Vengono sfruttate allo scopo

GUIDA AI SERVIZI ASSISTENZIALI

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE

Gli accordi definiscono la durata, i contenuti e le modalità della formazione da svolgere.

QUESTIONARIO (Da compilare in caso di mortalità anomali o spopolamento di alveari) Cognome... Nome... Via...Cap... Località... Tel...

D.Lgs. 626/1994 (art. 1, c. 2)

Comune di Figline Valdarno (Provincia di Firenze) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE SCOLASTICA

SCHEDA DI DETTAGLIO N. 2 TITOLO DEL CORSO: ACQUSIZIONE DI COMPETENZA PER ADDETTI DEL COMPARTO APISTICO DELLA SARDEGNA.

SCHEMA 0 STORIA. Schema certificativo CP DOCUMENTI ESTERNI DI RIFERIMENTO

NOTIZIARIO N 1. (gennaio-marzo 2013)

REGOLAMENTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARIATO IN ATTIVITA SOCIALMENTE UTILI

Analisi della domanda

Il mercato primario Le offerte di azioni

Le banche e la moneta bancaria. Il conto corrente

In entrambe le sezioni vi sono domande a scelta multipla e domande aperte.

domenica 16 marzo 14 SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

ATTIVITÀ DI RECUPERO E SOSTEGNO

CRITICI LEGATI AL CONTROLLO DELLA DELLA PESTE AMERICANA

Information summary: Fissare un appuntamento al telefono

Dr. Francesco Rastrelli. 19 gennaio Reti per promuovere gli screening: il ruolo dei Farmacisti

LINEE GUIDA OPERATIVE Data: 03/04/09. PO_7.5DTerm SOMMINISTRAZIONE DIETE SPECIALI

AIPEF Aziende Italiane Poliuretani Espansi Flessibili

Corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche E25

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

igiene Scienza della salute che si propone il compito di promuovere, conservare e potenziare lo stato di salute di una comunità

REGOLAMENTO COMUNALE AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI Approvato con Delibera C.C. 43/01 ART. 1 ART. 2 ART. 3

Corso di Formazione per Gestori Impianti Sportivi

Tricotomia pre-operatoria

Il lavoro subordinato

VALUTAZIONE DELL ATTIVITÀ ACARICIDA DI UN DISPOSITIVO ELETTRONICO AD EMISSIONE DI ULTRASUONI (A BATTERIA/ A RETE) DENOMINATO D-MITE AWAY

Welfare pubblico - privato Proposte di integrazione per il Piemonte. Torino Incontra 13 dicembre 2013 Dott.Emiliano Mazzoli LegaCoop

COME SI PERCHÉ MISURARE I LIVELLI DI UOVA INFERTILI E GERMI MORTI? Identificano le uova infertili e i germi morti

FIACCHEZZA, STANCHEZZA, MALESSERE MORALE. Carenza di ferro molto diffusa e spesso sottovalutata

MANUALE DI RIFERIMENTO

Denominazione Corso:

COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI

Transcript:

Corso UNAAPI: Lotta alla Varroasi a cura di Barbara Leida Materiale didattico utilizzato per i moduli formativi organizzati dall UNAAPI. Ogni riproduzione ed uso è possibile solo se precedentemente concordata con l UNAAPI.

VARROA DESTRUCTOR: CHI E E COME SCONFIGGERLA 1

VARROA DESTRUCTOR: CARTA DI IDENTITA - ACARO PARASSITA PROVENIENTE DALL ESTREMO ORIENTE DOVE VIVE A SPESE DELL APIS CERANA - SI E DIFFUSA IN EUROPA VERSO LA FINE DEGLI ANNI 70 - IN ITALIA E STATA IDENTIFICATA PER LA PRIMA VOLTA NEL 1981 - ESISTONO DUE APLOTIPI: - APLOTIPO GIAPPONESE (IN AMERICA) MENO AGGRESSIVO - APLOTIPO COREANO (IN EUROPA, AFRICA E ASIA) PIU AGGRESSIVO 2

VARROA DESTRUCTOR: VISIONE DORSALE E VENTRALE IMMAGINE AL MICROSCOPIO PARTICOLARE DELL APPARATO BOCCALE BRAULA COECA 3

MORFOLOGIA FEMMINA: FORMA APPIATTITA ED ELISSOIDALE COLORE BRUNO ROSSICCIO DIMENSIONI: LARGHEZZA 1,5-1,9 mm, LUNGHEZZA 1,1-1,7 mm 4

MORFOLOGIA MASCHIO: FORMA PIU ROTONDEGGIANTE COLORE BIANCO GRIGIASTRO, CORPO RIVESTITO DI PELI DIMENSIONI: LARGHEZZA 0,8-0,9 mm, LUNGHEZZA 0,7-0,9 mm 5

RIPRODUZIONE DELLA VARROA Ogni femmina dell acaro, che si riproduce all interno delle celle di covata, può dar luogo in una stagione ad alcuni maschi e a 10-20 nuove femmine feconde. Nel primo e secondo anno di infestazione, per riuscire a rintracciare anche un singolo acaro, si dovrebbero disopercolare alcune centinaia di celle: l operazione richiede molto tempo e non offre alcuna garanzia di successo. 6

VARROASI AGENTE EZIOLOGICO: acaro Varroa destructor (ex Varroa jacobsoni) MESI DI MASSIMA INCIDENZA: da marzo ad ottobre, con predilezione della covata maschile MEZZO DI DIFFUSIONE DELLA MALATTIA: sciami ignoti, favi infetti, saccheggio, deriva APPARATO ORGANICO COLPITO: esoscheletro - la varroa si nutre di emolinfa - inocula sostanze tossiche e fluidificanti - favorisce l ingresso do altri germi patogeni MALATTIA DELLA COVATA E DELLE API ADULTE (meno api, malformazioni, irrequietezza) 7

DIFFUSIONE GEOGRAFICA DELLA VARROA 8

VARROASI E QUADRO NORMATIVO ENDEMICA IN TUTTI GLI ALVEARI NON NECESSARIAMENTE CON CONSEGUENZE NEGATIVE DI TERRITORIO CONCETTO DEI VASI COMUNICANTI IL LIVELLO MEDIO DI INFESTAZIONE NEL TERRITORIO VA SEMPRE TENUTO SOTTO CONTROLLO SENZA NECESSARIAMENTE PULIRE GLI ALVEARI O ALCUNI ALVEARI 9

RAPPORTO FRA API E VARROE CONVIVENZA COLLASSO MORTE ALVEARE FATTORI DETERMINANTI - NUMERO DELLE VARROE - QUANTITA DI API - PRESENZA E QUANTITA DI COVATA - ANDAMENTO STAGIONALE SCOPO DEGLI INTERVENTI E NON AVVICINARSI AL COLLASSO: INDEBOLIMENTO ECCESSIVO MALATTIE COLLATERALI COME PESTE, MICOSI, VIROSI 10

SINTOMI QUANDO L ALVEARE MANIFESTA SINTOMI DELLA VARROASI, LA SITUAZIONE E PROSSIMA AD ESSERE COMPROMESSA. SONO COMUNEMENTE INDICATI COME SINTOMI DI VARROA: - API SENZA ALI O CON ALI ROTTE - API DEFORMI - API CON LIGULA ESTROFLESSA CHE NON RIESCONO A NASCERE 11

DANNI DA VARROA La varroa sottrae emolinfa all ape e ne lacera la cuticola Ma il vero danno è la trasmissione di virosi Nella foto ape colpita dal Virus delle Ali Deformi (DWV) che non può volare 12

VARROASI E VIROSI L INFESTAZIONE DA VARROA AUMENTA LA RECETTIVITA ALLE PATOLOGIE SECONDARIE La varroa, attraverso le ferite che provoca nell atto di suzione dell emolinfa, diffonde microrganismi patogeni ed in particolare i virus. IPOTESI: la varroa veicola i virus con due modalità: - attraverso il canale alimentare, causando un attivazione virale; - come vettore passivo (la varroa può acquisire il virus da api infette) o attivo (il virus si attiva anche sulla varroa). NON ESISTONO CURE PER LE VIROSI, SE NON LAPREVENZIONE DALLE ALTRE PATOLOGIE 13

VARROASI E VIROSI VIRUS DELLA PARALISI ACUTA (APV) - molto diffuso, si propaga velocemente - causa infezioni latenti - trasmesso dalla varroa che funge anche da attivatore - causa mortalità delle api adulte, più spesso se in concomitanza della varroa (tarda estate, autunno) - positività anche della covata parassitizzata da varroa - confuso spesso con peste americana ed europea (deformità delle api adulte) 14

VARROASI E VIROSI VIRUS DELLE ALI DEFORMI (DWV) - identificato solo di recente - molto diffuso, può causare infezioni latenti - replica più lentamente dell APV e di solito non compare insieme ad esso - molto spesso associato alla varroa, che ne facilita la trasmissione - causa malformazioni delle ali con impossibilità a volare 15

DIAGNOSI DEL LIVELLO DI INFESTAZIONE 1. SINTOMATOLOGIA 2. CAMPIONAMENTO DI API 3. CAMPIONAMENTO DELLA COVATA 4. ESAME DEL FONDO 5. ESAME DELLE CELLE DA FUCO N.B. NESSUNO DI QUESTI METODI E ASSOLUTAMENTE ATTENDIBILE, MA OFFRE SOLO UN IDEA DEL LIVELLO DI INFESTAZIONE. N.B. LA VARROA RADDOPPIA CIRCA OGNI 30 GIORNI. 16

ESAME DEL FONDO ANTIVARROA Consiste nel mettere un foglio adesivo o vaselina sul fondo del cassettino per individuare le varroe presenti nell alveare (esame preventivo) o eliminate con il trattamento. 17

ANDAMENTO DEL TASSO DI INFESTAZIONE NEL PERIODO ESTIVO IN FUNZIONE DELLA POPOLAZIONE INIZIALE A GENNAIO DI VARROE Gennaio... Giugno Luglio Agosto 10 320 640 1280 20 640 1280 2560 30 1280 2560 5120 100 3200 6400 12800 18

SCOPI E METODOLOGIE DI LOTTA 1. SALVAGUARDARE LA QUALITA E L IMMAGINE DEL MIELE 2. FAR SOPRAVVIVERE LE API NO AI PRODOTTI UNICI: - NON ESISTE UN PRODOTTO REALMENTE EFFICACE E CHE NON LASCI RESIDUI - FAVORISCONO LA FARMACORESISTENZA INTERVENTI COMBINATI CON PRODOTTI DIVERSI ALLA PORTATA DI TUTTI: - COSTO CONTENUTO - FACILITA DI IMPIEGO - EFFICACIA TRATTAMENTO TAMPONE E TRATTAMENTO DI PULIZIA: OBBLIGATORI E VINCOLANTI PER TUTTI NEL TERRITORIO ALTRI EVENTUALI INTERVENTI IN AGGIUNTA, NON IN ALTERNATIVA 19

STRATEGIA DI LOTTA INTERVENTI OBBLIGATORI TAMPONE ESTIVO PULIZIA RADICALE AUTUNNALE INTERVENTI COMPLEMENTARI ELIMINAZIONE DELLA COVATA MASCHILE FAVI NUOVI FONDI A RETE REGINE NUOVE FORMAZIONE DI SCIAMI 20

PROPOSTE OPERATIVE A LIVELLO NAZIONALE 1. ORDINANZA CIRCOLARE ESPLICATIVA 2. COMMISSIONE NAZIONALE DI COORDINAMENTO 3. PIANO NAZIONALE DI LOTTA CON DIVERSIFICAZIONE PER NORD E SUD ITALIA 4. AUTORIZZAZIONE DEI PRESIDI SANITARI 5. STANZIAMENTO DEI FONDI 21

PROPOSTE OPERATIVE A LIVELLO REGIONALE 1. DENUNCIA ANNUALE DELLA PRESENZA DI VARROA 2. PIANO REGIONALE DI MONITORAGGIO 3. ATTIVAZIONE PER PERMETTERE L UTILIZZO DI ALTRI PRESIDI 4. REPERIMENTO DEI FONDI 22

PROPOSTE OPERATIVE A LIVELLO DELLE ASSOCIAZIONI APISTICHE 1. COLLABORAZIONE CON I SERVIZI VETERINARI - CENSIMENTI - PIANI TERRITORIALI - MONITORAGGI 2. COLLABORAZIONE CON LA RICERCA APPLICATA 23

PIANI TERRITORIALI: PERCHE SPECIFICITA DELL ALLEVAMENTO APISTICO NON CONFINABILE SCIAMI PERSI APICOLTORI CHE NON SALVANO LE API AMBIENTE SPORCO REINFESTAZIONE INEFFICACIA DELLA LOTTA ALLA VARROA 24

PIANI TERRITORIALI: I REQUISITI PIANO TERRITORIALE DI LOTTA ALLA VARROA STRATEGIA DI LOTTA EFFICACE FACILE ED ECONOMICA ASSENZA DI RESIDUI ASSOCIAZIONI COORDINAMENTO DEGLI APICOLTORI INFORMAZIONE ASSISTENZA TECNICA NON CREARE RESISTENZE 25

ASSISTENZA TECNICA COLLETTIVA RIUNIONI ZONALI DI GRUPPO LEZIONI PRATICHE IN APIARIO PERSONALE QUALIFICATO RAPPORTI CON LE INIZIATIVE REGIONALI E NAZIONALI 26

TRATTAMENTO TAMPONE ESTIVO PRODOTTO: APILIFE VAR COMPOSIZIONE: TAVOLETTE DI OASIS IMPREGNATE DI TIMOLO, MENTOLO, EUCALIPTOLO EFFICACIA: SUPERIORE AL 70%, MA CONDIZIONATA DAL LIVELLO DI INFESTAZIONE PRESENTE PERIODO DI UTILIZZO: LUGLIO - AGOSTO, CON TEMPERATURE MASSIME SUPERIORI A 25 C E MINIME SUPERIORI A 18-20 C 27

TRATTAMENTO TAMPONE ESTIVO MODALITA DI IMPIEGO: - OGNI CONFEZIONE CONTIENE DUE TAVOLETTE - PER OGNI FAMIGLIA SI UTILIZZA UNA TAVOLETTA - PER OGNI NUCLEO SI UTILIZZANO 2/3 DI TAVOLETTA - OGNI TAVOLETTA VA TAGLIATA IN 2-4 PEZZI CHE VENGONO DISPOSTI AI BORDI DELL ARNIA NUMERO DI INTERVENTI: - 3 INTERVENTI A DISTANZA DI CIRCA UNA SETTIMANA - QUANTO PIU LE TEMPERATURE SONO ELEVATE, TANTO PIU DEVE ESSERE ACCORCIATO IL CICLO DI INTERVENTO 28

TRATTAMENTO TAMPONE ESTIVO UTILIZZO DI APILIFE VAR VANTAGGI SVANTAGGI - COSTO NON ELEVATO - RICHIEDE TRE - FACILITA DI IMPIEGO INTERVENTI - NON INQUINANTE -EFFICACIA NON RISOLUTIVA - EFFICACIA INSUFFICIENTE IN PRESENZA DI FORTISSIME INFESTAZIONI - POSSIBILI SACCHEGGI IN CONDIZIONI DI CARESTIA 29

TRATTAMENTO TAMPONE ESTIVO RIMOZIONE DEI RESIDUI: DOPO OGNI INTERVENTO ED IN PARTICOLARE DOPO L ULTIMO E INDISPENSABILE RIMUOVERE I RESIDUI DI APILIFE VAR, PROPOLI E CERA, AL FINE DI GARANTIRE UN CORRETTO INVERNAMENTO DELLE API PROBLEMATICHE: - TEMPERATURE - SACCHEGGIO - LIVELLO DI INFESTAZIONE PRESENTE 30

11 REGOLE PER UTILIZZARE CORRETTAMENTE L APILIFE VAR 1. I TRATTAMENTI CON APILIFE VAR DEVONO NECESSARIAMENTE ESSERE INIZIATI RISPETTANDO I PARAMETRI DELLA TEMPERATURA E DELL INFESTAZIONE PRESENTE 2. E NECESSARIO TRATTARE L INTERO APIARIO CONTEMPORANEAMENTE 3. ATTENZIONE AL SACCHEGGIO: E CONSIGLIABILE INTERVENIRE IN PRESENZA DI UNA IMPORTAZIONE ANCHE MODESTA 4. NON EFFETTUARE LE CONSUETE VISITE TECNICHE DURANTE IL CICLO DI TRATTAMENTI 5. INTERVENIRE POSSIBILMENTE VERSO SERA (ACONDIZIONE CHE NON VI SIA SACCHEGGIO) 6. E INDISPENSABILE OPERARE SU APIARI UNIFORMI PER FORZA 7. NON LASCIARE ALVEARI ORFANI O PEGGIO AMMALATI NELL APIARIO 8. RIUNITE GLI ALVEARI DEBOLI O COSTITUITE DELLE POSTAZIONI DIVERSIFICATE (TUTTI NUCLEI, TUTTI ALVEARI FORTI, ECC.) 9. NON SOSTITUIRE LE REGINE DURANTE I TRATTAMENTI 10. IMPIEGARE UNA TAVOLETTA ROTTA IN 3-4 PEZZI E POSIZIONARLI CORRETTAMENTE 11. ESEGUIRE IL CICLO COMPLETO: UNA TAVOLETTA PER 3 VOLTE OGNI 6-8 GIORNI 31

TRATTAMENTO INVERNALE OBIETTIVO: pulizia radicale degli alveari, cioè uscire dall inverno con meno di 20 varroe PRODOTTI: acido ossalico, perizin (?) PERIODO DI UTILIZZO: assenza di covata MODALITA DI INTERVENTO: gocciolato sulle api NUMERO DI INTERVENTI: uno EFFICACIA: ottima per l ossalico; in riduzione (per progressiva diffusione di fenomeni di resistenza) per il perizin PROBLEMATICHE: necessità di ridurre la pressione chimica sugli alveari per i problemi di farmacoresistenza e di accumulo di p.a. nella cera 32

TRATTAMENTO INVERNALE ACIDO OSSALICO PRODOTTO: è un acido organico naturalmente contenuto nel miele PERIODO DI UTILIZZO: assenza di covata (novembre) MODALITA DI INTERVENTO: gocciolato in soluzione zuccherina NUMERO DI INTERVENTI: uno EFFICACIA: superiore al 95% TEMPERATURE: intervenire possibilmente con temperature superiori ai 10 C. Il prodotto funziona anche con temperature inferiori VANTAGGI: costo contenuto; facilità di impiego; non inquina; non residua nella cera 33

TRATTAMENTO INVERNALE ACIDO OSSALICO GOCCIOLATO PREPARAZIONE: mescolare 80 grammi di acido ossalico diidrato in 1 litro di acqua distillata calda finché la soluzione diventa trasparente, quindi aggiungere 400 g di zucchero e mescolare fino a scioglierlo. POSOLOGIA: con una siringa distribuire 5 cc per ogni telaio coperto di api (cassa piena 50 cc, 8 telai 40 cc, ecc.; gocciolare il prodotto sulle api tra i favi. NOTE: È importante agitare spesso la soluzione ed utilizzarla in breve tempo dalla sua preparazione. Il prodotto va somministrato in assenza di covata. Se cadono più di 300-400 varroe, occorre effettuare un ulteriore trattamento. Non conservare il prodotto al freddo. 34

LOTTA BIOMECCANICA ALLA VARROA La varroa predilige, per riprodursi, le celle di covata maschili. È utile predisporre appositi telai che la regina cova a maschio, che vanno però tempestivamente prelevati dopo l opercolatura e prima che la covata sfarfalli. 35

COME ORGANIZZARE UN PIANO DI LOTTA ALLA VARROA GENNAIO Incontro ASL-associazioni per la raccolta dati del monitoraggio invernale FEBBRAIO-MARZO Riunioni apicoltori; comunicazioni modalità operative per realizzare il piano di lotta e dove il monitoraggio ha evidenziato scarsa efficienza dei trattamenti invernali; distribuzione di erogatori e/o spugne per l utilizzo di acido formico; lezioni pratiche in apiario per l utilizzazione dei prodotti; acquisizioni delle prenotazioni dei prodotti necessari per i trattamenti estivi ed invernali GIUGNO-LUGLIO Distribuzione di Apilife var; lezioni pratiche in apiario per l utilizzo del prodotto; controllo a campione della caduta di varroe OTTOBRE Distribuzione dei prodotti sistemici e/o dell acido ossalico; lezioni pratiche in apiario per l utilizzo del prodotto; controllo a campione della caduta di varroe NOVEMBRE Monitoraggio: verifica per zone geografiche omogenee dei risultati ottenuti con i trattamenti di controllo 36

LIMITI DELLA LOTTA CHIMICA RESIDUI Si accumulano sia nel miele che, specialmente, nella cera RESISTENZA Col tempo, l acaro riconosce il principio attivo che diviene inefficace La suscettibilità dell acaro a un principio attivo è variabile, quelli più resistenti sopravvivono e si riproducono, mentre quelli suscettibili vengono progressivamente eliminati Nell acaro avvengono sia processi di mutazione che di selezione IMMAGINE Un prodotto privo di residui di prodotti di sintesi è più accettato dal consumatore BIOLOGICO Sono vietati tutti i prodotti di sintesi 37

MECCANISMI CHE CONFERISCONO RESISTENZA AGLI ACARICIDI 38

ACARICIDI: COUMAPHOS Principio attivo del PERIZIN È un organofosforato Agisce per via sistemica Azione per contatto e per ingestione È efficace per 24 ore, quindi in assenza di covata Richiede temperature superiori ai 5 C In diverse zone di Italia è accertata la resistenza al principio attivo (probabilmente per uso indiscriminato di Asuntol) Per 1 molecola che va nel miele, 1000 finiscono nella cera LMR provvisorio (fino al 01/07/01): 100 µg/kg Assuntol ha durata prolungata ma gran parte finisce nel miele del nido (per caduta) ed è vietato 39

ACARICIDI: AMITRAZ Principio attivo dell APIVAR strisce È una formammidina Il suo metabolita, il 2,4 dimetilanilina, è sospetto cancerogeno Agisce sul sistema nervoso dell acaro, a livello dell aceticolinaesterasi Azione per contatto Fenomeni di resistenza sono stati individuati in Francia e in Spagna LMR: 200 µg/kg Costo elevato Per raggiungere una buona efficacia è necessario mantenerlo più a lungo 40

ACARICIDI: PIRETROIDI Flumetrina è il principio attivo del BAYVAROL Fluvalinate è il principio attivo dell APISTAN Sono sostanze ben tollerate da api e da altri imenotteri Agisce anche a dosaggi molto bassi, eludendo il problema dei residui Azione sul sistema nervoso dell acaro, a livello delle sinapsi Il 99,9% dei residui va comunque nella cera Dal 1992 è accertata la resistenza dell acaro ai piretroidi 41

ACARICIDI: CYMIAZOLO È il principio attivo dell APITOL Agisce per via sistemica Richiede temperature superiori ai 10 C per circa 10 ore dopo il trattamento, pena l intossicazione delle api Va utilizzato solo in assenza di covata LMR provvisorio fino al 01/07/01: 1000 µg/kg 42

Reg. 2033/ LEGISLAZIONE SOSTANZE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVE PER LE QUALI SONO STATI FISSATI LIMITI MASSIMI DI RESIDUI: amitraz (200 µg/kg) SOSTANZE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVE NON SOGGETTE AD UN LIMITO MASSIMO DI RESIDUI: fluvalinate SOSTANZE FARMACOLOGICAMENTE ATTIVE PER LE QUALI SONO STATI FISSATI LIMITI MASSIMI DI RESIDUO PROVVISORIO (fino al 01/07/2001) : cymiazolo (1000 µg/kg) cumaphos (100 µg/kg) 43

PROSPETTIVE FUTURE PER LA LOTTA ALLA VARROA La ricerca sta studiando vie di lotta alla varroa alternative a quella chimica. Le due strade intraprese sono: - RESISTENZA GENETICA (fase foretica più lunga, riduzione della fertilità della varroa sull ape, riduzione del periodo di opercolatura, rimozione della covata infestata, capacità di spulciamento ) - SEMIOCHIMICI 44