ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO DI INTERVENTO U.O. Formazione, Qualità, Educazione alla Salute secondo le Lineee Guida Metodoligico-Organizzative C/O vecchio ospedale Aziendali via S. per Lorenzo l Educazione 101, Viterbo. alla Salute, Tel. 0761 / 339275 edusalute@asl.vt.it promoz.salute@asl.vt.it da utilizzare per la stesura del progetto di intervento L Educazione alla Salute comprende le opportunità di apprendimento costruite consapevolmente, che coinvolgono alcune forme di comunicazione ideate per conoscere meglio la salute, per migliorare le cognizioni e per sviluppare quelle capacità di vita che contribuiscono alla salute del singolo e delle comunità Glossario O.M.S. Il progetto si propone di avviare un intervento di educazione alla salute rivolto ai ragazzi delle scuola media, che attraverso il coinvolgimento degli insegnanti possano diventare protagonisti di una campagna di prevenzione degli infortuni domestici, in grado di arrivare in maniera capillare alle tre fasce sociali più coinvolte nel fenomeno, bambini, casalinghe, anziani. Rappresenta, inoltre, un esperienza di lavoro interdisciplinare con il coinvolgimento di professionisti esterni alla ASL. Il progetto rientra tra gli obiettivi primari di prevenzione alla salute indicati dal Ministero che individua tre stadi di intervento; - uniformare le metodiche di raccolta dei dati, - sorveglianza epidemiologica, - e lo sviluppo di politiche di prevenzione attraverso la diffusione di linee guida e l'effettuazione di campagne di informazione e di educazione alla sicurezza, volte a ridurre l'incidenza degli infortuni in ambito domestico. Il progetto bel si colloca inoltre nel Il progetto europeo EHLASS (European Home and Leisure Accidents Surveillance System) Entro il 2004 tutti gli Stati membri e gli altri paesi partecipanti dovranno ottemperare ai requisiti comunitari per la notifica delle lesioni nell'ambito della rete telematica EUPHIN. 1. STRUTTURA AZIENDALE TITOLARE DEL PROGETTO E COMPARTECIPANTI DISTRETTO CIVITA CASTELLANA SEZIONE 5 1
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE UNITA OPERATIVE Servizio Igiene Pubblica COMUNE/I Fabrica di Roma a. Ruolo logistico e partecipativo d. Risorse economiche richiesta di finanziamento SCUOLA/E Media statale Fabrica di Roma a. Ruolo Logistico, didattico, integrativo b. Definizione del coordinamento operativo Dirigente Scolastico c. Risorse umane Docenti materie scientifiche e tecniche N 3 e. Risorse strumentali utilizzo del laboratorio di informatica e di artistica materiali didattici ASSOCIAZIONE/I Centri anziani a. Ruolo Sostegno e motivazione negli anziani per la raccolta delle informazioni (questionario) b. Definizione del coordinamento operativo Presidente ALTRO ISTITUTO NAZIONALE ASSICURAZIONE INFORTUNI SUL LAVORO (INAIL) a. Ruolo Compartecipativo e didattico b. Definizione del coordinamento operativo Responsabile formazione c. Risorse umane Formatore d. Risorse economiche Pubblicazione materiali informativi e. Risorse strumentali Videocamere, copisteria 2.TITOLO Conoscere per prevenire gli incidenti domestici - gli studenti insegnano 3. RESPONSABILE INDIVIDUATO 2
nome cognome qualifica servizio competenze in E.a.S. Domenico Spera Direttore dipartimento di Prevenzione Dirigente Servizio Igiene Pubblica promotore di attività di E a S 4.TARGET Tipologia Target classi di età ragazzi 10/12 anni numero 100 Genitori numero 200 (circa) cat sociale anziani numero 100 totale target 400 5. CONTESTO Descrizione del contesto socio-economico e geografico culturale Il Comune di Fabrica di Roma, su una superficie di 3.473 Ha, contava 5.233 abitanti nell anno 1991, mentre nel censimento 2001 ne sono risultati 6.654 con un incremento pari al 27,2 % ed una densità di popolazione di 191,6 abitanti per Kmq. Questa prima indicazione ci ha fatto presumere che il Comune individuato potesse ben rappresentare la realtà dell intera provincia, accanto al fatto che nell ambito territoriale comunale la dotazione complessiva delle infrastrutture, il tessuto imprenditoriale, le attività presenti risultano comparabili percentualmente con quelle dell intera provincia; lo stesso dicasi per il settore economico che predomina rispetto agli altri: l agricoltura. Per quanto concerne la situazione scolastica anche questi dati sono in linea con quelli provinciali, per numero di alunni per classe e per classi sociali di appartenenza. Si è ritenuto inoltre agevole scegliere Fabrica di Roma, in questa fase del nostro lavoro, anche per la disponibilità mostrata dal Dirigente Scolastico che si è dichiarato favorevole ed interessato all argomento. 3
Descrizione del contesto ristretto setting (scuola, ambiente organizzativo, una o più categorie professionali) La scuola media di Fabrica di Roma accoglie tutti i residenti nel comune, è una struttura di istruzione primaria considerata all avanguardia in quanto dotata di laboratori permanenti che consentono attività didattiche complementari quali: informatica, musica informatizzata, ceramica, fotografia, disegno artistico, attività teatrale ecc.. inoltre è in valutazione per l eccellenza. La fascia di età degli studenti coinvolti (seconda media ) è rappresentativa di tutta la popolazione del territorio. Il centro anziani ben rappresenta la fascia di popolazione oggetto dello studio e grazie alla collaborazione dei medici di base è stato possibile raggiungere e coinvolgere direttamente. Genitori sono stati raggiunti tramite i ragazzi coinvolti nello studio. 5. OBIETTIVI PROBLEMA/I DI SALUTE Nel corso di un anno, in Italia, si verificano circa 3 milioni di infortuni tra le mura di casa. I dati (ISTAT), sono davvero allarmanti. Preoccupante è anche il numero dei decessi (circa 8.400 all'anno) addirittura superiore al numero di morti negli incidenti stradali (6.500) e quattro volte le vittime degli infortuni sul lavoro (2.000), il problema è tuttora enormemente sottovalutato. Secondo il CENSIS (Rapporto annuale Valore della sicurezza in Italia, 2001) sono soprattutto i comportamenti individuali a produrre insicurezza: il 46,1 % degli italiani negli ultimi tre mesi del 2001 ha avuto almeno un comportamento a rischio per se stesso, per i familiari e per i coinquilini. La Legge 3 dicembre 1999, n. 493 "Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell'assicurazione contro gli infortuni domestici" (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 1999) nel CAPO II: Prevenzione degli infortuni negli ambienti di civile abitazione, all Art. 3. (Funzioni del Servizio sanitario nazionale). cita: 4
1. È compito del Servizio Sanitario Nazionale promuovere a livello territoriale la sicurezza e la salute negli ambienti di civile abitazione e, sulla base delle linee guida di cui all'articolo 5, comma 1, sviluppare una adeguata azione di informazione ed educazione per la prevenzione delle cause di nocività e degli infortuni negli ambienti di civile abitazione. 2. Ai fini di cui alla presente legge, è compito del Dipartimento per la Prevenzione di ogni Unità Sanitaria Locale ( omissis ) l esercizio delle funzioni per l assistenza per la prevenzione ( omissis ); la promozione e l organizzazione di iniziative di educazione sanitaria nei confronti della popolazione. Nel PSN 2003/2005 e nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005/2007 (recentemente varato) le attività di prevenzione degli infortuni domestici rappresentano una priorità da realizzare agendo sia su una migliore raccolta dati, sia soprattutto sulla comunicazione e sensibilizzazione della popolazione a rischio. OBIETTIVO/I DI SALUTE Diminuzione degli infortuni domestici Sviluppo della consapevolezza del rischio OBIETTIVO DI APPRENDIMENTO OBIETTIVI TEORICI acquisire la consapevolezza che la prevenzione è un valore spendibile in termini individuali e collettivi essere consapevoli dell importanza del rispetto delle piu elementari norme di sicurezza per prevenire i rischi e difendersi dai pericoli sviluppare la consapevolezza che la sicurezza dipende dai comportamenti individuali e collettivi criteri consapevolezza valore spendibile per il riconoscimento dei rischi e la loro prevenzione Area di rischio in ambiente domestico e condominiale Questionario standard di riferimento (facoltativo) 5
Conoscenza del rischio domestico e condominiale del target osservato OBIETTIVI PRATICI promuovere (nei ragazzi nei genitori e negli anziani) conoscenze e norme di comportamento corretto e responsabile in ambiente domestico; Predisposizione da parte dei ragazzi di materiali finalizzati all informazione Divulgazione del materiale prodotto da parte dei ragazzi al target; Lavorare sull interazione tra Enti (INAIL ASL Scuola Comuni - Centri Anziani); Attivazione di un gruppo di ragazzi formatori Criteri Conoscenze, legate alle azioni da praticare Le azioni che si mettono in pratica conformi ai protocolli Questionario standard di riferimento (facoltativo) Le azioni pratiche censite OBIETTIVI RELAZIONALI Lavorare sull interazione tra Enti (INAIL ASL Scuola Comuni - Centri Anziani); Attivazione di un gruppo di ragazzi formatori criteri Un quadro stabile di relazioni e di azioni condivise Monitoraggio delle relazioni tra gli attori Partecipazione ai gruppi di lavoro OBIETTIVO EDUCATIVO Educare il target all individuazione del rischio 6
OBIETTIVI TEORICI Fornire competenza per svolgere azione formativa rivolta ad altri criteri L acquisizione della consapevolezza del rischio Presenza di almeno 65% del target anziani/genitori Presenza standard di riferimento (facoltativo) Raggiungimento del 65% OBIETTIVI PRATICI Produzione di materiali formativi (cartoline, prodotti multimediali, poster) criteri Attivazione del laboratorio interno permanente la partecipazione numerica e la produzione Materiali prodotti standard di riferimento (facoltativo) Riproduzione di materiali per l attività di formatori OBIETTIVI RELAZIONALI Interazioni soggetti ed organizzazioni criteri Coinvolgimento dei tre target La conoscenza degli attori che sostengono Presenze standard di riferimento (facoltativo) 65% dei 3 target l azione preventiva 7
6. MIGLIORAMENTO ATTESO La diminuzione degli infortuni domestici, oltre che un obiettivo primario di sanità pubblica, consentirà una diminuzione dei costi sanitari al fronte di un beneficio raggiungibile con corretti modelli comportamentali. 7..PROGRAMMA DELLE ATTIVITA E DELLE AZIONI ATTIVITA / AZIONI individuazione di un gruppo di ragazzi motivati inserimento del progetto nel laboratorio della scuola individuazione di un insegnante responsabile del progetto definizione del percorso formativo tutoraggio laboratorio elaborazione di materiali didattici incontro con i genitori con presentazione da parte dei ragazzi degli elaborati prodotti incontro con gli anziani con presentazione da parte dei ragazzi degli elaborati prodotti attività di promozione presso altri istituti scolastici CRONOGRAMMA: ATTIVITA / AZIONI Settembre inserimento del progetto nel laboratorio della scuola individuazione di un gruppo di ragazzi motivati individuazione di un insegnante responsabile del progetto ottobre febbraio definizione del percorso formativo tutoraggio laboratorio elaborazione di materiali didattici marzo giugno 8
incontro con i genitori con presentazione da parte dei ragazzi degli elaborati prodotti incontro con gli anziani con presentazione da parte dei ragazzi degli elaborati prodotti attività di promozione presso altri istituti scolastici 8. RISORSE DA IMPEGNARE STRUTTURA ASL RISORSE UMANE Operatori ASL Qualifica Medico Numero 2 monte ore 40 Qualifica Infermiere coordinatore del progetto Numero 1 monte ore 50 Qualifica Infermieri Numero 3 monte ore 90 Qualifica Tpall Numero 2 monte ore 50 Qualifica Amministrativi Numero 2 monte ore 50 Responsabile del progetto Qualifica Medico Numero 1 monte ore 20 Cancelleria Strumenti audio-visivi Attrezzature Materiale di consumo Strutture fisiche RISORSE STRUMENTALI ASL SCUOLA SCUOLA - INAIL INAIL SCUOLA SCUOLA RISORSE ECONOMICHE Soggetti erogatori di finanziamenti a. / b. / 9. TEMPI DI ATTIVAZIONE E DI CONCLUSIONE 9
Attivazione Settembre 2005 conclusione giugno 2006 10