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forme diabetiche Diabete di tipo I o magro o giovanile (IDDM): carenza primaria di insulina, più frequente nei giovani e nei bambini. Il deficit insulinico consegue (per predisposizione ereditaria o per aggressione autoimmune) ad una inefficienza o alla distribuzione delle cellule delle isole pancreatiche. Il livello di insulina si mantiene costantemente basso, sia in condizioni basali che in risposta ad aumenti della glicemia Diabete di tipo II o diabete dell adulto (NIDDM): compare dopo i quarant anni. I livelli plasmatici di insulina sono spesso diminuiti, ma possono essere anche normali o addirittura elevati, ma i tessuti bersaglio non rispondono in modo adeguato. E favorito da un eccessiva alimentazione, per cui spesso si associa all obesità (diabete grasso o florido). E relativamente benigno in quanto di solito non evolve in chetosi ed è dominabile modificando le abitudine dietetiche Cause: 1. carenza dei recettori per l insulina, il cui numero nella membrane delle cellule bersaglio risulta diminuito 2. interruzione delle tappe successive all interazione tra l insulina e il suo recettore Diabete non pancreatico o controinsulare: esaurimento della capacità secretoria delle cellule dovuta a eccessiva e continua produzione di ormoni iperglicemizzanti antagonisti dell insulina la predisposizione al diabete ha sempre carattere ereditario perché essa dipende da un gene recessivo presente in circa il 20% della popolazione. Può essere rilevata da test di diminuita tolleranza agli zuccheri, che evidenziano una diminuita capacità di smaltire rapidamente un carico di glucosio

ormone iperglicemizzante polipeptide di 29 amminoacidi (PM 3.485) unica catena lineare che, una volta passata in circolo, si avvolge su se stessa in modo casuale la biosintesi avviene in modo analogo all insulina con formazione di pre-proglucagone (PM 18.000) da cui deriva, per distacco di catene polipeptidiche, di proglucagone (PM 12.000) di 100 aa già parzialmente attivo, da cui deriva l ormone attivo il proglucagone viene sintetizzato anche in certe cellule dell intestino tenue e dell encefalo, ma non viene trasformato in glucagone si trova accumulato nelle cellule in granuli secretori dai quali viene liberato per esocitosi produzione giornaliera di 100-160 μg che determina un livello ematico di 100-150 pg/ml ha un emivita nel sangue circolante di ~ 6 min

fattori che influenzano la secrezione di glucagone glucosio ematico: una diminuzione della concentrazione ematica di glucosio stimola la secrezione di glucagone. Le concentrazioni di glucagone ematico sono più alte a digiuno e tendono a diminuire dopo un pasto amminoacidi: stimolano la secrezione di glucagone, in particolare l arginina. L aumento sia di glucagone che di insulina dopo un pasto proteico, funziona come meccanismo protettivo per garantire che i livelli ematici di glucosio siano mantenuti acidi grassi: un aumento di acidi grassi circolanti inibisce la secrezione di glucagone insulina: la glicemia elevata inibisce la secrezione di glucagone in presenza di insulina. Se l insulina è mancante, le cellule non sono in grado di rilevare l aumento di glucosio ematico e i livelli di glucagone rimangono alti. ormoni gastroenterici: gastrina e colecistochinina stimolano la produzione di glucagone, mentre la secretina e la somatostatina la inibiscono sistema nervoso autonomo: l innervazione ortosimpatica del pancreas e un aumentata concentrazione di catecolamine surrenali stimola la produzione di glucagone

meccanismo d azione del glucagone glucagone recettore citosol GDP proteina G GDP GTP GTP ATP adenilato ciclasi AMPc PKA inattiva PKA attiva subunità regolatrice camp fosforilasi chinasi inattiva ATP ADP glucosio glucosio -6-PO 4 Ca 2+ fosforilasi b inattiva fosforilasi chinasi PO 4 attiva ATP ADP sangue glicolisi e ciclo di Krebs glucosio -1-PO 4 PO 3-4 fosforilasi a PO 4 attiva glicogeno