Voluntary disclosure : il ruolo del professionista nell accesso alla procedura

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Voluntary disclosure : il ruolo del professionista nell accesso alla procedura"

Transcript

1 Voluntary disclosure : il ruolo del professionista nell accesso alla procedura di Massimo Gabelli e Davide Attilio Rossetti La collaborazione volontaria consente di regolarizzare la posizione fiscale del contribuente in relazione alle attività patrimoniali e finanziarie costituite o detenute all estero; nell ambito di tale procedura, il professionista che assiste il contribuente riveste un ruolo delicato e complesso, non circoscritto ad un semplice supporto di organizzazione delle informazioni rese disponibili dal suo assistito ma esteso all esame della documentazione, alla laboriosa ricostruzione dei redditi sino al contradditorio con l Agenzia delle entrate. Osservazioni preliminari La collaborazione volontaria ( voluntary disclosure o vd ) introdotta dalla Legge sul rientro dei capitali 1 consente la regolarizzazione delle attività patrimoniali e finanziarie costituite o detenute all estero in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale 2. La complessità della procedura di emersione di fatto impone al contribuente che intende accedervi di avvalersi del supporto di un professionista abilitato a cui conferire un apposito mandato professionale (ciò anche al fine di non incorrere in errori di forma e sostanza e in cause di preclusione alla richiesta di accesso alla procedura). Il ruolo del professionista assume, dunque, fondamentale rilevanza nell ambito della procedura. Il professionista non può limitarsi a fornire un semplice supporto organizzativo delle informazioni messe a disposizione dal contribuente, ma deve fornire una consulenza complessa e specifica per la puntuale ricostruzione degli elementi di patrimonio e dei redditi oggetto di vd, nella loro qualificazione e quantificazione, nell esame di fattispecie di particolare delicatezza, come, ad esempio, i casi di interposizione, esterovestizione, determinazione del luogo di detenzione delle attività, sino all assistenza al contribuente nel contraddittorio con l Agenzia delle entrate, all uopo verificando il rispetto dei termini previsti per il versamento di quanto dovuto ad esito delle attività dell Ufficio, ai fini del perfezionamento della procedura. Modalità di accesso alla procedura: il ruolo del professionista Il ruolo del professionista nell accesso alla procedura di emersione si articola nelle seguenti fasi: Massimo Gabelli - Studio Legale e Tributario Morri Cornelli e Associati, Milano Davide Attilio Rossetti - Studio Legale e Tributario Morri Cornelli e Associati, Milano 1 Legge n. 186 del 15 dicembre 2014, pubblicata in G.U. - Serie Generale n. 292 del 17 dicembre 2014, in vigore dal 1 gennaio 2015, che ha introdotto nel D.L. 28 giugno 1990, n. 167, gli artt. da 5-quater a 5-septies. 2 Di cui all art. 4 del D.L. 28 giugno 1990, n INTERNAZIONALE n. 5/

2 1) analisi preliminare della posizione del contribuente; 2) raccolta della documentazione; 3) valutazione dei costi della procedura; 4) compilazione della richiesta di accesso alla procedura e relativo invio; 5) predisposizione della relazione di accompagnamento. Analisi preliminare della posizione del contribuente Il professionista è chiamato a svolgere un analisi preliminare della posizione del contribuente, al fine di valutare la sussistenza dei requisiti che legittimano alla procedura di collaborazione volontaria. In particolare, il professionista deve: - valutare la situazione rappresentata dal contribuente, al fine di accertare origine e provenienza dei fondi; - individuare lo Stato estero in cui sono detenute le attività; - effettuare una preliminare ricognizione dei periodi d imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono ancora scaduti i termini per l accertamento o per la contestazione delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale anche in considerazione dell eventuale raddoppio dei termini di accertamento in ipotesi di attività detenute in Paesi Black list 3 ; - individuare eventuali altri soggetti coinvolti nelle operazioni; - individuare eventuali soggetti interposti; - verificare la possibilità del contribuente di usufruire della vd e, in particolare, accertare la sussistenza di eventuali cause di inammissibilità all accesso alla procedura; - valutare eventuali problematiche antiriciclaggio di cui al D.Lgs. n. 231 del 21 novembre In tale fase, il professionista ha accesso ad una serie di dati sensibili da gestire nel rispetto del diritto alla privacy del contribuente ed è chiamato a dare evidenza al contribuente del fatto che la richiesta di accesso alla procedura deve essere omnicomprensiva di tutte le posizioni irregolarmente detenute all estero. La completezza e correttezza delle informazioni fornite dal contribuente sono essenziali al fine di evitare l inammissibilità della richiesta e la decadenza dai benefici (fiscali e penali) derivanti dall accesso alla procedura, nonché per evitare la commissione del reato di esibizione di atti falsi e comunicazioni di dati non rispondenti al vero 5. Raccolta della documentazione Affinché il professionista possa fotografare la posizione del contribuente è indispensabile che quest ultimo fornisca tutta la documentazione volta a ricostruire in maniera puntuale gli accadimenti di cui alle violazioni ai fini fiscali che intende regolarizzare. 3 Il raddoppio dei termini dell accertamento non opera, inter alia, nel caso in cui il Paese Black list abbia sottoscritto - entro il 2 marzo con l Italia un accordo per lo scambio di informazioni ai sensi dell art. 26 del Modello OCSE di Convenzione contro le doppie imposizioni. La Svizzera, il Liechtenstein e il Principato di Monaco hanno sottoscritto gli accordi, rispettivamente, il 23 febbraio 2015, il 26 febbraio 2015 e il 2 marzo La Legge sul rientro dei capitali non fornisce alcuna indicazione riguardo all applicazione degli obblighi antiriciclaggio nell ambito della procedura di collaborazione volontaria. Tale aspetto è stato oggetto di chiarimenti da parte del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell Economia e delle Finanze, nella Nota prot. n del 31 gennaio 2014, in cui è stato evidenziato che l approvazione delle norme sulla vd non ha alcun impatto sull applicazione delle sanzioni e dei presidi in materia di antiriciclaggio dal momento che le esimenti operano unicamente sul piano fiscale e non su quello della normativa antiriciclaggio che risulta applicabile senza alcuna deroga. Tale impostazione è stata, peraltro, ribadita dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell Economia e delle Finanze nella Nota del 9 gennaio Il Dipartimento del Tesoro, nella FAQ pubblicata il 23 gennaio 2015 sul proprio sito, ha precisato che gli obblighi antiriciclaggio si applicano nel momento in cui - con il conferimento dell incarico al professionista - si concretizza il rapporto tra quest ultimo ed il soggetto al quale sarà resa la prestazione professionale. Pertanto, nell ipotesi in cui all attività del professionista (limitata alla valutazione circa l opportunità, per il suo assistito, di accedere o meno alla procedura di vd) non segua il conferimento dell incarico, non sussistono obblighi antiriciclaggio. 5 Il reato in parola è stato introdotto dalla Legge sul rientro dei capitali all art. 5-septies del D.L. 28 giugno 1990, n n. 5/2015 INTERNAZIONALE

3 Il professionista è, dunque, tenuto all esame della documentazione di tutti gli investimenti e di tutte le attività finanziarie costituite o detenute all estero dal contribuente in violazione degli obblighi del monitoraggio, nonché ai redditi non dichiarati da queste prodotti o a queste connessi 6. E, quindi, anche ad eventuali soggetti connessi, diversi dall autore della violazione istante, e a violazioni nazionali sottostanti di cui pure dovrà essere data evidenza. In particolare, il contribuente deve fornire la documentazione relativa: - al trasferimento o alla costituzione dei fondi esteri; - all anno di formazione della provvista estera; - all evoluzione degli investimenti; - ad investimenti in beni immobili o altri investimenti patrimoniali; - ai proventi generati dagli investimenti esteri; - ai redditi e agli imponibili nonché alle violazioni dichiarative anche se non connesse in alcun modo alle attività estere; - ai titolari effettivi delle attività e dei soggetti collegati, delegati, cointestatari e titolari di diritti reali. In questa fase, il professionista deve farsi rilasciare dal contribuente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale quest ultimo attesti che gli atti o documenti consegnati per l espletamento dell incarico non siano falsi e che i dati e le notizie forniti siano rispondenti al vero 7. Come chiarito dalla circolare dell Agenzia delle entrate n. 10/E del 13 marzo 2015 ( circolare ), la responsabilità rispetto alla veridicità e alla completezza della richiesta, della documentazione e delle informazioni relative sono ricondotte al contribuente, non estendendosi al professionista che fornisce supporto alla predisposizione della richiesta di accesso alla procedura e all effettuazione degli adempimenti previsti per il perfezionamento. Da ultimo, si osserva che il carattere di estrema rilevanza del ruolo svolto, in tale fase preliminare, dal professionista è facilmente intuibile se si considera che questi è tenuto ad esaminare fattispecie di particolare delicatezza. Si pensi, ad esempio, ai casi di interposizione, esterovestizione, determinazione del luogo di detenzione delle attività. Il professionista deve anche approfondire gli aspetti concernenti le cause di preclusione all accesso alla procedura, accertare la presenza di eventuali altri soggetti nonché valutare tematiche specifiche e particolari (ad esempio, l impatto della procedura ai fini dell imposta sulle successioni o il rapporto con lo scudo fiscale). Valutazione dei costi della procedura Il professionista deve preventivamente determinare il costo complessivo dell operazione di emersione, calcolando le imposte e le sanzioni applicabili, al fine di darne comunicazione al contribuente 8. A tal fine, il professionista deve, in prima battuta, individuare i periodi di imposta interessati dalla procedura ovvero quelli ancora accertabili alla data di presentazione della richiesta di accesso. La circolare ha chiarito che: 1. Violazioni in materia di monitoraggio fiscale: rientrano nella vd internazionale le violazioni commesse con riguardo ad UNICO 2010 (investimenti illecitamente detenuti all estero al 31 dicembre 2009) fino a quelle riferite ad UNICO 2014 (investimenti illecitamente detenuti all estero nel 2013). Per investimenti e 6 Vale a dire i redditi che servirono per costruire o acquistare tali investimenti e attività finanziarie nonché quelli derivanti dalla loro utilizzazione a qualsiasi titolo o dismissione che siano stati sottratti a tassazione. 7 Ai sensi dell art. 5-septies, comma 2, del D.L. 28 giugno 1990, n L adesione alla procedura prevede l obbligo di versare le imposte evase ed i corrispondenti interessi in misura integrale mentre le sanzioni sono dovute in misura significativamente ridotta. INTERNAZIONALE n. 5/

4 attività finanziarie in Paesi Black list i termini di decadenza sono raddoppiati, salvo nei casi in cui ricorrano congiuntamente le condizioni di cui all art. 5-quinquies, commi 4, primo periodo, lett. c), 5 e 7 del D.L. 28 giugno 1990, n Decadenza della potestà di accertamento nell ambito della vd: i termini decadenziali per l accertamento sono quelli ordinari: nella procedura devono ricomprendersi le infedeltà dichiarative commesse dal 2010 al 2013 e in caso di omessa dichiarazione anche le violazioni commesse nel In caso di collaborazione volontaria internazionale, con riferimento ai redditi connessi con investimenti ed attività detenuti in Paesi Black list, scatta il raddoppio dei termini ordinari per l accertamento dei maggiori imponibili (i.e., dal 2006 al 2013, in caso di infedele dichiarazione, dal 2004 al 2013, in caso di omessa dichiarazione) salvo nei casi previsti in materia di monitoraggio. Non può essere evitato il raddoppio dei termini - con riguardo alla collaborazione nazionale sia a quella internazionale - in caso di violazioni che comportino obbligo di denuncia ex art. 331 c.p.p. per uno dei reati tributari previsti dal D.Lgs. n. 74/2000. Il professionista deve individuare le imposte sul trasferimento iniziale (se ha rilevanza fiscale) e determinare i rendimenti delle somme detenute all estero. Il contribuente può avvalersi di una specifica forma forfetaria dei soli rendimenti ed attività finanziarie detenute all estero (c.d. metodo forfetario). L opzione per il metodo forfetario può essere esercitata solo nei casi in cui la media delle consistenze delle attività finanziarie risultanti al termine di ciascun periodo d imposta oggetto della collaborazione volontaria non ecceda il valore di 2 milioni di euro. Ai fini della determinazione della consistenza delle attività finanziarie al termine di ciascun periodo d imposta si dovrà tener conto, per ciascuna attività, delle regole di valorizzazione ai fini della compilazione del quadro RW applicabili nello specifico anno di detenzione 10. Il regime forfetario prevede che i rendimenti siano quantificati applicando la percentuale del 5% al valore della consistenza del totale delle attività finanziarie, puntualmente rilevato alla fine di ciascun anno. Sui redditi così determinati, le imposte dovute saranno calcolate applicando l aliquota fissa del 27%. Il professionista deve, successivamente, determinare le imposte dovute ratione temporis. Le imposte sono determinate tenendo conto delle modalità impositive applicabili nei periodi di imposta in cui i maggiori imponibili avrebbero dovuto essere dichiarati ed assoggettati a tassazione. Il professionista deve quantificare le sanzioni dovute sulle maggiori imposte. Si osserva che il regime sanzionatorio è variamente articolato, dipendendo la concreta misura del carico complessivo da una serie di variabili, prima fra tutte lo Stato in cui gli investimenti esteri sono detenuti, dal cui abbinamento scaturiscono effetti caratterizzati da differenze quantitative non secondarie. 9 Vale a dire: (i) gli investimenti siano detenuti in Stati esteri Black list che abbiano stipulato, entro il 2 marzo 2015, accordi che consentano un effettivo scambio di informazioni con l Italia ai sensi dell art. 26 del Modello OCSE; (ii) l autore delle violazioni rilasci all intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute l autorizzazione a trasmettere alle Autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria (c.d. waiver), allegando copia di tale autorizzazione, controfirmata dall intermediario finanziario estero, alla richiesta di voluntary disclosure - in relazione ai periodi di imposta successivi a quelli di adesione alla collaborazione volontaria, fino all effettiva operatività dello scambio di informazioni conforme al predetto art. 26 del Modello OCSE (c.d. monitoraggio rafforzato); (iii) l autore delle violazioni nel caso in cui trasferisca, successivamente all attivazione della procedura, le attività oggetto di collaborazione volontaria presso un altro intermediario finanziario localizzato fuori dell Italia o dagli Stati membri dell Unione Europea o aderenti all Accordo sullo Spazio Economico Europeo, rilasci all intermediario estero presso cui le attività sono trasferite l autorizzazione a trasmettere alle Autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto della procedura a partire dal periodo d imposta nel corso del quale avviene il trasferimento. 10 Per il calcolo della media aritmetica, si tiene conto dei soli periodi d imposta e delle sole attività finanziarie per i quali il contribuente ha commesso violazioni relative alla compilazione del modulo RW. La media dovrà essere calcolata ponendo al numeratore la sommatoria delle consistenze rilevate al termine di ciascun periodo di imposta oggetto di collaborazione volontaria in cui sussistono attività finanziarie detenute all estero in violazione del Decreto e al denominatore il numero di tali periodi d imposta. 56 n. 5/2015 INTERNAZIONALE

5 1. Sanzioni per violazione del quadro RW a) Attività detenute in Paese Black list La sanzione minima applicabile in Paesi Black list con cui l Italia ha stipulato uno scambio di informazioni è ridotta dal 6% al 3%. Opera in via generale la riduzione di ¼ (dal 3% al 2,25%) che potrà essere ulteriormente ridotta alla metà (dal 3% all 1,50%) se ricorrano, alternativamente, le seguenti condizioni (individuate dall art. 5 quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n. 167): le attività vengano trasferite in Italia oppure in Stati UE ovvero in Stati aderenti all Accordo sullo Spazio Economico Europeo, inclusi nel D.M. 4 settembre 1996; le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute; l autore della violazione autorizzi l intermediario finanziario estero, presso cui le attività sono detenute, a trasmettere alle Autorità italiane le informazioni relative alle attività detenute presso l intermediario stesso. L autorizzazione, controfirmata dall intermediario estero, deve essere allegata all istanza di avvio della procedura. Nel caso in cui le attività siano detenute in Paesi Black list che non hanno stipulato uno scambio di informazioni le conseguenze, sotto il profilo sanzionatorio, sono più onerose per il contribuente che intende dare avvio alla procedura. Infatti, la sanzione è compresa tra il 6% e il 30% (dal 5% al 25% per le violazioni commesse fino al 4 agosto 2009) dell importo delle attività non dichiarate. La Legge sul rientro dei capitali prevede che la sanzione venga ridotta di ¼ (dal 6% al 4,50% o dal 5% al 3,75%). Inoltre, la riduzione può essere della metà qualora ricorrano, alternativamente, le sopra esposte condizioni individuate all art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n Le sanzioni liquidate dall Agenzia delle entrate in misura ridotta potranno essere ulteriormente abbattute ad un terzo nel caso di pagamento delle somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso avverso l atto di contestazione delle sanzioni. b) Attività detenute in Paese non Black list La sanzione applicabile è quella variabile tra il 3% ed il 15% degli investimenti non dichiarati (art. 5, comma 2, del D.L. 28 giugno 1990, n. 167). La Legge sul rientro dei capitali individua due riduzioni che vanno computate sul minimo edittale della sanzione: riduzione di ¼ (regola generale) (dal 3% al 2,25%) e riduzione di ½ (dal 3% all 1,50%). La riduzione della sanzione in misura pari alla metà del minimo edittale trova applicazione al ricorrere delle condizioni di cui all art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n Le sanzioni liquidate dall Agenzia delle entrate in misura ridotta potranno essere ulteriormente abbattute ad un terzo nel caso di pagamento delle somme dovute entro il termine per la proposizione del ricorso avverso l atto di contestazione delle sanzioni. 2. Sanzioni reddituali La misura minima delle sanzioni per le violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, di IRAP e IVA e di ritenute è fissata al minimo edittale, ridotto di ¼. È possibile l abbattimento sino a 1/6 o a 1/3 del minimo dovuto a seconda che il contribuente aderisca all invito al contraddittorio o definisca la propria posizione tramite accertamento con adesione. Il professionista deve infine procedere alla stima degli interessi dovuti per il ritardato pagamento. Compilazione della richiesta di accesso alla procedura e relativo invio Il professionista assiste il cliente nella compilazione del modello di richiesta di accesso alla procedura. Il modello, unitamente alle relative istruzioni, è stato approvato con il Provv. dell Agenzia delle entrate 30 gennaio 2015 ( Provvedimento ) 11. Come chiarito nelle istruzioni al modello ( Istruzioni ) per la predisposizione della richiesta e l effettuazione degli adempimenti previsti per il perfezionamento della procedura di collaborazione volontaria, i contribuenti interessati che si avvalgono della consulenza di un professionista possono optare per la ricezione di eventuali comunicazioni presso il domicilio del professionista stesso, barrando la casella invio comunicazioni al professionista nell apposito campo Dati del professionista. In caso di più assistiti, il professionista procede all invio telematico del modello singolarmente e in via autonoma per ciascuno dei soggetti rappresentati. Il professionista che accetta di ricevere le eventuali comunicazioni relative alla presente procedura deve apporre la propria firma. Nota: 11 Provv. n. 2015/13193 del 30 gennaio 2015: Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l emersione ed il rientro dei capitali detenuti all estero e per l emersione nazionale. INTERNAZIONALE n. 5/

6 Nella prima parte del modello deve essere indicata la tipologia di procedura (internazionale o nazionale) alla quale si vuole accedere la casella da barrare se si tratta di Istanza integrativa 12. Si osserva, al riguardo, che la richiesta deve essere presentata all Agenzia delle entrate mediante trasmissione, esclusivamente in via telematica, entro il 30 settembre Essa non può essere presentata per più di una volta, anche indirettamente o per interposta persona; tuttavia, la stessa può essere integrata o rettificata entro trenta giorni dalla richiesta, barrando la casella Istanza integrativa di cui al modello 13. Inoltre, nella prima parte del modello vanno compilati i quadri relativi ai: - dati del contribuente; - dati del rappresentante 14 ; - recapiti. In questa sede è possibile esercitare l opzione per calcolare i rendimenti delle attività finanziarie detenute all estero con il metodo forfetario. 12 Come chiarito nelle istruzioni al modello la casella Istanza integrativa va barrata nell ipotesi in cui il contribuente intenda rettificare o integrare una richiesta già presentata, compilando una nuova richiesta, completa di tutte le sue parti, entro il termine previsto per l invio tramite posta elettronica certificata dei documenti e delle informazioni di cui all art. 1 della Legge n. 186/ In caso di richiesta trasmessa dopo il 26 settembre 2015, l invio dell istanza integrativa può avvenire nei cinque giorni successivi. 14 Solo nel caso in cui chi firma la richiesta non è il richiedente, ma un suo rappresentante. 58 n. 5/2015 INTERNAZIONALE

7 Il modello deve essere sottoscritto dal richiedente o dal suo rappresentante. Nel caso in cui l intermediario presenti la richiesta di accesso alla procedura, occorrerà che questi compili e sottoscriva il riquadro impegno alla presentazione telematica. La seconda parte del modello accoglie i dati relativi alle operazioni da dichiarare e gli imponibili da regolarizzare. Essa si compone delle seguenti sezioni: - Soggetti collegati, dove devono essere indicati i codici fiscali dei soggetti che presentano un collegamento con l attività o gli importi, in relazione ai quali ci si intende avvalere della procedura di collaborazione volontaria Attività estere, dove deve essere indicata la consistenza del patrimonio detenuto all estero in violazione della disciplina sul monitoraggio fiscale relativamente a tutti i periodi d imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l accertamento o per la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all art. 4, comma 1, del Decreto n. 167/1990, tenendo conto anche del raddoppio dei termini previsto dall art. 12, comma 2-ter, del Decreto n. 78/ Nuovi investimenti all estero, dove occorre indicare l ammontare complessivo di tutti gli eventuali apporti di capitale 17 che, per ogni periodo di imposta, hanno interessato le singole attività detenute all estero oggetto della collaborazione volontaria. - Attività estere alla data di emersione, dove occorre indicare il valore complessivo delle consistenze oggetto della procedura di emersione (investimenti e attività estere di natura finanziaria) ancora detenute all estero alla data di presentazione della richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria. - Maggiori imponibili e ritenute non operate, dove i soggetti che intendono accedere alla procedura di collaborazione volontaria internazionale o a quella di collaborazione nazionale devono indicare, per ciascun periodo di imposta oggetto della procedura di collaborazione stessa, i maggiori imponibili ai fini delle imposte sui redditi, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell IRAP, dell IVA, le maggiori ritenute e i maggiori contributi previdenziali 18. Predisposizione della relazione di accompagnamento La richiesta di accesso alla procedura deve essere seguita da una relazione accompagnatoria illustrativa, che dovrà essere presentata nei trenta giorni successivi alla presentazione dell istanza e, comunque, non oltre il 30 settembre Nella relazione, che segue lo schema indicato all allegato 4 del Provvedimento, il professionista deve illustrare in maniera analitica i dati inseriti nella richiesta di accesso alla procedura per ciascun periodo d imposta oggetto della regolarizzazione, di modo da riconciliare i suddetti dati con la documentazione allegata, oltre a tutte le notizie ed informazioni utili ai fini dell analisi da parte dell Amministrazione finanziaria ovvero l ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all estero, i redditi che servirono per costituire o acquistare tali investimenti ed attività finanziarie nonché quelli derivanti dalla loro utilizzazione o dismissione, nonché la determinazione dei maggiori imponibili derivanti dalle suddette attività. 15 La circolare precisa che i soggetti collegati si identificano in coloro che hanno una posizione rilevante ai fini del monitoraggio fiscale rispetto alle attività finanziarie e patrimoniali oggetto di emersione o che presentino un collegamento con il reddito sottratto ad imposizione e oggetto di disclosure. 16 Ai fini dell individuazione del valore delle attività estere da dichiarare in tali righi, le Istruzioni rinviano ai criteri individuati nelle istruzioni per la compilazione del quadro RW di UNICO relative a ciascun periodo di imposta interessato, tenendo conto della previsione di cui al comma 9 dell art. 5-quinquies del Decreto n. 167/ Le Istruzioni chiariscono, al riguardo, che per apporto di capitale si intende qualsiasi somma o valore impiegato per l acquisto o l incremento dell attività estera, diverso dai frutti della stessa. Si fa riferimento, ad esempio, ad ogni versamento di contanti, ogni bonifico in entrata ovvero ogni trasferimento di valori mobiliari a favore di un conto corrente intestato al contribuente ovvero ad un soggetto interposto. 18 Come chiarito nelle Istruzioni, la presente sezione deve essere compilata facendo riferimento alla normativa vigente in materia di determinazione delle diverse imposte e dei contributi previdenziali in precedenza richiamate. INTERNAZIONALE n. 5/

8 Nella relazione devono essere, inoltre, fornite adeguate informazioni in ordine ai soggetti che presentano un collegamento in relazione alle attività estere oggetto della procedura e deve essere trasmessa contestualmente tutta la documentazione, a supporto di quanto riportato nella relazione sopracitata, utile alla ricostruzione degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all estero nonché alla determinazione dei maggiori imponibili. FORMAT PER LA REDAZIONE DELLA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO 1. INTRODUZIONE : in tale sezione il professionista che assiste il richiedente (o il richiedente stesso) fornisce un quadro generale di tutte le violazioni che formano oggetto di emersione, delle modalità con cui le stesse sono state realizzate e dei momenti in cui sono state commesse. In particolare dovranno essere chiariti gli anni interessati dall emersione ed il tipo di violazioni compiute in ciascun anno. Inoltre in premessa va indicato un prospetto di riconciliazione tra la documentazione presentata e quanto riportato nel 60 n. 5/2015 INTERNAZIONALE

9 modello. In caso di integrazione della documentazione sarà necessario un altro prospetto di riconciliazione con evidenza delle integrazioni e dei collegamenti relativi all ultimo modello presentato; 2. SOGGETTI COLLEGATI : in tale sezione vanno fornite informazioni più dettagliate rispetto ai soggetti collegati indicati nella sezione I del modello di richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria; 3. ATTIVITÀ ESTERE : in tale sezione vanno dettagliate le attività estere indicate nella sezione II del modello di richiesta, predisponendo una distinta delle stesse. Per facilitare il successivo riferimento ai relativi documenti allegati, ciascuna attività elencata nella distinta sarà identificata con un codice progressivo da A01. Nella medesima sezione si illustrano anche i vari apporti di capitale affluiti verso le medesime attività nel corso degli anni ancora accertabili, già indicati sinteticamente nella sezione III del modello e si elencano i relativi documenti allegati; 4. REDDITI CORRELATI ALLE ATTIVITÀ ESTERE : in tale sezione vanno dettagliati i redditi derivanti dall utilizzazione a qualsiasi titolo o dalla dismissione delle attività estere oggetto di emersione e si elencano i relativi documenti allegati; 5. ATTIVITÀ ESTERE ALLA DATA DI EMERSIONE : in tale sezione si forniscono le informazioni necessarie per poter beneficiare della riduzione delle sanzioni per violazione del monitoraggio fiscale ai sensi dell art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. n. 167/1990; inoltre vanno dettagliati i valori indicati alla sezione IV del modello di richiesta ed elencati i documenti allegati; 6. MAGGIORI IMPONIBILI E RITENUTE NON OPERATE : in tale sezione va illustrata, per ciascuna annualità d imposta, la composizione dei valori indicati nella sezione V relativi ai maggiori redditi rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, ai maggiori imponibili ai fini IVA, alle eventuali ritenute non operate che formano oggetto di emersione. Nel medesimo paragrafo sono inoltre elencati tutti i documenti di supporto allegati; 7. EFFETTI DELLE DICHIARAZIONI RISERVATE DI CUI ALL ART. 13-BIS DEL D.L. n. 78/2009 : in tale sezione vanno fornite indicazioni di dettaglio rispetto alle dichiarazioni riservate che si intendono far valere e si elencano i documenti allegati 19. La relazione e la documentazione devono essere inviate attraverso la casella di posta certificata (PEC) del contribuente o del professionista agli indirizzi che vengono forniti nella ricevuta di presentazione della richiesta. Come anticipato, seppure la richiesta di accesso alla collaborazione volontaria non possa essere presentata più di una volta, anche indirettamente o per interposta persona, la stessa può essere integrata dal contribuente nell arco di 30 giorni dal suo invio 20. Indipendentemente dal fatto che il contribuente si avvalga per la trasmissione della documentazione e delle informazioni della propria casella PEC o di quella del professionista che lo ha assistito nella predisposizione della richiesta di accesso e nell effettuazione degli adempimenti previsti per il perfezionamento della procedura di collaborazione volontaria 21, la responsabilità in merito al corretto e tempestivo invio nei confronti dell Amministrazione finanziaria resta esclusivamente a carico del contribuente che intende avvalersi della procedura 22. Esempi di simulazione dei costi della procedura Nella pratica, possono presentarsi una molteplicità di casi tali da determinare una significativa variazione dell incidenza del costo della procedura. L importo da pagare per regolarizzare le violazioni 19 Il contribuente può in ogni caso aggiungere altri paragrafi per fornire qualsiasi altra informazione che ritenga utile per la trattazione della procedura di collaborazione volontaria. I paragrafi di cui ai punti 3), 4) e 5), dovranno essere compilati solo nei casi di richiesta di accesso alla procedura internazionale, qualora sussistano attività estere detenute in violazione del monitoraggio fiscale. 20 Nel caso di una molteplicità di istanze pervenute nell arco dei trenta giorni rileverà l ultima richiesta inviata entro tale termine. 21 O anche di quella dell intermediario abilitato che ha presentato il modello di richiesta così come dalla casella di un terzo soggetto estraneo alla procedura. 22 Come chiarito nei paragrafi che precedono, parimenti la responsabilità rispetto alla veridicità e alla completezza della richiesta, della documentazione e delle informazioni relative sono ricondotte al contribuente non estendendosi al professionista che fornisce supporto alla predisposizione della richiesta di accesso alla procedura e all effettuazione degli adempimenti previsti per il perfezionamento. INTERNAZIONALE n. 5/

10 commesse può, infatti, dipendere da una serie di circostanze quali la localizzazione delle attività, la natura giuridica del contribuente, la categoria dei redditi, le imposte dovute, la natura e tipologia delle attività, il metodo utilizzato per la determinazione dei rendimenti finanziari, la scelta di trasferire il capitale in Italia o lasciarlo all estero. Nel seguito, si riportano alcuni esempi volti a fornire un indicazione approssimativa del costo della regolarizzazione. a) Privato con reddito prodotto in Paese non Black list 23 nel Il reddito è stato utilizzato per costituire disponibilità finanziarie all estero. Il privato non ha compilato il quadro RW per quattro periodi d imposta ( ). Si assume che: non c è stato alcun rendimento finanziario dell investimento; non si applica il cumulo giuridico; non vi sono state violazioni rilevanti sotto il profilo penale per i periodi d imposta precedenti il 2010 (non opera il raddoppio dei termini dell accertamento); il privato ha presentato una dichiarazione dei redditi infedele (si applica la maggiorazione di 1/3 prevista per violazioni riguardanti i redditi prodotti all estero ai sensi dell art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 471/1997). Capitale di partenza 0 Capitale 31 dicembre Redditi evasi accertabili per infedele dichiarazione X IRPEF (43%) 774 Imposte evase Addizionali (2%) 36 Totale imposte 810 Infedele dichiarazione sanzione con minimo edittale: 100% Sanzione sui redditi prodotti all estero maggiorata 1/3: 133,33% Collaborazione volontaria 810 Sanzioni imposte sui redditi (sanzione ridotta di ¼) Adesione all invito al contradditorio 135 (sanzione ridotta ulteriormente a 1/6) Accertamento con adesione 270 (sanzione ridotta a 1/3) 2009 al 2013 X Sanzione minima del 3% dell ammontare detenuto all estero 216 per 4 annualità Sanzioni quadro RW Collaborazione volontaria 108 (sanzione ridotta di ½) Adesione all atto di contestazione 36 (sanzione ridotta a 1/3) Costo voluntary disclosure 981 (adesione al contraddittorio) Costo voluntary disclosure (accertamento con adesione) Nel caso in cui il reddito sia stato prodotto - al ricorrere delle condizioni sopra esposte - in un Paese Black list che ha sottoscritto un accordo per lo scambio di informazioni il costo finale della voluntary disclosure è lo stesso di quello sopra descritto. Nota: 23 Si assume che il privato abbia ottemperato ad una delle condizioni previste dall art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n. 167 (trasferimento degli investimenti in Italia, Stati appartenenti all Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo, rilascio dell autorizzazione all intermediario estero a trasmettere alle Autorità fiscali italiane tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria). 62 n. 5/2015 INTERNAZIONALE

11 b) Privato con reddito prodotto in Italia nel Il reddito è stato utilizzato per costituire disponibilità finanziarie all estero (Paese Black list che ha sottoscritto lo scambio di informazioni 24 ) investite in strumenti finanziari. Il privato non ha compilato il quadro RW per quattro periodi d imposta ( ). Si assume che: l investimento ha generato un rendimento finanziario del 2% annuo (tassato con imposta sostitutiva del 12,50%); non vi sono state violazioni rilevanti sotto il profilo penale per i periodi d imposta precedenti il 2010 (non opera il raddoppio dei termini dell accertamento); non si applichi il cumulo giuridico; il privato ha presentato una dichiarazione dei redditi infedele (si applica la maggiorazione di 1/3 - prevista per violazioni riguardanti i redditi prodotti all estero ai sensi dell art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 471/ solo per i redditi derivanti dagli investimenti esteri). Capitale di partenza Capitale 31 dicembre Redditi evasi accertabili per infedele dichiarazione X Imposta sostitutiva (12,5%) 21 Imposte evase IRPEF (43%) 860 Addizionali (2%) 40 Totale imposte 921 Infedele dichiarazione sanzione con minimo edittale: (100%)*1 Sanzione sui redditi prodotti all estero maggiorata 1/3: 133,33% 27 Collaborazione volontaria 696 Sanzioni imposte sui redditi (sanzione ridotta di ¼) Adesione all invito al contradditorio 116 (sanzione ulteriormente ridotta a 1/6) Accertamento con adesione 232 (sanzione ridotta a 1/3) 2009 al 2013 X Sanzione minima del 3% dell ammontare detenuto all estero 252 per 4 annualità Sanzioni quadro RW Collaborazione volontaria 126 (sanzione ridotta di ½) Adesione all atto di contestazione 42 (sanzione ridotta a 1/3) Costo voluntary disclosure (adesione al contraddittorio) Costo voluntary disclosure (accertamento con adesione) c) Privato con reddito prodotto all estero nel 2006 ed utilizzato per costituire disponibilità finanziarie all estero (Paese Black list) 25. Il privato non ha compilato il quadro RW per otto 24 Si assume che il privato abbia ottemperato ad una delle condizioni previste dall art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n. 167 (trasferimento degli investimenti in Italia, Stati appartenenti all Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo, rilascio dell autorizzazione all intermediario estero a trasmettere alle Autorità fiscali italiane tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria). 25 Si assume che il privato abbia ottemperato ad una delle condizioni previste dall art. 5-quinquies, comma 4, del D.L. 28 giugno 1990, n. 167 (trasferimento degli investimenti in Italia, Stati appartenenti all Unione Europea o allo Spazio Economico Europeo, rilascio dell autorizzazione all intermediario estero a trasmettere alle Autorità fiscali italiane tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria). INTERNAZIONALE n. 5/

12 periodi d imposta ( ). Si assume che: non vi è stato alcun rendimento delle attività all estero; non si applichi il cumulo giuridico; il privato ha presentato una dichiarazione dei redditi infedele (si applica la maggiorazione di 1/3 per infedele dichiarazione trattandosi di redditi prodotti all estero). Periodo Dal 2006 al 2007 Dal 2008 al 2013 Capitale di partenza Capitale 31 dicembre Redditi evasi accertabili per infedele dichiarazione X Imposte evase IRPEF (43%) 860 Addizionali (2%) 40 Totale imposte 900 Infedele dichiarazione (sanzione con minimo edittale: 100%) Sanzioni su redditi prodotti all estero (maggiorata /3) fino al 2007= 133,33% e dal 2008 = 200% Sanzioni imposte sui redditi Collaborazione volontaria 900 (sanzione ridotta di ¼) Adesione invito al contraddittorio 150 (sanzione ulteriormente ridotta a 1/6) Accertamento con adesione 300 (sanzione ridotta a 1/3) 2004 al 2013 X Sanzioni minime (5% dal 2004 al 2007 e 6% dal 2008 al 2013) Sanzioni quadro RW Collaborazione volontaria (sanzione ridotta di ½) Adesione atto di contestazione (sanzione ridotta a 1/3) Costo voluntary disclosure 1203 (adesione al contraddittorio) Costo voluntary disclosure (accertamento con adesione) 1353 Conclusioni Da quanto fin qui esposto emerge con chiara evidenza la complessità del lavoro del professionista a servizio del cliente che decide di aderire alla procedura di collaborazione volontaria soprattutto nella fase propedeutica all avvio della suddetta procedura. Sul piano pratico, invero, il meccanismo applicativo della procedura in tale fase risulta estremamente delicato, in quanto suscettibile di condizionare i passaggi successivi in cui si articola la procedura, ed anche oneroso (talvolta eccessivamente), dal momento che comporta una complessa e laboriosa attività di ricostruzione ad opera del professionista di tutti gli investimenti ed attività detenute illegittimamente all estero, al fine di determinare con certezza l origine degli stessi. Tanto più considerato che sussistono in capo al professionista, nell espletamento del suo incarico, responsabilità connesse al corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio. 64 n. 5/2015 INTERNAZIONALE

L opzione può essere esercitata solo nel caso in cui la media delle consistenze delle attività finanziarie, al termine di

L opzione può essere esercitata solo nel caso in cui la media delle consistenze delle attività finanziarie, al termine di Il frontespizio Nel frontespizio dovrà essere indicata la tipologia di collaborazione richiesta (nazionale o internazionale) dando atto, eventualmente, anche della valore integrativo dell istanza. Nel

Dettagli

PARTE PRIMA. Spett. (1)

PARTE PRIMA. Spett. (1) Fac-simile dell autorizzazione da rilasciare agli intermediari finanziari esteri a trasmettere all Agenzia delle Entrate italiana richiedente tutti i dati e le informazioni concernenti le attività oggetto

Dettagli

Voluntary Disclosure le prime istruzioni ufficiali dell'agenzia delle Entrate

Voluntary Disclosure le prime istruzioni ufficiali dell'agenzia delle Entrate Voluntary Disclosure le prime istruzioni ufficiali dell'agenzia delle Entrate DISPONIBILI ONLINE IL MODELLO DEFINITIVO PER LA RICHIESTA DI ACCESSO ALLA PROCEDURA DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA, LE ISTRUZIONI

Dettagli

STUDIO NEGRI E ASSOCIATI

STUDIO NEGRI E ASSOCIATI EMERSIONE CAPITALI ESTERI, ULTIMA OCCASIONE PER REGOLARIZZARE LE PROPRIE POSIZIONI ESTERE La disciplina cosiddetta della Voluntary disclosure (Emersione e rientro di capitali dall'estero) è stata approvata

Dettagli

IL DIRETTORE. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento DISPONE

IL DIRETTORE. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento DISPONE Prot. n. 2015/13193 Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l emersione ed il rientro di capitali detenuti all estero e per l emersione nazionale.

Dettagli

La voluntarydisclosure : i soggetti e le fattispecie interessate, le modalità di. dott. Valerio Stroppa

La voluntarydisclosure : i soggetti e le fattispecie interessate, le modalità di. dott. Valerio Stroppa La voluntarydisclosure : i soggetti e le fattispecie interessate, le modalità di adesione, gli effetti economici e penali dott. Valerio Stroppa 1 Il quadro normativo Legge n. 186/2014 (e di conseguenza

Dettagli

OGGETTO: Circolare 8.2015 Seregno, 16 marzo 2015

OGGETTO: Circolare 8.2015 Seregno, 16 marzo 2015 OGGETTO: Circolare 8.2015 Seregno, 16 marzo 2015 VOLUNTARY DISCLOSURE La collaborazione volontaria (detta anche voluntary disclosure, in seguito "VD") consente entro la data del 30 settembre 2015 la regolarizzazione:

Dettagli

3.3 Il provvedimento del direttore dell Agenzia delle Entrate. Istruzioni per la compilazione del modello di accesso alla procedura

3.3 Il provvedimento del direttore dell Agenzia delle Entrate. Istruzioni per la compilazione del modello di accesso alla procedura 132 riamente presentato dal de cuius» 13. Questi chiarimenti dell Agenzia possono considerarsi tutt ora applicabili, nonostante i cambiamenti intervenuti nella tempistica degli adempimenti e le incertezze

Dettagli

Come aderire alla voluntary disclosure

Come aderire alla voluntary disclosure Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 56 21.02.2014 Come aderire alla voluntary disclosure La regolarizzazione spontanea di attività e investimenti all estero può essere richiesta

Dettagli

2.1.2 Identità dei valori ai quali applicare le sanzioni ridotte

2.1.2 Identità dei valori ai quali applicare le sanzioni ridotte AMBITO DI APPLICAZIONE OGGETTIVO 87 dove è stata costituita la società che ne è intestataria 22 ; ne costituiscono esempio le norme dell art. 5-quinquies, co. 4 e 7, D.L. 167/1990, appena ricordate, che

Dettagli

Voluntary disclosure: criticità ancora aperte e possibili soluzioni. Valerio Stroppa

Voluntary disclosure: criticità ancora aperte e possibili soluzioni. Valerio Stroppa Voluntary disclosure: criticità ancora aperte e possibili soluzioni Valerio Stroppa Il quadro normativo Legge n. 186/2014 (e di conseguenza ) D.L. 167/1990 (art. da 5-quater a 5-septies) Provvedimento

Dettagli

Focus on Business Consulting stp srl i tuoi consulenti nel processo di Voluntary Disclosure

Focus on Business Consulting stp srl i tuoi consulenti nel processo di Voluntary Disclosure Focus on Business Consulting stp srl i tuoi consulenti nel processo di Voluntary Disclosure Roma Prof. Avv. Elio Blasio Largo Messico, 3 Tel. 06.8551827/ 06.8551828 Fax. 068551829 Padova Dott.ssa Cristina

Dettagli

Voluntary disclosure Casi risolti circolari n. 27/E/2015, 30/E/2015, 31/E/2015

Voluntary disclosure Casi risolti circolari n. 27/E/2015, 30/E/2015, 31/E/2015 Voluntary disclosure Casi risolti circolari n. 27/E/2015, 30/E/2015, 31/E/2015 Saverio Cinieri Dottore Commercialista Revisore Contabile Giornalista pubblicista Agg. 11/09/2015 1 Circolare 16/07/2015,

Dettagli

VOLUNTARY DISCLOSURE

VOLUNTARY DISCLOSURE SCHEDA MONOGRAFICA TMG VOLUNTARY DISCLOSURE Data aggiornamento scheda 6 ottobre 2015 Redattore Davide David Ultimi interventi normativi D.L. n. 153 del 30.09.2015 Ultimi interventi di prassi Circ. n. 31/E

Dettagli

Periodico informativo n. 169/2014 Emersione dei capitali nazionali ed esteri

Periodico informativo n. 169/2014 Emersione dei capitali nazionali ed esteri Periodico informativo n. 169/2014 Emersione dei capitali nazionali ed esteri Gentile Cliente, con la stesura del presente documento informativo, intendiamo metterla a conoscenza del fatto che se in passato

Dettagli

STUDIO GAMBINO Studio Legale ed Economico Aziendale

STUDIO GAMBINO Studio Legale ed Economico Aziendale OGGETTO: Emersione dei capitali nazionali ed esteri Premessa Il contribuente che ha omesso la segnalazione nel quadro RW di Unico, ai fini del monitoraggio fiscale, di attività finanziarie o patrimoniali,

Dettagli

Voluntary disclosure Contenuti e opportunità

Voluntary disclosure Contenuti e opportunità Voluntary disclosure Contenuti e opportunità BERGAMO, 23 marzo 2015 PREMESSA Scudo fiscale: sanatoria per omessa indicazione nel quadro RW delle attività detenute all estero (da ultimo D.L. 1 luglio 2009

Dettagli

Voluntary Disclosure. Casi pratici e aspetti critici

Voluntary Disclosure. Casi pratici e aspetti critici Voluntary Disclosure Casi pratici e aspetti critici AIGA Genova 30 marzo 2015 Andrea Frassinetti Dottore Commercialista Componente della Commissione di Studio Fiscale Comunitario e Internazionale Attività

Dettagli

Sanzioni ed effetti penali della Voluntary disclosure. di Antonio Iorio

Sanzioni ed effetti penali della Voluntary disclosure. di Antonio Iorio Sanzioni ed effetti penali della Voluntary disclosure di Antonio Iorio Benefici: Riduzione delle sanzioni amministrative relative all omessa compilazione del quadro RW (art. 5-quinquies, comma 2 del D.L.

Dettagli

Avv. Prof. Maurizio Leo. Avv. Prof. Maurizio Leo -Studio Legale e Tributario Leo -Libroia e Associati www.leolibroia.com

Avv. Prof. Maurizio Leo. Avv. Prof. Maurizio Leo -Studio Legale e Tributario Leo -Libroia e Associati www.leolibroia.com Avv. Prof. Maurizio Leo VD INTERNAZIONALE I SOGGETTI SOGGETTI INTERESSATI Persone fisiche (anche se titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo o collaboratori dell impresa familiare); Titolari

Dettagli

LA VOLUNTARY DISCLOSURE PER LE ATTIVITÀ DETENUTE ALL ESTERO

LA VOLUNTARY DISCLOSURE PER LE ATTIVITÀ DETENUTE ALL ESTERO SDA Bocconi Milano, 10 dicembre 2014 LA VOLUNTARY DISCLOSURE PER LE ATTIVITÀ DETENUTE ALL ESTERO Raul-Angelo Papotti Avvocato Dottore Commercialista LL.M 1 La voluntary disclosure Iter normativo: L art.

Dettagli

Voluntary Disclosure: Casi pratici e aspetti critici

Voluntary Disclosure: Casi pratici e aspetti critici Voluntary Disclosure: Casi pratici e aspetti critici Genova 6 luglio 2015 Andrea Frassinetti Dottore Commercialista Commissione di Studio Fiscale Comunitario e Internazionale Caso: attività finanziarie

Dettagli

Ambito di applicazione oggettivo

Ambito di applicazione oggettivo 74 Ambito di applicazione oggettivo Sommario: 2.1 Identità delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all estero e determinazione dei corrispondenti valori 2.1.1 Valorizzazione delle attività finanziarie

Dettagli

CIRCOLARE N. 11/E. Roma, 12 marzo 2010

CIRCOLARE N. 11/E. Roma, 12 marzo 2010 CIRCOLARE N. 11/E Direzione Centrale Normativa Roma, 12 marzo OGGETTO: Regolarizzazione delle omissioni relative al monitoraggio degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria.

Dettagli

La voluntary disclosure

La voluntary disclosure News per i Clienti dello studio N. 61 del 23 Aprile 2014 Ai gentili clienti Loro sedi La voluntary disclosure Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che l Agenzia delle Entrate, con la

Dettagli

QUADRO RW Un cenno sulle novità del 2014, una riflessione su ritardata presentazione, ravvedimento e sanzioni.

QUADRO RW Un cenno sulle novità del 2014, una riflessione su ritardata presentazione, ravvedimento e sanzioni. QUADRO RW Un cenno sulle novità del 2014, una riflessione su ritardata presentazione, ravvedimento e sanzioni. L art. 9 della L. 6.8.2013 n. 97 prevede: l eliminazione della sezione I (trasferimenti attuati

Dettagli

Capo I PRINCIPI GENERALI. Art. 1 Finalità della definizione dell accertamento con adesione

Capo I PRINCIPI GENERALI. Art. 1 Finalità della definizione dell accertamento con adesione Capo I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Finalità della definizione dell accertamento con adesione 1. La definizione dell accertamento con adesione costituisce uno strumento di cui i Contribuenti e gli uffici preposti

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE Prot.2013/151663 Modalità di attuazione delle disposizioni relative al monitoraggio fiscale contenute nell articolo 4 del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge

Dettagli

Studio Manara Matarese & Associati. Voluntary Disclosure - Riflessioni

Studio Manara Matarese & Associati. Voluntary Disclosure - Riflessioni Studio Manara Matarese & Associati Voluntary Disclosure - Riflessioni Sulla spinta dell accordo FACTA (Foreign Account Tax Compliance Act firmato a Roma il 10 gennaio 2014), è stato sviluppato in sede

Dettagli

PROFESSIONISTI AZIENDALI ASSOCIATI I PROFESSIONISTI PER L AZIENDA

PROFESSIONISTI AZIENDALI ASSOCIATI I PROFESSIONISTI PER L AZIENDA Informative e news per la clientela di studio Oggetto: IL 5 PER MILLE ENTRA A REGIME È partita lo scorso 26 marzo la procedura che enti e associazioni devono seguire per richiedere ai contribuenti la destinazione

Dettagli

IL DIRETTORE. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento DISPONE

IL DIRETTORE. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento DISPONE Prot. n. 2015/13193 Approvazione del modello per la richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria per l emersione ed il rientro di capitali detenuti all estero e per l emersione nazionale.

Dettagli

MODELLO O QUADRO RW E VOLUNTARY DISCLOSURE: PUNTI SALIENTI E SANZIONI

MODELLO O QUADRO RW E VOLUNTARY DISCLOSURE: PUNTI SALIENTI E SANZIONI S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO RAVVEDIMENTO OPEROSO E QUADRO RW MODELLO O QUADRO RW E VOLUNTARY DISCLOSURE: PUNTI SALIENTI E SANZIONI Commissione Diritto Tributario Nazionale ODCEC Milano

Dettagli

ISTRUZIONI E ADEMPIMENTI A CARICO DEI PROFESSIONISTI PER LA RICHIESTA DELL ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA

ISTRUZIONI E ADEMPIMENTI A CARICO DEI PROFESSIONISTI PER LA RICHIESTA DELL ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA Direzione Regionale della Toscana Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi ISTRUZIONI E ADEMPIMENTI A CARICO DEI PROFESSIONISTI PER LA RICHIESTA DELL ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI

Dettagli

CIRCOLARE N.18/E. OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni

CIRCOLARE N.18/E. OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate in sede di controllo automatizzato delle dichiarazioni CIRCOLARE N.18/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Settore Gestione Tributi Ufficio Gestione Dichiarazioni Roma, 10 maggio 2011 aprile 2011 OGGETTO: Misura e ravvedibilità delle sanzioni applicate

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA RICHIESTA DI ADESIONE ALLA PROCEDURA DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA RICHIESTA DI ADESIONE ALLA PROCEDURA DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA RICHIESTA DI ADESIONE ALLA PROCEDURA DI COLLABORAZIONE VOLONTARIA Con questo modello i contribuenti destinatari degli obblighi di monitoraggio fiscale, ossia le persone

Dettagli

Voluntary Disclosure: luci ed ombre della nuova normativa (monitoraggio fiscale, effetti premiali e rischi penali)

Voluntary Disclosure: luci ed ombre della nuova normativa (monitoraggio fiscale, effetti premiali e rischi penali) Voluntary Disclosure: luci ed ombre della nuova normativa (monitoraggio fiscale, effetti premiali e rischi penali) Marco Abramo Lanza Dottore Commercialista Milano, 12 dicembre 2014 Variabili - Oggetto

Dettagli

3.2 Attivazione della procedura di collaborazione volontaria. Richiesta di accesso e dichiarazione dei redditi

3.2 Attivazione della procedura di collaborazione volontaria. Richiesta di accesso e dichiarazione dei redditi 126 Le altre modificazioni sono state considerate di volta in volta nella trattazione delle materie alle quali si riferivano d) Le innovazioni apportate dall art. 2, D. L. 153/2015, all art. 5-quater,

Dettagli

CAPO I PRINCIPI GENERALI. ART. 1 Finalità della definizione dell accertamento con adesione

CAPO I PRINCIPI GENERALI. ART. 1 Finalità della definizione dell accertamento con adesione REGOLAMENTO IN MATERIA DI DEFINIZIONE DELL ACCERTAMENTO DEI TRIBUTI LOCALI CON ADESIONE DEL CONTRIBUENTE E SUO RAVVEDIMENTO PER ULTERIORI PERIODI D'IMPOSTA. CAPO I PRINCIPI GENERALI ART. 1 Finalità della

Dettagli

SERVIZI TRIBUTARI ANNO 2015 pag. 281

SERVIZI TRIBUTARI ANNO 2015 pag. 281 SERVIZI TRIBUTARI ANNO 2015 pag. 280 23 luglio 2015 98/FS/om Capitali detenuti all estero Emersione e rientro - Circolare dell'agenzia delle Entrate n. 27 del 16 luglio 2015 Sintesi Forniti dall Agenzia

Dettagli

Voluntary disclosure

Voluntary disclosure Voluntary disclosure La procedura di regolarizzazione dei patrimoni detenuti all estero Proposte operative Bolzano, 17 aprile 2015 Via Monte di Pietà, 15 20121 MILANO TEL.(+39) 02 30305.1 FAX (+39) 02

Dettagli

OGGETTO: Risposte a quesiti in merito all articolo 8 DL 13 maggio 2011, n. 70 - Titoli di risparmio per l economia meridionale.

OGGETTO: Risposte a quesiti in merito all articolo 8 DL 13 maggio 2011, n. 70 - Titoli di risparmio per l economia meridionale. CIRCOLARE N. 10/E Direzione Centrale Normativa Roma, 30 aprile 2013 OGGETTO: Risposte a quesiti in merito all articolo 8 DL 13 maggio 2011, n. 70 - Titoli di risparmio per l economia meridionale. Premessa

Dettagli

Focus di approfondimento: gli anni interessati e i rapporti cointestati. Direzione Regionale della Lombardia

Focus di approfondimento: gli anni interessati e i rapporti cointestati. Direzione Regionale della Lombardia Focus di approfondimento: gli anni interessati e i rapporti cointestati Nel 2003 Tizio apre un conto corrente, cointestato con la moglie Caia, in Svizzera, con il conferimento di una provvista iniziale

Dettagli

NORMA DI COMPORTAMENTO N. 185

NORMA DI COMPORTAMENTO N. 185 ASSOCIAZIONE ITALIANA DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI SEZIONE DI MILANO COMMISSIONE NORME DI COMPORTAMENTO E DI COMUNE INTERPRETAZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA *** *** *** NORMA DI COMPORTAMENTO

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO PARERE N. 18 DEL 11.12.2009 SCUDO FISCALE E ATTIVITÀ ALL ESTERO DA PARTE DEI LAVORATORI DIPENDENTI IL QUESITO Nella circolare n. 48 del 2009 l Agenzia delle entrate

Dettagli

Voluntary Disclosure. Rimpatrio giuridico di attività finanziarie e patrimoniali.

Voluntary Disclosure. Rimpatrio giuridico di attività finanziarie e patrimoniali. Voluntary Disclosure. Rimpatrio giuridico di attività finanziarie e patrimoniali. 1 Attività estere: dove tenerle Le attività finanziarie o patrimoniali oggetto di voluntary disclosure, potranno: A) essere

Dettagli

CIRCOLARE N. 30/E. Roma, 11 agosto 2015

CIRCOLARE N. 30/E. Roma, 11 agosto 2015 CIRCOLARE N. 30/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 agosto 2015 OGGETTO: Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all estero

Dettagli

STUDIO COMMERCIALE TRIBUTARIO TOMASSETTI & PARTNERS Corso Trieste 88 00198 Roma Tel. 06/8848666 (RA) Fax 068844588 info@mt-partners.

STUDIO COMMERCIALE TRIBUTARIO TOMASSETTI & PARTNERS Corso Trieste 88 00198 Roma Tel. 06/8848666 (RA) Fax 068844588 info@mt-partners. Roma, 19/10/2015 CIRCOLARE INFORMATIVA NR. 8/2015 ARGOMENTO: VOLUNTARY DISCLOSURE - RIENTRO DEI CAPITALI DALL ESTERO - PROROGATI I Gentile Cliente, a ridosso della scadenza del termine ultimo per l invio

Dettagli

799 IL NUOVO MODULO RW

799 IL NUOVO MODULO RW 799 IL NUOVO MODULO RW La compilazione del modulo RW rientra nella più ampia disciplina del monitoraggio fiscale contenuta nel DL 167/90, il cui impianto normativo è stato riformato dalla Legge 6 agosto

Dettagli

Roma, 7 settembre 2015. A TUTTE LE ASSOCIATE - Loro Sedi VOL.DISC.AUTORIC_COM_2015_142

Roma, 7 settembre 2015. A TUTTE LE ASSOCIATE - Loro Sedi VOL.DISC.AUTORIC_COM_2015_142 Roma, 7 settembre 2015 A TUTTE LE ASSOCIATE - Loro Sedi VOL.DISC.AUTORIC_COM_2015_142 Oggetto: Legge 15 dicembre 2014, n. 186 Riferimento analitico: Legge 15 dicembre 2014, n. 186 - Voluntary disclosure

Dettagli

Voluntary disclosure e primi chiarimenti dell Agenzia delle Entrate

Voluntary disclosure e primi chiarimenti dell Agenzia delle Entrate Circolare n. 6 del 30 marzo 2015 Voluntary disclosure e primi chiarimenti dell Agenzia delle Entrate Indice 1. Normativa di riferimento 2. Soggetti interessati 3. Presupposto oggettivo 3.1 Investimenti

Dettagli

ERRORI E DIMENTICANZE

ERRORI E DIMENTICANZE ERRORI E DIMENTICANZE CORREZIONI DI ERRORI E DIMENTICANZE Introduzione Nella predisposizione della dichiarazione 730 è possibile che il contribuente abbia commesso errori o abbia dimenticato ad esempio

Dettagli

CIRCOLARE N. 31/E. Roma, 28 agosto 2015

CIRCOLARE N. 31/E. Roma, 28 agosto 2015 CIRCOLARE N. 31/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 28 agosto 2015 OGGETTO: Legge 15 dicembre 2014, n. 186, concernente Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all estero

Dettagli

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME ENTE DI PREVIDENZA SPAZIO RISERVATO ALL ENTE Comunicazione obbligatoria ai sensi del Decreto Legislativo 103/96 da inviare all Ente entro e non oltre il 15.9.2014 EPPI 03/2013 COGNOME NOME CODICE FISCALE

Dettagli

Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi - Novità del DLgs. 5.8.2015 n. 127

Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi - Novità del DLgs. 5.8.2015 n. 127 Circolare 23 del 28 settembre 2015 Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi - Novità del DLgs. 5.8.2015 n. 127 INDICE 1 Premessa... 2 2 Regime opzionale per la trasmissione

Dettagli

RISOLUZIONE N. 76/E. OGGETTO: Consulenza giuridica - Deducibilità dell imposta di bollo nel regime del risparmio gestito

RISOLUZIONE N. 76/E. OGGETTO: Consulenza giuridica - Deducibilità dell imposta di bollo nel regime del risparmio gestito RISOLUZIONE N. 76/E Direzione Centrale Normativa Roma, 6 novembre 2013 OGGETTO: Consulenza giuridica - Deducibilità dell imposta di bollo nel regime del risparmio gestito Con la richiesta di consulenza

Dettagli

Esame dei periodi da regolarizzare e modalità di calcolo di Imposte, Sanzioni e Interessi.

Esame dei periodi da regolarizzare e modalità di calcolo di Imposte, Sanzioni e Interessi. S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Voluntary disclosure: profili operativi e prime riflessioni a seguito della Circolare 10E dell Agenzia delle Entrate Esame dei periodi da regolarizzare e

Dettagli

SOMMARIO. Premessa...3

SOMMARIO. Premessa...3 CIRCOLARE N. 47/E Roma, 20 dicembre 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Questioni interpretative in merito all applicazione dell articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, (c.d. cedolare

Dettagli

Roma, 23-09-2015. Messaggio n. 5864. 1. Premessa

Roma, 23-09-2015. Messaggio n. 5864. 1. Premessa Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Roma, 23-09-2015 Messaggio n. 5864 OGGETTO: Controlli sulle Dichiarazioni sostitutive uniche trasmesse

Dettagli

RISOLUZIONE N. 101/E

RISOLUZIONE N. 101/E RISOLUZIONE N. 101/E Direzione Centrale Normativa Roma, 19 novembre 2014 OGGETTO: Consulenza giuridica ai sensi dell articolo 11 della legge n. 212 del 2000 SOSTITUTO D IMPOSTA - CESSIONE QUOTE FONDI MOBILIARI

Dettagli

VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA

VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA Direzione Regionale del Veneto Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA Il visto di conformità, disciplinato dall

Dettagli

Voluntary Disclosure: il ruolo del Private Banking e dei servizi fiduciari per la pianificazione patrimoniale dei capitali

Voluntary Disclosure: il ruolo del Private Banking e dei servizi fiduciari per la pianificazione patrimoniale dei capitali Voluntary Disclosure: il ruolo del Private Banking e dei servizi fiduciari per la pianificazione patrimoniale dei capitali Dott.ssa Concetta Granata, Area Private Banking - Banca Monte dei Paschi di Siena

Dettagli

ADEMPIMENTI DEGLI INTERMEDIARI NEI CONFRONTI DEI CONTRIBUENTI; IL REGIME SANZIONATORIO PER PROFESSIONISTI(E NON)ABILITATI ALLA TRASMISSIONE TELEMATICA

ADEMPIMENTI DEGLI INTERMEDIARI NEI CONFRONTI DEI CONTRIBUENTI; IL REGIME SANZIONATORIO PER PROFESSIONISTI(E NON)ABILITATI ALLA TRASMISSIONE TELEMATICA Seminario di formazione LE INDAGINI FINANZIARIE Milano, 1 luglio 2008 ADEMPIMENTI DEGLI INTERMEDIARI NEI CONFRONTI DEI CONTRIBUENTI; IL REGIME SANZIONATORIO PER PROFESSIONISTI(E NON)ABILITATI ALLA TRASMISSIONE

Dettagli

Rientro dei capitali dall estero Voluntary disclosure

Rientro dei capitali dall estero Voluntary disclosure Rientro dei capitali dall estero Voluntary disclosure CONVERSAZIONE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Londra Venerdì 3Ottobre 2014 Paolo Battaglia Dottore Commercialista in Ragusa p.battaglia@crescitapmi.it

Dettagli

COMUNICAZIONE DI ADESIONE ALLA DISCIPLINA DI DEROGA ALLE LIMITAZIONI DI TRASFERIMENTO DEL DENARO CONTANTE

COMUNICAZIONE DI ADESIONE ALLA DISCIPLINA DI DEROGA ALLE LIMITAZIONI DI TRASFERIMENTO DEL DENARO CONTANTE COMUNICAZIONE DI ADESIONE ALLA DISCIPLINA DI DEROGA ALLE LIMITAZIONI DI TRASFERIMENTO DEL DENARO CONTANTE Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del decreto legislativo n.

Dettagli

di Federica Perli - Dottore commercialista - BC&, Studio Professionale di Consulenza Societaria Tributaria Legale

di Federica Perli - Dottore commercialista - BC&, Studio Professionale di Consulenza Societaria Tributaria Legale Pagina 1 di 13 Pubblicato su Fiscopiù (http://fiscopiu.it) Home > Bussola > V > Voluntary disclosure di Federica Perli - Dottore commercialista - BC&, Studio Professionale di Consulenza Societaria Tributaria

Dettagli

UNICO 2015: nel quadro RW anche IVIE e IVAFE Carlotta Benigni - Dottore commercialista in Milano

UNICO 2015: nel quadro RW anche IVIE e IVAFE Carlotta Benigni - Dottore commercialista in Milano : nel quadro RW anche IVIE e IVAFE Carlotta Benigni - Dottore commercialista in Milano ADEMPIMENTO " FISCO Il quadro RW deve essere compilato dai contribuenti soggetti agli obblighi di monitoraggio fiscale

Dettagli

CASA E FISCO. Aggiunti con Emendamento Fleres

CASA E FISCO. Aggiunti con Emendamento Fleres CASA E FISCO VADEMECUM SCUDO FISCALE 2009 Lo scudo fiscale prevede la possibilità di regolarizzare le attività finanziarie o patrimoniali detenute all estero in violazione della normativa relativa al monitoraggio

Dettagli

IDENTIFICAZIONE DIRETTA AI FINI IVA DI SOGGETTO NON RESIDENTE

IDENTIFICAZIONE DIRETTA AI FINI IVA DI SOGGETTO NON RESIDENTE Modello ANR/2 IDENTIFICAZIONE DIRETTA AI FINI IVA DI SOGGETTO NON RESIDENTE DICHIARAZIONE PER L IDENTIFICAZIONE DIRETTA, DI VARIAZIONE DATI O CESSAZIONE ATTIVITÀ ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE (ove non

Dettagli

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME ENTE DI PREVIDENZA 222 info@ SPAZIO RISERVATO ALL ENTE Comunicazione obbligatoria ai sensi del Decreto Legislativo 103/96 da inviare all Ente entro e non oltre il 15.9.2014 EPPI 03/2013 COGNOME NOME CODICE

Dettagli

CIRCOLARE N.9/E. Roma, 3 marzo 2011

CIRCOLARE N.9/E. Roma, 3 marzo 2011 CIRCOLARE N.9/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 3 marzo 2011 OGGETTO: Articolo 2, comma 1, decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio

Dettagli

Le istruzioni delle Entrate sul rimpatrio Dietro lo scudo denaro, yacht, immobili e gioielli

Le istruzioni delle Entrate sul rimpatrio Dietro lo scudo denaro, yacht, immobili e gioielli Le istruzioni delle Entrate sul rimpatrio Dietro lo scudo denaro, yacht, immobili e gioielli Nell illustrare le modalità operative per effettuare il rimpatrio o la regolarizzazione delle attività irregolarmente

Dettagli

Questioni interpretative prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale

Questioni interpretative prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale CIRCOLARE N. 34 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 22/10/2015 OGGETTO: Questioni interpretative prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale 2 INDICE 1. PREMESSA 3 2. SANZIONE

Dettagli

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il presente documento ha finalità meramente illustrative della tassazione degli interessi e degli altri redditi

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE:

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento, DISPONE: N. 117261 /2009 protocollo Approvazione delle modalità di effettuazione della comunicazione di adesione ai contenuti degli inviti al contraddittorio ai fini delle imposte dirette e I.V.A. nonché delle

Dettagli

CIRCOLARE INFORMATIVA N. 5/2014 VOLUNTARY DISCLOSURE

CIRCOLARE INFORMATIVA N. 5/2014 VOLUNTARY DISCLOSURE ENRICO MARIA BIGNAMI ANDREA BIGNAMI GAETANO PIGNATTI MORANO CESARE BEOLCHI ROGER OLIVIERI FEDERICO GENTILE CARLO GIROTTI DOMENICO BIANCHI dottore in economia e commercio ARIANNA VITALI dottoressa in economia

Dettagli

Voluntary disclosure e la copertura penale per le persone fisiche e le persone giuridiche. Focus sul reato di riciclaggio e autoriciclaggio

Voluntary disclosure e la copertura penale per le persone fisiche e le persone giuridiche. Focus sul reato di riciclaggio e autoriciclaggio Voluntary disclosure e la copertura penale per le persone fisiche e le persone giuridiche. Focus sul reato di riciclaggio e autoriciclaggio IL PERIMETRO DELLA QUESTIONE L Agenzia delle Entrate, stima in

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento Dispone

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento Dispone Protocollo n. 2012/156146 Modifiche al provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate del 22 ottobre 2012 di approvazione del modello di comunicazione dei dati per l accesso al finanziamento dei

Dettagli

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME

SPAZIO RISERVATO ALL ENTE NOME ENTE DI PREVIDENZA info@ SPAZIO RISERVATO ALL ENTE Comunicazione obbligatoria ai sensi del Decreto Legislativo 103/96 da inviare all Ente entro e non oltre il 31.7.2013 EPPI 03/2012 COGNOME NOME CODICE

Dettagli

Voluntary disclosure. Il ruolo della fiduciaria italiana

Voluntary disclosure. Il ruolo della fiduciaria italiana Voluntary disclosure. Il ruolo della fiduciaria italiana Avv. Fabrizio Vedana Attività estere: dove tenerle Le attività oggetto di voluntary disclosure di cui alla legge 186/2014, in aderenza con quanto

Dettagli

VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA

VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA Direzione Regionale del Veneto Settore Servizi e Consulenza Ufficio Gestione Tributi VADEMECUM PER OTTENERE L ABILITAZIONE AL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITA Il visto di conformità, disciplinato dall

Dettagli

CIRCOLARE N. 16/E. OGGETTO: Risposte a quesiti in materia di controllo delle compensazioni Iva Nuovo canale di assistenza dedicato

CIRCOLARE N. 16/E. OGGETTO: Risposte a quesiti in materia di controllo delle compensazioni Iva Nuovo canale di assistenza dedicato CIRCOLARE N. 16/E Roma, 19 aprile 2011 Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti OGGETTO: Risposte a quesiti in materia di controllo delle compensazioni Iva Nuovo canale di assistenza dedicato 2 INDICE

Dettagli

Blasio&Partners- Avvocati: i tuoi consulenti nel processo divoluntarydisclosure

Blasio&Partners- Avvocati: i tuoi consulenti nel processo divoluntarydisclosure : i tuoi consulenti nel processo divoluntarydisclosure Roma Largo Messico, 3 Tel. 06.8551827/ 06.8551828 Fax. 068551829 Ginevra PlaceNeuve, 4 Tel. +410223216233 E-mail: avvocati@studioblasio.it 1 Lo studio

Dettagli

Voluntary disclosure

Voluntary disclosure MAP Voluntary disclosure e ravvedimento operoso A cura di Renato Bogoni Dottore Commercialista in Padova. Specializzato in riorganizzazione e ristrutturazione dell impresa in crisi, anche nell ambito di

Dettagli

Paesi black-list: la comunicazione periodica

Paesi black-list: la comunicazione periodica Paesi black-list: la comunicazione periodica Oltre ad indicare nel Modello UNICO i costi relativi ad operazioni intraprese con paesi Black list l art. 1 D. MEF 30 marzo 2010 ha previsto un nuovo obbligo

Dettagli

Prot. n 960/22 Circolare N 3/FEBBRAIO 2015 FEBBRAIO 2015 A tutti i colleghi (*)

Prot. n 960/22 Circolare N 3/FEBBRAIO 2015 FEBBRAIO 2015 A tutti i colleghi (*) Prot. n 960/22 Circolare N 3/FEBBRAIO 2015 FEBBRAIO 2015 A tutti i colleghi (*) L AGENZIA DELLE ENTRATE CON IL PROVVEDIMENTO DIRETTORIALE DEL 23 FEBBRAIO 2015 HA DEFINITO LE MODALITA TECNICHE PER VISUALIZZARE

Dettagli

Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: novità a decorrere dal 01.01.2017

Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: novità a decorrere dal 01.01.2017 del 6 Novembre 2015 Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: novità a decorrere dal 01.01.2017 Secondo quanto previsto dal DLgs. 127/2015, tutti i soggetti passivi IVA possono

Dettagli

La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti

La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti Fiscal Adempimento La circolare che guida passo passo al rispetto degli adempimenti N. 49 16.12.2013 Unico: ravvedimento entro il 30.12 Categoria: Intermediari Sottocategoria: Adempimenti A cura di Devis

Dettagli

RISOLUZIONE N. 61/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 61/E QUESITO RISOLUZIONE N. 61/E Roma, 31 maggio 2011 OGGETTO: Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Applicazione dell imposta sostitutiva ai sensi dell articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre

Dettagli

REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE

REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE REGOLAMENTO PER L APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PREMESSA Art. 1 Oggetto del Regolamento II presente regolamento disciplina i criteri di applicazione delle sanzioni amministrative previste

Dettagli

CIRCOLARE N. 62 /E. Roma, 31 dicembre 2003. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

CIRCOLARE N. 62 /E. Roma, 31 dicembre 2003. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso CIRCOLARE N. 62 /E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 31 dicembre 2003 Oggetto: Modificazioni delle disposizioni tributarie riguardanti i contratti assicurativi stipulati con imprese non

Dettagli

Esame dei casi particolari: trust, polizze assicurative, società, fondazioni, immobili e altri beni.

Esame dei casi particolari: trust, polizze assicurative, società, fondazioni, immobili e altri beni. S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO La Voluntary disclosure Esame dei casi particolari: trust, polizze assicurative, società, fondazioni, immobili e altri beni. CARLO GALLI CLIFFORD CHANCE Milano,

Dettagli

INFORMATIVA SULLA FISCALITÀ

INFORMATIVA SULLA FISCALITÀ INFORMATIVA SULLA FISCALITÀ Con la presente comunicazione si desidera fornire una breve sintesi del regime fiscale applicabile ai fondi comuni di investimento mobiliare di diritto italiano, nonché del

Dettagli

COVIP COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COVIP COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE DELIBERAZIONE del 30 novembre 2006 COVIP COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Regolamento recante le procedure relative agli adeguamenti delle forme pensionistiche complementari al decreto legislativo

Dettagli

ASPETTI TRIBUTARI INTERNAZIONALI E MONITORAGGIO

ASPETTI TRIBUTARI INTERNAZIONALI E MONITORAGGIO Convegno IMMOBILI IN ITALIA ED ALL ESTERO: ASPETTI TRIBUTARI INTERNAZIONALI E MONITORAGGIO Roberto TAMBURELLI 1 Introduzione all RW FONTE NORMATIVA Gli Art. 2 e 4 del D.L. 167/1990 obbligano alcuni soggetti

Dettagli

Ai Sigg. Clienti Loro Uffici Amministrativi. Milano, lì 19/01/2015. Circolare n. 02/2015

Ai Sigg. Clienti Loro Uffici Amministrativi. Milano, lì 19/01/2015. Circolare n. 02/2015 20121 Milano via San Primo 4, Italia t. +39 02 76.07.671 f. +39 02 76.00.64.74 Ai Sigg. Clienti Loro Uffici Amministrativi Milano, lì 19/01/2015 Circolare n. 02/2015 Giuseppe Chiaravalli RAGIONIERE COMMERCIALISTA

Dettagli

PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1

PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1 PROVVEDIMENTO 29 dicembre 2010, prot. n. 188376 1 Modalità di diniego o revoca dell autorizzazione ad effettuare operazioni intracomunitarie ai sensi del comma 7-bis dell articolo 35 del D.P.R. n. 633

Dettagli

UNITA SINDACALE - PAG.

UNITA SINDACALE - PAG. Unita Sindacale Gruppo Unicredit Fondo Pensione UniCredit Iscrizione familiari a carico Essere previdenti oggi è più facile... Iscrivi al Fondo i tuoi familiari! Le modifiche apportate al sistema pensionistico

Dettagli

2.1.1 Valorizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali

2.1.1 Valorizzazione delle attività finanziarie e patrimoniali 78 VOLUNTARY DISCLOSURE giorno di detenzione) e al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione nello stesso)» 6. Secondo le istruzioni sulla compilazione del modello di accesso alla

Dettagli

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del

ntrate genzia Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell art. 13 del D.Lgs. n. 196 del 2003 Finalità del genzia ntrate BENI CONCESSI IN GODIMENTO A SOCI O FAMILIARI E FINANZIAMENTI, CAPITALIZZAZIONI E APPORTI EFFETTUATI DAI SOCI O FAMILIARI DELL'IMPRENDITORE NEI CONFRONTI DELL'IMPRESA (ai sensi dell articolo,

Dettagli

IMPRESA IN UN GIORNO INIZIO DELL ATTIVITÀ 7

IMPRESA IN UN GIORNO INIZIO DELL ATTIVITÀ 7 Impresa in un giorno - 13 IMPRESA IN UN GIORNO INIZIO DELL ATTIVITÀ 7 Le imprese che iniziano l attività di agente o rappresentante di commercio devono presentare la segnalazione certificata di inizio

Dettagli