Breve storia del corsivo A cura di Monica Dengo
Il modello di scrittura spiegato nell articolo Come imparare a scrivere meglio, ha origine nelle scritture del Rinascimento. Queste ultime si possono sommariamente distinguere in due: la libraria umanistica, che ci ha dato le nostre lettere romane minuscole (ovvero il minuscolo tondo o stampatello minuscolo), e l'umanistica corsiva (o cancelleresca o italica), che nei nostri computer troviamo indicata come italic ed è generalmente inclinata a destra. Michelangelo Buonarroti (1475-1564) adottò le forme della scrittura italica intorno ai 20 anni, cambiando quindi la sua grafia personale. Vedi Archivio Buonarroti: http://www.casabuonarroti.it/it/archivio/ Questi due modelli di scrittura si svilupparono nei primi anni del XV secolo in circoli umanistici della zona di Firenze. I cambiamenti che portarono a questi sviluppi iniziarono tuttavia molto prima nelle università dell Italia settentrionale, dove alcuni studiosi risvegliarono l interesse per la letteratura del mondo classico, dando vita a quella che poi sarebbe diventata la forza propulsiva del Rinascimento. Uno studioso in particolare, Francesco Petrarca (1304-1374), che visse e operò a lungo presso la corte papale di Avignone lontano dalla sua nativa Toscana, diede forza a questo movimento attraverso la propria opera umanistica e letteraria. Combinando idealismo appassionato e studi approfonditi, rianimò l eredità culturale del mondo antico e trasmise questo entusiasmo a una nuova generazione di seguaci tra cui Salutati, cancelliere di Firenze. Coluccio Salutati (1331-1406) era un grande collezionista di opere classiche e fu lui a incoraggiare la sperimentazione con forme di scrittura più chiare, per assicurare accessibilità e accuratezza dei testi. I suoi copisti, principalmente Poggio Bracciolini, trassero ispirazione dalle scritture del Nord Italia dell inizio del XII secolo quando le forme, basate sulla carolina minuscola, erano aperte e tonde, a differenza della più tarda scrittura gotica, compressa e abbreviata. Le lettere che Poggio sviluppò - a noi note oggi come scrittura umanistica minuscola - erano emblemi di modernità quando la stampa venne introdotta in Italia nella metà del XV secolo. Per riuscire a competere con gli scrivani contemporanei, gli stampatori adottarono per il mercato italiano queste forme di lettere. La scrittura corsiva associata con il Rinascimento italiano, l'umanistica corsiva o italica, fu probabilmente invenzione di Niccolò Niccoli, un altro letterato fiorentino del circolo di Salutati e Bracciolini. Egli combinò le lettere aperte della minuscola umanistica con le legature diagonali usate nelle forme corsive di scrittura gotica. Popolare tra gli scrivani e i letterati di Firenze, questa nuova scrittura fu introdotta dalla cancelleria papale di Roma e divenne la scrittura da adottare per coloro che desideravano essere associati con il nuovo spirito erudito e le arti che si stavano diffondendo dal Nord Italia. www.scritturacorsiva.it www.monicadengo.com - 2
Giovan Francesco Cresci, Il perfetto scrittore, Roma (1571). Tav LXI, mostra di lettera cancellaresca corrente. Intorno al 1524, a brevissima distanza di tempo tra loro, vennero pubblicati i primi due manuali, uno a opera dell insegnante veneziano Giovannantonio Tagliente (Lo Presente Libro) e l altro (La Operina) di Ludovico degli Arrighi, scrivano del Vaticano, editore, insegnante e disegnatore di caratteri. Entrambi i manuali istruivano i lettori e illustravano passo dopo passo la scrittura cancelleresca o italica (per informazioni più approfondite su questi manuali, vedi la bibliografia alla fine di questo articolo). Altri manuali seguirono, tra i quali va ricordato quello di Giovanni Battista Palatino, il Libro nuovo d imparare a scrivere tutte sorte lettere antiche et moderne di tutte nationi (1540). I manuali più influenti del XVI secolo furono tuttavia quelli prodotti da Giovanni Francesco Cresci, uno scrittore della Libreria Vaticana. Il suo primo libro venne pubblicato nel 1560. Egli criticò il lavoro dei precedenti maestri, troppo lento e calcolato, una cosa di angoli e punte con lettere strette difficili da legare e introdusse quindi forme più tonde, una maggiore inclinazione, legature più facili ed eseguite con uno strumento più appuntito che rese la scrittura più veloce da eseguire. Questo definì la scrittura italiana che avrebbe esteso la propria influenza a tutta Europa nel corso del XVII e XVIII secolo. A destra una lettera del 1700 da una miscellanea di documenti custoditi all Archivio di Stato di Arezzo. Le forme sono nello stile di Giovan Francesco Cresci. www.scritturacorsiva.it www.monicadengo.com - 3
Nei secoli successivi le forme dell italico scritto a mano subirono molte variazioni, soprattutto con il ricorso a elementi decorativi volti a marcare la differenza tra scrittura a mano e stampa a caratteri mobili, ne risultarono quindi scritture lente e poco leggibili. Il corsivo inglese, molto ricco di elementi decorativi non funzionali alla leggibilità, si diffuse in tutte le colonie dell Impero britannico e nel XIX secolo fu adottato da tutte le scuole elementari europee. Corsivo inglese (Modelli di Calligrafia, Andreoli 1992) Verso la fine dell 800, mentre in Inghilterra si riprendevano le forme dell italico ripulito da svolazzi e decorazioni, in Italia e Francia si passava ad una versione verticale del corsivo inglese, l inglese dritta, che resta a tutt oggi il modello principale per l insegnamento del corsivo in Italia. Inglese dritta (Modelli di Calligrafia, Andreoli 1992): www.scritturacorsiva.it www.monicadengo.com - 4
Ringraziamenti Questo testo è stato tratto in parte da A History of Learning to Write di Ewan Clayton, professore di design e direttore dell International Research Centre for Calligraphy, Università di Sunderlan, England. Ringrazio anche Paul Gehl, direttore della Newberry Library di Chicago e Robert Williams, storico della Newberry Library, per le note leggibili nei commenti al libro Humanism for Sale di Paul Gehl, che mi hanno permesso di completare l articolo. BIBLIOGRAFIA Andreoli, Modelli di calligrafia, 1992 - Società Editrice Sante Alighieri Ascoli, Francesco - Scrivere Meglio, 1998 - Stampa Alternativa, Roma Ascoli, Francesco - Dalla cancelleresca all inglese: l avventura della calligrafia in Italia dal cinquecento a oggi, 2012 - Edizioni dell Orso Bravar, Gortana, Dengo, Borean, Biancotto, Zoia - Le difficoltà grafomotorie nella scrittura. Capitolo 3 - L apprendimento della scrittura a mano nella scuola primaria, di Monica Dengo. Casamassima, Emanuele - Trattati di scrittura del cinquecento italiano, 1966 - Edizioni Il Polifilo Dengo, Monica - Scrivere a Mano Libera, 2007 - CIAC, Centro Internazionale Arti Calligrafiche Hebborn, Eric - Italico per Italiani, 2004- Angelo Colla Editore Pani, Laura - Insegnare e imparare il corsivo in Italia oggi: Riflessioni di una paleografa, Gazette du Livre Médiéval, vol.58, pp. 17-36, 2011. FACSIMILES La Operina, Ludovico degli Arrighi. Il libro, a stampa xilografica, è scaricabile a questo link: http://www.operina.com. Casa Buonarroti, le lettere manoscritte di Michelangelo: http://www.casabuonarroti.it/it/archivio/ www.scritturacorsiva.it www.monicadengo.com - 5