In che modo gli immigrati vivono l integrazione. Immigrant citizens survey. Cittadinanza. Residenza. Occupazione. Partecipazione civica e politica

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1 Residenza Cittadinanza Ricongiungimento famigliare Occupazione Partecipazione civica e politica Lingue Immigrant citizens survey In che modo gli immigrati vivono l integrazione in 15 città europee Indagine sui cittadini immigrati.

2 Sondaggio sui cittadini immigrati In che modo gli immigrati vivono l integrazione in 15 città europee. Una pubblicazione congiunta di King Baudouin Foundation, Bruxelles e del Migration Policy Group, Bruxelles AUTORI TRADUZIONE COORDINAMENTO KING BAUDOUIN FOUNDATION DESIGN GRAFICO LAYOUT Thomas Huddleston e Jasper Dag Tjaden con il supporto di Louise Callier Home Office Francoise Pissart, Direttore Stefan Schäfers, Consulente Programma Europeo Anneke Denecker, Assistente Tilt Factory Stefaan Algoet Questa pubblicazione è disponibile gratuitamente : ordine online da via mail inviata a oppure chiamando o inviando un fax al Centro Contatti di King Baudouin Foundation T , F É possibile copiare, scaricare o stampare il contenuto dell indagine sui cittadini immigrati per proprio uso personale ed è possibile includere estratti della pubblicazione dell indagine sui cittadini immigrati all interno dei propri documenti, presentazione, blog, siti Web e materiale d insegnamento a condizione che vengano adeguatamente menzionati l Immigrant Citizens Survey come fonte e i proprietari del copyright King Baudouin Foundation e Migration Policy Group. DEPOSITO LEGALE : La responsabilità di questa pubblicazione è esclusivamente connessa agli autori. La Commissione Europea, in qualità di co-finanziatore, non è da ritenersi responsabile in merito a qualsivoglia utilizzo che possa essere fatto delle informazioni contenute in questa pubblicazione. D/2848/2012/14 ISBN-13 : EAN : NUMERO ORDINE : Maggio / Con il supporto della Lotteria Nazionale Belga, the Calouste Gulbenkian Foundation, the Oak Foundation e dell Unione Europea

3 Prefazione King Baudouin Foundation, il Migration Policy Group e i loro partner hanno deciso di valutare se le politiche di integrazione corrispondono alle speranze ed esigenze degli immigrati ineuropa. Essi hanno inoltre deciso di verificare se uno strumento poco utilizzato, un indagine mirata, sia in grado di cogliere le esperienze di persone che sono generalmente difficili da raggiungere come gli immigrati extra UE. L Immigrant Citizens Survey è stato condotto in 15 città all interno di 7 paesi Europei. L Immigrant Citizens Survey fa parte dell attività portata avanti dalla King Baudouin Foundation per introdurre l opinione degli immigrati all interno del dibattito pubblico sull immigrazione e l integrazione. Gli immigrati sono al centro di questi dibattiti in molti Stati Membri dell Unione Europea ma la loro opinione è scarsamente visibile. Mentre i sondaggi d opinione pubblica spesso vengono utilizzati all interno di questi dibattiti, i sondaggi di opinione tra gli immigrati sono raramente disponibili. La King Baudouin Foundation, insieme con la Oak Foundation e la Calouste Gulbenkian Foundation in qualità di co-finanziatori, sono stati quindi lieti di ricevere un ulteriore supporto finanziario dalla Commissione Europea, necessario per condurre questa prima importante esperienza di sondaggio. I risultati di questo progetto, che ha avuto la durata di un anno, sono sorprendenti. Mentre l opinione pubblica si concentra principalmente sui problemi d integrazione e poco sugli esiti positivi, questa indagine mostra un punto di vista completamente diverso. Gli immigrati sono più ottimisti circa la loro situazione ed esperienza delle politiche d integrazione rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare : essi apprezzano alcune offerte in materia di integrazione (come corsi di lingua e di integrazione all interno del paese), desiderano entrare a far parte della società nella quale vivono (interesse nell apprendimento della lingua, desiderio di votare, desiderio di ottenere la residenza a lungo termine e la cittadinanza) e si dichiarano generalmente soddisfatti della loro vita così come la maggior parte delle persone che vivono nel loro stesso Paese di residenza. Nonostante questi esiti positivi, l indagine coglie anche molti dei problemi che gli immigrati si trovano ad affrontare. Non dobbiamo dimenticare che questa rilevazione si concentra sulla situazione generale degli immigrati regolari di prima generazione nati al di fuori dell Unione Europea. Altri studi, che si sono concentrati su comunità specifiche di immigrati, mostrano in una certa misura un quadro differente. Tuttavia questa ricerca mette in evidenza il fatto che i problemi riscontrati in alcune comunità di immigrati non devono essere generalizzati a tutti gli immigrati di prima generazione. Questa pubblicazione rappresenta solo il primo passo nella procedura di analisi dei risultati dell indagine. Nel corso dei prossimi mesi si lavorerà molto per analizzare i risultati nel dettaglio per specifici gruppi di immigrati, città, paesi, anche attraverso un confronto con altri studi, come il Migrant Integration Policy Index (MIPEX). Per finire, una valutazione di questa metodologia d indagine consentirà di migliorare e incoraggiare altre analoghe esperienze. Ci auguriamo che gli attori governativi e non governativi utilizzino l Immigrant Citizen Surveycome database e come strumento di lavoro e approfondimento. Essi possono discutere i risultati dell ICS unitamente agli immigrati e alle loro associazioni e raccomandare politiche più informate ed efficaci. Gli attori politici possono anche informare meglio il pubblico in merito all integrazione. I risultati rappresentano una possibilità per parlare di più degli immigrati come persone che affrontano realtà e scelte non tanto diverse da quelle che le persone si trovano ad affrontare in ogni giorno nella loro vita. Cogliamo l occasione per ringraziare le 19 organizzazioni partner dell Immigrant Citizen Survey per la loro preziosa collaborazione. Quest indagine pioneristica non sarebbe stata possibile senza il duro lavoro di tutti i partner scientifici, di polling e di assistenza. King Baudouin Foundation e Migration Policy Group Maggio 2012 / 3

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5 Indice Conclusioni principali 6 Introduzione 9 Metodologia 12 Descrizione del campione 14 Occupazione 19 Lingue 31 Partecipazione civica e politica 41 Ricongiungimento famigliare 51 Permesso CE per lungo soggiornanti 61 Cittadinanza 71 Conclusione 83 / 5

6 Conclusioni principali Occupazione I problemi concernenti il mercato del lavoro sono spesso locali, dai pochi contratti in regola dell Europa meridionale alla discriminazione e alla diffidenza verso le qualifiche straniere nell Europa settentrionale. Per gli immigrati, il principale problema è rappresentato dalla sicurezza lavorativa. Il % degli immigrati che lavorano si sente sovraqualificato per il lavoro che svolge. Gli immigrati istruiti spesso vedono riconosciute le loro qualifiche estere se fanno domanda, ma in pochi la fanno. La maggior parte degli immigrati in età da lavoro desidera una maggiore formazione. Gli immigrati incontrano grandi problemi a trovare il giusto equilibrio tra il tempo da dedicare alla formazione, al lavoro e alla vita famigliare rispetto alle altre persone che vivono nel Paese. Lingue Gli immigrati generalmente parlano più lingue rispetto alla media delle persone nel loro Paese di residenza. Per gli immigrati, come per la maggior parte delle persone, la scarsità di tempo rappresenta il principale problema che ostacola l apprendimento di una nuova lingua. Ottenere informazioni sulle opportunità di apprendimento può risultare più difficile per gli immigrati rispetto agli autoctoni. Un ampia platea di immigrati ha partecipato a corsi di lingua o d integrazione. I partecipanti attribuiscono una grande importanza ai corsi per l apprendimento della lingua e per l integrazione socio-economica. Partecipazione civica e politica La maggior parte degli immigrati è interessata a votare (spesso più di quanto non lo siano i cittadini aventi diritto). La maggior parte degli immigrati desidera una maggiore diversità nella politica e molti desiderano votare per promuoverla. La più diffusa partecipazione degli immigrati alla vita civica varia da città a città e da un organizzazione all altra. 6 / La partecipazione degli immigrati in un associazione di volontariato dipende in larga parte dal loro contesto locale e nazionale.

7 Ricongiungimento famigliare Pochi immigrati di prima generazione si sono separati dal partner o dai figli. La maggior parte delle famiglie separate si è già riunita nella maggior parte dei Paesi intervistati. La maggior parte degli immigrati separati, oggi non desidera fare richiesta per il ricongiungimento famigliare, alcuni per motivi famigliari altri per gli ostacoli politici. Il ricongiungimento famigliare aiuta gli immigrati a migliorare la propria vita famigliare, lo spirito di appartenenza e spesso altri esiti dell integrazione. Residenza a lungo termine L 80 e il 95 % degli immigrati è o desidera diventare residente a lungo termine. Molti immigrati temporanei in nuovi Paesi d immigrazione desiderano diventare residenti a lungo termine. La maggior parte delle persone inoltra la richiesta appena dopo il periodo minimo di residenza. La necessità di tanti documenti e il potere delle autorità sono citati come i problemi maggiori per i richiedenti in alcuni Paesi. La residenza a lungo termine aiuta la maggior parte degli immigrati a trovare un lavoro migliore e a sentirsi più integrati. Cittadinanza Circa 3 immigrati su 4 sono o desiderano diventare cittadini. I pochi non interessati alla cittadinanza spesso non vedono la differenza rispetto al loro stato attuale oppure ritengono che specifici ostacoli politici rappresentino un problema. Le principali ragioni per non naturalizzarsi sono le procedure difficili in Francia e le limitazioni connesse alla doppia nazionalità in Germania. La naturalizzazione è più comune tra i paesi classici d immigrazione e tra i gruppi agevolati in Ungheria e Spagna. Gli immigrati che sono idonei per la naturalizzazione spesso impiegano molti anni a fare richiesta. La cittadinanza aiuta gli immigrati a sentirsi più stabili, a ottenere lavori migliori e, spesso, a ottenere un istruzione migliore e un maggior coinvolgimento.. / 7

8 Conclusioni principali Caratteristiche del vissuto Motivazioni contrarie alla partecipazione Problemi legati alla partecipazione Effetti percepiti sulle loro vite Aspirazioni future Conoscenza Tempistiche e tempi di attesa 8 /

9 Introduzione / 9

10 Introduzione 10 / La King Baudouin Foundation e il Migration Policy Group hanno condotto un nuovo tipo di indagine europea che mira a mettere maggiormente in luce il punto di vista degli immigrati nell ambito dello sviluppo di politiche di integrazione. Gli attori dell integrazione hanno a disposizione diversi strumenti per saperne di più sulle politiche d integrazione nazionali e sulle situazioni dell integrazione in tutta l Europa. Il Migrant Integration Policy Index (MIPEX) utilizza 148 indicatori politici per determinare in che misura le politiche nazionali garantiscano uguali diritti, responsabilità e opportunità agli immigrati regolari. Fino ad ora i cosiddetti Indicatori Europei d Integrazione degli Immigrati (conosciuti anche con il nome di indicatori di Saragozza) hanno utilizzato 14 aspetti chiave, in termini di risultato, per monitorare il grado di eguale o diseguale posizione nella società sotto il profilo dell impiego, dell inclusione sociale, dell istruzione e della cittadinanza attiva tra le persone straniere o nate all estero. Rispetto agli autoctoni questi indicatori di risultato non sono ancora stati in grado di fornire agli stakeholders un idea più chiara in merito al fatto che le politiche stiano avendo l effetto previsto (o non previsto), e per quale motivo. Si rendono così necessarie diverse tipologie di dati e analisi sul campo per valutare il modo in cui le politiche d integrazione interagiscono con diversi altri fattori politici, sociali e individuali per influenzare il processo d integrazione. Da questo punto di vista un indagine è uno strumento utile sia per valutare gli effetti della politica che per monitorare l integrazione come un processo a doppio senso. Tuttavia si ha spesso la tendenza a prestare attenzione solamente a un lato di tale processo : l opinione pubblica degli autoctoni. La maggior parte delle indagini dell Unione Europea riafferma i punti di vista delle persone in merito a cosa gli immigrati dovrebbero o non dovrebbero fare e cosa il governo dovrebbe o non dovrebbe fare in merito agli immigrati. Questi dati relativi alle opinioni sono di scarsa utilità per la valutazione degli impatti della politica di integrazione e per il miglioramento degli esiti dell integrazione. Gli stessi immigrati rappresentano una risorsa non sfruttata per ottenere informazioni e migliorare le politiche di integrazione. Troppo pochi immigrati vengono inclusi nelle indagini d opinione generale, che spesso escludono i cittadini non appartenenti all Unione Europea. Le indagini della UE raramente stabiliscono target e budget specifici necessari per ottenere un campione rappresentativo di immigrati. Speciali indagini condotte su immigrati per porre rimedio a questa situazione sono rare e, generalmente, non confrontabili tra i Paesi. Nel corso di questo progetto, 42 indagini nazionali e internazionali esistenti sono state considerati, spaziando da iniziative realizzate in Europa, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti 1. La maggior parte delle indagini prese in esame pone agli immigrati lo stesso tipo di domande generiche che sono state fatte alla pubblica opinione. più specifiche tendono a concentrarsi sulle opinioni Domande generali degli immigrati o sulla partecipazione. Tali sondaggi spesso non sono direttamente connessi a specifiche politiche o sevizi d integrazione. A pochi immigrati vengono poste domande in merito alle loro esperienze o alle loro percezioni degli effetti di politiche specifiche sulla loro integrazione sociale. E quando vengono fatte loro tali domande, spesso esse sono poste in un vago tono di soddisfazione cliente, come per esempio : Ritiene che questo tipo di servizio sia stato utile, proficuo o soddisfacente? Per gli intervistati o per coloro che utilizzeranno l indagine è difficile interpretarne il significato in quanto queste domande non sono collegate all ambito della politica, come sarebbero quesiti del tipo : Questo servizio le è stato di aiuto per trovare un alloggio? Trovare un lavoro? Sentirsi maggiormente coinvolto nella sua comunità? I pochi buoni esempio di indagini rivolte a immigrati a livello europeo si concentrano su aree specifiche della politica d integrazione. La prima indagine sugli immigrati su scala europea, lo studio EU-MIDIS 2008 dell Agenzia dell Unione Europea per i diritti fondamentali, ha posto domande in merito alle percezioni ed alle esperienze di gruppi specifici quali vittime della discriminazione e di crimini. La EU Labour Force Survey sta migliorando il proprio modulo ad hoc sugli immigrati e sul mercato del lavoro per il Il progetto Localmultidem, avviato su iniziativa Commissione europea, si concentrava sulla partecipazione politica degli immigrati e sulla cittadinanza attiva in diverse città e. Altre utili indagini sono di tipo qualitativo (p.e. Eurobarometro Qualitativo 1. Il database PROMINSTAT è un inventario completo dei dataset statistici sull immigrazione, integrazione e discriminazione in Europa e attualmente contiene la descrizione di più di dataset statistici.

11 Maggio 2011 sull Integrazione degli Immigrati ; 2008 Highly Immigrant, noto anche con il nome di POLITIS). In considerazione di quanto accennato finora, si sa veramente poco in merito a come gli immigrati valutano cosa loro stessi, il governo e il pubblico generale stanno facendo in merito all integrazione. Di conseguenza, le politiche e i servizi spesso si basano su una limitata valutazione delle necessità, delle esperienze e delle aspirazioni degli immigrati, o dell impatto delle azioni correnti sulle loro vite. Questa mancanza di conoscenza influisce sui policy e opinion-maker, i ricercatori, i fornitori di servizi e sugli stessi immigrati. Un modo per fornire agli attori dell immigrazione un quadro completo in merito all impatto delle politiche d integrazione consiste nel chiederlo agli stessi immigrati. L Immigrant Citizens Survey (Indagine sui cittadini immigrati) è in tal senso la prima indagine transnazionale per i policy-maker in molteplici aree d integrazione a livello locale, nazionale ed europeo. Questa indagine sugli immigrati extra UE in 15 città all interno di sette Stati Membri dell Unione Europea è stata sufficientemente ampia da catturare le opinioni delle persone che stanno vivendo nell ambito delle politiche che vengono discusse in tutta l Europa. La struttura dell indagine è stata ispirata dalle valutazioni delle necessità, feedback cliente o sondaggi sui cittadini, che mirano a trovare soluzioni per rispondere alle problematiche sociali e per migliorare la soddisfazione complessiva all interno della società. Agli immigrati è stata chiesta la valutazione in merito alla pertinenza delle politiche e se queste ultime vengono implementate, usate e se hanno avuto, o meno, un impatto sulle loro vite. Sebbene l integrazione sia locale, molte politiche sono nazionali e sempre più influenzate dalla legislazione della UE e dai trend europei. Il modo in cui le politiche nazionali e dell Unione Europea vengono implementate a livello locale può variare da città a città. Al fine di valutare quali politiche contribuiscono al miglioramento dell integrazione, agli stessi profili di immigrati sono state fatte le medesime domande, con le stesse modalità in tutte le città e in tutti Paesi. Le otto principali indagini generali europee, realizzate negli ultimi cinque anni, sono state passate in rassegna e diverse domande sono state utilizzate all interno dell ICS al fine di confrontare l esperienza degli immigrati intervistati in queste città con quelle dell opinione pubblica generale. Tali indagini includono i sondaggi dell Eurobarometro, il Sondaggio Sociale Europeo, lo Studio Europeo dei Valori e il Sondaggio Europeo sulla Qualità della Vita. Impressionanti similitudini e differenze emergono in differenti aree di vita tra le esperienze locali e nazionali. Il sondaggio ha interessato i seguenti Paesi e città : Belgio (Anversa, Bruxelles, Liegi) Francia (Lione e Parigi) Germania (Berlino e Stoccarda) Ungheria (Budapest) Italia (Milano e Napoli) Portogallo (Faro, Lisbona e Setubal) Spagna (Barcellona e Madrid) Ciascuna sezione ha affrontato una diversa area d integrazione : Occupazione Lingue Partecipazione civica e politica Ricongiungimento famigliare Permesso CE per lungo soggiornanti Cittadinanza Ciascuna sezione ha posto lo stesso tipo di domande agli immigrati che hanno beneficiato o beneficiano attualmente di differenti politiche e servizi : Caratteristiche del vissuto Attuale livello di soddisfazione Aspirazioni future Consapevolezza della politica Motivazioni contrarie alla partecipazione Problemi legati alla partecipazione Effetti percepiti sulle loro vite Il progetto ha visto la stretta collaborazione di partner scientifici e di ricercatori con una vasta esperienza nella realizzazione di sondaggi tra gli immigrati. Il team ha altresì lavorato in collaborazione con attori nazionali della società civile, così da ottenere risultati di facile utilizzo da parte dei policy-maker, dei professionisti e degli immigrati. La King Baudouin Foundation e il Migration Policy Group auspicano che i risultati dell ICS possano : 1. Aumentare la consapevolezza delle necessità, delle esperienze e delle aspirazioni degli immigrati, nonché degli impatti della politica d integrazione. 2. Assistere gli attori politici nella creazione di politiche d integrazione più efficaci e nell affrontare gli altri fattori che influenzano il processo d integrazione. 3. Dimostrare il valore della realizzazione di indagini tra gli immigrati per ispirare le politiche e il dibattito pubblico. / 11

12 12 / Metodologia Popolazione target I cittadini stranieri extra UE legalmente residenti e i cittadini naturalizzati hanno molto da dire e hanno un importante esperienza da condividere in quanto beneficiari diretti di un ampia gamma di politiche d integrazione nella maggior parte degli Stati Membri dell Unione Europea. L Immigrant Citizens Survey (ICS) è stato concepito al fine di raggiungere coloro che : non sono nati nel Paese (immigrati di prima generazione) sono o sono stati cittadini non UE o apolidi (nati come cittadini di un Paese diverso dai Paesi della UE/EEA o Svizzera) risiedono nel Paese da più di un anno possiedono o stanno rinnovando lo status di immigrato legale hanno almeno 15 anni di età. In questo contesto, il campione ICS include i detentori di qualsiasi tipo di condizione giuridica : Per ragioni di comparabilità tra i Paesi, il campione esclude gli immigrati di seconda generazione nati nel Paese e gli immigrati senza documenti. I sette Paesi dell ICS non rappresentano solo i Paesi europei a più alto tasso di immigrazione, ma anche un mix di nuovi e vecchi Paesi d immigrazione nel panorama europeo. Le città selezionate in ciascun Paese sono state selezionate tra quelle con il tasso più alto di popolazione extra UE. La selezione è stata realizzata in base alla dimensione e alla distribuzione della popolazione immigrata nel Paese e alla diversità del contesto locale e regionale. È stato stabilito un minimo da 300 a 400 interviste per ogni città al fine di poter considerare i risultati come statisticamente rappresentativi e all interno di una zona efficienti in termini di intervallo di confidenza (errore di campionamento). Metodo di campionamento confrontabile Il progetto Localmultidem rappresenta la fonte per i metodi di campionamento di questa indagine per la maggior parte dei partner scientifici dell ICS. Le linee guida confrontabili dell ICS hanno richiesto l uso di un campione casuale stratificato. Il campione avrebbe dovuto essere basato preferibilmente sul Paese di nascita o, laddove questo non fosse possibile, sulla nazionalità. Il campione è stato estratto dalle migliori fonti nazionali disponibili censimenti, registri della popolazione locale o altri registri al fine di catturare al meglio la popolazione di immigrati nati al di fuori dell Unione Europea. Particolare attenzione è stata prestata a innalzare il tasso di risposta di questa popolazione specifica e difficile da raggiungere, nonché al superamento di qualsiasi problema concernente la lingua. Le interviste (della durata di circa 40 minuti) sono state condotte faccia a faccia in tutti i Paesi a eccezione della Francia (interviste telefoniche). Metodi di campionamento 2 Belgio Le circoscrizioni statistiche sono state selezionate casualmente in proporzione alla penetrazione della popolazione di immigrati extra UE, escludendo le aree a bassa penetrazione (meno del 10 % di cittadini nati all esterno della UE). I dati relativi alla popolazione sono stati forniti dall ufficio nazionale delle statistiche (ADSEI/ DGSIE) da gennaio Le cifre usate si sono basate sulla nazionalità (la migliore alternativa possibile al Paese di nascita). Per ciascuna circoscrizione selezionata è stata creata una mappa con il primo indirizzo da visitare e il percorso da seguire. Per le circoscrizioni con densità elevate di popolazione extra UE, è stato applicato un percorso casuale. Per le circoscrizioni a bassa densità, gli indirizzi sono stati selezionati mediante enumerazione determinata. Il tasso di risposta per il Belgio è stato del 37 %. Occorre notare che alle domande specifiche del sondaggio in merito all interesse e ai problemi riguardanti la formazione e il tema dei deputati con un vissuto d immigrazione è stato risposto parzialmente. Francia In ragione del contesto legale della Francia non è stato possibile utilizzare i registri completi della popolazione immigrata come base per il campionamento. La stratificazione è stata infatti realizzata conformemente alla percentuale di immigranti all interno della popolazione locale generale mediante l utilizzo di un elenco esaustivo di quartieri nelle città selezionate. I quartieri sono stati quindi selezionati casualmente ed è stato creato un corrispondente database di numeri di telefono. Da questo elenco sono stati selezionati casualmente gli individui e una domanda filtro è stata 2. Si tratta di una sintesi delle relazioni tecniche dei Paesi. Le relazioni tecniche complete possono essere trovate sul sito Web di ICS

13 chiesta all inizio dell intervista così da garantire che solamente quelli che appartenevano alla popolazione target potessero partecipare all indagine. Quale conseguenza della struttura di campionamento, le interviste sono state condotte telefonicamente e ciò è avvenuto solo in Francia. Il vantaggio di questo metodo di campionamento è rappresentato dal fatto che è in grado di raggiungere gli individui in quartieri molto diversi e provenienti da diverse ondate migratorie. Il sesso e l origine nazionale sono stati monitorati durante la ricerca sul campo senza l applicazione di quote. Occorre notare che alle domande specifiche del sondaggio in merito agli effetti sulla naturalizzazione el tema relativo ai deputati con un vissuto d immigrazione si è parzialmente risposto. Germania Tutte le città con una percentuale elevata di immigrati si trovano nella parte occidentale della Germania. Berlino è stata tuttavia aggiunta al campione al fine di ottenere un maggiore equilibrio anche se la capitale presenta una percentuale più bassa di stranieri. La scelta di Stoccarda come seconda città si è basata sulla disponibilità dei dati del registro sulla popolazione della città e sui costi dei partner di polling. I dati registrati raccolti dalle città non includono il Paese di nascita. Di conseguenza è stata presa la decisione di selezionare i cittadini extra UE/EEA che si sono spostati nella città dall estero. Di conseguenza incidentalmente alcuni immigrati naturalizzati erano presenti nel campione ; tuttavia né la loro percentuale nel campione né le loro esperienze sono rappresentative dei cittadini naturalizzati. Le altre condizioni stabilite nelle linee guida dell ICS per la definizione della popolazione target sono state positivamente soddisfatte. Un semplice campione casuale di popolazione target (basato sulla nazionalità) è stato selezionato dal registro. Non è stata utilizzata alcuna stratificazione. Il tasso di risposta per la Germania è stato del 38 %. Le interviste sono state condotte in modo frontale, utilizzando un metodo dell indagine assistita da computer (CAPI). Spagna La struttura di campionamento è stata estratta dai registri locali della popolazione che includono sia gli immigrati regolari, sia quelli irregolari (Istituto Nazionale Spagnolo, giugno 2011). Un semplice campione casuale è stato selezionato tra tutti i residenti appartenenti al gruppo target. A causa della dispersione del campione, è stata presa la decisione di dividere quest ultimo in tre sottocampioni, raggruppati in quartieri. I sotto-campioni sono stati estratti con la probabilità di selezione proporzionale rispetto al numero di casi nel quartiere. Il campione non era più quindi un semplice campione casuale ma piuttosto un campione probabilistico per il quale è stata necessaria la ponderazione. Il tasso di risposta è stato del 37,5 % a Madrid e del 37,7 %a Barcellona. Metodo del centro di aggregazione : Italia,Ungheria e Portogallo In Italia, Portogallo e Ungheria il campionamento si è basato sul metodo dei centri di aggregazione al fine di superare il problema dei registri mancanti o incompleti sulla popolazione immigrata. In poche parole, gli intervistatori hanno intervistato gli immigrati in ubicazioni prestabilite regolarmente visitate dalla popolazione immigrata (come parchi pubblici, fornitori di servizi, posti di lavoro, mercati ecc ). Sono state utilizzate ponderazioni al fine di eliminare la distorsione campionaria mediante il riproporzionamento del campione sulla base del profilo di afferenza ai centri di aggregazione da parte degli intervistati. 3 In Ungheria e in Portogallo, dove questo metodo è stato utilizzato per la prima volta, è stato riportato un numero limitato di difficoltà nella valutazione dell importanza di ciascun centro di aggregazione per gli immigrati che lo frequentano. Tali difficoltà della ricerca sul campo, tuttavia, non si sono tradotte in un campione non rappresentativo. In Portogallo, alcuni centri di aggregazione non erano esclusivi e sono stati raggruppati successivamente all esecuzione della ricerca sul campo. Occorre notare che un instradamento errato nel questionario in Portogallo ha condotto a una procedura parziale di richiamo sulle domande concernenti gli effetti e le aspettative in merito al ricongiungimento familiare. Il tasso di risposta è stato del 56 % per le città italiane e del 47 % per le città portoghesi (nessun tasso calcolato per l Ungheria). Ponderazioni Il peso campionario tiene conto delle differenti probabilità degli intervistati di essere inclusi nello studio a causa dei differenti disegni campionari nei vari Paesi. Esso consente di regolare i campioni ottenuti così da non fornire un peso eccessivo alle risposte da parte di individui con maggiori probabilità di essere inclusi nell indagine. Una seconda ponderazione, in funzione della città, è stata utilizzata per aggregare i dati delle città e costruire i corrispondenti risultati a livello nazionale. Questa ponderazione, che include il peso campionario, considera la consistenza numerica della popolazione straniera extra UE di ciascuna città. Questo consente di / Per maggiori dettagli sul metodo dei centri di aggregazione, vedere Baio G., Blangiardo G., Blangiardo M. (2001). Center sampling technique in foreign migration surveys : a methodological note. Journal of Official Statistics, vol. 27, 3, 2011 : (http ://www.jos.nu/articles/abstract.asp?article=273451).

14 evitare una sovrarappresentazione della popolazione di immigrati di una città nei confronti di quella di un altra città all interno del campione nazionale. q tale peso è stato calcolato in base al rapporto tra il totale di individui di nazionalità straniera al di fuori della UE residenti in ciascuna. Nessuna ponderazione è stata applicata al campione ungherese. La maggior parte degli immigrati risiedono a Budapest, che è stata l unica città rappresentata nel campione. La ponderazione della città non è stata applicata in Francia in quanto non esistono statistiche ufficiali di questo tipo. Il campione francese è stato strutturato sulla base della valutazione che la popolazione di immigrati a Parigi è il doppio di quella di Lione. Descrizione del campione TABELLA 1 : Dimensione del campione Paese Città N Quota della popolazione del Paese nata fuori dalla UE e residente in città a Percentuale degli intervistati di sesso maschile Belgio Anversa ,6 % 54 % Bruxelles ,1 % 62 % Liegi 296 3,9 % 62 % Francia Lione % Parigi % Germania Berlino 600 7,1 % a 51 % Stoccarda 602 1,7 % a 56 % Ungheria Budapest % Italia Milano 397 6,9 % 52 % Napoli 400 0,9 % 40 % Portogallo Faro ,3 % 52 % Lisbona ,8 % 53 % Setubal ,7 % 49 % Spagna Barcellona 411 5,5 % 49 % Madrid ,4 % 44 % Dimensione del campione L Immigrant Citizens Survey è stato condotto all interno di sette Paesi europei da ottobre 2011 a gennaio In totale sono stati intervistati immigrati nati al di fuori dell Unione Europea all interno di 15 città. La Tabella 1 rappresenta il numero di immigrati intervistati in ciascuna città (N). Sesso, età, residenza La seguente sezione fornisce informazioni generiche al fine di garantire una migliore comprensione del campione. La Tabella 1 mostra la percentuale di intervistati di sesso maschile in ciascuna città. Per esempio a Parigi, a Lione e a Napoli il numero di intervistati di sesso maschile è stato più basso. C è stata una larga proporzione di domestiche, che sono per la maggior parte donne, nel campione di Napoli. 14 / a. Per la Germania, percentuale di cittadini non comunitari. Nota : Rifiuti, Non lo so o risposte mancanti inferiori al 5 %..

15 Figura 1. Quanti anni hai? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=316) (N=412) (N=296) (N=315) (N=668) (N=599) (N=602) (N=1201) (N=397) (N=398) (N=406) (N=450) (N=403) (N=411) (N=583) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid anni da 25 a 39 anni da 25 a 39 anni 55+ Nota: Rifiuti, "Non lo so" o risposte mancanti inferiori al 5%. Figura 2. Da quanti anni vive nel paese? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=313) (N=405) (N=285) (N=314) (N=670) (N=597) (N=602) (N=1201) (N=397) (N=400) (N=406) (N=450) (N=403) (N=411) (N=583) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid da 0 a 10 anni da 11 a 20 anni da 21 a 30 anni da 31 a 40 anni da 41 a 50 anni 51+ Nota: Rifiuti, "Non lo so" o risposte mancanti inferiori al 5%. La Figura 1 rappresenta la distribuzione del campione per fasce d età. 4 La maggior parte degli immigrati ha un età compresa tra 25 e 39 anni. Il campione di Budapest, Napoli, Parigi, Lione e Bruxelles contiene le popolazioni di immigrati più anziane. Al contrario i campioni di Milano, Liegi, Faro e Lisbona hanno le più giovani. L età è anche parzialmente connessa alla domanda concernente la durata della residenza degli immigrati nel Paese. La Figura 2 mostra che le città dell Europa meridionale considerate hanno popolazioni di immigrati più recenti. Al contrario le città del Nord Europa hanno una proporzione di immigrati che vi si sono stabilite da più lungo tempo. / I gruppi di età sono stati tratti dallo studio pilota Eurostat sull integrazione dell immigrato (Vedere : Eurostat, Indicatori dell integrazione degli immigrati : uno Studio Pilota, (Lussemburgo, 2011) ISSN ).

16 Status giuridico dopo l arrivo Figura 3. Quale era il tuo status al momento dell'arrivo? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=288) (N=406) (N=280) (N=293) (N=619) (N=588) (N=591) (N=984) (N=394) (N=399) (N=399) (N=447) (N=392) (N=402) (N=569) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Lavoro Studio Ricongiungimento famigliare Lungo termine Umanitario Altro Non documentato Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (7,3%), Lione (7,3%), Parigi (7,7%), Budapest (19,1%). La Figura 3 presenta lo status giuridico degli immigrati intervistati quando sono arrivati la prima volta nel Paese. Nella maggior parte delle città del Nord Europa, il gruppo più consistente di immigrati è arrivato attraverso il ricongiungimento famigliare. La proporzione di emigranti con status legato a motivi umanitari è più ampia a Budapest e nelle città del Nord Europa, in particolar modo in Belgio. Le città dell Europa meridionale nel nostro campione presentano un profilo diverso. Una percentuale elevata è giunta con un permesso di lavoro nelle città italiane, portoghesi e spagnole. Un ampia quota di immigrati a Napoli e a Milano ha riferito di essere arrivata senza documenti, come per altro è successo in considerevole proporzione a Barcellona e a Madrid. Questo potrebbe riflettere differenze in tutta l Europa riguardo agli immigrati senza documenti e/o differenze rispetto all accettabilità di persone senza documenti. L altra categoria piuttosto ampia in Portogallo include gli autorizações de permanência. Questo permesso della durata di un anno (rinnovabile fino a un massimo di cinque anni) è stato emesso per dare un documento alle persone con una situazione di lavoro irregolare o agli immigrati che arrivano con un visto turistico tra il 2001 e il / Regione di nascita La Figura 4 mostra che la regione di nascita varia in modo significativo nelle diverse città. Nelle città del Belgio e della Francia, la maggior parte degli immigrati è di origine africana principalmente provenienti dal Nord Africa (più del 30 % in ciascuna città). Numeri elevati di immigrati originari della Turchia sono invece presenti nelle città della Germania e dell Europa orientale. Asiatici e cittadini dell Europa dell Est sono i gruppi predominanti a Budapest. I profili sono vari e leggermente differenti a Napoli (più cittadini dell Europa dell Est) e a Milano (più latino-americani e nordafricani). A Lisbona e a Setubal c è una maggiore concentrazione di africani subsahariani e latino-americani. Per finire i cittadini latinoamericani costituiscono la stragrande maggioranza a Barcellona e a Madrid. A grandi linee, la maggior parte degli immigrati nelle due città spagnole proviene da regioni con legami storici con la Spagna5 (81 % del campione). 5. Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Porto Rico, Uruguay, Venezuela, Brasile, Portogallo, Andorra, Filippine e Guinea Equatoriale.

17 Figura 4. Dove sei nato? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=318) (N=413) (N=296) (N=311) (N=669) (N=600) (N=600) (N=1201) (N=397) (N=400) (N=406) (N=450) (N=403) (N=411) (N=583) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Europa Orientale Nordafrica Africa subsahariana Medio Oriente America Latina Asia Cittadini residenti fuori dall'unione Europea, negli USA, Canada, Australia nati nell'unione Europea Nota: Rifiuti, "Non lo so" o risposte mancanti inferiori al 5%. Comprensione della lingua Agli immigrati è stato anche chiesto di indicare la loro lingua madre e le altre lingue conosciute. La proporzione di madrelingua (rispetto alla lingua nazionale del Paese di immigrazione) differisce significativamente tra le regioni. Ci sono molti madrelingua ungheresi (ungheresi etnici) a Budapest (37 %) e un numero elevato di immigrati provenienti dall universo francofono a Lione (50 %) e a Parigi (45 %). Il numero elevato di madrelingua spagnoli a Madrid e a Barcellona (80 % e 67 % rispettivamente) riflette la proporzione significativa di immigrati provenienti dai Paesi dell America Latina. Anche in Portogallo la popolazione di madrelingua è abbastanza alta : 46 % a Faro, 65 % a Lisbona e 81 % a Setubal. Questi risultati riflettono la ragguardevole presenza di immigrati provenienti da Paesi lusofoni (75 % del campione nelle tre città portoghesi). 6 Tra gli immigrati intervistati non era presente nessun madrelingua italiano in Italia e nessun madrelingua catalano a Barcellona. Un grande sforzo è stato fatto per aiutare gli immigrati intervistati a superare i problemi linguistici in ciascun Paese a eccezione della Francia (a causa del metodo di campionamento). Il questionario era disponibile nelle lingue dei Paesi, oltre a sette lingue non appartenenti alla UE (albanese, arabo, cinese, russo, serbo-croato, turco e vietnamita). È stata data la possibilità a una terza persona (p.e. un membro della famiglia) di partecipare all indagine per fornire aiuto all intervistato. Laddove possibile, intervistatori multilingue hanno condotto le interviste in Ungheria (36 % delle interviste), Belgio (10 %), Italia (9 %) e Portogallo (2 %). Le lingue usate sono state l inglese, cinese, vietnamita, arabo, turco, russo, singalese e tagalog. In ultima analisi il livello di comprensione delle domande è stato valutato dagli intervistatori. L indagine ha consentito la valutazione delle competenze linguistiche degli immigrati intervistati al fine di verificare la qualità dei dati. Sulla base di tutti questi fattori, gli intervistati che, a giudizio degli intervistatori si è ritenuto, che non avessero mai compreso le domande sono stati esclusi dal gruppo di dati. Successivamente ad ulteriori controlli individuali, solamente un altra persona è stata esclusa a causa della conoscenza limitata della lingua, dell incapacità di utilizzare una lingua extra UE e delle risposte incoerenti al questionario. / Angola, Brasile, Capo Verde, East Timor, Guinea-Bissau, Mozambico e São Tomé e Príncipe.

18 18 /

19 Occupazione Occupazione / 19

20 Occupazione Occupazione Qual è la tua situazione lavorativa? Per quale tipo di organizzazione lavori? Nel tuo lavoro utilizzi tutte le tue competenze? Quali ragioni ti impediscono di partecipare a un corso di formazione? Il tuo livello d istruzione è sufficiente? Da quanti anni lavori? Qual è il tuo livello di istruzione? Hai fatto domanda per ottenere il riconoscimento delle tue qualifiche? Se sì, la domanda ha avuto esito positivo? Quali problemi hai incontrato nella ricerca di un lavoro? 20 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

21 Conclusioni principali Occupazione I problemi concernenti il mercato del lavoro sono spesso locali, dai pochi contratti in regola dell Europa meridionale alla discriminazione e alla diffidenza verso le qualifiche straniere nell Europa settentrionale. Per gli immigrati, il principale problema è rappresentato dalla sicurezza lavorativa. Il % degli immigrati che lavorano si sente sovraqualificato per il lavoro che svolge. Gli immigrati istruiti spesso vedono riconosciute le loro qualifiche estere se fanno domanda ma in pochi la fanno. La maggior parte degli immigrati in età da lavoro desidera una maggiore formazione. Gli immigrati incontrano grandi problemi a trovare il giusto equilibrio tra il tempo da dedicare alla formazione, il lavoro e la vita famigliare rispetto alle altre persone che vivono nel Paese. / 21

22 Occupazione 22 / Per gli immigrati in età da lavoro, come per la maggior parte delle persone, un lavoro rispettabile garantisce una sicurezza contro la povertà e molte opportunità di interagire con la società. La partecipazione economica degli immigrati viene plasmata attraverso l interazione di molteplici fattori. Questi fattori vanno dalle caratteristiche e competenze personali, come la conoscenza della lingua e le qualifiche, ai problemi strutturali nel mercato del lavoro. Questo include la discriminazione e la segregazione professionale, l impiego informale, il lavoro a tempo determinato e il riconoscimento di qualifiche. Nel lungo termine i mercati del lavoro europei non possono permettersi di lasciarsi sfuggire il potenziale rappresentato dagli immigrati, le donne, gli anziani, i giovani e altri gruppi vulnerabili. La misurazione della condizione lavorativa degli immigrati è al centro dell attenzione dei ricercatori e dei policy-maker. I tassi di occupazione e disoccupazione hanno rappresentato i primi e più confrontabili indicatori dell integrazione, in base ai quali sono stati migliorati i database nazionali e sono state create nuove fonti internazionali e della UE. 7 Le organizzazioni nazionali e internazionali come l Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), hanno introdotto anche la raccolta dei dati sulla discriminazione del mercato del lavoro e altre aree della vita. I ricercatori sono costantemente impegnati nel sottoporre tutti questi dati a forme interessanti di analisi quantitativa (longitudinale, multivariabile, costo/vantaggio ; proiezioni e così via). I pochi governi dell Unione Europea che usano in modo estensivo le prove per migliorare le politiche d integrazione molto spesso si rivolgono ai risultati dell occupazione e istruzione degli immigrati, conformemente all analisi proveniente dal 2010 Migrant Integration Policy Index (MIPEX). A livello europeo, i Principi Fondamentali Comuni per le politiche d integrazione degli immigrati dell Unione Europea del 2004 descrivono l occupazione come un fattore chiave e centrale per l integrazione degli immigrati e per il loro contributo visibile nella società. La Commissione Europea e gli Stati Membri hanno delineato l occupazione come principale area d interesse per gli Indicatori di Saragozza 2010 per l integrazione degli immigrati. 8 I risultati dell indicatore pilota mostrano che i cittadini extra UE e quelli che sono nati fuori dalla UE, in particolar modo le donne, spesso presentano le percentuali più alte di inattività, disoccupazione e sovraqualificazione sul mercato del lavoro. Quale parte del piano EU2020, gli Stati Membri dell Unione Europea hanno deciso di includere una migliore integrazione degli immigrati legali come parte integrante dei loro obiettivi quantitativi. Un obiettivo consiste nell aumentare il tasso di occupazione per le donne e uomini in età da lavoro al 75 %. Un altro obiettivo consiste nel ridurre di 20 milioni il numero delle persone a rischio di indigenza. Gli Stati Membri della UE e l Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) hanno iniziato a monitorare questi tassi e lo scambio tra le loro posizioni. L Immigrant Citizens Survey completa queste statistiche difficili con l autovalutazione soggettiva degli immigrati della loro situazione sul mercato del lavoro. Un indagine simile, lo studio EU-MIDIS del 2008, ha fatto domande a gruppi specifici di immigrati in Europa in merito alle loro esperienze di discriminazione. L ICS si concentra sulle ambizioni, sulle esperienze e sui problemi percepiti riguardo al proprio lavoro e formazione da parte degli immigrati extra UE. Quali problemi hanno incontrato durante la ricerca di un lavoro nel loro Paese di residenza? Gli immigrati occupati ritengono di essere sovraqualificati per le mansioni lavorative che svolgono? Hanno fatto richiesta per ottenere il riconoscimento ufficiale delle loro qualifiche? Oppure sono interessati a ottenere qualifiche migliori? Conformemente al MIPEX 2010, la maggior parte dei nuovi arrivati extra UE 9 beneficia solamente di politiche leggermente favorevoli sulla mobilità del mercato del lavoro. Questo è dovuto a un trattamento impari (Francia e fino a poco tempo fa la Germania), un supporto scarsamente mirato (Italia e fino a poco tempo fa Portogallo e Spagna) o entrambi (Belgio e Ungheria). I cittadini extra UE godono di un trattamento decisamente equo come lavoratori sotto la legislazione della Germania e nei Paesi nuovi al fenomeno dell immigrazione come Italia, Portogallo e Spagna. Il Belgio, la Francia e la Germania limitano l accesso dei cittadini extra UE al settore pubblico ; ulteriori mansioni lavorative e settori sono chiusi a questi cittadini in Belgio e, in particolar modo, in Francia. Quest ultima e la 7. Più di recente il Modulo ad hoc dell indagine sulla forza lavoro della UE sugli immigrati e il mercato del lavoro. 8. Eurostat, Indicatori dell integrazione degli immigrati : uno Studio Pilota (Lussemburgo, 2011) ISSN Si noti che il MIPEX non copre i diritti e i servizi specifici per i beneficiari di protezione internazionale.

23 Figura 5. Settore di lavoro Occupazione 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=112) (N=208) (N=105) (N=164) (N=366) (N=278) (N=355) (N=620) (N=296) (N=306) (N=251) (N=266) (N=218) (N=271) (N=406) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Settore pubblico Settore privato Lavoratore autonomo Organizzazione No-Profit Persona di servizio o domestic Altro Nota: Rifiuti, "Non lo so" e risposte mancanti inferiori al 5%. Rifiuti sotto il 5% ad eccezione di Anversa (8,5%) Germania impongono inoltre ostacoli per il riconoscimento delle loro qualifiche estere. Il supporto mirato generalmente debole dell Europa per i lavoratori immigrati sta iniziando a migliorare. Per esempio Belgio, Francia e Germania stanno offrendo pacchetti di formazione personalizzati in base alle esigenze dei nuovi arrivati. Portogallo e Spagna hanno creato fondi e piani strategici specifici per supportare molti lavori e servizi di formazione. Nei Paesi dell ICS, circa il % degli immigrati intervistati sono attualmente disoccupati, a eccezione di Budapest (5 %) e Liegi (38 %). Gli immigrati inattivi (p.e. disabili, pensionati) e casalinghi rappresentano altrettanti gruppi importanti in diverse città del Nord Europa (5-15 %). Una percentuale di immigrati intervistati compresa tra il 40 e il 75 % attualmente è occupata, con valori che vanno dal 40 al 50 % a Budapest, Berlino e nelle città belga e francesi e dal 60 al 75 % a Stoccarda e nelle città italiane, portoghesi e spagnole. La Figura 5 presenta i settori di occupazione degli immigrati intervistati. Oltre la metà di loro lavora per imprese private. Molti di più lavorano in proprio a Budapest, Bruxelles e Liegi rispetto alle altre città prese in considerazione in questa sede. Un quarto dei lavoratori intervistati a Milano e più della metà di quelli di Napoli sono impiegati come persone di servizio o domestici. Il lavoro all interno del settore pubblico è più comune per gli immigrati intervistati nelle città del Belgio e della Francia, a Stoccarda e Budapest rispetto alle altre città dell ICS. / 23

24 Occupazione Figura 6. Hai avuto problemi a trovare un lavor? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 61% 71% 72% 69% 67% 36% 47% 41% 79% 74% 83% 79% 78% 51% 57% 30% 20% 10% 0% (N 264) (N 350) (N 266) (N 312) (N 665) (N 583) (N 572) (N 1177) (N 392) (N 396) (N 391) (N 418) (N 383) (N 408) (N 567) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (9,2 %); "Non lo so" sotto il 5% ad eccezione di Anversa (7,8%), Bruxelles (14,6%) e Liegi (9,5%) Problemi a trovare lavoro In molte delle città considerate, la maggior parte degli immigrati che ha cercato un lavoro ha incontrato uno o più problemi, che vanno dalla discriminazione e ai problemi con la lingua ; da limitazioni personali al riconoscimento delle loro qualifiche o a problemi con i contratti. Solamente gli immigrati residenti a Berlino, a Stoccarda e a Budapest non hanno riferito alcun problema concernente la ricerca di un lavoro (Figura 6). La scarsità di contratti a tempo determinato rappresentano il principale problema per gli immigrati che cercano lavoro nella maggior parte delle città. La Tabella 2 mostra i tre principali problemi riferiti per ogni città e la percentuale di immigrati che ha riferito questi problemi. Il problema menzionato più di frequente concerne il fatto che i datori di lavoro hanno offerto agli immigrati esclusivamente contratti a tempo determinato. La percentuale di coloro che hanno citato la sicurezza di conservare il lavoro come problema va dal 32 % di Anversa al 59 % di Faro. Il tipo e l intensità dei problemi sperimentati durante la ricerca del lavoro variano in modo considerevole passando attraverso le diverse città. Gli immigrati nelle città dell Europa meridionale hanno citato un altro problema oltre alla sicurezza lavorativa : i datori di lavoro non hanno offerto alcun contratto in regola a una percentuale compresa tra il 21 % e il 48 % di tutti gli immigrati in queste città. Al contrario, gli immigrati nelle città dell Europa settentrionale hanno sottolineato il modo in cui sono stati trattati sul mercato del lavoro. Le due principali percezioni sono state le seguenti : discriminazione degli immigrati da parte dei datori di lavoro (29-44 %, più bassa in Germania) o mancato riconoscimento delle loro qualifiche estere (31-41 %). Gli immigrati hanno citato occasionalmente problemi connessi alle loro competenze e condizioni personali. La lingua si classifica tra i due principali problemi per i non madrelingua ad Anversa, Budapest, Lisbona, Faro, Stoccarda e nelle due città italiane. Un numero limitato di immigrati ha menzionato limitazioni personali come tempo, costi e famiglia (p.e. 18 % a Budapest) o un diritto limitato al lavoro (p.e. 13 % a Barcellona e 17 % a Madrid). 24 /

25 Tabella 2 : Quali problemi hai incontrato durante la ricerca del lavoro? Occupazione Città 1 Problema 2 Problema 3 Problema Anversa (N 229, 213*) Bruxelles (N 344) Liegi (N 264) Lione (N 312) Parigi (N 665) Berlino (N 569) Stoccarda (N 557, 518*) Budapest (N 1166, 736*) Milano (N 376) Napoli (N 381) Faro (N 391, 206*) Lisbona (N 418 ;149*) Setubal (N 383) Barcellona (N 408) Madrid (N 567) 35% % 34% % 32% % 43% % 41% % 37% % 44% % 41% % 40% % 43% % 35% % 30% % 40% % 31% % 29% % 19% % 17% % 13% % 32% % 25% % 16% % 32% % 18% % 14% % 52% % 35% 48% % 34% 38% % 32% 48% % 43% 43% % 41% 34% % 37% 63% % 44% 59% % 41% 38% % 40% 54% % 43% 45% % 35% 37% % 30% 57% % 40% 42% % 31% 35% % 29% 21% % 19% 21% % 17% 13% % 13% 32% % 32% 29% % 25% 17% % 16% 32% Lingua (per persone che non parlano la lingua locale) Contratti a tempo 52% determinato Qualifica Discriminazione 48% Lavoro non legale 63% Coercizioni personali Diritto al lavoro 54% limitato 18% 48% 43% 59% 45% 14% 38% 34% 38% 37% Nota : La categoria Diritto al lavoro limitato non era disponibile in Belgio. Non lo so al di sotto del 5 % ad eccezione di Anversa ( 12,3 %),Bruxelles ( 16 %) e Liegi ( 11,1 %) ; Rifiuti al di sotto del 5 % ad eccezione di Anversa (<= 13,8 %). * Numero di risposte per la categoria lingua. Il numero è stato generalmente più basso in quanto i madrelingua sono stati esclusi dalla domanda. 57% 42% 35% 21% 21% 13% / 25 32% 29% 17%

26 Occupazione Figura 7. Il tuo attuale lavoro non richiede le tue competenze? 100% 90% 80% 70% 66% 60% 50% 52% 40% 38% 36% 31% 29% 29% 29% 29% 28% 30% 20% 10% 22% 20% 18% 15% 13% 0% (N=302) (N=291) (N=397) (N=129) (N=439) (N=2102) (N=408) (N=165) (N=273) (N=371) (N=394) (N=624) (N=278) (N=106) (N=357) Napoli Milano Faro Anversa Lisbona Bruxelles Madrid Lione Barcellona Parigi Setubal Budapest Berlino Liegi Stoccarda Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (11,6%). Sovraqualificazione Da un quarto a un terzo degli immigrati intervistati durante la ricerca di un lavoro ha avuto la sensazione di essere sovraqualificato. Nella maggior parte delle città la metà di tutti i lavoratori ritiene che il proprio lavoro sia conforme alle proprie competenze e formazione. La Figura 7 mostra la percentuale di immigrati occupati che ritengono che la loro mansione lavorativa non richieda il livello di competenze o la formazione in loro possesso. La sovraqualificazione risulta essere particolarmente significativa nelle città italiane ; oltre la metà dei lavoratori a Milano e due terzi a Napoli stanno operando al di sotto delle loro qualifiche. Pochissimi lavoratori si sentono sovraqualificati nelle città tedesche e a Liegi. 26 /

27 Figura 8. Hai fatto domanda per il riconoscimento della qualifica e la tua domanda ha avuto esito positivo? Occupazione 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=112; 46) (N=202; 77) (N=103; 46) (N=161; 46) (N=361; 85) (N=271; 62) (N=354; 42) (N=592; 266) (N=283; 25) (N=289; 12) (N=248; 81) (N=264; 70) (N=216; 75) (N=269; 76) (N=395; 103) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Hai fatto domanda? Hai avuto un riconoscimento parziale o totale? Nota: Il secondo numero è il numero delle risposte per la domanda relativa al riconoscimento. Il tasso di riconoscimento per Napoli è stato escluso a causa del numero insufficiente di risposte. "Non lo so" al di sotto del 5% a eccezione di Anversa (15,5%), Bruxelles (10%), Liegi (6,3%). Sebbene la maggior parte delle qualifiche degli immigrati non siano riconosciute dai datori di lavoro o non vengano utilizzate nelle loro mansioni lavorative, pochi avviano le pratiche di riconoscimento ufficiale delle proprie qualifiche come soluzione. La Figura 8 combina due domande dell ICS. La prima era rivolta a tutti gli immigrati con qualifiche ottenute nel loro Paese d origine o in un Paese terzo. È stato chiesto loro se hanno fatto richiesta ufficiale per il riconoscimento delle loro qualifiche. La seconda domanda è stata rivolta solamente a coloro che ne hanno fatto richiesta. È stato chiesto loro se le loro qualifiche sono state riconosciute completamente o in parte. Nella maggior parte delle città solo un quarto/un terzo degli immigrati qualificati ha fatto richiesta per il riconoscimento. Di questi, una media del 70 % ha visto la propria qualifica riconosciuta completamente o in parte. Questo modello solitamente si ripete in tutti i Paesi per le persone che hanno sperimentato una sovraqualificazione o problemi con le qualifiche ; relativamente pochi hanno fatto richiesta di riconoscimento ufficiale ma la maggior parte di quelli che lo hanno fatto, hanno ottenuto un riconoscimento completo o parziale. Complessivamente, il tasso di riconoscimento riferito è più alto nelle città del Portogallo e della Spagna ma varia significativamente tra Lione e Parigi, Berlino e Stoccarda e Anversa, Bruxelles e Liegi. Nella maggior parte delle città solo un quarto/un terzo degli immigrati qualificati ha fatto richiesta per il riconoscimento. Di questi, una media del 70 % ha visto la propria qualifica riconosciuta completamente o in parte. Questo modello solitamente si ripete in tutti i Paesi per le persone che hanno sperimentato una sovraqualificazione o problemi con le qualifiche ; relativamente pochi hanno fatto richiesta di riconoscimento ufficiale ma la maggior parte di quelli che lo hanno fatto, hanno ottenuto un riconoscimento completo o parziale. Complessivamente, il tasso di riconoscimento riferito è più alto nelle città del Portogallo e della Spagna ma varia significativamente tra Lione e Parigi, Berlino e Stoccarda e Anversa, Bruxelles e Liegi. / 27

28 Occupazione Figura 9. Desideri un'ulteriore formazione? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=115) (N=259) (N=207) (N=275) (N=583) (N=668) (N=393) (N=437) (N=376) (N=384) (N=562) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Budapest Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Sì, ma non posso Sì e lo farò No, le mie competenze sono sufficienti Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (6,9%), Bruxelles (13%), Liegi (8,2%) e Budapest (26%) Apprendimento che dura tutta la vita Ottenere una migliore istruzione, un altra soluzione per migliorare il proprio lavoro, interessa alla maggior parte degli immigrati in età lavorativa, in particolar modo a quelli senza un lavoro. La Figura 9 mostra la percentuale di immigrati che pensa di dover seguire un corso di formazione per conservare o trovare un lavoro. In tutte le città dell ICS, In tutte le città dell ICS, circa un immigrato su due che lavora e due su tre immigrati che non lavorano affermano di essere disposti a seguire un ulteriore corso di formazione professionale. Sia gli immigrati occupati che quelli non occupati erano molto più interessati a un ulteriore formazione nelle città del Portogallo e della Spagna (circa il 70 %) rispetto a Budapest, alle città della Francia o alle città del Belgio. Molti di loro hanno in programma di seguire questa formazione o la stanno seguendo. Nonostante ciò, circa il 20 % degli immigrati non occupati in queste città non può seguire il corso di formazione in questo momento. Dal 25 %al 30 % degli immigrati occupati non possono farlo nelle città della Francia, Portogallo e Spagna. 28 /

29 Figura problemi maggiori che ostacolano l'accesso a un'ulteriore formazione Occupazione 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 21) (N 28) (N 29) (N=89) (N 86) (N 171) (N=107) (N 282) (N=206) (N 92) (N 90) (N 106) (N=128) (N 108) (N 163) (N=134) Anversa Bruxelles Liegi Eurobarometro Lione Parigi Eurobarometro Budapest Eurobarometro Faro Lisbona Setubal Eurobarometro Barcellona Madrid Eurobarometro Costo Lavoro Famiglia Nota: La domanda non è stata posta nelle città Tedesche e Italiane. "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (27,3%), Bruxelles (21,9%), Liegi (11,1%), Lione (7,5%), Parigi (7,1%). Gli immigrati che non possono seguire un corso di formazione professionale riferiscono molti più ostacoli rispetto alla maggior parte delle persone nello stesso Paese nel trovare un equilibrio tra formazione, lavoro e famiglia. La Figura 10 mostra le tre principali ragioni per le quali gli immigrati intervistati non possono seguire una formazione professionale. Nelle 11 città dell ICS le tre principali ragioni sono rappresentate dal costo della formazione, dai conflitti con il lavoro e dalle responsabilità famigliari. Le stesse domande relative alla formazione sono state poste nello Speciale Eurobarometro 316 del 2009 sulla Politica sociale e per l occupazione dell Europa. Anche il complesso della popolazione (stranieri e non) in questi Paesi nel 2009 ha selezionato gli stessi tre problemi principali, vale a dire costo, lavoro e famiglia. Tuttavia, un numero maggiore di immigrati nelle città dell ICS oggi ha citato questi problemi rispetto al complesso dei residenti in tutti i Paesi, a eccezione dell Ungheria. Gli immigrati hanno meno tempo a disposizione a causa delle responsabilità famigliari nelle città di Belgio, Francia e Portogallo e più conflitti con il lavoro nelle città di Francia, Portogallo e Spagna e, in certa misura, a Budapest. I costi sono stati visti dagli immigrati come una problematica leggermente minore nelle 11 città, a eccezione di Budapest. / 29

30 Occupazione 30 /

31 LINGUE Lingue / 31

32 Lingue LINGUE Qual è la tua lingua madre? Quali altre lingue parli correntemente? Quali difficoltà hai incontrato nell apprendimento della(e) lingua(e) del Paese? Hai seguito un corso di lingua o di integrazione nel Paese? In quale modo questo corso ti è stato di aiuto? 32 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

33 Conclusioni principali LINGUE Gli immigrati generalmente parlano più lingue rispetto alla media delle persone nel loro Paese di residenza. Per gli immigrati, come per la maggior parte delle persone, il tempo rappresenta il principale problema che ostacola l apprendimento di una nuova lingua. Ottenere informazioni sulle opportunità di apprendimento può risultare più difficile per gli immigrati rispetto agli autoctoni. Un ampia platea di immigrati ha partecipato a corsi di lingua o d integrazione. I partecipanti attribuiscono una grande importanza ai corsi per l apprendimento della lingua e per l integrazione socio-economica. / 33

34 LINGUE Quando le persone parlano la stessa lingua, possono lavorare e interagire insieme in modo migliore come membri uguali e completi della stessa società. Le istituzioni della UE sostengono il concetto di plurilinguismo ; mentre gli immigrati che imparano la(e) lingua(e) del Paese possono anche trovare modi per utilizzare tutte le lingue che conoscono e condividerle con gli altri nella società. Imparare le lingue nazionali, regionali, delle minoranze e degli immigrati può rinforzare gli elementi che accomunano le persone in un Europa diversa e creare una società più inclusiva e competitiva. 10 L ICS ha inoltre posto domande in merito alle esperienze di apprendimento della lingua degli immigrati, in particolar modo quelli che non parlano una delle lingue nazionali del Paese di residenza da bambini (ai quali ci si riferisce come madrelingua ). Quali ragioni hanno impedito ai non madrelingua di imparare una di queste lingue? Hanno completato un corso di lingua o di integrazione? Ritengono che questo corso sia stato loro di aiuto non solo per l apprendimento della lingua ma anche per ottenere un posto di lavoro migliore, una migliore istruzione e per sentirsi più coinvolti? 34 / Conformemente ai gruppi target dell Eurobarometro in 14 Stati Membri dell Unione Europea, sia gli immigrati extra UE che l opinione pubblica, pensano che parlare una lingua comune rappresenti il fattore più importante per facilitare l integrazione. 11 I Principi Fondamentali Comuni per l Integrazione della UE ritengono indispensabile la conoscenza di base della lingua del Paese di residenza e altrettanto importante il rispetto della lingua degli immigrati. Molti governi dichiarano che l apprendimento della lingua nazionale rappresenta uno dei principali obiettivi nella politica d integrazione e supportano questo impegno con corsi e/o test. Si sa incredibilmente ben poco sull apprendimento della lingua e delle competenze linguistiche di tutti gli europei. Per ora sono state pubblicate poche valutazioni capaci di misurare l impatto di questi corsi sull apprendimento e uso della lingua, sull occupazione o sulla partecipazione sociale. [3] Il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue del Consiglio Europeo fornisce un punto di riferimento per l impostazione degli standard e la valutazione dei risultati a livello internazionale. I dati PISA dell OCSE forniscono un quadro per la lettura della performance dei giovani di seconda generazione nelle scuole. Nessuno di questi audit concerne le competenze linguistiche degli adulti. Gli unici dati ufficiali europei sono rappresentati dalle competenze linguistiche auto-riferite dal pubblico generale all interno dell Eurobarometro Speciale 243 del 2006 su Europei e le loro lingue. L Immigrant Citizens Survey aiuta a colmare la lacuna con le abilità e difficoltà linguistiche autoriferite dagli immigrati. Quale(i) lingua(e) gli immigrati parlano da bambini? In quale(i) altra(e) lingua(e) gli immigrati possono intrattenere una conversazione? I test linguistici e i corsi d integrazione rappresentano un trend sempre più importante e dinamico in Europa e dipendono in larga misura dalle priorità politiche e di finanziamento del governo. Conformemente al Migrant Integration Policy Index (MIPEX) del 2010, la conoscenza della lingua è solamente un requisito per la naturalizzazione in 10 Stati Membri della UE (p.e. in Ungheria, Spagna e Portogallo fino al 2006) ed è un tema di discussione in pochi altri Stati (p.e. in Belgio e in Italia). Nel corso degli ultimi dieci anni, molti altri hanno esteso i requisiti linguistici al permesso CE per lungo soggiornanti (p.e. in Italia e in Portogallo). Un numero limitato nell Europa nord-occidentale ha inoltre imposto detti requisiti ai coniugi (p.e. in Francia) e ai bambini di età superiore a 16 anni (Germania). Per decine di anni un ampia gamma di attori ha intrapreso iniziative per offrire corsi gratuiti agli immigrati e a gruppi target specifici (p.e. rifugiati, donne). I corsi di lingua ufficiali e d integrazione dello Stato sono iniziati solamente negli anni 90. Programmi d integrazione ufficiali sono attualmente in fase di sviluppo in Italia e al vaglio in Catalogna e Vallonia. I programmi d integrazione obbligatoria sono gratuiti o a basso costo nella regione belga delle Fiandre (Inburgeringstraject), Francia (Contrat d accueil et d intégration) e Germania (Integrationskurse). L offerta linguistica è molto ampia in Germania ( ore). Tutti offrono alcune forme di orientamento sociale, ivi compresa la valutazione delle competenze iniziali in Francia e l orientamento professionale nelle Fiandre. Corsi di lingua gratuiti volontari sono forniti in Portogallo (Português para Todos PPT) e in Spagna, in particolar modo in Catalogna. Nella regione belga della Vallonia, corsi di lettura e scrittura promuovono l apprendimento della lingua tra differenti gruppi target. In Ungheria i corsi di lingua delle ONG e delle scuole sono molto limitati. 10. Per maggiori dettagli, vedere il progetto in corso del British Council s Language Rich Europe. 11. Eurobarometro qualitativo, Integrazione degli immigrati : Report aggregato Maggio 2011 http ://ec.europa.eu/public_opinion/archives/quali/ql_5969_migrant_en.pdf [3] Per le Fiandre vedere Pauwels, F. e Lamberts, M. (2010). Per la Francia vedere il sondaggio longitudinale ELIPA. Per la Germania vedere il Schuller Karin, Lochner Susanne and Rother Nina (2011) : Publikationen/Forschungsberichte/fb11-integrationspanel.html. Per una panoramica generale vedere Strik, T. et al. (2010) INTEC Draft Synthesis Report on Integration & Naturalisation tests : %20 intec %20final %20.pdf

35 Nei Paesi dell ICS, 12 molti degli immigrati di prima generazione intervistati sono multilingua. Circa un immigrato su quattro di Berlino, Bruxelles, Liegi e delle città del Portogallo sono cresciuti in famiglie nelle quali venivano parlate più di una lingua. Oltre alle loro lingue madri, gli immigrati generalmente parlano più lingue rispetto alle persone nel Paese nel quale vivono, secondo i risultati ottenuti dal confronto dell ICS con l Eurobarometro del Una percentuale leggermente maggiore parla almeno una lingua in più in tutti e sei i Paesi, in particolar modo se paragonato ai portoghesi, agli ungheresi e agli italiani. Un numero leggermente superiore di immigrati ha anche riferito di parlare due o più lingue in più in questi tre Paesi dell ICS. Al contrario molti belga hanno affermato di parlare due o più lingue rispetto a quanto fanno gli immigrati in tutte e tre le città del Belgio dell ICS. Nell ambito dell ICS, un numero superiore di immigrati ha affermato di conoscere due o più lingue ad Anversa (53 %) rispetto a Bruxelles o a Liegi (36 % e 34 %) e a Barcellona (32 %) e a Madrid (10 %). LINGUE / I dati provenienti dalle città Francesi sul numero delle lingue parlate non sono stati inclusi per ragioni di comparabilità.

36 Figura 11. Hai avuto problemi a imparare la lingua? 100% 90% LINGUE 80% 70% 60% 50% 50% 44% 52% 64% 68% 57% 73% 71% 71% 67% 57% 57% 40% 30% 24% 28% 31% 20% 10% 0% (N=194) (N=295) (N=181) (N=160) (N=364) (N=481) (N=534) (N=728) (N=378) (N=371) (N=213) (N=141) (N=72) (N=407) (N=113) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (29,7%), Bruxelles (9,6%), Liegi (14,4%). Imparare una nuova lingua Imparare la lingua ha rappresentato più di un problema per i non madrelingua 13 nelle città del Portogallo, dell Italia e della Francia rispetto alle città della Germania o a Madrid. La Figura 11 mostra quanti non madrelingua hanno riferito le motivazioni che li hanno scoraggiati nell apprendimento della lingua. 14 Circa il % di immigrati nelle città di Portogallo, Italia e Francia ha menzionato una o più ragioni che hanno impedito loro di imparare meglio la lingua. Al contrario le percentuali sono comprese tra il 24 % e il 30 % nelle città della Germania e a Madrid / 13. I madrelingua hanno rappresentato la maggior parte degli immigrati intervistati nelle città Portoghesi e Spagnole, una larga parte nelle città Francesi e a Budapest e circa un quarto a Bruxelles e Liegi. Non ci sono madrelingua Italiani nelle città Italiane o Catalani a Barcellona. 14. La cifra per Barcellona rappresenta sia le persone che hanno incontrato problemi a imparare lo Spagnolo sia le persone che hanno incontrato problemi a imparare il Catalano. 15. Nella maggior parte dei casi le interviste sono state condotte nelle lingue del Paese. Inoltre gli immigrati che hanno vissuto nel Paese per molti anni potrebbero non ricordare i problemi che hanno incontrato all inizio oppure non hanno mai visto la necessità di un apprendimento strutturato della lingua.

37 Figura 12. Hai avuto problemi a imparare la lingua? 60% 50% 40% 30% LINGUE 20% 10% 0% (N 664) (N=1000) (N 524) (N 1012) (N= 997) (N=1557) (N 655) (N=1015) (N 728) (N=1000) (N 397) (N=1000) (N 457) (N=1025) Belgio (ANV, BRU, LIE) Eurobarometro Francia (LIO, PAR) Eurobarometro Germania (BER, STU) Eurobarometro Ungheria (BUD) Eurobarometer Italia (MIL, NAP) Eurobarometro Portogallo (FAR, LIS, SET) Eurobarometro Spagna (BAR, MAD) Eurobarometro Motivazione Tempo da dedicare allo studio Informazioni Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa ( 18,7%), Ungheria ( 10,4%) e Italia ( 14,4%). Nota: I test statistici mostrano una significativa differenza tra Anversa (22,2%) e Bruxelles (10,4%) per "insegnamenti, metodi, materiale", tra Berlino (8,7%) e Stoccarda (15,2%) per "tempo a disposizione per studiare", tra Milano (33,8%; 11,8%) e Napoli (19,1%; 18,2%) per "motivazione" e "informazioni", tra Lisbona (52,2%) e Setubal (33,8%) per "Tempo da dedicare allo studio", tra Faro (43,0%, 2,4%) e Lisbona (21,7%, 8%) per "Motivazione" e "Insegnamento, metodi e materiale", tra Barcellona (41,8%, 24,8%) e Madrid (14,1%, 6,6%) per "Tempo a dedicare allo studio" e "Motivazione" (per tutti differenze p 0,05. Quali sono i principali ostacoli incontrati dai non madrelingua nell imparare la lingua del Paese nel quale vivono? Si tratta di mancanza di informazioni, costi, corsi di scarsa qualità, motivazione personale o tempo a disposizione? La Figura 12 mostra quali di queste ragioni possono avere personalmente scoraggiato i non madrelingua dall apprendere la lingua. Il grafico mostra inoltre i principali problemi che gli immigrati hanno incontrato nell apprendimento della lingua rispetto a quelli incontrati dal pubblico generale nello stesso Paese durante l apprendimento di nuove lingue, conformemente all Eurobarometro del In molte città non ha predominato una ragione in particolare. Più di un non madrelingua su tre ha riferito di non avere sufficiente tempo a disposizione per studiare a Budapest e nelle città della Francia, dell Italia, del Portogallo e della Spagna. La metà ha affermato di non avere tempo a sufficienza per studiare nelle città italiane e portoghesi. La mancanza di motivazione o di informazioni ha rappresentato un problema minore nella maggior parte dei Paesi. Tra un quarto e un terzo di intervistati non madrelingua ha affermato di non essere abbastanza motivato per imparare l ungherese (27 %), l italiano (32 %) o il portoghese (28 %). Un numero più basso di immigrati ha sperimentato questi tipi di problemi nelle città tedesche rispetto a Budapest e alle città francesi, italiane e portoghesi. Per gli immigrati, come per la maggior parte delle persone, il tempo rappresenta il principale problema che ostacola l apprendimento di una nuova lingua. Il tempo per studiare è stato il problema più citato sia dai non madrelingua nelle città dell ICS che dal complesso della popolazione residente in ciascun Paese dell ICS nell Eurobarometro del Il confronto suggerisce che il tempo per studiare ha rappresentato il problema più grande per i non madrelingua nelle città di Italia e Portogallo. Ottenere le informazioni sulle opportunità di apprendimento rappresenta un ulteriore problema per i non madrelingua nelle città del Belgio, Francia, Ungheria, Italia e Portogallo. / 37

38 Figura 13. Hai partecipato a un corso d'integrazione? 50% 47% 46% 45% LINGUE 40% 35% 30% 25% 20% 40% 19% 23% 31% 35% 21% 33% 20% 31% 26% 39% 32% 15% 14% 10% 5% 0% (N=269) (N=306) (N=199) (N=160) (N=366) (N=493) (N=546) (N=667) (N=937) (N=400) (N=219) (N=153) (N=76) (N=408) (N=107) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% a eccezione di Anversa (5,2%), Bruxelles (5,2%) e Liegi (9,5%). Corsi di lingua e di integrazione In tutte le città dell ICS, un ampia platea di non madrelingua ha partecipato a un corso di lingua o di integrazione nel Paese. 16 La Figura 13 mostra quale percentuale ha iniziato o completato un corso. L ICS ha posto domande specifiche in merito ai corsi d integrazione ufficiali ad Anversa, Berlino e Stoccarda e a corsi di lingua sponsorizzati dal governo a Budapest e Barcellona (di catalano o Spagnolo), Madrid (spagnolo) e nelle città del Portogallo (PPT- portoghese per Tutti). Agli immigrati in altre città sono state poste domande in merito a corsi di lingua o d integrazione in generale. Corsi nella lingua locale sono stati frequentati da almeno il 30 % di non madrelingua nelle città della Germania, a Milano, Faro e Madrid, 40 % ad Anversa (olandese) e a Barcellona (spagnolo o catalano) e quasi la metà a Lione e Parigi. 38 / 16. Certamente i corsi di lingua possono essere o meno il metodo principale che gli immigranti usano per imparare una lingua. Gli immigranti possono prendere lezioni informali, studiare a casa, parlare con madrelingua e utilizzare i mass media, allo stesso modo di quanto dichiarato dagli intervistati dell Eurobarometro 2006 circa gli strumenti utilizzati per imparare le lingue straniere.

39 Figura 14. In quale modo ti ha aiutato il corso d'integrazione? 100% 90% 80% 70% LINGUE 60% 50% 40% (N 95) (N 52) (N 42) (N 69) (N 163) (N 146) (N 173) (N 101) (N 125) (N 88) (N 67) (N 38) (N 50) (N=124) (N 28) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Barcellona Spagnoli Barcellona Catalani Madrid Lingua base Vocabolario lavoro Maggiore coinvolgimento Accesso al lavoro Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (6,5%), Bruxelles (10,2%) e Budapest ( 25,2%), Setubal ha mostrato un numero insufficiente di risposte. Barcellona (SP) si riferisce agli studenti Spagnoli a Barcellona, Barcellona (CT) si riferisce agli studenti Catalani a Barcellona. I partecipanti a molti corsi hanno fornito, con una maggioranza schiacciante, un giudizio positivo sull effetto dell apprendimento della lingua e altri risultati dell integrazione. La Figura 14 mostra quanti partecipanti ritengono che il corso li abbia aiutati poco o tanto. I corsi hanno aiutato la maggior parte dei partecipanti non solo a imparare le basi della lingua, ma anche il vocabolario specifico del quale avevano necessità per i loro lavori o competenze. I partecipanti erano leggermente più entusiasti dell offerta linguistica completa nelle città del Belgio, a Berlino, nelle città italiane, a Faro e nelle città spagnole e leggermente meno entusiasti a Stoccarda, Budapest e Lisbona. I corsi hanno altresì aiutato molti partecipanti a sentirsi più coinvolti nella loro comunità in molte città ma in misura maggiore a Madrid, nelle città tedesche e in quelle portoghesi rispetto a Budapest, Barcellona e nelle città italiane. Un numero minore di partecipanti ha affermato che il corso è stato loro di aiuto per migliorare la propria condizione lavorativa, in particolar modo ad Anversa, Barcellona, Budapest, Napoli e Stoccarda. La soddisfazione è stata maggiore a Liegi, Berlino, Faro e Madrid. Nel complesso i corsi sono stati ampiamente percepiti come utili per l apprendimento della lingua. I risultati dell ICS suggeriscono inoltre che i corsi potrebbero essere collegati in modo migliore con i servizi di formazione e professionali. / 39

40 LINGUE 40 /

41 Partecipazione civica e politica Partecipazione civica e politica / 41

42 Partecipazione civica e politica Partecipazione civica e politica In questo Paese fai parte di un partito politico o di un gruppo? Sindacato? Organizzazione di immigrati o un altro tipo di organizzazione? Hai votato per le ultime elezioni politiche o amministrative in questo Paese? Conosci un associazione gestita da immigrati? Hai sentito parlare di un organo consultivo per gli immigrati? Voteresti se domani ci fossero le elezioni generali (e tu avessi il diritto al voto)? Per quale motivo non hai votato? Voteresti se domani ci fossero le elezioni generali (e tu avessi il diritto al voto)? 42 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

43 Conclusioni principali La maggior parte degli immigrati è interessata a votare (più spesso di quanto non lo siano i cittadini aventi diritto). La maggior parte degli immigrati desidera una maggiore diversità nella politica e molti desiderano votare per promuoverla. Partecipazione civica e politica La diffusa partecipazione degli immigrati alla vita civica varia da città a città e da un organizzazione all altra. La partecipazione degli immigrati a un associazione di volontariato dipende in larga parte dal loro contesto locale e nazionale. / 43

44 Partecipazione civica e politica L apertura di opportunità politiche agli stranieri è indice di un Paese che si fida dell immigrazione. I governi in Europa spesso danno opportunità politiche e riformulano le leggi sulla cittadinanza come riconoscimento del fatto che sono diventati Paesi di immigrazione. Un numero maggiore di residenti può partecipare alla vita democratica con l espansione dei diritti di voto, la creazione di organi consultivi forti e indipendenti, il finanziamento di nuove associazioni e l adozione di politiche di diversità nelle principali organizzazioni. Questi diritti sono stati promossi attraverso la legislazione internazionale ed europea in particolar modo attraverso la Convention sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale del Trattato di Mastricht del Consiglio d Europa del 1992 della UE. La Commissione Europea ha raccomandato che se i governi desiderano promuovere la partecipazione democratica, la solidarietà e lo spirito di appartenenza alla società, quale parte dell impegno verso i Principi Fondamentali Comuni dell Unione Europea, questi devono migliorare le politiche di partecipazione alla vita politica. Rispetto ad altre aree della vita, come l occupazione o l istruzione, la partecipazione politica degli immigrati riceve meno attenzione da parte dei policy-maker e dei ricercatori dei Paesi della UE. I ricercatori faticano a reperire fonti di dati solide per misurare e confrontare la cittadinanza attiva. 17 Tuttavia singoli stati dell Unione Europea, come la Germania, hanno iniziato a includere gli indicatori di partecipazione politica (p.e. tassi di adesione e volontariato) nel loro monitoraggio dell integrazione nazionale. Nuove ricerche mostrano che la partecipazione politica degli immigrati è determinata da un mix di opportunità politiche, discorsi pubblici, caratteristiche degli immigrati (p.e. livello di istruzione, durata della residenza e lingua) e del loro vissuto (p.e. situazione politica nel Paese di origine). Quando i dati sono disponibili, gli immigrati spesso risultano essere sottorappresentati tra gli aventi diritti al voto, i funzionari eletti e i membri dei partiti politici. I modi in cui gli immigrati partecipano potrebbero essere meno visibili o compresi rispetto alle forme convenzionali di partecipazione nel loro Paese di residenza. UE sarebbero disposti a votare se ne avessero il diritto? Vorrebbero una maggiore diversità all interno del parlamento e perché? Gli immigrati affermano di essere membri di sindacati o partiti politici all interno del Paese? Sono a conoscenza di ONG guidate da immigrati od organi consultivi? Entrerebbero a far parte di queste o di altre organizzazioni? Il Migrant Integration Policy Index (MIPEX) del 2010 mostra che gli immigrati extra UE che non sono naturalizzati godono solo di alcune opportunità legali per ottenere informazioni e migliorare le politiche locali o nazionali che influiscono sulla loro vita quotidiana. Essi possono formare associazioni e unirsi a sindacati o partiti politici. Francia, Germania e Italia attualmente non concedono il diritto di voto ai cittadini extra UE. Gli altri Paesi dell ICS concedono diritti di voto locali a categorie limitate di immigrati. Soltanto i possessori di alcune nazionalità possono votare in Spagna e in Portogallo a causa degli accordi di reciprocità che consentono di votare, mentre il permesso CE per lungo soggiornanti è richiesto in Ungheria e cinque anni di residenza (oltre alla registrazione) in Belgio. Organi consultivi statali sono assenti in Ungheria ; di recente costituzione ma ancora deboli in Portogallo, in Spagna e in alcune città italiane (non a Milano e a Napoli) ; più forti nella regione belga delle Fiandre rispetto alla Vallonia e a Bruxelles e leggermente più forti nelle città della Germania e stati federali. L analisi MIPEX suggerisce che i Paesi caratterizzati da una politica scarsa o assente sulla partecipazione alla vita politica degli immigrati hanno anche la tendenza a rendergli difficile l ottenimento della cittadinanza (p.e. Ungheria). I Paesi con alcune politiche concernenti la partecipazione degli stranieri alla vita politica sono spesso i Paesi che facilitano il loro accesso alla cittadinanza (p.e. il Portogallo più del Belgio e in certa misura la Germania). In confronto Paesi come la Francia, l Italia e la Spagna privilegiano un percorso (o accesso per un gruppo) rispetto a un altro. 44 / L Immigrant Citizens Survey (ICS) rinforza questo corpo di conoscenza in crescita con domande che sono in gran parte pertinenti alle politiche di partecipazione alla vita politica. Gli immigrati extra 17. Vedere Morales Laura, Guigni Marco (Ed.), Social Capital, Political Participation and Migration in Europe. Migration, Minorities and Citizenship (London 2011), ISBN , Wuest, Andreas et al (Ed). The Political Representation of Immigrants and Minorities, Routledge (Oxon 2011).

45 Figura 15. Saresti disposto a votare in un'elezione domani? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=276) (N=389) (N=277) (N=1474) (N=306) (N=653) (N=1455)(N=526) (N=567) (N=1864) (N=1141)(N=1459) (N=361) (N=375) (N=1387) (N=375) (N=429) (N=389) (N=1351) (N=377) (N=539) (N=1269) Anversa Bruxelles Liegi EVS Belgio Lione Parigi EVS Francia Berlino Stoccarda EVS Germania Budapest EVS Ungheria Milano Napoli EVS Italia Faro Lisbona Setubal EVS Portogallo Barcellona Madrid EVS Spagna Partecipazione civica e politica Nota: "Non lo so" al di sotto del 6% ad eccezione di Anversa (11%), Berlino (11,9%), Milano (8%), Napoli (6,5%), Barcellona (6,5%). Votare Il prossimo capitolo sulla cittadinanza rivela che gli immigrati intervistati nella maggior parte dei Paesi ICS sono o desiderano diventare cittadini, il che li rende idonei a votare in qualsiasi tipo di elezione. Ma gli immigrati desiderano realmente votare? Nelle città dell ICS, la maggior parte degli immigrati vorrebbe votare (se ne avesse il diritto). La Figura 15 mostra la percentuale che ha risposto affermativamente all ipotetica domanda se avrebbero votato in caso di elezioni domani. Ai cittadini extra UE è stato inoltre chiesto se sarebbero disposti a votare se avessero la possibilità di farlo. Nelle città di Spagna, Portogallo e Francia, l interesse a votare è alto tra gli immigrati extra UE intervistati, così come lo è stato tra la popolazione generale quando è stata posta la domanda per l European Values Study del 2008 (85 %, 72 % e 90 % rispettivamente). Una percentuale compresa tra il 70 e l 80 % di immigrati intervistati mostra interesse al voto, sebbene leggermente inferiore rispetto alla popolazione generale, nelle città italiane e del Belgio (dove votare è obbligatorio). Maggioranze più ristrette sono interessate a Budapest (63 %). Le maggioranze a favore sono state molto più ampie tra gli immigrati naturalizzati nelle città italiane e portoghesi e molto più ampie a Budapest e nelle città del Belgio. L interesse era alto tra cittadini naturalizzati e non naturalizzati nelle città francesi e spagnole. / 45

46 Figura 16. Pensi che sarebbero necessari più MP con un background da emigrante? 100% 90% 80% 70% 77% 75% 79% 75% 76% 66% 82% 79% 87% 81% 74% 78% 64% 73% 75% 60% 50% 40% 43% 35% 40% 47% 44% 30% 20% Partecipazione civica e politica 10% 0% (N=184) (N=281) (N=171) (N=1032) (N=73) (N=169) (N=1009)(N=500) (N=500) (N=1570) (N=362) (N=369) (N=1019) (N=308) (N=396) (N=337) (N=1011)(N=376) (N=522) (N=1012) Anversa Bruxelles Liegi Eurobarometro Lione Parigi Eurobarometro Berlino Stoccarda Eurobarometro Milano Napoli Eurobarometro Faro Lisbona Setubal Eurobarometro Barcellona Madrid Eurobarometro Nota: Le risposte "Non lo so" a questa domanda sono state alte a livello generale: Anversa (9,9%), Bruxelles (10,1%), Liegi (13%), Berlino (16,2%), Stoccarda (16,3%), Milano (8,4%), Napoli (7,5%), Faro (22,8%), Lisbona (12,3%), Setubal (16,7%), Barcellona (8,4%), Madrid (9,8%). Budapest è stata esclusa dall'analisi in quanto il concetto di un MP con un background da emigrante poteva essere facilmente soggetto a fraintendimento. La maggior parte degli immigrati desidera una maggiore diversità nella politica e molti desiderano votare per promuoverla. Agli intervistati è stata posta una domanda, tratta dall Eurobarometro del 2006 sulla Discriminazione all interno della UE in merito al loro pensiero circa la necessità potenziale o definitiva nei loro Paesi di avere un numero maggiore di deputati con un vissuto da immigrati. La Figura 16 mostra che il consenso è stato significativamente elevato in tutti e sei i Paesi (75-85 %). Quando è stata fatta questa domanda, una percentuale compresa tra l 80 % e il 95 % 18 ha risposto che deputati con un vissuto da immigrati potrebbero capirli meglio, rappresentarli meglio e potrebbe essere importante dal punto di vista simbolico per il Paese. Una percentuale compresa tra il 60 % e il 92 % ha inoltre affermato che sarebbe più propensa a votare per candidati diversi. Il sostegno agli immigrati in quanto candidati è stato altrettanto elevato tra gli immigrati naturalizzati, ivi compresi i potenziali elettori (quelli che vorrebbero votare in un elezione domani). Le città nelle quali il supporto per questi specifici argomenti è stato più basso sono state quelle tedesche. Qui, per esempio, solamente una minoranza di immigrati intervistati voterebbe per deputati con un vissuto da immigrati (senza prendere in considerazione il loro orientamento politico) giusto per aumentare la diversità etnica all interno del Bundestag. 46 / 18. Queste percentuali sono state leggermente più piccole nelle città tedesche.

47 Figura 17. Perchè? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 105) (N 190) (N 123) (N 52) (N 120) (N 388) (N 381) (N 285) (N 270) (N 183) (N 291) (N 259) (N=227) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona (N 325) Madrid Partecipazione civica e politica Importante dal punto di vista simbolico Migliore rappresentazione Voto Nota: "Non lo so" al di sotto del 6% a eccezione di Anversa ( 26,4%), Bruxelles ( 10%), Liegi ( 8,2%), Milano ( 9,5%), Napoli ( 9,6%), Barcellona ( 15,9%), Madrid ( 16,1%). Budapest è stata esclusa da questa domanda in quanto i partner scientifici hanno riferito che il concetto di un MP con un background di immigrati poteva essere facilmente frainteso. Questi risultati sul sostegno alla diversità nella politica sottolineano l importanza dell apertura delle organizzazioni civiche e politiche, così come dei partiti politici, al fine di aumentare la partecipazione politica degli immigrati. Tuttavia ampie porzioni dell opinione pubblica non ritengono questa questione particolarmente importante per loro. Conformemente all Eurobarometro del 2006, solamente una percentuale compresa tra il 40 % e il 45 % dell opinione pubblica in questi Paesi concorda sul fatto che debbano essere presenti più deputati con un differente vissuto etnico (vedere la precedente Figura 16). Il sostegno varia leggermente tra i Paesi dell ICS. Per ora solamente la metà dell opinione pubblica del Paese è convinta quanto gli immigrati. Questa differenza di priorità è imputabile a diverse correnti e dinamiche all interno delle organizzazioni, in quanto queste decidono se e come accogliere la diversità nelle loro fila. 19 / Alex Kirchberger et al, Becoming a Party of Choice : a Tool for Mainstreaming Diversity. (Brussels : Migration Policy Group, 2012). public/docs/becoming_a_party_of_choice_mainstreaming_diversity_in_political_ Parties_FULL_REPORT_EN_01.12.pdf

48 Tabella 3 : Appartenenza a sindacati e a organizzazioni politiche Sindacati Org. politica ICS 2011 EVS 2008 (N=11.102) ICS 2011 EVS 2008 (N=11202) Anversa (N=279) 11,8 % 7,6 % Belgio Bruxelles (N=408) 19,6 % 15,1 % 9,8 % 4,1 % Liegi (N=296) 19,9 % 3,0 % Partecipazione civica e politica Francia Germania Ungheria Lione (N=315) Parigi (N=670) Berlino (N=577) Stoccarda (N=580) Budapest (N=1162) 5,1 % 1,9 % 5,4 % 2,8 % 9,1 % 4,3 % 1,4 % 0,3 % 6,8 % 3,6 % 1,9 % 1,7 % 4,5 % 3,7 % 2,2 % 0,6 % Italia Milano (N=396) Napoli (N=398) 14,6 % 1,8 % 5,5 % 6,5 % 3,2 % 3,7 % Faro (N=405) 1,2 % 1,2 % Portogallo Lisbona (N=448) 0,7 % 4,3 % 0,7 % 3,4 % Setubal (N=402) 4,2 % 2,0 % Spagna Barcellona (N=400) Madrid (N=554) 2,7 % 0,5 % 4,8 % 1,1 % 0,5 % 4,8 % Nota : Non lo so al di sotto del 5 % ad eccezione di Anversa ( 10 %) 48 / Organizzazioni civiche e politiche In linea generale, la partecipazione riferita dagli immigrati alla vita civica varia da città a città e da un organizzazione all altra. La Tabella 3 fornisce un elenco delle percentuali di immigrati intervistati che hanno riferito di essere stati membri di un sindacato o di un gruppo/partito politico. I risultati delle città per gli immigrati intervistati sono stati confrontati con i risultati nazionali per la popolazione generale ricavati dall European Values Study (2008). In molti casi un numero minore di immigrati riferisce di essere stato membro di questi tipi di organizzazioni. In poche città un numero maggiore riferisce di essere membro rispetto alla popolazione generale del Paese. L appartenenza sembra dipendere in larga parte dal contesto locale e nazionale. L appartenenza sembra dipendere in larga parte dal contesto locale e nazionale. Moltissimi immigrati affermano di appartenere a sindacati nelle città del Belgio, della Francia e dell Italia e a Budapest, e in percentuali paragonabili o superiori a quelle della popolazione generale nel Paese. Una percentuale inferiore di immigrati ha dichiarato l appartenenza ad associazioni sindacali nelle città della Germania, della Spagna e del Portogallo rispetto alla popolazione generale in questi Paesi. Un numero inferiore di immigrati intervistati è stato membro di partiti o gruppi politici rispetto ai sindacati.

49 Figura 18. Conoscenza e appartenenza a organizzazioni di immigrati 50% 45% 45% 44% 46% 44% 44% 40% 40% 39% 38% 35% 32% 30% 28% 27% 25% 23% 21% 21% 20% 20% 15% 13% 15% 13% 12% 11% 10% 7% 6% 6% 6% 7% 7% 5% 4% 3% 0% 0% 0% (N 279) (N 406) (N 294) (N 315) (N 669) (N 584) (N 590) (N 1164) (N 388) (N 398) (N 394) (N 442) (N 395) (N 400) (N 554) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Partecipazione civica e politica Conoscenza di ONG di immigrati Appartenenza a Organizzazione etnica/ di immigrati Nota: "Non lo so" al di sotto del 5% ad eccezione di Anversa (9,1%). Ancora una volta molti più immigrati nelle città di Belgio, Francia, Budapest e a Napoli hanno riportato l appartenenza a un organizzazione politica, anche su livelli simili alla media nazionale. L appartenenza a organizzazioni politiche risulta essere più bassa a Milano e nelle città di Germania, Portogallo e Spagna. Il rapporto degli immigrati con le loro organizzazioni varia significativamente da un Paese all altro e da una città all altra. La Figura 18 presenta la percentuale di immigrati che ha affermato di conoscere o di aver partecipato a un organizzazione etnica o di immigrati (definita a grandi linee come un gruppo a supporto degli interessi sociali, culturali o politici degli immigrati). Il numero di intervistati membri di un organizzazione di immigrati non è più elevato rispetto al numero di appartenenti ai sindacati o alle organizzazioni politiche. In generale l appartenenza a organizzazioni di immigrati non è stata significativamente più alta attraverso la maggior parte delle città dell ICS. Nessun immigrato ha affermato di essere stato membro di un organizzazione etnica o di immigrati nelle città della Germania mentre un numero decisamente basso ha dichiarato di esserlo stato a Budapest e nelle città di Spagna e Francia. Un numero più alto di intervistati ad Anversa e a Bruxelles rispetto a Liegi, a Faro e Setubal rispetto a Lisbona e a Napoli rispetto a Milano ha affermato di essere membro di diversi tipi di organizzazioni di immigrati. 20 In generale, la conoscenza da parte degli immigrati delle loro organizzazioni è risultata più alta a Bruxelles, a Stoccarda, a Barcellona e nelle città di Italia e Portogallo. Qui quasi un immigrato intervistato su due ha saputo menzionare un associazione gestita da immigrati o da minoranze etniche. Solamente una percentuale compresa tra il 15 % e il 20 % ha saputo dare una risposta nelle città francesi, a Liegi e a Madrid. Per quanto concerne le altre domande dell ICS, soltanto una minoranza in tutte le città ha sentito nominare organismi consultivi per gli immigrati a livello locale, regionale o nazionale. 21 Questi risultati sollevano domande in merito alle organizzazioni di immigrati : come vengono definite da immigrati e governi e quali ruoli giocano per i loro finanziatori e per i differenti tipi di immigrati? Esse possono essere associazioni registrate, network transnazionali o meeting informali. Possono agire come gruppi di patrocinio autofinanziati, istituzioni culturali e religiose, fornitori di servizi finanziati dal governo o rappresentanti dei loro Paesi di origine. Al fine di spiegare le differenze tra le città un ulteriore ricerca può chiarire tutte queste forme di partecipazione e auto-organizzazione di immigrati. 22 / Agli immigrati sono state fatte domande anche in merito all appartenenza ad altre organizzazioni (p.e. organizzazioni sportive, culturali, sociali, religiose, locali, professionali, umanitarie e ambientali). L appartenenza si è mostrata simile attraverso le 15 città (15-21 %). L altra categoria non è idonea per un confronto con il pubblico generale a causa dell estesa definizione e interpretazione di questa categoria. 21. Vai on-line per vedere le informazioni specifiche circa la conoscenza degli organi consultivi locali, regionali e nazionali da parte degli immigrati, www. immigrantsurvey.org 22. Per l analisi di queste domande vedere Localmultidem 2011.

50 Partecipazione civica e politica 50 /

51 Ricongiungimento famigliare Ricongiungimento famigliare / 51

52 Ricongiungimento famigliare Qual è il tuo stato civile? Quante persone vivono nella tua casa? Ricongiungimento famigliare Qual è la nazionalità del tuo coniuge? Hai fatto richiesta per il ricongiungimento famigliare? Quando ti sei spostato per venire qui, avevi un compagno o un bambino che vivevano fuori dal Paese? Quando hai fatto richiesta? Quali problemi hai incontrato durante la richiesta per la cittadinanza? Vorresti fare richiesta per il ricongiungimento famigliare? Se no, perchè? Qual è stato l esito della tua richiesta? In quale modo questo ricongiungimento ti è stato di aiuto? In quale modo questo ricongiungimento ti è stato di aiuto a livello personale? 52 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

53 Conclusioni principali Pochi immigrati di prima generazione si sono separati dal partner o dai figli. La maggior parte delle famiglie separate si è già riunita nella maggior parte dei Paesi intervistati. Ricongiungimento famigliare La maggior parte degli immigrati separati oggi non desidera fare richiesta per il ricongiungimento famigliare, alcuni per motivi famigliari altri per gli ostacoli politici. Il ricongiungimento famigliare aiuta gli immigrati a migliorare la propria vita famigliare, lo spirito di appartenenza e spesso altri esiti dell integrazione. / 53

54 Ricongiungimento famigliare 54 / Oggi il ricongiungimento famigliare è principalmente presentato nei database pubblici come principale canale di immigrazione per le persone che si spostano verso la UE. Gli attori politici si concentrano sul numero di permessi rilasciati per il ricongiungimento famigliare, che viene raccolto dagli enti statistici nazionali e riferiti ad Eurostat. Queste statistiche sono spesso i soli fatti concreti che vengono presentati in seno a questo ampio dibattito in merito al diritto al ricongiungimento famigliare e ai suoi effetti sugli immigrati e sulle società. Il ricongiungimento famigliare non è solo un canale per l immigrazione delle famiglie ma anche il punto di partenza per l integrazione. Riunire una famiglia può aumentare la stabilità socioculturale del suo sponsor e la partecipazione dei membri della famiglia riunita, così come la vita sociale e famigliare nelle comunità che le ricevono. L Immigrant Citizens Survey riporta la prospettiva d integrazione nel dibattito sul ricongiungimento famigliare. Agli immigrati extra UE è stato chiesto se ritengono che il ricongiungimento famigliare sia necessario e utile per la loro vita famigliare e integrazione sociale. 23 Quali tipi di famiglie hanno gli immigrati di prima generazione? Quanto sono comuni le famiglie separate in cui un compagno o un figlio di un immigrato vive all estero? Gli immigrati hanno fatto richiesta di ricongiungimento famigliare, hanno avuto problemi con la richiesta e, quest ultima è stata accettata? In quale modo questo ricongiungimento famigliare ha cambiato la loro vita? Quanti sono gli immigrati interessati a sponsorizzare le loro famiglie per il ricongiungimento famigliare? Conformemente al Migrant Integration Policy Index (MIPEX), la maggior parte dei residenti extra UE legali ha beneficiato di politiche di ricongiungimento familiare leggermente favorevoli (punteggio 60 +/ 100) in tutti i Paesi dell ICS a eccezione della Francia (punteggio 52/100). 24 Gli sponsor immigrati e i loro compagni e figli all estero devono soddisfare specifiche definizioni legali di famiglia e altri requisiti per il ricongiungimento famigliare (p.e. reddito, alloggio). Il MIPEX sottolinea che queste condizioni legali erano più inclusive in Portogallo e in Spagna, leggermente inclusive in Belgio e in Ungheria, leggermente più restrittive in Germania e in Italia e molto più restrittive in Francia. Tali condizioni sono cambiate in modo significativo negli ultimi anni. Nuove condizioni sono state imposte in Francia, Germania, Italia e - dal MIPEX e ICS, in Belgio. Al contrario il Portogallo ha stabilito un ampio accesso al ricongiungimento famigliare grazie alla Legge sull immigrazione del La politica di ricongiungimento famigliare attuale della Spagna risale alla sua Legge sull immigrazione del In funzione del vissuto, gli immigrati intervistati vivono in diversi tipi di case e di famiglie. Mediamente essi vivono in abitazioni per 3-4 persone, con soluzioni abitative leggermente più piccole nelle città di Italia, Portogallo e Spagna rispetto a Francia e Germania. La maggior parte è sposata o vive con un partner. Un ampia proporzione è single nelle città del Portogallo e a Liegi (circa il 40 %) rispetto alle città francesi, alle città ftaliane e a Stoccarda (meno del 25 %). Molti immigrati all interno del campione ICS sono arrivati in seguito al permesso di ricongiungimento familiare ad Anversa, Lione, Budapest e Milano (circa il 25 %) ; Bruxelles e Liegi (circa il 33 %) ; Berlino (48 %) e Stoccarda (67 %). Circa il 10 % era ancora in attesa del permesso al momento dell intervista nelle città del Belgio, Germania e Spagna, così come a Budapest e a Milano. Famiglie separate : prima e dopo Attualmente la maggior parte degli immigrati di prima generazione intervistati nelle 15 città desidera ricongiungersi con un compagno o un figlio. La Figura 19 mostra in quale misura la maggior parte degli immigrati intervistati ha vissuto in famiglie che erano o potrebbero essere riunite. La stragrande maggioranza è ancora single, ha sempre vissuto con il proprio compagno o figlio, oppure fa parte di famiglie che si sono ricongiunte. Se in futuro queste persone sentiranno, o meno, la necessità del ricongiungimento famigliare, dipenderà dal modo in cui le loro vite e le famiglie cambieranno nel corso del tempo. Soltanto un numero limitato di persone che sono immigrate da Paesi esterni alla UE sono stati o sono separati dalle loro famiglie. Solamente una percentuale di immigrati compresa tra il 5 % e il 15 % in Belgio, in Francia e in Ungheria dichiara di avere sempre vissuto lontano dalla famiglia. Nelle città della Germania e nei nuovi Paesi di immigrazione come Italia, Portogallo e Spagna, ciò riguarda al massimo circa un cittadino immigrato su tre. Essere separati dai figli è risultato essere molto più comune tra gli immigrati intervistati nelle città dell Europa meridionale. 23. Il sondaggio non copre tutte le forme di ricongiungimento e formazione famigliare. Altre persone che hanno fatto richiesta per i compagni o i figli all estero includono cittadini altri stati Membri della UE che si sono trasferiti nel Paese nonché gli stessi cittadini del Paese, ivi compresi cittadini con un background di immigrati. 24. Per maggiori informazioni vedere

55 Oltre la metà degli immigrati separati si è avvalsa, con esito positivo, della legislazione sul ricongiungimento famigliare per ricongiungersi con un compagno o un figlio a Budapest, Lione, Milano e nelle città del Belgio, oggetto dell intervista. Molti più immigrati che non hanno ancora fatto richiesta per il ricongiungimento famigliare sono presenti a Napoli e altre città nei nuovi Paesi d immigrazione, come Portogallo e Spagna. La maggior parte delle richieste sono state elaborate nelle città dell Europa settentrionale e a Budapest durante la prima metà del 2000 e nei nuovi Paesi d immigrazione nell Europa meridionale durante la seconda metà. Figura 19. Hai realizzato il ricongiungimento con un partner? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=1003) (N=843) (N=1042) (N=1136) (N=756) (N=1247) (N=948) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Domanda inoltrata per il ricongiungimento Ungheria (BOED) Non ha ancora fatto domanda e non desidera farlo Italia (MIL, NAP) Non rilevante (nessun coniuge o non si è mai separato da coniuge e figli) Portogallo (FAR, LIS, SET) Non ha ancora fatto domanda ma desidera farlo Non sa ancora se desidera fare domanda Figura 20. Hai realizzato il ricongiungimento con i figli? Spagna (BAR, MAD) Ricongiungimento famigliare 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=1006) (N=986) (N=1119) (N=771) (N=1200) (N=962) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (ALG, LIS, FAR) Spagna (BAR, MAD) Domanda inoltrata per il ricongiungimento con i figli Non ha ancora fatto domanda e non desidera farlo Non rilevante (nessun figlio o non si è mai separato) Non ha ancora fatto domanda ma desidera farlo Non sa ancora se desidera fare domanda Nota : La domanda sul ricongiungimento con i figli non è stata posta in Germania. Test statistici mostrano un numero maggiore di richieste di ricongiungimento con i figli a Barcellona rispetto a Madrid e a Faro rispetto a Lisbona, esiste un numero maggiore di persone che desiderano fare richiesta a Lisbona rispetto alle altre città del Portogallo, ci sono più persone che non desiderano fare richiesta a Napoli rispetto a Molano e più richieste per il ricongiungimento con il coniuge a Milano rispetto a Napoli (per tutte le differenze : p 0,05). In merito alla domanda specifica se gli intervistati desiderino o meno fare richiesta di ricongiungimento per il proprio compagno o figli, il numero di Rifiuti (<42 %) è stato più alto nelle città della Spagna e a Stoccarda. / 55

56 Figura 21. Per quale motivo non desideri ricongiungerti con il tuo partner o con i tuoi figli? 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% (N 5,5) (N 141) (N 81) (N 182) (N 282) (N 163) Belgio (ANV, BRU, LIE) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Ricongiungimento famigliare I membri della famiglia non desiderano spostarsi dal proprio paese Non desidero stabilirmi nel paese Non sono in grado di soddisfare i requisiti Non so se soddisfo i requisiti Nota: Il numero di persone in Francia che non desidera ricongiungersi (n=18) è troppo piccolo per rientrare nell'analisi. I test statistici mostrano che un numero leggermente maggiore di intervistati ha citato i requisiti come un problema a Milano rispetto a Napoli, la conoscenza come un problema a Faro rispetto ad altre città del Portogallo, la situazione economica a Faro e Setubal rispetto a Lisbona e le preferenze della propria famiglia a Stoccarda rispetto a Berlino, a Napoli rispetto a Milano e a Faro rispetto a Lisbona (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato superiore a Budapest (<32%), nelle città del Belgio (<30%), a Parigi (<11%) e a Napoli (<7%), mentre il numero di "Rifiuti" è stato più alto nelle città della Spagna (<19%) e nelle città del Belgio (<14%). Interesse attuale nel ricongiungimento famigliare In tutti i Paesi la maggior parte degli immigrati separati ha affermato di non volere inoltrare la richiesta per il ricongiungimento famigliare. Nelle città di Francia, Italia, Portogallo e Spagna, due immigrati intervistati su tre hanno affermato di non desiderare ricongiungersi con il proprio compagno. Il rapporto è anche superiore a Budapest, nelle città del Belgio e in quelle della Germania. Molti altri, a Budapest e nelle città della Germania, hanno affermato di non saperlo. Generalmente gli immigrati si sono mostrati leggermente più interessati al ricongiungimento con i figli lontani, a eccezione di quelli residenti a Budapest. Al massimo la metà degli immigrati intervistati a Milano, a Lisbona e nelle città spagnole hanno espresso il desiderio di fare richiesta per il ricongiungimento con i propri figli a un certo punto nel prossimo futuro. La maggior parte degli immigrati intervistati ha le proprie motivazioni personali per non desiderare il ricongiungimento famigliare ; diversi non lo sanno o non hanno menzionato una ragione specifica (vedere Figura 21). Le due principali ragioni personali erano rappresentate dal fatto che molti immigrati non desiderano rimanere in modo permanente nel Paese oppure che le loro famiglie non sono disposte a trasferirsi. Tali motivazioni famigliari sono state menzionate spesso a Budapest e nelle città di Italia, Portogallo e, in misura minore, nelle città di Belgio e Spagna. Ma altre due motivazioni principali sono connesse alle politiche. Molti immigrati separati non sanno se soddisfano i requisiti di ricongiungimento famigliare, in particolar modo nelle città di Belgio, Italia e Portogallo. Altri affermano di non essere in grado di soddisfare i requisiti, anche in questi casi ritroviamo le due città spagnole. 56 /

57 Figura 22. Quali problemi hai incontrato nel ricongiungimento famigliare? 60% 50% 50% 40% 30% 38% 32% 34% 44% 41% 34% 32% 28% 20% 24% 23% 21% 20% 10% 14% 10% 10% 8% 13% 14% 8% 4% 0% (N 79) (N 48) (N 170) (N 56) (N 172) (N 147) (N 158) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Ottenimento dei documenti Soddisfare i requisiti Le autorità hanno troppo potere e "possono fare quello che vogliono" Nota: Test statistici mostrano problemi in misura leggermente superiore a Berlino rispetto a Stoccarda con i documenti e i requisiti; a Milano rispetto a Napoli con documenti e potere delle autorità; e a Liegi rispetto a Bruxelles con i requisiti (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato più alto (<30%) ad Anversa, Bruxelles e Budapest. Problemi e successi Circa la metà degli immigrati che hanno fatto richiesta per il ricongiungimento familiare ha anche fatto riferimento a problemi con la procedura di buroctatica, in particolar modo per quanto concerne i requisiti, i documenti o la discrezione delle autorità. La Figura 22 mostra con quale frequenza le persone hanno riferito di aver incontrato specifici problemi nella procedura. Coloro che hanno fatto richiesta in precedenza, hanno affermato che le autorità hanno troppo potere per fare quello che vogliono durante la procedura, in particolar modo nelle città francesi (38 %), città italiane (34 %) e nelle città portoghesi (28 %). La documentazione richiesta ha rappresentato un altro ostacolo importante in alcuni Paesi come il Belgio (24 %) e la Germania (50 %). I richiedenti nelle città della Germania e dell Italia hanno avuto più problemi mentre quelli delle città spagnole hanno incontrato i problemi minori. Ricongiungimento famigliare / 57

58 Figura 23. Effetti percepiti del ricongiungimento famigliare sull'integrazione? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 68) (N 37) (N 176) (N 52) (N 120) (N 119) (N 113) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Ricongiungimento famigliare Vita della famiglia più facile Mi sento bene qui Mi sento più coinvolto Lavoro migliore Mi ha aiutato poco Mi ha aiutato molto Nota: Questo modello comprende la maggior parte dei casi per tutti e 7 i paesi in cui le dimensioni campione sono sufficienti per l'analisi. Per quanto concerne il numero di intervistati che desiderano ricongiungersi con partner lontani, il numero di "Non lo so" è stato più alto in Belgio (13,6%), Francia (6,2%), Germania (27,6%), Ungheria (44,6%), mentre il numero di "Rifiuti" è stato più alto in Germania (11,6%) e Spagna (14%). Gli immigrati le cui richieste di ricongiungimento famigliare sono state accettate hanno percepito diversi aspetti positivi sulla loro vita famigliare e sull integrazione sociale. La Figura 23 mostra la percentuale di immigrati, che si sono riuniti con i loro compagni o figli, che ritengono che questo ricongiungimento li abbia aiutati molto o poco in diversi aspetti della loro vita. Quasi tutti hanno goduto di una vita famigliare più semplice grazie al ricongiungimento famigliare. Molti si sono sentiti più integrati nel Paese. Mediamente nelle città di Belgio, Francia, Germania e Italia, oltre la metà ha inoltre affermato come vivere insieme alla famiglia li abbia aiutati a sentirsi in qualche modo più coinvolti nella loro comunità locale, nelle scuole, nelle associazioni o nelle attività politiche. Circa il 70 % a Berlino e il 30 % nella maggior parte delle altre città ha anche menzionato migliori opportunità sul mercato del lavoro grazie al ricongiungimento con la propria famiglia. La media di immigrati intervistati nella maggior parte delle città e dei Paesi dell ICS sembra essere soddisfatta della propria vita famigliare come la maggior parte delle persone nei Paesi nei quali vivono. 58 /

59 Figura 24. Ricongiungimento con il partner e vita famigliare soddisfacente Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Sempre con il partner Partner ha accettato il ricongiungimento famigliare Non desidero fare richiesta Desidero fare richiesta Nota: Questo modello comprende la maggior parte dei casi per tutti e 7 i paesi in cui le dimensioni campione sono sufficienti per l'analisi. Per quanto concerne il numero di intervistati che desiderano ricongiungersi con partner lontani, il numero di "Non lo so" è stato più alto in Belgio (13,6%), Francia (6,2%), Germania (27,6%), Ungheria (44,6%), mentre il numero di "Rifiuti" è stato più alto in Germania (11,6%) e Spagna (14%). Sulla base delle domande tratte dal Sondaggio Europeo sulla Qualità della Vita del 2007, gli immigrati intervistati, su una scala da 0 a 10, hanno espresso il loro grado di soddisfazione in merito alla loro vita famigliare (vedere conclusione). Le valutazioni che gli immigrati dell ICS hanno dato alla loro vita famigliare andava da quella leggermente meno favorevole di Napoli (6,8) a quella leggermente più favorevole di Barcellona (8,5 %). La Figura 24 specifica queste valutazioni con differenti tipi di famiglie e interessi nel ricongiungimento famigliare. Solamente le città del Portogallo e della Spagna hanno campioni abbastanza ampi sulle domande specifiche in merito ai partner ma modelli simili sono stati suggeriti nella maggior parte dei casi nei sette Paesi. La maggior parte degli immigrati intervistati non si è mai separata dai propri compagni e ha riferito livelli di soddisfazione familiare alti in modo analogo all opinione generale. I pochi immigrati in coppie e famiglie transnazionali hanno punti di vista leggermente diversi sulla loro soddisfazione e futuro famigliare. I dati dell ICS suggeriscono che gli immigrati separati che non desiderano fare richiesta di ricongiungimento per i propri compagni all estero sono solo leggermente meno felici della loro vita famigliare. Essi identificano in questo periodo di separazione una migliore opportunità per loro stessi e/o per la loro famiglia. Al contrario gli immigrati che desiderano fare richiesta di ricongiungimento famigliare si sono mostrati significativamente meno soddisfatti della loro vita famigliare. Quelli che hanno fatto richiesta e che si sono riuniti con il proprio compagno hanno mostrato, in media, lo stesso livello di soddisfazione della loro vita famigliare degli immigrati che non si sono mai separati dal proprio coniuge/compagno. Le esperienze di famiglie ricongiunte nelle città dell ICS suggeriscono che vivere insieme probabilmente migliorerà la vita famigliare per il numero limitato di famiglie sperate che desiderano ricongiungersi in un futuro immediato. Vivere insieme può anche migliorare il loro senso di appartenenza e, forse, altri esiti dell integrazione. Le politiche di ricongiungimento famigliare risultano essere di estrema importanza per il numero limitato di famiglie separate interessate al ricongiungimento. In diversi Paesi i requisiti necessari scoraggiano alcune famiglie separate dal fare richiesta, mentre dall altra parte il modo in cui questi requisiti devono essere documentati e implementati causa problemi a coloro che fanno richiesta. / 59 Ricongiungimento famigliare

60 Ricongiungimento famigliare 60 /

61 Permesso CE per lungo soggiornanti Permesso CE per lungo soggiornanti / 61

62 Permesso CE per lungo soggiornanti Hai fatto richiesta per il permesso CE per lungo soggiornanti? Quando hai fatto richiesta? Qual è stato l esito della tua richiesta? Quali problemi hai incontrato durante la richiesta per la cittadinanza? Permesso CE per lungo soggiornanti In che modo il fatto di diventare residente a lungo termine ti è stato di aiuto? Per quale motivo non desideri diventare un residente a lungo termine? Desideri diventare un residente a lungo termine? Perché no? In che modo il fatto di diventare residente a lungo termine potrebbe aiutarti? 62 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

63 Conclusioni principali % degli immigrati è o desidera diventare residente a lungo termine. Molti emigranti temporanei nei nuovi Paesi d immigrazione desiderano diventare residenti a lungo termine. La media delle persone inoltra la richiesta dopo il periodo minimo di residenza. Documenti e poteri delle autorità citati come problemi maggiori per i richiedenti in alcuni Paesi. Permesso CE per lungo soggiornanti Il permesso CE per lungo soggiornanti aiuta la maggior parte degli immigrati a trovare un lavoro migliore e a sentirsi più integrati. / 63

64 Permesso CE per lungo soggiornanti 64 / Dopo una residenza di pochi anni, la maggior parte degli immigrati provvisori può decidere liberamente se desidera stabilirsi in modo permanente nel Paese. Il permesso CE per lungo soggiornanti o il permesso permanente europeo assicura loro lo status di residenti e garantisce di essere trattati allo stesso modo dei cittadini nazionali e dell Unione Europea, con i medesimi diritti e responsabilità. Il permesso CE per lungo soggiornanti è stato raramente oggetto di un dibattito pubblico. Il Migrant Integration Policy Index (MIPEX) ha confermato che sono stati apportati pochi miglioramenti al permesso CE per lungo soggiornanti tra il 2007 e il A livello della UE, la Commissione Europea ha pubblicato una relazione nel 2011 per deplorare il debole impatto della direttiva CE sul permesso CE per lungo soggiornanti nella maggior parte degli Stati Membri. 25 Maggiori informazioni sulla correlazione tra il permesso CE per lungo soggiornanti e l integrazione stanno arrivando lentamente. Gli Stati Membri dell Unione Europea hanno di recente concordato sul fatto che la percentuale di immigrati che ha acquisito la residenza permanente o a lungo termine rappresenta un indicatore chiave degli esiti dell integrazione (indicatori di Saragozza), in quanto la cittadinanza attiva supporta l integrazione degli immigrati, la partecipazione al processo democratico e il senso di appartenenza. 26 Gli status di residenza stanno diventando più facili da confrontare attraverso i Paesi europei, in parte grazie alla legislazione della UE (Direttiva CE 2003 / 109 sul permesso CE per lungo soggiornanti) e alle migliori statistiche europee (p.e. Regolamentazione 862 / 2007). Tuttavia, a livello comparativo, si sa ancora molto poco sui residenti a lungo termine e sul modo in cui questo status si adatta ai percorsi di integrazione e insediamento degli immigrati. L Immigrant Citizens Survey esplora i legami che gli immigrati vedono tra uno status giuridico sicuro e la loro integrazione sociale. Come per il tema del ricongiungimento famigliare, agli intervistati è stato chiesto se avessero fatto richiesta o desiderassero fare richiesta per ottenere il permesso CE per lungo soggiornanti nazionale o il permesso permanente europeo. Quale percentuale di cittadini extra UE ha una qualche forma di permesso CE per lungo soggiornanti? Quali problemi hai incontrato durante la richiesta per il permesso CE per lungo soggiornanti? Quali effetti sembra avere questo status sul loro insediamento e sull integrazione sociale? Il 2010 Migrant Integration Policy Index (MIPEX) ha identificato dei percorsi leggermente favorevoli verso il permesso CE per lungo soggiornanti (punteggio 60 +/ 100) in tutti i Paesi dell ICS a eccezione della Germania (punteggio 50 / 100) e della Francia (punteggio 46 / 100). I requisiti degli aventi diritto e le condizioni per l acquisizione variano significativamente attraverso i Paesi. Il periodo massimo di residenza per il permesso di permesso CE per lungo soggiornanti è di cinque anni. Questo periodo viene talvolta accorciato per i rifugiati riconosciuti, i beneficiari di protezione secondaria, i lavoratori altamente qualificati, i titolari di permessi per il ricongiungimento famigliare o per i laureati del sistema di istruzione universitaria della regione. Tuttavia i governi possono escludere alcune categorie legali di residenti extra UE dalla procedura di richiesta. Essi possono anche imporre requisiti per il permesso CE per lungo soggiornanti che sono simili o più rigorosi rispetto a quelli per la cittadinanza, come accade di recente in Europa per i requisiti relativi alla lingua. Maggiori limitazioni in termini di idoneità sono presenti in Francia, in Germania e in Italia rispetto agli altri quattro Paesi. Le condizioni legali sono più restrittive in Belgio, in Ungheria e in Spagna e più esigenti in Francia e in Germania. Nessun altro Paese MIPEX ha imposto tante condizioni quanto la Germania né tante restrizioni all idoneità quanto la Francia. Il Portogallo ha solamente implementato un percorso leggermente favorevole per ottenere il permesso CE per lungo soggiornanti mediante la Legge sull immigrazione del Anche il Belgio e la Spagna hanno di recente migliorato l accesso ai permessi CE per lungo soggiornanti. L Italia sta lavorando su un sistema a punti con i nuovi requisiti in materia di lingua e di integrazione. Gli immigrati che avranno un permesso CE per lungo soggiornanti godono di uno status di residenza sicuro in tutti i Paesi dell ICS a eccezione dell Ungheria e di diritti socio-economici pressoché uguali in tutti i Paesi a eccezione della Francia (restrizioni in termini di qualificazione e lavoro per i cittadini extra UE). 25. Per maggiori informazioni vedere 26. Eurostat, Indicatori dell integrazione dell immigrato : uno Studio Pilota, (Lussemburgo, 2011) ISSN

65 Figura 25. Dopo una residenza di 6 anni, ti ritieni un residente a lungo termine? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=125) (N=96) (N=69) (N=141) (N=351) (N=435) (N=383) (N=367) (N=274) (N=267) (N=218) (N=202) (N=189) (N=163) (N=201) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid No, nessun residente straniero Sì, residente a lungo termine Residenza a lungo termine come parte del processo d integrazione La Figura 25 mostra la percentuale di residenti stranieri nelle città ICS che hanno acquisito qualche forma di residenza dopo aver risieduto nel Paese per sei anni o per un periodo di tempo maggiore. Questa cifra esclude i residenti stranieri che sono stati naturalizzati come cittadini. La maggior parte dei residenti stranieri ha affermato di aver ottenuto un permesso CE per lungo soggiornanti nelle città di Francia, Germania, Spagna, a Budapest e a Milano. In media il richiedente del permesso CE per lungo soggiornanti, nelle città del Belgio, della Francia e a Budapest ha vissuto nel Paese più a lungo e ha fatto richiesta dopo un periodo di tempo superiore rispetto alle città di Italia, Portogallo e Spagna. Alcune categorie di immigrati, in particolar modo gli studenti internazionali, hanno percentuali più basse di residenza a lungo termine. Dopo sei anni o più di residenza nel Paese, non più della metà di coloro che erano studenti internazionali nei Paesi dell ICS hanno avuto permessi CE per lungo soggiornanti. Il permesso CE per lungo soggiornanti è stato anche molto meno diffuso tra altri possessori di permessi nel Paese per sei o più anni : immigrati regolari in Italia, lavoratori a tempo determinato in Portogallo e diverse categorie di visti in Belgio. Permesso CE per lungo soggiornanti / 65

66 Figura 26. Hai fatto domanda per diventare un residente a lungo termine? Vorresti diventarlo? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=169) (N=154) (N=143) (N=121) (N=313) (N=464) (N=448) (N=507) (N=203) (N=273) (N=269) (N=302) (N=246) (N=309) (N=408) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Diventare un Residente a lungo termine Domanda respinta In attesa di risposta Desidero diventare un RLT Non desidero diventare un RLT Non so se voglio diventare un RLT Nota: Il numero di "Rifiuti" è stato leggermente superiore ad Anversa e Barcellona (<8%). Permesso CE per lungo soggiornanti Complessivamente, una percentuale compresa tra l 80 % e il 95 % di intervistati nella maggior parte dei Paesi dell ICS è o desidera diventare residente a lungo termine. La Figura 26 illustra quanti cittadini stranieri hanno fatto richiesta (accettata, respinta o in attesa di risposta) e se i residenti con permesso di soggiorno temporaneo sono interessati o meno a fare richiesta. Comparativamente pochi residenti stranieri hanno fatto domanda nelle città di Italia e Portogallo. In molti dei Paesi dell ICS, la maggior parte dei residenti con permesso di soggiorno temporaneo sanno già di voler diventare residenti a lungo termine, anche nei nuovi Paesi di immigrazione come Italia, Portogallo e Spagna. Al contrario molti dei residenti stranieri nelle città del Belgio e a Budapest dicono di non voler fare domanda per il permesso CE per lungo soggiornanti, di non voler diventare residenti a lungo termine o di non saperlo. I residenti stranieri a Berlino si sono divisi sulla domanda in merito al loro desiderio o meno di fare richiesta. Mentre la maggior parte dei residenti con permesso di soggiorno provvisorio ha affermato di voler diventare residente a lungo termine, un numero limitato ha espresso le ragioni per cui non desidera diventarlo. Coloro che non sono interessati al permesso CE per lungo soggiornanti spesso non vedono la differenza con il loro status attuale (circa un terzo a Budapest e nelle città di Belgio, Germania e Portogallo). Un altra importante ragione risiede nel fatto che questi residenti con permesso di soggiorno provvisorio non desiderano stabilirsi in modo permanente nel Paese, in particolar modo a Budapest e nelle città tedesche. 66 /

67 Figura 27. Dopo quanti anni in cui hai vissuto in questo paese hai deciso di fare richiesta? (N=310) (N=537) (N=554) (N=537) (N=321) (N=412) (N=481) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Nota: Non esiste una differenza importante nella durata media della residenza fino all'inoltro della richiesta tra Lione (3,8) e Parigi (5,4). I "Non lo so" sono stati più alti (<24%) nelle città del Belgio, nelle città Francesi, nelle città Tedesche, a Budapest e a Napoli. Nella maggior parte dei Paesi dell ICS la media dei richiedenti il permesso CE per lungo soggiornanti ha fatto richiesta non molto tempo dopo il periodo di residenza minimo richiesto. La lunghezza media della residenza prima della richiesta è presentata nella Figura 27. Nella maggior parte dei Paesi i candidati hanno fatto richiesta dopo cinque anni di residenza. Permesso CE per lungo soggiornanti / 67

68 Figure 28. Hai incontrato problemi con la richiesta della residenza a lungo termine? 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% (N 90) (N 106) (N 104) (N=167) (N=400) (N 335) (N 353) (N 561) (N 186) (N=148) (N=133) (N=139) (N=158) (N=200) (N=273) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Berlino Stoccarda Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Ottenimento dei document Soddisfare i requisiti Le autorità hanno troppo potere e "possono fare quello che vogliono" Nota: In relazione a queste domande, il numero di "Non lo so" è stato più alto (<21%) nelle città del Belgio e a Budapest. Permesso CE per lungo soggiornanti Problemi e successi Diverse persone che hanno fatto richiesta per il permesso CE per lungo soggiornanti hanno dovuto superare ostacoli relativi alle politiche e alle loro modalità d implementazione nelle diverse città. La Figura 28 indica con quale frequenza i documenti, i requisiti e la discrezione delle autorità hanno creato problemi ai richiedenti intervistati. Le persone hanno raramente incontrato questi problemi nelle città della Spagna e circa due terzi dei richiedenti nelle città di Budapest, Lione, Milano e Napoli. Almeno uno di questi problemi è stato menzionato dalla metà dei richiedenti di Parigi, Berlino e delle città del Portogallo e del Belgio e anche ad Anversa. I documenti e i requisiti sono stati menzionati come difficoltà da molte persone che hanno fatto richiesta nelle città del Belgio, della Germania e del Portogallo. Molti più richiedenti hanno menzionato l atteggiamento arbitrario e ingiusto delle autorità nelle città di Francia e Portogallo rispetto alle città di Germania e Spagna. 68 /

69 Figura 29. Effetti percepiti del permesso di residenza a lungo termine sull'integrazione? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 183) (N 204) (N 633) (N 324) (N 289) (N 357) (N 423) Belgio (ANT, BRU, LUI) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Mi sento bene qui Lavoro migliore Mi sento più coinvolto Migliore istruzione Mi ha aiutato poco Mi ha aiutato molto Nota: Test statistici mostrano una percezione leggermente inferiore degli effetti della residenza a lungo termine sul lavoro a Lione rispetto a Parigi e a Napoli rispetto a Milano, sulla sensazione di stabilità a Liegi rispetto a Parigi e a Stoccarda rispetto a Berlino e sul sentirsi coinvolto e stabile a Madrid rispetto a Barcellona e a Faro rispetto ad altre città del Portogallo (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato più alto (<28%) ad Anversa, Liegi, Lione, Parigi e Budapest. Le persone che sono diventate residenti a lungo termine hanno affermato che questo status di residenza sicura li ha aiutati a sentirsi più integrati, spesso a ottenere un lavoro migliore e talvolta a diventare più istruiti e coinvolti. La Figura 29 mostra in quale misura il permesso CE per lungo soggiornanti ha aiutato gli immigrati tanto o poco in differenti aspetti delle loro vite. Il permesso CE per lungo soggiornanti ha per la maggior parte fatto sentire gli immigrati più stabili in tutti i Paesi dell ICS, in particolar modo in Italia. Nella vita di ogni giorno, da quanto è stato riferito, la condizione ha aiutato la maggior parte degli immigrati a migliorare le loro prospettive di lavoro in tutte le città dell ICS a eccezione di quelle di Italia e Spagna. La maggior parte degli immigrati ha inoltre affermato di sentirsi più coinvolta nella vita della comunità nelle città di Belgio, Francia, Germania e Portogallo o di aver conseguito una migliore istruzione in Belgio, in Francia e, in certa misura, in Portogallo. Permesso CE per lungo soggiornanti / 69

70 Permesso CE per lungo soggiornanti 70 /

71 Cittadinanza Cittadinanza / 71

72 Cittadinanza Hai inoltrato richiesta per ottenere la cittadinanza? Quando hai fatto richiesta? Quale procedura hai usato? Qual è stato l esito della tua richiesta? Quali problemi hai incontrato durante la richiesta per la cittadinanza? In che modo ottenere la cittadinanza ti è stato di aiuto? Cittadinanza Desideri ottenere la cittadinanza? Se no, perchè? In che modo ottenere la cittadinanza ti ha aiutato personalmente? 72 / Volete vedere tutte le risposte? Andate su

73 Conclusioni principali Circa 3 immigrati su 4 sono o desiderano diventare cittadini. I pochi non interessati alla cittadinanza spesso non vedono la differenza rispetto al loro stato attuale oppure ritengono che specifici ostacoli politici rappresentino un problema. Le principali ragioni per non naturalizzarsi sono le procedure difficili in Francia e le limitazioni connesse alla doppia nazionalità in Germania. La naturalizzazione è più comune tra i Paesi classici d immigrazione e i gruppi agevolati in Ungheria e in Spagna. Gli immigrati che sono idonei per la naturalizzazione spesso impiegano molti anni a fare richiesta. La cittadinanza aiuta gli immigrati a sentirsi più stabili, a ottenere lavori migliori e, spesso, a ottenere un istruzione migliore e un maggior coinvolgimento. / 73 Cittadinanza

74 Cittadinanza 74 / La cittadinanza fornisce agli immigrati uguali diritti e un migliore riconoscimento nella società. Le politiche sulla nazionalità spesso scaturiscono in accesi dibattiti nazionali dal punto di vista politico ed emozionale in merito all integrazione, all identità e alla diversità. Le istituzioni europee hanno avuto molto poco da dire sulla naturalizzazione. I ministeri nazionali responsabili per l integrazione hanno acconsentito nelle Conclusioni della Presidenza del Consiglio Europeo di Tampere del 1999 che la naturalizzazione dovesse costituire parte integrante delle loro strategie sui diritti e responsabilità comparabili. Nel 2010, gli Stati Membri della UE hanno fatto della percentuale di immigrati che hanno acquisito la cittadinanza un indicatore di integrazione dell Unione Europea, in quanto i Principi Fondamentali Comuni per l Integrazione dell Unione Europea ritengono che la partecipazione degli immigrati nel processo democratico supporti la loro integrazione e sia suscettibile di migliorare il loro senso di appartenenza. Ricerche e dati internazionali migliori stanno consentendo di scoprire i legami tra le politiche, i tassi di naturalizzazione e gli esiti dell integrazione sociale. Il progetto EUDO Citizenship ha tracciato e analizzato sistematicamente i numerosi modi per l acquisizione e la perdita della nazionalità. 27 La cooperazione internazionale e i sondaggi hanno migliorato il modo in cui i Paesi misurano la cittadinanza (OCSE ed Eurostat, in particolar modo la Normativa 862 / 2007). Nuovi tipi di analisi sembrano indicare che le politiche hanno effetti significativi sul numero di immigrati che si naturalizzano e sul tempo che occorre per ottenere la cittadinanza. 28 La prova dell impatto della cittadinanza è stata raccolta dai ricercatori, ivi compresa l OCSE. 29 Mediante l impiego dei dati longitudinali, questa ricerca mette in evidenza che la cittadinanza opera come uno strumento che aiuta a migliorare l accesso a posti di lavoro pubblici, meglio pagati e che richiedono maggiori qualifiche per gli immigrati, in particolar modo per i gruppi vulnerabili. I ricercatori ipotizzano che la naturalizzazione di aiuti a migliorare non solo i diritti delle persone nel Paese ma anche il loro riconoscimento sul mercato del lavoro e l investimento nella loro istruzione. Ulteriori fonti non longitudinali suggeriscono che la naturalizzazione può anche migliorare la partecipazione politica, la ricerca di un alloggio e l inclusione sociale. Sulla base di questi risultati una nuova ricerca sta indagando sulla modalità con cui le diverse leggi, l implementazione di provvedimenti e di fattori individuali influiscono sull acquisizione della cittadinanza e sull integrazione. 30 L Immigrant Citizens Survey mette alla prova questi risultati emersi chiedendo agli immigrati il loro punto di vista sulla cittadinanza, in quanto parte della loro inclusione e integrazione nella società. Come per le sezioni sul ricongiungimento famigliare e sulla cittadinanza a lungo termine, in questa sezione sono state poste domande agli immigrati in merito al loro interesse, alle loro esperienze e agli effetti percepiti della politica. Gli immigrati con permesso di soggiorno temporaneo desiderano ottenere la cittadinanza? Quanti cittadini extra UE hanno fatto richiesta per la cittadinanza e le richieste sono state accettate? I cittadini percepiscono gli effetti sul loro senso di appartenenza e integrazione sociale? Gli immigrati dispongono di percorsi molto diversi per ottenere la cittadinanza all interno dei Paesi dell ICS, in funzione dell anno in cui hanno fatto richiesta e, talvolta, delle loro origini nazionali o culturali. Decine di anni fa, pochissimi Paesi europei, tra i quali la Francia, l Irlanda e il Regno Unito, hanno facilitato la naturalizzazione, la cittadinanza per diritto di nascita e la doppia nazionalità per gli immigrati di prima generazione. Molti Paesi hanno solamente facilitato l accesso alla nazionalità per quelli con legami storici, etnici o culturali (Germania, Ungheria, Italia, Portogallo e Spagna). All interno di una generazione, gli immigrati hanno assistito a più riforme sulla cittadinanza in Paesi come la Germania, il Belgio, di recente il Portogallo e, forse a breve, il Italia. Nel 2010, il Migrant Integration Policy Index (MIPEX) ha scoperto che le leggi sulla cittadinanza per gli immigrati extra UE comuni erano più favorevoli in Portogallo (solo dal 2006) e leggermente favorevoli in tutti gli altri Paesi dell ICS a eccezione di Ungheria e in Spagna. Questi due Paesi mantengono politiche molto più favorevoli per i gruppi agevolati rispetto agli immigrati extra-ue ordinari. La doppia nazionalità è accettata in tutti i Paesi dell ICS a eccezione della Spagna (solo per Paesi con legami storici) e della Germania (solo in casi eccezionali). Gli immigrati extra UE ordinari sono idonei per fare richiesta dopo diversi anni di residenza : a partire dai tre anni per la naturalizzazione in Belgio (sette per il certificato di nazionalità), dopo cinque anni in Francia, da sette a otto in Germania, otto in Ungheria (nessun periodo 27. Per maggiori dettagli vedere http ://eudo-citizenship.eu/ 28. Vedere Dronkers Jaap and Vink Maarten, Explaining Access to Citizenship in Europe : How Policies Affect Naturalisation Rates, Politiche dell Unione Europea 13(3), Sartori Fabio, Acquisitions of citizenship on the rise in 2009, Eurostat : Statistica in Focus 24/2011, Lussemburgo, http ://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ity_ OFFPUB/KS-SF /EN/KS-SF EN.PDF, Reichel David Do legal regulations hinder naturalisation? EUI Working Papers RSCAS 2011/51, Firenze, Italia, http ://cadmus.eui.eu/bitstream/handle/1814/18734/ RSCAS_2011_51.pdf?sequence=3

75 specifico per gli ungheresi etnici), dieci in Spagna (due per i Paesi con legami storici) e dieci in Italia (periodi più brevi per alcuni, p.e. per i discendenti di italiani). Le condizioni legali generali (p.e. conoscenza della lingua e civica, reddito) risultano più inclusive in Belgio e in Portogallo, più esigenti in Germania e più discrezionali in Francia e in Spagna. La procedura complessiva è discrezionale in Ungheria, Francia, Italia e Belgio (per la naturalizzazione) mentre è basata sui diritti in Germania, Spagna e Belgio (per la dichiarazione di nazionalità). Figura 30. Desideri diventare un residente a lungo termine? Desideri ottenere la cittadinanza? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=263) (N=143) (N=222) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) (N=303) Ungheria (BUD) (N=426) (N=579) (N=181) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Desidero la RLT e/o la cittadinanza Desidero almeno la Cittadinanza Desidero almeno la RLT Non so cosa desidero Non desidero la RLT né la cittadinanza Nota: Test statistici mostrano che gli intervistati di Liegi sono stati in più ad affermare di desiderare la RLT o la Cittadinanza rispetto agli intervistati di Anversa o Bruxelles (per tutte le differenze: p 0,05). Oltre il permesso CE per lungo soggiornanti : Interesse nella cittadinanza La maggior parte dei residenti con permesso di soggiorno provvisorio non è interessata solo a ottenere il permesso CE per lungo soggiornanti nelle regioni in cui vive. La Figura 30 mostra la percentuale di residenti provvisori intervistati che ha affermato di voler diventare residente a lungo termine e/o cittadino. In tutti i Paesi dell ICS la maggior parte degli intervistati desidera una condizione di residenza più sicura. Nelle città di Francia, Portogallo e Italia gli intervistati hanno affermato di volere non solo diventare residenti a lungo termine ma anche cittadini. Nelle città italiane, quasi la metà desidera la stessa cosa ma un altro terzo è attualmente solo interessato al permesso CE per lungo soggiornanti. I residenti con permesso di soggiorno provvisorio intervistati a Budapest e nelle città del Belgio e della Germania si sono mostrati più divisi e incerti in merito al loro status futuro nel Paese. Molti erano interessati alla cittadinanza in Belgio mentre pochi erano o desideravano diventare residenti a lungo termine (attualmente non occorre una richiesta ufficiale per la naturalizzazione). In Germania il 30 % ha affermato di desiderare solamente diventare residente a lungo termine mentre un altro 30 % preferirebbe mantenere lo status di residente provvisorio piuttosto che diventare residente a lungo termine o cittadino. / 75 Cittadinanza 29. OCSE, Naturalizzazione : Un passaporto per una migliore integrazione degli immigrati? OCSE Publishing, Parigi, 2011, doi : / en www. oecd.org/document/0/0,3746,en_2649_37415_ _1_1_1_37415,00.html 30. Per maggiori dettagli vedere il progetto di ricerca disponibile finanziato dall EIF, Accesso alla cittadinanza e il suo impatto sull integrazione dell immigrato (ACIT), http ://www.migpolgroup.com/projects_detail.php?id=60

76 Figura 31. Per quale motivo non desideri ottenere la cittadinanza? 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 79) (N=72) (N 549) (N 184) (N 235) (N=101) (N=52) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Germania (BER, STU) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Nessuna differenza con il mio status attuale Devo rinunciare alla precedente cittadinanza Non mi stabilirò nel paese La procedura è troppo complessa Nota: I test statistici mostrano che la differenza rispetto allo stato attuale è stata citata come ragione in percentuale maggiore a Milano rispetto a Napoli e in percentuale leggermente maggiore a Bruxelles rispetto alle altre città del Belgio e a Lisbona rispetto ad altre città del Portogallo. La precedente cittadinanza è stata citata più spesso a Stoccarda che a Berlino. La procedura è stata citata più spesso a Milano rispetto a Napoli (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato superiore a Budapest (<43%) ad Anversa e leggermente superiore a Bruxelles, Liegi, Lione e Milano mentre il numero dei "Rifiuti" (<8%) è stato più alto ad Anversa. Cittadinanza I pochi residenti provvisori che non desiderano naturalizzarsi spesso non riconoscono il valore della cittadinanza oppure hanno altre ragioni che concernono nello specifico il loro Paese. La Figura 31 suggerisce perché la cittadinanza potrebbe non risultare interessante per molti stranieri nelle città intervistate della Germania, dell Ungheria e dell Italia e per i pochi immigrati del Belgio, della Francia, del Portogallo e della Spagna. Un numero limitato di intervistati in Spagna non ha menzionato alcun problema in particolare. In tutti gli altri Paesi, una delle principali ragioni (42-57 %) per cui gli stranieri non desiderano naturalizzarsi, specialmente i residenti a lungo termine, è rappresentata dal fatto che questi ultimi non vedono la differenza tra il loro status attuale e la cittadinanza. uttavia non si tratta della principale ragione nella maggior parte dei casi. Per pochi intervistati nelle città del Portogallo e molti nelle città italiane, oltre la metà ha affermato che attualmente non ha in progetto di stabilirsi in modo permanente nei Paesi d immigrazione. La metà di quelli nelle città francesi afferma che la procedura di naturalizzazione è troppo complicata. Nelle città della Germania, circa la metà non desidera ottenere la cittadinanza in quanto sarebbe necessario rinunciare alla precedente cittadinanza conformemente alla legge della Germania. Questo problema ha assunto una minore importanza in altre Paesi, forse in base alle leggi sulla cittadinanza dei Paesi d origine e perché gli immigrati conoscono le opportunità della doppia nazionalità. La Figura 32 mostra in dettaglio quanto sia comune per gli immigrati extra UE fare richiesta o desiderare ottenere la cittadinanza nelle 15 città. 76 /

77 Figura 32. Hai inoltrato richiesta per ottenere la cittadinanza? Vorresti diventarlo? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N=311) (N=411) (N=293) (N=316) (N=669) (N=1187) (N=395) (N=397) (N=405) (N=450) (N=401) (N=409) (N=580) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Budapest Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Madrid Naturalizzato come cittadino Domanda respinta In attesa di risposta Desidero ottenere la cittadinanza Non desidero ottenere la cittadinanza Non so se voglio ottenerla Nota: La Germania è stata esclusa a causa dei vincoli di campionamento che conducono a una sottorappresentazione dei cittadini naturalizzati. Complessivamente, circa tre immigrati extra UE su quattro nella maggior parte delle città dell ICS hanno affermato di essere o di desiderare diventare cittadini. Le principali eccezioni sono rappresentate dalle città italiane, nelle quali circa la metà degli stranieri intervistati non è interessata o non è sicura di voler ottenere la cittadinanza. Ancora pressoché la stessa percentuale di immigrati intervistati nelle città di Italia e Portogallo sa di voler ottenere la cittadinanza in futuro. Le richieste di naturalizzazione della maggior parte di immigrati intervistati sono state accettate. Il numero più ampio di rifiuti è stato registrato nelle città della Francia. Per coloro che sono in attesa di risposta, l attesa risulta essere relativamente breve nelle città del Portogallo, leggermente più lunga nelle città della Francia e più lunga nelle città di Belgio e Spagna, con numerosi casi che risalgono al 2008 / Il campione ICS suggerisce che la naturalizzazione degli immigrati è molto più comune tra i Paesi che non sono nuovi all immigrazione nonché per i gruppi facilitati in Ungheria e Spagna. Fino a questo momento nelle città di Italia e Portogallo si è assistito a un numero limitato di richieste di cittadinanza, la maggior parte delle quali sono state fatte di recente. Nelle città del Portogallo, il numero di richiedenti provenienti da Paesi lusofoni e non lusofoni è aumentato in modo considerevole dopo la riforma del 2006, che ha consentito l accesso alle procedure favorevoli riservate alle persone provenienti da Paesi lusofoni anche a tutti i residenti che parlano la lingua portoghese. In confronto oltre la metà di tutti gli immigrati extra UE intervistati ha già fatto domanda per la cittadinanza a Budapest e nelle città del Belgio, della Francia e della Spagna. Dietro al numero considerevole in Ungheria e in Spagna si trovano le maggiori differenze nelle procedure e tassi di naturalizzazione. Le persone intervistate avevano più probabilità di diventare cittadini se erano madrelingua ungheresi (83 % naturalizzati rispetto al 24 % per i non madrelingua) o se provenivano da Paesi storicamente legati alla Spagna (46 % di naturalizzati rispetto al 18 % degli altri). Poche differenze emergono attualmente tra le persone provenienti da Paesi lusofoni e non lusofoni nelle città del Portogallo, il che è imputabile anche alla riforma del Cittadinanza / 77

78 Figura 33. Dopo quanti anni in cui hai vissuto in questo paese hai deciso di fare richiesta? (N=100) (N=248) (N=127) (N=179) (N=384) (N=291) (N=189) (N=54) (N=34) (N=109) (N=125) (N=149) (N=218) (N=30) (N=320) (N=24) Anversa Bruxelles Liegi Lione Parigi Budapest Madrelingua Budapest Non madrelingua Milano Napoli Faro Lisbona Setubal Barcellona Paesi con legami storic Barcellona Paesi senza legami storici Madrid Paesi con legami storici Madrid Paesi senza legami storici Nota: La Germania è stata esclusa a causa dei vincoli di campionamento che conducono a una sottorappresentazione dei cittadini naturalizzati. Il numero di "Non lo so" è stato superiore a Budapest (<29%), nelle città del Belgio e a Budapest, mentre il numero di "Rifiuti" è stato più alto (<5%) a Milano. L attesa per la naturalizzazione Gli immigrati che sono idonei per la naturalizzazione spesso impiegano molti anni a fare richiesta. Coloro che soddisfano il requisito di residenza non solo devono essere interessati a fare richiesta ma devono anche soddisfare altri requisiti legali. La Figura 33 mostra il numero medio di anni che occorre per fare richiesta per ciascuna città. La media di richiedenti ha dovuto attendere un anno o due in più rispetto al requisito di residenza minima a Budapest (non madrelingua) e nelle città di Belgio, Francia, Italia e Spagna. Al contrario gli immigrati in Francia devono attendere molto più tempo per fare richiesta rispetto ai cinque anni minimi per la naturalizzazione comune. I gruppi facilitati in Ungheria e Spagna, che godono di requisiti di residenza molto più brevi, attendono ugualmente molto tempo in più per fare richiesta. Nelle città del Portogallo, molti residenti a lungo termine che hanno soddisfatto i requisiti di residenza hanno iniziato a fare richiesta dopo la riforma del Cittadinanza 78 /

79 Figura 34. Dopo 20 anni e oltre di residenza nel paese hai ottenuto la cittadinanza? 100% 90% 80% 70% 60% 82% 56% 92% 67% 64% 91% 73% 50% 40% 30% 29% 20% 10% 0% (N=294) (N=442) (N=221) (N=139) (N=109) (N=148) (N=75) (N=29) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Madrelingua Non madrelingua Paesi con legami storici Paesi senza legami storici Nota: La Germania è stata esclusa a causa dei vincoli di campionamento che conducono a una sottorappresentazione dei cittadini naturalizzati. I test statistici non mostrano alcuna differenza significativa tra le città all'interno del medesimo paese. I risultati dell ICS fanno emergere preoccupazioni in merito alla completa inclusione a lungo termine dei residenti stranieri in diversi Paesi. Gli immigrati che non sono cittadini del loro Paese di residenza o di altri Paesi della UE sono in larga parte assenti dalle politiche nazionali, potenzialmente esposti alla minaccia di espulsione e, in diversi Paesi della UE, esclusi dall accesso ai lavori del settore pubblico, da alcune professioni e dai pieni diritti sociali. La Figura 34 mostra quale percentuale di immigrati extra UE con venti o più anni di residenza nel Paese ha ottenuto la cittadinanza. I tassi di naturalizzazione sono molto alti nelle città del Belgio per la maggior parte dei residenti a lungo termine e a Budapest e nelle città della Spagna, in particolar modo per i due gruppi avvantaggiati. Questo tasso è del 64 % nelle città del Portogallo, 31 del 56 % nelle città della Francia e del 29 % nelle citi. Le potenziali ragioni che stanno dietro a questi numeri bassi sono fornite dai residenti a lungo termine non naturalizzati in cinque Paesi (esclusi Portogallo e Spagna). Circa la metà dei residenti a lungo termine non ha fatto richiesta per la cittadinanza poiché non vede alcuna differenza con il suo stato attuale oppure ritiene che la procedura sia troppo complicata (20-55 %). Cittadinanza / Esiste una piccola differenza tra gli immigrati intervistati provenienti da paesi Lusofoni e quelli provenienti da paesi non Lusofoni.

80 Figura 35. Hai avuto problemi a ottenere la cittadinanza? 100% 90% 80% 70% 60% 50% 53% 47% 57% 53% 40% 41% 30% 29% 25% 20% 10% 16% 12% 0% (N=509) (N=563) (N=380) (N=198) (N=89) (N=297) (N=110) (N=529) (N=61) Belgio Francia (ANV, BRU, LIE) (LIO, PAR) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Madrelingua Non madrelingua Paesi lusofoni Paesi non lusofoni Paesi con legami storici Paesi senza legami storici Nota: La Germania è stata esclusa a causa dei vincoli di campionamento che conducono a una sottorappresentazione dei cittadini naturalizzati. I test statistici mostrano un numero leggermente inferiore di problemi riportati dagli intervistati di Bruxelles rispetto ad Anversa, nella fattispecie problemi con le autorità o in materia di requisiti (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato più alto (<22%) nelle città del Belgio. Quando gli immigrati intervistati hanno inoltrato richiesta, tra i principali problemi menzionati ci sono stati le politiche o l implementazione nelle città di Francia, Portogallo, Italia e Belgio, in particolar modo ad Anversa. La Figura 35 mostra quanti immigrati hanno riscontrato uno o più problemi con la procedura. Il modo in cui le autorità esercitano i loro poteri ha rappresentato il problema principale nelle città di Portogallo (42 %), Francia e Italia (30 %) e in misura minore in Belgio (18 %). In Portogallo le autorità sono state percepite più positivamente dai richiedenti provenienti da Paesi non lusofoni (30 %) rispetto a quelli provenienti dai Paesi lusofoni (46 %). L ottenimento dei documenti necessari è stato un problema menzionato da un richiedente su quattro nelle città portoghesi e da uno su cinque nelle città della Francia, dell Italia e del Belgio. I gruppi avvantaggiati in Ungheria e in Spagna non hanno riferito alcun problema particolare. I richiedenti comuni nelle città spagnole a volte hanno dovuto affrontare problemi con i documenti o rinunciare alla loro precedente cittadinanza. I non madrelingua in Ungheria hanno riferito diversi problemi con i documenti, requisiti, discrezione e la loro conoscenza della procedura. Cittadinanza 80 /

81 Figura 36. Effetti percepiti della cittadinanza sull'integrazione 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% (N 401) (N 276) (N 429) (N 49) (N 246) (N 362) Belgio (ANV, BRU, LIE) Francia (LIO, PAR) Ungheria (BUD) Italia (MIL, NAP) Portogallo (FAR, LIS, SET) Spagna (BAR, MAD) Mi sento bene qui Lavoro migliore Mi sento più coinvolto Migliore istruzione Mi ha aiutato poco Mi ha aiutato molto Nota: La Germania è stata esclusa a causa dei vincoli di campionamento che conducono a una sottorappresentazione dei cittadini naturalizzati. I test statistici mostrano una percezione leggermente inferiore degli effetti della cittadinanza su lavoro e istruzione a Bruxelles rispetto ad altre città del Belgio e una percezione leggermente superiore degli effetti sul sentimento di stabilità a Liegi rispetto ad altre città del Belgio e per quanto concerne il sentimento di coinvolgimento a Madrid rispetto a Barcellona (per tutte le differenze: p 0,05). Il numero di "Non lo so" è stato superiore(<23%), nelle città del Belgio e a Budapest e leggermente superiore (<8%) nelle città Francesi e a Milano. Problemi e successi Una volta che gli immigrati si sono naturalizzati percepiscono gli effetti della cittadinanza sulle loro vite, sul loro lavoro e spesso sulle loro comunità locali. La Figura 36 mostra la percentuale di immigrati naturalizzati che ritiene che la cittadinanza li abbia aiutati molto o poco in differenti aree. 32 Anzitutto la cittadinanza consente agli immigrati di sentirsi più stabili, conformemente a quanto affermato dalla maggioranza in tutti i Paesi dell ICS, con percentuali che vanno dal 53 % di Budapest al 92 % nelle città italiane. Circa la metà nella maggior parte dei Paesi afferma che avere ottenuto la cittadinanza gli è stato di aiuto in diversi modi sul mercato del lavoro. I maggiori effetti percepiti sul lavoro sono stati citati dagli immigrati di Belgio e Francia. Nelle città della Spagna era più probabile che fossero gli immigrati ordinari ad affermare che la cittadinanza li aveva aiutati nel lavoro rispetto agli immigrati provenienti da Paesi caratterizzati da legami storici con la Spagna. Circa la metà degli immigrati nelle città del Belgio, della Francia e del Portogallo pensano anche che la cittadinanza consentirà loro di ottenere una migliore istruzione e un maggiore coinvolgimento nella loro comunità locale. Cittadinanza / Si noti che è possibile confrontare direttamente le domande sugli effetti sull integrazione della cittadinanza, della residenza a lungo termine e del ricongiungimento famigliare grazie ai pochissimi immigrati intervistati in tutti i Paesi che hanno ottenuto più di una di queste ultime. Tuttavia i residenti a lungo termine e i cittadini hanno entrambi fornito risposte della loro percentuale di soddisfazione in relazione a differenti aree della loro vita. Tra i residenti nel PPaese da 15 anni e oltre, gli immigrati che sono diventati cittadini riferiscono livelli leggermente superiori di soddisfazione per la loro vita, in particolar modo per quanto concerne il loro lavoro, istruzione, sistemazione e vita sociale, rispetto agli immigrati che sono rimasti residenti a lungo termine. Questo modello si mantiene costante attraverso i vasti campioni in Francia, in Ungheria e in Portogallo così come con campioni più piccoli in Belgio e in Spagna.

82 Cittadinanza 82 /

83 Conclusione / 83 conclusion

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