COMUNE DI RUSSI Venerdì, 08 maggio 2015

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1 COMUNE DI RUSSI Venerdì, 08 maggio 2015

2 COMUNE DI RUSSI Venerdì, 08 maggio 2015 Prime Pagine 08/05/2015 Prima Pagina Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 1 Ambiente 08/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 3 Onde e cemento si portano via la Riviera 2 Cultura e Turismo 08/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 35 CorteTeatro Tra finzione e realtà l' arte della Compagnia di San... 4 Economia e Lavoro 08/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 24 Inaugurato a Milano l' Italian Makers village 5 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 22 Marco Ludovico Incentivi ai Comuni che ospitano rifugiati Alfano: lavorino gratis 6 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 22 REATI GRAVI 8 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 22 Mariolina Sesto Stop vitalizi ai parlamentari condannati 9 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 23 Beda Romano Conti falsi per anni, la Ue vuole multare la regione di Valencia 11 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 40 Gianni Trovati Bilanci locali al 30 luglio Niente rinvii sui consuntivi 13 08/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 42 Patrizia Maciocchi Il favore fuori competenze non è abuso d' ufficio 15 08/05/2015 Pagina 3 FRANCO ADRIANO Stop ai vitalizi dei condannati 17 08/05/2015 Pagina 4 CESARE MAFFI Il nuovo partito copia e incolla 19 08/05/2015 Pagina 4 CORRADO MIRASOLE voci di corridoio 21 08/05/2015 Pagina 7 TINO OLDANI Renzi annuncia il divorzio da B 22 08/05/2015 Pagina 28 brevi 24 08/05/2015 Pagina 30 VALERIO STROPPA Il precompilato solo in italiano 26 08/05/2015 Pagina 35 I contributi dei periti per creare lavoro 27 08/05/2015 Pagina 37 FRANCESCO CERISANO E MATTEO BARBERO Bilanci comunali al 30 luglio 29 08/05/2015 Pagina 37 Tagli, più sconti per Napoli. Parte la mobilità nella p.a /05/2015 Pagina 38 GIUSY PASCUCCI Comuni, i conti non tornano 32 08/05/2015 Pagina 38 MATTEO BARBERO Unioni, spese compensabili 34 08/05/2015 Pagina 39 Finanziata la sicurezza 35 08/05/2015 Pagina 39 Fondi ai progetti dei mini enti 36 08/05/2015 Pagina 40 EROS ORGANNI Niente rimborsi Tia con la Tari 38 08/05/2015 Pagina 41 NICOLA TONVERONACHI Più liquidità dallo split payment 40 08/05/2015 Pagina 41 Se il legislatore ritiene i revisori un costo, li abolisca. Diversamente /05/2015 Pagina 42 STEFANO BALDONI* Imposta di soggiorno con F /05/2015 Pagina 42 ANDREA GIGLIOLI Imu Tasi sul non profit, possibili controlli sul /05/2015 Pagina 42 Partecipate, cambio di rotta sui criteri per la dismissione 48 sport

3 08/05/2015 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 19 ITALIAN BASEBALL LEAGUE 50 08/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 9 A Russi un mese pieno di tornei 52 08/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 10 Bravi i giovanissimi ravennati nel Gran premio di Godo 53 08/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 10 SILVESTRI MARIO I Cavalieri cercano un' altra impresa 54 08/05/2015 La Voce di Romagna Pagina 45 La capolista Rimini alla prova del derby 55

4 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Prima Pagina 1

5 Pagina 3 La Voce di Romagna Ambiente Onde e cemento si portano via la Riviera RAPPORTO ISPRA Emilia Romagna al 4 posto per consumo del suolo. Con il 30% Rimini è la provincia più colpita. Dalle colline alla Riviera, dal monte Falterona alla spiaggia di Cattolica, l' abuso del cemento e le ormai sempre più frequenti inondazioni stanno progressivamente divorando il nostro territorio. E' la sintesi del più recente Rapporto Ispra sul Consumo di Suolo, presentato in un convegno a poche settimane dall' inaugurazione di Expo 2015 a Milano. Non è un caso. La Penisola continua inesorabilmente a perdere terreno: oggi quasi il 20% della fascia costiera, ovvero oltre 500 chilometri quadrati (l' equivalente dell' intera costa sarda), è definitivamente scomparso. Tra le regioni dove l' allarme è maggiore figura anche l' Emilia Romagna, in testa alla classifica delle zone a pericolosità idraulica, e al quarto posto per quantità (7,32%), dietro Lombardia (10,39), Veneto (9,52) e Campania (8,33). Le nuove stime confermano la perdita prevalente di aree agricole coltivate (60%), urbane (22) e di terre naturali vegetali e non (19). In Romagna la provincia di Rimini, 18esima a livello nazionale, è la zona dove il fenomeno è allo stadio più avanzato, colpita da un pesante 10,28%, seguita da Ravenna (8,18) e Forlì Cesena (5,69). Numeri che fanno riferimento alla provincia appunto, calcolati in base a una media complessiva tra i Comuni del territorio. Scavando più a fondo, le percentuali fanno davvero paura. Nel riminese, Cattolica detiene il triste record con il 53%. Brividi. E poi Riccione, dove il 43,54 fa vacillare il soprannome 'Perla Verde'. Sull' ultimo gradino di questo terribile podio infine, si posiziona Bellaria Igea Marina (25). Per completare la top 10, seguono Rimini (22,29), Marciano di Romagna (21,48), Misano Adriatico (19,95), San Giovanni in Marignano (14,85), Santarcangelo (13,60), Poggio Berni (11,04) e Verucchio (9,81). Nel ravennate le cifre sono nettamente inferiori. Prima su tutte Sant' Agata sul Santerno (13,84), seguita da Cervia (12,79), Fusignano (11,11), Lugo (10,97), Cotignola (10,83), Russi (10,58), Massa Lombarda (10,24), Castelbolognese (9,64), Bagnara di Romagna (9,40) e Faenza (9,29). Infine Forlì Cesena. Nonostante si presenti con una percentuale da 58esimo posto, neanche il 6%, se si analizzano i Comuni che ne fanno parte è facile cambiare idea. In primis Gambettola, che con il 32% assume sembianze quasi mostruose. Un caso isolato è vero, ma le altre non sono da meno. In linea con la media naziona le, Savignano (19,81), Cesenatico (19,14), Gatteo (18,74) e San Mauro (17,62). Le cifre scendono da Forlimpopoli (14,97), Forlì (13,85), Longiano (13,56), Cesena (11,39) e Continua > 2

6 Pagina 3 < Segue La Voce di Romagna Ambiente Bertinoro (8,36). In questo scenario sono dunque motivo d' orgoglio Premilcuore, Portico S. Benedetto (Fc) e Castadelci (Ri), che rispettivamente con 0,99%, 1,20 e 1,40 sono le aree più 'verdi' della Romagna. C' è ancora speranza. Tommaso Zucchini. 3

7 Pagina 35 La Voce di Romagna Cultura e Turismo CorteTeatro Tra finzione e realtà l' arte della Compagnia di San Patrignano Domani, alle ore 21,15, il Teatro CorTe di Coriano conclude la sua programmazione, sotto la direzione artistica della Compagnia Fratelli di Taglia, con l' ultimo appuntamento della rassegna Diversamente Theatro. Sul palco la Compagnia di San Patrignano nella special edition di Lo specchio frammenti di una spettacolo scritto da Patrizia Russi & Pascal La Delfa con il prezioso contributo di Melita Tempesta. In scena Melita Tempesta, Angelo Cappellacci, Elisa Bocca e Pascal La Delfa. Lo specchio è il nuovo spettacolo targato WeFree il mondo che vorrei dipende da noi, la campagna di prevenzione di San Patrignano, che sta girando i teatri italiani con rappresentazioni dedicate prevalentemente agli adolescenti delle scuole. Per l' appuntamento al Teatro CorTe, palcoscenico che nel 2012 li ha accolti per il loro debutto al di fuori della comunità, i ragazzi della Compagnia di San Patrignano hanno allestito una Special Edition che rimescola le carte della narrazione drammaturgica. Pensieri, ricordi ed emozioni prendono infatti vita non solo attraverso un unico protagonista, ma grazie alla partecipazione di alcuni attori della Compagnia, interpreti e narratori di una storia di vita. Una in cui il sottile dilemma tra finzione e realtà affascina e accompagna lo spettatore dentro la vita di qualcuno. 4

8 Pagina 24 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Economia e Lavoro FUORI EXPO LE ECCELLENZE DI CONFARTIGIANATO: NOVE IMPRESE RAVENNATI PRESENTI. Inaugurato a Milano l' Italian Makers village TAGLIO del nastro, lo scorso 30 aprile a Milano, per Italian Makers Village, il fuori Expo delle eccellenze artigiane realizzato da Confartigianato nello stabile di via Tortona 32. In metri quadrati di villaggio', e per l' intera durata di Expo 2015 ovvero fino al 31 ottobre prossimo, i visitatori incontreranno 800 eccellenze produttive italiane (a rotazione settimanale secondo un calendario tematico) in un' ottica diversa da quella espositiva. Intrattenimento e coinvolgimento guideranno infatti un calendario di oltre mille appuntamenti di vario genere. Saranno sei mesi di eventi, mostre, incontri, workshop e percorsi tematici con protagonista l' eccellenza artigiana nei settori agrifood, moda, design, arte e meccanica. A inaugurare l' iniziativa è stato, in anteprima all' Expo, il presidente di Confartigianato for Expo', Marco Granelli, assieme al ministro delle politiche agricole con delega a Expo, Maurizio Martina, con la presenza delle istituzioni locali, e cioè il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, e il vice sindaco di Milano, Ada Lucia De Cesaris. «Expo 2015 ha sottolineato il segretario della Confartigianato provinciale di Ravenna Tiziano Samorè è una importantissima sfida per rilanciare agli occhi del mondo i valori del nostro sistema produttivo, fondato sul sistema delle piccole imprese, e per riaffermare con orgoglio la qualità e lo stile del saper fare italiano». Le presenze del nostro territorio che saranno protagoniste nella settimana dal 25 al 29 giugno, sono Studio T di Russi; Ceramica Gatti 1928 di Faenza; la stilista Cristina Rocca di Ravenna e il parco delle saline di Cervia. Nella settimana dal 17 al 21 settembre saranno invece sicuramente presenti le Aziende Studio T di Russi; il Maglificio Macdonald di Villa San Martino; Rou Materiaal di Ravenna; Casolab Srl di Casola Valsenio ed il Comune di Faenza. Un' altra impresa sarà inoltre presente in maniera del tutto speciale ed esclusiva e per tutti i sei mesi di apertura dell' Italian Makers Village. Si tratta della Garvan di Faenza, che fornirà i diffusori acustici all' intera area sede dell' evento. L' ingresso all' Italian Makers Village di via Tortona a Milano è, naturalmente, libero e gratuito. 5

9 Pagina 22 Il Sole 24 Ore Immigrazione. Salvini lo attacca: «Schiavista» Incentivi ai Comuni che ospitano rifugiati Alfano: lavorino gratis ROMA Incentivi per i bilanci dei Comuni virtuosi sul fronte immigrazione. Nella riunione al ministero dell' Interno con i rappresentanti di regioni e comuni spunta una novità destinata ad alleggerire il peso sostenuto dai circa 500 municipi finora impegnati all' accoglienza dei rifugiati. Con l' obiettivo, semmai, di allargare la loro platea. Si è parlato infatti in pieno accordo di «allentamento del patto di stabilità o utilizzo dei fondi residui dei bilanci, idee ora da definire nei dettagli che comunque ci coinvolgono tutti in una responsabilità riconosciuta e valorizzata» spiega Matteo Biffoni (Anci), sindaco Pd di Prato. Rientra, nonostante il no ufficiale di Luca Zaja (Veneto) e quello della Lombardia, la resistenza delle regioni all' accoglienza. Gli attuali centri ministeriali disseminati sul territorio diventeranno tutti «hub», strutture una in ogni regione di prima accoglienza dopo l' approdo sulle coste. Da lì i migranti saranno poi destinati allo Sprar, il sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo che fa capo agli stessi Comuni. Tra gli «hub» potrebbero esserci, soprattutto al Nord, anche le caserme dismesse dell' Esercito, benchè il dialogo finora intercorso tra Interno e Difesa non sia stato dei più brillanti ed efficaci. Nella stessa riunione tra gli altri presenti, oltre Alfano, il capo di gabinetto Luciana Lamorgese, il prefetto Mario Morcone, il sottosegretario Domenico Manzione, Sergio Chiamparino (Piemonte) e Piero Fassino (Anci) è stato deciso di accelerare sul bando per portare i posti disponibili nello Sprar da 20mila a 40mila con l' idea di sorvegliare la dislocazione dell' accoglienza, comune per comune, in modo da definire alloggi e strutture sostenibili nel tessuto urbano. Alfano, peraltro, ha ricordato che gli stessi municipi possono avvalersi di una circolare inviata dal Viminale alla fine dell' anno scorso che consente loro di definire progetti di volontariato per incentivare l' integrazione dei migranti. «Lavorare gratis» è stata la definizione di Alfano, che ha sollevato un coro di proteste e l' accusa di Matteo Salvini (Lega Nord): a suo dire, il ministro passa «da scafista a schiavista». Replica Alfano e definisce Salvini «un ignorantone». Intanto un minisommergibile della Marina Militare ha individuato il barcone del naufragio del 18 aprile: 750 migranti inghiottiti dal mare. È stata la procura di Catania, che indaga sul peggior naufragio avvenuto nel Mediterraneo dal dopoguerra, a incaricare la Marina di localizzare il peschereccio affondato. Sono state impiegate tre unità: la corvetta Sfinge e i cacciamine Gaeta e Vieste. Ieri, a circa 85 miglia a nord est delle coste libiche, il ritrovamento. Continua > 6

10 Pagina 22 < Segue Il Sole 24 Ore RIPRODUZIONE RISERVATA. Marco Ludovico 7

11 Pagina 22 Il Sole 24 Ore REATI GRAVI Stop ai vitalizi per gli ex parlamentari condannati in via definitiva a oltre due anni di carcere per reati particolarmente gravi come quelli di mafia, terrorismo, i reati contro la pubblica amministrazione, come concussione e peculato (ma non l' abuso d' ufficio e il finanziamento illecito ai partiti) 8

12 Pagina 22 Il Sole 24 Ore Istituzioni. Negli uffici di presidenza il voto favorevole di Pd, Sel, Lega, Fdi e Scelta civica No di M5S, Ap e Fi non partecipano alla votazione. Stop vitalizi ai parlamentari condannati Sì di Camera e Senato al taglio per pene sopra i due anni per reati gravi Esclusi i riabilitati. roma Dopo una lunga discussione negli Uffici di Presidenza di Camera e Senato, è arrivata la decisione finale: deputati e senatori con condanne superiori a due anni per reati di mafia, terrorismo e contro la Pubblica amministrazione non riceveranno più l' assegno vitalizio. Alla Camera hanno votato a favore Pd, Sel, Scelta Civica, Fratelli d' Italia e Lega. Non hanno partecipato al voto Forza Italia, M5S e Ap, anche se gli esponenti di Ncd e Udc, pur non partecipando al voto, sono rimasti in aula, mentre azzurri e pentastellati sono usciti fuori al momento del voto. È stato necessario uno sforzo maggiore al Senato, dove i numeri nell' ufficio di presidenza sono più stretti. M5S e Gal (Grandi autonomie e Libertà) hanno votato contro, mentre Forza Italia ha abbandonato la riunione. A favore si sono espressi Pd, Sel, Lega. Alla fine la delibera passa con soli 8 voti favorevoli su 19. Meno della metà ma passa. opposte le ragioni di chi si è detto contrario: per i Cinque stelle la delibera è «una farsa che non colpisce gli amici dei partiti», mentre per Fi sarebbe servita una legge e non una delibera che è esposta al rischio di bocciatura da parte della Corte costituzionale. La Lega vota sì ma si dice delusa perché avrebbe voluto l' abolizione tout court dell' istituto del vitalizio. Con le delibere fotocopia approvate dall' ufficio di Presidenza della Camera e del Consiglio di presidenza del Senato a partire da 60 giorni da oggi cesseranno le erogazioni dei vitalizi e delle pensioni a favore dei parlamentari che risultano condannati a reati gravi: oltre a quelli per mafia, corruzione, contro la Pa, tutti quelli che prevedono una pena superiore ai 6 anni. Un limite che allarga di due anni le maglie previste dalla legge Severino per l' incandidabilità, e che fa rientrare anche i reati come la frode fiscale, ma che d' altro canto esclude altri reati significativi, come ad esempio quello di finanziamento illecito ai partiti, che non rientra nella norma solo per un anno, o l' abuso d' ufficio. Alle condanne definitive le delibere aggiungono anche i casi di patteggiamento, sempre in relazione agli stessi reati. E, particolare non di poco conto, l' abolizione viene revocata in caso di riabilitazione del parlamentare. Dopo il via libera delle delibere, Camera e Senato procederanno con gli accertamenti, in pratica attivandosi con i casellari giudiziari. Continua > 9

13 Pagina 22 < Segue Il Sole 24 Ore La cancellazione non sarà applicata agli assegni di reversibilità per i parlamentari deceduti prima dell' entrata in vigore delle delibere. Le norme, viene specificato nel testo, non sono retroattive. Dunque, «per i deputati cessati dal mandato e già condannati in via definitiva, la cessazione dell' erogazione dei vitalizi decorre dal momento dell' entrata in vigore della presente deliberazione». Esulta la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Non è giusto continuare a erogare denaro pubblico a quanti, con il loro comportamento, non hanno tenuto fede all' impegno di "disciplina e onore" richiesto dalla Costituzione a chi ricopre cariche pubbliche. Sono queste le risposte che la buona politica deve ai tanti cittadini che esigono correttezza, rigore e onestà dai loro rappresentanti». E il presidente del Senato Pietro Grasso sintetizza: «Un segnale forte, significativo e concreto delle istituzioni ai cittadini. Un bel segnale». L' elenco dei parlamentari condannati che rischiano di perdere il vitalizio comprende diversi nomi illustri: dall' ex premier Silvio Berlusconi a Cesare Previti, da Marcello Dell' Utri a Toni Negri. Per cifre che vanno da poco meno di 2mila euro a 8mila euro al mese. L' Idv che da tempo porta avanti la battaglia per lo stop dei vitalizi ha messo a punto un instant book che "racconta" cosa sono i vitalizi e chi, ad oggi, tra gli ex parlamentari condannati li riceve. Si parte da Silvio Berlusconi. Condannato per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset, secondo quanto ricostruito dall' Idv percepisce un vitalizio da 8mila euro, il più alto di tutti. Lui è uno dei nomi eccellenti che rischia di vedersi ritirare questo "privilegio previdenziale". Per Marcello Dell' Utri, l' anno scorso, la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa: percepisce un assegno mensile da euro. Condannato per corruzione in atti giudiziari Cesare Previti, ex senatore ed avvocato del Cavaliere, percepisce invece euro. Mentre non rischia di perdere il vitalizio Cirino Pomicino, condannato in via definitiva a 1 anno e 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito ai partiti. RIPRODUZIONE RISERVATA. Mariolina Sesto 10

14 Pagina 23 Il Sole 24 Ore Bruxelles. Alzato il deficit spagnolo Conti falsi per anni, la Ue vuole multare la regione di Valencia BRUXELLES Per la prima volta, sulla base dei nuovi poteri ottenuti sulla scia di una riforma del Patto di Stabilità e di Crescita, la Commissione europea ha proposto ieri di comminare una multa alla regione spagnola di Valencia per negligenza nel calcolare la spesa sanitaria. La multa è limitata circa 19 milioni di euro ma significativa. La decisione giunge in un momento delicato, mentre la Spagna si sta preparando in autunno a nuove elezioni legislative, dall' esito ancora molto incerto. Secondo l' esecutivo comunitario, l' amministrazione pubblica di Valencia, una importante città portuale nel centro del Paese, ha mandato per anni all' istituto di statistica spagnolo informazioni scorrette, costringendo nel 2011 il governo nazionale a rivedere in aumento il deficit pubblico dello 0,2 per cento. La commissaria agli affari sociali, Marianne Thyssen, ha accusato le autorità regionali spagnole di «grave negligenza» nel sottostimare la spesa sanitaria. In un comunicato pubblicato ieri, la Commissione europea ha spiegato che nel valutare la serietà dei dati di bilancio vuole garantire a livello europeo dati sui conti pubblici «credibili, affidabili e indipendenti». Sulla base delle informazioni recuperate in questi anni, Bruxelles ha chiesto al Consiglio europeo di comminare alla regione di Valencia una multa di 18,9 milioni di euro. Grazie alla cooperazione delle autorità spagnole, l' ammenda è stata ridotta del 20 per cento. Colpevole di dare informazioni sbagliate è la Intervención General de la Generalidad Valenciana, che negli anni ha trasmesso a Madrid dati che non riflettevano l' esatta spesa sanitaria. Dal 2011, la Commissione ha il potere di verificare l' accuratezza dei dati di bilancio degli stati dopo che nel 2009 si scoprì che la Grecia da anni truccava i propri conti pubblici, alimentando la grave crisi debitoria in cui versa ancora oggi. Bruxelles può inviare propri specialisti nei Paesi per le controllare con mano le finanze pubbliche. Ieri, l' esecutivo comunitario ha ammesso che particolare attenzione presta ai Paesi ad assetto federale, dove la trasmissione dei dati dalla periferia al centro può non essere perfetta. In questi anni la Commissione ha assunto un potere crescente nel monitorare i conti pubblici nazionali e nell' imporre se necessario multe. Per ora, nessun Paese è stato multato per deficit eccessivo. Più facile e meno controverso è stato punire le autorità spagnole nella vicenda di Valencia. L' annuncio dell' esecutivo comunitario giunge a sei mesi da elezioni legislative in Spagna. Secondo gli Continua > 11

15 Pagina 23 < Segue Il Sole 24 Ore ultimi sondaggi, due se non tre partiti dovranno allearsi tra loro per formare un nuovo governo, una ipotesi insolita in un paese dove le elezioni hanno tradizionalmente avuto risultati chiari. Al primo posto negli studi demoscopici è il Partito popolare (25,6% dei voti), secondo il partito socialista (24,3%), mentre al terzo posto sarebbe il movimento Podemos (con il 16,5% dei suffragi). RIPRODUZIONE RISERVATA. Beda Romano 12

16 Pagina 40 Il Sole 24 Ore Conferenza Unificata. Approvate le tabelle sulla mobilità. Bilanci locali al 30 luglio Niente rinvii sui consuntivi MILANO Proroga al 30 luglio per i bilanci preventivi degli enti locali, e quindi anche per le decisioni sulle aliquote di Imu, Tasi e addizionale Irpef e per le tariffe dei servizi, ma niente rinvio ex post dei termini per consuntivi e riaccertamento straordinario dei residui, scaduti al 30 aprile. Si chiude con un pareggio la partita sul calendario giocata ieri mattina da sindaci e Governo in conferenza Unificata, dopo lo slittamento di un' altra settimana deciso martedì per il decreto chiamato a risolvere le tante questioni ancora aperte per i conti comunali: una di queste, cioè la ripartizione dei tagli da 900 milioni (più 100 milioni nei territori a Statuto speciale) chiesti dall' ultima manovra a Province e Città metropolitane ha finalmente trovato pace nella conferenza di ieri, nel corso della quale gli amministratori locali hanno anche dato il via libera al decreto con le tabelle di equiparazione per la mobilità dei dipendenti pubblici, essenziale per avviare davvero l' operazione Province. Ma andiamo con ordine. Bilanci e scadenze L' ennesimo tempo supplementare deciso per il decreto enti locali, che dovrebbe assumere una forma definitiva la settimana prossima, ha reso inevitabile un nuovo rinvio del termine per i bilanci preventivi, in scadenza il 31 maggio (stessa data che peraltro vedrà impegnati nelle amministrative quasi Comuni). Se tutto andrà come prevede l' ultima tabella di marcia ipotizzata, ci sarà tempo per convertire il decreto fino a metà luglio, per cui la nuova data è stata fissata al 30 luglio (e, curiosamente, non a venerdì 31). «I Comuni non sono ad oggi nelle condizioni di operare all' interno di un quadro normativo e finanziario certo ha spiegato il presidente dell' Anci Piero Fassino dopo la conferenza e la proroga è un atto positivo che facilita il negoziato con il Governo». Governo che, dal canto suo, oltre a precisare che questa sarà l' ultima proroga per i preventivi ha respinto ogni ipotesi di spostamento dei termini già scaduti per consuntivi e riaccertamento dei residui. La prossima data chiave, su questo punto, rimane dunque il 20 maggio, giorno entro cui bisognerà discutere i rendiconti in consiglio per evitare che si avvii la procedura di commissariamento per gli inadempienti. Province e Città Accanto alla riforma del Patto di stabilità e delle sanzioni per chi l' ha sforato nel 2014 (tetto al 20% della differenza fra obiettivo e saldo reale), il decreto enti locali accoglierà anche l' ultima ipotesi di ripartizione della manovra su Province e Città metropolitane, che qualche settimana fa avevano acceso la polemica politica per eccesso di richieste a Firenze, Roma e Napoli. A "guadagnare" più di tutti dalla nuova revisione, con una riduzione della manovra per 19,3 milioni, è il capoluogo campano, anche perché la revisione ha permesso di pulire la base di calcolo (spesa media ) dalle spese per il servizio rifiuti che la Provincia (come quella di Caserta) ha gestito direttamente a Continua > 13

17 Pagina 40 < Segue Il Sole 24 Ore causa delle norme sull' emergenza. Rispetto all' originale distribuzione governativa, arrivano sconti anche a Roma e Firenze, mentre sono soprattutto Torino, Milano, Genova e Bologna a caricarsi delle quote di manovra tolte alle altre Città. Questi ritocchi, comunque, non cambiano la graduatoria dei tagli nelle Città, misurati in rapporto alla spesa media (una clausola di salvaguardia li blocca al 19,5%), mentre i correttivi alla base di calcolo su Napoli e Caserta si scaricano con piccole modifiche sui dati di tutte le Province. Mobilità La conferenza Unificata di ieri ha poi sancito il via libera al decreto con le «tabelle di equiparazione», cioè la griglia per disciplinare la mobilità del personale tra i diversi compartimenti pubblici. Il decreto, ora indirizzato alla Corte dei conti, serve ad avviare i trasferimenti degli esuberi delle Province (ancora però da individuare), ed era stato contestato dai sindacati per il «doppio binario» che penalizzerebbe proprio gli ex provinciali (si veda Il Sole 24 Ore del 3 aprile) rendendo incerto il mantenimento del trattamento economico. Proprio sul salario accessorio il via libera dell' Unificata è stato accompagnato da osservazioni, il cui accoglimento non è però scontato. «Le valuteremo ha detto il ministro della Pa, Marianna Madia ma il decreto è finalmente in arrivo e ora dipende solo da noi». RIPRODUZIONE RISERVATA. Gianni Trovati 14

18 Pagina 42 Il Sole 24 Ore Cassazione. Il nipote del segretario, privo di requisiti, ammesso a una classe superiore: il controllo toccava al preside. Il favore fuori competenze non è abuso d' ufficio Roma Escluso l' abuso d' ufficio per l' assistente amministrativo in un istituto superiore che fa partecipare il nipote all' esame di ammissione a una classe superiore malgrado non abbia i requisiti. Per far scattare il reato, previsto dall' articolo 323 del codice penale è, infatti, necessario che l' azione contestata rientri nei poteri d' ufficio di chi la commette e, nel caso esaminato, il compito di verificare le carte in regola del condidato era del dirigente scolastico. Una lettura in punta di diritto, che porta la Suprema corte (sentenza 19105) a giudicare inammissibile il ricorso del Procuratore generale contro la decisione della Corte d' Appello di ribaltare il verdetto di colpevolezza del tribunale assolvendo l' imputato. Secondo il Pg la "clemenza" era ingiustificata: il reato c' era. Per l' accusa la Corte di merito aveva sbagliato ad assolvere partendo dal presupposto che esulava dai poteri d' ufficio dell' amministrativo l'"aiutino" dato al nipote per sostenere la prova di ammissione al III liceo scientifico senza aver frequentato il V ginnasio. L' assistente nell' ambito della sua attività, secondo il Pg, aveva personalmente istruito e portato a buon fine la pratica, tacendo sul "particolare" mancante. Una condotta tale da rientrare nel raggio d' azione dell' articolo 323 e decisamente in rotta di collisione con la Costituzione che, con l' articolo 97, vieta i favoritismi imponendo il principio di imparzialità della pubblica amministrazione e l' obbligo di collaborazione per i dipendenti pubblici. La Cassazione però bolla la conclusione del Pg come inammissibile, perchè non prende in considerazione gli argomenti, validi, della sentenza impugnata. La Suprema corte ricorda che il reato in questione va escluso quando «il pubblico ufficiale o l' incaricato di pubblico servizio agisce al di fuori dell' esercizio delle sue funzioni anche se la condotta posta in essere è occasionata dallo svolgimento delle stesse». Nel caso specifico il risultato di far partecipare il nipote alla prova era stato raggiunto dall' assistente malgrado non spettasse a lui verificare i requisiti ma al dirigente scolastico, mentre sul via libera o meno all' idoneità l' ultima parola spettava alla Commissione esaminatrice. In base a questo ragionamento il bluff contestato è privo di qualunque «efficacia causale rispetto a quella partecipazione». Per l' imputato era già caduta in primo grado, con sentenza diventata definitiva sul punto, anche l' accusa di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. RIPRODUZIONE RISERVATA. Continua > 15

19 Pagina 42 < Segue Il Sole 24 Ore Patrizia Maciocchi 16

20 Pagina 3 Sì di Camera e Senato, Grasso e Boldrini esultano. Renzi: ora il conflitto di interessi. Stop ai vitalizi dei condannati Pensioni, Consulta: o il governo paga o cambia la legge. Basta la delibera. I parlamentari condannati definitivamente a pene superiori a due anni non sono degni di ricevere il vitalizio. Il sì dei Consigli di presidenza di Camera e Senato ha fatto esultare i presidenti Pietro Grasso e la presidente della Camera Laura Boldrini: «Un segnale forte verso i cittadini». Di certo, un segno di vitalità da parte della seconda e della carica dello Stato che su questa iniziativa hanno caratterizzato il loro mandato. Una vicenda che ha rappresentato anche l' occasione dell' ennesimo conflitto tra il Pd e il M5S. Per i grillini si tratta di «una farsa». Il partito di Matteo Renzi, invece, ha sottolineato che ancora una volta il M5S si è chiamato fuori: «Noi cambiamo il Paese, loro restano sul tetto». Va detto che anche Forza Italia e Area popolare non hanno partecipato al voto». La delibera approvata introduce appunto misure per la «cessazione dell' erogazione di vitalizi e pensioni a favore di deputati cessati dal mandato che abbiano riportato condanne definitive per reati di particolare gravita». Si tratta di reati gravi come mafia e terrorismo, la maggioranza dei reati contro la Pubblica Amministrazione: peculato, concussione, violazione del segreto d' ufficio, ad eccezione del reato di abuso d' ufficio. Per tutti gli altri reati non previsti specificatamente, invece, affinché scatti la cessazione dell' erogazione del vitalizio, occorre che vi sia stata una «condanna definitiva con pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a sei anni». Altra particolarità le colpe dei padri non ricadranno sui figli: le norme contenute nella delibera «non si applicano agli assegni e pensioni di reversibilità spettanti ai familiari superstiti», ma solo nel caso in cui il deputato sia deceduto «in data anteriore all' entrata in vigore» della delibera. Infine, le misure «non si applicano qualora sia intervenuta la riabilitazione». Renzi ha toccato le corde della sinistra Pd dopo il conflitto sull' Italicum. Stesso schema: ha mandqto avanti il ministro per le rifome Maria Elena Boschi ad annunciare l' introduzione del conflitto di interesse per la partecipazione alla vita pubblica. Mercoledì prossimo si riunirà l' assemblea dei deputati Pd che dovrebbe eleggere Ettore Rosato capogruppo, ma Boschi ha aperto sulla riforma del Senato («Il testo non è blindato») e in più sul campo delle riforme rispunta la legge sul conflitto di interessi, tema caro e maledetto per la sinistra: «Il conflitto di interessi lo porteremo in Aula nelle prossime settimane. Ora e' in Continua > 17

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