"Betlemme è il centro del nuovo pellegrinaggio giubilare"

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1 Anno XVIII (XXXIII) - N 4 - APRILE Via Trento n 4 - Tel Montefiascone (VT) - Sped. in a.p. Legge 662/96 art. 2 - comma 20/c «La Voce»- Mensile di Montefiascone Direttore Agostino Ballarotto - Responsabile Angelo Gargiuli - Direzione, redazione: Montefiascone, Via Trento, 4 Tel c.c.p. n intestato a: Parrocchia S. Margherita Montefiascone (VT) - Autorizz. Tribunale di Viterbo n 272 del Tipo-Lito «Silvio Pellico» di Marroni e C. s.n.c. - Via O. Borghesi, 3/c - Montefiascone - Tel. e Fax: "Betlemme è il centro del nuovo pellegrinaggio giubilare" «Qui dalla Vergine Maria è nato Gesù Cristo»: queste parole, inscritte nel luogo in cui, secondo la tradizione, Gesù è nato, sono la ragione del Grande Giubileo dell'anno Sono la ragione della mia visita odierna a Betlemme. Sono la fonte della gioia, della speranza e della buona volontà che, per due millenni, hanno riempito infiniti cuori umani al solo sentire il nome «Betlemme». Persone da ogni dove si volgono verso questo angolo unico della terra con una speranza che trascende tutti i conflitti e tutte le difficoltà. Betlemme - dove il coro degli Angeli cantava: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini...» (Le 2,14) - si presenta, in ogni luogo e in ogni epoca, come la promessa del dono della pace da parte di Dio. Il messaggio di Betlemme è la Buona Novella della riconciliazione fra gli uomini, della pace ad ogni livello delle relazioni fra individui e nazioni. Betlemme è il crocevia universale dove tutti i popoli possono incontrarsi per edificare insieme un mondo che sia all'altezza della nostra dignità umana e del nostro destino. ELEZIONI DEL 16 APRILE Equidistanti ma non indifferenti di Ugo Roberto Carini Iniziata la campagna elettorale per le elezioni provinciali e regionali. La prima decisione per gli elettori, sarà la più impegnativa: andare o no a votare? Gli istituti di sondaggio sono concordi nel prevedere che l'indice degli elettori che sceglieranno la scampagnata è in costante crescita. Questa è la conseguenza sempre più marcata del distacco tra il sentire comune della gente e i palazzi della politica; di come i partiti e i loro uomini si presentano davanti ai problemi dei cittadini. Se l'astensione dovesse aggirarsi intorno al 40 per cento, come qualcuno teme, sarebbe un pessimo segnale. Indicazioni in tal senso emergono anche nella nostra Montefiascone a causa di personaggi che la collettività avverte come opportunisti, senza un briciolo di umiltà, idee precise, programmi seri se non quelli rabberciati all'ultimo minuto, per accaparrare qualche voto. Certo che il macchiavellismo del "fine giustifica i mezzi" non aiuta a rendere la politica accettabile, interessante, partecipata. "Ma di cosa vi sorprendete o vi scandalizzate?" Sembra vogliano dirci i realistici politici locali. "La politica è fatta così, si fa cosi. Non vi vergognate del vostro moralismo?" Così va il mondo! Ma allora, se così è, non meravigliamoci del distacco crescente dei cittadini dall'impegno per la cosa pubblica. Da queste colonne, non possiamo che raccomandare comunque la partecipazione al voto del 16 Aprile; ne va della democrazia. Un'altra domanda alla quale cercheremo di dare una risposta è: chi scegliere? "Equidistanti ma non indifferenti" è questa la linea tracciata per i cattolici dalla presidenza della Cei, il governo dei vescovi. Non possiamo che essere d'accordo richiamando l'attenzione su quegli uomini di centro destra o centro sinistra che difendono i valori cristiani. Vale a dire: difesa della vita nascente, promozione della scuola privata, difesa della famiglia basata solo sul matrimonio cristiano, attenzione agli ultimi. Ecco allora non ci facciamo prendere dal disimpegno, ma andiamo a votare, con la consapevolezza che la nostra decisione inciderà sul futuro assetto amministrativo provinciale e regionale. PROVINCIALI I candidati alla presidenza. Sono sei gli aspiranti presidenti: Vittorio Di Battista Fronte Nazionale Nel primo Natale del mio ministero di Successore dell'apostolo Pietro espressi pubblicamente il mio grande desiderio di celebrare l'inizio del mio Pontificato a Betlemme, nella grotta della Natività (efr Omelia della Messa di Mezzanotte, 24 dicembre 1978, n.3). Allora ciò non fu possibile; e non è stato possibile fino a questo momento. Oggi, però, come posso non lodare il Dio di ogni misericordia, le cui vie sono misteriose e il cui amore è senza fine, come non posso non lodare il Dio per avermi condotto qui, nell'anno del Grande Giubileo, nel luogo in cui è nato il Salvatore? Betlemme è il centro del mio pellegrinaggio giubilare. I sentieri che ho seguito mi hanno condotto a questo luogo e al mistero che esso proclama, Natività. (Dai discorsi pronunciati a Betlemme il 22 Maggio). //Insidi*! Luciano Dottarelli per il Centro sinistra, Agostino Grattarola per PRI-Part. Social. Questi i candidati consiglieri nel collegio di Montefiascone: Ppi Mario Trapè, Democratici Renzo Bertuccini, Ds Maurizio Paradiso, Udeur Bruno Ceccariglia, Sdi Mario Tofanicchio, Lista Unita Pri-Ps Giuseppe Baccelli, An Giampaolo Conti, Ccd Angelo Busà, Forza Italia Maurizio Minciotti, Rif. Com. Anna Maghi, Com. Italiani Vincenzo Rosiello, Lista Signorelli Franco Porietti Petretti, Pensionati Emilio Tani, Mse Cesare Quirini, Fronte Nazionale Angelo Barboni. REGIONALI Sfida difficile per"il deputato di An Francesco Storace, che il Polo ha messo in campo contro l'uscente Piero Badaloni (favorito nei sondaggi). Unico candidato regionale di Montefiascone FAUSTO VITIELLO che corre per il Cdu di Buttiglione. Da segnalare il rientro sulla scena politica regionale dell'ex De Rodolfo Gigli candidato per Forza Italia. Ferdinando Signorelli Lista Signorelli Guido Mussolini MSE SOMMARIO Montefiascone: un paese pag. 3 sulla via dei pellegrini E ora... Arcivescovo in cielo " 5 Comandamenti per il " 8 Riciclaggio Montefiascone e il Giubileo: " 10 ricettività alberghiera Mille parole da salvare " 11 L'aborto può essere perdonato? " 13 Il popolo della notte " 19

2 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 Sono le coppie di fidanzati presenti al Corso di preparazione al matrimonio, che posano con il Vescovo che ha tenuto loro la lezione. La Basilica di S. Margherita è chiesa giubilare Le Chiese, dove per tutto l'anno si può acquistare l'indulgenza del Giubileo sono: la cattedrale di S. Lorenzo (VT), la Chiesa della Madonna de La Quercia, Santuario Mariano Diocesano, le concattedrali delle ex Diocesi: Acquapendente, Bagnoregio, Tuscania, Montefiascone. Il che vuol dire che la nostra Basilica di S. Margherita - concattedrale - è Chiesa Giubilare. Siamo andati alla Cattedrale di S. Lorenzo a Viterbo, alla Madonna de La Quercia per prendere il Giubileo. Andremo in seguito anche presso le altre concattedrali della Diocesi; andremo a Roma ecc. Non possiamo dimenticare che ogni volta che frequentiamo la nostra concattedrale di S. Margherita, se vogliamo, se siamo disposti, possiamo acquistare l'indulgenza plenaria del Giubileo. Si possono verificare tutte le condizioni 1) Pellegrinaggio: salire - specialmente a piedi - fino a S. Margherita è un vero e proprio pellegrinaggio, forse più faticoso di quello che si può fare a Roma. 2) Confessione. Ogni giorno feriale dalle ore 9 cercherà d'essere presente il canonico penitenziere Mons. Luigi Mocini o altri sacerdoti disponibili a ricevere confessioni. In domenica c'è sempre un confessore o due a disposizione. 3) Eucaristia. In domenica le Sante Messe sono alle ore E quest'anno dal mese di maggio la Messa Vespertina domenicale delle ore 19,30 sarà celebrata a S. Margherita, proprio per dare maggiore possibilità di acquistare il Giubileo. Per la festa di Pasqua gran parte della brutta impalcatura che nasconde la facciata sarà eliminata. E vorremmo sperare (ci appelliamo ai "santi" del Comune, specialmente al Sindaco Trapè e all'assessore Cimarellol) che la stradetta finalmente aperta da Via Indipendenza alla cripta di S. Lucia sia definitivamente sistemata; c'è un grande parcheggio per le macchine: Piazza dell'erba (di domenica non c'è pedaggio da pagare) e in due passi si è in Chiesa. Facilmente si possono attuare le altre condizioni. a) Recita del Credo e del Padre Nostro. b) Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre. Ricordiamo sempre: la condizione più difficile da effettuare è: avere l'animo distaccato da ogni forma di peccato mortale e veniale. INAUGURATA SEDE DEMOCRATICI Padrino d'eccezione per inaugurare la nuova sede dei Democratici, il ministro Antonio Maccanico, cittadino adottivo di Montefiascone ha avuto parole di elogio per i responsabili della nuova componente dell'asinelio di Prodi. Nella sede situata in un locale del palazzo Morleschi sulla via cassia si è radunato un folto pubblico di soci e simpatizzanti coordinati da Angelo Bevilacqua. Presenti alla cerimonia oltre le autorità locali i due consiglieri comunali aderenti al movimento Giuseppe Chiricotto e Renzo Bertuccini. E' il secondo turno di spiritualità tenuto dal Vescovo Lorenzo per i sacerdoti della Diocesi, nella Casa del S. Cuore di Capodimonte (13-15 marzo). Calendario Giubilare e Parrocchiale 7 Aprile -1 Venerdì del mese ore 17.00: Ora Santa nella cripta di S. Lucia. ore 18.00: Celebrazione della S. Messa, con l'intercessione di S. Lucia Filippini e del Beato Padre Pio. SETTIMANA SANTA 16 Aprile (domenica) ore 10.30: Benedizione delle Palme da parte del Vescovo Lorenzo e corteo fino a Santa Margherita, dove alle ore 11 sarà celebrata la S. Messa. 19 Aprile (mercoledì) ore 17.00: Cattedrale di Viterbo. Messa Crismale del Vescovo concelebrata da tutti i sacerdoti della Diocesi. TRIDUO PASQUALE 20 Aprile (giovedì santo) ore 18.00: S. Messa della Cena del Signore con il rito della lavanda dei piedi. Celebrerà il Vescovo Emerito Mons. Giovanni. 21 Aprile (venerdì santo) ore 16.00: Celebrazione della Passione del Signore. ore 21.00: Processione del Cristo Morto. Percorso: via Trento, S. Lucia, Piazza, via Nazionale, via O. Borghesi, via Cassia, C. Cavour, S. Margherita. 22 Aprile (sabato santo) Veglia Pasquale: madre di tutte le veglie. ore22.00: In S. Margherita: attesa notturna della Risurrezione. 23 Aprile-S. PASQUA Gesù Nazareno, il Crocifisso, è risorto. ore 11.00: S. Messa celebrata da Sua Ecc.za Mons. D'Ascenzi. 24 Aprile - LUNEDI' DELL'ANGELO ore 11.00: S. Messa celebrata dal nostro Vescovo Sua Ecc.za Mons. Lorenzo Chiarinelli. Benedizioni. 30 Aprile (domenica) ore 17.00: Processione di S. Vincenzo con la benedizione delle campagne. 1 Maggio (lunedì) Inizia il mese di maggio. La Santa Messa Vespertina sarà celebrata nella Basilica di S. Margherita alle ore 18,00, alla quale seguirà la Funzione Mariana. 5 Maggio - Primo venerdì del mese. Ora di adorazione alle 17. Seguirà la celebrazione della Santa Messa. 7 Maggio (domenica) ore 11.00: Santa Messa di Prima Comunione per i ragazzi di Santa Margherita. PRO DEFUNCTIS 14 Aprile: Maria Perfetti ved. De Grossi 21 Aprile: Arduino Marianello 12 Maggio: Valeriano Bracoloni 14 Maggio (ore 12): Evaristo Ramaglioni

3 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 GIUBILEO 2000 MONTEFIASCONE: UN PAESE SULLA VIA DEI PELLEGRINI dal numero precedente DI GIANCARLO BRECCOLA (dal dal numero precedente) 6. LA STRADA CROCE Oltre ad una chiesa "gerosolimitana", il viandante che transitava nel territorio di Montefiascone poteva imbattersi in altre testimonianze tipiche dei percorsi di pellegrinaggio e cioè in alcune croci varie. La presenza di queste insegne cristiane - spesso poste in prossimità di biforcazioni, crocicchi e talvolta in prossimità di aree sacre o di istituzioni ospedaliere di tipo religioso - oltre a svolgere una funzione pratica di tipo segnaletico, aveva lo scopo, come abbiamo visto, di creare un percorso dell'anima, un itinerario spirituale che si realizzava parallelamente a quello materiale. A Montefiascone non è rimasta nessuna traccia tangibile di queste croci, ma ne sono rimaste alcune di tipo toponomastico. Il tratto di strada che dalla fonte del Castagno giunge al bivio dei Fiordini- Riposo-Cevoli - cioè al punto ove Un viandante davanti a un crocifisso che gli indica la strada del pellegrinaggio (xilografia della fine del Quattrocento) i romani si distaccarono dal più antico percorso etrusco - coincidente con l'originale percorso della Francigena, viene ancora oggi chiamato "strada Croce", con verosimile riferimento alla croce viaria che vi si trovava. La tradizione di uso di croci viarie nel territorio trova conferma nel documento del 1424, in precedenza menzionato, ove si prevedeva l'installazione di una colonna con una croce ed una mano indicante la strada per Roma, ed un'altra colonna simile proprio nei pressi del bivio della strada Croce. 37 In prossimità del bivio, oltre alla croce ed alla chiesa di S. Nicola, vi era anche un ospizio, detto del Duca, di cui rimase traccia fino all'inizio del Seicento. LA CHIESA DI SAN NICOLA ALL'OSPIZIO DEL DUCA E' distrutta e spianata, nella via Romana verso Viterbo, nel campo spettante per diritto di sicuro dominio al Capitolo della Cattedrale; utile, poi, a Paolo della Casa che paga al Capitolo un certo annuo canone. Due anni fa le pietre della Chiesa furono trasportate al cenobio dei Cappuccini di questa Città e con quelle ci fu fabbricato il muro che comprende l'orto e la selva del cenobio. Vicino alla Chiesa si trova un pozzo che contiene acqua limpida e potabile specialmente se venisse ripulito. Davanti alla Chiesa vi è l'ospizio in rovina chiamato del Duca che spetta al Capitolo e perciò si pensa che anche la Chiesa spetti al Capitolo. Dista dalla Città mezzo miglio. 38 Tutte queste convergenze finirono per far sedimentare sulla strada Croce, punto nevralgico della viabilità montefiasconese per quasi due millenni, 39 le irrazionali inquietudini della cultura popolare. Si tramanda che chi avesse voluto identificare le streghe del paese doveva mettersi, qualche minuto prima della mezzanotte del venerdì, presso la strada Croce appoggiando il collo, come voleva una diffusione tradizione, su un forcone a due rebbi. Quando a mezzanotte sarebbero convenute le streghe della zona - e di streghe a Montefiascone sembra ce ne fossero molte - trovando gli osservatori in quella posizione, non avrebbero potuto nuocergli. 40 Elio Tarantello, che in una sua raccolta lirica considerò la stessa tradizione, ce la tratteggia con forme più suggestive: LA STRADA CROCE - Dicevano / strane cose / della / strada croce.. / Che dopo / la mezzanotte / c'era una bara / e che intorno / vi ballavano / le streghe / e che un uomo / senza testa / cogli occhi / di fuoco / le guardava / e all'alba / tutto scompariva / trascinato via / da cento pariglie / di cavalli 41 neri Nel paese esistono altri due toponimi che si riferiscono a croci. Il primo, "Via della Croce", sembrava derivare da una croce-memoria posta a ricordo di predicazioni straordinarie. Il secondo, "Poggio delle Croci" - apparentemente dovuto alla grande via Crucis fatta realizzare tra il 1736 ed il 1737 dal beato Leonardo da Porto Maurizio al difuori della subburbana Chiesa del Riposo - 42 potrebbe invece scaturire dall'esistenza di una precedente croce viaria posta in prossimità del bivio tra l'antica strada del Riposo e quella per Tuscania. Il toponimo "Poggio della Croce", infatti, riferito alla stessa località, compare già in un documento che risale a 150 anni prima dell'intervento dell'infaticabile apostolo dei Monti Sacri. 43 Pianta della chiesa della Madonna del Riposo e del Poggio delle Croci (disegno del ) L'uso delle "Vie Crucis", diffusosi in tutta l'europa per merito dei francescani minori, si rivela, comunque, idealmente collegato al fenomeno del pellegrinaggio poiché nacque con lo scopo di far rivivere simbolicamente il percorso del Calvario a tutti quei fedeli che, per vari motivi, non potevano recarsi in Terrasanta. Così lo spiega lo stesso padre Leonardo in un libretto stampato a Montefiascone: "Visitando le quattordici Stazioni della VIA CRUCIS devotamente si guadagnano tutte le Indulgenze di Gerusalemme, come se in persona si andasse in tutti Santi Luoghi " 44 Padre Leonardo, 45 che era stato invitato a predicare a Montefiascone dal card. Aldovrandi, fu fortemente sollecitato nella sua iniziativa dalla suora benedettina Maria Cecilia Baij, badessa del monastero di S. Pietro, la quale scriveva in una sua lettera: "per diciotto e più anni ho pregato, perché si mettesse l'uso della Via Crucis [. ] alla fine il Signore mi ha consolata, con averla non solo in Monastero, ma ancora nella Città " 46 Durante i disordini politici che si verificarono negli anni successivi al 1870, anno della soppressione dello stato Pontificio, insieme alle altre croci esistenti nei dintorni del paese, 47 fu probabilmente atterrata anche la grande via Crucis del poggio delle Croci, (segue) 37 V.s. nota A. V. MF., Visita Pastorale BRECCOLA, GIANCARLO, L'antica viabilità, su "La Voce", dicembre VOLPINI, LUCIANA, Dalla culla alla bara nelle tradizioni popolari di Montefiascone, Università degli Studi di Roma, tesi di laurea, anno accademico CAPARRA - TARANTELLO, ELIO, La Casa del Tempo, Brescia, PIERI BUTI, LUIGI, Storia di Montefiascone, Montefiascone, 1870, pp Nel registro "Instrumenta " (A.Cm.Mf., pp. 5-8) si legge che fu venduto un terreno "prò situ conventus Cappuccinorum novissime fabricandum, et costruendum, in territorio falisco, in vocabolo Podij Crucis CORDOVANI, RINALDO, I Cappuccini a Montefiascone, Viterbo, 1982, p Via Crucis esposta nella maniera che la eresse il beato Leonardo da Porto Maurizio, Stamperia del Seminario, Montefiascone Leonardo da Porto Maurizio, morto il 3 dicembre del 1751, fu beatificato il 19 marzo del 1796, canonizzato il 29 giugno del 1867 e dichiarato Patrono dei missionari nei paesi cattolici il 17 marzo del Durante il giubileo del 1750, padre Leonardo, assecondando il desiderio di Benedetto XIV - il quale aveva auspicato che tutti coloro che fossero andati a Roma, ne dovevano ripartire non scandalizzati, ma pieni di edificazione per quanto avranno veduto non solo a Roma, ma anche in tutte le città dello Stato pontificio - aveva fatto erigere a Roma ben 572 croci, tra cui 14 edicole della Via Crucis nel Colosseo e una grande croce in mezzo all'arena. " BERGAMASCHI PIETRO, Vita della Serva di Dio Donna Maria Cecilia Baij, Viterbo 1923, p Il Bergamaschi, senza citare la fonte, dice che la Via Crucis fu eretta "in eleganti quadretti di terra-cotta". Quest'ultima indicazione sembra contrastare con un disegno dello stesso anno - (PIANTA DEL VNL. SEMINARIO, E COLLEGIO DI MONTEFIASCONE, CON TERRENI AL MED. o AGGIACENTI - Delineata da me Girolamo Salimbeni Geometra, e Perito patentato mano propria) - che mostra delle grandi croci distribuite lungo il poggio. Altra menzione si trova in un manoscritto del 1772: "... alla cima del Calvario Croci..." ove sono le (ACV cart. 65). E' comunque possibile che i quadretti di terracotta fossero stati sistemati nelle stesse croci. 47 CORDOVANI 1982, p.45. umjiilléwt!!

4 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 Raccolta differenziata, non è 0K! Va bene la raccolta differenziata dei rifiuti. Però i raccoglitori vanno svuotati regolarmente perché altrimenti si vanifica la buona volontà dei cittadini e si creano disagi e malumori. Come avviene a Montefiascone dove le classiche campane verdi dove, la gente ripone, a seconda del loro utilizzo, carta, vetro e plastica, restano strapiene per troppo tempo e diventano così inutilizzabili. E i solerti cittadini che si stanno adeguando a questo nuovo e razionale servizio di raccolta di rifiuti domestici, va a finire che si disabituano e finiscono con il depositare, come avveniva fino a qualche tempo, ogni sorta di rifiuto nei cassonetti adibiti invece a raccogliere soltanto i sacchetti di immondizia. S.O.S. Ambulanza Falisca Distrutta in un frontale sulla strada provinciale Verentana, nei pressi di Capodimonte, l'unità mobile di rianimazione dell'associazione di Volontariato Solidarietà Falisca di Montefiascone. Sull'ambulanza si trovavano, oltre all'autista, anche un infermiere volontario ed un paziente. Ad avere la peggio è stato proprio l'autista, Fernando Cipriani di 56 anni cui i medici del pronto soccorso hanno dovuto subito praticare ben 26 punti di sutura per un profondo taglio alla testa. Ma ora è completamente ristabilito. Pressoché incolumi gli altri due passeggeri che se la sono cavata con tanto spavento ma nessuna conseguenza. Dai primi accertamenti risulta che l'ambulanza, preceduta e seguita da due vetture, proveniva da Piombino e mentre percorreva la variante della provinciale Verentana, Chi deve fare luce? RuAsùca a cu/ta JU 1/lmbesvta Ricci Ma, tanto per non restare nel vago, segnaliamo, per esempio, che le due campane per la raccolta della carta, poste dietro all'edicola dei giornali di via Cardinal Salotti sono, da svariatissimi giorni, stracolme e i giornali e- scono fuori dalle feritoie mentre tutto intorno giacciono scatoloni, riviste e carta varia. Ma il discorso vale ovviamente per tutti i raccoglitori sparsi per il centro e la periferia che, per la verità, non sono molti, anzi il loro numero è assolutamente inadeguato alle necessità. Anche la campane per la raccolta del vetro e della plastica non vengono svuotate con regolarità e la gente, purtroppo, continua a depositare nei pressi cassette piene di bottiglie o vetri sparsi che costituiscono, oltre ad uno spettacolo desolante, anche un serio pericolo. E dato che siamo in discorso, segnaliamo all'assessore alla Nettezza Urbana, Angelo Ubaldi, l'assenza assoluta di igiene per i cassonetti, le stesse campane per la raccolta differenziata e le zone di pertinenze, dove non vengono mai effettuate le operazioni di pulizia e disinfezione. Tanto è che l'aria intorno è maleodorante per non dire di peggio. A questo quadro, di per sé già abbastanza desolante, va aggiunta la deplorevole abitudine di molte persone di depositare nei pressi dei cassonetti ogni sorta di rifiuto...pesante. Materassi, poltrone, reti di letto, sanitari rotti, televisori sfasciati ed ogni altro rifiuto ingombrante. Occorre far sapere a questi cittadini che esiste un punto di raccolta per questi rifiuti ferrosi o comunque ingombranti che si trova nei pressi della Cantina Sociale sulla via Cassia sud. Bisogna che il Comune insista su questo problema, affiggendo manifesti o, per esempio, avvertendoli con un inserto scritto quando invia le bollette per il pagamento della tassa sui rifiuti. Spesso è la mancanza di informazione che trasforma un probo cittadino in u- na sorta di vandalo casareccio. E se poi non intende ragione allora bisogna che siano i Vigili Urbani a pizzicarlo in... flagranza e fargli mettere mano al portafogli. giunta all'altezza dell'abitato di Capodimonte, sotto una pioggia battente e un forte vento, per evitare un albero ha frenato improvvisamente. Nel conseguente "testacoda" sono rimaste coinvolte le altre due macchine. Nel violento frontale sia l'ambulanza che una vettura Golf, sono state distrutte. Illeso, per vero miracolo, l'autista della macchina. Per quanto riguarda i danni si possono quantificare in oltre 100 milioni. Ed ora si pone il problema, per l'associazione Solidarietà Falisca, di reperire al più presto una nuova unità mobile di rianimazione per poter continuare, senza soluzioni di continuità, la sua indispensabile opera di volontariato a favore della comunità di Montefiascone. Ma non sarà facile reperire i cento milioni, tanto è il costo di una ambulanza dotata delle sofisticate attrezzature sanitarie di bordo. Si fa affidamento sulla sensibilità degli abitanti di Montefiascone, sulle istituzioni e sugli enti che sono invitati, tutti, a contribuire per l'acquisto, in brevi tempi, di un tale indispensabile mezzo. Novità da Villa S. Margherita Chi deve sostituire le lampadine fulminate sulla rete di illuminazione pubblica di Montefiascone? La risposta non è semplice come potrebbe sembrare ad un primo impatto. Intanto perché la ditta appaltatrice della manutenzione di tutti gli impianti elettrici comunali ha lasciato l'incarico con la fine dell'anno scorso e non è stata più sostituita ed inoltre perché non si sa bene a chi rivolgersi per queste incombenze. In effetti di lampadine fulminate, di pali della luce pericolanti, di black-out improvvisi e duraturi, ce ne sono a ogni piè sospinto e la gente interessata non ha mai la certezza di contattare l'ufficio comunale giusto per segnalare tali inconvenienti. Di norma ci si rivolge ai vigili urbani i quali, a loro volta, devono interessare gli uffici preposti. Ma esiste a Palazzo Doria un settore, un dipartimento, un ufficio che si interessa specificatamente della rete elettrica comunale? Non si sa. Qualcuno ha provato a contattare l'ufficio tecnico e, per la verità, le segnalazioni vengono accolte con l'assicurazione che si prowederà quanto prima ad eliminare il disagio. Ma poi, come testimoniano vari cittadini, passano giorni, settimane e mesi senza che la lampadina venga sostituita o il palo pericolante rimosso. Il Comune, dopo aver disdetto il contratto di manutenzione con la ditta appaltatrice del servizio, avrebbe incaricato un elettricista, assunto con contratto di formazione nei cantieri scuola, di provvedere alla bisogna. Ma può una persona sola, senza adeguata attrezzatura e con orario di lavoro ridotto, riuscire a stare dietro a tutte le segnalazioni di guasti e accidenti vari sulla vastissima rete di illuminazione pubblica? Certamente che no. Teniamo conto della grande espansione del territorio comunale che va dal centro storico abbarbicato sul colle, ad una vasta periferia fino alle più sperdute frazioni ed agglomerati urbani. E, grazie a Dio, ed anche alle varie amministrazioni comunali succedutesi negli anni, sono tutte zone ampiamente illuminate anche perché, come si dice, una lampadina non si nega a nessuno. Ne va di mezzo anche l'illuminazione della Basilica di S. Margherita che rimane quasi completamente al buio, eppure è stato sollecitato più volte al responsabile del Comune di provvedere.... parole... parole... Il personale socio-sanitario che opera all'interno di Villa Margherita di Montefiascone sta partecipando a carsi di riqualificazione professionale istituiti, all'interno del complesso gestito dai Padri Concezionisti, dalla Regione Lazio. Si tratta di una sessantina di addetti, divisi in due corsi, che forniranno all'istituto personale altamente specializzato da utilizzare nelle due strutture in cui si articola l'intero complesso.un centro di recupero per handicappati ed una residenza sanitaria assistenziale (RSA) che possono assistere nel loro complesso 160 pazienti. L'inaugurazione del primo di questi due corsi è coincisa con la visita del Ministro delle Telecomunicazioni, on. Salvatore Cardinale. La presenza del Ministro, non legata strettamente all'inaugurazione del corso, cui invece prowederà, il presidente della Giunta Regionale del Lazio Piero Badaloni, sta a significare che le Poste hanno accolto la richiesta dei Concezionisti di dedicare un francobollo commemorativo a Padre Luigi Maria Monti, fondatore della Congregazione dei Figli dell'immacolata Concezione. Delle due iniziative: corso di aggiornamento del personale e visita del Ministro Cardinale, va fiero il loro fautore, Padre Terenzio D'Ortenzio, direttore di Villa Margherita. "Sono due momenti significativi per la vita del nostro Istituto - spiega Padre Terenzio - perché volti alla crescita della nostra attività nei confronti delle persone svantaggiate ed al loro riconoscimento. I corsi a favore del nostro personale interno significano certezza di offrire un servizio altamente specializzato nei settori socio-sanitari e assistenziali in cui operiamo. Per quanto riguarda l'omaggio al nostro Fondatore, Padre Monti, è, appunto, un riconoscimento che aspettiamo da tempo". Padre Terenzio, ci partecipa anche di un'altra iniziativa che certamente sarà accolta con grande favore dalla popolazione di Montefiascone: quella di istituire, molto presto, dei corsi aperti a tutti, per il conseguimento dell'attestato di Operatore Tecnico Assistenziale, titolo essenziale per poter essere assunti sia dalla stessa Villa S. Margherita che in strutture similari sia pubbliche che private.

5 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 NOTA DI AGRICOLTURA GPS: sistema di posizionamento globale La televisione ed i giornali ci mostrano, purtroppo molto spesso, spettacolari fenomeni naturali che avvengono sulla terra. Alluvioni, maremoti, frane, ecc. sconvolgono la superficie del nostro pianeta, provocando anche immensi danni a gravi lutti. Queste trasformazioni del territorio avvengono da quando il mondo è mondo, rendendo il terreno disuguale, sia per la compattezza che per la fertilità. Gli agricoltori sanno bene che il terreno che coltivano cambia quasi ad ogni passo. Cambiano il colore e la consistenza, cambiano le pianure più o meno irregolari, ed i poggi più o meno in pendenza. Ci sono terreni dove affiora il tufo e terreni più profondi, terreni più fertili e meno fertili. Anticamente la popolazione della terra non era numerosa, le esigenze di cibo erano contenute, e l'agricoltura veniva praticata solamente in zone ben determinate. La terra si coltivava con poche e rudimentali attrezzature, usate con la sola forza delle braccia; eccezionalmente, anche con l'aiuto degli animali da soma o da tiro. In tali condizioni, il poco territorio che veniva coltivato era, ovviamente, scelto tra quello più fertile, per ottenere le massime produzioni con il minimo sforzo fisico e con ridotti tempi di lavorazione. Fino a circa sessanta anni fa le semine venivano effettuate a mano, prestando attenzione ed adeguandole anche alle più piccole variazioni di fertilità del campo da seminare. All'epoca un proverbio diceva: semina rado e facci il bravo, semina fitto e non farci profitto. Tale proverbio si potrebbe considerare come il riassunto del manuale per la semina corretta; infatti con pochissime parole descrive sia il modo di seminare che il risultato a raccolto. Dal proverbio si intuisce che non bisogna pretendere troppo dalla pur generosa produttività della terra, ma spargere in modo saggio la quantità di semi secondo la forza che il terreno ha per farli tutti germogliare e spigare. Con la passione, l'impegno e la competenza, i nostri nonni trasformavano un lavoro umile e faticoso come la semina, in un'opera d'arte ed in un miracolo agronomico. All'inizio del terzo millennio i valori e la saggezza dei nostri avi vengono, man mano, riscoperti. I nostri nonni usavano qualsiasi mezzo e qualsiasi espediente che avevano a disposizione per ottenere il miglior risultato possibile. Oggi, anche noi cerchiamo di sfruttare qualsiasi mezzo ed espediente per ottenere i migliori risultati, sia come produzione che come riduzione dei costi; ovviamente non ricorrendo all'agricoltura manuale, ma ai moderni sofisticati mezzi tecnologici. In altre nazioni più evolute agronomicamente, la semina, la concimazione e la raccolta del grano si eseguono con il supporto dell'elettronica, dell'informatica e dei satelliti geostazionari. Vi sembrerà che io abbia detto una cosa esagerata ed irreale, ma, cari lettori, vi assicuro che è una realtà. Negli USA, Australia, Spagna ed altre nazioni usano tali mezzi da circa quindici anni, sono conosciuti in tutto il mondo con il nome di GPS (Global Positioning System) sistema di posizionamento globale. Nella pratica questo sistema viene chiamato precision farming e nelle semine e nelle concimazioni viene usato così: si fa un monitoraggio delle caratteristiche agronomiche dell'area in cui si deve operare, tali dati vengono messi a memoria nel computer di cui sono equipaggiate la seminatrice e la spandiconcime, si mette in comunicazione il computer con il satellite geostazionario e si effettuano la semina e la concimazione. La seminatrice sarà in grado da sola, senza nessun intervento dell'agricoltore, di distribuire la quantità giusta di seme in base alle caratteristiche del terreno; la spandiconcime sarà dotata di un serbatoio per ogni tipo di concime e farà da sola le miscele e doserà la quantità di concime da distribuire, in base alla fertilità del terreno. Per la raccolta del prodotto si opera così: la mietitrebbiatrice è dotata di un computer in continuo collegamento con il satellite geostazionario, che gli permetterà di mettere a memoria tutti i dati che riguardano la resa del campo metro per metro, la qualità della produzione, l'umidità e tutti gli altri risultati, ottenuti in base agli interventi monitorati e pilotati al momento della semina e della concimazione. GIMBERTO o d o Informazioni di difesa delle colture e di politica agraria a cura del Dott. Agr. Massimo Angeloni Via Verentana, 27 - Montefiascone - Tel. 0761/ Il mese di Aprile è il nodo centrale della difesa sanitaria delle nostre colture. Anche se questo anno non sembra essere dei migliori dal punto di vista climatico, cerchiamo di orientare al meglio le nostre strategie di difesa e protezione. * Sulla vite, quando si saranno aperte 2 foglioline, è il momento di fare interventi con mancozeb folpet o propineb nei vigneti dove lo scorso anno ci sono stati attacchi di escoriosi. * Sulle Drupacee, nella fase di sfioritura, si interviene contro i tripidi con acefate, quinalfos o dimetoato. Questi stessi prodotti sono utili anche quando compariranno gli afidi. Dopo la "scamiciatura" si comincerà a controllare l'oidio con fenarimol, esaconozolo o penconazolo. Se si avranno piogge persistenti sarà necessario un intervento sul "verde" per prevenire o controllare le infezioni primaverili (monilia, bolla, corinco, fusicocco) con miscele del tipo bitertanolo e ziram oppure TMTD e carbendazim. * Sul ciliegio, che fanno i frutti dopo la metà di maggio, sarà il caso di controllare la mosca del ciliegio (Rhagolotis corasi) con prodotti specifici che vi ricordo hanno, di solito giorni di tempo di carenza, per cui sospendere gli interventi alla fine di questo mese per ragioni di sicurezza. Naturalmente su quello molto precoce non si deve intervenire. * Sulle Pomacee, con la caduta delle prime piogge, dovremo iniziare la difesa contro la ticchiolatura; sul pero inizialmente si userà prodotti di copertura a base di sali di rame, ziram mancozeb, tiram: poi successivamente formulati a duplice azione, particolarmente per il melo contro l'oidio, come fenarimol, bitortanolo o flusilazol. Fino alla fase del "frutto noce" si può intervenire ogni 7-8 giorni. In generale, ricordiamo che i prodotti di copertura vanno somministrati fino a 36 ore dalla caduta della pioggia, mentre i sistemi o endoterapici possono essere usati anche fino a 96 ore. * Sul pero dovremo controllare costantemente la deposizione delle uova della psilla e in caso di riscontro si dovrà intervenire al cambiamento di colore delle uova stesse, con amitraz o diflubenzuron. Chi aderisse al Programma Regionale Agroambientale del Reg. CEE 2078/92, Misura A1 deve rivolgersi al proprio tecnico per informazioni dettagliate, poiché alcuni dei principi attivi sopra elencati non sono ammessi dal suddetto regolamento.. E ora...,. Arcivescovo in cielo! Sua Ecc.za Mons. Remigio Ragonesi, è nato 79 anni fa a Bagnaia (19/01/1921) è stato ordinato sacerdote il 26 maggio 1945, eletto vescovo il 26 giugno 1971, consacrato il 4 settembre dello stesso anno. Per 16 anni è stato Vescovo Ausiliario della Diocesi di Roma e dal '91 al '96 Vicegerente di Roma. Il 22 marzo è salito al Creatore, addolorato per la morte della sorella, avvenuta un mese fa, con la quale viveva e con la quale ora è nella gioia di Dio insieme ai genitori. Dell'Arcivescovo Mons. Ragonesi abbiamo parlato nel nostro giornale in occasione del suo 50 di sacerdozio (maggio 1995). DI lui scriveva il Vescovo Boccadoro: "E magari tutti noi ne sapessimo imitare la sapienza, la pazienza, la mitezza, la bontà. A Roma è difficile salire in alto, ma quando uno, come Don Remigio, vi è giunto vuol dire solo che lo ha meritato". Lo invitammo per la festa di S. Margherita del 1995 ma non potè venire. Era ed è poco conosciuto dalla nostra gente di Montefiascone. Grande amico, perché hanno studiato insieme, del canonico Mons. Antonio Patrizi.

6 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 Taccuino economico e tributario a cura del Dott. Franco Radicati Da pochi giorni si è concluso il vertice europeo di Lisbona, nel corso del quale i quindici capi di Governo dei paesi della Comunità hanno concordato le strategie da adottare per lo sviluppo economico e per l'incremento dell'occupazione in Europa. Perché parlare di un evento internazionale sulla nostra rubrica? Gli effetti delle decisioni prese a Lisbona non sono così lontani come ci potrebbe sembrare: questo avvenimento avrà riflessi importanti sulla nostra vita di tutti i giorni. Per incentivare lo sviluppo dell'europa i capi di stato hanno infatti compiuto scelte che costringeranno molti di noi - volenti o nolenti - a doversi misurare con la realtà informatica e telematica. Le decisioni prese a Lisbona possono essere riassunte nell'idea che lo sviluppo dell'economia Europea dovrà dipendere quasi interamente dal pieno ingresso di tutti i Paesi che ne fanno parte nella cosiddetta "New Economy", espressione che tradotta nella nostra lingua significa semplicemente "Nuova Economia". Si tratta dell'economia basata sulle possibilità di rapida comunicazione nazionale ed internazionale offerte dalla rete di computer che è stata creata attraverso il mondo (World Wide Web, tradotto: grande ragnatela mondiale). Mediante l'utilizzo dei programmi che consentono collegamenti ad Internet, è infatti possibile comunicare in ogni parte del pianeta, in tempi brevissimi e con costi pressoché inesistenti. Ciò ha consentito la realizzazione dei grandi progressi compiuti negli ultimi cinque anni, nei paesi occidentali e specialmente negli Stati Uniti, dalle imprese che operano in campi più o meno direttamente collegati all'informatica; queste realtà sono perciò riuscite in breve tempo ad ottenere una forte crescita dimensionale, creando nuovi posti di lavoro e percorrendo rapidamente molte tappe nel percorso dello sviluppo aziendale. Basti vedere quanto è accaduto recentemente anche in Italia, dove alcune società quotate in Borsa, operanti nel campo della telematica, appena ottenuta la quotazione hanno visto crescere enormemente il prezzo delle loro azioni, sulla scia dell'entusiasmo raccolto tra il pubblico dei risparmiatori che nei "titoli tecnologici" hanno subito "fiutato" l'affare. Per meglio comprendere il significato della "New Economy" basta accennare al fenomeno del commercio elettronico, che consiste nel vendere o acquistare un prodotto o un servizio per via elettronica invece che con contratti firmati e incontri diretti fra compratori e venditori. E' quindi una evoluzione della vendita per corrispondenza, con la differenza che permette di ridurre i prezzi, di diminuire i tempi di ordinazione e consegna, facilitando acquisti e vendite da un capo all'altro del mondo che altrimenti sarebbero impossibili. La rete consente ad ogni impresa ovunque localizzata di raggiungere un mercato mondiale e di tenere aperto un negozio 24 ore su 24 dando ai clienti la possibilità di confrontare un maggior numero di offerte concorrenti aumentando così la competitività dei mercati. Con Internet si annullano le distanze e perciò si sconvolge il tradizionale mercato commerciale, creando, un 'mercato mondiale' nel quale si realizza una concorrenza quasi perfetta. Con poche lire si acquista un'ora di accesso ad Internet e ci si muove istantaneamente da un capo all'altro del mondo, in cerca di informazioni, giochi, prodotti e servizi spesso forniti gratuitamente da aziende, enti pubblici e privati. Tutto ciò attrae un numero crescente di persone: secondo le statistiche, i navigatori della rete diverranno oltre un miliardo entro tre o quattro anni. La previsione di sviluppo Europeo formulata a Lisbona è perciò basata su queste nuove tecnologie che tuttavia, nonostante il recente accentuato sviluppo, sono ancora materia ignota per molti di noi, e nella quale anche i più preparati e attenti alle novità rischiano di trovarsi a disagio, per la velocità con la quale emergono ogni giorno nuove scoperte e nuove applicazioni. Se l'europa dovrà percorrere questa via, come è nelle intenzioni dei suoi capi di stato, per ottenere lo sviluppo programmato del 3% annuo, tutti i paesi e tutti i cittadini dovranno compiere un grande sforzo di aggiornamento, tanto che fra pochi anni sarà molto difficile vivere senza doversi confrontare con il computer o con i suoi accessori. Anche le persone più istruite dovranno acquisire nuove conoscenze e competenze, ma in particolare dovrà essere superato il grande problema dell'adeguamento delle conoscenze delle fasce deboli della popolazione (anziani, persone a basso indice di scolarizzazione), se si vuole evitare il rischio di creare una nuova forma di analfabetismo nella società civile, quella dei computer-analfabeti. Per evitare ciò, i grandi d'europa hanno previsto una stringente tabella di marcia, che prevede tra l'altro i seguenti passi: - entro quest'anno gli Stati dovranno approvare le leggi che consentiranno di procedere oltre nella via verso la società dell'informazione (commercio elettronico, diritto d'autore, pagamenti elettronici, vendita di servizi finanziari a distanza) e accrescere la concorrenza delle reti di computer liberalizzando gradualmente le telecomunicazioni, per far diminuire i costi di accesso ad Internet; - entro II 2001 il mercato delle telecomunicazioni dovrà essere pienamente liberalizzato. Entro lo stesso anno tutte le scuole dovranno avere computer e accesso alla rete; - nel 2002 tutti gli insegnanti di tutte le scuole dovranno essere in grado di usare Internet e computer; - nel 2003 tutti i servizi pubblici dovranno essere accessibili per via elettronica. Viene da chiedersi se fra pochi anni potremo ancora raccontare una fiaba ai nostri nipotini con la nostra voce, o se invece dovremo dotarci di un computer per poterci mettere in comunicazione con loro. La speranza è che rincalzare della tecnologia non annulli definitivamente la poca umanità che ancora ci resta. Il Parlamento europeo e la tutela della "Famiglia" Il Parlamento di Strasburgo, pur non avendo alcuna competenza in materia di diritto di famiglia, la quale è riservata dai Trattati istitutivi dell'unione Europea alle singole legislazioni nazionali, ha recentemente rivolto un formale invito agli Stati membri a procedere alla piena armonizzazione delle normative inerenti la tutela dei diritti umani. L'intento perseguito, pienamente condivisibile ad una sommaria analisi, è rivolto in realtà ad assicurare il pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, parificandole sotto ogni punto di vista alle famiglie "tradizionali". Tale invito costituisce un ulteriore argomento a sostegno di coloro i quali ritengono che l'unione Europea rappresenti, purtroppo, il referente principale degli interessi economici, degli usi e dei costumi dei Paesi nordici, estremamente lontani per storia, cultura e tradizioni da quelli dell'area mediterranea. Il principio di sussidiarietà assume così, a seconda delle reciproche convenienze, le sembianze di una normativa variegata e flessibile, adattabile ad ogni circostanza concreta. Si rimane, pertanto, sconcertati di fronte agli inviti rivolti da un organo che, invece di rappresentare uno strumento di risonanza e di tutela di tutte le istanze provenienti dai cittadini dell'unione, è divenuta ostaggio di alcune "lobbies" economiche presenti al proprio interno. Nel caso della risoluzione concernente la ciocco- lata, infatti, il Parlamento ha tranquillamente ignorato il principio di sussidiarietà, generalizzando l'ambito di applicazione del regime derogatorio a suo tempo concesso ad alcuni Stati (cioccolata prodotta con l'addizione di oli vegetali ed emulsionati) per consentire agli stessi di continuare a produrre e vendere al proprio interno un prodotto diverso dalla cioccolata, proibito all'estero perché universalmente non riconosciuto come tale. La suddetta risoluzione sui diritti umani, espressione tipica di tale tendenza di "europeizzazione forzata" ed in aperta violazione del predetto principio di sussidiarietà, "sollecita gli Stati membri che non vi abbiano già provveduto ad adeguare le proprie legislazioni per introdurre la convivenza registrata tra le persone dello stesso sesso, riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri previsti dalla convivenza registrata tra uomini e donne" (art. 54); inoltre "deplora che nei codici penali di alcuni Stati membri siano tuttora vigenti disposizioni discriminatorie sull'età del consenso del minore per rapporti omosessuali nonché altre discriminazioni" (art. 56). Ritengo che tali disposizioni non necessitino di alcun ulteriore commento, dal momento che costituiscono l'ulteriore dimostrazione della volontà legislativa di parificare giuridicamente tra loro situazioni completamente diverse le quali, nel rispetto degli universali principi della tolleranza e dell'uguaglianza, dovrebbero invece essere lasciate alla completa autonomia dei soggetti interessati. Dott. Marco Marianello Il meo culpa del Papa: una voce spirituale di risonanza ecumenica Il "Mea Culpa" risuona in tutto l'orbe cattolico e cristiano, che ha partecipato a questo evento, con particolare commozione. Il Papa, ancora una volta, in maniera irripetibile nella storia, ha confessato di fronte al mondo intero, nella sacralità e nella solennità di Piazza S. Pietro, i peccati sui quali e con I quali la chiesa "avrebbe" costruito se stessa, la propria organizzazione e la propria potenza spirituale e temporale. Giovanni Paolo ha dunque recitato l'atto di contrizione dinanzi ad una platea di festanti che agitano fazzoletti bianchi inneggiando al suo carisma, alla sua sofferenza e alla sua ferrea volontà, anche se poi alcuni sono pronti a dimenticare le sue parole, appena varcato il colonnato del Bernini e appena spenta la televisione che trasmette quelle immagini. Ma soffermiamoci un istante proprio sulle parole del Pontefice: lui parte da una affermazione di fede - sostiene infatti la santità della chiesa data dalla fusione in Cristo che la rende perennemente colma di grazia divina - pertanto, qualunque peccato compiuto non inquina la santità della chiesa. La chiesa è e resta santa; questo è il mistero della fede e questo riafferma il Papa quale verità preliminare e indiscutibile, in un percorso nel quale tenta l'unione delle chiese cristiane (a cominciare da quella d'oriente) e la convergenza dei valori. Tuttavia la chiesa può essere peccatrice perché fatta dì uomini che vivono nella storia, cioè nel mondo, con le sue tentazioni, le sue cadute e la sua moralità. Dio è amore, e misericordia, il peccatore pentito è atteso dalla misericordia e sollevato sino alla grazia. Naturalmente il pentimento deve essere autentico per meritare misericordia e grazia. Ma chi non è sincero quando si pente? Siamo tutti sinceri in ogni nostro atto e pensiero, la natura ha provveduto a darci questa salvaguardia; l'uomo è sempre autentico, anche nei suoi atteggiamenti peggiorili Ma il Papa ci chiede che il pentimento sia durevole e non effimero, chiede che la fede non sia più soltanto formale liturgia, ma consapevole pratica del vivere nei doveri dell'amore reciproco e del perdono. Silvia Somigli

7 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 La testimonianza dell'apostolo Pietro "lo posso mostrarti i trofei degli apostoli. Se vorrai recarti in Vaticano o sulla via di Ostia, troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa". E' la testimonianza del presbitero romano di nome Gaio, vissuto alla fine del sec. Il e all'inizio del III. I trofei sono le tombe gloriose degli Apostoli e Martiri Pietro e Paolo. Per quanto riguarda la tomba di Pietro in Vaticano, il presbitero Caio fa riferimento ad una edicola funeraria costruita nel sec. Il, sul luogo stesso della sepoltura. Scavi archeologici disposti da Pio XII ed eseguiti negli anni quaranta e ripresi successivamente hanno scoperto questa edicola, situata al centro della Basilica di San Pietro, sotto l'altare della Confessione. E' un segno antico del movimento dei pellegrini, che ha origini remote, ha assunto proporzioni imponenti soprattutto in occasione dei Giubilei. Il Grande Giubileo del 2000 chiama i pellegrini da tutto il mondo "ad Petri sedem", per confermare la fede, in Cristo, Figlio di Dio, confessata e confermata da Pietro con il martirio. L'INCONTRO CON GESÙ' I fratelli Simone e Andrea, figli di Giovanni, erano di Betsaida, cittadina sulla sponda del lago di Genezaret, a Oriente di Cafarnao. Ambedue erano pescatori e vivevano in cordiale rapporto con Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, anch'essi pescatori. Simone ebbe la prima notizia di Gesù, dal fratello Andrea, che insieme a Giovanni aveva avuto con Gesù un colloquio indimenticabile. L'evangelista Giovanni registra l'avvenimento con queste parole: "Andrea [dopo il colloquio con Gesù] incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo) e lo condusse da Gesù, Gesù fissando lo sguardo su di lui, disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni: ti chiamerai Keta (che vuol dire Pietra) (Gv 1,41) Quel nome nuovo deve aver suscitato tanti interrogativi nella mente di Simone - Pietro, ma senza una risposta chiara. La successione dei primi episodi della vita pubblica di Gesù mette in evidenza che Andrea e Simone-Pietro, Giacomo e Giovanni furono presenti alle nozze di Cana, lo accompagnarono a Gerusalemme per le celebrazioni pasquali, sostarono a Sichar, dove Gesù incontrò la Samaritana al pozzo di Giacobbe; quindi ritornarono in Galilea senza perdere di vista Gesù. Tuttavia riprendevano, di quanto in quanto, l'attività della pesca. Nella Galilea Gesù "incominciò a predicare il Vangelo di Dio, dicendo: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo" (Me 1,15). L'evangelista Luca aggiunge: "La sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi" (4,14-15), dovunque Gesù passava, folle di popolo si radunavano attorno a lui per ascoltarlo. SARAI PESCATORE DI UOMINI Un giorno Gesù era sulle rive del lago, mentre la folla gli faceva ressa. C'erano lì due barche e i pescatori attendevano a ripulire le reti. Una di queste barche era di Simone; Gesù vi salì e pregò Simone di scostarsi al quanto da terra, in modo da parlare con più agio. "Quand'ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e getta le reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano Al vedere questo, Simone Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore " Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore d'uomini. Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono". (Le 5,1-11). Scegliendo i discepoli soprattutto tra i pescatori, forse Gesù ha voluto premiare la fiducia e la speranza che il pescatore manifesta di fronte all'insuccèsso, senza scoraggiarsi, anzi pronto a gettare di nuovo la rete. Fiducia e speranza sono virtù necessarie per gli evangelizzatori, che hanno a che fare con esseri umani, non sempre disposti ad ascoltare il Vangelo. Non molto tempo dopo Gesù volle costituire il Collegio degli apostoli, composto da dodici discepoli, chiamandoli in pubblico per nome a partire da Simone, al quale impose il nome di Pietro (Me 3,13). Da allora gli altri apostoli rispettarono questo primato e Pietro divenne protagonista di importanti episodi evangelici, di cui vengono presentati ai lettori i più significativi: Dopo la prima moltiplicazione dei pani Gesù con i discepoli si recò nella sinagoga di Cafarnao, che ben presto si riempì di gente, che si era saziata il giorno prima con i pani e i pesci del miracolo. Gesù profittò della circostanza per parlare di se stesso come pane vivo disceso dal cielo, aggiungendo: "Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6,31). Queste parole non furono capite, anzi furono rifiutate, sicché ad uno ad uno se ne andarono tutti e rimasero con Gesù soltanto i dodici discepoli. Gesù si volse a loro dicendo: "Volete andarvene anche voi? Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio" (Gv 6,68). Era trascorso più di un anno da quando Gesù aveva costituito il Collegio apostolico. Da allora i dodici avevano seguito Gesù, avevano ascoltato le sue parole, vissuto momenti di sorpresa e di emozioni, avevano costatato il suo potere sul demonio e sulle malattie e certamente molti di loro, se non tutti, erano certi che Gesù fosse il Messia promesso dai profeti. % Un giorno Gesù, seguito dai Dodici, si avviò verso 5 Cesarea di Filippo, città di culto pagano eretta in onore di Cesare Augusto. Aveva in animo, Gesù, di rivelare se stesso e (a missione ricevuta dal Padre. Incominciò il colloquio chiedendo ai Dodici: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?" diverse furono le risposte. Allora disse loro: "Voi chi dite che io sia?" "Rispose Simon Pietro: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E Gesù: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne, né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mìa Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei dèi o tutto ciò che scioglierai sulla terrasarà sciolto nei cieli" (Mt 16,15-19). Gesù confermò in pieno la confessione di Pietro anzi la attribuì ad una rivelazione del Padre e dichiarò beato quel discepolo, pronto e generoso, che aveva risposto a nome di tutti. Gesù proseguì spiegando il significato del nome Pietro, cioè Roccia. Un nome intimamente unito alla Chiesa che Gesù intende costruire: dì questa, Pietro doveva essere il fondamento solido, indistruttibile; inoltre a lui assicurò il potere delle Chiavi del regno dei cieli e il potere di legiferare. Si tratta quindi di un'istituzione universale e continua nel tempo affidata a Pietro e ai suoi successori. EJ Tuttavia Gesù volle prevenire negli apostoli ogni interpretazione sulla linea della gloria e della potenza terrena. Sicché l'evangelista Matteo (e con lui Marco e Luca) riferiscono che "da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protcstarc cs.cendo: "Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Lungi da me, SatanaI Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". (Mt 16, 21-23). L'intervento di Pietro era stato precipitoso e intempestivo, dettato certamente dall'amore per Gesù, ma anche dall'idea distorta di un Messia vincitore e dominatore, che era diffusa nella cultura ebraica del tempo. Sei giorni dopo Gesù scelse Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse sul monte Tabor, dove si manifestò loro trasfigurato. Il suo volto e le sue vesti divennero singolarmente splendenti di una luce che riempiva l'animo di felicità sovrumana, al punto che Pietro ebbe a dire: "Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mose ed una per Elia! (Me 9,5). L'evangelista commenta: "Non sapeva infatti cosa dire". Ma anche durante quella manifestazione di gloria Gesù parlava con i due profeti di ciò che doveva accadere a Gerusalemme. Q Quando giunse l'ora predetta più volte da Gesù, l'ora della sua gloria e della gloria del Padre, ma anche l'ora del potere delle tenebre, l'ora lunga dall'ultima Cena alla Risurrezione, Pietro, pur manifestando sinceramente amore per Gesù, al punto di dichiararsi pronto a donare la vita per lui, stenta a entrare in sintonia con il suo Maestro. Vuole rifiutarsi di partecipare alla lavanda dei piedi, è presuntuoso e si lascia vincere dal sonno nell'orto degli ulivi; è spavaldo quando mette mano alla spada e taglia l'orecchio ad un servo del pontefice; imprudente nel mettersi nell'occasione di rinnegare Gesù (e vi cadde clamorosamente tre volte); umiliato dal canto Bel gallo, che gli ricordò l'avvertimento di Gesù; indifferente, distratto e sorpreso, quando un rumore di passi richiamò i suoi occhi, che incontrarono quelli di Gesù in catene: "Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti mi rinnegherai tre volte". E uscito pianse amaramente"(le 22,61-62). Noi, nel vivere la successione delle debolezze umane di Pietro, descritte dai Vangeli senza attenuanti, siamo tentati di uscire con Pietro da quella stanza, per ascoltare nel silenzio della notte i gemiti del suo pianto e sussurrare al suo orecchio parole di conforto, prendendole in prestito tra quelle dette con dolcezza da Gesù ai peccatori. La mattina di Pasqua le donne, che erano andate al sepolcro di Gesù per completare la sepoltura del suo corpo, trovarono la tomba aperta e vuota, sicché corsero da Pietro per informarlo. A questa notizia anche Pietro e Giovanni corsero al Sepolcro. Giovanni, più giovane, arrivò per primo, ma attese Pietro, che entrò per primo nel sepolcro, seguito da Giovanni. E' ragionevole che Pietro abbia versato altre lagrime di pentimento e di rinnovato amore. Q Di ritorno in Galilea, i discepoli di Gesù ripresero l'attività della pesca. E' l'alba e Gesùdi attende sulla riva. Al loro arrivo li invita a mangiare il pane e il pesce che lui stesso aveva preparato. "Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi ami più di costoro?" Ripete la domanda altre due volte e Pietro a sua 'volta ripetè la risposta: "Si, Signore, tu lo sai che ti amo". Gesù soggiunse: "Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle" (Gv 21,15-18). Nessun accenno fece Gesù alla triplice negazione di Pietro, ma solo volle raccogliere una triplice dichiarazione di amore, in seguito alla quale Gesù confermò la promessa fattagli a Cesarea di Filippo, sottolineando più che il potere delle chiavi e dello sciogliere e del legare, il servizìo umile e amorevole del pastore che conduce al pascolo le sue pecorelle ed è pronto ad offrire per loro la sua vita. E' quello che farà Pietro a Roma, morendo in croce come il suo amato Maestro, durante la persecuzione dell'imperatore Nerone.

8 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 a cura di Giuseppe Ferlizzi Servizio idrico La vecchia conduttura Lago-Montefiascone, realizzata 60 anni fa, con piccolo diametro di portata e numerose perdite, doveva essere sostituita. Il nuovo acquedotto, appaltato alla Impresa Lanzi Domenico con una spesa di L è stato già realizzato per una metà circa e consiste nella sostituzione delle vecchie condotte con altre nuove e di maggior diametro, con portata di 60 litri al secondo. Questa opera, di primario interesse per la cittadinanza, è stata voluta dal Sindaco Trapè per la definitiva soluzione del problema idrico. pere pubbliche Depuratore Madonnella: appalto all'impresa Valentini al prezzo di L Potrà entrare in funzione soltanto quando sarà realizzato l'ultimo tratto di rete fognante in località Madonnella di L , di cui è in corso la procedura per l'ottenimento dei nulla osta necessari al fine dell'appalto. Allaccio depuratore Coste-CO.BA.LB: aggiudicata all'impresa D.A.M.I.S. al prezzo di L lavori sono stati consegnati e l'impresa sta attualmente approntando i materiali per l'esecuzione. I lavori dovranno compiersi in 90 giorni ed una volta terminati i residenti nella zona Coste potranno allacciarsi. Gli stessi residenti potranno eseguire i lavori di predisposizione dell'allaccio anche in fase di realizzazione degli attuali lavori. Opere di urbanizzazione in località Pelliccione: (L ) è stato appaltato all'impresa ELPIDIA 2000 la quale ha già iniziato i lavori con la realizzazione del muro di sostegno e parte della pavimentazione di via Madonna delle Grazie. Pavimentazione area esterna al cimitero: è stata realizzata dall'impresa Chiavarino snc e già completata. [ubblica Istruzione Interventi vari plessi scolastici: consistenti nella realizzazione della centrale termica e dei bagni presso la palestra della scuola media A. Manzoni, nella fornitura di tribune e panchine e nella tinteggiatura della stessa. E' previsto, inoltre, l'ampliamento della scuola stessa con realizzazione di due nuove aule e di due scale antincendio. Alle scuole materne ed elementari delle Mosse, Coste e Zepponami è previsto, invece, l'adeguamento degli impianti elettrici alla normativa vigente e l'adeguamento alle norme di prevenzione incendi. Corsi di informatica - Organizzati congiuntamente da Assessorato Cultura e "Istituto Tecnico Commerciale, Programmatori e Geometri" Mentre si stanno concludendo presso la Biblioteca Comunale i Corsi di Inglese che hanno visto la consueta partecipazione di numerosi iscritti, è in fase di studio una nuova proposta di Corso. Da una collaborazione tra l'istituto Tecnico Commerciale e Geometri "Carlo A. Dalla Chiesa" con l'assessorato alla Cultura del Comune, è in fase di elaborazione una proposta per una serie di corsi di Informatica. I Corsi saranno tenuti da docenti dell'itcg presso le aule di informatica dello stesso Istituto, dotate di tecnologie all'avanguardia e già utilizzate da ordini professionali, enti pubblici per concorsi e varie strutture. Saranno previsti: corsi di informatica speciale (WINDOWS - WINWORD - EX- CEL); corsi per INTERNET e corsi per AUTOCAD. Ogni corso sarà naturalmente accessibile a tutti i cittadini interessati. I bandi di partecipazione sono previsti entro la metà del mese di aprile. La Biblioteca Comunale è in continuo miglioramento. Chi l'ha frequentata recentemente avrà sicuramente notato i nuovi arredi e la maggiore dotazione di volumi dovuta agli acquisti effettuati anche con fondi regionali. Oggi è anche disponibile una postazione multimediale con collegamento INTER- NET a disposizione del pubblico. E' un'ulteriore offerta rivolta soprattutto ai giovani e agli studenti, oltre naturalmente, a tutti quanti vogliano effettuare approfondimenti e ricerche. I locali confortevoli, il notevole afflusso di giovani, la disponibilità degli operatori e le continue iniziative, conferenze e incontri, hanno finalmente reso la nostra biblioteca funzionale e sicuramente adeguata. Il problema del ripetitore TIM alle Coste si avvia a conclusione A seguito di serrate trattative condotte tra il Vice Sindaco Maurizio Paradiso per conto del Comune e l'ing. Francesco Limatola (responsabile TIM Italia Centrale) sembra avviarsi ad una conclusione il problema del ripetitore di telefonia mobile TIM installato in località "Pelucche". E' stata infatti trovata una soluzione che sarà sancita da un protocollo di intesa, che prevede la dimissione delle quattro antenne direzionali rivolte verso il centro abitato di "Pelucche" dopo che le stesse antenne saranno spostate in altro sito (distante dalle abitazioni). Presso "Pelucche" resteranno solamente tre antenne rivolte su Bolsena. Trattandosi di antenne direzionali non potranno creare emissioni verso il centro abitato e questo tranquillizzerà maggiormente gli abitanti della zona. C O M U N I C A T O Dopo il turno invernale ( ) trascorso in periodi differenti nell'assistenza a gruppi di giovani nei ritiri spirituali, la Confraternita S. Carlo di Montefiascone è disponibile a ricevere per la prossima estate richieste da parte di Enti, Comuni e privati, con calendari da fissare nella Casa Oleandri per bambini e adulti desiderosi di un soggiorno marino di almeno una decina di giorni. Già sono pervenute alla direzione proposte e domande di diversa natura che si stanno vagliando per l'accettazione. Per il servizio delle assistenti o inservienti, saranno prese in considerazione tutte le lettere di ragazze maggiorenni, complete di generalità, che perverranno prima della fine del prossimo aprile secondo lo schema seguente: Casa Oleandri: Curia Vescovile Viterbo o Montefiascone "La sottoscritta nata a residente a con titolo di studio superiore o terza media, in possesso del libretto sanitario o di lavoro, desidera di iscriversi alla Associazione di Volontariato Santo Stefano per prestare servizio come o durante la prossima estate - autunno. Firma A suo tempo sarà fissata la convocazione per il mese di maggio dalla Associazione di Volontariato Santo Stefano. COMANDAMENTI per il Riciclaggio Con l'approssimarsi della buona stagione è opportuno intensificare l'impegno a mantenere la città ordinata e pulita. Ognuno dovrà fare la sua parte. L'Amministrazione Comunale ha ampliato e migliorato il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani con contenitori differenziati. Sono state acquistate venti nuove campane per la raccolta di vetro, lattine e rifiuti particolari. Al riguardo i ragazzi della Scuola Media Statale "A. Manzoni" ci hanno inviato una guida per un migliore smaltimento dei rifiuti: 1) LIMITATEVI NEL PRODURRE IMMONDIZIA (ci avete trasformato il mondo in una pattumiera) 2) SMETTETE DI SCRIVERE FIUMI DI PAROLE SULLA QUESTIONE (non servono a niente) 3) AGITE! (cominciando a separare ecc...) 4) MOSTRATE DI ESSERE CIVILI (un paese traboccante di materassi, lavatrici sparsi in ogni luogo non è indice di grande civiltà) 5) DIVENTATE FURBI (lo sapete che ogni oggetto riciclato ci fa risparmiare un sacco di soldi e ci fa pagare meno tasse!) 6) SIATE FELICI! ce ne è motivo quando: a. avete risparmiato b. vi siete dimostrati civili c. avete fatto il vostro dovere d. e soprattutto... avete creato un paese più bello e vivibile) Scuola Media Statale "A. MANZONI" - Classe 2E Tempo Prolungato ASSESSORE R.S.U. Angelo Ubaldi H0MERJ5ART, CASPITERINA!ACQSAFATE! 2C - 2E Tempo i SIMPS0N RISPETTANO L'AMBIENTE FATELO ÌANCHE VOI prolungato IL SINDACO Mario Trapè USA, MAGGIE { BRAVE!!! OGNI RIFIUTO SUO POSTO

9 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II agli Anziani (ottobre 1999) Gli anzicini risiici Settore* Scrii tu rei «La giovinezza e i capelli neri sono un soffio», osserva Qoelet (11,10). La Bibbia non si esime dal richiamare l'attenzione, talora con schietto realismo, sulla caducità della vita e sul tempo che scorre inesorabilmente: «Vanità delle vanità [...] vanità delle vanità, tutto è vanità» (Qo 1,2): chi non conosce il severo ammonimento dell'antico Sapiente? Lo comprendiamo specialmente noi anziani, ammaestrati dall'esperienza. GIUSEPPA BARCAROLO E' questo solo l'anticipo, perché in seguito sarà ritratta con lo sposo, il famoso patriarca dei V * F i o r d i n i : S i m o n e Giraldo. Si sono sposati nel 1938 ed hanno due figli: Cesare e Franco. La signora, che non esce più di casa, è del 1914, ma è sempre seguita dai suoi cari. La troviamo quasi sempre intorno al focolare che pulisce l'insalata o sbuccia le patate mai senza far niente! Brava, signora Giuseppa, a presto Nonostante questo disincantato realismo, la Scrittura conserva una visione molto positiva del valore della vita. L'uomo resta sempre fatto a «immagine di Dio» (efr Gn 1,26) ed ogni età ha la sua bellezza e i suoi compiti. L'età avanzata trova, anzi, nella parola di Dio una grande considerazione al punto che la longevità è vista come segno della benevolenza divina (efr Gn 11, 10-32). Con Abramo, uomo di cui viene sottolineato il privilegio dell'anzianità, questa benevolenza assume il volto di una promessa: «Farò di te un grande popolo / e ti benedirò, / renderò grande il tuo nome / e diventerai una benedizione. / Benedirò coloro che ti benediranno / e coloro che ti malediranno maledirò / ed in te si diranno benedette / tutte le famiglie della terra» (Gn 12, 2-3) Accanto a lui c'è Sara, la donna che vede il proprio corpo invecchiare, ma che sperimenta nel limite della carne ormai sfiorita la potenza di Dio che supplisce all'umana insufficienza. Anziano è Mosè, quando Dio gli affida la missione di far uscire il popolo eletto dall'egitto. Le grandi opere che per mandato del Signore egli compie in favore di Israele non occupano gli anni della giovinezza, ma della vecchiaia. Tra altri esempi offerti da anziani, vorrei citare la vicenda di Tobi, il quale con umiltà e coraggio si impegna ad osservare la legge di Dio, ad aiutare i bisognosi, a sopportare con pazienza la cecità fino a sperimentare l'intervento risolutore dell'angelo di Dio (efr Tb 3, 16-17) ed ancora quella di Eleazaro, il cui martirio è testimonianza di singolare generosità e fortezza (efr 2 Mac 6, 18-31). Anche il Nuovo Testamento, pervaso dalla luce di Cristo, annovera eloquenti figure di anziani. Il Vangelo di Luca si apre presentando una coppia di coniugi: «avanti negli anni» (1, 7): Elisabetta e Zaccaria, genitori di Giovanni Battista. Verso di loro si rivolge la misericordia del Signore (efr Le 1, ): a Zaccaria ormai vecchio viene annunciata la nascita di LUIGI E CORDELIA Sono i due della Porticella, vecchi pescatori, anche se ora è difficile continuare a svolgere il loro mestiere: si tratta di Luigi Monanni e la sposa Cordelia Rocchi, l'uno del 1918 e sarà il suo 82 compleanno il prossimo 8 maggio, lei del 25 gennaio Hanno tre figli: Franco, Franca e Iole sposati con Anna, Bruno e Ennio dai quali hanno avuto 4 nipoti. I due hanno trasformato la loro casa in chiesa, e seguono tutte le trasmissioni di Radio Maria e se capita qualcuno di casa e loro stanno in ascolto è necessario che si adegui diversamente se ne può pure andare: che hanno il DDT? vero Luigi? un figlio. Egli stesso lo sottolinea: «lo sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni» (Le 1, 18). Durante la visita di Maria, l'anziana cugina Elisabetta, piena di Spirito Santo, esclama: «Benedetta sei tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Le 1, 42) ed alla nascita di Giovanni Battista, Zaccaria intona l'inno del Benedictus. Ecco una mirabile coppia di anziani, pervasa da profondo spirito di preghiera. Nel tempio di Gerusalemme Maria e Giuseppe, che vi hanno portato Gesù per offrirlo al Signore, o piuttosto, secondo la legge, per riscattarlo come primogenito, incontrano il vecchio Simeone, che a lungo aveva atteso il Messia. Prendendo il Bambino tra le braccia, egli benedice Iddio e prorompe nel Nunc dimittis: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace...» (Le 2, 29). Accanto a lui troviamo Anna, vedova di ottantaquattro anni, frequentatrice assidua del Tempio, che nell'occasione ha la gioia di vedere Gesù. Nota l'evangelista che «si mise a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme» (Le 2, 38). CONCETTA MORGANTI Chi le darebbe gli anni che ha? Eppure è nata il 16 giugno 1907: sono 93! Vive da sola in casa, spesso visitata dalla sorella Paolina che è del La signorina Concetta ha lavorato per ben 48 anni in casa Magno. Era ed è come una di famiglia. Riceve ogni mese Gesù Eucaristia. Anziano è Nicodemo, stimato componente del Sinedrio. Egli si reca di notte da Gesù per non dare nell'occhio. A lui il divin Maestro rivela di essere il Figlio di Dio, venuto a salvare il mondo (efr Gv 3, 1-21). Ritroveremo Nicodemo al momento della sepoltura di Cristo, quando, portando una mistura di mirra e di aloe, vincerà la paura e si manifesterà come discepolo del Crocifisso (efr Gv 19, 38-40). Quali confortanti testimonianze, queste! Ci ricordano come in ogni età il Signore chieda a ciascuno l'apporto dei propri talenti. Il servizio al Vangelo non è questione di età! E che dire dell'anziano Pietro, chiamato a testimoniare la sua fede con il martirio? Gli aveva detto un giorno Gesù: «Quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». (Gv 21, 18). Sono parole che, in quanto successore di Pietro, mi toccano da vicino e mi fanno sentire forte il bisogno di tendere le mani verso quelle di Cristo, in obbedienza al suo comando: «Seguimi!» (Gv 21, 19). TERESA LEONARDI Il prossimo 2 maggio compirà 92 anni. Sposata con Bonaventura De Santis nel 1925 ha avuto ben otto figli, tre dei quali sono già in paradiso insieme al marito. E' ricca di ben 16 nipoti, di 21 pro-nipoti, il più piccolo dei quali è nato nel 1999 e porta il nome di Marco Fortunati. La signora Teresa è stata sempre casalinga e vive ora con l'uno ora con l'altro dei figli ed ha intenzione di giungere tranquillamente al secolo di vita. Il Salmo 92 [91], quasi sintetizzando le fulgide testimonianze di anziani che troviamo nella Bibbia, proclama: «Il giusto fiorirà come palma, / crescerà come cedro dei Libano; / Nella vecchiaia daranno ancora frutti, / saranno vegeti e rigogliosi, / per annunziare quanto è retto il Signore» (13, 15-16). E l'apostolo Paolo, facendo eco al Salmista, annota nella Lettera a Tito: «I vecchi siano sobri, dignitosi, assennati, saldi nella fede, nell'amore e nella pazienza. Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti ; sappiano insegnare il bene, per formare le giovani all'amore del marito e dei figli» (2, 2-5). La vecchiaia, dunque, alla luce dell'insegnamento e nel lessico proprio della Bibbia, si propone come «tempo favorevole» per il compimento dell'umana avventura, e rientra nel disegno divino riguardo ad ogni uomo come tempo in cui tutto converge, perché egli possa meglio cogliere il senso della vita e raggiungere la «sapienza del cuore». «Vecchiaia veneranda - osserva il Libro della Sapienza - non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni; ma la canizie per gli uomini sta nella sapienza; vera longevità è una vita senza macchia». (4, 8-9) Essa costituisce la tappa definitiva della maturità umana ed è espressione della benedizione divina.

10 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 MONTEFIASCONE E IL GIUBILEO: RICETTIVITÀ' ALBERGHIERA di Marcello Mari Montefiascone ha sei alberghi. Uno, il più piccolo, al centro vicino al cuore della città: piazza Vittorio Emanuele. Si chiama "Dante". Due appena all'esterno delle mura medioevali. "L'Italia", davanti alla porta principale della città, quella del Borgo Maggiore e "L'Altavilla" un centinaio di metri più lontano, sulla via Cassia, nel tratto urbano che prende il nome di via Dante Alighieri, vicino allo stabile che occupava la "Posta vecchia" la più antica locanda di Montefiascone. Altri due alberghi sono posti in direzione Nord, verso Bolsena, sempre sulla consolare via Cassia. Il primo che si incontra è "Rondinella"; poi qualche chilometro dopo, in una posizione superba, "Il Caminetto". Il sesto è la "Carrozza d'oro" sulla riva del lago, accanto ad una natura selvaggia ed incontaminata. Tutti i gestori sono anche i proprietari degli immobili. Determinati a cercare e rincorrere nuove migliorie per rendere i loro esercizi sempre più efficienti.abbiamo posto, ad alcuni di loro, delle domande. "Qual'è, in sintesi, la storia del suo albergo? Quale è stata la sua ricettività e quale è quella attuale? Come vede il futuro di Montefiascone, oltre il 6 gennaio del 2001, quando terminerà l'anno santo? " Umberto Contestabile, anni 34, proprietario dell'albergo Altavilla. "La costruzione risale al 1968 eseguita dal nonno Daniele Marziantonio. Venti anni dopo è avvenuta la prima vera ristrutturazione per variare il numero dei posti letto e la categoria. Nei 1999 è stata effettuata una successiva restaurazione e diversi miglioramenti tutti mirati ad una maggiore qualità in occasione del Giubileo. Abbiamo avuto nel corso degli anni un incremento del 20%-30%. Abbiamo 27 camere eleganti e luminose per un totale di 50 posti. L'albergo è a tre stelle. Per il futuro, premesso che l'anno Santo è un veicolo trainante di notevoli proporzioni che ci pone all'attenzione di tutto il mondo, vedo il lavoro improntato su tour operativi internazionali legati alla potenzialità turistica della Tuscia verso la scelta di canali come per esempio l'olanda, l'inghilterra, il Giappone e la Germania. Si può inoltre concretizzare un lavoro continuativo e sicuro facendo una giusta promozione in occasione delle manifestazioni fieristiche. Per ultimo devono essere sensibilizzati gli enti pubblici che devono rendere economicamente possibili questi interventi". Il decano Cesare Salviani, anni 77, famoso in tutto l'alto Lazio, e non solo, per la sua straordinaria cucina. Ha dedicato tanti anni, oltre quaranta, a questo lavoro coadiuvato dalla signora Anna Ceccarelli presentando, in maniera favolosa, i gusti della Tuscia. Le loro ricette sono una tradizione. "La costruzione dei "Il Caminetto" è avvenuta nel Situata sulla via Cassia, allora non esisteva l'autostrada del sole, era un punto di ritrovo di clienti come ristorante. Dal 1964 è divenuto anche albergo, anche se di modeste proporzioni, con sette camere per quindici posti letto. "Il Caminetto" con ai piedi il lago di Bolsena La clientela è prettamente composta di stranieri, in particolar modo, tedeschi. La mia specialità è, naturalmente, la ristorazione. Sono venuti da me più volte anche tante personalità italiane. Solo qualche nome: Ciampi, sì l'attuale Presidente della Repubblica, il senatore Maccanico la cui signora è di Montefiascone, Ciaurro che ha una villa a poche centinaia di metri, Nilla Pizzi, Batiali, Moser. Ultimamente il popolare conduttore televisivo Galeazzi e il simpatico Pippo Franco. Ho naturalmente nominato solo alcuni. Continuerò in maniera tradizionale a curare la cucina come ho sempre fatto". Ne siamo convinti. E'doveroso aggiungere che "Il Caminetto" ha un panorama meraviglioso. E' a picco sul lago. I fratelli Patrizio e Renzo Lombardi, rispettivamente di 38 e 35 anni, sono i proprietari e gestori degli alberghi "Italia" e "Carrozza d'oro". Ci rispondono con le notizie dell'albergo "Italia" che è antico e pieno di ricordi: "E' stato fondato all'inizio del '900 dalla famiglia Fanali che lo ha gestito per tanti decenni. Lo abbiamo rilevato solo qualche anno fa e il suo stato era certamente mediocre. Non sufficiente e adatto ai tempi attuali. Vi abbiamo effettuato ingenti lavori che sono terminati solamente qualche mese fa. Ora disponiamo di un nuovo ed originale salone ristorante che può ospitare duecento persone. E' stato modellato in maniera tale da servire come sala per convegni e congressi con disponibilità di qualsiasi confort. Ora l'albergo ha ben 28 camere, tra doppie e triple, per un totale di 64 posti letto. E' a tre stelle. Si spera di vedere sempre più turisti nella nostra città. L'albergo "Italia" è ritornato a risplendere come negli anni '60 quando era uno dei migliori dell'intera provincia di Viterbo." Poi è la volta del più moderno la "Carrozza d'oro" ultimo arrivato di tutti gli alberghi. Completamente ristrutturato in occasione del Giubileo con tocchi di classe. "Esisteva, a pochi metri del lago a ridosso della strada, in località "valle Roncona", un vecchio casolare di campagna che è stato radicalmente trasformato, nel 1984, per renderlo idoneo come ristorante. E' nata così la "Carrozza d'oro". Quattro anni dopo, ancora dei lavori, per ricavarne un albergo di modeste dimensioni. Era a due stelle con solo sette camere. Così per dieci anni. Lo scorso anno, in previsione del Giubileo, usufruendo dei fondi speciali a disposizione, abbiamo deciso una nuova radicale trasformazione. Ora ha fatto un salto di qualità cambiando categoria. E' a tre stelle con ben 44 camere doppie e due mini appartamenti. Dispone di ben cento posti letto. Il ristorante ha subito ugualmente radicali interventi; ora ha 450 coperti. Il menù è stato particolarmente arricchito. E' la più grande struttura ricettiva della nostra città. La maggior parte delle sue stanze sono con vista lago. Nel grande parco circostante, ad una quindicina di metri dal lago, sono state messe a dimora centinaia di piante. Sarà una piccola oasi di pace. Ora speriamo che Montefiascone divenga veramente un paese a vocazione turistica. Vogliamo ricordare che la "Carrozza d'oro" è l'unico albergo esistente in riva ai lago. In prospettiva vediamo un futuro "europeo". Sotto i nostri portici vorremmo ascoltare brusii di tedeschi, inglesi, francesi e tante altre lingue". Venanzio Nicolai, 79 anni, è il titolare dell'albergo ristorante "Rondinella" che gestisce con la moglie e i suoi figli: "Nel 1950 in località "Asinelio" abbiamo aperto una piccola osteria per la sola mescita del vino. Cosa che è andata avanti, positivamente, per ben diciotto anni. Poi nel 1968 la svolta per correre al passo dei tempi. L'osteria è stata trasformata in albergo-ristorante. Pochi letti, ma tanto lavoro per il ristorante. Sono venuti cantanti famosi come Reitano, più volte, Little Tony, Mina, Tony Dallara, Dory Grezzi. Tanti politici: Almirante, Fanfani, Andreotti, Berlinguer, Spadolini, Martelli. Nel 1980 abbiamo costruito l'annesso fabbricato adibito a residence. I lavori di restauro e di ristrutturazione in sostanza non sono mai stati terminati. Sino ai nostri giorni. Ora abbiamo un albergo a tre stelle con 75 posti tra camere singole, doppie e mini appartamenti. Il ristorante è per ben 500 persone. Vorrei aggiungere che in questi ultimi anni abbiamo realizzato anche un agriturismo in riva al lago la "Gabelletta" frequentato in stragrande maggioranza da tedeschi. Sono 25 posti. Per il futuro puntiamo molto sulle promozioni turistiche". Il piccolo albergo "Dante" ha trenta letti; è stato, ultimamente, parzialmente rinnovato. La gestione è della stessa famiglia da tanti anni. E' essenziale e semplice. Esistono ancora un camping in riva al lago ed un agriturismo nella valle; ma non sono oggetto di questo lavoro. La ristrutturazione alberghiera, che ha coinvolto la maggioranza delle nostre strutture ricettive, ha creato nuovi posti di lavoro. Nella provincia di Viterbo l'incremento occupazionale, a seguito dei contributi regionali, riguarderebbe 235 unità lavorative. Aumentano, di conseguenza, anche i posti a disposizione per il turista che visita la Tuscia. Montefiascone, con i suoi sei alberghi, raggiunge, una ricettività considerevole con 334 posti letto. Non è cosa trascurabile per cercare un immediato rilancio turistico.

11 IVI il le parole LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 da salvare... dabbéa - bevanda d'adè - dov'è; "d'adè ade, che te frega ma ti!" dàje - dai, suvvia, insisti damagnà - da mangiare, cibo debboto - debito defètuo - soldo; utilizzato soltanto nella dizione: "so senz'uri defetuo" che si riferisce ad un traslato, in italiano maccheronico, del "sensum defetui"del canto liturgico. Tantum ergo delibbrarà - liberare da un pericolo: "Dio ce deli bbare" dentrume, dentrame - interiora del pollo o di altro animale dereto, direto -1.dietro. 2. sedere, deretano desiijato - esiliato diaolaccio - sorta di armatura a forma di ombrello ricoperta con fili spalmati di vischio per catturare gli uccelli di notte, con l'ausilio di una lampada che li attrae. diaolino - formicolio che si avverte quando si riscaldano le mani molto fredde. digrìno - distruzione. (**) digurà - divorare dindaròlo - salvadanaio dinoguàrde - esci., dio ci guardi dinuèlle - da nessuna parte, in nessun luogo; rafforzativo cicadinuelle. Nel dialetto orvietano si trova riduèlle o doèlle con significato simile. diesìlla, diesìlle - preghiera affrettata e poco chiara; termine in italiano, maccheronico traslato dal latino "dies irae, dies illa" dipanatòro, dinapatòro - arnese per avvolgere la lana, arcolaio diriggerì - digerire disìpara - erisipela, malattia infettiva caratterizzata da una dermite con eritema, distrùtto - strutto divièta - dieta donnincamicia - fiore bianco, calla drentane, dentrane - lavoratori dei campi che, contrariamente ai contadini che hanno la casa in campagna (foresi), abitano nel paese. durace - aggettivo che caratterizza una specie di pesche che, contrariamente a quelle scuppole (vedi), non si riescono a spaccare in due parti uguali. ècchime - vedi èsteme èiolo, èjela - eccolo, eccola èllara, ènnara - edera émo - abbiamo énece, énnece - uovo di marmo, quindi pesante e facilmente riconoscibile al tatto, che si lasciava nel cesto del pollaio come invito (indicazione, indice) alla gallina a deporre le uova vicino a quello già presente invece di andarle a disperdere all'esterno nella campagna. In traslato, il detto "nun jè rimaso più manco Ténece" si riferisce a persone, colpite dalla malasorte, che non hanno più neanche il singolo soldo che possa servire come base di partenza per accumularne altri. entraménte - nel frattempo: "entramente che voe dormì oto, vaddà 'I pescio c'ho chiappo!". èpre - lepre; "l'ha fatto epre!" l'ha ammazzato facendogli fare la fine del lepre, erbétta - prezzemolo erbòne - varietà di trifoglio con fioritura di colore rosso scuro. érto - contrario di sottile, spesso èssa - essere; "nun pò essa!" E' impossibile! èsso - adesso ésteme, èstolo - eccomi, eccolo (**) éte - avete éteche - tisiche (**) Contributo dei lettori GIANCARLO SALVIANI ha comunicato otto parole: abbàsta - basta adèccolo - eccolo affàto, afàto - ammaliato, stregato, plagiato. ancrapàto - intestardito angauzzolàto - avvoltolato, aggomitolato. arinnaccià - rammendare arintorcinà - attorcigliare ed un antàfene (unito a zaravaje) dal significato non chiaro. UMBERTO RICCI una di sapore licenzioso: annacciarìto - indurito come l'acciaio, specialmente riferito al membro di uomini considerati incorreggibili dongiovanni. ROSELLA SCORZINO una di carattere opposto: annillìto - rammollito, viziato; generalmente riferito al figlio minore, più coccolato, di famiglie numerose. ANNA Lozzi ha segnalato: arrazzichìto - fortemente invaghito per qualcosa che, ai tempi antichi, non rappresentava una virtù: "adè arrazzichito pe' fuma" (o per le donne, il gioco delle carte, ecc). vulga- Un lettore ANONIMO ci ha comunicato: créspene, gréspine: crespino, nome volgare del Berberis ris, pianta arbustacea comune in Italia; buscìca - vescica, bolla FRANCESCA PEPPONI un blasone popolare riferito ai risultati ottenuti facendo accettare le proprie opinioni grazie all'ostinazione e all'insistenza: "Daje daje le cipolle so' diente aje". ed un altro di Porfirio Carelli riferito ad una situazione in cui ad ogni scelta possibile corrisponde un risultato non gradito: "Quale cape dicia quello che magnaa le scardaone". VINCENZO MARENGHI ha segnalato Lettera A abbubbonato: dicesi di persona o cosa che presenta sporgenza anormale o gonfiore accentuato; es. gonfiore sopra il labbro superiore dovuto ad una protesi non perfetta, arrazzichita: donna che vuole strafare nel lavoro, impegnandosi in modo esagerato. Lettera B biscardo: dicesi di giovane poco serio, scapestrato burino: persona, il cui comportamento simula finezza, mentre in realtà è zotico, cafone. burlandotto: persona a cui piace raccontare buffonate per far ridere la gente, comico. Da Roma affiarata: colpo improvviso di calore "avvampata" (di fuoco o di sole).

12 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 mxkf CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DI VITERBO S.p.A. Intesa nnnn "BANCA DEL GRUPPO INTESA AL SERVIZIO DEL GIUBILEO" LA BANCA AL SERVIZIO DEL GIUBILEO La Filiale di Montefiascone della Carivit S.p.A. in occasione del Giubileo del 2000, comunica le iniziative ed i servizi che è in grado di offrire a chi vuole partecipare al grande evento e conservarne viva testimonianza. MEDAGLIE COMMEMORATIVE Unica coniazione al mondo con le garanzie ufficiali della Santa Sede In vendita in esclusiva presso gli sportelli della Carivit, sono gli unici esemplari ufficiali del Giubileo; disponibili in oro e in argento, sono state realizzate dai più importanti pittori e scultori italiani e stranieri e riproducono i temi indicati dal Pontefice nella lettera apostolica "Tertio Millennio Adveniente". Le monete-medaglie, per lo spessore del loro significato, per la preziosità della materia e per la qualità artistica, costituiscono una sintesi perfetta di simboli che "raccontano" il Grande Giubileo dell'anno 2000 consegnandolo alla storia. Ogni moneta-medaglia è accompagnata da un certificato con l'ologramma che garantisce l'autenticità del prodotto. IL GIORNALE DEL PELLEGRINO Unica, completa memoria dell'evento storico E' l'organo ufficiale di informazione della Santa Sede per il Grande Giubileo dell'anno Edito nelle sette principali lingue del mondo cattolico, rappresenta l'unica memoria completa, viva e puntuale di questo grande avvenimento della cri- stianità. Documento di grande importanza storica e spirituale, riporta brani e testi integrali dei discorsi del Pontefice, è ricco di interviste e testimonianze di rilievo e racconta la storia del Giubileo nei secoli insieme a presentazioni storiche, liturgiche e pastorali degli eventi più significativi del Grande Giubileo. Presso gli sportelli della Carivit è possibile prenotare l'intera raccolta che verrà inviata a domicilio, alla chiusura del Giubileo, a partire da marzo ALTRI SERVIZI UTILI E PROPOSTE DI PREGIO IL CARNET "ROMA CAPUT MUNDI ONLUS": Porte aperte sui tesori della Capitale, per facilitare la visita della capitale da parte dei pellegrini, tramite un carnet di biglietti da utilizzare per la visita ai Musei e alle aree archeologiche del Comune di Roma. OGGETTISTICA PINEIDER Presso gli sportelli della CARIVIT SpA è possibile prenotare orologi - disponibili in argento, oro e platino - di particolare pregio, elevato valore unitario e limitata produzione, creati da Mainz - Geneve. CARTA DEL PELLEGRINO E' stata realizzata per facilitare la partecipazione alle diverse celebrazioni e manifestazioni del Giubileo e garantisce una serie di agevolazioni e di servizi. La Filiale di Montefiascone della CARIVIT SpA (Tel ) è a disposizione per illustrare più dettagliatamente i servizi offerti.

13 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 L'aborto può essere perdonato? Egregio Don Agostino, Mi permetta di chiederle scusa per il tempo che le ruberò, ma ho un grosso dubbio da esporle e soltanto tramite una lettera mi sento di farlo. Sono ormai avanti con gli anni, ma c'è qualcosa successa tanti anni fa che mi spezza il cuore e parlo di Aborto. E' inutile giustificare il fatto dicendo che c'erano dei motivi, non è servito a niente perché con il passare degli anni questi motivi sono risultati superficiali, ma a che cosa serve? lo le scrivo solo per farle una domanda e se vorrà rispondermi tramite La Voce, tei mi toglierebbe un grosso peso dai cuore, se non lo ritiene opportuno cestini pure la mia ietterà senza scrupoli. La domanda è questa. Una persona come me può pensare di riawicinarsi al famoso gregge cristiano di cui parla Gesù con la confessione e ottenere il perdono, o il solo sperarlo è una bestemmia? Non è passato giorno dopo tanti anni in cui il dolore per ciò che è successo ritornasse ad appesantire le giornate e perciò il pentimento c'è di sicuro. In questo anno del Giubileo in cui sento parlare del perdono, di ottenere l'indulgenza Plenaria dopo aver fatto una serie di rinunce e pellegrinaggi, ecc Posso in qualche modo sperare di potermi avvicinare al sacramento della confessione e comunione? Mi perdoni gli errori fatti ma penso che lei abbia capito che cosa mi sta a cuore. Avvicinarmi a Dio. Se vorrà farmi sapere l'atteggiamento della chiesa, nei riguardi di questo problema, le sarei infinitamente grata. Forse le mie giornate scorrerebbero più serene e la possibilità di ottenere il perdono lo so già mi darebbe la forza di affrontare la vita con maggiore serenità. Grazie comunque e scusi ancora se si sente offeso e amareggiato per ciò che leggerà. La sua domanda di carattere esistenziale interessa lei e tante altre persone che si trovano nello stesso stato di disagio. Quindi cercherò senz'altro di darle una risposta, non tanto la mia, quanto quella della chiesa che non fa che interpretare ufficialmente il comandamento di Dio: "Non uccidere". "Una persona come me può pensare di riavvicinarsi ai famoso gregge cristiano di cui parla Gesù con la confessione e ottenere il perdono o il solo sperarlo è una bestemmia?" In primo luogo vorrei riportarle ciò che dice "Il Catechismo della Chiesa Cattolica" su questo delicato argomento. Ne tratta nel comandamento "Non uccidere" (n ) e dal n al 2275 parla appunto di aborto, l'argomento che ci interessa. Lo riporto non tanto per lei che ha già compreso la gravità dell'atto, quanto per tutte quelle persone sposate e non sposate che ricorrono P E K s o w s i g g s o all'aborto clandestino o all'aborto effettuato nelle strutture pubbliche: è sempre un delitto contro una persona indifesa ed è sempre un infanticidio compiuto da chi l'ha concepito e dovrebbe sentire il dovere di proteggerlo. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: OEJC / V I E S E La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. «Chi procura l'aborto, ottenendo l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae» «per il fatto stesso d'aver commesso il delitto» e alle condizioni previste dal Diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione: «I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte» «Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare, di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se «rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto di Z e l i n d o ( j i a n l o r e n z o GRATITUDINE Montefiascone, 22/03/2000 Caro Don Agostino, Questa è una piccola offerta che la famiglia Taranteiio vuole fare, per ringraziarla di averci inviato il mensile "La Voce". Voglio farle i miei complimenti, perché è un giornale che non trascura nulla e sono felice che in primo piano ci sia il "carattere religioso". E' molto importante avere un giornale che ci informi sui fatti della nostra Montefiascone, la ringrazio veramente di cuore. Andrea Taranteiio umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale... Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi... non deve equivalere a una sentenza di morte». "La Verità vi farà liberi" è il titolo del Catechismo degli Adulti della Chiesa Italiana. Ripetendo ciò che afferma il CCC sopra riportato scrive al n "Non può certo essere considerato un ingiusto aggressore l'individuo umano appena formato nel grembo materno, così da poterne giustificare la soppressione diretta con l'aborto. «La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli» La pena della scomunica sottolinea la gravità e il pericolo di una facile diffusione dell'aborto. L'ovulo fecondato ha immediatamente una sua autonomia biologica, in quanto possiede un programma genetico scritto nel DNA dei cromosomi, in base al quale realizzerà il successivo sviluppo fisico e psichico. Dipende dalla madre per il nutrimento e la protezione, ma non è parte del suo corpo, né una sua proprietà. Non hanno solido fondamento i tentativi di datare l'ominizzazione dopo le prime due settimane, in cui l'embrione può dividersi per dare origine ai gemelli, o più tardi ancora, dopo la formazione della corteccia celebrale. L'unica cosa sicura è la perfetta continuità biologica dal concepimento alla nascita, dalla nascita alla morte. Basta questo per esigere il rispetto della vita appena concepita: nessuno può permettersi di uccidere un individuo anche solo nel dubbio che si tratti di un uomo. La tradizione cristiana, malgrado le diverse opinioni teologiche circa il momento della creazione dell'anima, ha sempre condannato senza esitazione l'aborto. Inconsistenti appaiono le teorie, secondo cui il feto non sarebbe ancora uomo, perché non è cosciente o non è ancora inserito nella società. Neppure un bambino appena nato è pienamente cosciente; un cerebroleso non lo diventa mai; un addormentato cessa di esserlo temporaneamente. Quanto alla società, non ha certo il potere di stabilire chi è uomo e chi non lo è. Eventuali motivi di equilibrio psichico della madre o di equilibrio familiare e sociale passano in secondo ordine rispetto al dovere di rispettare la vita e devono trovare soluzioni compatibili con esso. L'aborto non è un diritto per nessuno. La legge civile non può rendere onesto quello che non lo è. Anziché autorizzare in determinati casi l'interruzione volontaria della gravidanza, dovrebbe piuttosto riconoscere il diritto dei piccoli indifesi a una speciale cura e protezione, prima e dopo la nascita. Termina con queste parole: "La comunità cristiana rifiuta con fermezza l'aborto e ogni connivenza con la mentalità abortista, ma sa pure di dover essere segno della misericordia di Dio, che non esclude nessuno. Deve esserlo anche mediante una concreta accoglienza sia delle madri in difficoltà sia di quanti fossero caduti in tale peccato, magari per pressioni psicologiche o sociali, per smarrimento o debolezza. Parole che non fanno altro che ripetere ciò che è detto al n del CCC. "La Chiesa non intende in tal modo... Non mi dilungo oltre, signora. Il Signore, dato il suo pentimento, l'ha già perdonata, solo deve presentarsi dal Sacerdote, esporgli il suo problema, accettare i suoi consigli e disposizioni, e celebrare con la gioia ritrovata nel cuore, il giubileo del 2000! Le consiglio, se può, di effettuare un pellegrinaggio a Roma e lì accostarsi alla confessione e comunione, usufruendo dell'indulgenza giubilare, e ritornare a casa "con la forza di affrontare la vita con maggiore serenità". Nella basilica di S. Margherita c'è un confessionale, che dovrebbe maggiormente essere frequentato, soprattutto durante questo Anno Santo; titolare è Mons. Luigi Mocini, un sacerdote esperto, di 80 anni, comprensivo al massimo, al quale ci si può rivolgere, soprattutto al mattino dalle ore 9 in poi.

14 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 "LA VOCE" È GRATA Al SUOI: CAVALIERI: Buroni Laura, Pagliarulo Michele, Camicia Giuseppe, Famiglia Rovella, Biancalana Flaviano, Fioretti Lina, Catana Consiglia, Paparello Gianluigi, Ugolini Margherita, Maria Santucci, Castellani Filippo, Battistoni Laura, Francia Roberto, i parenti di Olga Febbraro, Comalca, Stefanoni Felicetto, Gorelli Ernesta, Ricca Filippo, Mosca Armando, Chiodi Rachele, Sassara Fausto e Anna, Mencio Marcello, Bartoleschi Eleonora, Monanni Luigi, Pesci Elio, Signora di Viterbo, Pagliarani Iolanda, P.G., Rossetti Filippo,Pieri Ricc'a Valeria, Quami Elide, Bacchi Margherita, Cevolo Lorenzo, Zampetta Franco, Andreani Franco, Lanzi Pierina, C.L., Bellini Giuliana, Bracoloni Valeriano, Clausi Schettini Carlo, Gevi Annunziata, Azzolini Lucia, Ceccariglia Vittoria, Canulli Francesca ed Ezio, Manzi Mecuccio, Ugolini Dante, Ugolini Arcangelo. Scalabrelli Elena. SOSTENITORI: Marzetti Giuseppa, Porroni Francesco, Ballarono Aida, Della Casa Rosa Bianca, Moscino Domenico, Marianello Roberto, Berardi Paolo, Paradiso Mario, Fanali Filippo, Rubeca Valentino, Piergiovanni Clementina, Giraldo Mauro, Fantin Arduino, Notazio Antonio, Morleschi Francesco, Lupi Napoli Ileana, Scarinci llda ved. Lupi, Sciuga Elena, Merlo Valeria, Buroni Vincenzo, Crocetti Assunta, Pecugi Gioacchino, Armando e Domenico, da Milano, Sensi Alvaro, Mecali Luigi, Saleppichi Gianfranco, Patrizi Silvana, Cevolo Sante, Bacchiarti Maria, Franco Domenico, Manzi Giancarlo, Piovanelli Anna, Bertuccini Pietro, Marignoli Luigi. BENEMERITI: Nunziati Francesca, Nunziati Emilio, Duracini Giuseppe, Napoli Sandra, Stefanoni Anna Rita, Ceccarini Guglielmo, Stefanoni Italo, Paoletti Quintalino, Stefanoni Alfredo, Scoponi Rinaldo, Cocciola Anna, Piergiovanni Vittorio, Gaglairdo Giuseppa, Stefanoni Anna Rita, Stefanoni Settimio, Apolloni Vittorio, Carletti Oliva, Ricci Serafina, Brachini Ines, Menghini Giuseppe, Dominici Quita, Sciamannini Rosa, Crocetti Assunta, La Pergola Angelina. AMICI: Ceccarini Giuseppe: Parlanti Luigi, Fetoni Elsa, Fiorucci Pietro, Barcarolo Lucia, Zampetta Maria, Scaglini Vittoria, Vergaro Elia, Crocetti Augusto, Femminella Maria Luisa, Tarantello Andrea. AMICI DELLA CATTEDRALE Sono entrati a far parte degli "Amici della Cattedrale": Castra Maurizio e Sonia, Contestabile Carola, Trapè Serafina, Radicati Quinto, Rivici Angelo, Trapè Domenico, Placidi Adele, Bracoloni Andrea, Persi Nerio, la famiglia in suffragio di Armando Ugolini, Pigliavento Felicita", Ceccariglia Ignazio, Bracoloni Valeriano, Scalabrelli Elena. ANAGRAFE CITTADINA NATI: Menichelli Lorenzo di Giancarlo e Moschini Alessandra (24/02); Stefanoni Giulia di Claudio e Fiorelli Sabrina (13/03); Fioretti Michele di Arturo e Ciucci Brunella (17/03); Lombardi Christian di Gianluca e Celestini I- laria (19/02); Costantini Sara di Giulio e Eusepi Sabrina (16/02); Venanzi Michele e Venanzi Luca di Paolo e Leonetti Daniela (04/03); Adreoni Luca di Renato e Pieretti Anna Maria (06/03). MATRIMONI: Marinucci Eliseo e Grande Danila (22/09/ 99); Danti Andrea e Boccolini Caterina (19/02/2000). MORTI: Perfetti Maria (n. 28/1/1908 m. 25/2); Pigliavento Felice (n. 9/3/1909 m. 26/2); Onofri Anna Maria (n. 25/7/1913 m. 26/2); Mosca Armando (n. 4/4/27 m. 26/2); Cipriani Marsilia (8/3/23 m. 29/2); Guerrini Riccardo (28/1/82 m. 8/3); Gatti Marco (n. 5/2/81 m. 8.3); Cartafina Domenica (n. 19/9/1907 m. 10/03); Scalabrelli Elena (n. 1.3/1934 m. 11/3); Ceccariglia Ignazio (n. 10/7/25 m. 11/3); Ceccarelli Elena (n. 18/8/1903 m. 10/03); Marianello Arduino (n. 30/06/1912 m. 22/2); Ceccariglia Natale (n. 25/12/1914 m. 4/3); Moscetti Settimia (n. 20/2/1910 m. 8/3); Bracoloni Valeriano (24/7/1934 m. 18/3); Ramaglioni Evaristo (n. 16/1/25 m. 20/3). PRO LAVORI STRAORDINARI BASILICA SANTA MARGHERITA L Giusto Frigo (4 a offerta) L Monanni Luigi, Azzolini Lucia DOMENICA 9 APRILE si effettuerà un pellegrinaggio a Collevalenza di Todi. Riguarderà le due parrocchie di S. Flaviano e S. Margherita. Per le iscrizioni rivolgersi al Parroco di S. Flaviano di A. CEMPANARI INFORMARE CORRETTAMENTE. Saturno Giove «Luna Come divulgatore, quale modestamente mi considero, ho il dovere di informare. Informare però non basta e specie nel campo scientifico bisogna farlo seguendo tutte le regole dettate dalla scienza, quella scienza che non ha bisogno di enfasi, emozioni o interpretazioni personalizzate. Può essere che non servirà a niente, ma dopo l'abbaglio della super Luna del 22 dicembre scorso, quasi certamente gli astrologi e gli operatori dei media saranno attratti irresistibilmente dalla prossima congiunzione stretta di tutti i corpi del sistema solare. Infatti il 4 maggio prossimo in un'area di circa 27, prima del tramonto, tra le costellazioni del Toro e quella dei Pesci saranno raggruppati il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno ed anche Urano. Bene, sarà un particolare ma comunissimo fenomeno naturale senza effetti sulla terra né tantomeno sugli uomini, come normale è stato il fenomeno della super Luna di cui sopra, che è stata in effetti lievemente più grande, ma solo in maniera impercettibile... cosa che nessuno, venendo meno alla informazione, ha detto. IL CIELO DI PRIMAVERA Marte Venere Mercurio : - Congiunzione del 22 febbraio Così apparirà il tramonto anche il 4 maggio p.v. Durante le serate primaverili, più calde e più spesso sgombre da nuvole, è possibile osservare in un solo colpo d'occhio le costellazioni invernali che si avviano al tramonto verso Ovest e le costellazioni estive che spuntano all'orizzonte Est. Succede che in questo periodo possono essere viste più stelle di prima magnitudine che in ogni altra stagione: Sirio, Rigel, Betelgeuse, Procione, Arturo, Spica, Regolo e verso Est la bellissima Vega. Il centro del cielo è caratterizzato dalle costellazioni che tra le altre caratterizzano il cielo primaverile: Bootes e la Vergine. Per individuarle basta prolungare il timone del Grande Carro (Orsa Maggiore), in questo periodo alto nel cielo e facilmente individuabile, tracciando una curva che individuerà prima Arturo, alfa Bootis, poi più in basso Spica, alfa Virginis. Arturo, un nome che non deve indurre ad errori etimologici perché deriva dal greco "Arctos Oura" che significa "coda dell'orsa". Di magnitudine - 0,06 è la stella più luminosa dell'emisfero Boreale e la quarta di tutto il cielo, dopo Sirio, Canopo e Alfa Centauri. 115 volte più luminosa del Sole e 32 volte più grande. Possiede numerosi primati: fu utilizzata, centrandola opportunamente in un telescopio, per accendere tramite un foto relais le luci della fiera mondiale del progresso di Chicago nel E' stata la prima stella ad essere osservata in pieno giorno ed è la stella che possiede il moto proprio più elevato. Infatti si sposta nel cielo di 2,2 secondi d'arco all'anno, ciò significa che tra 800 anni avrà percorso nel cielo uno spazio apparente pari al diametro della luna piena. Alfa Virginis è la bianco azzurra Spica. La sua temperatura superficiale è di gradi e se fosse al posto del Sole riscalderebbe volte di più. Naturalmente la Terra sarebbe ridotta ad una fornace e la vita sarebbe possibile solo sul pianeta Plutone. Bassa sull'orizzonte è però molto evidente in cielo, perché tutto intorno non ci sono altre stelle importanti. La costellazione della Vergine è importante anche perché verso quella direzione esiste il più grande ammasso di galassie che si conosca, il quale è separato dal nostro "Ammasso locale" da un baratro di ben 70 milioni di anni luce. Sito internet A.S.A. PEGASUS - sezione di Montefiascone: html://web.tiscalinet.it/starfires/ Troverete le nostre migliori astrofotografie, argomenti astronomici, consigli per le osservazioni, mercatino dell'usato, la pagina astronomica de "La Voce", una hot mail ecc. Pellegrinaggi a S. Giovanni Rotondo Il prossimo aprile la Parrocchia di S. Flaviano ha organizzato un pellegrinaggio dal Beato Padre Pio, soprattutto per acquistare una statua del Beato e piazzarla nelle vicinanze di S. Flaviano. Altro pellegrinaggio sarà organizzato dalla parrocchia di S. Margherita per il 29 e 30 settembre p.v.

15 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 E J giunto il momento di sciogliere le vele (2 Tm. 4,6) Giuseppa Gagliardo Raro esempio di bontà d'animo, semplice e di nobili sentimenti, dedicasti la vita alla tua famiglia che tanto amavi. Ci mancheranno la tua generosità verso gli altri, il tuo esempio di vita cristiana. L'amore che ci hai dato non è morto con te: "Vive nel nostro cuore, nella nostra coscienza, nel nostro ricordo". Ora che sei in cielo proteggi tutti i tuoi cari, tua figlia Rosanna, tuo genero Dario, la suocera di tua figlia Luigina e in particolare modo i tuoi amati nipoti Giuliano e Massimo. Sergio Zucchetta Armando Mosca E' il momento del trapasso, di quanto sia rimasto un vuoto nell'anima nostra; il dolore, il rimpianto, l'ira per un destino ingrato, sono cose che nessuno cancellerà, rimarranno dentro di noi. Saranno cose nostre, per te, per me, per chi ti ha volto bene e stimato, per chi gli è stato accanto, amandolo così come lui ha saputo amare, testimoni ed eredi di quanto ci ha insegnato, affascinati dalla sua infinta bontà e dignità; lui "piccolo grande uomo", come lo aveva definito sua figlia, sempre e comunque al di sopra di tutto, anche di se stesso, per amore di chi gli stava vicino, pronto a consolare, non chiedendo mai conforto per se stesso. Non è il momento delle parole di consolazione, sarebbero in questo momento fuori luogo ed offensive. Ora è in un'altra dimensione e sa, come già sapeva, che gli era sempre stato accanto e lo ha capito fino in fondo. Ringrazio Armando per quel che mi ha insegnato, lo ringrazio per non essersi vergognato di me mentre soffriva quando mi ha abbracciato, mi ha fatto sentire suo figlio, me lo ha detto senza dirmelo e questo non potrò dimenticarlo, come non potrò dimenticare quell'ultimo saluto che era un arrivederci e non un addio, questo accadrà, ne sono certo, nel nome e per grazia di Dio. Settimia Moscetti Ci è morta un'altra mamma. La Settimia. Noi della Madonnella, nati a cavallo della seconda guerra mondiale, non abbiamo a- vuto una sola mamma, ma tante. Tutti i bambini e le bambine della frazione erano figli e figlie di tutte le mamme. Sembra un gioco di parole o una filastrocca, ma è la realtà di allora. Tutte le giovani spose si occupavano dei bambini propri e degli altri. Quando le mamme andavano al lavoro, a spezzarsi la schiena per dissodare gli avari pezzi di terra messi a disposizione delle nostre famiglie diseredate, a quinto (una parte noi e quattro il padrone), dove ricavare di che mangiare, le frotte di bambini non restavano soli: c'era sempre una mamma ad accudirli. Ma se ne stanno andando tutte. La sora Side, la Vittoria, le due Adele, la Peppa ed ora la Settimia. Siamo più orfani e più poveri di sempre. La Settimia era per noi anche l'infermiera: ci medicava le piccole ferite, ci faceva le iniezioni, ci curava quando stavamo poco bene. Ha sempre aiutato tutti con una generosità non comune. Ogni volta che ritornavo alla Madonnella correva a salutarmi a casa di mia madre e mi regalava delle uova: prendile, mi diceva, che ti fanno bene. Grazie Settimia. Nel mio cuore ci sarà sempre un angoletto per te. Riconoscenza Nella Casa di Riposo ex ONPI, è deceduta, il 4 marzo u.s., la sig.na Olga Febbraro. Tutti i giorni, specialmente dopo l'aggravarsi della salute, le era vicina la sorella Milena. Ora sei di nuovo con la tua amatissima sposa, Bruna, che ti aveva preceduto e che tu hai continuato ad amare e rispettare in modo veramente esemplare. La tua improvvisa ed inattesa scomparsa ha lasciato un vuoto in tutti i tuoi parenti e nei tuoi numerosi amici e una profonda tristezza prende quando, passando per Piazzale Roma, non si vede più parcheggiata ora qua ora là, in attesa dei clienti, la sempre tua lucida auto-taxi. Da lassù veglia su tutti noi che ti ricorderemo per sempre L'amico Umberto Umberto G. Ricci Maresciallo Maggiore Primo Focarelli Il giorno 6 febbraio 2000 è venuto a mancare il Maresciallo Maggiore Primo Focarelli padre della Signora Maresa docente della Scuola Media di Montefiascone. Il Maresciallo Focarelli, stimato sottufficiale dell'arma Benemerita, si è distinto per aver a- vuto incarichi di rilievo, di fiducia e responsabilità, portati a termine con intelligenza e discrezione, meritando gli elogi dei superiori. Molti sono stati i tributi di affetto e di stima che hanno accompagnato la salma all'ultima dimora nel cimitero di Castel Giorgio. Al rito funebre hanno assistito tutti i suoi concittadini, un folto gruppo di Carabinieri con la bandiera dell'arma, oltre agli amici di Montefiascone che lo conobbero e lo apprezzarono durante il servizio prestato nella nostra città. Un ricordo e una preghiera di chi gli ha voluto bene. E un pensiero affettuoso, unito al cordoglio più sentito, alla Signora Rosmunda, alla figlia Maresa, a Maurizio e al carissimo Alessandro tanto amato dall'indimenticabile nonno. Pierina Capotosto All'età di 86 anni la Signora Pierina ha fatto ritorno alla casa del Padre. Rimasta vedova nel 1961 ha portato avanti il figlio Vincenzo, sposato con Avelia, che le ha regalato la nipote Anna Rita. Donna di casa e di fede, lascia dietro di se un bel testamento di opere buone. Alla cara Nonna Pierina Ripensando alla cara bisnonna Piera il nipotino guarda la sedia vuota e non la vede, a babbo e mamma e ai cari nonni chiede il fuoco scalda e lei non è vicino. Domanda che ripete ogni bambino che la vita non sa come procede è la risposta che si da per fede salita è in cielo e chiuso ha il suo destino. Non ripensando al ben che ci hai voluto uniamo all'oltre tomba il nostro pianto portaste al nonno anche il nostro saluto. Al cuore mio tu nonna manchi tanto come già il nonno che non ho conosciuto lo raggiungesti e rivivete accanto. Anna Rita Arduino Marianello Serenamente come era vissuto, circondato dall'affetto dei figli Vittorio e Dileno con le loro spose Gianna Maria e Paola, dei nipoti Marco, Giuliano, Ilaria, Laura, Daniela e della pronipote Lucrezia, ha preferito congiungersi alla sua amata sposa Emma nella gloria del Signore. Uomo buono e generoso, allegro e spiritoso, lascia un ricordo indimenticabile per i suoi cari e per quanti lo hanno conosciuto e stimato. Montefiascone, 9 Marzo 2000 Egregia redazione de "La Voce", è triste passeggiare per i cimiteri e vedere tante lapidi spoglie e abbandonate, perché presi dagli impegni quotidiani è "facile" dimenticarsi dei propri cari scomparsi, quasi non fossero mai esistiti. Per me, però, non è così; il 6 maggio saranno otto anni che mio nonno Valentino Baldo è morto, dopo una lunga sofferenza e pur comprendendo che la morte è intrinseca nella vita ed è inevitabile, sento moltissimo la sua mancanza. La prego e le sarei grata se lo ricordasse nel numero di maggio con la seguente dedica: "Una lapide non ha spento il tuo sorriso dai nostri cuori, non ha ucciso il nostro Amore per te, che cresce ogni giorno nella tua assenza. E vive nel tuo ricordo. Ci manchi moltissimo. Valentina, Luisa e Ivano" Spero tanto che accoglierà la mia richiesta e ringraziandola anticipatamente le porgo distinti saluti. Milena sente il dovere e il piacere di riconoscere la buona efficenza della Casa di Riposo. In particolare ringrazia medici, infermieri, assistenti e personale inserviente che si mostrano sempre premurosi nelle necessità varie e impegnative dei degenti: cure, igiene, pulizia... A voi tutti che lavorate in questa struttura vogliamo augurare la continuità e la soddisfazione per gli impegni che assolvete. La Casa sia sempre più accogliente ed attrezzata per il difficile compito che assolve. Maria, salute degli in fermi, sostenga, nella fede, la volontà e l'opera, cui si può aggiungere la prestazione del volontariato.

16 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 La Voce di Villa Serena La Casa di Riposo è in crescita I bei manifesti con i quali l'assessore Catasca ha voluto propagandare l'immagine della Casa di Riposo stanno portando i primi frutti, da molto tempo non venivano più redatte le liste di attesa per l'ammissione a Villa Serena, ora le richieste sono aumentate notevolmente. I requisiti principali della Casa di Riposo volute fortemente dall'assessore sono: cortesia, assistenza, e regole precise, regole che debbono essere rispettate sia dai dipendenti che dagli ospiti. I dipendenti debbono affrontare i propri compiti con tutti i doveri, contestualmente debbono avere tutti i loro diritti. Così gli ospiti debbono avere tutte le cure dovute ma debbono rispettare scrupolosamente le regole della Casa di Riposo. Esempio: non debbono andare a pranzo se non ben vestiti e puliti, non debbono fumare nei locali non per fumatori, non debbono portare fornelli elettrici ed altri oggetti pericolosi nelle proprie camere, ecc. L'Assessore Roberto Catasca ha chiesto ufficialmente al Vescovo Chiarinelli di visitare la Casa di Riposo, il quale ha accettato l'invito. Presto il nostro Vescovo, dunque, sarà presente a Villa Serena. Atletica Leggera Montefiascone Concerto alla Rocca dei Papi E' pomeriggio di festa, odi un richiamo di violini e tu vai. Non sei solo, molta altra gente della Rocca dei Papi salisce i gradini; con la musica nel cuore e nella mente. In una bella sala di un posto ricco di storia, vestiti di scuro, son già pronti i musicisti, e tutto l'insieme, scolpisci nella tua memoria e pregusti la gioia che ti daranno gli artisti. L'orchestra suona, e la musica addolcisce i dolori tutti gli strumenti iniziano un canto che si spande nelle case, negli orti e si posa sui fiori Sorta è l'alba radiosa del duemila splendida sarà questa giornata segui la strada sù vieni cammina verso la meta da Dio illuminata. Perdono chiedi alla bontà divina di tua qualche mancanza combinata la luce splenderà sera e mattina ora che l'alma tua è ritemprata. e va, sul lago e nella valle, portato dal vento. Fra gli orchestrali, ragazze dal volto gentile. Forse con la musica parlano d'amore, dolcissime, come un fiore di aprile, sorridono, e con un altro brano ti allietano il cuore. L'orchestra suona l'ultima melodia, questa sala tra poco sarà vuota ma non sola perché Grieg, Mendellsohn e Mozart non andranno via ed è per loro che l'ultimo applauso verso il cielo vola. Il Giubileo La santa madre Vergine Maria nei perigli sia sempre invocata lungo il cammino per un vita pia. E un giorno a Dio piacendo quell'anima anelante l'arco del trionfo si vedrà davanti. Come passano il tempo...! Ancora successi per gli atleti di Montefiascone, terminata l'attività invernale di corsa campestre la Soc. atletica Montefiascone tira le somme dei risultati. Grossa soddisfazione per Gianlorenzo Massimo, presidente della Soc. ed anche preparatore degli atleti. Il cadetto Mencio Marco di anni 15 ha partecipato a 4 gare di corsa campestre per la selezione alla rappresentativa Regionale con grossi risultati: un quarto e tre secondi posti e aggiudicandosi il titolo di campione provinciale. Inserito nella rappresentativa Regionale, ha partecipato il giorno 5 marzo, a Narni Scalo, al trofeo "Bertolini" di cross per rappresentative Regionali del centro Italia. La Regione Lazio si è aggiudicata il trofeo, Mencio ha contribuito con il suo secondo posto nella staffetta 3x1000 Mt. Il fiore all'occhiello per Mencio è la qualificazione e la partecipazione ai campionati italiani di corsa campestre svoltasi Mencio con il suo allenatore il 19 marzo in Toscana e per la precisione a Massa Carrara sempre nella staffetta 3x1000 Mt., con i suoi due compagni coprendo la distanza di 1 Km. ciascuno; classificandosi al 5 posto assoluto su 21 regioni che hanno partecipato. Un grosso risultato che fa sperare in un buon avvenire. Finita l'attività invernale la Soc. ed i ragazzi faranno un breve periodo di riposo e poi si riparte con la preparazione per l'attività estiva con gare in pista e su strada, sicuramente con onorevoli risultati. Facciamo i nostri più sentiti auguri a tutto lo staff ed a tutti i ragazzi. Dopo tre mesi dalla messa in opera del bellissimo proiettore del cinema presso Villa Serena gli ospiti hanno dichiarato che finalmente i pomeriggi sono diventati più piacevoli in quanto non appena terminata la proiezione del film è giunta l'ora della cena, nel passato erano interminabili L'Assessore Catasca con il duo "Castellani Felice e quelle ore pomeridiane. Certamente Pe PP e Meo " durante uno s P ettacol a Villa Serena ' alcuni ospiti non sono interessati al cinema perché hanno altre preferenze, per queste persone si è provveduto diversamente, con altre attività ricreative. Laboratorio "Ape Maia" Il laboratorio "APE MAIA" guidato tecnicamente dalla Signora ROSI LIDIA ospite della casa di riposo da diversi anni sta terminando la grande mole di lavoro per la realizzazione di tanti capi che verranno esposti presso la sala di rappresentanza della casa di riposo "VILLA SERENA" nel periodo Pasquale. Gli ospiti che con tanto amore si sono adoperati per la realizzazione dei vari capi, maglie, ricami, centrini ed altri oggetti confidano su una massiccia presenza di visitatori. Nerio Persi Emilio Camicia LA BUONA NOTIZIA Rubrica di spiritualità curata dalla comunità Giovanni Paolo II di Montefiascone "VARCARE LA SOGLIA DELLA PORTA ACCANTO" Nella lettera pastorale "UN ANNO DI GRAZIA DEL SIGNORE", il nostro Vescovo Lorenzo Chiarinelli ci invita a vivere il Giubileo soprattutto come un anno speciale di "solidarietà, di servizio efficace e di amore". "C'è infatti una nuova soglia da varcare": non è solo quella della Porta Santa che milioni di pellegrini attraverseranno - professando la propria fede in Gesù Unico Salvatore - ma è quella della "Porta Accanto", la porta del fratello che vive vicino a noi, la porta di chi ha fame e sete, di chi è stanco e disperato, di chi è malato e solo Il Giubileo ci invita ad aprire gli occhi su questa realtà che è più facile ignorare e a metterci in pellegrinaggio per andare verso i poveri, con la certezza di andare incontro a Gesù. Una povertà che il Figlio di Dio non solo non ha ignorato ma che ha accettato e accolto fino a divenire una cosa sola con il povero da sfamare, l'ignudo da rivestire, il carcerato da visitare (Mt 25,40). Il fratello della 'porta accanto' oggi è spesso chi vive senza conoscere Dio e il senso del proprio esistere, chi ha il cuore assetato di giustizia, di pace e di verità, chi ha il cuore ferito o disperato a causa della morte. La povertà chi ci circonda è soprattutto un vuoto di amore e di senso e chi ha avuto la grazia di incontrare Gesù nella propria vita, in questo anno speciale di grazia, è chiamato a bussare in modo 'speciale' alla porta degli affaticati e degli oppressi e ad annunciare - non solo con le parole ma con la concretezza del vivere di ogni giorno - che Dio è Padre e ama i suoi figli e che aspetta e spera solo di poter abbracciare ognuna delle sue creature, in qualunque condizione si trovino: Signore Gesù, manda il tuo Spirito nei nostri cuori e poi manda anche noi ad annunciare al povero che ci vive accanto, a partire da quello che vive nella nostra stessa famiglia, il "lieto annunzio" che Tu hai portato nel mondo e hai reso per sempre efficace con la Tua croce. Fa' che possiamo anche noi proclamare ai prigionieri di oggi la liberazione Per ridonare Vita a chi vuole chiudere la porta del proprio cuore per non soffrire più. Solo così questo sarà davvero il Tuo anno di Grazia, o Signore. Amen! Luisa S. La Comunità Giovanni Paolo IP si riunisce ogni venerdì sera alle ore 21 nella Chiesa di Sant'Andrea a Montefiascone.

17 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 Inaugurata l'attività dell'oratorio delle Coste Domenica 19 marzo scorso è stato finalmente inaugurato il campo di calcetto alla parrocchia del Corpus Domini delle Coste di Montefiascone. La struttura, voluta caparbiamente dal parroco don Giuseppe FUCILI, è stata costruita da un gruppo volenteroso di parrocchiani con l'aiuto dell'amministrazione Comunale che ne ha reso possibile la realizzazione. L'opera rientra tra le attrezzature sportive realizzate in maniera decentrata, rispetto al centro della città, al fine di permettere l'attuazione di attività sociale autonoma ad ogni frazione. Il campo di calcetto appena ultimato va ad integrarsi con le strutture già esistenti nel complesso parrocchiale delle Coste quali: il campo di bocce dove si svolgono appassionate partite tra gli amatori di questo antico passatempo delle nostre genti; il vecchio asilo dove, oltre al catechismo coordinato dalle amabili Maestre Pie Filippini Suor Concetta e Suor Pietruccia, vengono svolti i Grest estivi ed altre attività varie; l'ampio capannone, dotato di riscaldamento, ove si realizzano cene collettive, corsi di ballo, memorabili feste, manifestazioni e spettacoli. insomma con l'entrata in funzione del campo di calcetto, don Giuseppe si può giustamente vantare di avere, finalmente, a disposizione un complesso polifunzionale in grado di rispondere a quasi tutte le esigenze della sua parrocchia. Gli effetti di questa nuova disponibilità appaiono già evidenti ed infatti all'inaugurazione del Campetto vi è stato un notevole afflusso di parrocchiani che hanno partecipato attivamente all'allegra festa realizzata nel capannone con i tanti e buonissimi dolci confezionati dalle mamme e con l'accompagnamento musicale del valente Alberto Romenzi. Nell'occasione, alla presenza del Vice Sindaco Paradiso e dell'assessore Cimarello, sono state premiate le squadre che hanno dato vita al 1 torneo di calcetto per i ragazzi delle Coste con i seguenti piazzamenti: 1. Resto del Mondo (Tacchi, Chiodo, Laura, Morichetti, Pesci, Manzi e Pietro) 2. Roma 3. Inter 4. Ragazzi della 1 A Media e della 5 A elementare. Miglior capocannoniere del torneo è risultato il bomber Paolo MINCIOTTI con 18 reti. Meritano un ringraziamento particolare per la loro disponibilità gli arbitri poco federali e tanto "discussi" Venanzio e Rocchi. Archiviata l'inaugurazione del campo di calcetto la parrocchia delle Coste è già impegnata nella realizzazione della prossima festa di S. Pancrazio che quest'anno si preannuncia particolarmente significativa con il contributo dei nuovi parrocchiani che sono entrati a far parte del comitato festeggiamenti. Del resto anche la tradizionale "vecchia guardia" del Comitato ha sempre organizzato festeggiamenti con i fiocchi, pertanto la parrocchia delle Coste è già tutta in fermento per la realizzazione del programma dei festeggiamenti per gli ormai prossimi 11, 12 e 13 maggio. Fin da ora tutta la cittadinanza di Montefiascone è invitata a partecipare. Tempo d'esami Tempo d'esami in Italia per il folto e inquieto gruppo dei docenti di varie età: abilitazioni, concorsi, quiz promulgati ed in fretta rinnegati. Anche nel fervido ambiente scolastico del SEMINARIO BARBARIGO a MONTEFIASCO- NE "i giovani docenti" sia della Scuola Media che del Nuovo Liceo della Comunicazione, hanno affrontato con grande impegno e senso di responsabilità le folte ed ardue prove per conquistare l'abilitazione all'insegnamento nelle varie classi di concorso. Tutti i docenti, continuando con zelo le lezioni mattutine ai ragazzi, hanno studiato, frequentato corsi di formazione, si sono scambiati fra loro e con i "vecchi" insegnanti esperienze e conoscenze. Certamente i frutti di una umile, laboriosa, illuminata ferialità dell'insegnamento hanno prodotto professionalità giovane, ma esperte e motivate. Il volontariato è un dono generoso che raffina le menti, riscalda i cuori e genera copiosi benefici, non solo a coloro che godono di una tale particolare docenza, ma anche a chi con disponibilità non ostentata lavora ora dopo ora, giorno dopo giorno. Insegnare in una comunità è imparare ogni volta, è crescere insieme e far crescere i ragazzi nell'esempio di un impegno concorde e fecondo. Con questo non si vuol dire che le scuole del SEMINARIO siano un'isola felice che non conosce le difficoltà e i venti che percuotono senza sosta la scuola italiana in questa fase di epocale cambiamento, ma non si può negare che vi si respira un'aria diversa, non gravata da pesanti competizioni individuali, da oziose e sterili riunioni, da freddi e impersonali rapporti alunni-docenti. Nelle due scuole l'ambiente è vivificato dalla generosità degli uomini e dalla presenza silenziosa dello Spirito. Si stanno concludendo le fatidiche prove e i Docenti del SEMINARIO hanno raggiunto felicemente il porto o sono vicini all'approdo. I loro nomi? Eccoli: Paola BREC- COLA, Giovanna BRINCHI, Maria Cristina CAPITINI, Oriana CAPPANNELLA, Cinzia CAPUANI, Fernanda CARLONI, Lino GIORDANI, Paola MARSIGLIONI, Elisa CENEDESI, Dario CECCONI, Massimo ANGELONI, Giancarlo MENICHELLI. Finora ben quattro di loro hanno conquistato la sospirata abilitazione con il punteggio massimo di 80/80, tutti gli altri hanno ottenuto una votazione di buon livello così che la media del gruppo DOCENTI SEMINARIO BARBARIGO è veramente assai alta! Sia questo successo gratificante premio per le fatiche sostenute, per le energie già profuse e stimolo per un futuro carico di entusiasmo, di speranza e fiducia confidente nel PADRONE delle MESSI. Vincenzo Frallicciardi L'Associazione dell' "Hobby del far da sé" e Piazza Urbano V E' da sempre considerato il luogo più bello e suggestivo della nostra città, ora lo è in modo particolare, dopo il completamento dei lavori di sistemazione della piazza. La pavimentazione, il marciapiede, con panchine, siepi, alberi, e una calda illuminazione lo arricchiscono a tal punto da renderlo quasi unico. Si ha una visione a 360 che ti coinvolge interamente. Alzando lo sguardo ci si sente dominati e al tempo stesso affascinati dalla maestosità del palazzo dei Papi, per poi girarsi e sentirsi parte dominante di un panorama che dire meraviglioso è poco. Si ha occasione di assistere a certi tramonti sul lago che definire incantevoli è niente. Ecco, questo è il luogo, che per primi, già da oltre un anno, abbiamo scelto per dare sviluppo ad un progetto rivolto a valorizzare il centro storico cercando la qualificazione del tipico locale, ossia, artigianato artistico e prodotti tipici. Vi abbiamo istituito la nostra sede con l'esposizione e la vendita di oggetti e lavori realizzati dai nostri soci, è inoltre prossima la realizzazione di un piccolo museo della cantina con tutti gli oggetti e gli strumenti che sono serviti a rendere famoso il nostro vino. Si rende ora necessario che altri diano sviluppo alla seconda parte del progetto, ossia, l'esposizione e la vendita di tutti i prodotti tipici e biologici, che certamente in futuro avranno sempre più interessi di mercato. Questo potrebbe avvenire anche attraverso la costituzione di una cooperativa di produttori, senz'altro di più facile attuazione. Dobbiamo riuscire a creare, intorno al cuore della nostra città, che è e deve rimanere la P.S. meravigliosa Rocca dei Papi, delle vie o percorsi di interesse turistico, dove il visitatore possa trovare attrazioni e interessi alternativi. Ed è per le bellezze paesaggistiche, artistiche, per la posizione dominante che abbiamo, che il nostro obbiettivo deve essere finalizzato in termine di immagine e qualità della vita, potremmo così conquistarci la denominazione di luogo altamente vivibile, altre cittadine ci sono già riuscite. Questa secondo noi è la strada da percorrere per ottenere risultati e dare così alla nostra cara Montefiascone una nuova e importante carta di identità, 'Valevole per tutti i tipi di espatrio". L'associazione del far da sé ha iniziato il 5 anno di attività, abbiamo sempre cercato di trasmettere messaggi di ogni genere, con l'entusiasmo e la voglia di fare che ci ha finora distinto, speriamo di essere riusciti almeno a dare quell'impulso o quella scossa capace di aiutarci a crescere, uscendo così dal profondo letargo. Mauro Donati P.S. Abbiamo bisogno di più soci e collaboratori, mi rivolgo a tutte quelle persone che hanno nei confronti della manualità una sensibilità maggiore; siate più disponibili, possiamo fare molte cose interessanti insieme. L'Ass.ne ha inoltre una convenzione con i più grandi negozi specializzati del far da sé che ci attuano buoni sconti. Per informazioni rivolgersi a Mauro Donati via Mosse, 27 Telefono

18 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 Il Vitto riservato ai Militari di Leva occorre saperlo meglio valutare Di recente si è parlato con senso critico del NONNISMO (e se ne parla ancora) nella Caserma, un problema sociale questo da estirpare con provvedimenti non solo disciplinari. Dunque, si è parlato di quei cittadini che adempiono a turno al servizio di leva. Vi è altro motivo significativo di cui parlare, il vettovagliamento, visto che anche dalla opinione pubblica "a torto" è spesso oggetto di critica con palese scarsa obiettività. Parlando di alimentazione è bene sottolineare che, come viene affermato dagli alimentaristi, si mangia per vivere e non si vive per mangiare! Ma si sa bene come vanno poi le cose e, a tavola, di questa massima più che saggia, per nostro comodo istinto il 99,9% si avvale piacevolmente della seconda soluzione. A scanso di equivoci, nel primo caso non si vuol significare la sopravvivenza, ma sapersi alimentare secondo i fabbisogni di età e secondo la propria attività lavorativa. Per entrare in argomento, occorre precisare che già prima della seconda guerra mondiale il rancio nelle caserme non era un granché. Ma è doveroso dire che anche la popolazione (la grande maggioranza) a quei tempi non poteva permettersi che magri frugali pasti. Dagli anni 1944/1945 (già nel rinnovato ESERCITO ITALIANO) in poi, il vitto del soldato aveva assunto una impronta più consona ai bisogni dei giovani di leva, sia nella qualità che nella quantità. Non più la storica gavetta ma, piatti, posate, bicchieri, ecc. con l'attrezzatura di un recente refettorio per la consumazione dei pasti caldi; ciò dovuto anche alla introduzione della tavola calda dai primi anni Si poteva fruire già da allora, del primo, del secondo con contorno, il pane naturalmente, il vino e la frutta di stagione, ovviamente nei due pasti principali. In queste mense militari non manca il personale qualificato in materia di arte culinaria ed anche i militari di leva (il 4% circa) previo un corso accelerato, validamente coadiuvano alla preparazione dei cibi ed alla distribuzione. Certo, come si sa, nelle mense non si possono "per ovvi motivi" preparare vivande molto elaborate. Una buona cucina deve disporre di sani alimenti giornalieri e niente riciclaggi per il giorno dopo. Questo se lo possono permettere le mense militari poiché non sono previsti profitti di gestione. Per quanto sin qui descritto, rispecchia una certa realtà (non certo negativa) in fatto di vettovagliamento nell'ambito delle nostre Forze Armate. Tuttavia, malgrado la evidenza delle cose, vi sono ancora oggi critiche scarsamente obiettive circa il vitto degli interessati militari. In ogni modo, trattasi di minoranze, di quei giovani un pò viziatelli già nel loro ambiente familiare. Questi signorini (si fa per dire) non consumano ad es.: la colazione del mattino a causa della giovane indolenza mattutina. Però, alla prima apertura dello spaccio (verso le 9,30) si imbottiscono di brioche con latte macchiato o non, con la schiuma! E' vero, ad alcuni la schiuma del latte in tal modo dà forse un maggior senso gustativo perché, come si dice; anche l'occhio vuole la sua parte! Queste però sono debolezze umane che vanno rispettate senza ombra di volerle recriminare. E' qui che il proseguo della giornata non avviene nel migliore dei modi. Infatti, all'ora di pranzo (verso le 12) ovviamente si tenterà di ritirare la propria razione e quindi pizzicando le vivande sotto sotto si brontolerà che non sono buone. Nel pomeriggio (verso le 15,30) rieccoli allo spaccio per consumare la merendina. Cosicché anche il pasto della sera (verso le 18 circa) il rancio non potrà che risultare criticabile, naturalmente a modo loro poiché come a tutti è ben noto, l'appetito è la migliore mensa e le debolezze umane dovrebbero avere dei limiti. Questo atteggiamento, se vogliamo, scombinato negli orari può anche essere ritenuto giusto, ognuno è padronissimo di autogovernarsi come meglio crede, ci mancherebbe altro fosse diversamente! Però, non mi sembra leale criticare l'organizzazione e tanto meno i propri commilitoni addetti alla preparazione delle vivande che "come in ogni famiglia", ce la mettono proprio tutta affinché i pasti risultino sani, appetibili e ben digeribili. A scanso di equivoci, ad esempio di eventuale scarsa trasparenza amministrativa, c'è da precisare che vi è una Commissione Rancio costituita (credo ogni 15 giorni) da un graduato e da due militari che hanno il compito di assicurarsi che tutte le spettanze giornaliere pro-capite vengano confezionate e quindi distribuite ai militari. Morale, come sappiamo i vizietti costano, e, in questo caso specifico, possono creare sensibili residui di cibi che, inesorabilmente, finiscono "a malincuore" nei rifiuti, poiché il cattivo esempio di alcuni viene trasmesso in qualche modo anche ad altri commilitoni che, nel loro borsellino di lire non ne hanno un granché. Concludendo, diciamo che: la critica è sacrosanta, deve risultare però obiettiva e costruttiva nel senso più ampio del termine. Però, diciamocelo francamente senza indugi, già dagli anni 1950, dopo le amare esperienze della guerra, il tenore di vita riguardo in questo caso l'alimentazione "per i nostri cari figli e nipotini poi" è molto migliorato per cui si è creato Il Computer ed il Manico delia Pala di Zelindo Gianlorenzo Peppantonio e Tito - i cognomi non l'ho mai conosciuti - erano due poveracci vissuti e morti molti anni fa; facevano i muratori per sbarcare il lunario ma a quei tempi il mestiere era considerato poco, retribuito ancor meno, tanto che gli operatori erano stimati un gradino più su degli accattoni. Del resto, si sa che allora regnava la miseria più nera, nessuno aveva danaro da spendere e quel poco che si raggranellava era destinato alla sopravvivenza; sicché alla "ditta" capitava raramente di costruire qualche casaletto fatto naturalmente a misura della loro abilità. Entrambi erano analfabeti: il più svelto, Peppantonio, era il capomastro ed a lui competeva la parte, diciamo così, tecnica; era lui che prendeva le misure dell'opera ma con strumenti un pò diversi dalle strisce o fettucce centimetrate. "Questa trave deve essere lunga tre manici di pala, due di pipa ed un fulminante (fiammifero)" sentenziava. Naturalmente dovevano supplire con la robustezza del fabbricato alla mancata puntuale misurazione geometrica ed è per questo che in qualche agricola costruzione ora diroccata si trovano muri fatti di pietra viva e larghi un metro e più: quasi fortilizi! In sostanza non erano capolavori di ingegneria quelli fatti da Peppantonio e Tito: ma il capolavoro quei due lo fecero alle soglie della loro vecchiaia perché morirono a poca distanza l'uno dall'altro con questi ottimi risultati: 1) liberarono parenti od amici dal fastidio dell'assistenza; 2) liberarono la collettività cioè il Comune da qualche estemporaneo intervento non essendovi allora pensioni nè case dì riposo; 3) liberarono sé stessi dalle sofferenze e dalle umiliazioni della senescenza. Quei due io li ho conosciuti da ragazzino e per poco; e me ne dispiace perché quando rievoco quei tempi ancorché duri avverto irragionevolmente un senso di serenità e di liberazione, sentendomi oggi immerso e smarrito nella vorticosa voragine del mondo informatico di cui non capisco nulla in fatto di computer, siti internet, cliccaggio: straniero in terre sconosciute. So che il mondo si fermerebbe senza questi sofisticati strumenti, tuttavia, mio malgrado, non posso reprimere il risveglio di quel desiderio inquieto per il tempo del manico della pala e del 'fulminante'. "A ME" - "A TE" si gridavano un giorno i due della ditta dall'alto dei muri, destro e sinistro, intenti alla posa di una trave, tirata alternativamente di qua e di là, perché la trave stessa, se poggiava da una parte, non poggiava dall'altra; dopo un pò di questa tiritera, Peppantonio si fermò e poggiandosi l'indice sulla tempia, come a sottolineare una profonda riflessione, disse: "lo non capisco, qui sotto ci deve essere un mistero; ho segato tre volte 'sta trave, ancora è corta". Basterebbe questo per consegnare Peppantonio e Tito alla nostra affettuosa memoria (anche se la storia non fosse vera). (intorno ai cibi) un giro vizioso anche psicologico nel discriminare certi alimenti come la verdura, la frutta e i legumi, quindi da un lato diciamo grazie al buon Dio, ma dall'altro lato non credo che ciò possa essere favorevole alla loro salute, non tanto per l'oggi (quando si è ancora giovani), ma per la loro salute nell'età avanzata. Dunque, i nostri solerti giovani (salvo eccezioni) hanno ancor oggi quasi tutto, quindi non c'è troppo da stupirsi se alla sana tavola preferiscono cibi salati come le patatine nel sacchetto di plastica, i dolci confezionati validi con lunghe scadenze. Ciò detto però, perché assillati dalla insistenza e deprecabile pubblicità. Si spera che, crescendo si adeguino ai più sani cibi naturali nostrani della nostra dieta alimentare mediterranea. Spero vivamente che l'argomento possa apparire a tutti non di parte. Si è voluto fare qualche dovuta precisazione, senza con ciò voler assolutamente dare o togliere meriti a nessuno. Giuseppe Piacentini

19 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 pag. 11 IL POPOLO DELLA NOTTE Quattro giovani rientrano a casa con una macchina che forse corre troppo nella notte, all'improvviso il conducente ne perde il controllo ed in pochi attimi si consuma la tragedia. Uno schianto ed il destino si compie, due giovani vite cancellate ed altre due segnate per sempre, non resta altro che il dolore dei familiari e lo sgomento degli amici e di tutta la comunità cittadina rimasta sconvolta per l'ennesima disgrazia che coinvolge alcune sue famiglie. La tragedia si è compiuta con lo strascico straziante dei funerali ma in me, padre di tre figli di cui uno coetaneo delle vittime, è rimasto un senso d'angoscia che non si cancella con il tempo perché non riesce ad accettare ed a giustificare il vuoto lasciato da quei giovani che non ci sono più. I sentimenti che si provano sono tanti; tra la rabbia per l'ineluttabilità dell'accaduto e la compassione per il dolore delle famiglie, emerge la speranza che quanto sia successo possa servire almeno da monito ai tanti giovani che girovagano nelle tarde ore della notte alla ricerca di un divertimento estremo. L'esuberanza e l'inesperienza della giovane età spesso li porta a sottovalutare i rischi ed i pericoli di guidare autovetture in scarse condizioni di sicurezza dovute, in particolare, all'alta velocità ed alle condizioni fisiche non ottimali, oltremodo necessarie, quando si guida di notte. Proprio in questi giorni, sull'eco dei fatti di cronaca, si è ritornato a parlare di disciplinare gli orari d'esercizio delle discoteche da parte delle autorità di governo. L'intendimento è quello di anticipare l'orario di chiusura, di regolarizzare il consumo di alcool e di ascoltare musica meno ossessiva nell'ultima ora prima della chiusura delle discoteche. Purtroppo si ha la netta sensazione che la soluzione di questo gravissimo fenomeno sociale non passi di certo attraverso Ignazio Ceccariglia 10/7/ /03/2000 Sposato con Annetta Morincasa da 53 anni; per condurre avanti la sua numerosa famiglia s'è dato sempre da fare, affrontando diversi lavori. Quando poteva godersi il frutto del suo impegno, il male lo ha letteralmente stroncato. Lascia la sposa che gli è stata sempre vicina, e le sue quattro figlie: Onorina, Domenica, Maura, Daniela, che gli avevano regalato otto nipoti per i quali stravedeva. Dal cielo continuerà a proteggerli e a consigliarli. La famiglia intende ringraziare soprattutto il reparto rianimazione dell'ospedale di Montefiascone, sia medici che personale, per la loro professionalità e disponibilità verso il loro caro. un'ulteriore trattativa tra le autorità e gli esercenti dei locali pubblici. Infatti, soltanto con un'auspicata ed autonoma presa di coscienza, del così detto "popolo della notte", sarà possibile adeguare le attuali modalità di divertimento rendendole compatibili con le esigenze fisiologiche dell'orologio biologico umano. A tal proposito basterebbe riflettere sull'elementare considerazione del perché sei giorni su sette la notte si dorme, mentre il sabato sera bisogna necessariamente "tirare l'alba"? GUERRINI RICCARDO GATTI MARCO RINGRAZIAMENTO Perdere un figlio, un parente, un amico, provoca un dolore grande. Perdere un figlio, un parente, un amico, improvvisamente e tragicamente e di appena 19 anni, provoca non solo un dolore grande, ma anche un immenso vuoto, sconforto, disperazione, smarrimento ed una sola domanda ricorrente: perché? Ma intorno tutto tace in uno sconfinato e sconsolato silenzio. Marco e Riccardo non sono più con noi, o, almeno non più fisicamente. In una notte di Marzo, poco prima della Primavera, quella che doveva terminare come una serata spensierata e allegra tra amici, si è invece tramutata in una tragedia. La morte aspettava Marco e Riccardo proprio lì, a due passi dalle loro case, immobile su quel muro in tufi dove la macchina, con un tonfo cupo e mortale, è andata violentemente a schiantarsi. Marco e Riccardo lasciano nei genitori un vuoto incolmabile e un dolore che il tempo potrà solo placare, ma mai cancellare. E al dolore dei familiari si è unita la presenza tangibile di tanti amici, parenti, conoscenti che a loro si sono stretti in una manifestazione di solidarietà e affetto. E a tutti le famiglie Gatti e Ceccarellì, vogliono estendere il loro ringraziamento: GRAZIE!! Grazie agli amici, tanti, ai parenti, a coloro che silenziosamente hanno partecipato al dolore, grazie a quanti hanno prestato i primi soccorsi: e un particolare ringraziamento al Personale Medico e Paramedico dell'ospedale Civile di Montefiascone, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, che sono intervenuti in quella tragica notte e poi al Funerale, grazie alla Polizia Municipale che si è adoperata, non solo per dovere, affinché la Cerimonia e il Corteo Funebre potesse svolgersi senza problemi di traffico. Marco e Riccardo non ci sono più! Ora si trovano in un mondo a noi ancora sconosciuto fiduciosi che la loro morte terrena possa almeno servire ad evitarne altre, e da lassù ci guardano e ci proteggono sicuri che un giorno, anche noi, ci riuniremo a loro in Paradiso. Famiglia Gatti e Ceccarelli Geremia Giraldo 1/06/ /02/2000 Geremia aveva un nome biblico ed è vissuto come uno degli uomini di Dio. Sposatosi nel 1945 con Linda Pepponi, sono stati due anime in una, si sono amati e rispettati sempre. Hanno avuto due figli: Nella che con lo sposo Giancarlo Bertuccini ha regalato ai nonni i figli Romina e Paolo; Settimio con il quale è sempre vissuto nella stessa casa, amato sia dalla nuora Lorena Ciarmatori come dai nipoti Alessandra e Emanuele. Agricoltore aveva imparato ad essere paziente, come le piante che coltivava. Ora vive felice in Dio Padre. Adorno Tarantello 12/04/ /02/2000 Stroncato da un male incurabile ha lasciato nel dolore la sposa Silvana e i figli Giorgio e Daniela. Sicuramente continuerà ad assistere dal cielo la sua famiglia. Spesso i giovani confondono il desiderio di libertà con la voglia di poter fare tutto quello che vogliono anche contro ogni elementare logica del buonsenso. In genere i genitori sono fin troppo comprensivi con i loro figli, anche perché ogni uno di loro è stato giovane, ma sarebbe bene che incominciassero a far riflettere i ragazzi se vale veramente la pena mettere in discussione la propria esistenza per un divertimento notturno che può benissimo essere serale. Proviamo a parlare con i nostri ragazzi cercando di farli riflettere sulle loro aspettative di vita, sulla necessità di rispettare se stessi evitando di assumere un qualsivoglia che li può nuocere sia fisicamente sia mentalmente e che comunque non li fa più essere loro stessi. Il desiderio di divertirsi dei giovani non può confliggere con uno stile di vita che li danneggia, a volte anche per sempre, pertanto adoperiamoci affinché il buon senso e la ragionevolezza primeggi sulla sconsideratezza dei nostri giovani facendoli ricredere sul loro modo di divertirsi. Auguriamoci che ciò avvenga, prima di tutto, nel loro stesso interesse e poi anche per non vanificare la memoria dei loro compianti amici con cui, purtroppo, non potranno più condividere le gioie della vita. Vincenzo Frallicciardi Armando Ugolini 23/06/ /02/2000 Proveniente da una famiglia numerosa e povera, Armando ha lavorato sodo per tutta la vita e insieme alla sposa signora Maria Ambrosi è riuscito a farsi una posizione e a dare un avvenire ai due figli: una sposata a Milano e l'altro, Dario, qui a Montefiascone. Viveva per loro e per i nipoti.

20 pag. 10 LA VOCE - n 4 - Aprile 2000 E sono... ottanta! E' un bel traguardo per l'amico Settimio Stefanoni aver raggiunto il 30 gennaio il suo ottantesimo compleanno, ancora in piena salute e soprattutto circondato dall'affetto dei suoi quattro figli: Maria Santa, Carlo, Paolo e Pietro. Nel suo sguardo c'è solo il rimpianto di non a- ver vicino la sposa Maria, che però lo protegge, aleggiando su di lui, dal cielo. Auguroni! Nella lettera c'è tutto! Don Agostino, mando 50 dollari per "La Voce". Metto la foto del primo nipotino nato il 3 gennaio 2000 il nome è Jonatha Gino Santucci, è il figlio di Tricia e George Santucci. In più le metto la foto di mia figlia che si è fidanzata e si sposerà il 4 novembre 2000, Rick Sumney e Rita Santucci figlia di Maria Gamberi. Ringrazio Maria Gamberi Santucci Partecipiamo vivamente alla doppia grande gioia della Signora Maria, daremo senz'altro le fotografia alla Signora Eulalia Gamberi, dopo la pubblicazione. PRIMAVERA IN ETRURIA L'importante iniziativa "Primavera in Etruria" - Incontri a Montefiascone - giunge quest'anno alla VII Edizione: un traguardo importante che premia la continuità e la qualità di una programmazione che si svolge in tutto il periodo primaverile. E' organizzata dal Centro Iniziative Culturali, che quest'anno ha eletto come nuovo presidente Gianfranco Stefanoni ed è patrocinata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Montefiascone e dal Vice Sindaco Maurizio Paradiso. Anche quest'anno il programma presenta interessanti proposte musicali, teatrali, culturali oltre ad importanti conferenze e mostre. Abbiamo voluto pubblicare il programma intero delle manifestazioni che riportiamo così come compare nella locandina. I Concerti martedì 25 aprile - basilica di S. Flaviano - ore 17,30 Concerto dell'orchestra del XXI secolo Il Teatro sabato 8 aprile - Teatro Cardinal Salotti - ore 21,00 Il gruppo teatrale "Speaker' CORNER" presenta "A modo nostro" Variazioni, sul tema dell'amore, della vita e della morte, su testi di Costa, Bermi, Fallaci, Ferlinghetti, Kerua, Pennac, Shakespeare - regia di Francesco Mecorio e Costanza Lucioli sabato 29 aprile - Teatro Cardinal Salotti - ore 21,00 La Compagnia Teatrale "I Giovani" di Viterbo in "Rumors" di Neil Simon Regia Piermaria Cecchini giovedì 4 maggio - Rocca dei Papi - ore 17,00 Il gruppo teatrale del Liceo "Leonardo Da Vinci" di Montefiascone presenta "Lisistrata" di Aristofane. Adattamento di Gianni Abbate Archeologia domenica 25 e lunedì 26 aprile Visite guidate alla basilica di S. Flaviano a cura del Gruppo Archeologico "Fanum Voltumnae" di Montefiascone - per tutto il periodo della manifestazione saranno organizzate visite guidate alle più importanti località archeologiche della zona. Per informazioni rivolgersi alla Biblioteca Comunale ( ) Le Conferenze giovedì 13 aprile - Biblioteca Comunale - ore 17,30 Un secolo di periodici a Montefiascone Giancarlo Breccola Seguirà l'inaugurazione della mostra dei periodici giovedì 27 aprile - Biblioteca - ore 17,30 Montefiascone nell'anno Giubilare 1675 Marcello Mari Feudalesimo e Diocesi nella Val di Lago Antonio Quattranni sabato 13 maggio - Biblioteca - ore 17,30 "V" come Gorpe: viaggio attraverso il dialetto di Montefiascone Mario Lozzi Primavera Giovani 2000 domenica 16 aprile - Rocca dei Papi - ore 17,00 Spettacolo di teatro di Figura La compagnia "Maninalto" di Bagnaia propone lo spettacolo per bambini "Il Castoro dal dente d'oro" scritto e diretto da Gerolamo Altieri, con Laura Saccani, Augusto Terenzi e Luisa Piazza - musiche di Fabrizio Salvatore - scene e costumi di Antonella Abatiello (età consigliata: 4-10 anni) sabato 6 maggio - Rocca - ore 17,30 I giovani e il Libro Conferenza -Mostra sul libro per ragazzi La conferenza è tenuta dalla illustratrice Antonella Abbatiello La mostra sarà aperta anche domenica 7 maggio Sono ed ancora "sposetti" innamorati Si tratta del sig. Giuseppe Nami del 1923 e della signora Agostina Cosimi del 1929, che celebrano il loro 50 di matrimonio il 10 aprile p.v. La gioia che sprigionano è diversa da quella di 50 anni fa, è forse più grande, ed è un esempio per tanti giovani che affrontano oggi la vita coniugale. Complimenti, cari sposi, e l'augurio cordiale che possiate giungere ad altre mète e date importanti sempre in piena salute e sempre con lo stesso caldo amore. NEO-LAUREATE Il 25 febbraio - con la votazione di 108/110 si è laureata la signorina Maria Cristina Donati in Lingue e Letterature Straniere, indirizzo storico-culturale presso l'università degli Studi di Viterbo. La tesi di Letteratura Inglese che è stata discussa porta il titolo: "Villette Microcosmo" esemplare del romanzo di Charlotte Bronté. Il 28 dello stesso mese si è laureata in Lettere e Filosofia presso l'università degli Studi di Perugia Elena Sciuga, discutendo la tesi, in Storia dell'arte Contemporanea dal titolo "La Fiorentina Primaverile del 1922". Relatore è stata la Prof.ssa Caterina Zappia, controrelatori il Prof. Pietro Scarpellini e il Dott. Emanuele Barletti. Naturalmente il voto è stato 110 e lode. Ci complimentiamo con ambedue. NUOVO MOVIMENTO POLITICO Il 16 marzo scorso alla presenza di semplici cittadini e autorità locali è stata inaugurata la sede del nuovo movimento "Montefiascone verso il futuro" coordinato dal vulcanico ROBERTO CATASCA. Il movimento, che ha già ottenuto l'adesione di molti soci, è nato con lo scopo di far impegnare i propri componenti nella promozione sociale e culturale di Montefiascone. Auguroni! Carissimo don A- gostino; chi ti scrive è Massimo Capezzali, come tu sai faccio il Carabiniere presso la Compagnia di Abbadia San Salvatore (SI) con l'incarico di autista del Capitano, e come ogni mese ricevo puntualmente il giornale "La Voce". Ti scrivo perché volevo darti una notizia piacevole, dopo quattro anni di fidanzamento con Vinciarelli Nadia (di Abbadia San Salvatore), il giorno 11 Aprile 1999, abbiamo deciso di convolare a nozze, e per questo abbiamo scelto di celebrare la cerimonia in Abbadia San Salvatore, in una chiesa caratteristica di nome S. Leonardo, celebrata dal caro Don Francesco. Il nostro desiderio, se è possibile, è avere la nostra foto di matrimonio pubblicata sul giornale "La Voce". Caro Don Agostino ho sempre avuto una grandissima stima di te, continuerò sempre nel piccolo contributo che faccio al giornale, e spero che tu mi pubblichi la foto allegata, dedicandomi un tuo personale pensiero. Massimo Capezzali Abbadia San Salvatore 4/1/2000 Come vedi ho pubblicato quasi per intero la tua lettera che è carica di quella gioia che è in fondo alla tua anima e che costituisce il migliore augurio che possiamo farti: la tua vita matrimoniale con la benedizione di Dio possa renderti felice sempre e la "Virgo Fidelis" possa darti costanza e fedeltà per arricchire ambedue le scelte da te operate: l'arma, la vita matrimoniale.

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