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1 THE BIG STORY 2011 Sono una donna di 66 anni, nata nel 1945 alla fine della II guerra mondiale. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Norma. La mia non era una famiglia numerosa, essendo composta solo da quattro persone, ma ha incontrato lo stesso momenti di difficoltà economica nonostante i quali, però, io e mio fratello abbiamo potuto frequentare la scuola elementare. Per il mio avvenire i miei genitori volevano che io facessi la sarta. Ricordo che a undici anni mi comprarono una macchina da cucire che possiedo ancora e che costò 35 mila lire. I miei genitori dovendo scegliere tra me e mio fratello, perché in casa solo uno di noi poteva studiare infatti a quel tempo studiare era un lusso! - ritennero opportuno che fosse mio fratello a continuare gli studi. Lui invece ha preferito imparare il mestiere di fabbro o tornitore. Lasciando la scuola ho sofferto molto perché mi piaceva studiare e sognavo di diventare una brava maestra. Ricordo che il maestro Adolfo Gente mandò a chiamare i miei genitori per convincerli. Loro però restarono del parere che era meglio che fosse mio fratello a continuare a studiare. A scuola ero molto brava; nonostante ciò ero ostacolata dalla maestra Bianca che favoriva i ragazzi delle famiglie benestanti. La maestra mi puniva spesso con bacchettate alle mani e sulla testa. Un giorno il Direttore lo venne a sapere e la sospese per quindici giorni. Un altro episodio che ricordo è di aver fatto questo tema: Il vecchio e l albero. Era un tema così ben fatto che fu letto in tutte le classi. In seguito si è persa ogni traccia del mio compito. Insomma mi piaceva studiare e stare insieme ai miei coetanei. Lo studio di base (leggere, scrivere e contare) mi è stato di grande aiuto nella vita. Ad esempio se non fossi andata a scuola, ora non saprei fare la spesa e non vivrei insieme alla persona che ho sempre amato. Per averla ho dovuto spedire lettere di nascosto e lottare molto con mio padre, perché voleva che sposassi un carabiniere che era più grande di me di quindici anni. Per il fatto di essermi fermata alla scuola primaria, negli anni successivi ho dovuto lavorare e nel mio tempo libero mi occupavo delle faccende domestiche: pulivo, cucinavo, stiravo, ricamavo e cucivo. Mi sono sposata a 18 anni e ho avuto due figli, un maschio e una femmina. Anche se lavoravo ho sempre trovato il tempo di dedicarmi a loro. Tutti e due i miei figli hanno studiato. In particolare mia figlia ha frequentato l istituto Salvemini a Latina. Ho sempre desiderato per i miei figli che trovassero un lavoro sicuro e mettessero su famiglia. Il mio essere donna non mi ha mai procurato difficoltà, perché nella mia famiglia non sono state mai fatte distinzioni, eccetto che per la scelta presa da mio padre di far studiare solo uno di noi figli. In casa e al di fuori di essa ho sempre espresso le mie opinioni liberamente. Riflettendo sulla condizione in cui si trovano a vivere le donne dei Paesi poveri, che non sono fortunate come me, ritengo che qualcosa potrebbe cambiare in meglio rivoluzionando gli usi e i costumi dei loro Paesi e soprattutto la politica. Se la vita di quelle donne fosse come quella di noi europee, le donne dei Paesi del Terzo mondo avrebbero la possibilità di realizzare i propri sogni. (MONTI Anna, classe II D) Ho 46 anni. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Milano, con mio padre, mia madre e due fratelli. Tutti abbiamo avuto la possibilità di studiare e i miei genitori desideravano che fossimo istruiti. Io ho frequentato il Liceo linguistico e mi sono laureata in Lingue in America. A scuola ero molto vivace e avevo il vizio di rubare le gomme da cancellare ai miei compagni, fino a quando però mia madre lo scoprì e mi costrinse a restituirle. Se non avessi potuto studiare sarei andata a lavorare. Sono contenta e, mi dà soddisfazione, sapere di essere in grado di leggere, scrivere e parlare in maniera corretta. Mi sono sposata a 32 anni e ho avuto un figlio. Mi sono dedicata esclusivamente alla famiglia e a mio figlio. Solo in un secondo tempo ho ripreso a lavorare. Il mio desiderio più grande è che un giorno mio figlio, oltre ad aver ricevuto

2 un istruzione adeguata, possa sentirsi gratificato e realizzato nel mondo del lavoro. Inoltre spero che possa godere di pace e serenità nell ambito familiare, se si sposerà. Il fatto di essere donna ha comportato per me la gioia della maternità, ma nella sfera lavorativa ho potuto riscontrare discriminazioni spesso legate al fattore della maternità. Purtroppo oggi, nonostante l emancipazione femminile e le notevoli conquiste da parte delle donne, esistono ancora discriminazioni evidenti, specialmente nella diversa retribuzione tra uomo e donna pur svolgendo lo stesso lavoro. Personalmente non ho subito questo tipo di discriminazione, ma ne ho sentito parlare da alcune mie amiche. Tornando ai miei ricordi, devo dire che in famiglia mi sono sempre sentita inferiore rispetto ai miei fratelli. Le mie idee erano sempre poco considerate, ma nonostante ciò ho sempre fatto a modo mio seguendo il mio istinto. In molti Paesi del mondo le donne non sono libere di studiare o lavorare. Spesso questa condizione è subordinata ad un regime religioso restrittivo (modificato a vantaggio degli uomini). Ci sono poi anche Paesi dove l unico ruolo della donna è quello di procreare. In entrambi i casi si tratta di una vita difficile in confronto agli agi e alle possibilità di cui godono le donne dei Paesi più industrializzati e progrediti. Difficilmente la vita di queste donne potrà cambiare, anche se ci sono stati lievi segni di miglioramento in alcuni Stati. La repressione dei Governi, della religione ed una mentalità molto retrograda ostacolano fortemente la lotta delle donne nell ottenere diritti e libertà. Se queste donne potessero studiare migliorerebbero la loro cultura, ma dovrebbero comunque scontrarsi con la presunta superiorità maschile. (CALABRESI Alessandro, classe II D) Ho 46 anni. Ho trascorso sia l infanzia che l adolescenza a Latina. La mia famiglia era composta da sei persone: mamma, papà, io e i miei tre fratelli. Noi figli abbiamo potuto studiare tutti e quattro. I miei genitori desideravano per il mio avvenire che studiassi e mettessi su famiglia; io invece volevo fare la cuoca e avere una famiglia. Così ho frequentato la scuola fino alla terza media. Della scuola non ricordo molto. Però so di certo che mi piaceva stare in giardino a giocare con i compagni. Anche se ho studiato fino a tredici anni, la scuola mi è servita a molto. Ad esempio a leggere il nome delle strade e ad orientarmi, oppure a saper fare i conti della spesa o a scrivere lettere e cartoline. Mi sono sposata a 25 anni e ho avuto una figlia. Nella mia famiglia c erano e ci sono le condizioni economiche per farla studiare. Per il futuro di mia figlia desidero il meglio. Devo dire che il fatto di essere donna non mi ha agevolato in nulla, ma neppure mi ha procurato maggiori difficoltà. Esprimendo le mie idee non mi è stato mai fatto notare di essere una donna e che per questo le mie parole sono ben poca cosa rispetto a quelle di un uomo. Quando ho dovuto prendere delle scelte importanti per la mia vita, ho sentito il giudizio degli uomini di casa ma non mi sono fatta condizionare. Spesso mi capita di riflettere sulle donne che vivono in Paesi poveri del mondo. Loro non hanno la possibilità di studiare e senza istruzione non potranno mai accedere alla politica e fare delle leggi in loro difesa e per la loro emancipazione. Sicuramente per cambiare il loro destino esse dovrebbero cambiare prima di tutto il modo di pensare degli uomini che hanno accanto. (CAMMERANO Asia, classe II D) Ho 65 anni. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Frosinone. La mia famiglia era composta da dieci persone. Io e i miei fratelli abbiamo frequentato tutti la scuola elementare, anche se i miei fratelli più piccoli (gli ultimi tre) hanno concluso gli studi in terza elementare e non in quinta. Finita la scuola, i miei genitori volevano che anch io mi dessi da fare per aiutare la famiglia. Per il mio avvenire desideravo farmi una bella famiglia. Della scuola ricordo soprattutto quando scrivevamo i dettati. Ero molto felice a scuola e se non avessi studiato avrei certamente aiutato mia madre nei lavori di casa. Mi è stato utile saper leggere, contare e scrivere, perché sono le cose più importanti che davvero servono in famiglia. Mi sono sposata a 20 anni. In

3 quegli anni lavoravo. Ho avuto due figli: un maschio e una femmina. Le possibilità per farli studiare non erano granché. Mia figlia ha frequentato fino alla III media. Per lei ho desiderato e desidero che stia sempre in salute. Il fatto di essere donna mi ha agevolato perché ho avuto dei bei figli. Non ho mai incontrato difficoltà; non mi è mai capitato che un uomo abbia detto che le mie parole non hanno valore e nessuno mai ha condizionato le mie scelte. Pensando alle donne del Terzo Mondo, io immagino le condizioni in cui vivono bruttissime. Infatti loro non hanno le possibilità che abbiamo noi. Il loro destino potrebbe cambiare se le aiutassimo con dei fondi per garantire a tutte un istruzione almeno di base. Sono davvero convinta che la loro vita cambierebbe se fosse data loro la possibilità di studiare. (CICCARELLI Paolo, classe II D) Ho 38 anni. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Latina Scalo. In famiglia eravamo in quattro. Solo io ho studiato, frequentando la scuola fino alla terza media. I miei genitori volevano che studiassi. Io desideravo per il mio avvenire mettere su famiglia. Della scuola no ho ricordi particolari, ma una cosa è certa: ero contenta di stare con i miei compagni. Se non avessi studiato, sarei andata a lavorare. La scuola mi è servita per essere in grado di parlare e scrivere senza errori e mi ha dato maggiore sicurezza nel contare. Mi sono sposata a 25 anni. Ho avuto tre figli maschi e tutti stanno studiando. Riguardo a me ritengo di non essere stata agevolata dal fatto di essere donna. Neppure ho incontrato difficoltà per questo motivo. (COLELLA Marco, classe II D) Sono una donna di 73 anni. Fino all età di sei anni ho trascorso la mia infanzia a Pescina, in provincia dell Aquila. Poi venne la guerra e partimmo in cerca di un posto più sicuro. Ricordo bene il giorno in cui alcuni Tedeschi bussarono alla porta del castello dove la mia famiglia si era rifugiata. A 15 anni sono venuta ad abitare a Latina Scalo. La mia famiglia era composta dai miei genitori e undici fratelli, alcuni dei quali sono morti prima che io nascessi. Ora siamo rimasti in sei. I miei genitori non volevano che io studiassi. Infatti erano dell idea che io e mia sorella dovessimo aiutare in casa. Ho trascorso molte giornate a piangere per questo motivo. Mi ricordo che mi era passata addirittura la fame. Un giorno i miei genitori mi diedero la notizia che avrei studiato e così ho potuto frequentare la scuola elementare fino alla quinta. Nei miei ricordi vedo ancora la mia insegnante di cui ricordo anche il nome; un giorno si stava svolgendo l esame di terza elementare lei mi sgridò perché aveva sorpreso un mio compagno mentre mi suggeriva qualcosa. A scuola andavo d accordo con tutti i miei coetanei e mi piaceva trascorrere il tempo in loro compagnia. A distanza di tanti anni mi ritengo davvero fortunata per aver frequentato la scuola che mi ha dato tanto: ho imparato a leggere, scrivere e far di conto. Grazie alla scuola ho potuto vivere in modo autonomo nella società. Mi sono sposata a 24 anni e ho avuto tre figli: due maschi e una femmina. In casa c erano le condizioni economiche per dare un istruzione superiore ai miei figli. In particolare mia figlia ha conseguito il diploma magistrale. In merito al fatto di essere donna, devo dire che le mie idee alcune volte sono state criticate anche nella vita coniugale. Molte volte ho riflettuto sulla condizione delle donne nei Paesi più poveri del mondo. Penso che quelle povere donne, se anche avessero la possibilità di studiare, rimarrebbero sempre sottomesse ai loro mariti o agli uomini. E importante quindi che nei loro Paesi sia riconosciuta la parità di diritti tra uomo e donna. Ma è altrettanto fondamentale che le donne studino, altrimenti la parità di diritti servirebbe a ben poco. (DONNINI Elisa, classe II D) Ho 43 anni. Ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza a Marcianise, in provincia di Caserta. La mia famiglia era composta da cinque persone: mamma, papà, io e due fratelli, un

4 maschio e una femmina. Siamo stati tre fratelli fortunati perché abbiamo potuto studiare. I ricordi della scuola sono tanti, ma in particolare ricordo le corse che facevo insieme alle mie compagne per arrivare a scuola in orario; ero felice di stare insieme ai miei coetanei. Io ho frequentato la scuola fino alla III media. Se non avessi studiato, avrei frequentato un corso per parrucchiera. I miei genitori volevano che studiassi, invece io desideravo avere una famiglia. Nella vita di tutti i giorni mi è stato utile saper leggere, scrivere e contare. Si tratta di qualcosa di fondamentale: senza istruzione non sarebbe possibile fare la spesa, partecipare ai concorsi, essere informati su ciò che succede nella società e nel mondo, compilare un modulo, ecc. Mi sono sposata a 26 anni. In quegli anni lavoravo. Ho avuto due figli: un maschio e una femmina. Nella mia famiglia ci sono le condizioni economiche per farli studiare. Adesso mia figlia sta frequentando la II media. Il fatto di essere donna mi ha agevolato nel senso che ho avuto dei figli. Qualche volta però mi ha creato delle difficoltà. Di solito le parole di una donna sono meno considerate di quelle di un uomo. Nel mio caso però nessuno dei miei familiari si è intromesso quando ho deciso di sposarmi. Non mi sono fatta mai condizionare da nessuno e non ho mai subito le imposizioni di qualcuno. Più di una volta ho pensato alle donne che vivono nei Paesi poveri. La loro vita è disastrosa e potrebbe cambiare se le donne potessero studiare. Il problema è che spesso non esistono scuole in quei posti. Se si riuscisse a dare delle scuole, almeno per un apprendimento di base, quelle donne sarebbero contente e gioirebbero. Anch io mi sentirò soddisfatta quando ciò accadrà. (DROGHETTI Veronica, classe II D) Ho 42 anni. Ho trascorso a Sermoneta la mia infanzia e l adolescenza. In famiglia eravamo in cinque: i miei genitori, le mie due sorelle ed io. Abbiamo studiato tutte e tre. Io ho frequentato la scuola fino a sedici anni, fermandomi al secondo anno delle Superiori. I ricordi più belli della scuola riguardano le Elementari e in particolare le uscite con il maestro per studiare la natura. I miei genitori volevano che trovassi un buon lavoro. Io per me volevo sposarmi e lavorare. La scuola, che ricordo con nostalgia, mi ha dato tanto. L istruzione rende l uomo libero e indipendente. Mi sono sposata a 23 anni. Ho avuto due figlie femmine. Ho continuato a lavorare. In casa ci sono adesso le condizioni per farle studiare tutte e due. Desidero per loro un futuro sicuro e sereno. Il mio essere donna non mi ha mai creato problemi. Nessuno mai si è permesso di dire che le mie parole non hanno importanza perché sono una donna. Le donne dei Paesi più poveri sicuramente sono abituate a essere trattate e considerate in maniera differente dall uomo perché quello è il pensiero dominante nella loro società. Penso alla fatica e alla forza che devono avere per poter emergere e far sentire la propria voce. La mia vita per fortuna non è stata condizionata dal mondo maschilista e quindi mi rendo conto del privilegio che ho avuto e che ho. Secondo me la donna potrà raggiungere la pari dignità dell uomo non solo con l istruzione ma anche quando l uomo si accorgerà di aver sbagliato e incomincerà a cambiare il suo modo di trattare le donne. (FALCONI Francesca, classe II D) Sono una donna di 48 anni. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Latina Scalo. La mia famiglia era composta da quattro persone: mamma, papà, io e una sorella. Sono stata fortunata perché ho potuto studiare grazie ai miei genitori. Anche loro hanno potuto studiare. Mi sono diplomata all Istituto tecnico commerciale di Latina. Sicuramente se non fossi andata a scuola avrei fatto degli hobby. Non c è dubbio che tutto quello che la scuola mi ha dato è stato utilissimo per la mia vita. Mi sono sposata a 26 anni, continuando però a lavorare. Ho avuto due figli, una femmina e un maschio che attualmente frequentano il Liceo e la scuola media. Il fatto di essere donna non mi ha mai agevolato, ma non mi ha causato neppure difficoltà. Nel prendere una decisione non mi è mai capitato di farmi condizionare dal giudizio di un uomo. Questa cosa non

5 la permetterei in alcun modo! Per quanto riguarda i Paesi esteri, dove le donne non possono studiare e sono sottovalutate dagli uomini, provo rabbia e solidarietà. Penso che la situazione potrebbe cambiare se a cambiare fosse il modo di pensare degli uomini e della loro religione. Ritengo che se anche le donne di quei Paesi avessero la possibilità di studiare, incontrerebbero tante difficoltà prima di raggiungere la parità di genere. (LAMBIASI Pietro, classe II D) Ho 47 anni. Ho trascorso la mia infanzia nel Veneto, precisamente a San Pietro di Rosa. Qui ho vissuto anche la mia adolescenza. In famiglia eravamo: papà, mamma, due sorelle e un fratello. Io e i miei fratelli abbiamo frequentato la scuola fino alla III media. Non abbiamo continuato gli studi perché ai nostri tempi solo poche persone frequentavano le Superiori. I miei genitori desideravano per noi un futuro migliore, perché loro avevano sofferto molto. Da ragazza non pensavo tanto al mio futuro perché ero felice per come ero e per ciò che avevo. Della scuola conservo tantissimi ricordi. Subito mi torna alla mente il mio maestro di scuola elementare che era tanto bravo. Mi piaceva andare a scuola ed ero contenta di stare con i miei compagni. Penso che se non fossi andata a scuola sarei rimasta a casa a giocare, vista la mia età. Infatti avevo allora sette anni. La scuola mi ha dato tanto e mi è stata molto utile. Ritengo che non sia possibile vivere senza saper leggere, scrivere e contare. Chi non sa leggere, scrivere e contare vive isolato da tutto e tutti. Il motivo per cui ho dovuto interrompere gli studi in III media è che in famiglia ero la prima figlia e avevo una grande responsabilità: aiutare economicamente i miei genitori, trovandomi subito un lavoro. E così ho cominciato a lavorare a 15 anni. Successivamente mi sono sposata, ma non per mia scelta. Da allora ho sempre lavorato e mi sono occupata della mia famiglia. Ho avuto tre figli: due maschi e una femmina. La nostra famiglia è modesta. Mia figlia oggi studia per conseguire il Diploma da ragioniera. Per lei desidero che sia felice e che, qualsiasi cosa faccia, agisca bene e ne abbia soddisfazione. Il fatto di essere donna non mi ha agevolato granché, perché anche se viviamo nel 2011 nella nostra società permangono molti pregiudizi. Per il fatto di essere donna ho incontrato anche tante difficoltà. Ad esempio a un colloquio di lavoro mi è stato fatto notare di non poter svolgere certe mansioni tipicamente maschili. In casa sono stata sempre libera di fare le mie scelte e di esprimere le mie idee. Ci univa un rapporto di fiducia basato su tanta educazione e ne vado fiera. Quando penso alle difficoltà incontrate, non mi piango addosso ma cerco di reagire. Nel mondo ci sono tantissime donne che soffrono e vivono in condizioni di estrema povertà. Secondo me la povertà è sinonimo di non dignità. Solo con il lavoro queste donne potranno emanciparsi e rendere più bello il futuro dei loro figli e di chi verrà. Ma prima di tutto hanno bisogno di un istruzione almeno di base che è il primo passo verso la conquista della dignità. (MASTRACCI Gianluca, classe II D) Ho 46 anni. Ho trascorso la mia infanzia e l adolescenza a Monticchio. In famiglia eravamo: mamma Carmela, papà Silvano, io e le mie sorelle maggiori Rossana e Maria Teresa. Tutte e tre abbiamo studiato fino alla Licenza media. I miei genitori non volevano che studiassi, ma piuttosto che mi sposassi. Io invece desideravo studiare. Ho frequentato la scuola elementare a Monticchio e poi la Scuola media Aldo Manuzio. Il momento più bello della scuola era la ricreazione. Noi ragazzi ci divertivamo anche quando qualcuno era messo alla porta dal professore. Io ero molto felice di stare insieme ai miei compagni. La scuola mi ha trasmesso il piacere della lettura. E stato utile studiare. La scuola è indispensabile per la vita. Saper leggere, scrivere e contare sono fondamentali! Mi sono sposata a 23 anni e mi sono dedicata più al lavoro che alla famiglia. Ho avuto due figli: una femmina e un maschio. In casa c erano le condizioni economiche necessarie per farli studiare. Oggi mia figlia frequenta l Università di Roma La Sapienza. Desidero che lei sia felice e che abbia una sistemazione adeguata alla vita

6 che sogna. Il fatto di essere donna non mi ha agevolato. Secondo me la nostra è una società maschilista dove gli uomini vogliono prevalere sulle donne. Mi è capitato di essere criticata dagli uomini di casa ad esempio quando ho espresso la mia opinione sull amicizia tra un uomo e una donna. Per loro non è possibile che un uomo e una donna siano solamente amici! Purtroppo nella mia famiglia ci sono troppi opinionisti e moralisti! Riguardo alla condizione della donna nei Paesi più poveri del mondo ritengo che in quei Paesi c è molta ignoranza. Le condizioni di miseria e di arretratezza in cui si trovano a vivere dipendono dal fatto che non hanno avuto bravi uomini politici capaci di farle migliorare e giungere a una condizione simile a quella italiana. Servono anni e tanto lavoro. Eppure penso che, in quei Paesi, la vita della donna, anche se arricchita dallo studio, non potrà essere tanto diversa da come è oggi. (MORICONI Simone, classe II D) Mi chiamo Francesca e ho 40 anni. Ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza a Marsala, in Sicilia. La mia famiglia era composta da quattro persone: mamma, papà, io e mia sorella. Tutta la mia famiglia ha potuto studiare; per i miei genitori era importante che io avessi un titolo di studio. Io desideravo la stessa cosa e tra le mie aspettative c era anche quella di lavorare. A diciannove anni ho conseguito il diploma di istituto tecnico commerciale. Della scuola ricordo in particolare gli Esami di Stato: la Maturità. Io ero felice di stare con i miei coetanei. Se non mi fosse stato possibile studiare, sarei andata a lavorare. Senza dubbio la scuola mi è stata utile per la vita di tutti i giorni. Mi sono sposata a 21 anni. Nei due anni precedenti al matrimonio ho lavorato. Poi mi sono dedicata esclusivamente alla mia famiglia. Ho avuto due figli, un maschio e una femmina. Nella mia famiglia ci sono le condizioni per garantire ai miei figli un istruzione superiore. Mia figlia sta frequentando il Liceo linguistico. Per lei desidero che si senta realizzata nella vita, nella famiglia e nel lavoro. Devo dire che il fatto di essere donna non mi ha agevolato, ma neppure mi ha procurato difficoltà. Non mi è mai capitato che le mie idee, solo per il fatto di essere state espresse da una donna, siano state considerate inferiori rispetto a quelle di un coetaneo. Per quanto riguarda la vita delle donne dei Paesi più poveri, credo che per aiutarle sia necessario costruire scuole. Se fosse data loro la possibilità di studiare, sono certa che la loro vita cambierebbe di molto e in meglio. (PAPA Davide, classe II D) Ho 73 anni. Ho trascorso l infanzia e l adolescenza a Napoli. La mia famiglia era formata da cinque persone: mamma, papà, io e due fratelli. Noi ragazzi abbiamo potuto studiare fino alla Licenza media. Per il mio avvenire i miei genitori volevano che la mia vita fosse economicamente normale ma con molte soddisfazioni. Io invece volevo un marito che mi volesse bene e si prendesse cura di me. Della scuola ricordo tante cose belle, ma soprattutto una insegnante che era brava e gentile verso tutta la classe. Ho smesso di studiare a causa della guerra. In quel periodo l unica cosa che un figlio poteva fare per aiutare la propria famiglia era andare a lavorare. Nella vita di tutti i giorni mi è stato molto utile saper leggere, scrivere e far di conto, per inserirmi nella comunità e essere informata su tutto ciò che succede nel mondo. Mi sono sposata a 23 anni. Ho lavorato e dato alla luce quattro femmine che col passare del tempo si sono fatte grandi e si sono diplomate. Il fatto di essere donna non mi ha favorito, ma neppure mi ha dato problemi. Quando io parlo e spiego il mio punto di vista e le mie ragioni, nessuno mi interrompe o mi sottovaluta; tutti mi rispettano e in molti mi ammirano proprio per la schiettezza con cui dico le cose. Mi dispiace molto per tutte le donne del Terzo Mondo che vivono sotto il controllo dei loro mariti, non potendo prendere decisioni in modo autonomo. Io vorrei aiutarle ma mi rendo conto che la cosa è un po difficile. A far questo dovrebbero essere i Governi dei propri Paesi, che invece di dar loro un istruzione, sfruttano le donne sopprimendo il talento nascosto che ogni donna ha dentro di sé.

7 (PARNOLFI Giuseppe, classe II D) Ho 74 anni. Ho trascorso la mia infanzia a Carpineto Romano e la mia adolescenza a Sermoneta Scalo. In famiglia eravamo in tutto sei persone: i miei genitori e noi figli, precisamente due maschi e due femmine. Tutti e quattro abbiamo avuto la possibilità di studiare fino alla quinta elementare. Ricordo che d inverno portavamo a scuola un braciere per scaldarci le mani. La scuola mi piaceva; mi divertivo soprattutto durante il tragitto che facevamo a piedi per raggiungerla, durante il quale parlavamo tantissimo. Ho terminato gli studi ad undici anni. Ai miei tempi chi non poteva studiare faceva il pastore. L istruzione mi è servita: da piccola, se nessuno mi avesse insegnato a contare, non avrei potuto contare per gioco i passi che facevo mentre raggiungevo la mia scuola. La lettura mi piaceva allora e ancora oggi sono un appassionata lettrice di romanzi. Mi sono sposata a diciannove anni e ho continuato a lavorare nei campi. Ho avuto due figli: un maschio e una femmina. Ho potuto far studiare mia figlia fino alla terza media. Poi ha iniziato a lavorare come parrucchiera. Il fatto di essere donna mi ha dato molte responsabilità. Nessuno in famiglia mi ha criticato o messo in difficoltà perché in casa andavamo tutti d accordo. Quando penso e vedo in Tv le donne dei Paesi poveri, mi reputo fortunatissima. La loro vita potrà cambiare in meglio se lo vorranno i governanti dei loro Paesi. (POLITI Alex, classe II D) Ho 40 anni e ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza a Grassano, un paesino vicino a Matera. La mia famiglia era formata da cinque persone: mia madre, mio padre, io e due fratelli. I miei genitori hanno voluto che studiassimo tutti e tre. Perciò dopo la III media ho frequentato l Istituto tecnico commerciale e ho conseguito il Diploma. Tra i ricordi della scuola ce n è uno che non riguarda la scuola elementare o le medie, ma le Superiori. Ricordo l unica volta in cui sono stata rimandata. La scuola mi piaceva e soprattutto mi piaceva stare in compagnia dei miei coetanei. Se non avessi studiato, sicuramente avrei lavorato. Ho concluso gli studi a 19 anni. Non c è dubbio che leggere, scrivere e contare sono indispensabili per la vita. Faccio qualche esempio: il fatto di saper leggere permette alla persona di soddisfare tante curiosità; scrivere è un altro modo di comunicare per chi non può parlare; i numeri, poi, sono dappertutto. Mi sono sposata a 22 anni e da allora mi dedico ai miei due figli maschi. Il fatto di essere donna non mi ha mai agevolato. Talora mi ha imposto qualche limitazione. Mi riferisco al fatto che, a differenza dei miei fratelli che erano più liberi perché maschi, ho dovuto scegliere una scuola non troppo lontana da casa. Per quanto riguarda le donne dei Paesi più poveri, che vivono in situazioni davvero difficili, penso che hanno davvero poche possibilità di migliorare la propria condizione. Solo studiando potranno migliorare la loro vita, perché la cultura abbatte gli ostacoli. (POTENZA Daniele, classe II D) Mi chiamo Rita e ho 79 anni. Ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza a Latina Scalo. La mia famiglia era composta da cinque persone. Eravamo quindi tre fratelli, ma diversamente da mio fratello che ha potuto studiare, io e mia sorella abbiamo frequentato solo la scuola elementare. Naturalmente i miei genitori volevano che io studiassi per poi lavorare e ciò lo desideravo anch io. Avevo undici anni quando ho smesso di studiare a causa della guerra. Ricordo che lasciare la scuola mi rattristò, perché mi piaceva molto stare con i miei coetanei. Forse, se non fossi andata a scuola, avrei impiegato il mio tempo andando a ricamare dalle suore. Studiare mi è stato molto utile. Infatti adesso so leggere, scrivere e contare, cose

8 fondamentali per fare la spesa, comunicare, capire come si svolge la vita. Mi sono sposata a 25 anni e mi sono dedicata completamente alla famiglia. Ho avuto due figli che, grazie alle migliori condizioni economiche, hanno potuto studiare e diplomarsi. Il fatto di essere donna non mi ha agevolato in niente. A volte mi ha provocato maggiori difficoltà, perché da piccola non ho potuto studiare molto anche per il fatto che serviva aiuto in casa. Però non mi è stato mai detto che le mie parole valevano meno di quelle di un uomo e la stessa cosa vale ancora oggi. Inoltre nelle mie scelte non mi sono mai sentita condizionata dal giudizio degli uomini della mia famiglia. Molte volte ho riflettuto sul fatto che ci sono donne nel mondo che non hanno avuto e non hanno la possibilità di studiare perché vivono in Paesi molto poveri. Credo che ai giorni d oggi loro non possano capire ciò che le circonda al contrario di me, che sono stata molto fortunata, in quanto ho potuto, anche se per poco, aumentare le mie conoscenze. (PROIETTI Sabrina, classe II D) Ho 32 anni. Sono nata in Romania. La mia famiglia era formata da mia madre, mio padre e i miei due fratelli ed io. Fortunatamente abbiamo studiato tutti e tre. Della scuola ricordo questo episodio: un giorno il professore non venne a scuola e noi ne approfittammo per fare una festa in classe. La scuola è importante per la vita. Da ragazza desideravo diventare dottoressa. Questo sogno non si è realizzato, ma sono felice lo stesso perché mi sono sposata a 18 anni, ho due figli e un marito che mi ama. Per mia figlia desidero un bel futuro. In famiglia ho potuto esprimere le mie idee sempre liberamente. Ma molte donne non possono farlo. Le donne dei Paesi poveri non sono rispettate e perciò sono molto sfortunate. Io credo che tutte le donne dovrebbero avere più fiducia nelle loro capacità, dovrebbero curarsi di più e affrontare i problemi senza paura. (ZARONIU Adelina Madalina, classe II D)

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