II comandamenti sono dieci

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1 Anno IV - Numero Martedì 11 agosto 2015 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Attualità Stipendi d oro, Cisl nella bufera Vignola a pag. 4 Esteri Sorpresa peronista al voto argentino Moriconi a pag. 5 Calcio Torna fantantonio, e le cassanate? Traboni a pag. 12 QUASI UNA SCOMUNICA - PEGGIO CHE ABORTIRE - SE SI METTE IN DISCUSSIONE L ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA AI CLANDESTINI di Francesco Storace II comandamenti sono dieci e da nessuna parte c è scritto che non si ha diritto ad avere paura. E l ondata migratoria in corso, vorrei dire da credente convinto, da cattolico praticante, da uomo di fede a monsignor Galantino, segretario della Cei, fa proprio paura. Perché non c è difesa. Perché non ci sono quattrini per i poveri di casa nostra. Perché c è il terrore chiamato Isis. Perché sul futuro del pianeta (e della nostra Italia) c è un grande punto interrogativo. Molti di noi hanno la forza della speranza, che viene dalla Fede. Ma considerazioni come quelle che sono arrivate ieri da Galantino sono mazzate tra capo e collo, rischiano di far vacillare i più gracili. La Chiesa fugga al gioco facile di un ipocrisia che sotterra a colpi di presunto buonismo le preoccupazioni di tantissimi italiani di fronte ad una Patria esposta e senza più difesa lungo le nostre coste. Non ci salva qualche elemosina europea. Quando abbiamo letto l intemerata del segretario generale della Conferenza episcopale ( piazzisti da quattro soldi che pur di prendere voti, di raccattare voti, dicono cose straordinariamente insulse ), ci siamo sentiti come quel fedele che entrato nella chiesa del quartiere, si vede preso a sberle dal suo parroco. E si chiede perché si deve sentire allontanato a causa di scelte che riguardano la politica di uno Stato e non la propria religione. Dire basta all invasione è più insulso che abortire? È così che cambia la Chiesa? La realtà è che in gioco ci sono anche formidabili interessi. E non del tutto leciti. A cominciare dal business dell assistenza, come insegna l inchiesta Mafia capitale. Certo, Salvatore Buzzi e Luca Odevaine non voterebbero Salvini o Grillo - i destinatari della reprimenda di monsignor Galantino - ma dubiterei che si possa parlare di anime sante, nel loro caso. Molto probabilmente, c è chi nella Chiesa gioca una partita politica sul versante pseudoprogressista, ma nessuno può toglierci dalla testa il dovere di pensare prima di tutto alla povera gente di casa nostra. Del resto, quando si sparano parole di fuoco contro chi raccatta voti - Monsignore, da Lei ci aspettiamo un altro linguaggio - si manifesta anche la consapevolezza che ormai sia maggioritario tra gli italiani il sentimento di fortissima preoccupazione per quanto siamo costretti a toccare con mano e a vedere con i nostri occhi. È evidente che la pietà è enorme per la strage sul mare, ma è orribile darne colpa a chi avvisa - responsabilmente - che da noi non può esserci Bengodi. No, invece per alcuni tutti hanno diritto a venire da noi, rifugiati o clandestini senza distinzione, e magari pretendendo un trattamento che molti nostri connazionali nemmeno si sognano di chiedere. Siamo figli di quella grande tradizione di emigrazione italiana che navigò per il mondo portando braccia per lavorare. E restiamo attoniti di fronte ad immagini di devastazione che raccontano scene di protesta immotivata di chi dovrebbe dire grazie per essere qui. Monsignore, italiani brava gente. Anche se si sono stufati di subire. Li rispetti. Non hanno più nulla da piazzare. UNDICESIMO... La Chiesa non respinga milioni di italiani preoccupati per l ondata migratoria che si abbatte sul nostro Paese SMASCHERATO IL DUO RENZI-BOSCHI MARÒ: NEW DELHI NON CEDE E ATTACCA ROMA: NIENTE SERVIZI IN ESTATE Riforme? No, resa dei conti Pd a pag. 2 Fanno gli indiani a pag. 3 Non è una città per disabili a pag. 7

2 2 ATTUALITA L OPPOSIZIONE SMASCHERA IL GIOCHETTO DEL PREMIER-SEGRETARIO, CON TANTO DI MEDIAZIONI E COMPROMESSI Riforme: il solito affare interno al Pd LA POLEMICA: STAINO ATTACCA GLI ANTI-RENZIANI E pure i vignettisti (senza matita) scavano il solco della divisione Ancora una volta Matteo Renzi smette i panni da premier per indossare quelli, che evidentemente preferisce, da segretario del Pd. E così, continua ad usare il gran valzer delle riforme per far ballare la minoranza del partito e cerca di ricondurla a più miti consigli. Un giochetto che però l opposizione continua a smascherare. ''A Renzi non interessano le riforme costituzionali, le sta utilizzando per un redde rationem politico dichiara Barbara Saltamartini, deputato della Lega Nord - Ecco perché le mediazioni che si rincorrono in queste ore proposte da esponenti filo renziani del Pd con assist da parte degli alleati governativi sono una vera e propria pagliacciata, un compromesso al ribasso. Così come è assolutamente inaccettabile l'atteggiamento di presuntuosa arroganza del duo Renzi-Boschi che tirano dritto, trattando come fossero inquilini morosi quei senatori o deputati che osano sfidare i loro diktat. L'interesse di avere una riforma della Costituzione degna di chiamarsi tale, che tenga in equilibrio il nostro sistema democratico, dopo l'approvazione a colpi di fiducia dell'italicum, viene prima delle beghe interne del Pd. Per evitare che ne nasca un obbrobrio e' nostro dovere utilizzare tutte le forme previste dai regolamenti parlamentari per tentare di arrivare a licenziare un buon testo, anche se questa prassi infastidisce il presidente Cicchitto. Renzi oggi deve decidere o sedersi al tavolo del confronto parlamentare o proseguire nella ricerca dei numeri necessari per imporre la sua linea intrecciando il suo destino alla presenza intermittente di truppe ausiliare cosi' variegate e incoerenti che al momento opportuno presenteranno il conto'', conclude la Saltamartini. Sulla stessa lunghezza d onda, ma dal versante Forza Italia, Daniela Santanchè: "Le riforme non sono un affare privato in casa Pd: pensare di cambiare il testo del disegno di legge per accontentare una o l'altra parte del partito è un'operazione miserevole per un Paese che merita un Governo capace di mettere in Anche le parole di un vignettista più che i suoi tratti a matita - suscitano dibattito nel Pd, tanto da farne non solo un mezzo caso nazionale, ma soprattutto dimostrando quando il partito sia oramai spaccato in due e più fazioni. Tutto nasce da una lettera aperta che Sergio Staino, ora all Unità in versione ultra-renziana, ha scritto a Gianni Cuperlo, uno dei tanti con tre quarti di piede fuori dal Pd. "Caro Gianni, non vi sopporta più nessuno, ha scritto Staino, che poi in un intervista a Repubblica ha rincarato la dose, spiegando che quella lettera: "Nasce da una delusione profonda che ho avuto da lui e dalla sinistra dem. Io sono sempre amico di Gianni. Mi sono speso per lui in occasione dell'ultimo congresso del Pd. Ho sperato che attorno a lui si coagulasse un partito nuovo e di sinistra. Era la nostra unica speranza, ma da come si comporta tutto lascia presagire che sia sempre al guinzaglio di Massimo D'Alema". Poi, arriva il consiglio (non richiesto?) di Staino alla minoranza del partito: "Sono due le strade: o diventano compagni del partito a tutti gli effetti, come fanno Matteo Orfini, Maurizio Martina e Andrea Orlando. O faranno la fine di Pippo Civati. E qui ovviamente si è risentito Civati: "A me questi discorsi fanno un po tenerezza. Perché è il Paese a fare una certa fine, non i singoli personaggi politici. E il leggero disprezzo che si legge in queste righe dell''intervista di Sergio Staino prescinde completamente dal merito e dalle cose". Il seguito alla prossima puntata. O vignetta? campo provvedimenti utili e di senso compiuto. Già con le riforme gli italiani non mangiano: se poi devono essere uno strumento nelle mani di Renzi per tenere a bada la minoranza ribelle del suo partito ancora peggio. I tentativi di mediazione di queste ore sono una pagliacciata, chiosa la Santanché. Sempre da Forza Italia, interviene anche Alberto Giorgetti: "Non si può piegare un disegno di legge come quello sulle riforme alla volontà di un partito o, peggio ancora, trasformarlo in una sorta di merce di scambio per far rientrare il dissenso interno. Le riforme meritano un rispetto istituzionale che il Pd e il Governo stanno dimostrando di non avere, riducendo la discussione sul ddl Boschi a una bandierina da issare sul proprio territorio per marcare il confine con quello dell'avversario interno. L'interesse del Paese viene prima di quello del Pd". La prima scadenza è stata fissata per lunedì 24 agosto. Per quel giorno i emendamenti al ddl di revisione della Parte II della Costituzione dovranno essere pronti per l'invio in tipografia, dopo una prima revisione che impiegherà qualche giorno. La "task force" al lavoro si è posta l'obiettivo di 57 mila emendamenti al giorno, con una SONO OLTRE 500MILA E NON C È CHIAREZZA SUI TEMPI MA SOPRATTUTTO SUI COSTI PER STAMPARLI Emendamenti: chi ci capisce sola pausa di tre giorni intorno a Ferragosto. Tutto il lavoro viene effettuato su formati digitali, comma dopo comma di ogni singolo articolo. Così una nota dell''ufficio stampa del Senato, in parte però contraddetta da una nota di poco successiva e siglata da Antonio De Poli, dell Udc, nel suo ruolo di senatore Questore: "La task force del Senato sta procedendo a ritmi serrati con i lavori. La macchina di Palazzo Madama si e'' fatta trovare pronta di fronte all'impegno di terminare il processo di gestione degli emendamenti sulle riforme entro l'8 settembre, dice De poli, che poi aggiunge: "È'' una scadenza che verrà rispettata grazie a due fattori: il primo è la capacità dei dipendenti di lavorare per obiettivi. Si tratta di un aspetto importante che e'' frutto del grande senso di responsabilità e della dedizione alle istituzioni da parte dei dipendenti di Palazzo Madama, i quali, tra le altre cose, già l'anno scorso, quando venne incardinato l'italicum in Senato ad esempio, andarono avanti nel lavoro fino alle 7 del mattino per consentire che il provvedimento fosse pronto per arrivare in Aula. È un tour de force a cui i dipendenti sono chiamati tutte le volte in cui, come è già accaduto con le riforme istituzionali e con la Legge di stabilità, bisogna rispettare delle scadenze. Il secondo punto di forza è rappresentato dal lavoro portato avanti, in questi anni, dalla dirigenza del Senato. Come ha sottolineato il segretario generale Elisabetta Serafin, è grazie all'informatizzazione e alla dematerializzazione dei lavori parlamentari che oggi è possibile, ad esempio, gestire e lavorare oltre / emendamenti al giorno". La parola d'ordine è sinergia. "Che si realizza mettendo in squadra i dipendenti dell''area informatica con i funzionari della I Commissione (Affari costituzionali) coordinati dal vicesegretario Federico Toniato". Tra un autocelebrazione e l altra, però, non c è chiarezza sui tempi. E neppure contezza dei costi: è vero o non è vero che per la sola stampa degli emendamenti, andrà via un milioncino di euro per spese tipografiche? AFFARI A DUE VELOCITÀ PER LA COPPIA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE Casaleggio cala, Grillo sale (verso la Rai?) Non ci sono più le mezze stagioni e anche il web a quanto pare non è più quello di una volta, almeno per Gianroberto Casaleggio. Per il guru dei 5 stelle, infatti, gli affari non vanno più a gonfie vele, come documenta Andrea Giacobino sul suo blog economico (andreagiacobino.wordpress.com). La società di consulenza Casaleggio Associati, con sede a Milano e riconducibile per l appunto al nume tutelare dei grillini,, ha infatti chiuso il 2014 con ricavi diminuiti a 1,5 milioni di euro dagli oltre 2 milioni dell anno prima, tanto che l ultima riga del conto economico evidenzia una perdita di 152mila euro rispetto all utile di 255mila euro del Tale perdita fa sapere Casaleggio nella nota integrativa è da imputare a una diminuzione dei ricavi, mentre il totale dei costi è rimasto pressoché invariato. L assemblea della Casaleggio Associati si è tenuta pochi giorni fa e ha stabilito di ripianare il rosso attingendo sia agli utili a nuovo sia alla riserva straordinaria che si riduce così a 47mila euro. Nello stato patrimoniale riporta ancora Giacobino - figurano crediti per 489mila euro, liquidità per soli quattromila euro e debiti saliti anno su anno da 376mila a 406mila euro. Casaleggio detiene il 30% della società di consulenza, la stessa identica quota detenuta dal figlio Davide mentre Luca Eleuteri ha il 20% e Mario Bucchich ha ceduto parte del suo 20% ai nuovi soci che rispondono ai nomi di Maurizio Benzi e Marco Maiocchi, ciascuno con il 7,5%. Se Casaleggio vive un momento professionale così così, decisamente più rosee sono le previsioni per Beppe Grillo, l altro padre-padrone dei cinque stelle: il comico prestato alla politica quanto prima potrebbe infatti fare il suo clamoroso ritorno in tv, sponda Rai, grazie a quel carlo Freccero entrato nel Cda di viale Mazzini proprio grazie all indicazione del Movimento. Freccero ha subito detto chiaro e tondo che un ritorno di Grillo alla Rai non gli dispiacerebbe, anzi, magari insieme per un grande show ad Adriano Celentano, altro artista in orbita grillina. Il titolo dello spettacolo Freccero ancora non lo ha tirato fuori, ma dalla Rete è già arrivata l ironica proposta di Notte sotto le cinque stelle. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail: Autorizzazione del Tribunale di Roma n 286 del

3 3 ATTUALITA È COMINCIATO ALL INSEGNA DELLA TENSIONE L ARBITRATO INTERNAZIONALE DAVANTI AL TRIBUNALE DEL MARE Marò: è scontro ad Amburgo L Italia accusa l India: li considera già colpevoli e tiene Girone come ostaggio La replica: linguaggio inappropriato e offensivo. Oggi via al secondo round di Robert Vignola Prima tre anni e mezzo di colpevole immobilismo, di cui uno e mezzo appannaggio dell attuale esecutivo. Poi, finalmente, la battaglia giudiziaria che prende il via. È Amburgo il luogo al quale guarda quella larga parte di nazione che ha vissuto gli oltre mille giorni di detenzione dei due marò come un oltraggio alla nostra sovranità. E davanti all Itlos, tribunale internazionale del mare che è stato scelto per l arbitrato, l Italia ha anche trovato il modo di iniziare lo scontro legale con piglio aggressivo. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sono stati ancora tecnicamente incriminati di alcun reato dalla giustizia indiana, ma l India dimostra di disprezzare il giusto processo considerandoli già colpevoli con un atteggiamento che esemplifica al meglio l impasse attuale, ha affermato l ambasciatore Francesco Azzarello nell intervento di apertura. Di qui la lettura dei fatti che vede Girone come un ostaggio nelle mani del governo indiano. Il tutto per ribadire le due richieste: che l India si astenga dal prendere o eseguire ogni misura giudiziaria o amministrativa contro i fucilieri e dall esercitare ogni forma di giurisdizione a proposito dell incidente; e che assicuri che le restrizioni sulla libertà, la sicurezza o il movimento dei fucilieri siano immediatamente rimosse in modo da permettere al sergente Girone di viaggiare e rimanere in Italia e al sergente Latorre di rimanere in Italia per tutta la durata del procedimento. Nuova Delhi dal canto suo ha già reso nota la sua decisione di opporsi all arbitrato internazionale ed ha anche replicato alle affermazioni italiane: Descrivere il sergente Girone come un ostaggio è del tutto inappropriato e offensivo ed è dimostrato dal fatto che ad entrambi i marò è stato consentito di tornare due volte in Italia, la versione indiana dell affare marò. Il procedimento comunque è ancora agli inizi e oggi continua con italiani e indiani che risponderanno alle rispettive domande. La decisione dell Itlos sulle richieste italiane è attesa entro due o tre settimane, e comunque non prima del 24 agosto, data entro la quale l agenda del organo internazionale marittimo è già stata fissata in ogni sua parte. Il tribunale di Amburgo dovrà decidere se ha la giurisdizione sul caso, se le richieste italiane sono ammissibili, se esistono motivi di «urgenza» o il rischio di «danno grave e irreparabile» tali da dover decidere sulle misure cautelari prima che venga costituito il tribunale arbitrale. Le decisioni dell Itlos sono vincolanti per gli Stati Parte (Italia e India lo sono entrambe) e non appellabili. Sarà invece il collegio arbitrale dell Aja, una volta diventato operativo, a decidere nel merito della controversia e, eventualmente, a ribaltare le decisioni dell Itlos. Un procedimento che, sostengono gli osservatori, durerà qualche anno. GRANDI IMPRESE, CALANO SIA LE VENDITE CHE GLI OCCUPATI Mediobanca: Italia depressa, ecco perché urlo tra le righe dello studio con il quale, ieri, Mediobanca ha suonato C è un il requiem sulla cosiddetta ripresa vista da Renzi: in Italia produrre non conviene più. Un urlo che la dice lunga non tanto sulle visionarie riprese da zero-virgola che qua e là hanno fatto invocare la solita luce in fondo al tunnel ai soliti noti: ma soprattutto che squarcia il velo su un futuro che questa nazione rischia ormai di non avere più, al di là delle sofferenze del presente. Il rapporto di Ricerche & Studi di Mediobanca dà insomma un quadro deprimente della situazione: per le grandi imprese che producono in Italia l anno scorso le vendite sono scese del 2,2%, del 4,3% sul solo mercato interno, con l occupazione in calo dell 1,1%. Ovvio che le stime per il 2015 non siano molto diverse: il miglioramento più probabile è nei soli investimenti. In particolare ancora molto preoccupanti i dati sull occupazione, che nel rapporto R&S Mediobanca sulle 2055 maggiori imprese dell industria e dei servizi che lavorano in Italia non sono mai stati positivi dal Dall inizio della crisi le attività di questi grandi gruppi nella penisola hanno visto un taglio dell 8,5% del numero di operai (che sale al 12,3% nella sola manifattura) e del 2% di colletti bianchi. A ridurre maggiormente i dipendenti sono stati i gruppi di proprietà estera, che hanno perso il 19% dei propri operai e quasi l 8% degli impiegati. Il problema è che chi è rimasto nelle aziende non guadagna di più, anzi: nelle attività delle grandi aziende in Italia il potere di acquisto dal 2006 è sceso del 2,3%, con segnali di tenuta solo nella manifattura (+1%) e un costo del lavoro nei gruppi pubblici in media superiore del 25% rispetto a quelli privati. Nei singoli settori produttivi la salute è comunque molto diversa: secondo i dati di R&S Mediobanca, dall inizio della crisi le imprese della pelle e cuoio hanno visto aumentare i fatturati di oltre il 33%, le imprese di costruzione (cioè soprattutto i grandi general contractor ) del 26%, il conserviero del 21%, con tutto l alimentare in positivo. Molto male invece i prodotti per l edilizia (-38%), il settore stampa ed editoria (-36%) e le telecomunicazioni, che dal 2008 hanno ceduto il 24% dei ricavi. Come anticipato sopra, qualche segnale positivo è almeno arrivato dagli investimenti: l anno scorso sono cresciuti del 9% totale, con la manifattura in aumento del 4%. Il trend dovrebbe proseguire anche nel 2015, con attesa per il settore dei servizi che è il più lento a cercare una via d uscita dalla crisi. Il problema è che comunque si è perso tantissimo: in totale dal 2005 le attività italiane dei grandi gruppi hanno tagliato in generale il 31% di investimenti, con le aziende pubbliche in calo del 43% e il terziario del 52%. Un rimbalzo, quel 9%, che non ha certo fatto recuperare il terreno perduto. R.V. FORZA ITALIA PROPONE UN CHECK POINT FUORI DALLE SPIAGGE PER COMBATTERE L ABUSIVISMO Vu vende? Presenta i documenti Relax al mare? Solo se si fa come Laura Boldrini, la profetessa dell accoglienza, che si è scelta il dorato lido di Castelporziano, spiaggia con bungalow presidenziale e quindi off limits per qualsiasi normale cittadino, italiano o straniero che sia. Il resto è, al di là della folla, tutto un essere distolti dalla lettura di un libro, dalla consumazione di un gelato, dalla chiacchierata, dalla semplice abbronzatura o dal sonnellino per vagliare paccottiglie varie offerte da venditori, il più delle volte senza uno straccio di licenza. Se n è accorto Giorgio Silli, responsabile nazionale immigrazione di Forza Italia, che proprio nella settimana di Ferragosto ha lanciato una proposta per porre un argine a questo fenomeno. Sarebbe utile, se non indispensabile, una sorta di controllo fisso sulla spiaggia, una sorta di check point dove l ambulante debba mostrare il titolo di soggiorno e le autorizzazioni per lavorare come tale. Possibilmente senza sconti, perché a norma deve corrispondere sanzione. Quando si è in uno Stato di diritto degno di questo nome, il rispetto delle norme deve essere verificato costantemente e non lasciato al caso, soprattutto quando i numeri non lo permettono. La realtà, dice il responsabile azzurro per il settore immigrazione, è sotto gli occhi di tutti. Chiunque villeggi al mare, da ogni parte d Italia, si sarà reso conto che il fenomeno degli ambulanti sulle spiagge, i cosiddetti volgarmente vu cumprà è aumentato vertiginosamente - prosegue il responsabile immigrazione di FI - tanto da essere diventato insopportabile. Ogni 5 minuti, dico 5, sei costretto, nel migliore dei casi, a sorridere ed a dire no grazie. Al di là del disturbo che possono arrecare, mi viene da domandarmi di che titolo di soggiorno la maggior parte di essi sia in possesso. R.V.

4 4 ATTUALITA VITA DA NABABBI PER I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI Lo scandalo Scandola affonda la Cisl Un dirigente veronese pubblica gli stipendi dei vertici del sindacato: molti oltre i 300mila euro l anno Ora rischia l espulsione. Il numero uno Anna Maria Furlan: Abbiamo già cambiato quei regolamenti di Robert Vignola Una vita da nababbi. O da sindacalisti, fate voi. Perché dopo che ieri è esploso il caso dei megastipendi ai dirigenti della Cisl, sarà come dire la stessa cosa. A far scoppiare lo scandalo la denuncia via mail di un iscritto di lunga data che, probabilmente, pagherà il suo atto di accusa con l espulsione. Il che aggiunge inevitabilmente veleni ai veleni e mette la confederazione nell occhio del ciclone. Bufera che per ora, a livello di provvedimenti in vista, si concentra su Fausto Scandola. Secondo il suo dossier, nel sindacato vengono erogati stipendi che sfiorano i 300mila euro annui. Tutto contenuto in una mail che il dirigente sindacale veronese ha inviato a mezza Italia. È qui che fioccano le accuse: I nostri rappresentanti e dirigenti ai massimi livelli nazionali si possono ancora considerare rappresentanti sindacali dei soci finanziatori, lavoratori dipendenti e pensionati? I loro comportamenti, lo svolgere dei loro ruoli, come gestiscono il potere, si possono ancora considerare da esempio e guida della nostra associazione che punta a curare gli interessi dei lavoratori?. Va detto ad onor di cronaca che il leader del sindacato cattolico, Anna Maria Furlan, reagisce garantendo il cambio di rotta e la svolta verso la trasparenza. L organizzazione aveva bisogno di nuove regole e se le è date con il regolamento approvato il 9 luglio che entrerà pienamente in vigore il 30 settembre - commenta Furlan in un intervista - escluse d ora in poi le possibilità di cumulo delle indennità. Abbiamo imboccato la strada della trasparenza e la completeremo con l assemblea di organizzazione di novembre. Un regolamento che però viene messo in discussione proprio dalla incriminata Ancora il numero uno della Cisl, però, assicura: Metteremo tutto su Internet. Già oggi lo fanno i metalmeccanici della Fim di Bentivogli. E aggiunge: A partire dalla fine di settembre manderemo gli ispettori a verificare che sia stato effettivamente applicato. Furlan spiega inoltre che è stata introdotta una norma per cui se un sindacalista ottiene incarichi esterni, il compenso sarà versato direttamente all organizzazione e non al diretto interessato. Del resto, lo stipendio da sindacalista è più che sufficiente ed è giusto che gli incarichi esterni producano introiti da destinare alle strutture della Cisl. Infine, conclude il segretario generale, con una delibera di segreteria immediatamente esecutiva abbiamo provveduto a ridurre in modo drastico le indennità di vertice più alte. IL POPOLARE CANTANTE NEI GUAI Grandi navi a Venezia, Celentano querelato dal Tar Guai in vista per Ariano Celentano. Il Tar di Venezia ha querelato il popolare molleggiato per diffamazione. Un effetto collaterale per una delle frequenti uscite ambientaliste del cantautore milanese, che evidentemente deve aver colpito in segno negativo il giudice Roberto Vitanza. Galeotto fu quindi l articolo uscito il 20 marzo sul Fatto Quotidiano. Tema: le grandi navi a Venezia, un intervento nel quale Celentano definiva il Tar un miserabile. Secondo quanto ha reso noto Il Gazzettino, il giudice rileva come non corrisponde al vero che esiste un decreto che vietava il transito alle navi, ma il decreto al quale si faceva riferimento era solo un ipotesi subordinata alla preventiva individuazione delle vie alternative per l approdo delle navi a Venezia. Invece nell articolo Celentano attribuisce al Tar del Veneto la diretta responsabilità per non aver impedito passaggi marittimi alle grandi navi. Secondo il giudice Vitanza, quindi, Celentano ha manipolato e alterato la notizia e ha rappresentato nell opinione pubblica l esercizio, da parte del giudice amministrativo, di una distorta e inesistente potestà tale da aver consentito il passaggio delle grandi navi. R.V.

5 5 ESTERI ARGENTINA - IL GOVERNATORE DELLA PROVINCIA DI BUENOS AIRES SI AVVICINA AL 37% DEI VOTI, DIETRO DI LUI MAURICIO MACRI AL 31,3% Primarie: vince il peronista Daniel Scioli L esito è considerato un sondaggio affidabile per le prossime elezioni del 25 ottobre di Emma Moriconi Avincere le primarie in Argentina è il peronista Daniel Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires e candidato unico della coalizione formata dal Frente para la Victoria e dai peronisti del Partido justicialista. Arrivato quasi al 37%, ha lasciato indietro, con un distacco di circa sei punti, la principale coalizione di opposizione, "Cambiemos", con Mauricio Macri, che si è fermata al 31,3%. Sergio Massa del Frente Renovador ha ottenuto il 12,7%. Macri comunque canta vittoria: intanto ha impedito al rivale Scioli di ottenere oltre il 40%, ed ha superato il 30% attestandosi dunque su un distacco non irrecuperabile. I partiti che intendevano partecipare alle elezioni presidenziali del 25 ottobre - in omaggio al sistema chiamato "primarie simultanee obbligatorie, "PASO" - hanno dovuto convocare le primarie per la scelta del loro candidato, gli elettori dai 18 ai 70 anni hanno avuto l'obbligo di votare, pena una multa. Dunque una tornata elettorale di una certa importanza che può costituire una sorta di sondaggio ufficiale, e infatti come tale è stata interpretata dagli analisti, oltre che come un giudizio sull'operato di Cristina Fernàndez, al termine del suo secondo mandato e dunque non più candidabile e impegnata invece in sostegno del candidato del suo partito, Daniel Scioli appunto, candidato unico della coalizione formata dai kirhneristi del Frente para la victoria (Fpv) e i peronisti del Partido justicialista (Pj), delfino dell'ex presidente argentino Carlos Menem. Dall'altra parte il sindaco di Buenos Aires Mauricio Macri, candidato della coalizione Proposta Repubblicana (PRO), che aveva tra le sue priorità la liberalizzazione del mercato e la messa a posto dei conti argentini; c'erano poi il senatore Ernesto Sanz per il partito radicale e la deputata Elisa Carriò per la Coalizione civica. Oltre 32 milioni di argentini si sono recati alle urne per scegliere anche i candidati ai 24 seggi del Senato, 130 deputati e 100 incaricati provinciali e municipali. Secondo la legge argentina, si va al ballottaggio solo se nessun candidato riesce ad ottenere il 40% dei voti con uno scarto che superi il 10% rispetto al secondo, oppure se il primo non raggiunge almeno il 45%. Con questo risultato, le elezioni del prossimo 25 ottobre vedranno contendere dunque Scioli e Macri, il quale potrebbe contare in autunno sul sostegno dei candidati rimasti fuori da queste primarie e non si può quindi dare per scontato che dopo il 25 ottobre non ci sarà il ballottaggio, in programma per il 22 novembre. Un peso in questo scenario lo ha certamente Sergio Massa, peronista anche lui come Scioli, ma dissidente. Comunque, a quanto scrive il Guardian, le elezioni d'autunno saranno anche un referendum sul "kirchnerismo", fondato sul concetto di Stato sociale, autoritario e nazionalista: il quale pare ottenere numerosi consensi nel Paese e numerose critiche dall'estero. Del resto, basti pensare che 16 milioni di abitanti su 42 ottengono stipendi e sussidi dallo Stato e che non c'è, da parte del Governo, alcuna intenzione di tagliare la spesa né di privatizzare settori pubblici. Macri, dal canto suo, tenta una controtendenza promettendo di restituire indipendenza alla magistratura e alla Banca Centrale, ora sotto il controllo del governo. Sul welfare, però, è prudente e promette di non toccare i programmi varati da Kirchner e di non privatizzare la compagnia aerea nazionale e la YPF, la raffineria che venne nazionalizzata da Kirchner nel Dilaga la violenza talebana Un attentato all aeroporto di Kabul causa cinque morti. Opera loro anche l impiccagione di una donna davanti ai figlioletti per adulterio Un attentato kamikaze all'aeroporto di Kabul nella giornata di ieri ha causato cinque morti e diciassette feriti. Tra essi una donna ed un bambino. A darne notizia un portavoce del ministero della Salute e la conferma del capo della polizia della capitale, Abdul Rahman Rahimi: all'inizio le vittime accertate erano quattro e l'attentato non era stato ancora rivendicato da nessuno. Nelle ore successive alla notizia, poi, a rivendicarne la responsabilità sono stati i talebani. Il portavoce, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che l'obiettivo dell'attacco erano "forze straniere" e che gli occupanti di veicoli blindati sul posto sono stati uccisi tutti, negando che ci siano stati morti tra i civili afghani. Ad esplodere all'ingresso dell'aeroporto, AFGHANISTAN in una zona molto affollata fuori da un posto di blocco, una autobomba. "Questi attacchi - ha dichiarato il ministro dell'interno afghano - dimostrano un livello estremo di atrocità da parte dei terroristi contro civili innocenti e indifesi". Sempre in Afghanistan e ancora ad opera dei talebani l'uccisione di una donna, impiccata in pubblico dinanzi ai suoi tre figli e al marito: 27 anni, la giovane di nome Farida era accusata di adulterio. Il fatto è accaduto a Tergraan, nel distretto Wardooj, un villaggio del nord-est. A renderlo noto il portavoce del governatore locale Ahmad Nawid Frotan: la notizia è stata ripresa dalla stampa locale online. ATTACCHI AL PRESIDENTE AMERICANO: RAFFORZAMENTO IN MEDIO ORIENTE DELL ISIS È SPETTACOLO RACCAPRICCIANTE Toni da guerra fredda tra Washington e Mosca Appello dei militari alla Casa Bianca: prendere sul serio la minaccia russa Ivertici militari americani ritengono che dietro il recente "attacco informatico" al Pentagono, che ha bucato il sistema di gestione della posta elettronica, ci siano "hacker russi", la Casa Bianca sembra non avere fretta di trovare il colpevole, ma che Mosca sia finita nel mirino dei soldati americani sembrerebbe ormai palese. Joseph Dunford, candidato per la carica di presidente del Joint Chiefs of Staff ("Stato maggiore congiunto") ha definito la Russia come la "più grande minaccia" alla sicurezza nazionale. Il comandante della divisione delle forze speciali degli Stati Uniti Joseph Votel ha affermato che Mosca è una "minaccia esistenziale" per Washington. Alti funzionari militari hanno chiesto alla Casa Bianca di prendere sul serio la "minaccia" russa, ma per ora evidentemente basta il fronte ucraino. Persino l'attacco hacker ai server del Pentagono non ha indotto la Casa Bianca a prendere misure decisive. E neanche lo scorso febbraio, quando il segretario alla Difesa Ashton Carter aveva accusato gli "hacker russi" di aver attaccato la rete informatica del Dipartimento, non era seguita alcuna reazione dall'amministrazione americana, forse per assenza di prove concrete o perché non c'è la volontà di allargare lo scontro. Secondo alcuni vertici dell'esercito Barack Obama sarebbe solito ignorare l'opinione dei militari in politica estera, provocando così molti mal di pancia al Pentagono. Il generale Ray Odierno ha comunque duramente attaccato il presidente americano, affermando che il rafforzamento in Medio Oriente di ISIS durante l'amministrazione Obama è "uno spettacolo raccapricciante." Secondo alti dirigenti del Pentagono il presidente vuole solo apparire duro nei riguardi di quelli che i militari considerano "minacce" alla sicurezza nazionale degli Usa. Insomma Obama cercherebbe solamente di convincere l'opinione pubblica americana che sta facendo il suo lavoro e sarebbe soddisfatto della "simulazione del suo operato". Anche perché il presidente americano si sta giocando tutto in politica estera, dove praticamente ha assunto su di sé tutti i poteri. Soprattutto dopo i flop delle "primavere arabe" e della crisi ucraina. Tatiana Ovidi DUE GLI AUTORI DEL GESTO, UNO DI ESSI È UNA DONNA CHE È RIMASTA FERITA ED È STATA CATTURATA DALLA POLIZIA Turchia, assaltato il consolato Usa Altro episodio nel contesto delle violenze tra le forze di sicurezza locali e i ribelli del Pkk Si inserisce nel contesto delle violenze tra le forze di sicurezza turche e i ribelli del Pkk (il Partito del lavoratori del Kurdistan) l'assalto di ieri in Turchia al consolato americano. La "campagna sincronizzata" contro il terrorismo in Turchia è stata inaugurata da Recep Tayyip Erdogan contro lo Stato islamico e contro il Pkk: l'assalto al consolato Usa di Istanbul è, in termini di tempo, l'ultimo episodio di violenza. Autori del gesto due assalitori, di cui una donna che è rimasta ferita nel corso dell'azione ed è stata catturata dalla polizia, che ora è alla ricerca del secondo soggetto, che a quanto pare sarebbe di sesso maschile. A quanto riferisce l'agenzia Dogan non ci sarebbero feriti sul posto. Solo poche ore prima c'era stato un altro attacco, questa volta contro la stazione di polizia a Sultanbeyli che ha provocato il crollo di tre edifici. Nella giornata del 9 agosto era stata diffusa la notizia che l'esercito americano avrebbe inviato sei F16 nella base militare di Incirlik, che è stata messa a disposizione degli Usa dalla Turchia per operazioni contro l'isis "entro certe condizioni". A confermare la notizia il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo gli avvenuti raid al confine con la Siria contro gli estremisti islamici. A monte di queste ondate di violenza c'è anche il blitz antiterrorismo delle forze di sicurezza turche a Istanbul e in altre sedici province del Paese (lanciati in contemporanea con gli F16 in Siria) contro i militanti Isis e Pkk, che hanno portato all'arresto di oltre 290 persone. Diversi i quartieri di Istanbul nelle mire del vasto blitz, secondo l'agenzia Dogan centoquaranta gli indirizzi nel mirino in 26 quartieri, con cinquemila poliziotti coinvolti nell'operazione antiterrorismo. E nella notte dello scorso venerdì jet turchi hanno attaccato obiettivi dell'isis al confine con la Siria, colpendo anche militanti curdi del Pkk nel nord dell'iraq. Benedetta Fontanesi

6 6 STORIA LA POLEMICA CON DE GASPERI, LA SOLIDARIETÀ A CESARE BATTISTI, L OSTILITÀ NEI CONFRONTI DI CERTO CLERO Mussolini e la spiritualità Contro i trafficanti che Cristo caccerebbe dai templi; i filosofastri che non hanno il coraggio della vita ascetica e tendono al dominio di quelle cose profane che Gesù disprezzò di Emma Moriconi Di questo periodo della giovinezza di Benito Mussolini, come dicevamo, si potrebbe parlare davvero a lungo, non tutto è possibile riportare qui, tuttavia ancora qualche informazione sarà utile a comprendere questa complessa personalità del Novecento. In questi mesi di soggiorno nella Trento austriaca, Benito studia moltissimo, e scrive. Se la prende, come al solito, con i preti: noto è il diverbio con don Dallabrida, che gli costa tre giorni di carcere commutabili in trenta corone di multa (siamo nel maggio del 1909), come noti sono anche i battibecchi con De Gasperi. A questo proposito vale la pena ricordare che sempre nel maggio dello stesso anno anche Cesare Battisti era stato condannato per aver schiaffeggiato un redattore del Trentino. Sul giornale era infatti uscito un trafiletto offensivo nei confronti di sua moglie, Ernesta Bittanti. Il redattore preso di mira da Battisti probabilmente non era l'autore del trafiletto, ma non si venne mai a sapere chi fosse il responsabile, né il direttore De Gasperi si preoccupò di fare giustizia. La reazione di Mussolini non tarda ad arrivare: "Il De Gasperi, l'uomo dalla prosa sciatta, asintattica, il superficiale, che invoca un orario delle ferrovie austriache per sfuggire a un contraddittorio imbarazzante [ne abbiamo parlato nella scorsa puntata, ndr], tace nell'ombra. Gli altri non si fanno vivi. Lo scrittore della frase atroce è ancora un 'segreto' redazionale. E non ha dunque ragione il presidente Schumacher di definire il giornalismo un mestiere? E non ho diritto io di aggiungere l'aggettivo 'vilissimo'? come non chiamare 'mestieranti' i poveri Gadler, Spoleta, De Gasperi, Chelodi, pennivendoli senza idee e uomini senza coraggio?". De Gasperi risponde, quindi, quattro giorni dopo e in modo superficiale e comunque non svela l'identità dell'autore dell'offesa. Mussolini non si fa passare la mosca sotto Da sinistra, Benito nel 1910, dalla mostra Il Giovane Mussolini, Predappio 2014; Cesare Battisti; Alcide De Gasperi al naso e riprende: "Ben quattro giorni sono occorsi alla cronica stitichezza intellettuale di un De Gasperi, per trovare una qualunque miserevol risposta al mio articolo di sabato. E dopo un così lungo periodo di faticosa elaborazione ero in diritto di aspettarmi qualche cosa di meglio. Voi, De Gasperi, voi direttore del giornale, dovevate parlare e avete taciuto. Il vostro silenzio è la vostra condanna. Non avete avuto il coraggio di difendere personalmente lo schiaffeggiato, né di solidarizzare moralmente con lui. Tanto piacere se il posto che voi occupate nell'estimazione pubblica è altissimo. Ammetto senza difficoltà che ci siano a Trento e nelle vallate qualche centinaio di residui di sacrestia che credono fermamente nel vostro 'verbo'. Tutti i bisognisti che battono allo sportello delle vostre banche o si affollano nei magazzini delle vostre cooperative; gli ipocriti che si curvano dietro le misteriose garrette dei confessionali; i trafficanti che Cristo caccerebbe dai templi; gli arrivisti della torbida politica clericale; i filosofastri che non hanno il coraggio della vita ascetica e tendono al dominio di quelle cose profane che Gesù disprezzò, ecco gli uomini che giurano 'in verba De Gasperi' e fanno di un giornale semi-analfabeta l'arma delle loro piccole insidie!". Questo stralcio dall'articolo contro De Gasperi svela alcune cose e suscita alcune riflessioni. Prima di tutto lo stile è tipicamente mussoliniano, forte, deciso, senza sconti. Secondo, come giornalista tanto di cappello al giovane Benito, penna rara e perfetta, senza sbavature, incisiva, piena. Ancora, lo spirito sociale che anima le sue parole (parla di "arrivisti della torbida politica clericale", per esempio; scocca frecce contro "i bisognisti che battono allo sportello delle vostre banche o si affollano nei magazzini delle vostre cooperative"). Infine, la spiritualità. Più volte abbiamo parlato, sebbene per sommi capi, della spiritualità di Benito Mussolini, andando spesso controcorrente rispetto a quanto hanno scritto e detto i più. Ma siamo abituati ad andare al fondo delle cose e a non credere a tutto ciò che troppo spesso viene detto e scritto basandosi su episodi superficiali e fondando su platealità senza scavare nell'intima essenza vera del tema di cui si tratta. E questo ragionamento vale tanto più quando si parla di aspetti spirituali. Invitiamo dunque il lettore a rileggere un paio di passi di questo stralcio che abbiamo appena riportato: "I trafficanti che Cristo caccerebbe dai templi" e, ancora, "i filosofastri che non hanno il coraggio della vita ascetica e tendono al dominio di quelle cose profane che Gesù disprezzò". Per chi è il disprezzo di Benito Mussolini? Per "i trafficanti" e i "filosofastri". E per esprimere questo disprezzo egli cita il Messia. Cristo li caccerebbe dal tempio, quei trafficanti, dice. Gesù disprezzò le cose profane, aggiunge, quelle verso il dominio delle quali tendono i filosofastri, i quali - si badi bene - "non hanno il coraggio della vita ascetica". Alcuni esempi li abbiamo già forniti strada facendo, questo è un altro e altri ne seguiranno: basterebbe conoscere la vita di Benito Mussolini, le sue parole e le sue azioni per sapere che ebbe sempre una profonda spiritualità. Ma ci torneremo, perché questi aspetti caratterizzano tutta la sua vita, in ogni fase. Diceva bene don Franco Giuliani quando scriveva che religioso Mussolini lo era sempre stato, e che alcuni momenti di escandescenze erano, quelli sì, una "maschera" dettata dagli eventi e dalle circostanze del momento. Sulla strada tracciata dal poverello di Assisi Non frequento le vostre chiese ove si vitupera Cristo ( ), no, io grido nella solitudine della mia soffitta il Cantico delle Creature Il suo nemico, qui, a Trieste, e sempre e ovunque, non è mai stata la religione, sono sempre stati gli uomini abietti, che male gestivano gli abiti che indossavano non rendendo loro l'onore che avrebbero meritato. Mussolini fa degli esempi, non a caso: "Le cronache hanno dovuto occuparsi di un don Felicetti condannato per atti osceni a tre mesi di carcere, di un prete di Pinè scomparso coi denari rubati agli imbecilli che si quotarono per una scala santa, di un don Bonetti di Levico fuggito per ignoti lidi a causa di irregolarità... cattolico-finanziarie, di uno zoccolante da Cagnola allievo nonché seguace dei colleghi di Pallanza, di un don Plotegher revolveratore, di un prete di Susà che prolifica in concubinato [il lettore ricorderà che ne abbiamo parlato di recente, il sacerdote ebbe due figli dalla "santa di Susà", ndr], di un... Ma basta, o amici! Le cronache cittadine hanno trovato invece poca materia nelle gesta dei socialisti. Ci sono finora 7 giorni di carcere per Battisti, 48 ore per Flor e 3 giorni per me. Atroce disillusione dei clericali!". Non basta. Dopo qualche giorno attacca di nuovo. Anzi, contrattacca dopo un nuovo affondo di don Cheldoli contro di lui: "Si, voi siete i traditori della religione! Nelle sacrestie, sotto l'immagine di Gesù che ebbe una sola tunica, qualche volta non un sasso ove posare il corpo e fustigò un giorno i mercatori che profanavano il tempio, voi tenete i conciliaboli ove si tratta di interessi materiali. Sotto a quel Vangelo, che fu il verbo della rivolta e della consolazione, io vedo spuntare le pagine di un libro mastro col dare e l'avere delle vostre banche! Quando io voglio sentire il fuoco della passione religiosa che si superumanizza in Dio, non leggo i vostri articoli stillanti odio, livore, abbiezione, non frequento le vostre chiese ove si vitupera Cristo, mascherandolo da scontista, no, io grido nella solitudine della mia soffitta il Cantico delle Creature di San Francesco d'assisi e l'invocazione a Frate Sole, a sorella Acqua, a madonna Povertà; tutto questo inno d'amore alle cose buone, questo richiamo alla vita semplice e pura mi dà l'idea dell'enorme divario che corre fra il poverello d'assisi e voi, che siete a un tempo giornalisti, speculatori, galoppini elettorali, e sempre e dovunque preti!". Non c'è da stupirsi se furono in molti, tra i clericali, a richiedere l'espulsione di Mussolini dall'austria. Ma c'è forse da chiedersi, dopo questo, se nell'animo di Benito Mussolini albergò la spiritualità religiosa? L'esempio è San Francesco, il poverello di Assisi, colui che lasciò tutto per seguire la sua vocazione, vera, profonda, quella predicata da Cristo, fatta di benevolenza e di povertà, di missione per i poveri e per i diseredati, per chi soffre. Non i troni d'oro, non le banche, non i preziosi gingilli, non le cattedrali. Invece il saio, il pane, l'acqua, la mano tesa verso il prossimo, senza niente in cambio, come Gesù. Eccola, la spiritualità profonda e vera di Benito Mussolini, la "Povertà evangelica" evocata da don Giuliani, sull'esempio di San Francesco.

7 7 DA ROMA E DAL LAZIO STORACE ATTACCA IL PRESIDENTE SUL RAPPORTO INPS Occupazione in aumento? Zingaretti trucca i dati L ESTATE DI UN MONDO DI INVISIBILI CHE SOFFRE IN SILENZIO SOLITUDINE E DIFFICOLTÀ, DI CUI NESSUNO PARLA Disabili rintanati in casa? Roma non ha servizi adeguati L Unitalsi tenta di accendere i riflettori sulle inefficienze con cui sono costretti a fare i conti i portatori di handicap e le loro famiglie Icontratti a tempo indeterminato sono aumentati del 41% nel Lazio nel primo semestre del 2015 rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, secondo l Inps. Sono cresciute nel Lazio dell 8,2% le assunzioni totali, ( comprese quelle a termine e di apprendistato) a fronte di cessazioni (- 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2014). Il saldo è positivo per unità di cui a tempo indeterminato. Ma, sempre nel primo semestre del 2015, si sono verificate cessazioni di contratti a tempo indeterminato (+0,1% rispetto al 2014, a fronte del +1,9% registrato in Italia). Un rapporto positivo per Nicola Zingaretti, presidente della Regione, che si è affrettato a rivendicare il risultato: I dati diffusi dall Inps - ha commentato il governatore del Lazio - sottolineano il risultato straordinario ottenuto nella nostra regione che vede un notevole incremento dei contratti a tempo indeterminato e delle assunzioni totali rispetto al 2014 e al Un forte stimolo - ha aggiunto - che ci spinge a proseguire sulla strada virtuosa intrapresa in questi due anni di governo. E un ulteriore segno che il Lazio sta cambiando, mettendo in campo risorse e strategie per chiudere definitivamente la stagione della crisi e delle difficoltà. Un esultanza che ha fatto scattare sulla sedia Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale e segretario nazionale de La Destra. Zingaretti come Renzi trucca i dati sull occupazione, che è invece in picchiata nel Lazio. Ma è davvero grave che il governatore trucchi i numeri - ha attaccato Storace -dopo aver disposto la chiusura immotivata del consiglio regionale: non tollera controlli sulle sue chiacchiere. Dura presa di posizione dell Unitalsi contro l amministrazione Marino sulle tantissime inefficienze con cui sono costretti a convivere i disabili nella Capitale. L estate è un momento dell anno difficile per le tante famiglie romane che non possono permettersi di partire per le vacanze. In particolare lo è ancora di più per quei nuclei familiari composti da un figlio disabile che, oltre al caldo, devono affrontare le difficoltà di una città che non sostiene con servizi adeguati chi è disabile, è lo sfogo dell associazione cattolica, che, attraverso un indagine, rivela come il 40% delle famiglie preferisce non fare uscire il proprio figlio disabile e frequenta solo ambienti familiari, mentre solo il 20% affronta le barriere architettoniche e la mancanza di servizi. E quanto emerso dai dati raccolti dallo sportello Roma per tutti dell Unitalsi, che si basano su un campione significativo di 1500 famiglie con bambini disabili, di cui il 78% rientra nei nuclei monoreddito perché la quasi totalità delle mamme ha lasciato il posto di lavoro per seguire i figli, con un età tra gli zero e i sedici anni. E così il 67% delle famiglie con un figlio disabile sono costrette a rintanarsi in casa, riferisce l Unitalsi, per colpa delle barriere architettoniche. Una vera grave piaga della Capitale dove strade e un trasporto pubblico risultano essere inadeguati, denuncia l associazione. Ma la Città eterna, secondo l Unitalsi, è carente anche di attrezzature ricreative pubbliche. Nei parchi pubblici non esiste nessun gioco accessibile ad un bambino disabile o strutture dedicate fa notare l associazione, una mancanza presente anche nei grandi centri commerciali e nelle multisala cinematografiche. Il 15% delle famiglie dichiara di avere bambini con disabilità motorie e il 40% con bambini con disturbi della personalità e dell'apprendimento o con problemi di autismo. Mentre il 20% dei nuclei ha grandi difficoltà nell inserimento scolastico dei bambini. C è anche chi (35%) lamenta problemi nell ambito più strettamente sanitario. dove l accesso alle cure migliori sembra un percorso difficile per le lungaggini del sistema. D estate l attenzione è sempre rivolta agli incendi, ai vari omicidi e calciomercato, ma in realtà c è un mondo di invisibili che soffre in silenzio momenti di solitudine e difficoltà di cui nessuno parla - spiega Alessandro Pinna, presidente dell Unitalsi Roma - Mi riferisco alle tante mamme e ai papà che non hanno le possibilità di poter portare il proprio figlio disabile lontano dall afa della città per passare dei momenti di pace al mare e o in montagna e che si chiudono in casa per intere settimane. Chiaro il messaggio al sindaco Marino e all assessore alle Politiche sociali Danese: Credo sia giunto il momento che la città di Roma realizzi appuntamenti estivi anche per queste famiglie, non pensando per una volta solamente ai concerti e alle kermesse sul Tevere. ANCHE SUL LITORALE E SUI CASTELLI GRAVI DANNI ALLA CIRCOLAZIONE FERROVIARIA E AUTOSTRADALE Temporale sulla Capitale, i soliti disagi Basta un acquazzone di qualche ora, ampiamente previsto, a creare i soliti disagi a Roma, fra traffico in tilt e lunghe code, alberi e ram i caduti e allagamenti. E risuona ancora lo stanziamento di 3,5 milioni di euro annunciato due anni fa dall allora assessore ai Lavori pubblici Masini, poi sostituito da Pucci, per la vera pulizia dei tombini di Roma. Dei fondi nessuna traccia. Almeno stando ai risultati, che sono abbastanza evidenti ad ogni pioggia, temporale o bomba d acqua che sia. E così le promesse di Ignazio Marino sono cadute nel vuoto: Pronto il progetto. Lavoriamo perché un acquazzone non metta in ginocchio la città, disse il sindaco quasi 24 mesi fa, precisamente il 28 agosto del I disagi sono stati limitati, grazie al richiamo delle vacanze che ha richiamato i romani fuori dalla Città eterna nella settimana di ferragosto. Sul Grande Raccordo Anulare, ieri, la situazione era più calda tra via Anagnina e via Laurentina in entrambe le direzioni, con forti piogge sulla A12 Roma- Civitavecchia e tra Roma-Fiumicino e Aurelia, nonché sulla A1 Roma-Napoli fra l allacciamento della diramazione Roma Nord e quello di Roma Sud. Traffico lento anche sulla Tangenziale Est tra Uscita A24 e Uscita Via Prenestina-Pigneto in direzione San Giovanni con code a tratti. Macchine incolonnate pure tra viale dello Scalo San Lorenzo e via Tiburtina in direzione via di Portonaccio, mentre il tronchetto autostradale A24 è stato chiuso all altezza Tangenziale Est in direzione del GRA per lavori. Tamponamenti, invece, su via Stelvio all altezza viale Adriatico e viale Bruno Pelizzi all altezza via Paolo Luigi Guerra. Tanto da spingere la Protezione civile di Roma Capitale a lanciare un altra allerta anche per oggi, in cui sono previsti temporali accompagnati da rovesci di forte intensità, fulmini e forti raffiche di vento e grandinate. Si prevede una criticità idrogeologica di codice arancione-moderata nelle zone di allerta del Lazio Bacini costieri nord, Roma e Bacini costieri del sud ; codice giallo, invece, nelle zone Bacino medio del Tevere e Aniene. I mezzi di Ama hanno programmato così delle attività preventive di spazzamento e rimozione di foglie, aghi di pino, detriti in prossimità degli imbocchi di tombini e caditoie stradali di vie alberate e a forte pendenza. Il centralino del 115 non ha smesso di squillare. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco anche per la caduta di alberi di alto fusto. Tantissime le chiamate di intervento anche fuori Roma. E stata chiusa in alcuni tratti anche la Salaria, vicino a Monterotondo Scalo, per la caduta di alcuni platani. Allagamenti e danni sul litorale romano, in particolare a Lavinio, Anzio e Nettuno. Tromba d aria a Civitavecchia. Una vera e propria bomba d acqua si è abbattuta anche sui castelli romani intorno alle ore 11. Il nubifragio, con forti folate di vento ha colpito numerosi comuni dell hinterland, Genzano, Nemi, Velletri, Rocca di Papa e Lanuvio. Il personale del 115 è intervenuto per rimuovere alberi e rami caduti e soccorrere auto e persone in difficoltà, a causa dei numerosi allagamenti. Notevoli disagi ai trasporti su rotaia. E stata interrotta la circolazione ferroviaria sulla linea FL4 Roma-Velletri, per la presenza di alberi sui binari a causa del maltempo, tra Pavona e Cecchina, tornata lentamente alla normalità solo nel tardo pomeriggio. Questo ha causato rallentamenti anche sulla linea Roma-Cassino. Il bilancio è di sei regionali limitati e 16 cancellati e sostituiti con bus. Difficoltà anche sulla Roma- Formia, colpita, dalle 11 e 50 alle 12 e 50, da forti fulmini, provocando un guasto tra le stazioni di Torricola e Pomezia. Gli effetti sono ricaduti su due Intercity e sei regionali che hanno registrato ritardi fino a 60 minuti; inoltre sono stati cancellati due treni, mentre altrettanti hanno avuto il percorso limitato. Temporali dannosi per l agricoltura, che hanno devastato coltivazioni, serre e capannoni scoperchiati.

8 8 ECONOMIA POCHISSIMI ITALIANI RECEDONO DAL CONTRATTO PER COMPRARE UN APPARTAMENTO Affitti alle stelle, gli italiani mollano In molti vengono ospitati da amici o parenti oppure optano per il comodato di Giuseppe Sarra CROLLANO I PREZZI NELLE LOCALITÀ TURISTICHE Casa: ok le vendite, ma che svalutazioni... Gli affitti troppo elevati sono la prima causa di disdetta da parte dell inquilino. Una necessità pur di far quadrare i conti, diffusa a Napoli, Venezia, Roma e Firenze. Solo a Milano, invece, gli inquilini riescono meglio che altrove a far fronte ai canoni di locazione nonostante la crisi economica. Un analisi, quella condotta da Solo Affitti, agghiacciante, dalla quale emerge come le speranze degli italiani di diventare proprietari di una casa sono ridotte al lumicino. Sono pochi, invece, quelli che hanno lasciato l affitto per acquistare una nuova casa: 18% a livello nazionale. Milano (24%) è la città in cui l inquilino è riuscito più frequentemente a comprare un immobile nonostante le difficoltà ad ottenere un mutuo dalle banche. Non distanti da quelle di Milano le percentuali registrate a Firenze. Più bassi i dati di Roma, Bologna, Torino e Venezia, dove i prezzi delle case sono ancora alti e non permettono a tanti inquilini di potersi affrancare dall affitto per passare a un immobile di proprietà. Ma un altro campanello d allarme emerge dall indagine. C è chi lascia l affitto per essere ospitato da amici o parenti oppure va ad abitare in una casa sfruttando un comodato (13%). Uno stile di vita diffuso prevalentemente a Napoli e, più in generale, in tutte le città del Centro-Sud. Probabilmente le ragioni sono di natura sociale e culturale improntati a un forte senso di appartenenza familiare e - fa notare Isabella Tulipano, di Soli Affitti - di sostegno reciproco nel momento della difficoltà. A livello nazionale, secondo i dati raccolti da Solo Affitti, più di quattro volte su dieci (43,7%) le motivazioni che spingono gli inquilini alla disdetta del contratto d affitto sono di carattere strettamente abitativo: la necessità di trovare una soluzione abitativa in affitto più economica, oppure la ricerca di un immobile più spazioso o ancora, seppur meno rispetto al passato, l acquisto di una casa. Nell attuale contesto di mercato - spiega ancora Solo Affitti - l ampia offerta di abitazioni in affitto e il sempre più diffuso fenomeno degli sfratti per morosità consegnano all'inquilino referenziato un maggiore potere contrattuale rispetto al passato. Non raro riscontrare famiglie che disdicano il contratto di affitto per cercare una abitazione più spaziosa o moderna, a canoni decisamente inferiori rispetto a qualche anno fa. Ma il contratto viene talvolta interrotto anche per situazioni di degrado dell immobile (6,2%). Muffa, umidità e cattivo stato di manutenzione hanno, ad esempio nella zona universitaria di Bologna, un peso non indifferente. Nelle città come Bologna, dove più diffuso che altrove è l'affitto a studenti universitari - rileva Tulipano - il proprietario non è particolarmente stimolato a ristrutturare o rinnovare gli immobili. Ma anche a Genova e in altre città del Centro-Sud, lo stato degli immobili lascia spesso a desiderare ed è causa di disdetta più spesso che altrove. Torna a respirare il mercato delle compravendite delle case, ma i prezzi calano nelle località turistiche. E la fotografia scattata dall Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2015, osservando i dati delle locazioni e delle compravendite di 185 località di mare e 100 di montagna e lago. Rispetto al 2013, infatti, nel 2014 sono aumentate le transazioni registrate a livello complessivo (+3,2%), trainate in particolar modo dalle località marine (+ 4,6%). Analizzando l andamento dei primi mesi del 2015, il prezzo medio per l acquisto di un abitazione turistica in Italia è di euro al mq commerciale. Con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza in calo: - 5,0% annuo. In particolare, le regioni dove si è registrato la diminuzione più rilevante dei prezzi sono l Abruzzo (-9%) e la Calabria (-7,5%), seguite da Basilicata, Marche e Molise, che registrano un -6%. Mentre la maggioranza delle regioni (9 su 20) ha fatto segnare un calo dei prezzi in linea con quello medio nazionale (-5%), fatta eccezione dell Umbria che presenta valori pressoché analoghi a quelli del 2014 (-0,6%). Nello specifico, nelle località marine, il crollo più evidente dei prezzi medi di compravendita di appartamenti si registra in Abruzzo (-9,7%). In Calabria (-9,5%), invece, si attesta la variazione più negativa tra le località di montagna o lago la maggiore. Intanto Santa Margherita Ligure (Genova) si conferma in cima alla classifica dei prezzi massima di compravendita di case top o nuove, con euro/mq. Completano il podio Forte dei Marmi (Lucca) con euro/mq e Capri (Napoli) con euro/mq. Subito dietro, Madonna di Campiglio (Trento), Courmayeur (Aosta) e Cortina D Ampezzo (Belluno). Anche se il clima di fiducia delle famiglie sembra migliorare, rimane una elevata pressione fiscale sugli immobili (Tasi, Imu, Registro e bollo, Irpef, Cedolare, ecc.) che frena e ritarda - si legge - la vera svolta positiva del settore. Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l Innovazione dell Agricoltura del Lazio

9 9 DALL ITALIA SCONTRO A MONZA TRA L AMMINISTRAZIONE COMUNALE E LE FAMIGLIE Aumenti tariffe all asilo, è polemica Le mamme lamentano un aumento dell 80%. Ma per l assessore all Istruzione non sanno fare i conti. E l opposizione (La Destra e Forza Italia) annuncia battaglia legale di Barbara Fruch Prima aumentano la retta degli asili nido. Poi, accusano le famiglie di non saper fare i conti. È battaglia a Monza tra le famiglie, che si vedono incrementare i costi, e l amministrazione comunale di centrosinistra. A nulla è servito neppure l incontro tra i genitori e l Assessore all Istruzione Rosario Montalbano, avvenuto negli scorsi giorni. Le mamma lamentano importi eccessivi e una comunicazione tardiva da parte del Comune, avvenuta a iscrizioni già concluse. L amministrazione, dal canto suo, spiega come la decisione è definitiva e irreversibile. Non solo, secondo una nota diffusa dallo stesso Assessore sul sito del Comune di Monza le mamme avrebbero fatto dei calcoli errati. Poiché a noi risultano importi diversi da quelli presentati dalle famiglie, durante l incontro spiega Montalbano ho fatto presente che per una corretta equiparazione delle cifre è necessario utilizzare un metodo e dei parametri univoci rivendicando un aumento reale che si attesterebbe tra il 9% ed il 25%. Per le famiglie non è così, gli aumenti sarebbero ben superiori a quella percentuale e arriverebbero addirittura fino all'80%. Motivo per cui le mamme non si arrendono. E a dar loro manforte ora c è anche l opposizione che con un comunicato stampa congiunto de La Destra di Storace e di Forza Italia, promette battaglia sull argomento. Abbiamo atteso con pazienza e speranza di collaborazione l incontro tra le Mamme di Monza e l assessore Montalbano, ma il comportamento tenuto dall amministrazione comunale ci costringe a spostare la cosa sul piano politico e legale spiega Meloni Massimiliano, de La Destra Sto preparando insieme al consigliere comunale e amico Domenico Riga una richiesta di sospensione di quella delibera ingiusta e quantomeno curiosa nei tempi (iscrizione al 31 maggio e aumenti deliberati il 2 luglio), che presenteremo nella prima seduta di consiglio. Inoltre l amministrazione ha dimostrato poca correttezza nei confronti di queste famiglie, che vi assicuro i conti li sanno fare meglio del Comune di Monza. E sul caso è intervenuto anche Domenico Riga (Forza Italia). Sono certo che non esiste un Amministrazione che possa ritenersi soddisfatta di aumentare i tributi locali e le tasse ha spiegato così come tuttavia sono certo che non si può continuare a giustificarsi appellandosi ai minori trasferimenti di risorse che diventano sempre meno da parte dello Stato. E proprio in questi maggiori momenti di difficoltà che chi governa deve dimostrare competenza, equità, risolutezza e attenzione ai bisogni delle Famiglie. Gli esponenti dell opposizione assicurano inoltre il loro supporto anche nella presentazione di un ricorso al Tar, che in diverse altre città sullo stesso argomento ha avuto esito positivo a favore dei genitori. Mentre il prossimo incontro tra le famiglie e l amministrazione dovrebbe tenersi il 26 di agosto, la polemica sembra destinata a non placarsi. In effetti, in un periodo storico in cui le famiglie non versano in condizioni economiche ottimali, l aumento delle spese imposto dall amministrazione comunale non fa altro che peggiorare la situazione. L ennesimo caso in Italia che dimostra come le politica, ormai, sia sempre più distante dalle famiglie. Arrivano ancora a migliaia Sotto l egida di Triton solo ieri sono stati oltre 1500 gli stranieri prelevati da barconi partiti dalla Libia Mentre l Europa si concentra su Calais, l emergenza migranti continua a far sentire tutto il suo peso nel Mediterraneo. E se in Grecia la situazione è al collasso, in Italia il continuo flusso fa temere che ormai non vi sia nessun tipo di freno all attività degli scafisti e quindi da un lato al progressivo black out del sistema dell accoglienza e dall altro alle tragedie del mare che, da quando è stata lanciata la controproducente Mare Nostrum (e le operazioni analoghe), non hanno fatto altro che moltiplicarsi. IL FLUSSO MIGRATORIO VERSO LE COSTE ITALIANE CONTINUA INCESSANTE Tanto per farsi un idea, sono in totale 1552 gli immigrati tratti in salvo nella giornata di ieri nel corso di 7 distinte operazioni di soccorso, a largo delle coste libiche, coordinate dalla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I cittadini stranieri, tutti appena partiti dalle coste libiche, si trovavano a bordo di 4 gommoni e 3 barconi. Due gommoni - per complessivi 230 migranti - sono stati recuperati dalla Nave Phoenix, che ha poi imbarcato ulteriori 125 persone, precedentemente tratti in salvo dalla Nave Le Niamh della Marina Militare Irlandese. Un barcone, con a bordo 345 stranieri, è stata soccorsa da Nave Fiorillo CP 904 della Guardia Costiera mentre 77 immigrati a bordo di un gommone sono stati recuperati da Nave Fenice della Marina Militare che li ha poi trasbordati su Nave Calabrese della Guardia di Finanza. L ultima operazione ha infine riguardato ben 775 migranti (di cui 539 uomini, solo 196 donne e 40 minori), a bordo di due barconi recuperati da Nave Mimbelli della Marina Militare e successivamente trasferiti su Nave Le Niamh e su Nave Poseidon della Guardia Costiera Svedese, con l'ausilio di due motovedette della Guardia Costiera di Lampedusa, le unità CP 319 e CP 312. Il tutto, sotto l egida del dispositivo Triton. Anche domenica il flusso era stato assolutamente alto: sempre la Guardia Costiera con l unità Diciotti aveva prelevato da quattro gommoni centinaia di stranieri che erano arrivati al largo delle coste della Libia: dapprima 116, poi 124, poi altre due imbarcazioni ciascuna con 105 persone a bordo. In direzione opposta, ben pochi sono i rimpatri, nonostante siano tra le tante cose che l Europa ha chiesto all Italia: un piccolo esempio degli ultimi giorni giunge da Pozzallo, uno dei porti più caldi per l emergenza migranti. Alcuni di quelli sbarcati venerdì scorso sono stati oggetto di un procedimento di rimpatrio coatto stabilito dopo le indagini della Polizia di Ragusa. Si tratta di otto egiziani e 26 marocchini, provenienti quindi da Paesi che non hanno alcun problema tale da giustificare una richiesta d asilo. La sensazione è comunque che potrebbero essere disposti provvedimenti simili in almeno la metà dei casi. Nel caso di Pozzallo, invece, si è a meno del 10%, visto che solo in quello sbarco sono arrivati 380 stranieri. Robert Vignola UNA RESIDENTE DELL ALER ERA ANDATA IN MONTAGNA: LA SUA CASA ERA GIÀ STATA VIOLATA DA UN NUCLEO DI ABUSIVI Milano: ottantenne sventa l ennesima occupazione Finestre spaccate, mobili spostati ma la polizia arriva in tempo. E il figlio è costretto a rimanere di guardia Ti piace vincere facile? Paghi una parcella all osservatore, aspetti che un anziana signora si conceda un paio di giorni in montagna e le occupi casa con i tuoi cinque figli. Nessuno ti caccerà, anche se si è in presenza di un comportamento che infrange almeno cinque o sei regole del buonsenso e del vivere civile, se non direttamente del codice penale. Eppure è quello che è accaduto in questi giorni a Milano. E che lascia intravedere un sistema per niente incoraggiante. L'anziana signora, che ha dato l allarme dalle case popolari Aler di via Ovada 3, non ha dubbi: C è qualcuno che segnala gli appartamenti che restano vuoti perché gli affittuari vanno in vacanza o all'ospedale. E deve essere un giro che rende bene, a pagamento. A mezzanotte la pensionata ha sentito strani rumori arrivare dall appartamento di Eugenia B., una vicina di 83 anni, e ha chiamato il 112. Sapevo che lei era in montagna dall inizio del mese, ad Asiago - racconta - e mi sono preoccupata. I poliziotti delle Volanti, a suo dire giunti dopo due ore, nell'alloggio delle vecchietta hanno trovato una donna romena di 27 anni al quinto mese di gravidanza e cinque bambini al seguito, dai due ai nove anni. Aprire non è stato semplice. Contro l'uscio, all'interno, erano stati spinti dei mobili. Alcuni uomini hanno rotto la tapparella e spaccato il vetro di una finestra - aggiunge la pensionata - e sono entrati. Poi, da dentro, hanno sbloccato la porta di ingresso e hanno aperto la strada alla ragazza e a quelli che lei sostiene siano tutti figli suoi. Insomma il blitz, questa volta, è andato a vuoto. I piccoli e la presunta madre, denunciata per violazione di domicilio, sono stati allontanati dagli agenti e dagli ispettori Aler. Ma non per questo è il caso di abbassare la guardia. Tant è che il nipote dell inquilina andata in montagna è rimasto a dormire nell abitazione, per evitare altre occupazioni, in attesa del rientro della zia e delle riparazioni alle finestra. I bambini sono rimasti seduti sulle scale tutta la notte - protesta la vicina che ha dato l allarme - e questa mattina erano ancora qui, a giocare nel nostro cortile, come se fosse casa loro. R.V.

10 810 DALL ITALIA ANCORA GIOVANI MORTI, O SOCCORSI, PER IL SOSPETTO USO DI ALCOL E DROGHE Vittime della cultura dello sballo Trovato il cadavere di una diciassettenne sul lungomare Ringo a Messina. Nel brindisino quattro ragazze finiscono in coma, mentre a Lecce si indaga sul decesso in discoteca di un diciannovenne di Barbara Fruch Mentre non si è ancora placata la polemica sulla chiusura del Cocoricò, disposta dal Questore Maurizio Improta dopo la morte del 16enne Lamberto Lucaccioni, la cultura dello sballo fa altre vittime. Messina, muore una 16enne - C è lo spettro dell alcol o della droga dietro la morte di Ilaria Boemi, la 16enne ritrovata cadavere l altra notte sulla spiaggia del lungomare Ringo a Messina. Secondo quanto si è appreso la giovane si sarebbe sentita male verso l una di notte mentre era in compagnia di un ragazzo e una ragazza, che avrebbero allertato i soccorsi e sarebbero poi fuggiti. Se la giovane ha avuto un semplice malore non si spiega perché i due si siano allontanati ha detto il capo della squadra mobile di Messina Giuseppe Anzalone Non ci sono segni sulle braccia che possano far pensare ad un overdose, ma potrebbe aver assunto qualche droga o altro per via orale. Stiamo vagliando comunque tutte le ipotesi e stiamo cercando di risalire all'identità di chi era con lei. A dare l allarme era stato un ciclista che ha detto, per l appunto, di essere stato avvicinato da due giovani, in stato di agitazione, i quali gli hanno chiesto di chiamare aiuto per una loro amica. Poi si sono dileguati. I sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso. La giovane, capelli corti, rasati su entrambe le tempie e tre piercing, indossava jeans chiari, maglietta nera, scarpe da ginnastica scure e non aveva con sé documenti di riconoscimento. È stata identificata infatti solamente dopo diverse ore. La polizia, che indaga, non ha riscontrato alcun segno di violenza né tracce di punture sulle braccia, il che farebbe escludere l'overdose da eroina. Solo ulteriori esami comunque potranno chiarire se la ragazza avesse assunto droghe per altra via, come per esempio pasticche. Mentre la Procura ha aperto un'inchiesta, di cui è titolare il sostituto Stefania La Rosa, è stata disposta l autopsia. La polizia intanto ha interrogato i genitori della ragazza dopo il riconoscimento, mentre gli investigatori stanno cercando di capire le abitudini della giovane. Avviate anche le ricerche dei due ragazzi che sono stati visti insieme alla 16enne. Ilaria Boemi sul suo profilo facebook scrive di aver frequentato l'istituto d'arte Ernesto Basile di Messina e lascia un messaggio, una strofa della canzone Nave fantasma : Siamo nati per morire con un urlo dentro che nessuno può sentire. Brindisi, ragazzine in coma etilico Hanno bevuto alcolici fino a sentirsi male su una spiaggia di Specchiolla (Brindisi). Quattro ragazzine dai 14 ai 16 anni sono state soccorse e ricoverate in ospedale per sospetto come etilico. Una delle quattro è stata poi trasferita nell'ospedale Perrino di Brindisi per intossicazione da alcol. Le altre sono state invece dimesse dopo essere state sottoposte ad adeguati trattamenti. A quanto appurato le adolescenti si trovavano in spiaggia per trascorrere la vigilia di San Lorenzo a guardare le stelle cadenti in compagnia di amici. Sono stati proprio loro ad allertare i soccorsi dopo che le giovani si sono sentite male. Il caso è stato segnalato alla Procura dei minori di Lecce che dovrà ore accertare se, oltre ad aver assunto alcol, confermato dai referti medici le ragazzine risultino positive anche ad altri tipi di sostanze. Lecce, muore in discoteca. Locale resta aperto Continuano le indagini sulla morte di Lorenzo Toma, il ragazzo di 19enne di Lecce morto nella discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme. L allarme al 118 era arrivato domenica mattina attorno alle 6.30, quando il ragazzo era agonizzante nel parcheggio del locale. Troppo tardi per salvarlo. Pare che il malore sia sopraggiunto dopo che il ragazzo si è dissetato da una bottiglietta. Secondo quanto reso noto la causa del decesso è morte per arresto cardiocircolatorio, dietro cui però potrebbero celarsi problemi pregressi di salute, un overdose di droga o una banale, ma fatale, congestione. Il dubbio è che qualcuno, magari un pusher, possa avergli fatto assaggiare qualche droga per provare poi magari a vendergliela. Fondamentali saranno, ovviamente, i risultati dell autopsia (in programma ieri) per chiarire l eventuale presenza di tracce di droghe o alcol. Gli inquirenti cercano la bottiglia di plastica da cui avrebbe bevuto il ragazzo prima di accasciarsi al suolo e morire circa un ora dopo. Nessun provvedimento di chiusura, almeno per il momento, nei confronti del locale. Ci siamo aggiornati a mercoledì mattina sperando di avere già domani qualche prima indicazione dagli esami specialistici. Per il momento è prematuro: senza avere indicazioni scientifiche non siamo in grado di dire cosa ha provocato la morte del ragazzo. E senza indicazione sulla causa è presto per intervenire ha dichiarato alle telecamere del Tgr Puglia il prefetto di Lecce Claudio Palomba, dopo la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Per adesso dunque nessuno stop al locale come invece ha fatto il prefetto di Rimini che ha deciso, dopo la morte di Lamberto Lucaccioni, di chiudere il Cocoricò di Riccione per quattro mesi, accendendo un vespaio di polemiche. Discussioni che si sono aperte e Rimini e sono finite ieri a Gallipoli, dove c è chi collega le dimissioni del sindaco Francesco Errico alla frase che aveva postato su twitter, dopo la morte di Lorenzo Toma, circa la responsabilità delle famiglie dei giovani che muoiono in discoteca. Se non sai educare non procreare, aveva scritto. In realtà alla base della scelta c è l instabilità politica della sua amministrazione. NUORO Investe disabile, si consegna il pirata della strada: arrestato investito e ucciso, e poi è scappato. Il pirata della strada, L ha sentendosi braccato dalle forze dell ordine, si è costituito. Si tratta di Francesco Serra, 49 anni, di origini sarde ma residente in provincia di Avellino, che si trova nell'isola per un periodo di vacanza. L'uomo, ora agli arresti domiciliari, dovrà rispondere di omicidio colposo, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Vittima Gianni Orani, 52 anni, un disabile di Nuoro che è stato investito nella serata di domenica a Capo Comino, località turistica in comune di Siniscola (Nuoro), mentre passeggiava sulla statale 125. Indossava il giubbino con le bande fosforescenti e stava camminando sul ciglio della strada quando è stato colpito alle spalle dall auto. L impatto, violentissimo, non gli ha lasciato scampo. Dopo la disgrazia, il conducente dell'utilitaria si è fermato, si sarebbe anche avvicinato al cespuglio dov era finito il corpo con l intenzione di prestare soccorso ma poi, forse in preda al panico, si sarebbe allontanato per fermarsi dopo circa 300 metri. I carabinieri intervenuti sul posto hanno notato l auto con un ammaccatura sulla fiancata che però, mentre si occupavano delle vittima riversa sull asfalto, si sarebbe allontanata. I militari erano riusciti comunque a vedere il numero di targa e sono partite le ricerche. Ormai braccato, il 49enne, l altra notte ha deciso di presentarsi spontaneamente in caserma. A recuperare il corpo senza vita di Gianni Orani dentro un cespuglio sotto il ponticello sulla vecchia strada 125 Orientale sarda è stato un giovane di Orgosolo che è passato pochi istanti dopo l investimento e ha notato sulla strada dei vetri rotti, una scarpa e una chiazza di sangue. S è fermato per controllare e così ha scoperto il nuorese incastrato tra i cespugli. Tutti i soccorsi sono stati inutili: l'uomo era già morto, probabilmente ucciso sul colpo quando è stato investito dalla vettura. MILANO Sta per essere violentata, viene salvata dal cane Èstato il suo fedele amico a quattro zampe ad evitare il peggio. Quando un cingalese di 21 anni ha tentato di abusare di lei, il cocker è intervenuto mettendo in fuga l uomo, poi arrestato dalla polizia con l accusa di violenza sessuale. È accaduto al parco Lambro di Milano domenica sera, attorno alle La donna portava a spasso il suo cane e stava attraversando un ponticello, quando lo straniero l ha afferrata da dietro, stringendole un braccio intorno al collo e palpeggiandola nelle parti intime. La vittima ha morso l aggressore al braccio, mentre il suo cane, un cocker, gli si è avventato contro e ha cominciato ad abbaiare e morderlo. Riuscita a divincolarsi dal 21enne anche grazie all aiuto dell animale, la donna, in stato di shock, ha chiamato la polizia e ha fatto un giro sulla volante in cerca dell aggressore, trovato poco dopo su una panchina in via Licata, accanto a una struttura abbandonata. Il cingalese era scalzo (come descritto subito agli agenti dalla donna), aveva un arrossamento all avambraccio dovuto al morso e graffi sulle gambe. L aggressore, residente in via Padova, è incensurato e regolare. La 37enne è stata portata all ospedale Niguarda dove le hanno riscontrato tre giorni di prognosi per lo stato di agitazione, ma non ha riportato ferite. B.F.

11 11 SORPRESA TRA GLI UNIVERSITARI: SOLO UN RAGAZZO SU DUE STACCHERÀ COMPLETAMENTE DAI LIBRI SOCIETA Tramonta il mito delle vacanze scolastiche In molti cercano un lavoretto e tanti hanno comunque l ansia della ripresa LA PARODI PAPARAZZATA A FORMENTERA Gossip d estate per la bella Cristina A50 anni compiuti e con il (bel) fisico che si ritrova, Cristina Parodi torna al centro del gossip d estate per una scivolatina fuori dal reggiseno, chissà quanto casuale, immortalata e pubblicata dal settimanale di più. L affascinante giornalista sta trascorrendo le sue vacanze a Formentera e qui il suo topless non è certo sfuggito all obiettivo dei paparazzi, oramai di stanza nella località balneare spagnola; è qui infatti che da tempo la Parodi trascorre le sue vacanze assieme al marito Giorgio Gori (i due sono sposati da vent anni e hanno tre figli) anche lui a riposo dalle fatiche di amministrare da sindaco una città, seppur di medie dimensioni, come Bergamo. Agosto vacanze mie non vi conosco. Si potrebbe sintetizzare così il mese del 48% degli studenti che non si godranno le vacanze. Tra laureati e non, infatti, solo il 35% ha uno stato d'animo tranquillo. Gli altri si sentono un po ansiosi (19%), e demoralizzati (22%). Le vacanze saranno quindi all'insegna del mordi e fuggi (23%), dello studio in vista di settembre (22%) e del lavorare per pagarsi gli studi (18%). Tuttavia ben il 47% di loro ammette di avere serie difficoltà a trovare anche un impiego stagionale, in parte perché si sentono rispondere che non c è posto (28,7%) o perché i centri per l''impiego hanno poca offerta (18,6%). E' quanto emerge da uno studio condotto nell''ambito del Terzo Premio Sanpellegrino Campus su tra laureati e studenti in corso attraverso una ricerca sul web per capire bisogni e necessità estive dei ragazzi italiani. Complessivamente solo un ragazzo su 2 (52%) afferma che quest''anno andrà in vacanza. Il restante 48% si divide tra chi sicuramente non se le concederà (28,38%) e chi (19,59%), nonostante agosto sia già arrivato, ancora non sa se potrà farsele. Del resto, quest'estate, il 22,34% degli studenti si sente demoralizzato, il 19,15% ansioso e solo il 34,57% si mostra tutto sommato tranquillo. E a conti fatti, solo 2 ragazzi su 10 (22,91%) passeranno l''intero agosto in totale relax. Per il resto di loro le vacanze saranno soltanto mordi e fuggi durante i week end (22,83%), all''insegna dello studio per gli esami di settembre (22,81%) o con l''obiettivo di trovare un piccolo lavoro per pagarsi gli studi (18,09%). Il restante 14,36% ancora non sa come passerà le proprie vacanze. Hai già un budget da parte? Anche in questo caso, appena il 18,09% degli studenti ammette di aver già pianificato tutto, mentre il 18,62% afferma di averlo seppur molto risicato. E in effetti ben un ragazzo su 3 (34,04%) afferma che il budget sarà ricavato soprattutto dai tagli ad alcune spese mentre c''e'' chi spera di poter guadagnare qualcosa attraverso piccoli lavoretti (13,83%). Parlando di lavori stagionali, gli studenti italiani dimostrano di essere disposti a fare di tutto: receptionist (23,79%), promoter (14,11%), camerieri (13,71%), commessi (11,29%), animatori (11,29%), cuochi (10,89%) e barman (8,06%). E sui luoghi preferiti sembra non tirare più nemmeno la necessità di essere al mare, sentita solo dal 12,77% degli studenti interpellati. Pur di trovare un impiego un ragazzo su 3 (34,04%) sarebbe disposto anche a restare in città. Ma il nodo resta sempre la difficoltà, nonostante la buona volontà, nel trovare un lavoretto stagionale. Ben il 47% degli studenti, infatti, dichiara di averne trovata moltissima perché o si è sentito rispondere che non c è la disponibilità (28,72%) e che le bacheche di centri per l''impiego o uffici comunali hanno scarsa offerta (18,62%). Solo il 10,64%, infine, spera di poterne trovare qualcuno last minute. GLI ESPERTI: DISPERSIONI TERMICHE INVEROSIMILI, NECESSARIA UN SFIDA ENERGETICA ANCHE IN EDILIZIA Il caldo delle nostre case aumenta il caldo Già siamo in presenza di un estate caldissima, se poi ci mettiamo che le nostre case sono fin troppo calde, allora il quadro della situazione è a dir poco sconfortante. A dare un'occhiata allo stato delle nostre case ci ha pensato l'ingegner Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico nonché fondatore e amministratore unico di Avvenia, società leader nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale. Le analisi degli edifici italiani realizzate da Avvenia mettono in rilievo percentuali di dispersioni termiche inverosimili che, soprattutto con l'innalzamento delle temperature che sta caratterizzando questa estate 2015, costringe tanti italiani a vivere in appartamenti eccessivamente caldi. I cittadini spesso non hanno idea di come siano state costruite le loro abitazioni e non sanno che potrebbero facilmente renderle energeticamente più efficienti. «Delle automobili gli italiani conoscono quasi tutto, soprattutto a livello di consumi. Ma delle case, che da sempre rappresentano il bene per eccellenza degli italiani, i cittadini conoscono molto meno e le informazioni sull'efficientamento energetico sono poche»commenta l'ingegner Giovanni Campaniello. Ma oltre alla poca informazione relativa all'efficientamento energetico delle nostre case, Avvenia evidenzia anche ritardi nell'implementare adeguatamente le direttive dell'unione Europea che hanno fissato obiettivi ben precisi sul rendimento energetico delle abitazioni e l'obbligo della certificazione -con classificazione dalla A alla G- dei nuovi edifici nonché nelle compravendite di quelli già esistenti. Spesso, invece, non ci sono adeguati controlli e neanche sanzioni. Avvenia ha preso molto seriamente la questione della sfida energetica nell'edilizia, un settore nel quale l'azienda fondata dall'ingegner Giovanni Campaniello è disponibile ad investire, finanziando l'efficientamento energetico a costo zero per chi decide di intraprendere questa tipologia di interventi ed aiutando il settore dell'edilizia ad implementare i meccanismi di innovazione tecnologica più adeguati per aumentare l'efficienza energetica degli edifici, partecipando con fondi propri agli investimenti che si rendano necessari. «L'efficienza energetica è un investimento, non una spesa, perché si ha un ritorno garantito» puntualizza l'ingegner Giovanni Campaniello. Il finanziamento è infatti ripagato dai benefici del progetto, considerati i risparmi sulla bolletta energetica che si otterranno e la possibilità di ottenere i certificati bianchi. In questo contesto il risparmio energetico offre la possibilità non solo di ridurre i consumi ma anche le emissioni in atmosfera, contribuendo direttamente al miglioramento della qualità dell'aria e a fermare gli sconvolgimenti climatici. Il clima variabile degli ultimi anni e l'innalzamento delle temperature sono infatti una conseguenza diretta dell'uso irrazionale delle risorse energetiche che hanno portato a un aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera così come di altri gas che fungono da trappola per il calore. Ed ecco perché gli appartamenti d'estate oggi sono ancora più caldi. «Ma le possibilità di riduzione dei consumi energetici in ambito "building" sono molte» sostengono gli esperti di Avvenia. La Pubblica Amministrazione o un'azienda del terziario quale può essere un gestore di patrimoni immobiliari possono ad esempio intervenire sulle centrali termiche o sulle coibentazioni delle pareti, vedendosi così riconosciuti Certificati Bianchi per almeno 5 anni e, oltre a risparmiare per il minore consumo di energia, ottenere un ritorno economico sul taglio dei costi energetici. Incrociando opportunità di business e innovazione anche nell'ambito dell'edilizia e dell'immobiliare Avvenia individua gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia e consentire al committente l'accesso ai Titoli di Efficienza Energetica(Certificati Bianchi), introducendo meccanismi di analisi comparativa e strumenti come ad esempio i contatori intelligenti per misurare il consumo di calore negli edifici la cui installazione diventerà obbligatoria entro il 2016.

12 12 SPORT FANTANTONIO RIPARTE DA GENOVA, SPONDA SAMP, DOPO LA FALLIMENTARE ESPERIENZA DI PARMA Cassanate doriane, parte seconda Da verificare il rapporto con Zenga, il tecnico che non lo voleva e che ha ceduto a patron Ferrero di Igor Traboni La seconda vita di Antonio Cassano? Chissà, visto che una rinascita del giocatore barese è stata più volte annunciata. Di sicuro è la seconda vita genovese sponda Sampdoria di Cassano, tornato nel club che forse più di ogni altro ha amato. L ex enfant prodige del calcio italiano ha infatti firmato un biennale con il club blucerchiato nel quale aveva già giocato tra il 2007 e il "Sono ancora qui per dire di sì. Ai sentimenti e alla Sampdoria. Milleseicentosettantanove dopo l'addio ufficiale, un'altra ufficialità: Antonio Cassano è un nuovamente un calciatore blucerchiato - si legge sul sito ufficiale doriano con una esattezza da certosini -. Per la soddisfazione del presidente Massimo Ferrero e di tutta la società - alla presenza del direttore sportivo e dell'avvocato Giuseppe Bozzo - l'attaccante barese ha firmato il contratto che lo legherà alla Sampdoria fino al 30 giugno 2017". "Sono felice, sempre forza Samp!", sono state le prime parole di Cassano, poi già al centro sportivo "Gloriano Mugnaini" di Bogliasco per la prima seduta di allenamento agli ordini di Walter Zenga. E con l ex portierone interista, che la sua avventura da tecnico ala Samp l ha iniziata in chiaroscuro e soprattutto con la clamorosa eliminazione dai preliminari di Europa League bisognerà vedere se l amore sboccerà oppure no, dopo le parole di chiusura prima dell arrivo da parte dello stesso allenatore. Che poi ha evidentemente fatto buon viso a cattivo gioco ai desiderata del vulcanico presidente Ferrero. L esperienza la prima di Cassano alla Samp finì in malo modo, come molti ricorderanno, per via di un alterco con il patron di allora Duccio Garrone, che pure lo adorava. E quello in effetti è stato il punto più basso nella carriera di Cassano, esploso nella sua Bari, prima del trasferimento record (oltre 50 miliardi delle lire di allora) alla Roma. E proprio in giallorosso il tecnico di allora Fabio Capello, tirò fuori il termine cassanata per dire della sregolatezza del sempre più ex genio Antonio. Capello ritrovò l attaccante pugliese a Madrid, esperienza però non certo da incorniciare per il calciatore. Quindi, la prima tappa alla Sampdoria, con più alti che LA STRACITTADINA DI NEW YORK Pirlo perde il derby e finisce pensionato Derby bollente a New York tra i Red Bulls e il City nella 23a giornata della Mls, con i padroni di casa che superano 2-0 il New York City di Andrea Pirlo, portandosi così al secondo posto della Eastern Conference. Decisive le reti di Bradley Wright-Phillips, che approfitta di un liscio difensivo, e di Felipe, giocatore che in Italia ha militato nel Padova senza però lasciare grosse tracce. Un derby che è stato italiano anche per altri versi, visto che prima della partita le tifoserie rivali sono entrate in contatto, dando vita a scontri sedati poi grazie all'intervento della polizia. Prestazioni sottotono per Pirlo, Villa e Lampard. L ex juventino, in particolare, è stato preso di mira dai tifosi avversari che, anche tramite un grosso e colorato striscione, gli hanno dato del pensionato. E in effetti nell avventura americana, a suon di dollari, il genio calcistico del pupillo di Conte ha fin qui brillato a fasi alterne, ma tutto sommato al di sotto delle legittime aspettative. bassi tra Mazzzarri e Delneri come allenatori, prima della doppia esperienza milanese, con entrambe le maglie della città lombarda. Quando il grande calcio sembrava avergli chiuso le porte, Cassano è riuscito a riciclarsi a Parma, in quella che allora sembrava la capitale del calio-bengodi della provincia italiana, e il cui bluff è emerso nei mesi scorsi. E qui Cassano, come uomo prima ancora che come calciatore, secondo molti non ha dato il meglio di sé, deciso a scendere dalla nave quando ancora non era affondata, per dichiarare già allora nuovo ed eterno amore alla Sampdoria. SQUADRE DI LEGA PRO ALLA RIBALTA NEL SECONDO TURNO, CLAMOROSE LE ELIMINAZIONI DI BARI E LATINA Davide contro Golia anche in Coppa Italia Brilla la stella di Granoche nel Modena (tripletta); risorgono subito Cagliari e Cesena Anche dalla Coppa Italia, pur se ancora al secondo turno e con le big della serie A sempre ferme ai box, arrivano segnali di quella grande rivincita del calcio di provincia, di Davide contro Golia esploso alla fine dello scorso campionato con la clamorosa promozione in serie A degli emiliani del Carpi e del Frosinone di patron Stirpe. Diverse le formazioni di Lega Pro (la vecchia serie C) che hanno infatti battuto squadre più blasonate di serie B, mentre altre hanno comunque messo in difficoltà i più quotati avversari. L impresa della domenica è sicuramente del Pavia, capace di maramaldeggiare con un secco 4-1 sul campo del Latina, allenato dall ex juventino Iuliano per il quale c è molto da lavorare per non ripetere i patemi d animo già vissuti dai pontini nella stagione appena passata. Bene anche il Foggia nel derby pugliese giocato in casa del Bari, ma senza i tifosi dauni al San Nicola per le solite decisioni preliminari legate a possibili incidenti. Foggiani in avanti per 2-0 e a nulla è servito il gol di Gigliotti per i galletti baresi, che pure partono con i favori del pronostico nel prossimo campionato cadetto. Ottima anche la trasferta dell Alessandria a Vercelli, con Fischnaller bomber ritrovato, dopo la stagione in chiaroscuro a Reggio Calabria. Perentorio anche il 2-0 della Juve Stabia, che ora trova proprio l Alessandria, sul campo del Lanciano, altra ambiziosa formazione ormai nel novero di quelle di buona tradizione in serie B. Il Cittadella va a vincere a Teramo sul campo degli abruzzesi neopromossi in serie B: promozione ancora in bilico per le vicende del calcio scommesse e comunque squadra ancora tutta da attrezzare quella teramana per un campionato duro come quello di B. Il Cosenza ha invece costretto il Vicenza, l anno scorso protagonista della B fino ai play off, ai calci di rigore. Fatica anche il Trapani di Serse Cosmi che solo nel finale riesce a spuntarla sul Como. Soffre anche il Livorno che la spunta solo ai supplementari con l Ancona. Tra le conferme, arriva subito quella del Cagliari, che rifila un 5-0 all'entella, con i liguri in attesa del ripescaggio in B, per la retrocessione a tavolino del Catania. Stesso risultato con cui il Novara respinge l assalto dell Aquila. Bene anche il Cesena, 4-0 al Lecce con doppietta di Gonzalez. Nell Avellino brilla subito Tavano, a segno con l'avellino nel derby con la- Casertana. Bene anche l esordio ufficiale di Crespo sulla panchina del Tuttocuoio, allenato invece da Lucarelli: 3-0 perentorio e tripletta di Granoche, giocatore che in questa categoria è un lusso. Poco sforzo per il Perugia (3-1 sulla reggiana) deciso a ripartire alla ricerca della serie A dopo la delusione dell anno scorso, e classico 2-0 della Ternana sul Bassano, in rete anche Avenatti, appetito da alcuni grandi club. Un 2-0 anche per il Pescara sul Sud Tirol. Lo Spezia segna subito e poi si difende contro il Brescia, regalandosi la trasferta al Matusa di Frosinone per il giorno di ferragosto e il terzo turno di Coppa. Il Crotone liquida il Feralpi salò con un gol di De Giorgio; stesso risultato per l ambiziosa Salernitana di patron Lotito sul Pisa. Ig.Tr. DE LAURENTIS UN FIUME IN PIENA Lotito ha rotto le scatole. Adesso intervenga Renzi Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis spara alzo zero sulla Lega Calcio e l'organizzazione della Supercoppa, giocata l altro giorno e vinta dalla Juventus sulla Lazio: "È stato uno spettacolo imbarazzante ha detto e Laurentis a Radio Kiss Kiss - io l'ho vista in streaming nel nostro albergo di Oporto perché addirittura in Portogallo la partita non era stata venduta. Quel che ho fatto è illegale, ma questa illegalità evidentemente viene permessa dalla Lega che non protegge il suo prodotto. Perché la Lega deve guadagnare da questa manifestazione? Sbagliare è umano, ma perseverare da parte è diabolico: perché non sono andati un mese e mezzo prima a verificare lo stato del terreno di gioco? Vi rendete conto che io mi sono rifiutato di andare in Cina lo scorso anno visto che quando siamo andati lì per giocare contro la Juve mi sono scelto da solo l'albergo e poi sono rimasto un'ora e mezza fuori dallo stadio. La Lega è disorganizzata, Beretta - che deve dare le dimissioni - è un incapace guidato al guinzaglio da Lotito, che non deve più rompere le scatole. Intervenga Renzi", conclude De Laurentis nell ennesimo tentativo di far entrare la politica nel calcio.

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