Osserva Piazza della Signoria e imprimi nella memoria i suoi particolari Scrivi un breve testo che ti permetta di raccontare le tue impressioni e i tuoi ricordi del centro di Firenze e immortala con una fotografia questo momento. [ LA MIA FOTOGRAFIA 8
BEATO ANGELICO Guido di Pietro di Gino, così si chiamava al secolo il Beato Angelico, nasce a Vicchio del Mugello alla fine del 1300. Fin da giovane manifesta la sua grande abilità pittorica frequentando a Firenze la bottega del miniaturista e pittore Lorenzo Monaco. Compiuti gli studi teologici ed ordinato sacerdote, il Beato Angelico inizia la sua missione di annunciatore del Vangelo non tanto attraverso le parole o gli scritti, come nella regola dei frati Domenicani, ma usando le sue immagini pittoriche. Diventa così un protagonista del primo Rinascimento e per la sua fama e bravura gli vengono richiesti lavori da ogni parte. Nel 1439 è chiamato nel convento di S. Marco a Firenze: all Angelico viene richiesto di creare in esso un vangelo illustrato per i monaci che lì risiedono. Nel chiostro, nelle sale comuni, nel refettorio e nelle 44 celle dei frati, l Angelico ci ha lasciato degli affreschi in cui il suo messaggio evangelico è raffigurato con semplicità e chiarezza e diviene comprensibile a tutti. Beato Angelico muore a Roma nel 1455. La sua figura rappresenta nell arte un significativo punto di passaggio tra lo stile medioevale e quello rinascimentale. Egli mantiene la luce trasparente, il colore squillante, gli sfondi dorati, ecc che danno alle sue opere un aspetto trascendente, tipico dell arte medioevale. Nello stesso tempo la prospettiva è per lui importante e lo spazio ha quindi una profondità, i volti ed i corpi dei personaggi hanno una grande importanza. Beato Angelico usa del vecchio e del nuovo con estrema libertà, mosso dalla sua religiosità e dalla sua visione positiva della vita. DENTRO IL CONVENTO DI S. MARCO Questo era per i monaci un luogo di riflessione e contemplazione, anche grazie alle grandi opere del Beato Angelico. Cerca anche tu di girare tra queste mura immedesimandoti in quei monaci e guardando con attenzione e tenendo la voce bassa, come faresti se fossi tu stesso un monaco. APPENA SALIAMO LA SCALA CI APPARE UN ANNUNCIAZIONE, PIENA DI DOLCEZZA NEI VOLTI E DI ARMONIA NELLE FORME: ANNOTA CIO CHE PIU TI COLPISCE SCEGLI UNA DELLE CELLE IN CUI C È UN AFFRESCO E SOFFERMATI, PER GUARDARLO CON CALMA. OSSERVA IL SOGGETTO E ANNOTA QUALCHE RIFLESSIONE PERSONALE RIPENSA ALLE OPERE DEL MONASTERO E DEL MUSEO (IN PARTICOLARE IL GIUDIZIO UNIVERSALE): IN CHE SENSO SI FONDONO LA TRADIZIONE MEDIOEVALE E LO STILE RINASCIMENTALE? COME SONO I COLORI? COME VIENE RAPPRESENTATO LO SPAZIO? COME SONO LE PROPORZIONI DEI PERSONAGGI? 9
FILIPPO BRUNELLESCHI Brunelleschi nacque a Firenze nel 1377 e ricevette la sua prima preparazione come artigiano per l'argento e l'oro. Nel 1418 ricevette la commissione d'eseguire la cupola della Cattedrale gotica di Firenze non finita. Egli la realizza mediante una grandissima innovazione sia dal punto di vista artistico che da quello tecnico: costruisce due cupole ottagonali, una dentro l'altra. Brunelleschi fu anche un importante innovatore in altre aree. Assieme al pittore Masaccio, fu uno dei primi maestri rinascimentali a riscoprire le leggi della prospettiva scientifica. Egli eseguì due dipinti con prospettiva (ora andati perduti), probabilmente nel 1415 e nel 1420 e gli fu anche accreditato di aver dipinto lo sfondo architettonico di una delle prime opere di Masaccio. Brunelleschi morì a Firenze nel 1446. Il suo recupero delle forme classiche e la difesa di un'architettura basata su matematica, proporzione e prospettiva hanno fatto di lui una figura artistica chiave nella transizione dal Medioevo all' era moderna. DUOMO SANTA MARIA DEL FIORE L'edificio venne costruito a partire dal 1296 da Arnolfo di Cambio su richiesta della Repubblica Fiorentina, nel luogo dove esisteva già la chiesa di Santa Reparata. Alla morte dell'architetto (1302) i lavori vennero interrotti e ripresi nel 1334 da Giotto. Dopo la sua morte i lavori rallentarono finché nel 1366 si ebbe il progetto definitivo e la costruzione divenne più spedita. Nel 1418 venne bandito un concorso per la costruzione della cupola, vinto da Filippo Brunelleschi che tra il 1420 e il 1434 realizzò l'opera. Nel 1436 Papa Eugenio IV consacrò solennemente il duomo dedicandolo a Santa Maria del Fiore. L'interno è a croce latina diviso in tre navate, vasto e senza decorazioni eccessive. 10
Cupola di Santa Maria del Fiore Tra il 1420 e il 1446 Brunelleschi realizzò da solo la cupola del duomo, esempio significativo della nuova architettura rinascimentale. Nella realizzazione della cupola intervengono le nuove idee architettoniche nel modo di concepire un'opera, ma anche nuove tecniche che potevano risolvere i problemi strutturali. Le dimensioni enormi dello spazio da coprire con la cupola (41 metri di diametro) costringono Brunelleschi ad ideare qualcosa di assolutamente nuovo che - non avesse bisogno di una impalcatura (le centine allora utilizzate erano costosissime e forse impossibili da realizzare di tali dimensioni) - che sostenesse la costruzione fino alla fine dei lavori L idea di Brunelleschi è molto complessa: fa costruire un tamburo ottagonale alto 4 metri e da lì fa partire la prima calotta che, utilizzando mattoni appositamente realizzati e disposti a spina di pesce, cresce ad anelli concentrici autoreggenti. Nella intercapedine costruisce le scale, i rinforzi necessari e infine la seconda calotta esterna, caratterizzata da costoloni bianchi e dalla rigorosa chiusura delle vele in cotto rosso. Nel 1436 finalmente la grande volta era chiusa eppure l'opera non era completa: mancavano le quattro tribune alla base del tamburo che vennero costruite tra il 1439 e il 1445. Nel 1446, pochi mesi prima della morte di Brunelleschi, iniziarono i lavori per la costruzione della lanterna che ha lo scopo di illuminare l'interno della cupola; l'esecuzione venne affidata a Michelozzo. La cupola domina il panorama dell'intera città, non solo per l'altezza (oltre 105 metri da terra e 51 metri di diametro), ma anche per il volume. Occupa quasi il centro geografico di Firenze e della sua vallata e ne costituisce il punto di riferimento e il perno. Nella sua imponenza c'è uno straordinario accordo con la città e soprattutto con i monti circostanti: l'opera, pur dominando la natura, non la stravolge ma la esalta mettendosi in relazione con essa. La cupola dunque rappresenta, nel modo più evidente, l'idea rinascimentale dell'uomo, padrone in virtù della ragione, dell'ambiente circostante, non per conquista ma per accordo naturale. LANTERNA COSTOLONI CALOTTA INTERNA CALOTTA ESTERNA VELA TAMBURO 11
Particolari INTERCAPEDINE DELLE CALOTTE CON MATTONI DISPOSTI A SPINA DI PESCE LANTERNA (in bianco le dimensioni di un uomo) Ospedale degli Innocenti Filippo Brunelleschi progetta una perfetta scansione dello spazio. L altezza della colonna, compreso il capitello, corrisponde allo spazio che c è tra una colonna e l altra. Si forma così un quadrato che si ripete per tutto il colonnato: il diametro dell arco a tutto sesto sovrapposto è identico al lato del quadrato. I medaglioni in maiolica inseriscono una nota di colore nel delicato rapporto tra la pietra serena grigia della struttura e il bianco dell intonaco 12
DUOMO, BATTISTERO, CAMPANILE 13