Applicabilità al magistrato della disciplina sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro; valutazione dell assenza dal servizio.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Applicabilità al magistrato della disciplina sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro; valutazione dell assenza dal servizio."

Transcript

1 Applicabilità al magistrato della disciplina sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro; valutazione dell assenza dal servizio. (Risposta a quesito del 23 gennaio 2008) Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 23 gennaio 2008, ha adottato la seguente delibera: - visto il quesito posto dalla dott.ssa, giudice del Tribunale di, inteso a conoscere "se al magistrato debba applicarsi, in qualità di lavoratore subordinato dello Stato, la disciplina sull'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e come debba essere considerata la sua assenza dal servizio per tutta la durata dell'infortunio certificata dall'inail"; - visto il parere dell Ufficio studi n. 488/2007 in data 3 dicembre 2007; OSSERVA La dott.ssa, giudice presso il Tribunale di, si è infortunata nel mentre si stava recando in un aula di udienza, per svolgere l ordinaria attività giudiziaria. A seguito di ciò, il Presidente della Corte di appello di, con comunicazione scritta, l aveva invitata a presentare richiesta di congedo straordinario ovvero di aspettativa per motivi di salute per tutta la durata dell infortunio nonché a comunicare il suo recapito, per essere sottoposta a visita fiscale da parte di un medico della competente ASL. Con il quesito in esame, ella contesta l operato del Presidente della Corte, ritenendo che al caso di specie debba essere applicata la normativa di cui al D.P.R. 1124/1965, atteso che il magistrato, quale dipendente dell amministrazione statale, rientra nelle categorie di lavoratori subordinati protetti, ai quali è, dunque, applicabile la normativa in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. La dott.ssa evidenzia, in merito, che presso la Presidenza del Tribunale sono istituiti i relativi registri infortuni e che il Presidente del Tribunale di ha inoltrato la denuncia dell infortunio in oggetto all INAIL nonché all Autorità di pubblica sicurezza, considerandola giustificatamene assente dal servizio per infortunio, non senza prendere atto dei certificati medici rilasciati sia dal medico di famiglia (sempre su formulario INAIL) sia dal medico INAIL. A detta della dott.ssa, una conclusione diversa rispetto a quella illustrata sarebbe incostituzionale, giacché escluderebbe i magistrati dalle categorie protette. Ella sottolinea, inoltre, che l infortunio sul lavoro è un evento verificatosi per causa violenta in occasione di lavoro, indennizzabile ex lege, mentre la causa di servizio tende a far accertare la dipendenza di una lesione o di un infermità o l aggravamento di infermità o lesioni preesistenti da causa, appunto, di servizio, ai sensi e per gli effetti dell art. 2 D.P.R.. Infine, evidenzia che gli istituti dell aspettativa o del congedo straordinario per motivi di salute non hanno alcuna attinenza con l infortunio sul lavoro, posto che seppure in entrambi i casi vi è una compromissione del bene primario della salute solo nell ipotesi di infortunio sul lavoro la lesione all integrità fisica trova la sua causa fondamentale ed esclusiva nello svolgimento dell attività lavorativa e tanto giustifica la necessità di una disciplina normativa ad hoc. La dott.ssa conclude sostenendo cha dalla legislazione vigente si desume chiaramente che il magistrato infortunatosi sul lavoro deve considerarsi semplicemente assente dal lavoro per infortunio, senza che vi sia la necessità di prevedere nell Ordinamento giudiziario un istituto apposito, dovendosi applicare la normativa dettata per la materia infortunistica, anche con riferimento alle modalità di accertamento ed alle provvidenze economiche. Al fine di poter compiutamente rispondere al quesito posto dalla dott.ssa è necessario, preliminarmente, chiarire quali siano le norme di riferimento ed in che modo le stesse possano essere applicate ai magistrati. L art. 276 O.g. estende ai magistrati ordinari, nei limiti della compatibilità, le disposizioni generali relative agli impiegati civili dello Stato. Invero, deve ritenersi che nulla sia stato modificato anche a seguito dell entrata in vigore del testo unico sul pubblico impiego, approvato con D. Lgs. 165/2001, il quale ha demandato alla

2 contrattazione collettiva di disciplinare tutte le materie relative al rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche (art. 40, I comma), tra le quali non può non comprendersi anche la materia relativa alle assenze del dipendente per malattia o infermità, pure determinata da infortunio sul lavoro. Tale conclusione trova conforto nelle tabelle allegate al D. Lgs 165/2001, che individuano le disposizioni di legge che cessano di avere efficacia a seguito della sottoscrizione dei contratti collettivi, tra le quali sono indicati, per il personale ministeriale, l art. 68 del testo unico in materia di pubblico impiego (n. 3 del 1957) e gli articoli da 30 a 34 del D.P.R. 686/1957, contenenti le relative norme di esecuzione, che disciplinano le situazioni dell assenza del dipendente per motivi di infermità. Le norme del D. Lgs. 165/ e nella specie quella che istituisce la contrattazione collettiva come fonte regolativa del rapporto - non si applicano tuttavia ai magistrati, il cui status continua ad essere disciplinato in regime di diritto pubblico, ai sensi dell art. 3 D. Lgs. 165/2001. Da ciò deriva che mentre per i dipendenti che rientrano nell ambito del cd. pubblico impiego contrattualizzato non sono ormai più in vigore le disposizioni del testo unico del 1957 disciplinanti la materia in esame, esse, al contrario, continuano ad applicarsi ai pubblici dipendenti il cui rapporto è rimasto in regime di diritto pubblico, che restano disciplinati dai rispettivi ordinamenti. Ciò premesso, occorre verificare se ai magistrati sia o meno applicabile il D.P.R. 1124/1965, vale a dire il testo unico disciplinante l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. È necessario, a questo punto, illustrare, seppure in maniera sintetica, la disciplina de qua, al fine di chiarirne l ambito applicativo sotto il profilo sia soggettivo sia oggettivo. L art. 1 D.P.R. 1124/1965 fissa i criteri generali dai quali deriva l obbligatorietà dell assicurazione infortunistica, stabilendo, testualmente, che È obbligatoria l assicurazione contro gli infortuni sul lavoro delle persone le quali, nelle condizioni previste dal presente titolo, siano addette alle macchine mosse non direttamente dalla persona che ne usa, ad apparecchi a pressione, ad apparecchi ed impianti elettrici e termini, nonché delle persone comunque occupate in opifici, laboratori o in ambienti organizzati per lavori, opere o servizi i quali comportino l impiego di tali macchine, apparecchi o impianti. L obbligo dell assicurazione ricorre altresì quando le macchine, gli apparecchi o gli impianti di cui al precedente comma siano adoperati anche in via transitoria o non servano direttamente ad operazioni attinenti all esercizio dell industria che forma oggetto di detti opifici o ambienti ovvero siano adoperati dal personale comunque addetto alla vendita, per prova, presentazione pratica o esperimento. Dalla lettura della norma emerge chiaramente che il legislatore ha posto una sorta di presunzione iuris ed de iure di pericolosità delle macchine, degli apparecchi e degli impianti in oggetto. La Corte costituzionale, proprio sul punto, ha osservato che oggetto della tutela assicurativa non è la pericolosità dell attività considerata, concretamente misurabile secondo un certo grado di probabilità statistica, bensì l attività per se stessa, in quanto connotata tipicamente dall impiego di apparecchi e macchine. Nella seconda parte dell art. 1 D.P.R. 1124/1965 sono indicate ben ventotto categorie di lavoratori, i quali, pur non ricorrendo le ipotesi sopra descritte, sono comunque soggetti al regime dell assicurazione obbligatoria, in ragione delle prestazioni cui essi sono tenuti. Inoltre è pure precisato cosa debba intendersi per addetti a macchine, apparecchi o impianti. Il secondo presupposto della tutela assicurativa è fissato dall art. 4 D.P.R. 1124/1965 e riguarda le persone assicurate. Infatti non tutte le categorie di lavoratori hanno diritto alla tutela in caso di infortunio o tecnopatia ma, soltanto, coloro i quali in modo permanente o avventizio prestano alle dipendenze e sotto la direzione altrui opera manuale retribuita, qualunque sia la forma di retribuzione. La norma indicata elenca, inoltre, specifiche categorie di lavoratori oggetto di tutela, ponendo in tal modo una presunzione assoluta di rischio in relazione alle attività da tali lavoratori svolte.

3 Dalle disposizioni riportate si desume che il rapporto previdenziale finalizzato alla tutela dell infortunio sul lavoro sorge, automaticamente, non in ragione dell inizio dell attività lavorativa ma solo laddove l ordinamento ritenga la stessa pericolosa. Tale impostazione della tutela assicurativa obbligatoria deriva dall iniziale difficoltà (il testo unico risale all anno 1965) di imporre ai datori di lavoro gli oneri connessi alla tutela di un fenomeno sociale di grande rilevanza ed alla conseguente opportunità di limitare l obbligo alle sole ipotesi in cui vi fosse un rischio effettivo. Il rapporto previdenziale, pertanto, nasce solo nel momento in cui il lavoratore è addetto ad alcune lavorazioni caratterizzate da un particolare livello di pericolosità, cosicché il momento di costituzione può non coincidere con l inizio dell attività lavorativa ovvero il rapporto può estinguersi per la cessazione dell attività pericolosa e ricostituirsi per la ripresa della stessa o di altra attività. Non assume, quindi, alcun rilievo la natura pubblica o privata dell ente datore di lavoro, purché, ovviamente, ricorrano i requisiti di cui agli artt. 1 e 4 D.P.R. 1124/1965. Nella progressiva elaborazione giurisprudenziale di legittimità è stato, peraltro, chiarito e meglio specificato il significato di tali requisiti, precisando che l inquadramento del lavoratore (pubblico o privato che sia) nella categoria impiegatizia non è di ostacolo alla tutela assicurativa INAIL. La Corte di cassazione, infatti, ha affermato che l attività manuale, pur se accessoria o strumentale e di ridotta durata temporale, assume rilevanza se svolta professionalmente e non in modo occasionale, anche quando l assicurato ha la qualifica impiegatizia (cfr., ex multis, C. Cass., Sez. L., n.5910/1982; C. Cass., Sez. L., n. 3651/1983; C. Cass., Sez. L., n. 8653/1994). A ciò si aggiunga che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 221 del 14 marzo 1986, ha ribadito la sussistenza dell obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro non solo per gli addetti a macchine elettriche e video terminali ma anche per gli addetti nei luoghi di lavoro ove tali macchine sono impiegate, ritenendo esistente in prossimità di tali macchine una presunzione assoluta del rischio (cd. rischio ambientale). In altri termini per la configurabilità dell obbligo assicurativo ex D.P.R. 1124/1965 è sufficiente che il lavoratore, ancorché impiegato o dirigente abbia necessità, per l espletamento delle sue mansioni, di frequentare, in via non occasionale od eccezionale, i locali dove sono collocate le fonti di rischio (in termini, C. Cass., Sez. L., 8333/1991). È evidente, dunque, che l elaborazione giurisprudenziale ha allargato le strette maglie della disciplina dettata dagli artt. 1 e 4 D.P.R. 1124/1965, estendendo l obbligatorietà dell assicurazione antinfortunistica a tutti quei casi in cui la situazione lavorativa, già valutata in termini di pericolosità dal legislatore, era di fatto configurabile anche per quei dipendenti non prestanti strettamente attività manuale. Da tanto è derivata la necessarietà dell assicurazione in oggetto per tutti gli impiegati che operano sistematicamente, anche se non continuativamente, a contatto con le macchine, non essendo rilevante sul piano assicurativo che l attività manuale sia solo accessoria o strumentale al lavoro. Nel 1994 le Sezioni Unite della Corte di cassazione, con la sentenza n. 3476, hanno fissato definitivamente il principio in base al quale tutti i lavoratori dipendenti, tenuti per ragioni professionali a frequentare ambienti ove si svolgono le attività pericolose di cui all art. 1 D.P.R. 1124/1965, sono soggetti all obbligo assicurativo e fruiscono della conseguente tutela, a prescindere dal contenuto manuale ed intellettuale delle mansioni svolte. Con tale pronuncia la Suprema Corte ha confermato l indirizzo giurisprudenziale che si era già andato consolidando negli anni, in base al quale a parità di rischio deve corrispondere parità di tutela. Nel corpo della motivazione la Corte ha ben evidenziato che la limitatezza della definizione della opera manuale desumibile dalla legge appare, come ha rilevato la Corte costituzionale, un residuo della concezione originaria dell assicurazione contro gli infortuni sul lavoro come volto a proteggere gli operai addetti alle macchine, apparecchi o impianti, in quanto particolarmente esposti al rischio nascente dai suindicati strumenti (vedi Corte cost. 21 marzo 1989 n. 137). Questa definizione, nel suo significato strettamente letterale, si è dimostrata insufficiente, quando sono

4 state introdotte macchine elettriche che, in relazione alla loro funzione, vengono utilizzate non da operai non solo da dipendenti svolgenti mansioni esclusivamente intellettuali e dirigenziali (macchine elettrocontabili, videoterminali, fitoriproduttori, computer ecc.). Per estendere l assicurazione contro gli infortuni a questi nuovi soggetti, esposti anch'essi al rischio derivante dall'uso di apparecchi elettrici, la giurisprudenza di questa Corte ha superato la valenza giuslavoristica dell'espressione "opera manuale" come contrapposta all'opera intellettuale (propria dell'impiegato e del dirigente), affermando che detta espressione si identifica nel diretto contatto dell'operatore con l'apparecchio per un uso professionale (purché non occasionale o eccezionale), non rilevando ai fini del rischio infortunistico che detto uso possa essere strumentale rispetto ad una prestazione essenzialmente intellettuale. Di conseguenza, ha argomentato la Corte, un interpretazione restrittiva che intendesse limitare la protezione del rischio ambientale solo ai lavoratori manuali e non anche a quelli intellettuali, che per ragioni professionali devono frequentare lo stesso ambiente di lavoro, porrebbe una questione di legittimità costituzionale della norma con riferimento agli artt. 3 e 98 Cost. e violerebbe il suddetto principio della parità di tutela a parità di rischio. Pertanto, l esposizione a rischio ambientale è condizione sufficiente per l insorgenza della tutela assicurativa anche per gli impiegati e dirigenti che svolgono esclusivamente attività intellettuale, purché l esposizione alle fonti di rischio sia abituale e sistematica (anche se non continuativa) e necessaria in relazione alle mansioni da svolgere. La riprova che l illustrata interpretazione degli artt. 1 e 4 del D.P.R. 1124/1965 è corretta nonché costituzionalmente orientata sta nel fatto che la Corte costituzionale, nell estendere la protezione assicurativa all assistente contrario (sentenza n. 98 del 2 marzo 1990), non ha dichiarato l illegittimità costituzionale dell art. 4 nella parte in cui limita la protezione assicurativa alle solo attività manuali e non anche alle prestazioni intellettuali (come avrebbe dovuto fare se detto articolo costituisse un ostacolo insormontabile alla protezione delle attività intellettuali in via di mera correlazione ambientale con le lavorazioni rischiose) ma ha dichiarato la sola illegittimità costituzionale dell art. 9, I comma, D.P.R. 1124/1965 nella parte in cui non comprende fra i datori di lavoro soggetti all assicurazione coloro che occupano persone, tra quelle indicate all art.4 del medesimo decreto, in attività previste dall art. 1 stesso testo anche se esercitate da altri. Seguendo la stessa ratio, vale a dire parità di tutela a parità di rischio, la Corte costituzionale si è mossa per affermare l assicurabilità di soggetti svolgenti attività diverse da quelle manuali e senza alcun contatto con le macchine, dichiarando così l incostituzionalità dell art. 1 D.P.R. 1124/1965 nella parte in cui non prevedeva l obbligatorietà dell assicurazione antinfortunistica per i cassieri a contatto diretto con il pubblico, dipendenti da imprese i cui lavoratori sono soggetti all assicurazione infortuni, (C. Cost. 7 aprile 1981 n.55) ovvero per i ballerini e per i tersicori (C. Cost. 21 marzo 1989 n.137). In questi casi, trattandosi di ipotesi non rientranti nelle previsioni degli artt. 1 e 4 D. Lgs. 1124/1965, è stata necessaria la pronuncia di illegittimità da parte della Corte. Appare chiaro dalle indicate pronunce richiamate sia della Corte costituzionale sia della Corte di cassazione che, nel corso degli anni, l estensione dell obbligatorietà dell assicurazione contro gli infortuni sul lavoro non ha comportato l assoluto superamento delle indicazioni normative ma la loro interpretazione costituzionalmente orientata, attraverso la quale, dunque, non può giungersi a riconoscere automaticamente il diritto alla tutela assicurativa obbligatoria a chiunque, a prescindere, in particolare, dall appartenenza alle categorie protette. Ciò, peraltro, si desume proprio dalle sopra indicate sentenze della Corte costituzionale (n.55/81 e n.137/89), resesi necessarie per integrare la previsione normativa (evidentemente incompleta) delle categorie protette. Né, d altra parte, è possibile sostenere che la limitazione dell obbligatorietà assicurativa soltanto ad alcune categorie di lavoratori comporti la violazione degli artt. 3 e 38 della Carta Costituzionale. In merito la stessa Corte di cassazione ha, infatti, affermato che l individuazione degli elementi relativi all esposizione a rischio è discrezionale e le relative valutazioni sono rimesse al legislatore e sono insindacabili, ragion per cui non può proprio porsi la questione di legittimità

5 costituzionale delle norme che identificano le attività protette in rapporto al principio di uguaglianza di cui all art. 3 Cost. Similmente non è configurabile la violazione dell art. 38 Cost., sia perché per gli infortuni sul lavoro esclusi dall ambito specifico di protezione possono soccorrere altre forme di tutela - quali le assicurazioni contro la malattia e l invalidità - sia perché rimane applicabile la tutela risarcitoria secondo il regime comune della responsabilità civile, non derogata dall esonero (sia pure condizionato) del datore di lavoro da tale responsabilità, prevista dal D.P.R. 1124/1965, nel caso di applicabilità della relativa assicurazione. Infine la delimitazione dei presupposti soggettivi ed oggettivi di detta assicurazione non può ritenersi confliggente con le prescrizioni dell art. 32 Cost., giacché è in ogni caso salvaguardato il diritto soggettivo perfetto del lavoratore ad esigere dal datore di lavoro il rispetto delle norme e l adozione di misure volte ad evitare gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e, in caso di violazione, di tali obblighi a conseguire il risarcimento dal conseguente danno (C. Cass., Sez. lav. n.4940/1995). I principi elaborati dalla giurisprudenza nell applicazione del D.P.R. 1124/1965 e, segnatamente, nell individuazione dei lavoratori per i quali è obbligatoria l assicurazione de qua sono rimasti fermi nel corso anche degli ultimi anni ed è ormai indiscussa l estensione della normativa in oggetto all attività impiegatizia (cfr., ex multis, C. Cass. n. 8028/1998; C. Cass. n.12930/1999; C. Cass. n.12227/2004). Dal discorso sviluppato fino ad ora emerge, dunque, chiaramente che la questione da risolvere non riguarda l applicabilità della tutela assicurativa obbligatoria ai dipendenti pubblici che non svolgano attività lavorativa manuale (e quindi, per effetto dell art. 276 O.g. e salvi sempre i limiti di compatibilità, ai magistrati) ma investe il possibile inquadramento dell attività professionale svolta dai magistrati nell ambito delle prestazioni lavorative protette, posto che né l art. 1 né l art. 4 D.P.R. 1124/1965 estendono specificatamente ai magistrati l obbligatorietà dell assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Si pone, conseguentemente, il serio interrogativo, atteso il ricorso ormai indispensabile in qualunque ufficio al computer (macchina mossa dall energia elettrica), se l uso dello stesso sia sufficiente a far sorgere l obbligo assicurativo di cui al D.P.R. 1124/1965 a tutela dei magistrati. Non può certo negarsi che l evoluzione giurisprudenziale appare procedere nel senso di allargare sempre più la tutela INAIL pressoché a tutti i lavoratori dipendenti, estendendo, peraltro, progressivamente anche la nozione di occasione di lavoro prevista dall art. 2 D.P.R. 1124/1965. Tuttavia sostenere l applicabilità della normativa de qua ai magistrati, fondando tale estensione sulla circostanza che il computer (dunque una macchina) è strumento essenziale per lo svolgimento dell attività lavorativa cui essi sono tenuti, non appare propriamente coerente con il testo normativo. Invero va sottolineato che il D.P.R. 1124/1965 nasce con l obiettivo di tutelare quelle categorie di lavoratori maggiormente esposti a rischio in ragione della pericolosità della loro prestazione, desunta proprio dall uso di particolari macchine ovvero presunta per legge. Inoltre la stessa Corte costituzionale è dovuta intervenire, integrando gli artt. 1 e 4 D.P.R. 1124/1965, affinché fosse riconosciuta la tutela in oggetto a determinate categorie di lavoratori, con ciò implicitamente affermando che la stessa non può derivare dall uso di qualsivoglia tipo di macchina. A ciò si aggiunga, ancora, che lo stesso legislatore ha sentito la necessità di estendere con previsione ad hoc la soggezione all obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro per gli addetti ai lavori in ambito domestico (L. 493/99), per i dipendenti appartenenti all area dirigenziale, per i lavoratori subordinati, soggetti a rischi lavorativi specifici, nonché per gli sportivi professionisti (D. Lgs. 38/2000), dettando, peraltro, particolari limitazioni in merito e mantenendo ferma sia per i lavoratori parasubordinati sia per quelli appartenenti all area dirigenziale l applicazione dell art. 1 D.P.R. 1124/1965. Ciò, pertanto, induce ancor di più a ritenere che non sia possibile applicare sic et simpliciter la normativa in oggetto individuando la pericolosità dell attività lavorativa nell uso in sé del computer, perché, se così fosse, non sarebbe stato neanche necessario l intervento del legislatore nel 1999 e, subito dopo, nel 2000 per ampliare le categorie protette.

6 D altra parte non può neanche sottovalutarsi che, tecnicamente, i magistrati non possono essere considerati addetti alle macchine, giacché utilizzano i computer non perché a ciò normativamente obbligati, in relazione all attività da svolgere, ma per mera scelta di organizzazione del lavoro. È pacifica, peraltro, la loro non assimilabilità completa agli impiegati dello Stato, ragion per cui non sarebbe possibile neanche invocare l eventuale disparità di trattamento rispetto al regime loro applicabile. È, infatti, vero che i magistrati sono equiparabili ai dipendenti pubblici, per essere sia gli uni che gli altri legati da un rapporto di servizio pubblico con lo Stato e per svolgere attività in nome e per conto dello Stato (in termini C. Cost. 22 giugno 1992 n.289), ma è pur vero che i magistrati hanno uno status particolare che rende disomogeneo e non comparabile il loro trattamento (giuridico ed economico) rispetto a quello della generalità degli altri dipendenti pubblici. La peculiarità del predetto status è diretta conseguenza dell esercizio delle funzioni giurisdizionali e quindi dell autonomia e dell indipendenza della magistratura, assicurata, secondo le disposizioni dell art. 105 Cost., dal Consiglio superiore della magistratura quale organo di autogoverno nonché dall altro principio costituzionale fissato dall art. 108, secondo cui le norme sull ordinamento giudiziario sono stabilite dalla legge (in termini, C.d.S. n. 1069/2007). Pertanto, in ragione delle peculiarità proprie del ruolo e delle funzioni cui sono tenuti i magistrati, non appare possibile, almeno allo stato e pur a fronte delle innegabili aperture giurisprudenziali in materia, estendere loro la normativa prevista dal D.P.R. 1124/1965. Specificatamente sul punto non si registrano pronunce giurisprudenziali, tuttavia il T.A.R. Lazio in due occasioni, seppure solo incidentalmente perché non costituiva oggetto del thema decidendum, ha lasciato intendere che l attività espletata dai magistrati non potesse farsi rientrare tra quelle protette. Invero, con la sentenza n del 26 luglio 2004, nel rigettare il ricorso presentato da un vice procuratore onorario per il riconoscimento, come dipendente da causa di servizio, dell infortunio in itinere, ha dato atto che il D.P.R. 1124/1965 si rivolge soltanto ai lavoratori che svolgono attività protette, tra le quali non rientra quella di magistrato onorario. Vero è che la magistratura onoraria non è assimilabile ovvero sovrapponibile alla magistratura togata, tuttavia è altresì vero che nella specie il giudice amministrativo, mentre ha rigettato la domanda del ricorrente per difetto del rapporto di pubblico impiego, ha invece escluso l applicabilità della disciplina dettata in tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro perché non ha considerato l attività del magistrato onorario rientrante nelle attività protette. Pertanto, proprio perché è stata utilizzata un argomentazione diversa rispetto a quella per la quale è stato rigettato il ricorso, è possibile ritenere valido anche per la magistratura togata il ragionamento sul tema sviluppato in sentenza. Similmente, nella sentenza n del 2006, il TAR Lazio, chiamato a pronunciarsi sul calcolo elaborato dall amministrazione per la liquidazione di quanto dovuto ad un magistrato togato a titolo di equo indennizzo (causa di servizio per riconoscimento di infermità), ha sottolineato l erroneità del perfetto parallelismo (operato in ricorso) tra l equo indennizzo di cui all art. 68 D.P.R. 3/1957 e la copertura assicurativa obbligatoria erogata dall INAIL per categorie di lavoratori espletanti attività particolarmente soggette ad infortunio ex art. 1 D.P.R. 1124/1965. I due istituti, ha precisato il giudice amministrativo, non sono tra loro assimilabili, non essendovi piena coincidenza né tra i soggetti assicurati né tra gli eventi protetti e, pertanto, ha rigettato l eccezione sollevata dal ricorrente, diretta a contestare la disparità di trattamento rispetto al diverso e ben più favorevole regime riconosciuto ai lavoratori assicurati presso l INAIL. La non estensione della disciplina di cui al D.P.R. 1124/1965 ai magistrati non si presta ad alcuna censura di incostituzionalità, perché come evidenziato anche dalla Corte di cassazione nella pronuncia sopra riportata - l individuazione degli elementi relativi all esposizione a rischio è discrezionale e le relative valutazioni sono rimesse al legislatore e sono insindacabili. D altronde per gli infortuni sul lavoro esclusi dall ambito specifico di protezione possono soccorrere altre forme di tutela, quali le assicurazioni contro la malattia e l invalidità, fermo restando il diritto al risarcimento del danno secondo il regime comune della responsabilità civile.

7 Alla luce delle considerazioni sopra svolte si ritiene, pertanto, che ai magistrati non sia applicabile la disciplina dettata dal D.P.R. 1124/1965 bensì quella di cui al D.P.R. 3/1957 e, in particolare, degli artt. 66 e 68. Tali norme disciplinano le situazioni di astensione del pubblico dipendente per infermità, la cui nozione comprende tanto l infortunio quanto la malattia. Il primo comma dell art. 66 D.P.R. 3/1957 prevede l aspettativa per infermità, mentre il secondo comma riconosce all impiegato la facoltà di usufruire, prima dell aspettativa ed anche a prescindere da essa, di congedi straordinari per la medesima causa. L aspettativa, ai sensi dell art. 68 D.P.R. 3/1957, viene concessa di ufficio o su domanda, per un periodo che non può essere superiore a diciotto mesi. Vanno, inoltre, menzionati, perché dettati proprio per i magistrati, l art. 3 R.D. Lgs., secondo cui il magistrato può essere collocato in aspettativa per infermità fino al termine massimo consentito dalla legge, e l art. 203 O.G., che prevede, dopo due mesi di aspettativa, il collocamento fuori ruolo del magistrato. Il citato art. 68 dispone, altresì, che l aspettativa è disposta quando sia accertata, in base al giudizio di un medico scelto dall amministrazione, l esistenza di una malattia che impedisca temporaneamente la regolare prestazione del servizio. L art. 32 D.P.R. 686/1957 prevede, a sua volta, che l autorità competente ad emettere il provvedimento di collocamento in aspettativa dispone che l impiegato sia sottoposto a visita di controllo ; a tal fine, l art. 30 del medesimo D.P.R. precisa che l interessato nella domanda di aspettativa oltre ad allegare un certificato medico, deve indicare il luogo in cui dimorerà nel periodo ed ha l obbligo di comunicare ogni successiva variazione. L art. 68, III comma, D.P.R. 3/1957 fa salva poi la facoltà dell amministrazione di procedere, in ogni momento durante l aspettativa, agli accertamenti sanitari che riterrà opportuni. La lettura delle riportate disposizioni induce a ritenere necessario, ai fini dell emanazione del provvedimento che concede l aspettativa per infermità, l accertamento medico sulla malattia denunciata, da considerarsi, quindi, necessario passaggio istruttorio. Il provvedimento di aspettativa è adottato con decreto ministeriale su conforme deliberazione del Consiglio superiore della magistratura (ai sensi degli artt. 3 R.D.Lgs. 511/1946, 10 e 17 L. 195/1958, 55 D.P.R. 916/1958), benché la competenza a disporre la visita fiscale appartenga ai dirigenti degli uffici, in ragione sia del potere di vigilanza loro spettante sull andamento e sul rendimento dell ufficio, sia della loro appartenenza, con riferimento a tali funzioni, alla struttura preposta all amministrazione della giurisdizione, al cui vertice è collocato il Consiglio superiore della magistratura, secondo quanto precisato in merito dalla circolare consiliare n del 25 gennaio In merito si richiama, altresì, la pur non recente circolare n dell aprile 1980, che raccomandava ai capi degli uffici di promuovere tempestivamente, in caso di assenza del magistrato dall ufficio, i prescritti controlli medici, così riconoscendo espressamente il loro potere-dovere di provvedere in merito. Per quanto concerne il congedo straordinario per infermità, esso, ai sensi degli artt. 37 D.P.R. 3/1957 e 19 D.P.R. 686/1957, non può superare nel corso dell anno la durata di quarantacinque giorni ed il periodo del primo congedo di regola, nell anno, un mese. Dall art. 66 D.P.R. 3/1957 si desume che il congedo straordinario è, di regola, preceduto dall istanza dell interessato, anche se l art. 30, III comma, D.P.R. 686/1957, prevede che, in mancanza di specificazioni tra aspettativa o congedo, per le assenze di breve durata l amministrazione possa disporre autonomamente il congedo. Con la circolare n del 14 novembre 1994 e ss. mod., il Consiglio superiore ha precisato che il potere di disporre il congedo straordinario per malattia spetta ai Presidenti di Corte di Appello, per i magistrati giudicanti, ed ai Procuratori generali, per i magistrati requirenti, i quali hanno, poi, il compito di comunicare i relativi provvedimenti al Consiglio superiore. Nella disciplina dettata in tema di congedo straordinario non si ritrova, contrariamente a quanto previsto in tema di aspettativa, alcuna disposizione relativa all obbligatorietà della visita medica diretta ad accertare l effettiva esistenza della malattia denunciata dal dipendente; pertanto

8 esso può essere concesso anche in assenza dell accertamento sanitario disposto di ufficio, salvo l obbligo del dipendente di produrre certificato medico. L evidenziata diversità di disciplina trova ragione giustificatrice nella differenza sostanziale tra i due istituti, aspettativa e congedo straordinario. Invero, come già sottolineato dall organo di autogoverno nella richiamata delibera del 19 marzo 2003, l aspettativa determina una sorta di interruzione del rapporto di lavoro, suscettibile di importanti effetti sulla stessa collocazione in ruolo del magistrato, mentre il congedo straordinario soltanto una sospensione momentanea dell attività lavorativa. Tale distinzione trova manifestazione proprio con riferimento all accertamento medico dell infermità, che nel procedimento per la concessione dell aspettativa riveste carattere di fatto costitutivo mentre, ai fini del congedo straordinario, assume valore assorbente la funzione di controllo in ordine all effettiva sussistenza della malattia denunziata dall interessato. Ciò non toglie, ovviamente, che anche in caso di congedo straordinario, la visita di controllo possa essere ugualmente disposta nell ambito di esercizio del poter-dovere di vigilanza da parte del Capo dell ufficio. Come ribadito già dal Consiglio superiore nella richiamata delibera ogni determinazione al riguardo sembra peraltro debba essere rimessa al potere organizzatorio del capo dell ufficio, il quale nell ambito delle sue attribuzioni in materia, potrà emanare criteri generali volti a disporre la visita fiscale fin dal primo giorno di assenza ovvero a partire da una certa data, e tanto in linea con la circolare consiliare n del 1980, che raccomanda ai Capi degli uffici di promuovere con tutta urgenza i prescritti controlli. Pertanto, non appare possibile affermare che in caso di infortunio sul lavoro sia applicabile in via esclusiva la disciplina dettata in tema di aspettativa ovvero in tema di congedo straordinario, essendo in realtà possibile far ricorso ad entrambe, ferme restando le diversità sul piano ontologico e funzionale. Tutto ciò premesso il Consiglio delibera di rispondere, sulla base di quanto sopra argomentato, che, allo stato della normativa e dell evoluzione giurisprudenziale, ai magistrati in caso di infortunio sul lavoro non sia applicabile il D.P.R. 1124/1965 ma debba, invece, farsi riferimento al D.P.R. 3/1957 e, specificatamente, alle disposizioni degli artt. 66 e 68. In tale ipotesi è possibile applicare la disciplina dettata in tema sia di aspettativa per motivi di salute sia di congedo straordinario.

PARITA DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI

PARITA DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI PARITA DI TRATTAMENTO TRA LAVORATORI di Lorenzo Marinelli* Il presente elaborato intende porsi il problema relativo alla possibilità per il datore di lavoro nell ambito dei rapporti privatistici di porre

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza

Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza Le ferie del lavoratore, normativa e giurisprudenza di Pietro Gremigni Consulente aziendale in Milano in breve Argomento Il mese di agosto è considerato di solito il periodo classico di utilizzazione delle

Dettagli

Contra non valentem agere non currit praescriptio

Contra non valentem agere non currit praescriptio PER GLI ENTI DI PATRONATO 1 TERMINI DI PRESCRIZIONE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE MALATTIE PROFESSIONALI E TERMINE DI REVISIONE DELLE RENDITE UNIFICATE DA EVENTI POLICRONI LIMITE INTERNO ED ESTERNO

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A.

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. 1. La responsabilità patrimoniale della P.A. ed i suoi limiti Anche lo Stato e gli Enti Pubblici sono soggetti al principio della responsabilità patrimoniale

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Circolare Informativa n 57/2013

Circolare Informativa n 57/2013 Circolare Informativa n 57/2013 TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELLE SOMME EROGATE A SEGUITO DI TRANSAZIONE Pagina 1 di 9 INDICE Premessa pag.3 1) La transazione: aspetti giuridici pag. 3 2) Forme

Dettagli

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto

5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto 412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli

Dettagli

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto

IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto La questione inerente il rinnovo dei contratti pubblici è una questione piuttosto complessa e, in parte, anche controversa, soprattutto all esito dell

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA

L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA L INFORTUNIO SUL LAVORO, IN ITINERE, LA MALATTIA PROFESSIONALE E L ASSISTENZA L INAIL, IL DATORE DI LAVORO, IL LAVORATORE, COSA DEVONO FARE COSA DEVE SAPERE IL LAVORATORE QUANDO SUBISCE UN INFORTUNIO O

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni,

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte Corte Europea dei Diritti dell Uomo Domande e Risposte Domande e Risposte COS È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO? Queste domande e le relative risposte sono state preparate dalla cancelleria e non

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse

Dettagli

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Si può apporre un termine al contratto di lavoro solo in presenza di casi particolari, per cui son necessari alcuni requisiti fondamentali come la forma del contratto e la

Dettagli

CORSO DI DIRITTO SPORTIVO I RAPPORTI DI LAVORO ALL INTERNO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE AVV. MARIA ELENA PORQUEDDU

CORSO DI DIRITTO SPORTIVO I RAPPORTI DI LAVORO ALL INTERNO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE AVV. MARIA ELENA PORQUEDDU CORSO DI DIRITTO SPORTIVO I RAPPORTI DI LAVORO ALL INTERNO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE AVV. MARIA ELENA PORQUEDDU INTRODUZIONE ALLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE IN QUALSIASI FORMA COSTITUITE

Dettagli

Tale eccezione non può trovare accoglimento per le seguenti ragioni.

Tale eccezione non può trovare accoglimento per le seguenti ragioni. Il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia ed onnicomprensiva, all interno della quale non è possibile ritagliare ulteriori sotto-categorie. Pertanto il c.d. danno esistenziale, inteso quale

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

Paghe. La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro

Paghe. La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro La retribuzione delle ore di viaggio Fabio Pappalardo - Consulente del lavoro Il luogo della prestazione lavorativa è un elemento fondamentale del contratto di lavoro subordinato. Per quanto nella maggior

Dettagli

PUO ESSERE RICHIESTA PER:

PUO ESSERE RICHIESTA PER: L INTERDIZIONE DAL LAVORO PER LE LAVORATRICI MADRI (decreto legislativo n. 151/2001 così come modificato dalla legge 4/04/2012, n. 35) http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/01151dl.htm PUO ESSERE RICHIESTA

Dettagli

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo 1. Premessa La contestazione di un fatto nuovo 1 costituisce

Dettagli

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario: Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. -

Dettagli

Adunanza del 4 giugno 2015 Presieduta dal Presidente di Sezione preposto alla funzione di coordinamento Mario FALCUCCI

Adunanza del 4 giugno 2015 Presieduta dal Presidente di Sezione preposto alla funzione di coordinamento Mario FALCUCCI Corte dei Conti Sezione delle autonomie N.21/SEZAUT/2015/QMIG Adunanza del 4 giugno 2015 Presieduta dal Presidente di Sezione preposto alla funzione di coordinamento Mario FALCUCCI Composta dai magistrati:

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO -SEZIONE III - SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO -SEZIONE III - SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO -SEZIONE III - N. RS Anno 2009 N.7088 RGR Anno 1996 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n.7088

Dettagli

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI 1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico

Dettagli

Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08)

Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08) Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08) Diritto ad un processo equo In ordine alla retroattività delle leggi

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ

BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ Tra le modifiche introdotte nell agosto 2010 all art. 186, C.d.S., vi è anche l inserimento del nuovo comma 9 bis, che prevede l applicazione del lavoro

Dettagli

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME

ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME ORARI E GIORNI VISITE FISCALI 2014-2015. CAMBIA TUTTO PER I LAVORATORI DIPENDENTI - ECCO COME Gli Orari Visite Fiscali 2014 2015 INPS lavoratori assenti per malattia dipendenti pubblici, insegnanti, privati,

Dettagli

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata STRALCIO DI ALTRE LEGGI IN CUI, SEMPRE INGRASSETTO, SONO EVIDENZIATI ALTRI BENEFICI VIGENTI A FAVORE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI D.P.R. 12 aprile 2006 n. 184 in relazione al capo V della L. 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni (Delibere del Consiglio dell

Dettagli

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA Per un proficuo approccio alla problematica presa in esame si propone, qui di

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto

CONTRATTO A TERMINE. Proroga e continuazione di fatto 2_7.qxd 30/06/2010 14.34 Pagina 2 CONTRATTO A TERMINE Proroga e continuazione di fatto di Geppino Tocci - Funzionario INPS Una delle principali finalità della direttiva europea 28 giugno 1999, n. 1999/70,

Dettagli

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO

ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO Scheda esplicativa per la trattativa decentrata maggio 2009 ORGANIZZAZIONE DEI RIPOSI E DURATA DEL LAVORO NOTTURNO a cura di Giuseppe Montante e Carlo Palermo componenti la Delegazione trattante nazionale

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero.

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero Milano, 31/1/13 1. Premessa - 2. L art. 32 L. 183/10-3. La riforma Fornero - L art. 28 DL 179/12. 1. Premessa Il contratto a termine detiene un

Dettagli

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro

Paghe. Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Lavoro part-time: il minimale ai fini contributivi Fabio Licari - Consulente del lavoro Obblighi contributivi Calcolo dei contributi Con l instaurazione del rapporto di lavoro, sorge anche l obbligazione

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEL PART-TIME ART. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le procedure per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale dei dipendenti

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015 CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno

Dettagli

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO PART-TIME INDICE Art. 1 Finalità Art. 2 Campo di applicazione Art. 3 Contingente che può essere destinato al tempo

Dettagli

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI)

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) La pensione di reversibilità (introdotta in Italia nel 1939 con il Rdl. n. 636) spetta ai: Superstiti del pensionato per invalidità, vecchiaia o anzianità,

Dettagli

Il diritto alle ferie annuali alla luce della nuova disciplina legale e dei recenti orientamenti giurisprudenziali.

Il diritto alle ferie annuali alla luce della nuova disciplina legale e dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Il diritto alle ferie annuali alla luce della nuova disciplina legale e dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Il diritto alle ferie annuali, costituzionalmente sancito, è ispirato da ragioni di ordine

Dettagli

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001

Programma di Compliance Antitrust. Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Programma di Compliance Antitrust Allegato B al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. LGS. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 19 febbraio 2015 Rev 0 del 19 febbraio

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli

I permessi retribuiti (art. 19 del CCNL del 6 luglio 1995)

I permessi retribuiti (art. 19 del CCNL del 6 luglio 1995) I permessi retribuiti (art. 19 del CCNL del 6 luglio 1995) Comparto Regioni e Autonomie locali Luglio 2013 INDICE Introduzione... 2 Permesso per lutto... 4 Permesso per matrimonio... 11 Permesso per concorsi

Dettagli

IL NUOVO APPRENDISTATO: QUESITI E CASI PRATICI

IL NUOVO APPRENDISTATO: QUESITI E CASI PRATICI 1??ALESSANDRO MILLO, DIRIGENTE DELLA DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI PIACENZA ALESSANDRO MILLO, DIRIGENTE DELLA DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI PIACENZA Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

Il lavoro subordinato

Il lavoro subordinato Il lavoro subordinato Aggiornato a luglio 2012 1 CHE COS È? Il contratto di lavoro subordinato è un contratto con il quale un lavoratore si impegna a svolgere una determinata attività lavorativa alle dipendenze

Dettagli

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015 Direzione Centrale Entrate Roma, 10/04/2015 Circolare n. 72 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE

Dettagli

Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org.

Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. giud., Uff, II) Con la presente nota-circolare si ritiene

Dettagli

MATERNITA E CONGEDI PARENTALI. Indice

MATERNITA E CONGEDI PARENTALI. Indice MATERNITA E CONGEDI PARENTALI Indice Interdizione.pag. 2 Interruzione della gravidanza.pag. 3 Astensione obbligatoria..pag. 4 Astensione obbligatoria della madre....pag. 4 Astensione obbligatoria del padre....pag.

Dettagli

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ. MARCO FRISONI Castellanza, 27 settembre 2012

SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ. MARCO FRISONI Castellanza, 27 settembre 2012 CONVALIDA DELLE DIMISSIONI E SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ MARCO FRISONI Castellanza, 27 settembre 2012 La Legge n. 92/2012 si occupa sia della questione delle dimissioni della lavoratrice madre (ovvero

Dettagli

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 78/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MARRUCCI / EUTELIA XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate

computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate MERCATO DEL LAVORO: ADEMPIMENTI E INCENTIVI ALL occupazione 9 computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate a cura di Alberto Bosco e Cristian Valsiglio IN COLLABORAZIONE CON LA RIFORMA DEL LAVORO

Dettagli

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013 La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale Gaetano Silvestri Parigi, 16 aprile 2013 1. Premessa L effetto tipico delle sentenze della Corte costituzionale

Dettagli