MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO"

Transcript

1 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO (In attuazione dei disposti del Decreto Legislativo n. 231 del e successive modifiche ed integrazioni) Approvato da: Consiglio di Amministrazione 26 marzo 2015 Data 1

2 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 [Questa pagina è stata lasciata volutamente bianca] 2

3 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 INDICE SEZIONE I Parte generale 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO pag Premessa pag Scopo del documento pag Contenuti del documento pag Destinatari pag Impegno della Società pag Responsabilità nella gestione del Modello pag ORGANISMO DI VIGILANZA E SUA OPERATIVITA pag Struttura di attuazione pag Statuto dell Organismo di Vigilanza pag. 16 Articolo 1 Nomina e composizione dell OdV pag. 16 Articolo 2 Funzionamento dell OdV pag. 18 Articolo 3 Compiti ed attività dell OdV pag. 19 Articolo 4 Reporting pag. 10 Articolo 5 Segnalazioni all OdV pag. 21 Articolo 6 Sanzioni pag. 22 Articolo 7 Disposizioni transitorie e finali pag SISTEMA DISCIPLINARE pag Riferimenti puntuali del Decreto pag Impegno della Società pag Provvedimenti per inosservanze da parte dei dipendenti pag Definizioni pag Obblighi pag. 31 SEZIONE II Struttura organizzativa e Mappatura dei Rischi 04 MAPPATURA DEI RISCHI pag Metodologia pag Attività a Rischio pag Mappatura delle aree a rischio Reato pag. 42 SEZIONE III Disposizioni a carattere generale e regolamentari 05 CODICE ETICO pag Codice Etico pag Protocolli, Procedure e Disposizioni varie pag Protocolli, Procedure e Disposizioni varie pag. 52 SEZIONE IV Allegati 07 ALLEGATI pag Allegato 1: Elenco Reati presi in considerazione dal D.Lgs. 231/2001 pag Allegato 2: Protocolli ad oggi implementati pag

4 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 [Questa pagina è stata lasciata volutamente bianca] 4

5 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 5

6 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 [Questa pagina è stata lasciata volutamente bianca] 6

7 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/ PREMESSA Il presente documento, denominato Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (di seguito il Modello ), è redatto in attuazione dei disposti degli artt. 6 comma 1 lettere a) e b) e comma 2, art 7 comma 2 e 3 del Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 e successive modifiche ed integrazioni (di seguito il Decreto ). Esso è stato elaborato sulla base di un analisi dell operatività aziendale e dei rischi ad essa connessi, utilizzando le Linee guida per la costituzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo e D.Lgs. n. 231/2001 di Confindustria approvate il 7 aprile 2002 come successivamente aggiornate. Il Modello è stato approvato per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione della Esaote Spa (in seguito, la Società ) con delibera del 17 settembre 2004 e successivamente modificato ed integrato con successive delibere del Consiglio di Amministrazione. In quanto tale, costituisce un atto societario formale, valido ed efficace all interno dell organizzazione aziendale della Società. Il Gruppo Esaote è uno dei principali produttori mondiali di apparecchiature biomedicali (in particolare, ultrasuoni, risonanza magnetica dedicata e software di gestione del processo diagnostico). La società opera nelle seguenti aree del mercato delle tecnologie medicali: Ultrasuoni: in questo settore l azienda svolge attività di studio, progettazione, produzione e commercializzazione di ecografi, carrellati e portatili. Gli ultrasuoni ad uso diagnostico costituiscono il core business del Gruppo e coprono un'ampia gamma di applicazioni cliniche, dall'ortopedia al general imaging, anestesia loco-regionale, pronto soccorso, chirurgia interventistica, women s health, screening cardiovascolare e medicina generale. Risonanza Magnetica Dedicata: Esaote è stata la prima azienda a sviluppare sistemi RM dedicati per l'imaging del ginocchio, della spalla e degli arti ed oggi è leader in questo settore, con oltre 2400 sistemi di risonanza installati in tutto il mondo, in grandi ospedali come in cliniche private, centri di medicina dello sport, laboratori di reumatologia e reparti traumatologici. Esaote ha inoltre sviluppato un innovativo sistema di risonanza magnetica dedicato alla colonna vertebrale in ortostasi. Sistemi diagnostici a ultrasuoni e a RM dedicata VET: Esaote è il principale produttore di sistemi di imaging per diagnostica veterinaria a livello mondiale, in grado di offrire tecnologie e funzionalità all avanguardia per fornire risultati clinici di livello avanzato in tutte le modalità e le applicazioni veterinarie. Cardiologia non-imaging: nel settore cardiovascolare (con apparecchiature quali ad esempio: defibrillatori, prove da sforzo, sistemi di monitoraggio, holter ecg e pressorio) Esaote commercializza apparecchiature di diagnostica funzionale e soluzioni software per la gestione di segnali elettrofisiologici, sviluppate da aziende partner. Information technology: Esaote è protagonista nell information technology con la controllata Ebit, che opera nella progettazione, sviluppo, distribuzione e commercializzazione di sistemi hardware/software dedicati alla gestione enterprise-wide del flusso di lavoro in Radiologia e Cardiologia, implementando le più sofisticate soluzioni di refertazione strutturata, analisi e processing 3D/4D e tecnologie Mobile. Attraverso Pie Medical Imaging, Esaote è leader mondiale nella produzione di software di analisi quantitativa (piattaforma CAAS) e, 7

8 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01. grazie all'acquisizione di 3mensio Medical Imaging, Esaote oggi produce una completa piattaforma software per gestire le più innovative tecniche di Structural Heart e Analisi Endovascolare. Interventistica: Esaote è entrata in questo settore già nel 2004 sviluppando un sistema di fusion imaging, che permette di confrontare immagini US e di TC/RM in tempo reale. Nel 2010, in joint-venture con E.En, Esaote ha sviluppato il primo sistema medicale al mondo che integra laser ed ultrasuoni, per il trattamento mini-invasivo delle patologie in campo oncologico. Oggi il Gruppo intende rafforzare la sua posizione anche in questo settore, espandendo la sua area di interesse dalla diagnosi e la prevenzione alla terapia e al follow-up. 8

9 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/ SCOPO DEL DOCUMENTO Il Modello è uno strumento organizzativo e gestionale finalizzato alla prevenzione degli atti illeciti previsti dal Decreto CONTENUTI DEL DOCUMENTO Il Modello è l insieme organico e sistematico delle seguenti nove Parti, articolate in sezioni: Numero della Parte Titolo della Parte 01 Presentazione del Modello 02 Organismo di Vigilanza e sua operatività 03 Sistema Disciplinare 04 Mappatura dei Rischi 05 Codice Etico 06 Protocolli, Procedure e Disposizioni generali DESTINATARI In base ai disposti del Decreto (Art. 5, comma 1, lettere a) e b.)) sono identificati quali Destinatari del Modello: a) soggetti apicali: i soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della Società o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale; nonché i soggetti che esercitano anche di fatto la gestione ed il controllo della stessa 1 ; b) soggetti sottoposti: i Soggetti sottoposti alla direzione o vigilanza di uno dei soggetti di cui alla precedente lettera a). La Società è inoltre impegnata alla progressiva estensione al rispetto delle disposizioni del Codice Etico, laddove applicabili, a tutti i soggetti anche esterni alla Società (Clienti, Fornitori, Consulenti, etc.), diversi da quelli individuati ai precedenti punti a) e b), nell ambito delle loro relazioni di lavoro e/o d affari a qualsiasi titolo instaurate con la Società. In relazione alle azioni di comunicazione e formazione al personale della Società e diffusione all esterno, si rinvia al successivo par al punto 2. 1 e.g. gli Amministratori, i procuratori e/o i Soggetti delegati dalla Società allo svolgimento di incarichi e/o mansioni che impegnino la stessa. 9

10 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/ IMPEGNO DELLA SOCIETÀ 1. Sull adozione e sull efficace attuazione del Modello In esecuzione di quanto disposto dagli artt. 6 e 7 del Decreto, la Società è impegnata a: a) introdurre e rendere operativo in azienda un modello organizzativo idoneo a: 1. prevenire gli atti illeciti ed i reati della fattispecie di quelli previsti dal Decreto; 2. garantire lo svolgimento delle attività e delle operatività sociali nel rispetto della Legge; 3. individuare ed eliminare le situazioni di rischio connesse allo svolgersi delle attività. b) Affidare il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del Modello ad un organismo della Società, nominato dal Consiglio di Amministrazione, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo. c) Assicurare che non vi sia omessa od insufficiente vigilanza in merito all applicazione ed all osservanza dei dispositivi del Modello. d) Prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni della Società in relazione ai reati da prevenire. e) Individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di reati. f) Prevedere obblighi di informazione nei confronti dell Organismo di Vigilanza, finalizzati a supportarne l efficacia d azione. g) Introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto dei protocolli interni previsti dal Modello. h) Verificare con cadenza periodica le eventuali necessità di modifica, revisione o integrazione del Modello. La Società si adopera, inoltre, affinché, nella formalizzazione dei rapporti interni ed esterni alla medesima - ove stimato necessario - siano inserite idonee clausole contrattuali che richiamino il rispetto degli standard inseriti nel presente documento. 2. Diffusione e formazione ai Destinatari La Società è impegnata a dare adeguata diffusione del Modello, garantendone l accesso a tutti i Destinatari, secondo le modalità che si riterranno più opportune. La Società altresì si attiva per informare, formare e sensibilizzare tutti i Destinatari in ordine al contenuto dispositivo permanente del Modello. Inoltre, verso l esterno, la Società è impegnata a dare adeguata diffusione della notizia di delibera del nuovo Modello, tramite pubblicazione della stessa sul sito internet ufficiale della società. 10

11 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 3. Costante Revisione In applicazione degli enunciati di cui al punto 1., lettere a) ed h) del presente articolo, la Società si impegna nel costante riesame del contenuto del Modello, tanto in virtù degli adeguamenti richiesti dall eventuale ampliamento dell ambito di efficacia delle norme di riferimento, quanto in relazione alla modifica, ampliamento e/o diversificazione delle attività e delle operatività aziendali. 4. Applicazione del principio della Costante Revisione La responsabilità della costante Revisione del Modello è propria del Consiglio di Amministrazione RESPONSABILITÀ NELLA GESTIONE DEL MODELLO Le responsabilità inerenti le attività di gestione, applicazione, monitoraggio, revisione e diffusione del Modello, fatti salvi gli obblighi di collaborazione reciproca, è propria dei seguenti soggetti: 1. Organismo di Vigilanza (di seguito l OdV ), con responsabilità di vigilare affinché il Modello sia: (a) adeguato ed efficace, ossia idoneo a prevenire la commissione dei reati in relazione alla struttura della Società; (b) effettivo, ossia divulgato ed efficacemente osservato ed attuato da parte dei dipendenti, degli Organi Sociali, dei consulenti e degli altri soggetti a cui il Modello si indirizza; (c) aggiornato, ossia sempre coerente con l assetto della Società e con le normative sopravvenute. 2. Incaricato dall Organismo di Vigilanza (di seguito il Incaricato ), con responsabilità di: - Eseguire gli incarichi delegati e/o commissionati dall OdV. - Informare l OdV delle attività svolte in esecuzione dell incarico o delle attività delegate e/o commissionate. 3. Consiglio di Amministrazione (di seguito CdA ), con le seguenti responsabilità: - Ricevere informativa periodica sull adeguatezza ed il funzionamento del Modello, assicurando che i principali rischi siano costantemente identificati e gestiti in modo adeguato. - Deliberare e disporre sugli emendamenti, ampliamenti e revisioni del Modello. - Provvedere alla nomina del sostituito del membro dell OdV dimissionario. 4. Collegio Sindacale, (di seguito CS ) con responsabilità di: - Ricevere dall OdV le segnalazioni e le analisi periodiche riguardanti il Modello prodotte. 5. Amministratore Delegato, (di seguito AD ) con responsabilità di: - Ricevere le segnalazioni e le analisi periodiche riguardanti il Modello prodotte dall OdV. - Eseguire i compiti delegati dal CdA nei limiti dei poteri definiti nella delega. 6. Responsabile della Funzione Risorse Umane, con responsabilità di: - Applicare ovvero affiancare i soggetti deputati all applicazione delle sanzioni disciplinari previste per gli inadempimenti ai contenuti dispositivi del Modello (Parte 03 Sistema Disciplinare). 11

12 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 - Gestire le eventuali relazioni con le Organizzazioni Sindacali e di categoria, derivanti dalla applicazione del Sistema Disciplinare del Modello. - Assistere la Società nella gestione delle eventuali istanze di contenzioso che dovessero procedere dall applicazione del Sistema Disciplinare del Modello. - Assistere l OdV nella definizione, predisposizione ed attuazione dei piani di informazione e formazione relativi alla diffusione dei principi del Modello. 7. Compliance Officer, con responsabilità di: - assicurare la conoscenza, il rispetto e il monitoraggio di qualsiasi normativa applicabile attraverso la realizzazione di strumenti per la gestione dei rischi giuridici; - individuare le priorità per la revisione e l'aggiornamento delle policies e delle procedure di compliance, al fine di evitare violazioni o qualsiasi altro comportamento contrario alle norme aziendali; - periodicamente riferire e fornire informazioni adeguate sulle questioni di compliance agli organi sociali, compresi i Sindaci e il Comitato Compliance e Audit; - garantire il supporto legale necessario per l applicazione delle previsioni del Modello Organizzativo 231, fornendo assistenza all'organismo di Vigilanza 231 nella gestione delle attività di revisione e di aggiornamento dello stesso in coordinamento con le altre unità aziendali; - gestire le attività anti-corruzione, fornendo il supporto necessario per l'attuazione della Management System Guideline, le relative procedure anti-corruzione e ogni altro regolamento/procedura volto a prevenire eventuali comportamenti illeciti (in particolare relativa al D.Lgs.231, FCPA e Bribery Act); - fornire linee guida, report e avvisi relativi all'attuazione delle policies e delle procedure di conformità adottate dalla società, in coordinamento con le altre unità di business; - prestare sostegno alle iniziative di comunicazione e formazione, in coordinamento con le altre unità di business, e fornire assistenza in progetti di sostenibilità soprattutto relativi a questioni di compliance ed etica; - monitorare l'attuazione dei programmi di compliance e le attività necessarie per la revisione e l'aggiornamento dei Modelli 231/compliance program delle altre società del Gruppo, in linea con le policies e le linee guida di gruppo. 8. Chief Internal Auditor, con responsabilità di: - assicurare la corretta individuazione e gestione dei rischi; - garantire l interazione tra le varie funzioni; - assicurare l accuratezza, affidabilità, esaustività, puntualità e tracciabilità delle informazioni finanziarie, gestionali e operative; - garantire che le tutte le attività siano conformi alle politiche, agli standard e alle procedure aziendali; - monitorare che le risorse vengano acquisite secondo principi di economicità, utilizzate in maniera efficiente e adeguatamente preservate; - garantire che vengano raggiunti gli obiettivi in conformità con i paini e i programmi aziendali; - garantire che i processi operativi siano funzionali alla realizzazione degli obiettivi strategici, operativi e finanziari; - garantire che I processi di controllo siano ispirati alla qualità e al miglioramento continuo; - garantire che le principali problematiche regolatorie che impattano sulle attività aziendali siano correttamente individuate e gestite. 12

13 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 9. Destinatari, con responsabilità di: - Applicare i disposti del Modello. - Collaborare con l OdV nel processo di verifica e monitoraggio delle attività correnti. 13

14 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 Parte 02 ORGANISMO DI VIGILANZA E SUA OPERATIVITA 14

15 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 [Questa pagina è stata lasciata volutamente bianca] 15

16 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/ STRUTTURA DI ATTUAZIONE Il Modello della Società, come approvato dal Consiglio di Amministrazione (d ora in poi CdA ) prevede l istituzione di un Organismo di Vigilanza (d ora in poi OdV ). L istituzione e la nomina di un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo costituisce, infatti, requisito indefettibile di un Modello, ai sensi degli artt. 6 e 7 del D. Lgs. 231/2001. L OdV opera secondo modalità e termini indicati nello Statuto e nel Regolamento dell Organismo di Vigilanza di ESAOTE Spa di seguito riportati STATUTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Il Modello di organizzazione, gestione e controllo (il Modello ) di Esaote S.p.A. ( Esaote ovvero la Società ), come approvato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 17 settembre 2004, con le successive integrazioni e modificazioni, ha previsto l istituzione e nomina di un Organismo di Vigilanza (l ODV ) quale organo societario. L istituzione e la nomina di un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo costituisce, infatti, requisito indefettibile di un Modello, ai sensi degli artt. 6 7 del D. Lgs. 231/2001 recante la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 (di seguito il Decreto ). Considerato il disposto dell art. 6 del Decreto nonché le più significative pronunce giurisprudenziali intervenute sul tema, il Consiglio di Amministrazione della società, nell ambito delle attività di aggiornamento e revisione da ultimo avviate, ritiene che l ODV di Esaote debba avere una struttura collegiale e comprenda anche componenti esterni, dotati di specifiche competenze in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. In considerazioni di quanto sopra, la soluzione ottimale e necessaria a presidiare adeguatamente il Modello, per una realtà societaria delle dimensioni di Esaote è così quella di prevedere un ODV collegiale composto da membri esterni, o misti ma con Presidente esterno. In ogni caso, i componenti dell ODV potranno nominare dei referenti all interno della struttura aziendale, al fine di garantire un adeguato flusso informativo e continuità dell azione all interno della Società. In considerazione di quanto sopra, il presente Statuto disciplinerà la composizione, la struttura e il funzionamento dell ODV. ************* ARTICOLO 1 NOMINA E COMPOSIZIONE DELL ODV 1.1 COMPOSIZIONE E REQUISITI DEI COMPONENTI DELL ODV L ODV ha una struttura collegiale di tre componenti, oltre ad un Segretario individuato direttamente dall ODV, il quale svolgerà l incarico di coordinamento delle attività. Il Presidente dell ODV dovrà essere, in ogni caso, un soggetto esterno alla Società. I componenti dell ODV, ed in particolare, i componenti esterni, dovranno altresì possedere adeguate professionalità e comprovate esperienze in materia giuridica, in ogni caso idonee allo svolgimento di attività ispettive e di controllo nei diversi ambiti organizzativi. 16

17 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 Tutti i componenti dovranno avere specificamente competenza nelle materie previste dal Decreto. Non potranno far parte dell ODV soggetti: (i) nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna o decreto penale di condanna, ancorché non ancora passati in giudicato, per uno dei reati previsti dal Decreto (e sue successive modifiche ed integrazioni), ovvero per reati a danno o comunque contro lo Stato, Stati esteri, Comunità Europea o Pubblica Amministrazione, nonché contro l ordine e la sicurezza pubblica, la fede pubblica, la persona, il patrimonio e comunque per qualsivoglia reato che possa incidere sulla moralità professionale; (ii) che siano sottoposti ad indagini da parte della Autorità Giudiziaria per reati previsti dal Decreto, per reati a danno o comunque contro lo Stato, Stati esteri, Comunità o Pubblica Amministrazione ovvero per qualsivoglia reato che incida sulla moralità professionale; (iii) che siano sottoposti a misure di prevenzione disposte dall Autorità Giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n o della legge 31 maggio 196, n. 575 e successive modificazioni o integrazioni; (iv) che si trovino nelle ipotesi prevista dall art codice civile; (v) che si trovino in conflitto di interesse con la Società. Le predette circostanze costituiscono cause di ineleggibilità e, ove sopravvenute alla nomina, comportano l immediata revoca dell incarico. Oltre a quanto sopra, i componenti dell ODV dovranno, inoltre, possedere requisiti di onorabilità e professionalità come delineati nelle Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 elaborate da Confindustria in data 7 marzo 2002 e successive integrazioni e modificazioni e come richiesto alla stregua delle recenti interpretazioni giurisprudenziali nella materia, qualora maggiormente restrittivi. La composizione dell ODV, nel rispetto dei requisiti di indipendenza, onorabilità ed elevata professionalità, enunciati nel presente Statuto, garantisce nella sua collegialità un effettiva imparzialità dell ODV. Il requisito dell autonomia comporta che l ODV sia dotato di effettivi poteri di ispezione e di controllo, di possibilità di accesso alle informazioni rilevanti, di adeguate risorse finanziarie ed inoltre possa avvalersi di risorse tecniche ed umane di supporto alle sue attività. Il requisito della continuità d azione comporta che l ODV debba assicurare un funzionamento costante nel tempo, in continua interazione con gli organismi amministrativi e di controllo della Società. 1.2 NOMINA, DURATA E REVOCA I componenti dell ODV sono nominati con delibera del Consiglio di Amministrazione. Resta inteso che i componenti dell ODV dovranno tempestivamente informare il Consiglio di Amministrazione della sopravvenienza di cause di ineleggibilità come sopra individuate. L accertamento della sussistenza delle condizioni predette viene realizzato mediante acquisizione da parte del Consiglio di adeguata documentazione quale, a titolo esemplificativo circa l insussistenza delle cause di ineleggibilità. I componenti dell ODV restano in carica per un periodo determinato con la delibera di nomina da parte del Consiglio di Amministrazione e comunque per un periodo non inferiore a tre esercizi. Al termine di tale periodo, sono rinominabili. Qualora, prima della scadenza del predetto termine, uno dei componenti dell ODV cessi, per qualsiasi motivo, dalla sua carica, il Consiglio di Amministrazione provvede alla nomina di un soggetto dotato dei requisiti come sopra descritti, idoneo a ricoprire il ruolo rimasto vacante. 17

18 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 Nel caso di cessazione di un componente esterno alla Società, questi dovrà essere sostituito da altro componente esterno alla Società. Il Consiglio di Amministrazione deve procedere alla revoca di uno o più componenti dell ODV quando: (i) sopravvengano le circostanze indicate al precedente 1.2 quali cause di ineleggibilità; (ii) siano accertati gravi inadempimenti, la prolungata inattività o il mancato esercizio delle proprie funzioni, la violazioni del Regolamento o del Modello. Il Consiglio di Amministrazione può procedere alla revoca di uno o più membri dell ODV quando sussista una giusta causa. Ai componenti dell ODV viene riconosciuto un compenso, da determinarsi con delibera del Consiglio d Amministrazione. Tale compenso è intangibile ed è commisurato al ruolo ed alle competenze dei membri nominati. ARTICOLO 2. FUNZIONAMENTO DELL ODV ************* 2.1 AUTONOMIA FINANZIARIA All ODV è attribuito un budget annuale stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Società e necessario per garantire lo svolgimento dei suoi compiti in piena autonomia ed indipendenza. Detto budget può essere integrato su motivata richiesta dell ODV per far fronte ad impreviste ed improcrastinabili esigenze particolari. 2.2 RIUNIONI L ODV si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta di ciascuno dei componenti, sempre mediante lettera trasmessa a cura del Segretario. Le riunioni hanno cadenza almeno trimestrale, salvo tempi maggiormente ravvicinati tutte le volte che si rende necessario l intervento dell ODV medesimo o è consigliato da ragioni di opportunità. Per le convocazioni non è prevista alcuna particolare formalità. Delle riunioni dell ODV viene redatto verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, da trascriversi in apposito libro da tenersi, a cura del Segretario e sempre a disposizione degli organi societari. Alle riunioni sono invitati a partecipare i soggetti, interni o esterni alla Società, che l ODV ritenga idonei a fornire apporti utili in relazione agli specifici argomenti e tematiche oggetto di esame, ed in particolare i soggetti in posizione apicale all interno della Società responsabili delle principali funzioni aziendali. 2.3 QUORUM COSTITUTIVO E DELIBERATIVO Le riunioni dell ODV sono validamente costituite con la presenza di almeno due componenti. Le riunioni dell ODV possono essere tenute anche con partecipazione a mezzo di audioconferenza, videoconferenza e tele-conferenza, a condizione: (a) che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente ovvero dal Segretario; e (b) che sia loro consentito di seguire la discussione e di intervenire in tempo reale. L ODV delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti e nel caso in cui la riunione fosse costituita con la presenza di due componenti, sarà necessario il voto favorevole di entrambi. Le decisioni assunte dall ODV in conformità a quanto precede sono insindacabili. 18

19 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/ MODALITÀ OPERATIVE DELL ODV Nell espletamento dei propri compiti l ODV si coordina e si avvale stabilmente della collaborazione della funzione aziendale Internal Audit, se prevista e nominata, in quanto dotata di specifiche competenze in tema di attività ispettiva, di tecniche di analisi e valutazione dei rischi, anche gestionali, di tecniche di intervista dei soggetti in posizione apicale. L ODV può, inoltre, avvalersi dell apporto di ulteriori soggetti individuati all interno della Società per la loro specifica competenza e conoscenza nonché di consulenti esterni ed indipendenti, nel rispetto delle disponibilità finanziarie indicate al precedente art È inteso che resta preclusa all ODV ogni ingerenza sulle attività di gestione della Società. ************* ARTICOLO 3. COMPITI ED ATTIVITA DELL ODV 3.1 COMPITI L ODV è dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo. Ad esso è affidato, in particolare, il compito di vigilare affinché il Modello sia: (a) adeguato ed efficace, ossia idoneo a prevenire la commissione dei reati in relazione alla struttura della Società; (b) effettivo, ossia divulgato ed efficacemente osservato ed attuato da parte dei dipendenti, degli Organi Sociali, dei consulenti e degli altri soggetti a cui il Modello si indirizza; (c) aggiornato, ossia sempre coerente con l assetto della Società e con le normative sopravvenute. 3.2 ATTIVITÀ (a) Per l espletamento dei compiti di cui al precedente punto 3.1.(a), l ODV provvede a: 1) interpretare la normativa rilevante e le applicazioni giurisprudenziali del Decreto, anche inviando newsletters alla Società; 2) condurre ricognizioni sull'attività aziendale e coordinarsi con le funzioni aziendali, anche ai fini dell'aggiornamento della mappatura delle attività sensibili e dei relativi processi; 3) esprimere periodicamente, sulla base delle risultanze emerse dalle attività di verifica e controllo, una valutazione sull adeguatezza del Modello rispetto alle prescrizioni del Decreto ed ai principi di riferimento, nonché sull operatività dello stesso. L ODV può richiedere alla Società accesso alla documentazione rilevante ai fini della valutazione dell adeguatezza del Modello. L ODV deve essere aggiornato dai responsabili di funzione, e più in generale, dai soggetti in posizione apicale, dotati di autonomia finanziaria e funzionale, circa le attività della Società che possano incidere sulla mappatura delle aree di rischio ex art. 6, comma 2 del Decreto e circa l attuazione del Modello nella propria area di competenza. L ODV deve, inoltre, tramite un componente delegato, essere tempestivamente informato della convocazione e dei punti posti all ordine del giorno della riunione di Consiglio di Amministrazione, dell assemblea degli azionisti o del Collegio Sindacale affinché, se del caso, vi possa prendere parte, in qualità di uditore. (b) Per l espletamento dei compiti di cui al precedente punto 3.1.(b), l ODV provvede a: 1) promuovere e sovrintendere la realizzazione di iniziative formative ed informative in materie regolate dal Decreto e dal Modello della Società al fine di garantire la necessaria sensibilizzazione di tutti i soggetti aziendali e le conoscenze di base della normativa di cui al Decreto e successive modifiche ed integrazioni; 2) monitorare le iniziative per la diffusione della conoscenza e della comprensione dei principi del Modello; 19

20 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs 231/01 3) effettuare verifiche mirate - programmate ovvero senza preavviso - sulle operazioni o atti posti in essere dalla Società e regolati dal Modello; 4) raccogliere, elaborare e conservare con l ausilio delle funzioni aziendali - le informazioni rilevanti in ordine al rispetto del Modello, nonché aggiornare la lista di informazioni che devono essere trasmesse o tenute a disposizione dell ODV. (c) Per l espletamento dei compiti di cui al precedente punto 3.1.(c), l ODV provvede a: 1) coordinarsi con le funzioni aziendali (anche attraverso apposite riunioni) per valutare le eventuali esigenze di aggiornamento del Modello; 2) indicare, in relazione a tali valutazioni, le azioni necessarie per la concreta implementazione di esse; 3) verificare l effettiva funzionalità delle soluzioni/azioni correttive proposte. 3.3 FACOLTÀ DELL ODV Nell ambito e nei limiti delle finalità della propria attività, l ODV può richiedere copia della rilevante documentazione aziendale, ivi compresi i verbali delle Assemblee, delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale. I componenti dell ODV, o un suo componente precedentemente delegato, possono assistere alle convocazioni dell'assemblea, sia essa ordinaria o straordinaria, ed alle riunioni del Consiglio di Amministrazione o del Collegio Sindacale. In nessun caso, i componenti dell'odv hanno il potere di intervenire esprimendo pareri sulle decisioni aziendali e più in generale sulle decisioni di carattere e natura gestionale, prese all'interno di questi organi. ARTICOLO 4. REPORTING 4.1 L ODV riferisce al Consiglio di Amministrazione e relaziona quest ultimo circa l esito della propria attività con cadenza periodica e, comunque, almeno una volta all anno. Tale relazione annuale dovrà essere inoltrata anche al Presidente del Collegio Sindacale ed al Presidente del Comitato Compliance. L ODV riferisce al Consiglio di Amministrazione immediatamente in caso di urgenza o su richiesta dello stesso. Inoltre nei casi in cui l ODV riscontri gravi elementi di criticità nel Modello o nella sua attuazione oppure nei casi in cui lo ritenga opportuno l ODV può rivolgersi direttamente all Amministratore Delegato. 4.2 In particolare, ogni relazione avrà ad oggetto: 1) l'attività svolta, indicando in particolare i controlli effettuati e l esito degli stessi e l eventuale aggiornamento dei processi strumentali; 2) le eventuali criticità (e suggerimenti per il miglioramento) emerse sia in termini di comportamenti o eventi interni, sia in termini di completezza ed efficacia del Modello; 3) gli interventi correttivi e migliorativi pianificati ed il loro stato di realizzazione per il successivo periodo. 4.3 Con cadenza annuale, l ODV redige un piano delle attività previste per l anno successivo (il Piano di Attività ). 20

SISTEMA SANZIONATORIO

SISTEMA SANZIONATORIO Sommario Introduzione... 2 Le violazioni e le misure disciplinari... 2 SISTEMA SANZIONATORIO PER I LAVORATORI DIPENDENTI... 3 LAVORATORI DIPENDENTI NON DIRIGENTI (QUADRI, IMPIEGATI, OPERAI)... 3 DIRIGENTI...

Dettagli

ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE

ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE ARCESE TRASPORTI S.P.A. Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 CODICE DISCIPLINARE ELENCO DELLE REVISIONI REV. DATA DESCRIZIONE APPROVAZIONE 00 28/07/15 Codice _Disciplinare

Dettagli

DOCUMENTAZIONE DEL SISTEMA QUALITA' MODELLO DI PREVENZIONE REATI EX D.LGS. 231/01. Modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.

DOCUMENTAZIONE DEL SISTEMA QUALITA' MODELLO DI PREVENZIONE REATI EX D.LGS. 231/01. Modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs. 231/2001 e s.m.i. DOCUMENTAZIONE DEL SISTEMA QUALITA' MODELLO DI PREVENZIONE REATI EX D.LGS. n/a n/a n/a n/a 1 5/05/09 Emissione MCK MCK n/a Canetta Rev. Data Descrizione Redatto Verificato Approvato RC Committente: Codice

Dettagli

CODICE DISCIPLINARE Effetti s.r.l.

CODICE DISCIPLINARE Effetti s.r.l. CODICE DISCIPLINARE Effetti s.r.l. Approvato all unanimità dagli Amministratori con decisione del 21 aprile 2009 SOMMARIO Art. 1 PREMESSA Art. 2 ILLECITI DISCIPLINARI E CRITERI SANZIONATORI Art. 3 LAVORATORI

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231

Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Sistema Disciplinare relativo al MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers. 2.0 approvato dal CdA il 21/01/2015

Dettagli

CODICE DISCIPLINARE. Art. 48 AMMONIZIONI SCRITTE, MULTE E SOSPENSIONI

CODICE DISCIPLINARE. Art. 48 AMMONIZIONI SCRITTE, MULTE E SOSPENSIONI Pag. 1 di 5 Con la presente si informa il lavoratore su alcuni aspetti tratti dal contratto collettivo nazionale di categoria: Art. 47 PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI L inosservanza, da parte del lavoratore,

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE. Sistema di Gestione della Responsabilità Amministrativa (Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Dlgs 231/01) Pagina

SISTEMA DISCIPLINARE. Sistema di Gestione della Responsabilità Amministrativa (Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Dlgs 231/01) Pagina (Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Dlgs 231/) 1 di 16 16/12/23 REVISIONE ex Dlgs 231/ (Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Dlgs 231/) 2 di 16 16/12/23 REVISIONE Indice 1.

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE IL REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE IL REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE IL REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA INDICE Definizioni.3 I. Premesse.4 1. Nomina e composizione dell Organismo.6 2. Durata dell incarico e sostituzione dei componenti

Dettagli

approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 31 luglio 2014

approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 31 luglio 2014 SISTEMA SANZIONATORIO E approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 31 luglio 2014 Pag. 1 di 15 Indice 1. Ambito di applicazione... 3 2. Linee guida... 4 3. Sanzioni per il personale dipendente.

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE RELATIVO ALL APPLICAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA. SIBELCO ITALIA S.p.a.

SISTEMA DISCIPLINARE RELATIVO ALL APPLICAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA. SIBELCO ITALIA S.p.a. SISTEMA DISCIPLINARE RELATIVO ALL APPLICAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA SIBELCO ITALIA S.p.a. SOMMARIO I. INTRODUZIONE.- I. 1. Il Modello di Organizzazione, Gestione

Dettagli

AVVISO PUBBLICO RELATIVO ALLA ADOZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE AZIENDALE AI SENSI DEL D. LGS. N 231/01, DA PARTE DELLA SOCIETA. EUROFORMAGGI S.r.l.

AVVISO PUBBLICO RELATIVO ALLA ADOZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE AZIENDALE AI SENSI DEL D. LGS. N 231/01, DA PARTE DELLA SOCIETA. EUROFORMAGGI S.r.l. AVVISO PUBBLICO RELATIVO ALLA ADOZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE AZIENDALE AI SENSI DEL D. LGS. N 231/01, DA PARTE DELLA SOCIETA EUROFORMAGGI S.r.l. Con il presente avviso pubblico reso per via multimediale

Dettagli

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001 GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA ex D.Lgs. n. 231/2001 Approvato dal consiglio di amministrazione in data 31 luglio 2014 INDICE ARTICOLO 1 - SCOPO ED AMBITO DI APPLICAZIONE... 3 ARTICOLO

Dettagli

Codice Etico. ai sensi del D.Lgs. 231/01e s.m.i. Porto Antico di Genova S.p.A. Edizione 11 novembre 2013

Codice Etico. ai sensi del D.Lgs. 231/01e s.m.i. Porto Antico di Genova S.p.A. Edizione 11 novembre 2013 ai sensi del D.Lgs. 231/01e s.m.i. Porto Antico di Genova S.p.A. Edizione 11 novembre 2013 INTRODUZIONE... 2 1.1. Il Codice Etico di Porto Antico di Genova S.p.A.... 2 1.2 Destinatari del Codice Etico...

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A.

SISTEMA DISCIPLINARE. Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. SISTEMA DISCIPLINARE Venis Venezia Informatica e Sistemi S.p.A. Versione: 3.0 Approvato con determinazione dell Amministratore Unico il 7 novembre 2014 MO231 - pag. 1 di 5 SISTEMA DISCIPLINARE 1. PREMESSA

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE EX D.LGS 231/01. VICINI S.p.A.

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE EX D.LGS 231/01. VICINI S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE EX D.LGS 231/01 VICINI S.p.A. INDICE PRIMA PARTE... 4 1) Il decreto legislativo n. 231/ 2001... 4 2) La struttura del decreto... 4 3) Sanzioni applicabili... 7 4) Azioni

Dettagli

LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A.

LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A. LINEE DI INDIRIZZO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI DEL GRUPPO TOD S S.P.A. (APPROVATE DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ NELLA RIUNIONE DEL 10 MAGGIO 2012) TOD S S.P.A.

Dettagli

IL SISTEMA SANZIONATORIO

IL SISTEMA SANZIONATORIO IL SISTEMA SANZIONATORIO EX D. LGS. 231/2001 1 L introduzione di un sistema disciplinare volto a sanzionare il mancato rispetto delle misure contenute nel Modello 231/2001, aggiornato alla L. 190/2012,

Dettagli

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l.

REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA Effetti s.r.l. Approvato all unanimità dagli Amministratori con decisione del 21 aprile 2009 SOMMARIO Art. 1 - Scopo e ambito di applicazione Art. 2 - Composizione

Dettagli

INDICE. Allegato III_Codice Etico_rev22 pag. 2 di 16

INDICE. Allegato III_Codice Etico_rev22 pag. 2 di 16 ALLEGATO III CODICE ETICO 1 INDICE PREMESSA...3 1. DISPOSIZIONI GENERALI...5 1.1. Destinatari e ambito di applicazione...5 1.2. Principi etici e di comportamento...5 1.2.1. Principio della responsabilità...5

Dettagli

FONDAZIONE TERZO PILASTRO ITALIA E MEDITERRANEO CODICE ETICO FONDAZIONE TERZO PILASTRO - ITALIA E MEDITERRANEO 1/9 VIA M. MINGHETTI 17 00187 ROMA

FONDAZIONE TERZO PILASTRO ITALIA E MEDITERRANEO CODICE ETICO FONDAZIONE TERZO PILASTRO - ITALIA E MEDITERRANEO 1/9 VIA M. MINGHETTI 17 00187 ROMA FONDAZIONE TERZO PILASTRO ITALIA E MEDITERRANEO VIA M. MINGHETTI 17 00187 ROMA Tel. 0039.06.97625591 Fax. 0039.06.98380693 mail: fondazione@fondazioneterzopilastro.it CODICE ETICO 1/9 Sommario 1.Generalità...

Dettagli

D. Lgs. 231/01 PROCEDURA DI SEGNALAZIONE ALL ORGANISMO DI VIGILANZA

D. Lgs. 231/01 PROCEDURA DI SEGNALAZIONE ALL ORGANISMO DI VIGILANZA D. Lgs. 231/01 PROCEDURA DI SEGNALAZIONE ALL ORGANISMO DI VIGILANZA Reggiolo, lì 22-04-2013 1 DEFINIZIONI... 3 2 FINALITÀ... 4 3 AMBITO DI APPLICAZIONE... 4 4 RESPONSABILITÀ E DIFFUSIONE... 4 5 OGGETTO

Dettagli

ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi ERG S.p.A. Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi Approvate dal Consiglio di Amministrazione dell 11 marzo 2014 1 Sommario 1. Il Sistema di Controllo Interno e di

Dettagli

SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO (SDS)

SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO (SDS) SISTEMA DISCIPLINARE SANZIONATORIO Rev 0 SISTEMA DISCIPLINARE E SANZIONATORIO (SDS) MODELLO ORGANIZZATIVO Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 Disciplina e Compiti dell Organismo

Dettagli

L ORGANISMO DI VIGILANZA

L ORGANISMO DI VIGILANZA PARTE GENERALE MODELLO DI GESTIONE DEL SISTEMA DEI RISCHI AZIENDALI. SEZIONE TERZA L ORGANISMO DI VIGILANZA PREMESSA. DP&V affida il compito di vigilare sul Modello di Risk Management ad un Organismo di

Dettagli

Telesurvey Italia srl CODICE ETICO DISPOSIZIONI GENERALI

Telesurvey Italia srl CODICE ETICO DISPOSIZIONI GENERALI Telesurvey Italia srl CODICE ETICO DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione 1. Le disposizioni contenute nel presente Codice Etico esprimono i principi fondamentali cui si ispira

Dettagli

L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione

L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione I modelli organizzativi di prevenzione nelle cooperative e i nuovi reati del D.Lgs. 231/01 L organismo di vigilanza e l audit del sistema di prevenzione Paolo Maestri Unilab Consulenze Aziendali 9 aprile

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPA EMILIA ROMAGNA

CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPA EMILIA ROMAGNA CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPA EMILIA ROMAGNA Approvato con Delibera del Direttore Generale n. 5 del 31/01/2014 In vigore dal 31/01/2014 Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente codice si

Dettagli

WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità

WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità WHISTLEBLOWING POLICY DI STP BARI Procedura per le segnalazioni d illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione) ha

Dettagli

TAI MILANO S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO (D.lgs. 231/001 art. 30 D. lgs. 81/08)

TAI MILANO S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO (D.lgs. 231/001 art. 30 D. lgs. 81/08) TAI MILANO S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO (D.lgs. 231/001 art. 30 D. lgs. 81/08) Approvato dal Consiglio Di Amministrazione di TAI MILANO S.p.A. il MOG Rev. 01 del 23/06/2009

Dettagli

MODELLO di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO

MODELLO di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO MODELLO di ORGANIZZAZIONE GESTIONE e CONTROLLO Decreto Legislativo n 231 del 8 giugno 2001 ed aggiornamenti Responsabilità amministrativa delle Società Rev Data Descrizione Redatto Approvato 3 11.01.10

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULL ADESIONE AL CODICE DI AUTODISCIPLINA DELLE SOCIETA QUOTATE 13 Come già ampiamente illustrato in occasione dell assemblea di approvazione del bilancio 2000,

Dettagli

POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING)

POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING) POLICY SEGNALAZIONI ANOMALIE (WHISTLEBLOWING) INDICE 1. Premessa 2. Scopo e ambito di applicazione 3. Definizioni 4. Riferimenti normativi 5. Governo della policy 6. Segnalazioni relative a presunte violazioni

Dettagli

Principi del Modello 231

Principi del Modello 231 Principi del Modello 231 1 INDICE PREFAZIONE... 4 1. QUADRO NORMATIVO... 5 1.1. Fattispecie di reato... 5 1.2 Delitti tentati... 5 1.3 Autori del reato: soggetti in posizione apicale e soggetti sottoposti

Dettagli

Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 3 luglio 2008

Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 3 luglio 2008 Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 3 luglio 2008 1 INDICE Premessa 1. Principi generali 1.1 Correttezza ed onestà 1.2 Imparzialità 1.3 Professionalità e valorizzazione delle risorse

Dettagli

Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità

Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità CITTA DI CASTENASO Provincia di Bologna Procedura per le segnalazioni di illeciti e irregolarità 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012 (cd. legge anticorruzione)

Dettagli

CAPO V... 5. SISTEMA SANZIONATORIO... 5 Art. 13 Applicazione dei provvedimenti... 5

CAPO V... 5. SISTEMA SANZIONATORIO... 5 Art. 13 Applicazione dei provvedimenti... 5 Sommario PREMESSA... 2 CAPO I... 3 DISPOSIZIONI GENERALI... 3 Art. 1 - Ambito di applicazione e Destinatari 3 Art. 2 - Principi generali... 3 Art. 3 - Comunicazione... 3 Art. 4 - Responsabilità... 3 Art.

Dettagli

L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo. Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso

L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo. Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso L attuazione del D. Lgs. 231/01 in un gruppo bancario L esperienza Intesa Sanpaolo Gabriella Cazzola Direzione Legale e Contenzioso Paradigma - 24 maggio 2013 L esperienza di Intesa Sanpaolo Problemi applicativi

Dettagli

ai sensi del D.Lgs 231/2001

ai sensi del D.Lgs 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO GASPARINA DI SOPRA Società Cooperativa Sociale Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Sistema Disciplinare 1 ELENCO DELLE

Dettagli

CODICE ETICO di Pieroni Distribuzione S.r.l.

CODICE ETICO di Pieroni Distribuzione S.r.l. CODICE ETICO di Pieroni Distribuzione S.r.l. Approvato dal Consiglio di Amministrazione di Pieroni Distribuzione S.r.l. nella riunione dell 11 Dicembre 2014 Sommario 1. Finalità e Soggetti Destinatari...

Dettagli

Procedura GESTIONE DENUNCE

Procedura GESTIONE DENUNCE Procedura GESTIONE DENUNCE Torino, 23 dicembre 2004 INDICE PARTE GENERALE 1 PREMESSA...3 2 NORMATIVA ESTERNA E INTERNA APPLICABILE...3 3 COMPITI E RESPONSABILITÀ...3 4 PROCESSO...4 5 CONTROLLO...4 6 COMITATO

Dettagli

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi

FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi FNM SpA Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi Approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 17 aprile 2014 Linee di Indirizzo del SCIGR 1. Premessa Il Sistema di

Dettagli

CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO

CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO CODICE ETICO GRUPPO ESPRESSO 1 1. PREMESSA 3 2. MISSIONE E VISIONE ETICA 3 3. AMBITO DI APPLICAZIONE DEL CODICE 3 4. PRINCIPI E NORME DI RIFERIMENTO 5 4.1 Rispetto della Legge 5 4.2 Onestà e correttezza

Dettagli

PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI CONDOTTE ILLECITE (WHISTLEBLOWING POLICY)

PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI CONDOTTE ILLECITE (WHISTLEBLOWING POLICY) Allegato alla Deliberazione n 687 del 22.07.2015 PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI CONDOTTE ILLECITE (WHISTLEBLOWING POLICY) 1. FONTE NORMATIVA E NATURA DELL ISTITUTO L art. 1, comma 51, della legge 190/2012

Dettagli

GESTIONE DEL PERSONALE

GESTIONE DEL PERSONALE 1 GESTIONE DEL PERSONALE Documento redatto da: Reparto Funzione Nome Firma Data Organismo di Vigilanza Organismo di Vigilanza Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 13 maggio 2010 2 1 INDICE

Dettagli

0. Premessa. 1. La Missione

0. Premessa. 1. La Missione 0. Premessa 0.1 Perché il Codice etico? Coopgas orienta la propria attività e quella di tutti i propri soci, amministratori, sindaci, lavoratori e collaboratori a qualunque livello (d ora in avanti definiti

Dettagli

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Programma di Compliance Antitrust Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 febbraio 2015 Rev 0 del 19 febbraio

Dettagli

III.A.1. CODICE ETICO

III.A.1. CODICE ETICO III.A.1. CODICE ETICO 1. FINALITA' La Casa di Cura Villa Aurora S.p.a., al fine di definire con chiarezza e trasparenza l insieme dei valori ai quali l'ente si ispira per raggiungere i propri obiettivi,

Dettagli

PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ

PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ PROCEDURA PER LA SEGNALAZIONE DI ILLECITI E IRREGOLARITÀ (WHISTLEBLOWING POLICY) CONTESTO NORMATIVO La Legge 190/2012 1 ha introdotto nel nostro ordinamento una misura, conosciuta nel mondo anglosassone

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

CODICE DISCIPLINARE RIFERITO AL PERSONALE DIRIGENTE

CODICE DISCIPLINARE RIFERITO AL PERSONALE DIRIGENTE PUBBLICATO IN DATA 19 MAGGIO 2010 IN VIGORE DAL 3 GIUGNO 2010 CODICE DISCIPLINARE RIFERITO AL PERSONALE DIRIGENTE Art. 8 CCNL Integrativo del CCNL 17 ottobre 2008, sottoscritto in data 6 maggio 2010 1.

Dettagli

Rev. Oggetto Approvazione Data

Rev. Oggetto Approvazione Data Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 Allegato 3 Rev. Oggetto Approvazione Data 00 CdA Sommario Premessa... 3 1. Destinatari... 3 2. Criteri di commisurazione delle sanzioni...

Dettagli

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163; Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio da parte dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all art 8, comma 4, del D.Lgs. 12

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo)

REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012. L ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) REGOLAMENTO N. 41 DEL 15 MAGGIO 2012 REGOLAMENTO CONCERNENTE DISPOSIZIONI ATTUATIVE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE, PROCEDURE E CONTROLLI INTERNI VOLTI A PREVENIRE L UTILIZZO DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE

Dettagli

Modello di organizzazione e gestione ex D.Lgs.231/2001

Modello di organizzazione e gestione ex D.Lgs.231/2001 Modello di organizzazione e gestione ex D.Lgs.231/2001 Teramo, 11 marzo 2014 Sommario 1. STRUTTURA DEL MOG... 5 2. RIFERIMENTI NORMATIVI E LINEE GUIDA DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA... 5 3. PROCESSO DI

Dettagli

CASTELLO S.G.R. S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO

CASTELLO S.G.R. S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO CASTELLO S.G.R. S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE E DI CONTROLLO Ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 e successive modifiche ed integrazioni (Adottato dal Consiglio di Amministrazione

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 Facile.it Broker di REL. DATA REDATTO APPROVATO NOTE 1.0 13/05/2014 == Amministratore Unico SOMMARIO DEFINIZIONI... 4 STRUTTURA

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO di AUTO PRESTO & BENE. (ai sensi del Decreto Legislativo 231/01)

DOCUMENTO INFORMATIVO del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO di AUTO PRESTO & BENE. (ai sensi del Decreto Legislativo 231/01) DOCUMENTO INFORMATIVO del MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO di AUTO PRESTO & BENE (ai sensi del Decreto Legislativo 231/01) Edizione del 17 marzo 2010 INDICE PARTE GENERALE 1 QUADRO NORMATIVO

Dettagli

ASL di Brescia Sede Legale: viale Duca degli Abruzzi, 15 25124 Brescia

ASL di Brescia Sede Legale: viale Duca degli Abruzzi, 15 25124 Brescia Cl.: 1.1.02 OGGETTO: Approvazione della Procedura per la segnalazione di illeciti e irregolarità da parte dei dipendenti e collaboratori ai sensi dell art. 54 bis del D.Lgs. 165/2001. Il DIRETTORE GENERALE

Dettagli

Obblighi art. 92 CCNL Comparto Scuola 2006-2009

Obblighi art. 92 CCNL Comparto Scuola 2006-2009 Obblighi art. 92 CCNL Comparto Scuola 2006-2009 1. Il dipendente adegua il proprio comportamento all obbligo costituzionale di servire esclusivamente la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare

Dettagli

Modello Organizzativo di Gestione Controllo e Compliance

Modello Organizzativo di Gestione Controllo e Compliance Modello Organizzativo di Gestione Controllo e Compliance 1 INTRODUZIONE I. Le finalità e i destinatari Il presente Codice Etico è una dichiarazione pubblica di APT ROVERETO E VALLAGARINA in cui sono individuati

Dettagli

Codice etico aziendale

Codice etico aziendale Codice etico aziendale Codice Etico ai sensi del decreto legislativo 231/2001 Approvato in data 14.11.2011 1 - SCOPO - Scopo del presente documento è la definizione degli obblighi giuridici e dei valori

Dettagli

Cer Medical S.r.l. Modello di organizzazione, gestione e controllo. (adottato ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001)

Cer Medical S.r.l. Modello di organizzazione, gestione e controllo. (adottato ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001) Cer Medical S.r.l. Modello di organizzazione, gestione e controllo (adottato ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001) Documento approvato dal Consiglio di Amministrazione con delibera de 21 ottobre

Dettagli

CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPAL BOZZA

CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPAL BOZZA Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente Ligure CODICE DI COMPORTAMENTO AZIENDALE DI ARPAL BOZZA Approvato con Decreto del Direttore Generale n. del In vigore dal 1 Art. 1 Ambito di applicazione

Dettagli

COMUNE DI RIO SALICETO PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2015 2017

COMUNE DI RIO SALICETO PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2015 2017 COMUNE DI RIO SALICETO PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE 2015 2017 Indice Premessa Art. 1 La strategia nazionale di prevenzione della corruzione Art. 2 Il Piano triennale di prevenzione della

Dettagli

MILLENIUM SISTEMA AMBIENTE srl. Via Tiberina 98/N 06053 Deruta - PG. Codice Etico

MILLENIUM SISTEMA AMBIENTE srl. Via Tiberina 98/N 06053 Deruta - PG. Codice Etico MILLENIUM SISTEMA AMBIENTE srl Via Tiberina 98/N 06053 Deruta - PG Codice Etico Millenium Sistema Ambiente Srl Codice Etico Introduzione Il presente codice etico rappresenta l enunciazione dei valori aziendali,

Dettagli

CAPO V NORME DISCIPLINARI ART. 28 (DOVERI DEL DIPENDENTE)

CAPO V NORME DISCIPLINARI ART. 28 (DOVERI DEL DIPENDENTE) CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL COMPARTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PARTE NORMATIVA QUADRIENNIO 1994/1997 E PARTE ECONOMICA BIENNIO 1994-1995 CAPO V NORME DISCIPLINARI

Dettagli

11 ottobre 2010. Le osservazioni al presente documento di consultazione dovranno pervenire entro il 15 novembre 2010 al seguente indirizzo:

11 ottobre 2010. Le osservazioni al presente documento di consultazione dovranno pervenire entro il 15 novembre 2010 al seguente indirizzo: Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l utilizzo a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo delle società

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. Art. 1 Il Consiglio di Amministrazione

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. Art. 1 Il Consiglio di Amministrazione REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Art. 1 Il Consiglio di Amministrazione La Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di membri non inferiore a sette e

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001 Rev. 1-20/10/2010 GOVERNANCE ORGANIZZATIVA 1. Sistema di governance organizzativa L assetto organizzativo, amministrativo e contabile

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI

CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI CONSIGLIO NAZIONALE GEOMETRI PRESSO MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CODICE DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE DEI GEOMETRI Approvato con Delibera del 7 giugno 2005 SOMMARIO Introduzione Pagina 3 Titolo I Dei principi

Dettagli

a) adottato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati considerati;

a) adottato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire i reati considerati; L Organismo di vigilanza (ODV) nel sistema del d.lg. n. 231 L art. 6 del d.lg. n. 231 prevede che l ente possa essere esonerato dalla responsabilità amministrativa conseguente alla commissione dei reati

Dettagli

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE TUTOR SCARL

PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE TUTOR SCARL ANNO 2014-2016 PREMESSA Considerato il dilagare di eventi di corruzione avvenuti negli ultimi anni, il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), approvato dal CIVIT (Autorità Nazionale Anticorruzione) ai

Dettagli

CODICE DI AUTODISCIPLINA DELL ENI S.p.A. (la Società) IN ADESIONE AL CODICE PROMOSSO DA BORSA ITALIANA S.p.A.

CODICE DI AUTODISCIPLINA DELL ENI S.p.A. (la Società) IN ADESIONE AL CODICE PROMOSSO DA BORSA ITALIANA S.p.A. CODICE DI AUTODISCIPLINA DELL ENI S.p.A. (la Società) IN ADESIONE AL CODICE PROMOSSO DA BORSA ITALIANA S.p.A. 1. Ruolo del consiglio di amministrazione 2. Composizione del consiglio di amministrazione

Dettagli

Gruppo Editoriale L Espresso S.p.A. Codice Etico

Gruppo Editoriale L Espresso S.p.A. Codice Etico Gruppo Editoriale L Espresso S.p.A. Codice Etico Approvato dal consiglio di amministrazione del 20 luglio 2010 Indice Premessa Mission e visione etica Ambito di applicazione del Codice Principi e norme

Dettagli

RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI ex D.lgs. 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO

RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI ex D.lgs. 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI ex D.lgs. 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO Delibera del Consiglio di Amministrazione del 24 luglio 2013 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 DEFINIZIONI...

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI CUP 2000 S.P.A

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI CUP 2000 S.P.A MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DI CUP 2000 S.P.A (D. LGS. N.231 08/06/01) (e succ. mod. e integrazioni) Modello di Organizzazione e Gestione Pagina 1 di 45 Sommario PARTE GENERALE... 5 1. ADOZIONE

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE,GESTIONE E CONTROLLO Ai sensi EX D.Lgs. 231/01

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE,GESTIONE E CONTROLLO Ai sensi EX D.Lgs. 231/01 Pagina 1 di 70 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE,GESTIONE E CONTROLLO Ai sensi EX D.Lgs. 231/01 REVISIONE DATA EMISSIONE APPROVAZIONE 00 24/02/2014 24/02/2014 CDA 01 01/01/2015 01/01/2015 Presidente Pagina 2 di

Dettagli

Il licenziamento individuale: intimazione

Il licenziamento individuale: intimazione Il licenziamento individuale: intimazione Novembre 2013 Albini 1 Licenziamento individuale: nozione Atto con il quale il datore di lavoro manifesta unilateralmente la volontà di recedere dal contratto

Dettagli

I SERVIZI DI AQM PER PROGETTAZIONE E ASSISTENZA PER LA REALIZZAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.

I SERVIZI DI AQM PER PROGETTAZIONE E ASSISTENZA PER LA REALIZZAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. I SERVIZI DI AQM PER PROGETTAZIONE E ASSISTENZA PER LA REALIZZAZIONE DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS. 231/2001 ( RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA D IMPRESA) La norma

Dettagli

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce

2014 Fiat Group Procedura gestione denunce 2014 Fiat Group 2 Fiat Group Indice 1. Premessa... 3 2. Normativa esterna e interna applicabile... 3 3. Compiti e responsabilità... 3 4. Processo... 4 5. Controllo... 4 6. Comitato denunce... 4 7. Registro

Dettagli

CODICE ETICO. DI ACI Informatica SPA

CODICE ETICO. DI ACI Informatica SPA CODICE ETICO DI ACI Informatica SPA Versione 2 approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACI Informatica S.p.A. il 16/11/2009. I riferimenti del Codice Etico a ACI Informatica o Società o Azienda si

Dettagli

Codice Etico e di Comportamento

Codice Etico e di Comportamento Allegato 1 ai Principi di adozione Codice Etico e di Comportamento Modello di Organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 di C.V.A. TRADING S.r.l. a s.u. Il Segretario Il Presidente

Dettagli

Operazioni sulle azioni

Operazioni sulle azioni Protocollo 231/ 1 di 11 Protocollo per la prevenzione del reato di cui all art. 2628 c.c. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante Situazione Revisione Vers. emissione

Dettagli

High Value Audit Communiti - Milano, 16 aprile 2010 Protiviti - Via Tiziano, 32 - Milano

High Value Audit Communiti - Milano, 16 aprile 2010 Protiviti - Via Tiziano, 32 - Milano Il ruolo dell Internal Audit nei processi di gestione e verifica dei Modelli organizzativi ex D. Lgs. 231/01, anche sottoposti al vaglio della Magistratura: l esperienza Impregilo High Value Audit Communiti

Dettagli

Newton Management Innovation S.p.A.

Newton Management Innovation S.p.A. Newton Management Innovation S.p.A. PRINCIPI DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D. LGS. N. 231/2001 Novembre 2013 1 Indice Definizioni 4 PARTE GENERALE 7 1. Il Decreto Legislativo n.

Dettagli

Questionario di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione

Questionario di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione Questionario di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione Aprile 2012 Il presente questionario (check list) è uno strumento di supporto all attività di autovalutazione che, come suggerito dal Codice

Dettagli

Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, art. 13;

Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, art. 13; Direzione generale Direzione centrale risorse umane Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza Circolare n. 64 Roma, 28 luglio 2015 Al Direttore generale vicario Ai Responsabili

Dettagli

Allegato B. Mappatura delle Aree a rischio reato

Allegato B. Mappatura delle Aree a rischio reato Allegato B Mappatura delle Aree a rischio reato Reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione L art. 6, comma 2, lett. a) del d.lgs. 231/2001 indica, come uno degli elementi essenziali dei modelli

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI. Art. 1 Costituzione - Presidenza

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI. Art. 1 Costituzione - Presidenza Una Società Finmeccanica REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI Art. 1 Costituzione - Presidenza 1. Il Comitato Controllo e Rischi (il Comitato ) è costituito con delibera del Consiglio di Amministrazione

Dettagli

IL D.LGS. 231/01 ED IL RUOLO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

IL D.LGS. 231/01 ED IL RUOLO DEL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO IL REATO DI LESIONI COLPOSE IN AMBITO DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO E RESPONSABILITÀ DELL IMPRESA AI SENSI DELL ART. 25-SEPTIES D.LGS. 231/01 IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

Dettagli

CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE DEL GRUPPO PVB GROUP

CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE DEL GRUPPO PVB GROUP PAGINA 1 DI 9 CODICE DISCIPLINARE AZIENDALE DEL GRUPPO PVB GROUP Testo approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 11/10/2012 PAGINA 2 DI 9 Indice 1) Il Codice Disciplinare Aziendale 2) Normativa

Dettagli

Castel MAC SpA CODICE ETICO

Castel MAC SpA CODICE ETICO CODICE ETICO Castel Mac S.p.A. adotta il presente Codice Etico, che si ispira ai principi del D.Lgs 231 Disciplina della Responsabilità Amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni

Dettagli

QUICKTOP S.r.l. Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 INDICE CODICE ETICO

QUICKTOP S.r.l. Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 INDICE CODICE ETICO QUICKTOP S.r.l. Modello Organizzativo, di Gestione e Controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 INDICE CODICE ETICO 1 PREMESSE 2 OBIETTIVO 3 STRUTTURA DEL CODICE ETICO E AMBITO DI APPLICAZIONE 4 I PRINCIPI

Dettagli

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO CODICE ETICO E DI COMPORTAMENTO Adottato dal Consiglio di Amministrazione il 27 marzo 2012 Aggiornato in data 14 marzo 2013 Ultimo aggiornamento approvato

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 CODICE ETICO

Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 CODICE ETICO CIRES BOLOGNA FERRARA Soc. Coop. Via Scipione Dal Ferro 19/a 40138 BOLOGNA Tel. 051/30.88.79 Fax 051/34.22.42 E-mail: ufficiotecnico@cires-bo.it Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi

Dettagli

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO.

DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. 5 del consiglio di Amministrazione 242 Allegato A DEFINIZIONE DELLE COMPETENZE E DELLE MODALITA PER ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA DISCIPLINARE IN CAPO AI DIPENDENTI DELL ERSU DI CAMERINO. Art. 1 Oggetto

Dettagli

generalità 2 importanza del miglioramento continuo 2 Impegno professionale 2 Rispetto delle persone 2 Integrità 2 Lealtà 3 Partecipazione 3

generalità 2 importanza del miglioramento continuo 2 Impegno professionale 2 Rispetto delle persone 2 Integrità 2 Lealtà 3 Partecipazione 3 Codice etico Allegato del Modello di Organizzazione e di Gestione articolo 25-septies e articolo 25 undecies del D.Lgs. 231/01 20/01/2012 Approvato dal Consiglio di Amministrazione SOMMARIO generalità

Dettagli