16/11/2007 BENESSERE TERMOIGROMETRICO argomenti seminariali di approfondimento: architettura bioclimatica corso di FISICA TECNICA 1B Prof. Paolo ZAZZINI a.a. 2007/08 CFU:8 SSD: ING-IND/11
Si considera l uomo inserito in un ambiente definito con il quale mantiene una serie di relazioni che è necessario conoscere per poter ottimizzare un qualsiasi progetto di architettura. RELAZIONI TRA UOMO E AMBIENTE CIRCOSTANTE CORPO UMANO AMBIENTE scambi energetici derivano dalla differenza di temperatura tra il corpo umano e l intorno (aria, pareti, arredo, altre persone..)
L individuo inserito in un ambiente è sottoposto ad una serie di sollecitazioni che possono essere di tipo termoigrometrico, luminoso, acustico dunque, in generale, di tipo fisico rispetto alle quali può trovarsi alternativamente in condizioni di benessere o di malessere ambientale. L essere umano, così come le altre specie, da sempre cerca di modificare le caratteristiche del suo intorno per adeguarlo alle proprie esigenze e per raggiungere quanto più possibile condizioni di comfort, dunque di BENESSERE AMBIENTALE condizione mentale di soddisfazione rispetto all ambiente Quando le difese fisiologiche non bastano per mantenere stabili le condizioni dell organismo l uomo utilizza delle barriere difensive per proteggersi da condizioni esterne indesiderati (discomfort): barriere portatili: elementi legati al corpo, di tipo individuale e facilmente trasportabili (vestiti, ombrelli, occhiali..) barriere fisse: sistemi non trasportabili e di possibile uso collettivo (l edificio che protegge dal freddo o dal caldo, dalla luce, dal rumore..) In alternativa o complementari all utilizzo di queste barriere, vi sono le fonti di energia che modificano direttamente le condizioni energetiche dello spazio occupato attraverso gli impianti che operano un controllo continuo sui parametri responsabili del benessere. Sia a livello individuale che collettivo si hanno reazioni diverse alla percezione dell ambiente che è necessario conoscere in qualsiasi processo di progettazione e in particolare nella progettazione bioclimaticamente consapevole
Un buon edificio oltre a proteggere dalle avversità ambientali esterne deve garantire al proprio interno condizioni di benessere per gli occupanti. Oggi non è più sufficiente dotare l edificio di un buon impianto per soddisfare le esigenze di comfort ma, in linea con le attuali normative sul risparmio energetico, sono necessari criteri di intervento propri di un processo progettuale bioclimatico che parte da una sempre più accurata analisi ambientale e che utilizza quanto più possibile fonti di energia rinnovabile. Andamento delle temperature nell arco dell anno Un edificio ben progettato, che ha quindi un buon orientamento, che adotta sistemi energetici passivi (energia solare, ventilazione naturale..) necessità sicuramente di una quantità minore di energia per raggiungere le condizioni di benessere al suo interno.
Fondamentali sono l analisi della qualità ambientali, in relazione al loro effetto sull uomo, e la valutazione delle condizioni necessarie perché questo ambiente risulti adeguato: analisi dell ambiente come strumento teorico fondamentale per definire le tecniche di controllo ambientale agenti che influiscono sul benessere ambientale PARAMETRI AMBIENTALI FATTORI DI COMFORT DELL UTENTE manifestazioni energetiche che esprimono le caratteristiche fisiche e ambientali di uno spazio abitabile, specifici per ciascuno dei sensi (termico, acustico, visivo) e misurabili con unità fisiche (grado centigrado, decibel, lux) condizioni soggettive di natura fisiologica, biologica (età, sesso..), sociologica ( tipo di attività, di alimentazione..), psicologica o caratteriale che influiscono sulla valutazione del benessere dell ambiente 1 1 Un medesimo spazio, con identici parametri ambientali può determinare risposte diverse a seconda degli utenti Le condizioni di benessere di un ambiente dipenderanno da entrambi gli agenti. Il progettista dovrà focalizzare la propria attenzione suoi parametri oggettivi ma dovrà anche avere una buona conoscenza dei fattori soggettivi per capire gli effetti delle proprie decisioni.
la percezione umana dello spazio e delle sue caratteristiche si pone alla base dell analisi ambientale BENESSERE GLOBALE Per valutare il comfort in un ambiente si dovranno considerare simultaneamente gli stimoli che arrivano all occupante attraverso i diversi sensi, in particolare dalla vista, dall udito e dal senso termico PROCESSO PERCETTIVO: insieme di fenomeni che ci informano sulle caratteristiche del nostro intorno attraverso le impressioni sensoriali L essere umano capta l ambiente mediante organi specializzati (recettori) ciascuno dei quali è sensibile a stimoli specifici (manifestazioni energetiche che raggiungono i diversi sensi). Le variazioni di questi stimoli fanno sì che si producano messaggi (brevi impulsi elettrici) che si trasmettono lungo le vie afferenti fino al sistema nervoso centrale dove vengono recepiti ed interpretati.
nel raggiungimento del comfort termoigrometrico intervengono complessi fenomeni di interscambio di energia tra il corpo e l ambiente BENESSERE TERMOIGROMETRICO Nella valutazione dei fenomeni energetici dell aria, si considera il suo stato energetico che dipende sia dalla temperatura che dal contenuto di acqua sotto forma di vapore nella miscela di gas; entrambi gli aspetti influiscono sulla sensazione di benessere (comfort termoigrometrico) all interno di un ambiente e sono analizzati nel diagramma psicrometrico. ai fini del benessere termoigrometrico è necessario operare un controllo continuo sui parametri che condizionano lo stato energetico dell aria all interno degli spazi occupati attraverso gli impianti di riscaldamento e climatizzazione Ricordando che in un edificio ben progettato gli impianti di condizionamento tradizionali si integrano in un percorso progettuale bioclimaticamente sostenibile: pensati fin dalle prime fasi di progettazione si affiancano a soluzioni che sfruttano energie rinnovabili.
parametri che influenzano le condizioni di benessere termoigrometrico PARAMETRI TERMICI che influiscono sui sistemi di regolazione: Temperatura dell aria che circonda il corpo, influisce sulla cessione di calore per convezione e per respirazione; Temperatura media radiante, media ponderata delle temperature delle superfici che racchiudono il corpo, influisce sugli scambi per irraggiamento; Umidità relativa dell aria, influisce sulle perdite per evaporazione da traspirazione e l umidità ceduta attraverso la respirazione; Velocità dell aria rispetto al corpo, influisce sulla dissipazione per convezione e nella velocità di evaporazione per traspirazione. parametri ambientali FATTORI TERMICI che influiscono sui sistemi di regolazione: Grado di attività, che influisce direttamente sul metabolismo; Tipo di vestiario, che influisce sul passaggio di calore e dell umidità. parametri soggettivi considerando entrambe le tipologie di parametri sono stati fatti molteplici tentativi per una valutazione complessiva della sensazione di benessere
Il corpo umano è un sistema termodinamico dotato di un generatore interno di calore ed in grado di scambiare energia termica con l ambiente circostante, come tutti gli animali a sangue caldo, utilizza un comportamento energetico definito OMEOSTASI Il meccanismo omeostatico ha la funzione di regolare la risposta fisiologica in relazione alle sollecitazioni ambientali 1, attraverso sistemi di regolazione finalizzati ad adattarsi il più possibile alle condizioni dell ambiente circostante, in modo da mantenere costante la temperatura del corpo. Condizioni di benessere per il corpo umano: T in = 37 ± 0.5 C E necessario che esso sia in equilibrio termico con l ambiente circostante. I sistemi di regolazione intervengono modificando il flusso sanguigno, il metabolismo, la quantità di traspirazione e il ritmo respiratorio. Dissipazione di calore attraverso la pelle (con processi di conduzioneconvezione dell aria e per irraggiamento) e attraverso la respirazione (temperatura maggiore dell area emessa rispetto a quella inspirata). Sistema di interscambio energetico tra corpo e ambiente. 1 Il senso criostesico rivela le perdite e i guadagni di calore attraverso una qualsiasi area della pelle, mediante due tipi di cellule sensibili distribuite sulla superficie del corpo: i corpuscoli di Krauss, con una densità media di 15 per ogni cm 2 di pelle, posti a una profondità di pochi mm, sensibili al freddo (perdite di calore) e i corpuscoli di Ruffini, con una densità media di 1 per cm 2 di pelle, posti a una maggiore profondità, sensibili al caldo.
Il corpo produce energia partendo dagli alimenti attraverso processi metabolici (ossidazione di grassi) che fanno funzionare i diversi organi; il consumo di energia è proporzionale al peso della persona e dipende dal suo grado di attività. METABOLISMO produzione interna di calore ottenuta grazie alle reazioni di combustione delle sostanze chimiche contenute nei cibi parte dell energia assunta è immagazzinata nei grassi e costituisce una riserva che potrà essere successivamente sfruttata rendendo l organismo indipendente da una continua assunzione di cibi; per mantenere la temperatura interna costantemente pari al valore ottimale per il benessere termico il calore sviluppato in eccesso deve essere ceduto all ambiente circostante Il flusso metabolico interno è il calore prodotto dal corpo umano durante la fase di digestione dei cibi assimilati in funzione dell attività svolta. Si può suddividere: flusso metabolico basale: legato allo svolgimento delle attività fisiologiche di base (respirazione, circolazione sanguigna ) flusso metabolico per attività: legato ad attività intellettuali (che non mettono in gioco lavoro meccanico esterno) flusso metabolico per lavoro esterno: legato ad attività fisiche più o meno intense Il metabolismo basale si riduce di circa il 30% durante il sonno, riducendosi in queste condizioni l intensità di tutti i processi vitali.
il metabolismo è dunque un indice dell attività svolta e si misura con un unità di misura convenzionale, il MET 1 MET 58 W/m 2 Il flusso metabolico unitario è quello attribuibile ad un individuo di taglia media (superficie corporea 1,8 m 2 ) a riposo in posizione seduta La superficie corporea può essere calcolata con la relazione di Du Bois: S c = 0.202 m 0.425 h 0.725 in cui: S c : superficie corporea totale dell individuo (m 2 ) m: massa dell individuo (kg) h: altezza dell individuo (m) Scambi termici: per convezione con l aria Temperatura dell aria Velocità dell aria per irraggiamento con altri corpi Temperatura media radiante: temperatura superficiale uniforme di una ipotetica superficie nera in grado di scambiare per irraggiamento la stessa quantità di calore effettivamente scambiata dall ambiente con la superficie cutanea del corpo umano. Calore ceduto da una persona seduta all ambiente, in relazione alla temperatura
Attività W (*) met soggetto dormiente 73 0.7 soggetto seduto 104 1.0 soggetto in piedi rilassato 125 1.2 Scrivere a macchina 115 1.1 Disegnare 125 1.2 Pulizie di casa 209-355 2.0-3.4 Lavare e stirare 209-376 2-3.6 Sollevare sacchi da 50 Kg 418 4.0 Lavoro di piccone e pala 418-501 4.0-4.8 Cammino in piano a 4 Km/h 250 2.4 Cammino in piano a 8 Km/h 606 5.8 Ginnastica 313-418 3.0-4.0 Danza 251-459 2.4-4.4 Tennis 480 4.6 Lotta 908 8.7 (*) Dati riferiti ad un individuo di taglia media con superficie corporea = 1.8 m 2
Il fabbisogno energetico di un individuo varia sensibilmente con l attività svolta ed è calcolabile una volta noto il flusso metabolico relativo. A titolo di esempio, calcoliamo il fabbisogno energetico di due individui di uguale superficie corporea (1.8 m 2 ) che svolgano attività diverse: Individuo 1: IMPIEGATO Individuo 2: OPERAIO Fabbisogno Energetico: Attività lavorativa 1.2 MET per 8 ore Riposo 1 MET per 8 ore Sonno 0.7 MET per 8 ore Attività lavorativa 5 MET per 8 ore Riposo 1 MET per 8 ore Sonno 0.7 MET per 8 ore IMPIEGATO (1.2 * 8 + 1* 8 + 0.7 * 8) * 1.8 * 58 = 2422.1 W h = 8719.5 kj OPERAIO (5 * 8 + 1* 8 + 0.7 * 8) * 1.8 * 58 = 5595.8 W h = 20144.9 kj
Il tipo di abbigliamento indossato comporta una resistenza termica diversa a seconda del materiale e dello spessore degli abiti. La resistenza termica degli abiti si misura in Clo (da clothing - vestiario) 1 Clo = 0.155 m 2 K /W 1 clo rappresenta la resistenza termica di un abito europeo di mezza stagione Clo m 2 K/W Pantaloncini corti 0.1 0.0155 Camicia, pantaloncini, sandali 0.3-0.4 0.0465-0.062 Pantaloni lunghi estivi, camicia 0.5 0.0775 Pantaloni da lavoro, calze di lana, camicia 0.6 0.093 Tenuta da fatica delle Forze Armate 0.7 0.1085 Abito pesante tipo europeo 1.5 0.2325 Divisa invernale delle F.A. 1.5-2.0 0.2325-0.31 variazione della temperatura ottimale in relazione al grado di attività ed al tipo di vestiario
condizione necessaria per il benessere termoigrometico del corpo umano è dunque l omotermia Il meccanismo omeostatico permette all organismo di rispondere alle variazioni di temperatura dell ambiente (aria, pareti, arredo, altre persone..) mantenendo costante la temperatura, dunque l energia interna del corpo (primo principio della termodinamica DU=0) bilancio termico sul sistema termodinamico corpo umano equazione del benessere: relazione tra le energie scambiate dal corpo con l ambiente che consente di individuare sensazioni termiche di benessere per diversi valori delle grandezze termofisiche, di attività e di abbigliamento M W E C resp ( R + C ) = 0 M: metabolismo; C resp : flusso termico ceduto attraverso la respirazione W: lavoro meccanico; R,C: flussi termici scambiati per convezione ed irraggiamento E: flusso termico ceduto dal corpo umano per evaporazione
Esplicitando l equazione di bilancio termico in funzione delle grandezze da cui dipendono si ottiene: f(m, R cl, T mr, T a, v a, f a ) = 0 siccome la soluzione analitica in forma parametrica risulta molto laboriosa (problema indeterminato), si ricorre a soluzioni semplificate di tipo grafico da cui si ricavano le relazioni tra i parametri in gioco in condizioni di benessere termoigrometrico esempi di soluzioni grafiche dell equazione del benessere
l equilibrio termico è condizione necessaria ma non sufficiente per il benessere il corpo umano può soddisfare la equazione di bilancio termico, ma può non trovarsi in condizioni di comfort termico trovandosi nella necessità di attivare i MECCANISMI DI TERMOREGOLAZIONE: All innalzarsi della temperatura interna dell ambiente: Si innescano fenomeni di dilatazione dei vasi capillari cutanei con aumento della circolazione sanguigna periferica ed aumento della temperatura epidermica media Viene favorita la cessione di calore dal corpo all ambiente per irraggiamento e convezione. Se ciò non è sufficiente a mantenere l omeotermia interna, si innesca la sudorazione con perdita di calore per evaporazione (secrezione di acqua da parte delle ghiandole sudoripare fino a 2-3 l. al giorno). L acqua prodotta sulla cute evaporando sottrae calore alla superficie epidermica. All abbassarsi della temperatura interna dell ambiente: Si innescano fenomeni di vasocostrizione dei capillari cutanei con limitazione della circolazione sanguigna periferica e diminuzione della temperatura epidermica media Viene ridotta la cessione di calore dal corpo all ambiente per irraggiamento e convezione. Se ciò non è sufficiente a mantenere l omeotermia interna, si innescano fenomeni di attività motoria involontaria (tremori e brividi) che provocano una intensificazione dell attività metabolica con conseguente aumento della produzione interna di calore.
La realizzazione di condizioni microclimatiche ritenute ottimali attraverso un corretto funzionamento degli impianti preposti non comporta l ottenimento delle condizioni di benessere per la totalità degli individui presenti nell ambiente (criteri soggettivi di valutazione). Per questo motivo la determinazione delle condizioni ambientali più favorevoli per il B. T. I. viene fatta con metodi statistici, analizzando qual è la massima percentuale di persone che ritengono confortevoli una serie di condizioni microclimatiche ambientali durante l effettuazione di prove in cui si fa variare di volta in volta un parametro termoigrometrico mantenendo costanti gli altri criteri di valutazione del benessere termoigrometrico Gli indici termoigrometrici direttamente misurabili nell ambiente (T ba, T bb, F, v a ) o quelli analitici (T mr, T o ) danno una valutazione parziale delle condizioni ambientali poiché non tengono conto dei parametri soggettivi di valutazione. Un criterio efficace per la determinazione delle condizioni di B. T. I. deve tener conto, come già sottolineato, anche dei parametri soggettivi che lo condizionano. Questa considerazione ha portato a sviluppare alcuni Indici empirici atti a fornire una valutazione più completa delle condizioni di B. T. I. poiché mettono in relazione i valori assunti dai parametri ambientali con le sensazioni termiche provate dall individuo: 1. ET: Temperatura effettiva (ASHRAE-1923) La sua determinazione deriva dal confronto tra la sensazione termica provata da un significativo numero di individui in un ambiente di riferimento a microclima determinato e l ambiente reale nel quale viene fatta variare di volta in volta una delle tre grandezze ritenute responsabili del benessere termoigrometrico e di facile determinazione sperimentale, la T ba, la T bb e la v a.
Il valore di ET si determina congiungendo i valori rilevati della T ba e della T bb in corrispondenza del punto in cui il segmento tracciato interseca la linea caratterizzata dal valore misurato della v a. Valori consigliati di ET: 19.5 C per il periodo invernale 22 C per il periodo estivo L indice ET in genere sovrastima l influenza dell umidità dell aria alle basse temperature e la sottovaluta alle alte temperature e risulta efficacemente applicabile solo per attività sedentaria e vestiario leggero. Per tener conto dell influenza di eventuali sorgenti termiche radianti presenti nell ambiente è preferibile adottare al posto della T bb la temperatura media radiante misurata con un globotermometro, costituito da una sonda a forma sferica di colore nero opaco che è in grado di tener conto degli scambi radiativi che avvengono sulla sua superficie 2. CET: Diretta evoluzione della ET, sostituendo la T con la T (per correggere gli effetti derivanti da sorgenti bb g con alta energia radiante).
Diagramma psicrometrico ASHRAE per il benessere termoigrometrico L Università del Kansas ha svolto successivamente una intensa attività di ricerca per conto dell ASHRAE su un campione di 1600 studenti, correlando statisticamente i parametri sensazione del benessere, temperatura, umidità, sesso e tempo di esposizione. Gli studi sono stati condotti esponendo gruppi di 10 studenti (5 maschi e 5 femmine) a diverse condizioni termiche ambientali ottenute miscelando i diversi parametri termoigrometrici. Nel corso delle prove la T ba veniva fatta variare da 15.6 a 37.6 C con incrementi di 1.1 C, l umidità relativa dal 15 all 85 % con un incremento del 10 %, la temperatura media radiante era identica a quella a bulbo umido e la velocità dell aria inferiore a 0.17 m/s Dopo un periodo di acclimatazione (30 min 3 ore) i soggetti esprimevano la loro sensazione con un giudizio variabile 1 a 7 per sensazioni che vanno da freddo a caldo attraverso sensazioni intermedie (fresco, leggermente fresco ecc.) Sulla base dei risultati ottenuti è stata sviluppata la recente norma ANSI/ASHRAE 55-92 Thermal Environmental Conditions for Human Occupancy, allineata con la corrispondente ISO 7730, che fornisce i valori raccomandati dei diversi tipi di parametri responsabili del B. T. I. accettando come tali quelli sui quali converge il parere dell 80% degli individui intervistati.
In sintesi i valori ottimali sono i seguenti: Stagione invernale: T o = 20 23.5 C a F= 60% e T o = 20.5 24.5 C per una T r = 2 C Stagione estiva: T o = 22.5 26 C a F= 60% e T o = 23.5 27 C per una T r = 2 C T o : temperatura operativa (media aritmetica tra la temperatura dell aria e quella media radiante) T r : temperatura di rugiada (temperatura di saturazione ad umidità specifica costante) La zona di comfort ottenuta è quella messa in evidenza nel diagramma a fianco.
La realizzazione dei valori ottimali dei parametri che condizionano il B. T. I. non garantisce l ottenimento delle condizioni di comfort per la totalità degli occupanti. Si ritengono accettabili (secondo normativa) le condizioni termoigrometriche che garantiscono il benessere almeno all 80 degli utenti di un ambiente. Indici PMV e PPD Studi di fondamentale importanza sono stati condotti con metodi statistici dal danese Fanger che ha introdotto un nuovo indice, il PMV (Voto Medio Previsto) utilizzabile per giudicare le condizioni termoigrometriche globali dell ambiente (v a,t bb,t ba, T mr ), tenendo conto anche dell attività svolta e del tipo di abbigliamento indossato (I cl ed M). Il PMV coincide con il valore medio dei voti che un certo numero di individui attribuisce alle condizioni termoigrometriche dell ambiente in questione. Tale voto si articola secondo la scala seguente: -3-2 -1 0 +1 +2 +3 Molto freddo Freddo Fresco Neutro Tiepido Caldo Molto caldo I dati sperimentali hanno consentito di elaborare una relazione analitica semiempirica
Ad ogni valore di VMP corrisponde un valore di: PPD: Percentuale di Persone Insoddisfatte (Gli insoddisfatti sono coloro che dichiarano di sentire freddo/caldo oppure molto freddo/molto caldo.) Fanger ha collegato il PPD al PMV attraverso un indagine sperimentale su un campione di 126 soggetti ricavando un grafico con il quale è possibile determinare la percentuale di persone insoddisfatte in corrispondenza di un qualsiasi valore del PMV. 100 80 PPI 60 40 20 0-3 -2-1 0 1 2 3 Anche in corrispondenza di VMP = 0, PPI = 5% VMP Il criterio di Fanger può essere applicato per attività caratterizzate da 1 Met < M < 4 Met, resistenza termica del vestiario compresa tra 0 e 2 clo, temperatura dell aria e temperatura media radiante tra 10 e 30 C, pressione parziale del vapore tra 0 e 2.7 kpa, velocità dell aria compresa tra 0 ed 1 m/s.
cause di discomfort termico locali Anche in un ambiente caratterizzato dal valore ottimale dei parametri ambientali, l individuo può risentire, in alcune parti del corpo, di sensazioni di disagio termico. Principali cause di malessere termico localizzato sono: 1. Asimmetrie di irraggiamento termico; 2. Correnti d aria; 3. Gradienti di temperatura dell aria. La Norma ISO7726 Thermal Environments Instruments and Methods for Measuring Physical Quantities è stata sviluppata per dare indicazioni circa le metodiche corrette da adottare nella misura dei parametri ambientali. 1. Asimmetrie di irraggiamento termico. Tipica condizione di malessere termico che si verifica in presenza di fenomeni di scambio termico per irraggiamento da parte del corpo umano con le superfici dell ambiente caratterizzate da una temperatura superficiale non sufficientemente uniforme, in cui una o più superfici di dimensioni significative hanno temperature drasticamente diverse dal valore medio delle restanti (Es. ampia superficie vetrata in regime invernale e/o estivo). Particolarmente fastidiose sono le temperature asimmetriche radianti in senso verticale.
2. Correnti d aria Condizione di malessere localizzata (raffreddamento) delle parti del corpo investite da una corrente d aria a velocità eccessiva che può verificarsi particolarmente negli ambienti con sistemi di condizionamento ad aria (ventilconvettori), o dotati di sistemi di ventilazione forzata. Studi eseguiti su alcuni soggetti esposti a variazioni localizzate di velocità dell aria mantenendo costanti le condizioni di comfort globale hanno dimostrato che condizioni di velocità dell aria fluttuanti sono molto più fastidiose di flussi costanti. Infatti, una fluttuazione della velocità dell aria fa variare in modo continuo la temperatura cutanea della zona interessata, che invia segnali di allarme a livello centrale. 3. Gradienti verticali di temperatura Un eccessivo gradiente termico verticale della temperatura dell aria può provocare una condizione di malessere localizzata. La maggior parte degli impianti di riscaldamento provoca un efficace innalzamento della temperatura dell aria, innescando fenomeni convettivi naturali con moto ascensionale dell aria più calda e conseguente stratificazione dell aria stessa. Oltre a produrre un significativo aumento del fabbisogno energetico dell edificio, si genera una configurazione termica opposta a quella desiderata dagli individui con innalzamento della temperatura ambiente dal basso verso l alto.
valori ottimali dei parametri ambientali La Normativa ISO 7730 ha recepito il criterio di qualificazione degli ambienti mediante la determinazione dei parametri statistici VMP e PPI. Temperatura operativa: (in prima approssimazione media aritmetica tra temperatura media radiante e temperatura dell aria), definisce le condizioni ambientali che condizionano gli scambi radiativi e convettivi. E il parametro di maggior influenza sul benessere. Umidità relativa: L umidità relativa influisce sul benessere termoigrometrico in modo meno rilevante rispetto alla temperatura operativa. Generalmente si assegna un valore ottimale pari al 50% ± 5%. Al di sotto del 30 % si irritano le mucose, al di sopra del 70 % si favorisce lo sviluppo di muffe in ambiente. Velocità dell aria: La velocità dell aria influisce in modo sensibile sugli scambi convettivi tra individuo e ambiente e può provocare sensazioni di fastidio locale soprattutto ad individui dediti ad attività sedentarie se assume valori elevati tali da dar luogo alla formazione di correnti
Valori ottimali dei parametri ambientali - norma ISO 7730 (condizioni invernali - 1 clo, 1.2 met) Temperatura operativa 20-24 C (UR = 50 %) Gradiente verticale di temperatura dell aria Asimmetria temperatura media radiante max 3 C tra 0.1 e 1.1 m max 10 C orizz. e 5 C vert. Velocità dell aria max 0.15 m/s Temperatura superficiale del pavimento 19-29 C Valori ottimali dei parametri ambientali - norma ISO 7730 (condizioni estive 0.5 clo, 1.2 met) Temperatura operativa 23-26 C (UR = 50 %) Gradiente verticale di temperatura dell aria Velocità dell aria max 3 C tra 0.1 e 1.1 m max 0.25 m/s La normativa italiana (UNI 10339: Impianti aeraulici ai fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Norme per la richiesta d offerta, l offerta, l ordine, la fornitura.) ha recepito le stesse indicazioni per i valori ottimali dei parametri ambientali.