Piano di raccolta e gestione dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni da diporto nel porto turistico Le Marinelle di San Salvo

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1 Le Marinelle Srl Via Andrea Doria, sn San Salvo (CH) Piano di raccolta e gestione dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni da diporto nel porto turistico Le Marinelle di San Salvo ai sensi D.Lgs.182/2003 del 24/06/2003 San Salvo Ottobre 2008 Il Presidente

2 1. INTRODUZIONE 1.1 Premessa 1.2 Riferimenti normativi 1.3 Definizioni 1.4 Obiettivi del piano 1.5 Campo di applicazione ed esclusioni 2. IL PORTO E IL TERRITORIO 2.1 Le caratteristiche del porto 2.2 Analisi delle esigenze 3. IL PIANO DI RACCOLTA E DI GESTIONE DEI RIFIUTI 3.1 Classificazione dei rifiuti 3.2 Descrizione delle procedure per la gestione 3.3 Organizzazione del servizio di raccolta 3.4 Organizzazione del servizio trasporto e smaltimento 4. ADEMPIMENTI 5. SISTEMA TARIFFARIO 5.1 Calcolo della tariffa 6. SISTEMA INFORMATIVO INTEGRATO 7. MODIFICHE ED AGGIORNAMENTI 2

3 1. INTRODUZIONE 1.1 Premessa Con l emanazione del D.Lgs n 182/2003 è stata data attuazione alla Direttiva CE n. 200/59 relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico, scopo delle disposizioni in esso contenute è quello di ridurre gli scarichi in mare dei rifiuti e dei residui del carico delle navi che utilizzano i porti esistenti in tutto il territorio italiano e di migliorare i servizi e il relativo utilizzo degli impianti portuali di raccolta dei rifiuti. Questa esigenza è emersa dalla constatazione che gli operatori marittimi, nell ambito della loro attività, producono quotidianamente diversi tipi di rifiuti e fanno uso di materiali potenzialmente pericolosi (olio, filtri, batterie). Al fine di garantire una adeguata tutela del mare è necessario che ogni porto sia dotato di servizi idonei alla raccolta e allo stoccaggio dei rifiuti incentivando anche la raccolta differenziata, infatti il decreto in questione prevede all art. 5 la necessaria elaborazione di un Piano di raccolta e gestione dei rifiuti da redigere secondo le prescrizione contenute nell Allegato I del decreto. 1.2 Riferimenti normativi Legge n. 39 del 1 Marzo 2002 che conferisce delega al Governo per il recepimento e per l attuazione della direttiva CE n. 2000/59 relativa agli Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico. D.Lgs n.182/2003 Attuazione della direttiva 2000/59/CE sui rifiuti prodotti dalle navi Legge n.47 del 27 febbraio 2004 che differisce l entrata in vigore dell art. 2 comma 2 del D.lgs 182/2003 D.Lgs 152/2006 e successive modifiche Circolare del Ministero dell ambiente e tutela del territorio9 marzo 2004n

4 Direttiva del Ministero dell ambiente e della tutela del territorio 29 luglio 2005 L.R. n. 83 del Testo unico in materia di gestione dei rifiuti contenente l approvazione del Piano Regionale di Gestione dei rifiuti L.R. n.127 del 12 novembre 1997 Delega ai comuni sede di porto o di approdo dei servizi ed attività relativi all ordinaria manutenzione delle aree portuali Marpol 73/78, annessi I,IV,V; 1.3 Definizioni Porto: luogo o area geografica cui sono state apportate delle migliorie e aggiunte attrezzature tali da consentire l attracco di navi, pescherecci, imbarcazioni da diporto Impianto portuale di raccolta: qualsiasi struttura fissa,galleggiante o mobile all interno del porto dove, prima dell avvio al recupero o allo smaltimento, possono essere conferiti i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico; Imbarcazione da diporto: unità di qualunque tipo a prescindere dal mezzo di propulsione, che viene usata con finalità sportive o ricreative. Rifiuto: qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nelle categorie riportate nell allegato A del D.Lgs 152/2006 e del D.Lgs 182/2003 e di cui il comandante della nave, di disfi o abbia l obbligo di disfarsiai sensi dell art. 7 del D.Lgs 182/2003 Rifiuti prodotti dalle navi: i rifiuti, comprese le acque reflue e i residui diversi dai residui del carico, ivi comprese le acque di sentina, prodotti a bordo di una nave. Gestione: raccolta, trasporto, recupero,o smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni Raccolta: l operazione di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto Deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato,prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti. Messa in riserva: attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di materiali di cui al punto R13 dell'allegato C alla parte quarta del D.Lgs 152/2006; Stoccaggio: le attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti di cui al punto D15 dell'allegato B alla parte quarta del presente Smaltimento: le operazioni previste nell'allegato B alla parte quarta del D.Lgs 152/2006; 4

5 Produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento Detentore: il produttore di rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene Marpol 73/78: Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione dell inquinamento causato da navi, come modificata dal relativo protocollo del 1978, in vigore nell Unione Europea da 27 novembre 2000 e ratificata con la legge n. 662 del Obiettivi del piano. La redazione del Piano di Gestione dei Rifiuti è finalizzata ad individuare un servizio che si occupi dell intero ciclo dei rifiuti dalla raccolta al recupero/smaltimento finale, in modo da evitare dispersioni in mare. La realizzazione del piano persegue, pertanto, obiettivi prioritari quali: 1. l organizzazione di un servizio che sia improntato sui criteri di facilità di accesso, efficienza ed economicità ; 2. assicurare un buon livello di igiene pubblica nell ambito portuale; 3. l attuazione della raccolta differenziata e lo smaltimento corretto dei rifiuti pericolosi e/o non riciclabili. Ai fini di una corretta e regolare gestione verranno approntati degli strumenti di monitoraggio e controllo degli standard qualitativi e quantitativi del servizio e un dettagliato sistema informativo. 1.5 Campo di applicazione Considerata la natura del porto turistico Le Marinelle, date anche le caratteristiche dello stesso, il piano di gestione si occuperà delle sole imbarcazioni da diporto e dei rifiuti da esse prodotti, quali uniche imbarcazioni che usufruiscono dell approdo turistico. Ai fini di una maggiore chiarezza si precisa che non sono regolamentate dal piano in questione le problematiche relative alla gestione dei rifiuti derivanti dallo spazzamento delle strade e la gestione dei rifiuti provenienti dalle attività svolte all interno di aree concesse a soggetti privati. 5

6 2. IL PORTO E IL TERRITORIO 2.1 Le caratteristiche del porto L approdo - che normativamente ai sensi dell art. 2 del D.P.R. 2 dicembre 1997 n. 509 deve essere definito porto turistico - è gestito da una società mista a responsabilità limitata ed a capitale pubblico/privato per lo sviluppo della nautica da diporto e delle attività turistiche la cui ragione sociale è LE MARINELLE s.r.l. con sede in Via A. Doria sn San Salvo CH. La parte pubblica è rappresentata dal comune di San Salvo Nel suo insieme si compone delle seguenti aree : - un canale di accesso di lunghezza pari a circa 140 metri, e larghezza 15 metri delimitato da due muri di sponda a parete verticale con struttura prevista in palancole di acciaio e sovrastruttura banchinata in calcestruzzo armato ed in pali trivellati nel tratto latistante il fabbricato; il fondale di progetto è previsto a q. (- 2,50) m. dal l.m.m. ; - una darsena,ottenuta per escavazione di parte delle aree disponibili di proprietà comunale, di superficie pari a circa mq.; il fondale di progetto è previsto a q. (- 2,50) m. dal l.m.m. ; La superficie complessiva del porto turistico, includendo le aree relative all avamporto,al canale ed alla darsena vera e propria, risulta pari a mq circa. Le coordinate geografiche del porto sono : N; E All interno della darsena sono presenti pontili fissi su pali ovvero galleggianti, della lunghezza complessiva di ml. 154,00. Un ulteriore pontile galleggiante, di lunghezza 12,00 ml viene previsto nella nuova zona di ormeggio a servizio dell accosto carburanti. I pontili galleggianti, a fronte di una minore stabilità complessiva, possono essere agevolmente traslati e riposizionati lungo i banchinamenti e consentono una maggiore flessibilità di impiego in relazione alle diverse composizioni della flottatipo all ormeggio, e quindi alle dimensioni ed al numero delle imbarcazioni ricoverate. L approdo consentirà l ormeggio per la flotta-tipo ipotizzata di 174 imbarcazioni da diporto di lunghezza compresa tra 6 ed 12 metri Pontili e banchina potranno 6

7 accogliere 69 imbarcazioni da diporto di lunghezza compresa tra 9 e 18 m. portando la capacità di ormeggio dell approdo a 243 imbarcazioni. Al porto confluisce un canale di regolazione denominato Formale del Molino Il canale, che non è interessato da un deflusso continuo di portate, è intercettato a monte della banchina con la realizzazione di un dissipatore dal quale, previa opportuna sgrigliatura, attraverso uno sfioratore idraulico la portata viene versata nella nuova darsena, contribuendo così alla vivificazione degli specchi acquei interni portuali. Le aree a terra, di superficie pari a circa mq. sono destinate: - all installazione di strutture prefabbricate per uffici e direzione porto e di due blocchi di servizi igienici (uno per ciascuna zona di ormeggio) ; - a parcheggi per gli utenti del porto, per un totale di a 74 posti macchina ; - ad area per rifornimento carburanti ed alaggio e varo imbarcazioni; - una piccola pineta. 2.2 Analisi delle esigenze In considerazione della tipologia e delle caratteristiche del porto turistico si può ipotizzare un flusso di imbarcazioni da diporto di piccole o medie dimensioni Al fine di garantire un servizio adeguato e proporzionato alle reali esigenze del porto e alla tipologia di imbarcazioni bisogna considerare i seguenti elementi: 1. quantità, dimensione e periodo di sosta nel porto 2. stima e tipologia dei rifiuti prodotti 3. diverso andamento nell anno Come già ribadito il piano sarà orientato esclusivamente alle imbarcazioni da diporto di piccole e medie dimensioni la cui produzione dei rifiuti è limitata dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Peraltro la stessa produzione dei rifiuti dovrebbe essere variabile nel corso dell anno con punte di picco durante il periodo primavera-estate, infatti durante il periodo invernale la maggior parte delle imbarcazioni restano ormeggiate per lungo tempo. Considerato, poi, che l entità dei rifiuti è piuttosto limitata non risulta necessario un ritiro giornaliero; le esigenze degli utenti potranno essere soddisfatte dalla presenza, lungo la banchina di strutture amovibili (cassonetti) per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi, in particolare derivanti dall attività di pesca e costituiti da rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani, e di isole ecologiche per il conferimento 7

8 dei rifiuti derivanti dall attività di manutenzione delle imbarcazioni, la cui frequenza di ritiro sarà variabile nel corso delle stagioni. Si precisa, inoltre, che la stima dei rifiuti prodotti non risulta possibile proprio perché il porto è di nuova realizzazione e ancora in fase di completamento. 3. IL PIANO DI RACCOLTA E DI GESTIONE DEI RIFIUTI 3.1 Classificazione dei rifiuti Le tipologie dei rifiuti prodotti dalle navi secondo quanto indicato dalla Marpol 73/78 si possono così distinguere: 1. oil rifiuti oleosi, residui oleosi di macchina 2. sewage acque nere 3. garbage rifiuti in genere Il garbage a sua volta si distingue in 5 categorie: plastica materiale da imballaggio triturati di carta,vetro,di metallo, di stracci prodotti cartacei, stracci,metalli,bottiglie; rifiuti alimentari Tenuto conto della realtà del porto in questione i problemi gestionali che verranno affrontati nel presente piano sono i seguenti: Gestione rifiuti di garbage (rifiuti speciali non pericolosi e/o assimilabili agli urbani): rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata ( es. imballaggi, vetro, plastica) rifiuti urbani non differenziati Rifiuti speciali pericolosi Oli minerali esausti Batterie al piombo Filtri 8

9 3.2 Descrizione delle procedure per la gestione Organizzazione del servizio di raccolta Preliminarmente occorre puntualizzare che, secondo quanto espressamente previsto dall art. 6, comma 4 del D.lgs182/2003, i pescherecci e le imbarcazioni da diporto omologate per un massimo di dodici passeggeri non devono adempiere agli obblighi di notifica previsto al comma 1 dello stesso articolo. E previsto, invece, l obbligo per tutte le imbarcazioni che fanno scalo o stazionano di conferire all impianto portuale di raccolta i rifiuti prodotti dall imbarcazione. Nel caso delle imbarcazioni da diporto i conduttori delle stesse devono infatti provvedere al conferimento dei rifiuti come di seguito specificato. Ai fini del conferimento dei rifiuti così come indicati al punto 3.1 sono previste due diverse tipologie di conferimento: 1. il conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi ( derivanti da raccolta differenziata) e/o assimilabili agli urbani presso i cassonetti dislocati sulla banchina CER CARTA E CARTONE CER VETRO CER PLASTICA CER RIFIUTI URBANI NON DIFFERENZIATI 2. il conferimento dei rifiuti speciali pericolosi presso l unica isola ecologica CER * CER * CER ALTRI OLI PER MOTORI, INGRANAGGI E LUBRIFICAZIONE FILTRI DELL OLIO BATTERIE AL PIOMBO In ogni caso considerata la tipologia e le caratteristiche dimensionali della struttura portuale la raccolta dei rifiuti solidi speciali non pericolosi verrà effettuata con strutture di tipo amovibile. Per la raccolta dei rifiuti solidi è prevista una raccolta differenziata predisponendo dei contenitori amovibili con una capacità minima di 1,5 m3 creando dei 9

10 raggruppamenti di contenitori distinti per tipologia di rifiuto, che verranno per questo etichettati e contraddistinti da colori diversi. Come esempio da immagine che segue : Tali contenitori verranno dislocati in gruppi da quattro ( carta, vetro, plastica, e rifiuti urbani non differenziati) circa ogni 50 posti barca nei punti contraddistinti da un rettangolo rosso e indicati nella planimetria allegata. Per i rifiuti provenienti dalla manutenzione delle imbarcazioni quali olio, batterie e filtri il conferimento deve essere effettuato dallo stesso conduttore o proprietario dell imbarcazione, presso l isola ecologica adottando ogni accorgimento al fine di evitare tutte le possibili dispersioni di lubrificanti. Saranno indicati in modo ben visibile i giorni e gli orari in cui è possibile conferire i rifiuti garantendo un numero minimo di ore a settimana. L isola ecologica sarà collocata nell area individuata nella planimetria allegata e contraddistinta da un cerchio verde. E prevista una copertura di tipo metallico per proteggere i rifiuti dalle intemperie al fine di evitare ogni possibile ed eventuale alterazione delle caratteristiche dei rifiuti e una recinzione che abbatta l impatto visivo predisponendo all interno dell area così delimitata le seguenti tipologie di contenitori: un contenitore per le batterie in PET resistente agli acidi, come da immagine che segue: 10

11 un contenitore per il filtri a chiusura ermetica e bacino di contenimento come da immagine che segue: e una cisterna a tenuta con bacino di contenimento per evitare ogni tipo di dispersione come da immagine che segue: : Tale tipo di impianto avrà una capacità massima distinta come segue: 1. olio max 500 kg 2. batterie max 1000 kg 3. filtri max 200 kg Tali quantitativi comportano un ritiro mediamente ogni bimestre o comunque nel rispetto del condizioni del deposito temporaneo di cui al D.Lgs. n 152/2006 Tale punto di raccolta comunque sarà autorizzato se si ritiene che non possano essere rispettati i limiti quali quantitativi del deposito temporaneo su indicati. Diversa organizzazione verrà programmata per la raccolta di acque nere prodotte dalle imbarcazioni. 11

12 Date le caratteristiche delle barche presenti le acque nere delle imbarcazioni sono quelle prodotte da wc di tipo chimico con serbatoio asportabile Per lo svuotamento e successiva immissione nella rete fognante, dei serbatoi, viene fissato un punto di svuotamento e pulitura in prossimità dei servizi igienici. Organizzazione del servizio di trasporto e recupero/smaltimento Il soggetto affidatario del servizio di raccolta e trasporto agli impianti di smaltimento e/o recupero provvederà al ritiro periodico dei rifiuti presenti nei cassonetti e presso l isola ecologica e avrà cura di effettuare il trasporto dei rifiuti ad idoneo impianto di recupero o smaltimento. Lo stesso soggetto dovrà possedere tutte le autorizzazioni previste per legge e tutti i mezzi dovranno soddisfare le norme fissate dalla legislazione vigente. 4. ADEMPIMENTI Il soggetto gestore del porto turistico, in qualità di soggetto gestore del piano di raccolta, oltre che vigilare sulla corretta applicazione del presente piano dovrà anche espletare i seguenti adempimenti: 1. attivare un registro di carico e scarico sul quale annotare tutti i movimenti relativi ai rifiuti gestiti ex art. 190 del D.Lgs n 152/ provvedere al rilascio di una ricevuta per ciascun conferimento dei rifiuti. Tale documento dovrà essere redatto in duplice copia di cui una dovrà essere trattenuta dal gestore e l altra consegnata al soggetto conferitore ricordando che ciascuna copia deve essere datata e firmata da entrambi i soggetti. Nella ricevuta del conferimento dovranno essere riportati i seguenti dati: a. dati identificati del produttore b. tipologia del rifiuto conferito c. quantitativo d. data e ora del conferimento Altri obblighi del gestore sono la redazione del formulario quale documento di accompagnamento del trasporto e provvedere alla comunicazione annuale dei rifiuti (MUD) ex art. 190 del D.Lgs n 152/

13 5. SISTEMA TARIFFARIO I costi dei servizi previsti dal presente piano si possono così distinguere: Il ritiro e lo smaltimento degli oli esausti e delle batterie verrà effettuato in forma gratuita dalla Ditte Mandatarie dei Consorzi Obbligatori(COOU e COBAT); In attesa dell affidamento in concessione del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti saranno applicate le tariffe praticate in regime di libera concorrenza dalle Ditte che avranno presentato presso la capitaneria di porto la denuncia di inizio attività 5.1 Calcolo della tariffa Secondo quanto previsto dall art. 8 comma 1 del D.Lgs 182/2003 i costi relativi all impianto portuale, da quelli di investimento a quelli di smaltimento, devono essere coperti da tariffa corrisposta dalle imbarcazioni che approdano dal porto. Tale tariffa deve essere calcolata secondo quanto disposto dall Allegato IV dello stesso decreto, considerando una quota fissa non correlata all effettivo utilizzo degli impianti portuali di conferimento dei rifiuti, infatti sarà corrisposto alla richiesta di ormeggio o compreso nel compenso annuale dovuto, la quota variabile, invece, sarà legata alla grandezza della barca. 6. SISTEMA INFORMATIVO E DI SENSIBILIZZAZIONE Ai fini di incentivare il sistema di raccolta dei rifiuti prodotti dalle imbarcazioni oggetto del presente Piano e di sensibilizzazione degli utenti il gestore del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti dovrà aver cura di consegnare a tutti i produttori un documento informativo contenente le seguenti informazioni: 1. una nota di sintesi dell organizzazione della gestione dei rifiuti; 2. l indicazione della dislocazione all interno del porto dei punti di raccolta dei rifiuti e dell isola ecologica con relative procedure previste per il conferimento; 3. indicazione delle tariffe; 4. procedure per segnalare le eventuali disfunzioni e i disservizi nelle fasi di svolgimento del servizio; 13

14 7. MODIFICHE ED AGGIORNAMENTI Il presente piano di raccolta e gestione rifiuti, secondo il dettato normativo dell art.5, comma 6 D.Lgs 182/2003 e considerando la pianificazione regionale in materia dei rifiuti, verrà aggiornato ogni tre anni ad eccezione di eventuali ed importanti variazioni del sistema gestionale del porto. 14

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