LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER



Documenti analoghi
LIFE09ENVIT EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: elementi caratterizzanti il cluster

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 6

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

CERTIFICAZIONE ISO 14001

Sistema di Gestione Ambientale ISO Comune Saint Denis. Life Cycle Engineering:

Modello dei controlli di secondo e terzo livello

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA

03. Il Modello Gestionale per Processi

Sistema di gestione della Responsabilità Sociale

INTEGRAZIONE E CONFRONTO DELLE LINEE GUIDA UNI-INAIL CON NORME E STANDARD (Ohsas 18001, ISO, ecc.) Dott.ssa Monica Bianco Edizione: 1 Data:

Manuale del Sistema di Gestione Integrato per la Qualità e l Ambiente INDICE

SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

Città di Minerbio Provincia di Bologna. CICLO DELLA PERFORMANCE Indirizzi per il triennio

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ

MANDATO INTERNAL AUDIT

della manutenzione, includa i requisiti relativi ai sottosistemi strutturali all interno del loro contesto operativo.

PROVINCIA DI MATERA. Regolamento per il funzionamento. dell Ufficio Relazioni con il Pubblico della Provincia di Matera

I SISTEMI DI GESTIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: OHSAS AV2/07/11 ARTEMIDE.

Sistema di Gestione della Sicurezza CLAUDIO SOAVE

UNI EN ISO 9001:2008 Sistemi di Gestione per la Qualità: requisiti e guida per l uso

tutto quanto sopra premesso e considerato, tra:

Project Management. Modulo: Introduzione. prof. ing. Guido Guizzi

MANUALE DELLA QUALITÀ SIF CAPITOLO 08 (ED. 01) MISURAZIONI, ANALISI E MIGLIORAMENTO

I modelli normativi. I modelli per l eccellenza. I modelli di gestione per la qualità. ! I modelli normativi. ! I modelli per l eccellenza

REGOLAMENTO PER IL COMITATO TECNICO DI CERTIFICAZIONE

EA 03 Prospetto economico degli oneri complessivi 1

LA CERTIFICAZIONE. Dr.ssa Eletta Cavedoni Responsabile Qualità Cosmolab srl Tortona

La nuova logica di realizzazione dei progetti. Fabio Girotto Regione Lombardia

STANDARD OHSAS 18001:2007 E CORRISPONDENZE CON IL MODELLO ORGANIZZATIVO DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 81/2008

1.0 POLITICA AZIENDALE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO

SOMMARIO. Art. 8 Conoscenza dei bisogni e valutazione del gradimento dei servizi

COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI

REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE

SGSL UN SISTEMA PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NELLA SCUOLA

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE

AUDIT. 2. Processo di valutazione

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12

MANUALE DELLA QUALITÀ

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.

SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ

Scheda per la Valutazione della Assicurazione della Qualità dei CdS

MANUALE DELLA QUALITÀ DI

BASILE PETROLI S.p.A. Dichiarazione Politica qualità, ambiente e sicurezza

Associazione Italiana Information Systems Auditors

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

A.O. MELLINO MELLINI CHIARI (BS) GESTIONE DELLE RISORSE 1. MESSA A DISPOSIZIONE DELLE RISORSE RISORSE UMANE INFRASTRUTTURE...

Questionario sul Manuale per la sostenibilità

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO (F.I.N.) - ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE REGOLAMENTO DELLA STRUTTURA DI PROTEZIONE CIVILE

Manuale CAP 1. SISTEMA QUALITA

QUESTIONARIO 3: MATURITA ORGANIZZATIVA

COMUNE DI CASTELLAR (Provincia di Cuneo) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014/2016.

Sviluppo Sistemi Qualit à nella Cooperazione di Abitazione

MANDATO DI AUDIT DI GRUPPO

MANUALE DELLA QUALITA Revisione: Sezione 4 SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITA

GESTIONE DELLE RISORSE UMANE

2) Entro Novembre. 6) Entro Marzo 2004

A cura di Giorgio Mezzasalma

Qualità è il grado in cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti (UNI EN ISO 9000:2005)

Miglioramento continuo

Manuale di Gestione Integrata POLITICA AZIENDALE. 4.2 Politica Aziendale 2. Verifica RSGI Approvazione Direzione Emissione RSGI

REGOLAMENTO INTERNO DEL CONTROLLO DI GESTIONE

Sistema di Gestione Integrata Qualità/Ambiente/Sicurezza Doc.3 Politiche aziendale. Qualità/Ambiente

CERTIFICAZIONE AMBIENTALE DEL TERRITORIO E DELLE ATTIVITA TURISTICHE DELL AREA DEL METAPONTINO

ORDINE DEGLI ATTUARI

ISO/IEC : 2005 per i Laboratori di Prova

Sistema di Gestione per la Qualità

AREA MODELLI ORGANIZZATIVI

MANUALE DELLA QUALITÀ SEZIONE 5.1: FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA QUALITÀ

ALLEGATO TECNICO PER L ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI DI FORMAZIONE CERTIFICATI

Documento in attesa di approvazione definitiva Nota per la Commissione Consultiva Permanente

Codice Deontologico. Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori

visto il trattato sul funzionamento dell Unione europea,

All. 03 alla Sez. 02 Rev. 01. Pag. 1 di7. Direzione

GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2004 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE)

Norme per l organizzazione - ISO serie 9000

Città di Montalto Uffugo (Provincia di Cosenza) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

COMUNE DI VALMADRERA Provincia di Lecco

CERTIFICAZIONE DI QUALITA

Linee guida per l assicurazione della qualità nelle piccole e medie imprese di revisione

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 10

QUESTIONARIO 1: PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE

MANUALE DELLA QUALITÀ Pag. 1 di 12

Applicazione della norma ISO 9001:2008 al Sistema Gestione per la Qualità del Gruppo Ricerca Fusione. Claudio Nardi Frascati 24 novembre 2009

PROTOCOLLO D INTESA TRA IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IL MINISTERO DELLE ATTIVITA PRODUTTIVE E L ENTE NAZIONALE ITALIANO PER IL TURISMO

Programma di risparmio energetico

SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO. Audit

PS_01 PROCEDURA PER LA GESTIONE DEI DOCUMENTI E DELLE REGISTRAZIONI

Corso di Qualificazione per. Auditor Interni. dei. Sistemi di Gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001:2008 PROGRAMMA DEL CORSO 24 ORE

Politica per la Sicurezza

ISO 9001:2015 vs. ISO 9001:2008

Piano delle Performance

Transcript:

-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: sistema gestione ambientale Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto Delta Ecologia Applicata srl 1

Istituto Delta Ecologia Applicata srl Responsabile dell azione Dott.ssa Cristina Barbieri (Responsabile di progetto) Dott. Flavio Bruno (Referente tecnico di progetto) Dott. Dario Bonamici (tecnico) Dott. Gionata Tani (tecnico) Per informazioni: tel. 0532/977085 mail: cristinabarbieri@istitutodelta.it Parco Nazionale dell'appennino Tosco Emiliano Beneficiario coordinatore di progetto Giuseppe Vignali - Responsabile del progetto Comune di Collagna (RE) Beneficiario associato Ferretti Monica - Responsabile di progetto Cerreto Laghi 2004 Srl Beneficiario associato Alessandro Zampolini - Responsabile di progetto Certiquality Beneficiario associato Stefano Aldini - Responsabile di progetto Filippo Lenzerini (Punto3 srl) - Direttore generale del progetto ECO-Cluster 2

INDICE INTRODUZIONE...4 SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE DI CLUSTER...5 DIAGRAMMA DI FLUSSO...8 3

INTRODUZIONE Obiettivo delle Linee Guida è quello di fornire indicazioni di indirizzo agli attori, pubblici o privati, sui requisiti minimi e le buone pratiche per applicare il metodo ECO-CLUSTER ai fini del miglioramento ambientale del territorio. Le Linee Guida possono essere utilizzate per la codifica dei requisiti del metodo ECO-CLUSTER. Dalle Linee Guida si evincono i requisiti che il modello Eco-Cluster prevede debbano essere rispettati per una più attenta gestione ambientale del cluster e le buone pratiche che contribuiscono a migliorare l efficacia del modello. I requisiti verranno applicati in una fase di sperimentazione che comprende: - l applicazione del modello al cluster turistico Cerreto Laghi; - una verifica di applicazione a tre cluster selezionati tra quelli censiti a livello nazionale ed europeo. La versione definitiva delle Linee Guida verrà dunque rilasciata al termine della fase di sperimentazione e a seguito della calibrazione dei criteri in funzione delle esperienze condotte. In tal senso verranno valutati, oltre ai riscontri sull applicazione del modello, tutti gli stimoli per il miglioramento dello stesso. 4

SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE DI CLUSTER Il Sistema di gestione ambientale del modello Eco-cluster ha il duplice scopo di: - sviluppare ed attuare la politica ambientale e gestire il programma ambientale di cluster attraverso la definizione della struttura organizzativa, la pianificazione delle attività, l attribuzione delle responsabilità e delle risorse, la definizione delle pratiche e delle procedure; strumenti dei quali il Comitato di Gestione si deve dotare e deve utilizzare; - definire strumenti operativi di sostegno e semplificazione per le singole organizzazioni, soprattutto le PMI per sfruttare i vantaggi derivanti dall approccio di cluster per migliorare le singole prestazioni ambientali. Requisiti del Sistema di Gestione Ambientale per il Comitato di Gestione Il Comitato di Gestione del cluster, ai fini della gestione ambientale del cluster orientata ad un miglioramento continuo delle prestazioni complessive deve: - Definire la struttura organizzativa per la gestione ambientale del cluster, secondo quanto previsto dal modello in merito al Comitato di Gestione del cluster; - definire una Politica ambientale, secondo quanto previsto dal modello in merito ai Requisiti di politica del cluster; - identificare gli aspetti ambientali riconducibili al territorio del cluster e al settore economico prevalente e riassumerne i risultati nel documento di Analisi Ambientale secondo quanto previsto dal modello in merito ai requisiti di Analisi Ambientale iniziale del cluster; - determinare quali aspetti ambientali hanno o possono avere impatti significativi, secondo quanto previsto dal modello in merito alla valutazione degli aspetti ambientali; - identificare la normativa ambientale applicabile in funzione delle tipicità del cluster, gli adempimenti che da essa discendono, verificare se all interno del cluster è diffusa la conoscenza e la conformità sulla normativa e sugli adempimenti e in caso contrario predisporre le misure per la formazione e sensibilizzazione delle organizzazione e del loro adeguamento agli obblighi normativi richiesti, secondo quanto previsto dal modello in merito agli adempimenti normativi ambientali; - definire, concordare e approvare un programma ambientale di cluster, con obiettivi definiti e atti di indirizzo generale, mantenere attivi obiettivi e traguardi, secondo quanto previsto dal modello in merito al Programma Ambientale di cluster; - implementare e mantenere aggiornato e adeguato il sistema di monitoraggio degli aspetti ambientali e delle prestazioni ambientali; - garantire la comunicazione all interno del cluster, tra i vari attori che lo compongono, e nei confronti dell esterno, in particolare sugli impegni e le prestazioni del cluster; - riesaminare periodicamente l efficacia e l adeguatezza della politica ambientale, del sistema di monitoraggio, del registro degli adempimenti ambientale e del programma ambientale; - prevedere ed assicurare che il metodo cluster venga sottoposto ad un programma di audit del SGA per verificare se il sistema sia effettivamente e correttamente attuato per il raggiungimento degli obiettivi preposti e che include un sistema di audit semplificato per le singole organizzazioni (audit interni con ceck-list e audit esterni a campione). Il Comitato di Gestione del cluster deve documentare in quale modo e con quali mezzi soddisfa i requisiti del SGA. La documentazione va tenuta aggiornata e disponibile per il riscontro della 5

corretta esecuzione delle requisiti del modello. Il Comitato di gestione deve garantire i mezzi per attuare e mantenere attivo il SGA. In questo senso deve assicurare la disponibilità delle risorse, sia in termini economici sia in termini di risorse umane, infrastrutture ecc. Gli audit devono essere svolte da personale competente ed obiettivo ai fini di una corretta verifica. Strumenti operativi di sostegno e semplificazione Il Comitato di Gestione deve definire ed elaborare gli strumenti operativi destinati alle singole organizzazioni, soprattutto le PMI, necessari per superare gli ostacoli che incontrano in relazione al contributo che possono dare al miglioramento delle prestazioni ambientali del cluster. Il valore aggiunto di operare in cluster deriva dalle sinergie che si creano mettendo a sistema le singole risorse e quelle collettive. Il Comitato di Gestione individua le sinergie che un territorio può sviluppare e le semplificazioni per la gestione ambientale, valide per le singole organizzazioni presenti nel distretto. Le sinergie del territorio vengono identificate all interno delle semplificazioni amministrative, delle dotazioni infrastrutturali, della valorizzazione dei prodotti/servizi/filiera tipici del cluster, della sensibilizzazione e formazione ambientale. Il Comitato di Gestione valuta in particolare le sinergie applicabili al sistema di: - gestione dei rifiuti del cluster, - gestione delle acque e delle risorse naturali, - approvvigionamento ed efficienza energetica; - mobilità. Costituisce buona pratica che il comitato di gestione verifica la presenza di necessità formative rispetto a tutti i requisiti del SGA (si può effettuare attraverso un analisi dei bisogni rispetto alle conoscenze e alle competenze), quindi garantire la messa in atto di procedure atte alla formazione (perlomeno di base). Inoltre deve sviluppare procedure che garantiscano la massima consapevolezza e competenza di tutte le persone che lavorano all interno del cluster, o per conto di esso, in relazione ai requisiti del SGA. Le semplificazioni per le singole organizzazioni si possono attuare mediante: - predisposizione e diffusione di modelli documentali funzionali ad una gestione ambientale sistematica: Analisi Ambientale iniziale, manuali, procedure di gestione, istruzioni operative, documenti di registrazione, scadenziari, ecc. La documentazione sarà redatta in forma generale, in modo tale da risultare adattabile da ogni singola organizzazione. - servizi di consulenza centralizzati sull implementazione di SGA e gestione degli aspetti ambientali. - servizi di formazione centralizzati sugli adempimenti normativi in campo ambientale e sulla gestione degli aspetti ambientali. - audit di conformità congiunti. FOCUS Esempi di semplificazioni e sinergie identificate dalla Posizione del Comitato per l Ecolabel e per l Ecoaudit sull applicazione del Regolamento EMAS sviluppato nei distretti: - Analisi ambientale iniziale dell intero territorio - Politica ambientale elaborata congiuntamente 6

- Possibilità per un organizzazione di stabilire i suoi obiettivi di miglioramento su programmi ambientali di cluster - Possibilità di utilizzare le stesse infrastrutture per la gestione di vari impatti ambientali - Possibilità per piccole imprese di non formalizzare procedure - Possibilità di fissare standard comuni per gli indicatori di prestazioni ambientali - Possibilità di erogare informazione e formazione ambientale nell ambito di riunioni con i sindacati (o altre organizzazioni che rappresentano i dipendenti) 7

DIAGRAMMA DI FLUSSO Sistema di gestione ambientale di cluster Il Comitato di gestione ha definito strumenti operativi di sostegno e semplificazione per le singole organizzazioni, soprattutto le PMI, per migliorare le singole prestazioni ambientali? NO Il Comitato di Gestione deve definire ed elaborare gli strumenti operativi necessari per superare gli ostacoli che le singole organizzazioni incontrano nel dare un contributo effettivo al miglioramento delle prestazioni ambientali del cluster. Il Comitato di gestione ha individuato le sinergie per il cluster in termini di: semplificazione amministrativa, infrastrutture, valorizzazione del territorio, sensibilizzazione e formazione? SI NO Il Comitato di Gestione valuta in particolare le sinergie applicabili al sistema di: - gestione dei rifiuti del cluster, - gestione delle acque e delle risorse naturali, - approvvigionamento ed efficienza energetica; - mobilità. SI Sono stati predisposti e diffusi modelli documentali funzionali ad una gestione ambientale sistematica? NO Redatta in forma generale, in modo tale da risultare adattabile da ogni singola organizzazione e comprende: l analisi ambientale iniziale, manuali, procedure di gestione, istruzioni operative, documenti di registrazione, scadenziari. SI Sono stati organizzati servizi di consulenza, formazione e audit centralizzati? NO Sull implementazione di SGA e gestione degli aspetti ambientali, sugli adempimenti normativi in campo ambientale. Audit di conformità condotti con metodologie e strumenti di supporto congiunti. 8