Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO



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Pag. 1 di 4 Consorzio Train Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO conforme ai requisiti del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e smi Indice

Pag. 2 di 4 I) PARTE GENERALE INTRODUZIONE 1 PRESENTAZIONE DEL CONSORZIO 1.1 FINALITÀ E ATTIVITÀ ISTITUZIONALI 1.2 STRUTTURA ORGANIZZATIVA 2 RIFERIMENTI NORMATIVI 2.1 IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 2.2 L ADOZIONE DEL MODELLO QUALE ESIMENTE 2.3 SANZIONI PER GLI ILLECITI AMMINISTRATIVI DIPENDENTI DA REATO 3 IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 3.1 PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 3.2 ADOZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO: OBIETTIVI E FINALITÀ 3.3 STRUTTURA DEL MODELLO ORGANIZZATIVO 4 L ORGANISMO DI VIGILANZA 4.1 ISTITUZIONE, NOMINA E REVOCA DELL ORGANISMO DI VIGILANZA 4.2 FUNZIONI E POTERI DELL'ORGANISMO DI VIGILANZA 4.3 FLUSSO INFORMATIVO NEI CONFRONTI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA 4.4 REPORTING DELL ORGANISMO DI VIGILANZA NEI CONFRONTI DEGLI ORGANI CONSORTILI 5 FORMAZIONE E DIFFUSIONE DEL MODELLO 6 APPROVAZIONE, ATTUAZIONE E AGGIORNAMENTO DEL MODELLO 7 IL SISTEMA DISCIPLINARE 7.1 CRITERI GENERALI DI IRROGAZIONE DELLE SANZIONI 7.2 MISURE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI (NON DIRIGENTI) 7.3 MISURE NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI 7.4 MISURE NEI CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI E DEI SINDACI 7.5 MISURE NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI, CONSULENTI ESTERNI ED ALTRI SOGGETTI TERZI II) PARTE SPECIALE 1 INDEBITA PERCEZIONE DI EROGAZIONI, TRUFFA IN DANNO DELLO STATO O DI UN ENTE PUBBLICO O PER IL CONSEGUIMENTO DI EROGAZIONI PUBBLICHE E FRODE INFORMATICA IN DANNO DELLO STATO O DI UN ENTE PUBBLICI (Articolo 24 Dlgs 231/2001) 1.1 DESCRIZIONE DEI REATI 1.2 PROCESSI A RISCHIO 1.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 2 DELITTI INFORMATICI E ILLECITO TRATTAMENTO DI DATI (Art. 24 Bis Dlgs 231/2001) 2.1 DESCRIZIONE DEI REATI 2.2 PROCESSI A RISCHIO 2.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE

Pag. 3 di 4 3 DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, ANCHE TRANSNAZIONALE (Art. 24 Ter Dlgs 231/2001) 3.1 DESCRIZIONE DEI REATI 3.2 PROCESSI A RISCHIO 3.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 4 CONCUSSIONE, INDUZIONE INDEBITA A DARE O PROMETTERE UTILITÀ E CORRUZIONE (Art. 25 Dlgs 231/2001 Agg. L 190/2012 c.d. Legge Anticorruzione ) 4.1 DESCRIZIONE DEI REATI 4.2 PROCESSI A RISCHIO 4.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 5 FALSITÀ IN STRUMENTI DI PAGAMENTO (Art. 25 Bis Dlgs 231/2001) 5.1 DESCRIZIONE DEI REATI 5.2 PROCESSI A RISCHIO 5.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 6 FALSITÀ IN SEGNI DI RICONOSCIMENTO (Art. 25 Bis, lettera f - bis) Dlgs 231/2001) 6.1 DESCRIZIONE DEI REATI 6.2 PROCESSI A RISCHIO 6.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 7 DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO (Art 25 Bis 1 Dlgs 231/2001) 7.1 DESCRIZIONE DEI REATI 7.2 PROCESSI A RISCHIO 7.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 8 REATI SOCIETARI (Art. 25 Ter Dlgs 231/2001 - Agg. L 190/2012 c.d. Legge Anticorruzione ) 8.1 DESCRIZIONE DEI REATI 8.2 PROCESSI A RISCHIO 8.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 9 DELITTI CON FINALITÀ DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL ORDINAMENTO DEMOCRATICO (Art. 25 Quater Dlgs 231/2001) 9.1 DESCRIZIONE DEI REATI 9.2 PROCESSI A RISCHIO 9.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 10 DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE (Art. 25 Quinquies Dlgs 231/2001) 10.1 DESCRIZIONE DEI REATI 10.2 PROCESSI A RISCHIO ED IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO ACCETTABILE 10.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 11 DELITTI COMMESSI CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO (Art. 25 Septies Dlgs 231/2001) 11.1 DESCRIZIONE DEI REATI 11.2 PROCESSI A RISCHIO 11.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 12 RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA (Art. 25 Octies Dlgs 231/2001) 12.1 DESCRIZIONE DEI REATI 12.2 PROCESSI A RISCHIO 12.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE

Pag. 4 di 4 13 DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE (Art. 25 Novies Dlgs 231/2001) 13.1 DESCRIZIONE DEI REATI 13.2 PROCESSI A RISCHIO 13.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 14 INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL AUTORITÀ GIUDIZIARIA (Art. 25 Decies Dlgs 231/2001) 14.1 DESCRIZIONE DEI REATI 14.2 PROCESSI A RISCHIO 14.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 15 REATI AMBIENTALI (Art. 25 Undecies Dlgs 231/2001) 15.1 DESCRIZIONE DEI REATI 15.2 PROCESSI A RISCHIO 15.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE 16 IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE (Art. 25 Duodecies Dlgs 231/2001) 16.1 DESCRIZIONE DEI REATI 16.2 PROCESSI A RISCHIO 16.3 PROTOCOLLI DI PREVENZIONE III) CODICE ETICO 1 INTRODUZIONE 1.1 FINALITÀ, CONTENUTI E DESTINATARI 1.2 LA MISSIONE DEL CONSORZIO TRAIN 2 PRICIPI GENERALI 2.1 RESPONSABILITÀ, TRASPARENZA E CORRETTEZZA 2.2 EFFICIENZA E SPIRITO DI SERVIZIO 2.3 TUTELA AMBIENTALE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE 3 SISTEMA DI GOVERNO 4 RAPPORTI CON I SOCI 5 RAPPORTI CON IL PERSONALE 5.1 PRINCIPI GENERALI 5.2 SICUREZZA, SALUTE E TUTELA DELLA PERSONA 5.3 SELEZIONE, ASSUNZIONE E DISCIPLINA DEL PERSONALE 6 RAPPORTI CON PARTNER, FORNITORI ED ENTI PUBBLICI 7 MODALITÀ DI ATTUAZIONE E DI CONTROLLO DEL CODICE ETICO 7.1 ISTITUZIONE E COMPOSIZIONE DELL ORGANISMO DI VIGILANZA 7.2 SEGNALAZIONI 7.3 SISTEMA DISCIPLINARE

ex D.lgs 231/2001 PARTE GENERALE Pag. 1 di 16 Consorzio Train Modello di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO conforme ai requisiti del D.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, e smi Parte Generale

ex D.lgs 231/2001 PARTE GENERALE Pag. 2 di 16 INTRODUZIONE Il presente modello è stato realizzato secondo le previsioni di cui al D.Lgs. n. 231 dell'8 giugno 2001 (di seguito indicato anche come Decreto ), che, in attuazione della Legge delega n. 300 del 29 settembre 2000, nonché di alcune convenzioni internazionali, ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa a carico degli enti (da intendersi come società, associazioni, consorzi, ecc..), per alcuni reati commessi nell interesse o vantaggio degli stessi, da persone fisiche che rivestano funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione degli Enti stessi o di una loro unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone fisiche che esercitino, anche di fatto, la gestione e il controllo degli Enti medesimi, ovvero da persone fisiche sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati. L'introduzione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica ha, dunque, adeguato la normativa interna in materia di responsabilità degli enti ad alcune Convenzioni Internazionali sottoscritte in precedenza dallo Stato Italiano. Si tratta, in particolare, della Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee, della Convenzione firmata a Bruxelles il 26 maggio 1997 sulla lotta alla corruzione di funzionari pubblici sia della Comunità Europea che degli Stati membri, e della Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche ed internazionali. Il Decreto ha previsto per la prima volta nell'ordinamento interno, un regime sanzionatorio a carico degli enti per la commissione di reati da parte di persone fisiche legate da un rapporto qualificato.