Empedocle in Maschera. Liceo Scientifico Empedocle. Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco! izèma.

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1 W W W. S C U O L A E M P Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco! Anno Scolastico 2011/2012 Magis ut Valeat Liceo Scientifico Empedocle Empedocle in Maschera Anno I I - Numero 2 DOCLE.IT a izèm at ta izèma

2 S O M M A R I O S O M M A R I O Pagina 2 SOMMARIO Interpretiamo il presente Uno sguardo alla realtà che ci circonda La voce dei nostri inviati speciali dall Italia - L agghiacciante testimonianza di un naufrago messinese (Ylenia Ruggeri) - Tu, neve, scendi ancor (Roberto De Francesco) - Vulcani Zen (Ferdinando Valente) - Ero fiero di essere in Fiat (Pierfrancesco Pata) Dalla Scuola -L Empedocle in maschera (Michelangelo Di Pietro) -Carnevale: un occasione per ricordare la nostra infanzia (Gianluca Giuliano) 6 6 Scienza e dintorni Moderne tecnologie e nuove generazioni a confronto -I segreti dell elica (Ferdinando Valente) - Una tecnologia contemporanea. Stare al passo con i tempi (Dario Scapellato) 7 8 Riverberi culturali Incursioni estravaganti sull Arte, la Letteratura e la Filosofia -Cosa ci fa Horus a Crotone? (Ferdinando Valente) - Francesco Petrarca: una visione universale della poesia (Davide Curcio) 9 9 Le nostre recensioni - La ragazza fantasma di Sophie Kinsella (Giulia Pensabene) - Cose che nessuno sa (Carmelo Antonuccio) - Adele: la voce soul del momento (Federica Spadaro)

3 S O M M A R I O S O M M A R I O Pagina 3 SOMMARIO Prospettive Giovani Il mondo visto con Sguardo Adolescente - Abbasso i pregiudizi (Rosalba De Sarro) - Chiudo gli occhi e volo! (Laura Lo Giudice) - Il pensiero di una formica (Francesca Savasta) Penne Estroverse La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole - Una vita senza regole (Fulvio Abramo) - Lo specchio del mio io (Carmela Furci) Tutta un altra Storia I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane - 27 Gennaio: una giornata da non dimenticare (Davide Curcio) - E la strada si apre, passo dopo passo (Gaia Foti) L angolo della Poesia 18 La Scuola Risponde Intervista alla Prof.ssa Francesca Toscano I mille volti delle cellule staminali 19 Rubriche Speciali A rigor di logica (Soluzione dell esercizio del mese scorso e nuovo esercizio) 21 Trova l errore (Soluzione dell esercizio del mese scorso pag. 22 ) Rompicapo Matematico 22

4 Sito internet: Pagina 4 Interpretiamo il presente Uno sguardo alla realtà che ci circonda L AGGHIACCIANTE TESTIMONIANZA DI UN NAUFRAGO MESSINESE Presidente del C.d.A. e del Comitato Scientifico: Dr. Sergio Pedullà Direttore Generale Avv. Giuseppe Pedullà Direttore Responsabile Prof. Maurizio Scarmozzino Caporedattori: Prof.ssa Grasso Agata Camilla Prof.ssa Amata Donatella Prof.ssa Biancamaria Rotondo Prof.ssa Emanuela Famulari Redazione e Amministrazione Ufficio di corrispondenza di Messina Responsabile: Dott.ssa Maria Cinconze Via R. Ansalone n Messina Tel Fax Ufficio di corrispondenza di Catania Responsabile: Prof. Emanuele Failla Via M. Cilestri Catania Tel Fax Il relitto della Costa Concordia continua a muoversi, si e spostato di circa 60 cm verso il mare aperto. Il tempo passa ma ancora i naufraghi portano l angoscia della tragedia vissuta dentro il loro cuore. Fra coloro che sono riusciti a fare ritorno a casa c è Nancy Cacopardo di Messina che, con il suo bambino di appena due anni, si trovava a bordo della nave quel maledetto 13 Gennaio. Nancy e voluta partire a tutti i costi, perché sulla Concordia la attendevano per partecipare ad un concorso per parrucchieri. Mentre mi rivolgo a lei per alcune domande, mi accorgo che il suo sguardo e assente, i suoi occhi pieni di lacrime e la sua voce singhiozzante. Ricorda perfettamente il momento del botto, il buio totale e subito la disperazione e il panico della gente. Presi mio figlio in braccio e di corsa salii in cabina a prendere il salvagente, la mano di una mia amica stretta alla mia Andammo sempre più su, era come se dentro sapessi già cosa fare, e quello che sentivo dentro era la forza naturale di una madre che voleva salvare il proprio figlio. Nello stesso tempo il mio pensiero fisso era la paura di poter di morire Riconoscevo l impotenza dell essere umano e speravo che la mano di Dio potesse salvarci. Le scialuppe erano incastrate, era d i f f i c i l e scendere, avevo ins o m m a perso tutto, ma non v o l e v o perdere la mia vita e quella di mio figlio. Ora, a distanza di giorni, ringrazio Dio di essere tornata a casa. Certo, la vita continua, ma l ansia è ancora viva nei cuori di coloro che hanno vissuto in prima persona questa terribile vicenda. Ci sarà modo e tempo per chiedere i giusti risarcimenti: adesso però è il momento di piangere i morti e ridare un po di serenità interiore ai sopravvissuti. Ruggeri Ylenia

5 Tu, neve scendi ancor In questo periodo l Italia è stata sconvolta da una serie di eventi meteorologici che non accadevano da circa cinquanta anni e che hanno danneggiato anche l economia, specialmente quella relativa al settore primario. Questi eventi hanno colpito principalmente le regioni del Nord e del Centro, ma anche, in parte, i territori del Mezzogiorno e le isole maggiori. La città che ha fatto più scalpore è stata Roma, la nostra capitale, messa in ginocchio da circa cinquanta centimetri di neve. In alcuni paesi è caduto circa un metro e mezzo di neve e ciò ha comportato numerosi disagi alla popolazione (basti pensare all isolamento di diversi paesi). Questi eventi meteorologici hanno impegnato molto i vigili del fuoco, i quali hanno messo in campo mezzi speciali, come gatti delle nevi ed anche velivoli per, appunto, soccorrere le persone isolate con scorte di viveri. Anche i cittadini comuni si sono armati per sconfiggere la neve, ma a volte questi vigili del fuoco improvvisati hanno messo in pericolo la loro incolumità e quella degli altri, a causa della loro inesperienza. Un altro fattore che ha provocato disagi è stato il ghiaccio, che ha reso le strade impraticabili. La neve e il ghiaccio, incidendo negativamente sulla produzione di ortaggi e vegetali, hanno provocato anche lo svuotamento degli scaffali dei supermercati. Oltre al settore relativo al turismo invernale, solo in un altro campo la neve ha avuto effetti benevoli e positivi, quello relativo alla produzione e al commercio di catene e di pneumatici speciali, prodotti che sono stati venduti al triplo del loro valore effettivo! De Francesco Roberto Vulcani Zen Avete presente il Taijitu, il simbolo zen composto da Yin Yang, l uno nero e l altro bianco? Ecco così appaiono i nostri vulcani dopo la consistente nevicata degli ultimi giorni abbattutasi anche sulla Sicilia e sull arcipelago delle Eolie. L Etna, visto dall autostrada, si presenta come un enorme macchia bianca fumante con tratti neri. Parimenti Stromboli, la cui cima oggi si presenta con una corolla bianca. I turisti, con le guide, si avventurano fino alla cima, dove si può assistere alla classica attività stromboliana : tra un boato e l altro scende la cosiddetta sciara di fuoco fino al mare, dopo aver attraversato una coltre di candida neve. La neve di questi giorni ci ha regalato uno spettacolo molto intenso, con diversi colori e panorami nelle varie parti d Italia. Quello dello Stromboli imbiancato é una vera rarità: al nero della lava si abbina il candore della neve. E la magia della natura, in cui gli elementi e i loro due colori vivono in armonia, proprio come Yin e Yang. Ferdinando Valente Pagina 5 Ero fiero di essere in Fiat Recentemente si è verificato un evento che ha sconvolto migliaia di persone come me. L amministrazione della casa automibilistica torinese, FIAT, ha chiuso i battenti dello stabilimento di Termini Imerese in Sicilia. La sorpresa maggiore è stata quella degli operai stessi che improvvisamente si sono trovati a dover fronteggiare la dura realtà della disoccupazione, in un periodo nel quale non è proprio possibile permettersi questo lusso. Centinaia di operai hanno abbandonato lo stabilimento dopo decenni di duro ma gratificante lavoro, alcuni avevano visto nascere la fabbrica in provincia di Palermo e dopo quarant anni di servizio sono andati a casa con una pacca sulle spalle. Ascoltando le loro testimonianze si può cogliere la devozione che avevano per la FIAT, essere operaio di questa azienda per alcuni di essi era un vanto. Chi era operaio FIAT fino a tempo fa considerava la sua un occupazione sicura, le donne del luogo gareggiavano per sposare un uomo impiegato in fabbrica. Uno di loro racconta che in ogni auto che usciva dallo stabilimento rivedeva se stesso, il frutto del suo lavoro. Insomma ogni operaio della Fabbrica Italiana Automobilistica Torino era fiero di essere nel posto in cui si trovava. Ma oggi non accade più come negli anni passati, quando c era più considerazione se non per i sentimenti almeno per le situazioni delle persone. Oggi si fa di tutto pur di economizzare e dimezzare i costi di produzione, ma dimezzando le spese in questo modo se ne sono dimezzate tantissime altre: quelle di centinaia di famiglie che basavano la loro vita su quello stipendio che pensavano sicuro. Pierfrancesco Pata

6 Pagina 6 La sera del giovedì 16 Febbraio 2012 il Liceo Scientifico Empedocle ha festeggiato il Carnevale presso la palestra della Scuola. La maggior parte degli alunni si è presentata in maschera, compreso l avvocato Pedullà. C era chi rappresentava super-eroi, chi i nemici dei super-eroi, chi era vestito da donna, sebbene fosse un uomo, chi da uomo, sebbene fosse una donna, chi aveva delle maschere semplici ma belle, ed infine chi è arrivato senza travestimento, portando comunque dentro di sé la felicità di questa festa. Abbiamo mangiato i dolci tipici carnevaleschi, le chiacchiere, abbiamo ballato grazie al nostro dj Giovanni Dolci, dopodiché la nostra carissima Giulia Pensabene ha presentato e descritto i diversi costumi mentre noi, ad uno ad uno, sfilavamo al centro della sala. Successivamente, la giuria DALLA SCUOLA L Empedocle in maschera composta dai nostri docenti presenti alla festa, dall Avvocato Pedullà e dal Dott. Maurizio Scarmozzino ha deciso quali sarebbero state le maschere più belle da premiare. Il primo premio è andato alla Miss Coca- Cola Rosalba De Sarro, il secondo al Sultano Igor Pirrotta; sono invece arrivati terzi Piero Pata e Nicolò Albanese, vestiti da donna. Ciascun vincitore ha ricevuto una medaglia; è stato inoltre conferito un premio speciale alla ballerina di Charleston Rachele Piccione, a cui è stata donata una targa per lo stile e l eleganza. Il fine di questa festa speciale, come hanno detto l avvocato Pedullà e il dottor Scarmozzino, non è stato quello di vincere un premio, ma di divertirci, trascorrendo insieme una bella e indimenticabile serata. Michelangelo Di Pietro Carnevale: un'occasione per ricordare la nostra infanzia Il Carnevale è per me, e penso anche per la maggior parte dei miei coetanei, la festa in assoluto piu scherzosa e simpatica: per pochi giorni infatti la monotonia della quotidianità si allevia per lasciare il posto a una moltitudine di colori e di luci. Durante le vacanze ci si puo lasciare andare ai ricordi dell infanzia, ai bei momenti quando, accompagnati dai genitori e vestiti da qualche strano personaggio, senza vergogna o timore si andava tutti insieme a giocare e sorridere in qualche villa o piazzetta. Come scordare le lunghe passeggiate nei panni di Napoleone o Spiderman, quando ogni piccolezza era grandezza ai miei occhi, quando anche un piccolo coriandolo o stella filante poteva aprire infiniti pensieri e innumerevoli sensazioni nel mio cuore! Ora, crescendo, queste emozioni così belle si fanno cercare, la voce del fanciullino dentro di me (ahimè!) si fa sempre più fioca e non mi resta che aprire il cuore ai dolci ricordi del mio passato di bambino col sorriso. Gianluca Giuliano

7 Ulisse esplora le terre del Mediterraneo, animato da spirito di avventura e di conoscenza, desideroso di misurarsi con l ignoto. Il suo nostos si arricchisce di esperienze volutamente cercate sotto la spinta di una curiosità irrefrenabile e sprezzante del pericolo. La sua sete di conoscenza lo porterà in Dante alla dannazione eterna, per aver superato le Colonne di Ercole, ossia il limite concesso all uomo. Scienza e dintorni I segreti dell elica Pagina 7 Ulisse rappresenta il prototipo di quell infinita schiera di personaggi della storia che hanno cercato di comprendere e spiegare i fenomeni della natura: da Galileo Galilei, a Leonardo da Vinci, fino ai giorni nostri, dove gli scienziati cercano di mettere a punto nuovi ritrovati. Un Ulisse dei nostri giorni é Renato Dulbecco, Nobel per la medicina nel 1975, recentemente scomparso. Il suo nome é legato al progetto Genoma, ossia a quegli studi finalizzati alla decodificazione del DNA per comprendere le alterazioni genetiche alla base della formazione di molti tumori. Egli era un uomo curioso, rigoroso, aperto ai giovani e all integrazione fra i vari campi del sapere. Non esitò a promuovere delle iniziative per far rientrare i cervelli italiani andati all estero: a questa causa devolse i compensi per la partecipazione a Sanremo nel 99. A lui va il merito di aver infranto i tabù della scienza, ponendo in correlazione il cancro con il DNA. Egli fu soprattutto uno scienziato che lavorava in disparte, nel chiuso dei laboratori, assetato di conoscenza più che di denaro. Il modello Dulbecco é un punto di partenza che ci deve portare sia ad un recupero del rapporto tra uomo e ambiente, in cui non c é posto per le speculazioni economiche, sia ad un recupero della meritocrazia, come criterio per far emergere i giovani cervelli italiani, disponibili a mettere il loro genio al servizio della scienza. Be hungry, be foolish (S. Jobs) Ferdinando Valente

8 Una tecnologia contemporanea. Stare al passo con i tempi Pagina 8 Oggi la tecnologia è div e n t a t a indispensabile per la vita quotidiana di qualsiasi i n d i v i - duo, nessuno potrebbe vivere senza di essa. Dal più comune cellulare ai più importanti satelliti che, ruotando attorno al nostro pianeta, ci consentono di navigare sul web, guardare la tv e persino orientarci nel luogo in cui viviamo. Ormai un intero sistema dipende dalla tecnologia. Ma la tecnologia avanza con l avanzare della conoscenza umana. I nuovi nati del XXI secolo saranno sempre più consapevoli di vivere in un mondo totalmente diverso da quello che vedevano i loro antenati nei secoli precedenti. Questa consapevolezza si dovrebbe trasformare in cultura della contemporaneità ; in sostanza si dovrebbe insegnare ai giovani come sfruttare al meglio gli strumenti sempre più avanzati che oggi possediamo. Direte che i ragazzi riescono già a controllare tutto ciò che oggi chiamiamo tecnologia (soprattutto personal computer e smartphone). Ma per la maggior parte delle volte non si conoscono le incredibili potenzialità che tali strumenti riescono ad avere. Pensiamo innanzitutto alla scuola, che deve dare il primo esempio. Si dovrebbero rendere disponibili i computer in classe per approfondire determinati argomenti o libera la connessione wifi dentro e fuori l istituzione scolastica. Aumentino le L.I.M. (Lavagne Interattive Multimediali) che consentono un più facile e intuitivo approccio con la materia presa in considerazione. Pensate ad esempio ad una materia come la Chimica. Non sarebbe i n t e r e s s a n t e poter toccare un atomo con il semplice ausilio di una penna sensibile ai sensori della lavagna multimediale? Magari il professore o la professoressa, spiegando i legami tra gli elementi e prendendo in considerazione un esempio basilare, fa vedere agli alunni che unendo due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno si dà origine all acqua. Oppure durante una lezione di Anatomia si vuole studiare la struttura del cervello e, sempre con la già citata lavagna, si riesce a sezionarlo nelle sue parti più importanti. Un altra idea sarebbe quella di eliminare tutti i libri e di introdurre gli ebook. Questi ultimi non sono nient altro che dei libri elettronici molto comodi e semplici da utilizzare. Si visualizza la pagina del libro richiesto attraverso dei file inseriti nella memoria interna dell ebook, si regola la luminosità a proprio piacimento e, se necessario, è possibile scrivere sopra degli appunti. Adottandoli, si potrebbe ridurre lo spreco di carta, che oggi è diventato un prodotto esageratamente utilizzato e sfruttato anche in maniera inutile. Le risorse per fare tutto ciò ci sono già. Bisogna soltanto renderle più fruibili ed evitare di limitarne le capacità sensazionali di cui queste sono dotate. Dario Scapellato

9 Pagina 9 Riverberi culturali Incursioni estravaganti sull Arte, la Letteratura e la Filosofia Cosa ci fa Horus a Crotone? E di qualche giorno fa la notizia del ritorno al Museo Archeologico di Crotone di una stele egizia databile intorno al 378 a.c. e raffigurante il dio Horus sui coccodrilli. E una piccola mattonella in basalto scuro emersa durante una campagna di scavi a Crotone e poi, dopo varie peripezie, ritrovata al museo del Castello Sforzesco di Milano. Ma il quesito che ci si pone é: come é arrivata questa stele a Crotone? Crotone fu una colonia greca fondata dagli Achei nell VIII secolo a.c. Non si hanno notizie che gli Egizi siano arrivati in Calabria, anche perché non erano navigatori.e un vero rompicapo. L unico collegamento che verosimilmente può instaurarsi tra questa stele e Crotone é Pitagora, fondatore della scuola pitagorica nel VI secolo a.c. Horus faceva parte della triade divina insieme con Iside e Osiride ed il mito si basava sulla trasmigrazione delle anime, presente anche in Pitagora. Quindi, probabilmente, la stele era un amuleto utilizzato dai pitagorici durante i riti religiosi. Popolazioni e civiltà apparentemente lontane condividevano le stesse credenze religiose. Horus a Crotone ne é la testimonianza! Ferdinando Valente Francesco Petrarca: una visione universale di poesia Petrarca è lo scrittore che partecipa alla modernità ma non la subisce. Marco Santagata si è occupato del Canzoniere di Petrarca sottolineando la dimensione storica o la storicità dell operazione poetica e culturale del poeta. La novità è rappresentata dall ideazione di un libro in versi che può essere letto sia in chiave mondano-amorosa che asceticamorale. Ad un certo punto della sua vita, in un momento di crisi morale e culturale, Petrarca impegna tutte le sue forze in un impresa ambiziosa: mettere al centro della produzione letteraria la sua persona, il suo io. Nasce così il grande progetto di un autobiografia ideale, affidata a più libri, composti con i frammenti di quella sparsa produzione a cui si era dedicato fin dalla giovinezza. Nello stesso giro di anni concepisce dunque le raccolte epistolari in versi e in prosa e i Rerum vulgarium fragmenta. Passerà un quarto di secolo prima che il Canzoniere trovi, negli estremi mesi di vita del Petrarca, il suo assetto definitivo. In Francesco Petrarca si riconosce un modo di fare poesia che si distingue da quello di molti altri poeti. Tale concezione di pensiero la ritroviamo nelle parole enunciate da Marco Santagata all interno di un frammento del saggio nominato Dal sonetto al Canzoniere. In tale enunciato viene messo in risalto la posizione del poeta che si distingue nella società per aver indirizzato la sua opera a un pubblico molto vasto. Francesco Petrarca, infatti, sceglie volontariamente questa strada, in quanto i temi trattati all interno del Canzoniere sono molto ricchi di sentimenti, e sono rivolti al pensiero dell Amore e ad un itinerario spirituale. Questi sentimenti, molto sentiti dallo stesso autore, devono essere rivolti a un pubblico molto ampio, che possa spaziare dalle èlite cultu- rali alla classe sociale più umile. Quello che Petrarca, quindi, vuole trasmettere è il suo pensiero, un pensiero che si può cogliere solo se si apprezza veramente il significato delle sue poesie. Egli considera tali sentimenti il patrimonio di ogni uomo e quindi comunicabili con parole che racchiudono in sè un grande significato. Ciò che però rende realmente unici i testi di Petrarca è l esaltazione del sentimento, come già accennato precedentemente, un sentimento traviato dal dolore e dalla sofferenza che scaturisce nel poeta un grande senso di abbandono. Molti studiosi ritengono che il dolore provato da Petrarca a causa dell amore, un amore mai raggiunto e svanito per l amore della sua cara Laura, sia stato il motivo principale che ha portato il poeta ad avere una visione del mondo legato a un viaggio spirituale. Inoltre, questo grande senso di sofferenza si può riscontrare quando lo stesso Francesco Petrarca invita i propri lettori ad ascoltare, quasi come se tutto ciò rappresentasse una forma di conforto per l anima straziata del poeta. C è chi invece ritiene che i testi del poeta siano rivolti solamente al pubblico ristretto delle corti trecentesche. Ciò però non corrisponde al vero, in quanto il tema centrale è la visione spirituale della vita, e come sappiamo, il significato che la religione trasmette può essere compreso da ogni uomo di qualsiasi epoca storica. Tutto questo perché il sentimento religioso legato a quello dell Amore, sono i principi necessari affinché il nostro animo possa vivere serenamente in un al di là ancora sconosciuto; perché anche se Petrarca considera la vita terrena solo un breve sogno, magari la realtà potrebbe celarsi in ognuno di noi. Davide Curcio

10 Mi sono sempre piaciuti quei romanzi ambientati nella realtà quotidiana la cui trama si basa su un elemento soprannaturale. I fantasmi non esistono! Ci hanno sempre ripetuto fin da bambini. E se così non fosse? Immaginate che vi si avvicini una ragazza diafana ed ossuta, dal collo bianco e lungo, i capelli scuri e luminosi che incorniciano il viso quando china la testa in avanti, le scarpe di pelle color crema, minuscole, forse numero 35, e vi sussurri incessantemente all orecchio: Dov è la mia collana? Dov è la mia collana? E immaginate adesso che la ragazza in questione possiate vederla solo voi. Legittimo il dubbio: ma è una ragazza-allucinazione o una ragazzafantasma? Devo dire la verità, il libro La ragazza fantasma di Sophie Kinsella non mi ha conquistata sin dalle prime pagine, anche se poi ha recuperato parecchi punti. Quando ho iniziato la mia lettura ho avuto immediatamente l impressione di trovarmi di fronte l ennesima protagonista imbranata e incapace di gestire la propria vita. Lara Lington è una giovane ragazza di ventisette anni, allegra, semplice, solare, con una catastrofica situazione sentimentale (poiché è appena stata Le nostre recensioni La ragazza fantasma di Sophie Kinsella lasciata da Josh, il suo ragazzo), un attività nuova, intrapresa con l amica, che non decolla e una famiglia che la considera un po picchiata; tocca il fondo quando interrompe il funerale della sua prozia, Sadie, dichiarando che la defunta e anzianissima donna è stata assassinata. In realtà durante la cerimonia è stata la stessa Sadie a spingerla a fare una simile dichiarazione, comparendole davanti in forma di spettro, giovane e bella, e pretendendo che lei fermi subito le esequie: la giovane fantasma è alla ricerca della sua collana preferita, una collana di perle bianche con un ciondolo a forma di libellula, ne ha bisogno, e vuole che Lara la aiuti a recuperarla. Si scatena a questo punto una serie di eventi che talvolta rasentano il ridicolo, ma che rendono godibilissima l intera vicenda, disavventure per Lara, costretta a soddisfare tutti i capricci di un fantasma alla ricerca di una collana che sembra svanita nel nulla. Le due coprotagoniste, inizialmente in conflitto tra loro, poiché provenienti da due mondi completamente diversi e con abitudini diverse, capiranno nel corso della vicenda che solamente unendo le loro forze riusciranno a portare a termine i loro intenti. Da un lato Lara è necessaria a Sadie affinchè questa possa rientrare in possesso della sua amata collana e possa così andare avanti, d altro canto Sadie riesce ad impartire a Lara alcune lezioni fondamentali sull amore e i sentimenti, cosicchè anche lei possa andare avanti e lasciarsi alle spalle il Pagina 10 passato. Si tratta in fin dei conti di una storia nella storia, la vicenda principale vede le protagoniste Lara e Sadie alla ricerca della collana e all interno di questa cornice si trova la storia di Sadie, ragazza degli anni venti, fantasma nel La storia di Sadie Lancaster, prozia di Lara, si svela senza preavviso, lasciando il lettore piacevolmente stupito: sembrava che tutto si stesse concludendo senza ulteriori emozioni ed invece si scopre che il disegno che aveva in mente la Kinsella è molto più ampio di quanto la prima parte del libro lascerebbe supporre. Insomma, bisogna portare pazienza! Particolarmente ironico è il personaggio di Bill Lington, lo zio si Lara, diventato ricco grazie ad una catena di coffee shop, reso celebre da una serie di seminari incentrati sulla capacità di raggiungere i propri obiettivi e riuscire ad arricchirsi, proprio come a suo tempo aveva fatto lui cominciando la sua fortuna, con due monetine. Bill è un uomo che definirei semplicemente assurdo, come è assurdo il mondo che è riuscito a costruire attorno a se stesso. Senz altro a mio parere la parte più bella sarà proprio quella finale poiché, dopo le varie avventure o disavventure (dipende da che punto di vista si guardano) passate insieme, Lara e Sadie diventeranno migliori amiche e nel momento stesso in cui saranno davvero in sintonia riusciranno a tornare in possesso della famosa collana, la causa dei tanti guai, che le porterà di nuovo su due strade diverse. Pensabene Giulia

11 Pagina 11 Cose che nessuno sa L adolescenza è un età difficile, fatta di mutamenti, trasformazioni, conquiste e nuove idee. Margherita sta attraversando questa fase della vita in cui si prepara a diventare grande, responsabile, adulta. I cambiamenti che in pochi anni dovrà affrontare e che la trasformeranno in una donna, destano in lei angoscia e sgomento. Ora è alle prese con il liceo che impegnerà cinque anni della sua vita e non sa come comportarsi. Cosa le riserveranno questi anni scolastici? Quali emozioni, paure e amicizie entreranno nel suo cuore? Ricorda le parole pronunciate dal padre il giorno del suo compleanno: Qualsiasi cosa succeda ci sono io. Andrà tutto bene. Il padre è il suo punto di riferimento, un appoggio, l unica persona con cui confidarsi e parlare. Margherita si sente sola e troppo piccola per affrontare il lungo cammino della vita fatto di sentieri a lei ignoti e oscuri. Con la madre non c è dialogo e le conversazioni vengono troncate sul nascere: non si comprendono. Un giorno, tornata da scuola, ascolta un messaggio sulla segreteria telefonica. E suo padre: annuncia che non tornerà più a casa. Margherita sente di non essere in grado di colmare questo buco nella sua anima, è come se tutto il mondo accanto a lei proseguisse ad un ritmo frenetico e lei non fosse in grado di fare un passo. Chiusa nella sua stanza, con il tepore del sole estivo ancora sulla pelle, si sente come un equilibrista su un filo sospeso nel vuoto, in una situazione troppo instabile per essere controllata da una ragazzina e troppo amara da sopportare. Per questo trascorre molte giornate con la nonna Teresa ed il fratellino. Con loro si sente a casa, compresa, considerata. Nonna Teresa le apre il suo cuore, le dà tutto l affetto che le manca da parte della madre, facendola sentire amata. E questo l aspetto più bello del libro: l amore. Viene descritto peculiarmente in tutte le sue sfaccettature e colori. L amore, infatti, può essere intenso come tra Teresa e il marito, timoroso, come per il professore incapace di aprire il suo cuore a Stella e di andare a vivere con lei, ma anche fonte di dolore, nel caso di Margherita e la madre Eleonora, abbandonate con una telefonata. A volte, forse, sarebbe meglio dimenticare tutto e andare avanti. Sarebbe bello essere come Ariel, il pesce rosso della nonna, che ogni quattro secondi dimentica la sua vita, tutto ciò che ha fatto, per ricominciare come se fosse sempre la prima volta. Ma la vita va affrontata, è come un rivale sul campo di battaglia. Dobbiamo avere il coraggio di afferrare la spada e dare il colpo decisivo per vincere. Non possiamo chiuderci in noi stessi e lasciare che la vita scorra. Dobbiamo essere in grado di reagire e di dominarla soffocando ogni lacrima e trovando la forza di andare avanti. Anche nonna Teresa dice: Di questo parliamo quando parliamo d amore: di lacrime. L amore, infatti, sia quello corrisposto che quello infranto, provoca in noi sempre delle lacrime. Dobbiamo avere il coraggio di proseguire ed affrontare la realtà. Margherita non sa che sarà proprio il dolore a fare di lei una donna meravigliosa, il fiore più raro e più bello di tutti. Alessandro D Avenia dice infatti: Quando un predatore entra nella conchiglia nel tentativo di divorarne il contenuto e non ci riesce, lascia dentro una parte di sé che ferisce e irrita la carne del mollusco, e l ostrica si richiude e deve fare i conti con quel nemico, con l estraneo. Allora il mollusco comincia a rilasciare attorno all intruso strati di se stesso, come fossero lacrime: la madreperla. A cerchi concentrici costruisce in un periodo di quattro o cinque anni una perla dalle caratteristiche uniche ed irripetibili. Ciò che all inizio serviva a liberare e a difendere la conchiglia da quel che la irritava e distruggeva diventa ornamento, gioiello prezioso e inimitabile. Queste parole ci fanno capire che è solo l ostrica che ha avuto la ferita più dolorosa produce la perla più bella, più grande e che a trasformarci in uomini e donne molte volte è il dolore stesso. Margherita, grazie alla sofferenza diventerà grande, saprà affrontare la vita e diventerà una persona migliore. E questo il messaggio che mi ha lasciato questo libro. E questo l insegnamento che dobbiamo fare nostro. Margherita passa le sue giornate andando a scuola, studiando, trascorrendo del tempo con Marta, una ragazza semplice e sincera che ben presto diventerà la sua migliore amica e con un ragazzo di nome Giulio, la cui personalità è avvolta nel mistero. Un giorno, il professore di italiano legge un famoso passo dell Odissea, quello in cui la dea Atena esorta il giovane Telemaco ad intraprendere un viaggio alla ricerca del padre: Ma se tu non sei figlio di lui e di Penelope, allora non credo che farai ciò che dici. Perché sono pochi i figli simili al padre, molti i peggiori, pochi i migliori del padre. Con queste parole Atena colpisce Telemaco nell orgoglio e lo sprona ad afferrare la vita e a dimostrare di chi è figlio superando il padre. Grazie a queste parole, Margherita matura la decisione di intraprendere un viaggio alla ricerca del padre. Chiede prima aiuto al professore ma riceve un no e allora si rivolge a Giulio. Con lui accanto, per la prima volta, Margherita si innamorerà. Adesso comprende le parole pronunciate dalla nonna e quanto l amore sia grande, travolgente come una tempesta e inebriante allo stesso tempo. Ma gli attimi di spensieratezza e felicità sono pochi. Il giorno dopo Margherita e Giulio sono vittime di

12 Pagina 12 Continua... un incidente automobilistico. I genitori vengono immediatamente avvisati. Accanto a Margherita, dopo tanto tempo, ci sarà il padre ad assisterla. Mentre Giulio sembra essersi ripreso, Margherita è in coma e la sua situazione non migliora. Quanto dolore dovrà sopportare! Perché questo destino ha scelto proprio lei? Ma nella vita tutto quello che abbiamo dato ritorna. Chi ha sofferto viene infine ricompensato generosamente e diventerà migliore. Margherita si risveglia, la storia si interrompe e riprende quattro anni dopo. Nonna Teresa non c è più ma le sue parole sono ancora vive e forti nei ricordi di Margherita. Nonna, perché secondo te non sono morta?, aveva chiesto la nipote. Nonna Teresa aveva risposto raccontandole un film che il nonno amava moltissimo: C era un tale che voleva suicidarsi perché tutto gli era andato storto. Poi un angelo gli faceva vedere come sarebbe andato il mondo senza di lui, che fine avrebbero fatto tutte le persone che lui aveva aiutato nella vita, anche solo con un sorriso..il nonno Piero era fissato con quel film e glielo faceva vedere ogni anno, per ricordarle che spesso pensiamo che le cose dovrebbero andare come vogliamo noi, ci aspettiamo tutto dalla vita e la vita ci delude continuamente. Invece è la vita che si aspetta qualcosa da noi Dio fici l omo per sentirsi cuntare u cuntu. Verrà un giorno in cui saremo insieme.. e guarderemo il disegno splendido che abbiamo creato. La sofferenza infatti non scomparirà mai del tutto dalla nostra vita, tuttavia se sappiamo sfruttarla può diventare un grande veicolo d amore. Penso, infatti, che il dolore non sia mai sterile e improduttivo ma terreno fertile nel quale crescere per diventare uomini migliori. E il dolore che abbiamo provato a fare da motore trainante verso la gioia del futuro, verso nuovi traguardi e nuovi orizzonti. Carmelo Antonuccio ADELE: LA VOCE SOUL DEL MOMENTO Era il novembre del 2011 quando, mentre guardavo MTV, venne trasmesso il video di una canzone di Adele, Rolling in the deep. Il ritmo pop/ soul mi affascinò subito, tanto che iniziai a fare ricerca su quest artista. Adele iniziò la sua carriera caricando video su MySpace, attirando l attenzione di molti e iniziando a fare le sue prime apparizioni negli show americani. Ottenne subito grande notorietà e firmò il contratto con la casa discografica XL Recordings, etichetta che dagli anni 90 produce generi freak-folk, alternative rock, hip-hop e UK Garage, come i Radiohead. Nel 2008 incise il suo primo singolo Chasing Pavements, dove racconta le speranze di una storia ormai terminata. Ma il vero successo Adele lo ebbe con il suo secondo disco, 21. L ispirazione per la maggior parte dei brani che lo costituiscono è arrivata dalla rottura della relazione tra Adele ed il suo fidanzato, al punto che la cantante ha dichiarato in un intervista : -Sono stata molto fortunata ad aver conosciuto il mio fidanzato. E anche fortunata che ci siamo lasciati. Il brano che racchiude il tema centrale del disco è Someone like you, dove la cantante immagina di incontrare a quarant anni l uomo di cui è ancora innamorata, scoprendolo felice con una moglie e dei figli e ricordandogli una frase che dicevano sempre Sometimes it lasts in love, but sometimes it hurts instead, ovvero a volte l amore dura, altre volte fa male. Ai Grammy di quest anno, inoltre, ha vinto ben sei statuette, ma essere talentuosi per alcuni non basta, infatti per i suoi chili di troppo è stata attaccata dallo stilista Karl Lagerfeld e anche dai fans della celebre Lady Gaga. Io penso invece che sia una cantante bravissima, sa emozionare e travolgere e con i suoi chili in più si distacca dallo stereotipo della cantante americana dal corpo perfetto. Federica Spadaro

13 Pregiudizi così li hanno chiamati sono storie, dicerie che molte volte si rivelano fandonie, ma che, nel momento in cui ci approcciamo ad una persona per la prima volta, costituiscono un buon 60 per cento di quella che chiamiamo prima impressione. Così, chissà per quale funzione mentale, sappiamo già che, nel momento in cui, ad esempio, si stabilisce un rapporto tra persone di sesso diverso, la donna è colei che dà più importanza alle emozioni e ai sentimenti e che costruisce discorsi che, per quanto perfetti ed elaborati, sono sempre vuoti e senza senso per un individuo di sesso maschile. Eccoci qui, esseri umani, poco versatili, legati ai pregiudizi e soprattutto creduloni. Noi, che denominiamo esperienza pure ciò che leggiamo da fonti inattendibili o che i mass media ci propinano, inconsciamente ci uniformiamo ai vari modelli dettati dalla trappola sociale. Ma non credete che nella vita reale ciascuno debba riscattare quanto meno la propria personalità? La convinzione che ogni essere umano sia catalogabile in categorie - avaro, generoso, magnanimo, traditore, arrivista ecc.- non credete che esoneri dal reale il vostro vero modo di essere? Per quale assurdo schema della società la strega di Biancaneve rimarrà sempre tale e non potrà invece rimediare alla propria colpa con un altro incantesimo? Perché il lupo di Cappuccetto rosso non potrà capire ciò che è Prospettive Giovani Il mondo visto con Sguardo Adolescente Abbasso i pregiudizi giusto e ciò che non lo è? E ancora, perché convincerci che, perfino nella realtà, nulla può cambiare perchè non esiste un riscatto che sia diverso da quello economico? Abbiamo lottato tanto nel corso della storia per rivendicare il diritto all uguaglianza: uguaglianza di fronte alla legge, parità di sessi, uguaglianza anche se è diverso il colore della pelle, uguaglianza di fronte a Dio. Uguaglianza: perchè è davvero così che siamo tutti ricoperti di carne sorretti da ossa sentimentali poco razionali se presi dall ira, quasi filosofi se si tratta di consolare l altro cattivi, buoni, più o meno tristi, felici semplicemente in base alla giornata e non certo per nascita. Non fa parte dei nostri segni particolari un determinato modo di essere, ma ci adattiamo alle circostanze, alle divergenze, al mondo. Rosalba De Sarro Pagina 13 Chiudo gli occhi e... volo! La danza è una carriera misteriosa, che rappresenta un mondo imprevedibile ed imprendibile. Le qualità necessarie sono tante. Non basta soltanto il talento, è necessario affiancare alla grande vocazione, la tenacia, la determinazione, la disciplina, la costanza (Carla Fracci). Presto! Mi devo sbrigare, non posso arrivare in ritardo! In tutta fretta mi spoglio, è inverno, c è freddo ma lo faccio lo stesso, rimango con il semplice body attillato, mi infilo le scarpe da punta, fanno male, ma resisto. Arrivo nella sala ancora deserta, c è una luce, la stufa rossa che scalda la stanza. Mi metto per terra e nel gelido pavimento inizio a sudare. Mi intravedo nello specchio, mi osservo, curo ogni dettaglio. Dopo essermi ben scaldata mi alzo, accendo le luci, attacco la musica e un mondo si apre davanti i miei occhi. Vedo tante persone, l ansia e la paura di sbagliare mi assalgono, sento applaudire e urlare il mio nome, mi entusiasmo sempre di più. Faccio un passo e inizio a volare, la musica dentro me mi fa volteggiare. Continuo a sudare, non riuscirò mai a fare questo passo, ma chiudo gli occhi e mi concentro. Sì! Ce l ho fatta! Ora sfilo davanti al pubblico, la felicità coinvolge tutta me stessa, ma sento un dolore, non mi interessa stringo i denti e continuo. Che stai facendo?!, esclama sorridendo il maestro. Mi volto e sì, ancora una volta stavo sognando il saggio finale! Mi metto a ridere anche io e ricomincio il duro allenamento. Mi impegno più che posso. Manca poco al grande evento, spero di essere pronta e all altezza. La danza non è uno sport, ma un arte: spero pertanto di diventare presto un artista. Laura Lo Giudice

14 Pagina 14 Prospettive Giovani Il mondo visto con Sguardo Adolescente Il pensiero di una formica Ci alziamo ogni m a t t i n a e compiamo gesti inconsapevoli: ci stropicciamo gli occhi, ci stiriamo sotto le lenzuola, ci sediamo sul letto e poi ci avviamo come automi a vivere quella giornata in più o quella giornata in meno della nostra esistenza. Dipende dai punti di vista. Cosa può rendere speciale una giornata o una intera esistenza? In fondo, cosa c è di speciale in ognuno di noi? Ci ritroviamo sempre a sentir parlare di qualcuno che ha fatto questo o quello, nel bene o nel male, e allora penso che la specialità stia nel fatto che quel che si fa si sappia, si divulghi, non nel fatto in sé. Quanti grandi anonimi ci sono su questa Terra? Quante persone eccezionali hanno saputo dare se stessi in nome di un ideale! Eppure non c è nessuno che si ricordi di loro, del loro sacrificio, della loro sofferenza, della loro gioia! Ogni giorno, come formiche, milioni di uomini si muovono su questo pianeta per costruire la loro vita, per agire seguendo i loro valori, il loro credo, ma nessuno sa di loro, nessuno è consapevole che il destino dell intera umanità stia nelle loro mani. Mio padre mi ha fatto riflettere con una frase buttata lì per caso. Un intero traffico bloccato per quattro cretini! : mostrava il suo disappunto per chi si ferma in doppia fila dinanzi ai bar, impedendo a g l i a l t r i d i p a s s a r e. E così mi viene in mente che il nostro pianeta, la sua serenità, il suo sviluppo dipendono anche da quei pochi che si sentono in diritto di appropriarsi di tutte le risorse, sfruttando i popoli dell Africa o dell Asia, condannandoli alla fame e alla guerra. Mi vengono in mente i bambini con le pance gonfie e le mosche sulle labbra, i milioni di morti che la guerra ha seminato su quei territori passandoli al setaccio con le armi e con la fame. Ma quanti morti ancora dobbiamo seppellire? Quanti bambini dobbiamo condannare alla fame? Svegliati uomo che corri ogni giorno al lavoro! Svegliati madre che accompagni i tuoi figli a scuola! Svegliati ragazzo che stai studiando per il tuo futuro! Svegliati prete che dall altare predichi l amore per il prossimo! Svegliati bambino che leggi di altri bambini che non hanno le tue opportunità! Svegliatevi formiche che vi muovete senza meta, seguendo una fila interminabile di vostri simili, portando un fardello che serve solo a riempire le vostre pance nei vostri inutili giorni! Svegliatevi e guardate il giorno che nasce e il sole che muore, guardate il fratello che vi sta accanto e scoprite le piaghe che porta sul suo corpo, il languore del suo stomaco, le ferite delle armi, la sofferenza della malattia! Svegliatevi e scoprite che l uomo ha ovunque gli stessi diritti, che non ci possono essere confini tra gli uomini, barriere alla solidarietà! Se l uomo vuole essere davvero ricordato, anche se formica tra le tante formiche, deve saper fare sentire la sua voce, deve poter dire ai suoi figli un giorno Anch io sono un grande, perché non mi sono lasciato vivere e non ho lasciato morire, perché ho aperto le porte del mio cuore, del mio portafoglio, della mia casa a chi è più sfortunato di me, perché ho saputo dire sì al valore della fraternità! E tu, figlio, berrai dalle mie opere e farai tesoro della mia vita e anche tu sarai un grande, perché saprai rinunciare alle meschinità, agli egoismi, al dominio dell IO, che fa di questo mondo un deserto, arido in tutti i sensi. E come formiche dobbiamo lavorare, perché ogni formica non si mette in fila a trascinare fardelli per se stessa, ma lo fa per tutto il formicaio e per i piccoli che sono di tutti; così noi ogni giorno dobbiamo prendere il nostro fardello e con il cuore gonfio di amore dobbiamo lottare per questa umanità, affinché non cada negli orrori della guerra e della fame, non soccomba alla logica del più forte che schiaccia il più debole, non pronunci parole vuote dai pulpiti e dalle piazze, ma agisca tutta insieme, con gioia e determinazione, affinché l amore di uno solo diventi l amore di molti, l amore di tutti. Francesca Savasta

15 Penne Estroverse La singolare e irripetibile creatività delle nostre parole Una Vita senza regole Lo specchio del mio io Pagina 15 Nel mondo ci sono così tante regole, alcune molto importanti, alcune molto bizzarre. Ogni posto ha le proprie regole. Immaginiamo una giornata senza regole. Mi sveglio alle 10, anche se devo andare a scuola alle 8. Mi alzo con comodo, faccio colazione e vado a scuola vestito in modo inadeguato. Vado a sedermi al mio posto senza salutare nessuno. Disturbo durante le lezioni ed esco da scuola prima senza nessun permesso. Mio padre mi prende e mi porta a casa e vedo persone che passano col semaforo rosso, che non rispettano la segnaletica stradale, che vanno a velocità elevate. Torno a casa sano e salvo e vedo la mia camera tutta disordinata, con i letti non sistemati, i libri buttati sulla scrivania. Vado in cucina per mangiare e vedo tutti i piatti sporchi nel lavandino; apro la dispensa per vedere cosa preparare per mangiare e non trovo niente, solo dei pezzi di pane della settimana scorsa con delle formiche. Si fa pomeriggio e dovrei fare i compiti, ma sto a giocare al computer o a guardarmi la tv. Esco, vado in un negozio e prendo qualcosa senza pagare, butto carte a terra, spingo le persone E del tutto naturale che ognuno di noi finisca per affezionarsi alle persone e alle cose che costituiscono il proprio mondo abituale: i bambini che giocano sotto la finestra, i conoscenti che abitano di fronte, la strada che passa davanti casa, con i suoni, i rumori e il suo movimento Ma è pur vero che di tanto in tanto nasce nel cuore il desiderio di cambiare, di vedere facce nuove, un altro mondo. Affacciandomi alla finestra della mia stanza, così, mi capita spesso di sentire una certa insofferenza per le solite cose che mi stanno di fronte, una noia e un fastidio irritante per quello scenario che ritrovo immutato e immutabile, sempre lo stesso. E in questi momenti che lascio libero corso alla fantasia e sogno ad occhi aperti un altro panorama, proprio lì, davanti alla mia finestra. E un paesaggio meraviglioso, ma anche complicato quello che mi dipingo in mente e che vorrei, in quel preciso istante, avere sotto gli occhi: un mini-universo, un mondo tutto per me, frammentato come un mosaico. Vorrei una striscia di mare con un filo di luna sull acqua d argento, un angolino di cielo zeppo di stelle come una spilla di brillanti in un cofanetto di velluto nero, una verde collinetta ricoperta di piante, un giardino odoroso di mille profumi, fontanelle, siepi e uccellini cinguettanti e tutt intorno una campagna libera. E proprio un sogno, vero? Un sogno, comunque, che nasce dal desiderio di libertà, di spazio, di verde, costretta come sono a vivere tra pareti di cemento, in poco spazio, tra una folla che mi sommerge e quasi mi toglie il respiro Forse, se davvero potessi vedere dalla mia finestra ciò che desidero, mi verrebbe voglia, poi, di tuffarmi nel caos, tra la gente, di abitare in un palazzo stipato di inquilini Tuttavia è bello, di tanto in tanto, sognare ad occhi aperti di avere sotto casa ciò che non c è, e che quasi certamente non ci sarà mai Carmela Furci

16 In occasione della giornata della memoria abbiamo dedicato un approfondimento relativo a una delle vicende che hanno segnato l intera popolazione mondiale: tale fenomeno ha preso il nome di shoah. Questo periodo storico ha conosciuto la morte di circa sei milioni di vittime, che molti denominerebbero ebrei, ma in questo modo avremmo una visione razzista nei confronti di questa gente; pertanto è più corretto parlare di persone, in quanto partecipi e attivi nella nostra società così come qualsiasi altro individuo appartenente a una razza differente. Questo fenomeno è stato caratterizzato dalla nascita di uno Stato totalitario, il quale, sviluppandosi negli anni della seconda guerra mondiale, attraverso una propaganda ha diffuso le sue idee, raffigurandolo come una figura positiva e giusta della società. Da qui, ora, abbiamo potuto distinguere quelle che sono state le due campagne di potere più potenti e autoritarie: il nazismo e il fascismo. Il nazismo esaltava in modo particolare il cosiddetto principio biologico, il quale si basava sul mantenimento della razza e del sangue puro, intesi come la chiave di interpretazione della Storia. Invece, il fascismo si ritrovava in una posizione differente da quella del nazismo; infatti nel fascismo era assente questo ideale, bensì era molto presente un principio ideologico. Inoltre il fascismo esaltava la tradizione statale e la grandezza di una Roma Antica, rappresentando un valore di Impero unificatore. Molto interessante è anche la relazione che si instaura tra il fascismo e il nazismo, in cui quest ultimo si mostrava nettamente Tutta un altra Storia I Corsi e i Ricorsi delle vicende umane 27 Gennaio: una giornata da non dimenticare superiore al fascismo per quanto riguarda i vari ideali. Per tale motivo potremmo definire la corrente del fascismo un satellite della corrente del nazismo; pertanto l Italia divenne immediatamente un satellite della Germania. Tale differenza di potere la si può riscontrare nello studio del comportamento adottato da queste due nazioni: in Germania, per esempio, prese avvio subito la campagna di annientamento delle opposizioni, cosa che invece non avvenne nel territorio italiano. Ciò che però fa riflettere molto è la condizione degli ebrei nella Germania degli anni Quaranta, una Germania che disprezzava qualsiasi individuo appartenente a una razza ingiustamente nominata inferiore, termine molto forte che denominava cattiveria da parte dei tedeschi nei confronti di tali persone. Difatti, l ebreo era accusato di essere un traditore interno; ridotto a mito negativo veniva messo ai margini della vita sociale e intellettuale. Purtroppo la situazione degenerò drasticamente quando un ebreo uccise un diplomatico tedesco, e fu proprio questo che diede vita alla così nominata notte dei cristalli, in cui vennero distrutte tutte le abitazioni e Pagina 16 sinagoghe ebree. Ma in tutto ciò ricordiamo persone che anche se perdevano la propria identità e i propri cari, facevano di tutto affinché la loro anima non gli venisse sottratta, perché come si può essere umani senza un anima? Non si può, infatti, tutti coloro che si sono macchiati col sangue di innocenti hanno perso la loro anima. Tra l altro pensavano che facendo ascoltare musica all interno di questi campi di concentramento, in cui vivevano queste persone, erano in grado di diffondere tranquillità e felicità, ma come si possono provare tali sentimenti quando si è vista davanti a se la morte dei propri cari. Infatti come si può uccidere un proprio fratello dice Guccini, e penso che questa espressione riesca a chiarire in modo semplice questo pensiero, in quanto tutti noi siamo fratelli e sorelle, perché anche se siamo divisi per sangue e origini, siamo uniti nell animo. Inoltre io penso che tale tragedia non può essere recepita in modo chiaro, perché penso che sia inimmaginabile pensare alle condizioni in cui queste povere persone vivevano, condizioni che vanno oltre il limite umano. Ciò che però fa rabbia è che, nonostante l uomo abbia capito la sofferenza di quei tempi, ancora è in grado di fare del male, un male che lacera la nostra persona. Nonostante ci siano persone che non dimenticheranno con molta facilità quei ricordi, ci saranno sempre persone che si sentono estranee a tutto questo, ma anche coloro che cercano di rinnegare il passato sono ugualmente condannati a vivere le conseguenze che esso comporta. Davide Curcio

17 Pagina 17 E la strada si apre, passo dopo passo Un futuro senza frontiere: il sogno di un intero mondo, un idea effimera, un utopia destinata a rimanere tale. Tutto il mondo si interroga su quali possano essere le soluzioni per abbattere quelle maledette frontiere che ci attanagliano e creare davvero un mondo che possa essere un paese unico e allo stesso tempo vario. A questo progetto, o meglio, a questa missione di vita stanno già lavorando in molti, volontari di Emergency, Medici senza frontiere ecc. Eppure, ci terrei a precisare, esiste un altra categoria di volontari parecchio vicini ad ognuno di voi che sta leggendo in questo momento questo contributo. Questi volontari sono presenti in circa 218 nazioni, nelle quali si contano circa 38 milioni di iscritti; sono di età differente, dagli 8 agli 80 anni, grandi e piccoli, genitori e non. Sono facilissimi da riconoscere grazie alla loro uniforme dai colori sgargianti e alle innumerevoli attività che compiono nel territorio. Sono molto diversi tra di loro, con usanze e tradizioni assai dissimili, ma tutti quanti sono uniti da un unica PRO- MESSA e da un unico spirito di solidarietà. Sto parlando degli Scout, ovvero di quelle persone che riescono a rimanere bambini per sempre nel cuore e che, proprio come i bambini, non trovano differenza alcuna nell altro e, per questo motivo, sono sempre pronti a prodigarsi a braccia aperte. Lo scoutismo si sviluppa agli inizi del 900 e vede come suo fondatore Robert Stephenson Smyth Baden Powell, più comunemente conosciuto con le sole iniziali B.P. In Italia si contano più di scout, e solo in Sicilia sono in tutto Risulta forse solo adesso facile comprendere quanto effettivamente possano essere presenti in tutto il mondo realtà scoutistiche effettive. Ed essenzialmente cosa fanno? Lo scoutismo è un metodo educativo che ha l obiettivo di sviluppare le capacità globali di ogni ragazzo e ragazza, educando al senso critico, cioè a saper distinguere il bello dal brutto, l utile dall inutile, il necessario dal superfluo, per scegliere ciò che è giusto e respingere ciò che è sbagliato. E un educazione ai valori fondamentali dell uomo, intesi come patrimonio inalienabile della persona. La metodologia applicata all interno dell associazione non è basata su lezioni teoriche, ma sull imparare facendo e sull autoeducazione attraverso esperienze concrete come la vita nei boschi, la catechesi vissuta nelle attività pratiche, il servizio al prossimo, il gioco Lo scoutismo è una realtà piccola, ma che sogna in grande, che riesce a vincere grandi ostacoli e che aiuta tutti, piccoli e grandi. Cosa permette agli scout di fare tutto questo? Il ritenere un mondo, una promessa Grazie scout!

18 Pagina 18 L Angolo della Poesia Ho sentito che non volete imparare Ho sentito che non volete imparare niente. Deduco: siete milionari. Il vostro futuro è assicurato esso è Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori Hanno fatto sì che i vostri piedi Non urtino nessuna pietra. Allora non devi Imparare niente. Così come sei Puoi rimanere. E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi, Come ho sentito, sono insicuri Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente Ciò che devi fare affinché stiate bene. Essi hanno letto i libri di quelli Che sanno le verità Che hanno validità in tutti i tempi E le ricette che aiutano sempre. Dato che ci sono così tanti che pensano per te Non devi muovere un dito. Però, se non fosse così Allora dovresti studiare. [Bertolt Brecht]

19 Correva l anno 1906 quando per la prima volta venne introdotto il termine STAMZELLE (da STAMM = stipite e ZELLE = cellula) da parte dello scienziato russo Alexander Maximov per indicare cellule considerate capostipiti di una linea cellulare. La prima prova concreta dell esistenza di tali cellule negli esseri umani risale agli anni 50. Oggi quando si parla di cellule staminali è usuale pensare ad un gruppo di cellule, presenti a livello embrionale, che attendono di ricevere un input per trasformarsi in una delle svariate tipologie cellulari che gli organismi pluricellulari possono vantare. Attualmente le nuove frontiere in termini di studi molecolari hanno consentito di attribuire a tali cellule più di un significato. Quali sono i tipi di cellule staminali oggi conosciute? Le cellule staminali possono essere suddivise in tre tipologie. Le cellule staminali embrionali (ES), le più conosciute, sono cellule che si ottengono da embrioni in uno stadio di vita precoce. La scoperta della seconda tipologia deriva da lunghi studi conclusisi nel 2007 quando Eggan, esperto di riprogrammazione cellulare di Harvard, insieme al suo team, riuscì a riprogrammare cellule umane adulte già differenziate, ritrasformandole in cellule staminali. Si trattò insomma di un vero La Scuola Risponde Intervista alla Prof.ssa Francesca Toscano I mille volti delle cellule staminali e proprio riciclo cellulare. Tali cellule presero il nome di ips (da induced pluripotent stemm cells = cellule staminali pluripotenti indotte). Entrambe le tipologie cellulari, ES ed ips, sono considerate pluripotenti poiché in grado di generare qualsiasi altra cellula a partire dai tre foglietti embrionali. Il terzo tipo è quello delle cellule staminali tessutali adulte, presenti in alcuni tessuti degli organismi adulti. Al contrario dei gruppi precedenti, questo è considerato multi potente, in quanto può generare solo cellule dello specifico tessuto in cui si trova. Perché non accontentarsi delle cellule staminali embrionali ed estendere gli studi ad altre tipologie? Una decina di anni fa il mondo scientifico e non solo accolse con entusiasmo la notizia che annunciava la produzione in laboratorio di cellule embrionali staminali umane. Tali cellule isolate dalla blastocisti umana, con la loro capacità di rinnovarsi e la versatilità di trasformarsi in qualsiasi specie cellulare del corpo, fornivano una speranza nella cura di molte malattie mediante la realizzazione di trapianti su misura. La grande Pagina 19 scoperta si trasformò ben presto in uno scontro tra scienza e fede: tale tecnologia sollevava infatti questioni etiche derivanti dalla raccolta di cellule a partire da embrioni umani, che dovevano essere poi distrutti. Bisogna evidenziare che tale procedimento viene considerato un omicidio per chi considera la blastocisti già un individuo, mentre un atto eticamente legittimo per chi nelle blastocisti sovrannumerarie vede un insieme di circa 200 cellule che, se conservate, comunque degenererebbero. Le blastocisti soprannumerarie sono quelle rimaste dai processi di fertilizzazione in vitro e non reimpiantate. Le diverse posizioni e scuole di pensiero riflettono perfettamente il panorama legislativo mondiale. Nel Regno Unito ed in Svizzera si possono far derivare linee cellulari staminali da blastocisti, mentre in Germania si possono impiegare per la ricerca solo linee prodotte entro una data prestabilita. L Italia è in una posizione intermedia, in quanto impedisce nuove derivazioni, ma non l impiego di linee già derivate senza vincoli temporali. Concesso non significa finanziato, infatti nel 2009 il Ministero della Salute ha emanato un bando sulle staminali, escludendo dagli stanziamenti di fondi quello per gli studi sulle ES. Negli Stati Uniti, precisamente nell agosto del 2001, il governo Bush annunciò che le ricerche negli Istituti Nazionali per la Salute sarebbero continuate solo su un numero limitato di embrioni già presenti. Appresa la notizia, molti ricercatori delle più prestigiose Università, con il

20 Pagina 20 supporto di fondazioni private per la ricerca sulle staminali, iniziarono ad allestire laboratori privati. Con l inizio della presidenza di Obama sembrava essersi aperto uno spiraglio, subito offuscato da una sentenza federale del 2010 che proibiva i finanziamenti per tali ricerche. Nel 2006 un biologo dell Università di Kyoto, Shinya Yamanaca, descrisse una procedura che permetteva di riprogrammare cellule adulte di mammifero per farle regredire allo stadio di pluripotenza simile a quello delle ES. Esse furono denominate ips e rappresentano cellule resettate biochimicamente ottenute senza la necessità di distruggere una blastocisti. Un anno dopo, Yamanaca e Thomson riferirono separatamente di aver ottenuto cellule ips da tessuti umani. Che ruolo hanno invece le cellule staminali tessutali adulte? Per quanto riguarda questa terza tipologia cellulare, il vantaggio è rappresentato da un più facile accesso; ad esempio le staminali ematopoietiche si possono isolare dal midollo osseo e trapiantare per il trattamento di svariate patologie ematologiche. Nel caso degli epiteli la capacità rigenerativa è garantita da cellule staminali che si trovano nell epidermide. Altra importante fonte è rappresentata dal sangue del cordone ombelicale, ricco di staminali ematopoietiche simili a quelle del midollo. In Italia la legge impedisce il deposito e la conservazione del cordone ombelicale nelle banche pubbliche per uso autologo (personale), mentre è consentita per uso autologo dedicato (quando sussiste nell individuo di appartenenza una patologia genetica grave già alla nascita o familiarità elevata) e per trapianti allogenici (utilizzo a favore di persone diverse da quella da cui le cellule sono state prelevate e che sono affette da gravi patologie). Quali sono gli attuali impieghi delle cellule staminali? Ad oggi le cellule staminali sono un valido strumento di cura in ambito ematologico e nel trattamento di alcuni tipi di tessuto epiteliale. Le cellule epiteliali ematopoietiche isolate dal midollo osseo, dal sangue periferico e dal cordone ombelicale offrono una possibilità di cura per pazienti con gravi malattie del sangue come le leucemie, i tumori e le talassemie. Nel caso del trattamento delle lesioni di alcuni epiteli, il nuovo tessuto da trapiantare è generato in laboratorio da staminali epiteliali, che si ottengono a partire da piccole biopsie della cute sana del paziente. Nel 1983 Haward Green, un medico di Boston, ha eseguito il primo trapianto di pelle su tre bambini che presentavano ustioni molto gravi. Il limite per la diffusione clinica è imposto dai costi elevati e dai mesi necessari per ricostruire lembi di pelle molto estesi. Inoltre, fino a poco tempo fa, la pelle prodotta non era ottimale in quanto priva di ghiandole sudoripare e bulbi piliferi, ma la recente scoperta di un nuovo tipo di cellule staminali epiteliali in grado di rigenerare anche tali strutture rappresenta un notevole passo in avanti. E anche possibile rinnovare l epitelio corneale ricostruendo una cornea funzionante partendo da staminali del limbus (zona dell occhio che divide la cornea dalla sclera) che, una volta in coltura, producono nel giro di tre o quattro settimane un lembo di epitelio corneale pronto ad essere trapiantato al posto di quello danneggiato. Per le malattie degenerative del sistema nervoso il cammino è ancora lungo e difficile. Le cellule trapiantate devono essere in grado di differenziarsi nella corretta tipologia neuronale, integrarsi e ricostruire complessi circuiti. Fatta eccezione per il campo ematologico e per il trattamento degli epiteli precedentemente descritti, gli altri studi si fermano al livello di protocolli sperimentali su animali. Per passare alla sperimentazione sull uomo sono necessari requisiti quali la prova dell efficacia del trapianto, la replicabilità in due modelli animali distinti in più laboratori e la dimostrazione dei benefici. Negli ultimi anni gli studi di ricerca sulle staminali hanno dato la speranza di trovare nuove cure per gravi malattie, ma è opportuno discutere e risolvere i conflitti legati agli aspetti etici, legali e commerciali, al fine di giungere a strategie condivise, obiettive e utili dal punto di vista sociale.

21 Speciale Rubriche di Rizomata A rigor di logica Pagina 21 Solo se avremo fame, allora andremo in pizzeria: se questa affermazione è vera, quale tra le seguenti è sicuramente vera? A) Non avevamo fame, ma siamo andati ugualmente in pizzeria; B) Siamo andati in pizzeria, ma non è detto che avevamo fame; C) Siamo andati in pizzeria, dunque è sicuro che avevamo fame; D) Siamo andati in pizzeria, ciò significa che non abbiamo avuto fame; E) Non siamo andati in pizzeria nonostante la fame. Spiegazione del quesito dello scorso mese Se Alessandra andrà all appuntamento, allora la verità verrà a galla. Se questa affermazione è vera, quale tra le seguenti è sicuramente vera? a) Alessandra non è andata all appuntamento, dunque la verità non è venuta a galla; b) La verità è venuta a galla, dunque Alessandra è andata all appuntamento; c) La verità è venuta a galla, dunque Alessandra non è andata all appuntamento; d) Alessandra è andata all appuntamento ma la verità non è venuta a galla; e) La verità non è venuta a galla, quindi Alessandra non è andata all appuntamento. Nel testo della domanda è presente l enunciato condizionale Se Alessandra andrà all appuntamento, allora la verità verrà a galla. Designiamo ora i singoli enunciati mediante le lettere dell alfabeto: Alessandra andrà all appuntamento: A la verità verrà a galla: B Il condizionale proposto può essere così trasformato nella seguente formula logica: A B (che si legge se A, allora B). Condizionali del tipo se A allora B esprimono sempre una condizione sufficiente. Per risolvere questa tipologia di quesiti è fondamentale tenere a mente che l unica cosa certa che si può desumere da A B è B A (che si legge se non B, allora non A): occorre cioè cambiare l ordine tra antecedente e conseguente e modificare contestualmente il loro valore di verità per ottenere una deduzione sempre certa. Nel nostro caso solo l opzione E (La verità non è venuta a galla, quindi Alessandra non è andata all appuntamento, cioè B A ) presenta l unica affermazione corretta.

22 Pagina 22 Trova l errore DODO: - Stasera ti và di andare al cinema? WANDA : -Si, ma solo se ceniamo in quel posticino lì affianco. DODO :-Siamo daccordo, però offri tu! WANDA :-Sei irrecuperabbile, tu e il tuo braccino corto! Sara ha dimenticato di segnarsi il tuo numero, chiamala tu e dagli anche il mio recapito, così può rintracciarmi quando vuole. Senti a me, quella è una situazione che va evitata. MASSIMA LATINA Rem tene, verba sequuntur Rompicapo Matematico In queste griglie figurano i segni aritmetici di alcune operazioni e tre numeri. Siete in grado di completare le griglie in modo tale che in orizzontale e in verticale le sei operazioni risultino corrette? 6 + = 7 + = : - : - 1 = = = = = = = = + = 5 = 8

23 Pagina 23 Trova l errore Spiegazione del quesito dello scorso mese Non ti preoccupare. Esci le chiavi e ti sposto io il motorino! Crede che è meglio essere leali e dire loro la verità, anche se risulterebbe impopolare. Lo scorso weekend siamo stati a Firenze; in poche ore siamo riusciti a visitare: gli Uffizi, S. Maria Novella e la Galleria dell Accademia. Frasi corrette Non ti preoccupare. Tira fuori le chiavi e ti sposto io il motorino! Crede che sia meglio essere leali e dire loro la verità, anche se dovesse risultare impopolare. Lo scorso weekend siamo stati a Firenze; in poche ore siamo riusciti a visitare gli Uffizi, S. Maria Novella e la Galleria dell Accademia. Spiegazione Nella frase numero 1 il verbo uscire è usato in modo scorretto perché è intransitivo e non può quindi reggere un complemento oggetto. Nella seconda frase è inopportuno l utilizzo dell indicativo dopo il verbo crede che introduce un pensiero soggettivo e del condizionale dopo il se. Nella terza affermazione l errore consiste nella collocazione dei due punti, poiché non è lecito separare con un segno di interpunzione il complemento oggetto dal verbo. Proverbio Latino Nisi exerceas memoriam, minueris Nisi exerceas memoriam, minuitur La persona richiesta dal verbo della seconda proposizione è la terza singolare, ovvero minuitur.

24 Messina Redazione Rizómata IBIS Tel Fax: Catania

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