ORGANISMO UNITARIO DELL AVVOCATURA ITALIANA. 17 ottobre Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

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1 Ufficio stampa Rassegna stampa 17 ottobre 2013 Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/

2 SOMMARIO Pag. 3 LEGGE STABILITA : Cause di basso valore salassate (Italia Oggi) Pag. 5 LEGGE STABILITA : Compensazioni tutte col visto (Italia Oggi) Pag. 7 LEGGE STABILITA : Visto dei professionisti per la compensazione (Il Sole 24 Ore) Pag. 8 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Scatta lo sciopero degli avvocati (La Gazzetta del Mezzogiorno Brindisi)) Pag. 9 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Accorpamento Tribunali, gli avvocati di Lecce indicono due giorni di sciopero (Il Paese Nuovo) Pag.10 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: A Sant'Angelo dei Lombardi altri sette giorni di astensione dalle udienze. Ad Ariano sospesa l'agitazione (Mondoprofessionisti) Pag.11 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Giustizia al collasso. Confsal punta il dito contro la nuova geografia dei tribunali (Lecce Prima) Pag.13 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Qui è il caos", gli avvocati sammaritani annunciano battaglia (Interno 18) Pag.14 AVVOCATI: Procedimento disciplinare avvocati: CNF invia bozza di regolamento a ordini (Altalex) Pag.15 AVVOCATI: Tariffe, Foro insoddisfatto (Il Quotidiano di Calabria - Catanzaro) Pag.16 PROFESSIONI: Gli Ordini saranno esclusi dalla spending review (Il Sole 24 Ore) Pag.17 PROFESSIONI: Semplificazioni, è l ora (Italia Oggi) Pag.18 PROFESSIONI: Revisione, l'equipollenza è un parto complicato (Italia Oggi) Pag.19 PROFESSIONI: Cresce l occupazione negli studi (Italia Oggi) Pag.20 PROFESSIONI: Lo schema Youth Guarantee alla prova del modello italiano di Gaetano Stella - Presidente di Confprofessioni (Italia Oggi) Pag.22 PREVIDENZA: Guffanti: «Alla Cassa non serve la contabilità pubblica» (Il Sole 24 Ore) Pag.24 PREVIDENZA: Cassa Forense, esclusione elettori. Ricorso dell Associazione giovanile (Il Denaro) Pag.25 GIUDICI DI PACE: Giudici di pace, c'è delusione di Vincenzo Crasto - Presidente Associazione nazionale giudici di pace (Italia Oggi) Pag.27 CARCERI: Politici divisi: «E un`assurdità, non risolve il problema» (Il Giornale di Napoli) Pag.28 L INTERVENTO/1: Lo Stato rieduchi prima di punire di Umberto Veronesi (Il Corriere della Sera) Pag.29 L INTERVENTO/2: Amnistia e indulto: decisioni ingiuste di Guglielmo Rubinacci - Università di Napoli (Il Corriere della Sera) Pag.30 TERRORISMO: Volantino siglato Br davanti alla Procura Annuncia attacchi ai palazzi di giustizia (repubblica.it) Pag.31 FISCO: Società di comodo, nuove tutele (Il Sole 24 Ore) Pag.33 FISCO: Sulle polizze per la vita meno tagli alle detrazioni (Il Sole 24 Ore) Pag.34 FISCO: Srl in perdita, la rata conta (Italia Oggi) Pag.36 CONDOMINIO: Il bollo sui conti bancari è a 100 euro (Il Sole 24 Ore) Pag.37 SICUREZZA: Nella frode informatica nessuna colpa per l'azienda (Il Sole 24 Ore) Pag.38 CASSAZIONE: Matrimonio «breve», l'ex deve pagare (Il Sole 24 Ore) Pag.39 CASSAZIONE: L'avvocato può far gestire il distributore di benzina (Il Sole 24 Ore) Pag.40 CASSAZIONE: Lavoro, sicurezza più garantita (Il Sole 24 Ore) Pag.41 CASSAZIONE: Sicurezza lavoro senza sconti (Italia Oggi) 2

3 ITALIA OGGI LEGGE DI STABILITÀ/ Ridotti di 1/3 i compensi ai legali che fanno gratuito patrocinio Cause di basso valore salassate Da otto a 25 euro l'anticipo a forfait per le notifiche Salasso sulle cause di basso valore. La legge di Stabilità raschia soldi dagli utenti del servizio giustizia, che è sempre più caro per le controversie di importo minimo. Questo l'effetto del disegno di legge Stabilità per il 2014, che prevede l'aumento da 8 euro a 25 euro dell'anticipazione forfettaria, dovuta quale rimborso per le notificazioni richieste dall'ufficio giudiziario. Se la legge di Stabilità diventerà definitiva nei termini che si stanno esaminando, l'articolo 30, comma 1, del Testo unico delle spese di giustizia (n. 115/2202) stabilirà che la parte che per prima si costituisce in giudizio deve anticipare 25 euro per i diritti, per le indennità di trasferta e per le spese di spedizione per la notificazione eseguita su richiesta del funzionario addetto all'ufficio. L'anticipazione si deve pagare quando si inizia la causa. In quel momento allo stato sono versati il contributo unificato (da calcolarsi in base al valore della controversia) e l'anticipazione, che è la voce che viene aumentata. Il risultato è che l'incidenza proporzionale sulle fasce basse è rilevante. Tanto per fare alcuni esempi, per una causa di valore fino a euro, oggi si devono pagare 45 euro, di cui 37 euro di contributo unificato e 8 di contributo forfettario (nella prassi forense si parla di «marca da 8»); con le disposizioni della futura legge di Stabilità si passa a 62 euro di cui 37 euro di contributo unificato e 25 di contributo forfettario. Ma anche per la fascia della cause di valore fino a euro il caro-giustizia si farà sentire ancora di più: attualmente il carico è di 93 euro, di cui 85 euro di contributo unificato e 8 euro di anticipazione forfettaria; con le disposizioni della futura legge di Stabilità si passa a 110 euro di cui 85 euro di contributo unificato e 25 di contributo forfettario. Trattandosi di anticipazione in misura fissa, l'aumento è meno rilevante con il crescere del valore della causa e, probabilmente, l'effetto indiretto sarà quello di deflazionare il processo civile, rendendo antieconomico iniziare la causa di piccolo valore. Rimane salva l'esenzione per le cause fino a euro, ai sensi dell'articolo 46 della legge 374/1991. Ma la legge di stabilità, con altre disposizioni si occupa della giustizia. Vediamo quali. Compensi abbassati nel gratuito patrocinio. Se le spese per la causa aumentano, diminuiscono i compensi a carico dello stato per il gratuito patrocinio. Viene, infatti, modificato l'articolo 106 del 3

4 Testo unico delle spese di giustizia stabilendo che sono ridotti di un terzo gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato. Diritti copia. Non pagheranno diritti sulla copia non autentica di atti le parti processuali che si sono costituite con modalità telematiche e che accedono con le medesime modalità al fascicolo. Processo tributario. Prevista la possibilità di pagare telematicamente il contributo unificato per il processo tributario. Sarà necessario un decreto ministeriale per le misure attuative. Sempre per il processo tributario, arriva una chiarificazione sulla modalità di calcolo del contributo unificato. Il valore della lite, parametro per la quantificazione del balzello, andrà determinato per ciascun atto impugnato anche in appello: si conta, dunque, per ciascun atto impugnato, l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. Esami avvocato. Viene prevista l'introduzione di un contributo obbligatorio per la partecipazione agli esami di avvocato. Si pagheranno 50 euro al momento della presentazione della domanda. La misura sarà soggetta ad aggiornamento Istat. Anche per gli esami per diventare avvocati cassazionisti è previsto un contributo, fissato nella misura di 75 euro, soggetta ad aggiornamento Istat. Esami notaio. Il disegno di legge di Stabilità prevede spese per la partecipazione al concorso di notaio, nella misura forfettaria di euro 50, soggetta ad aggiornamento Istat. Magistratura. Anche chi aspira a diventare magistrato dovrà sborsare 50 euro (con aggiornamento Istat) per partecipare al concorso. Antonio Ciccia 4

5 ITALIA OGGI LEGGE DI STABILITÀ/ La stretta over 15 mila euro complica la vita ai professionisti Compensazioni tutte col visto Obbligo esteso a imposte sui redditi, addizionali, Irap Visto di conformità per tutte le compensazioni superiori a 15 mila euro. L'obbligo non sarà limitato all'ambito dei crediti Iva ma esteso a quelli relativi alle imposte sui redditi, relative addizionali e ritenute alla fonte, imposte sostitutive e irap. Una stretta decisa (ieri contestata dalla Lapet) che potrebbe però presentare delle complicazioni di non facile soluzione sia per i contribuenti interessati dalle compensazioni che per i professionisti chiamati ad apporre la «conformità». Il disegno di legge di stabilità estende parzialmente la regola oggi prevista in ambito Iva ad ogni altro comparto impositivo, stabilendo la possibilità di compensazione per i crediti di maggior importo solo in seguito al rilascio del visto di conformità. L'ambito applicativo è identico a quello già conosciuto con riguardo all'imposta sul valore aggiunto prevedendosi che la compensazione sarà possibile per crediti di importo superiore a 15 mila euro solo a fronte di una dichiarazione che presenti l'attestazione del rilascio del visto di conformità (o la firma del soggetto che esercita il controllo contabile). Non è stata invece prevista la regola vigente nel mondo Iva che per crediti superiori ad un certo importo (oggi 5 mila) è necessario prima di compensare la presentazione della dichiarazione. Presumibilmente ciò in quanto i tempi per la presentazione del modello unico (modello da cui dovrebbero scaturire la maggior parte dei crediti oggetto delle nuove restrittive regole in tema di compensazione) non possono essere abbreviati come invece è stato previsto per la dichiarazione Iva almeno nel caso in cui dalla stessa emerga una eccedenza d'imposta, proprio per evitare inconvenienti troppo penalizzanti per i soggetti con eccedenze d'imposta e con la volontà di compensarle con debiti tributari o contributivi di altra natura. Con riguardo ai soggetti che hanno la possibilità di apporre il visto in prima battuta sono indicati i responsabili dei centri di assistenza fiscale ma poi si indicano come alternativa, così come già avviene oggi per il comparto Iva anche i dottori commercialisti ed esperti contabili, i consulenti del lavoro nonché i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Cciaa in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria. Le regole sono quindi sostanzialmente simili a quelle già previste nel comparto Iva ma non si può sottovalutare la differenza sostanziale che potrebbe esistere tra il rilascio di un visto relativo al comparto delle imposte dirette. Il tutto collegato ai rischi sanzionatori che sono anche in questo caso previsti facendo riferimento all'art. 39, comma 1 lett. a) del dlgs 241/97. Come già chiarito dalla prassi in tema di Iva il riferimento principale per individuare l'ambito dei controlli dovrebbe desumersi dalla circolare 34 del 1999 da cui ne consegue che gli stessi 5

6 dovrebbero sostanziarsi nel: a) riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d'imposta, lo scomputo delle ritenute d'acconto; b) la verifica della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini delle imposte sui redditi; c) la verifica della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione; d) l'attestazione della congruità dell'ammontare dei ricavi dichiarati a quelli determinabili sulla base degli studi di settore ovvero l'attestazione di cause che giustificano l'eventuale scostamento. Pur rimanendo in attesa dei necessari chiarimenti sul punto a prima vista pare difficile assimilare la difficoltà di controlli di questo tipo se effettuati in ambito Iva o in ambito delle imposte dirette. Il compito in questo secondo comparto impositivo sembra ben più arduo a meno che lo stesso non sia poi specificato avente una carattere meramente (e assolutamente) formale. Ma se così fosse potrebbe anche sorgere il dubbio dell'utilità di questa nuova stretta che potrebbe anche rischiare di non portare ai risultati sperati. Norberto Villa 6

7 IL SOLE 24 ORE La stretta. Per le dirette oltre che per l'iva Visto dei professionisti per la compensazione Visto di conformità anche per i crediti relativi alle imposte dirette e Irap per procedere alla compensazione orizzontale. Lo prevede il disegno di legge di stabilità Se da un lato è comprensibile l'esigenza di una maggiore tutela da parte dell'erario in quanto i crediti di imposta consentono di non versare imposte e contributi a debito, l'effetto indesiderato è che la compensazione potrà essere utilizzata molti mesi dopo rispetto a ora. La proposta di legge dispone che la compensazione prevista dall'articolo 17 del decreto legislativo 241/1997 (orizzontale) mediante l'utilizzo di crediti relativi a imposte sui redditi, addizionali, ritenute d'acconto, imposte sostitutive e Irap, se di importo superiore a euro, è soggetta all'apposizione del visto di conformità. La nuova norma decorre dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre Quindi il nuovo adempimento riguarderà le dichiarazioni dei redditi Unico 2014 compreso il modello Irap e 770. Non serve il visto di conformità per il riporto a credito nell'anno successivo (compensazione verticale) o per la richiesta di rimborso. I soggetti abilitati a rilasciare il visto di conformità sono dottori commercialisti ed esperti contabili, consulenti del lavoro, iscritti nei ruoli della Camera di commercio al 30 settembre 1993 con apposita laurea, Caf e per le società di capitali, soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione. Il decreto legge 78/2009 in materia di contrasto degli abusi sulle compensazioni dei crediti Iva prevede la possibilità di compensare l'imposta eccedente l'importo di euro solo dal giorno 16 del mese successivo a quello in cui si presenta la dichiarazione. Poi si prevede l'obbligo per i soggetti che intendono effettuare compensazioni Iva di valore complessivo superiore a euro, di apporre il visto di conformità. La nuova disposizione sulle imposte dirette non fissa un termine minimo per presentare la dichiarazione dei redditi con importi a credito da compensare, ma è ragionevole ritenere che l'apposizione del visto non può che avvenire sulla dichiarazione medesima, la quale pertanto, per le compensazioni di importo superiore a euro dovrà essere preventivamente trasmessa all'agenzia delle Entrate. Le dichiarazioni possono essere presentate dal 1 maggio ma a tale data mancano le procedure di controllo e quindi gli invii sono possibili solo nei mesi successivi. Ciò ritarderà la compensazione che attualmente per i redditi può essere eseguita dal mese di gennaio dell'anno successivo. Va ricordato che il visto di conformità consiste nell'attestazione della «corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione», nonché nella verifica della «regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini delle imposte sui redditi e delle imposte sul valore aggiunto». Le verifiche che il professionista deve effettuare, sono relative al solo riscontro formale della corrispondenza, in ordine all'ammontare delle componenti positive e negative relative all'attività di impresa esercitata e rilevanti ai fini delle imposte, dovendo prescindere da valutazioni di merito. Il Cndcec, sulla scorta delle indicazioni operative rilasciate dalle Entrate nella circolare 57/E/2009, ha reso disponibile una checklist dei controlli che il professionista deve svolgere. Gian Paolo Tosoni 7

8 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Brindisi LA PROTESTA STATO DI AGITAZIONE E ASTENSIONE DALLE UDIENZE DI OGGI E DOMANI. LE TOGHE ALZANO LA VOCE DOPO GLI ACCORPAMENTI DELLE SEZIONI DISTACCATE Scatta lo sciopero degli avvocati Il presidente Fatano: «La riforma rischia di mettere in crisi l'effettività della giustizia» Stato di agitazione ed astensione dalle udienze di oggi e domani. Così gli avvocati leccesi, che ritengono di essere stati poco coinvolti fino a questo momento, fanno sentire la propria voce di fronte a tutti i problemi generati dall'accorpamento delle sezioni distaccate della provincia. Problemi che colpiscono, come ha spiegato il presidente dell'ordine degli avvocati di Lecce, Raffaele Fatano, «tanto il settore civile quanto il settore penale e che rischiano di mettere in crisi l'effettività della giustizia». Nella deliberazione del 4 settembre scorso, con cui il Consiglio ha proclamato l'astensione, si parla di problemi innanzitutto logistici, legati all'assenza o alla cattiva ripartizione degli spazi presenti, ma anche di calendarizzazione delle udienze che renderanno infiniti i processi, e di necessaria riorganizzazione del personale. Nell'atto si legge che solo 7 delle 24 unità che svolgevano la loro attività nelle sezioni distaccate sono confluite nella sede centrale. Questo per quanto riguarda il settore penale. Ma le disfunzioni più gravi riguardano le cancellerie della volontaria giurisdizione e delle esecuzioni mobiliari, completamente paralizzate innanzitutto dall'assenza di personale, ma anche, e soprattutto, dalla mancata e in alcuni casi non corretta informatizzazione dei fascicoli, solo fisicamente trasportati a Lecce dalle sedi soppresse. Ci sono ad esempio atti di pignoramento non registrati e giunti in via Brenta senza neppure una copertina. E dall'altra parte persone che si vedono pignorate l'intera pensione o lo stipendio per un debito di poche decine di euro e che incontrano mille difficoltà per presentare opposizione. Lo sciopero degli avvocati leccesi è sostenuto anche dall'oua (Organismo unitario dell'avvocatura) che, come ha spiegato il suo responsabile territoriale, l'avvocato Giuseppe Bonsegna, «non a caso oggi pomeriggio aprirà i lavori della sua assemblea nazionale all'hotel "Patria"». Per spiegare il loro punto di vista, domani gli avvocati incontreranno il presidente della Corte d'appello Mario Buffa e la dirigenza del Tribunale. 8

9 IL PAESE NUOVO Accorpamento Tribunali, gli avvocati di Lecce indicono due giorni di sciopero LECCE Hanno indetto due giorni di astensione dalle udienze per protestare contro i disagi provocati dall accorpamento delle sedi staccate dei tribunali, operativo dallo scorso 12 settembre. Lo sciopero dell Ordine degli avvocati di Lecce si terrà nelle giornate di domani e venerdì, nel corso delle quali si svolgeranno solo le udienze con detenuti, sempre che i difensori non scelgano di aderire alla protesta. Nella delibera con cui l ordine forense ha deciso la manifestazione si fa riferimento ai gravissimi problemi conseguenti all accorpamento, con altrettanto gravi ripercussioni sui tempi e sull effettività del servizio giustizia. Secondo gli avvocati la situazione a Lecce risulta particolarmente grave nel settore penale, non essendo ancora stato reperito un numero sufficiente di aule onde consentire la regolare celebrazione dei processi, il personale di cancelleria è assolutamente insufficiente e non adeguatamente organizzato, considerato che delle 24 unità che erano in servizio presso le sezioni distaccate solo 7 sono confluite a Lecce. In merito al settore civile, l ordine contesta soprattutto la situazione dell Ufficio delle esecuzioni immobiliari che vive una paralisi totale, dal momento che molti fascicoli non risultano registrati nè informatizzati, mentre gli atti di pignoramento non risultano fascicolati e registrati. Non risulterebbero inoltre disponibili le sentenze e i decreti ingiuntivi emessi presso le sezioni soppresse e non sarebbero stati portati a Nardò numerosi fascicoli provenienti da Gallipoli.Tale stato di cose scrivono gli avvocati pur in considerazione degli sforzi operati dalla dirigenza del Tribunale e dal personale, non e compatibile con lo svolgimento dell attività giurisdizionale, per cui si chiede alle autorità competenti di sollecitare il ministro a sospendere i termini processuali in corso. Venerdì i rappresentanti del Consiglio dell ordine forense inoltreranno tale richiesta al presidente della Corte d appello, Mario Buffa, affinché valuti l opportunità di farsene portavoce al cospetto del guardasigilli. 9

10 MONDOPROFESSIONISTI A Sant'Angelo dei Lombardi altri sette giorni di astensione dalle udienze. Ad Ariano sospesa l'agitazione In Alta Irpinia continua la protesta, mentre ad Ariano è stata sospesa l agitazione annunciata dal 21 al 26 ottobre. A Sant Angelo dei Lombardi proclamano lo stato di agitazione e sette giorni di astensione dalle udienze gli avvocati, per manifestare contro le criticità del trasferimento nelle strutture di Avellino. La decisione è emersa nella giornata di ieri, nel corso di una infuocata assemblea, convocata nell aula magna dell ex tribunale altirpino. Dopo la Cgil Funzione Pubblica di Avellino, che si è espressa sulle condizioni di disagio dei lavoratori, e sull affanno del presidio della città capoluogo a sostenere il carico di lavoro aggiuntivo del tribunale di Sant Angelo dei Lombardi, insorge anche la classe forense. A venti giorni dalla chiusura del foro di Sant Angelo abbiamo ritenuto opportuno sollevare delle criticità rispetto alla transizione ad Avellino, che sono state messe nero su bianco e inviate al Consiglio Nazionale Forense per una opportuna valutazione ha annunciato ieri l avvocato Giuseppe Palmieri in assemblea. Un assemblea convocata dal consiglio dell ordine guidato da Bruno Salzarulo non solo per avere un resoconto sull iter procedurale in corso circa il trasferimento del personale, degli arredi e dei fascicoli, ma soprattutto per mettere in luce i disagi dell avvocatura. Dopo le procedure di trasferimento, infatti, l accorpamento effettivo dei due presidi risulta completato da circa una settimana, ovvero dalla data di ripristino delle udienze calendarizzate per le cause registrate a Sant Angelo dei Lombardi. Ci avevano garantito che Avellino non avesse nessun problema ad ospitarci, ma non è stato così: siamo stati presi in giro, e non possiamo sentirci avvocati di serie B hanno denunciato. Determinato invece a trovare un punto di incontro e tentare una mediazione, il presidente Salzarulo, contestato dagli avvocati, A causa di avere illustrato una ricostruzione rosea dell accorpamento, e che ha più volte ribadito di avere incontrato la disponibilità del presidente avellinese Massimo Amodio a favorire l adattamento dell avvocatura e dei magistrati nel plesso di città. La commissione di manutenzione ha ufficializzato che lo stabile dell ex distretto militare è stato destinato alla sezione lavoro e agli ufficiali giudiziari, mentre nella prossima riunione del 22 ottobre, avremo notizie certe anche sugli archivi ha spiegato il presidente. Sulla questione degli archivi, inoltre, sarebbero emerse due soluzioni: i faldoni delle cause in corso andrebbero nella sede del tribunale, mentre gli altri, nei locali di Via Palatucci. Anche i giudici vivono una condizione precaria, e sono costretti a fare udienza in aule troppo piccole sollevano. Stando a quanto confermato dalla classe forense, le udienze svolte la scorsa settimana hanno messo in luce tutti disagi del personale, dalle cancellerie, agli ufficiali giudiziari, dalle file interminabili per le notifiche e al disagio dei magistrati. Avevamo chiesto responsabilmente una proroga, e invece facciamo i conti con l indecorosità dell ambiente, siamo stretti come le sardine, insistono problemi di sicurezza e c è il rischio che possa crollare il solaio. Altra argomentazione sostenuta in aula, l inadempienza del provvedimento adottato da Avellino circa il rispetto della clausola di invarianza: Se il tribunale di Sant Angelo è stato chiuso per risparmiare, perché il Comune di Avellino ha dovuto azzardare nuovi investimenti per riqualificare altre strutture? L obiettivo non è stato raggiunto, ed è causa di dispendio di risorse tuonano dai banchi. La prima settimana di prova nel nuovo circuito giudiziario non ha dato i risultati sperati, così come sembra perpetrarsi l utilizzo degli uffici di Sant Angelo dei Lombardi da parte degli ufficiali giudiziari, che continuano a lavorare negli uffici altirpini. 10

11 LECCE PRIMA Giustizia al collasso. Confsal punta il dito contro la nuova geografia dei tribunali Convegno sindacale per tirare le somme della controversa riforma: "80milioni di euro si potevano recuperare con taglio degli stipendi dei parlamentari". Disagi a lungo termine per lavoratori e utenti. La soluzione? In una quota del Fug 4 LECCE - Ottanta milioni di euro da recuperare sedutastante. Neanche molti, a detta del segretario generale nazionale di Confsal Unsa, Massimo Battaglia, che dall hotel Tiziano di Lecce ha lanciato la sua invettiva, a tutto tondo, contro la riforma epocale della geografia giudiziaria. Soldi che si potevano risparmiare,a suo dire, mediante un semplice taglio degli stipendi e degli emolumenti dei parlamentari: operazione che avrebbe permesso di racimolare persino di più. Invece si è preferito massacrare la farraginosa macchina giudiziaria, portata avanti quotidianamente e con fatica, da migliaia di dipendenti il cui ruolo non viene preso in considerazione. L analisi del provvedimento preso dal ministro dell Interno Anna Maria Cancellieri, come una falce, rastrellerà tutte le sedi periferiche dei tribunali italiani (circa mille uffici sul territorio nazionale) è al centro del convegno organizzato da Confsal Unsa. Tre giorni per organizzare la contro risposta al massacro della giustizia italiana, per usare le parole del segretario nazionale che spiega, però, non volersi occupare di proteste in quanto tali. Quanto, piuttosto, di voler predisporre un alternativa per ottenere quel finanziamento pubblico indispensabile per risollevare le drammatiche sorti in cui versano sia i palazzi di giustizia, sia gli istituti penitenziari. Lo sguardo dei sindacalisti è ovviamente puntato su disagi e disservizi, immediati e di lungo corso, scaricati innanzitutto sul personale. E sull utenza, ancora ignara dei possibili risvolti. Ma questa battaglia, diversamente da altre note polemiche sull argomento, non vuole essere una guerra di concetto o basata sulla sola affermazione di un diritto. Ci tiene a precisarlo il segretario nazionale, così come ci tiene a ribadirlo il collega della segreteria regionale Giovanni Rizzo: La nostra posizione è contraria ad un taglio lineare ed indiscriminato,ma non abbiamo mai creduto che non fosse necessario riordinare la macchina giudiziaria, a partire dagli accorpamenti delle sezioni distaccate. Il risultato finale di questo percorso intrapreso dai vari governi, fino all esecutivo di Gianni Letta, lascerebbe però molto a desiderare. E già più di qualcuno aveva lanciato l allarme di un rischio collasso per le attività di alcuni circondari provinciali. La prima legge delega in materia disponeva la sola riduzione del numero degli uffici. In provincia di Lecce, ad esempio, i tribunali di Nardò, Maglie e Casarano possedevano tutti i requisiti richiesti per mantenere l esercizio, spiega Rizzo. La chiusura drastica, arrivata con l esecutivo guidato da Mario Monti e confermata dal suo 11

12 successore Gianni Letta, non avrebbe tuttavia incrociato particolari resistenze né da parte dell avvocatura associata ( che da un accentramento della clientela ha tutto da guadagnare ) né dal corpo della magistratura. Tuttavia, il trasferimento di atti, faldoni, processi verso la sede principale (Lecce in questo caso),a detta del sindacato, non solo provocherebbe confusione ed inconvenienti logistici, ma viaggerebbe in direzione contraria rispetto al principio costituzionale del decentramento. Pur tralasciando quegli effetti collaterali di secondaria importanza come la mobilità ed il pendolarismo degli addetti ai lavori, ed il riverbero negativo sul piccolo indotto economico che sorge in prossimità delle sedi periferiche (vedi bar e fornitura per la cancelleria), l emergenza resta totale. Il tribunale di Lecce è già alle prese con surplus di lavoro cui non corrisponderebbe un adeguata dotazione organica: parte del personale non ha ancora fatto armi e bagagli per trasferirsi nel capoluogo. E questo perché rimangono gli arretrati della giustizia civile da smaltire negli uffici di Maglie e Nardò, mentre la sede di Casarano è rimasta provvisoriamente aperta in attesa del giudizio del Tar. Ma i danni peggiori, conferma il segretario Rizzo, si manifesteranno col tempo. Quando la macchina oliata dalla nuova geografia giudiziaria comincerà a funzionare a pieno regime. Quando per ogni documento, processo e testimonianza che sia, gli utenti dovranno recarsi a Lecce. Quando i giovani avvocati autonomi dovranno abbassare le tariffe per reggere la concorrenza. E quando anche l ultimo baluardo della giustizia periferica (cioè gli uffici del giudice di pace) cadrà nel mese di aprile La città barocca, a quel punto, si troverà completamente sprovvista di locali idonei, considerato che il sindaco Paolo Perrone ha già dichiarato la mancanza di disponibilità economica per affittarne degli altri, conferma il sindacalista. Per molti anni la politica non si è occupata di questo pezzo d Italia e quando si parla di giustizia lo si fa unicamente nella direzione di salvare un singolo parlamentare polemizza Battaglia dai locali del Tiziano -. La verità è che in molti tribunali si ha un accesso senza controllo, al punto da poter introdurre qualunque cosa, persino un bazuka. E che se ci mettessimo d impegno, riusciremmo a far chiudere almeno il 20 percento dei palazzi giudiziari e delle carceri nazionali. Se la macchina necessita di soldi per rimettersi in sesto, una via d accesso sarebbe in quel Fondo unico della giustizia (Fug) equamente ripartito tra i tre ministeri del Tesoro, della Giustizia e dell Interno. Nel caso del dicastero della giustizia però, eccezionalmente, neanche un euro in più finisce nelle tasche dei lavori. La commissione giustizia della Camera dei deputati ha espressamente chiesto di modificare la legge per permettere di dirottare una quota del Fug a beneficio dei dipendenti, ma il Parlamento ha cestinato l ipotesi, spiega Battaglia. La soluzione del sindacato Confsal Unsa sarebbe proprio in questa eccezione giuridica: devolvere una parte a beneficio dei lavoratori, mediante una previsione giuridica. E non attraverso una modifica del contratto collettivo nazionale di categoria. Se non saremo in grado di farci ascoltare dal ministro Angelino Alfano su questo punto conclude il segretario nazionale perderemo senz altro la partita. 12

13 INTERNO 18 "Qui è il caos", gli avvocati sammaritani annunciano battaglia Astensione dalle udienze dal 4 al 12 novembre: lo ha deciso il Consiglio dell'ordine SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il Consiglio dell'ordine degli Avvocati, nella seduta del 9 ottobre, ha proclamato un'ulteriore astensione dalle udienze (civili, penali, amministrative, tributarie) dal 4 al 12 novembre. Gli avvocati protestano contro i provvedimenti di accorpamento degli Uffici Giudiziari che hanno reso difficile e a volte impossibile l esercizio del diritto di difesa. Una vibrante nota di protesta è stata indirizzata ai responsabili dell attuale condizione in cui versa la Giustizia nel circondario. "I disagi maggiori - spiegano in un documento gli avvocati - sono quelli che registriamo quotidianamente all UNEP: è presso detti uffici che le improvvide decisioni di chi amministra la giustizia hanno creato il caos che mortifica la dignità dell'avvocato. Gli unici strumenti di lotta (legale) sono la protesta, la denuncia e l astensione". 13

14 ALTALEX Procedimento disciplinare avvocati: CNF invia bozza di regolamento a ordini Avviata la consultazione sulla bozza di regolamento sul nuovo procedimento disciplinare 15/10/ Il CNF ha inviato ieri a Ordini, Unioni, Cassa, Oua e Associazioni maggiormente rappresentative la bozza di regolamento di disciplina del nuovo procedimento disciplinare, approvato dal plenum lo scorso 27 settembre Come sempre la consultazione avverrà in via telematica e il termine di scadenza per l invio delle eventuali osservazioni è il 30 novembre. La bozza di regolamento sul procedimento disciplinare si aggiunge a quella attinente alle Norme per la elezione dei componenti dei consigli distrettuali di disciplina (CDD), approvata a fine luglio e inviata agli Ordini che dovranno esprimersi entro il 15 novembre. Il nuovo sistema disciplinare, riformato dalla legge 247/2012 e improntato alla terzietà dell organo disciplinare e a maggiori garanzie per l incolpato, entrerà in vigore il primo gennaio

15 IL QUOTIDIANO DI CALABRIA Catanzaro L'accusa lanciata durante un convegno: «Liquidazioni al ribasso del 50 per cento» Tariffe, Foro insoddisfatto Gli avvocati dell'anf denunciano: «Svilito il nostro ruolo» Le nuove normative sui rapporti che intercorrono fra cliente e avvocato, in particolare riguardo tariffe e compensi, non soddisfano la gran parte degli avvocati e sono state al centro dell'incontro promosso dall'associazione nazionale forense e da Fondoprofessioni, presso la sala consiliare del Comune. I risvolti pratici per il Foro crotonese nei rapporti con l'organo giudicante al momento della liquidazione, illustrati dall'avvocato Giuseppe Albanese, «sviliscono il ruolo dell'avvocato nel processo», quando, «con parametri ridotti dal 30 al 50%», una volta emessa la sentenza, il giudice applica i nuovi criteri al ribasso. Il ruolo dell'associazionismo forense, che deve essere «più attivo, vigile, presente e reattivo» è stato dunque auspicato da Vincenzo Medici, segretario della sezione crotonese dell'anf, per cui le istanze della categoria - benché ampiamente presente in parlamento, ma dedita agli interessi «solo di una persona», facilmente intuibile chi - non sono state particolarmente incisive, «ad esempio circa la riforma dell'ordinamento forense sancita a Bari». E' stato Cesare Piazza, principe del Foro di Firenze, già presidente dell'oua, a discernere della «trasformazione della figura del professionista intellettuale», e dei passaggi normativi che hanno prodotto i mutamenti normativi, «dalla tariffa ai parametri». Questi, applicati, giovano quasi esclusivamente a patrocinanti in cassazione e avvocati d'affari, o chi abbia in essere cause di rilevanza. Il suo ex cursus parte dal Decreto ministeriale 140 del 2012 e dal Decreto Cresci Italia del E' la stessa reciprocità col cliente a mutare, poiché il cliente stesso «diviene consumatore e la libera professione forense è praticamente equiparata a quella dell'imprenditore», ottemperando la Direttiva europea 83 del Dunque il Codice del consumo del 2005 considera vessatorie talune clausole e definisce contratto asimmetrico alcune caratteristiche «che difficilmente non sono presenti nella professione legale». L'abbassamento dei parametri per la liquidazione dei compensi da parte del giudice, inoltre, contraddice l'articolo 2233 del Codice civile e la Legge professionale forense, per cui «pattuizione dei compensi dovrebbe essere libera», precisa Piazza. In sostanza, i compensi debbono ora essere formulati in forma scritta, al momento dell'assegnazione dell'incarico, e sottoscritti dal cliente - meglio: «dal consumatore» -gli oneri di spesa previsti in base a caratteristiche quali «la complessità dell'incarico, la quantità, qualità, novità, la reperibilità dei documenti, la necessità di concerto con professionisti e consulenti». Tali indicatori, in tutto dieci parametri, sono solo ipotizzabili, espressi ex ante. «In una scala da zero a cento, secondo dieci parametri, valutati da zero a dieci, sono espressi al momento della firma del contratto fra avvocato e cliente consumatore», spiega ancora l'avvocato Piazza. Questo determina spesso la liquidazione di compensi molto bassi, solo al momento della sentenza. I nuovi parametri forensi hanno prodotto disagi anche nel foro di Crotone. L'aspetto è stato poi approfondito da Giuseppe Albanese. In particolare, cita il caso diun collega che ha ricevuto l'incarico nel 2005, la cui causa è finita nel 2010, che attende la sentenza, per la liquidazione giudiziale. Inoltre, sottolinea «l'applicazione dei parametri ai minimi, anche per cause non poco complesse». Dunque, Albanese preconizza un maggiore ruolo dell'associazionismo forense, evitando «la concorrenza al ribasso» su tariffe e compensi, ponendo «le giuste pressioni sull'autorità giudiziale per le liquidazioni». Antonio Oliverio 15

16 IL SOLE 24 ORE Albi & mercato. Il Cup, guidato dalla presidente Calderone, dal ministro D'Alia Gli Ordini saranno esclusi dalla spending review Gli enti sono finanziati dalle quote degli iscritti La spending review non è applicabile agli Ordini professionali. I professionisti lo gridavano a gran voce da tempo, ma ieri è arrivata anche la conferma da parte del ministro per la Pubblica amministrazione, Gianpiero D'Alia, che ha incontrato a Palazzo Vidoni i rappresentanti del Comitato unitario permanente degli Ordini e Collegi professionali (Cup). «Siamo molto soddisfatti dell'incontro spiega il presidente del Cup, Marina Calderone perché il ministro ha riconosciuto la specialità degli Ordini, che sono sì enti di diritto pubblico, ma sono anche autofinanziati dalle quote degli iscritti». Questo, in sostanza, li mette al riparo dal taglio degli organici previsto dal decreto per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione della pubblica amministrazione. Organici che «soprattutto nelle sedi locali, sono già ridotti all'osso», sottolinea Calderone. Questa non è, in verità, la prima esclusione: già una sentenza della Corte di giustizia europea aveva escluso gli Ordini professionali dalla normativa sugli appalti pubblici, proprio in funzione delle loro entrate, che arrivano dai professionisti stessi. Al centro del confronto con il ministro D'Alia c'è stato anche l'avvio di un tavolo di lavoro che valorizzi il contributo degli ordini alle politiche di semplificazione avviate dal Governo. Quello degli Ordini, secondo il ministro, è un ruolo «di cerniera» nel rapporto tra cittadino, imprese e Pa e il loro contributo «è prezioso sia in termini di proposte, che di verifica dell'attuazione delle norme di semplificazione fino qui approvate». Piena disponibilità a partecipare al tavolo operativo è arrivata dal presidente Calderone: «Gli Ordini potranno dire la loro grazie alla conoscenza dei vari settori, in questo modo le semplificazioni che saranno adottate saranno davvero utili e non si trasformeranno in nuovi adempimenti inutili». Il riferimento è, per esempio, alla norma che obbliga i consigli territoriali a comunicare quotidianamente gli indirizzi Pec di tutti gli iscritti, anche quando non sono intervenute modifiche rispetto al giorno precedente. «Questa spiega il presidente del Cup è solo una delle misure che abbiamo chiesto di semplificare. Al ministro sono chiare le nostre priorità e c'è la volontà da parte di tutti di migliorare il disegno di legge». Il ministro per la Pa ha presentato, sempre ieri, la consultazione pubblica sulle "100 procedure più complicate da semplificare", rivolta alle oltre 4milioni di imprese iscritte nel sistema delle Camere di commercio. Francesca Milano 16

17 ITALIA OGGI Intesa Cup-Ministero per la p.a. Ruolo attivo anche per cittadini e imprese Semplificazioni, è l'ora Ordini in campo per alleggerire la burocrazia Ordini professionali in primo piano per la valutazione, il monitoraggio e l'attuazione delle semplificazioni burocratiche. È un ruolo fondamentale quello che il ministro della pubblica amministrazione Giampiero D'Alia ha assegnato ieri ai professionisti durante un incontro svoltosi, a Palazzo Vidoni, a Roma, con i rappresentanti del Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali (Cup). Il ministro ha proposto l'apertura immediata di un tavolo tecnico sulla semplificazione, chiedendo agli ordini di partecipare non solo per arricchire con proposte concrete il testo del decreto semplificazione pubblica amministrazione, in discussione al Senato, presso la Commissione affari costituzionali, ma anche per valutare e monitorare le circolari di applicazione delle norme sulla p.a. inseriti nel decreto del Fare (dl n. 69 del 2013, convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98). Piena disponibilità a partecipare al tavolo è stata data dal presidente del Cup Marina Calderone, che ha assicurato la presenza ai lavori di una delegazione ristretta in rappresentanza di tutte le aree di competenza. Ma la realizzazione della riforma sulle semplificazioni passa anche dalla conoscenza delle nuove norme e dalla loro attuazione da parte delle imprese. Per questo D'Alia, sempre nella giornata di ieri, ha lanciato un'iniziativa, realizzata insieme ad Unioncamere, con cui i vantaggi e le opportunità delle nuove disposizioni sulle semplificazioni saranno portate telematicamente a conoscenza di 4 milioni di imprese con la Guida alle semplificazioni del decreto del Fare, un vademecum, realizzato dal dipartimento della Funzione pubblica, contenente una sintetica descrizione delle novità in tema di decertificazione e taglio degli oneri burocratici a carico delle imprese. Mettendole così in condizione di risparmiare fino a 500 milioni di euro l'anno. «Il tema delle semplificazioni è un tema complesso. Le riforme hanno effetto solo se si fanno con la collaborazione dei principali protagonisti», ha detto il ministro illustrando l'iniziativa presso la sede di Unioncamere, a Roma. «Le semplificazioni non possono essere tali se non sono conosciute e dunque applicate. Il nostro intento è quello non solo di introdurre nuove normative, ma di farle conoscere e poi monitorare se la loro attuazione è utile e ben fatta dalle pubbliche amministrazioni». Nell'ambito della stessa iniziativa partirà anche una consultazione pubblica, realizzata con l'anci, la conferenza dei presidenti e l'upi, sulle «100 procedure da semplificare»: fino al 15 dicembre 2013, sul sito tutti i cittadini potranno indicare le procedure più complicate fornendo una sorta di «black list» al governo sulle materie più urgenti su cui intervenire con altre semplificazioni. «L'iniziativa è un punto di svolta perché la semplificazione è uno strumento strategico e straordinario di cui il nostro paese ha bisogno», ha commentato il presidente Unioncamere Ferruccio Dardanello. «Siamo fieri di essere al fianco del governo per mettere le imprese italiane che hanno ancora l'ambizione di poter vincere delle sfide nelle condizioni giuste per farlo». Giusy Pascucci 17

18 ITALIA OGGI Revisione, l'equipollenza è un parto complicato Revisori legali ancora senza normativa e pure senza la possibilità di accedere al registro. I due ministeri, giustizia ed economia, incaricati dal decreto legislativo 39/10 di emanare i provvedimenti, continuano infatti a rimpallarsi le bozze dei testi normativi. E neppure il dietrofront dell'economia di due settimane fa sulla disciplina da applicare fino all'entrata in vigore della nuova normativa è servito a qualcosa, visto che per i 3 mila giovani dottori commercialisti, l'accesso continua ad essere negato. Ora i fari sono puntati sul regolamento attuativo dell'art. 4 del dlgs 39/10, la cui bozza circolò oltre un anno fa, che avrebbe dovuto da tempo definire l'esame di idoneità professionale, i casi di equipollenza con esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di professioni regolamentate e le eventuali integrazioni. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, quel provvedimento giace nelle stanze del ministero dell'economia dopo che Via Arenula avrebbe accolto la presunta posizione della Commissione europea (mai ufficializzata) secondo la quale una eventuale norma nazionale che stabilisca l'equipollenza senza esame integrativo si porrebbe in contrasto con la direttiva 2006/43/Ce. Secondo la bozza di regolamento in questione tutti i professionisti (commercialisti, esperti contabili e avvocati) che si iscriveranno ex novo al registro dovranno sostenere una prova d'esame che attesti le conoscenze specifiche richieste dalla revisione. Per loro saranno, comunque, previsti esoneri per le specifiche aree: per i commercialisti, si tratta dello «sconto» dalle due prove scritte, ma non dall'esame pratico sui principi di revisione internazionale e di deontologia. Comunque per i professionisti economico-contabili che di revisione si occupano per legge si parla di esame integrativo, mentre per i dipendenti pubblici la norma prevederebbe un esonero anche per singole materie a patto che abbiano superato un esame alla Scuola superiore della pubblica amministrazione. E proprio di equipollenza sono tornati a parlare Enrico Zanetti e Lorenzo Dellai, rispettivamente responsabile professioni e capogruppo alla camera di Scelta Civica, che ieri hanno incontrato il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri. I parlamentari hanno esposto al guardasigilli il convincimento che nulla osti alla piena equipollenza: «La normativa europea e quella di recepimento nazionale», ha spiegato Zanetti, «stabiliscono espressamente la possibilità di prevedere equipollenze laddove ne sussistano i presupposti e il Ministero dell'università con proprio parere, ha detto già da tempo che nel caso dei commercialisti questi presupposti sussistono». Una posizione giuridica non confermata ma neppure negata dalla giustizia. Benedetta Pacelli 18

19 ITALIA OGGI Aumentano le assunzioni tra le professioni economiche e sanitarie. Giù le tecniche Cresce l'occupazione negli studi In sei mesi 8 mila nuovi posti di lavoro, soprattutto al Sud Nonostante la crisi, il settore degli studi professionali continua a macinare nuovi posti di lavoro. Nei primi sei mesi del 2013 quasi 8 mila lavoratori, tra impiegati e apprendisti, hanno trovato un impiego stabile presso gli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, architetti e ingegneri. Tra gennaio e giugno 2013, infatti, sono stati assunti impiegati e apprendisti. Nello stesso periodo, i rapporti di lavoro cessati sono stati tra gli impiegati e tra gli apprendisti. Il saldo complessivo, tra nuovi assunti e posizioni lavorative cessate, resta ampiamente positivo e si attesta sulla soglia record di 8 mila assunzioni, superiore rispetto ai neoassunti di tutto il periodo del Un dato nettamente in controtendenza nel mercato del lavoro in Italia, che ha registrato nel secondo trimestre dell'anno una diminuzione degli occupati pari a 585 mila unità. Lo rende noto Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, che ha incrociato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel periodo 1 gennaio-30 giugno Dai dati Confprofessioni emergono importanti novità che ridisegnano la geografia occupazionale negli studi professionali. Se, infatti, il Nord si conferma come principale volano dell'occupazione per gli studi, con quasi 5 mila assunzioni, al netto delle posizioni cessate, le regioni del Sud sono certamente le più dinamiche, con quasi 2 mila nuovi posti di lavoro creati. Un dato che supera le regioni del Centro, dove il saldo occupazionale si attesta a quota unità. «Questi dati confermano la vivacità del settore professionale che, nonostante la crisi economica, riesce ancora a creare occupazione», commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Probabilmente gli ultimi provvedimenti normativi e le agevolazioni introdotte dal legislatore hanno dato una spinta positiva al mercato del lavoro e, da questo punto di vista, il settore professionale si è mostrato il più reattivo». A trascinare la ripresa occupazionale negli studi professionali sono in gran parte giovani e, comunque, persone che si affacciano al mercato professionale attraverso un contratto di apprendistato. Tra nuove assunzioni e cessazioni, il saldo occupazionale è pari a apprendisti che hanno trovato uno sbocco all'interno di uno studio professionale. «Quale parte sociale del settore delle professioni abbiamo voluto vedere da vicino la realtà occupazionale all'interno dei nostri studi» continua Stella. «Si tratta di numeri importanti che testimoniano lo sforzo compiuto dai professionisti-datori di lavoro a favore dei giovani e dei nuovi profili professionali che operano all'interno degli studi». Scomponendo i dati per attività emergono poi le professioni più attive sul mercato del lavoro. In cima alla graduatoria dell'occupazione negli studi svetta l'area economico-amministrativa (commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale), che presenta un saldo occupazionale positivo pari a unità. Al secondo posto si piazzano le attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari), con un saldo positivo pari a unità. Sostanziale equilibrio occupazionale, invece, nelle professioni giuridiche (avvocati e notai), dove le assunzioni sono state azzerate dalle posizioni lavorative cessate. In terreno negativo, infine, le professioni dell'area tecnica (studi di architettura e ingegneria, geometri, periti industriali, agrari, geologi_) dove la bilancia occupazionale registra una contrazione di 134 posti di lavoro persi nei primi sei mesi dell'anno. 19

20 ITALIA OGGI L'analisi Lo schema Youth Guarantee alla prova del modello italiano di Gaetano Stella - Presidente di Confprofessioni Tutti i giovani fino a 25 anni devono ricevere una offerta di lavoro di qualità, o un percorso formativo o uno stage o un apprendistato entro quattro mesi dalla perdita dell'ultimo impiego o dalla fine degli studi. Su tale assunto si basa il sistema Youth Guarantee proposto dalla Commissione europea, che invita gli Stati membri a creare delle reti di partenariato molto solide tra tutti gli interlocutori, con il coinvolgimento e l'intervento dei centri per l'impiego e altri servizi di orientamento e formazione professionale al fine di prendere in carico i giovani nella fase di transizione dalla scuola al mercato del lavoro e/o dopo aver perso l'ultimo impiego. Non si può non condividere il sistema della «Garanzia Giovani» come un'occasione di fondamentale importanza per il rilancio dell'occupazione giovanile in Italia, dove un giovane su quattro non trova lavoro. Tuttavia, occorre effettuare scelte oculate che tengano in adeguata attenzione le esigenze e le problematiche italiane, anche alla luce della rilevanza dell'obbiettivo strategico e dell' ammontare di risorse messe a disposizione dall'unione europea. Secondo l'unione europea il sistema Youth Guarantee deve trovare solide fondamenta negli stakeholders, dove le parti sociali ed in particolare le organizzazioni giovanili delle stesse devono avere un ruolo determinante. Se così non fosse, sarà difficile per la struttura di missione prevista dal decreto Giovannini agire nella giusta direzione. In questo ambito, Confprofessioni, quale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti che stipula il Ccnl studi professionali, non può sottrarsi a una riflessione sulle criticità del mercato del lavoro. In Italia le risorse impegnate in politiche attive sono ancora troppo esigue rispetto agli altri Paesi comunitari. Per ciascun disoccupato italiano vengono spesi mediamente euro in politiche passive a fronte di 210 euro in politiche attive. In Germania, invece, si spendono euro per politiche passive e per quelle attive. Tale quadro deve essere necessariamente ribaltato. Ciò non significa necessariamente aggiungere ulteriori risorse a quanto attualmente viene posto a bilancio per le politiche attive, occorre piuttosto pensare ad una ottimizzazione dei sistemi di gestione dei soggetti coinvolti nella intermediazione nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, nella formazione e negli ammortizzatori sociali che preveda anche forme di condizionalità delle politiche passive rispetto a quelle attive. In diverse sedi parlamentari, Confprofessioni ha ricordato come in Italia vi sia un incremento di produzione normativa in materia lavoristica che toglie certezza agli operatori e che ha l'effetto di 20

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