Le donne e lo sviluppo rurale. Per garantire. un futuro. all'europa rurale. Commissione europea Direzione Generale Agricoltura

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1 Commissione europea Direzione Generale Agricoltura Le donne e lo sviluppo rurale Per garantire un futuro all'europa rurale

2 Numerose altre informazioni sull'unione europea sono disponibili su Internet via il server Europa (http://europa.eu.int) e il sito Web Inforegio (http://inforegio.cec.eu.int). Una scheda bibliografica figura alla fine del volume. Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, 2000 ISBN Comunità europee, 2000 Riproduzione autorizzata con citazione della fonte. Printed in Belgium STAMPATO SU CARTA SBIANCATA SENZA CLORO

3 Indice Prefazione 4 Introduzione 5 La forza lavoro femminile 6 Le donne come fattore chiave di uno sviluppo rurale sostenibile 10 Ottimizzazione del sostegno comunitario 16 Prospettive 19 Casi esemplari 20 Per ulteriori informazioni 23 Le donne e lo sviluppo rurale 3

4 L essenziale contributo delle donne allo sviluppo rurale Per l Unione europea garantire pari opportunità a uomini e donne è una priorità importante; si tratta anche, semplicemente, di una necessità pratica se si vuol realizzare uno sviluppo rurale sostenibile. Per valorizzare al massimo le risorse umane, senza alterare l integrità del tessuto sociale nelle comunità rurali, ma cercando anzi di infondere nuova vitalità alle economie locali, è essenziale coinvolgere pienamente le donne. Ciò significa integrare sistematicamente le pari opportunità nella pianificazione e nell attuazione dei programmi e dei progetti di sviluppo rurale, per consentire a uomini e donne di parteciparvi e trarne beneficio in condizioni di parità. Nelle decisioni che riguardano la vita e l economia della società rurale è necessario raggiungere un più corretto equilibrio tra uomini e donne. A tale scopo è opportuno incoraggiare e coinvolgere le reti associative delle donne e favorire la presenza femminile negli incarichi gestionali e di pianificazione. Per i futuri beneficiari del sostegno comunitario allo sviluppo rurale l integrazione delle pari opportunità non rappresenterà più una scelta ma una strada obbligata. Gli Stati membri (e i paesi candidati quando verrà il loro turno) dovranno garantire che tutti i programmi sostenuti dalla Comunità costituiscano un passo in avanti verso la parità fra uomini e donne, soprattutto nel campo dell occupazione, dell impresa, dell istruzione e della formazione, e infine per la possibilità di conciliare vita professionale e familiare. La presente pubblicazione analizza alcuni nodi fondamentali della condizione delle donne in ambito rurale e della loro possibilità di partecipare allo sviluppo rurale, prendendo anche in esame il nuovo contesto politico e alcuni esempi positivi di iniziative pratiche. Si vuole in questo modo offrire alcuni spunti che stimolino i responsabili dei programmi e dei progetti di sviluppo rurale a tener conto delle esigenze e degli interessi delle donne nelle aree rurali. Franz Fischler Commissario per l agricoltura e lo sviluppo rurale 4 Le donne e lo sviluppo rurale

5 Introduzione Le aree rurali dell Unione europea sono estremamente variegate per struttura economica e sociale, geografia e cultura. Anche le donne che vivono nelle aree rurali non costituiscono un gruppo omogeneo: nelle aziende agricole e in quelle a conduzione familiare, sul lavoro e in comunità, esse ricoprono differenti mansioni e svolgono attività diverse. Anche le loro esigenze e i loro interessi sono tutt altro che uniformi, variando in relazione alle diverse fasce d età e dipendendo dalla dimensione e dalla composizione della famiglia e dall età dei figli. I mutamenti economici e sociali che interessano le aree rurali non coinvolgono tutte le donne nello stesso modo: ad alcune offrono opportunità, per altre si tratta di sfide asperrime. Le economie rurali, soprattutto quelle che dipendono dall agricoltura, sono state investite dai processi di globalizzazione che portano alla ristrutturazione e al declino del settore agricolo e alla crescita del settore dei servizi, esaltando altresì il ruolo della tecnologia. In molte zone questa situazione ha prodotto opportunità occupazionali senza precedenti, trasformando nello stesso tempo il ruolo e lo status delle donne. Tali mutamenti hanno anche ridistribuito ulteriormente la popolazione: alcune aree rurali vicine ai centri urbani subiscono forti pressioni, mentre in molte aree periferiche il declino demografico non si arresta. In alcune regioni d Europa, la recessione economica e i tagli ai servizi pubblici hanno accentuato il declino rurale, aggravando l isolamento e la carenza di infrastrutture di queste zone: i giovani - e le giovani donne soprattutto - emigrano verso le aree urbane in numero sempre maggiore. In Finlandia la percentuale della popolazione rurale ha registrato un calo generale, ma attualmente il numero di donne presenti nelle aree rurali è inferiore a quello degli uomini. Nel 1970 gli uomini superavano le donne di unità; nel 1990 la differenza era di La percentuale della popolazione femminile presente nelle aree rurali è ancora inferiore per le fasce d età che vanno dai 25 ai 44 anni. La situazione è particolarmente grave nelle aree rurali periferiche dove, nel 1998, la percentuale delle donne nella fascia d età tra i 25 e i 44 anni era pari appena al 40%. Nonostante questa tendenza a spostarsi verso i centri urbani abbandonando le aree rurali, queste ultime offrono ancora opportunità potenziali. Gli studi effettuati rivelano che in generale le donne delle aree rurali preferiscono senz altro rimanere nelle proprie comunità e contribuire al loro sviluppo, purché siano soddisfatte alcune condizioni essenziali: opportunità occupazionali nella zona (per esempio lavoro a tempo parziale); possibilità di acquisire esperienza di lavoro e qualifiche professionali; servizi locali nel campo dell istruzione e della formazione; servizi all impresa a sostegno di progetti e iniziative delle donne; servizi di trasporto pubblico compatibili con l orario di lavoro; infrastrutture locali di accoglienza e custodia dei bambini e servizi sociali per anziani e malati; organizzazioni di sostegno professionali e pubbliche. Le donne stanno cercando di raggiungere un più corretto equilibrio nella divisione del lavoro domestico; naturalmente è necessario incoraggiarle nel loro sviluppo personale e professionale, e sostenerle nel loro tentativo di raggiungere l indipendenza finanziaria e di partecipare pienamente al processo decisionale. I programmi per lo sviluppo rurale mirano quindi a individuare gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione femminile alla vita pubblica ed economica a livello locale, e a sviluppare iniziative specifiche a favore delle donne. Adesso passeremo ad analizzare le questioni principali da affrontare e cercheremo di offrire soluzioni pratiche ai problemi. Le donne e lo sviluppo rurale 5

6 La forza lavoro femminile Il mercato rurale del lavoro I recenti mutamenti economici menzionati nell introduzione investono in modo particolare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. I mutamenti più radicali interessano le donne che vivono negli Stati membri meridionali, dove il mercato del lavoro ha subito le maggiori trasformazioni. L occupazione ufficiale - che spesso consiste in un lavoro a tempo pieno o parziale nell industria della trasformazione alimentare o nel lavoro a domicilio per le industrie tessili - si sta sostituendo al lavoro non retribuito nell azienda agricola familiare. In Italia e in Portogallo, un numero crescente di donne assume autonomamente la gestione dell azienda agricola. In Spagna, il lavoro salariato occasionale o stagionale è fonte sempre più frequente di occupazione femminile nelle aree rurali. Nel 1998 nelle aree rurali della Spagna il 48,8% delle donne di età compresa fra i 16 e i 69 anni risultava occupato, laddove la stessa percentuale a livello nazionale era pari al 31,7%. Il 13,4% delle donne delle aree rurali è stato inserito nella categoria dei collaboratori familiari, rispetto ad una percentuale nazionale dell 1,7%. Il 28,3% della popolazione femminile attiva nelle aree rurali risulta occupato nell agricoltura. In gran parte delle aree rurali le opportunità di lavoro valide sono scarse. Spesso le donne svolgono attività poco retribuite e scarsamente qualificate, in cui si richiedono competenze e capacità inferiori a quelle di cui esse dispongono, e sempre più frequentemente l offerta di lavoro si concentra in attività temporanee o a tempo parziale. Il tempo parziale può soddisfare alcune donne, soprattutto quelle con bambini piccoli, ma in generale si richiede un occupazione che garantisca migliori condizioni e un orario di lavoro più lungo. Nel 1992, nelle aree rurali del Portogallo la presenza femminile nel settore terziario era maggiore di quella maschile (53% del totale); è stato però osservato che le donne svolgevano soltanto attività scarsamente retribuite, che richiedevano una bassa qualifica professionale. Nel Baden-Württemberg, in Germania, il 40% delle donne delle aree rurali svolge attività in cui si richiedono competenze inferiori alle loro qualifiche professionali; nelle aree urbane la stessa percentuale scende al 29%. Nelle aree rurali della Danimarca si registra, rispetto alle aree urbane, un numero relativamente più alto di personale femminile non qualificato e una percentuale inferiore di personale femminile qualificato e salariato. Il numero crescente di aziende agricole di proprietà femminile è soprattutto il risultato degli sviluppi recenti: gli uomini cercano occupazione fuori dell azienda agricola per integrare il reddito dell azienda e ne trasferiscono quindi la proprietà alle donne. Negli ultimi anni questo fenomeno si è diffuso soprattutto nei paesi meridionali dell Unione europea. I n Spagna le aziende agricole a conduzione familiare di proprietà femminile hanno dimensioni medie di 9,9 ettari, rispetto ai 15,5 ettari delle aziende agricole di proprietà maschile. Inoltre le dimensioni dell azienda agricola sono inferiori se la donna è l unico proprietario: 5,3 ettari (in media) rispetto agli 11,8 ettari delle aziende agricole in cui le donne sono comproprietarie. 6 Le donne e lo sviluppo rurale

7 Altri tipi di occupazione, o di lavoro autonomo, si stanno gradualmente sostituendo al lavoro agricolo. Nelle aree rurali centrali degli Stati membri che dispongono di un più alto PIL pro capite, il settore terziario rappresenta una fonte importante di occupazione per il personale d ufficio e del settore dei servizi, che costituisce un alta percentuale della forza lavoro femminile. Nelle regioni rurali dell Austria, la percentuale femminile della popolazione attiva ha raggiunto nel 1991 il 39,2%, laddove la percentuale a livello nazionale era pari al 41,5%. Più della metà della popolazione femminile attiva nelle regioni rurali svolgeva attività retribuite. Oggi più che in passato soprattutto le donne di mezza età svolgono attività retribuite. Nel 1997, la percentuale di giovani donne attive nelle aree rurali della Francia ha raggiunto il 78%, equiparandosi per la prima volta alla percentuale della stessa fascia d età delle donne nelle aree urbane. Nel 1997, la percentuale delle donne attive occupate nel settore terziario nelle aree rurali della Francia ha raggiunto il 72%, registrando un incremento rispetto al 62% del Tassi di disoccupazione a confronto Generalmente alto in gran parte delle regioni rurali, il livello di disoccupazione è spesso più alto per le donne che per gli uomini. I tagli e l accentramento dei servizi pubblici e privati sono frequenti negli Stati membri settentrionali, mentre al sud il problema si collega piuttosto al declino delle tradizionali industrie manifatturiere. Il tasso di disoccupazione comunque non rispecchia la realtà quanto alla percentuale di donne in cerca di lavoro, indicando soltanto la percentuale di coloro che sono iscritte all ufficio di collocamento. Molte donne che non hanno diritto ad alcuna indennità, o che non si iscrivono al collocamento per mancanza di opportunità di lavoro, non rientrano nelle statistiche. Nel 1997, nella fascia d età anni, il 34% delle donne e il 19% degli uomini risultava disoccupato nelle aree rurali della Francia, con un divario assai superiore a quello osservato per la stessa fascia d età nelle aree urbane. N el 1994 in Finlandia il tasso di disoccupazione in tutte le aree rurali era pari al 21% (per le donne) e al 20% (per gli uomini). Nelle aree rurali periferiche, però, le percentuali corrispondenti erano del 30% e del 25%. Le donne e lo sviluppo rurale 7

8 Status professionale delle donne Le donne attive nelle aziende agricole o nelle imprese a conduzione familiare sono spesso prive di status professionale, retribuzione indipendente e previdenza sociale autonoma. Questa situazione è quasi sempre la norma per coppie che richiedano sussidi per la propria impresa o famiglia. In Portogallo le donne costituivano, nel 1992, la maggioranza della forza lavoro agricola (il 54%). Tuttavia soltanto il 16,4% delle mansioni direttive nelle aziende agricole era ricoperto da donne. Gran parte delle donne lavora in qualità di collaboratore non retribuito e non qualificato. La disparità è stata perpetuata dai finanziamenti dei progetti agricoli, per i quali soltanto il 18,7% del sostegno finanziario fornito dalla Comunità europea tra il 1986 e il 1992 è stato concesso a donne. Gli studi condotti sulle donne occupate in attività agricole nelle aree rurali dell Inghilterra dimostrano che: il 10% delle donne occupate nell agricoltura svolge quest attività per conto proprio; il 60% delle altre è impegnato in attività manuali o meccaniche nell azienda agricola; un ulteriore 20% partecipa all amministrazione o offre comunque il proprio aiuto in caso di necessità; il 25% è impegnato in attività legate all azienda agricola ma diverse dall attività principale; il 18% è occupato all esterno dell azienda agricola (la percentuale è in crescita). I n Francia il 60% delle imprese a conduzione familiare - soprattutto imprese artigianali e commerciali - è gestito da una coppia. Soltanto il 6% dei coniugi di sesso femminile viene classificato come collaboratore in compartecipazione, e poche sono anche le donne dipendenti o socie. Gran parte di loro lavora più di 39 ore alla settimana, soprattutto in piccole aziende commerciali, prive di qualsiasi status giuridico o tutela sociale. Una vera economia sommersa. 8 Le donne e lo sviluppo rurale

9 Tempo dedicato alla Tempo dedicato Tempo libero professione, formazione alla famiglia Agricoltura, agricoltori 4h.10 8h.20 6h.15 1h.40 1h.55 2h.20 Altre donne occupate in attività agricole Popolazione femminile occupata nei centri urbani 5h.00 5h.20 6h.20 6h.20 5h.50 4h.40 3h.00 3h.40 2h.30 2h.50 3h.20 3h.40 In Francia uno studio condotto a livello nazionale ha mostrato rilevanti differenze, quanto all occupazione giornaliera del tempo, fra uomini e donne, e fra uomini e donne nei centri urbani, nelle aree rurali, e nelle aziende agricole. Un orario di lavoro eccessivo A parte i molteplici ruoli che le donne devono ricoprire nella gestione domestica e nell assistenza ai membri della famiglia, nell organizzazione e nella prestazione di servizi alla comunità e naturalmente nell economia, sono soprattutto le donne occupate nell agricoltura ad avere l orario di lavoro più lungo. Di conseguenza è difficile, nel lungo periodo, associare formazione e occupazione alle responsabilità quotidiane. Lavoro agricolo La definizione di lavoro agricolo offerta dalle statistiche ufficiali si limita soprattutto al lavoro svolto solitamente dagli uomini, come il lavoro manuale e i compiti manageriali più visibili. Molte delle altre attività che si associano all azienda agricola e che sono svolte dalle donne, molto spesso non vengono considerate lavoro agricolo e vengono quindi relegate tra ruoli sommersi come l assistenza e il lavoro domestico. Nell ambito dell azienda agricola e in quella a conduzione familiare i ruoli sono spesso rigorosamente definiti, e l amministrazione, la contabilità e gli ordini rientrano solitamente nelle mansioni femminili. Nelle aziende agricole dei Paesi Bassi le donne dedicano in media 50 ore alla settimana al lavoro domestico e familiare, e 22 ore alla settimana al lavoro agricolo (il 20% circa del lavoro necessario all azienda). In Spagna nelle aziende agricole catalane le donne lavorano in media 77 ore alla settimana. Le donne e lo sviluppo rurale 9

10 Le donne come fattore chiave di uno sviluppo rurale sostenibile Partecipazione al processo decisionale Benché il contributo femminile allo sviluppo delle comunità locali sia significativo, soltanto un esigua minoranza di donne delle aree rurali partecipa al processo decisionale e progettuale, soprattutto a livello regionale e nazionale. Ciò è dovuto in parte al carico di lavoro e ai ruoli molteplici svolti dalle donne, e in parte al persistere di una concezione tradizionale sulla divisione dei ruoli nella società. Nelle aree rurali spagnole si registra un alta partecipazione delle donne ad associazioni culturali, associazioni femminili e gruppi a livello locale;è invece scarsa la presenza delle donne nelle organizzazioni professionali, nelle cooperativee nei sindacati. In Svezia nelle aree rurali si contano più di associazioni di sviluppo delle comunità locali. Il nucleo attivo di queste associazioni consta di persone circa, metà delle quali sono donne. La partecipazione femminile è vigorosa e influenza la tipologia delle attività intraprese, anche se le donne in posizione direttiva sono una minoranza. Le donne costituiscono un terzo circa dei funzionari di collegamento dei gruppi. La federazione degli agricoltori svedesi offre invece un quadro meno roseo: nel 1995 le donne rappresentavano il 26% dei suoi associati, ma a livello nazionale soltanto 2 dei 22 membri della direzione erano donne (9%). In Irlanda, nella prima fase del programma comunitario LEADER, fra i dirigenti degli organismi di gestione dei 17 gruppi locali d azione, il 10% erano donne. Quasi due terzi di questi organismi contavano fra i propri dirigenti una sola donna o addirittura nessuna. Nella seconda fase del programma si è cercato di incrementare la presenza delle donne, chiedendo ai gruppi di affrontare consapevolmente, nella gestione dei propri programmi, le problematiche relazionali uomo-donna e quelle relative ad un equilibrata presenza dei due sessi. Un obiettivo specifico per i gruppi è quello di garantire, entro la conclusione del programma, una presenza di donne, fra il proprio personale dirigente, pari al 40% almeno. Alla fine del 1996 si era registrato qualche progresso, ma la situazione era ancora tutt altro che soddisfacente (le donne costituivano il 19% del personale dirigente). Nei casi migliori le donne erano un quarto dei membri degli organismi direttivi. Nelle aree rurali francesi, la percentuale di donne che partecipa regolarmente ad associazioni locali è salita dal 5% del 1967 al 13% del 1988; per le donne attive nelle aziende agricole la percentuale è anche un po più alta (18%). Tra il 1994 e il 1996 la percentuale di donne presenti negli organi elettivi dei comuni rurali francesi è passata dal 17% al 22%; ma ancora nel 1997 solo il 5,5% dei membri dei consigli regionali era di sesso femminile. La struttura gerarchica ed estremamente formalizzata di molte organizzazioni mal si adatta alla mentalità cooperativa che spesso contraddistingue le donne soprattutto nell ambito delle comunità locali. E opportuno evitare che la partecipazione delle donne sia ostacolata dal tempo necessario per familiarizzarsi con procedure organizzative formali. Uno studio recente condotto in Cornovaglia, Inghilterra, sulle esigenze e sulle opportunità di sviluppo per le donne attive in agricoltura ha riscontrato che le donne erano dissuase dall aderire all associazione nazionale agricoltori e ai gruppi locali di agricoltori dalla schiacciante maggioranza di uomini presenti ai vari eventi sociali. Una donna ha dichiarato che il gruppo degli agricoltori di cui era membro il marito era una roccaforte maschile ( ) a cui le donne non possono aderire; è un club per soli uomini. La scarsa partecipazione delle donne al processo decisionale influenza inevitabilmente le priorità e le politiche perseguite dalle organizzazioni attive nel settore dello sviluppo. Un equilibrata partecipazione di uomini e donne al processo decisionale è importante per la democrazia locale e per la qualità delle decisioni assunte che influiranno sulla vita e sul futuro delle comunità e delle economie rurali. 10 Le donne e lo sviluppo rurale

11 Il processo decisionale a livello locale La partecipazione femminile come requisito irrinunciabile Ci occupiamo adesso delle organizzazioni attive nel settore dello sviluppo e delle associazioni professionali, come pure degli enti locali e regionali. A questi si chiede infatti di incoraggiare e sostenere attivamente le donne nel processo decisionale e progettuale, sia in qualità di membri degli organismi e dei comitati di gestione che nell ambito dei ruoli più elevati. Fra gli aspetti che sarebbe utile riesaminare in una prospettiva attenta alle problematiche relazionali uomo-donna ricordiamo: struttura e cultura organizzativa; procedura di reclutamento e promozione del personale; condizioni di lavoro (orario di lavoro); scelta e nomina dei membri degli organismi e dei comitati di gestione; procedure utilizzate nell ambito del processo decisionale; programmazione temporale e ubicazione di riunioni ed eventi sociali. A livello locale, regionale e nazionale si potrebbero adottare misure speciali: istituire reti associative di donne nelle aree rurali; coinvolgere le associazioni femminili esistenti per favorirne la partecipazione a comitati e altre forme associative; incoraggiare i gruppi femminili a richiedere fondi per iniziative nel settore dello sviluppo; collegare le associazioni femminili alle organizzazioni attive nel settore dello sviluppo; favorire i progetti volti a garantire le pari opportunità delle organizzazioni esistenti; informare le reti associative di donne in merito ai programmi e ai progetti di sviluppo rurale disponibili. Poiché le donne delle aree rurali adducono spesso la mancanza di tempo libero per giustificare la loro scarsa partecipazione, si dovrebbe cercare in ogni modo di sradicare gli ostacoli esistenti e garantire il coinvolgimento delle donne. Potrebbe essere necessario fornire servizi di trasporto e infrastrutture di accoglienza e di custodia dei bambini, e incoraggiare gli uomini ad assumere maggiori responsabilità in ambito familiare. L accesso a nuovi settori economici Uno sviluppo rurale efficace crea una più ampia gamma di valide opportunità occupazionali, aprendo nuove prospettive di lavoro alle giovani donne che altrimenti potrebbero decidere di trasferirsi. E perciò possibile sfruttare i nuovi settori in espansione, come le telecomunicazioni, i servizi locali, i servizi nel settore del turismo e del tempo libero, e il risanamento ambientale. In Germania, nell area di Vogelsberg, una zona scarsamente popolata dell Assia, grazie ad un progetto che prevedeva la formazione e l assunzione di donne come conducenti di autobus, sono state istituite 12 nuove linee di autobus fornendo occupazione a tempo pieno e parziale a otto donne. Per poter influire sull occupazione femminile nelle aree rurali non sempre si richiedono azioni rivolte specificamente alle donne. Integrare le pari opportunità nell ambito dello sviluppo rurale significa altresì individuare quei settori economici provvisti di potenziale di sviluppo e che possono quindi contribuire, in modo particolare, all occupazione femminile. Il lancio di una nuova stazione televisiva in gaelico, che ha interessato l Irlanda all inizio degli anni 90, ha stimolato un tipo di iniziativa grazie alla quale 78 donne (più di due terzi delle quali adesso lavorano nell industria) hanno beneficiato di formazione ed esperienza professionale. Q uando la regione francese Rhône-Alpes ha scelto il turismo rurale come settore prioritario per il proprio programma del Fondo strutturale , ha commissionato uno studio sulle donne del settore, per individuare il modo migliore per favorirne la presenza nel turismo rurale in qualità di manager, imprenditrici e dipendenti. Le donne e lo sviluppo rurale 11

12 Formazione professionale e personale Le indagini e gli studi condotti sulle esigenze delle donne nelle aree rurali riportano costantemente la richiesta di una formazione adeguata e accessibile. Le donne spesso rappresentano una risorsa non sfruttata, con una gamma di attitudini e competenze specifiche da sviluppare e utilizzare nell ambito dell economia. Molte donne dispongono già di qualifiche professionali, che potrebbero dover aggiornare per prepararsi a rientrare nel mercato del lavoro. E necessario però offrire sostegno e incoraggiamento, e - soprattutto - la formazione dev essere un opzione realistica e fattibile. I corsi di preformazione per favorire la crescita personale, una maggiore fiducia in se stesse e lo sviluppo delle competenze di base permettono alle donne di scoprire i propri punti di forza e le proprie capacità in un ambiente che le sostiene prima di passare ai programmi di formazione più orientati alla professione. Questi corsi sono spesso all origine delle reti di sostegno reciproco e di azione pratica, che portano all istituzione di cooperative, piccole imprese o servizi locali. La concezione tradizionale del ruolo delle donne e degli uomini può ancora influire sulle scelte delle donne in termini di formazione professionale. Invece di optare per settori tradizionalmente femminili, è possibile intraprendere azioni positive per incoraggiare le donne a esplorare le possibilità offerte dai campi tradizionalmente maschili. Questo ampliamento dei ruoli può essere stimolante per l individuo e gratificante a livello economico e sociale. In Grecia le donne delle aree rurali frequentano corsi nei seguenti settori: abbigliamento, artigianato, economia domestica rurale, industria alimentare e agriturismo; nei corsi di allevamento, arboricoltura, orticoltura e macchinari agricoli le donne rappresentano meno del 20% degli allievi. In Spagna i giovani delle aree rurali hanno un livello di formazione e di istruzione inferiore a quello della loro controparte urbana, sebbene il divario si stia riducendo. Nella fascia d età tra i 20 e i 24 anni esistono scarse differenze tra i due sessi, e il livello di istruzione non è sufficiente a spiegare l emarginazione femminile nell economia rurale. A livelli di istruzione più alti (e tra questi sono compresi i diplomi universitari e le lauree) esistono differenze di genere che colpiscono soprattutto le donne delle aree rurali. Il desiderio di continuare gli studi è più forte fra le giovani donne delle zone rurali che fra gli uomini della stessa età; esse desiderano infatti integrarsi nella vita urbana e l istruzione rappresenta uno strumento per raggiungere questo obiettivo. 12 Le donne e lo sviluppo rurale

13 L avviamento di un impresa Mediante il lavoro autonomo e l avviamento di piccole imprese le donne possono svolgere un avanzato ruolo di innovazione e diversificazione nelle aree rurali, per esempio sviluppando attività di agriturismo, produzione artigianale di alimenti e bevande e altre attività artigianali, e infine servizi nel settore assistenziale e in quello delle telecomunicazioni. Le donne spesso godono del vantaggio supplementare di una consapevole conoscenza delle esigenze locali e di una particolare competenza per le comunicazioni interpersonali. Nelle aree rurali della Finlandia l agricoltura è sempre stata la fonte principale di lavoro autonomo. Le opportunità occupazionali al di fuori del settore agricolo vengono sfruttate più spesso dagli uomini che dalle donne. Secondo uno studio condotto nel 1994, tra gli occupati le donne costituivano il 5% degli imprenditori rurali mentre gli uomini raggiungevano il 14%. Nelle aree rurali il numero degli imprenditori di sesso maschile si è accresciuto più rapidamente di quanto sia avvenuto per le donne: nel 1986 le cifre corrispondenti erano il 3% per le donne e il 7% per gli uomini. Uno studio precedente rilevava che gran parte degli uomini che svolgono un attività autonoma nelle aree rurali lavorava in officine meccaniche o metallurgiche, nel settore della lavorazione del legno oppure integrava il proprio reddito con contratti a termine in qualità di conduttori di trattori e scavatrici. Le attività svolte dalle donne nelle aree rurali erano più diversificate ma spesso concentrate sui servizi alla persona. Le donne e lo sviluppo rurale 13

14 Servizi di sostegno alle donne imprenditrici E essenziale offrire validi servizi di sostegno alle donne delle aree rurali che decidono di intraprendere il lavoro autonomo o che avviano proprie imprese o cooperative. E possibile adattare o espandere i servizi esistenti per venire incontro alle specifiche esigenze delle donne imprenditrici. L esperienza dimostra che spesso, prima di intraprendere un attività, le donne preferiscono partecipare a corsi o gruppi esclusivamente femminili, mentre ad attività avviata richiedono piuttosto servizi di sostegno commisurati al tipo e alle dimensioni di impresa che hanno creato e al settore in cui operano. Nelle fasi iniziali le donne hanno spesso bisogno di un servizio di consulenza per sviluppare le proprie idee, individuare le proprie capacità e competenze e rafforzare la propria fiducia in se stesse. In un momento successivo si rende necessario un ventaglio di attività di sostegno all impresa: corsi e assistenza tecnica mirati specificamente all avviamento dell attività; accesso agevolato ai finanziamenti e al credito - mediante fondi di garanzia per il credito, fondi per prestiti speciali o azioni positive per le richieste di credito nelle fasi di avviamento e sviluppo; per le donne titolari di aziende agricole formazione e consulenza tecnica per le nuove tecniche agricole, la diversificazione e la gestione; partecipazione di imprenditori esperti in qualità di istruttori. Posti di lavoro in sostituzione di servizi sociali non retribuiti L assenza di validi servizi assistenziali viene spesso considerata una seria limitazione per le donne delle aree rurali che svolgono un attività retribuita e partecipano alla vita pubblica. Poche sono le aree rurali dell Unione europea in cui la richiesta di servizi per bambini e anziani sia già soddisfatta dalle strutture esistenti. In alcune aree rurali si è cercato di individuare la necessità e la richiesta di servizi di accoglienza e custodia dei bambini nonché di altri servizi, per elaborare poi potenziali soluzioni. Non si può più pensare che tali servizi vengano assolti dal lavoro non retribuito delle donne o di altri membri della famiglia; la soluzione di questo problema potrà inoltre consentire la creazione di occupazione su scala locale. Tramite i Fondi strutturali - il (Fondo europeo di sviluppo regionale) o il FEAOG (Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia) - si potranno finanziare investimenti come la riconversione o la costruzione di edifici, oppure la fornitura di attrezzature. Grazie all intervento del FSE (Fondo sociale europeo) sarà possibile effettuare la formazione o la qualificazione del personale; lo stesso Fondo potrà anche finanziare il collocamento e servizi temporanei di trasporto e di custodia e accoglienza dei bambini durante il periodo di formazione. 14 Le donne e lo sviluppo rurale

15 La necessità di servizi rurali Nelle aree rurali le aspettative dei giovani e delle giovani coppie sono diverse da quelle delle generazioni passate; un autentico sviluppo rurale necessita di strutture sociali e di servizi locali che soddisfino tali aspettative. Un fattore essenziale sarà rappresentato da una buona rete di trasporti che offra servizi affidabili, con veicoli, linee e orari adeguati alle esigenze locali. E opportuno prevedere anche misure di sicurezza e protezione alle fermate degli autobus più isolate: cosa particolarmente importante per le donne e i giovanissimi. In Danimarca uno studio del 1991 ha rilevato che nelle aree rurali il 60% dei bambini fra i 3 e i 6 anni d età fruivano di servizi di custodia e accoglienza a finanziamento pubblico, mentre a Copenaghen e sobborghi la percentuale saliva all 85%. Per i Paesi Bassi, una ricerca del 1992 indicava che l 1% dei bambini di età inferiore a 4 anni che vivevano nelle aree rurali usufruiva di nidi e asili, contro il 16% di quelli abitanti nei principali centri urbani. Da uno studio del 1990 risulta che, nelle aree rurali dell isola spagnola di Minorca, lo 0% dei bambini di 2 anni, il 10% di quelli di 3 anni e il 20% di quelli di 4 anni frequentava le strutture prescolastiche, rispetto alle aree urbane dove le percentuali erano del 50% per i bambini di 2 anni, del 90% per i bambini di 3 anni e del 100% per quelli di 4 anni. Una ricerca condotta in Scozia mostra che meno di un quarto delle donne residenti nelle aree rurali, attualmente prive di occupazione retribuita e madri di bambini di età inferiore ai cinque anni, sceglierebbe di rimanere a casa se esistessero servizi di custodia e accoglienza adeguati e accessibili. In Grecia, le donne di un villaggio della Macedonia hanno appassionatamente denunciato il fatto di essere costrette a portare con sé i bambini nei campi, lasciandoli in amache o carretti per tutta una giornata di lavoro che spesso dura dalle sei del mattino alle sette di sera. L Angus Transport Forum ha svolto un indagine estesa a tutti i villaggi della regione di Angus in Scozia per individuare esigenze e problemi relativi ai trasporti; in tal modo è riuscito a migliorare quantità e qualità dei servizi di autobus e taxi della regione. L agevole accesso ai servizi - negozi, sanità, scuole - è un elemento essenziale nella vita delle comunità rurali. Non si devono dimenticare però le altre esigenze sociali e delle comunità locali: il tempo libero, Internet, le attività ricreative, la rinascita delle tradizioni linguistiche e culturali, il patrimonio architettonico e l ambiente Tutti questi fattori evitano la dispersione della popolazione rurale e possono indurre le famiglie e gli individui più giovani a ritornare, fornendo inoltre opportunità di reddito e occupazione. Le donne e lo sviluppo rurale 15

16 Ottimizzazione del sostegno comunitario I programmi dell Unione europea hanno già offerto un importante contributo allo sviluppo delle aree rurali, e le donne ne hanno senz altro tratto beneficio. L iniziativa comunitaria Employment-NOW è stata largamente sfruttata a favore della formazione, della creazione di posti di lavoro e dei progetti di sostegno alle imprese per le donne delle aree rurali. Le iniziative del programma LEADER hanno aiutato molte donne a realizzare attività retribuite nei settori del turismo, dell artigianato e dei prodotti regionali. Il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di sviluppo regionale sono stati utilizzati per cofinanziare iniziative di formazione e sviluppo economico, molte delle quali hanno grandemente contribuito a creare opportunità per le donne sul mercato del lavoro, migliorando le infrastrutture e l accesso ai servizi nelle aree rurali. Parità - un principio guida Per il Trattato di Amsterdam la parità fra uomini e donne rappresenta un attività e un compito specifico della Comunità, e un obiettivo orizzontale da integrare nelle politiche e nei programmi comunitari. Il Trattato fornisce una forte base giuridica e un incentivo a tutti gli Stati membri e alle Istituzioni comunitarie affinché rivolgano particolare attenzione ai temi delle pari opportunità. Questo impegno si realizzerà tenendo conto, in modo sistematico, delle differenze tra le condizioni, le situazioni e le esigenze di uomini e donne in tutte le politiche e le azioni comunitarie (principio del mainstreaming). Tutto ciò ha importanti implicazioni pratiche per i responsabili dei programmi comunitari e per i promotori di progetti cofinanziati, soprattutto quelli finanziati attraverso i Fondi strutturali, il FEAOG e le iniziative comunitarie. Garantire pari opportunità nelle politiche e nei programmi europei (Mainstreaming) Per garantire le pari opportunità tutte le politiche e le misure generali dovranno considerare, apertamente e attivamente, nelle fasi di pianificazione, applicazione, monitoraggio e valutazione, il proprio effetto sulla situazione delle donne rispetto a quella degli uomini (mainstreaming). Tale principio prevede inoltre una complementarietà nella progettazione, nel monitoraggio e nella valutazione delle misure specifiche volte a garantire alle donne la parità e la partecipazione ed equi benefici. Nel complesso le politiche e i programmi adottati in questo campo dovranno favorire una maggiore parità fra uomini e donne e dovranno dimostrare la propria efficacia prima, durante e dopo la fase attuativa. Dal febbraio 1996, quando è stata adottata la comunicazione della Commissione europea Integrare la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel complesso delle azioni politiche e comunitarie, è stata istituita una nuova struttura. Il gruppo dei Commissari sulle pari opportunità deve vegliare affinché questo aspetto sia incluso sistematicamente in tutte le politiche e le attività comunitarie. Ogni Direzione generale è tenuta a garantire le pari opportunità nell ambito delle proprie competenze politiche, e una rete dei principali funzionari dei diversi servizi offre la propria collaborazione a tale processo. 16 Le donne e lo sviluppo rurale

17 Sostegno dei Fondi strutturali alle pari opportunità Vi è una forte sinergia tra gli obiettivi delle pari opportunità e il sostegno comunitario allo sviluppo regionale e rurale. Il miglioramento dei servizi assistenziali e di trasporto offre ad un numero sempre maggiore di donne opportunità occupazionali, imprenditoriali e di formazione, oltre a creare nuove fonti di occupazione. Il miglioramento delle competenze e della qualificazione professionale delle donne contribuisce ad aumentare la produttività e le occasioni di lavoro, e rappresenta un vero e proprio investimento nelle risorse umane. Il sostegno alle donne che intraprendono attività economiche genera soluzioni innovative per lo sviluppo locale e nuovi servizi, e tutto questo a sua volta migliora la qualità della vita rurale e contribuisce alla conservazione delle comunità rurali. Analisi delle politiche Le pari opportunità non sembrano forse un elemento rilevante nell elaborazione di alcune misure dei Fondi strutturali (come gli investimenti in infrastrutture, i programmi di sovvenzioni o le misure di compensazione) che vanno a beneficio della popolazione nel suo complesso, oppure di alcune specifiche categorie produttive, indipendentemente dal sesso delle persone coinvolte. Tuttavia, è importante tener conto delle differenze tra uomini e donne nella fruizione di servizi e programmi, nonché in termini di proprietà e reddito. Anche quando una particolare misura non abbia intenti discriminatori, queste differenze possono perpetuare le disparità esistenti fra uomini e donne. Secondo una recente valutazione del Programma operativo per l agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca in Irlanda, il piano di ristrutturazione delle quote latte aveva effetti discriminatori sui candidati che dirigevano aziende a proprietà e gestione comune. Nel settore dell agricoltura, altre importanti misure non agevolavano né la proprietà femminile delle aziende agricole, né una maggiore partecipazione delle donne alle aziende agricole familiari di proprietà dei loro mariti. La valutazione ha elaborato alcune importanti raccomandazioni per migliorare i futuri Programmi operativi, incoraggiando altresì una più sostanziale parità nella proprietà delle aziende, nonché una più equa partecipazione alle attività interne all azienda e alla gestione della stessa. I criteri guida dei programmi e gli effetti degli specifici investimenti andrebbero esaminati alla luce del loro probabile impatto sulla condizione di uomini e donne, in modo da eliminare i pregiudizi involontari. Le donne e lo sviluppo rurale 17

18 Iniziative comunitarie per il : sostegno alle pari opportunità e allo sviluppo rurale In base ad Agenda 2000, le tredici precedenti Iniziative comunitarie sono state ridotte a tre: INTERREG La nuova Iniziativa INTERREG III ha tre filoni: Il filone A riguarda la cooperazione transfrontaliera e la promozione dello sviluppo regionale integrato nelle aree di confine. Il filone B riguarda la cooperazione transnazionale, promuovendo un armoniosa integrazione territoriale in tutta l Unione. Il filone C sostiene la cooperazione interregionale cercando di migliorare politiche e tecniche di sviluppo economico interregionale. EQUAL EQUAL si basa sulle iniziative Employment e Adapt, perseguendo però un approccio nuovo, più integrato e multidimensionale, alle cause di discriminazione. L iniziativa si articola sui partenariati per lo sviluppo, a base locale o settoriale, concentrati su temi derivanti dai quattro pilastri della strategia occupazionale europea. EQUAL si occupa di cooperazione transnazionale per elaborare nuove forme di lotta contro tutti i tipi di discriminazione e disparità relativi al mercato del lavoro. Esso non trascurerà inoltre l integrazione sociale e professionale. Agli Stati membri si chiederà di garantire che questo approccio tematico orizzontale favorisca le vittime delle principali forme di discriminazione e di disuguaglianza (basate sul sesso, sull origine etnica o razziale, sulla religione, sull invalidità, sull età o sugli orientamenti sessuali). Grazie alla sua dimensione transnazionale e all importanza conferita alle attività di capitalizzazione e di lavoro in rete, EQUAL fungerà da banco di prova per la realizzazione di un mercato del lavoro aperto a tutti. A tal fine esso sperimenterà nuove forme di erogazione, individuando le prassi più corrette e garantendo un adeguata diffusione dei risultati sulle cui basi si è riusciti a lavorare. Si prevedono tre filoni: A: Progetti transnazionali integrati che riguardano partner di varia provenienza (settore pubblico, settore privato e ONG), con la sperimentazione di nuovi approcci, nuovi metodi e nuove prassi. B: Collegamento in rete a livello nazionale per sostenere l elaborazione delle politiche degli Stati membri e la diffusione delle prassi più adatte. C: Elaborazione delle politiche e delle prassi a livello europeo offrendo occasioni di incontro e discussione delle politiche. LEADER+ In sintonia con la nuova politica di sviluppo rurale, esso si differenzia dai propri predecessori LEADER I + II, e non esclude alcuna area locale. Gli elementi chiave dell attuale approccio LEADER che si sono dimostrati validi saranno mantenuti: esso continuerà a imperniarsi su strategie integrate per cercare di sfruttare l intero potenziale dell economia locale (anziché limitarsi a un più tipico approccio per settori differenziati); continuerà a utilizzare un approccio dal basso allo sviluppo locale del territorio; manterrà una vigorosa insistenza sulla partecipazione attiva della popolazione locale; continuerà la cooperazione e il collegamento in rete fra le aree rurali. Si introdurranno alcuni temi prioritari a livello europeo, intorno a cui dovranno articolarsi i piani integrati di sviluppo locale: l uso della tecnologia informatica nelle aree rurali; il miglioramento, in quelle aree, della qualità della vita; l incremento del valore dei prodotti rurali e i migliori metodi di sfruttamento delle risorse naturali e culturali. Si darà ancora priorità alle strategie tese a creare pari opportunità nelle aree rurali per le donne ed i giovani. LEADER+ offrirà la possibilità di cofinanziare progetti congiunti di sviluppo rurale fra diversi gruppi dello stesso Stato membro, oltre che fra diversi Stati membri dell UE. LEADER+ consentirà di intraprendere azioni pilota che riguarderanno aree relativamente piccole (soprattutto a livello di comunità locale, con una popolazione massima di persone). Tali azioni dovrebbero avere carattere complementare rispetto a quelle avviate in base ai programmi di mainstreaming di sviluppo rurale dai singoli Stati membri. LEADER+ potrà sostenere essenzialmente tre tipi di azione: strategie integrate pilota di sviluppo rurale territoriale; cooperazione fra territori rurali, sia all interno di uno Stato membro che fra Stati membri diversi; collegamento in rete delle aree rurali, nel quadro di un Osservatorio europeo delle aree rurali. 18 Le donne e lo sviluppo rurale

19 Prospettive Sarà necessario un duro lavoro per raggiungere l obiettivo della parità fra uomini e donne nello sviluppo rurale. Alle donne delle aree rurali non mancano certo le idee, né il talento o l energia, ma ancora molti ostacoli si frappongono ad una piena partecipazione femminile allo sviluppo rurale. Alcune soluzioni sono già state individuate, e alcune iniziative sono state intraprese per offrire alle donne delle aree rurali migliori opportunità per una più attiva partecipazione alla vita pubblica ed economica. Ma molto resta ancora da fare; le azioni isolate non bastano. In tutti i programmi e i progetti di sviluppo rurale è necessario accordare sistematica attenzione alle pari opportunità per combattere le persistenti disparità fra uomini e donne, e dare concretezza alle pari opportunità in tutte le aree rurali dell Unione europea. Il contesto politico esiste già. Il mainstreaming delle pari opportunità per uomini e donne in tutte le politiche e i programmi costituisce un obbligo per tutti gli Stati membri e le Istituzioni europee. I regolamenti e gli orientamenti dei Fondi strutturali europei, del FEAOG e delle iniziative comunitarie fanno esplicito riferimento alla sistematica integrazione delle pari opportunità. Spetta ora ai centri decisionali e ai responsabili di programmi e progetti - a livello nazionale, regionale e locale - raccogliere questa sfida. E essenziale che tutti gli interventi di mainstreaming contribuiscano positivamente a favorire la parità tra uomini e donne. Tuttavia questo non basterà a ridurre le disparità tra uomini e donne nei campi della formazione professionale, dell occupazione e dell impresa, nonché nella vita pubblica e familiare. Per sostenere questo sforzo di mainstreaming bisognerà individuare tutta una gamma di azioni specifiche tese a superare i maggiori ostacoli che ancora si ergono sulla strada della parità. Alcune di queste azioni potrebbero comportare una ridefinizione delle priorità e dei metodi di lavoro delle organizzazioni attive nel settore dello sviluppo e delle associazioni professionali: così sarà possibile garantire a uomini e donne una partecipazione paritaria. Perché questo sforzo dia i suoi frutti, anche le donne devono fare la propria parte. Le donne delle aree rurali devono partecipare a questo processo e prepararsi a far valere le proprie ragioni presso i centri decisionali; devono anche imparare a sfruttare al meglio le risorse tecniche e finanziarie disponibili per le loro iniziative di sviluppo. Le reti associative cui le donne delle aree rurali partecipano costituiscono risorse importanti per la parità e lo sviluppo rurale. Far sì che lo sviluppo rurale corrisponda alle esigenze e agli interessi delle donne: ecco la sfida che le donne stesse devono raccogliere. Se tutti i protagonisti in tutti i settori lavoreranno in maniera sistematica per integrare le pari opportunità nello sviluppo rurale, ciò recherà grandi vantaggi non solo alla vita delle singole persone (uomini, donne e bambini) nelle aree rurali, ma anche alla sostenibilità delle economie e comunità rurali in tutta Europa. Le donne e lo sviluppo rurale 19

20 Casi esemplari La richiesta di servizi sociali crea occupazione per le donne Tulsk (nell Irlanda occidentale) è una tipica area rurale periferica d Europa. C è un unico villaggio e gran parte della popolazione vive in fattorie isolate. L agricoltura è un pilastro dell economia locale, mentre assai scarse sono le altre possibilità di occupazione. I giovani emigrano e molte donne sono costrette ad accettare occupazioni non professionali, al di sotto delle proprie qualifiche; data la carenza di servizi di trasporto e di accoglienza e custodia dei bambini alle madri non è possibile lavorare fuori casa; cresce anche la domanda di servizi sociali per gli anziani: questi sono i risultati di una ricerca condotta nel 1993 da una locale associazione operante nel settore dello sviluppo. Il Piano d azione elaborato dal gruppo prevedeva che, nel 1994, alcune donne residenti nella zona realizzassero servizi assistenziali per gli anziani e le famiglie più giovani. Fin dall inizio gli utenti pagavano una quota per i servizi forniti, togliendo ogni carattere di beneficenza all iniziativa e conferendo ai servizi una base professionale. Il reddito fornito dalle quote era integrato da finanziamenti esterni per coprire il costo dei servizi, dell ulteriore formazione e della costituzione di una base operativa. Il ministero della Sanità, assieme a quello della previdenza sociale, alla lotteria nazionale, all Unione europea e a LEADER hanno fornito i finanziamenti esterni. Oggi il piano si è trasformato in una società a responsabilità limitata con una sede nel villaggio, completa di servizi di asilo nido. Nel 1998 è stato avviato un ulteriore progetto per costruire dieci unità abitative destinate agli anziani e ai disabili, i quali in tal modo hanno avuto la possibilità di rimanere nella propria comunità fra gente conosciuta. Si può sperare che il progetto abitativo possa contribuire alla gestione dei servizi assistenziali a domicilio. Con questa iniziativa la pianificazione dello sviluppo rurale ha offerto uno dei suoi esempi più brillanti. I finanziamenti pubblici hanno contribuito alla realizzazione di alcuni servizi di cui questa comunità rurale aveva da molto tempo gran bisogno, offrendo inoltre occupazione a 11 donne, tutte disoccupate di lungo periodo. I servizi di accoglienza e di custodia dei bambini: un occasione per genitori e figli Due piccoli comuni limitrofi, situati in una zona agricola del delta del Po, in Italia, hanno riconosciuto la necessità di fornire alle famiglie locali servizi di accoglienza e di custodia dei bambini. Hanno messo in comune le proprie risorse per istituire un centro di accoglienza, con una scuola materna aperta a bambini e adulti (genitori, nonni e altri parenti) e una ludoteca nel più piccolo dei due comuni. La ludoteca offre ai bambini e alle loro famiglie la possibilità di incontrarsi; tutti i bambini della comunità dispongono inoltre di un area giochi per il periodo estivo. Quando il centro aprì nel 1989, le attività si concentrarono inizialmente sulla realizzazione di un laboratorio di falegnameria per costruire i giocattoli del centro e per coinvolgere i genitori. Il successo di quest iniziativa ha spianato la strada ad altri progetti educativi e al coinvolgimento dei genitori e di altri gruppi della comunità locale. Analisi razionale e azione integrativa La coordinatrice del gruppo LEADER di Chateâubriant in Francia non aveva mai considerato i problemi specifici che si pongono alle donne nell ambito dello sviluppo rurale: in fondo lo sviluppo reca beneficio a tutta la popolazione locale e le donne, se lo desiderano, possono parteciparvi. La partecipazione a una serie di seminari dedicati alle problematiche relazionali uomo-donna le ha fatto mutare atteggiamento. Dopo il periodo di formazione, il gruppo LEADER ha lanciato un progetto teso a dare alle donne di quell area rurale l ispirazione e il desiderio di prendere l iniziativa in maniera autonoma. Per 18 mesi un gruppo di lavoro ha analizzato i problemi delle donne delle aree rurali, organizzando alla fine un forum. La preparazione e la realizzazione di queste iniziative ha coinvolto 70 donne; il forum ha assunto le caratteristiche di un momento di comunicazione, e vi hanno partecipato 600 persone che hanno seguito la presentazione delle tematiche dibattute in un atmosfera di crescente consapevolezza dei potenziali e delle esigenze della popolazione locale. L esperienza di questo progetto dimostra quanto sia importante rivolgersi alle donne delle aree rurali non solo in quanto individui, ma anche in quanto membri della società, cercando di affrontare sia le specifiche esigenze delle donne e degli uomini che i loro interessi correlati e complementari. Il gruppo intende costituire un forum permanente, e passare all attuazione di iniziative pratiche. 20 Le donne e lo sviluppo rurale

21 Il lavoro in rete stimola la partecipazione ai processi decisionali La Rete delle donne di Fermanagh in Irlanda del Nord offre un buon esempio della possibilità di incoraggiare la partecipazione dei gruppi di donne ai processi decisionali. All inizio essa comprendeva in tutta la contea solo quattro gruppi locali di donne e il suo comitato direttivo era costituito da volontari; la rete ha tuttavia ben dimostrato presto il proprio potenziale di crescita ed espansione, ricevendo così finanziamenti locali e regionali. La presenza di personale retribuito per l organizzazione e lo sviluppo di ulteriori iniziative ha consentito di incrementare il numero dei gruppi di donne della contea, che è passato da 5 a 26; molti di essi operano su base locale. Con il suo radicamento nelle comunità locali, la Rete può offrire il proprio aiuto per la formazione dei gruppi, e agevola lo scambio di esperienze e di informazioni con la distribuzione di una rivista trimestrale che raggiunge circa 1000 destinatari (fra gruppi e singole persone); essa organizza inoltre seminari e giornate d informazione e dispone di una postazione mobile di computer per l attività di formazione. Molto tempo viene dedicato allo sviluppo della linea politica e alla definizione degli obiettivi strategici. In associazione con la Rete delle comunità rurali dell Irlanda del Nord, la Rete delle donne di Fermanagh collabora alla valutazione della possibilità di realizzare la riforma della PAC secondo validi criteri di pari opportunità. La Rete partecipa anche ai partenariati regionali per lo sviluppo e si tiene in contatto, a livello regionale e locale, con il consiglio distrettuale e gli istituti di formazione. Uno degli obiettivi prioritari è quello di svolgere un ruolo più importante nei processi decisionali e di pianificazione dello sviluppo rurale, e di mantenere i contatti con tutti i gruppi rurali di donne per rappresentare i loro interessi. A livello subregionale il lavoro di squadra paga Nel Land tedesco dell Assia la cooperazione fra tre gruppi LEADER ha prodotto i seguenti risultati: un programma di formazione per 40 donne delle aree rurali, la creazione di posti di lavoro a tempo pieno e tempo parziale, e la nascita di un nuovo turismo di alto livello. Benché in questa zona l agricoltura sia ancora un attività importante, molte aziende agricole chiudono, e in ambito locale le possibilità alternative di occupazione scarseggiano, soprattutto per le donne. Il pendolarismo, per raggiungere luoghi di lavoro nelle città vicine (a un ora di viaggio o anche più), è divenuto parte della routine quotidiana; per reagire a questa situazione il locale gruppo LEADER ha avviato un programma di formazione nel settore del turismo rurale e di villaggio. La formazione si articolava su tre moduli: qualificazione di base, specializzazione in campo turistico, e sviluppo progettuale. Per le donne che hanno partecipato, un aspetto importante era anche costituito dal sostegno delle proprie famiglie; delle 16 partecipanti provenienti da una delle aree interessate dal progetto, 12 hanno avviato, dopo il corso di formazione, una propria attività in ambito rurale, mentre le altre hanno comunque ottenuto un impiego a tempo pieno o parziale. Il fatto che il progetto abbia operato a livello subregionale, con la partecipazione di tre gruppi LEADER, ha costituito un elemento essenziale per il suo successo: tale cooperazione ha consentito di ridurre il costo per partecipante, ha allargato l area da cui provenivano le donne che vi hanno preso parte, e infine ha irrobustito la base di mercato delle imprese che dal progetto stesso sono scaturite. Il lavoro di squadra realizzato allora ha continuato a dare i suoi frutti anche dopo l avviamento dell impresa. Le donne e lo sviluppo rurale 21

22 I vantaggi della partecipazione e di un approccio personalizzato Nella regione francese dell Alvernia è stato realizzato un progetto basato su attività economiche già esistenti, ma condotte dalle donne delle aree rurali in maniera clandestina. Lo scopo era di trasformare queste attività in imprese riconosciute dal punto di vista professionale e adeguatamente remunerate, in linea con la strategia di sviluppo di quella regione. In questo caso la formazione tende a rivolgersi alle persone in quanto individui piuttosto che come gruppo. Essa si concentra sulle competenze individuali, sugli interessi e sulle esigenze delle partecipanti, e mira quindi a dare fiducia alle donne conferendo loro lo status necessario per avviare un azienda redditizia. Le imprese così create operano nel campo della lavorazione e vendita dei prodotti agricoli, dei servizi a domicilio per gli anziani, dell assistenza e della custodia dei bambini e infine della scultura. L importanza dello spirito della comunità locale Nell isola scozzese di North Uist, nelle Ebridi, mancavano formazione, occupazione e contatti sociali per le donne; i finanziamenti concessi a livello regionale, nazionale ed europeo ( obiettivo 1 e LEADER) hanno consentito di realizzare una scuola materna, un doposcuola, un centro di formazione gestito dalla comunità locale, servizi amministrativi e attività culturali e turistiche su scala locale. Nell ambito della comunità locale un gruppo di donne ha realizzato Urachadh- Uibhist, un associazione cui è stato conferito lo status di società di beneficenza legalmente costituita. Il progetto mira a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne residenti in quell area. Si stanno allacciando alcuni contatti con altri centri educativi della regione, e si prevede di realizzare, mediante collegamenti informatici, un centro di formazione a distanza della University of the Highlands and Islands. Col finanziamento degli enti regionali e del Fondo sociale europeo è stata elaborata una guida alla creazione dei servizi turistici rurali. La sua originalità sta nel fatto che essa è stata compilata grazie al lavoro congiunto di istruttori e donne partecipanti al progetto. Ne è risultato un testo completo e insieme accessibile che, mentre soddisfa il suo specifico obiettivo di incoraggiare le donne a realizzare imprese rurali, riesce allo stesso tempo a rivolgersi ai bisogni della società. 22 Le donne e lo sviluppo rurale

23 Per ulteriori informazioni Indirizzi di riferimento negli Stati membri per i Fondi strutturali - Uffici dei coordinatori LEADER BELGIO Ministère de la Région wallonne Direction générale de l Économie et de l Emploi Place de la Wallonie 1 B-5100 Namur Tel.: Fax: Ministerie van de Vlaamse Gemeenschap Departement Ekonomie, Werkgelegenheid en Binnenlandse Aangelegenheden Markiesstraat 1 B-1000 Brussel Ministère de la Région wallonne Direction générale de l Économie et de l Emploi Place de la Wallonie 1 B-5100 Namur Tel.: Fax: Ministerie van de Vlaamse Gemeenschap Afdeling Land- en Tuinbouwondersteuningsbeleid Leuvenseplein 4 B-1000 Brussel Tel.: Fax: DANIMARCA Erhvervsministeriet Erhvervsfremmestyrelsen Søndergade 25 DK-8600 Silkeborg Tel.: Fax: Landbrugsministeriet Toldbodgade 2 DK-1253 København K Tel.: Fax: GERMANIA Bundesministerium für Wirtschaft und Technologie Leiter des Referats I C D Berlin Tel.: Fax: Bundesministerium für Ernährung, Landwirtschaft und Forsten Rochusstraße 1 D Bonn Tel.: Fax: LEADER Deutsche Vernetzungsstelle LEADER bei der Bundesanstalt für Landwirtschaft und Ernährung (B.L.E.) Projektgruppe 05 Adickesallee 40 D Frankfurt/Main Tel.: Fax: GRECIA Ministry of the National Economy Syntagma Square GR Athens Tel.: Fax: Ministry of Agriculture Directorate of Programming and Agricultural Structuring Acharnon Street 2 GR Athens Tel.: / Fax: LEADER MED LEADER II Ipeirou 11 & 3is Septemvriou GR Athens Tel.: Fax: Le donne e lo sviluppo rurale 23

24 SPAGNA FRANCIA IRLANDA Ministerio de Economía y Hacienda Dirección General de Planificación Paseo de la Castellana 162 E Madrid Tel.: Fax: Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación (MAPA) Secretario General de Estructuras Agrarias Paseo de la Castellana 112 E Madrid Tel.: Fax: LEADER TRAGSATEC Unidad Española del Observatorio Europeo LEADER c/ Conde de Peñalver, 84-5ª Planta E Madrid Tel.: Fax: DATAR Av. Charles Floquet 1 F Paris Cedex 07 Tel.: Fax: Ministère de l Agriculture et de la Pêche Direction de l Espace rural et de la Forêt Bureau des Affaires régionales et des Programmes européens Av. du Maine 19 F Paris Cedex 15 Ministère de l Agriculture, DEPSE Rue de las Cases 30 F Paris LEADER Unité française d Animation LEADER II - RCT-BDPA 108, Avenue de Fontainebleau F Kremlin Bicêtre Tel.: Fax: Department of Finance Upper Merion Street IRL-Dublin 2 Tel.: Fax: Department of Agriculture and Food Agriculture House Kildare Street IRL-Dublin 2 Tel.: Fax: LEADER Farrell Grant Sparks Molyneux House Bride Street IRL-Dublin 8 Tel.: Fax: CNASEA - OAGF-LEADER 7, rue Ernest Renan F Issy-les-Moulineaux Cedex Tel.: Fax: Le donne e lo sviluppo rurale

25 ITALIA LUSSEMBURGO AUSTRIA Ministero dell Industria, del Commercio e dell Artigianato Direzione Generale della Produzione Industriale Via Molise 2 I Roma Tel.: Fax: Ministero del Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica Dipartimento Politiche di Sviluppo e Coesione Servizio per le Politiche dei Fondi Strutturali Comunitari Via Curtantone 4/d-8 I Roma Tel.: Fax: Ministero Agricoltura e Foreste Direzione Generale delle Politiche Communitarie e Internazionali Divizione Ufficio Strutture Via XX Settembre 20 I Roma LEADER Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) Via Barberini, 36 I Roma Tel.: Fax: Ministère de l Économie Bd Royal L-2449 Luxembourg Tel.: Fax: Ministère de l Agriculture, de la Viticulture et du Développement rural Bd. Roosevelt 14 L-2450 Luxembourg Tel.: Fax: PAESI BASSI Ministerie van Economische Zaken Direktoraat-generaal voor Economische Structuur, Directie RBM Postbus NL-2500 EC Den Haag Tel.: Fax: Ministerie van Landbouw, Natuurbeheer en Visserij Bezuidenhoutseweg 73 NL-2500 EK Den Haag LEADER Nationaal LEADER Netwerk Provincie Fryslân Tweebaksmarkt 52 Postbus NL-HM 8900 Leeuwarden Tel.: Fax: Bundeskanzleramt Hohenstaufengasse 3 A-1010 Wien Tel.: Fax: Bundesministerium für Land und Forstwirtschaft Stubenring 1 A-1012 Wien LEADER Österreichische LEADER- Netzwerk-Servicestelle Fichtegasse 2 A-1010 Wien Tel.: Fax: Le donne e lo sviluppo rurale 25

26 PORTOGALLO FINLANDIA REGNO UNITO Direcção Geral do Desenvolvimento Regional (DGDR) Rua S. Julião 63 P-1100 Lisboa Tel.: Fax: Direcção Geral do Desenvolvimento Rural Av. Defensores de Chaves 6 P-1000 Lisboa Codex Fax: Director do Gabinete de Planeamento e Politica Agroalimentar Rua Padre António Vieira 1-8 P Lisboa Instituto Financeiro de Apoio ao Desenvolvimento de Agricultura e Pescas (IFADAP) Rua Dona Estefânia P-1007 Lisboa Codex LEADER LEADER II Portugal Rua Marquesa de Alorna, 34-2 esq. P Lisboa Tel.: Fax: Sisäasiainministeriö Paavo Pirttimäki Kirkkokatu 12, PL 257 FIN Helsinki Tel.: Fax: Maa-ja metsätalousministeriö C-G Mikander Hallituskatu 3A, PL 232 FIN Helsinki Tel.: Fax: LEADER Suomen LEADER-verkostoyksikkö Prännärintie 17 FIN Kauhajoki Tel.: Fax: SVEZIA Närings- och teknikutvecklingsverket (NUTEK) S Stockholm Tel.: Jordbruksverket S Jönköping Tel.: / 22 LEADER The Swedish LEADER-Network Box 787 S Uddevalla Tel.: Fax: Department of Trade and Industry Kingsgate House Victoria Street UK-London SW1E 6SW Department of Finance and Personnel Parliament Building Stormont UK-Belfast BT4 3SW (Northern Ireland) Ministry of Agriculture, Fisheries and Food Nobel House - Room G 34 A 17 Smith Square UK-London SW1P 3JR The Scottish Executive Agriculture and Fisheries Department Victoria Quay UK-Edinburgh EH6 6QQ Department of Agriculture and Rural Development Northern Ireland Executive Dundonald House Upper Newtownards Road UK-Belfast BT4 3SB (Northern Ireland) Tel.: Fax: LEADER Local and Regional Development Planning Ltd. Artillery House - Artillery Row UK-London SW1P 1RT Tel.: Fax: Le donne e lo sviluppo rurale

27 Commissione europea (http://europa.eu.int) Direzione generale agricoltura Rue de la Loi 200 B-1049 Bruxelles Fax: dgs/agriculture/index_en.htm Osservatorio europeo Leader AEIDL Chaussée St-Pierre 260 B-1040 Bruxelles Tel.: Fax: Parlamento europeo (http://europa.eu.int) Commissione per i diritti della donna e le pari opportunità - FEMM Parlamento europeo L-2929 Luxembourg Fax Luxembourg: Fax Bruxelles: Direzione generale occupazione e affari sociali Rue de la Loi 200 B-1049 Bruxelles Fax: dgs/employment_social/index_en.htm Direzione generale politica regionale Rue de la Loi 200 B-1049 Bruxelles Fax: regional_policy/index_en.htm Commissione europea Le donne e lo sviluppo rurale - Per garantire un futuro all'europa rurale Lussemburgo: Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee pagg. 21,0 x 29,7 cm ISBN Le donne e lo sviluppo rurale 27

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