SItI X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica Pisa, Ottobre 2007

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1 SItI X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica Pisa, Ottobre 2007 NORME IN MATERIA AMBIENTALE LO STATO DI ATTUAZIONE DEL TESTO UNICO Antonio Faggioli

2 INTRODUZIONE L ambiente, uno dei fattori determinanti della salute, è minacciato da stili di vita con crescita incontrollata delle produzioni e dei consumi e dall uso talvolta improprio della tecnologia Si rende necessaria una politica che modifichi gli stili di vita e concilii interessi ambientali e di salute, sociali ed economici I professionisti della sanità pubblica sono tenuti a esercitare il loro ruolo per contribuire alla formazione delle decisioni in materia di ambiente e salute

3 ALCUNI PRINCIPI COMUNITARI La protezione della salute umana è un obiettivo in materia ambientale del Trattato Costitutivo della CE Ambiente, salute e qualità della vita è un tema sviluppato dal 6 6 Programma d Azione della CE in materia ambientale Precauzione e azione preventiva, tutela della salute umana e dell ambiente ambiente sono principi tenuti presenti nella nozione di rifiuto secondo la direttiva 2006/12/CE

4 LEGGE DELEGA 308/2004 (I) (Riordino della legislazione ambientale) La delega al Governo riguarda i seguenti settori: Rifiuti e siti contaminati Acque e risorse idriche Suolo Aree protette Tutela risarcitoria per danni all ambiente ambiente VIA, VAS, QPPQ (IPPC) Aria

5 LEGGE DELEGA 308/2004 (II) I principi e criteri Tutela dell ambiente e protezione salute umana Osservanza principi di prevenzione, precauzione, correzione e riduzione inquinamenti Chi inquina paga Tempestività ed efficienza dei controlli e certezza delle sanzioni Coordinamento sistema sanzionatorio amministrativo e penale Ruolo delle Regioni per interconnessione delle normative di settore in un quadro unitario e per valorizzazione del controllo preventivo rispetto alle sanzioni

6 LEGGE DELEGA 308/2004 (III) I limiti Modifiche al Decreto Ronchi sui rifiuti assoggettamento di rifiuti ferrosi al regime delle materie prime e non a quello dei rifiuti esclusione dal regime dei rifiuti di combustibile da rifiuti urbani usato in co-combustione combustione esonero dalla responsabilità smaltimento rifiuti per i produttori che hanno ricevuto certificato di avvenuto smaltimento dai titolari degli impianti Mancato inserimento dei professionisti di sanità pubblica nelle commissioni tecniche ministeriali composte da professori universitari, dirigenti apicali di pubblici istituti di ricerca ed esperti di alta qualificazione nelle materie oggetto della delega

7 D. LGS. 152/2006 (I) (Norme in materia ambientale) Composto da 6 Parti, 318Art.,45Allegati I Disposizioni comuni II Procedure per VAS, VIA e IPPC III Difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall inquinamento, gestione risorse idriche IV Gestione rifiuti e bonifica siti inquinati V Tutela dell aria e riduzione emissioni in atmosfera VI Tutela risarcitoria contro i danni all ambiente ambiente

8 D.LGS.. 152/2006 (II) Improprietà del termine testo unico Non conformità ai principi e criteri della Legge delega con particolare riferimento a: protezione della salute umana consultazione dei diversi soggetti previsti dalla delega intesa con la Conferenza Unificata

9 D.LGS.. 152/2006 (III) Aspetti critici generali Protezione della salute umana Procedure relative a : vigilanza e controllo sistema sanzionatorio procedimenti istruttori sistema informativo

10 D.LGS.. 152/2006 Tutela delle acque e gestione risorse idriche Istituzione di 8 Settori Idrografici sovraregionali,, con nuova Autorità di Distretto e abolizione dell Autorit Autorità di Bacino Autorità locali con funzioni limitate a fornire dati conoscitivi Regioni con funzioni limitate a : formulare pareri nella Conferenza Stato Regioni di supporto alle funzioni ministeriali di programmazione, gestione, controllo

11 D.LGS.. 152/2006 Gestione rifiuti e bonifica siti inquinati Autorizzazione delle Regioni, senza sia stato chiarito se restano vigenti le precedenti disposizioni regionali: es. delega alle Province Semplificazioni amministrative: es. unica autorizzazione decennale per progetto, realizzazione e gestione di nuovi impianti di smaltimento e recupero Deregolamentazione: es. accordi di programma per deroga alle norme Sanzioni : es. il responsabile di inquinamento di un sito non è punibile se attua e osserva il progetto di bonifica ( segue )

12 D.LGS.. 152/2006 Gestione rifiuti e bonifica siti inquinati ( seguito ) Nozione di rifiuto : ciò che è prodotto accidentalmente nel corso di lavorazioni e non il risultato di una scelta tecnica di impresa qualcosa di cui il produttore intende o deve per legge disfarsi non recepisce i principi della direttiva 2006/12/CE Sottoprodotto escluso dal regime dei rifiuti, in quanto : deriva da attività di impresa con continuità nella sua produzione ha valore commerciale, per cui può essere destinato a ulteriore impiego o consumo presso l impresa l che lo produce o da essere commercializzato a disposizione di altre imprese contrasta con gli indirizzi CE secondo i quali il sottoprodotto, per essere un bene e non un rifiuto, deve essere riutilizzato esclusivamente nel processo che l ha l prodotto ( Italia deferita alla Corte di Giustizia della CE)

13 D.LGS.. 152/2006 Tutela dell aria e riduzione emissioni 1. L autorizzazione alle emissioni è esclusa per vari impianti 2. Possono essere esentati dall osservanza dei valori limite delle emissioni,a certe condizioni, gli impianti anteriori al 1988 e quelli con anomalo funzionamento 3. Aumentano gli impegni delle Autorità competenti, dovendo autorizzare, oltre agli impianti previsti dalle nuove norme, anche quelli sotto i limiti ma che hanno potenzialità oltre 35 kw

14 D. LGS. 152/2006 Tutela risarcitoria del danno ambientale 1. Riformulata la nozione di danno ambientale: è danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell utilit utilità assicurata da quest ultima ultima (conforme alla direttiva 2004/35/CE) 2. L azione valutativa e risarcitoria è di esclusiva competenza del Ministero Ambiente, che ha facoltà di esercitare anche l azione l civile in sede penale 3. Il Ministero si avvale per gli accertamenti tecnici sia di soggetti pubblici che privati in regime convenzionale 4. L azione risarcitoria non si attiva qualora sia attivata la bonifica di siti inquinati ( segue )

15 D. LGS. 152/2006 Tutela risarcitoria del danno ambientale ( seguito ) Regioni ed enti locali possono esercitare unicamente le seguenti funzioni : collaborare con il Ministero secondo i principi di leale collaborazione e sussidiarietà sollecitare l intervento l statale essere coinvolti nell istruttoria ministeriale fare ricorso contro atti amministrativi ritenuti illegittimi Le associazioni per la protezione ambientale, a seguito dell abrogazione di precedenti norme, non possono proporre azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettavano a comuni e province, ma hanno facoltà unicamente di intervenire nei giudizi e ricorrere in sede amministrativa per l annullamento l di atti ritenuti illegittimi.

16 DOPO IL D. LGS. 152/2006 I provvedimenti correttivi Annullamento dei 18 decreti attuativi adottati il D.Lgs.. 284/2006 Schema di decreto approvato da Consiglio dei Ministri Legge 296/2006 (Finanziaria 2007)

17 FINANZIARIA 2007 Legge n. 296/2006 Alcune norme in materia ambientale Acqua C Accesso alle risorse idriche Danno ambientale C. 868 Somme versate allo Stato a risarcimento del danno ambientale Edilizia C. 389 Barriere architettoniche CC. 625 e 626 Messa in sicurezza degli edifici scolastici e abbattimento barriere architettoniche Energia e carburanti C. 329 Accisa sul metano per autotrazione CC , 356, Detrazione d imposta d per spese destinate alla riduzione del consumo di energia elettrica C. 350 Pannelli energetici CC Fondo per interventi di efficienza energetica e di riduzione dei costi della fornitura energetica per finalità sociali

18 FINANZIARIA 2007 Legge n.296/2006 CC Carburanti CC Fonti rinnovabili Protocollo di Kyoto CC Protocollo di Kyoto Mobilità e inquinamento CC Incentivi Euro 4 ed Euro 5 CC Incentivi motocicli CC Qualità dell aria nelle aree urbane Rifiuti C. 184 Rifiuti e discariche CC Raccolta differenziata Varie CC Sostenibilità ambientale

19 PROPOSTE CONCLUSIVE ( I ) Gli obiettivi Integrazione delle politiche ambientali e sanitarie Promozione e tutela del binomio ambiente-salute Sorveglianza epidemiologica della salute Comunicazione dei rischi ambientali per la partecipazione della comunità Valorizzazione del contributo professionale degli esperti di sanità pubblica

20 PROPOSTE CONCLUSIVE ( II ) Le condizioni per realizzare gli obiettivi Legittimazione normativa della protezione della salute in tutti i settori ambientali disciplinati dalle norme Recepimento dei principi di prevenzione e precauzione nei riguardi dei danni ambientali non disgiuntamente dagli stessi principi per la promozione e tutela della salute Formale partecipazione degli esperti di sanità pubblica alle commissioni tecniche di cui si avvalgono Ministeri, Regioni ed Enti locali per la promozione e la tutela dell ambiente ( segue )

21 PROPOSTE CONCLUSIVE ( II ) Le condizioni per realizzare gli obiettivi ( seguito ) Consultazione delle Società scientifiche di sanità pubblica sugli atti normativi e regolamentari in materia di ambiente Partecipazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL alla vigilanza e controllo in materia ambientale, in collaborazione con le Agenzie regionali e gli altri soggetti legittimati Azione congiunta dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e dei diversi soggetti legittimati in materia ambientale, per l espressione l unitaria dei pareri istruttori ai provvedimenti amministrativi delle competenti autorità

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