POPOLARI? MICA TANTO. settimanale diretto da luigi amicone anno 16 numero 32/33 22 agosto ,00

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1 settimanale diretto da luigi amicone anno 16 numero 32/33 22 agosto ,00 Poste italiane spa - spedizione in a. p. D.L. 353/03 (conv. L. 46/04) art. 1 comma 1, ne/vr POPOLARI? MICA TANTO

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3 EDITORIALI RETROMARCIA A PALERMO E TARANTO Il regime delle procure le ha sparate un po grosse e inizia a vacillare. Bene Primi scricchiolii del regime delle procure e dei loro ventriloqui a mezzo stampa. L ulema di Palermo, quello che secondo lui avrebbe dovuto riscrivere la storia d Italia, fa marcia indietro e non vede l ora di andare a fare l eroe azteco all Onu. La procura tarantina capisce la solfa e aggiusta il più pazzo dei sequestri del mondo. Quello che, in nome della salvaguardia dell ambiente e della salute, tutte cose che erano già nel programma del Vendola Governatore di Puglia (e cosa ha fatto, dal 2005 ad oggi, il Vendola Governatore di Puglia per queste cose di cui Taranto tanto si duole?), avrebbe tolto il pane di bocca a migliaia di famiglie e operai Ilva. I monomaniacali della legalità stentano nella loro propaganda estiva. E anche il re dei contadini furbi (quello che con la scusa delle mani pulite si è fatto un partito) non si sente tanto bene. Insomma, buone notizie. Ora, benché la malattia prometta altri penosi strascichi (sono lì, sul tavolo del Csm, organo che dovrebbe essere di autogoverno della magistratura, 320 firme di magistrati che si schierano contro ogni ipotesi di azione disciplinare contro un collega che ha insultato pubblicamente uomini e istituzioni che non la pensano come lui), si può ragionevolmente supporre che dopo l acquazzone dello sfascismo, arrivi il sereno di una ripresa di responsabilità politica e la serenata di riforme necessarie a dare un futuro al nostro amato Paese. Questo è il nostro auspicio di mezza estate. Prima la giustizia. Con legge sulle intercettazioni, divieto di sputtanamento della vita degli altri, eccetera eccetera e, speriamo, indulto e amnistia. Poi il resto, che a causa dei bizantinismi politici e dei ricatti giudiziari è stato interdetto per oltre quattro lustri. IL RAPPORTO DEL DIPARTIMENTO DI STATO Obama calpesta la libertà di coscienza ma vuole insegnarla all Europa Ci vuole una bella faccia di bronzo per scrivere nero su bianco che l Europa vìola la libertà religiosa in quanto in Francia e in Belgio è vietato per legge alle donne musulmane di indossare il niqab o il burqa. Eppure è quel che si legge nel Rapporto sulla libertà religiosa internazionale pubblicato pochi giorni fa dal Dipartimento di Stato americano sotto gli auspici del segretario di Stato Hillary Clinton, che lo ha debitamente enfatizzato nelle sue dichiarazioni pubbliche. Dopo la riforma della sanità voluta dall amministrazione Obama, la normativa per le assicurazioni sanitarie obbligatorie impone anche alle istituzioni di ispirazione religiosa che hanno dipendenti di pagare assicurazioni che forniscono sterilizzazioni, medicinali abortivi e anticoncezionali: una violenza contro la libertà di coscienza ben più grave del divieto di indossare abiti che sottintendono l oscenità del corpo femminile e un ostilità radicale verso la società. Mentre condanna l islamofobia e il rinascente antisemitismo in Europa, il rapporto non dice una parola sull imposizione dell ideologia del gender in ambito educativo e nel mondo del lavoro, in violazione della libertà di coscienza di famiglie e dipendenti pubblici e privati. Il rapporto concentra i suoi strali su Cina e Iran, avversari strategici degli Stati Uniti, e rinnova le critiche a Egitto e Arabia Saudita solo perché non può contraddire quanto Con la riforma sanitaria anche le istituzioni religiose devono pagare per pratiche abortive. Una violenza ben più grave del divieto al niqab musulmano Fra il Quirinale intercettato e il caso Ilva i monomaniaci della legalità stentano nella propaganda e anche il re dei contadini furbi (Di Pietro) non si sente tanto bene già affermato in passato. Ma l insieme lascia l impressione che per l amministrazione Obama la libertà religiosa sia solo uno strumento subalterno agli obiettivi di politica estera degli Usa, che oggi identificano come loro principale interesse un alleanza con l islam politico sunnita. FOGLIETTO Macigni e ripresa. Le poche e preziose possibilità di uscire dal commissariamento e recuperare sovranità Due macigni bloccano le nostre chance di ripresa: le esigenze di rilanciare lo sviluppo e di recuperare una piena sovranità. In parte sono intrecciate: senza sviluppo non vi sarà sovranità, ma senza sovranità la subalternità in atto (uno Stato commissariato che tratta con Stati legittimati) diventerà fattore decisivo di declino. Vi è intreccio ma non completa sovrapposizione: per lo sviluppo serve un motore attivo, uno schieramento capace di strategia. I vari compromessi per anche future grandi coalizioni saranno utili se guidati dalla soggettività politica e non sostitutivi di questa. Difficilmente, invece, sarà possibile senza qualche convergenza tra le varie forze residuamente responsabili dei vari campi politici un recupero di sovranità dopo venti anni di deriva determinata in prima istanza (in seconda vi è certo la follia di un bel pezzo del centrodestra e l ignavia di centristi e sinistra responsabile ) dai settori della magistratura che hanno destabilizzato le istituzioni democratiche aprendo varchi a un consolidato sistema di influenze straniere. C è spazio per esiti positivi su questi due distinti ma intrecciati fronti? Non molto. Si tratta di superare l attuale commissariamento tecnico magari utile per una tregua ma non in grado di recuperare sovranità: e ciò sarà difficile perché le varie cancellerie difenderanno le loro teste di ponte. Si tratta poi di non arrendersi né a spinte identitarie né alla deriva dei topini nel formaggio che cercano solo nicchie di potere per sé. Lodovico Festa 22 agosto

4 settimanale diretto da luigi amicone anno 16 numero 32/33 22 agosto ,00 interni lo sportello e il territorio e azioni non si contano, si pesano». Assurte a simbolo del cinico degli specchi tra via Nazionale e piazno del consiglio di gestione. Al suo posto, pelare proprio mentre, in una sorta di gio- re delegato, cioè amministratore, all intersmo della finanza, le parole di za Meda, l istituto di credito viene spinto consigliere delegato sarà Piero Montani: la Enrico Cuccia trovavano un eccezione nelle banche popolari, vera isola di democrace aziendale attraverso l adozione di quel da 2 milioni di euro e soprattutto della a cambiare statuto mutando la governan- scelta desta polemiche per via del cachet zia in virtù del principio capitario una modello duale che entrerà in vigore una buonuscita di pari importo garantitagli testa, un voto. Almeno fino all era odierna, quella della tecnica al potere. Che vede alla quale Amici concorre. risultati tali da precludergli un rinnovo volta conclusa la consultazione elettorale anche nel caso in cui Montani consegua quel principio messo tanto in discussione da indurre l associazione Amici del- sostenuta dagli Amici (e da Mediobanca) to con Amici saranno ben altri, mentre lo Con voti contro 2.274, la lista del mandato nel Ma i motivi di attrila Bipiemme a ipotizzare il proprio scioglimento: una mossa che potrebbe essere cati bancari Fabi e Fiba: Filippo Annunziave, prende le distanze da Amici. sconfigge la cordata sostenuta dai sinda- stesso Bonomi, lasciando fare all executi- annunciata il mese prossimo per denunciare la concentrazione in mani sempre za, Andrea Bonomi che con Investindu- a un gioco di sponda tra mosse interne e ta va a presiedere il consiglio di vigilan- Anche in questo caso si assiste come più ristrette delle leve della finanza. strial ha di suo una dote di 143 voti quello di gestione. Matteo Arpe lascia il cam- tenaglia. Prima si muove Bankitalia, che mosse esterne, col risultato di un effetto Tutto ha inizio un anno fa, in piazza Meda, sede della Banca Popolare di Milano. Il 22 ottobre si vota per l introduziodo la polemica innescata dalla nota fatlizzato un «accordo parasociale in forma po, insieme a Marcello Messori, rilancian- il 4 gennaio contesta ad Amici di aver reane del modello duale: non più un consiglio di amministrazione ma un consi- in mano ad Amici. Come dire: una cric- 20 comma 2, del Testo Unico Bancario. La ta uscire in estate su Repubblica: Bpm è associativa ai sensi e per gli effetti dell art. glio di vigilanza che a sua volta nomina ca. Quella degli Amici è in realtà una vittoria mutilata. Alla vigilia dell assemblea vigilanza di tale accordo integra una viola- mancata comunicazione all autorità di un consiglio di gestione. Due le principali liste in campo per eleggere l organo di sorveglianza. Amici della Bipiemme, che rag- presidente Massimo Ponzellini un plico, (testo unico bancario). Sulla testata onli- elettorale infatti Bankitalia recapita al zione dell articolo 20, comma 2, del TUB» gruppa molti dipendenti della cooperativa bancaria, si presenta all appuntamen- all assemblea così come l ha ricevuto. È di ria dell Economia, commenta sapido: «Un che quest ultimo l indomani gira sigillato ne Linkiesta Giulio Sapelli, docente di Stoto dopo che, alcuni mesi prima e in concomitanza con una verifica della Banca d Itato al momento in cui il direttore genera- contribuendo a quello straordinario feno- fatto, con qualche mese di anticipo rispet- accordo tra soci che vanno in assemblea lia, qualcuno ha passato una nota riservata a Repubblica sulle carriere interne alla gine, lo stop ad Enzo Chiesa, il quale alla Italia che sono le assemblee, appunto, delle verrà ufficialmente sottoposto ad indameno di democrazia economica unico in Bpm. Priva di valore effettivo, ma screditante per Amici, la nota è stata fatta trabe potuto assumere il ruolo di consiglie- to cooperativo ch esse siano, viene scamluce dei risultati delle liste in lizza avreble banche cooperative, popolari o di credi agosto 2012 ESTERI COSE DELL ALTRO MONDO mmaginate se sui giornali italiani apparisse in prima pagina una foto scatta- sia i palermitani che i corleonesi, e quel- al tempo in cui era ordinario militare, e una parte i capi supremi di Cosa Nostra, primi due monsignor Angelo Bagnasco, ta nella biblioteca di un grande carcere italiano, tipo Rebibbia a Roma o quello che della Nuova camorra organizzata; di ne Pivetti. E sotto l articolo spiegasse che li della camorra, sia del clan dei Casalesi un ex politico tipo Claudio Martelli o Ire- di Opera alle porte di Milano. Immagina- fronte a loro una delegazione dell Unione Europea, guidata dal presidente José di mafia e di camorra per il controllo è stata conclusa una tregua nelle guerre del biato per un accordo parasociale che ha di solito per attori azionisti e non persone che hanno dei limiti predeterminati al possesso azionario e che votano per capita». Quale garante del corretto funzionamento del mercato, la Consob avrebbe potuto invalidare le assemblee e annullare i passi conseguenti compiuti dalla Bpm e puntualmente registrati da Piazza Affari, nei cui listini l istituto di credito è quotato. Invece l autorità di vigilanza del mercato e della Borsa preferisce prendere un altra strada e focalizza la propria attenzione sui lavoratori della banca, su Amici appunto, decidendo di convocarne 17 esponenti. Pressoché esiziali per il prosieguo dell attività associativa, le sanzioni in cui Amici potrebbe incorrere fino a 2,5 milioni di euro di multa non rimettono peraltro direttamente in discussione alcuna delle scelte operate da Bpm. Bonomi si muove tra l intervento della banca centrale e quello dell autorità sulla Borsa. Mentre Gherardo Colombo ex magistrato del pool di Mani Pulite viene chiamato a non occuparsi solo dei libri Garzanti (la Rai arriverà dopo) e Montani procede nell opera di disboscamento 700 dipendenti sono accompagnati anzitempo alla porta la scintilla tra Bonomi e gli amici della cordata elettorale si accende il 20 giugno, quando ilcorriere della Sera FATTI INAUDITI Fine del carcere duro e il massacro si ferma Da quando, il 9 marzo scorso, i capi delle maras non sono più sottoposti al carcere duro, il tasso di omicidi in El Salvador, fino ad allora il più alto del mondo, è calato di due terzi, da 14 omicidi al giorno in un paese di 6,2 milioni di abitanti a 4-5. Il 14 aprile il paese ha celebrato il primo giorno senza uccisioni dalla sua indipendenza (1821). riferisce di un ingiunzione di sfratto intimata all associazione e attribuita dal quotidiano edito dalla Rcs (nel cui consiglio di amministrazione siede lo stesso Bonomi) proprio al presidente del consiglio di gestione. In realtà la firma dell atto è quella del consigliere delegato, ma si tratta di un dettaglio rispetto al nocciolo della questione: l intimazione è effettiva entro il 31 luglio Amici deve riconsegnare i locali e tutti gli strumenti attraverso cui svolge l attività associativa e soprattutto è stata fatta trapelare in tempo reale all esterno dell istituto. La stampa gongola Con straordinaria coralità, voci diverse come Corriere, Repubblica e Libero plaudono alla scelta ed elogiano a una voce sola una sacrosanta azione contro ingiustificati privilegi e rendite di posizione parassitarie non più al passo coi tempi. Rigettando simili versioni giornalistiche, un comunicato di Amici denuncia «un clima di caccia alle streghe» cui l informazione viene strumentalmente piegata. Ma il Pochi anni fa un saggio dedicato all istituto di piazza Meda era intitolato la banca dei milanesi. oggi, di fatto, laggettivo popolare resta solo un involucro formale la sede centrale di banca Popolare di Milano in piazza Meda i fatti lo statuto Meno poteri ai soci Con il nuovo statuto di Bpm l approvazione del bilancio è sottratta all assemblea e riservata al consiglio di gestione. amici di bpm l ipotesi di scioglimento l associazione Amici della Bipiemme contesta la lesione del principio capitario una testa un voto tanto da ipotizzare il proprio scioglimento per protesta contro la concentrazione in mani sempre più ristrette delle leve della finanza. la mossa potrebbe essere annunciata il mese prossimo. messaggio fatto filtrare sulla stampa passa e la finanza gongola. Termometro puntuale, la Borsa alla notizia dell alt intimato ad Amici registra un incremento dell 1,69 per cento del valore del titolo Bpm. Pochi anni fa un saggio dedicato all istituto di piazza Meda era significativamente intitolato La banca dei milanesi. Oggi, nell era della tecnica al potere, uno statuto senza pari in qualsiasi altra banca l approvazione del bilancio è sottratta all assemblea e riservata al solo consiglio di gestione e un comitato di gestione presieduto da una figura proveniente dal private equity e quindi col passo di chi (normalmente nel breve termine: in un arco temporale sui 5 anni) rimette ordine, recupera valore e vende stanno tramutando la stessa Bpm in una spa di fatto, salvaguardando l involucro formale di banca popolare ma riducendolo a schermo. Così, l esecuzione della richiesta di rilascio dei locali da parte di Amici può essere il cavallo di Troia attraverso il quale il principio cucciano della prevalenza del più forte fa il suo ingresso anche nella cittadella finora inespugnata delle banche popolari e costringe gli abitanti di quella stessa cittadella a disperdersi. Michele Proietti 22 agosto Tra i mediatori della trattativa ci sarebbe l ordinario militare Fabio Colindres (a lato, con i membri della mara Salvatrucha durante una Messa in carcere). Nell altra pagina, in basso, la deposizione delle armi dei mareros ai piedi del segretario dell Oas Insulza, il 13 luglio scorso in piazza a San Salvador minato Zacatraz) a strutture a regime più flessibile. E anche se le autorità negano, è ovvio a tutti che una trattativa e uno scambio ci sono già stati. Gente comune, alcuni politici, criminologi e uomini di Chiesa esprimono critiche e dubbi intorno a quello che sta avvenendo. Ma con una certa compostezza. E soprattutto nessun pm si azzarda a intervenire. Per una semplice ragione: da quando, il 9 marzo scorso, i capi delle maras non sono più sottoposti al carcere duro, il tasso di omicidi in El Salvador, fino a quel momento il più alto del mondo, è diminuito di due terzi, da 14 (quattordici!) omicidi al giorno in un paese di 6,2 milioni di abitanti a 4-5. Il 14 aprile El Salvador ha celebrato il primo giorno della sua storia di Stato indipendente (dal 1821) trascorso senza omicidi. L invasione dei giovani criminali Prima della svolta delle maras salvadoregne, la regione dell America centrale formata dai tre Stati confinanti di El Salvador, Honduras e Guatemala costituiva l area del mondo dove gli esseri umani corrono il maggior rischio di perdere la vita in modo violento, addirittura più che in Afghanistan o in Iraq. Grandi poco meno dell Italia se sommati insieme, con una popolazione totale che è meno della metà di quella italiana, i tre Stati occupavano fino a poco tempo fa rispettivamente il primo, il secondo e il quinto posto nella classifica mondiale del numero di omicidi ogni 100 mila abitanti (71 El Salvador, 67 l Honduras e 46 il Guatemala). In numeri assoluti, si parla di 17 mila assassinî all anno: in Italia i morti ammazzati sono poco più di 600 all anno. delle condizioni di detenzione, come premessa di una soluzione a lungo termine poco fuori da San Salvador, capitale di El il 12 luglio nel carcere di La Esperanza, del problema della criminalità nell Italia Salvador, si sono seduti al tavolo del negoziato il vescovo castrense monsignor Fabio meridionale; che mafiosi e camorristi hanno presentato una lista di richieste, fra le Colindres, l ex deputato del Fmln (l antica guerriglia di estrema sinistra oggi par- quali quella di godere dei benefici carcerari negati dal 41 bis e quella di cancellare la legislazione premiale per i criminali delegazione dell Organizzazione degli Statito politico di governo) Raúl Mijango, una che collaborano alle indagini. Beh, anche ti americani guidata dal suo segretario in presenza di vigorose smentite da parte generale José Miguel Insulza e i più famosi dei capi delle maras, le organizzazioni dei ministri della Giustizia e degli Interni, nonché del presidente del Consiglio e del criminali nate negli anni Ottanta e Novanta come bande giovanili fra i latinoame- capo dello Stato, e anche se Barroso e la Commissione europea esprimessero pubblico apprezzamento per l iniziativa, non na dorsale dello spaccio di droga nei paericani emigrati negli Stati Uniti, oggi spi- c è dubbio che i giornali lancerebbero grida di scandalo di fronte a un palese episo- assoluti delle attività di estorsione e dei si dell America centrale nonché padroni dio di trattativa Stato-mafia, e che procure di chiara fama lancerebbero indagini e sono stati preceduti dal trasferimento dei sequestri di persona. Gli incontri attuali invierebbero avvisi di garanzia. grossi calibri della Salvatrucha e delle due Ebbene, quella che in Italia è un ipotesi del tutto irrealistica e che metterebbe Sureños), le tre entità che da anni si com- fazioni del Barrio 18 (i Revolucionarios e i in grossi guai anche chi solo si azzardasse a formularla come auspicio, è diventata sano la gente comune, dal carcere di battono spietatamente nel mentre che ves- mas- te che la foto mostri, seduti a tavoli disposti sui tre lati di un quadrilatero aperto, da Manuel Barroso; e nel lato che separa i territorio in cambio di un miglioramento realtà in un lontano paese delle Americhe: sima sicurezza di Zacatecoluca (sopranno- El Salvador sia legata principalmente Che la disastrosa statistica almeno in agosto agosto STORIE ra mi è chiaro quanto ho perso. Ho cercato di sopraffare la vita, la povertà e l angoscia. Ho intravisto una felicità distorta nei soldi facili e nella malavita. Credevo che la gente mi rispettasse, ma mi temeva. Ed ero solo». Giuseppe Foscherini è cambiato. Non è più il ragazzo appena maggiorenne che ventun anni fa si affiliò a una cosca mafiosa, prese a rapinare e a minacciare, venne arrestato e adesso sta scontando la sua condanna. Giuseppe detto Pino c è rinato, in prigione. «Sono stato fortunato. Mi hanno beccato quasi subito, quando non avevo ancora compiuto danni irreparabili. In carcere ho incontrato persone che mi hanno insegnato a uscire dal mio autocompiacimento. E mi hanno fatto scoprire che anche io sono buono». Un ragazzo del Salento, tarantino, indefesso lavoratore nel negozio dei nonni. Pino cresce in una famiglia frantumata dopo la separazione dei genitori, la morte della madre e le seconde nozze del padre. «Avevo i miei grilli per la testa, ma davo sempre il cento per cento in tutto. Sia quando lavoravo, sia quando rapinavo. Avevo stabilito come dovevano andare le cose. C è chi decide di fare un mestiere, chi indossa una divisa e chi si immischia in affari loschi. La scelta tra queste tipologie umane rappresentava la svolta per me. Ma, grazie a Dio, la vita è ben altro». Per entrare nel carcere di Opera si passa per due blocchi di polizia peniten- IL CIELO DENTRO MILANO so, bisogna lasciare i dispositivi elettronici, i cellulari, i documenti. Nel secondo si attraversa un metal detector e si entra nel giardino principale. Nel cielo grigio di Milano si staglia la grigia struttura della casa di reclusione. Da una parte, la sezione dedicata al 41 bis, il regime di isolamento più duro, quello riservato ai mafiosi. Ma qui c è soltanto un grande giardino, curato, contornato da alti edifici in cemento che ostacolano lo sguardo, e lo rivolgono inevitabilmente al cielo. E poi c è Pino, quarant anni e un figlio, del quale dal penitenziario si è riscoperto padre: «In lui rivedo me, ripercorro la mia vita e, in parte, i miei errori. Capisco la fortuna che ho avuto e gliela racconto». Il tassello mancante Quando una sera di vent anni fa vennero ad arrestarlo, trovarono l intero quartiere in subbuglio. I marescialli, che conoscevano Pino da quando era alto così, non credevano al nome scritto sul mandato. No, è un bravo ragazzo, un gran lavoratore. Non segue certi giri, non sta coi banditi. «Invece ero io dice Pino con un sorriso amaro sulle labbra e nessuno lo sapeva». Si era nascosto anche da suo padre. Gli disse: «Pino, non può essere vero». «I miei genitori non mi credevano capace di tanto. Si erano costruiti «Come il protagonista del musical, io sono stato salvato dall incontro con Isabeau e, di conseguenza, da tutti gli ostacoli che ho superato per raggiungere questo momento» Inizia così la lunga trafila di Pino attraverso le carceri della penisola. «Sono stato aspro. Ho fatto di tutto per lavorare contro di me e contro chi voleva aiutarmi. Mi sentivo schiacciato dall ingiustizia, oppresso dal mio futuro in galera. Comprendevo In queste foto, Giuseppe Foscherini durante le prove nel carcere di Opera e sul palco del teatro Arcimboldi, Milano, dove lo spettacolo La luna sulla capitale è stato messo in scena per la prima volta in pubblico cere di Spoleto, decide di studiare. A 29 Destinazione: Opera. «Se in una conversazione aggredisco fisicamente chi discu- offusca la mente, e resta solo da menare le rio i desideri del cuore, è insostenibile. Si anni arriva il diploma artistico e si prepara a un altro trasferimento, a Rossano te con me, non significa necessariamente mani. Invece, se ti confronti con la voglia (Cs). Qui Pino incappa in un nuovo ostacolo che segna la sua permanenza dietro le teggiare le sue tesi. Il più delle volte la lot- riflette oggi Foscherini. che non possieda argomenti adatti a fron- di apprendere, hai già vinto la partita», sbarre. «Mi mancava poco per uscire racta scivola dal campo della dialettica a quel- Ma manca sempre quel tassello, quel un castello mentale su chi ero, su cosa ziaria. Un cancello nero, alte sbarre di facevo, su cosa desideravo dalla vita. Me che a questa fatica doveva seguire un passo. Ma non sapevo quale». Intanto, nel carno». Pena prolungata e biglietto del treno. paura di scoprirsi, di mostrare all avversa- potesse essere colmato da cose diverconta ma ho fatto a botte con un secondilo delle convinzioni più intime, dove la passo. «Non era un vuoto elastico, che metallo. Alla prima tappa, dopo l ingres- ne rendevo conto, e volevo infrangerlo» agosto agosto CULTURA IL CAPOLAVORO 1430 e il 1440, mentre sappiamo con certezza che morì nel 1516, entrando a far par- di Marco Bona Castellotti econdo una celebre canzone di Giorgio Gaber, Cerutti Gino era «il re ziani (vedi l esempio di Tiziano), instancate del folto gruppo dei grandi vecchi vene- del Giambellino». Ma, oltre ad aver bili, combattivi, attaccati alle cose materiali e ai soldi, attenti a ogni fremito dell arte dato il nome a un quartiere periferico di Milano, il Giambellino chi era? Nel dilagare dell ignoranza, non solo primaria sero da seguire se ne valeva la pena. che colleghi e rivali proponessero e che fos- e secondaria, vale la pena rischiarare la memoria e far riaffiorare la figura di Giovanni Bellini detto il Giambellino, il mag- Pittore che non ebbe mai il timore di Il maestro che imparava sempre gior pittore del rinascimento veneziano, imparare sempre, Giovanni Bellini, versato in una singolare economia di scambi, se per rinascimento intendiamo la grande stagione culturale del secondo Quattrocento che sconfina nei primi due decenni menti e ne prese, tracciò linee di tenden- in un do ut des perpetuo, diede suggeri- del secolo successivo. za così indelebili da rimanere vive nella Più di quarant anni fa mi avevano insegnato che l arte veneziana viveva di un suo Cinquecento. Ebbe un altro esclusivo pre- pittura, non solo veneziana, per l intero pur luminoso isolamento, determinato gio: di essere un pittore altamente religioso, in una Venezia abituata agli ammicca- sostanzialmente dal fatto che il suo fulgido medioevo artistico avevo subìto un inflluenza così radicale della cultura bizansione di soggetti sacri, come le innumerementi profani, e Bellini lo fu nella profutina da provocare, rispetto al progredire voli Pietà ricordiamo quella sublime a dell arte italiana, un fenomeno simile a Brera, le grandi pale d altare, le Madonne col Bambino, le figure di santi e san- una reazione, ma che in realtà di reazione non si trattava, bensì di un particolare consistere figurativo. Posso oggi confer- temi devozionali, anzi, nel momento di te. Pittore religioso, ma non appiattito sui mare che tale succinto concetto era vero; onorare le commissioni di quadri profani, ciò significa che anche il rinascimento, ugualmente eccellente, ancorché meno a Venezia, tardò a farsi largo fra le remore del gotico internazionale e l invasione stra di pervenire a un patetismo toccante e commosso. Nelle Pietà Giambellino dimo- degli elementi ornamentali, come vediamo per esempio nell architettura veneziatrollato nella lucidità delle composizioni, condiviso, a un dolore personificato, conna, ma che poi da esso sortì un linguaggio artistico proteso verso forme moder- quasi monastico delle forme. Tutto questo sempre segnato da un rispetto liturgico e ne e pienamente prospettiche, proprie di lo possiamo vedere e capire nel dipinto un umanesimo che, in taluni speciosi casi, che costituisce il fulcro di una mostra allestita (per due mesi a partire dal 19 agosto) merita appieno il titolo di cristiano. Fu proprio Giovanni Bellini il protagonista nel Museo della Città di Rimini, concepita maggiore di tale rinnovamento. in seno al prossimo Meeting. Ha per titolo Gli angeli della Pietà. La Pietà è quel- La data della sua nascita non si conosce, ma è probabile che fosse nato tra il la di Cristo morto de cruce sublato, agosto 2012 IL DIPINTO Giovanni Bellini, Cristo morto con quattro angeli, 1474 ca Olio su tavola, 80 x 120 cm. Nel 1547 era conservato nella sagrestia della chiesa di San Francesco a Rimini, poi Tempio Malatestiano. Giunse al Museo della Città (dove tuttora si trova) nell Ottocento. Nel 1499 apparteneva al giureconsulto Rainerio Migliorati, consigliere dei Malatesta, che l aveva lasciato per testamento alla chiesa di Sant Antonio Abate a Rimini (demolita) perché fosse messo nella sua cappella. La chiesa, alla fine del Quattrocento, fu intitolata alla Santa Croce, una GLI ANGELI DELLA PIETÀ Rimini, Museo della Città 19 agosto-6 novembre Mostra a cura di Marco Bona Castellotti e Massimo Pulini, concepita in seno al Meeting Catalogo Allemandi. ragione in più per ipotizzare che deposto, assolutamente autonomo come altre Pietà di Bellini e il Migliorati fosse stato anche il committente del quadro. Sembra non facente parte di un polittico infatti che a Rimini il culto del come taluno erroneamente crede, Crocifisso fosse abbastanza rientrava pienamente nella diffuso, e questo Cristo morto e cultura della Passione. 22 agosto agosto 2012 SOMMARIO 16 Poste italiane spa - spedizione in a. p. d.l. 353/03 (conv. l. 46/04) art. 1 comma 1, ne/vr La Banca Popolare di Milano è sempre più una S.p.a. Con la supervisione di via Nazionale e la benedizione dei grandi giornali 16 Cooperativa o società per azioni? tutti i retroscena dell operazione che ha liquidato i rappresentanti dell azionariato popolare e portato al comando di Bpm un solo uomo. Anzi, due. Con la supervisione di via Nazionale. e la benedizione dei grandi giornali «L 26 Benedetta trattativa Stato-mafias Fino a qualche mese fa in El Salvador c erano più morti ammazzati che in Afghanistan. Poi un patto molto poco segreto tra il governo e le maras, cosche del narcotraffico, ha fermato il bagno di sangue. Nessun magistrato indaga I 36 Quel tu che fa rinascere l io In carcere Caduta e rinascita di Pino Foscherini, il ragazzo che voleva sopraffare la vita e invece finì in galera. «Ero oppresso dal mio futuro qui. Poi Isabeau e il suo laboratorio teatrale hanno creduto in me. E finalmente ho imparato a donarmi agli altri» «O 44 Così Giovanni Bellini tradusse all occidentale il tema bizantino dello stupore di fronte al più imprevisto degli eventi. La morte del Signore di tutte le cose. In mostra a Rimini la Pietà del maggior pittore del rinascimento veneziano S POPOLARI? MICA TANTO Il Re del Giambellino e i suoi angeli Foto: AGF Foto: AP/LaPresse Da quelli delle contestazioni a quelli degli sponsor, i Giochi segnano lo spirito del tempo. E oggi per accendere la torcia ci vogliono i soldi che l Occidente non ha più. Il futuro dell evento sportivo più emozionante di sempre appartiene a chi ha le palanche 6 Londra L ultima Olimpiade del nostro mondo Londra. Gli ultimi giochi del nostro mondo Da quelli delle contestazioni a quelli degli sponsor. Oggi per accendere la torcia servono i soldi. Il futuro delle Olimpiadi appartiene solo a chi ha le palanche Fred Perri...6 INTERNI Copertina. Cooperativa o società per azioni? Dall azionariato popolare al rappresentante unico (anzi due) di Bpm. Tutti i retroscena dell operazione...16 Politica. Una nuova stagione L Italia positivamente laica e l Italia della fede devono camminare insieme. Un socialista sposa l idea del Papa Ugo Finetti...20 ESTERI El Salvador. La trattativa Stato-maras Un patto neanche tanto segreto tra il governo e i clan ha ridotto gli omicidi nel paese più violento del mondo Rodolfo Casadei...26 Cristiani. Tribolati ma non schiacciati Dall Iraq al Sudan passando per la Terra Santa, la grande testimonianza di fede dei nuovi perseguitati...30 STORIE Carcere. Lo spettacolo del cambiamento Il detenuto Foscherini e l incontro che gli ha permesso di «abbattere le mura che mi dividevano dagli altri» Daniele Ciacci...36 Ricordare Tirana. L epopea di una nazione Tre giovani albanesi alla riscoperta delle proprie radici Daniele Guarneri...40 CULTURA LA CORSA ALL ORO 22 agosto In mostra. La Pietà del Giambellino Lo stupore degli angeli di fronte alla morte del Signore Marco Bona Castellotti...44 Amore multiplo. Poligoni di fatto L attivismo gay apre la strada a nuove geometrie...48 LA SETTIMANA Foglietto Lodovico Festa...3 Non sono d accordo Oscar Giannino...18 Le nuove lettere di Berlicche...25 Boris Godunov Renato Farina...35 Presa d aria Paolo Togni...56 Mamma Oca Annalena Valenti...57 Post Apocalypto Aldo Trento...60 Sport über alles Fred Perri...63 Cartolina dal Paradiso Pippo Corigliano...62 Diario Marina Corradi...66 RUBRICHE L Italia che lavora...52 Green Estate...56 Mobilità Lettere al direttore...62 Taz&Bao...64 Reg. del Trib. di Milano n. 332 dell 11/6/1994 settimanale di cronaca, giudizio, libera circolazione di idee Anno 18 N. 32/33 dal 9 al 22 agosto 2012 DIRETTORE RESPONSABILE: LUIGI AMICONE REDAZIONE: Emanuele Boffi, Laura Borselli, Mariapia Bruno, Rodolfo Casadei (inviato speciale), Benedetta Frigerio, Massimo Giardina, Caterina Giojelli, Daniele Guarneri, Elisabetta Longo, Pietro Piccinini, Chiara Rizzo, Chiara Sirianni SEGRETERIA DI REDAZIONE: Elisabetta Iuliano DIRETTORE EDITORIALE: Samuele Sanvito PROGETTO GRAFICO: Enrico Bagnoli, Francesco Camagna UFFICIO GRAFICO: Matteo Cattaneo (Art Director), Davide Viganò FOTOLITO E STAMPA: Roto2000 S.p.A., Via L. da Vinci, 18/20, Casarile (MI) DISTRIBUZIONE a cura della Press Di Srl GESTIONE ABBONAMENTI: Tempi, Corso Sempione Milano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 tel. 02/ , fax 02/ EDITORE: Tempi Società Cooperativa, Corso Sempione 4, Milano La testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 SEDE REDAZIONE: Corso Sempione 4, Milano, tel. 02/ , fax 02/ , CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITà: Editoriale Tempi Duri Srl tel. 02/ , fax 02/ GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI: L Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Tempi Società Cooperativa, Corso Sempione, Milano. 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6 Da quelli delle contestazioni a quelli degli sponsor, i Giochi segnano lo spirito del tempo. E oggi per accendere la torcia ci vogliono i soldi che l Occidente non ha più. Il futuro dell evento sportivo più emozionante di sempre appartiene a chi ha le palanche Londra L ultima Olimpiade del nostro mondo 6 22 agosto 2012

7 LA CORSA ALL ORO 22 agosto

8 di Fred Perri Un gruppo di giornalisti appena arrivato a Pechino, nella torrida domenica che precedeva l inizio dei Giochi della 29esima Olimpiade, venne scaricato, boccheggiante e sudato, davanti all hotel che lo avrebbe ospitato per le successive tre settimane. Distrutti dal viaggio intercontinentale e dal fuso pensarono di vedere triplo quando notarono che il metal detector posto all ingresso dell albergo non era ad entrare, ma ad uscire. Sì, proprio così, a Pechino nel 2008, in ogni albergo ufficiale, di quelli per i media, gli atleti e i dirigenti, il controllo di sicurezza per il centro stampa/televisivo e per gli impianti, veniva effettuato direttamente nella hall dell hotel. Da lì si usciva da una porta e si saliva direttamente sul bus, che era in un recinto circondato da transenne e controllato. In questo modo si evitavano code bibliche agli stadi. Geniale. Perché a Londra non l hanno fatto? Perché nessun paese occidentale si potrebbe permettere una cosa del genere. Sarebbe dispendioso, oneroso, sarebbe una spesa folle, in manodopera e strumenti (i metal detector costano). Questo è il segno che le Olimpiadi del futuro, per mantenere un livello di assoluta eccellenza, potranno essere organizzate solo da paesi appartenenti all area delle economie emergenti, a quelle che ora hanno le palanche, a quelle dove il costo del lavoro incide per tre vecchie lire e l opposi- zione viene messa a tacere se pretende che queste cifre, invece che per impianti faraonici e destinati al nulla, vengano utilizzate per migliorare la qualità della vita della popolazione. E quindi protesta. Per questo non stupisce che i Giochi del 2016 siano stati assegnati a Rio de Janeiro e tra le candidate per il 2020 (da cui Monti ha sfilato Roma) c è una sola capitale europea, Madrid, e non si capisce per quale ragione dovrebbe essere preferita a Istanbul, Baku, Doha (il Qatar organizzerà i Mondiali di calcio del 2022, cosa gli costerebbe riempire di impianti il deserto, tra una trivella e l altra?) e Tokyo. Per come stanno messi gli spagnoli non si capisce come possano mettere in piedi un Olimpiade. In ogni caso, come dice un 8 22 agosto 2012

9 LA CORSA ALL ORO PRIMALINEA Foto: AP/LaPresse gruppo di nostri filosofi di riferimento, i Nomadi, noi non ci saremo. Ma questa è un altra storia. Qui facciamo un breve ritratto dei Giochi Olimpici sbarcati nel ventunesimo secolo, nel terzo millennio. Riassunto delle puntate precedenti. Il punto più alto dell età dell innocenza dei Giochi Olimpici fu a Roma Non è un caso che quell edizione si svolse nella città (e nel periodo) della Dolce Vita, di Vacanze romane, del grande e luccicante set cinematografico di Hollywood sul Tevere, con Cinecittà che sembrava gli Universal Studios. Quei Giochi, quelli di Cassius Clay e Nino Benvenuti, degli occhiali di Livio Berruti e dei piedi scalzi tra le vestigia di Roma antica di Abebe Bikila, furono quelli più intensi, furono i Giochi «che cambiarono il mondo» come racconta David Maraniss nel suo libro Roma Gli atleti tedeschi della Germania occidentale e orientale gareggiarono insieme per l ultima volta prima del Il Muro di Berlino stava per essere costruito, la Guerra Fredda stava per entrare nella sua fase più cupa, in Vietnam già si combatteva, anche se l escalation non era ancora cominciata. Era un mondo che si stava frantumando quello che si incontrò a Roma e visse quindi- A Monaco tramontò definitivamente l ideale decoubertiniano di riproporre il sistema greco dell Olimpiade che blocca i conflitti. Il conflitto entrò nei Giochi e fece una strage Nella foto grande, l americano Michael Phelps, l atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne (22 medaglie). A sinistra, nel villaggio olimpico (Atene 1996) esplode una bomba: un morto e 110 feriti. Sopra, alle olimpiadi di Monaco di Baviera (1972) terroristi palestinesi sequestrato e uccidono 11 membri della squadra israeliana. In alto, a sinistra, il massacro di Tlatelolco avvenuto il 2 ottobre 1968 a Città del Messico (300 morti) e, a destra, i duecentisti statunitensi Smith e Carlos con il guanto nero ad avvolgere il pugno chiuso contro il razzismo ci giorni di memorabile oblio. Fu l ultima Olimpiade in cui guerre e inimicizie si fermarono. Poi venne spento il tripode e con la fiamma se ne andò l innocenza. Da lì si precipitò verso i tumultuosi anni Settanta, preparati dall Olimpiade di Città del Messico, il 1968 dei Giochi della protesta, quelli con i duecentisti Smith e Carlos con il guanto nero ad avvolgere il pugno chiuso contro il razzismo, per le Pantere Nere, ma soprattutto con il massacro di Tlatelolco a Plaza de la Tres Culturas. Il 2 ottobre (l Olimpiade sarebbe cominciata il 12) 15 mila persone, soprattutto studenti, scesero in piazza per una delle numerose manifestazioni di quel periodo che tendevano anche ad approfittare dell attenzione del mondo sul Messico per chiedere libertà e riforme. La polizia e l esercito arrivarono con i blindati. Non si seppe mai quanti furono i morti. Secondo la polizia meno di 50, secondo il movimento degli studenti almeno 300. Si sa tutto, invece, di quello che accadde il 5/6 22 agosto

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11 la corsa all oro PRIMALINEA Dall alto in senso orario: Michael Jordan, olimpico con il dream team di basket americano a Los Angeles 1984 e Barcellona 1992; Pietro Mennea, oro nei 200 metri a Mosca (1980) con il tempo di 19 72; Michael Johnson nel 1996 registra il nuovo record (19 32) e vince anche i 400 metri (è il primo a centrare la storica doppietta); Usain Bolt, oro olimpico a Pechino e Londra, con un tempo stratosferico (19 30) Foto: AP/LaPresse Team, del calcio, del tennis, ma soprattutto delle palanche e degli sponsor. Una macchina da guerra commerciale che rensettembre 1972 a Monaco, nella palazzina della delegazione israeliana. La sicurezza era stata mantenuta molto bassa, anche perché i tedeschi non volevano far venire certi ricordi al Mondo (la Seconda Guerra Mondiale era finita da meno di trent anni). A Monaco tramontò definitivamente l ideale decoubertiniano di riproporre nel mondo d oggi il sistema greco dell Olimpiade che blocca i conflitti. Il conflitto entrò nei Giochi e fece una strage: undici atleti che erano andati a Monaco per il loro sogno di sport morirono in modo assurdo (anche per l inadeguatezza della polizia tedesca). Da allora l Olimpiade è blindata. Metal detector, telecamere, villaggi olimpici controllati a vista, missili sui tetti, squadre speciali nascoste in innocui camper da gitanti pronte a intervenire, accrediti vagliati dai servizi segreti. Dopo l Olimpiade delle stragi, vennero quelle dei boicottaggi. Nel 1976 a Mon- treal non si presentarono gli africani per protestare contro la presenza del Sudafrica dell apartheid. Il 16 giugno il regime bianco aveva soffocato nel sangue la rivolta degli studenti contro la legge che introduceva l afrikaans come lingua obbligatoria in tutte le scuole del paese. Migliaia di studenti di colore, di ogni ordine e grado manifestarono per le strade. La polizia rispose sparando. Hector Pieterson, un tredicenne di Soweto, venne ucciso diventando il simbolo della lotta dei giovani contro la segregazione. Pochi mesi dopo, gli stati africani decisero di boicottare l Olimpiade. Lo stesso avvenne nel 1980 a Mosca, quando Con Seul cominciano le Olimpiadi moderne. Quelle dei professionisti, dei vari Dream Team, del calcio, del tennis, ma soprattutto degli sponsor che rendono ricchi gli Stati Uniti non si presentarono come ritorsione all invasione sovietica dell Afghanistan. Quattro anni dopo, a Los Angeles, furono i paesi del blocco comunista (Romania esclusa: Ceausescu, forse il peggiore di tutti, recitava il ruolo di libertario) a non andare. Ma il mondo stava cambiando, c era un Papa polacco a Roma e, soprattutto, un presidente a Mosca deciso ad avviare una serie di riforme. Così, dopo 16 anni, il mondo si trovò riunito a Seul, attorno alla torcia olimpica. Il razzismo e i due blocchi E cominciarono le Olimpiadi moderne. Quelle dei professionisti finalmente ammessi, dei vari Dream 22 agosto

12 PRIMALINEA la corsa all oro de ricchi pochi e non cambia la vita di molti, come sta dimostrando quest edizione londinese in cui i commercianti protestano anche perché, con i due sport più importanti (atletica e nuoto) sistemati nel periferico Olympic Park di Stratford, lo shopping compulsivo non è così compulsivo per le vie del centro. Inoltre, per via dell affollamento e del traffico, molti londinesi e molti dei turisti estivi non olimpici sono stati convinti ad andare altrove. Gli inglesi, poi, non hanno voluto fare la fine dei greci. I costi dell Olimpiade del 2004 hanno inciso non poco sul default dello stato greco. A Londra sono stati attenti. La carta è stata abolita, tutto passa attraverso internet, si fanno molti pezzi di strada a piedi, molte code per il bus, c è la fissazione per la raccolta differenziata a punti tali di finezza che ci vuole una laurea in ecologia per capire dove buttare gli avanzi delle orride mense che affollano il Parco Olimpico. Per risparmiare corrente gli ascensori non hanno i tasti dentro, ma fuori. Ognuno seleziona il piano dove deve andare e basta. Negli uffici, dopo 20 minuti senza persone, le luci si spengono automaticamente. Gli inglesi hanno risparmiato anche sul villaggio per la stampa: nel senso che non l hanno fatto. A Londra un buco per dormire, anche a poche sterline, lo trovano tutti. Lo sponsor col monopolio Poi ci sono le furbate. Non si possono introdurre bottigliette e altri contenitori di liquidi. Per la sicurezza? No, per lo sponsor gassato che ha il monopolio delle bibite dentro il villaggio. Però neanche il bagno schiuma, puoi portarti. A parte che le docce non ci sono, c è un altro sponsor, una multinazionale che possiede, tra gli altri, una famosa azienda di prodotti di questo tipo. Un giorno, ai giornalisti che erano andati a una conferenza stampa organizzata dall Adidas, erano stati regalati dei prodotti, shampoo, A Londra per risparmiare corrente gli ascensori non avevano tasti dentro, ma solo fuori. Negli uffici, dopo venti minuti senza persone, le luci si spegnevano La squadra di fioretto maschile conquista l oro battendo il Giappone bagno schiuma eccetera. Hanno dovuto abbandonare tutto al di qua del metal detector. Ce n era una montagna accatastata. L indomani i tizi al controllo di sicurezza erano tutti cotonati e profumatissimi, chi al tiglio, chi alla mela verde. Questa è l Olimpiade del terzo millennio, una gigantesca industria di consenso e di soldi che il Cio amministra gelosamente, attraverso i suoi membri, ai quali tutte le porte sono aperte, anche se spesso fanno delle birichinate, come farsi corrompere da questo e da quel concorrente. In ogni caso l Olimpiade è tornata a Londra per la terza volta, dopo il 1908 e il Nel primo caso entrò come riserva di Roma, che aveva ottenuto l organizzazione a cui, però, aveva dovuto rinunciare per i danni prodotti dall eruzione del Vesuvio nel Londra riebbe i Giochi nel 1948, i primi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Era un segno Foto: AP/LaPresse agosto 2012

13 Applicazioni per tablet e smartphone Campagna Meeting 2012 Abbonamento annuale Cartaceo Abbonamento annuale Digitale Tutti gli abbonamenti comprendono: www. Tempi in versione digitale.it l Osservatore Romano da you&agip nasce.it www. Sottoscrivendo un abbonamento a Tempi al Meeting di Rimini avrai diritto anche a: di benzina in omaggio by 30 * 30 * di spesa in omaggio by 20 da you&agip nasce Ti aspettiamo al nostro stand PAD B5 - Stand 01 dal 19 al 25 agosto Ricordati di portare la tua tessera * A fronte di una spesa minima di 50

14 PRIMALINEA la corsa all oro Le ragazze del fioretto femminile hanno conquistato oro, argento e bronzo nella gara individuale Sopra, Daniele Molmenti, oro nel K-1 nel giorno del suo ventottesimo compleanno. Nelle tre foto piccole, i cecchini della spedizione azzurra: Jessica Rossi, oro nel trap femminile; Niccolò Campriani, argento e oro nella Carabina 10 e 50 metri; i tre arceri festeggiano la medaglia d oro nel tiro con l arco a squadre di rispetto nei confronti degli stremati vincitori del conflitto con la Germania nazista, quelli che avevano resistito, con Winston Churchill e il suo sigaro, anche quando erano rimasti soli. Li chiamarono Austerity Games. In città c erano le tracce evidenti degli anni di sangue, sudore e lacrime. Cibo, vestiti e benzina erano ancora soggetti al razionamento. Non c era il Villaggio Olimpico, ma i membri di quella che ora viene chiamata Famiglia Olimpica (funzionari, atleti, ospiti vip, media) erano alloggiati nelle caserme dell esercito e della Royal Air Force. Adesso i membri Cio stanno nell albergo più lussuoso della città, hanno un attaché come i generali di corpo d armata, un autista e viaggiano nelle corsie olimpiche. Adesso è tutto un inchino e un incontro, tutti se la cantano e se la suonano. Ma intorno a loro, e a noi, il mondo è di nuovo cambiato e dopo Pechino tutto il resto è mezza collina. La piscina di Pechino, fatta a squame, che cambiava colore in continuazione, come un serpente infido, è ancora là inutile e bellissima. Quella di Londra, invece, verrà smontata e ne rimarrà solo la parte centrale. Lo stadio dell hockey su prato (disciplina a noi oscura) e quello della Bmx sono stati costruiti con i ferrotubi e verranno impacchettati alla fine dei Giochi. Il paragone con Pechino Se Pechino voleva dare un segnale all Occidente non l ha dato quattro anni fa, ma ora. Chi era in Cina nel 2008 fa inevitabilmente dei paragoni. E se la cerimonia d apertura, con Dickens e Shakespeare, Mary Poppins e Harry Potter, 007 e Mr. Bean, i Beatles e i Rolling Stones, forse è risultata più vicina al nostro modo di vedere e di pensare, l Olimpiade all occidentale tramonta qui. Non possiamo reggere il passo con gente come i cinesi che possono fare l Olimpiade perfetta. A quelli di Londra è successo come a tutti i comitati organizzatori: sono partiti con un budget di 4,2 miliardi di sterline, si sono trovati in un niente a 8,4, con gli operai che piantavano chiodi negli impianti a pochi giorni dalla cerimonia d apertura. La sera del 12 agosto il sindaco di Londra, Boris Johnson, consegnerà la bandiera olimpica a quello di Rio de Janeiro e il presidente del Cio (uscente) Jacques Rogge, grigio chirurgo belga, dovrà dire se questi sono i più grandi Giochi di sempre, la formula quasi sempre usata. Ma qualsiasi cosa dica, i Giochi all occidentale muoiono a Londra qua. Quelli del domani saranno un altra cosa. E forse qualcuno, tra qualche anno, ci racconterà l effetto che fa l Olimpiade a Baku. Noi, a Dio piacendo, la guarderemo sereni e un po nostalgici da un punto di vista sportivo, questo resta un evento emozionante, il più grande, più dei Mondiali di calcio davanti alla tv con le pantofole, la frittatona di cipolle, la birra gelata e, con il conforto di una digestione ancora efficiente, il rutto libero. n Foto: AP/LaPresse agosto 2012

15 interni lo sportello e il territorio Cooperativa o società per azioni? Tutti i retroscena dell operazione che ha liquidato i rappresentanti dell azionariato popolare e portato al comando di Bpm un solo uomo. Anzi, due. Con la supervisione di via Nazionale. E la benedizione dei grandi giornali «Le azioni non si contano, si pesano». Assurte a simbolo del cinismo della finanza, le parole di Enrico Cuccia trovavano un eccezione nelle banche popolari, vera isola di democrazia in virtù del principio capitario una testa, un voto. Almeno fino all era odierna, quella della tecnica al potere. Che vede quel principio messo tanto in discussione da indurre l associazione Amici della Bipiemme a ipotizzare il proprio scioglimento: una mossa che potrebbe essere annunciata il mese prossimo per denunciare la concentrazione in mani sempre più ristrette delle leve della finanza. Tutto ha inizio un anno fa, in piazza Meda, sede della Banca Popolare di Milano. Il 22 ottobre si vota per l introduzione del modello duale: non più un consiglio di amministrazione ma un consiglio di vigilanza che a sua volta nomina un consiglio di gestione. Due le principali liste in campo per eleggere l organo di sorveglianza. Amici della Bipiemme, che raggruppa molti dipendenti della cooperativa bancaria, si presenta all appuntamento dopo che, alcuni mesi prima e in concomitanza con una verifica della Banca d Italia, qualcuno ha passato una nota riservata a Repubblica sulle carriere interne alla Bpm. Priva di valore effettivo, ma screditante per Amici, la nota è stata fatta trapelare proprio mentre, in una sorta di gioco degli specchi tra via Nazionale e piazza Meda, l istituto di credito viene spinto a cambiare statuto mutando la governance aziendale attraverso l adozione di quel modello duale che entrerà in vigore una volta conclusa la consultazione elettorale alla quale Amici concorre. Con voti contro 2.274, la lista sostenuta dagli Amici (e da Mediobanca) sconfigge la cordata sostenuta dai sindacati bancari Fabi e Fiba: Filippo Annunziata va a presiedere il consiglio di vigilanza, Andrea Bonomi che con Investindustrial ha di suo una dote di 143 voti quello di gestione. Matteo Arpe lascia il campo, insieme a Marcello Messori, rilanciando la polemica innescata dalla nota fatta uscire in estate su Repubblica: Bpm è in mano ad Amici. Come dire: una cricca. Quella degli Amici è in realtà una vittoria mutilata. Alla vigilia dell assemblea elettorale infatti Bankitalia recapita al presidente Massimo Ponzellini un plico, che quest ultimo l indomani gira sigillato all assemblea così come l ha ricevuto. È di fatto, con qualche mese di anticipo rispetto al momento in cui il direttore generale verrà ufficialmente sottoposto ad indagine, lo stop ad Enzo Chiesa, il quale alla luce dei risultati delle liste in lizza avrebbe potuto assumere il ruolo di consiglie- re delegato, cioè amministratore, all interno del consiglio di gestione. Al suo posto, consigliere delegato sarà Piero Montani: la scelta desta polemiche per via del cachet da 2 milioni di euro e soprattutto della buonuscita di pari importo garantitagli anche nel caso in cui Montani consegua risultati tali da precludergli un rinnovo del mandato nel Ma i motivi di attrito con Amici saranno ben altri, mentre lo stesso Bonomi, lasciando fare all executive, prende le distanze da Amici. Anche in questo caso si assiste come a un gioco di sponda tra mosse interne e mosse esterne, col risultato di un effetto tenaglia. Prima si muove Bankitalia, che il 4 gennaio contesta ad Amici di aver realizzato un «accordo parasociale in forma associativa ai sensi e per gli effetti dell art. 20 comma 2, del Testo Unico Bancario. La mancata comunicazione all autorità di vigilanza di tale accordo integra una violazione dell articolo 20, comma 2, del TUB» (testo unico bancario). Sulla testata online Linkiesta Giulio Sapelli, docente di Storia dell Economia, commenta sapido: «Un accordo tra soci che vanno in assemblea contribuendo a quello straordinario fenomeno di democrazia economica unico in Italia che sono le assemblee, appunto, delle banche cooperative, popolari o di credito cooperativo ch esse siano, viene scam agosto 2012

16 La sede centrale di Banca Popolare di Milano in piazza Meda i fatti lo statuto Meno poteri ai soci Con il nuovo statuto di Bpm l approvazione del bilancio è sottratta all assemblea e riservata al consiglio di gestione. amici di bpm L ipotesi di scioglimento L associazione Amici della Bipiemme contesta la lesione del principio capitario una testa un voto tanto da ipotizzare il proprio scioglimento per protesta contro la concentrazione in mani sempre più ristrette delle leve della finanza. La mossa potrebbe essere annunciata il mese prossimo. Foto: AGF biato per un accordo parasociale che ha di solito per attori azionisti e non persone che hanno dei limiti predeterminati al possesso azionario e che votano per capita». Quale garante del corretto funzionamento del mercato, la Consob avrebbe potuto invalidare le assemblee e annullare i passi conseguenti compiuti dalla Bpm e puntualmente registrati da Piazza Affari, nei cui listini l istituto di credito è quotato. Invece l autorità di vigilanza del mercato e della Borsa preferisce prendere un altra strada e focalizza la propria attenzione sui lavoratori della banca, su Amici appunto, decidendo di convocarne 17 esponenti. Pressoché esiziali per il prosieguo dell attività associativa, le sanzioni in cui Amici potrebbe incorrere fino a 2,5 milioni di euro di multa non rimettono peraltro direttamente in discussione alcuna delle scelte operate da Bpm. Bonomi si muove tra l intervento della banca centrale e quello dell autorità sulla Borsa. Mentre Gherardo Colombo ex magistrato del pool di Mani Pulite viene chiamato a non occuparsi solo dei libri Garzanti (la Rai arriverà dopo) e Montani procede nell opera di disboscamento 700 dipendenti sono accompagnati anzitempo alla porta la scintilla tra Bonomi e gli amici della cordata elettorale si accende il 20 giugno, quando ilcorriere della Sera riferisce di un ingiunzione di sfratto intimata all associazione e attribuita dal quotidiano edito dalla Rcs (nel cui consiglio di amministrazione siede lo stesso Bonomi) proprio al presidente del consiglio di gestione. In realtà la firma dell atto è quella del consigliere delegato, ma si tratta di un dettaglio rispetto al nocciolo della questione: l intimazione è effettiva entro il 31 luglio Amici deve riconsegnare i locali e tutti gli strumenti attraverso cui svolge l attività associativa e soprattutto è stata fatta trapelare in tempo reale all esterno dell istituto. La stampa gongola Con straordinaria coralità, voci diverse come Corriere, Repubblica e Libero plaudono alla scelta ed elogiano a una voce sola una sacrosanta azione contro ingiustificati privilegi e rendite di posizione parassitarie non più al passo coi tempi. Rigettando simili versioni giornalistiche, un comunicato di Amici denuncia «un clima di caccia alle streghe» cui l informazione viene strumentalmente piegata. Ma il Pochi anni fa un saggio dedicato all istituto di piazza Meda era intitolato La banca dei milanesi. Oggi, di fatto, laggettivo popolare resta solo un involucro formale messaggio fatto filtrare sulla stampa passa e la finanza gongola. Termometro puntuale, la Borsa alla notizia dell alt intimato ad Amici registra un incremento dell 1,69 per cento del valore del titolo Bpm. Pochi anni fa un saggio dedicato all istituto di piazza Meda era significativamente intitolato La banca dei milanesi. Oggi, nell era della tecnica al potere, uno statuto senza pari in qualsiasi altra banca l approvazione del bilancio è sottratta all assemblea e riservata al solo consiglio di gestione e un comitato di gestione presieduto da una figura proveniente dal private equity e quindi col passo di chi (normalmente nel breve termine: in un arco temporale sui 5 anni) rimette ordine, recupera valore e vende stanno tramutando la stessa Bpm in una spa di fatto, salvaguardando l involucro formale di banca popolare ma riducendolo a schermo. Così, l esecuzione della richiesta di rilascio dei locali da parte di Amici può essere il cavallo di Troia attraverso il quale il principio cucciano della prevalenza del più forte fa il suo ingresso anche nella cittadella finora inespugnata delle banche popolari e costringe gli abitanti di quella stessa cittadella a disperdersi. Michele Proietti 22 agosto

17 L OBieTTore riorganizzare il risparmio Il caso della banca milanese interroga tutto il sistema italiano di Oscar Giannino La Banca Popolare di Milano si avvia a un deciso turnaround, con 700 esuberi annunciati e interventi di razionalizzazione, riallocazione e verifica dei criteri di prepensionamento alla luce delle disponibilità del fondo esuberi per altre risorse. È un piano severo, nel quadro di una generale rifocalizzazione della banca su efficienza, contenimento dei costi, ripresa della redditività, ridefinizione delle mission aziendali, avvio di dismissione di sportelli, al momento una trentina. NON sono D ACCorDO Per la gestione Montani-Bonomi è l oneroso avvio del nuovo piano industriale Ma la discontinuità è molto profonda rispetto al precedente modello organizzativo della popolare milanese. Ricordiamolo, tra tutte le banche popolari italiane la Bpm era quella nella quale lo statuto accentuava rispetto anche a tutte le altre le modalità di codecisione degli obiettivi e della gestione nelle mani della rappresentanza dei socidipendenti. Se l ultimo avvicendamento ai vertici della banca è avvenuto sotto il pressante impulso delle indagini giudiziarie e delle misure cautelari che hanno colpito l ex presidente Massimo Ponzellini, anche il confronto sulla leadership uscente di Roberto Mazzotta alla precedente tornata si era consumata intorno alle forme e ai limiti di cogestione attribuiti agli Amici della Bpm, il coordinamento soci dipendenti raccolti nei sindacati interni. Di fatto, quel che sta avvenendo alla Bpm è una sorta di mutamento della sua natura giuridica, con l allineamento a molte delle caratteristiche fondamentali di una banca commerciale in forma di Spa. Nessuno ascoltò il governatore Draghi Almeno quattro sono le considerazioni essenziali che la vicenda attuale Bpm evoca. La prima è che i sindacati dei dipendenti soci vengono sanzionati duramente per il cattivo uso che hanno fatto delle proprie scelte gestionali. I Le tante componenti della vita pubblica che hanno passato il a magnificare le banche popolari e le Bcc come forza vera del sistema italiano, che fine hanno fatto oggi? precedenti direttori generali e vice non hanno compreso che le prerogative di un tanto esteso ambito di cogestione andavano asseverate perseguendo scelte di indiscutibile eccellenza e redditività, che a quel punto avrebbero spuntato le armi a chi è convinto che la formula cooperativa sia superata dal tempo. La seconda è figlia di un errore di percezione politico. In effetti, durante l intero mandato di Mario Draghi in Bankitalia, furono numerosi gli accenni che l allora governatore riservò alla necessità di una profonda rivisitazione della governance e delle caratteristiche del modello di banca popolare nel nostro ordinamento. Tuttavia la politica in Parlamento fece capire che non avrebbe seguito il governatore, e di conseguenza gli istituti confidarono di poter affrontare le conseguenze dei rilevanti problemi emersi nelle indagini 2005 la Popolare di Lodi di Fiorani, lo scandalo Italease eccetera senza tuttavia avviare un proprio ripensamento, che non rinunciasse alla formula cooperativa ma la auto adeguasse ai tempi. Una lettura della crisi sbagliata La terza considerazione deriva dalla natura iniziale della crisi. Quando nel sembrò che a essere investito dall onda di piena della sfiducia fosse esclusivamente il modello della grande banca universale internazionalizzata, ad alta leva e bassa congruità patrimoniale. Si è rivelata un illusione, alla fine: anno dopo anno e con l eurocrisi, l intero sistema bancario è stato minato nella sua liquidà, patrimonializzazione e redditività. Oggi il sistema bancario italiano nel suo complesso è a redditività praticamente zero, con un cost-income troppo elevato in ragione di troppe agenzie e dipendenti, una parte di internet banking troppo esigua e a troppo basso margine, un cross selling di prodotti inadeguato al mutare della percezione del rischio da parte di clienti terrorizzati. È del tutto ragionevole immaginare che fino al 10 per cento delle attuali oltre 33 mila filiali bancarie italiane debbano essere dismesse entro i prossimi 5-6 anni, e 900 chiatte sono del resto già state annunciate negli ultimi tre mesi. Malgrado tutto questo quarta e conclusiva considerazione avviare la trasformazione di fatto di una grande popolare in banca simil-spa. è un errore. Capisco che per i trascorsi gli Amici della Bpm si trovino oggi ad aver pochi o zero amici, come sempre capita in un paese spesso forte coi deboli e debole coi forti, ma le tante componenti della vita pubblica italiana che hanno passato i primi due anni della crisi a magnificare le banche popolari e le Bcc come forza vera del sistema italiano, che fine hanno fatto oggi? Non avviare riforme di ordinamenti significherà una sola cosa: che a mutare sarà chi sta messo peggio, ma contemporaneamente chi per sportelli raccolta e insediamento geoeconomico e reddituale fa più gola agosto 2012

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19 INTERNI IDEE PER LA PROSSIMA LEGISLATURA Una nuova stagione politica Dopo un ventennio di immobilismo, occorre una leadership che rappresenti i valori nazionali e tuteli gli italiani nell arena europea. Uomini che sappiano unire e che coinvolgano l elettorato come persone e non come terreno di caccia Le parole con cui Benedetto XVI ha sottolineato che la «Milano positivamente laica e la Milano della fede sono chiamate a concorrere al bene comune» non sono banali e andrebbero meditate. È un appello che coincide anche con il dibattere circa l irrilevanza e l assenza dei cattolici sulla odierna scena politica. Un dibattito però spesso molto reticente, in quanto implica un giudizio critico sull ultimo ventennio e sulla relativa presenza-assenza dei cattolici. Va tenuto presente, in proposito, che esistono ragioni specifiche italiane e un contesto storico internazionale. Certamente in Italia ha gravato la scomparsa traumatica della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati in un quadro di criminalizzazione morale e di ripudio storico. Più in generale la Milano della fede e la Milano positivamente laica sono state messe a dura prova dal prevalere di un generale cantare di fine della storia e fine delle ideologie a vantaggio di una politica tutta ottimismo e pragmatismo. Secondo una condivisa prospettiva di indolore e salvifica globalizzazione-omologazione, sulla destra si è propagandata una rivoluzione liberale fiduciosa in un capitalismo autoregolamentatesi a briglie sciolte, senza si diceva lacci e laccioli. Mentre sulla sinistra si è coltivato il mito di una terza via secondo l idea di un comunismo autoriformato in un quadro che rigettava la resa dei conti ed esaltava la riconciliazione e il superamento della diaspora tra le famiglie della sinistra europea. In sostanza sulla destra si è esaltato e incrementato il lasciar fare e sulla sinistra si è esaltato e incrementato spesa pubblica e assistenzialismo. Lasciar fare e spesa pubblica si sono improvvisamente scontrati contro il muro di una globalizzazione (non a egemonia occidentale) e di una generale fragilità di bolle e attacchi speculativi. In Italia è emerso un ventennio di grande ottimismo ma di sostanziale immobilismo, con una incapacità di porre mano a un intervento organico di riforme istituzionali e sociali. È iniziato il generale chiamarsi fuori : per la sinistra i governi Prodi e D Alema non sono mai esistiti e l intero ventennio è messo sulle spalle di Berlusconi il quale, a sua volta, lamenta di non aver mai potuto fare quel che prometteva in quanto continuamente sabotato dai propri alleati (prima Bossi, poi Casini e quindi Fini e Tremonti). Ma sulla scena odierna i contendenti non sono ancora mutati. Certamente il post-comunismo alla guida del Pd sembra giocare a porta vuota dopo che inchieste-paparazzo hanno colpito il Contro l immobilismo degli ultimi venti anni occorre un trovare una leadership che sappia unire cattolici e laici (nella foto Benedetto XVI e Giorgio Napolitano) carisma della leadership avversaria e le procure hanno bombardato le roccaforti territoriali del centro-destra. I sostenitori della sinistra La sinistra a porta vuota sembra così ultra vincente. Non solo il trend delle ultime elezioni lo indica, ma soprattutto l ampiezza del consenso politico e sociale che si è andato manifestando e cristallizzando. Dal Sel di Vendola all Udc di Casini, dai comunisti di Diliberto agli ex An di Fini, mai il vertice del Pd (ex Pds- Ds) ha registrato tanti alleati a sostegno della propria candidatura alla guida del paese. A ciò si aggiunge la vastità della sponsorizzazione sociale che vede insieme Confindustria e Cgil. La concertazione è considerata un fondamento del nostro regime democratico, quanto la Costituzione. Lo stesso governo Monti vie agosto 2012

20 Foto: AP/LaPresse ne redarguito dal presidente Squinzi se non si muove con il sostegno della totalità dei sindacati. I testi non condivisi da Susanna Camusso sono bollati una volta come boiata e un altra come macelleria sociale. Conseguentemente agli industriali rappresentati da Squinzi sembra prospettiva più gradita l arrivo di Bersani che la permanenza di Monti. Quel che però offre questo schieramento che si sente vincente non è una prospettiva di fuoriuscita dalla crisi quanto una convivenza. Sono chiari i no, ma nessuna proposta viene avanzata se non quella che il Pci sostiene sin dagli anni Settanta: patrimoniale contro i ricchi e caccia agli evasori. Michele Salvati non ha mancato di rilevare che nel Pd i liberal vengano smentiti e zittiti mentre si lascia mano libera ai giovani turchi che attaccano Monti. D altra parte, poco importa se Squinzi punti sul Pd vincente per lungimiranza, opportunismo o imprudenza. Quel che conta è che Confindustria abbandona la via dell innovazione. Al suon di boiate e macelleria sociale cessa l iniziativa di stimolo della riforma del mercato del lavoro e della contrattazione aziendale, che rappresentavano i primi passi per una rinnovata competitività e crescita. Più in generale, da sinistra manca una lettura della crisi in atto. Ci si comporta come se fosse un virus e si aspetta che passi. La famiglia come risorsa Qual è l alternativa a questa probabile vittoria di una prospettiva di immobilismo conservatore e fatalismo rassegnato al degrado occidentale ed europeo? Un esempio di lettura e di risposta alla crisi in corso può venire dal recentissimo report del Centre for Policy studies a suo tempo think tank della Thatcher (pubblicato dal Foglio dell 11 luglio scorso). Proprio da una intellettualità antilaburista di un paese che ai nostri occhi è in una situazione ben più vantaggiosa, vengono due indicazioni significative che esortano a non rieditare lo spirito degli anni Novanta da meccanica e pragmatica rivoluzione liberale. Abbiamo una riflessione, da un lato, sulla necessità di riformare il capitalismo per salvarlo dall autodistruzione, dall altro citando l esempio del successo dei governi laburisti di Atlee e conservatori della Thatcher sul primato delle battaglie delle idee e sulla necessità, innanzitutto, di vincere sul terreno ideologico. È proprio a partire da queste basi che esiste la necessità di una rinnovata operante solidarietà tra laici e cattolici. 22 agosto

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