Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica"

Transcript

1 Dipartimento Istituzionale e Territorio Direzione Regionale Attività della Presidenza Area Consulenza ed Assistenza Giuridica Il Silenzio nella Pubblica Amministrazione ( Analisi sulla evoluzione dell istituto alla luce della normativa e della giurisprudenza ) A cura di: Dott.ssa Maria Grazia Pompa Avv. Elisabetta Longo Dott.ssa Raffaella Benvenuti Dicembre 2010

2 Sommario Premessa 1. Evoluzione normativa del silenzio amministrativo.pag 1 2. Le tipologie di silenzio.pag 3 2A) Inquadramento giuridico del silenzio Inadempimento ( o silenzio rifiuto)..pag 4 2 A1) Quando nasce l obbligo di provvedere in capo alla P.A pag 5 2 A2) Formazione del silenzio inadempimento ( o rifiuto). pag 6 2B) Inquadramento giuridico del silenzio assenso.pag 10 2 B1) Formazione del silenzio assenso...pag 11 2 B2) Quando non si forma il silenzio assenso...pag 14 Allegati

3 Premessa L attenzione per la tempistica procedimentale e per il rispetto della stessa ad opera dell amministrazione è stata, nel corso degli ultimi anni, al centro di un articolato confronto dottrinale e giurisprudenziale volto principalmente ad assicurare l azionabilità di adeguati meccanismi di tutela. A fronte del comportamento inerte della pubblica amministrazione il legislatore, ha individuato, a favore del cittadino, una particolare forma di tutela che può essere successiva o preventiva. E successiva, quando è consentito al cittadino rivolgersi all autorità giudiziaria per eliminare gli effetti negativi prodotti dall inerzia tenuta dall amministrazione ( c.d. istituto del silenzio inadempimento) ; è preventiva invece, quando è lo stesso legislatore ad intervenire per scongiurare gli effetti pregiudizievoli connessi all inerzia della P.A., riconoscendo così, al silenzio dell amministrazione, un significato legale tipico non produttivo di effetti lesivi ( c.d. istituto del silenzio assenso). Considerate le frequenti richieste di parere formulate sull argomento e valutata la complessità della materia, con la presente circolare si esamineranno, attraverso l analisi di casi concreti sottoposti al vaglio della giurisprudenza, le diverse figure del silenzio amministrativo.

4 1. L evoluzione normativa del silenzio amministrativo La tempistica procedimentale ha assunto nel tempo un crescente rilievo così da indurre il legislatore, anche sulla spinta della giurisprudenza sviluppatasi, a dettare precise regole al riguardo. L evoluzione normativa inizia negli anni 90 sia con la legge 241, che canonizza il principio di doverosità dell esercizio del potere amministrativo e della certezza dei tempi dell azione pubblica, sia con la legge 86 la quale, nel riscrivere l articolo 328 c.p., incrimina la condotta dell agente pubblico il quale, entro trenta giorni dall istanza di chi vi abbia interesse, non adotta l atto del suo ufficio e non espone le ragioni del ritardo. Con le riforme Bassanini viene introdotto, ad opera dell articolo 17 ) lettera f) della l. 59/1997, la regola della generale indennizzabilità dei pregiudizi derivanti dal ritardo in cui incorre la pubblica amministrazione nella definizione dei procedimenti amministrativi. Sebbene la norma riceva una parziale attuazione, un passo decisivo viene compiuto dalla giurisprudenza che nel riconoscere, con la sentenza delle S.U. della Cassazione n. 500/1999, la risarcibilità del danno da lesione di interessi legittimi, finisce per ricomprendervi anche la ristorabilità del danno da silenzio. Il crescente interesse per la tempistica amministrativa trova altresì conferma in due distinti provvedimenti di modifica della legge 241/1990: la legge 15/2005 e la legge 80/2005 che sanciscono un vero e proprio cambiamento nel modo di concepire l inerzia della pubblica amministrazione. Le modifiche apportate difatti incidono da un lato, liberalizzando tutte quelle attività private prima sottoposte a provvedimenti autorizzativi ( c.d. DIA successivamente modificata in SCIA a seguito della legge 122/2010.), dall altro invece generalizzando, mediante la riformulazione dell articolo 20 della l. 241/1990, il silenzio assenso che viene esteso a tutti i procedimenti ad istanza di parte ad eccezione dei provvedimenti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla cura di interessi qualificati ( difesa nazionale, pubblica sicurezza, immigrazione, patrimonio culturale e paesaggistico, ambiente) e dei casi in cui la normativa comunitaria impone l adozione di provvedimenti formali Come si evince dal dettato normativo il silenzio assenso, lungi dall operare nei casi tassativamente previsti, diventa un istituto generale il cui scopo è quello di ridimensionare il più possibile i casi in cui l inerzia dell amministrazione è in grado di produrre effetti negativi in danno del privato, costringendolo ad attivarsi sul piano giudiziario per ovviare alla inattività creatasi.

5 Con riguardo invece al silenzio inadempimento, quale forma di silenzio che non assume valore provvedimentale come il silenzio assenso, le modifiche apportate all articolo 2 della l. 241/1990, che costituisce il riferimento normativo per eccellenza, hanno introdotto importanti novità quali, in particolare, l eliminazione della previa diffida ai fini della formazione del silenzio inadempimento, l eliminazione dell assoggettamento al termine decadenziale di cui all articolo 2 della legge TAR per la proposizione del ricorso avverso il silenzio, l introduzione di un maggior sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo in sede di ricorso che consente a quest ultimo di conoscere della fondatezza dell istanza. Di recente il legislatore nel modificare nuovamente l articolo 2 della l. 241/1990 con la l. 69/12009 ha provveduto ad individuare da un lato un costante controllo dei tempi dell azione amministrativa con una rimodulazione dei termini di conclusione del procedimento, dall altro, invece, ad introdurre forme di responsabilità volte a scoraggiare l inerzia ingiustificata dell amministrazione ( Su questo argomento si veda la Circolare dell Area Consulenza e Assistenza Giuridica I nuovi termini di conclusione del procedimento amministrativo e la responsabilità della pubblica amministrazione per il danno da ritardo del Dicembre 2009).

6 2. Le tipologie del silenzio Il termine silenzio si riferisce in genere agli istituti preposti alla rimozione o alla prevenzione degli effetti negativi dell inerzia della pubblica amministrazione, in vista della tutela dei soggetti interessati all emanazione di un atto amministrativo. Le principali figure di silenzio amministrativo che esamineremo sono costituite da: A) Silenzio inadempimento Art. 2 legge 241/1990 ( o silenzio rifiuto) Si crea quando sussiste l obbligo della P.A. di provvedere espressamente adottando un atto. E un rimedio successivo diretto a rimuovere gli effetti negativi dell inerzia della P.A.t della doa B) Silenzio assenso Art. 20 legge 241/1990 Si crea quando decorso il termine di provvedere senza che la P.A. si sia pronunciata, l istanza presentata dal privato si ritiene accolta. E un rimedio preventivo in quanto essendo previsto con legge, non rende inerte la P.A e non produce effetti negativi per il privato

7 2 A) inquadramento giuridico del silenzio inadempimento ( o silenzio rifiuto) L istituto del silenzio inadempimento o silenzio rifiuto, è un rimedio di origine giurisprudenziale e nasce per offrire al privato, titolare di un interesse qualificato, la possibilità di ricorrere al giudice amministrativo per superare l inerzia della pubblica amministrazione. A tal fine con l articolo 2 della l. 241/1990, è stata introdotta una disposizione, avente portata generale, volta a canonizzare il principio di doverosità dell esercizio del potere amministrativo e della certezza dei tempi di azione pubblica. Quest ultima, in particolare, dispone: 2. Conclusione del procedimento. 1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un istanza, ovvero debba essere iniziato d ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l adozione di un provvedimento espresso. 2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un termine diverso, i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni 3. Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, adottati ai sensi dell articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. 4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l immigrazione ). 5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 6. I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall inizio del procedimento d ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. 7. Fatto salvo quanto previsto dall articolo 17, i termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell articolo 14, comma La tutela in materia di silenzio dell amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo. 9. La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale

8 A1) Quando nasce l obbligo di provvedere in capo alla P.A. Stabilire la sussistenza di un obbligo in capo alla pubblica amministrazione non è sempre cosa facile, anche se la giurisprudenza prevalente, partendo dal principio generale della doverosità dell azione amministrativa, tende già da tempo ad ampliare l ambito delle situazioni in cui per la P.A. vi è l obbligo di provvedere, al di là di quelle situazioni già previste dalla legge. E stato così affermato che l obbligo di provvedere, oltre ai casi di legge, esiste in tutte quelle particolari fattispecie nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongono l adozione di un provvedimento. La giurisprudenza amministrativa ( Cons. Stato Sez VI 11 maggio 2007, n.2318) ha tentato di individuare alcune categorie di atti rispetto alle quali sussisterebbe o meno il suddetto obbligo. Queste sono così riassumibili: 1) Istanze dirette ad ottenere un provvedimento favorevole : questo tipo di istanze, volte ad ampliare la sfera giuridica del richiedente, determinano l obbligo per la P.A. di provvedere quando chi le presenta sia titolare di un interesse legittimo pretensivo. Questo perché il soggetto che ha un interesse differenziato e qualificato ad un bene della vita, per il cui conseguimento è necessario che la P.A. eserciti il proprio potere mediante l emanazione del provvedimento, è in realtà titolare di una situazione giuridica che lo legittima, anche in assenza di specifiche norme di previsione. Talvolta però accade che se l istanza presentata dal richiedente sia manifestamente infondata o esorbitante rispetto alle pretese riconducibili al rapporto amministrativo, l obbligo di provvedere da parte della P.A. può mancare. 2) Istanze di riesame di atti sfavorevoli emanati in precedenza: questo tipo di istanza invece, volta ad ottenere il riesame da parte della P.A. di un atto autoritativo non impugnato tempestivamente dal richiedente, non comporterebbe, di regola, un obbligo di riesame da parte della P.A., in quanto il suddetto obbligo potrebbe inficiare le ragioni di certezza delle situazioni giuridiche e di efficienza gestionale che sono alla base dell agire autoritativo della P.A., nonché della inoppugnabilità dopo il termine di decadenza dei relativi atti. 3) Istanze dirette a produrre effetti sfavorevoli nei confronti di terzi, dall adozione dei quali il richiedente possa trarne indirettamente vantaggi ( c.d. interessi strumentali)

9 questo tipo di istanza è volta a far ottenere al richiedente, l esercizio da parte della P.A. di poteri sfavorevoli per soggetti terzi, come ad esempio poteri repressivi, inibitori, sanzionatori. In realtà è difficile distinguere tra istanza che fa nascere l obbligo di provvedere e l esposto quale rappresentazione di una data situazione. Stante la difficoltà, il criterio distintivo elaborato dalla giurisprudenza, tra istanza idonea ad innescare il dovere di provvedere e semplice esposto va ravvisato, nell esistenza in capo all istante, di uno specifico e rilevante interesse che valga a differenziare la sua posizione da quella della collettività. A2) Formazione del silenzio inadempimento ( o rifiuto) Nel nuovo articolo 2 della l. 241/1990, sono state introdotte importanti novità riguardo al procedimento di formazione del silenzio inadempimento. In primo luogo è finita la disputa sulla necessità di diffida e sui termini del ricorso. Infatti, prendendo atto che il ricorso avverso il silenzioinadempimento non costituisce un azione impugnatoria ma semplicemente un azione dichiarativa e di condanna, le modifiche apportate dalla novella del 2005 hanno disposto, che la domanda giudiziale non sia più sottoposta all onere della previa diffida e, in luogo dello stringente termine decadenziale di 60 giorni, ha introdotto il termine lungo di un anno, decorso il quale il privato perde ogni possibilità di tutela. Scaduto il termine annuale quindi l istante, non potendo più impugnare il silenzio formatosi sulla sua prima istanza, potrà comunque procedere co n la presentazione di una nuova istanza. La previsione di un termine finale oltre al quale l azione non è più proponibile, ha la funzione di tutelare la P.A. affinchè la situazione di incertezza non si protragga per un tempo infinito. Scaduto l anno, il soggetto non potrà più esercitare eventuali azioni ma gli sarà consentito soltanto di attivare un nuovo procedimento amministrativo. Domande e risposte sul silenzio inadempimento alla luce della giurisprudenza - quando è possibile escludere l obbligo di provvedere? L articolo 2 della l. 241/1990 ha fissato un principio generale secondo cui, ove il procedimento consegue obbligatoriamente ad una istanza del privato ovvero debba essere iniziato d ufficio, la P.A. ha l obbligo d concluderlo con un provvedimento espresso. Detto obbligo non sussiste nelle seguenti ipotesi: a) istanza di riesame dell atto inoppugnabile per

10 spirare del termine di decadenza; b) istanza manifestamente infondata; c) istanza di estensione ultra partes del giudicato ( Tar Napoli Campania sez V Sent. n. 76/2010) - costituisce inadempimento la sospensione del procedimento in attesa del verificarsi di un evento incerto? E da ritenere illegittimo il provvedimento con il quale la P.A. anziché determinarsi su di una istanza di autorizzazione accogliendola o respingendola, sospenda il procedimento amministrativo, subordinandone la prosecuzione ad un fatto del tutto incerto, quale l emanazione della normativa di attuazione di un provvedimento legislativo, in violazione dell obbligo previsto dall articolo 2, comma 1, l. 241/1990 ( Tar Roma Lazio sez III sent. n. 631/2010) - in base a quali principi sussiste l obbligo di provvedere? Ai sensi dell articolo 2 l. 241/1990 la P.A. deve pronunciarsi su ogni istanza non palesemente abnorme dei privati e in conseguenza ha sempre l obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, positivo o negativo, che dia puntuale contezza delle relative ragioni, in ossequio ai principi di affidamento, legittima aspettativa, trasparenza, partecipazione, correttezza e buona amministrazione di cui all art. 97 Cost. ( Tar Roma Lazio sez III sent. n. 1397/2010) - è necessaria la diffida? In base al comma 5 dell articolo 2 l. 241/1990 il ricorso avverso il silenzio della P.A. ai sensi dell articolo 21 bis l. 1034/1971 può essere proposto anche senza necessità di diffida all amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai predetti commi 2 e 3. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza del istanza. Sicchè, per un verso non è più necessaria la diffida, per altro verso il giudice, quanto meno nei casi di attività non discrezionale della P.A. può non limitarsi ad accertare la perdurante inerzia ma ha la facoltà di verificare la fondatezza sostanziale dell istanza.( Tar Napoli Campania sez VII sent. n. 808/2010) - quali sono le conseguenze dell inadempimento? La scadenza del termine qualifica la condotta della P.A. procedente come inadempimento. Da tale qualificazione discende ex lege: a) funzionalmente, la fondatezza della pretesa del ricorrente che intende far dichiarare l illegittimità dell inadempimento, con conseguente

11 condanna della P.A; b) sul piano patrimoniale, la responsabilità della P.A. per danno da ritardo, nei limiti tracciati dalla decisione n. 7/2005 dell Adunanza Plenaria del Cons. Stato e dell art. 2 bis comma 1 l. 241/1990 inserito dall art. 7, comma 1, lettera c) l. 69/2009( Tar Roma Lazio sez III sent. n, 9940/2010) - l obbligo di provvedere prescinde dalla pretesa sostanziale del privato? Ai sensi degli articoli 2 e 3 della l. 241/1990, la P.A. ha il dovere di pronunciarsi sull istanza del privato, indipendentemente dalla pretesa sostanziale dedotta dal medesimo ( Tar Napoli Campania sez VIII sent. n. 3521/2010) - lo spirare del termine per provvedere ha natura perentoria? Lo spirare del termine fissato dall articolo 2 l. 241/1990 alla P.A. per la conclusione del procedimento non esclude il potere della stessa di emanare l atto conclusivo, che anzi resta obbligatorio ( Cons.Stato sez IV sent. n. 3695/2010) - quando comincia a decorrere il termine di prescrizione della pretesa risarcitoria in caso di silenzio inadempimento? Il ritardo illegittimo della P.A. si configura come illecito permanente che cessa solo al momento dell adozione dell atto che definisce il procedimento e pone fine all inadempimento, con la conseguenza che il termine di prescrizione della conseguente pretesa risarcitoria, comincia a decorrere solo dal momento della cessazione dell illecito ( Cons. Stato sez V sent. n. 5899/2009) - il dovere di provvedere scaturisce solo dalla legge? Il dovere di provvedere può scaturire non solo da puntuali previsioni legislative o regolamentari ma anche dalla peculiarità della fattispecie, nella quale ragioni di giustizia o equità impongano l adozione di provvedimenti o comunque lo svolgimento di un attività amministrativa. ( Tar Napoli Campania sez III sent. n. 7048/2009) - La p.a. ha sempre il dovere di pronunciarsi? Ai sensi dell art. 2 l. 241/1990 la P.A, ha sempre il dovere di pronunciarsi sull istanza del privato indipendentemente dalla pretesa sostanziale dedotta ( Cons Stato n.5499/2007); - L obbligo di provvedere si estende anche alle fasi sub procedimentali?l obbligo di provvedere è un principio, pertanto il legislatore nell escludere ogni forma di

12 insabbiamento dei procedimenti estende il principio anche alle fasi subprocedimentali, dando così attuazione ai principi costituzionali del buon andamento ( Cons. Stato n. 5433/2007)

13 2 B) inquadramento giuridico del silenzio assenso Il silenzio-assenso costituisce un tipico rimedio previsto dal legislatore per prevenire il prodursi di conseguenze negative collegate all inerzia amministrativa e trova applicazione nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi. mentre non si applica ai casi in cui la legge qualifica il silenzio. Da ciò discende che ogniqualvolta la legge detta una disciplina speciale, attribuendo al comportamento inerte della P.A. uno specifico significato, l istituto del silenzio assenso non trova applicazione perchè altrimenti la disciplina speciale non avrebbe significato. Con riguardo alla sua natura giuridica si evidenzia che, trattandosi di un comportamento legalmente tipizzato, si configura come un provvedimento di accoglimento dell istanza presentata dal privato. Secondo una parte della dottrina il silenzio assenso è addirittura un atto amministrativo tacito o un comportamento concludente recante una manifestazione di volontà implicita della pubblica amministrazione. La disciplina normativa dell istituto è contenuta nell articolo 20 della l 241/1990 che dispone 20. Silenzio assenso. 1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma L'amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati. 3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione, l'asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti. 5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis

14 B1).Formazione del silenzio assenso Innanzitutto perché vi sia il silenzio assenso previsto al comma 1 dell articolo 20, è necessaria la presentazione di una istanza di parte diversamente il silenzio non si forma. Inoltre l amministrazione non deve comunicare all interessato, entro i termini di cui all articolo 2 della l. 241/1990, un provvedimento di diniego né indire, entro 30 giorni dalla presentazione dell istanza, una conferenza di servizi. La disciplina concernente la procedura di formazione del silenzio assenso è contenuta nel DPR 26 aprile 1992, n.300 e successive modifiche e prevede che: - i termini per la formazione del silenzio decorrono dalla data di ricevimento della domanda del privato; ( art. 3, comma 1 DPR 300/1992); - la domanda deve contenere: a) le generalità del richiedente e le caratteristiche dell attività che si intende svolgere; b) una dichiarazione allegata del richiedente che indichi la sussistenza dei presupposti e i requisiti prescritti dalla legge per lo svolgimento dell attività, nonché il versamento di eventuali tasse e contributi ; c) i dati necessari per verificare il possesso o il conseguimento dei requisiti soggettivi nel caso che questi siano richiesti dalla legge. ( art.3, comma 2 DPR 300/1992) - in caso di incompletezza o irregolarità della domanda, l amministrazione entro 10 giorni,ne dà comunicazione al richiedente ed il termine per la formazione del silenzio decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata ( art 3, comma 3 DPR 300/1992), se l amministrazione non provvede alla comunicazione, il termine del procedimento decorre comunque dal ricevimento della domanda (( art. 3, comma 4 DPR 300/1992); - all interessato viene rilasciata una ricevuta all atto di presentazione della domanda, recante le indicazioni di cui all articolo 8, comma 2 della l. 241/1990 ( comunicazione di avvio del procedimento) ( art, 3, comma 5 DPR 300/1992) In caso di istanza inoltrata a mezzo di raccomandata la ricevuta è costituita dall avviso stesso debitamente firmato, ed entro 3 giorni dal ricevimento della domanda, l amministrazione comunica all interessato le indicazioni di cui all articolo 8, comma 2 della l. 241/1990.( art. 3, comma 6 DPR 300/1992); - il silenzio assenso si forma quando la domanda è conforme con quanto indicato alle lettere a), b) e c). Nel caso in cui sia prescritto il versamento di un contributo o di una tassa in relazione all emanazione di un provvedimento, questi sono comunque dovuti

15 per la scadenza del termine per il silenzio assenso. L eventuale versamento effettuato in misura inesatta non priva di efficacia il silenzio assenso ( Art. 4 DPR 300/1992 ). Nella Tabella C del DPR 300/1992 sono indicate le attività sottoposte alla disciplina dell articolo 20 della L. 241/1990, con indicazione del termine entro cui la relativa domanda si considera accolta. - i termini di formazione del silenzio assenso possono essere interrotti una volta sola dall amministrazione esclusivamente per la tempestiva richiesta, all interessato, di elementi integrativi o di giudizio che non siano già in possesso della P.A. Nel caso di richiesta di elementi integrativi, i termini iniziano a decorrere di nuovo dalla data di ricevimento, da parte della P.A., degli elementi richiesti ( art. 5 DPR 300/1992) Domande e risposte sul silenzio assenso alla luce della giurisprudenza Quando si forma il silenzio assenso? - nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi, con un richiamo alla macro categoria dei provvedimenti di natura autorizzatoria. Con le ultime modifiche il silenzio assenso diviene regola generale, mentre diventano tassative le eccezioni ( Cons. di Stato n. 1034/2010) Si forma il silenzio assenso in caso di istanza di sanatoria edilizia per opere abusive realizzate in aree sottoposte a vincolo? - Il silenzio assenso per decorso del termine di 24 mesi dall emissione del parere dell autorità preposta alla tutela del vincolo si forma solo nel caso di parere favorevole e non anche in caso di parere contrario ( Tar Umbria Perugia n. 2/2010) Si forma il silenzio assenso nel caso di istanze per la vendita e somministrazione di alimenti e bevande? - è ormai prevista la formazione del silenzio assenso in via generalizzata sulle domande dei privati tendenti ad ottenere il rilascio di autorizzazioni al compimento di attività private tra cui l esercizio dell attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande ( Tar Sicilia Catania n. 1716/2009)

16 Si forma il silenzio assenso sulle istanze di autorizzazione per impianti di telefoni mobile? - ai sensi dell articolo 87, comma 9 del Dlgs 259/2003 le istanze di autorizzazione per la realizzazione degli impianti di telefonia mobile si intendono accolte qualora, entro 90 giorni dalla relativa domanda, non sia stato comunicato un provvedimento di diniego. Decorso tale termine, il titolo abilitativo deve ritenersi formato ( Tar Campania Napoli n. 4712/2009,) Si forma il silenzio assenso su richieste di occupazione di suolo pubblico? - si forma silenzio assenso su una richiesta di occupazione di suolo pubblico in quanto, la generale applicazione del silenzio assenso nonché la sicura esclusione del provvedimento da quelli oggetto della deroga prevista dal comma 4 dell articolo 20 della l. 241/1990, consentono di ritenere che, con il decorso del termine previsto dal Regolamento del Canone di occupazione spazi ed aree pubbliche ( COSAP)si sia formato il provvedimento concessorio. Pertanto è illegittimo il diniego dall amministrazione, adottato tardivamente rispetto al termine perentorio indicato dal Regolamento ( COSAP) ( Tar Veneto Venezia n. 596/2009) A quali condizioni si forma il silenzio assenso sulle domande di concessione edilizia? - la formazione del silenzio assenso sulle domande di concessione edilizia ( permesso di costruire) previsto dall articolo 8 L 94/1982 è subordinata all esistenza di due presupposti essenziali: la vigenza di uno strumento urbanistico adeguato alle prescrizioni ed agli standard introdotti con la L 765/1967, oltre che una programmazione urbanistica di dettaglio tale da non lasciare alla p.a. alcuno spazio di discrezionalità, neppure sotto il profilo tecnico.( Cons. di Stato n. 1642/2008,) E legittimo il diniego comunicato oltre il termine? - è illegittimo il diniego della concessione di posteggio stagionale per l esercizio del commercio su aree pubbliche che sia stato comunicato all interessato oltre il termine previsto dall articolo 20 della l 241/1990 a decorrere dalla domanda per la concessione. Infatti, la richiamata norma prescrive che, in determinati casi, stabiliti da successiva norma di attuazione, la domanda di rilascio di un autorizzazione o licenza, cui sia subordinato lo svolgimento di attività privata,si considera accolta qualora non venga comunicato all interessato il diniego entro il termine fissato per categorie

fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990:

fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990: Il silenzio fondamento normativo Art. 2 legge n. 241 del 1990: ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la pubblica amministrazione ha il dovere

Dettagli

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05

Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 Il silenzio della PA come novellato dal DL 35/05 di Marco Giardetti* La tematica del silenzio della PA è di certo una delle più dibattute e problematiche del diritto amministrativo e questo non solo perché

Dettagli

COMUNE DI GABICCE MARE

COMUNE DI GABICCE MARE COMUNE DI GABICCE MARE Provincia di Pesaro e Urbino Regolamento sui Procedimenti Amministrativi (Approvato con Delibera di Consiglio n.17 del 30/03/2006, modificato con Delibera di Consiglio n.29 del 12/07/2010

Dettagli

Modifiche e integrazioni intervenute con legge n. 69/2009

Modifiche e integrazioni intervenute con legge n. 69/2009 LEGGE 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. (Articoli 2 e 7) Testo storico Art. 2 Modifiche e integrazioni intervenute

Dettagli

FUTURE NOVITÀ SULLA SCIA IN EDILIZIA APPROVATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 20 GENNAIO 2016 (NON ANCORA IN VIGORE) di Antonella Mafrica

FUTURE NOVITÀ SULLA SCIA IN EDILIZIA APPROVATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 20 GENNAIO 2016 (NON ANCORA IN VIGORE) di Antonella Mafrica FUTURE NOVITÀ SULLA SCIA IN EDILIZIA APPROVATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 20 GENNAIO 2016 (NON ANCORA IN VIGORE) di Antonella Mafrica Lo scorso 20 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato

Dettagli

Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n.

Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. Legge 18 giugno 2009, n. 69 Art. 7. (Certezza dei tempi di conclusione del procedimento) 1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo

Dettagli

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo

Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo Ministro per la Semplificazione Normativa Ufficio legislativo p.c. Al dott. Daniele Belotti Assessore Territorio e Urbanistica Regione Lombardia Via Sassetti 32 20124 Milano Ministero dell economia e delle

Dettagli

Conversione Senato DL 35/05. Integrato con modifiche all Art. 3. CAPO II Semplificazione della regolamentazione

Conversione Senato DL 35/05. Integrato con modifiche all Art. 3. CAPO II Semplificazione della regolamentazione Conversione Senato DL 35/05. Integrato con modifiche all Art. 3 CAPO II Semplificazione della regolamentazione ART. 3 Semplificazione amministrativa 1. L'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è sostituito

Dettagli

Dalla DIA alla SCIA: le riforme e i problemi ancora aperti

Dalla DIA alla SCIA: le riforme e i problemi ancora aperti PON GAS FSE 2007 2013, Obiettivo Convergenza, Asse E - Capacità istituzionale Progetto: Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione Seminario Semplificazione dell azione amministrativa,

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Allegato alla delibera di C.C. n 49 del 27 settembre 2010 Il Segretario Direttore Generale Sacco Stevanella dott. Paolo CITTA di PIAZZOLA sul BRENTA Provincia di Padova Cap 35016 Cod.Fisc. 80009670284

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

REGOLAMENTO del 22 luglio 2011, n. 4

REGOLAMENTO del 22 luglio 2011, n. 4 REGOLAMENTO del 22 luglio 2011, n. 4 Regolamento per il rilascio e la revoca delle autorizzazioni per il sub affidamento dei servizi di trasporto pubblico di linea di persone su strada, ai sensi dell articolo

Dettagli

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti

Autotutela e giudicato. Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Autotutela e giudicato Roma, 11 giugno 2013 Docente Prof. a c. Avv. Giuseppe Mazzuti Quesiti posti a fine giornata del 30 maggio 2013 -Art. 58 produzione documenti nuovi -Prescrizione spese processuali

Dettagli

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

COMUNE DI MALALBERGO PROVINCIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Approvato con Delibera C.C. n. 8 del 03/02/2014 1 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI INDICE Art. 1 Ambito di applicazione pag. 3 Art. 2 Principi generali

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 43 del 30.06.2010 Modificato con delibera di Consiglio Comunale n. 68 del 27.09.2010

Dettagli

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE

PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE PARERE IN MERITO AL CONDONO TARSU DEL COMUNE DI LECCE A) PREMESSA Il Consiglio Comunale di Lecce con la deliberazione n. 56 del 01 agosto 2012 ha approvato il regolamento per la definizione agevolata della

Dettagli

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa Visto l articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69, che ha tra l altro modificato

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Comune di Castelfranco Emilia REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO APPROVATO CON DELIB. C.C. 166 DEL 30.06.2010 Pagina 1 di 6 REGOLAMENTO COMUNALE PER IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Art. 1 Oggetto

Dettagli

per l accertamento e la declaratoria

per l accertamento e la declaratoria N. 00954/2010 REG.SEN. N. 01709/2009 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA DISEGNO DI LEGGE N. 1506

SENATO DELLA REPUBBLICA DISEGNO DI LEGGE N. 1506 SENATO DELLA REPUBBLICA DISEGNO DI LEGGE N. 1506 d'iniziativa del Sen. Renato Schifani " TEMPI BREVI PER DECISIONI AMMINISTRATIVE" 1 Relazione Onorevoli Senatori, uno dei principali costi burocratici è

Dettagli

1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? 2. Qual è il contenuto del diritto di accesso? 3. Chi può esercitare il diritto di accesso?

1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? 2. Qual è il contenuto del diritto di accesso? 3. Chi può esercitare il diritto di accesso? 1. Che cos è il diritto di accesso agli atti? L accesso alla documentazione amministrativa costituisce uno degli strumenti di attuazione del principio di trasparenza nell attività della pubblica amministrazione,

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE

L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE L ILLEGITTIMITA DEL DINIEGO DI AUTOTUTELA NON COMPROMETTE LA PRETESA FISCALE Flavio Ficara (Estratto da Diritto e Processo formazione n. 4/2011 ) QUAESTIO IURIS Nella sentenza del 29 dicembre 2010, n.

Dettagli

La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali

La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali COMPETITIVITA La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali Dalla Dia alla Scia anche per le attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande Cosimo

Dettagli

Ministero dell Interno

Ministero dell Interno LETTERA CIRCOLARE N Roma, data protocollo Alle Direzioni Centrali All Ufficio Centrale Ispettivo Alle Direzioni Regionali e Interregionali VV.F. Agli Uffici di Staff del Capo Dipartimento Agli Uffici di

Dettagli

Regolamento sui Procedimenti Amministrativi (Approvato con Delibera di Consiglio n. 33 del 20/07/2010)

Regolamento sui Procedimenti Amministrativi (Approvato con Delibera di Consiglio n. 33 del 20/07/2010) Regolamento sui Procedimenti Amministrativi (Approvato con Delibera di Consiglio n. 33 del 20/07/2010) INDICE Art. 1 - PRINCIPI GENERALI Art. 2 - DECORRENZA DEL TERMINE INIZIALE DEL PROCEDIMENTO Art. 3

Dettagli

Diritto dell Unione Europea. Indice

Diritto dell Unione Europea. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DELL UNIONE EUROPEA LEZIONE IX LA TUTELA GIURISDIZIONALE NELL ORDINAMENTO COMUNITARIO PROF. GIUSEPPE RUBERTO Indice 1 Il sistema di tutela giurisdizionale comunitario. ---------------------------------------------------

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio.

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Conseguenze dell istanza Conseguenze dell istanza 3. Conseguenze dell istanza. 3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Le conseguenze della presentazione dell istanza di mediazione possono

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI

CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI CARTA DEI SERVIZI PER I DIRITTI DEL CONTRIBUENTE INDICE ARTICOLI Art.1 Oggetto del Regolamento Art.2 Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie Art.3 Chiarezza e motivazione degli atti Art.4

Dettagli

La revoca del licenziamento

La revoca del licenziamento La revoca del licenziamento di Irene Corso L art. 5 del d.lgs. n. 23/2015 disciplina gli effetti della revoca disposta dal datore di lavoro rispetto ad un licenziamento cui, se illegittimo, troverebbero

Dettagli

Distanze e Pubblica Amministrazione

Distanze e Pubblica Amministrazione Capitolo 8 Distanze e Pubblica Amministrazione Caso 8.1 Nel rilasciare i permessi di costruzione, il Comune deve tutelare l esistenza di diritti di terzi sugli immobili? I provvedimenti abilitativi della

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. (Sezione Seconda Quater) SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato la presente (Sezione Seconda Quater) SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3344

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it

www.ildirittoamministrativo.it www.ildirittoamministrativo.it Rivista giuridica Registrata presso il Tribunale di Catania ISSN 2039-6937 OSSERVATORIO SULLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI DIRITTO DELLA NAVIGAZIONE DICEMBRE 2013 A cura

Dettagli

News per i Clienti dello studio

News per i Clienti dello studio News per i Clienti dello studio N. 44 del 24 Marzo 2015 Ai gentili clienti Loro sedi Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che

Dettagli

Semplificazione amministrativa. Scheda di sintesi. Il Silenzio della Pubblica Amministrazione.

Semplificazione amministrativa. Scheda di sintesi. Il Silenzio della Pubblica Amministrazione. Semplificazione amministrativa. Scheda di sintesi Il Silenzio della Pubblica Amministrazione. Il silenzio dell Amministrazione potrebbe essere la spia di un mal funzionamento della stessa, alla luce della

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente

Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente DELIBERA N. 146 DEL 2014 IN MATERIA DI ESERCIZIO DEL POTERE DI ORDINE NEL CASO DI MANCATA ADOZIONE DI ATTI O PROVVEDIMENTI RICHIESTI DAL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE E DAL PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE

Dettagli

IL MOMENTO LEGALE DI AVVIO DELLE ATTIVITA SOGGETTE A S.C.I.A. La prestazione di un servizio anche di natura intellettuale e/o professionale dietro

IL MOMENTO LEGALE DI AVVIO DELLE ATTIVITA SOGGETTE A S.C.I.A. La prestazione di un servizio anche di natura intellettuale e/o professionale dietro IL MOMENTO LEGALE DI AVVIO DELLE ATTIVITA SOGGETTE A S.C.I.A. La prestazione di un servizio anche di natura intellettuale e/o professionale dietro corrispettivo o remunerazione è disciplinata dalla c.d.

Dettagli

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico Analisi del procedimento di variante urbanistica accelerata di Claudio Facchini, dirigente del Settore Sviluppo economico del Comune di Faenza Edizione 1/CF/cf/11.04.2011

Dettagli

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA ALL. 2 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA Direttiva in materia di annullamento d ufficio di provvedimenti illegittimi, ai sensi dell articolo 1, comma 136, della

Dettagli

C O M U N E DI S O L E S I N O UFFICIO DI SEGRETERIA

C O M U N E DI S O L E S I N O UFFICIO DI SEGRETERIA C O M U N E DI S O L E S I N O UFFICIO DI SEGRETERIA c.a.p. 35047 Tel. (0429) 771611 Codice fiscale: 82005010283 Fax (0429) 709564 e-mail: info@comunesolesino.it Indirizzo: Via 28 Aprile, 3 REGOLAMENTO

Dettagli

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012. DIREZIONE SERVIZI TRIBUTARI Anno 2012 Circ. n. 31 28.03.2012-31/GPF/FS/om TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

Dettagli

LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DEL DL 91/2013 CONVERTITO NELLA LEGGE N. 112/2013

LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DEL DL 91/2013 CONVERTITO NELLA LEGGE N. 112/2013 LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA DEL DL 91/2013 CONVERTITO NELLA LEGGE N. 112/2013 1) L articolo 68 primo comma del TULPS R.D n 773/1931 MODIFICATO dal DL 91.2013 convertito nella legge n. 112/2013, così

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO

CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO CONSIGLIO NAZIONALE DEL NOTARIATO Studio n. 873 Nuove norme e vecchie questioni in materia di silenzio della Pubblica Amministrazione Approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 16 maggio 1995 1.

Dettagli

Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013

Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013 Trasparenza amministrativa: gli obblighi normativi per le scuole dopo il D.LGS. n.33/2013 MODULO DIDATTICO 1 Evoluzione del concetto di Trasparenza 1 of 20 In questo modulo sarà illustrato il concetto

Dettagli

Il silenzio amministrativo

Il silenzio amministrativo Capitolo 4 Il silenzio amministrativo Som m a r i o: 1. Il tempo dell azione amministrativa. 2. L inerzia della P.A. dopo la L. 80/2005... 2.1. dopo la legge 18 giugno 2009 n. 69, seguita dal codice del

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria. (Sezione Prima) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria. (Sezione Prima) SENTENZA T.A.R. Liguria, sez. I, 15 gennaio 2014, n. 96 Edilizia e urbanistica - Sanatoria edilizia - Reiezione di concessione in sanatoria per mancanza requisiti di abitabilità - Legittimità. REPUBBLICA ITALIANA

Dettagli

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale),

Dettagli

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di riferimento normativo In questi ultimi anni gli acquisti

Dettagli

SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE

SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE REGIONI ORDINARIE Sentenza N. 299 del 19 dicembre 2012 Materia: Concorrenza, livello essenziale delle prestazioni e commercio Giudizio: Legittimità costituzionale in

Dettagli

TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO. Palermo, 21 febbraio 2014

TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO. Palermo, 21 febbraio 2014 Prot. n.: 49/2014 ALL'ASSESSORATO REGIONALE TERRITORIO E AMBIENTE Via Ugo La Malfa, 169 90146 PALERMO Palermo, 21 febbraio 2014 Oggetto: Applicazione in Sicilia del Decreto del Fare - Norme di semplificazione

Dettagli

IL POTERE DI AUTOTUTELA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA

IL POTERE DI AUTOTUTELA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DELL AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA DEFINIZIONE L autotutela consiste nella possibilità della PA di provvedere essa stessa a risolvere conflitti, attuali o potenziali: insorgenti con altri soggetti; in relazione

Dettagli

Promotori finanziari ed IRAP

Promotori finanziari ed IRAP Promotori finanziari ed IRAP Nuove sentenze e le opzioni di cui dispone il pf PREMESSA Resta sempre vivo l interesse per il tema della debenza, o meno, dell IRAP i capo ai promotori finanziari. Va ribadito

Dettagli

Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL

Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Ai gentili clienti Loro sedi Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Premessa L INAIL, con una nota, in risposta ad un quesito dell Ordine dei Consulenti del lavoro (prot. n. 60010 del

Dettagli

CITTA DI LONIGO. (Provincia di Vicenza)

CITTA DI LONIGO. (Provincia di Vicenza) CITTA DI LONIGO (Provincia di Vicenza) Allo sportello unico per l edilizia del Comune di LONIGO VIA CASTELGIUNCOLI 5 36045 LONIGO (VI) OGGETTO: SEGNALALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA. (S.C.I.A.).

Dettagli

Pratiche amministrative legate all inizio attività. Maria Loreta Raso

Pratiche amministrative legate all inizio attività. Maria Loreta Raso Pratiche amministrative legate all inizio attività Maria Loreta Raso 1 L iniziativa economica privata è libera art. 41, comma1, Cost. 2 Chi è imprenditore Chi esercita professionalmente un attività economica

Dettagli

il Direttore generale della Giustizia civile

il Direttore generale della Giustizia civile Circolare 13 giugno 2011 - Attività di tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell'elenco degli enti di formazione. Indicazioni sull'applicabilità della disciplina del silenzio assenso 13

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Seconda) SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Seconda) SENTENZA T.A.R. Lombardia, Milano, sez. II, 19 febbraio 2014, n. 497 Edilizia e urbanistica - Legittimità annullamento DIA per impianto di cogenerazione non conforme allo strumento urbanistico. REPUBBLICA ITALIANA

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania N. 02054/2013 REG.PROV.COLL. N. 00614/2013 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sezione staccata di Salerno (Sezione

Dettagli

CONVEGNO. La funzione del notaio nella circolazione dei beni culturali

CONVEGNO. La funzione del notaio nella circolazione dei beni culturali CONVEGNO La funzione del notaio nella circolazione dei beni culturali Ferrara, 20 21 aprile 2012012 a, 20 21 aprile 2012 Beni culturali e normativa urbanistica Giovanni Rizzi Notaio in Vicenza 2 Disciplina

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI RELATIVI ALLA PREVENZIONE INCENDI, A NORMA DELL ARTICOLO 49, COMMA 4-QUATER, DEL DECRETO-LEGGE 31 MAGGIO 2010, N. 78, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI,

Dettagli

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009

Ufficio Legislativo. Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Ufficio Legislativo Prot. n.741 Roma,16/01/2009 Alla Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l architettura e l arte contemporanee e per conoscenza al Segretariato Generale Oggetto:

Dettagli

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato

La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato La connessione obiettiva di un illecito amministrativo ambientale con un reato A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 24 della legge 24 novembre 1981, n. 689 disciplina la connessione obiettiva

Dettagli

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso).

Corte di Appello di Genova - 27 maggio 2011 n. 545 - Pres. De Angelis - Rel. Ponassi M. A. (Avv. Bennati) - INPS (Avv. Capurso). Lavoro (rapporto di) Contratto a progetto - Mancanza del requisito della specificità del progetto - Effetto legale automatico di conversione in rapporto di lavoro subordinato. Corte di Appello di Genova

Dettagli

L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO *

L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO * L AZIONE AVVERSO IL SILENZIO * 1. La questione dell inerzia mantenuta dalla pubblica amministrazione su una richiesta di provvedimento è stata sempre legata all altra della tutela del privato che aveva

Dettagli

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Sentenza del 11 settembre 2015, n. 4253 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A TAR LAZIO, SEZIONE TERZA, 26 febbraio 2013, n. 2106 A cura di Simone Luca

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A TAR LAZIO, SEZIONE TERZA, 26 febbraio 2013, n. 2106 A cura di Simone Luca NOTA A TAR LAZIO, SEZIONE TERZA, 26 febbraio 2013, n. 2106 A cura di Simone Luca Il diritto di accesso e le specifiche ragioni di tutela del segreto industriale e commerciale Con la sentenza in esame,

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI

IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI 7 IL MUTAMENTO DELLA DESTINAZIONE D USO DEGLI IMMOBILI In questo capitolo, dopo aver ripercorso l evoluzione legislativa e giurisprudenziale della fattispecie oggetto di trattazione, si dirà del diverso

Dettagli

Progetto Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione

Progetto Semplifica Italia. Cantieri regionali per la semplificazione DIREZIONE GENERALE PER LE POLITICHE ATTIVE E PASSIVE DEL LAVORO Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema Fondo Sociale Europeo- Obiettivo Convergenza 2007-2013 Asse E - Capacità istituzionale

Dettagli

IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Studio Manfredo, Cristiana, Matteo MANFRIANI Dottori Commercialisti 1

IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA IL RECLAMO E LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Studio Manfredo, Cristiana, Matteo MANFRIANI Dottori Commercialisti 1 UNIONE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI FIRENZE - DIREZIONE REGIONALE DELLA TOSCANA E DIREZIONE PROVINCIALE DI PISTOIA DELL AGENZIA DELLE ENTRATE Il reclamo e la mediazione tributaria Gli aspetti procedimentali

Dettagli

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni

La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni IMMIGRAZIONE La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Campania Legge della Regione Campania 8 febbraio 2010, n. 6 recante Norme per l inclusione sociale, economica e culturale

Dettagli

Segnalazione certificata di inizio attività (art. 19, L. 241/1990 e succ. mod.) SEZIONE 1 SCIA. nato a: il: residente in:

Segnalazione certificata di inizio attività (art. 19, L. 241/1990 e succ. mod.) SEZIONE 1 SCIA. nato a: il: residente in: Segnalazione certificata di inizio attività (art. 19, L. 241/1990 e succ. mod.) SEZIONE 1 SCIA Marca da bollo ( 14,62) c. a. Sportello Unico per le Attività Produttive di... Il sottoscritto 1 : nato a:

Dettagli

RISOLUZIONE N. 9/E. Interpello Ordinario - Tassa sulle concessioni governative per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione

RISOLUZIONE N. 9/E. Interpello Ordinario - Tassa sulle concessioni governative per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione RISOLUZIONE N. 9/E Roma, 18 gennaio 2012 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello Ordinario - Tassa sulle concessioni governative per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

Daniele Granara 1. D.I.A e S.C.I.A. Tecnica normativa, regime giuridico e tutela giurisdizionale

Daniele Granara 1. D.I.A e S.C.I.A. Tecnica normativa, regime giuridico e tutela giurisdizionale Daniele Granara 1 D.I.A e S.C.I.A. Tecnica normativa, regime giuridico e tutela giurisdizionale 1. La nuova formulazione dell art. 19, comma 6 ter, della Legge n. 241/1990 e la natura giuridica della D.I.A.

Dettagli

I Commissione del Senato Pres. Sen. Anna Finocchiaro

I Commissione <Affari Costituzionali> del Senato Pres. Sen. Anna Finocchiaro I Commissione del Senato Pres. Sen. Anna Finocchiaro Audizione del Prof. Agostino Meale in data 23 settembre 2014 sul d.d.l. n. 1577 Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

Dettagli

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099

*Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 *Pubblicato su Foro amm. CDS 2003, f. 6, 2099 La giurisdizione in tema di responsabilità aquiliana della P. A. per lesione di interessi legittimi e la c. d. pregiudiziale amministrativa. Considerazioni

Dettagli

REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO ***

REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO *** Sent 353/2014 REPVBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO Visto il ricorso iscritto al numero 73136/PM del registro di Segreteria; Udìti

Dettagli

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002 Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto

Dettagli

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti LINEE GUIDA PER L'ISCRIZIONE DELLE IMPRESE E DEGLI ENTI SOTTOPOSTI ALLE "PROCEDURE SEMPLIFICATE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 214, 215 E 216 DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED

Dettagli

CITTA DI GALLIPOLI. (Provincia di Lecce) IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO Area N 2 - Polizia Comunale e amministrativa IL DIRIGENTE

CITTA DI GALLIPOLI. (Provincia di Lecce) IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO Area N 2 - Polizia Comunale e amministrativa IL DIRIGENTE CITTA DI GALLIPOLI (Provincia di Lecce) IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO Area N 2 - Polizia Comunale e amministrativa IL DIRIGENTE Ordinanza n. 332 del 07/12/2007 Oggetto: Rimozione di impianto pubblicitario

Dettagli

MUNICIPIO DI MESSINA ASSESSORATO ALLE POLITICHE DEL TERRITORIO DIPARTIMENTO ATTIVITA EDILIZIE E REPRESSIONE ABUSIVISMO Via Industriale is.

MUNICIPIO DI MESSINA ASSESSORATO ALLE POLITICHE DEL TERRITORIO DIPARTIMENTO ATTIVITA EDILIZIE E REPRESSIONE ABUSIVISMO Via Industriale is. MUNICIPIO DI MESSINA ASSESSORATO ALLE POLITICHE DEL TERRITORIO DIPARTIMENTO ATTIVITA EDILIZIE E REPRESSIONE ABUSIVISMO Via Industriale is. F/H n 32 Prot. 237447 del 22/09/2010 Regione Siciliana Assessorato

Dettagli

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione Premessa La disciplina del risarcimento del danno arrecato dalla Pubblica Amministrazione, qualora la stessa avesse occupato aree di proprietà

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) SENTENZA.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) SENTENZA. N. 00866/2014REG.PROV.COLL. N. 09003/2013 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO. (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO. (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO (Sezione Seconda Ter) ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. 5150/2001 proposto da Balicchi

Dettagli

Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015

Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015 Circolare N. 154 del 5 Novembre 2015 Reati penali fiscali: per le fattispecie elusive il contribuente va assolto Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che la Cassazione, con una recente

Dettagli

Comune di Sarroch. Provincia di Cagliari REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE

Comune di Sarroch. Provincia di Cagliari REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 45 del 20.12.2005 Comune di Sarroch Provincia di Cagliari REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE INDICE Capo I - Disposizioni Generali Articolo

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE

Consiglio di Stato - Decisione n. 1994/2006. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente DECISIONE In tema di riscattabilità del diploma di infermiere professionale (Consiglio di Stato, Decisione 11.4.2006 n. 1994) Il ricorso, trattenuto in decisione all udienza del 13 gennaio 2006, è fondato. Il primo

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DECRETO 11 novembre 2011, n. 220 Regolamento recante determinazione dei requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali, nonché dei

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI

www.ildirittoamministrativo.it OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI OSSERVATORIO SUL DIRITTO DELL AMBIENTE AGGIORNATO AL 31 GENNAIO 2013 ANGELA OZZI BELLEZZE NATURALI T.A.R. Campania Salerno, 28 gennaio 2013, n. 235 Il mutato senso estetico consente oggi di considerare

Dettagli

Scuola per la Formazione Continua

Scuola per la Formazione Continua Scuola per la Formazione Continua per la Pubblica Amministrazione via Croce Rossa, 29 (Parco delle Rose) 82100 Benevento - tel e fax: 0824317009 e mail: scuolaformazionecontinua@virgilio.it sito web: www.scuolaformazionecontinua.it

Dettagli

RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* Febbraio 2007

RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* Febbraio 2007 RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* Febbraio 2007 Comunicato n. 13/2007 DECRETO LEGISLATIVO 26 gennaio 2007, n. 6 Comunicato relativo al decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6, recante: «Disposizioni

Dettagli

NEWSLETTER LAVORO RUCELLAI&RAFFAELLI. Studio Legale. Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524

NEWSLETTER LAVORO RUCELLAI&RAFFAELLI. Studio Legale. Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524 RUCELLAI&RAFFAELLI Studio Legale Milano Via Monte Napoleone, 18 Telefono: +39 02 7645771 Fax: +39 02 783524 Roma Via dei Due Macelli, 47 Telefono: +39 06 6784778 Fax: +39 06 6783915 Bologna Via Cesare

Dettagli

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture

Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Determinazione n. 4/2007 del 29 marzo 2007 Indicazioni sull affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura a seguito

Dettagli

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA. STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 33/12/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA STUDIO MCM XXX / EUTELIA XXX in XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità,

Dettagli