GUIDA 2015 ALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE



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LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE Un sistema economico in cui la pensione pubblica è destinata a divenire progressivamente più leggera e inadeguata, come può evitare che per i pensionati di domani il congedo dal mondo del lavoro, traguardo fino a qualche anno fa atteso e desiderato, coincida con l inizio di una fase drammatica della propria esistenza? È quello che sta accadendo anche nel nostro Paese con il definitivo e universale passaggio al sistema di calcolo contributivo che, se da un lato ha ristabilito la necessaria proporzionalità tra contribuzione e prestazione pensionistica, dall altro ha reso più fragile la posizione dei lavoratori al momento del pensionamento. Si stima, infatti, che per un lavoratore sotto i 40 anni di età, il tasso di sostituzione lordo tra rendita pensionistica e la media degli ultimi stipendi non supererà il 50%. Per dare una risposta al serio problema, al pari di altri moderni sistemi economici, anche il nostro ha affiancato al sistema pensionistico obbligatorio, cosiddetto primo pilastro, un sistema pensionistico volontario complementare al primo e integrativo della rendita pensionistica, per consentire ai futuri pensionati di aggiungere alla pensione pubblica anche una rendita complementare che renda più sostanzioso il complessivo trattamento pensionistico. Questa è la previdenza complementare!

I FONDI PENSIONE NEGOZIALI Uno degli strumenti attraverso i quali i lavoratori possono attivamente partecipare alla pianificazione pensionistica è rappresentato dall adesione al fondo pensione negoziale del proprio comparto, il cosiddetto secondo pilastro del sistema previdenziale. A differenza delle altre forme di previdenza complementare (fondi aperti e PIP) i fondi negoziali sono riservati esclusivamente ai lavoratori di un determinato comparto lavorativo e, per questa rigida selezione all ingresso, sono anche denominati fondi chiusi. IL FONDO PERSEO SIRIO Dopo l avvio nel 2010 dei due fondi Pensione Perseo (di riferimento per il personale degli Enti Locali e del Servizio Sanitario Nazionale) e Sirio (di riferimento per il personale appartenente ai Ministeri, agli EPNE, all ENAC, al CNEL, alle Università e ai Centri di Ricerca e Sperimentazione, alle Agenzie Fiscali, nonché i Dirigenti ricompresi nelle Aree I, II, III, IV, VI, VII e VIII, dell ENAC e del CNEL), da una operazione straordinaria di fusione tra i due fondi, il 30/09/2014 è nato il Fondo Pensione Perseo Sirio. La decisione di ricorrere alla fusione è stata quella di razionalizzare l assetto della previdenza complementare nel pubblico impiego, in linea anche con quanto sta accadendo nel settore privato. Dall aumento della massa di risparmio previdenziale in gestione, correlata all ampliamento della platea dei potenziali aderenti, possono derivare infatti enormi vantaggi per gli iscritti, sia in termini di contenimento dei costi che di maggiori rendimenti potenziali, nonché di diversificazione dei rischi.

I VANTAGGI DI ISCRIVERSI A PERSEO SIRIO Il principale vantaggio consiste, indubbiamente, nella possibilità di finanziare una posizione pensionistica integrativa a quella pubblica. Ma l adesione comporta altri ulteriori importanti benefici: All accumulo del risparmio previdenziale partecipa anche il datore di lavoro che, dal momento dell adesione del lavoratore, è obbligato a versare al Fondo una percentuale pari al 1% della retribuzione mensile del lavoratore utile al calcolo del TFR; Se il lavoratore è stato assunto prima del 31/12/2000, egli beneficia anche di un ulteriore contributo mensile a favore della posizione previdenziale che eroga lo Stato, pari al 1,2% della retribuzione mensile del lavoratore utile al calcolo del TFR; La deduzione fiscale dal reddito della contribuzione che il lavoratore destina al finanziamento della propria posizione; La fiscalità agevolata sui rendimenti finanziari; I costi di gestione significativamente più contenuti rispetto a quelli previsti da altri strumenti di previdenza complementare (quota d iscrizione una tantum di 2,75 e una quota associativa annua di 16). LE PRESTAZIONI CHE EROGANO I FONDI Al momento del collocamento a riposo l aderente può chiedere che la prestazione sia erogata sotto forma di: Rendita di vecchiaia o di anzianità; Un mix tra rendita e capitale maturato (quest ultimo fino ad un max del 50% del montante maturato); Capitale fino al 100% del montante accumulato (solo qualora non siano stati raggiunti i requisiti minimi di partecipazione al fondo - 5 anni di permanenza - oppure, nel caso in cui la rendita ottenuta trasformando il montante accumulato risultasse inferiore all assegno sociale annuo. Gli aderenti, inoltre, trascorsi almeno 8 anni di contribuzione, possono ottenere l anticipo del montante fino al 100% della contribuzione reale versata, per finanziare l acquisto o la ristrutturazione della prima casa (anche per la prole) o per far fronte a spese sanitarie.

IL FINANZIAMENTO DELLA FORMA COMPLEMENTARE Oltre alla contribuzione versata dal lavoratore, dal datore di lavoro e dallo Stato (prevista solo per i lavoratori assunti prima dell anno 2001), la posizione previdenziale si finanzia soprattutto grazie ai rendimenti e alla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturando. Per i dipendenti in regime di Trattamento di Fine Servizio - TFS - (tutti i lavoratori assunti prima del 2001), l adesione comporterà l esercizio automatico dell opzione per il passaggio al Trattamento di Fine Rapporto (TFR). In particolare: Dipendenti pubblici già in servizio alla data del 31/12/2000 (optanti) L adesione al fondo determinerà l esercizio dell opzione. Da quella data l INPS contabilizzerà annualmente a favore del lavoratore una quota di accantonamento TFR pari al 6,91% della retribuzione annua imponibile e, destinerà al finanziamento della posizione complementare il solo 2% della retribuzione annua imponibile al TFR. La restante parte manterrà l originaria finalità di liquidazione e sarà corrisposta al momento del pensionamento. Il piano di accumulo previdenziale degli optanti, salvo che il lavoratore non voglia aumentare la quota a suo carico trattenuta in busta paga, si accrescerà ogni anno di una contribuzione minima pari al 5,2% della retribuzione utile al calcolo del TFR, così composta: 1% (minimo), il contributo del lavoratore; 1%, il contributo obbligatorio del datore di lavoro; 1,2%, il contributo a carico dello Stato; 2%, quota parte del TFR destinabile a finanziare la previdenza complementare. Con una contribuzione minima per il lavoratore (1%), ogni 3 che egli risparmia, il datore di lavoro e lo Stato ne aggiungono altri 2. Dipendenti pubblici assunti dal 01/01/2001 I lavoratori assunti dopo il 31/12/2000, sono già di diritto in regime di TFR, e destinano l intera quota di accantonamento TFR al finanziamento della posizione complementare, pari al 6,91%. Il piano di accumulo previdenziale per tali lavoratori, salvo sempre che il lavoratore non voglia aumentare la quota a suo carico trattenuta in busta paga, si accrescerà ogni anno di una contribuzione minima pari al 8,91% della retribuzione utile al calcolo del TFR, così composta: 1% (minimo), il contributo del lavoratore; 1%, il contributo obbligatorio del datore di lavoro; 6,91%, l intera quota annua di TFR. Con una contribuzione minima per il lavoratore (1%) ogni 7,91 che egli risparmia, il datore di lavoro ne aggiunge 1.

LA GESTIONE FINANZIARIA Ma la rendita pensionistica sarà determinata solo soprattutto dai rendimenti che derivano dalla gestione finanziaria. La gestione finanziaria costituisce il vero motore del sistema della previdenza complementare attraverso il quale il risparmio previdenziale, investito in strumenti finanziari da operatori professionali abilitati ad operare sui mercati finanziari nazionali ed esteri (SGR, SIM, ecc..), si accresce di valore. I soggetti abilitati che i fondi selezionano attraverso procedure selettive, operano nel rispetto di stringenti normative emanate dal Ministero dell Economia e sotto severi controlli tesi a perseguire, nell ambito del comparto d investimento scelto dall aderente, un attenta gestione del rischio finanziario. COME ADERIRE Per aderire al fondo basta compilare il modello di adesione (in 4 copie) scaricabile dal sito www.fondoperseosirio.it, firmarlo e consegnarlo all amministrazione che, dopo aver completato la parte ad essa riservata, ti restituirà una copia completa della firma del datore di lavoro. Oppure, se sei dipendente di un amministrazione servita dal Portale NoiPA (www.noipa.mef.gov.it), basta invece compilare direttamente online il modulo di adesione. Per scoprire tutti i vantaggi rivolgiti al delegato della CISL FP del tuo posto di lavoro che ti indirizzerà ad un nostro esperto, oppure rivolgiti al patronato INAS CISL.