Voci dal Sud 1 Anno VIII nr. 9 Settembre rwww.sosed.eu. Euro 1,55. Anno VIII - n Settembre foto Donatella Rodi-Morabito

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1 Voci dal Sud 1 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Anno VIII - n Settembre 2012 OMAGGIO Euro 1,55 foto Donatella Rodi-Morabito Rosarno : Alba a Piazza Convento con la Chiesa dei Monaci che contiene preziosi dipinti del Maestro Zimatore Una piazza rinnovata della quale si è scoperto che ha una acustica straordinaria

2 Voci dal Sud 2 AnnoVIII nr. 9 Settembre Voci dal Sud... ai quattro venti Periodico indipendente di Attualità, Storia e Cultura Rassegna stampa dai mass media Reg. Tribunale di Palmi nr. 01/05 (fasc. 183/05) del 28/4/2005-2/05/2005 Fromo Editore - Rosarno (RC) casella postale 77 c.da Sella Badia ROSARNO tel fax Indirizzo Internet Direttore responsabile ed editoriale Franz Rodi-Morabito Segretaria redazione, Patrizia Rodi-Morabito Comitato redazione Mariasole Dalmonte e Michele Guardo Impaginazione telematica Mariasole Dalmonte ABBONAMENTI (momentaneamente Omaggio) ordinario euro sostenitore euro enti/associazioni euro Amici Voci dal Sud euro Versamento tramite: Conto Bancoposta n ABI CAB intestato a: Fracesco Rodi-Morabito (RC) PUBBLICITA - Tariffe modulo cmq 36 b/neuro 13* modulo cmq 64 b/neuro 26* modulo cmq 128 b/n euro 39* 1/2 pagina interna b/n euro 52* Pagina intera interna euro 100* * A colori + 20% (I prezzi si intendono per ciascuna uscita) Altri moduli o posizioni di rigore (1.a ed ultima pagina, ecc.): da convenire. Le inserzioni appaiono su Internet e su eventuale edizione cartacea Tutte le collaborazioni sono a titolo gratuito a meno di diverso accordo. Testi, foto ed altro, anche se non pubblicati, non vengono restituiti e divengo proprietà dell editore che potrà utilizzarli anche su altre testate senza ulteriore consenso. I pezzi firmati sono riconducibili per la responsabilità sia civile che penale al firmatario dell articolo ed alla testata da cui sono stati rilevati L Editore ed il Direttore vengono così liberati da qualsiasi coinvolgimento e responsabilità. Foro competente: Palmi

3 Voci dal Sud 3 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Sommario Editoriale: di Franz Rodi Morabito pag 5 - Si avvicina il tempo delle elezioni... tutti Santi! - Sognio o son desto? Notizie dal territorio pag 6 - Rosarno - Addio alla Pomona Sgomberato l ultimo ghetto pag 7 - Rosarno - Mancano i fondi quindi Accoglienza da 50 euro! pag 8 - Rosarno - Giunta comunale in fermento C è chi vuole un altro restyling pag 9 - Palmi - Una nuova vita per Villa Pietrosa «Giusto omaggio a Repaci» pag 10 - Melicuccà si riappropria della Chiesa del disprezzo pag 11 - Seminara - Da Barlaam a Boccaccio - Quei legami insospettabili pag 12 - Scilla - Spiaggia di Scilla sul podio di più bella della Calabria pag 13 - Arianna Errigo, Argento ed Oro olipionica a Londra, in arrivo per le ferie a Condofuri, paese d originedei suoi genitori, pag 14 - Mimmo Di Stefano, leggenda gioiese delle due ruote! pag 15 - Don Gelmini a Zervò: Non sto molto bene ma non potevo mancare pag 16 - Una bambina di 2 anni è morta all ospedale di Polistena dopo essere stata ricoverata con febbre alta e vomito pag 18 - Papa Benedetto XVI spiato dal suo maggiordomo pag 20 - Olimpiadi a Londra per diversamente abili pag 20 - Cecilia Camellini padrona dell onda: oro e record del mondo pag 21 - Federica, reggina doc, medaglia olimpica di fisica pag 22 - L olio di oliva alla stregua dell acqua minerale! pag 23 - Nel 2020 esisterà ancora l olivicoltura italiana? E tempo di suonare l allarme generale pag 24 - Frodi in commercio senza più alcun limite affliggono il mondo oleario. Ce n è per tutti i gusti pag 25 - Succo di arance al 20% nelle bibite pag 26 - Le multe vecchie non si pagano pag 27 - Quando fare ricorso per la multa da autovelox pag 28 - L intonaco della galleria Paci 1 cede e colpisce un auto in transito pag 29 - Ben 877 Imprese calabresi chiuse a causa della crisi! pag 30 - «Turismo, perdite del 30%»... continua a pagina successiva

4 Voci dal Sud 4 AnnoVIII nr. 9 Settembre pag 30 - Non sottovalutiamo alcuni fattori importanti... pag 31 - Concorso per docenti dismissioni e detrazioni fiscali pag 31 - Auto blu: nel 2012 risparmieremo 280 milioni, ma la riduzione è solo del 15,9% pag 32 - Fs: Presentato il nuovo Frecciarossa 1000, Roma-Milano in 2 ore e 20 minuti pag 33 - La mente italiana del ponte più grande del mondo pag 34 - Come noi ragazze di Reggio scoprimmo il sesso negli Anni 50 pag 36 - Maria Laura e Letizia : quando il coraggio è Donna pag 38 - L orchestra Cilea conquista Noto pag 39 - Quattro le bellezze calabresi presenti a Montecatini pag 40 - Le 4 candidate calabresi presenti a Montecatni pag 41 - In ricordo di Carl Ludwig Lutz Long pag 42 - In Trentino si torna alla vecchia lira pag 42 - LEI LO TRADISCE LUI AFFIGGE I MANIFESTI... pag 43 - Parigi, rubata penna Usb con le mappe dell Eliseo pag 43 - Porta la sua amante a casa, e scopre che la moglie è a letto con 2 uomini! pag 44 - In un appartamento un bimbo disperato invoca la Mamma, ma... pag 44 - Per un errore di digitazione si trova i Carabinieri in casa!

5 Voci dal Sud 5 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Editoriale Si avvicina il tempo delle elezioni... tutti Santi! E il caso di dire Corsi e ricorsi storici! la storia si ripete sempre sia quella detta La Grande sstoria che quella spicciola, di tutti i giorni. +Ormai abbiamo visto di tutto ed è impressionante prendere atto che il comportamento umano si ripete inesorabilmente. Se pou gli umani oltre ad essere tali sono che politici... potremmo rendere dal cassetto della nostra memoria un folgio qualsiasi riferentisi ad gesta o parole (promesse gia in partenza non mantenute!) e ci ritroviamo ad un relay addirittura stomachevole. Il pezzo che leggete sotto non so datarlo, l ho scritto uno, dieci, cento mille anni addietro? ma cosa importa è sempre di attualità. Credo di averlo scritto, e pubblicato nella seconda metà di Franz Rodi-Morabito deglii anni 90 sulla mia rivista protempore (La Città del Sole), ma indubbiamente l avrò pubblicata in molti siti internet e/o molte testate giornalistiche. Ve lo ripropongo dal momento che NULLA E CAMBIA- TO: gli agricoltori, sopratutto del sud vivono nell atavica povertà, navigando a vista in un arcipelago di scogli e secche, sempre pronti e chini a subire e, sopratutto ad essere beffeggiati da promesse assolutamente vuote che non troviamo altro termine intaliano che quello di BUGIE! Continueremo a credere, o, meglio a far finta di credere? non lo so, ma tutto ciò che esiste creato dall uomo deve aevere una fine. Sogno o son desto Faccio l agricoltore da quando sono nato. Per questo muoio di fame, tuttavia quando ne parlo tutti si stufano di sentire le mie lagnanze e sbuffano più o meno apertamente. Una mattina, invece, esco in piazza e sento gente che dice che bisogna aiutare questi poveri agricoltori. Cambio strada e trovo altre persone che parlano delle stesse cose e dicono anche loro che qualcosa si deve fare per gli agricoltori. Francamente mi sono seccato di sentirli e me ne torno a casa. Accendo il televisore ed il primo canale parla di aiutare gli agricoltori; cambio canale vado al due e poi al tre... ma c è sempre lo stesso discorso: Aiutare il Sud, aiutare gli agricoltori! Ma che diavalo succede? mi metto a fare zapping... canale cinque, rete quattro, Italia uno... ma tutti trasmettono lo stesso discorso! Ma cosa hanno fatto? trasmettono tutti assieme a reti unificate? Oppure la mia mente vacilla? Incomincio a dare... i numeri... dico parole senza senso... Mia moglie ed le mie figlie mi osservano preoccupate, dicono sicuramente che sono uscito pazzo e mi guardano strano, direi un tantino sospettose. A questo punto seono seccatissimo per cuispengo tutto ed esco e... vado a votare... ci sono le elezioni.

6 Voci dal Sud 6 AnnoVIII nr. 9 Settembre Rosarno Addio alla Pomona Sgomberato l ultimo ghetto Lucchetti alla fabbrica ex Pomona, ultimo ghetto dei migranti rimasto a Rosarno città. Nella mattinata, infatti, è stato effettuato lo sgombero dell immobile sito sulla strada conosciuta come passo Ni-cotera, arteria di collegamento tra Rosarno ed il centro del vibonese e che transita sul ponte Mesima. Le operazioni sono state ultimate in maniera ordinata, anche se per precauzione sul sito sono intervenuti Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. Gli ultimi africani occupanti sono stati trasferiti alla tendopoli di San Ferdinando. Circa una quindicina di migranti, gli ultimi rimasti in città, speranzosi di trovare qualche occupazione temporanea ai margini di una campagna agrumaria mai così avara. Per quel che concerne l ordine pubblico, alle operazioni ha assistito anche l assessore comunale Michele Fabrizio. «Lo sgombero era I migranti trasferiti alla tendopoli di San Ferdinando stato programmato ha ricordato l amministratore ed eseguito per impedire che si occupasse una struttura non agibile. Le forze dell ordine hanno garantito uno svolgimento regolare dell ordinanza». Insieme a tutti i protagonisti coinvolti nelle operazioni, c era anche l imprenditore Sante Pisani, proprietario della struttura, che avrebbe anche garantito, oltre che la sua massima collaborazione, la messa in opera di una recinzione per isolare ancor meglio le vie d ingresso. Gli operai comunali, inoltre, hanno agevolato alcune procedure di decoro dell area. In pratica dovrebbe essere stata messa la parola fine all attività del più periferico e ridotto Africa Hotel di Rosarno. Domenico Mammola - Calabria Ora Un vecchio adagio popolare indigeno recita: Senza sordi non sindi cantanu Missi (senza soldi non se cantano Messe!) per cui ci viene da chiedere se stanno prendendo in giro gli immigrati e noi stessi, visto quanto detto nella pagina seguente Il terzo ricovero di fortuna inserito nell area medmea. Dopo la Rognetta, eliminata e bonificata circa 2 anni fa ed ora in attesa di una riqualificazione e l ex Opera Sila, proprio al confine tra Rosarno e Gioia Tauro (località Spartimento), scompare anche la ex Pomona. Un nuovo sgombero dopo quello del rione al centro cittadino, Vico Storto, che nel febbraio scorso ha portato 35 immigrati fuori da case inagibili e igienicamente drammatiche. Luoghi della memoria, monumenti dedicati ad una pagina non positiva per la città di Rosarno, e per tutto il sistema italiano di accoglienza. Complice la crisi straordinaria del comparto agrumicolo, l afflusso di immigrati nelle annate 2011 e 2012 si è ridotto drasticamente, così come il fenomeno di occupazione di casolari dismessi e luoghi disumani. Gli immigrati negli ultimi due anni sono stati ospitati nel campo provvisorio di Testa dell Acqua e da quest anno anche nella tendopoli della Terza area industriale di San Ferdinando. Più che l indulgenza, quindi, è necessario il rispetto per le condizioni igienico sanitarie e per la dignità. Niente più ghetti, ma aree attrezzate, in attesa che fra due anni entrino in funzione altri due mattoni importanti dell accoglienza abitativa. In primis il centro di formazione per i migranti realizzato in contrada Alimastro su un area confiscata alla ndrangheta. Poi gli alloggi popolari per migranti finanziati dalla regione Calabria, con appartamentini monofamiliari o residence.

7 Voci dal Sud 7 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Rosarno Mancano i fondi quindi Accoglienza da 50 euro! Cgil verso la mobilitazione, il sindacato pronto allo sciopero della fame Pronti alla mobilitazione per gli immigrati di Rosarno. La Cgil di Gioia Tauro, con una comunicazione del segretario generale Antonino Calogero, si schiera con il Comune di Rosarno e con gli africani, chiedendo a Regione e Governo fondi per scongiurare il rischio che i migranti debbano corrispondere un contributo per il mantenimento del campo di accoglienza di Testa dell Acqua di Rosarno. «Appare ancora più vergognosa, oggi, la notizia (che non fa scalpore) che vede il Comune di Rosarno, da sempre concretamente abbandonato in materia dalla Regione, costretto a correre ai ripari per non far ritornare all inferno i ragazzi africani che vivono nei punti di accoglienza. Non riuscirà certo a pagare per non essere sfrattato chi lavora per pochi euro e non sempre. I cinquanta euro servono, se ci sono, per la sopravvivenza, non per un posto in tenda che è un lusso non consentito. Lo scenario che si ripresenta sarà più pericoloso oggi di ieri per la dignità dei ragazzi stranieri e perché interrompe il percorso di convivenza già avviato con la popolazione locale». Calogero crea un parallelismo con quello che è successo a Riace, dove «giorni fa è rientrato un problema altrettanto grave grazie alla protesta compiuta attraverso lo sciopero della fame e al sacrificio di Sindaci umani e coraggiosi». A questo punto la Cgil gioiese passa all appello Domenico Mammola - Calabria Ora Come si fa a promettere centri di accoglienza attrezzati, aree di formazionme ed integrazione, addirittura mini appartamenti monofamiliari o residence riservati ai migrantes quando si è costretti a chiedere una tassa di soggiorno (e nemmeno tanto leggera per le loro povere tasche) per poter vivere nella tendopoli e nei continers di Testa dell Acqua? Chiaramente è mera demagogia che però crea illusioni e pericolose delusioni nei confronti del governo e minaccia anche una mobilitazione. «Confidiamo molto nel ministro Riccardi, certi che non abbandonerà il territorio. Se non si risolve il problema entro ferragosto, come Cgil saremo pronti a fare lo sciopero della fame per esprimere tutta la nostra solidarietà ai ragazzi africani, al sindaco e alla città tutta, saremo pronti a lottare perché vogliamo delle risposte chiare e puntuali». Il numero uno comprensoriale del Sindacato della Camusso sottolinea i sacrifici degli immigrati e un sistema Piana ormai a pezzi. «I lavoratori del Porto si stanno confrontando per distribuirsi ancora una volta i sacrifici rincara Calogero - per ovviare all assenza della politica sul futuro del porto gioiese. I lavoratori precari e di Pianambiente non vengono pagati e poi ancora un caso di presunta malasanità sulla morte drammatica della piccola Chiara. Una lista infinita di problemi che ancora attendono una soluzione. Riemergeranno vecchi e mai superati dualismi e problemi in un mix più grave per la pesante crisi che vive il nostro territorio». A questo punto non rimane che attendere o una risposta ufficiale per fondi ai migranti di Rosarno, o si va verso la tassa di soggiorno al campo di Testa dell Acqua, che senza soldi esterni non può essere gestito.

8 Voci dal Sud 8 AnnoVIII nr. 9 Settembre Rosarno Non c è pace fra gli ulivi! Giunta comunale in fermento C è chi vuole un altro restyling Domenico Mammola - Calabria Ora Politica rosarnese in vacanza, in attesa di un autunno caldo su più fronti. Saltato a piè pari l ostacolo sull acqua, che ha restituito una maggioranza compatta ma un po ammaccata, non rimane che concentrarsi sull Amministrazione e sugli equilibri interni. Per quanto riguarda gli atti, c è da seguire con attenzione e scrupolo l iter dei Pisu, la pioggia di milioni su Rosarno, San Ferdinando e Gioia che consentirà di infrastrutturare il triangolo della città del porto. Qui soprattutto l Amministrazione di Rosarno si gioca una partita importante, quella dell assoluta trasparenza. In ossequio a questo principio, il sindaco Elisabetta Tripodi, coerente con l impostazione legalitaria della sua giunta, ha sempre inviato tutto alla Suap reggina. Ma è innegabile che gli appetiti sono tutti sugli incarichi vari di progettazione e direzione dei lavori, grandi o piccoli che siano, e c è da ribadire il principio forte che a Rosarno la maggioranza non si piega a richieste pressanti. Accanto a questo c è la politica. La giunta comunale (nella foto) potrebbe andare incontro ad un restyling, ma è opinione di molti che alla fine non cambierà nulla, ed i motivi sono abbastanza seri. In primis l Udc si opporrebbe a qualsiasi logica di sostituzione semplice di Assessori, ma se deve essere toccato lo schema, allora chiederebbe la delega di Vice Sindaco, anche perché la battaglia condotta sull acqua ha portato ai centristi consensi bipartisan. Il Pd, rimasto con due assessori dai tre di parten- za, potrebbe lasciare tutto inalterato. L assessore Michele Fabrizio è blindato per l attività che sta svolgendo, una specie di tuttofare che ha inciso su Polizia Municipale e su tanti aspetti del decoro urbano. Il vicesindaco, Carmelo Cannatà, è invece blindato dall ala moderata del Pd che non intende subire defezioni dopo quella dell ex assessore Michele Brilli. A sinistra c è molto fermento, con Sel che chiede un ri-conoscimento tangibile al Sindaco. Ma questo difficilmente si potrebbe tradurre in un posto in Giunta, piuttosto con una delega fuori giunta per Giuseppe Papasidero. Sinistra per Rosarno, invece, vuole mettere al sicuro il suo assessore Teodoro De Maria, soprattutto lo difende il focoso capogruppo Rocco Pronestì, che sarebbe disposto a barattare i lavori pubblici solo per la delega a Vice Sindaco. Sembra un enorme risiko, quasi un coacervo di scenari pensato apposta per non cambiare nulla. Ed ecco perché, anche in autunno, la Giunta è destinata a rimanere com è. Con buona pace dei malpancisti.

9 Voci dal Sud 9 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu P a l m i Una nuova vita per Villa Pietrosa «Giusto omaggio a Repaci» Viviana Minasi - Calabria Ora PALMI - «Questa amministrazione vuole rinverdire e richiamare in vita Leonida Repaci, il cittadino illustre nei confronti dei quali la città ha un grosso debito, ed è per questo che sin da subito ci siamo attivati per far sì che questo debito venisse estinto». Lo ha detto in conferenza stampa a palazzo San Nicola l assessore Natale Pace, nel giorno in cui è stato presentato un programma di eventi legati alla figura dello scrittore palmese, morto ventisette anni fa. Piccoli interventi, a partire dalla rivalutazione di Villa Pietrosa, la residenza palmese di Repaci, ristrutturata negli anni scorsi e rimasta inutilizzata a lungo. Averla affidata ad una associazione che porta il nome dello scrittore, l associazione Amici di Leonida Repaci, costituisce un input per far sì che Villa Pietrosa diventi ciò che Repaci voleva: un centro culturale, una sorta di appendice della Casa della Cultura. Abbiamo preso contatti con gli assessori regionali Caligiuri e Aiello, a cui abbiamo chiesto un piccolo aiuto economico per portare avanti una serie di lavori di recupero della villa e dell area circostante ha proseguito Pace ed abbiamo tutte le ragioni per credere che ci aiuteranno. Gli interventi consistono nella messa a nuovo dell ex casa del colono, adiacente la villa, ormai distrutta, la recinzione della villa, la pulizia e ricostruzione del passaggio ferroviario della Pietrosa, e la installazione di un sistema di videosorveglianza. All interno della villa saranno riportati i quadri che Repaci stesso ha dipinto, così come i mobili originali dell abitazione. «Qualora non dovesse però essere possibili riportare dipinti e mobili ha aggiunto l assessore abbiamo in mente di creare una sezione Leonida Repaci alla Casa della Cultura, per esporli». Sarà però data priorità ad una delle richieste dello scrittore: nella grotta di fronte la villa, anch essa di sua proprietà, Repaci aveva chiesto venisse sepolto, post mortem, assieme alla moglie Albertina Antonelli. Il progetto del monumento funebre esiste già, è stato redatto da un nipote di Repaci, quando era ancora in vita lo scrittore, ed è solo da adottare.

10 Voci dal Sud 10 AnnoVIII nr. 9 Settembre Melicucca Melicuccà si riappropria della Chiesa del disprezzo Presentato il restauro del complesso chiuso dal 1905 Dopo oltre 106 anni i melicucchesi rivivono lo splendore dell antico luogo di culto. Un tuffo nel passato che è servito per riallacciare il discorso della modernità con le radici profonde dell insediamento stesso. Un restauro importante per un primo impianto che risale al primo Cinquecento con la Chiesa che risale invece a circa 4 secoli e che rimase aperta al culto fino al settembre del 1905 quando venne chiusa definitivamente in seguito al terribile terremoto che molto l aveva danneggiata. Nel corso dei lavori è emerso, dall analisi dello stile e dal ritrovamento all interno di una nicchia che ospitava probabilmente una Madonna su un trono, che inizialmente non era intitolata a San Rocco, anche perché non vi erano chiese dedicate al santo in quel periodo, l intitolazione e l impianto della Chiesa sono posteriori al 1650 successivamente alla canonizzazione del santo. «Questa Chiesa -puntualizza l ingegenre Martino - è la più ricca e la più decorata tra tutte le chiese di Melicuccà. Qualcosa di strano nella vita di questa Chiesa c è: vive ai margini della vita diocesana, è la peggio curata tra tutte le chiese del paese, viene abbandonata e nessuno tenta di ricostruirla. All abbandono totale segue la depauperazione continua di pezzi fino a quando diventa una discarica manifestando il disprezzo della sua storia.» I progettisti sottolineano come non è stato alterato nulla rispetto allo schema originario, il lavoro di restauro si è basato essenzialmente sul recupero, sulla pulitura, sul consolidamento di ciò che già esisteva mantenendo il vissuto della Chiesa, l unica aggiunta sono stati i due cancelli, al lato destro e al portale, per permettere la veduta dall esterno. La Chiesa del disprezzo, così com è battezzata dall ingegenre Martino, vede oggi il suo antico splendore e rivive per la prima volta, dal Cinquecento ad oggi, l interesse, la cura e l entusiasmo dei cittadini. In piazza Tocco, fulcro della vita storica di Melicuccà, davanti a un pubblico assai numeroso si è svolta poi la manifestazione Racconto di un restauro e la cerimonia d inaugurazione della Chiesa barocca di San Rocco. All importante manifestazione sono intervenuti: il nuovo Vescovo della diocesi di Oppido-Palmi Francesco Milito che ha inaugurato la Chiesa; il sindaco Emanuele Oliveri che ha presieduto la manifestazione; il parroco don Paolo Martino; Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio Regionale; il geometra Demetrio e Francesco Fedele che hanno raccontato al folto pubblico che si è ritrovato nella piccola cittadina ai piedi del versante tirrenico d Aspromonte, tutti i passi di questa operazione di restauro di uno dei pezzi pregiati dell architettura locale. I lavori sono stati eseguiti dall impresa Grattieri con il contributo della Regione Calabria. TERESA MARTINO - Calabria Ora

11 Voci dal Sud 11 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Seminara Da Barlaam a Boccaccio Quei legami insospettabili vi.mi. - Calabria Ora SEMINARA - C è un legame profondo tra la città di Seminara e la Toscana, la prima terra natia di Barlaam, monaco bizantino e teologo, e del suo discepolo, Leonzio Pilato, la seconda definita culla del Rinascimento, che annovera tra i suoi figli illustri Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca. E ad unire il piccolo centro pianigiano alla Toscana sono proprio queste quattro figure: Barlaam e Leonzio Pilato sono stati maestri di greco di Petrarca e Boccaccio, le loro guide. Ricorre quest anno il sette centenario della nascita di Giovanni Boccaccio, e a Seminara, nei locali della Pro Loco, sabato pomeriggio in un clima di festa è stata inaugurata la mostra Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca, la Calabria e Seminara, per volere del presidente della Pro Loco, Santo Gioffrè e con il prezioso contributo della provincia di Reggio Calabria e la Banca di Roma. Madrina della serata, la più bella d Italia, Stefania Bivone, accompagnata dall assessore provinciale Edoardo Lamberto Castronuovo, la Presidente della biblioteca di Arezzo Sandra Rogialli e dal vice Presidente del Consiglio Provinciale Giuseppe Saletta. Barlaam Calabro, detto anche Barlaam di Seminara (Galatro, 1290 Avignone, 1º giugno 1348), è stato un matematico, filosofo, vescovo cattolico, teologo e studioso della musica bizantina. Scrisse, anche, di aritmetica, musica e acustica. Fu uno dei più convinti fautori dell unità fra le chiese d Oriente e Occidente. La mostra è una sorta di percorso fotografico, che parte da un opera dello scultore taurianovese Alessandro Monteleone, esposta a palazzo Foti a Reggio, che rappresenta Barlaam con i suoi discepoli Petrarca, Boccaccio e Pilato a Firenze, intorno al A seguire altre rappresentazioni che mostrano Barlaam con Boccaccio, la traduzione dell Iliade e dell Odissea, alcuni testi del monaco e altro materiale. «Questa mostra ha un significato davvero importante per Seminara ha detto al termine della cerimonia di inaugurazione Santo Gioffrè, presidente della Pro Loco abbiamo voluto dare lustro a due nostri cittadini, i cui legami con Petrarca e Boccaccio sono ai più sconosciuti, eppure così importanti nella formazione dei due letterati». Gioffrè ha anche ricordato come sia stato Roberto Benigni, venuto in Calabria per ricevere una laurea ad honorem, a ricordare il legame di Barlaam e Pilato con Petrarca e Boccaccio.

12 Voci dal Sud 12 AnnoVIII nr. 9 Settembre S c i l l a Spiaggia di Scilla sul podio di più bella della Calabria Un sondaggio di discovercalabria conferma il primato Tocca alla spiaggia di Scilla il regale primato di più bella della Calabria. Un primato che registra il 30,5% di preferenze. Tropea arriva solo seconda con il 16,7 e Capo Vaticano è terza con l 11,5%. Questi i risultati raccolti da un sondaggio di network turistico della Calabria. La località, in Provincia di Reggio Calabria, è stata premiata dal sondaggio lanciato dal portale, ideato e promosso, dall Associazione Discover Calabria che ha raccolto centinaia di voti in una top list delle più belle spiagge della Calabria. «E un riconoscimento che ci fa particolare piacere spiega Pasquale Caratozzolo, sindaco di Scilla sono soddisfatto dell iniziativa che vede il nostro Comune ai vertici del sondaggio promosso dall Associazione culturale Discover Calabria. I risultati ottenuti sono l esito del buon lavoro compiuto dalla nostra amministrazione comunale e da tutti gli operatori turistici che da sempre supportano le iniziative promosse dal nostro Comune. Puntiamo ad esiti migliori e al completamento nel 2013 dell iter del piano spiaggia già avviato in questi anni». E sono tanti probabilmente i segreti del successo della cittadina tirrenica. La sua posizione geografica e il suo fascino naturale la rendono una della mete di soggiorno più ambite della Calabria. Di impareggiabile bellezza è il patrimonio naturale che Scilla offre alla vista del turista. Una maestosa montagna sovrasta la costa e si unisce con una armonia suggestiva alla spiaggia di Marina Grande. Da vedere e visitare c è il Castello Ruffo di Scilla, ritenuto da molti il più bello della Calabria; Chianalea, quartiere situato a nord della cittadina, uno dei borghi più belli d Italia, adagiato sul mare, conserva ancora la sua antica struttura, con le vecchie case disposte a gradinata che ancora resistono alle intemperie e alle forti mareggiate. Le suggestive vie del Borgo, sono percorribili a piedi e separano le caratteristiche abitazioni dei pescatori dal mare; Veduta panoramica di Scilla con in basso il caratteristico borgo marinaro di Chianalea, il famoso Castello dei Ruffa di Calabria e sullo sfondo lo Stretto di Messina e la costa siciliana con il Pilone di Ganzirri che reggeva un tempo, assieme al gemello di Santa Trada sulla costa calabra, i cavi dell elettrodotto per lo scambio di corrente elettrica tra la Sicilia al Continente. Il pilone siciliano è alto 350 metri quindi più della Torre Eiffel di Parigi che è alta... solo 324 metri! San Giorgio, considerato il centro di Scilla situato a circa 72 mt. sul livello del mare; Marina grande e la Chiesa dell Immacolata, situata nella piazza matrice di Scilla. L espressione dell artigianato scillese è legato alla pesca e all agricoltura. Una delle più longeve tradizioni e la caratteristica pesca al pesce spada, importante risorsa economica e turistica del borgo. Da anni infatti gli stessi pescatori offrono al turista il servizio di pescaturismo, un emozionante viaggio alla scoperta dell antica arte, accompagnata dai gusti semplici del pescato preparato con ricette e sapori della tradizione marinara locale. La festa di San Rocco, il Santo Patrono della città, è una tradizionale ricorrenza e rappresenta l evento principale, e anche più atteso, dell anno per tutti gli abitanti.

13 Voci dal Sud 13 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Condofuri Arianna Errigo, Argento ed Oro olipionica a Londra, in arrivo per le ferie a Condofuri, paese d originedei suoi genitori, L argento e oro olimpionico di scherma a Londra Arianna Errigo, sta arrivando a Condofuri! La campionessa del mondo di scherma, proprio dalle colonne di questo giornale, aveva confermato che passerà a Condofuri una parte delle sue ferie, per incontrare parenti ed amici. Alla notizia, i cittadini del piccolo borgo jonico si sono messi all opera per accoglierla nella maniera migliore. Sono tutti ansiosi di abbracciarla e di tributarle il meritato saluto. Ancora non vi è la data certa del suo arrivo, ma dopo aver sentito Arianna, ha confermato che sarà a Condofuri entro la metà di questa settimana. Vuole tornare nel paese per riposarsi dalle fatiche di Londra. Per divertirsi con i tanti amici che ha nel paese, oltre salutare i parenti. Arianna ha passato fin dalla giovane età estati intere a Condofuri. Tonerà a giorni da campionessa olimpionica, ma sempre dalle colonne di questo giornale ha fatto presente che non sarà questo successo a farla cambiare. Dunque Condofuri l attende, ha voglia di abbracciare la sua campionessa. Ha voglia di tributarle il giusto riconoscimento. A tal proposito anche la commissione prefettizia che amministra Condofuri ha espresso gioia e ammirazione per Arianna Errigo: «È una soddisfazione sapere che un oro e argento olimpico ha parenti a Condofuri». Proseguendo hanno sottolineato: «Arianna è un simbolo di questo paese, e la sua vittoria olimpica ci ha riempito di gioia». I Commissari Giuseppe Castaldo, Antonia Surace e Maria Laura Tortorella hanno poi fatto presente «questa giovane campionessa deve essere da esempio per i ragazzi di Condofuri, e non, perché ha dimostrato che attraverso l impegno, la costanza e la determinazione si possono ottenere i risultati. E poi lo sport è sinonimo di rispetto verso il prossimo, valore fondamentale nella vita di tutti i giorni». I commissari le conferiranno un riconoscimento istituzionale. Insomma, è tutto pronto. Manca solo lei. E al suo arrivo manca veramente poco. vl.nu. - Calabria Ora Sul podio con le colleghe Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca festeggiano le medaglie conquistate L entusiamo ed il grido liberatorio dopo il verdetto della vittoria

14 Voci dal Sud 14 AnnoVIII nr. 9 Settembre Gioia Tauro Mimmo Di Stefano, leggenda gioiese delle due ruote! Gioia Tauro E uno dei centauri storici e famosi nella Città della Piana, il suo nome è Domenico Di Stefano classe 1929, tesserato al moto club di Gioia Tauro dai primi anni 50. Gareggiava a bordo della sua mitica Laverda (oggi fuori produzione) percorrendo migliaia di chilometri per tutta la penisola. Come i più patiti del motociclismo ricorderanno, Di Stefano ha conseguito numerose vittorie nelle diverse gare regionali e nazionali a cui ha partecipato, conquistando il primato di vittorie in Calabria e in Sicilia. Quattro medaglie ( di cui due d oro), dieci coppe e seimila km sono stati i numeri che questo centauro sulla sella della sua Laverda, ha conquistato con coraggio e lealtà nella sua ormai trascorsa gioventù. L ex motociclista ha preso parte tra gli altri al circuito Cortina-Messina del 1953, alla MilleMiglia Milano-Taranto nel giugno del 54 e al giro Motociclistico d Italia del 55 (motogiro) arrivando sempre al traguardo senza cadute e piazzandosi in ottime posizioni. «Stavo per ore sdraiato su quel pezzo di ferro della mia mitica Laverda racconta Di Stefano era scomodo non era mica gomma piuma, ma percorrevo chilometri su chilometri per ore, durante le gare, senza mai fermarmi. Io sono stato bravo ma senza la mia Laverda non ce l avrei fatta. La mia moto aggiunge il centauro era meravigliosa, resistente e non mi ha mai abbandonato. Aveva un rombo affascinate, e il mio stile di guida con lei era inconfondibile». Di Stefano mostra orgoglioso le foto, i ritagli di giornali, gli attestati e le tessere dei suoi successi sportivi e racconta con straordinaria semplicità delle sue gare, delle sue coppe e delle medaglie regalati ad amici e parenti. «Le medaglie d oro le ho regalate alle mie figlie racconta Di Stefano mentre le coppe le ho regalate ad amici e parenti, a chi aveva piacere di riceverle. Io tengo i ricordi più belli la mia passione che nessuno ha potuto togliermi per tutti questi anni». Di Stefano durante la sua carriera motociclistica gestiva un distributore di benzina (n.d.r. : Lo ha fatto fino a pochi anni addietro e coloro che ci onoravamo di essere suoi amici ed ammiratori, andavamo sp esso in quella stazione di servizio per scambiare due chiacchiere con Lui ) insieme al fratello e spesso lasciava la stazione di servizio per partecipare alle gare. «Mio fratello mi sostituiva al lavoro continuava nel Angela Angilletta - Inquietonotizie racconto e io potevo partecipare alle gare liberamente, accompagnato dalle raccomandazioni di mia moglie che mi diceva di andare piano. Ma aggiunge sorridendo il centauro se fossi andato davvero piano, non avrei avuto motivo di gareggiare. Anche se questo è uno sport pericoloso, si corrono molti pericoli e io sono stato fortunato ma i rischi sono davvero tanti. E poi ci vuole passione, coraggio e bravura. Quelli che pensano aggiunge che si possa vincere una gara solo con una moto potente sbagliano di grosso. Nel motociclismo serve altro». Di Stefano ricorda come al ritorno in paese dalle gare la città lo festeggiava e come molti suoi fedeli amici lo seguivano nelle diverse gare nazionali facendo il tifo per lui. Nei ricordi di questo non più giovane motociclista sono vivi i volti, gli abbracci, l affetto ricevuto e l orgoglio che aveva per lui Gioia Tauro. «Nonostante Gioia Tauro prosegue ancora il centauro ha avuto una persona che ha raggiunto dei buoni risultati e dato onore alla città, in tutti questi anni nessun amministratore si è mai accorto di me. Gioia aggiunge viene sempre additata per le cose negative, poi quando c è qualcosa di positivo nessuno lo nota. Forse questo conclude Di Stefano è uno dei miei rimpianti, avrei voluto essere coinvolto negli anni perché credo di fare parte a pieno titolo della storia di questa città».

15 Voci dal Sud 15 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Zervo Aspromonte Don Gelmini a Zervò: Non sto molto bene ma non potevo mancare (ANSA) - Si e rinnovato anche quest anno a Zervo, sui piani d Aspromonte, il tradizionale appuntamento di Ferragosto alla comunita Incontro di don Pierino Gelmini che, nonostante i problemi di salute, ha voluto essere ugualmente presente. Migliaia di persone hanno preso parte, prima alla santa messa che si e svolta nella cattedrale del cielo, una grande radura circondata da abeti secolari, e poi, nel pomeriggio alla festa nell agora della comunita sotto la statua di San Benedetto patrono d Europa. Presente anche il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti. Io non sto molto bene - ha detto don Gelmini - ma ho voluto comunque essere qui. Non potevo non esserci per rinnovare questo tradizionale appuntamento dei ragazzi della comunità. Apparso molto provato fisicamente, don Gelmini ha invitato tutti a pregare non per la mia salute ma per il futuro della comunita e per questo luogo che ormai e consacrato come luogo di preghiera e di redenzione per tantissimi giovani che lottano per uscire dal tunnel della droga. La Santa Messa e stata presieduta dal vescovo di Oppido-Palmi mons. Francesco Milito che ha consacrato al Sacramento della confermazione una ventina di giovani della comunita ed ha ricordato il valore teologico della giornata di oggi, dedicata alla Madonna assunta in cielo. Mons. Giovanni D Ercole, vescovo ausiliario de L Aquila, ha voluto dire al confratello Milito di essere un vescovo fortunato perche ha nel suo territorio diocesano una comunita viva come la comunita Incontro. La Calabria - ha aggiunto - ha un cuore grande, come grande e il cuore di papa Pierino che in tantissimi anni ha accolto migliaia di giovani. Oggi preghiamo perche possa continuare a seguire la comunita nella quale e bello vedere ragazzi che si recuperano alla vita dopo avere incontrato Gesu Cristo.

16 Voci dal Sud 16 AnnoVIII nr. 9 Settembre E un nuovo caso di malasanità? Una bambina di 2 anni è morta all ospedale di Polistena dopo essere stata ricoverata con febbre alta e vomito Secondo i primi accertamenti il decesso non sarebbe riconducibile a meningite come era stato detto all inizio - Eseguita l autopsia - La Procura della Repubblica apre una indagine ANGELO SICILIANO - Calabria Ora Rosarno - A un certo punto dell omelia, don Mimmo Serreti invita la comunità al silenzio della preghiera. Onoriamo Chiara in questo modo, dice, il silenzio. Davvero tutta l atroce vicenda della bambina di nemmeno due anni morta all ospedale di Polistena per ragioni e responsabilità al vaglio della magistratura, ha molto a che fare con l inesprimibile, l inadeguatezza dei discorsi. Soprattutto oggi, giorno di lutto sconfinato, che pure le lettere gonfiabili del nome Chiara si scompigliano di continuo sulla porta della chiesa. Oggi, tra quelle vie accaldate di persone e lacrime, raccontare i fatti, ritrovarne il senso, è un precipizio della ragione. Non rimane che la vicinanza, lo stare letteralmente fianco a fianco di un intero paese, per sorreggere quei genitori, giovanissimi, e per trattenere le fila del mondo. Quando se ne va un bambino, le coordinate del vivere sociale impazziscono, si incartano le prospettive, non è solo la tragedia di una famiglia. Già mezz ora prima l arrivo del feretro, la chiesa di Maria Santissima dell Addolorata di Rosarno non ha più posti in piedi. Sono quasi tutte donne, di ogni età: anche se abbastanza scontato rilevarlo, è la traccia di una sintonia con la madre sfinita di Chiara Grasso. Quelle ragazzine, quelle signore fanno da cordone sanitario a un angoscia attuale e archetipica, la relazione mutilata madre-figlio, le sue derive. Gli uomini invece rimangono all esterno della Chiesa, anche quando inizia la Messa. Da quei capannelli, poco dopo le cinque e un quarto del pomeriggio, si vede spuntare il corteo bianco. Bambini, davanti, con gli abiti della prima comunione, le corone subito dietro, quindi la piccola bara portata a mano, bassa. E forse in quel fotogramma, quattro uomini che trasportano un cofanetto, vi è il segno più acuto della scandalosa morte di Chiara. Un angelo che fa corona a Dio dice don Mimmo non c è età per Dio, classe sociale, intelligenza. È il giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Chiara d Assisi, sottolinea il diacono, che si offre al Signore nella totalità dello spirito. Il caldo è soffocante, le facce spremute dalle lacrime. Ma è alla fine della celebrazione che dilaga lo strazio. Davanti alla bara appena posata sul carro funebre, scoppiano grida e pianti, la madre di Chiara viene portata via in braccio, c è chi sviene. Intorno si ferma un mare, senti qualcuno ripetere «i familiari ringraziano», come dire che è ora di sciogliere quell abbraccio.

17 Voci dal Sud 17 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Ma ci vorranno diversi minuti, i palloncini bianchi si sono già nascosti in cielo. Una signora anziana, lì per strada, stringe un fazzoletto in mano, bisbiglia qualcosa senza sosta. Chissà che sia la cantilena per terminare questo leitmotiv di morti inaudite, di santi bambini, e riportare alle cose umane la loro linearità quieta. Tre adolescenti maschi intanto si guardano senza parlare, occhi rossi e stordimento, la voglia impossibile di rimettere in moto tutto questo scenario fragile che ci circonda e ci nutre. Nessuna novità per ora sul fronte delle indagini. La procura di Palmi ha aperto un fascicolo contro ignoti, lo segue il sostituto procuratore Giulia Masci. Legale della famiglia è Domenico Malvaso. La difesa ha pure nominato due consulenti medici che hanno assistito all autopsia sul corpo della bambina. Esame questo di cui ovviamente non si conoscono i risultati. Bocche cucite all ospedale di Polistena, i medici di Pediatria, dove era ricoverata Chiara, accolgono con favore l avvio delle indagini, fiduciosi che si possa arrivare prima possibile all accertamento dei fatti. L unica cosa oramai appurata, a ogni modo, è che Chiara non è morta di meningite, ipotesi circolata nelle primissime ore dopo il decesso. Rimane una tragedia ancora senza paternità e logica, un groviglio di congetture, quella «situazione precipitata in pochissimo tempo» che certo nulla spiega, e che non può dare il minimo conforto ai familiari della bambina e alla loro ansia di verità. Il mesto corteo giunge in Chiesa Dopo la funzione la bara si appresta a raggiungere la sua definitva dimora fra le lacrime generali

18 Voci dal Sud 18 AnnoVIII nr. 9 Settembre Papa Benedetto XVI spiato dal suo maggiordomo Paolo Gabriele rinviato a giudizio Indagato anche un informatico Il maggiordomo del Papa sarà processato per furto aggravato CITTA DEL VATICANO Paolo Gabriele (in foto), l aiutante di camera del Papa arrestato il 23 maggio con l accusa di aver sottratto documenti riservati dall appartamento di Benedetto XVI, è stato rinviato a giudizio con l accusa di furto aggravato. Ma la vera novità è che c è un secondo indagato: per favoreggiamento andrà a processo anche Claudio Sciarpelletti, conoscente di Gabriele e analista programmatore di prima classe dipendente della Segreteria di Stato vaticana. Era stato arrestato, senza che finora se ne sapesse nulla, lo scorso 25 maggio e rimesso in libertà il giorno dopo. Il suo ruolo, ha puntualizzato il portavoce vaticano Federico Lombardi, è marginale in quanto «non è un complice, rischia poco o nulla». Sciarpelletti è stato sospeso ad cautelam, essendoci un procedimento nei suoi confronti e riceve lo stipendio. Nella sentenza di rinvio a giudizio del giudice istruttore Piero Antonio Bonnet si legge tra l altro che fra il materiale sequestrato al maggiordomo del Pontefice, i gendarmi hanno rinvenuto anche «un assegno del 26 marzo 2012 intestato a Sua Santità Benedetto XVI relativo a una somma di 100mila euro, una pepita presunta d oro e una edizione della traduzione dell Eneide di Annibal Caro del 1581». Si tratta di oggetti che erano stati regalati a Papa Ratzinger. L assegno, datato 26 marzo 2012, proveniva dall Uni-versitad catolica San Antonio di Guadalupe, la pepita era stata mandata a Sua Santità dal signor Simona Lovecchio Guido Del Castillo, direttore dell Aru di Lima, mentre il volume dell Eneide era stata inviata dalle famiglie di Pomezia. Gabriele ha giustificato questa circostanza con il caos nel quale erano le sue cose. «Non sapevo di averlo in casa». Gabriele non sapeva di avere in casa un assegno intestato al Papa e quindi «non ha neanche mai lontanamente pensato di incassarlo», ha detto Carlo Fusco, legale dell ex maggiordomo, sottolineando che l assegno «è andato per sbaglio» a finire fra altre carte. Riguardo al ritrovamento della copia antica dell Eneide, Gabriele ha dichiarato in istruttoria: «ricordo che avendo mio figlio cominciato lo studio di quel poema chiesi a monsignor Gaenswein se potevo far vedere il libro al professore di mio figlio. Lui mi disse di sì e il libro rimase a casa mia in attesa di essere restituito». I magistrati vaticani nella requisitoria e sentenza pubblicate oggi «non affermano, ma neppure escludono - ha spiegato padre Lombardi - la possibilità di continuare le indagini su eventuali complici di Paolo Gabriele e su eventuali rogatorie internazionali». Lombardi ha spiegato che il maggiordomo del Papa «rischia da uno a sei anni». «Facciamo un passo per volta, ha detto Lombardi, l istruttoria vaticana va avanti, anche con tempi consistenti per la sua meticolosità, difficile fare passi avanti se non hai ancora com-

19 Voci dal Sud 19 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu piuto quelli iniziati». to riportato sul dispositivo di rinvio a giudizio - mi Comunque per ulteriori sviluppi nella vicenda, ha ha poi detto che era tranquillo e sereno avendo avuto aggiunto Lombardi, è ragionevole pensare che si un colloquio con il suo padre spirituale». andrà a non prima del 20 settembre. Gabriele riferisce di aver passato le stesse carte «Chiedo perdono al Papa». date a Nuzzi. L ex dipendente del Vaticano Gabriele ha inviato una lettera di richiesta di perdono al Papa tramite la Commissione cardinalizia. Negli interrogatori a cui è stato sottoposto durante la detenzione, Gabriele racconta di avere incontrato il giornalista Gianluigi Nuzzi, autore del libro Sua Santità, nell appartamento di quest ultimo, in viale Angelico. L ex maggiordomo ha precisato di non aver «ricevuto versamenti in denaro o altri benefici» e di aver agito spinto «da diverse ragioni quali i miei interessi personali, inoltre ritenevo che anche il Sommo Pontefice non fosse correttamente informato su alcuni fatti». «In questo contesto fui spinto anche dalla mia fede profonda e dal desiderio che nella Chiesa si dovesse far luce su ogni fatto», ha detto Gabriele. Gabriele riferisce anche di essere stato intervistato anonimamente da Nuzzi per la trasmissione Gli Intoccabili (La7). Nel documento, presentato oggi in Vaticano, si riferisce anche di un confronto tra Gabriele e il segretario del Pontefice, monsignor Georg Papa Benedetto XVI ed Gaenswein, al momento in cui quest ultimo, accertato il furto delle carte riservate, ha comunicato a maggiordomo Paolo alle spalle l onnipresente Paolo Gabriele la sospensione ad cautelam. Gabriele «Lui ha allora detto che in questo modo era stato trovato il capro espiatorio della situazione. Molto freddamente - prosegue Gaenswein a quan-

20 Voci dal Sud 20 AnnoVIII nr. 9 Settembre Quali sono i numeri delle Paralimpiadi? La quindicesima edizione dei giochi Paralimpici sarà inaugurata mercoledì prossimo e andrà avanti sino al 9 settembre. Dopo la cerimonia inaugurale delle 22, durante la quale sarà acceso il braciere olimpico, i 4200 atleti partecipanti e provenienti da 165 nazioni daranno il via alle gare. Pare, come scitto dal Time, che l edizione si candida ad essere la più seguita di tutti i tempi, con il tutto esaurito sugli spalti. Infatti se a una settimana dall inizio erano già stato staccati circa 2, 3 milioni di biglietti sui 2,5 miloni disponibili, pare che il Comitato organzizatore abbia deciso di vendera altri 140mila biglietti. Chi parteciperà alle gare? Oltre agli atleti che hanno disabilità agli arti inferiori o superiori, non vedenti, amputati, con disabilità intellettive e razionali, ci sarà spazio per atleti che hanno già partecipato alle Olimpiadi. Tra questi anche Oscar Pistorius, Natalie du Toit, Natalia Partyka. Come saranno allestite le strutture per raccogliere gli atleti? 293 autobus del trasporto urbano londinese sono stati modificati per garantire lo spazio a cinque o sei sedie a rotelle. Il LOCOG (l organizzazione che cura la pianificazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici) e l ODA (che gestisce le infrastrutture dei Giochi) hanno modificato gran parte delle strutture: i bagni, le camere, le rampe, per rendere il Villaggio accessibile agli atleti disabili. Anche gli stadi hanno subito delle modifiche: il centro acquatico, lo stadio di basket e il campo da hockey sono stati dotati di posti a sedere più accessibili. Quale sarà il logo delle Paralimpiadi? Il simbolo delle olimpiadi (i cinque cerchi) è stato sostituito da quello delle Paralimpiadi: tre agitos (dal latino agito, mi muovo) rossi, verdi e blu che ruotano attorno a un punto centrale su fondo bianco, a rappresentare il movimento attorno a un centro comune. Quante gare saranno disputate? Le gare paralimpiche saranno 503 e saranno disputate in quindici impianti: sette nel Parco Olimpico, che si trova nella zona est di Londra, cinque al centro della città e tre nelle sedi fuori Londra. L Olympic Stadium ospiterà la cerimonia di apertura e di chiusura delle Paralimpiadi e le gare di atletica, all Acquatics Center ci saranno le gare di nuoto e allo stadio del basket ci saranno le gare di basket in carrozzina e del rugby in carrozzina. Paralimpiadi di Londra 2012 Olimpiadi a Londra per diversamente abili I mass media ne habbo parlato molto poco, ma a nostro parere sono molto più importanti delle altre Olimpiadi Giuditta Avellina - G.Q.com Cecilia Camellini padrona dell onda: oro e record del mondo da Il Resto del Carlino - quotidiano.net La 20enne modenese aveva già stabilito il nuovo record nei cento metri stile libero, vincendo la medaglia più importante: ora sono due. Ricchetti: E il nostro orgoglio Modena, 1 settembre Oro e record del mondo di Cecilia Camellini nei 50 stile libero S11 (atleti non vedenti) alle Paralimpiadi di Londra. L azzura si è imposta con il tempo di 30 94, nuovo primato mondiale della distanza, bissando così la medaglia d oro conquistata ieri nei 100 stile libero. Ricchetti: E il nostro orgoglio Secondo oro e altro record del mondo: Cecilia è il nostro orgoglio. Il nuovo trionfo di Cecilia Camellini, che stasera ha vinto l oro nei 50 stile libero alle Paralimpiadi di Londra (classe S11 non vedenti) fissando il nuovo record mondiale, dopo aver vinto ieri anche i 100 (staccando anche qui il nuovo record del mondo), fa esultare il presidente dell Assemblea legislativa regionale, Matteo Richetti. Quella della ventenne di Formigine (Modena) è un impresa straordinaria, commenta Richetti, due ori olimpici e due record del mondo fanno di Cecilia una campionessa assoluta. Gia con la prima vittoria ci aveva fatto gioire alla grande, adesso siamo all emozione pura. Grazie Cecilia, sei l orgoglio dell Italia e soprattutto dell Emilia e dell intera regione.

21 Voci dal Sud 21 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Olimpiadi internazionali di fisica Federica, reggina doc, medaglia olimpica di fisica Mara Rechichi www. oomsud.it (da Facebook) Mentre tutti stiamo attenti alle gare olimpiche che si stanno disputando a Londra, assistiamo alla fatica che trasudano gli atleti nell obiettivo di raggiungere il traguardo del podio, ieri l altro (n.d.r.: 11 agosto) è arrivata una notizia che proviene da altre olimpiadi. Pochi giorni fa abbiamo esultato per la vittoria della medaglia di bronzo di Rosalba Forciniti, calabrese ragazzaccia cosentina, conquistata sul tappeto del judo. Oggi esultiamo per un altra medaglia di bronzo, che non viene da Londra stavolta. Arriva da Tallin, in Estonia, dove si sono tenute le finali delle Olimpiadi di Fisica (non Educazione Fisica, che ci si può confondere facilmente): sul terzo gradino del podio c è Federica Surace, calabrese ragazzaccia reggina, studentessa appena maturata, con la votazione di 100 e lode, presso il Liceo Scientifico Da Vinci. Dopo aver superato le prove di qualificazione, è arrivata in finale ed ha conquistato il terzo posto. In un mondo iperattivo, che corre, che non ha tempo per pensare, che non riesce a riflettere per più di cinque minuti, in cui i giovani sono sottoposti a continue sollecitazioni consumistiche, alla pratica del mordi e fuggi, l esperienza di Federica diviene un esempio da valorizzare, da portare agli onori della cronaca, quella che dà buone notizie, quella che il più delle volte viene relegata ad angoli scarsamente illuminati. Federica non è un aliena, ma è facile, romanticamente, immaginare che magari nella sua camera, tra giochi d infanzia e libri, si possano trovare alambicchi che spiegano il principio dei vasi comunicanti, oppure l equilibrista che spiega il baricentro e l equilibrio tra forze, o ancora le bi- glie pendenti, quelle che spiegano la conservazione dell energia attraverso l urto elastico. Federica è un esempio da raccontare a tutti i giovani italiani, non solo calabresi; una donna che impiega il proprio tempo scolastico vivendo la scuola, non considerandola un semplice contenitore, un obbligo che diviene anche fastidioso. La scuola, ha dimostrato Federica, è il luogo in cui si può avere la possibilità di esprimere al meglio le proprie inclinazioni, non soltanto nello studio curriculare, ma anche nelle attività extracurriculari (Federica è anche componente del coro polifonico Be free del Liceo), fino ad arrivare a portare fuori dai confini nazionali le proprie capacità. Il sorriso soddisfatto di Federica fa pari col sorriso beffardo di Einstein: e se questo ci dice che dalla crisi viene fuori la creatività per superarla, da Federica arriva l incoraggiamento a fare sempre meglio con le proprie capacità. Brava Federica, continua così! Anche se il proseguimento degli studi dovesse portarti fuori dalla nostra Calabria, come tanti nostri figli, noi ti considereremo sempre come uno dei nostri vanti. Auguri!

22 Voci dal Sud 22 AnnoVIII nr. 9 Settembre A g r i c o l t u r a. L olio di oliva alla stregua dell acqua minerale! mail dal dottor Antonio G. Lauro Ci siamo! Uno dei punti più bassi del settore olio di oliva è stato toccato! Infatti, si va Sempre più in basso (parafrasando Mike Bongiorno)!!! Oggi, in Spagna (ma presto in Italia e nel resto del Mondo?) l olio di oliva (miscela di oli raffinati e vergini), viene venduto come l acqua minerale, in confezioni da 6 bottiglie da un litro... ed una bottiglia è gratis! E la società non si ferma qui. L olio Carbonell (questa l azienda), fa tanto, ma tanto bene alla salute che, sulla confezione, ecco comparire un inequivocabile NUTRE y ALI- MENTA! Il prezzo non è poi così male, visto che spunta 2,44/litro... e per un olio miscelato, è grasso che cola! Ma chi lo commercializza? L azienda è la Carbonell (Gruppo SOS - Deoleo), famosa per aver acquisito, nel tempo, marchi storici ita- E impensabile che un prodotto pregiato come l olio Extra vergine di oliva possa essere venduto alla strega dell acqua minerale in confezione da 6 bottiglie e pergiunta di plastica! La normativa europea che impone che sia specificato sulle etichette la dicitura Olio prodotto con ulive comunitarie serve solo a creare altre ingannevoli misture e dare spazio a speculatori senza scrupoli. Continuare a partecipare a Fiere e mostre mondiali per vedersi assegnare premi e coppe al nostro vero olio extravergine, serve poco se poi si trova a combattere con miscugli di natura imprecisata che viene venduto a prezzi che non coprono le spese di produzione. liani come Bertolli, Carapelli e Sasso, per intenderci. La Carbonell, leggo sul sito ufficiale SOS, è un antica società spagnola (Cordoba) di commercializzazione di olio di oliva e quest anno è sponsor in Formula Uno del team spagnolo F1 HRT. L azienda, Caratterizzata da uno spiccato spirito internazionale sin dagli inizi nel 1866, oggigiorno è il marchio d olio d oliva spagnolo più venduto al mondo, presente in oltre 50 Paesi. La sua attività non si limita solamente al mercato dell olio, ma comprende anche i settori delle olive e degli aceti. Cosa aspettarci ancora? Non oso dirlo, ne crederlo... Aspetto fiducioso una levata di scudi del settore, che non arriverà mai.

23 Voci dal Sud 23 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu A g r i c o l t u r a. Nel 2020 esisterà ancora l olivicoltura italiana? E tempo di suonare l allarme generale A dominare incontrastata sarà la Spagna. L Unione europea descrive il lento declino che attende il settore oliandolo in Italia e Grecia. E la fotografia di un paese che tira solo a campare, soprattutto grazie all export Alberto Grimelli - Teatro Naturale Anno 10 n Settembre 2012 Direttore LUIGI CARICATO Le previsioni del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale dell Unione europea, pubblicate a fine luglio, segnalano che l Italia oliandola si avvia verso il coma profondo. Un analisi ancor più preoccupante perchè il trend indicato dagli esperti dell Ue si basa su dati storici e non su ipotesi e scenari più o meno attendibili. Continuando con questo andazzo nel 2020 l Italia produrrà 470mila tonnellate d olio d oliva. Dando per buoni gli odierni dati ufficiali, ovvero una produzione di 540mila tonnellate, significa una riduzione produttiva del 12% in 8 anni. Considerando che il consumo al 2020, anch esso al ribasso, è stato valutato dall Ue a 620mila tonnellate, significa che il nostro Paese continuerà imperterrito a produrre molto meno di quanto consuma. In altre parole saremo dipendenti dall estero, ovvero dalla Spagna, per quanto riguarda l olio d oliva. Già, perchè il toro iberico, nonostante la crisi, nonostante quotazioni ai minimi termini, non perderebbe un colpo, anzi approfitterebbe della crisi di Italia e Grecia per affermarsi come re incontrastato del settore. I numeri spagnoli, se le previsioni degli analisti di Bruxelles si rileveranno esatte, fanno realmente impressione. La superficie olivetata dovrebbe incrementare sensibilmente, raggiungendo i 1,77 milioni di ettari, di cui quasi la metà irrigui. La produzione è stimata così salire fino a 1,86 milioni di tonnellate nelle annate di carica e 1,4 milioni in quelle di scarica. I consumi degli spagnoli dovrebbero crescere e attestarsi sui 13 Kg/pro capite/anno, per un consumo interno complessivo di 632 mila tonnellate. Consumeranno più degli italiani ma avranno comunque da vendere più di metà della propria produzione all estero, soprattutto fuori dai confini comunitari. L Italia, nel frattempo, tenterà ugualmente di tenersi a galla grazie all export che dovrebbe salire di qualche punto percentuale, oltrepassando le 350mila tonnellate entro il Stabili dovrebbero rimanere le importazioni, intorno alle 500mila tonnellate. Quello che perderemo in consumi interni lo guadagneremo in export ma non ci sarà alcun incremento dei volumi commercializzati, segno evidente di un settore alla frutta. Meglio di noi anche la Grecia. La nostra olivicoltura dovrebbe continuare ad attestarsi su 1,14 milioni di ettari mentre le superficie olivetata greca dovrebbe crescere fino a 767mila ettari. Solo un impiego ridotto dell irrigazione dovrebbe quindi portare a una riduzione prospettica della produzione annuale, prevista in calo del 10% entro il 2020, a 270mila tonnellate. Uno scenario talmente nero che porta inevitabilmente a chiedersi se esisterà ancora un olivicoltura italiana di qui al Non è più neanche tempo di allarme, ormai occorre un po di sano allarmismo. Non è più questione di salvare qualche olivo secolare o qualche migliaio di stanchi e vecchi olivicoltori hobbisti. Il problema è proprio salvare il settore oleario del nostro Paese. La Spagna continuerà a svilupparsi perchè le sue aziende, ivi compresi gli industriali e gli imbottigliatori, continueranno ad avere un ampio e crescente bacino produttivo a cui attingere. 200mila tonnellate di export in più in 8 anni, secondo quanto stima Bruxelles, significano un fatturato potenziale, a 2 euro/kg, di 400 milioni di euro. Si tratta di soldi che verranno spesi in Spagna, investiti in Spagna, che creeranno occupazione in Spagna. L Italia continuerà a boccheggiare perchè ormai ha esaurito le sue risorse produttive e il mito della crescita basata sull importazione della materia prima (olio sfuso) per l esportazione del prodotto finito (olio imbottigliato) si è rivelata una chimera. Chi ha le risorse imparerà a sfruttarle a dovere e, presto o tardi, creerà da sé valore aggiunto, senza attendere che lo facciano gli altri. E quanto accaduto, e sta accadendo, nel settore siderurgico. Una storia che si ripete in quello oleario. La Spagna ha acquisito i marchi italiani per la fase di start up, di avviamento, ma ora sta invadendo i mercati, soprattutto quelli emergenti, con i propri brand. Della serie: impara l arte e mettila da parte. Occorre reagire e farlo in fretta, magari imparando proprio qualcosa dalla Spagna: senza olivicoltura non c è neanche settore oleario. RIPRODUZIONE RISERVATA pubblicato in Strettamente tecnico > L arca olearia il 01 Settembre 2012 TN n. 35 Anno 10

24 Voci dal Sud 24 AnnoVIII nr. 9 Settembre E di meno di un mese fa la notizia del maxi sequestro di 8000 tonnellate di olio extra vergine d oliva all azienda Valpesana Spa, di proprietà dell imprenditore Fusi, nell ambito dell operazione Arbequino. La notizia ha fatto il giro del mondo oleario in un lampo. Nel frattempo si sono moltiplicate anche voci su altre indagini e sequestri. Dalla Sicilia fin al nord Italia è tutto un susseguirsi di pettegolezzi, perchè mai come in questo periodo le autorità stanno tenendo d occhio il settore. Tutto il comparto è soggetto a controlli piuttosto approfonditi. Difficile pensare che questo attivismo sia frutto del caso o di qualche iniziativa personale. E quasi come se le autorità, a partire da quelle politiche, volessero lanciare un messaggio: basta giochi e giochetti nel mondo dell olio, tanto per i grandi quanto per i piccoli. E venuta l era della tolleranza zero. Già, perchè le dicerie secondo cui i piccoli olivicoltori e frantoiani sarebbero stati risparmiati da questa ondata di verifiche sono prive di fondamento. Non è questione solo di quantità di verbali elevati agli artigiani italiani dell olio. Bisogna anche considerarne la qualità, indagare sul merito dei provvedimenti adottati. Il caso Alessio, nome di fantasia, è un olivicoltore come tanti. Produce meno di 20 quintali d olio extra vergine d oliva. Azienda agricola piccola e a conduzione familiare. L olio lo fa imbottigliare da un frantoiano amico. Una storia comune fin qui. Solo che Alessio, un giorno, decide di imbottigliare da sé, per ragioni di comodità, 167 litri del suo prodotto senza scomodare l amico frantoiano. Sull etichetta dell olio, che ha fatto stampare in quantità, è però scritto che l extra vergine in questione è stato imbottigliato presso il frantoio e non per contro proprio. Controllo, mancanza della dichiarazione di imbottigliamento da parte del frantoiano e scatta la sanzione amministrativa: 3200 euro. Alessio ha riconosciuto l er- A g r i c o l t u r a. Frodi in commercio senza più alcun limite affliggono il mondo oleario. Ce n è per tutti i gusti Controlli a tappeto e tolleranza zero nel settore dell olio d oliva. Si preannuncia una campagna calda. Occhi puntati sulle grandi aziende ma anche sui piccoli olivicoltori e frantoiani. Basta poco per scivolare nell illecito penale di Alberto Grimelli - Teatro Naturale Anno 10 n Settembre 2012 Direttore LUIGI CARICATO E bene intensificare i controlli in difesa del consumatore che non deve essere ingannato con diciture ambigue... che dicono tutto ed il contrario di tutto sulle etichette degli olii vergini ed extravergini proveniente dall estero con la semplice dicitura Olio di olive di produzione comunitaria. Tuttavia crediamo che le norme valide per le mega organizzazioni internazionali debbano tenere conto dei piccoli produttori che vendono il prodotto della propria terra e non possono competere con i colossi dell Olio mondiale, ovviamente rispettando le norme sanitarie in difesa della salute pubblica. rore, che considera venale e scarsamente rilevante, di fronte al funzionario incaricato il quale, applicando scrupolosamente la legge, intravede un reato penale: frode in commercio. Già perchè l indicazione dell imbottigliamento avvenuto presso terzi è fasulla. La legge è chiara sull argomento. Se in etichetta vi sono indicazioni non veritiere scatta la denuncia per frode in commercio. Risultato? 2 mesi di carcere o 15mila euro di ammenda, questa la notifica giunta ad Alessio. Facciamo un po di somme. Se Alessio deciderà di sanare in contanti si tratterà di un totale da euro, pari a 108,98 euro al litro. Pochi dubbi nell interpretazione dell articolo 515 del Codice Penale, che recita: Frode nell esercizio del commercio. Chiunque, nell esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all acquirente una cosa mobile per un altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita. Il problema è che si presume, nel caso di frode in commercio, un illecito guadagno da parte dell operatore ai danni del consumatore, senza necessità di onere della prova. Chi froda lo fa per soldi, questa la tesi del legislatore. Ragionevole ma non sempre necessariamente vero. Alessio non ha tratto alcun illecito guadagno. L olio era sempre e comunque il suo. Poco conta, per configurare una frode in commercio è sufficiente anche una piccola differenza, circa l origine del prodotto o la provenienza, o sul sistema di preparazione o sulla quantità. L etichetta, lo si dimentica spesso, è un contratto. E così che l olivicoltore Alessio e l imprenditore Fusi sono sul banco degli imputati per lo stesso reato! RIPRODUZIONE RISERVATA pubblicato in Strettamente tecnico > L arca olearia il 28 Luglio 2012 TN n. 30 Anno 10

25 Voci dal Sud 25 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu E' un giorno per esultare. Una battaglia iniziata in Calabria con l'incessante iniziativa Non lasciamo sola Rosarno, coltiviamo gli stessi interessi è stata portata a termine con grande grande soddisfazione da parte di tutta la Coldiretti. Ha vinto il gioco di una squadra capitanata dalla Coldiretti. Lo afferma, in una nota, il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro. Un risultato - aggiunge - che va ascritto alla validità e importanza di un sistema produttivo quale è quello degli agrumi e che dalla prima ora ha visto la convinta adesione di tanti sindaci e consigli comunali, dei primi firmatari delle proposte di legge i parlamentari Oliverio, D'Ippolito e Beccalossi, del presidente della Commissione agricoltura della Camera Paolo Russo, dei Ministri Catania e Riccardi che, capendone le ragioni, avevano assicurato nelle loro visite in Calabria il loro massimo impegno. Ed ancora il consiglio regionale della Calabria con l'assessore Trematerra e i consiglieri regionali Nucera, Imbalzano e Giordano, l'amministrazione provinciale di Reggio Calabria ed il mondo dell'informazione, che ha rilanciato le motivazioni alla base della richiesta, le associazioni dei consumatori e innumerevoli cittadini. L'aumento della quantità di frutta nelle bibite al 20 per cento - dice ancora Molinaro - è ora una realtà che migliora la qualità dell'alimentazione A g r i c o l t u r a. Finalmente una Vittoria per gli agrumicoltori Nell aranciata deve esserci minimo il 20% di succo d arancia! La Coldiretti aveva promosso tempo addietro Una campagna per Rosarno e sosteneva l aumento di percentuale di succo nelle aranciate Gazzetta del sud on line. it Il passo relativo all etichetta è molto importante per non incorrere nell incoveniente delle nuove etichette relative all olio extravergine, che indicano SOLO la provenienza comunitaria europea delle ulive all origine e non più il luogo di produzione, molitura ed imbottigliamento. Chi controllerà se le ulive che provengono dato stato Ue sono veramente locali oppure transitate, ma provenienti da paesi terzi? e concorre a ridurre così le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all'obesità e da una risposta concreta al territorio coniugando giustizia economica e giustizia sociale. L'importante provvedimento recita testualmente che a decorrere dal primo gennaio 2013 le bevande analcoliche di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1958, n.719, devono essere preparate con un contenuto di succo naturale non inferiore al 20 per cento. Una ottima e straordinaria notizia, con una norma che manda in soffitta la legge nazionale di oltre cinquanta anni fa che prevedeva solo il 12 %. (n.d.r.: addirittura qualche anno addietro stava per passare la norma che le bevande alla frutta NON contenessero necessariamente succhi di frutta, ma erano sufficenti prodotti chimici ed artificiali!) L'aumento della percentuale del contenuto minimo di frutta al 20 per cento corrisponde all'utilizzo di 200 milioni di chili in più di arance all'anno, con evidenti e positive ricadute occupazionali che andranno ad alleviare la catena dello sfruttamento. "Il passo successivo, adesso - conclude Molinaro - è l'approvazione dei regolamenti attuativi sull'indicazione obbligatoria dell'origine del succo in etichetta".

26 Voci dal Sud 26 AnnoVIII nr. 9 Settembre Nuova mazzata per Equitalia Le multe vecchie non si pagano I consumatori battono ancòra una volta Equitalia Patrizo Romamo da Facebook 11 AGO 2012 La vittoria - Costanzo Petrillo 69 anni di Rivoli, che negli anni ha accumulato una serie numerosa di multe per violazioni al codice della strada e bollette della Tarsu ha ottenuto una sentenza in forza della quale dopo cinque anni le sanzioni sono prescritte! Associazione difesa consumatori (Asdico) 2-Equitalia 0. È finita con due vittorie nette la battaglia legale, portata avanti su due fronti da Raffaele Borrelli, presidente dell Asdico, in difesa di altrettanti utenti a cui Equitalia chiedeva il pagamento di multe vecchie ormai di anni, troppi anni. «Siamo riusciti a dimostrare - spiega Borrelli -, anche grazie alla sensibilità e alla competenza di due giudici di pace di Torino, che le cartelle esattoriali di sanzioni oltre i cinque anni non devono essere pagate». La sfida di un piccolo Davide difensore dei consumatori, contro il Golia delle riscossioni. Due sentenze storiche, le definisce Borrelli, quelle dei giudici di pace Fabrizio Pietropoli e Giuliana Bologna. «Che fanno muro - dice -, insieme a quella emessa dal tribunale di Cuneo, contro le richieste ingiuste». Soddisfatto anche il suo assistito, Costanzo Petrillo 69 anni di Rivoli, che negli anni ha accumulato una serie numerosa di multe per violazioni al codice della strada e bollette della Tarsu. «Ho avuto un periodo difficile - ammette Petrillo - in cui non sono riuscito a pagare quelle multe, che si sono ammucchiate». Prima su un tavolino di casa e poi sulla scrivania di Equitalia. «Mi hanno chiamato e ho trattato una rateizzazione per circa 6 mila euro - spiega -, con rate da 137 euro al mese per circa sei anni. Poi ho saputo dell Asdico e vi sono andato. Borrelli mi ha dato una speranza». Perché alcune di queste sanzioni erano vecchie. «Risalivano al 1995 e precisa Borrelli -, quindi inesigibili. Solo che, secondo il Comune di Rivoli ed Equitalia, lui aveva perso la possibilità del ricorso essendo passati 30 giorni dalla notifica». E qui scatta l inghippo. «Notifica che però avviene per lettera - puntualizza il Presidente - e non attraverso le procedure di legge». E così succede a molti. «Casi di persone che si vedono arrivare a casa richieste di pagamenti di bollette di anni fa, fino al 1982, da parte di Equitalia sono diverse e non sono corrette. Loro sostengono che compete al Comune o all Ente che chiede i soldi verificare e il Comune, come per Rivoli, che spetti a Equitalia. Insomma, uno scarica barile». Intanto Petrillo, da anni non può più toccare la sua Fiat Punto, posteggiata sotto casa, bloccata da un fermo amministrativo: «Ora spero di poter tornare ad usarla -. Non voglio continuare ad utilizzare quella di mio figlio». Ne è rientrato di sicuro in possesso l altro consumatore difeso dall Asdico, Sandro Laureana di Cumiana, che doveva circa 500 euro ad Equitalia e per questo aveva subito il fermo. «Abbiamo vinto anche nel suo caso - annuncia Borrelli -. Aveva multe al codice della strada datate Scaduti i cinque anni. Scadute le multe. Niente soldi. E ora, dopo aver risparmiato circa 2 mila dei 6 mila euro dovuti, Petrillo farà una ricerca a ritroso. «Voglio verificare se ho messo a ruolo nella rateizzazione delle sanzioni oltre i 5 anni e di sicuro ne ho e farò richiesta di rimborso. Lo ripeto e lo ribadisco - conclude Borrelli -, i miei assistiti non vogliono sfuggire alla legge e non pagare, bensì pagare quanto e quando è giusto. E non vedersi arrivare multe del secolo scorso ormai inesigibili. E con queste sentenze abbiamo in mano un tris d assi contro Equitalia». (Fonte: La Stampa.it

27 Voci dal Sud 27 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu L e g a l i a Quando fare ricorso per la multa da autovelox Alessio Macaluso Word Net - Yahoo Auto Il ruolo degli Autovelox non dovrebbe essere quello di far fare cassa allo Stato, ma semplicemente di mettere al riparo gli automobilisti dai tratti stradali più pericolosi o comunque nei quali è necessario presentare la massima attenzione. sia del colore giusto rispetto al tratto di strada in cui è installato. Il discorso è molto semplice: su una strada comunale ad esempio dev essere su sfondo bianco, blu su una Statale e verde in autostrada. Per questo la Anche in questo caso Personalmente non condividiamo quanto dislocazione degli il cartello con la scritta giusta, ma con il colore sba- detto in questo articolo relativamente alla Autovelox è di dominio visibilità dei posionamenti degli pubblico e sempre per questo le zone sottoposte a Autovelox proprio perchè questo strumento NON DEVE essere uno strumento per battere gliato ci lascia tutto il margine per iniziare un ricorso. controlli sono cassa facile per lo stato, ma DEVE preannunciate da apposita segnaletica. SERVIRE a salvaguardare quanto più è possibile l incolumità dell automobilista. Riconoscibilità di chi fa il controllo E quando non è così? Avvisarlo del controllo significa che gli Ma poniamo che La multa elevata potrebbe non essere valida, con buone probabilità di vincere l eventuale ricorso. Basta infatti che manchi indisciplinati si mettono in regola per i successivi metri e poi ripendeono il loro scoscenziato modo di guidare. Noi condividevamo le Auto Civetta proprio perchè non si sapeva se la vettura che ci sta l Autovelox sia segnalato e che anche il colore del cartello sia corretto. Cos altro serve per rendere la multa valida? uno dei parametri stabiliti seguendo è una civetta che farà pervenire La riconoscibilità dell automobile che ha instal- dalla Legge per rendere a casa una bella fotografia con relativa... inefficace una contravvenzione fattura lato l Autovelox. per eccesso di velo- cità. Scopriamo quali sono, ricordando che noi automobilisti siamo obbligati a rispettare le regole, ma che lo Stato non è da meno. L Autovelox dev essere sempre segnalato Come detto i controlli sulla velocità devono essere interpretati come deterrenti e non come macchine per fare soldi facili. Per questo tutti gli Autovelox, sia mobili che fissi devono essere sempre segnalati con il dovuto anticipo. In mancanza della mitica dicitura controllo elettronico della velocità ci sono tutti gli estremi per fare ricorso. Occhio ai colori Non parliamo di daltonismo, ma poco ci manca. Se infatti Questa infatti deve sfoggiare almeno qualche scritta distintiva (magari sulla fiancata) o quantomeno esporre il classico lampeggiante blu sul tettino. Insomma, siano benvenute le multe elevate con vetture in borghese, ma qualcosa per riconoscerle deve pur esserci. Anche l Autovelox dev essere ben visibile Cosa significa? Che se il sistema mobile è installato su una vettura della Polizia camuffata in un cespuglio, la multa può essere tranquillamente impugnata. Questo non significa che le volanti non possano imboscarsi ed essere visibili all ultimo momento, ma in questo caso l Autovelox dovrà essere posizionato sul ciglio della strada in modo che sia ben riconoscibile il famoso cartello di preavviso è presente badiamo che

28 Voci dal Sud 28 AnnoVIII nr. 9 Settembre Sulla A 3 la morte è in agguato Pochi giorni addietro si erano verdificate due frane che per fortuna non hanno colpito i mezzi in transito e la galleria è stata chiusa per 48 ore L intonaco della galleria Paci 1 cede e colpisce un auto in transito A bordo c era una famiglia palermitana - Sfondato il parabrezza, ma per fortuna nessun ferito - Le precarie condizioni della galleria erano state denunciate dai giornalisti di Calabria Ora accorsi per quel cedimento del costone, ma nessuno se ne era curato! Cnsolato Minniti - Calabria Ora REGGIO C. - Duole sempre dover affermare l avevamo detto, ma non bisognava essere dei profeti per capire che prima o poi quell intonaco sarebbe venuto giù. E così è stato! Prima di quanto si potesse immaginare, infatti, la galleria Paci 1, situata sull autostrada A3 tra Scilla e S. Trada, ha ceduto. E differentemente da quanto accaduto per il masso, solo poche settimane fa, questa volta l impatto con un auto in transito c è stato eccome e non ha comportato feriti solo grazie all occhio vigile della Provvidenza divina che ha deciso di graziare la sfortunata famiglia che si trovava a passare lungo il vecchio tratto dell A 3. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, un nucleo familiare di origine palermitana e diretto nel capoluogo siciliano stava attraversando la galleria Paci 1, in direzione sud. All improvviso il rumore sordo e l impatto. Non sono stati dei semplici calcinacci ad essersi staccati dalla volta della galleria, ma un vero e proprio blocco d intonaco di grandezza piuttosto consistente. E se si considera che lo spessore è di diversi centimetri, allora si comprende il terribile impatto v ficatosi all interno del tunnel ormai fatiscente che attraversa il territorio reggino. La caduta ha provocato la rottura del parabrezza anteriore dell autovettura. A bordo il panico è stato tantissimo e per qualche attimo si è temuto il peggio. I primi a prestare i soccorsi sono stati gli altri automobilisti presenti all interno della galleria (n.d.r.: il traffico è intensissimo, diremmo che non esiste interruzione fra i mezzi che viaggiano paraurti con paraurti per cui quando caddero i due costoni rocciosi all inizio di agosto, si gridò al miracolo per non aver colpito nessun mezzo in transito), consapevoli che quel blocco d intonaco, unito alla velocità dell auto avrebbe potuto produrre conseguenze molro nefaste. Fortunatamente, però, per gli occupanti della vettura non è stato neppure necessario ricorrere alle cure dei medici del 118, perché l impatto non ha prodotto conseguenze, se non alla macchina il cui parabrezza è andato praticamente distrutto. Dire che sarebbe potuta essere una tragedia non pare esagerato, visto che il conducente della macchina ha rischiato seriamente di perdere il controllo del mezzo ed andare a finire contro Tir e auto che transitavano in senso opposto. C è da ricordare, infatti, che la galleria Paci 1, non essendo interessata da lavori di ammodernamento, al momento serve entrambe le direzioni di marcia, con un aumento esponenziale di veicoli. Sul posto sono intervenute le squadre di Anas e Polizia Stradale che hanno provveduto a far defluire il traffico. Immediata anche la pulizia del piano viabile e la verifica di sicurezza della galleria, da parte dei tecnici competenti. Per diverso tempo, circa un ora, è stato anche istituito il senso unico alternato, ma nel pomeriggio la situazione della circolazione è tornata alla normalità. Posto che anche questa volta non ci è scappato il morto solo per una pura fortunata coincidenza, a questo punto serve riproporre ancor più forte l interrogativo già posto in precedenza: come sta veramente la galleria Paci 1? Anas e Polizia Stradale devono dire la verità ai cittadini sulle condizioni di una galleria che è piena d infiltrazioni di acqua, che presenta delle vistose crepe al proprio interno e che ha già visto detriti cadere pian piano nel corso dei mesi scorsi. Era solo il tre agosto, quando su queste colonne, si scriveva testualmente: «Buona parte della galleria presenta delle evidenti crepe nella sua zona superiore. Non si tratta di semplici segnature della volta, bensì sono delle ferite sanguinanti, delle profonde aperture che non lasciano presagire nulla di buono. [ ] Le immagini mostrano in maniera inesorabile i rigonfiamenti presenti all interno della Paci 1. Il tempo ha indotto le pareti ad un ingrossamento che rappresenta un serio pericolo per l incolumità degli automobilisti. Le parole volano, le immagini no. E così ci si imbatte in un lungo tratto nel corso del quale una parte della parete si è letteralmente disintegrata. Agli occhi di utenti non distratti, non sfugge quell intonaco che non c è più e che adesso mostra solo il cemento che fa da colonna portante della galleria». Ci dissero che era un esagerazione giornalistica, che quella galleria era stabile. Falso! Quella galleria ha visto l intonaco sbriciolarsi in un secondo. Ora è giunto il momento di dire la verità: è ancora transitabile in sicurezza la galleria Paci 1? Stavolta pretendiamo risposte certe. Prima che sia troppo tardi.

29 Voci dal Sud 29 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu L a c r i s i 877 Imprese calabresi chiuse a causa della crisi! Lo comunica ufficialmente Union Camere: «Si è registrato un saldo negativo nei primi 3 mesi dell anno» DOMENICO MICELI - Calabria Ora COSENZA- Ventiseimila imprese spazzate via in Italia dal vortice della crisi economica nei primi tre mesi dell anno. Di queste, 877 hanno chiuso i battenti in Calabria e ben 10mila 491 in tutto il Meridione (isole comprese). È questa la fotografia di UnionCamere, che ieri ha presentato il rapporto stilato da InfoCamere sulla natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le Camere di Commercio. E il primato negativo va proprio al Sud che da solo totalizza il 40,2 per cento del saldo negativo del periodo. A seguire viene il NordEst, il cui stock di imprese tra gennaio e marzo si è ridotto di unità. Contengono le perdite, invece,il Nord-Ovest (5.661 imprese in meno, pari allo 0,35% dello stock) e, soprattutto il Centro dove, grazie all eccezione rappresentata dal Lazio (unica regione a chiudere il trimestre con un saldo positivo, con imprese in più, frutto esclusivo della inarrestabile espansione delle società di capitale anella provincia di Roma), il deficit si arresata a unità, pari allo 0,14% dello stock dell area. Diminuisce il tasso di crescita In Calabria il tasso di crescita nel primo trimestre del 2012 fa registra un calo di 7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell anno scorso (nel 2011 era del -0,41, oggi ha raggiunto quota -0,48). E se- condo la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, a fare le spese del cattivo inizio d anno sono state soprattutto le imprese più piccole, in particolare quelle artigiane (che in regione chiudono con un saldo negativo pari a -514 imprese). Tengono, invece, le imprese cooperative, le uniche che in tutta Italia fanno registrare un saldo positivo (così pure in Calabria il dato è pari a +45 aziende). Tutte le province in perdita Tra le cinque province calabresi Cosenza detiene il primato negativo del tasso di crescita, in linea con i dati del Nella provincia dei Bruzi, il saldo delle aziende chiuse nei primi tre mesi dell anno è pari a aziende. Segue Catanzaro con -103 imprese, poi Reggio Calabria (-83), Crotone (-39) e infinite Vibo Valentia (-28). Letti così i dati forniti da UnionCamere sembrano sterili. Ma secondo gli esperti «la brusca frenata della vitalità imprenditoriale è l evidente risultato della fase di recessione avviatasi nella seconda metà dello scorso anno e dell accresciuta e diffusa difficoltà ad entrare nel mercato».

30 Voci dal Sud 30 AnnoVIII nr. 9 Settembre La Calabria e l a c r i s i «Turismo, perdite del 30%» Metallo (Confidustria): «Crollano i fatturati ma le tasse aumentano» COSENZA «Senza timore di essere smentiti, la situazione nel 2012 del comparto turistico, inteso nella sua accezione più ampia (ricettivo, commerciale, intermediazione, indotto) sarà purtroppo in linea con i dati nazionali, e la crisi si tradurrà in un calo nel fatturato che arriverà a sfiorare il 30% (rispetto al 2011 e al 2010): il prezzo medio di una pensione completa, nel mese di luglio 2012, nel migliore dei casi, è stato di 45/50 euro per persona, mentre nella voce costi fissi e variabili, abbiamo un aumento in termini di personale (oltre il 50%), di costi energetici (oltre il 30%), di materie prime (oltre il 25%)». Demetrio Metallo, presidente Piccola Industria Confindustria Cosenza, conferma che la crisi nel settore turistico calabrese c è. Ed è anche asfissiante. Accade così che tutte le aziende serie, ossia quelle che rispettano le leggi e pagano le tasse, proprio non ce la fanno a far quadrare i conti. «Gli sforzi che gli imprenditori turistici sani stanno facendo per cercare di sopperire alle mancanze della politica sono davvero enormi - dice Metallo. - Quando parliamo di politica, appare chiaro che il riferimento non può essere solo alla politica interna (che ha le sue colpe!), ma ci riferiamo ad una pressione fiscale che ha ormai raggiunto la soglia dell 80% sulle imprese, che, loro malgrado, non riescono più a trovare le energie necessarie per sopravvivere, e, cosa ancora più preoccupante, hanno perso l entusiasmo di fare impresa!». E nel frattempo è tutto uno scaricabarile: «La politica scarica le colpe sugli imprenditori mentre gli imprenditori accusano la classe politica di inefficienza e di incapacità di governare», continua il presidente Piccola Industria Confindustria Cosenza.. L unica cosa certa in questa Babele è che «la crisi economica in corso è un dato di fatto oggettivo, e le piccole imprese, da sempre motore pulsante di tutta l economia nazionale ed internazionale, stanno soffrendo come non mai». Federalberghi: aspettiamo il nuovo bando regionale Intanto il presidente di Federalberghi Calabria, Vittorio Caminiti, in una nota si augura che la responsabile del di-partimento al Turismo settore industria alberghiera, dott.ssa Rizzo e il presidente Scopelliti varino «in tempi più che brevi i nuovi bandi sulla riqualificazione e sulle nuove strutture alberghiere. Se tutto ciò fosse stato fatto due anni fa - aggiunge Caminiti - forse oggi non avremmo subìto questo ulteriore danno». DOMENICO MICELI - Calabria Ora Non sottovalutiamo alcuni fattori importanti... Un reale handicap è rappresentato dalle scarse comunicazioni. Treni scomodi ed antiquati da Napoli in giù, autostrada ineistente, aerei che non partono lasciando la clientela a bivaccare negli aereoporti. Non sono poi da sottovalutare le spese che oggi hanno toccato livelli proibitivi; da Bologna in Calabria tre persone spendono in treno ed in seconda classe 500 Euro (un milione delle vecchie lire!) e con la vettura non risparmiano certamente molto considerando che per un litro di benzina ci vogliono oltre 2 Euro e quasi altrettanto per il gasolio. Da Salerno in giù poi diviene un vero calvario con una sequela di sensi unici alternati e di cantieri. E poi? giunti in Calabria si trovano completamente appiedati e ristretti nei lòoro paesini d origine dal momento che i trasporti su ferro sono stati aboliti e quelli su gomma sono quasi nulli per beghe fra la Regione ed i concessionari che hanno tagliato drasticamente le corse. Chi ha pensato di scendere in aereo, ma non certamente con gli alti costi dell Alitalia bensì con Compagnia low cost... assistono a fallimenti di società che li lascia a fare le ferie negli aereoporti. Aquesto punto chiediamo alle Autorità: In queste condizioni scegliereste di fare le vostre ferie in Calabria? noi, francamente no! Se poi aggiungiamo le difficoltà espresse relativamente agli imprenditori turistici calabresi espresse nell articolo a latere... il quadro è completo.

31 Voci dal Sud 31 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu La crisi, Provedimenti del Governo Concorso per docenti dismissioni e detrazioni fiscali E durato più di 8 ore il Consiglio dei Ministri che ha delineato le strategie del futuro ROMA - Oltre 8 ore di discussione in consiglio dei ministri sulle misure per lo sviluppo. E alla fine il governo ha delineato quelle che saranno le linee guida dell azione dell esecutivo nei prossimi mesi. DEBITO In primo luogo è stato affrontato il tema dell abbattimento del debito pubblico. «Ottenere il pareggio di bilancio e aggredire lo stock del debito pubblico libererà risorse e capitali che potranno indirizzarsi all investimento e rivitalizzare la domanda - spiega la nota finale di Palazzo Chigi -. Nei prossimi mesi l azione di governo si incentrerà in particolar modo sulla riduzione del debito pubblico, in particolare mettendo in atto gli strumenti creati per procedere alla valorizzazione e successiva dismissione del patrimonio dello Stato, sia degli immobili che delle partecipazioni pubbliche. Una particolare attenzione sarà dedicati ad affrontare gli effetti sociali della crisi e gestire il processo di ristrutturazioni industriali in atto». SCUOLA Ma il consiglio dei ministri ha varato anche alcune misure immediate come i quattro decreti dedicati alla scuola. Via libera innanzitutto al bando di concorso, il primo dal 1999, per l assunzione di quasi 12mila nuovi docenti. TERREMOTATI Altro provvedimento da segnalare quello a favore delle popolazioni terremotate: il governo ha deciso infatti di prorogare al 30 novembre il pagamento delle tasse e dei tributi nelle aree terremotate. LIBERALIZZAZIONI Non poteva mancare il tema delle liberalizzazioni. Il governo ritiene che quello delle liberalizzazioni sia «un campo d azione importante» si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi in cui si precisa che «vanno coerentemente attuate quelle già avviate e ne devono essere promosse altre in altri settori». «Occorre creare spazi nuovi per la crescita di autonome iniziative private, attualmente bloccate o rese interstiziali da una presenza pubblica invadente e - si precisa - spesso inefficiente (si pensi, a esempio, al settore postale; ai beni culturali e alla sanità)». CONCORRENZA Accanto alle liberalizzazioni c è l apetto dell incremento della concorrenza. Il governo infatti intende «elaborare una nuova legge per la concorrenza per estendere ulteriormente l apertura dei mercati e rendere più incisive le liberalizzazioni già avviate anticipandone i tempi previsti dal vigente ordinamento, da giugno 2013 ad ottobre 2012, per la presentazione del disegno». ANTICORRUZIONE Non sono mancate le riflessioni sulla riforma della giustizia. nella nota di Palazzo Chigi si spiega che «Il governo intende approvare in via definitiva il disegno di legge anticorruzione». r. c. - Calabria Ora FAMIGLIA Non poteva mancare la volontà da parte dell esecutivo di aiutare le famiglie italiane. Sul sito di Palazzo Chigi si legge della volontà dell esecutivo di «riformare l ISEE, per modificare i criteri di selezione dei soggetti da ammettere alle prestazioni sociali a condizioni agevolate» e di «rivedere le detrazioni fiscali a vantaggio della famiglia». In quest ottica, quindi, verrà «rifinanziata la carta acquisti anche per il 2013 a sostegno delle famiglie colpite da disagio economico». Infine, l autunno vedrà, da parte del governo, il tentativo di «migliorare la qualità della spesa sociale attraverso il completamento della realizzazione del sistema informativo nazionale sulle prestazioni sociali». RIFORMA DEL LAVORO Tra le azioni in programma nell agenda di governo per i prossimi mesi c è anche quella di «armonizzare la disciplina di riforma del mercato del lavoro privato con quella del lavoro pubblico». Auto blu: nel 2012 risparmieremo 280 milioni, ma la riduzione è solo del 15,9% Di Federica Geremia - Facebook Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha realizzato, attraverso il Fomez, un monitoraggio sulla spesa, sulla percorrenza media e sul numero degli autisti del parco auto della pubbliche amministrazioni italiane. Ebbene, i dati rilevano che nel 2011 le auto di rappresentanza ci sono costate ben 1 miliardo e 220 milioni di euro, di cui oltre il 73% riguarda il costo del personale. Nonostante un decreto legge abbia introdotto l obbligo di non effettuare spese superiori all 80% della somma sostenuta nel 2009, i risultati ci sono stati ma non sono stati sufficienti. Infatti, la spesa si è ridotta solo del 15,9% (- 11,9% P.A. centrale, -16,8% P.A. locale),senza contare che il 44% delle amministrazioni è in ritardo nel risanamento. Se analizziamo i dati, notiamo che sono otto su dieci le P.A. che hanno realizzato dei risparmi, ma solo il 31,4% di queste ha raggiunto o superato la quota prevista dalla legge sopra citata. Ciò significa che quasi due enti su dieci hanno aumentato la spesa, mentre solo il 55,4% del totale ha risparmiato. Nonostante tutto, rispetto al 2009, la riduzione dei costi è superiore ai 200 milioni di euro annui, ma che dovrebbe salire a 280 milioni con il tagli effettuati nel primo semestre del Ma in realtà, se la riduzione del parco auto è superiore a 280 milioni è perché il monitoraggio non ha tenuto conto delle vetture utilizzate per scopi di sicurezza nazionale o personale e/o servizi di vigilanza. Inoltre, i costi dichiarati dalle amministrazioni pubbliche non includono il costo del personale dei corpi militari o speciali, né la quota ammortamento e i costi non rilevati del parco auto di proprietà.

32 Voci dal Sud 32 AnnoVIII nr. 9 Settembre I trasporti in Italia ed nella colonia Calabria Fs: Presentato il nuovo Frecciarossa 1000, Roma-Milano in 2 ore e 20 minuti Roma Milano e Reggio Calabria Roma distanze uguali tempi differenti - Da Reggio a Roma circa 7 ore! Facebook (AGI) - Rimini, 19 ago. - Un treno che vuole esaltare quella particolarieta dell industria e della cultura italiana che si lega alla bellezza : un treno tutto italiano che si costruisce a Pistoia da Ansaldo Breda (Finmeccanica) e Bombardier Italia e disegnato da Bertone, un gesto per l infinito e il futuro, come dicono qui, visto che non pensiamo solo al domani. E quanto ha affermato l amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, in occasione della presentazione del modello in scala naturale del nuovo treno Freccia Rossa 1000 grazie al quale Trenitalia potra collegare Roma e Milano in 2 ore e 20 minuti. Il Frecciarossa 1000 e stato svelato oggi al Meeting di Rimini, in anteprima mondiale, dal premier Mario Monti. Il presidente del Consiglio ha visitato il mock up a grandezza naturale del nuovissimo gioiello tecnologico, interamente made in Italy, che Ferrovie Italiane non ha esitazioni a definire il piu bel treno al mondo. Trenitalia ha commissionato 50 convogli, per un investimento di circa un miliardo e 500 milioni di euro. Frecciarossa 1000 sara il treno piu veloce mai prodotto in serie in Europa, raggiungera la velocita massima di 400 km/h e innalzera la velocita commerciale sulla rete AV italiana a 360 km/h, riducendo ulteriormente i tempi di viaggio. Frecciarossa 1000 potra viaggiare su tutte le reti AV europee.

33 Voci dal Sud 33 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu La mente italiana del ponte più grande del mondo Partito da Mongiana in provincia di Vibo Valentia, l ing. Joe Panuccio, è stato il costruttore del Ponte di Verrazzano in USA MONGIANA(VV) - Arriva con circa un ora di anticipo. Nel silenzio della sala, quasi di soppiatto, a testimonianza di un umiltà che lo contraddistingue nel tempo e nello spazio, e non come coloro che si riterrebbero importanti arrivando sistematicamente in ritardo; Giuseppe Joe Panucci è questo, un uomo semplice, senza tanti fronzoli, quasi del tutto calvo, che porta gli occhiali e, in particolare, con poco più di novant anni. Ben portati, soprattutto perché corredati da un tenerissimo sorriso: il cronista gli chiede di poter stare un po con lui e, di rimando, l ingegnere non esita, accompagnato da una nipote. La storia di Giuseppe Panucci ha origine proprio qui, a Mongiana, nella fitta boscaglia e vegetazione sempreverde ma, soprattutto, a contatto con il ferro che da queste parti è pane quotidiano : nella sua adolescenza, però, nel 1938, si interrompe per andare a trovare il padre, Michele, lasciando la madre e quattro sorelle. «Dovevo andare a fargli visita, negli Stati Uniti, dove papà lavorava nei cantieri navali per la costruzione di sottomarini, afferma lucido l ingegnere, avrebbe dovuto essere una visita, come detto, a Groton, nello stato del Connecticut ma due anni dopo, nel 1940, gli americani sono in pieno secondo conflitto mondiale, come del resto l Italia. Ed io avevo avuto la chiamata alle armi, per la nazione americana e contro gli italiani, avrei dovuto partire per andare a Casablanca, in Africa - riprende l ingegnere - e poi da lì andare ad invadere la Sicilia ma lì, a quel punto, non me la sono proprio sentita di andare a combattere contro i miei fratelli». Gli si inumidiscono gli occhi nel mentre corre con la mente a quel momento particolare. Speciale, che gli procura la chiamata davanti al tribunale americano che dovrebbe punirlo, in fondo è una sorta di disertore, uno che si rifiuta di imbracciare le armi. E così divenni obiettore di coscienza, anche se iniziò un periodo davvero difficile, mi tolsero perfino la radio per non avere notizie della guerra e sapere come andava - racconta Joe -ma la mia salvezza fu una donna di Groton, una vicina di casa che propose ai giudici di farmi fare qualcosa di utile e così feci l interprete per trecento messicani che Calabresi con la C maiuscola Antonio Baldari - Calabria Ora vennero lì a lavorare per la società delle ferrovie, sostituendo i giovani andati in guerra per difendere gli Stati Uniti, parlavo bene lo spagnolo, me la cavai così». Da quel momento l ingegnere Panucci da Mongiana pensa che è un bene dedicarsi allo studio e va a New York dove si laurea frequentando la Columbia University e si butta a capofitto sulla costruzione di ponti: realizza prima il Saybrook nel Connecticut e poi lo Albany, a New York, sull Hudson river ma la perla deve ancora arrivare. Ed arriverà con quello che passerà alla storia come il Verrazzano bridge, il maestoso ponte di Verrazzano «che iniziammo nel 1959 per concluderlo nel 1964, il primo piano, poi ci dedicammo al secondo piano che portammo a termine nel 1969, a sei corsie - asserisce senza esitare il creatore della magnifica creatura statunitense - e fui, come lo sono oggi, molto contento perché avevamo realizzato qualcosa di bello ed utile per il bene comune, anche se non posso dimenticare i tre morti che abbiamo dovuto subire, lo sapevamo sin dall inizio vista la pericolosità dell esecuzione dell opera, lo sapeva anche l assicurazione ma non potevamo proprio evitarli come in altri casi in cui facemmo un opera così imponente». Giuseppe Joe Panucci chiude qui l album dei suoi ricordi personali per il Verrazzano bridge il ponte più alto al mondo realizzato da un calabrese che partì per andare a fare visita al padre e che non fece mai più ritorno per scrivere una delle pagine di storia, americana e di Calabria insieme, tra le più belle. Sicuramnete quella di cui andare fieri. Come ne va fiero Lui!

34 Voci dal Sud 34 AnnoVIII nr. 9 Settembre Donne Calabresi con la C maiuscola Come noi ragazze di Reggio scoprimmo il sesso negli Anni 50 Prendimi adesso/che fa ancora sì mattino/ e che ti reco dalie nuove in mano/oggi ma non più tardi/amante mio,non vedi/ che diviene il convolvolo cipresso? Sono i versi di Gabriela Mistral, la poetessa cilena Premio Nobel 1945, che mi ripetevo silenziosamente nell estate remota del 1947, impaziente sedicenne in una foto di gruppo al Lido di Reggio, svestita, si fa per dire, da un castissimo duepezzi (pagliaccetto e bolerino, rendo l idea?) tagliato e cucito dalla mia mamma. Era l estate del 47 anche quella in cui una nostra lontana parente (per carità, acquisita, e, per soprammercato, anche del Nord ), era stata multata dai finanzieri - che ispezionavano la spiaggia per tutelare il buoncostume cittadino: la poverina aveva osato indossare un bikini, all epoca considerato scandaloso, infrazione aggravata dall età della criminale: nientedimeno che 43 anni! In quanto a me, sognavo con Gabriela di volare tra le braccia del mio Amore, con le poetiche dalie nuove in mano, ma a questo punto la mia immaginazione si bloccava Non sapevo nulla di nulla, le mie amiche più scafate consultavano di nascosto enciclopedie mediche, o interrogavano le povere cameriere al servizio nelle nostre case (quasi tutte ragazze madri, e quindi disonorate e perciò espulse dalle proprie famiglie), ricavandone a volte storie del tutto fantasiose: come quella di uno inquietante strofinamento della coscia maschile-dello zio-contro la sottana della pudica e spaurita nipote che era andata a portargli, nella vigna, la gavetta con la minestra di pasta e fagioli E poi, dopo tre o quattro mesi, la ragazza si era scoperta incinta Non so se le mie amiche ci credessero, a quelle storie, io invece ci credevo, ma attingevo i miei saperi dai romanzi di Cronin (li leggeva mia madre,a me erano proibiti, io glieli rubavo dal comodino): e fu Il Castello del Cappellaio che mi diede lo choc: una carezza furtiva sulla camicetta della innocente protagonista, e il capitolo successivo si apre con la nascita del bambino(!) Nell estate dei miei quindici anni cominciò a corteggiarmi un bel ragazzo di Reggio, lui ne aveva diciannove e faceva parte della squadra locale di palla a nuoto. I corteggiamenti delle signorine di buona famiglia si facevano in gruppo di tre o quattro amici che dall altro marciapiede del Corso o della Via Marina occhieggiavano la ragazza prescelta da uno di loro: la ragazza andava a passeggio con i genitori, il corteggiatore la spiava, per così dire: più tardi, anni dopo, anzi, quando ero già fuggita a Roma, mio fratello mi spiegò che, in gergo, l occhieggiare una ragazza si diceva fittiare ( A fittiai na serata sana!, si vantava poi il corteggiatore ) Dopo un paio di settimane di fittiate - anche all ingresso e all uscita del Liceo Tommaso Campanella, dove peraltro mi accompagnava mio padre - il bel ragazzo, che avevo ovviamente identificato attraverso amiche e compagne di scuola, affidò la sua prima lettera d amore per me di ADELE CAMBRIA* - da Facebook alla sfortunata madre nubile che lavorava in casa nostra; e lei, romantica, si fece subito sua complice, pur sapendo che rischiava il licenziamento. Il primo bacio A. me lo diede in un giorno di marzo, dopo la scuola, (quel giorno mio padre aveva l influenza); soffiava un gran vento di boria, eravamo scesi sulla spiaggia deserta del Cippo, io avevo guanti turchesi di lana d angora, e lui cominciò a baciarmi le mani guantate, perché io rifiutavo di denudarle! Venne l estate, mia madre mi scortava al Lido, ma restava nell ombra della terrazzina della baracchetta dipinta a strisce bianche ed amaranto, e noi due ci incontravamo alla boa; dove io approdavo quando lui, che batteva il crawl, era già lì da un pezzo, e m aspettava in acqua, nascosto dietro la rotonda sagoma arrugginita e oscillante La love story finì quando gli offrii da leggere Tenera è la notte, il romanzo di Francis Scott Fitzgerald, che mi aveva incantato. Lui lo tenne per qualche giorno, poi me lo restituì con una letterina in cui mi scriveva che essendo molto impegnato a Messina con il biennio di Ingegneria non poteva perdere tempo con altri libri. (E davvero era un ottimo studente, superato il biennio partì per Torino, si iscrisse al Politecnico e si laureò, come pochissimi riuscivano a fare, allo scadere del prescritto quinquennio di studi universitari). Intanto io, saltando il terzo liceo, mi ero iscritta a 17 anni alla Facoltà di Giurisprudenza dell Università di Messina, dove andavo accompagnata da mia madre. (Mio fratello, minore di me, era ancora al Liceo e quindi non poteva scortarmi). A diciott anni entrai ufficialmente nella routine mondana di Reggio: la Tavernetta del Teatro Cilea per la notte di San Silvestro, con i genitori che squadravano chi si presentava a chiedere un ballo alla figlia, e si scambiavano informazioni sulla geologia del malcapitato cavaliere, illustrandone la genealogia fin dove era possibile risalire, di generazione in generazione. D estate si ballava al Circolo del Tennis e qualche volta al Lido, dove poteva capitare di

35 Voci dal Sud 35 rwww.sosed.eu Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 essere invitate anche da un forestiero, che indossava tuttavia la riassicurante divisa d ufficiale di Marina. E poi c erano le gite a Taormina con la Lega Navale. Smaniosa di fuggire da simili esperienze traumatiche di mondanità, ne trassi, una volta laureata - a 22 anni- e approdata a Roma, un articolo di costume intitolato Le ragazze col Cantù. Ma perché questo titolo? Che cosa avevo voluto dire registrando le mie conterranee e coetanee sotto quella bizzarra etichetta(che oggi si direbbe padana )? Era una questione capitale, il merletto di Cantù della parure da indossare la prima notte di nozze, a garanzia della verginità delle ragazze da marito. L articolo fu pubblicato nel giugno del 55 su Il Borghese, la rivista fondata e ancora diretta, all epoca, da Leo Longanesi. Ma La Voce della Calabria (il settimanale reggino di non so quale corrente della Dc) uscì con un articolo in prima pagina, di cui io ero il bersaglio: il titolone era: Farebbe quagliare una cisterna di latte fresco. Il soggetto di quel titolo esilarante ero io, che con il mio veleno avrei potuto far quagliare ecc.ecc. Si sottolineava poi che era ben strano che una perfetta sconosciuta avesse avuto l onore di firmare sulla rivista di Longanesi. Circostanza, questa, che dava adito a più di un sospetto sulla virtù dell autrice, sprovvista evidentemente del baluardo del Cantù (Mia madre, infatti, respingeva con garbo i commessi viaggiatori in corredi di nozze che bussavano alla nostra porta). Mio padre decise di querelare giornale e giornalista: ma uno dopo l altro, tutti i più prestigiosi avvocati reggini rifiutarono di prendere la difesa della mia virtù in tribunale. Non è per voi, Cavaliere,ma, capirete, vostra figlia non dovrebbe più mettere piede a Reggio! Candido e disarmato, e napoletano di nascita, lui non si arrese, e convinse a venire a Reggio un Principe del Foro, l avvocato Eugenio De Simone, ben noto come L avvocato del Principe De Curtis, cioè di Totò. Lo stravagante personaggio accettò, prenotammo per lui la migliore stanza del Miramare, e alle sette del mattino andammo a prenderlo alla Stazione; scese dal vagone letto un signore altissimo con gli occhi neri lucidi e bistrati, i capelli imbrillantinati alla Rodolfo Valentino, il volto bianco di cipria. Giovanni, dove era la scuola, scortata dal padre che andava a zappare nei giardini d agrumi: al ritorno, verso le due e mezza, le tre, un boccone poi via a rigovernare le bestie, a fare l erba ed altri lavori campestri; al crepuscolo si accendeva il lume a petrolio, e lei si metteva a fare i compiti, sul tavolo della cucina,mentre gli altri mangiavano, fino alle undici Perché non voglio fare dispiacere alla mia professoressa, mi spiegò timidamente. Le chiesi perché voleva continuare a studiare. Per cultura, mi rispose con uno sguardo appassionato e un filo di voce. Per cultura, ma non sarebbe andata molto avanti, tanto lo sapeva, era promessa ad un compaesano emigrato in America, che sarebbe tornato a sposarla e a portarla via. (Andò a Parigi in viaggio di nozze e mi mandò un regalo, una piccola Tour Eiffel d argento: non l ho mai dimenticata ). All Oasi, invece, lo stabilimento balneare in stile magrebino inaugurato da poco, andai per prima cosa a chiacchierare con i ragazzi della Reggio-bene. A sentir loro Reggio era diventata Stoccolma: le ragazze avevano le chiavi di casa e quelle della macchina, entravano e uscivano come volevano, a qualsiasi ora, di giorno e di notte, e i genitori zitti; i maschi disapprovavano queste eccessive libertà, e poi i bikini più sconsiderati, le minigonne Al coretto maschile contrapposi una svedese in minigonna, disinvolta, con le gambe accavallate, issata su uno sgabello del bar. Aveva vent anni e sognava anche lei, come me ai miei tempi, di fuggire da Reggio verso il Nord. Perché qua mille occhi ti guardano, ti giudicano, ti controllano Il fenomeno dell occhio della gente, no? Tu lo sai meglio di me, ed anche se i genitori si sono modernizzati, i maschi calabresi son rimasti gli stessi Il servizio andò in onda, e apriti cielo! Il barone Nesci, presidente all epoca dell Azienda Turismo, scrisse una lettera aperta al Presidente della Rai-Tv chiedendo il mio immediato licenziamento, perché avevo denigrato Reggio Calabria: non era vero che non c era la luce elettrica nei sobborghi, e la nuova gioventù reggina si comportava come in qualsiasi altra città italiana ed europea, e forse anche americana Dimostrando una giusta modernità. Mezza città andò ad ascoltarlo (io no, non stava bene per una signorina salire le scale di un Tribunale), la querela per diffamazione a La Voce della Calabria fu vinta alla grande, mio padre aveva chiesto una lira simbolica per danni, e ne aveva spese quattrocentomila. Ripartii per Roma, i tempi, anche quelli del costume o dei costumi calabresi, cominciarono a correre, tornai a Reggio nel 1967 per fare un servizio televisivo su Il tempo libero delle ragazze calabresi. Ricordo due interviste memorabili : la prima, che ancora mi commuove, alla figlia di un bracciante della Milea: viveva in una baracca con i genitori e due sorelline e un fratellino, non c era la luce elettrica, ma un paesaggio stupendo s allargava alla vista appena oltre lo Stretto. La madre non voleva che mandassi in Tv l immagine della figlia, A criscìa comi na rasta i vasilicò! (L ho cresciuta come un vaso di basilico ), questo il suo lamento * Profilo di Adele Cambrìa Adele Cambria è nata a Reggio. Pioniera del giornalismo al femminile insieme a Camilla Cederna e Oriana Fallaci, ha lavorato e collaborato con le maggiori testate nazionali. Scrittrice, attrice, autrice di teatro e di televisione, è stata tra le prime animatrici del movimento femminista in Italia. Il suo ultimo libro ISTAMBUL Il doppio viaggio (Donzelli editore), attualmente in libreria, sta incontrando un notevole successo. Quest articolo, scritto in esclusiva per Zoomsud due anni fa, viene riproposto in occasione dell iniziativa del Rhegium Iulii che il 14 agosto alle 21, presenterà Istambul all Oasi, presente l autrice, con Annarosa Macrì, Mimmo Gangemi, Aldo Varano. poetico -e quanto aveva ragione, io non lo sapevo allo- ra, lei sì - ma alla fine cedette. E la figlia mi raccontò, con un mite sorriso, la sua giornata: altro che tempo libero, pensavo tra me e me Sveglia alle sei, per prendere la corriera per Villa San

36 Voci dal Sud 36 AnnoVIII nr. 9 Settembre Donne Calabresi con la C maiuscola Afghanistan vissuto e raccontato da due donne soldato calabresi Maria Laura e Letizia : quando il coraggio è Donna Francesca Cannataro - Calabria Ora Cap. Dario Favara - Ufficiale addetto alla Pubblica informazione Primo reggimento Bersaglieri Sono giovani, combattive e coraggiose. Donne dal gran carattere e dalla forte determinazione come sanno essere due donne calabresi doc! Donne che hanno il tricolore sul braccio, ma che quel tricolore lo portano anzitutto tatuato nel cuore. Lo si coglie appieno dalle risposte alle domande che dall Italia inviamo in Afghanistan per conoscerle. Una di Corigliano (prov Cosenza) e l altra di Cosenza, una bionda e l altra bruna, Maria Laura Martilotti e Letizia Campolongo sono due volontarie in ferma quadriennale in servizio al glorioso Primo, una dal 2008 e l altra dal Con loro in Afghanistan hanno portato diversi portafortuna, ognuno pregno di un significato intimo e profondo, regalati da parenti e amici per la partenza. E nel cuore il mare della Calabria. La loro testimonianza è il racconto di un esperienza significativa che stanno vivendo in quel paese nudo ed essenziale, dove entrambe assolvono l incarico di fuciliere. Quando si parla di donne e Forze Armate spesso si cade in vecchi cliché che vedono la donna impegnata solo in contesti lavorativi femminili, stereotipi superati grazie alla legge 380 del 1999 che ha sancito l ingresso delle donne nelle Forze Armate. La prima nostra domanda è dettata dalla curiosità di comprendere il perché di una tale scelta comunque ardua per una donna: «Perché hai deciso di arruolarti?». La risposta è corale e immediata e ci viene riportata dal nostro capitano Dario Favara, ufficiale addetto alla Pubblica informazione che ci sta supportando per la realizzazione di questa rubrica. Entrambe arruolatesi nel 2006, hanno sempre avuto il desiderio di indossare un uniforme e di diventare donne soldato. È dalle loro parole che trapela l orgoglio di indossarla quell Uniforme. Perché è proprio la parola orgoglio che è ricorrente nelle loro frasi. «L uniforme ti infonde coraggio - dice Maria Laura - un orgoglio difficile da spiegare che aumenta con il tempo e con le esperienze». A farle eco Letizia. «Indossare questa uniforme e questo scudetto con il tricolore sul braccio, vuol dire essere orgogliosi della propria Nazione, avere il carattere di affrontare situazioni difficili per il bene della comunità e di quelle popolazioni che ci troviamo ad aiutare con lo spirito di sacrificio e abnegazione che contraddistingue ogni militare; non arrendersi di fronte alle difficoltà fisiche che esistono se paragonate a quelle di un uomo». Nei loro occhi e nei sorrisi che escono fuori dirompenti dalle fotografie che ci giungono a corredo di questo servizio, le sensazioni e le emozioni di parole, gesti, eventi che porteranno con loro. Tutte e due sono alla seconda missione in Afghanistan, entrambe, in questa di missione, hanno partecipato a operazioni importanti come quella della cessione alle autorità governative afgane di Fob Ice e la chiusura di Cop Snow. «Operazioni durate lunghi giorni dove ho vissuto - racconta Maria Laura - con i colleghi condividendo notte e giorno l abitacolo del Lince, una scatoletta di carne della razione da combattimento, una brandina in mezzo al deserto sotto al cielo stellato che in questa parte di mondo sembra quasi disegnato, l impossibilità di poter fare una doccia per poi avere la grande soddisfazione del raggiungimento dello scopo». Letizia, invece, ci racconta della sua partecipazione a operazioni per il sostegno della popolazione: distribuzione di aiuti umanitari e attività di supporto

37 Voci dal Sud 37 rwww.sosed.eu Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 medico. «Da questa attività tra la gente - dice - ho imparato ad apprezzare la vita. La paura che ci accompagna nei momenti fuori dalla base ci regala la consapevolezza dell importanza del nostro lavoro, il nostro essere qui per aiutare questa gente che ogni giorno ci ricambia con attestati di stima e gratitudine». Di ricordi di questa esperienza a casa ne porteranno veramente tanti. Racconti capaci di far vibrare le più profonde corde del animo. «Ricorderò sempre - racconta Letizia - il mio trasferimento in Gulistan dopo l attacco del 24 marzo, dove sono stata inviata dal mio comandante per supportare i colleghi che avevano vissuto quel triste momento in cui ha perso la vita il sergente maggiore Silvestri e nel quale altri quattro fanti piumati sono stati feriti. In quei giorni difficili, dove gli animi hanno avuto il bisogno di essere consolati, oltre a condividere la tristezza per l accaduto, ho aumentato la mia grinta; sono riuscita con i colleghi a ritrovare la carica per andare avanti, soprattutto per i ragazzi colpiti, per la famiglia di Silvestri e per la mia amica Monica (Contraffatto rimasta gravemente ferita durante l attentato, ndr) che non può condividere con noi questa parte finale della missione». Forte anche il ricordo di una vicenda vissuta da Maria Laura testimone della morte di un soldato dell Afghan National Army. «Stavamo svolgendo un attività di pattugliamento, il mezzo dei colleghi afgani è saltato su un ordigno esplosivo provocando un morto e alcuni feriti. Un momento a cui ho sempre pensato aumentando la consapevolezza di quanto importante sia la nostra vita e quanto sia fondamentale salvaguardare la nostra e quella degli altri. Un ricordo forte di sicuro che, però, fa di me un soldato un po più forte e convinto del lavoro che con onore e passione svolgo». Un duplice racconto che riporta storie di condivisione, cameratismo, sostegno reciproco, di giorni trascorsi tra la sabbia e il caldo che brucia la pelle, di due donne calabresi che con orgoglio e convinzione hanno deciso di servire la Patria.

38 Voci dal Sud 38 AnnoVIII nr. 9 Settembre Musica in Calabria L orchestra Cilea conquista Noto Prova superba dei musicisti reggini al Festival internazionale REGGIO CALABRIA - Superba esibizione dell orchestra sinfonica Francesco Cilea di Reggio Calabria, mercoledì sera in Sicilia, al Festival internazionale Noto Musica 2012, giunto alla trentasettesima edizione. Sul palco l orchestra diretta dal maestro Gian Rosario Presutti (lo stesso che, il 15 gennaio 2009, aveva diretto un concerto, con l orchestra F. Cilea di Reggio Calabria, presso il teatro della stessa città, in una serata alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano), con la pianista Vanessa Benelli Mossell ha eseguito L ouverture da La gazza ladra di Gioacchino Rossini, la sinfonia n.5 in do minore, opera 67 di Ludwing van Beethoven, di P. Tchaikovsky il concerto n.1 in si bemolle maggiore per pianoforte ed orchestra. L orchestra Cilea fa parte del palinsesto essenziale del festival che si svolge nella cittadina siciliana dal 28 luglio e fino al 18 agosto nel cortile del collegio dei Gesuiti. La prima esibizione nel festival è datata 31 luglio scorso l orchestra sinfonica, diretta da Silvano Corsi e col violino di Davide De Ascaniis, aveva eseguito la Sinfonia n.7 di Beethoven, il concerto in re maggiore di Tcaikovsky e l uouverture Russlan e Ludmilla di Michail Glinka. L orchestra nasce nel 2003 e si costituisce in cooperativa nel 2005, è composta per la maggior parte da musicisti reggini e da unità provenienti dal restante territorio calabrese che hanno maturato esperienza in prestigiose orchestre nazionali, effettuando attività concertistica nel campo sinfonico ed operistico sotto la direzione di maestri di fama internazionale. Un curriculum di tutto rispetto per l orchestra reggina che procede a piccoli ma significativi passi. Tra le esibizioni da ricordare, ancora in Sicilia, il Gabriella Lax - Calabria Ora 10 agosto del 2007 con il cantante Lucio Dalla ne La Valle dei Templi di Agrigento nella Notte delle Stelle ; nel giugno 2008 l Orchestra ha partecipato al Festival di Aspendos (Turchia) con la rappresentazione di Norma,con una produzione del Teatro Comunale Cilea di Reggio Calabria e sempre a giugno di quell anno si è esibita in Sala Nervi in Vaticano in occasione della prima assoluta del musical Maria di Nazaret. Nel 2009 è stata ospite del Festival Internazionale Ruggero Leoncavallo che si svolge a Montalto Uffugo. Nel 2010 l Orchestra del Teatro con il coro lirico Cilea è stata invitata a chiudere la Stagione di Taormina Arte 2010 con l esecuzione di Chicester Psalms e Carmina Burana. Mentre, a distanza pochi giorni si spegne l eco dell evento Muti nella città dello Stretto, riemergono fortissimamente realtà musicali che, come l orchestra sinfonica Cilea, vivono il territorio per 365 giorni all anno e che, sovente, non hanno le attenzioni mediatiche necessarie. Realtà costrette non di rado ad operare in condizioni di disagio, a prove estenuanti concentrate negli ultimissimi giorni poiché non esiste una sede, con musicisti pagati a distanza di tanto tempo ma che, nonostante tutto, portano avanti con determinazione la bandiera della cultura.

39 Voci dal Sud 39 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu Dalle prefinali di Miss Italia restano in gara quattro delle undici aspiranti reginette di bellezza. Si tratta di Miss Calabria Claudia Romeo (che accede di diritto alla finale nazionale di Montecatini Terme avendo vinto la fascia regionale) con il numero 18, Cinzia Policastri vincitrice del titolo Miss Deborah Calabriache avrà il numero 51; la numero 68 Alessia Reda-detentrice della fascia di Miss Milu-na Calabria e Caterina Buffone, numero 80 a Montecatini, che nella nostra regione ha vinto il titolo di Miss Ragazza in gambissima Luciano Barachini. A vincere la sfida territoriale è Cosenza con due miss, la Redada di Rende e la Policastri da Corigliano Calabro, poi c è il catanzarese con la Buffone (nata a Lamezia Terme) e Reggio Calabria con la miss delle miss nostrane ovvero la Romeo. Delusione per le sette escluse: le cosentine Patrizia Gaglianone Miss Sorriso Fiat Calabria e Fiorina Grazia Stoia Miss Wella Calabria; la natia avellinese vincitrice della tappa di Cirò Marisa Cardinale Miss benessere Specchiasol Calabria; le catanzaresi Francesca Ferraro Miss bellezza Rocchetta Calabria e Anna Chiarella Miss eleganza Calabria Silvian heach e le reggine Antonia Lucia Briante Miss sportiva Diadora Calabria e Marina Evangelista Miss cinema Planter s Calabria. Ora per le quattro ragazze si aprono le porte della finale. Proprio ieri dal concorso hanno diffuso qualche altra informazione su come si svolgeranno le finali. «Centouno finaliste - fanno sapere dal team Mirigliani -dopo la scelta della Commissione tecnica di Montecatini Terme, intraprenderanno un nuovo percorso, verso la fase conclusiva di Miss Italia. Novità, anche di rilievo, arricchiranno lo spettacolo, dandogli quel tono di sfida e di competizione spesso auspicato. Basti pensare che il 9 settembre, in prima serata su Rai 1, dopo un prologo decisivo per tante ragazze, la puntata inizierà direttamente con 42 concorrenti in gara: 21 miss regionali, scelte nelle piazze italiane durante l estate, e 21 miss promosse dal pubblico televisivo. Il televoto scatterà al termine dell anteprima del 7 settembre (le altre due sono in programma il 4 e il 5) - dicono da Montecatini - dopo la partita della Nazionale di calcio per la qualificazione ai prossimi Campionati del Mondo, e andrà avanti fino all apertura della serata del 9 settembre. Ventuno miss sono al sicuro; le altre 21 verranno scelte tra le altre 80 miss». Fabrizio Frizzi, dal palco del Teatro Verdi di Montecatini Miss Italia 2012 Quattro le bellezze calabresi presenti a Montecatini m.d.c. - Calabria Ora Terme, ha svelato il meccanismo della gara alla squadra ufficiale di Miss Italia. «Tutto - ha detto il conduttore di Rai1 - comincerà il 4 settembre, nella prima anteprima, quando entreremo nel mondo di Miss Italia raccontando le varie fasi dell arrivo e della loro permanenza nella città toscana, quindi, nel secondo appuntamento, si vedrà la Commissione al lavoro. Il 7, infine, inizieranno le due giornate del voto del pubblico. Nel corso delle serate del 9 e del 10 settembre ci saranno occasioni per mettersi in mostra, per partecipare allo spettacolo, ma soprattutto per rientrare in gara. Così lo spettacolo e il pathos sono garantiti». Il meccanismo delle votazioni e dei ripescaggi verrà illustrato via via - spiegano ancora - Una ragazza, per esempio, sarà recuperata sul Web: al termine della prima serata, infatti, il pubblico della Rete verrà invitato a votare sul sito la Miss preferita tra le concorrenti temporaneamente escluse dalla gara fino a quel momento». Intanto all indomani dell elezione decidono di ritirarsi ed abbandonare Montecatini Terme due finaliste di Miss Italia, la numero 81 Valentina Corrubolo e la numero 26 Erika Barbetti, che cedono il posto alle prime due riserve, da ieri pomeriggio ufficialmente in gara. Subentrano nell ordine: Giulia Gammanossi con il titolo di Miss Benessere Specchiasol Toscana e Sara Maria Pani con la fascia di Miss cinema Planter s Sardegna, in gara con il numero 26. Ad integrare il gruppo delle riserve la sesta non classificata nella votazione delle Prefinali Maria Anna Solofra, Miss Miluna Marche, che assume il numero 107. C è anche il caso di una concorrente di Miss Italia nel Mondo. Nayomi Andibuduge (sottoscritta da altre partecipanti) ha scritto al Presidente della Repubblica Napolitano per sollecitare la sua cittadinanza italiana. «Sono una ragazza che in questi giorni sta partecipando al Concorso di Miss Italia a Montecatini - scrive - Ho diciotto anni e sono nata a Roma. E non ho la cittadinanza italiana, cittadinanza che vorrei invece avere di diritto essendo nata in Italia da genitori dello Sri Lanka che da decenni vivono nel Vostro (nostro) Paese». Mancano solo pochi giorni insomma per capire a chi andrà lo scettro oggi in mano della nosta Stefania Bivone IL 10 SETTEMBRE FINALISSIMA CON ROMEO BUF- FONE POLICASTRI E REDA SERATA TV SU RAI 1 CON FRIZZI

40 Voci dal Sud 40 AnnoVIII nr. 9 Settembre Le 4 candidate calabresi presenti a Montecatni Nelle foto da sx a dx e dall alto in basso: - Claudia Romeo - Alessia Reda - Caterina Buffone - Cizia Policastri

41 Voci dal Sud 41 Anno VIII nr. 9 Settembre 2012 rwww.sosed.eu In ricordo di Carl Ludwig Lutz Long Da Michele Milazzo Il 14 luglio del 1943 ore pomeridiane, in un ospedale da campo presso il paese di San Pietro Clarenza in provincia di Catania, ai piedi dell Etna, moriva Carl Ludwig Lutz Long, nato a Lipsia, Germania il 27 aprile 1913, un atleta tedesco, medaglia d argento nel salto in lungo alle Olimpiadi di Berlino Viene ricordato per il gesto di sportività mostrato dando consigli al suo avversario americano Jesse Owens, che lo batté in gara vincendo la medaglia d oro di fronte al pubblico dello Stadio Olimpico di Berlino. Atleta della Leipziger SC, Luz Long fu uno dei migliori saltatori tedeschi degli anni trenta. Ai primi campionati europei di atletica leggera che si svolsero a Torino nel 1934 vinse la medaglia di bronzo nel salto in lungo con la misura di 7,25 m, dietro al connazionale Wilhelm Leichum, primo con 7,45 m, ed al norvegese Otto Berg, secondo a 7,31 m. Ai Giochi Olimpici di Berlino nel 1936 era considerato uno dei favoriti per le medaglie d oro nel salto in lungo. Nelle semifinali si mise in luce andando per due volte oltre il record olimpico di 7,73 m stabilito nel 1928 ad Amsterdam dallo statunitense Edward Hamm. Nei tre salti di finale migliorò ulteriormente fino a 7,87 m, ma la sua miglior misura non fu sufficiente a battere lo statunitense Jesse Owens, che, dopo un primo salto nullo, raggiunse prima 7,94 m, poi 8,06 m Ḋopo l argento vinto nel lungo, Long gareggiò anche nel salto triplo, ma fu eliminato nella semifinale e finì al decimo posto con la misura di 14,62 m. Durante le competizioni olimpiche Long e Owens ebbero modo di diventare amici, nonostante le tensioni politiche allora esistenti tra la Germania nazista e gli Stati Uniti d America. Anni dopo, fu lo stesso Owens a raccontare il gesto di sportività compiuto dal saltatore tedesco nei suoi confronti. Le qualificazioni del salto in lungo si svolgevano contestualmente alle batterie dei 200 m piani. Distratto dalla contemporaneità dei due eventi, Jesse Owens rimediò due nulli nei primi due salti di prova. Luz Long gli suggerì di partire più indietro, circa trenta centimetri prima dell inizio della pedana di rincorsa. Jesse Owens seguì il consiglio, e riuscì a qualificarsi per la finale, dove vinse la medaglia d oro proprio davanti al tedesco, che fu il primo a congratularsi con lui subito dopo il balzo vincente. La conquista della medaglia d oro nel salto in lungo ai Giochi olimpici di Berlino da parte di Owens ha fornito alla stampa di tutto il mondo il pretesto per creare un caso di discriminazione razziale di cui il leggendario atleta sarebbe stato vittima. Nel pomeriggio di quel 4 agosto, infatti, allo stadio olimpico era presente anche Adolf Hitler. Di fronte alla vittoria di Owens contro il tedesco Luz Long, il Führer indispettito si sarebbe alzato e sarebbe uscito dallo stadio per non stringere la mano al nero americano. In realtà le cose andarono diversamente. Come scrisse nella sua autobiografia, The Jesse Owens Story, Owens stesso raccontò come Hitler si alzò in piedi e gli fece un cenno con la mano. Nel 1938 Long vinse un altra medaglia di bronzo ai campionati europei di atletica leggera di Parigi. Con 7,56 m fu terzo nel salto in lungo vinto di nuovo dal connazionale Leichum con 7,65 m, mentre l argento andò all italiano Arturo Maffei con 7,61 m. Carl Ludwig Long, detto Lutz nato a Lipsia era il favorito alle Olimiadi di Berlino del 1936; suo avversario diretto era l atleta di color Jesse Owens. Durante le olimpiadi i due divennero grande amici tanto che fu proprio Lutz a consigliare al suo avversario di arretrare la linea di partenza di circa 30 cm dopo che lo stauinitense aveva fallito due salti di qualificazione. Ciò fece qualificare Owens che entro in finale e vinse la Medaglia d Oro ricevendo le congratulazioni prima fra tutti dallo stesso Lutz! Pare che Hitler si sia allontanato per non stringere la mano all tleta di colore! Long morì a trent anni, durante la seconda guerra mondiale, per le ferite riportate in combattimento in Sicilia, arruolato nella Luftwaffe (aviazione militare tedesca). Ferito gravemente durante lo sbarco degli alleati in Sicilia a Gela (Caltanissetta) il 10 luglio 1943 in uno scontro a fuoco morì quattro giorni dopo in un ospedale da campo britannico nei pressi di San Pietro Clarenza (Catania). Riposa nel mausoleo militare germanico di Motta Sant Anastasia, a otto km da Catania, assieme ad altri 4560 caduti di cui 451 rimasti sconosciuti. Nel mausoleo dall atrio, attraverso una scalinata, si giunge a un cortile dove si trovano le fosse comuni. Su lastre di pietra sono incisi i nomi dei soldati tedeschi dispersi in Sicilia negli anni 1941/44. Al centro cortile è situata una scultura di bronzo raffigurante un adolescente morente. Su lastre di ardesia sono incisi i nomi dei caduti sepolti nei sotterranei. Nel 2000 il suo gesto venne ricordato nella campagna promozionale Celebrate Humanity del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) come esempio del messaggio di pace e fratellanza tra i popoli, secondo lo spirito originario dei Giochi olimpici ideati da Pierre de Coubertin.

42 Voci dal Sud 42 AnnoVIII nr. 9 Settembre Notizie in breve o curiose LEI LO TRADISCE LUI AFFIGGE I MANIFESTI... Quando si ama una persona, la cosa peggiore che può capitare è essere traditi. Molti reagiscono male altri non reagiscono proprio: in questo caso la reazione della persona tradita è stata grossa! Un uomo ha scoperto che la moglie lo tradiva col commercialista e ha deciso di vendicarsi in modo insolito della propria moglie. Come? presto detto! Affiggendo un manifesto sulla tangenziale Modena Sassuolo. La scelta di affiggere questo manifesto su quella strada non è casuale dato che la moglie e tutti i suoi colleghi percorrono quella strada ogni giorno per recarsi al lavoro. Cosi una bella mattina hanno letto il manifesto che diceva : CARA EX MARTA, ORMAI LO SANNO TUTTI CHE MI TRADISCI COL COMMERCIALISTA. TI HO SEMPRE VOLUTO BENE,MA ADESSO BASTA. Il tradito di nome Giovanni è diventato un idolo del web, e il suo manifesto è stato condiviso moltissimo dai social network; grande Giovanni sei un mito! In Trentino si torna alla vecchia lira La domanda è se sia ammesso legalmente e comunque la moneta non ha nessun valore legale per cui è come utilizzare buoni o come i vecchi miniassegni per cui è come batter moneta abusivamente da Facebook Per la serie si stava meglio quando si stava peggio, quando non c era la Germania a bacchettare l Italia ad ogni passo falso e la Comunità Europea a ricordare al bel paese che le regole - pur ferree che siano - sono fatte per essere rispettate. E così la Lega lancia l iniziativa. Anzi, l invito: l appuntamento è per questo week end a Dossoli ad Avio, in Trentino, dove alla festa della lira tutto quanto si pagherà in monete (e relativi prezzi) del vecchio conio. I nostri euro verranno dunque commutati in lire con cui acquistare cibi e bevande. Il tutto per ricordare quanto con la vecchia moneta la vita fosse meno cara. Tra gli invitati di spicco il professor Monti (che così si rende corresponsabile dell evento illegale). Sarà l opportunità - spiegano i due parlamentari trentini del Carroccio, Sergio Divina e Maurizio Fugatti - per dimostrare ai tecnici e ai burocrati illuminati che hanno costruito questa Europa, tra i quali figura anche il presidente del consiglio Mario Monti, i danni causati dall euro che loro hanno introdotto a tavolino senza il consenso dei popoli e che adesso ogni giorno i cittadini scontano sulla propria pelle in termini di costo della vita. E evidente la necessità di ricorrere a un referendum popolare affinché chi lavora e paga le tasse possa esprimere la propria opinione sull Europa e sull euro. ma... dove reperiranno le vecchie lire?

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