COMUNE DI GATTEO Mercoledì, 03 settembre 2014

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1 COMUNE DI GATTEO Mercoledì, 03 settembre 2014

2 COMUNE DI GATTEO Mercoledì, 03 settembre 2014 Prime Pagine 03/09/2014 Prima Pagina Il Resto del Carlino (ed. Forli) 1 03/09/2014 Prima Pagina La Voce di Romagna (ed. Forli) 2 comune di gatteo 03/09/2014 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) Pagina 10 Dai pensionati cartoline a Renzi 3 03/09/2014 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) Pagina 10 La campagna di assemblee parte domani da Gambettola 5 sport 03/09/2014 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) Pagina 34 In serie C calano le romagnole 6 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 GIORGIO SANTILLI Salta il regolamento edilizio unico 7 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 Alt agli aumenti di stipendio automatici 9 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 MARCO ROGARI Il Mef in quattro anni taglia gli «affitti» per quasi /09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14 GIUSEPPE LATOUR Appalti, salta il débat public 13 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14 MASSIMO FRONTERA Partono nel 2015 i primi interventi di edilizia scolastica 15 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 14 Nuovo Codice a misura d' Europa 17 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 16 BARBARA FIAMMERI Riforme a rilento, l' Italicum non riparte 18 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 31 LUCA DE STEFANI Sopra i mille euro F24 solo online 20 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Autoriciclaggio, nuova arma contro i reati fiscali 22 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 33 GIANNI TROVATI Binari stretti per le delibere sulla Tasi 24 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 34 Appalti pubblici: istruzioni confermate 26 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 29 ENZO CUZZOLA Operazione pulizia dei bilanci 27 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 31 MATTEO BARBERO Rimborso Imu 2013, sul piatto ci sono /09/2014 Italia Oggi Pagina 31 ILARIA ACCARDI Strigliata ai comuni sulla Tasi 31 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 35 DARIO FERRARA Appalti da rifare 33 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 35 MATTEO BARBERO Fuori Patto i pagamenti dalle regioni ai 35 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 35 MATTEO BARBERO Nuove assunzioni con margini di spesa 37 03/09/2014 Italia Oggi Pagina 35 ANTONIO G. PALADINO Residenza, nuova dichiarazione 38 economia nazionale 03/09/2014 Corriere della Sera Pagina 12 Mario Sensini Statali, spunta la proroga del blocco degli stipendi «Non si politica nazionale 03/09/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 9 CLAUDIO TUCCI Scuola, carriere legate al merito 42

3 Il Resto del Carlino (ed. Forli) Prima Pagina 1

4 La Voce di Romagna (ed. Forli) Prima Pagina 2

5 Pagina 10 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) comune di gatteo L'allarme. Assemblee sul territorio e sempre più persone che non ce la fanno e si rivolgono alla Caritas: in arrivo anche una manifestazione collettiva. Dai pensionati cartoline a Renzi Tra nuove tasse e mancati adeguamenti nessuno di loro può "stare sereno" CESENA. I pensionati non stanno sereni. Il messaggio con tanto di hashtag è diretto al presidente del consiglio Matteo Renzi. Sono già 3mila le firma raccolte da Cgil Cisl e Uil nel territorio cesenate, che corrispondono ad altrettante cartoline indirizzate a Renzi con cui chiedono un sistema pensionistico più equo e una maggiore attenzione per le fasce più deboli al momento di tassare. Previdenza e fisco saranno i temi principali della campagna straordinaria di assemblee sui territori (la prima si terrà domani alle 15 a Gambettola) che apriranno la stagione di mobilitazione che concluderà il proprio percorso regionale il 23 settembre con una manifestazione a Bologna a cui seguiranno iniziative nazionali. La dimensione delle difficoltà che denunciano i tre sindacati si legge anche nei dati Inps riferiti alle pensioni erogate nel Sono le pensioni erogate in regione, di cui di vecchiaia e anzianità, di reversibilità, le restanti si dividono tra invalidità e assegni sociali, per un totale di pensionati. La provincia di Forlì Cesena con pensionati ne rappresenta il 29% cui più della metà (54%) donne, con un' età media di 73,9 anni. L' importo medio mensile lordo percepito è di 855,74 euro, 1160 euro per gli uomini, 646,15 euro per le donne. A questi dati, già di per sé poco rassicuranti, si aggiungono quelli relativi alle pensioni di invalidità, che in regione rappresentano l' 11% del totale delle pensioni Inps con un importo medio di 429 euro. A dare un tono ancora più cupo ad un quadro che di sereno ha ben poco ci sono i segnali di allarme lanciati dalle Caritas anche a livello locale: «Se prima pensionati e casalinghe che si rivolgevano ai centri Caritas erano un' eccezione aggiunge Marco Morellini, Cgil oggi sono sempre di più gli anziani che chiedono aiuto per far fronte alle spese». Tra le richieste rivolte al presidente del consiglio c'è l' eliminazione del blocco della perequazione (l'adeguamento ai costi della vita), ma anche una maggiore attenzione dal punto di vista fiscale, sia sul fronte nazionale che su quello locale: «I pensionati italiani, sono i più tartassati d' Europa commenta Morellini chiediamo siano inseriti tra i beneficiari del bonus di 80 euro e con loro anche gli incapienti». «Quando si parla di contributo di solidarietà aggiunge Luigi Brancato, Cisl vengono toccate solo le pensioni. Perché si possa parlare di solidarietà tutti dovrebbero contribuire in Continua > 3

6 Pagina 10 < Segue Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) comune di gatteo proporzione al reddito. La Tasi rappresenterà un' ulteriore stangata per i pensionati che ritroveranno a pagare o a pagare di più di quanto accadeva con l' Imu. La battaglia per un sistema pensionistico più equo la facciamo pensando anche ai giovani, che a queste condizioni rischiano di non vederla mai la pensione». «Siamo ancora in attesa di una legge per le non auto sufficienze ricorda Maurizio Paganelli, Uil e chiediamo una revisione della legge Fornero e vogliamo risultati concreti sul fronte della lotta all' evasione fiscale». 4

7 Pagina 10 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) comune di gatteo La campagna di assemblee parte domani da Gambettola CESENA. La campagna di assemblee si inaugurerà domani con quella prevista dai sindacati nei locali del centro sociale Ravaldini di Gambettola e proseguirà secondo il seguente calendario: venerdì nella sala Allende a Savignano (ore 15), martedì 9 al centro sociale "I sempre zovan" di San Mauro Pascoli (ore 15), mercoledì 10 al centro sociale di via della Solidarietà a San Piero in Bagno (ore 15), venerdì 12 al centro sociale "Anziani insieme" di Cesenatico (ore 15), martedì 16 al centro culturale di viale Roma a Sarsina (ore 15) e nella sala "Anni d' argento" di Sogliano al Rubicone (ore 15), mercoledì 17 a Mercato Saraceno nella sede della pro loco (ore 15) e a Longiano al centro sociale Budrio V. Badia (ore 14.30), venerdì 19 settembre al centro sociale "Vita insieme" di Sant' Angelo di Gatteo (ore 15) ed a Cesena nella sala "Primavera 3" di via Mura Valzania (ore 15). 5

8 Pagina 34 Corriere di Romagna (ed. Forlì Cesena) sport Volley. Il comitato regionale ha diramato i gironi di C e D. In serie C calano le romagnole La Fipav Regionale dell' Emilia Romagna ha ufficializzato i gironi dei prossimi campionati di serie C e D maschili e femminili. Cala drasticamente il numero delle squadre romagnole in C con solo nove formazioni in campo femminile e dieci tra gli uomini per un totale di 19 squadre contro le 23 dello scorso anno. In D maschile sette le squadre romagnole al via, mentre in serie D sono ben 17 le squadre di casa nostra divise in due gironi. Questa la composizione del girone C di serie C maschile (12 squadre): Budrio, Imola, Zinella Bo, Villafranca, San Mauro Pascoli, Faenza, Involley Ra, Robur Costa Ra, Bellaria, San Giovanni in Marignano, Rimini e San Marino. In C donne, girone C, invece, sono 14 le squadre al via: Pontevecchio Bo, Monte vecchi Imola, Ozzano, Bellaria Bo, Caste naso, San Lazzaro, Castellari Lugo, Al fonsine, Teodora Ra, Porto Fuori, Riccio ne, Rimini, Banca San Marino, Bellaria. La C maschile di serie D: Poggi San Lazzaro, Savena Bo, Burger King Bo, Argenta, Migliarino, Softer Fo, Around Team Cesena, Cervia, Involley Lugo, Porto Fuori, Atlas Santo Stefano, Riccione. Tre le squadre imolesi inserite nel girone C di serie D femminile: Molinella, Castenaso, Clai Imola, Uisp Imola, Agriflor Imola, Cento, Argenta, Migliaro, Bondeno, Ostellato, Castelfranco Emilia, Ravarino, Mukkeria Mo, Liu Jo Mo. Solo Romagna, invece, nel girone D della serie D femminile: Aics Fo, San Martino in Strada, Volley 2002 Fo, Gatteo, Around Sport Cesena, Bagnacavallo, Teodora Ra, Faenza, Cervia, Stuoie Lugo, Viserba, Cattolica, Omar Rimini, Novafeltria. Enrico Spada. 6

9 Pagina 8 Il Sole 24 Ore La lunga crisi. Salta il regolamento edilizio unico Esce dal decreto sblocca Italia anche la limitazione all' autotutela della Pa su Scia e Dia. Giorgio Santilli ROMA Il pacchetto semplificazioni per l' edilizia esce ridimensionato di alcuni pezzi pregiati nella riscrittura e messa a punto del testo definitivo del decreto legge sblocca Italia. Sono uscite dal provvedimento, in particolare, due delle norme di sburocratizzazione più importanti e innovative: il regolamento edilizio unico standard per tutti gli 8mila comuni che avrebbe dovuto prevedere norme e definizioni tecniche omogenee sul territorio nazionale dando un punto di riferimento unico agli enti locali e la limitazione a un termine temporale di sei mesi o un anno del potere di autotutela della nel caso di progetti presentati con Dia (Denuncia di inizio attività) o Scia (Segnalazione certificata di inizio attività). Il testo rimpalla in queste ore fra il Dagl (Dipartimento affari giuridici e legislativi) di Palazzo Chigi, la Ragioneria generale a Via XX settembre e gli uffici legislativi dei ministeri interessati, a partire da quello delle Infrastrutture. La previsione è che il testo abbia bisogno almeno di un paio di giorni di lavoro ancora prima di salire al Quirinale. Colpisce il via vai di norme che ancora riguarda parecchi punti del testo. Ne fanno le spese così anche norme della prima ora, largamente condivise. La norma sul regolamento edilizio unico avrebbe superato di fatto lo spezzatino comunale attuale e avrebbe anche accorpato le norme tecniche edilizie con quelle igienico sanitarie. La proposta arrivava originariamente dal Consiglio nazionale degli architetti ed era stata fatta propria subito dalle prime bozze di Palazzo Chigi. L' obiezione riguarderebbe i poteri delle Regioni, ma chi ha seguito i lavori da vicino garantisce che una soluzione giuridicamente soddisfacente era stata trovata. La norma sulla limitazione temporale del potere di autotutela della Pa avrebbe dato maggiore certezza soprattutto ai progetti dei lavori in casa, eliminando la spada di Damocle con cui la pubblica amministrazione può sempre intervenire in autotutela annullando il progetto di un privato cittadino, anche ben oltre i sessanta giorni che devono intercorrere per Scia e Dia dal momento della presentazione della dichiarazione all' inizio dei lavori. Anche queste norme vanno ad accrescere le fila delle disposizioni via via eliminate dalle bozze del decreto legge sblocca Italia: dalle norme sulle società partecipate dagli enti locali alla riconferma nel 2015 dell' ecobonus 65% per risparmio energetico e prevenzione antisismica che slitta alla legge di stabilità. Resta, invece, nel decreto legge la norma simbolo della semplificazione proposta dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: prevede che basti la sola comunicazione al comune senza più bisogno di Dia, Scia o permesso per costruire per tutte le opere di manutenzione straordinaria, comprese quelle Continua > 7

10 Pagina 8 < Segue Il Sole 24 Ore sulle parti strutturali dell' edificio che oggi sono escluse. La semplificazione è allargata anche ai lavori che modificano il carico urbanistico e al frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, purché non si modifichi la destinazione d' uso. Resta, sempre proposto da Lupi, anche il bonus fiscale per chi acquista da un costruttore un' abitazione nuova o ristrutturata, a condizione che venga destinata per otto anni all' affitto a canone concordato. Nel decreto legge è prevista una deduzione Irpef del 20% sul valore dell' immobile acquistato, ma la spesa agevolabile è stata ridotta a 300mila euro rispetto alle prime bozze. In compenso, alla somma può concorrere anche l' acquisto di più di una abitazione. Non è ancora stata trovata la copertura ma anche il premier Matteo Renzi ha fatto pressing sul ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan, perché effettivamente venga trovata. Resta nel testo anche il permesso di costruire convenzionato rilasciato con modalità semplificata proposto da Lupi. Sono soggetti alla stipula della convenzione la cessione di aree anche al fine di utilizzo di diritti edificatori, la realizzazione di opere di urbanizzazione, le caratteristiche morfologiche degli interventi, la realizzazione di interventi di edilizia residenziale. RIPRODUZIONE RISERVATA. GIORGIO SANTILLI 8

11 Pagina 9 Il Sole 24 Ore Le risorse. Oltre un miliardo per coprire il piano assunzioni Con il Mof prosciugato si punta a rivedere le regole sugli scatti di anzianità. Alt agli aumenti di stipendio automatici ROMA Una rivisitazione dello status giuridico dei docenti. Con una modifica al meccanismo degli scatti automatici d' anzianità che verranno legati al merito (e non più quindi al semplice trascorrere del tempo). È questa la novità a cui sta pensando il governo per dare attuazione alla maxi operazione di assunzioni di oltre 100mila insegnanti dal Una manovra che, secondo le prime stime, ha un costo di oltre un miliardo ed è impossibile da coprire attingendo alle sole risorse del Miur (l' unica fonte dove sono ancora allocate risorse è il «Mof», il fondo per il miglioramento dell' offerta formativa a vantaggio degli studenti, ma è stato praticamente prosciugato proprio per pagare gli scatti d' anzianità ai docenti di ruolo). Di qui l' esigenza di scambiare la "stabilità" con un percorso virtuoso di incrementi stipendiali (una opzione che dovrebbe riguardare i neo assunti, e non il personale attualmente in servizio). L' esigenza di intervenire sugli scatti d' anzianità (che nella scuola sono l' unico modo di progressione salariale) è dettata dalla volontà di premiare il merito (e quindi chi lavora di più). Ma anche da ragioni economiche visto che una rimodulazione in chiave premiale degli scatti renderebbe meno onerosa la ricostruzione di carriera (che, a legislazione vigente, è la voce di costo più salata perché chi viene immesso in ruolo ha già tanti anni di precariato e quindi di servizio alle spalle). Altri fondi per coprire le annunciate immissioni in ruolo potrebbero arrivare anche rimodulando il piano triennale di assunzioni in atto previsto dal decreto Carrozza. E, solo se ci fosse ancora bisogno di risorse, si utilizzerebbero i risparmi della spending review. In ogni caso, i tempi non si annunciano brevi. Infatti, pubblicate le linee guida, seguirà una consultazione pubblica, e al termine, cioè da gennaio, si inizieranno a definire i provvedimenti normativi. Solo allora saranno messe nero su bianco le coperture definitive, che saranno poi "vistate" dalla Ragioneria generale dello Stato. Gli scatti d' anzianità della scuola erano finiti nel mirino già lo scorso gennaio e del resto l' istruzione, in una stagione di blocco dei rinnovi contrattuali in tutta la Pa, è stato l' unico comparto che ha visto crescere le retribuzioni dei propri dipendenti grazie, appunto, al meccanismo del passaggio di gradone. Sono stati infatti recuperati gli anni 2010, 2011 e Ma per consentire di far arrivare i soldi in tasca a docenti e personale Ata, dal 2011, esauritesi le risorse derivanti dai tagli agli organici targati Tremonti Gelmini, si è deciso di pescare le risorse dal «Mof», che è il fondo che serve a promuovere il Continua > 9

12 Pagina 9 < Segue Il Sole 24 Ore miglioramento dell' offerta formativa a vantaggio degli studenti. Ora questo «Mof» che valeva oltre 1,4 miliardi, è sceso a poco più di 600 milioni, ed è forte rischio prosciugamento (visto che è ancora bloccato l' anno 2013). Inoltre, un superamento degli scatti renderebbe meno oneroso procedere alle nuove assunzioni considerato come la carriera dei nuovi immessi in ruolo non sarebbe più collegata ad aumenti retributivi automatici legati alla mera anzianità di servizio. L' operazione scatti a cui pensa il governo è molto ambiziosa. Sarebbe una svolta enorme. Ma dovrà essere portata avanti in sede di rinnovo contrattuale, e comunque difficilmente potrebbe applicarsi a chi è già in ruolo (c' è un forte rischio contenzioso). Si potrebbe invece sperimentare con i neo assunti per costruire un nuovo status giuridico professionale legato, da subito, al merito. Cl. T. RIPRODUZIONE RISERVATA. 10

13 Pagina 9 Il Sole 24 Ore Immobili. Gli effetti del piano di via XX settembre. Il Mef in quattro anni taglia gli «affitti» per quasi 18 milioni Marco Rogari ROMA Dieci milioni l' anno a regime dall' abbandono di 16 immobili in locazione, compresi quattro grandi archivi. È il risparmio realizzato tra il 2007 e il giugno di quest' anno dal ministero dell' Economia con il piano interno di razionalizzazione degli immobili, al quale si aggiungono 8 milioni per «dismissioni» parziali e totali di strutture periferiche della stessa amministrazione. Un piano che ha consentito al Mef di dare un colpo di freno alla spesa per gli affitti di uffici centrali disseminati per la capitale (compresi quelli per la presidenza della giustizia tributaria, la Commissione tributaria regionale del Lazio e la Commissione provinciale di Roma), che è scesa da oltre 18,1 milioni del 2010 a poco più di 12,6 milioni nell' anno in corso. Con una riduzione, quindi, di circa 5,5 milioni in meno di quattro anni. Nelle stesso periodo si registrano poi minori uscite per 12,2 milioni per le locazioni delle sole Ragionerie territoriali dello Stato (senza pertanto considerare le Commissioni tributarie regionali e provinciali distribuite sul territorio), calate dai 34 milioni del 2010 a 21,8 milioni dei primi 6 mesi del In tutto, dunque, in 4 anni tagli per 17,7 milioni ai costi per gli affitti. Il piano di razionalizzazione interna agli immobili in uso al ministero dell' Economia, messo in moto già da diversi anni e finito per alcuni aspetti anche sotto i riflettori di qualche gruppo parlamentare (ad esempio il M5S), dovrebbe uscire ulteriormente rafforzato dal programma a tappeto di riduzione dei costi per tutte le amministrazioni che scatterà con la prossima legge di stabilità per effetto della nuova fase di spending review. Senza considerare che i risultati fin qui già conseguiti dal Mef non tengono ancora conto delle prime misure in ottica spending varate dal Governo Monti (Dl 95/2012) che prevedevano l' abbattimento del 15% dei costi dei canoni per locazioni. Risparmi che dovrebbero essere quantificati a fine anno. Per dare maggiore spinta al piano messo in moto negli ultimi anni al Mef è stata costituita anche una cabina di regia, della quale sono parte attiva anche l' Agenzia del Demanio e la direzione della Giustizia tributaria, con l' obiettivo di ridurre ulteriormente gli spazi occupati dagli uffici riconducibili al dicastero e di contenere ancora di più la spesa facendo leva sulla creazione di poli logistici territoriali unitari delle strutture centrali e periferiche. Il ministero deve fare però i conti con alcuni vincoli, come quello di Continua > 11

14 Pagina 9 < Segue Il Sole 24 Ore garantire la prosecuzione dei procedimenti amministrativi che potrebbero interrompersi per la chiusura degli uffici così come la ricerca di spazi ad uso archivio visto che la dematerializzazione e la digitalizzazione dei processi non è applicabile in tempo reale a tutti i documenti. Il Mef in ogni caso sta accelerando più possibile gli interventi già avviati nelle sedi di Milano, Napoli, Bologna, Bari e Torino dai quali si attendono nuovi risparmi. Anche a Roma sono stati unificati in un solo immobile tutti gli uffici del dipartimento delle Finanze della sede di via dei Normanni (comprese le Commissioni tributarie regionale e provinciale), sono stati rilasciati o dismessi nel corso degli ultimi anni altri immobili e si sta provvedendo, anche nelle more della ristrutturazione della sede centrale di via XX settembre, a ricollocare il personale della Direzione dei servizi del Tesoro di via Casilina dove è scaduto il contratto di locazione. RIPRODUZIONE RISERVATA. MARCO ROGARI 12

15 Pagina 14 Il Sole 24 Ore Lavori pubblici. Tra i criteri resta quello della riforma del sistema di qualificazione delle imprese e delle Soa. Appalti, salta il débat public Niente consultazione popolare nel Ddl delega approvato dal Governo. Giuseppe Latour ROMA Semplificazione e sburocratizzazione. Accesso delle Pmi al mercato. Maggiore coinvolgimento dei privati nel finanziamento delle opere. Istituzionalizzazione delle lobby. Revisione del sistema di qualificazione delle imprese per la partecipazione alle gare. Sono questi i cardini del Ddl sul recepimento delle direttive europee in materia di appalti pubblici, concessioni e settori esclusi che il Governo ha approvato venerdì scorso. Scorrendo i criteri della delega si individua chiaramente la direzione nella quale andrà il nuovo Codice. E la novità più interessante è che il testo uscito dal Cdm ha fatto una vittima illustre: il débat public, la partecipazione attiva dei territori nei processi decisionali legati alle opere strategiche, è stato cassato. Nelle bozze delle scorse settimane, infatti, compariva la «promozione di un adeguato livello di partecipazione delle popolazioni dei territori interessati nel processo decisionale finalizzato alla realizzazione delle opere strategiche e, comunque, delle opere di notevole impatto e rilevanza, anche antecedentemente rispetto alla partecipazione istituzionale da parte dell' ente pubblico». In altre parole, si tratta di un sistema di regole, mutuato dall' esperienza avviata dalla Francia a metà degli anni Novanta, per coinvolgere le comunità locali nella realizzazione delle infrastrutture sin dalle prime battute. Ed evitare così che si replichino casi come quello dell' Alta velocità Torino Lione. Il riferimento al débat public, però, nella versione finale del testo è stato cancellato, a sorpresa. Il Governo, insomma, avrebbe cambiato orientamento sull' idea di introdurlo. Per il resto, il testo ribadisce la necessità di ridurre le stazioni appaltanti e razionalizzare la loro attività. E apre alla «revisione del sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza». L' epoca delle società di attestazione private (Soa) pare destinata a chiudersi, dopo gli scandali degli ultimi mesi. Mentre si dovrebbe aprire un periodo nel quale i privati saranno più coinvolti nel finanziamento delle opere: la delega parla di «razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato». Altro tema evocato in diversi punti è quello della semplificazione. Si parla di «riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica da parte Continua > 13

16 Pagina 14 < Segue Il Sole 24 Ore delle stazioni appaltanti». Oltre alla «razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale». Tutto questo si lega, ovviamente, alla maggiore «trasparenza e pubblicità delle procedure di gara» e al «miglioramento delle condizioni di accesso al mercato per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione». Tra l' altro, il maggiore coinvolgimento delle Pmi è uno degli obiettivi strategici delle direttive europee. Infine, per la prima volta in Italia il disegno di legge avvia un processo che dovrebbe portare a regolare la presenza delle lobby nei processi decisionali di realizzazione delle opere. Si parla infatti della «definizione di un quadro regolatorio volto a rendere trasparente la partecipazione dei portatori qualificati di interessi». Il ruolo dei gruppi di pressione potrebbe essere finalmente formalizzato. RIPRODUZIONE RISERVATA. GIUSEPPE LATOUR 14

17 Pagina 14 Il Sole 24 Ore Sicurezza. Disponibili 636 milioni. Partono nel 2015 i primi interventi di edilizia scolastica Massimo Frontera ROMA Ci sono 636 milioni di euro da spendere entro l' anno per interventi di edilizia scolastica, ma la maggior parte degli investimenti rischia di partire solo nel Si tratta, in larga prevalenza di piccoli o piccolissimi lavori in sicurezza e manutenzione edilizia. Gli interventi sono quelli pianificati e selezionati nell' ambito dei tre programmi che il premier Matteo Renzi ha ribattezzato #scuolenuove, #scuolebelle e #scuolesicure. La quota maggiore è costituita dai 400 milioni di risorse Cipe per la messa in sicurezza e l' eliminazione dell' amianto (#scuolesicure). Poi ci sono i 86,4 milioni del programma "#scuolenuove", che libera le risorse nelle casse dei comuni, perché le esclude dal patto di stabilità Gli altri 150 milioni vanno a finanziare un pulviscolo di micro manutenzioni eseguite da cooperative di artigiani nel quadro delle convenzioni quadro della Consip (#scuolebelle). I 400 milioni Cipe delle "#scuolesicure" vanno a appalti in 18 regioni, per un taglio medio di 245mila euro a cantiere. Il piano rappresenta il rifinanziamento di quello avviato dal precedente governo con il decreto "fare". I lavori vanno affidati entro il 31 dicembre 2014, pena la revoca dei fondi. La strada però non è del tutto spianata. Infatti, la delibera Cipe del 30 giugno con la quale è stato finanziato il programma non è ancora apparsa sulla «Gazzetta Ufficiale»; anzi non è stata ancora registrata dalla Corte dei Conti. Il ritardo si spiega in parte con una "svista". Nella delibera del 30 giugno, infatti, oltre ai fondi per le #scuolesicure, venivano stanziati anche 110 milioni a favore del piano #scuolebelle, fondi che si è poi scoperto avevano già una copertura. Il successivo 1 agosto il Cipe «ha preso atto che per il cofinanziamento di 110 milioni di euro (...) è stata individuata una copertura finanziaria alternativa rispetto all' assegnazione, a carico del FSC, disposta nella seduta del 30 giugno u.s.; la relativa delibera, pertanto, non avrà corso». In altre parole, la delibera del 30 giugno deve essere modificata. Intanto il tempo passa e la scadenza del 31 dicembre si avvicina. Sempre il 1 agosto, l' ufficio di Gabinetto del ministero dell' Istruzione, prendendo atto del ritardo, ha sollecitato i comuni «nelle more della registrazione della delibera Cipe» ad avviare le procedure di gara, per non rischiare il definanziamento. Continua > 15

18 Pagina 14 < Segue Il Sole 24 Ore Allo stesso tempo ha anche informato i Comuni che «risorse saranno assegnate agli enti locali a partire da gennaio 2015 e dovranno essere utilizzate nello stesso anno». Stando così le cose, l' impatto sull' economia reale di questo "pezzo" del programma di edilizia scolastica si avvertirà solo il prossimo anno. RIPRODUZIONE RISERVATA. MASSIMO FRONTERA 16

19 Pagina 14 Il Sole 24 Ore Regole. Normativa più stringata, in riferimento con le linee guida sulle gare definite da Bruxelles. Nuovo Codice a misura d' Europa ROMA Stop alla cattiva abitudine, tutta italiana, di dotarsi di una valanga di regole superflue e di difficile applicazione. Il nuovo Codice degli appalti sarà più stringato rispetto alla vecchia versione, che attualmente conta circa 600 articoli, considerando il regolamento di attuazione. E farà riferimento a quello che stabilisce l' Europa, cercando di discostarsi il meno possibile dal modello che arriva da Bruxelles. Dice questo, in sostanza, l' unico criterio della nuova legge delega in materia di appalti ad essere stato aggiunto al pacchetto del quale si era già discusso nelle scorse settimane. Si tratta di una novità fortemente voluta dal premier Matteo Renzi, che nel corso della presentazione del Ddl, dopo il Consiglio dei ministri di venerdì, ne ha più volte ribadito l' importanza, richiamandosi anche alle regole in materia di «overdesign», contenute nel decreto Sblocca Italia e scritte con un obiettivo simile, anche se limitate al solo settore della progettazione. Nello specifico, adesso il disegno di legge delega impone il «divieto di introduzione e mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive comunitarie». Negli appalti pubblici, quindi, non si potrà mai appesantire il carico burocratico imposto da Bruxelles. Le eccezioni, se ci saranno, dovranno essere limitate. Questo alleggerimento, secondo quanto ha spiegato il Governo nelle scorse settimane, dovrebbe portare a ridurre il corpo del Codice a un massimo di 200 articoli, con un taglio di due terzi rispetto alla versione attualmente in vigore. L' obiettivo di una potatura così massiccia, stando alle parole di Renzi, è duplice. Da un lato si punta a rendere il sistema di più facile utilizzo: oggi è consueta la pratica di attivare deroghe speciali per molte delle gare più importanti, proprio per evitare che le opere strategiche restino impantanate nelle secche delle procedure. Dall' altro lato, poi, l' idea è di combattere in maniera più ficcante il fenomeno della corruzione negli appalti. Il mix di procedure difficilmente applicabili e deroghe è un brodo di coltura ideale per le pratiche illecite. Come dimostrano i recenti casi di Expo e Mose. Gi.L. RIPRODUZIONE RISERVATA. 17

20 Pagina 16 Il Sole 24 Ore In Parlamento. Il Senato darà precedenza alla delega sulla Pubblica amministrazione. Riforme a rilento, l' Italicum non riparte Barbara Fiammeri ROMA. Avanti piano, anzi pianissimo. L' Italicum per ora non decolla. A partire da oggi gli slot della commissione Affari costituzionali, dove la riforma elettorale è parcheggiata dal 17 marzo scorso, saranno occupati dalla riforma della Pubblica amministrazione. Senza tener conto che tra non molto si aprirà anche la sessione di bilancio, che partirà a metà ottobre preceduta dalla nota di aggiornamento del Def. Ma nessuno sembra avere più fretta di licenziare l' Italicum. Il tam tam, che fino a prima dell' estate lasciava presagire un' immediata calendarizzazione della legge elettorale, si è arrestato, tant' è che l' Italicum non compare neppure tra i «passi» della prima pagina del nuovo sito del Governo («passodopopasso.italia.it») presentato da Matteo Renzi lunedì. Il premier in questo momento è concentrato sui temi economici e il nuovo sistema di voto non rientra più tra le «urgenze». E poi c' è una ragione presumibilmente anche tattica. Il testo votato dalla Camera il 12 marzo scorso è destinato ad essere modificato in modo sostanziale. Lo sa Renzi e lo sa anche Silvio Berlusconi. I due ne hanno parlato in occasione dell' ultimo faccia a faccia ai primi di agosto e si sono dati appuntamento per settembre. Ma anche il Cavaliere, tornato ieri a Roma dopo le vacanze forzate ad Arcore, a chi ha avuto modo di parlargli ha fatto capire che non cercherà di forzare i tempi. Dare in mano a Renzi la legge elettorale lascerebbe più possibilità al premier per un rapido ritorno al voto, che Berlusconi ora non vuole. Se la situazione dovesse precipitare, a Berlusconi potrebbe addirittura convenire un' elezione con il Consultellum, il sistema imposto dalla sentenza della Corte costituzionale, un proporzionale puro con sbarramento che eviterebbe l' indicazione del candidato premier e soprattutto non avrebbe vincitori e quindi obbligherebbe alle larghe intese all' indomani dello scrutinio. Anche Renzi, alle prese con i sommovimenti interni alla sua maggioranza, potrebbe trovare utile lasciare appesa la spada di Damocle dell' Italicum fino a quando non si saranno chiusi i dossier più delicati, su tutti: jobs act e legge di stabilità. Sia una parte non irrilevante del Pd che dentro Ncd e le altre forze minori viene detto apertamente che il testo uscito dalla Camera deve essere rivisto già nei suoi capisaldi: le soglie di sbarramento per l' ingresso in Parlamento e per l' aggiudicazione del premio di maggioranza e il sistema per la scelta dei deputati. Basta leggere quanto detto nei giorni scorsi dal presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che, pur Continua > 18

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