Cenni di anatomia. Il sangue



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Cenni di anatomia Il sangue Il sangue è un tessuto fluido attraverso il quale si realizza il trasporto di sostanze nutritive, gas, ormoni e prodotti di rifiuto. Il sangue, inoltre, trasporta cellule specializzate che difendono i tessuti periferici da infezioni e malattie. Queste funzioni sono assolutamente essenziali in quanto un'area completamente priva di circolazione può morire nel giro di pochi minuti. L'organismo di un uomo adulto contiene 5-6 litri di sangue Il sangue è formato da una parte liquida, il plasma, che costituisce il 55-60% del volume del sangue ed è formato per più del 90% da acqua, nella quale sono disciolte numerose sostanze: proteine, ormoni, sostanze nutritive e da una serie di cellule specializzate, presenti in sospensione nel plasma (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Rappresentano il 40-45% del volume totale del sangue. Le cellule specializzate presenti in sospensione nel plasma sono: Globuli rossi. Vengono prodotti nel midollo osseo. La forma di un globulo rosso ricorda quella che si ottiene schiacciando una pallina di plastilina tra pollice e indice. Una delle caratteristiche più appariscenti dei globuli rossi è il colore rosso, dovuto all emoglobina, una grossa molecola proteica contenente ferro, presente in grandi quantità. Grazie all'emoglobina, il nostro sangue può trasportare una quantità di ossigeno 70 volte superiore a quella che sarebbe possibile se l'ossigeno fosse semplicemente disciolto nel plasma. Globuli bianchi. Sono i responsabili delle difese immunitarie dell'organismo; svolgono una funzione difensiva contro gli aggressori provenienti dall'esterno e si avvalgono del sistema circolatorio per raggiungere il luogo attraverso cui sono penetrati elementi estranei. Il sistema Emorragie ed Ustioni 2

immunitario consiste di circa duemila miliardi di linfociti. Molti di questi si trovano nel sangue e nella linfa distribuiti per tutto il corpo; altri si accumulano in organi specifici, soprattutto timo, linfonodi e milza. Piastrine. Sono frammenti di grosse cellule presenti nel midollo osseo; entrano nel sangue, dove svolgono un ruolo essenziale nel processo di coagulazione. La pelle La pelle, o cute, non deve essere considerata un semplice involucro inerte del nostro corpo, ma un vero e proprio organo con funzioni complesse che contribuisce in maniera sostanziale a mantenere stabili le condizioni interne dell organismo. Emorragie ed Ustioni 3

La pelle presenta tre strati principali: Epidermide. È lo strato più esterno; esternamente è costituita da cellule morte, che sono sottoposte a sfregamento, si sfaldano e vengono continuamente sostituite. Le cellule vive si trovano ad un livello più profondo dell epidermide, queste cellule sono in grado di riprodursi attivamente, sostituendo le cellule morte dello strato superiore. Nell epidermide non sono presenti vasi sanguigni o nervi. Derma. È lo strato cutaneo localizzato sotto l epidermide. È ricco di vasi sanguigni, di nervi e di strutture specializzate come le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee e i follicoli piliferi. Le terminazioni nervose specializzate presenti nel derma ci consentono di avvertire le sensazioni tattili, il caldo, il freddo e il dolore. Strato sottocutaneo. Localizzato sotto al derma è formato da grasso e da un tessuto molle chiamato connettivo. La funzione di questo strato è l assorbimento dei traumi (funziona come cuscinetto per proteggere i tessuti interni da tutti quei microtraumi che ci provochiamo nella vita quotidiana) e l isolamento termico. Funzioni della pelle Protezione. La pelle costituisce una barriera che impedisce ai microrganismi di entrare, oltre a proteggere i tessuti sottostanti da corpi estranei, sostanze chimiche. Equilibrio idrico. La cute aiuta a prevenire la perdita di liquidi, salvaguarda quindi il bilancio chimico dei liquidi e dei tessuti dell organismo. Regolazione della temperatura. I vasi sanguigni sono in grado di aumentare il loro diametro allo scopo di portare una maggior quantità di sangue alla cute, consentendo così al calore di essere allontanato dal corpo. Gli stessi vasi sono anche in grado di contrarsi per impedire la dispersione di calore. Le ghiandole sudoripare presenti nella cute producono il sudore, che evaporando contribuisce a mantenere fresco il corpo. Escrezione. Sali, anidride carbonica ed eccesso di acqua possono essere eliminati anche attraverso la cute. Emorragie Con il termine emorragia si intende la fuoriuscita di sangue da uno o più vasi. Le emorragie possono essere dovute a: Malattie (malattie dei vasi, ulcere sanguinanti, alterazione dei processi di coagulazione); Emorragie ed Ustioni 4

Traumi. La gravità di un emorragia dipende essenzialmente da due fattori: La quantità totale di sangue perso; Il tempo in cui viene perso. Una perdita di un litro di sangue nel giro di alcuni giorni può essere ben compensata dall organismo, ma la stessa perdita nel giro di pochi minuti mette in grave pericolo la vita del paziente, portando all insorgenza di uno stato di shock. Le emorragie si dividono in emorragie esterne, emorragie interne ed emorragie esteriorizzate. Emorragie esterne Si parla di emorragia esterna quando il sangue fuoriuscito dal vaso si riversa direttamente all esterno del corpo, attraverso la ferita che ha provocato la lacerazione del vaso. La lesione di tutti i tipi di vasi sanguigni può portare a emorragie, queste prendono il nome dal tipo vaso da cui provengono; si parla quindi di emorragia arteriosa, emorragia venosa ed emorragia capillare. Talvolta si parla anche di emorragia mista quando sono interessati più vasi di diverso. Emorragia arteriosa Il sangue è solitamente di colore rosso vivo poiché è ricco di ossigeno. La perdita di sangue da un arteria è spesso rapida e abbondante, a fiotti in sincronia con il battito cardiaco. Emorragie ed Ustioni 5

Emorragia venosa Il sangue è solitamente di colore rosso scuro tendente al marrone poiché ha ceduto l ossigeno ed è carico di anidride carbonica. Dato che le vene conducono il sangue che refluisce verso il cuore, l emorragia venosa ha di solito un flusso costante ed è di solito facile da controllare, anche quando è copiosa. Emorragia capillare È di solito lenta e con un flusso definito come trasudante, conseguenze queste del piccolo calibro dei capillari e della bassa pressione presente in questi vasi. Nella maggior parte dei casi sono da considerarsi di lieve entità e di facile controllo. Come presumibile, il sangue che fuoriesce dai capillari ha un colore intermedio tra il rosso vivo del sangue arterioso e il rosso scuro del sangue venoso. L emorragia capillare è solitamente una conseguenza di lesioni minori, si tratta comunque sempre di lesioni di facile contaminazione e suscettibili quindi a infezioni. Nella realtà i diversi tipi di emorragia si riconoscono dal modo in cui fuoriesce il sangue e non dal colore del sangue stesso e comunque il trattamento da seguire è lo stesso. Emorragie ed Ustioni 6

Trattamento dell emorragie Il controllo delle emorragie esterne è fondamentale nella prevenzione e nel trattamento dello shock ipovolemico; infatti se l emorragia non viene controllata, lo shock continuerà a svilupparsi e a peggiorare, portando a morte il paziente. Cosa fare Somministrare ossigeno ad alto flusso 12-15 l/min; Controllare l emorragia Riscaldare e tranquillizzare il paziente Trasportare in P.S. eventualmente in posizione anti-shock,se non ha subito traumi Controllo dell emorragia Per arrestare un emorragia, dove non c è un corpo estraneo conficcato, si procede nel seguente modo: Compressione diretta Consiste nell esercitare una pressione diretta sulla ferita. Lo scopo è quello di creare una barriera fisica per impedire la fuoriuscita di sangue dalla ferita. Questa tecnica, se eseguita correttamente, è in grado di arrestare la maggior parte delle emorragie. Scoprire la ferita; Mettere sulla ferita una o più garze stratificate; le garze a contatto con la ferita non devono mai essere tolte; Con la mano premere con forza progressiva sulla ferita sino a fermare il sanguinamento; Se possibile alzare l arto; Se la compressione diretta non permette di arrestare l emorragia esterna si passa alla compressione a distanza a livello dei punti di compressione. Emorragie ed Ustioni 7

Compressione a distanza I punti di compressione corrispondono al punto in cui un arteria di grandi dimensioni decorre, in prossimità della superficie del corpo e direttamente al di sopra di una superficie ossea. I punti di compressione sono: Compressione dell'arteria succlavia Si pratica nel caso di ferite alla spalla o del braccio. Il soccorritore si posiziona dietro la schiena dell'infortunato e introduce le dita nella cavità dietro la clavicola comprimendo con forza verso il basso. Emorragie ed Ustioni 8

Compressione dell'arteria ascellare Si effettua nel caso di ferite al braccio o all'avambraccio. E' consigliabile sollevare in alto il braccio dell'infortunato, per poi comprimere energicamente con i pollici nella cavità ascellare. Compressione dell'arteria omerale superiore Utile nel caso di ferite al braccio. Bisogna comprimere con tre dita sotto il bicipite in corrispondenza dell'omero, nella parte interna del braccio. Compressione dell'arteria femorale superiore Si pratica nel caso di ferite alla coscia o prossime all'inguine. Bisogna far stendere l'infortunato e comprimere sull'inguine, con la mano chiusa a pugno, in modo deciso e con forza, con il braccio teso e facendo forza anche con l'altro braccio. Emorragie ed Ustioni 9

Compressione dell'arteria poplitea Utile nel caso di ferite alla gamba o al polpaccio. L'infortunato è disteso a terra, il soccorritore piega leggermente la gamba e comprime nell'incavo del ginocchio con le quattro dita di entrambe le mani. Il laccio emostatico Il laccio emostatico è sempre una risorsa estrema, e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri metodi di controllo di emorragie (compressione diretta e a distanza) sono risultati inutili nel controllo di emorragie pericolose per la vita del paziente. Il laccio infatti blocca totalmente l afflusso di sangue all arto provocando dei danni irreversibili all arto stesso. Una volta applicato il laccio emostatico non deve essere ne tolto ne allentato, infatti allentare un laccio emostatico può portare alla rimozione di coaguli con conseguente ripresa del sanguinamento, oltre a liberare delle tossine che peggiorano ulteriormente le condizioni del paziente. Il laccio si applica anche in caso di triage, se ci sono pazienti con gravi emorragie e in caso di schiacciamento di arti. Il laccio va applicato solo nella coscia e nel braccio (parte anatomica che va dalla spalla al gomito) e mai nelle articolazioni. Emorragie ed Ustioni 10

Al di sotto del gomito e del ginocchio le arterie e le vene passano in profondità protette dalle ossa, quindi stringere non serve; il laccio va applicato sempre tra la ferita e il cuore il più vicino possibile alla ferita stessa (5 cm), stringere fino al punto in cui è possibile arrestare l emorragia. Scrivere sempre sulla fronte del paziente l orario di applicazione del laccio. Emorragie interne Sono versamenti di sangue che si verificano all interno del corpo; il sangue rimane all interno del corpo e non si vede fuoriuscire. Sono le più pericolose, poiché non essendo direttamente visibile la perdita di sangue, possono essere misconosciute per diverso tempo. Poiché, come abbiamo detto, le emorragie interne non sono visibili l unico modo per individuarle, o meglio, per sospettarle è attraverso un accurata valutazione del paziente. Il sospetto di emorragie interne e la stima della loro gravità devono essere basati sul rilievo della dinamica lesiva, dei segni e dei sintomi. Cause dell emorragia interna Cadute; Incidenti stradali; Lesioni da arma da fuoco; Lesioni da scoppio; Ferite penetranti; Alcune patologie (ulcera, alterazione della coagulazione, malattie dei vasi). Segni e sintomi dell emorragia interna Pallore e sudorazione profusa; Polso piccolo e frequente; Respiro superficiale e affannoso; Lesioni superficiali che possono essere indicative di lesioni sottostanti; Tumefazione o dolore a livello del torace o dell addome o degli arti; Alterazioni della coscienza. Molti dei segni di emorragia interna sono quelli dello shock ipovolemico; il sopraggiungere di questi sintomi, che sono segni tardivi dello shock, indica che si è già instaurata una situazione potenzialmente pericolosa per la vita del paziente. Emorragie ed Ustioni 11

L indizio migliore a vostra disposizione relativo alla possibile insorgenza di un emorragia interna è una dettagliata analisi della dinamica lesiva. Valutazione e trattamento Il trattamento definitivo delle emorragie interne può essere effettuato solamente in sala operatoria. I casi di sospetta emorragia interna devono essere considerati gravi e impongono l immediato trasporto in ospedale, fino ad allora: somministrare ossigeno ad alto flusso 12-15 l/min; mantenere il calore corporeo; rassicurare e tranquillizzare il paziente; trasportare rapidamente in ospedale meglio se con le gambe sollevate (non in caso di trauma) monitorando i parametri vitali fino all arrivo in P.S.. Emorragie interne esteriorizzate Sono quelle emorragie che avvengono all interno dell organismo e il sangue si riversa all esterno attraverso un orifizio naturale del corpo. Assumono nomi diversi a seconda dell orifizio da cui esce il sangue. Epistassi È la fuoriuscita di sangue dal naso. Può avere cause traumatiche e non. Nel caso sia associata a trauma cranico importante può indicare frattura della base cranica, e la fuoriuscita di sangue è accompagnata dalla fuoriuscita di liquido cerebrospinale. Emorragie ed Ustioni 12

In caso di epistassi inclinare in avanti il capo del paziente: in questo modo il sangue cola all esterno e non viene deglutito. Il sangue deglutito può indurre vomito! Porre del ghiaccio alla radice del naso e sulla nuca; il freddo induce vasocostrizione e riduce l emorragia. Invitare poi il paziente a non soffiarsi il naso e tranquillizzarlo fino all arrivo in P.S. Nel caso l epistassi sia legata ad una sospetta frattura della base cranica o sia in un paziente iperteso lasciare defluire il sangue senza mettere in atto alcuna manovra per arrestarne la fuoriuscita. Limitarsi a tranquillizzare il paziente durante il trasporto in P.S. Otorragia È la perdita di sangue dall orecchio. Se conseguente ad un trauma cranico può indicare una frattura della base cranica. Anche in questo caso la fuoriuscita di sangue può essere accompagnata dalla fuoriuscita di liquido cerebrospinale. Se non è conseguente a trauma è segno di una malattia dell orecchio che richiede trattamento medico. In caso di otorragia NON bisogna mai tamponare o impedire la fuoriuscita di sangue. Emottisi Indica la fuoriuscita di sangue proveniente dalle vie aeree attraverso la bocca. Il sangue che fuoriesce è rosso e schiumoso. Può avere sia cause mediche che traumatiche. Melena Emissione di sangue digerito con le feci. L aspetto delle feci è a fondo di caffè e l odore è caratteristico. È conseguente a malattie della parte alta del tubo digerente. Ematuria Fuoriuscita di sangue con le urine, legata a patologie dell apparato urinario. Metrorragia È l emissione di sangue dall apparato genitale femminile al di fuori del ciclo mestruale. Amputazioni Ricordasi sempre che il paziente ha la priorità sull arto. Emorragie ed Ustioni 13

Trattamento arto amputato Pulire con fisiologica; Avvolgere l arto in un telo sterile; Tenere a bassa temperatura senza congelare; Trasportarlo insieme al paziente Ferite La ferita è una lesione aperta che si manifesta con una rottura della cute con esposizione dei tessuti sottostanti. La ferita può essere causata sia da azioni esterne ( es. ferite da taglio) che da azioni interne (es. fuoriuscita dalla cute di monconi di ossa fratturate). Escoriazione Con il termine escoriazione si intendono quelle lesioni superficiali, graffi, in cui è danneggiato solo lo strato esterno della cute.solitamente sono associate a piccole perdite di sangue dai capillari. Anche se lievi possono provocare dolore intenso. Da taglio Provocata da oggetti aventi un margine affilato come lame, vetri rotti o pezzi di metallo a margini irregolari e taglienti è caratterizzata dall avere margini netti, può sanguinare molto se sono stati danneggiati vasi sanguigni profondi. Da punta Sono causate da agenti appuntiti (aghi, chiodi). Sono poco estese in superficie ma possono essere molto profonde con interessamento di organi interni. Lacero-contuse Sono causate da oggetti a superficie scabra ed irregolare (es. sassi) che colpiscono con violenza la cute; presenta margini fortemente irregolari e mortificati, è circondata da un area di contusione. Da arma da fuoco Sono caratterizzate dalla presenza di un foro di entrata e talvolta da quello di uscita; sono ferite gravi per il fato che il proiettile penetra in profondità danneggiando gli organi interni. Inoltre una volta all interno del corpo i proiettili seguono traiettorie imprevedibili e possono quindi creare lesioni a carico di più organi e ossa. Oggetti conficcati Una ferita penetrante, in qualsiasi distretto corporeo, può contenere un oggetto conficcato. Emorragie ed Ustioni 14

Per nessun motivo deve essere tolto l oggetto conficcato, infatti questo può essere posizionato in modo tale da tamponare un vaso principale, la rimozione pertanto potrebbe provocare una grave emorragia oltre a poter causare ulteriori lesioni ai tessuti. Qualsiasi movimento, a livello della superficie cutanea, dell oggetto infisso, può risultare molto amplificato a livello dei tessuti interni. L unico caso in cui può essere estratto un corpo estraneo è se questo è conficcato nella guancia. Cosa fare se presenti oggetti conficcati Somministrare ossigeno ad alti flussi Esporre,tagliando vestiti e/o indumenti che coprono la ferita facendo molta attenzione a non muovere l oggetto conficcato Pulire la zona con soluzione fisiologica; Medicare la ferita con garze o teli sterili e soluzione fisiologica ponendo attenzione a non muovere l oggetto, senza rimuovere la medicazione passare alla stabilizzazione del corpo estraneo; Stabilizzare il corpo estraneo. Tenendo fermo l oggetto conficcato immobilizzarlo con l aiuto di traversi, lenzuola e cerotto; Rivalutazione continua Se il corpo conficcato è in un occhio stabilizzare l oggetto utilizzando delle garze; applicare una protezione rigida (bicchiere di carta, cono di carta) e fissarla; bendare anche l occhio non colpito. Emorragie ed Ustioni 15

Ustioni Di solito si tende a considerare le ustioni come lesioni tipiche della cute, mentre esse possono coinvolgere altri organi. Le ustioni spesso interessano strutture poste al di sotto della cute, tra cui muscoli, ossa, nervi e vasi sanguigni. Le ustioni possono danneggiare l occhio in modo irreparabile. Le ustioni possono essere classificate in base all agente lesivo, alla profondità e all estensione. Agenti lesivi Si è soliti pensare che le ustioni siano dovute solo al fuoco o ad oggetti incandescenti, in realtà ci sono altri agenti lesivi in grado di dare ustioni. Il calore. Il calore può essere prodotto da fiamme, vapore, liquidi bollenti, oggetti che scottano, calore secco prodotto da un incendio. Elettricità. Corrente alternata, continua e fulmini. Radiazioni. Solari, UV Sostanze chimiche. Acidi e basi, caustici in genere. Quando interveniamo su un ustione è fondamentale riuscire ad individuare qual è l agente lesivo, infatti in base a questa valutazione prenderemo i dovuti provvedimenti. La fonte non deve mai essere presunta dal tipo di lesione, ma deve essere ricavata da informazioni provenienti dalla dinamica dell evento e dalle informazioni provenienti dalle persone presenti. L agente causale e la sua origine possono essere molto significativi per quanto riguarda la valutazione del paziente. Un ustione causata dalla corrente elettrica può causare soltanto piccole aree di lesione cutanea, ma si accompagna ad un rischio elevato di lesioni interne. Per quanto riguarda le ustioni chimiche, la sostanza chimica rimane sulla cute e continua la sua azione ustionante per ore. Emorragie ed Ustioni 16

Profondità In base alla profondità si riconoscono tre tipi di ustione: Emorragie ed Ustioni 17

Ustione di primo grado Interessa solo l epidermide. E caratterizzata da eritema, rossore talvolta associati ad un leggero gonfiore (es. ustioni solari). Ustioni di secondo grado Interessa tutto lo strato epidermico e arriva a danneggiare il derma. Il dolore è molto intenso, l eritema notevole e compaiono delle vescicole (flittene). La tumefazione e la formazione di flittene che consegue a questo tipo di ustioni sono dovute al liquido plasmatico e dei tessuti che si accumula a livello della cute. Ustioni di terzo grado Sono le ustioni in cui tutti gli strati della cute sono danneggiati. Il tessuto appare carbonizzato, di colore nero o marrone. Il paziente può avvertire dolore intenso oppure, se il danno ha coinvolto le strutture nervose, può non avvertire affatto dolore (con l eccezione dell area periferica dell ustione, dove l ustione di terzo grado sfuma in ustione di secondo grado molto dolente). Le ustioni di questo tipo danneggiano tutti gli strati della cute e possono, inoltre, danneggiare il tessuto sottocutaneo, il tessuto muscolare, l osso e gli organi sottostanti. Nelle ustioni di secondo e terzo grado vi è penetrazione della lesione attraverso lo strato esterno della cute, ciò può condurre alla contaminazione dei tessuti esposti. Estensione Nella valutazione della gravità di un ustione è fondamentale riuscire a determinare indicativamente l estensione dell ustione stessa. Infatti un ustione che danneggia più del 30% del corpo,di un adulto, mette a rischio la vita del paziente. Esistono due modi per determinare l estensione di un ustione: Emorragie ed Ustioni 18

Regola del nove Il tronco vale 18% nella parte anteriore e 18% in quella posteriore. La percentuale dell 1% è attribuita all area genitale. La regola del 9, con le percentuali espresse qui a fianco è valida nell adulto; nel neonato e nel bambino piccolo le percentuali sono diverse. In questo caso testa e collo valgono il 18% del totale e le gambe il 14% ognuna. Le altre percentuali restano invariate. Emorragie ed Ustioni 19

Regola del palmo della mano. Adatta per ustioni meno estese. In questo metodo si utilizza come metro la mano del paziente. Il palmo della mano equivale a circa 1% della superficie corporea. Questa regola può essere utilizzata su pazienti di ogni età. Valutazione e trattamento delle ustioni Nella valutazione e nel trattamento delle ustioni è importante tenere presente che anche l età del paziente e il suo stato di salute possono influenzare notevolmente la sopravvivenza. Al di sopra dei 50 la capacità dell organismo di rispondere a traumi massivi diminuisce gradualmente. Anche la presenza di patologie preesistenti (es. patologie cardiologiche, respiratorie) ha un influenza negativa sulla prognosi. Un discorso analogo può essere fatto per il bambino in cui i meccanismi fisiologici di compenso, che si attivano in risposta a traumi massivi, non sono completamente formati e quindi in grado di rispondere adeguatamente. Ustione termica Somministrare ossigeno ad alti flussi togliere i gioielli e gli abiti, non rimuovere però gli abiti a stretto contatto con la pelle ustionata; coprire le lesioni con teli sterili bagnati con fisiologica in caso di ustioni lievi (I grado) o su meno del 10 % del corpo, in tutti gli altri casi utilizzare teli sterili asciutti; coprire con metallina per evitare la dispersione di calore; tranquillizzare il paziente. Nell effettuare le medicazioni alle ustioni, soprattutto se profonde e estese, utilizzare la massima attenzione a non contaminare la ferita; in questi casi, se possibile, utilizzare guanti sterili. In caso di ustioni alle mani separare le dita con garza sterile. In caso di ustioni termiche agli occhi non far aprire le palpebre ustionate e coprirli entrambi con garza sterile. Valutando un paziente vittima di ustioni termiche è fondamentale considerare la dinamica dell evento. Se ci troviamo davanti ad una persona vittima di un incendio dobbiamo sempre supporre, anche in presenza di ustioni cutanee lievi, un inalazione di fumo o di monossido di carbonio. Inoltre sempre in caso di incendio non possiamo escludere che la persona che ci apprestiamo a soccorrere non abbia subito traumi importanti, infatti potrebbe essere stata proiettata a distanza da scoppi ed esplosioni. Emorragie ed Ustioni 20

Un paziente ustionato che manifesta segni di shock poco dopo il trauma è probabilmente in stato di shock non per l ustione, ma per le lesioni associate, che possono produrre ipovolemia (es. gravi emorragie interne associate al trauma), o per una grave ipossia legata al danno polmonare o alle vie respiratorie. Ustione chimica Somministrare ossigeno ad alti flussi Togliere la sostanza chimica contaminante; se il caustico è liquido lavare con abbondante acqua (non basta bagnare la sede dell ustione) per alcuni minuti (almeno 10). Se la sostanza è in polvere occorre spazzolarla via e solo dopo procedere al lavaggio con abbondante acqua. Alcune sostanze chimiche reagiscono all acqua. In questo caso non utilizzare mai liquidi per la pulizia della zona ustionata. Non contaminare regioni della cute che non sono entrate a contatto con il caustico. Applicare una medicazione sterile Mantenere il calore corporeo Supporto psicologico In caso di ustioni chimiche agli occhi lavare abbondantemente inclinando il viso del paziente sul lato dell occhio ustionato, in modo che l acqua contaminata non venga a contatto con l altro occhio. Dopo aver lavato accuratamente e abbondantemente coprire entrambi gli occhi con garze sterili. Ustione elettrica La corrente elettrica, compresi i fulmini, può causare gravi lesioni. Nel punto di applicazione dell energia elettrica la cute viene ustionata, così come nel punto in cui la corrente si scarica a terra. Le lesioni però non sono limitate alla cute, anche le strutture interne dell organismo possono essere danneggiate; infatti la corrente elettrica nel suo passaggio attraverso il corpo può produrre calore e quindi danni ai tessuti. Inoltre, possono verificarsi significative alterazioni chimiche a livello dei nervi, del cuore e dei muscoli; i processi vitali possono essere danneggiati gravemente o completamente aboliti. Nella valutazione e nel trattamento di un paziente con ustioni elettriche è quindi fondamentale non limitarsi a trattare solo ciò che vediamo, cioè le ustioni cutanee, ma ipotizzare e trattare tutte quelle altre condizioni, conseguenti all evento, che possono mettere in grave pericolo la vita dell infortunato. Emorragie ed Ustioni 21

Attenzione ad ogni possibile fonte di pericolo, come cavi, acqua, materiale metallico Somministrare ossigeno ad alti flussi immobilizzare completamente il paziente poiché la corrente elettrica può provocare intense e repentine contrazioni muscolari; trattare le lesioni cutanee come ustioni termiche; trasportare rapidamente in P.S. monitorando i parametri vitali. Lesioni da basse temperature Congelamento Con il termine congelamento si intendono lesioni cutanee da freddo; tali lesioni sono normalmente limitate ad alcune aree del corpo, come le dita, i piedi, le mani, il volto e le orecchie. Il congelamento è il risultato dell esposizione dei tessuti alle basse temperature. Emorragie ed Ustioni 22

In risposta a basse temperature l organismo riduce il flusso ematico sulla superficie cutanea e quindi gli scambi di calore con l ambiente. Si ha quindi una vasocostrizione periferica nel tentativo di deviare il sangue caldo verso le parti centrali del corpo per mantenere la normale temperatura corporea. Più è lungo il periodo di esposizione alle basse temperature, più risulta ridotto il flusso in periferia. Nei tessuti periferici, in caso di temperature al di sotto dello zero, i liquidi intracellulari ed extracellulari possono congelare. Si formano quindi dei cristalli di ghiaccio che causano danno ai tessuti delle aree esposte. Si possono formare anche aggregati di sangue che peggiorano ulteriormente le condizioni del circolo locale. L abuso di alcol, indumenti bagnati, immobilità prolungata e indumenti stretti contribuiscono notevolmente allo sviluppo del congelamento. Valutazione e trattamento Se il congelamento è superficiale riscaldare l area affetta avvicinandola a distretti corporei caldi, se è profondo limitarsi a proteggere le lesioni senza scaldarle; coprire il paziente e tranquillizzarlo; trasportare in P.S. Ipotermia La temperatura corporea nell'uomo in condizioni normali varia da 36 C a 37 C. I meccanismi messi in atto dall'organismo per mantenere costante la temperatura corporea sono molteplici e vengono definiti con il termine termoregolazione. La termoregolazione è una condizione di equilibrio tra quantità di calore prodotto e quantità di lavoro perduta. In un individuo cosciente, la percezione del freddo induce il soggetto a vestire pesantemente, a muoversi, a riscaldare l'ambiente. La risposta dell organismo è data da una conservazione del calore attraverso la vasocostrizione cutanea e la produzione di calore attraverso il brivido. L'ipotermia è definita come un abbassamento della temperatura corporea al di sotto dei 36 C. L insorgenza dell ipotermia è frequente nei traumatizzati gravi e contribuisce notevolmente a peggiorarne le condizioni generali, infatti l abbassamento della temperatura corporea causa problemi all ossigenazione dei tessuti (l'emoglobina fredda non può rilasciare ossigeno ai tessuti così velocemente come alle normali temperature) e alla coagulazione promuovendo emorragie. Emorragie ed Ustioni 23

Un altro effetto legato all abbassamento della temperatura corporea è la depressione di tutte le funzioni vitali; si ha infatti la diminuzione della funzione cardiaca, respiratoria, renale e del sistema nervoso centrale. È importante sottolineare che a differenza delle lesioni da congelamento che si hanno con temperature vicine o inferiori allo 0, l ipotermia si può manifestare anche con temperature molto al di sopra dello 0. Trattamento In questo caso vale il vecchio detto prevenire è meglio che curare. Fondamentale è porre la massima attenzione alla prevenzione. La prevenzione inizia con uno sguardo attento alle cause dell'ipotermia soprattutto nel traumatizzato, ci si può basare sulla gravità dei danni con particolare attenzione al tipo di trauma, ad esempio pazienti con trauma cranico o spinale o vittime di incidenti in acqua sono facilmente vittime di ipotermia. Il trattamento dell ipotermia può essere fatto solo da personale medico, per quanto ci riguarda dobbiamo evitare ulteriori ed eccessive perdite di calore dall arrivo sul posto fino all arrivo in P.S. Per farlo dobbiamo togliere gli abiti se sono umidi o bagnati, e applicare le coperte isotermiche, le cosiddette "metalline". Sono coperte che agiscono per rifrazione e, se collocate a diretto contatto con la cute, con la parte dorata all esterno, impediscono ogni ulteriore dispersione di calore. Emorragie ed Ustioni 24