Sentenza n.1762 del. Pubblica udienza del 20 ottobre Presidente: Relatore: dott. Omero Galileo Manzi

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1 Sentenza n.1762 del Pubblica udienza del 20 ottobre 2004 Presidente: Relatore: dott. Omero Galileo Manzi secondo le previsioni dell art.17 della legge regionale Marche 22 luglio 1997, n.44, le Commissioni preposte, nei diversi ambiti territoriali indivi duati dal 5 comma della norma suddetta, alla formazione delle graduatorie comunali degli aspiranti all assegnazione in locazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica, si configurano sul piano giuridico e funzionale come enti strumentali della Regione. Regione, non vi è dubbio che le Commissioni assegnazione alloggi E.R.P. operano nell interesse del soggetto pubblico che le ha istituite, di cui risultano organismi operativi privi di autonomia finanziaria e come tali non sono fornite di legittimazione processuale passiva autonoma. Ciò comporta che la chiamata in giudizio della Regione nel processo di cui è causa, è da considerare rituale superiore punteggio (4 punti) previsto dall art.19, n.4 lett. c) della citata L.R. Marche n.44 del 1997 e succ. modif. deve essere riconosciuto anche in favore del minore invalidato con totale e permanente inabilità lavorativa al 100%, TESTO: SENTENZA sul ricorso n.780 del 2003 proposto da***, rappresentato e difeso

2 - 2 - dall avv. Bruno Pettinari, elettivamente domiciliato in Ancona, al Corso Mazzini n.170, presso l avv. Sergio Boldrini; contro - la REGIONE MARCHE, in persona del Presidente della Giunta Regionale, rappresentato e difeso dall avv. Laura Simoncini dell Avvocatura Regionale, presso il cui ufficio è elettivamente domiciliato in Ancona, alla Via Giannelli n.36; - la COMMISSIONE INTERCOMUNALE ASSEGNAZIONE AL- LOGGI di EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA Ambito Territoriale Comunità Montana Esino-Frasassi, in persona del suo Presidente pro-tempore, non costituito in giudizio; e nei confronti di ***, ****, non costituiti in giudizio; per l annullamento - della graduatoria definitiva per l assegnazione di alloggi E.R.P. nel Comune di Cerreto d Esi, approvata dall apposita Commissione incaricata in data , nella quale il ricorrente risulta collocato al 6 posto con punti 8; nonchè per l accertamento - del diritto del deducente a vedersi riconosciuta nella suddetta graduatoria l attribuzione di ulteriori quattro punti, a fronte della dichiarata invalidità fisica del proprio figlio Halili Cezar; Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio della Regione Marche; Visti gli atti tutti della causa;

3 - 3 - Relatore, alla pubblica udienza del 20 ottobre 2004, il Consigliere Galileo Omero Manzi; Uditi l avv. Aldo Ariozzi, delegato dall avv. B.Pettinari per il ricorrente e l avv. L.Simoncini per la Regione Marche; Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue: OMISSIS. DIRITTO 1.- Va in primo luogo disattesa l eccezione di carenza di legittimazione passiva formulata dal difensore della Regione Marche, poichè, secondo le previsioni dell art.17 della legge regionale Marche 22 lu-glio 1997, n.44, le Commissioni preposte, nei diversi ambiti territoriali individuati dal 5 comma della norma suddetta, alla formazione delle graduatorie comunali degli aspiranti all assegnazione in locazione di alloggi di Edilizia residenziale pubblica, si configurano sul piano giuridico e funzionale come enti strumentali della Regione che provvede alla nomina dei rispettivi componenti ed al pagamento delle indennità e dei compensi spettanti ai commissari ed ai segretari. Per cui, con riferimento a tali accennati poteri costituitivi e di finanziamento facenti carico all Ente Regione, non vi è dubbio che le Commissioni assegnazione alloggi E.R.P. operano nell interesse del soggetto pubblico che le ha istituite, di cui risultano organismi operativi privi di autonomia finanziaria e come tali non sono fornite di legittimazione processuale passiva autonoma. Ciò comporta che la chiamata in giudizio della Regione nel processo di cui è causa, è da considerare rituale poichè la stessa, per le

4 - 4 - ragioni esposte, risulta sicuramente parte necessaria nei processi finalizzati a mettere in discussione l operato dei propri organismi strumentali, quali sono appunto le Commissioni assegnazione alloggi E.R.P. le quali, benchè dotate di autonomia funzionale e decisionale, sono prive di autonomia finanziaria e, quindi, non sono in grado di decidere autonomamente la propria eventuale costituzione in giudizio, dal momento che i relativi oneri fanno comunque carico all Ente Regione. 2.- Nel merito il ricorso è fondato. In sostanza, il ricorrente lamenta la mancata attribuzione del maggiore punteggio di 4 punti, a fronte della documentata presenza nel proprio nucleo familiare del figlio minore ***, affetto da menomazione fisica con riduzione della capacità lavorativa del 100 per cento e beneficiario, nel contempo, di un assegno finanziario di accompagnamento. Tale doglianza va condivisa. Dalla ricognizione del quadro normativo di riferimento, costituito dall art.19 della legge regionale Marche, 22 luglio 1997, n.44 come modificato dall art.4 della successiva legge regionale 26 maggio 1998, n.14, il Collegio ha tratto convincimento che la circostanza della prevista assimilazione, ai fini dell attribuzione di punteggi, del portatore di handicap affetto da menomazione psico-fisica di qualsiasi genere che comporti una diminuzione permanente della capacità lavorativa superiore a due terzi, con il minorenne affetto da menomazione di qualsiasi genere, non preclude in assoluto la possibilità di valorizzare

5 - 5 - diversamente, mediante l attribuzione di un maggior punteggio, l inabilità fisica del componente minorenne del nucleo familiare, qualora la stessa comporti limitazione della capacità lavorativa superiore alla percentuale suddetta. Dal momento che con la norma in questione il Legislatore si è fatto carico di graduare l attribuzione dei punteggi, in caso di presenza di soggetti portatori di handicap nel nucleo familiare dell aspirante all assegnazione di alloggi E.R.P., in rapporto all incidenza limitativa che le menomazioni psico-fisiche di tali soggetti determina sulla loro capacità lavorativa, la circostanza che il familiare minorenne, in astratto, non ha una capacità lavorativa, non può comportare una vanificazione nei suoi confronti del riferito principio di gradualità dei punteggi cui si è fatto cenno, poichè, soprattutto nel caso di contestuale riconoscimento di una indennità di accompagnamento in favore del portatore di handicap minorenne, quella che risulta compromessa non è solo la capacità lavorativa, ma addirittura l autosufficienza di vita di relazione del soggetto affetto da menomazione fisica. Donde, con riferimento all accennato criterio di interpretazione logico-funzionale della norma citata, ritiene il Collegio che il portatore di handicap minore di età non può essere sempre e soltanto assimilato al lavoratore maggiorenne affetto da menomazione fisica che comporti una diminuzione della capacità lavorativa inferiore ai 2/3 (art.19, n.4, lett. A) della L.R. n.44 del 1997), dal momento che tale equiparazione non può ritenersi esaustiva, al punto da escludere in assoluto una diversa valutazione della gravità della menomazione psico-fisica di cui

6 - 6 - risulta affetto il minore, soprattutto allorquando il suo stato di inabilità, a prescindere dall incidenza che è in grado di esplicare sulla capacità lavorativa di cui egli è astrattamente privo, incide negativamente sulla sua capacità di vita di relazione al punto da richiedere un assistenza continua per sopperire alla sua non autosufficienza, con l erogazione in suo favore di una speciale indennità economica e di accompagnamento. Ciò comporta, quindi, che il superiore punteggio (4 punti) previsto dall art.19, n.4 lett. c) della citata L.R. Marche n.44 del 1997 e succ. modif. deve essere riconosciuto anche in favore del minore invalidato con totale e permanente inabilità lavorativa al 100%, come risulta il figlio del ricorrente *** per il quale la competente Autorità sanitaria ha riconosciuto nel contempo la erogazione di una speciale indennità di accompagnamento, in quanto avente necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita. Per tutte le ragioni esposte, il ricorso va dunque accolto, attesa la riconosciuta illegittimità della graduatoria oggetto di impugnazione a causa del mancato riconoscimento in favore del ricorrente del superiore punteggio di 4 punti, a fronte dalla documentata situazione di totale inabilità del figlio minore Halili Cezar che, come si è avuto modo di dimostrare, alla stregua del vigente quadro normativo di riferimento, aveva titolo per vedere valutata tale situazione di menomazione psicofisica con l attribuzione dei previsti 4 punti, invece dei 2 punti attribuiti dalla Commissione incaricata della formulazione della graduatoria degli aspiranti all assegnazione di alloggi E.R.P. nel Comune di

7 - 7 - Cerreto D Esi oggetto di impugnativa che per l effetto deve dunque essere annullata in parte qua. Si ravvisano peraltro giusti motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio tra le parti. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l effetto, annulla il provvedimento con il medesimo impugnato. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità amministrativa. Così deciso in Ancona, nella camera di consiglio del 20 ottobre 2004, con l intervento dei Magistrati: Dott. Luigi Ranalli Dott. Giuseppe Daniele Dott. Galileo Omero Manzi - Presidente f.f. - Consigliere - Consigliere, est. Pubblicata nei modi di legge, mediante deposito in Segreteria, il giorno -4 DIC Ancona, -4 DIC IL SEGRETARIO GENERALE

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