gli SPICCIOLI del San Luigi Cosa succede Impressioni(sti) da Brescia Per questo numero:

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1 gli SPICCIOLI del San Luigi Mensile dell Oratorio San Luigi di Lissone Anno 1, Numero 9 Dicembre 2006 Contravvenendo alla nostra consuetudine di uscire l ultima domenica del mese, siamo nei distributori delle chiese il giorno di Natale. Il motivo è ovvio. Non possiamo far passare inosservata una festa così importante. Ed il nostro modo di festeggiarla è quello di essere con voi, con un nuovo numero che vi accompagnerà durante le vacanze. La redazione al completo vi augura di passare i prossimi giorni con la serenità nel cuore, godendovi l affetto dei vostri cari ma con la consapevolezza che nel mondo non siamo tutti fortunati: in terre lontane ma, spesso, anche nelle nostre strade, vicino ai negozi con vetrine sfavillanti o al parcheggio dove lasciamo l auto per andare a comprare l ultimo regalo. Buon Natale! La Redazione Cosa succede Impressioni(sti) da Brescia Lo scorso novembre sono andata con la mia classe in gita scolastica a Brescia, al Museo di Santa Giulia. Ci siamo ritrovati alle 8.00 davanti alla scuola e arrivati a destinazione abbiamo svolto subito un laboratorio molto interessante: la giornata di un bambino a Brixia (cioè le attività di un bambino bresciano in epoca romana). Dopo il laboratorio abbiamo visitato il Capitolino, il Tempio Romano e l Anfiteatro. Subito dopo pranzo abbiamo fatto una camminata fino al Castello della famiglia Visconti. Per accedere al Castello si devono attraversare due porte. Da qui si può ammirare tutta la città di Brescia e un bellissimo panorama. Entrando dalla porta principale si vede il meccanismo del ponte levatoio, azionato da una catena. Nel Castello abbiamo visitato il Museo delle Armi, dove c è una collezione di armi bianche (che sarebbero spade, lance, pugnali, ecc.; pistole e fucili non sono armi bianche). Siamo entrati anche nella torre dove venivano rinchiusi i nemici catturati e dopo aver concluso il giro del Castello ci siamo nuovamente diretti al Museo. Il sentiero era molto stretto e scivoloso e abbiamo dovuto fare molta attenzione per non cadere. Nel museo abbiamo visto le opere di Turner e degli Impressionisti; i quadri erano divisi in sei sezioni, per presentare argomenti e tecniche diversi. Nella prima e seconda sezione sono esposti i dipinti di Turner e Constable, la terza sezione è dedicata agli sguardi verso la natura e nella quarta, quinta e sesta sezione si ammirano le opere di altri pittori impressionisti. Terminata la visita siamo tornati al pullman, che ci ha riportato a Lissone, dove ci attendevano i nostri genitori. E stata una gita molto bella e l esposizione dei quadri mi è piaciuta moltissimo. Mi ricordo in particolare un paesaggio tra le nuvole e uno di colline e la cattedrale di Notre Dame di Monet, che sembra colare sulla tela. Mi sono piaciuti molto anche il quadro di Narciso che si specchia nell acqua e quelli delle ninfee, che hanno colori bellissimi e consiglierei a tutti di vedere. Elpi Per questo numero: In redazione: Elpi, Blue Eyes, Canis Maior, D&E, Don CBC, JK 93, Herbert Fanucci, Lalù, Loony Moony, Mr. Ghitar, Scott, Sir Alec, Stellina, The Uncle, Tonks. Redattore responsabile: Mrs. Norris Impaginazione e grafica: Zio Apo

2 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 2 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 Il mio Presepe Per Natale ho preparato con mia mamma, come ogni anno, il mio presepe e l ho costruito in soggiorno nel vano di un mobile antico. E un presepe molto normale ma, per me, è bello perché nasce dalla mia fantasia. Ve lo descrivo: è fatto da una capanna con le lucine colorate che illuminano Gesù, che però ho coperto con la carta perché non è ancora arrivato il giorno della sua nascita, Maria, Giuseppe e i due animali. Di fronte alla capanna ho modellato le montagne, con una carta colorata e appallottolata, da dove parte un ruscello che termina in un laghetto sopra il quale c è un bellissimo ponticello di legno; sotto di esso ho posizionato pesciolini e paperelle dando loro una posizione precisa, così che nuotando non si scontrino! Sullo sfondo, tra la capanna e le montagne, ho inserito delle palme sotto le quali ho messo a dormire delle statuine con personaggi che dormono. Alcune delle statuine sparse nel presepe, che rappresentano diversi personaggi di pastori come la tradizione racconta, sono fatte di gesso e sono quelle a cui la mamma è particolarmente affezionata perché sono del presepe che faceva quando lei era piccola, altre invece le abbiamo comperate insieme ultimamente e sono di plastica. Quando costruisco il presepe io mi diverto. Volete vederlo? Eccolo! Non di solo panettone... Mr.Ghitar (anche e, soprattutto, in tempo di festa non basta nutrire solo la panza) Ragazzi, in questo periodo bisognerebbe avere cent occhi, tante sono le cose da vedere! Davanti a tanta abbondanza c è solo l imbarazzo della scelta ma, come in tutti i menù, bisogna scegliere e noi l abbiamo fatto: tra le tante proposte abbiamo privilegiato quelle ci si sono sembrate più stuzzicanti. Abbiamo iniziato i nostri assaggi culturali partecipando alla serata di presentazione della manifestazione Lissone - città presepe a cura del Circolo Don Bernasconi, durante la quale si sono esibiti i Rockfeller, con una selezione di brani a tema: molto bella la presentazione delle canzoni, perfettamente adeguate all argomento della serata. Abbiamo tenuto ben ritte le nostre orecchie di cronisti per cogliere i commenti in sala: il pubblico ha molto apprezzato l esibizione. Eppure non era propriamente composto da ragazzini scatenati Ah, quando si dice che il rock non ha età! La portata successiva è stata il Corteo dei Pastori della Cascina S. Mauro, realizzato con l amorevole cura di chi sa valorizzare anche piccoli dettagli, come le lanternine intagliate nelle zucche o le campanelle fissate al bastone dei pastori. Una cerimonia semplice, accompagnata da canti tradizionali (intonati dal Coretto SS. Pietro e Paolo in trasferta ) e dai vocalizzi dei tre gemellini (tre!) che hanno impersonato il Bambin Gesù, nell odore pungente del vin brulè e nel caldo abbraccio della partecipazione di tanta gente. Altro piatto da intenditori è stato il bellissimo Presepe Vivente, interpretato da decine di figuranti; la manifestazione, curata dalla Associazione Amici del Presepe, si arricchisce ogni anno che passa. Ogni particolare (costumi, utensili, scenografia) è attentamente studiato e minuziosamente realizzato, con pazienza e precisione storica. L insieme crea una atmosfera molto suggestiva: sembra davvero di passeggiare nella Palestina di venti secoli fa. A Palazzo Terragni abbiamo gustato una prelibatezza: la mostra filatelica a tema natalizio, con contorno di un esposizione di presepi artistici. Per il brindisi finale abbiamo avuto a disposizione ben due Concerti di Natale, a cura di Consonanza Musicale e del Corpo Bandistico S. Cecilia. E, dopo una simile scorpacciata, come negarsi un digestivo adeguato?

3 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 3 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 Ci siamo trasferiti dalle parti di Dalmine, per ammirare un museo insolito, che espone presepi provenienti da tutto il mondo. Sono raccolte più di ottocento rappresentazioni della natività, alcune delle quali sono autentici gioielli artistici, e merita davvero una visita. In attesa dell Epifania vi consigliamo di portarci i più piccoli, ma niente paura se gli ultimi giorni di festa scivoleranno via inesorabili Il museo è aperto tutto l anno e potete trovare orari e informazioni all indirizzo internet Sir Alec Un libro, un parere, ovvero: Buona lettura! Un Canto di Natale ( A Christmas Carol ) di Charles Dickens Un Canto di Natale è uno dei racconti contenuti nei Christmas books (Libri di Natale) ed è forse il più famoso. Sicuramente lo conoscono anche i più piccoli, perché da esso W. Disney ha tratto un film a cartoni animati. E una favola, con tanto di morale, che narra di un vecchio avaro, Ebenezer Scrooge ( tirchio in inglese), arido e gretto finanziere per il quale il Natale e le feste sono un inutile perdita di tempo. Scrooge tiranneggia il prossimo nella sua brama di guadagno e, per questo motivo, è odiato da tutti. Alla vigilia di Natale, infastidito dagli auguri che la gente si scambia festosamente, torna a casa di malumore e resta turbato dalla visione del fantasma del suo ex socio d affari, Marley, che lo invita a cambiare atteggiamento, pena la dannazione eterna. Come Scrooge, Marley ha sacrificato tutto affetti, famiglia per accumulare denaro, chiuso in un egoismo che gli ha impedito di godere della compagnia delle persone che amava e che lo amavano. In seguito a questa visione, Scrooge riceve la visita di tre spettri. Il primo rappresenta lo Spirito del Natale Passato, che gli ricorda la sua infanzia, l affetto che lo legava alla sua sorellina ed alla ragazza che aveva promesso di sposare, ma che poi abbandonò perché troppo povera per le sue ambizioni; il secondo incarna lo spirito del Natale Presente, che gli mostra come le famiglie, unite nella gioia della festa imminente, trascorrono insieme le ultime ore prima della Nascita di Gesù. Anche nelle case più povere, come quella del suo impiegato Bob, sono tutti felici e tutti traggono forza e consolazione dagli affetti. Mentre lo spettro si allontana, compaiono due orribili creature, Ignoranza e Povertà, che minacciano di corrompere il mondo a meno che qualcuno non intervenga al più presto. La terza apparizione è lo Spirito del Natale Futuro, che mostra a Scrooge la sua stessa morte e le conseguenze che il suo egoismo hanno provocato nella famiglia di Bob. Da questo incubo Scrooge si sveglia profondamente pentito e decide di cambiare radicalmente la sua vita. E la mattina di Natale: Ebenezer si reca a casa di Bob, portandogli un sostanzioso aiuto economico e la sua nuova, sincera amicizia. Si riconcilia anche con la famiglia del nipote Fred e da quel momento diventa una persona amata da tutti, trovando finalmente la pace e la serenità. Leggendo attentamente il racconto si coglie l impegno di Dickens nel denunciare lo sfruttamento delle classi più povere e di tutti i problemi (analfabetismo, lavoro minorile) che la Poverty Law (Legge contro la povertà), varata dal governo vittoriano, accentuò anziché risolvere. Grazie alla presa di posizione di personaggi di cultura come Dickens, in Inghilterra la questione sociale non esplose con la stessa violenza che segnò il resto dell Europa: sorsero movimenti di volontariato e società filantropiche e il governo capì che, per evitare conflitti più seri, bisognava intervenire con provvedimenti concreti. Questi naturalmente non risolsero tutti i problemi dei più poveri, ma contribuirono comunque a migliorarne le condizioni di vita. Canis Maior & Loony Moony DJ Corner - disco del mese: Joy: a holiday collection Jewel Mi adatto anch io al periodo e, nell imminenza del Natale, vi propongo un disco a tema. Sia ben chiaro: non la solita raccolta di brani tradizionali suonati con la zampogna, ma un insieme di brani interpretati da una voce spettacolare, quella di Jewel. Jewel Kilcher è statunitense e, nel 1995 a poco più di vent anni pubblica il suo primo album, che non disprezza le aspettative del suo nome di battesimo ( Gioiello ): Pieces of you, un piccolo e sorprendente capolavoro. Jewel colpisce per la sua splendida voce e per la capacità sopraffina di abbinarle il suono della

4 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 4 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 chitarra acustica. La maggior parte dei brani del suo disco di debutto sono infatti suonati con il solo accompagnamento della chitarra, rendendo l intero album molto intenso, fatto di canzoni appassionate e cariche di emozione. La voce poi è difficilmente descrivibile per la sua sorprendente capacità di cambiare timbro e intensità, esprimendo al meglio la potenza di ciò che il brano vuole trasmettere. Sono solo due le canzoni suonate con l accompagnamento di una band, Who will save your soul (l intenso pezzo di apertura) e You were meant for me. Sono inseriti anche tre brani registrati dal vivo, come si capisce dagli applausi conclusivi: Little sister, Near you always e Daddy. È un album da ascoltare e riascoltare, perché ogni tanto ci vuole un po di dolcezza e si deve anche staccare il cavo della chitarra elettrica e far riposare le orecchie e il cuore. Dopo questo disco Jewel ha cominciato a strizzare l occhio al più commerciale pop, facendo ancora un buon lavoro come Spirit, ma finendo poi per diventare una delle tanti cantanti pop che sovrappopolano il mercato musicale. E questo lo dico a malincuore Dopo il secondo album ci ha però regalato la raccolta natalizia Joy (Gioia), che si apre appunto con una esplosione di gioia, Joy to the world (Gioia per tutto il mondo) di Haendel. La scaletta del disco vede brani tradizionali come Silent night (la nostra Astro del ciel ), l Ave Maria di Gounod, Go tell it on the mountain (meglio conosciuta da noi come Là sulla montagna ); tutte le tracce sono però reinterpretate e presentate in una veste totalmente nuova grazie alla voce da brivido di Jewel. Ci sono anche due pezzi riarrangiati, già presenti nel suo album Spirit : Life uncommon e Hands. In alcune canzoni è da segnalare la partecipazione della madre di Jewel, Lenedra Carroll, cantante abbastanza conosciuta negli anni andati negli USA. Ascoltandola si capisce da chi Jewel abbia preso la voce! Non posso non concludere questa recensione natalizia con il mio migliore augurio, ancora una volta preso in prestito da John Lennon: Buon Natale di cuore e felice anno nuovo speriamo che sia buono, senza alcuna preoccupazione e paura Herbet Fanucci Curiosando qua e là Manuale di sopravvivenza (scolastica) Dicembre è tempo di feste, brindisi, regali Ma per gli studenti di terza media è anche tempo di scelte: il cosa farò da grande diventa sempre più pressante, perché si deve decidere il percorso scolastico o formativo da seguire. Così, peregrinando da un Incontro di Orientamento a un Open Day, ragazze e ragazzi si trovano a dover fronteggiare l ansia della giusta scelta, la preoccupazione di prendere una decisione importante, la valutazione consapevole delle proprie inclinazioni, la frenesia di esaminare adeguatamente le proposte sulle quali porre le basi del proprio futuro. Ansia? Preoccupazione? Frenesia? Ma siamo sicuri che sia così davvero per tutti? Forse qualcuno riesce ancora a prendere la scuola con un po di filosofia ed a scherzarci su! Non c'è niente da fare! Da Carlo Magno in poi ci hanno detto che, se un giorno vorremo lavorare ed avere una vita economica indipendente, noi ragazzi dalla tenera età di sei anni fino al compimento del diciottesimo, dobbiamo andare a scuola! E, come nel triste giuramento fatto dalla Monaca di Monza di manzoniana memoria, studenti siamo e studenti saremo fino alla fine! A ben vedere frequentare la scuola tutti i giorni - con esclusione del sabato e dei tanto attesi dì festivi - è la bella (o brutta) copia di come, in un prossimo futuro, saranno i nostri impegni nel mondo del lavoro. E molti adulti sono soliti ripetere che a distanza di anni sarebbero ben contenti di cambiare tali impegni con i loro lontani ricordi scolastici. Magra consolazione! Sta di fatto che svegliarsi alle sette del mattino con la prospettiva di passare almeno otto ore seduto in un banco ed ascoltare - quando tutto va bene e non ci sono interrogazioni a sorpresa - lezioni di professori implacabili e con poca voglia di scherzare non è il massimo della vita. (Dlin-Dlon! "Attenzione! Le parole che seguono sono frutto della fantasia di un alunno, non vanno quindi prese seriamente o imitate in ambito scolastico") Ma se proprio ci tocca, allora cerchiamo di migliorare il loro sviluppo quotidiano, cercando di fraternizzare con i compagni di classe alla stregua di novelli carbonari (per rimanere in tema, visto che in questi giorni stiamo studiando i moti rivoluzionari del malinconico Mazzini), preparando complicatissimi programmi e piani segreti per studiare il meno

5 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 5 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 possibile e con il massimo profitto e, quando la professoressa annuncia "la settimana prossima verifica in classe!", dopo un attimo di scoramento scatta il piano emergenza! Le serate successive vengono destinate a ricopiare su minuscole pagine preziosi appunti, date storiche, località di trattati ed accordi, vita e morte di personaggi famosi. E quando ogni particolare è stato debitamente registrato, possiamo affrontare serenamente la nostra temuta verifica... anche se la maledizione della traccia segreta colpisce quasi sempre! A nulla infatti servono le nostre notti insonni a preparare preziosi appunti di fronte ad un testo astutamente predisposto da un altrettanto astuto professore (che ne sa sempre una più di noi). E a proposito di sonno: vi sono dei momenti nella nostra giornata scolastica (specialmente dopo pranzo) nei quali non si può fare a meno di sbadigliare e sognare ad occhi aperti (visto che chiusi non possiamo tenerli) di essere da tutt altra parte, magari in riva al mare, al cinema, o davanti alla propria Playstation... Descritta così la giornata di uno studente tipo può far sorgere il dubbio che, più che dedicata allo studio, sia una giornata dedicata a " far passare il tempo". Ebbene non è così! Le prime ore, che sono quelle più fruttuose (le ore del mattino, si sa, hanno l'oro in bocca) la mente, fresca e riposata, può affrontare qualsiasi problema. Purtroppo però le ore passano, i professori si susseguono con incessante regolarità e le nostre energie si esauriscono come pile. Per fortuna che il pomeriggio non è poi così lungo... JK 93 Caro amico ti scrivo Caro amico, qualche giorno fa Padre Peter, frate cappuccino del convento di Egna, è venuto a trovarci a scuola e ci ha portato un piccolo abete, preso dalle montagne sudtirolesi, con le quali le nostre classi (terza E e terza D) prepareranno un albero di Natale. Ci ha detto che questo dono simboleggia il nostro futuro: anche noi, come l abetino, abbiamo delle radici che, se assorbiranno sapere e conoscenza, ci porteranno ad essere adulti consapevoli e maturi. Anche in noi ci sono già le premesse per diventare grandi alberi ; e se l abete per crescere ha bisogno di luce e acqua, la nostra crescita si alimenterà con aspettative, sogni, speranze, desideri, progetti Sai, mi ritrovo spesso a fantasticare sul mio futuro, a pormi delle domande come Chi incontrerò? Come sarò tra dieci anni? Avrò realizzato i miei sogni?... A volte questi interrogativi mi preoccupano un po, ma sono certa che il mio futuro sarà pieno si momenti felici. Spero che le inevitabili sconfitte o gli episodi poco piacevoli che dovrò affrontare non mi tolgano mai la voglia di voltare pagina e ricominciare da capo. Spero che accanto a me continuino ad esserci persone care, che mi supportino con il loro affetto nei momenti difficili. Ai rami dell albero di Padre Peter abbiamo anche appeso dei cartoncini a forma di melograno, sui quali abbiamo scritto due desideri: uno relativo a noi stessi e uno per il mondo. Ci siamo ispirati, nel compiere questo gesto, ad una tradizione tedesca: i bambini della Germania appendono al loro albero di Natale un melograno, simbolo del loro desiderio più grande. La notte del 25 dicembre arriva Babbo Natale che, oltre a consegnare i doni, legge il proposito sul frutto e fa diventare i sogni realtà. Ma l alberello di Padre Peter, naturalmente, rappresenta anche lo Spirito del Natale. Uno spirito di semplicità, perché il vero Natale è una festa molto semplice, nonostante sia stata trasformata in un pretesto per propinarci prodotti d ogni genere e vendere a più non posso. E bene ricordare che a Natale si ricorda l Amore che si rinnova, non l uscita della nuova Play Station! Il Natale non è solo regali e megapranzo, ma piuttosto un giorno in cui condividere un momento di pura serenità con le persone che amiamo. E con questo pensiero nel cuore che ti auguro con tutto il mio affetto Buon Natale. Tonks Un po di storia Il primo presepe fu realizzato nientemeno che da S. Francesco, che volle raccogliere attorno al Dio fatto uomo la sua gente e per questo a Greccio organizzò una rappresentazione della nascita di Gesù con animali e abitanti del posto. Un bebè, che impersonava il Bambino, venne messo in una

6 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 6 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 mangiatoia colma di fieno (dal latino praesaepe = prae, innanzi + saepes, recinto), fra un bue e un asino. Questa scena vivente si diffuse ben presto un po ovunque, dando origine alla tradizione del presepe. Le diverse culture e la fantasia sono riusciti a costruire i presepi più disparati e originali (di sabbia, di ghiaccio, nel guscio di una noce, sott acqua, ecc.); famosi sono quelli della tradizione napoletana. Anche Lissone ogni anno si riempie di diversi presepi, compreso quello vivente, a confermare la forte tradizione cristiana del nostro paese e la gioia di annunciare la nascita di Cristo. Ma le celebrazioni del Natale hanno origini antichissime, che possono venir ricondotte alle manifestazioni di riti pagani che si svolgevano ogni anno, nello stesso periodo, in tutta l Europa. A Roma, per esempio, fra il 17 e il 24 dicembre regnava un grande disordine: gli schiavi potevano comandare i loro padroni, che li servivano a tavola, mentre le case venivano pulite e decorate con agrifoglio e abete. Fra i giovani soldati veniva scelto il Re della Festa per celebrare i Saturnali in un clima carnevalesco. Tra i popoli di origine germanica era molto sentita la Festa del Sole (Yule = solstizio d inverno), durante la quale si banchettava in onore del dio Mitra, rappresentato in lotta con un toro. Il 25 dicembre venivano sacrificati alcuni tori e il loro sangue era sparso sui campi, per rendere la terra più fertile e il raccolto migliore. Nel tentativo di riassumere queste usanze in un unica festa comune a tutte le popolazioni dello sterminato impero romano, nel 273 d.c. l imperatore Aureliano introdusse il Dies Natalis Solis Invicti (festa della nascita del sole) che in seguito, col diffondersi del Cristianesimo, diventò il Natale Christi. Dai paesi del Nord invece sono arrivate le tradizioni dell abete e di Babbo Natale. La prima sembra che derivi dall usanza di danzare attorno a un albero decorato con mele (Albero del Paradiso), che si allestiva davanti ai templi. L albero era un abete, sempreverde e quindi simbolo di vita e rinascita, e le prime descrizioni di Albero di Natale si hanno in Alsazia, dove i mercanti addobbavano con melograni, mandarini e frutti invernali piccoli abeti per i propri figli. La seconda ha diverse origini, quasi tutte riconducibili però alla figura di San Nicola da Myra. Nicola era un vescovo molto generoso, che la leggenda vuole abbia soccorso e sfamato i bambini poveri: per questo diventò nella fantasia popolare colui che ogni anno portava i doni ai più piccoli. In Olanda la leggenda di San Nicola era molto sentita e quando gli olandesi si stabilirono negli Stati Uniti, Sinterklaas divenne Santa Klaus. In America questo personaggio si trasformò in un omone panciuto, vestito di rosso con una lunga barba bianca, che vola nel cielo su una slitta trainata da renne. Ecco arrivato Babbo Natale! Nella Chiesa Ortodossa Babbo Natale è identificato con San Basilio, che porta però i doni a Capodanno. Altra variante è il russo Ded Moroz (Nonno Gelo) o lo scandinavo Tomte (specie di folletto) che cavalca una capra (julbock) immanine pagana legata allo Yule; in Finlandia, Svezia e Norvegia la capretta di paglia è un simbolo natalizio molto diffuso. Innumerevoli sono i riti che accompagnano l Avvento e la Vigilia di Natale; qui ricorderemo, fra tutti, l usanza di accendere una candela per ogni domenica di Attesa o quella di appendere al camino le calze che Babbo Natale riempirà di doni nella Notte Santa. Negli ultimi decenni, molte di queste tradizioni sono state enfatizzate a scopo commerciale (ormai si incontrano cloni di Babbo Natale nelle strade di tutte le città) e addirittura l industria del Turismo prospera con proposte davvero curiose, come la scoperta del villaggio di Babbo Natale (Rovaniemi, Finlandia) dove si può visitare la bottega nella quale vengono costruiti i giocattoli, l ufficio postale che riceve le letterine dei bambini e addirittura la casa del Grande Vecchio! Blue Eyes

7 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 7 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 NINNA NANNA PER LE BAMBINE E I BAMBINI DI MILANO di Fulvio Scaparro Per una notte, per una sola notte almeno dormite e sognate bimbe e bimbi belli. Sognate d essere bambini, niente di più e niente di meno, e di avere tutto ma proprio tutto ciò che conta davvero. Una casa, una città, un mondo dove si vive in pace, dove si possa anche litigare in santa pace, una tavola dove mangiare e parlare in allegria. Qualcuno da amare, qualcuno che vi ama, qualcuno con cui ridere, perché c è tanto da ridere, ma anche piangere lacrime non disperate, qualcuno che sappia dire no senza perdere il sorriso. Dormite e sognate bambine e bambini, il verde dei prati e l azzurro del cielo, giochi, compagni, avventure e risate. E se al mattino, al vostro risveglio, tutto questo non c è, tenetevi stretto il vostro bel sogno, difendetelo, custoditelo, germoglierà e cambierà la casa, la città, e il mondo dei bambini che verranno ma non per una notte, non per una notte soltanto. a cura di D&E E se Dio... Ormai, terminato l Avvento, siamo giunti a Natale che, come ogni anno, si presenta con tutto il suo bagaglio di celebrazioni e aspettative. Una volta ancora c è da dare un significato ad una festa che, troppo spesso, ci si accorge di aver trascurato e mal preparato: si ha sempre l impressione di non averne approfondito il valore e di aver perso l ennesima occasione per viverla intensamente. Pensandoci bene, il Natale non può essere goduto pienamente se non si coglie il senso dell Avvento, se non si riempie di significato l attesa. Mi è capitato di ascoltare, più o meno all inizio di questo periodo, una canzone degli U2, appartenente ad un periodo in cui il gruppo non ha prodotto le sue opere migliori e sembrava avesse scelto la strada del disimpegno. L album è Pop del 97 e la canzone è If God will send His Angels (Se Dio mandasse i Suoi angeli): è bella d ascoltare e lascia qualcosa in chi la sente. Non voglio rubare il lavoro al mio amico Herbet Fanucci, ma questa canzone mi suscita una riflessione ricorrente che, oltretutto, si addice al periodo: se Dio si presentasse oggi, nel mio mondo, io come mi comporterei? Sarei vigile, attento alla potenza della novità, o lo considererei l ennesimo ciarlatano? Oppure sarei così preso dalle mie cose da non accorgermi neppure della sua venuta? Non sono domande alle quali è facile rispondere. A me mettono inquietudine nel cuore. Il rischiare di essere come la maggior parte dei contemporanei di Gesù che non l hanno riconosciuto come Messia, l hanno deriso ed addirittura ucciso, quelli che spesso nelle nostre domeniche trattiamo come stolti, mi disturba. Non sarà mica che sono così preso dalle mie attività, anche quelle che svolgo a fin di bene, che il Bene mi sfiora e io non lo vedo? Non alzo neanche la testa per guardarlo Il rischio c è, lo corriamo tutti. Così indaffarati nella preparazione della festa più importante che all unanimità ci chiediamo, il giorno di S. Stefano, come mai il Natale sia passato così in fretta. Bono e gli altri, nella canzone di dieci anni fa, parlavano con linguaggio crudo di madri che spacciano sull uscio, di sorelle con occhi gonfi come vesciche, di Babbi Natale che mendicano. Purtroppo, il mondo è ancora così duro, con tutte le situazioni drammatiche di sempre: la fame, la guerra, la sofferenza, l ingiustizia, la disuguaglianza... Ma oggi è rinata la Speranza e... come i pastori avvisati dagli Angeli corriamo alla capanna, semplicemente, con la mente e, soprattutto il cuore, pieni di gioia, perchè stiamo andando a vedere l Amore. The Uncle

8 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 8 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 Racconta la tua vacanza Oltre la Manica L aereo se ne sta ad ali larghe sulla pista e il finestrino della cabina di pilotaggio sembra disegnargli sul muso l espressione di chi la sa lunga. Verissimo, abbiamo fatto una levataccia per prendere questo volo e sfruttare al massimo la nostra breve vacanza; le ragazze non stanno più nella pelle e danno allegramente fondo alle schede dei cellulari inviando MMS alle amiche che, beate loro, ancora dormono della grossa. Finalmente il bolide accende i motori e si posiziona sulla pista, preparandosi al decollo. Una rollata, una rapida accelerazione e op! Siamo già a 800 metri da terra, la pista si allontana velocemente e oltre il finestrino compare la geografia della pianura lombarda, poi le Alpi, poi solo un insieme verdazzurro che si intuisce attraverso la sfilacciatura delle nubi. Il volo procede tranquillo, anche se di tanto in tanto prendiamo qualche vuoto d aria, che suscita grande divertimento nelle ragazze. Sbirciando sulle poltroncine oltre il corridoio vedo che Paola, aggrappata rigidamente al seggiolino, non sembra gradire con altrettanto entusiasmo questi sobbalzi. La piccola Lilly sghignazza senza ritegno, estremamente divertita del colorito verdino della mamma. Londra ci accoglie lucida di pioggia: l autista del pullman che ci porta in albergo ci informa che, dopo giorni di caldo torrido, l effetto rinfrescante del temporale non durerà a lungo. So che ha ragione, ma mi sento in colpa sotto lo sguardo scettico di Marco, che nonostante le ripetute rassicurazioni, non sembra molto convinto dell estrema variabilità del clima inglese. E fa malissimo, perché dopo nemmeno mezz ora il sole torna a splendere. Puntiamo subito verso il British Museum e la mostra su Michelangelo che ha ispirato il nostro viaggio: un eccezionale raccolta di disegni provenienti dai più importanti musei, esposti solo per pochi giorni ancora. Le ragazze si guardano intorno con gli occhi a palla: sono un po disorientate dal volo e dalla gran quantità di cose da vedere, che ha stravolto la lista delle loro priorità; dopo qualche inutile tentativo (Guardate là il Millenium Bridge! / Ecco il Parlamento / Laggiù c è la City ) rinuncio a catturare la loro attenzione e le lascio valutare con aria critica i giovani britannici, ai quali fanno praticamente la TAC con una sola occhiata. Alla fine abbiamo tutti le batterie esauste e collassiamo attorno ad un tavolino in Covent Garden, ingozzandoci con una merenda ipercalorica che farebbe venire le convulsioni a un dietologo. Restiamo ad osservare pigramente la gente che ci passa accanto, fonte inesauribile di ispirazione. Basta un particolare per scatenare l immaginazione e via parte il filmino mentale: chissà che lavoro farà quel tipo coi baffi, dove vivrà quella stangona, cosa avranno cucinato quei due per cena?... Sulla metropolitana le ragazze hanno allarmanti occhi da barbagianni, segno in equivocabile che stanno per addormentarsi, ma il pericolo passa subito grazie a un nugolo di giovani tifosi del Chelsea diretti allo stadio. Il giorno successivo è dedicato al tour dei principali monumenti: emergiamo dalla metropolitana con piglio battagliero e attacchiamo decisi Trafalgar Square, Pall Mall, St. James Park, Buckingam Palace e il Cambio della Guardia, Parlament House e il celebre Big Ben, Westminster Abbey, i ponti del Tamigi, Piccadilly Circus e qui incappiamo in una serie di negozi, con saldi irresistibili. Tonks è presa dalla frenesia dell acquisto e l unica cosa che riesce finalmente a distrarla sono i london boys. Brutto affare, l adolescenza! Dopo aver saccheggiato il saccheggiabile ci trasciniamo verso l albergo, attraversando Hyde Park. Ci buttiamo a peso morto sui letti, ma poco dopo osserviamo che è proprio un peccato sprecare il nostro tempo guardando il soffitto e balziamo in piedi, vispi come grilli: ci attende la London by Night! Al mattino partiamo alla volta della Torre di Londra, coi suoi Beefeaters e i Gioielli della Corona, poi, attraversando il Tower Bridge, facciamo una bella passeggiata lungo il Tamigi. Ma, ahinoi, si avvicina inesorabile l ora del volo di ritorno e con essa il lamento funebre delle ragazze, che non vorrebbero più partire.

9 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 9 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 In aeroporto ciondoliamo tristemente in sala d attesa, occhieggiando la nazionale inglese che sta vincendo contro il Trinidad Tobago; cerchiamo d immaginare la festa dei tifosi nelle piazze, inghirlandate da migliaia di bandierine bianche e rosse. Beh, piacerebbe anche a noi mescolarci a quella festosa baraonda per brindare con una birra gelata e cantare a squarciagola, ma le hostess ci sospingono verso il nostro gate. Le ragazze si guardano sconsolate Mrs. Norris Vacanze sottozero Durante l estate non sono stato proprio in vacanza, perché papà aveva appena cambiato lavoro e aveva poche ferie: ci siamo limitati a trascorrere qualche giorno dai nonni in Tirolo, facendo qualche gita nei dintorni. Per me la vacanza vera è stata quella dei Mercatini di Natale, perché abbiamo visitato diverse località pernottando in albergo e andando al ristorante tutti i giorni. La nostra prima tappa è stata Bolzano. Ci siamo alzati presto, per evitare l affollamento dei visitatori davanti alle bancarelle, ed abbiamo cominciato a cercare pezzi originali per arricchire il nostro presepe casalingo. In famiglia amiamo molto questa tradizione e ogni anno facciamo due presepi: uno tradizionale (che secondo me è bellissimo, con le statuine di gesso o di legno - alcune ereditate addirittura dai bisnonni - il muschio vero, il fiumiciattolo con l acqua che scorre e le luci dentro le case) e uno più creativo, che varia a seconda della fantasia e dei materiali disponibili. Quando ero piccolo ne abbiamo realizzato uno con i turaccioli di sughero e la mamma poi ha rivestito i personaggi con vestitini di lana lavorata ai ferri, mentre due anni fa abbiamo usato i mattoncini e i pupazzetti del Playmobil, coi quali ormai non giocavamo più da secoli. Oltre ad ammirare le decorazioni natalizie e gli addobbi esposti sulle bancarelle allineate nella piazza della cattedrale, abbiamo ascoltato un concerto di canzoni di Natale e assistito ad una breve rappresentazione, con ragazzini travestiti da angeli e pastori. A me sarebbe piaciuto anche fare un giro della città con una delle carrozze a cavalli a disposizione dei turisti, ma mio fratello ha cominciato a prendermi in giro (con la scusa che è più grande di me non perde occasione per farmi arrabbiare), così ho lasciato perdere. Nel pomeriggio abbiamo visitato il Museo Archeologico, dov è custodito l uomo del Similaun, che a dir la verità fa un po impressione perché è scuro e coriaceo come un pezzo di legno, poi siamo andati a far merenda in una pasticceria, dove io e mio fratello ci siamo ingozzati di strudel (buonissimo) e apfelkiachln (ancora meglio). Dopo cena siamo usciti di nuovo, per ammirare le luminarie e cercare di smaltire tutte le calorie incamerate a tavola. A Merano abbiamo acquistato le classiche pantofole di feltro, da regalare a parenti e amici; io sono rimasto a guardare un artigiano che creava bellissime candele fino a quando il papà mi ha portato un tazzone di vin brulè per evitare che mi congelassi sul posto. Non so cosa ci trovino gli adulti in questa bevanda, a me non è piaciuta per niente, ma almeno era calda! Per la gioia dei bambini, attorno al mercatino sferragliava un trenino e a un certo punto è comparso addirittura S. Nicolò (che è il patrono di Merano), a distribuire caramelle e regalini. Abbiamo acquistato per il nostro presepe delle pecorelle di legno intagliato e una ruota da mulino. Mio fratello ha avuto per tutto il giorno una faccia da ebete e solo alla sera ho capito il motivo: nel nostro albergo c era una ragazza che continuava a sbirciare dalla nostra parte e che gli ha sorriso un paio di volte. Mi sono tolto la soddisfazione di prenderlo in giro a mia volta, cosa che lui non ha molto gradito. A Bressanone abbiamo visitato il Museo Diocesano, che raccoglie più di settecento presepi di varia provenienza: una gioia per gli occhi e un autentica miniera di idee su come realizzarli! Negli stands del mercatino abbiamo trovato dei bellissimi angioletti e una serie di stelle in foglia di rame, ricamate da trafori delicatissimi.

10 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 10 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 La mamma ha comperato anche degli strauben deliziosi, che io e mio fratello abbiamo letteralmente sbranato ancor prima di arrivare in albergo, ritrovandoci con le dita tutte appiccicose di marmellata ai mirtilli. A Brunico mio fratello ha reincontrato la bionda di Merano: quando lei lo ha salutato con un cenno, ha cambiato colore e gli è venuta un espressione sofferente, come se gli fosse caduta una tegola sulla testa. A questo punto anche il papà e la mamma si sono associati a me per canzonarlo un po e lui ha incassato in silenzio, accettando addirittura di assistere agli spettacolini di marionette e rappresentazioni di favole agli angoli della piazza (probabilmente perché una certa treccia bionda ondeggiava a pochi metri da noi). Abbiamo poi scoperto che la meranese alloggiava nel nostro albergo e, con un astuta mossa del sottoscritto, mio fratello ha potuto attaccar bottone con lei. Davanti ad uno scoppiettante caminetto del dopocena, ho sparpagliato il nostro bottino (statuette, casette, palline colorate) sul tavolo della sala comune, suscitando la curiosità della ragazza che si è avvicinata per scambiare quattro chiacchiere. Dopo un po mio fratello mi ha fatto un gesto eloquente con la mano, così ho racimolato tutti i nostri acquisti e mi sono avviato verso la nostra camera, un po irritato per la verità, perché dopotutto se lui e lei hanno fatto amicizia è stato solo per merito mio. Ma dopo dieci minuti il cellulare mi ha avvisato di un messaggio in arrivo e guardando il display luminoso, mi è tornato il buonumore: Eterna gratitudine c era scritto, e la svantaggiosa condizione di fratellino minore, per una volta, mi è sembrata meno dura da sopportare. Scott Un insolita meta Non so se questo mio racconto può partecipare a pieno titolo al concorso de gli Spiccioli, perché non parla di una vacanza vera e propria, ma di un esperienza che per me vale ancora di più, perché l ho condivisa con i miei compagni di scuola. Sono ormai tre anni, infatti che noi di terza D e terza E della scuola Farè siamo protagonisti di un percorso di crescita culturale e spirituale, che attraverso la conoscenza di esponenti della società ci fa riflettere su molti aspetti della vita quotidiana. Nel nostro Viaggio Insieme abbiamo incontrato il Mons. Card. Tonini e un Lama tibetano (capo spirituale buddista); abbiamo fatto diverse uscite didattiche con il nostro Sindaco (possiamo ormai dire che siamo in confidenza!) e seguito un corso di ebraico; abbiamo visitato la tomba di Dante (primo ideatore della lingua italiana) e, più recentemente, il campo di concentramento di Dachau. Siamo anche in contatto con un ex detenuto (ex perché con l indulto è stato recentemente liberato), che abbiamo soprannominato affettuosamente Renato, perché desideriamo per lui un autentica rinascita. Inoltre (come già scritto da gli Spiccioli nel numero dello scorso marzo) abbiamo adottato alcuni ragazzi del terzo mondo con un piccolo sostegno a distanza. Ovviamente facciamo anche cose divertenti e più leggere, come gemellarci con una classe dell Alto Adige, con la quale ci scambiamo lettere e viviamo insieme momenti spensierati, o campeggiare nel Convento dei Frati Cappuccini in Egna (Bz). Abbiamo avuto alcuni incontri con dei giornalisti e quasi tutti ci hanno chiesto Ma come fate poi con lo studio? Come riuscite a coniugare il programma didattico con il Viaggio Insieme? In effetti neanche noi sappiamo bene come facciamo. Possiamo dire che le nostre prof. ci hanno insegnato ad organizzarci bene per conciliare il tutto, ma che non sempre è facile. Soprattutto in periodi come quelli di fine quadrimestre quando le interrogazioni si moltiplicano, lo stress va alle stelle e meno male che le prof lo sanno e, anche se all apparenza sembrano senza pietà, alla resa dei conti sono più indulgenti. In alcuni periodi rallentiamo un po il programma per concentrarci sul Viaggio, in altri lavoriamo sodo per recuperare il tempo impiegato nelle altre attività in poche parole studiare, studiare, studiare! Ma a noi va bene così! Ci sentiamo privilegiati a conoscere tutte queste persone e incontrare nuovi amici, visitare posti lontani e fare gite tutti insieme. Sicuramente nella nostra classe non c è un attimo di pausa: c è sempre qualcosa da fare, un esperto da contattare, lettere da scrivere, cartelloni da impostare e, ovviamente, lezioni da spiegare e interrogazioni da sostenere. Per portare avanti questo progetto occorre molta collaborazione e fortunatamente siamo una classe

11 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 11 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 unita. Bisogna fare molto lavoro di squadra e siamo tutti molto grati ai nostri insegnanti che ci aiutano a rendere tutto questo realtà. Penso che, grazie a questo Viaggio, ogni adulto abbia notato dei cambiamenti in ciascuno di noi e che possa constatare la nostra maturazione. Posso permettermi di dire che questo Viaggio lo possiamo davvero sentire dentro di noi e che durerà per tutta la vita. Stellina Ogni mia parola Biglietti di auguri Dal Vangelo della Notte di Natale Gv. 1, Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome. A Natale non si ricevono solo regali, ma ci si scambia anche un sacco di auguri. I biglietti di Natale, quelli che per la troppa fretta di aprire i regali spesso non vengono nemmeno guardati, hanno proprio questo compito. Sono proprio curiosi, sapete, perché tutti diversi uno dall altro: la forma, il colore, la grandezza non c è pacco regalo che non sia accompagnato dal suo bigliettino. Ma sono curiosi soprattutto perchè, sul bigliettino, di solito c è un nome, il tuo, e un messaggio che la persona che scrive ha pensato proprio per te! Ecco perché sono così speciali. Mercoledì sera sono andato al Centro Gioele, uno dei centri per ragazzi diversamente abili di Lissone, quello dove lavora Roccia e dove fanno volontariato anche alcuni giovani e persone delle nostre parrocchie. Sono stato invitato a vivere con gli ospiti del centro e i loro genitori la preghiera per il Natale. E stato molto emozionante. I ragazzi e gli educatori lungo l avvento hanno fatto un percorso sul tema dell ascoltare, e alla fine hanno preparato questa preghiera, tutta sul valore dell ascolto. Vi racconto questa cosa perché proprio alla fine della preghiera ho ricevuto un bellissimo biglietto di Natale, confezionato dagli educatori del centro, ma scritto da una ragazza ospite, che si chiama Manuela. Sul biglietto c era il mio nome: per don Andrea! E poi delle parole: quelle di una poesia bellissima, composta proprio da Manuela. Ho pensato di offrirvela per farvi gli auguri di un Natale luminoso, pieno della Luce che è Gesù! Eccola. di Manuela P. Signore Gesù, ti ringrazio perché Tu sei per me una luce interiore che mi scalda. Sento il tuo amore e i tuoi abbracci celesti. Io ho paura del buio, ma Tu sei la mia luce e io ti aspetto. E ho molta speranza nella tua venuta. Nella notte è bello scoprire dentro di me che il Signore mi dona la forza di combattere le mie paure con le armi della sua luce. Il Signore Gesù mi riempie il cuore di gioia e mi circonda di calore umano quando ricevo la comunione. E Lui la mia pace. don CBC Special Guest Per questo numero abbiamo scelto di dare spazio a un ospite insolito. Lo Special Guest è il Natale, così come è visto dai bambini. Abbiamo chiesto loro cosa significa celebrare il Natale, se ha ancora senso ricordare un avvenimento di duemila anni fa, quali aspettative si possono riporre in un evento del genere, in un epoca di valori usa e getta, subordinati al consumismo, al materialismo e alla filosofia del tutto, subito e, possibilmente, senza sforzo. Siamo rimasti colpiti da come anche i più piccoli abbiano idee molto chiare in proposito: Samuel, Cinzia, Matteo, Elena, Valerio, Marta, Alessandro, Giorgia, Carlo, Sofia, Davide, Elisa ci hanno illustrato come la pensano al riguardo e dalla fresca spontaneità delle loro risposte è uscito lo spirito di questa festività.

12 gli SPICCIOLI del San Luigi Pagina 12 Anno 1, Numero 9, Dicembre 2006 Cos è per te il Natale? È la festa più bella dell anno È una festa speciale, perché si ricorda la nascita di una persona speciale È il giorno in cui si festeggia la nascita di Gesù È un giorno da trascorrere tutti insieme, con i nonni, i cugini, gli zii È il presepe, l albero, le lucine per le strade È l Amore che si rinnova Perché pensi che sia una festa speciale? Perché ci invita ad essere più buoni Perché in quel giorno si desidera il bene per tutti Perché ci fa riflettere Pensi che Gesù fosse molto diverso da tutti gli altri bambini? Sì, perché fin da piccolo si vedeva che sarebbe diventato una persona importante Macché, cosa vuoi che si vedesse, non li faceva mica i miracoli da piccolo! Per me era uguale agli altri, perché piangeva e faceva la cacca nel pannolino come mio fratello Cosa ti aspetti tu dal Natale? I regali! Una bella giornata da passare con le persone a cui voglio bene Di riuscire a non litigare con mio fratello Se potesse scegliere, pensi che Gesù Bambino accetterebbe di nascere ai giorni nostri? No, perché c è troppa cattiveria Sì, invece! Proprio perché la gente è ancora tanto cattiva, Gesù dovrebbe rinascere almeno due volte ancora! No, secondo me non c è più l atmosfera adatta Credi che valga ancora la pena di ricordare la nascita di Gesù? Coro unanime di Siiiì!... Perché? Eh, perché la gente cattiva impari a essere più generosa, più gentile Perché c è ancora tanto da fare Perché sembra che i buoni esempi non bastino mai Perché quelli che governano le nazioni preferirebbero che ce lo dimenticassimo Secondo te, come farà a nascere Gesù nei paesi travagliati dalla guerra, dalla violenza e dalle ingiustizie? Nasce un po meno Secondo me, in quei posti lì non nasce Nasce e mena (risata generale) Cioè, nasce, eccome! Lì è dove ce n è più bisogno, no? Forse aspetta fino all ultimo per vedere se può fare ancora qualcosa Per me nasce normalmente, come ha sempre fatto. Sono gli uomini che invece di andare alla sua capanna vanno a spararsi a vicenda. Io credo che alla fine un posticino per nascere anche lì lo trova sicuramente Cosa ti piacerebbe portare davanti alla culla del presepe? La pace La felicità L uguaglianza Una borsa di acqua calda Un cuore felice Un cuore pieno di a- more Amore e accoglienza Un abbraccio affettuoso Quale augurio faresti al Mondo, se avessi la possibilità di farti ascoltare da tutti gli uomini? Pace e felicità per tutti Che tutti abbiano da mangiare abbastanza e nessuna malattia Basta guerre! Basta guerre e violenze Più uguaglianza e meno egoismo D imparare a essere più pazienti e tolleranti Di vivere in pace con tutti, senza litigare continuamente e fare brutte azioni Che tutti si sentano amati Io direi solo Buon Natale. Tonks Buon Natale Felice Anno Nuovo

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