Nella nostra parrocchia multiculturale

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1 Anno LXII n Agosto-Settembre-Ottobre LA VOCE periodico dei missionari scalabriniani in gran bretagna Italiani Abbonamento annuo Sostenitori Amici della Voce degli Italiani Aderente alla Fusie, alla Fedeuropa e alla Federazione Stampa Scalabriniana Direzione e Redazione: 20, Brixton Road, London SW9 6BU Tel Fax Sede legale: Via Torta, Piacenza Italy Direttore: Renato Zilio Direttore responsabile: Giorgio Brignola Grafica: RR-Studio Grafico - Berna Stampa: Mixam UK Ltd, Unit 43, Wenta Business Centre, Colne Way Watford, Hertfordshire, WD24 7ND Reg. Trib. Bassano del Grappa N. 580 R. P. del 2/2/1973 Spedizione in A. P. 70% Art. 2 L. 662/96 DCI Padova Tassa pagata/taxe Perçue In caso di mancato recapito restituire al mittente Il papa in terra inglese Heart speaks unto heart. Parlare cuore a cuore. Questo era il bel logo dell evento, la visita del Papa in Inghilterra, suggerito dalle stesse parole del Cardinal Newman. Esso centra particolarmente la sensibilità dei nostri emigranti in terra inglese. La fede, per il nostro popolo italiano è sempre legata all affettività, all aspetto affettivo e relazionale. Il fatto per noi di incontrare qualcuno che ispiri o che parli con il suo esempio è un elemento decisivo che fa crescere nella fede. Allora, fu senz altro qualcosa di straordinario per i nostri italiani ricevere la visita del Papa nella loro terra di esilio e di accoglienza. Lo attendevano con trepidazione o con distacco, ma sempre con una certa emozione. Si tratta della visibilità di un leader religioso dotato di carisma, ma di statura ben diversa da quella di una regnante capo della Church of England o di un primate anglicano, che oltrettutto presenta il medesimo spessore di uomo di studi. L attesa è per un volto familiare in patria, che fa parte del nostro stesso paesaggio culturale e spirituale. È una visita di ritrovamento e di incoraggiamento. Presenta, infatti, per loro il sapore della parabola del figlio prodigo all inverso: il padre che va all incontro di chi è partito per una terra di emigrazione, dove ha speso e sacrificato tutto ciò che aveva di più caro, come la lingua, la giovinezza e la propria cultura di ori- Il 29 agosto scorso, poco dopo le 13.00, il colonnello libico Muammar Gheddafi è atterrato a Roma in occasione dei festeggiamenti per il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia partenariato e cooperazione tra Italia e Libia. Sceso dall aereo scortato da due amazzoni, il dittatore libico è stato accolto dal picchetto d onore, dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dall ambasciatore libico Hafed Gadur. Durante il primo dei suoi due giorni in Italia ha fatto molto discutere l incontro tra il colonnello e circa 500 ragazze reclutate dall agenzia italiana Hostessweb organizzato nella sede dell ambasciata libica. L Islam dovrebbe diventare la religione di tutta l Europa è una delle frasi pronunciate da Ghed- gine. In una società multiculturale e multireligiosa per eccellenza come questa i nostri italiani si sentono confermati nella propria identità religiosa. Ma anche nel senso della fede che hanno scoperto nell avventura del migrare. La fede, al di là di una pura devozione diventa in emigrazione - e lo è per chiunque a qualsiasi credo appartenga - un vero motore, una forza segreta per affrontare le difficoltà più differenti e impensate. Questa visita del Papa è stata sentita anche come una venuta provvidenziale, per far risplendere l immagine di una Chiesa cattolica appannatasi negli ultimi tempi con gli scandali della pedofilia e che qui i mass media offrono al pubblico apertamente, senza discrezione. Così, in ambiente protestante, per il nostro popolo è quasi un ritrovare l onore perduto. Ma anche il senso di quella minoranza che si chiama cattolica è che costituita da tantissimi migranti di tutto il mondo. Trattato di amicizia mediterraneo Nella nostra parrocchia multiculturale di missionari scalabriniani tre sono le comunità che si raccolgono insieme per questo incontro nella preghiera e nei differenti preparativi: italiana, portoghese e filippina. Sarà soprattutto per l incontro con il Papa a Londra a Hyde Park, sabato 18 e a Birmingham, domenica 19. Lo vivono come l occasione di mostrare insieme il volto veramente cattolico, aperto e universale della Chiesa in una società che a causa dell emigrazione brilla per la sua eterogeneità. Una stessa sorte le ha unite: l essere migranti. Per loro il senso dell unità e l incontro con chi ne è simbolo di fede diventa un bene prezioso, un incontro straordinario. Ed è l incontro per i figli dispersi con il Padre. In fondo, sarà per loro come lui stesso ebbe a dire del Card. Newman: Allo stesso tempo, egli tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero. dafi durante la lezione di Corano che ha tenuto davanti alle ragazze presenti. Il 30 agosto, dopo aver incontrato il premier Berlusconi, il colonnello ha partecipato ai festeggiamenti per l anniversario del Trattato organizzati nella caserma Salvo D Acquisto a Roma. La visita del leader libico in Italia ha suscitato accese polemiche in tutto il mondo politico e non solo. Incresciosa messa in scena o forse solo un boomerang. Così il quotidiano Avvenire il 31 agosto titolava l editoriale del suo direttore Marco Tarquinio sulla visita di Gheddafi a Roma. Incontrarsi serve comunque e sempre, scriveva Tarquinio, ma non si possono sottacere aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche della visita, così come momenti incresciosi e urtanti quali l incontro per una sessione di propaganda islamica (a sfondo addirittura europeo) tra il leader libico e hostess appositamente reclutate. Il Trattato di amicizia partenariato e cooperazione firmato il 30 agosto 2008 a Bengasi da Berlusconi e Gheddafi, ha chiuso formalmente un contenzioso che si protraeva da decenni. Fin dai primi anni del secolo scorso Italia e Libia sono state legate da interessi di natura economica, commerciale e politica. Dopo le avventure coloniali degli italiani in Libia, in nome di Giolitti prima e di Mussolini poi, a partire dalla seconda metà del 900 e con grande intensità dagli anni Settanta, continua a pag. 12 Comites Quando la riforma? Già da tempo, tutti si sono resi conto che nei Comites qualcosa non va. Molte polemiche, parecchia facciata e poca, troppo poca, sostanza. Noi, nel rispetto di differenti competenze, non abbiamo mai preso una nostra posizione. Ora ci sentiamo in grado di farlo. Anche se ogni parere, ovviamente, ha un valore relativo e temporale. Lo facciamo consci che i Comites debbano tornare di stimolo e di tutela dei diritti socio/politici dei nostri Connazionali in Patria e nei Paesi che li ospitano. Per una questione più generale, limiteremo, però, le nostre riflessioni unicamente agli aspetti tecnici del problema. I seguiti politici, che ci sono, non riguardano il giornalismo d informazione. Del resto, le alleanze di cordata sono ben note ai Lettori che le hanno vissute sulla loro pelle e che li ha fatti allontanare da queste strutture delle quali chiediamo, da tempo, un integrale riforma. Lo possiamo scrivere a ragion veduta e senza polemiche. Noi c eravamo quando dei Comites neppure si parlava. Nel Regno Unito siamo presenti dal gennaio Questa, a nostro modesto parere, dovrebbe essere la migliore Giovani a Londra Ma questa è un invasione! mi fa un impiegato inglese solitamente così serio e rituale allo sportello della vicina banca Barclays. Parla dell arrembaggio dei nostri giovani italiani a Londra da un certo tempo in qua... Evidentemente, nella città più popolosa e multiculturale d Europa essi arrivano e scompaiono facilmente, mentre il loro accento si polverizza tra le 300 lingue che qui si parlano. Tuttavia il fenomeno si è ingrossato ultimamente e si rende visibile. È un cattivo sintomo per il nostro Paese, commenta qualcuno. La nostra è diventata per moltissimi giovani una terra senza speranza, senza prospettive e dalle rare opportunità. Per il nostro popolo - da sempre ottimista e ambizioso è questo, in fondo, un vero handicap. Sono giovani laureati o diplomati, ragazze forse più dei ragazzi, ventenni e più... Sbarcano, si propongono di rimanere qualche mese, qualche anno, senza precise scadenze. L attrazione prima è la lingua, vero passaporto per il mondo. garanzia per tutti: sia per chi è pro, sia per chi è contro. Ciò premesso, i Comitati hanno, progressivamente, perduto la loro finalità istituzionale. Non poche volte, si sono trasformati in emanazioni spudoratamente di partito o, scriviamolo francamente, in mezzi d affermazione personale. Aspetto questo che abbiamo, più volte, ribadito a chi ha avuto la pazienza di seguire i nostri interventi. Così, pur se organismi elettivi, i Comites oggi non rappresentano che sparute minoranze degli aventi diritto ad eleggerli. Anche i Candidati, a ben osservare, sono sempre gli stessi. I programmi spesso inconcludenti. Con parecchia umiltà. Ma con provata determinazione, qualche proposta operativa già l avevamo fatta agli inizi di questo Terzo Millennio, affermando che Comites e CGIE erano, già allora, strutture obsolete. Superate, cioè, dai tempi e dai ruoli della nostra Comunità all estero. Per coerenza, non rinneghiamo quanto già avevamo pubblicamente esposto. Pur senza manifestazioni possibilistiche, ma convinti delle nostre idee, abbiamo sempre spera- continua a pag. 12 Poi, in realtà, si agita sempre quel sogno di Londra così attraente anni fa come un illusione collettiva per un modus vivendi più funzionale, con meno burocrazia, il clima di una società aperta e liberale, la complicità con tanti altri giovani. E, infine - aspetto nuovo in loro - la disponibilità ad ogni tipo di lavoro: la psicologa si fa baby sitter, il laureato cameriere... e spesso seguono contemporaneamente qualche corso all università. Si parte dal basso. Quasi riscoprendo dei geni ereditari della cultura italiana: una straordinaria capacità di adattamento, un grande senso di universalità e apertura al mondo. Naturalmente, quando il campanile paesano non prende il sopravvento! E così vanno all estero - go abroad letteralmente, vanno al largo, come si esprime una lingua che sa di mare come quella inglese. È la stessa logica che accompagnava qui i primi migranti italiani di fine 700, grandi viaggiatori, artisti o commercianti: il senso del cosmopolitismo. continua a pag. 12

2 2 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 LA VOCE degli Italiani I lettori scrivono... Caro Direttore, ho letto con attenzione il pezzo sui giovani. Devo ammettere che ogni volta che leggo cose di questo genere mi sento combattuto. Da un lato mi identifico e mi dico che in effetti certe spietate analisi sono giustificate. Dall altro provo un certo disagio. Io, come immagino le persone di cui avete raccolto le testimonianze, non ho avuto che un esperienza limitata della situazione italiana, ma queste analisi seppur lucide devono essere approfondite per non suonare superficiali. Sentirsi stranieri in patria è un fenomeno molto comune tra chi è stato all estero, non limitato agli italiani: ci si è inebriati di visi e lingue esotiche ed il ritorno ad una realtà nota può apparirci noioso, ma questo non è necessariamente un male. Tenere un occhio disincantato sulla realtà che ci circonda valutandone pregi e difetti senza dare nulla per scontato, è anzi un inestimabile pregio, di cui sarà maggiormente dotato chi si è potuto confrontare con realtà diverse. Purché il senso di blasè, di noi, sa... non avveleni l esperienza del rientro. Purchè non si sconfini nel provincialismo de l erba del vicino è sempre più verde. Il vero problema è esposto oltre nel pezzo ed è la rassegnazione. Nel nostro bel Paese non mancano le forze innovative, le spinte giovanili (a volte giovanilistiche), ma poi quando si fanno delle proposte per cambiare le cose è difficile raccogliere consensi. C è sempre chi teme la novità. A parte le effettive problematiche di povertà messe in evidenza nell articolo, si stigmatizzava soprattutto lo sclerotismo, la rassegnazione a che il corso delle cose sia segnato indipendentemente dall attività personale. Devo ammettere che è un po quello che ho incontrato anch io nella mia piccola, parziale esperienza nel mondo accademico italiano. Quando ho provato a creare consenso intorno alle mie idee scientifiche, spesso mi sono trovato indifferenza, al massimo un paternalistico consenso da parte di ambienti italioti, mentre nel mondo anglo-sassone ad esempio, la dialettica è molto più diretta ed aperta ed ogni idea esposta ad un vaglio rigidissimo. D altra parte viviamo in un Paese in cui il peso dell autorità e della tradizione si è sempre fatto sentire, nel bene e nel male. Che dire? Non resta che rimboccarsi le maniche, essere preparati ad avere ostacoli, e perseguire le proprie idee con una tenacia che arrivi al limite dell ostinazione. È vero le resistenze ci sono, e la scelta di partire o restare è personale e non può essere giudicata sul singolo caso. Valutata nel complesso sì, però: se le persone che decidono di partire diventano tante da formare un piccolo esodo, chi detiene le redini del comando dovrebbe trarne qualche conseguenza. Cordialità, Riccardo Sturani Carissimo Direttore, il brivido di ottimismo trasmesso da questa città e dalla sua popolazione multietnica è indescrivibile. Mi ricordo che quando sono venuta qui per la prima volta, a ventidue anni, ho pianto per un mese al mio ritorno a casa perchè volevo tornare indietro! Adesso, però, vedo anche che anche qui c è il mutuo della casa e alla scuola di mio figlio conosco un altra mamma che purtroppo la casa l ha persa... D accordo, un lavoretto si trova, ma ciò non ripara dal fatto che anche qui bisogna accontentarsi, e spesso rassegnarsi, a fare un lavoro diverso da quello per cui ci si è preparati. È vero che ci sono dei sussidi ma è ugualmente difficilissimo tirare avanti. Certo ogni tanto qualche piccolo miracolo succede: gente che riesce a riqualificarsi e cambiare completamente carriera a cinquant anni o a tornare al lavoro dopo avere dedicato anni alla cura dei figli e avere superato i quaranta, cose impensabili in Italia. Ma quante persone possono oggi permettersi di ritornare a studiare se i fondi messi a disposizione dal governo calano a vista d occhio e college e università sono costretti a fave lievitare i costi dei corsi? Forse i giovani hanno un entusiasmo ancora fresco, ma sono molti gli italiani che vorrebbero tornare a casa proprio perché l espressione inglese Home, sweet home! racchiude in sè un tesoro di valori ed affetti di cui si sente sempre più la mancanza. Purtroppo molti dei nostri giovani vengono sommersi dai ritmi necessari per sopravvivere in una metropoli che, per quanto assolutamente meravigliosa e ricca di stimoli, richiede uno spirito combattivo, e si ritrovano quindi a vivere di stenti bussando alle porte delle chiese italiane e non, per non parlare di chi finisce in carcere o nel giro della droga. Questo succede anche in Italia si dirà, ma allora anche in Italia si trovano ragazzi che studiano e fanno i camerieri, i bagnini, i commessi. Qui è un po più facile. Anche qui la crisi ha dato parecchie sferzate: è triste ammetterlo, ma senza denaro si fa poco in tutto il mondo. Avete provato a mandare i figli in una buona scuola senza poter pagare le rette proibitive delle scuole private? O senza vivere nella cosiddetta catchment area? Proviamo a chiederlo a quei bambini che una scuola non l hanno ancora trovata... Noi tutti emigrati proviamo molta gratitudine e affetto verso la nostra patria d adozione, ma fa male pensare alla madrepatria come a un paese finito e con una popolazione insensibile. Sono un po stubborn e continuo a sperare che l Italia si rimboccherà le maniche a aprirà la mente a nuove possibilità Nicoletta Sambo-Bozza Carissimi, ho letto l articolo dei giovani. Lo trovo molto vero per quanto riguarda la mancanza di opportunità in Italia, l assenza di meritocrazia, la voglia di chi arriva a Londra di rimanere e non tornare a casa, il razzismo e lo sfruttamento dei migranti che avviene sempre più nel nostro paese. Penso però sia un po eccessivo il riferimento al suicidio o all assenza di valori. Mi spiego meglio: vivendo da tre anni in Inghilterra penso che qui conti di più il reale valore e il merito di una persona, però dall altro lato c è molto più individualismo e voglia di emergere e di divertirsi senza grandi coinvolgimenti sentimentali, e il consumo di alcool, droghe e l enorme numero di persone che hanno bisogno di counselling testimonia che anche qui la società non se la passa benissimo. Anch io al momento non vorrei tornare in Italia, ma non penso che Londra sarebbe il posto migliore per crescere dei figli. Cordialmente, Giuseppe Caro direttore, i vostri giovani hanno ragione da vendere. Per sapere bene cosa pensano i ragazzi qui bisognerebbe frequentarli, e io ne sono sinceramente un po fuori. Qui nel sud Italia ci sono quelli che prendono un diploma e poi fanno lavoretti dove guadagnano poco e tirano a campà con l aiuto della famiglia. C è molto lavoro irregolare o sottopagato e la struttura che tiene insieme l universo mondo è appunto la famiglia, la pensione della nonna, etc. (le relazioni sono molto salde). Ci sono tanti ragazzi che sono smarriti e attendono che si apra qualche possibilità in uffici pubblici (aspirazione che da tanti anni non è cambiata). Altri invece si laureano e prendono il volo. Chi può, perché più fortunato per maggiori opportunità alla nascita, frequenta università private, ad esempio la Luiss, e poi la carriera è assicurata. Chi, come quelli che conoscete, va all estero a fare ricerca o anche solo degli stages, oppure va nell altra Italia, ma è gente che spesso non si ferma più qui, ha conquistato ampi orizzonti e, quando si è sistemata, non aspira proprio a ritornare al paese. Parlando dell intero nostro Paese, ciò che è noto che non ci si indigna più per la scorrettezza, l arroganza, il sopruso, l ignoranza, il malaffare. Le organizzazioni mafiose prosperano nell indifferenza più totale anche al nord, una gran parte degli investimenti finanziari e immobiliari è nelle loro mani. L Italia è devastata dalla cementificazione, qui dove sono in dieci anni è totalmente cambiata la fisionomia del territorio, ettari ed ettari di questa terra fertile e preziosa è stata ricoperta o di abitazioni o di capannoni (molti assolutamente vuoti). Ci si rende conto che le grandi costruzioni spesso servono solo a ripulire denaro. Molte persone pensano che non serva più impegnarsi, sono stanche di discutere, di battersi, molti non vanno più a votare, tanto non si cambia nulla e comunque sono tutti uguali. Molto disimpegno, sfiducia, sguardo basso. Sì, abbiamo bisogno di giovani che sappiano guardare al futuro, che sappiano coltivare progetti, sogni e ideali, che sappiano dire anche fra qualche decina di anni, sì, nonostante tutto, credo, fermamente credo, negli uomini, nella vita, credo che insieme possiamo farcela. Che debbano andare all estero per cogliere questo respiro di ottimismo? Ma sì, solo nel confronto si hanno gli elementi per formulare un giudizio, se si rimane nel proprio nido, si respira solo il profumo di casa. Conoscendo altre realtà, attraverso lo studio o il lavoro, si possono formulare nuove soluzioni anche per casa propria. E non si sa mai che nascano nuovi leader, che emergano nuovi carismi. Annalisa Legnaro Carissimo Padre Direttore, con molta tristezza scrivo queste mie parole. Sono Rosetta Ruggiero, moglie del caro Carminuccio, che da tanti anni è stato abbonato a La Voce degli italiani, uno dei primi quando c era padre Sacchetti e per tutti questi anni ha letto La Voce degli italiani il giornale di tante informazioni utili a tutti gli italiani emigranti. Comunque, caro Padre, purtroppo il mio caro Carminuccio ci ha lasciato per andare alla casa del Signore. Era arrivato in Inghilterra il 20 ottobre del Una persona che con duro lavoro ha pensato ad accudire i suoi figli Tina, Alfonso, Angela e famiglie, inclusa io, sua moglie. Di origine siamo di Salerno, andavamo a scuola insieme, io avevo 16 anni e lui di 18 anni, 5 anni di fidanzamento, sposati nel gennaio del 1954, emigrati in Inghilterra nel 1956, residenti a Huntingdon. Vi mando una fotografia del mio caro Carminuccio, un marito, un padre e un nonno d oro. Era amico di tutti. Che il Signore vi benedica, Rosetta La Voce 20, Brixton Road London SW9 6BU

3 LA VOCE degli Italiani Agosto-Settembre-Ottobre Il tempo dei ricordi... Da Corrado Truffelli, responsabile dell Associazione Centro Studi Cardinal Agostino Casaroli di Bedonia (PA) ci pervengono sei fotografie: della prima (Gelati Granelli) non si conosce la data precisa (comunque inizi Novecento): è un immagine nota, senza un preciso archivio di provenienza. La seconda (Rossi Giuseppe), la terza e la quarta riguardano le attività di Rossi Giuseppe a Richmond, risalgono al 1910 circa e provengono dall archivio privato del sig. Ermanno Scagliola di Compiano (Parma). Le altre due, degli anni Cinquanta e degli anni Trenta, provengono dalla famiglia Frederick di Ashton in Makerfield, originaria del comune di Bedonia (Parma) e tutt ora produttori di gelati (su scala industriale). Tanto Compiano che Bedonia (insieme ai vicini comuni di Bardi, Borgo Val di Taro, Albareto e Tornolo) fanno parte di quella zona dell Appennino parmense, confinante con la Liguria e la Lunigiana, da cui più intensamente e durevolmente si sono originati fenomeni migratori, anche quelli verso la Gran Bretagna. Un mosaico di identità diverse... Si dice che gli argentini sono un popolo sceso dalle navi, per sottolineare il determinante contributo dato dall immigrazione a questo Paese. E già da oltre mezzo secolo l Argentina ha voluto ringraziare i milioni di immigrati giunti prima dall Europa, poi dagli altri Paesi dell America Latina, infine dall Asia e oggi dall Africa, stabilendo il 3 settembre, data di promulgazione della Legge sull Immigrazione, approvata nella seconda metà del XIX secolo, come Dia del Inmigrante. Una data che viene celebrata in quasi tutte le città dell Argentina, con manifestazioni che abitualmente uniscono il folklore e le tradizioni della patria di origine e dell Argentina. Quest anno - segnala la Tribuna Italiana di Buenos Aires - il governo della città di Buenos Aires ha organizzato una grande celebrazione. L evento, organizzato dalla direzione per i Rapporti Istituzionali del governo cittadino, prevede la consegna di Medaglie in ricordo del Bicentenario a un gruppo di persone e associazioni di origine straniera, che nelle loro attività sono state di esempio nella promozione di valori quali l onestà, la solidarietà, il lavoro, ecc. Seguirà un festival artistico, al quale prenderanno parte venti gruppi musicali di vario tipo, accompagnati da giochi di luci. Il festival continuerà con gruppi di danze delle varie collettività e successivamente con la presentazione di coppie di ballerini di ognuna delle collettività, mostrando al pubblico che Buenos Aires è un mosaico di identità diverse che hanno contribuito alla formazione della città e del Paese lungo i 200 anni della sua storia. (Inform) Y viva España! Yo soy español, español, vamos España, a por ellos ohè... a por ellos, ohèèè!! Un Pub irlandese a Islington, in piena Londra, pareva avesse cambiato lingua, tono e clientela. In un publico stretto stretto di più di un centinaio tra inglesi, ispani e una valanga di spagnoli si cantava vittoria senza paura. In fondo, tutti veramente si sentivano spagnoli! Era l undici di luglio. Ed è sempre così. è normale saltare sul carro dei vincitori, per condividere almeno un po di pazzia e di trionfo. La coppa del mondo, però - lo si vedeva nelle persone presenti - aveva fatto il suo miracolo: non c era castillano, madrileno, catalano o basco, ma solo... españoles! La guerra civile, a suo tempo, li aveva fatti a pezzi, ma questa vittoria li compattava in un unione d acciaio. Quando, poi, la tiritera si faceva troppo lunga, era divertente sentire urlare gli spagnoli campeones, campeones olè, olè, olè! e gli inglesi di rimando a squarciagola, come botta e risposta: Engerland Engerland Engerland! Maniera originale questa di chiamare la loro terra. Tutto il Pub, allora, a ridere. Ed era quasi come dire: Che ce ne importa se siamo stati eliminati... questo è il nostro spirito combattivo, siamo sempre noi, una grande forza! Tuttavia, sembrava che ognuno, volentieri o no, portasse stampate in mente le parole del capitano Casillas, il capitano innamorato, che guidava la Selecciõn: Il nome della Spagna sarà per quattro anni in cima al mondo! Il re Juan Carlos non aveva mancato di aggiungere: Siete un esempio di sportività, di nobiltà e di squadra. Grazie per aver fatto vibrare tutta la Spagna e aver realizzato uno dei nostri sogni! L avevano capito le Furie Rosse. Era l unità di tutto un popolo. Perfino, in un tranquillo pub irlandese di Londra.

4 4 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 pagina religiosa LA VOCE degli Italiani Una città e la sua preghiera I turisti vanno e vengono con gli occhi sospesi alle stupende, gotiche nervature delle navate. Girano, si guardano attorno, scambiano, amano fotografare... Ogni tanto, però, scende dal pulpito l invito a sostare qualche istante, immobili, là dove stanno: è il momento della preghiera. Un prete o un pastore protestante accompagnano dall alto la voce dei presenti con un salmo e un Padre nostro insieme. Ciò richiama il senso di un luogo, dove la comunità cristiana si riunisce a pregare. Vi verrà, allora, da pensare alle nostre città d arte, dove a volte confusione, foto e scompiglio di turisti rendono un luogo di culto irriconoscibile agli occhi dei nostri antenati e della loro fede. Al pomeriggio, nell animato quartiere di Soho potete rifugiarvi qualche istante nell antica chiesa di St. Patrick. Entrando, nella penombra vi accoglie una serie infinita di banchi ben allineati, quasi composti in preghiera. Sull altare in fondo, infatti, un illuminatissimo ostensorio d oro e un bouquet di fiori vi guardano. Non c è anima vivente. Solo assorta in un angolo una statua in gesso di Santa Teresa di Lisieux e altre vecchie statue di santi. Sembra, tuttavia, di essere in un oasi di pace straordinaria in un quartiere pieno di vita e di via-vai. E pare che Dio stesso vi aspetti qui da sempre. In una chiesa vicina, frequentata da portoghesi, una Madonna di Fatima esulta segretamente della miriade di ceri lasciati accesi da chi passa. Accanto, una grande scritta: Lord, a light for you to enlighten me in my difficulties and decisions. Per illuminarmi nelle mie difficoltà e decisioni. Qui in terra inglese si vuole sempre che il messaggio sia chiaro e trasmetta qualcosa. Anche alla televisione. Perfino scritto per terra, quando si attraversano le strade: guardare a destra o guardare a sinistra. La parola come sempre illumina un gesto, altrimenti questo si fa automatico e banale. E così, accendere un cero qui si illumina di senso. Passate accanto ad un altra vecchia chiesa in pietra grigia e sentite cantare. Se entrate, un folto pubblico nero vi accoglie sorridente... e non vi pare vero di essere attesi! Così, sorpresi, posate le borse della spesa e dopo qualche istante di estasi ve ne potete andare. Anche un estraneo qui trova il suo posto. O un momento originale di stare insieme: sorpresa sempre gradevole per ambo le parti. È questa una società abituata ad ammettere l altro e la sua espressione, oppure un altro credo religioso, senza battere ciglio. Sacro e profano, poi, si mescolano nella tolleranza più completa. In un altra chiesa, così, appena entrati vi pare di scorgere sull ultimo banco un barbone completamente disteso con accanto la sua birra. Ed allora può succedervi di vederlo perfino durante la messa - come due settimane fa, alzando il calice alla consacrazione - anche lui sollevare in alto la sua lattina, automaticamente... Anche in questo caso, come sempre, il Signore è misericordia e perdono! Rientrando a casa, sul marciapiedi potrete incrociare attorno a un leggio improvvisato un gruppo pentecostale dei Caraibi per un breve gospel, dal ritmo e suoni inconfondibili... Sì, esibirsi in pubblico con belle tuniche colorate fa parte del loro essere. E comprendi, in fondo, che questo è lo spirito di una città, che tutto ammette e rende possibile. Mille volti di Dio, mille modi per incontrarlo, mille volti di uomini che lo cercano nella preghiera. Ma forse la preghiera più bella e più seria è quella con gli italiani emigrati della nostra parrocchia. È al momento del credo, del loro impegno di fede. Chiedo loro con calma, lentamente: Rinunci a fare il male, a vivere di violenza, di ambizione, di invidia o di gelosia...? Rinunci allo spirito del male, allo spirito di divisione, di esclusione o di chiusura all altro, al differente? E loro, ogni volta compatti, a rispondermi: Siiiì, rinuncio! Rinunciarvi, quando la società di oggi al contrario vi invita continuamente a seguirlo... so di chiedere loro un miracolo quotidiano. Ma ciò mi dice anche quanto ogni migrante, in fondo, desidera un mondo più umano e fraterno. Una vita degna, da vivere insieme. Ed allora mi chiedo: Quanti mai sanno leggere il cuore di un migrante? Renato Zilio Un nuovo missionario al Centro Scalabrini Nato l 8 marzo del 68 a Melendugno, un comune della costa adriatica (Terra d Otranto) della Provincia di Lecce, ho conosciuto già da ragazzo i Missionari Scalabriniani, impegnati nell animazione missionaria e vocazionale delle diocesi del Salento negli anni 70-90, con un seminario a Carmiano, luogo di incontro e di formazione per molti ragazzi e giovani. La testimonianza gioiosa della fede e della vita consacrata-missionaria dei padri scalabriniani sono state il mezzo con cui il Signore mi ha chiamato alla vita consacrata e mi ha condotto fuori dalla mia terra, per seguirlo e servirlo nei migranti. La mia formazione è avvenuta in terra italiana, dal seminario minore fino all ordinazione sacerdotale; dopo di che è iniziata la mia avventura missionaria, dapprima nel sud del Brasile, per tre anni, nella bella regione dell Iguaçu, nello stato del Paranà, ai confini col Paraguay; poi di nuovo in Italia, direttamente nella terra di partenza, a Carmiano (LE). Da lì sono partito per una breve ma intensa esperienza in Sud Africa, a Cape Town, dove la nostra Congregazione opera a favore dei rifugiati arrivati da varie parti dell Africa subsahariana, dei migranti portoghesi e della popolazione locale, attraverso parrocchie, orfanotrofio, centro di cooperazione e sviluppo. L esperienza successiva mi vede a Roma, nella nostra parrocchia del SS. Redentore, come responsabile del Centro Giovanile e della Mensa dei poveri: sei anni di lavoro nella periferia romana, a contatto con problemi e speranze di tanti giovani e migranti. Una parrocchia, quella del SS. Redentore, che vede gli Scalabriniani impegnati in prima linea a servizio dell integrazione degli immigrati, specialmente attraverso la Festa dei Popoli, diventata ormai tradizione consolidata della Diocesi e della Città di Roma. Le esigenze del mondo dei migranti mi hanno poi chiamato a Ginevra: una Unità Pastorale Interculturale affidata ai Missionari Scalabriniani dalla Chiesa di Ginevra, per servire i migranti di lingua italiana, portoghese e spagnola. Mi è stato affidato il compito di accompagnare i giovani dell Unità Pastorale e di integrare l equipe dei sacerdoti di lingua portoghese in quella che è definita la più grande parrocchia portoghese d Europa, con circa ragazzi iscritti ogni anno al catechismo, con 160 catechisti e diversi gruppi di laici impegnati in vari campi della pastorale della Chiesa ginevrina. Una sfida missionaria ricca di lavoro e di stimoli, che avevo accolto volentieri in questa terra di tradizione calvinista, di una laicità quasi impenetrabile, ma con un respiro di giovinezza ecclesiale quasi tutta cattolica, grazie ai migranti. Sembrava una missione a cui dedicare buona parte dei miei anni, quando il mio superiore religioso si è dovuto fare inaspettatamente interprete di una volontà di Dio diversa da quella che ormai prevedevo: a Londra, nella comunità di Brixton Road, il bisogno di un missionario che parli portoghese, per il servizio pastorale. Devo confessare che questa volta l obbedienza mi è costata un po ma il Signore mi ha dato la forza e l entusiasmo di seguirlo per le strade che tante volte lui solo conosce. Ed eccomi qui a Londra: mi guardo intorno, studio inglese e inizio a servire le comunità dei migranti che frequentano la nostra missione, in particolare la comunità portoghese. Chiedo la vostra preghiera perché anche qui il Signore si serva di tutto quello che farò per incontrare, amare e portare a salvezza i suoi figli. Al lavoro con gli emigranti, dunque! P. Francesco Buttazzo La lingua, i giovani e la fede La lingua è un arcano mezzo per conservare la fede affermava Scalabrini. Non è facile spiegarlo, ma è un fatto che perdendo la lingua, facilmente si perde anche la fede. Queste parole di G.B. Scalabrini come possiamo applicarle ai giovani della seconda e terza generazione in emigrazione, che fanno fatica a definire la loro identità e tanto più la loro lingua? Il concetto di lingua madre è molto relativo. D altronde, l italiano non è la lingua principale (o madre) dei nostri ragazzi. Per cui, quale é la lingua che i nostri giovani non dovrebbero perdere per non perdere la fede? Ho provato a portare alcuni dei nostri giovani a messa in una parrocchia svizzera. Pur capendo la lingua, la risposta che mi hanno dato all uscita è stata: Non sapevamo rispondere... non sappiamo pregare in tedesco. Alla prima risposta c è rimedio, ma alla seconda? La fede è trasmessa in parte dai genitori, che da piccoli insegnano le preghiere (in italiano) e poi dalla parrocchia attraverso la catechesi e le varie attività. Ma come si può vivere ed esprimere una fede quando della lingua con cui è formulata se ne conosce una minima percentuale di vocaboli? Forse dall esterno non si immagina quanta fatica si fa nel preparare un omelia o un incontro di formazione, cercando le parole più semplici, comprensibili, vicine al mondo di coloro che ascoltano... perché, in fondo, l obiettivo è questo: comunicare! E se le nostre parole non toccano il cuore e la mente di chi ascolta perché sono troppo difficili, tecniche o appartenenti a contesti culturali troppo distanti, cosa resta di tutto ciò che diciamo? Sta di fatto che i giovani sono sempre più distanti dalle nostre liturgie. Che fare? Provo a delineare alcune piste di riflessione e di azione. 1. L italiano può essere definita la lingua del cuore e quindi dobbiamo puntare a far sì che i giovani la apprendano sempre meglio. Questo può comportare che, se il governo italiano taglia ancora di più i finanziamenti per i corsi di lingua e cultura, dobbiamo attivarci in parrocchia e con le associazioni di volontariato per offrire ai nostri giovani qualche corso gratuito. Questo processo permetterà loro di comprendere maggiormente i contenuti della catechesi, di esprimere meglio le loro idee e la fede. 2. Puntare maggiormente sulla formazione globale dei nostri giovani. Dato che non si ama ciò che non si conosce, penso che per amare Gesù Cristo non basti una conoscenza linguistica, ma occorra elevare il livello culturale delle persone. Cosa può comportare questo per le nostre parrocchie o missioni? Forse puntare maggiormente sugli eventi culturali e offrire non solo corsi di lingua ma veri percorsi di formazione di cultura generale. 3. Andare verso i giovani, mettendoci in ascolto del loro mondo. A parer mio, la Chiesa in generale, e noi operatori pastorali in particolare, dovremmo avere il coraggio di ripetere quel vecchio fenomeno definito come inculturazione della fede, adottato da Gesù quando usava le parabole per farsi capire dai suoi ascoltatori, da S. Paolo che usava il greco per diffondere il Vangelo, e dai tanti missionari e missionarie che nel corso della storia hanno saputo coniugare l annuncio della fede con la cultura dei paesi dove andavano. Mi chiedo quindi se invece di portare i giovani nel nostro mondo, non dovremmo andare noi nel loro, facendo lo sforzo di riformulare i contenuti della fede nei loro parametri linguistici e culturali, per renderli loro accessibili. Antonio Grasso

5 LA VOCE degli Italiani Un leader di altri tempi Appena arrivati a Londra avrete subito l opportunità di incontrarlo e non vi sembrerà vero. Infatti, quando vi presenterete nell aperta e ariosa Trafalgar square sarà già là ad aspettarvi. Sarà un incontro insolito. Incontro con altri tempi, altri modi di vivere e di... dirigere. Basterà solo spingere lo sguardo in su e osservarlo a mezz aria, su una altissima colonna in granito di più di 50 metri. Lo sostiene, in cima alla colonna, un capitello corinzio ispirato alle colonne del tempio di Marte a Roma, ottenuto dalla fusione di cannoni britannici. Ai piedi della colonna, invece, dalla fusione dei cannoni francesi catturati sono raffigurate le sue più grandi vittorie navali. Non è un monumento, in fondo. Per gli inglesi è molto di più: un personaggio vivente, un leader indimenticabile. Immortalato qui come fosse issato sull albero maestro di una nave. Illuminato di notte, si staglia in alto nella piazza oscura come un apparizione, un semidio. È Lord Nelson, the admiral. Infanzia difficile, anzi tragica, si era trovato prestissimo a solcare i mari e gli oceani con la flotta inglese. Scuola eccezionale di Come un uragano di fine estate nell ultimo week-end di agosto è scoppiato il Carnevale di Notting Hill. Come sempre, puntuale. Così, questo quartiere di Londra si è trovato in ebollizione tra musica e cibi esotici dei Caraibi: straordinario ritrovarsi immersi in questi due giorni tra un milione di persone per strade e square del quartiere reso famoso dai Rolling Stones e dai Pink Floyd. Il festival lanciato negli anni 60 dagli immigrati neri dei Caraibi (in particolare Giamaica e Trinidad) divenne presto un vero carnevale. Così, piatti e drink esotici in centinaia di chioschi costeggiano le vie, ogni strada con il suo sound system diffonde musica ad altissimo volume. Notting Hill non si fa solo evento a cui assistere, ma una festa grandiosa per tutti. Colpisce evidentemente la sfilata dei carri che avanzano a suon di musica e uno stuolo di danzatori e danzatrici di ogni tipo, dai costumi vivaci, originali, coloratissimi. Sono bambini il primo giorno, adulti il secondo. Li vedi passare a volte con il corpo dipinto di cioccolato fondente. Portato anche in secchi, come fosse il fango dei Caraibi, chissà... neanche gli spettatori a volte ne sono immuni dal lancio! Avanzando, però, dovrete scansare in mezzo alla marea umana decine e decine di polivita e di stile questa, che lo farà diventare il più giovane capitano di una flotta. La sua giacca blu di ammiraglio la si ammira ancora al Museo Navale. Sarà un emozione forte osservarne lo strappo sulla spalla destra prodotta dal colpo fatale. Era la sua ultima battaglia, l ultima vittoria: Trafalgar, 21 ottobre Pur essendo di statura limitata si rivelò ben presto uomo di grandezza sorprendente... E così, al National Maritime Museum ne scoprirete il segreto. Sono, tra l altro, tre qualità di altri tempi. L umiltà. La qualità comunicativa. La fiducia. Francamente no, non l arroganza dei nostri giorni. Scoprirete, così, che lui ricordava il nome di ognuno dei suoi marinai, sapeva parlare direttamente al loro cuore e compattarne le forze fino all ultimo mozzo. Ognuno di voi farà e darà il meglio di sè! era il memorabile incoraggiamento prima della battaglia decisiva. Parole di fiducia, solida come una roccia. Confitte nell animo di ognuno, in quell inverosimile tormenta di una battaglia navale. Ognuno aveva capito che il loro leader sapeva spogliarsi non Scuola italiana a Londra Apertura della Scuola Italiana a Londra alla presenza di Sua Eccellenza l Ambasciatore d Italia Alain Economides il 9 settembre presso la sede della scuola 154 Holland Park Avenue, W11 4UH. Laura Marani, preside della scuola affermava: Il nostro obiettivo primario è quello di creare una scuola italiana compiutamente inserita nel contesto anglosassone in cui è chiamata ad operare. La scuola italiana a Londra prevede un insegnamento bilingue e biculturale, in cui il programma didattico italiano, punto di forza internazionalmente riconosciuto del sistema scolastico italiano, viene integrato con gli aspetti migliori del sistema inglese, dagli obiettivi educativi alla metodologia. Il Ministro Franco Frattini inviava un suo messaggio: È con particolare soddisfazione che ho appreso dell inaugurazione della Scuola Italiana a Londra. solo della giacca di ammiraglio, per bloccare l emorragia di uno di loro, com era successo. Ma di un occhio, di un braccio un altra volta, della vita stessa, infine. Per servire il popolo e la sua patria, senza alcun interesse per sé. E ciò da sempre, da giovanissimo. Colpito a morte, riverso sulla nave ammiraglia, ancora si preoccupava della causa: Quante navi nemiche abbiamo catturato?. Diciotto, gli risposero. Ne volevo ventuno! Così, nella piazza dal nome della famosa battaglia inglese con una coalizione navale franco-spagnola, una colonna di granito scaglia in cielo un uomo di mare e di lotta. Non solo. Ma un leader invidiabile per i nostri tempi. Tutto il Regno Unito vi guarda, sí, vi guarda... ricordava sempre ai suoi marinai per estrarne il meglio di sè. Ed era il coraggio di sacrificarsi al bene comune. Come lo era per lui. A guardarlo, invece, sarete voi ora e tutti gli inglesi: altissimo, innalzato sui tetti di Londra, un leader di altri tempi. Ma una splendida, attualissima lezione per i nostri! R.Z. Si tratta di iniziativa che, al di là del proprio valore in sè, costituisce anche un vero e proprio modello per nuove forme di attivazione delle migliori energie della nostra società civile, a tutto vantaggio della comunità degli italiani all estero. Avete dispiegato con coraggio e costanza le vostre forze per dare vita ad un iniziativa di rilievo sociale e culturale a beneficio di tutta la comunità italiana là residente. Un iniziativa che allo stesso tempo si fa portatrice all estero dell immagine più fedele della vitalità e del dinamismo della società italiana di oggi. E cio proprio in un momento nel quale sia in Gran Bretagna che in Italia si è alla ricerca di nuove modalità di attivazione e liberazione del grande capitale sociale e del forte spirito di iniziativa di cui le nostre società civili dispongono. Sito web: Agosto-Settembre-Ottobre Un carnevale d estate ziotti sparsi, piantati come statue, con gli occhi fissi in ogni direzione sulla folla per prevenire atti di violenza. Una macchina di sicurezza impressionante che vi dice il carattere del poliziotto di qui: lo sguardo acuto e attento ad ogni dettaglio. Per prevenire ciò che l aria di festa, di libertà e l alcool possono far esplodere. Infine, con i suoi ristoranti, i locali stravaganti, i negozi originali, le bancarelle di antiquari Notting Hill riprende a respirare le atmosfere tipiche di un quartiere, dove artisti e gente comune, inglesi e non, in un insieme di culture e ambienti diversi convivono. E questo ricorda come il primato per secoli sui mari e le lontanissime colonie trasformarono questa terra in uno dei più grandi Paesi di emigrazione. In un luogo multiculturale per eccellenza. Viene, allora, da sorridere al pensare alla dura reazione in un nostro paese veneto, quando il bar principale fu preso in gestione da una coppia di giovani cinesi. Ma vedendoli, poi, servire così gentili e disponibili l umore presto cambiò e divenne stupore. Il multiculturale, in fondo, è il nostro comune destino - pure in Italia - ma conoscere la cultura dell altro ne è il cammino più faticoso e più vero. Anche un Carnevale etnico serve a ricordarcelo. Seppure scherzando. P.R. Inserzionisti, abbiamo bisogno di voi. Fate la vostra pubblicità sulle nostre pagine: sarete sotto gli occhi di tutti! Avete spazio per inserzioni personali e per la pubblicità delle vostre imprese come sostegno al giornale. Aiutaci che il giornale ti aiuta!

6 6 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 giovani LA VOCE degli Italiani Ritornando a casa Ritorno a casa e mi sento come un estraneo! esclama amaro un giovane sui vent anni, parlandomi del suo ritorno in Italia per qualche giorno. Vive qui a Londra da nove mesi. Da poco è sceso nella sua Romagna, dopo essere rinato in questa metropoli a una vita nuova, totalmente differente. Qui si è abituato a vedere, a incrociare in ogni momento del giorno razze e culture più diverse, dall India ai Caraibi. A farne un suo normalissimo ambiente di vita e di lotta. Ritornando a casa - riprende - vedi la tua terra con occhi diversi da com era quando eri sempre lì. Sai, non notavi le cose.... Ciò mi incuriosisce. Mi fa pensare al pesce nell acqua: fin che sei dentro non ti accorgi di nulla, tutto scorre automaticamente. Quando te ne allontani, hai un altra percezione delle cose e dei meccanismi, più viva e attenta. È come se non avessi mai fatto parte di quella gente! incalza, sorprendendomi. Nel nostro Paese si sta come costruendo una massa di schiavi... Ormai, d altronde, è impossibile sognare. Il sogno, quello che si aveva una volta da piccoli, non esiste più. La vita si è fatta dura. Ci si sveglia al mattino e come un incubo ti trovi davanti il mutuo da pagare.... Sono le quattro pennellate che ti improvvisa un giovane, spiegando poi che tutto - pur nella complessità di un enorme città - qui gli sembra più semplice. Se non lavori hai dei sussidi, non sei abbandonato a te stesso. Se uno ha voglia di lavorare, lavora! Ma non è così in Italia.... Lasciandosi andare alla nostalgia gli sfugge, tuttavia, un Home, sweet home! come ripetono gli inglesi. Ciononostante - ve l assicura - nessuno dei tanti giovani che conosce a Londra vuole tornare in Italia. Sì, solo per le vacanze. Curioso questo modo di vedere le cose che nonostante tutto sembra corrispondere a un sen- Un anno fa, la mia vita era molto diversa da quella di adesso. In Italia, appena laureata, ero come tanti miei coetanei alla disperata ricerca di un percorso da seguire e continuavo a scontrarmi con le difficoltà e incertezze, che ai nostri giorni attanagliano il nostro Paese. La soluzione più ovvia sembrava quella della ricerca di una qualche opportunità all estero, e così ho cominciato a inviare curriculum e lettere motivazionali a destra e a manca... Quando, dopo tante candidature, alcuni colloqui e qualche rifiuto, sono stata selezionata per il progetto di Servizio Civile Internazionale delle Acli non mi sembrava vero. In pochi giorni mi sono preparata per la partenza, e sono arrivata al corso di formazione a Roma con gli altri giovani volontari Acli in partenza per tutto il mondo, accorgendomi di non avere un idea precisa di cosa significasse sul serio Servizio Civile. Al corso ce ne hanno spiegato significato ed evoluzione storica. La sua storia, infatti, ha origine nel secondo dopoguerra, con i primi obiettori di coscienza, che rifiutavano la chiamata alle armi e desideravano servire il nostro Paese in modo diverso. Dagli anni Settanta è stata quindi riconosciuta l obiezione di coscienza, che ha rappresentato un fenomeno in continua crescita fino all abolizione del Servizio Militare obbligatorio nel Da allora è stata comunque offerta ai giovani tra i diciotto e i ventisette anni l opportunità di mettersi per un anno al servizio di un Ente per svolgere attività di assistenza o utilità sociale come prima facevano gli obiettori, grazie al nuovo progetto denominato Servizio Civile. Al termine di questa settimana di formazione avevo capito a grandi linee cosa sarei venuta a fare qui a Londra, ma avevo anche intuito che mi sarei fatta da sola un idea di quello che questa esperienza avrebbe rappresentato. Mi era rimasto molto impresso lo slogan: il Servizio Civile ti cambia la vita. Sono, quindi, partita con l idea che sicuramente per me sarebbe stato così... Sono giunta a Londra verso fine gennaio, accompagnata da un sacco di preoccupazioni e paure, ma subito ho trovato delle persone che hanno fatto in modo che mi sentissi completamente a mio agio nel nuovo ambiente e mi hanno decisamente fatire comune. Marianna è passata l altro giorno al nostro Centro. Da un anno qui a Londra, sta ora tirando un bel sospiro di sollievo dopo giorni di studio matto e disperatissimo, come direbbe il nostro Leopardi. Vari esami finali da fare all Università, cinque ore di sonno per notte, studio intensivo e altrettanta preghiera: ecco gli ingredienti di questi ultimi due mesi. Ho pregato tanto in questi giorni! ti confessa quasi con pudore, forse per cercarvi quella forza segreta imparata da piccola. Mi racconta della sua ultima visita in Italia... Una forte rassegnazione. Ecco quanto i suoi occhi hanno colto. Ed è come un profondo senso di impotenza, ti precisa subito da studiosa in Human Rights alla London School of Economics and Political Science. Se la lasci continuare, la sua analisi continua. Siamo nati e cresciuti in un società in cui senza i soldi non si ottiene nulla o quasi: dalla scelta di dove abitare, al tipo di casa, alla scuola dei figli... Ecco perché la crisi economica la sentiamo tutti e tutti ne parlano. Dal denaro abbiamo una totale dipendenza. Ma ora in Italia si respira un aria di resa. Ne cita un sintomo: il suicidio. È diventato un fatto ricorrente nei giornali: tutti ne raccontano, nessuno pare preoccuparsi di un analisi. Prendendo il treno da Brescia lei stessa rimane bloccata in aperta campagna. È un suicidio, le dicono, aggiungendo che in pochi mesi sulla stessa tratta è la quarta volta che succede. Lo raccontano come fossero casi isolati, senza collegamento, incapaci di scavare più a fondo... La depressione, è vero, serpeggia anche tra padri di famiglia di 40 o 50 anni. L angoscia, un tempo, di costruirsi una posizione a tutti i costi - senza preoccuparsi di coltivare dei valori - si è come rivoltata contro di noi: una specie di cortocircuito che ha fatto saltare il senso della vita. L uomo è ciò in cui crede! ricordava Anton Cechov. Spesso, poi, ci si era limitati a far crescere un figlio unico. Un giorno maledetto, per un incidente qualsiasi, muore il giovane e il mondo ti crolla addosso! La rassegnazione lei la trova nello sguardo dei giovani studiosi: brain drain lo chiamano questo arrendersi per migrare negli Stati Uniti, Scandinavia, Canada... Non c è altra soluzione. Non ci si è preoccupati di creare opportunità in patria. Rassegnazione nei discorsi degli insegnanti, coscienti che i responsabili a Roma per l ennesima volta non li ascolteranno. O nell anziano pensionato, che si mette a raccogliere la frutta scartata ai mercati generali. Capisci...?! mi fa. Non aveva mai notato prima qualcosa del genere. È la sconfitta di noi tutti, in fondo, della nostra società italiana, conclude. Dopo i fatti di Rosarno e aver visto con i nostri occhi lo sfruttamento più totale dei migranti nelle piantagioni, si continua a mangiare pomodori o ciliegie come se nulla fosse accaduto. Questi fatti sembrano lontani da noi anni-luce ed è in casa nostra! Accenna, perfino, ai continui patteggiamenti di un Paese, patria del diritto, con uno stato del Nordafrica che non tiene in nessun conto i Diritti dell uomo, anzi... Business as usual! dicono gli inglesi. Andandosene, infine, la sua analisi si fa domanda. Quando mai impareremo a lottare per un Paese che dentro e fuori rispetti i diritti umani, che dia supporto a chi ne ha bisogno e che ascolti chi ha un opinione positiva e differente al di là di ogni duro antagonismo? Così, uno sguardo lucido, interrogativo e per nulla rassegnato viene a ricordarci i nostri valori perduti. L.R. Patronato ACLI: un anno di volontariato cilitato l inserimento in questa nuova realtà. La mia attività consisteva nell aiutare i nostri connazionali, o chiunque altro ne avesse bisogno, in merito a pratiche INPS o di altri enti pensionistici, dare consulenza in materia di lavoro, alloggio e prestazioni della previdenza sociale, fare traduzioni di certificati Fare attività di assistenza significava per me essere al servizio degli altri - non per modo di dire - ma in tutto e per tutto. Voleva dire, cioè, dare un aiuto concreto alle persone che ne hanno bisogno, sforzandosi al massimo, anche se tutto l impegno non porterà alcun tornaconto personale. Il Servizio Civile mi ha aiutato a comprendere che un grazie! detto, ripetuto o a volte scritto è il risultato più bello che posso avere al termine di un buon lavoro. A differenza di quanto pensassi prima della partenza, ho capito che questa esperienza serve soprattutto a me, alla mia crescita a livello personale. Durante quest anno ho incontrato e conosciuto molte persone, ascoltato tanti racconti, scoperto nuove realtà e grazie a tutto ciò ho riscoperto un altra Italia, che non credevo esistesse. Ho avuto modo di conoscere tanti italiani appartenenti a quella che è stata definita la prima emigrazione. Ho notato in loro un orgoglio e una gran voglia di sentirsi italiani anche se distanti da troppi anni dal Paese natio. Il loro forte senso di appartenenza alla Patria e i loro ricordi, spesso raccontati con voce spezzata dalla nostalgia, mi hanno aperto gli occhi, proprio perché stonano molto con l idea di Italia di chi ci vive o di chi ne rimane spesso deluso. O che dà per scontate tante di quelle cose che, in fondo, banali non sono. A malincuore, quindi, sto per giungere al termine di questa esperienza, molto grata all Ente che mi ha ospitata e che mi ha offerto questa grande opportunità. La sola cosa che mi rattrista è il fatto che, dati i tagli a causa della crisi economica, molto probabilmente questa occasione offerta a me non potrà più essere riproposta ad altri. Spero vivamente che questo non si avveri. E che un altro giovane possa partire alla volta di questa meravigliosa esperienza di vita. Maddalena Boldi Con gli italiani in terra inglese Prefazione del Cardinal Roger Etchegaray Non imbroglierai sui diritti di un immigrato Come lo proclama la Bibbia (Deut.24,17), ecco un problema antico quanto l umanità. Il termine imbrogliare è duro, ma esprime bene come un diritto può essere bassamente manipolato quanto lo può essere un semplice gioco. A dire il vero, l emigrazione è diventata oggi di una complessità crescente o piuttosto di un ampiezza tale da non essere sufficiente l imbroglio! Si dibatte molto in questi tempi, soprattutto in Europa, non senza fatica per cercare un consenso. La riflessione è necessaria per meglio scoprire le radici delle nostre solidarietà universali e questa riflessione deve inglobare gli emigranti. Ma questo non lo si può fare se non in un clima di reciproca fiducia. L originalità del libro di Renato Zilio è di analizzare coraggiosamente l emigrazione in terra inglese, terra ideale per trovarvi degli immigrati di tutti i continenti: ciò fa dire al religioso scalabriniano che la sua parrocchia è il mondo e la sua terra è stata la prima ad accogliere quelli dell Estremo Oriente. Oggi, ovunque, infatti, Oriente e Occidente si incontrano e si intrecciano insieme. Non dimentichiamo che l immigrato, come ogni uomo, non vive di solo pane. Per molte famiglie magrebine, ad esempio, nonostante il contesto di una società secolarizzata, la fedeltà alla loro fede, l educazione religiosa dei loro bambini, la celebrazione delle feste religiose sono altrettanto importanti di un contratto di lavoro o di un alloggio decente. Dobbiamo fare il possibile per creare un clima favorevole che permetta loro di darsi dei luoghi di preghiera e di insegnamento coranico. Venuto il momento di prendere coscienza del carattere permanente e non più provvisorio della popolazione straniera. Un fatto nuovo che bisogna affrontare con lucidità. Come altri Paesi d Europa, l Italia sta diventando una nazione dove differenti razze, differenti culture, differenti religioni devono avere il loro pieno e legittimo posto. Invece di cedere a un istinto di ripiegamento su noi stessi e di autodifesa di fronte agli stranieri è insieme che dobbiamo scrivere questa nuova pagina della storia del nostro Paese. Non solo a causa del debito di riconoscenza che abbiamo nei loro riguardi, ma prima ancora per senso di giustizia e di solidarietà e in uno spirito di partners, di fratellanza. Il compito è impegnativo. Comprendiamo meglio, così, la parola della Bibbia: Non imbroglierai sui diritti di un immigrato. Che la contemplazione dell amore infinito di Dio per tutti ci aiuti ad impegnarci risolutamente sulla via della vita, dove ogni compagno di viaggio, ogni straniero sarà riconosciuto in parole e in atti come un fratello, il nostro fratello. + Cardinal Roger Etchegaray Editrice Missionaria Italiana - Bologna Con gli italiani in terra inglese, di Renato Zilio, (Pref. Card. Roger Etchegaray), pag. 128 Pensieri e meditazioni di un missionario dei migranti diventano qui pagine vive, che nascono giorno dopo giorno dall esperienza della sua parrocchia londinese. Un vero microcosmo. Sono gli emigrati italiani, la cui vita si intreccia, oltre che con quella del Paese ospite, anche con le comunità portoghese, filippina. Per gli uni e per gli altri - per tutti - emigrare è sempre una lotta. Lo è per il pane e la dignità. Impegno pastorale e sfida del vivere insieme si rivelano particolarmente vivi, stimolanti e attuali. Una lettura tra prosa e poesia che rinvia il lettore alla realtà degli immigrati in Italia oggi e porta a riflettere sulla nostra condizione ormai di popolo che accoglie. Uno strumento prezioso per capire il mondo multiculturale in cui viviamo. Nel contesto dell anno 2010, proclamato dalle Nazioni Unite Anno internazionale per l avvicinamento delle culture e dalla Conferenza delle Chiese Europee (Kek) Anno europeo per le migrazioni un libro di sorprendente attualità e freschezza. Se la tua storia è più preziosa della tua origine, ciò che tu hai costruito è più importante di quanto tu hai ricevuto... Se hai rivelato una libertà responsabile che ti ha reso differente, hai fatto il tuo volto ancora più luminoso. E se per te un cammino con altri vale più del tuo punto di partenza, avrai detto la grandezza di un essere umano! La congregazione scalabriniana fu fondata da Mons. G.B. Scalabrini alla fine Ottocento, per sostenere socialmente e spiritualmente i numerosissimi emigrati italiani. Ora i suoi missionari e missionarie sono inviati nel mondo alle comunità di migranti di ogni cultura e nazione, per costruire attraverso le loro vicende causate da ingiustizie o squilibri economico-demografici la solidarietà tra tutti gli uomini. Richiedetelo alla VOCE, 20 Brixton Road London SW9 6BU inviando il vostro cheque di 9 (invio postale compreso)

7 LA VOCE degli Italiani Agosto-Settembre-Ottobre Poveri Italiani! Un poliziotto si mette a urlare a squarciagola: Freeze the road, please!. A questo punto, la speaker ufficiale dell evento annuncia l inizio del passaggio dei famosi carri. Mi trovo alla St. Peter s Church, la Chiesa italiana di Clerkenwell, in un giorno speciale atteso da un lungo anno: la festa per la Madonna del Carmine. Fin dal 1986, migliaia di persone italiane e non, partecipano a questo evento, per ammirare la processione, vivere la propria fede e, naturalmente, fare festa. Molti quest anno tra la folla avevano trombette, bandiere italiane e perfino mini-razzi che sparavano coriandoli in cielo fino a raggiungere elevate distanze. Insomma, un clima speciale che accompagna tutta una giornata. I carri - l aspetto principale della processione - erano uno più bello dell altro, addobbati con fiori, nastri e fondali dipinti a mano. Tuttavia, i più significativi erano quelli con bambini a bordo, perchè i bambini rappesentano la felicità e la gioia di vivere. Ben composti, seri, vestiti da angioletti o da paesani del tempo di Gesù, essi rendevano questa festa ancora più speciale. It was an extra added value to it, si sarebbe ben potuto dire. La sacra processione offriva anche imprevisti e situazioni strane. Come quando il carro di San Calogero dovrà essere spinto a mano da alcuni presenti. La miracolosa statua era, infatti, collocata sul tetto di una vecchia Fiat 500. E quella arrancava a fatica, viste le grosse misure e il peso della statua... Ma i santi all occasione buona sanno fare il miracolo... della buona volontà. The final touch è naturalmente rappresentato dalla banda: italiana essa avanza poco dietro l ultimo carro e chiude il sipario in maniera brillante, a rullo di tamburi e squilli di trombe. Un attrazione sempre magica per la gente assiepata ai lati. Ascolto al termine alcuni presenti commentare il corteo. Qualcuno parla di aver visto la stessa affluenza degli anni precedenti. L organizzazione it is fantastic! ripete Pina qui a Londra da 40 anni. Vincenzo, un pugliese di 83 anni, ti aggiunge che questa festa è per lui un salto nel passato. È come la festa del nostro patrono nel Sud, a cui non si può proprio mancare! precisa, sorridendo. La festa regala anche emozioni casereccie. Ci sono tante e tante bancarelle con prodotti tipici provenienti da tutta Italia. Un passante lo senti esclamare: Che bbuoni i cannuoli siciliani, proprio come quelli de mi nonna!. È vero, lo stomaco si risveglia di fronte a tante meraviglie nostrane. Ma si gioisce semplicemente anche nel vedere gli alpini che intrattengono con simpatia la gente con il gioco del lancio delle noci di cocco. Questa festa oltre ad essere un punto di ritrovo unifica lo spirito italiano, offre ricordi e occasioni di incontro e di scambio a tutti i partecipanti, del nord, del centro o del sud della nostra terra. Molta gente si sente come a casa, in un autentica giornata italiana piena di sole. E quest anno, infatti, lo era in tutti i sensi. Andandomene a sera tardi osservo qualcuno che sta smontando gli addobbi dei carri: I am destroying it all! commenta con amarezza, ma sorridendo. La festa è finita, ma ben presto ricomincierà tutto da capo. Il prossimo anno, once again! Boris Carozzi A conti fatti, abbiamo il trattamento previdenziale meno favorevole tra quelli dei Paesi U.E. Vivere di sola pensione è sempre più problematico. C è chi spera di poter raggiungere, pur con molte perplessità, i mille Euro il mese. La situazione previdenziale in Italia non è mai stata così critica. Per i connazionali che ci seguono dal Regno Unito riportiamo una nostra recente indagine suffragata dai dati che ci sono stati forniti dall IN- PS. Nel Bel Paese, sono 24 milioni le prestazioni pensionistiche che rappresentano ben oltre il 15% del nostro Prodotto Interno Lordo (PIN). Nello specifico, circa il 46% dei trattamenti previdenziali non supera i 500 o mensili e solo il 15% superano la soglia dei 1500 o. Come a scrivere che almeno 7 pensionati su dieci (72%) percepiscono meno di 1000 o mensili. Senza, poi, trascurare i trattamenti assistenziali ( invalidità civile, pensioni sociali) che hanno raggiunto il tetto del 7,2%. Il numero maggiore di pensionati è rappresentato dal gentil sesso ( ), gli uomini sono un migliaio di meno, ma percepiscono trattamenti nettamente migliori (in media, 5000 o l anno di differenza in più rispetto alle donne). Di particolare importanza, anche in previsione degli allungamenti per l età pensionabile, è quella dei pensionati di oggi. Il 70% ha più di 65 anni. Ma il 4% ha ancora meno di 40 anni. Anche la collocazione geografica nella penisola ha il suo peso. A Nord si concentra il numero maggiore dei pensionati, cala al centro e torna a salire nel sud e nelle isole. Del resto, i trattamenti previdenziali più consistenti restano sempre al Nord del Paese. Mentre al Centro/Sud si registra il numero maggiore di pensioni sociali ed assegni d invalidità. Ma non è ancora tutto. Il 70% dei pensionati è titolare di un unico trattamento. Il 20% gode anche di un trattamento di reversibilità e il 10% riesce a cumularne addirittura tre. Tutta questa fitta schiera d ex lavoratori ha un peso sull economia del Paese e sulle casse degli enti previdenziali. In cifre, potremo essere ancora più chiari. Lo scorso anno, i trattamenti erogati hanno raggiunto, nella globalità oltre 242 milioni d Euro e la tendenza, nonostante tutto, è ancora a salire. Finiamo questo nostro servizio specificando anche le tipologie delle pensioni liquidate. Il numero maggiore è dato dalle pensioni di vecchiaia, seguite da quelle d invalidità e da quelle di reversibilità. Seguono, poi, le rendite per infortuni sul lavoro, le pensioni sociali, quelle per invalidità civile ed un piccolo numero sono ancora rappresentate dalle pensioni di guerra. Giorgio Brignola

8 8 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 qui da noi LA VOCE degli Italiani Indimenticabile veglia di luce Hyde Park si presentava gremitissimo di folla, quasi 100 mila persone di ogni razza e colore: è la veglia di preghiera per la beatificazione del card. John Henry Newman. Una serata di immensa gioia spirituale per tutti noi dirà Benedetto XVI. Hyde Park è lo spazio verdissimo più esteso del centro londinese, proprio alle spalle di Backingham Palace, il palazzo ufficiale della Regina. Ancora un clin d oeil in questa avventura, ma anche nella storia. Era, infatti, il luogo di pubbliche esecuzioni, dove molti cattolici affrontarono il martirio con la possibilità di parlare prima di morire. Pare una tradizione rimasta nello Speakers Corner, dove, ancora oggi, chiunque può parlare in pubblico. Benedetto XVI notava che nella nostra epoca, il prezzo da pagare per la fedeltà al Vangelo non è tanto quello di essere impiccati, affogati e squartati, ma spesso implica l essere additati come irrilevanti, ridicolizzati o fatti segno di parodia. In attesa del Papa per varie ore si scatenano belle danze polacche, scozzesi, africane, perfino una, dolcissima, di un gruppo di giovani handicappati autisti. È il carattere inclusivo di questa società multiculturale, mi suggerisce qualcuno, spiegando che riflette in questo la tendenza, vissuta qui quotidianamente, a non marginalizzare le differenti componenti di una società. La musica, i canti, gli inni hanno piuttosto un carattere forte e trionfale, quasi un atteso grido di trionfo del cattolicesimo inglese qui minoritario. Seguono testimonianze toccanti, come quella di una coppia dopo l inspiegabile uccisione del figlio adolescente: uno stupendo giovane volto sorridente appare a lungo sui maxi-schermi, come la straordinaria forza di fede dei genitori. Seguirà una processione di più di un migliaio di persone con le loro bandiere, rappresentando le parrocchie delle diocesi di Inghilterra e Galles. Salendo sul palco riceverranno la stretta di mano di una ventina di vescovi, tutti in fila: processione lunga, lenta, stancante, ma significativa. Gli estremi si toccano. Mentre sui grandi schermi appare l attività della Chiesa inglese attraverso le charities e le organizzazioni varie. Ad ognuno dei centomila presenti, allora, viene richiesto il suo preciso impegno nel mondo della giustizia e della carità, mentre volti di cristiani comuni dagli schermi ripetono come una lunghissima, instancabile litania: Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà!. Impatto emotivo e spirituale sorprendente. Ed è per ricordare i due polmoni di ogni comunità cristiana: la forza della spiritualità e l impegno sociale. Come due volti necessari, inscindibili ed essenziali. La Chiesa dovrà insegnare ai cristiani ad incontrare Dio e ad incontrare gli uomini. Gli ultimi, in particolare. Il Papa arriva, infine. È salutato dall arcivescovo di Southwark, mons. Peter Smith, prendendo, così, inizio la liturgia della veglia. Il Vangelo proclamato sarà quello delle beatitudini. Il Papa accende una candela simile a quella pasquale e la fiamma di questa diventerà tremila candele accese in mano ai rappresentanti delle differenti parrocchie. Così, luminosamente, è ricordato il cardinal Newman: chi accoglie la verità di Cristo impegna la propria vita per lui. Non vi può essere separazione tra ciò che crediamo ed il modo in cui viviamo la nostra esistenza. La verità non viene trasmessa semplicemente mediante un insegnamento formale, pur importante che sia, ma anche mediante la testimonianza di vite vissute integralmente, fedelmente e santamente, precisa sobriamente Benedetto XVI. L adorazione apre le porte al mistero, in un silenzio perfetto di migliaia di presenti, nell oscurità di una notte. Non manca un tocco di english way: la benedizione del santissimo fatta accompagnare dal suono grave del Big Ben. Quasi a ricordare a un Paese intero la presenza di una fede differente. Questa veglia in un prato della metropoli non resta un evento isolato. La BBC rilancia il servizio nel mondo intero, come tutti gli altri servizi, in particolare alle comunità che seguono l avvenimento nei 54 Paesi del Commonwealth come l Australia, la Nuova Zelanda, il Canada... È l occasione di ridare alla tradizione cattolica le sue lettres de noblesse. È quasi un ritrovare l onore perduto per una minoranza di sei milioni di cattolici in terra inglese. Believe it or not intitolava un giornale di Londra, come altri non proprio benigno in questi giorni, the Pope es still a force for good. Ricordava, forse, le sue ultime parole: Quando è in gioco la vita umana, il tempo si fa sempre breve. E i governi del mondo sono stati in grado di raccogliere rapidamente vaste risorse per salvare dalla crisi le istituzioni finanziarie, ritenute troppo grandi per fallire, ma non sembrano considerare allo stesso modo l urgente impresa di salvare i popoli della terra dal sottosviluppo. Club Donne Italiane - Garden Party On Tuesday 15 th June, the CDI were treated to a spectacular open garden in SE London. Ladies visited the garden in Sydenham and were welcomed to an alpine rockery, a bamboo jungle and garden sculptures including Chinese Terracotta warriors. Barbara and Gioni Nella work hard all year in the garden so that visitors can enjoy it and we would like to thank them for their generosity in inviting us and providing nibbles, cakes and Indovina indovinello del CDI Sabato 27 marzo vi fu l annuale Indovina indovinello organizzato dal Comitato Donne Italiane. Quest anno erano presenti non solo i nostri regulars, ma in più facce nuove pronte a lottare per quel primo posto! Le domande erano magari un po più difficili, ma come sempre molto interessanti e qualche volta anche divertenti. A metà serata, il cervello necessitava di essere alimentato: ecco allora una generosa cena Rita Maestranzi s friends tea as well as a plant sale. Thanks also to Graziano Ferrari who donated wine to the evening and Rosalie Maestri who donated a delicious polenta cake (recipe available on request!). Over 30 people came along, ladies, men and children and raised 156 for the Tadworth Trust in Surrey. It was a lovely social evening, where we could chat and walk in the garden and enjoy the sunshine. Angela Ferrari sponsorizzata dal Fine Italian Foods. Dopo di che iniziò di nuovo il gioco con finalmente i primi tre posti confermati ed un appuntamento per il prossimo nel Auguri a tutti i vincitori e ai nostri amici che ci sostengono come sempre per la nostra scelta di charity. Ringraziamo di vero cuore Fine Italian Foods e ci auguriamo di vederci di nuovo l anno prossimo. Avv. Giuseppina Silvio The Medics The Spagnoli team

9 LA VOCE degli Italiani cultura Agosto-Settembre-Ottobre Close Examination. Fakes, Mistakes & Discoveries Scopriamo i retroscena di alcuni capolavori Dal 30 giugno al 12 settembre scorso si è svolta alla National Gallery la mostra Close Examination, Fakes, Mistakes & Discoveries, frutto della collaborazione tra scienziati, restauratori e storici dell arte, i quali hanno usato le tecnologie più avanzate per ricreare la storia di più di quaranta opere appartenenti alla collezione. L analisi ai raggi infrarossi, come anche l uso di pigmenti disponibili unicamente a partire da determinati periodi, hanno permesso di evidenziare i vari strati presenti in un opera e le modifiche apportatevi allo scopo di incontrare il gusto e le esigenze delle varie epoche storiche: ne è un esempio il dipinto A Woman at a Window (probabilmente ) in cui la sensualità rinascimentale è stata velata per adeguarsi alla morigeranza vittoriana. Per alcune opere tuttavia il mistero è ancora lontano dal trovare una spiegazione poiché è molto difficile distinguere l opera dei vari artisti che lavoravano nella stessa bottega: il loro obiettivo era infatti quello di arrivare a creare un opera uniforme che rispecchiasse l immagine della bottega più che del singolo artista. L uso delle nuove tecniche di analisi scientifica ha a volte Penso che nella società di oggi manchi la filosofia. Filosofia come spazio, luogo, metodo di riflessione, che può anche non avere un obiettivo preciso, come la scienza, che avanza per raggiungere obiettivi. Ci mancano riflessione e pensieri, abbiamo bisogno di pensare come attività e mi sembra che, senza idee, non andiamo da nessuna parte. Sul blog di José Saramago (Outros cadernos de Saramago) campeggia questa frase tratta da una intervista che lo stesso scrittore premio Nobel per la letteratura reso possibile l attribuzione di un opera al suo legittimo autore o ha anche identificato la collaborazione tra artisti, ne è un bellissimo esempio l opera The Virgin and Child with Two Angels (1476-8) inizialmente attribuita a Domenico Ghirlandaio e poi scoperta essere opera del Verrocchio con la collaborazone di Lorenzo di Credi per quanto riguarda l angelo di destra e la testa di Cristo infante. O ancora il caso di The Madonna of the Pinks (La Madonna dei garofani) (circa ) la cui analisi ha rivelato il tocco di Raffaello. Una mostra senza dubbio interessantissima ed originale che ha insegnato al pubblico a guardare le opere d arte con un occhio piùattento e che è segno tangibile di un unione illuminante tra arte e scienza. Nicoletta Sambo-Bozza Addio a José Saramago, poeta e visionario 1998 rilasciò l 11 ottobre 2008 alla rivista portoghese Expresso. All età di 87 anni, Saramago saluta il mondo con un lascito che travalica il mondo letterario in sé per la sua vita (arrivò al successo tardi dopo aver fatto diversi lavori per sopravvivere), per le sue posizioni politiche, per l impegno contro la dittatura militare del suo Paese (che durò fino al 1974), per aver vissuto le contraddizioni dello scorso secolo in prima persona, dalla tragedia della seconda guerra mondiale, alla lotta per un eguaglianza sociale, alla battaglia contro nuovi e più nascosti totalitarismi. Tra le sue opere, Manuale di pittura e calligrafia (1977), Una terra chiamata Alentejo (1980), Memoriale del Convento (1982), L anno della morte di Ricardo Reis (1984), Storia dell assedio di Lisbona (1989), Cecità (1995). The secret in their eyes El secreto de sus ojos (original title) Un film di Juan José Campanella, con Ricardo Darìn, Soledad Villamil, Guillermo Francella, Pablo Rago, Javier Godino. 129 minuti Argentina, Spagna Benjamin Esposito (Ricardo Darìn) un funzionario della Corte di Giustizia andato da poco in pensione, decide finalmente di scrivere un romanzo su un vecchio caso che lo ha ossessionato per anni: l omicidio di Liliana Colotto, una ragazza di venticinque anni violentata e uccisa nel suo appartamento. Per fare questo deve fare i conti con un passato ancora pieno di ombre. Ma soprattutto deve fare i conti con sé stesso e con il suo amore nascosto e mai dichiarato nei confronti del suo giovane capo Irene (Soledad Villamil). Nella grande turbolenza estiva tra schieramenti e gruppi politici è arrivata, quasi un accorata richiesta di un supplemento di riflessione, la morte di Francesco Cossiga. Di lui, della sua vita personale e politica, delle sue scelte e del suo carattere sono e saranno giustamente colme le pagine cartacee ed elettroniche, le trasmissioni radiotelevisive. Ci limitiamo qui ad alcune annotazioni fuori da pur importanti parole celebrative. Quando muore una persona che ha avuto per tanto tempo ruoli di grandissimo rilievo in un Paese, si chiude un capitolo importante della storia collettiva ma la memoria tradirebbe se stessa, se non diventasse occasione condivisa di riflessioni per l oggi e il domani. Per le Istituzioni non c è rispetto senza amore e Francesco Cossiga lascia, a questo riguardo, una testimonianza, non certamente unica, che diventa appello forte e appassionato in un momento di confusione e di grida. Non si possono amare le persone e non si può amare un popolo meno delle Istituzioni che le stesse persone e lo stesso popolo si sono dati per vivere nella giustizia, nella pace e per raggiungere il bene comune. E quanto questa passione fosse diventata esperienza lacerante e sconvolgente per Cossiga lo attesta la tragedia Moro nella quale la questione Persona- Istituzioni scosse allora e continua a scuotere le coscienze. Altro messaggio che viene dalla scomparsa del presidente emerito della Repubblica è la sensibilità per la cultura nei suoi significati più ampi e più alti. Una cultura che, includendo anche la teologia e la dottrina sociale cristiana, ha alimentato il pensare e l agire politico di una generazione di laici credenti. Ancora la morte di Cossiga riapre una domanda specifica sullo spessore culturale della politica di oggi rilanciando, accanto alle opportune analisi, l esigenza di Sullo sfondo di questo noir, un Argentina che sta entrando nel periodo più buio della sua storia, quello della dittatura, dei gruppi fascisti paramilitari e dei desaparecidos. Diretto da Juan José Campanella, ispiratosi all omonimo romanzo di Eduardo Sacheri, The secret in their eyes ha vinto il premio come Miglior film straniero agli Oscar Questa storia ha a che fare con la passione, con le verità che gli occhi non possono nascondere e con i sentimenti, che nel bene e nel male, vengono portati alle loro estreme conseguenze. Francesco Cossiga: un messaggio e alcune domande pensare e disegnare nuovi percorsi politici lontani dai bassi profili, dalle mediocrità, dagli interessi personali o di gruppi ristretti. Non si può che essere d accordo, a questo proposito, con le denunce e le critiche che vengono da più parti ma è necessario un passo avanti, occorre andare oltre, urge un progetto che superi lo stagno e coinvolga le nuove generazioni in una speranza non astratta. In questa prospettiva, dall eredità di Cossiga come da quella di altri uomini politici della variegata scuola di pensiero politico a cui appartenne, è quanto mai opportuno tenere presente un altro insegnamento: la distinzione tra avversari e nemici. Una distinzione doverosa, un modo di essere nobilmente in politica che può sopravvivere e resistere solo se ha radici in un terreno culturale, morale e spirituale in cui la diversità viene intesa come occasione di confronto, anche serrato, per crescere insieme e per servire meglio il Paese: mai come spazio senza riferimenti etici in cui chiunque I personaggi sono reali e profondi. Il cast è di spessore. Amore, odio, amicizia e senso di giustizia sono i sentimenti che caratterizzano i personaggi di The secret in their eyes, una storia bella e avvincente che arriva dritto al cuore. Giordano Fenzi può offendere, ferire e anche uccidere, pur non fisicamente, quanti hanno pensieri diversi o contrari. Ricordare senza retorica Francesco Cossiga - ad altri il compito di valutazioni politiche e storiche sulla sua figura e sul suo operato - significa anche ritracciare quei valori e quegli ideali che appartennero a una ormai antica classe politica ma che anche oggi possono dare sapore diverso all impegno politico e appassionare le nuove generazioni alla costruzione del bene comune. È la storia del defunto presidente emerito della Repubblica a richiamare, infine, al realismo e a ricordare l indispensabile a- gire per rendere efficaci i principi e gli ideali. Un impegno, questo, che per il credente è una forma esigente di carità da giocare in un esperienza di laicità con linguaggi, regole, criteri propri che, per stare con amore nella storia, vanno conosciuti e sperimentati pur nella consapevolezza dei limiti della politica. Paolo Bustaffa

10 10 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 LA VOCE degli Italiani OGI celebrates its 30th year O.G.I., Olimpiadi della Gioventù Italiana, the mini Olympics organised bi-annually for the UK s Anglo-Italian community, celebrated its 30 th anniversary at the games which took place over the last Bank Holiday in May earlier this year. The first O.G.I was held in 1980 at the Copthall Stadium in northwest London and the subsequent games took place at the New River Stadium in north London. The idea for the games was originally put forward by St Peter s Youth Club; the aim being to give all youngsters alike the chance to participate in various sporting events and that the actual winners were not the clubs that accumulated the most medals, but the people who took part. The first games, saw teams from all over the UK participate and, although recent years have seen the number of athletes decline, there is still an average of around 400 youngsters, ranging between the ages of 9-21, who take part in many track and field events as well as netball, football Dai dati Istat depositati in Parlamento, la ricchezza prodotta è di o pro-capite nel Mezzogiorno contro i delle regioni settentrionali. Fanalino di coda la Campania con o, in testa Bolzano con Il divario economico tra Nord e Sud continua ad essere nettissimo: il prodotto interno lordo del Mezzogiorno vale praticamente la metà rispetto a quello del Settentrione. Lo si ricava da una serie di dati che l Istat ha depositato in Parlamento nell ambito degli approfondimenti in corso sul federalismo fiscale: se si vive in una regione meridionale si ha oltre un terzo in meno di reddito disponibile per i consumi e gli investimenti; a fronte di regioni che piazzano bene i loro prodotti fuori dai confini territoriali, ce and swimming whilst generally savouring the opportunity to meet new friends and generally have a fantastic time. The event is organised by a group of enthusiastic parents and others who want to see youngsters enjoying themselves through sport. The Bank Holiday at the end of May, which has come to be the date of the games, is just the culmination of two years of L Italia è sempre divisa in due ne sono altre con tassi di dipendenza dall esterno di oltre il 30%. La fotografia dell Italia duale, come la definisce il ministro dell Economia Giulio Tremonti, evidenzia che al Sud si produce ricchezza per o pro-capite contro i del Nord. In fondo alla classifica c è la Campania dove il pil pro-capite è pari a o. Penultima la Calabria con o. In testa, invece, Bolzano con o, seguita dalla Lombardia con I dati si riferiscono al 2008, prima dunque della grande crisi che ha ridotto di qualche punto la ricchezza a livello nazionale. La situazione non migliora se si guarda al reddito disponibile delle famiglie consumatrici: al Mezzogiorno è pari al 64,1% rispetto a quello del Centro-Nord, hard work for the athletes, their parents and committee alike. In the months leading up to the games, everyone is busy attending weekly training sessions and organising fund raising events; but this in its self gives everyone the opportunity to get into the spirit of things so that even when the heavens open, as has become tradition, the enthusiasm and enjoyment of all cannot be quashed. Having returned to the original home of the games, the event took place at Copthall Stadium in North London on the 29 th, 30 th and 31 st May with teams represented by athletes from Finchley, St Peters, Southgate, Stanmore & Hendon & St Albans & Radlett and a much awaited new team from South London, AS Londra Sud. Preparations are now well under way for O.G.I If you would like further information on how to be a part of this wonderful event please do not hesitate to visit our website: il che vuol dire che un abitante del Sud può spendere e investire quasi il 36% in meno rispetto a uno del Nord. In Campania la disponibilità di reddito lordo pro-capite è di o in un anno, in Sicilia di o, contro i di Bolzano o i o della Lombardia. La vulnerabilità, come la definisce lo stesso Istituto di statistica, delle regioni meridionali emerge anche dalle tabelle riguardanti l interscambio commerciale. La dipendenza dall esterno, ovvero il saldo tra esportazioni e importazioni in percentuale del prodotto interno lordo, per l Italia è dell 1,3%. Ma a fronte di un saldo positivo di quasi tutte le regioni del Nord, risulta negativo al 21,8% quello del Mezzogiorno, con punte del 30,3% e del 27,5% in Calabria e in Sicilia. Onorificenze da parte del Consolato Generale di Londra Con le nostre felicitazioni! La signora Filomena Pantaleo Shipman è stata insignita dell Onoreficienza dell Ordine al Merito della Repubblica nel grado di Cavaliere. Motivazione La sig.ra Filomena Pantaleo Shipman si è distinta nella sua lunga attività anche quale Giudice di Pace per il costante e perdurante impegno in favore della comunità italiana di Londra. Spiccano in Lei l opera di apprezzatissimo volontariato che ha da sempre svolto in favore delle fasce sociali più deboli. Tanto apprezzata è stata la sua attività sia dalla comunità italiana sia da quella inglese che le è in passato valso un riconoscimento formale dalle autorità locali. La signora Giuseppina Vergano Bosi è stata insignita dell Onoreficienza dell Ordine della Stella della Solidarietà Italiana col grado di Cavaliere. Motivazione La Signora Giuseppina Vergano Bosi ha svolto per oltre 20 anni un encomiabile servizio a favore dei connazionali, anche nella sua veste di ristoratrice. Fondatrice e Tesoriere del Comitato Donne Italiane e Club Donne Italiane, continua a svolgere una apprezzata opera di volontariato ad alto livello a favore della comunità italo-britannica. Ha attivamente collaborato con le maggiori Associazioni ed Istituzioni italiane di Londra fra cui il Comites, il FAIE ed il Comitato Chiesa Scalabrini, ponendo in rilievo il ruolo delle donne. Particolare significato assume il suo perdurante sostegno ad alcune fra le più note istituzioni ospedaliere britanniche. Il signor Calogero (Lillo) Militello è stato insignito dell Onoreficienza dell Ordine della Stella della Solidarietà nel grado di Grande Ufficiale. Motivazione Noto ristoratore, è sempre stato molto coinvolto nell ambito delle associazioni della comunita italiana tra cui l Associazione dei Ristoratori italiani nel mondo Ciao Italia ed il Comitato Tricolore nel Mondo. Amante della letteratura ha sempre sostenuto manifestazioni culturali e letterarie a favore della cultura italiana. Da dieci anni è l unico sponsor di un concorso di poesia ed un premio letterario che si tiene presso l Istituto di Cultura Italiano a Londra al fine di preservare le tradizioni socio culturali italiane Il signor Giancarlo Caldesi è stato insignito dell Onoreficienza dell Ordine della Stella della Solidarietà nel grado di Cavaliere. Motivazione Sin da piccolo, sono madre e nonna ad infondere in lui l amore per la cucina, tanto più che decide di frequentare scuole alberghiere a Perugia e in Liguria. Decide quindi di trasferirsi in Gran Bretagna dalla sua amata toscana, nel La sua grande dedizione al lavoro e la sua passione per la cucina gli consentono di iniziare una carriera sfolgorante, aprendo alcuni ristoranti di successo, tra cui la Cucina Caldesi. La sua volontà di condividere questa sua straordinaria passione si è tradotta nell organizzazione di prestigiosi corsi di cucina e nella partecipazione di noti programmi televisivi e radiofonici di successo, grazie ai quali è divenuto una celebrità nel suo campo. Salvatore Davino Il personale di Villa Scalabrini ricorda un caro collega e amico, Salvatore Davino, venuto a mancare prematuramente a causa di una grave malattia il 18 agosto. Vi lavorava dall agosto 1994, fino a quando è stato costretto a lasciare il lavoro per seri motivi di salute, sperando sempre di poter tornare presto a Villa Scalabrini. Pensando a lui ciò che molti di noi ricordano è la sua grande voglia di vivere, la sua positività nei confronti del prossimo e anche una genuina umiltà che l aiutava a fare il primo passo verso l altro. Quando Salvatore ha scoperto la sua grave malattia, dopo lo shock iniziale, ha affrontato questo difficile cammino con molto coraggio, cercando di dare ai suoi familiari la forza necessaria per affrontare una situazione difficile. In seguito alla malattia aveva intrapreso un cammino spirituale, accompagnato da Padre Alberto Vico, che lo aveva portato ad affrontare con grande serenità questa prova che Dio gli aveva preparato e a trovare il coraggio per lasciare dietro di sè tutti coloro che lo amavano. Ha lasciato la moglie Loredana e i figli Enzo, Ilenia e Marika: a tutti va il nostro affetto più grande. Le vostre feste, riunioni, incontri... al Centro Scalabrini Associazione Campani il 16 ottobre ( ) I Maestri del Lavoro il 24 ottobre ( ) Il Circolo Veneto il 13 novembre ( ) Il Circolo Trentini nel Mondo il 27 novembre ( ) Associazione Borgotaro Santa Lucia il 5 dicembre ( )

11 LA VOCE degli Italiani Agosto-Settembre-Ottobre Che cosa hai visto?! a cura di Boris Carozzi L informazione è un bene prezioso e va trasmesso a più persone possibili. Se siete a conoscenza di eventi in città o volete esprimere opinioni riguardo alle esperienze che avete avuto, scrivetemi una mail a: Il vostro sguardo sul mondo I vostri occhi sono i nostri occhi. Mandatemi le foto originali che avete scattato a Londra o in giro per il mondo, attraverso mail a: Le foto selezionate verranno pubblicate nella prossima edizione di La Voce. Stefano Sarcinelli debutta in teatro a soli 17 anni con la compagnia Gli ipocriti e pian piano porta in scena rappresentazioni teatrali come La Gondola fantasma di Gianni Rodari, l Avaro di Goldoni, L uomo dal fiore in bocca di Pirandello e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare... Pezzi di ottimo calibro. È un uomo di spettacolo, un comico, buono e generoso. Al contrario del lavoro che fa, l altro giorno, quanto lo ho incontrato nella sua casa londinese ed ho trovato uno Stefano serio. Vestiva i panni dello chef nel preparare per tutti un pranzo veramente british... patate e piselli. Ho conosciuto così anche i suoi figli. Il figlio inizierà l anno prossimo l università qui a Londra per diventare sound ingeneer, la figlia invece... investirà il suo futuro a Londra per il canto. Insomma, si capisce subito che questa città significa il futuro dei suoi due rampolli. Lo si vede, d altronde, negli occhi stessi di Stefano, che brigllano di orgoglio per loro. Gli diamo subito de tu automaticamente, all inglese. Stefano, hai cominciato la tua carriera a teatro, come mai sceglievi proprio questo? Il teatro è la forma d arte che mi ha sempre affascinato. Nella sua finzione vive la realtà meglio della vita vera. Alcuni autori sono riusciti ad arrivare così profondamente nell animo umano da riuscire a raccontare i nostri pià intimi segreti, i più nascosti recessi, le nostre paure. Non solo. La comunicazione al teatro è diretta, immediata, capillare ed ogni sera diversa... Il teatro, poi, è uno dei modi migliori per cambiare sè stessi e spero anche qualcosa di quello che ci gira intorno. Hai lavorato e collaborato con parecchi personaggi e comici famosi, chi ti ha dato più ispirazione? Ho avuto molti maestri: da Nello Mascia a Mariano Rigillo, a Franco Parenti... da tutti ho rubato esperienze e piccoli segreti ma sopratutto ho preso da loro il grande amore per questo lavoro e la coscienza che il legame tra vita e palco è stretto ed ognuno porta linfa vitale all altro... una ricerca continua della bellezza. Come sei arrivato alla serie LUCE e GAS, mini sitcom interattiva realizzata dall ENEL? Era una produzione con la quale avevo collaborato per alcuni programmi TV andati in onda sulle reti satellitari (takeshi s castel e gamebuster) e mi si propose questa mini serie... il progetto mi sembrava buono... le persone simpatiche e oooplà! Il climate change è un argomento che ti sta a cuore? Sì, siamo di fronte ad una presa di coscienza personale che riguarda però il pianeta nel suo insieme. Ogni uomo della nostra epoca, della nostra civiltà, deve riflettere sullo sfrenato ritmo di vita che depaupera la natura. Ogni uomo del pianeta può fare qualcosa per cambiare le cose. Io per primo. Hai appena compiuto i 50 anni, bellissimo traguardo nella vita di una persona, c è un consiglio che daresti a Stefano di 30 anni fa? Credo che la vita sia una serie infinita di sliding doors, proprio come nell omonimo film. Chissà che sarebbe successo se avessi girato a destra quella sera invece che a sinistra? Ecco cosa direi allo Stefano di 30 anni fa: gira a destra, poi fammi uno squillo e dimmi come va. Grazie, Stefano e in bocca al lupo! Tanto un comico se la cava sempre... Pubblicità Intervista Caterina Maiolini We re not blocking traffic! We are traffic! Il Critical Mass (CM) è un evento nato in America nel 1992, a San Francisco con lo scopo di fare protesta politica. Quel gruppo, allora composto da 12 ciclisti, pedalava infatti a zonzo per la città distruggendo la propaganda fatta da politici americani a loro non graditi. Lo scopo del Critical Mass è evoluto nel tempo; oggi non è più una protesta, bensì una dimostrazione contro l inquinamento provocato dai mezzi di trasporto. CM viene organizzato l ultimo venerdi di ogni mese, con ritrovo alle a South Bank, sotto al Waterloo Bridge, vicino al National Film Theatre. La polizia vigila da lontano senza dover mai intervenire, visto che la massa di ciclisti avanza pacificamente per le vie della città senza recare alcun danno. I partecipanti a questo evento sono sempre più numerosi. Il mese scorso erano circa 1.200, tutti con lo scopo Cyclists reclaiminig the streets of London. Ovvero, far sì che le biciclette predominino sui comuni mezzi di trasporto londinesi. Dal sito ufficiale del CM, gli organizzatori dicono: Each individual comes there with his or her own idea of what it s about, and the sum of this makes up the Mass. We have no organisers and no planned routes. Da queste frasi si intuisce la specialità del CM. Tutti i ciclisti sono quindi equamente importanti per la riuscita dell evento. Quelli, poi, che si trovano a comando del plotone scelgono la strada da percorrere. Se il tragitto non piacesse a qualcuno, si sceglie una nuova route, tramite la decisione comune dei presenti. Un bell esempio di cooperazione e rispetto reciproco. A city break to Belfast Siccome il tragitto è improvvisato, alcuni corridori hanno il ruolo, lasciando il gruppo alle spalle, di avanzare velocemente bloccando le strade prima che il plotone arrivi. Questa tecnica si chiama corking, non serve solo a garantire la sicurezza dei ciclisti, ma anche a mantenere la compattezza del gruppo. Who you and what is your aim? A questa domanda gli organizzatori del CM vi dicono che si potrebbe trovare una risposta differente per ogni ciclista. La massa pedalante è sempre in aumento: è la loro soddisfazione. Ma soprattutto è segno che l ideologia We want a greener city è condivisa da molti. Perfino dal sindaco Boris che ha capito l importanza delle due ruote (quelle a pedali, però), facendo costruire stazioni di servizio, dove si possono noleggiare biciclette. E pensare che inizialmente erano solo dodici amici, che scorazzavano per San Francisco... La prima volta che andai a Belfast nel 2006 ne rimasi affascinata. Purtroppo era solo per un giorno e mi ricordo che mi dissi: Ci tornerò molto presto e ci starò il più a lungo possibile. Così ho fatto. Alla fine di gennaio sono andata a rivisitare la bellissima capitale dell Irlanda del Nord ed il suo fascino mi ha colpito ancora una volta. Belfast è una città piena di energia, di positività, di entusiasmo, di voglia di ricreare e di riportare alla gloria di un tempo questo meraviglioso porto. La gente è friendly, disponibile, ha tanta voglia di raccontare la storia della loro capitale, delle loro avventure, di tutto quello che è successo in questi anni. Ciò che purtroppo e per fortuna ha reso Belfast famosa. Al mio primo mattino in questa meravigliosa capitale vengo svegliata da un caldissimo sole, cosa che dicono sia rara qui. Sarò fortunata! mi dico ed esco per una passeggiata al centro. All ufficio turistico trovo una ragazza gentilissima che mi spiega che la maggior parte delle cose da visitare sono gratuite. Così parto per il mio tour a piedi e trovo Arthur, la nostra guida turistica. Lui è un irlandese, nato e cresciuto a Belfast che non solo mi porta a vedere tutti i monumenti e i posti storici ed interessanti, ma mi mostra anche cose più personali, nascoste e meno turistiche. Tra l altro, mi fa incontrare Terri Hookley, uno dei personaggi che ha maggiormente influenzato la storia della musica punk di Belfast e uno dei pittori dei famosissimi murales. Prima di andarsene, Artur mi consiglia anche di visitare il municipio e il Museo Ulster. Questo è su tre piani e possiede tantissime cose interessanti: fossili preistorici, animali estinti imbalsamati, armi antiche e la... storia dell IRA. Vado anche a visitare l università che è proprio a due passi dal museo. Merita perchè è bellissima. Nei giorni seguenti visito il porto dove è stato costruito il Titanic, le varie biblioteche, le gallerie d arte e partecipo ad alcuni avvenimenti culturali, come la lettura e spiegazione di poesie Ulster, la visita alla zona dei murales a Shankill Road e ovviamente non poteva mancare anche un giro ai pub più famosi come il John Hewitt, il Whites Tavern ed ovviamente il Crown Liquor Salon, dove la Guinness scorre a fiumi. Belfast ha anche un cuore commerciale con tutti i negozi che si possono trovare anche a Londra, ma nella zona del mercato vecchio ci sono ancora dei negozi a gestione familiare, che hanno mantenuto le belle caratteristiche antiche e tradizionali. A Belfast ho lasciato un pezzo del mio cuore. Sì, veramente merita anche la vostra visita! C. M.

12 12 Agosto-Settembre-Ottobre 2010 LA VOCE degli Italiani Trattato di amicizia mediterraneo dalla pagina 1 la quarta sponda svolse un ruolo difficilmente sostituibile nella politica energetica italiana. Per i governi italiani, la Libia di Gheddafi, salito al potere nel 1969 con un colpo di Stato, ha sempre giocato un ruolo stabilizzante nella regione. In prima battuta lo fu in relazione al rischio di un espansione sovietica nel Mediterraneo, nei cui confronti l anti-imperialismo di Gheddafi fu baluardo negli anni Settanta, poi in relazione al rischio costituito dal fondamentalismo islamico del quale, il regime libico è strenuo oppositore. Durante gli anni Settanta, se l Italia aveva bisogno del petrolio libico, anche il regime di Tripoli necessitava dell Italia, innanzitutto ai fini del consolidamento socio-economico della nuova Repubblica. Roma era la prima importatrice del petrolio libico, i cui introiti permettevano a Gheddafi di distribuire i proventi alla popolazione attraverso posti di lavoro pubblici, una politica dei prezzi controllata dallo Stato e un sistema di sussidi ai beni di prima necessità. Attraverso le proprie conoscenze tecnologiche, l Italia era necessaria alla Libia anche per il mantenimento della capacità di estrarre il petrolio. Se dal punto di vista politico l Italia fu il vero referente occidentale della Libia, da quello economico le imprese italiane pubbliche e private si aggiudicarono importanti commesse. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta alcuni fattori politici influirono negativamente sulle relazioni bilaterali. L aperta ostilità americana dei primi anni Ottanta con l elezione di Reagan alla Casa Bianca, l opposizione libica ad ogni risoluzione pacifica del conflitto mediorientale e il sostegno a gruppi terroristici internazionali Domenica 26 giugno a Villa Scalabrini ha avuto luogo l annuale edizione della Scampagnata Questa è stata caratterizzata da alcune innovazioni nella struttura degli stands, che hanno reso pù pratico lo svolgimento della festa, senza disperdersi nella ricerca degli stands favoriti. Il bel tempo, poi, ha attirato tante persone, accontentando i bambini che si sono sbizzarriti nelle varie attività ludiche, ma ha accontentato anche le mamme, i papà e i nonni. Questi ultimi e soprattutto gli appassionati di calcio si sono riversati nel Barn, dove dai televisori hanno potuto seguire la partita tra Inghilterra e Germania per il campionato mondiale di calcio. Le occasioni importanti non si perdono, anzi... si vivono insieme! Anche da queste pagine della Voce vogliamo ringraziare tutti i nostri bravi volontari, che hanno reso possibile questa edizione della Scampagnata: come le precedenti essa ha avuto un bel successo! Arrivederci tutti alla prossima, che si terrà senz altro - bel tempo o brutto tempo - all ultima domenica del giugno Non mancherete senz altro a una giornata di felicità in più. influirono negativamente sulle relazioni tra i due Paesi. Ciononostante i rapporti economici e la loro necessità per entrambe le parti rimasero un caposaldo delle relazioni italo-libiche. Dopo un lungo periodo di stasi per quanto riguarda le relazioni politiche, nel 1998 fu firmato l accordo Dini-Muntasser, col quale l Italia si impegnava a correggere gli errori del passato coloniale. Si arrivò così al 2008 e al trattato firmato da Berlusconi e Gheddafi. I rapporti tra Italia e Libia sono sempre stati condizionati dalla forte dipendenza energetica italiana e dal reciproco interesse economico. Si spiega in quest ottica il fatto che l Italia, nel rapporto col paese di Gheddafi, ha spesso dovuto anteporre gli affari economici alle questioni politiche. Giordano Fenzi Giovani a Londra dalla pagina 1 Rispolverato oggi, semmai, con il valore europeistico e quel curioso timbro di estraneità che si respira appena si passa la Manica. Le difficoltà, tuttavia, non mancano. È la solitudine di una metropoli, la dispersione, i ritmi a volte duri di lavoro, la difficoltà abitativa, la droga, la perdita di punti di riferimenti... Ciononostante, il vivere in una società pragmatica e funzionale, dove non c è tabù comportamentale o vestimentario, dà la percezione di crescere al senso del mondo. Attraverso la lingua, lo stile di vita, la vivace dimensione multiculturale, insieme a stimoli culturali di ogni genere, nasce la precisa sensazione di essere usciti dal nido. Si vive, allora, quel senso di provare e di provarsi. È il senso di una vita da combattere, uscendo dal contesto abituale, dal clima affettivo ristretto e vissuto in Italia. Si affronta il mondo. I modelli di vita ereditati di consumo e di riuscita si confrontano con la ristrettezza di mezzi economici, con la scuola della concretezza e del vivere in mezzo alla complessità. Come migliaia di migranti italiani venuti nell ultimo secolo i giovani imparano che l emigrazione è una lotta e una danza, qualcosa di duro e di bello insieme da vivere. La fede si fa, allora, ricerca di senso religioso più profondo, Indirizzi utili Consolato Generale d Italia 38 Eaton Place, London SW1X 8AN tel fax Apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore Orario telefonate dal pubblico: gli uffici Notarile, Stato civile e Cittadinanza il martedì e il giovedì dalle ore alle ore Ufficio Passaporti: i lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore alle ore Istituto Italiano di Cultura 39 Belgrave Square, Londra SW1X 8NX tel fax web: COMITES 11 Regent Square, London WC1H 8HZ tel. / fax ACLI 134 Clerkenwell Rd. London EC1 R5DL, tel St. Peter s Italian Church 4 Back Hill London EC1R 5EN, tel Centro Scalabrini 20, Brixton Road London SW9 6BU, tel spesso avvertito più fortemente che in Italia. Si impone come necessità di essere positivi, nonostante le disillusioni e le tante sconfitte. La fede si fa impegno nel mettercela tutta di fronte alle difficoltà e diventa spesso un motore. La vita, così, è challenge, una sfida da giocare a fondo. È una lezione vera che stanno imparando. Educarsi alla mobilità, a uscire dai ghetti e dalle sicurezze circoscritte, che non permettono di respirare l interculturalità e la diversità sociale di oggi. Evitare, allora, il rischio di diventare autoreferenziali, per aprirsi a una società di tutte le razze e culture dove la diversità non fa più paura, ma è contesto quotidiano. Così, alla fine della loro parabola all estero, Sandro e Anna, due giovani architetti, rientrano in Italia per sposarsi e restarvi. Sono passati quattro anni intensamente vissuti a Londra, lavorando con un architetto coreano, uno indiano, un inglese e un ultimo pakistano: un team internazionale investito in grandi progetti in India. Esperienza formidabile, ti dicono entusiasti mentre brilla loro lo sguardo, ma sarà presa in conto? Difficile immaginarsi il loro futuro in Italia. Capisci, allora, che i giovani si attendono un altra Italia: aperta, dinamica, tollerante e partecipativa. Sarà quella di domani? L.R. Quando la riforma? to in una franca replica da parte di chi, almeno ufficialmente, rappresenta o ha rappresentato i vertici Comites. Riscontri, come i nostri Lettori avranno avuto l opportunità di rilevare, non ce ne sono mai stati. Forse snobbadalla pagina 1 ti, forse sottovalutati, siamo stati, certamente, ignorati. Ora, nell atmosfera riformista che ha pervaso tutte le strutture anche nazionali, ritorniamo a proporre un dialogo chiarificatore per tentare d evitare il defi- nitivo ritiro d organismi che non coinvolgono più nessuno e che hanno un loro costo nei confronti della Comunità. Quindi, cambiare si può e si deve. Basta volerlo. Giorgio Brignola Cari lettori e associazioni scriveteci e inviateci i vostri articoli entro il 1 o novembre a: tel

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