3. Inquinamento 3.1. Introduzione I livelli attuali di rumore nelle città sono ormai tali da generare stress, disagi fisici e psichici accertabili. L'esposizione all'inquinamento non provoca solo insofferenza, ma anche disturbi dell'attenzione e sulle attività, causate dall'impossibilità a concentrarsi e a dormire, e fenomeni di fastidio, che si manifestano con una scontentezza generica, che può però degenerare in un persistente malumore e aggressività. I danni fisici che il rumore produce sull'organismo vanno da quelli provocati all'udito, a effetti più complessi per lo più psico-fisici. Si tratta di reazioni legate allo stress e che danno luogo a vere e proprie turbe, scompensi cardiovascolari, disturbi digestivi e respiratori. Ma non basta, il rumore produce un rilevante impatto economico: minore produttività dei lavoratori esposti, perdita di valore degli immobili e ridotto utilizzo di terreni. Analizzando il rumore dal punti di vista fisico si scopre che tale invisibile fenomeno non è altro che un onda acustica generata da un elemento vibrante che causa un susseguirsi di compressioni e rarefazioni delle particelle d aria limitrofe. Tale trasmissione di energia si propaga quindi fino al nostro orecchio che la codifica. La membrana del timpano infatti, costantemente sorretta dalla medesima pressione atmosferica agente sia dall esterno quanto dall interno (dalle tube di Esustachio), è in grado di percepire anche le minime variazioni di pressione generate nell aria. Il rumore non si propaga unicamente nell aria ma anche in qualsiasi mezzo liquido o solido con differenti velocità, la propagazione delle onde acustiche può variare infatti dai 340 m/s nell aria (muro del suono) fino a raggiungere i 2000 m/s percorrendo l acciaio. Come unità di misura convenzionale del rumore ambientale viene utilizzato il db(a). Tale indicatore è basato sulla scala logaritmica dei decibel al fine di quantificare la reazione del nostro sistema uditivo quando viene sollecitato da un fronte d onda sonoro. Per dare un idea dell entità dei rumori che ci circondano, ecco alcuni valori di emissione orientativi: Scala dei decibel 40 db conversazione tranquilla 55 db auto a bassa velocità 70 db Passaggio di ciclomotore 85 db traffico pesante su strada 90 db metropolitana, treno, autocarro 110 db discoteca 125 db concerto rock Tabella 52 Scala di percezione del sistema uditivo umano Da notare inoltre che, per gli esseri umani, alla soglia dei 110 db inizia la percezione di fastidio ed oltre i 120 db comincia la sensazione di dolore. Inquinamento 79 di 380
3.2. Normativa A livello nazionale lo scenario normativo che regola l impatto è definito dalla legge quadro sull inquinamento n. 447 del 26 ottobre 1995 e dai decreti attuativi D.P.C.M. del 01/03/1991 e D.P.C.M. del 14/11/1997. La legge quadro riporta i criteri di valutazione e gli obbiettivi di qualità a larga scala, mentre i regolamenti attuativi definiscono nel dettaglio i valori limite da rispettare. Un punto fondamentale sul quale si basano i limiti sonori imposti dalla normativa consiste nel piano di zonizzazione acustica comunale. La redazione di tale piano di progetto consiste nel classificare le diverse zone del territorio comunale secondo classi di destinazione d uso ed ottenere quindi una mappatura del territorio suddiviso in diverse classi caratterizzate da un clima medio differente. Ai Comuni che non hanno ancora redatto la zonizzazione acustica per il proprio territorio secondo quanto specificato negli artt. n. 4 e n. 6 della L. 447/1995 sono imposti come riferimento i limiti su scala nazionale espressi dall art. 6 del D.P.C.M. del 01/03/1991, riportati nella tabella seguente: Zonizzazione Limite diurno db(a) Limite notturno db(a) Tutto il territorio nazionale 70 60 Zona A 65 55 Zona B 60 50 Zona esclusivamente industriale 70 70 Tabella 53 - Valori limite massimi di livello sonoro equivalente [Leq(A)] da rispettare in assenza di zonizzazione acustica Zona A - Comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale, o di porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi, per tali caratteristiche, parte integrante degli agglomerati stessi. Zona B - Comprende le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, ma diverse da A; si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 % della superficie fondiaria della zona, e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq. I nuovi valori limite imposti dal D.P.C.M. del 14/11/1997 entreranno in vigore solo al completamento della zonizzazione acustica del territorio comunale; il D.P.C.M. del 01/03/1991 (ripreso poi dal D.P.C.M. del 14/11/1997) definisce le classi di destinazione d uso del territorio come: CLASSE I Classi di destinazione d uso del territorio comunale Aree particolarmente protette Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali. Inquinamento 80 di 380
CLASSE III Classi di destinazione d uso del territorio comunale Aree di tipo misto Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale e di attraversamento, con media densità di popolazione con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici. CLASSE IV Aree di intensa attività umana Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande Comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali; le aree con limitata presenza di piccole industrie. CLASSE V Aree prevalentemente industriali Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI Aree esclusivamente industriali Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi Tabella 54 - Descrizione delle classi di zonizzazione acustica del territorio Il D.P.C.M. del 01/03/1991 è stato integrato dal D.P.C.M. del 14/11/1997 e riporta i nuovi e vigenti valori dei limiti di rumore in base alle definizioni stabilite dalla legge quadro 447/1995. Di seguito vengono riportati i valori limite imposti dal D.P.C.M. del 14/11/1997 in base alla destinazione d uso del territorio. Limite di emissione: valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora; viene misurato vicino alla sorgente. Classi di destinazione d uso del territorio Periodo diurno (06:00 22:00) Tempi di riferimento Periodo notturno (22:00 06:00) I Aree particolarmente protette 45 35 II Aree prevalentemente residenziali 50 40 III Aree di tipo misto 55 45 IV Aree di intensa attività umana 60 50 V Aree prevalentemente industriali 65 55 VI Aree esclusivamente industriali 65 65 Tabella 55 - Valori limite massimi del livello sonoro equivalente [Leq(A)] relativi alle classi di destinazione d uso del territorio di riferimento (D.P.C.M. del 14/11/1997 tab. B, Valori limite di emissione ) Limite di immissione: è misurato vicino a chi percepisce il rumore, nell ambiente abitativo o nell ambiente esterno, ed è distinto in assoluto e differenziale. Il limite di immissione assoluto è il valore massimo raggiungibile in una data zona. Il limite di immissione differenziale è la differenza tra il livello misurato nell ambiente in assenza della specifica Inquinamento 81 di 380
fonte disturbante da valutare (livello di rumore residuo 1 ) ed il livello misurato nel medesimo ambiente in presenza della fonte disturbante (livello di rumore ambientale 2 ). Il limite differenziale consiste nella quantificazione dell effettivo disturbo generato dal contributo sonoro di una precisa fonte di emissione. Classi di destinazione d uso del territorio Periodo diurno (06:00 22:00) Tempi di riferimento Periodo notturno (22:00 06:00) I Aree particolarmente protette 50 40 II Aree prevalentemente residenziali 55 45 III Aree di tipo misto 60 50 IV Aree di intensa attività umana 65 55 V Aree prevalentemente industriali 70 60 VI Aree esclusivamente industriali 70 70 Tabella 56 - Valori limite massimi del livello sonoro equivalente [Leq(A)] relativi alle classi di destinazione d uso del territorio di riferimento (D.P.C.M. del 01/03/1991 tab. 2, ripresi dal D.P.C.M. del 14/11/1997 tab. C, Valori limite assoluti di immissione ) Il limite differenziale di immissione è importante perché è comunque vigente anche in assenza di una precisa normativa locale come la zonizzazione. Il criterio differenziale di cui all art. 4, comma 1, del D.P.C.M. del 14/11/1997 stabilisce le differenze da non superare tra il livello del rumore ambientale e quelle del rumore residuo nei pressi dei siti sensibili: - 5 db(a) per il periodo diurno; - 3 db(a) per il periodo notturno. Il suddetto limite non si applica alla classe VI - Aree esclusivamente industriali ed alla rumorosità prodotta dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime. Il D.P.C.M. 14/11/1997 stabilisce inoltre che il criterio differenziale non si applica nei seguenti casi in quanto ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile: - se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) di giorno e 40 db(a) di notte; - se il rumore misurato a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) di giorno e 25 db(a) di notte. Prima della legge quadro 447, dal D.P.C.M. del 01/03/1991 erano fissati i soli limiti di immissione, assoluti e differenziali. La legge 447 ha innovato tutto introducendo anche i valori di attenzione e di qualità. 1 Livello di rumore residuo (L R ): livello continuo equivalente di pressione sonora ponderato «A», che si rileva quando si esclude la specifica sorgente disturbante. Deve essere misurato con le identiche modalità impiegate per la misura del rumore ambientale e non deve contenere eventi sonori atipici. 2 Livello di rumore ambientale (L A ): livello continuo equivalente di pressione sonora prodotto da tutte le sorgenti di rumore esistenti in un dato luogo e durante un determinato tempo. Il rumore ambientale è costituito dall'insieme del rumore residuo e da quello prodotto dalle specifiche sorgenti disturbanti, con l'esclusione degli eventi sonori singolarmente identificabili di natura eccezionale rispetto al valore ambientale della zona. E' il livello che si confronta con i limiti massimi di esposizione. Inquinamento 82 di 380
Valore di attenzione: rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l ambiente. Superare i valori di attenzione comporta la messa in atto di piani di risanamento. Classi di destinazione d uso del territorio Periodo diurno (06:00 22:00) Tempi di riferimento Periodo notturno (22:00 06:00) I Aree particolarmente protette 60 45 II Aree prevalentemente residenziali 65 50 III Aree di tipo misto 70 55 IV Aree di intensa attività umana 75 60 V Aree prevalentemente industriali 80 65 VI Aree esclusivamente industriali 80 75 Tabella 57 - Valori limite massimi del livello sonoro equivalente [Leq(A)] relativi alle classi di destinazione d uso del territorio di riferimento (D.P.C.M. del 14/11/1997, Art. n. 6) I suddetti limite non si applicano alle fasce territoriali di pertinenza dalle infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime. Valore di qualità: obiettivo da conseguire nel breve, medio, lungo periodo con le tecnologie e le metodologie di risanamento disponibili per realizzare gli obbiettivi di tutela previsti. Classi di destinazione d uso del territorio Periodo diurno (06:00 22:00) Tempi di riferimento Periodo notturno (22:00 06:00) I Aree particolarmente protette 47 37 II Aree prevalentemente residenziali 52 42 III Aree di tipo misto 57 47 IV Aree di intensa attività umana 62 52 V Aree prevalentemente industriali 67 57 VI Aree esclusivamente industriali 70 70 Tabella 58 - Valori limite massimi del livello sonoro equivalente [Leq(A)] relativi alle classi di destinazione d uso del territorio di riferimento (D.P.C.M. del 14/11/1997 tab. D, Valori limite di qualità ) Altro punto di riferimento normativo nazionale è il decreto ministeriale del 16/03/1998 che fornisce indicazioni sulle tecniche di rilevamento del clima e sulle caratteristiche della strumentazione da utilizzare quali fonometri integratori. La legislazione specifica per la Regione Marche alla quale fare riferimento è di seguito riportata: Legge Regionale n. 28 del 14 novembre 2001 Norme per la tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento nella Regione Marche. (Pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n. 137 del 29/11/2001) Delibera della Giunta Regionale n. 896 del 24 giugno 2003 Inquinamento 83 di 380
Legge quadro sull'inquinamento e L.R. n. 28/2001 "Norme per la tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dell'inquinamento nella Regione Marche" - approvazione del documento tecnico "Criteri e linee guida di cui: all'art. 5 comma 1 punti a) b) c) d) e) f) g) h) i) l), all'art. 12, comma 1, all'art. 20 comma 2 della LR n. 28/2001". (Pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n. 62 del 11/07/2003) Legge Regionale n. 17 del 2 agosto 2004 Attestato del bilancio 2004 (Pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n. 137 del 29/11/2001) 3.3. Analisi dei dati 3.3.1. Piano di zonizzazione acustica comunale e piano di risanamento comunale Il piano di zonizzazione acustica comunale (P.Z.A.C.), gli eventuali piani di risanamento comunali (P.R.A.C.) in aree conflittualmente critiche ed il rilascio di concessioni edilizie vengono attuati direttamente dal Comune tramite funzioni di indirizzo e fruizione di linee guida da parte della Giunta Regionale. La legge regionale n. 28 del 14 novembre 2001 agli articoli 2 e 4 definisce i tempi e le scadenze relative entro le quali i Comuni devono attuare la classificazione acustica del proprio territorio. I Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti e quelli con popolazione fino a 30.000 abitanti devono provvedere, rispettivamente entro un anno ed entro due anni dalla data di pubblicazione della presente legge, alla classificazione del proprio territorio, ai fini dell'applicazione dei valori limite di emissione e dei valori di attenzione espressi della legge 447/1995, e al fine di conseguire i valori di qualità di della medesima legge, tenendo conto delle preesistenti destinazioni d'uso, ed indicando altresì le aree da destinarsi a spettacolo, a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto. La classificazione del territorio può essere effettuata dai Comuni anche in forma associata. La data di pubblicazione della delibera della Giunta Regionale n. 896 del 24 giugno 2003, contenente le linee guida per la classificazione acustica del territorio, determina la scadenza temporale per l attuazione del documento di zonizzazione da parte dei Comuni di Ancona, Senigallia, Jesi e Fabriano (> 30.000 ab.) nel luglio del corrente anno e per tutti gli altri Comuni della Provincia di Ancona (< 30.000 ab.) nel luglio dell anno 2005. Il riferimento del numero di abitanti dei Comuni della Provincia di Ancona è presentato nella seguente tabella in ordine decrescente: n. Comune n. abitanti 1 Ancona 100.402 2 Senigallia 41.334 3 Jesi 39.213 4 Fabriano 30.028 5 Osimo 29.408 6 Falconara Marittima 28.154 7 Castelfidardo 16.894 Inquinamento 84 di 380
n. Comune n. abitanti 8 Chiaravalle 14.028 9 Loreto 11.261 10 Filottrano 9.282 11 Montemarciano 9.175 12 Sassoferrato 7.411 13 Camerano 6.507 14 Ostra 6.029 15 Maiolati Spontini 5.734 16 Monte San Vito 5.530 17 Arcevia 5.290 18 Corinaldo 5.170 19 Cupramontana 4.736 20 Agugliano 4.162 21 Santa Maria Nuova 3.912 22 Castelbellino 3.618 23 Ostra Vetere 3.535 24 Serra de' Conti 3.456 25 Ripe 3.357 26 Sirolo 3.312 27 Cerreto d'esi 3.310 28 Numana 3.295 29 Castelplanio 3.226 30 Polverigi 3.015 31 Serra San Quirico 3.015 32 Monsano 2.763 33 Monte Roberto 2.446 34 Staffolo 2.218 35 Belvedere Ostrense 2.180 36 Montecarotto 2.178 37 Genga 1.980 38 San Marcello 1.929 39 Morro d'alba 1.763 40 Rosora 1.745 41 Camerata Picena 1.700 42 Offagna 1.692 43 Castelleone di Suasa 1.689 44 Monterado 1.568 45 Barbara 1.455 46 Mergo 970 47 San Paolo di Jesi 840 48 Poggio San Marcello 737 49 Castel Colonna 691 Tabella 59 N. di abitanti dei Comuni della Provincia di Ancona. Fonte: ISTAT Ultimamente risulta però aggiornato il quadro dei termini temporali fissati dalla legge regionale n. 28 del 14 novembre 2001 per la redazione della classificazione acustica del territorio comunale; le date limite suddette vengono infatti posticipate dall art. 17 della legge regionale n. 17 del 2 agosto 2004. Tale proroga determina la scadenza temporale per l attuazione del documento di zonizzazione da parte dei Comuni di Ancona, Senigallia, Jesi e Fabriano nel luglio 2005 e per tutti gli altri Comuni della Provincia di Ancona nel luglio dell anno 2006. Inquinamento 85 di 380
Di seguito viene raffigurata la Provincia di Ancona ed i Comuni che ne fanno parte in maniera tale da evidenziare in una visione d insieme quali di essi risultano sottoposti ai differenti limiti temporali predetti. Figura 9 Rappresentazione cartografica dei Comuni in funzione del numero di abitanti I principali indicatori di qualità ambientale relativi alla Provincia di Ancona consistono nei piani di zonizzazione acustica e nei monitoraggi fonometrici su lungo periodo. Tali indicatori forniscono la classificazione del territorio dal punto di vista del clima fornendo alle industrie presenti in loco i riferimenti dei limiti massimi da rispettare per quanto concerne le emissioni acustiche generate verso l ambiente esterno. Il Comune di Ancona ha adottato il piano di zonizzazione acustica al Consiglio Comunale del 28 giugno 2004 con delibera del consiglio comunale n. 85. Attualmente si è nella fase della presentazione delle osservazioni. Il Comune di Senigallia ha adottato la classificazione acustica del al Consiglio Comunale del 6 luglio 2004 con delibera del consiglio comunale n. 50; il suddetto atto di classificazione, unitamente agli elaborati tecnici, è attualmente depositato presso la Segreteria del Comune, e rimarrà a disposizione del pubblico per sessanta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del relativo avviso all Albo Pretorio del Comune, avvenuta in data 6 settembre 2004; durante tale periodo chiunque potrà prendere visione dell atto e formulare osservazioni. Contestualmente al deposito presso la Segreteria, l atto di classificazione è stato trasmesso, unitamente agli elaborati tecnici, all A.R.P.A.M. ed ai Comuni confinanti per l espressione dei relativi pareri, da esprimersi entro sessanta giorni dal ricevimento. Inquinamento 86 di 380
Il Comune di Jesi ha adottato, in via preliminare, il piano di zonizzazione acustica della città in data 1/02/2002, con atto consiliare n. 22, provvedendo, come previsto dalla legge, alla sua trasmissione ai Comuni limitrofi ed all A.R.P.A.M. di Ancona. Tale piano però non è mai stato approvato definitivamente, poiché medio tempore sono state emanate le linee guida dalla Regione Marche. Conseguentemente il Comune di Jesi ha conferito apposito incarico professionale per l'aggiornamento e la revisione della classificazione acustica del territorio comunale, alla luce delle suddette linee guida. Si prevede che entro il mese di ottobre 2004, il Consiglio Comunale potrà approvare la seconda versione aggiornata del piano di zonizzazione. Il Comune di Fabriano ha dato incarico ad esterni per la realizzazione della zonizzazione acustica comunale, tale documentazione comprensiva delle relative tavole risulta tuttora completata. La classificazione del territorio di Fabriano ai sensi delle linee guida della Regione Marche, sarà quindi prossimamente sottoposta all iter di approvazione da parte del Consiglio Comunale e di validazione da parte di ARPAMarche. Alcuni Comuni della Provincia di Ancona, facenti parte della Comunità Montana dell Esino-Frasassi, hanno delegato quest ultima per la redazione in forma associata del piano di zonizzazione comunale coordinato. Figura 10 - Mappa rappresentativa dei Comuni facenti parte della Comunità Montana dell Esino-Frasassi Tali Comuni oltre al predetto Fabriano sono di seguito elencati: Comune di Arcevia; Comune di Cerreto d Esi; Comune di Cupramontana; Comune di Genga; Comune di Mergo; Comune di Rosora; Comune di Serra San Quirico; Comune di Sasso Ferrato; Comune di Staffolo. Per il gruppo di Comuni elencati lo stato di realizzazione della classificazione del territorio sarà caratterizzato da tempi di attuazione più lunghi rispetto al principale Comune di Fabriano, ad ogni modo tali paesi si sono tuttora attivati in merito e la realizzazione della zonizzazione risulta in corso d opera. Inquinamento 87 di 380
I rimanenti 36 Comuni della Provincia di Ancona sono di seguito riportati: Comune di Agugliano; Comune di Monte San Vito; Comune di Barbara; Comune di Montecarotto; Comune di Belvedere Ostrense; Comune di Montemarciano; Comune di Camerano; Comune di Monterado; Comune di Camerata Picena; Comune di Morro d'alba; Comune di Castel Colonna; Comune di Numana; Comune di Castelbellino; Comune di Offagna; Comune di Castelfidardo; Comune di Osimo; Comune di Castelleone di Suasa; Comune di Ostra; Comune di Castelplanio; Comune di Ostra Vetere; Comune di Chiaravalle; Comune di Poggio San Marcello; Comune di Corinaldo; Comune di Polverigi; Comune di Falconara Marittima; Comune di Ripe; Comune di Filottrano; Comune di San Marcello; Comune di Loreto; Comune di San Paolo di Jesi; Comune di Maiolati Spontini; Comune di Santa Maria Nuova; Comune di Monsano; Comune di Serra de' Conti; Comune di Monte Roberto; Comune di Sirolo. Per tali Comuni di piccole dimensioni e numero di abitanti inferiore a 30.000 la classificazione acustica territoriale risulta tuttora in progetto; la zonizzazione dovrà comunque essere attuata entro i limiti di scadenza fissati a luglio dell anno 2006 come definito dalla legislazione della Regione Marche. La futura zonizzazione acustica dei territori comunali dovrà coordinarsi con gli eventuali strumenti urbanistici già adottati come il P.U.T. (Piano Urbano del Traffico), il P.R.G.C. (Piano Regolatore Generale Comunale), etc.. Nel periodo di transizione fino all approvazione della classificazione acustica del territorio potranno invece essere applicati i limiti di cui all art. 6 del D.P.C.M. del 1 marzo 1991. Ad oggi è possibile contare un unico piano di risanamento (P.R.A.C.) comunale messo in atto nell anno 2000 sul territorio di Ancona nell ambito del piano generale di zonizzazione acustica. Una volta ultimate e rese applicabile le zonizzazioni acustiche comunali potranno partire gli eventuali piani di risanamento comunali. I piani comunali di risanamento hanno come obiettivi la riduzione del rumore ambientale dovuto alle sorgenti fisse e mobili presenti nel territorio stesso, attraverso l'eliminazione delle situazioni di superamento dei limiti di attenzione e la salvaguardia delle zone non inquinate. Tali progetti verranno attuati direttamente dal Comune secondo quanto previsto della legge regionale n. 28 del 14/11/2001. In tale legge si specifica che nei comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, ed in quelli in cui si è registrato il superamento dei valori di attenzione, il Sindaco presenta al Consiglio comunale una relazione biennale sullo stato del comune il quale approva la relazione e la trasmette alla Regione e alla Provincia per le azioni di competenza. Inquinamento 88 di 380
Per i Comuni che adottano il PRAC, la prima relazione è allegata al piano stesso. Per gli altri Comuni la prima relazione deve essere adottata entro due anni dall'entrata in vigore della suddetta legge. La messa in pratica dei piani di risanamento comunali seguirà le linee guida regionali. 3.3.2. Esposizione della popolazione, richieste d intervento e monitoraggi. Quando saranno approvati i piani di zonizzazione acustica per i diversi Comuni sarà possibile anche determinare gli indici di popolazione esposta ad elevati livelli di pressione sonora. Le percentuali di abitanti nella Provincia soggette a diversi livelli di clima medio potranno essere dedotte sovrapponendo la mappatura acustica con la mappa della popolazione residente. Le richieste d intervento alla Pubblica Autorità da parte della cittadinanza relativamente a situazioni di disturbo sonoro risultano, nella quasi totalità di Comuni della Provincia, dell ordine medio di una unità all anno dal 1997 ad oggi; in maniera proporzionale risultano aumentare nel più vasto ed urbanizzato Comune di Ancona e nel turistico Comune di Senigallia. Particolare rilevanza è acquistata dal Comune di Falconara Marittima che conta un numero di segnalazioni per disturbo da eventi rumorosi esponenzialmente maggiore. Le segnalazioni risultano dovute prevalentemente alla presenza della Raffineria A.P.I. ed alla movimentazione delle merci via ferro e gomma; la quantificazione annuale di tali avvisi è di seguito tabulata. Comune 2000 2001 2002 2003 Falconara Marittima 44 133 70 66 Senigallia 6 5 6 7 Ancona - - - 14 Tabella 9 N. di richieste di intervento per il disturbo da rumore A tutt oggi non risultano attivate stazioni di rilevazione acustica sul territorio provinciale, eccezion fatta per il Comune di Falconara nel quale dallo scorso anno risultano installate n. 3 centraline fisse per il monitoraggio del rumore ambientale gestite dalla Provincia di Ancona e situate precisamente in via Quadro, via Flaminia e via Fiume Esino. Sempre a partire dallo stesso anno risultano anche presenti n. 3 centraline per il monitoraggio del rumore aeroportuale gestite dalla società Aerdorica S.p.A.. Tali sistemi di monitoraggio, vista la loro recente installazione, sono ancora nella fase di taratura e assestamento per raggiungere il funzionamento ottimale a regime. Inquinamento 89 di 380
3.4. Scheda di sintesi degli indicatori Indicatore Tematica Tipo Disponibilità dei dati Fonte dei dati Stato Tendenza Paragrafo Distribuzione spaziale dei livelli equivalenti continui di pressione sonora Inquinamento S ND -?? 3.3.2 Richieste di intervento di abbattimento pervenute Inquinamento S I Comune 3.3.2 Introduzione di strumenti di programmazione per l'inquinamento (P.Z.A.C.) Inquinamento R D Comune 3.3.1 Introduzione di strumenti di intervento per l'inquinamento (P.R.A.C.) Inquinamento R D Comune? 3.3.1 Tabella 60 - Sintesi degli indicatori - tematica "Inquinamento " Gli indicatori riportati corrispondono a quelli approvati dal forum di Agenda 21 della Provincia. D ND I Disponibilità dei dati Indicatori disponibili e di buona qualità Indicatori non disponibili Dati insufficienti per una valutazione compiuta Stato degli aspetti Tendenza degli aspetti ambientali ambientali Positivo Trend in miglioramento nel tempo Intermedio Trend stabile Negativo Trend in peggioramento nel tempo - Incerto/sconosciuto - Non applicabile/disponibile Tabella 61 - Legenda Inquinamento 90 di 380